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Gen 12

Titolo originale: Seven pounds
Nazione: USA
Anno: 2008
Genere: drammatico
Durata: 2h05m
Regia: Gabriele Muccino
Sceneggiatura: Grant Nieporte
Fotografia: Philippe Le Sourd
Musiche: Angelo Milli
Cast: Will Smith, Rosario Dawson, Woody Harrelson, Barry Pepper, Tim Kelleher, Elpidia Carrillo, Gina Hecht, Robinne Lee, Joe Nunez, Andy Milder, Michael Ealy, Sarah Jane Morris, Judyann Elder, Bill Smitrovich

Trama
Sette nomi scritti su un foglio di carta, sette persone che non hanno nulla in comune tra loro se non perché tutte realmente bisognose di essere aiutate. Ben Thomas, un uomo dilaniato dai sensi di colpa a causa di un doloroso segreto, cerca di redimersi cambiando radicalmente le vite di questi sette estranei. Pian piano entrerà nelle vite di queste persone a loro insaputa. Ma Emily Posa, una donna che soffre di un problema cardiaco congenito, ostacolerà dal suo piano quando si renderà responsabile dell’unica cosa che Ben riteneva impossibile, ovvero farlo innamorare, facendogli ancora una volta riassaporare il vero senso della vita.

Recensione
“Sette anime”, sette persone che saranno aiutate in un modo o nell’altro da Ben Thomas, un uomo del quale non si conoscono né l’identità né le reali intenzioni. Nelle prime scene del film Ben Thomas, il protagonista, telefona il 911 (il servizio emergenze americano) dichiarando il proprio suicidio, poi offende senza un briciolo di sensibilità un impiegato cieco di un call-center, poi abbraccia una donna in una splendida casa in riva al mare, poi fa visita al manager di un ospedale minacciandolo perché reo maltrattare i propri pazienti. Eventi del tutto scollegati che sulle prime stuzzicano la curiosità dello spettatore, del tutto ignaro di chi sia Ben e perché si comporti in quel modo, ma con il passare dei minuti la curiosità lascia il posto all’irritazione perché i flashback proseguono senza che nulla venga chiarito. Lo spettatore dunque si ritrova di fronte ad una sequenza di scene sconnesse, con un filo logico che in realtà esiste ed è quello segretamente celato nella mente di Ben, fermo nel condurre a termine il suo piano.
Will Smith non ripete in “Sette anime” la splendida prova del precedente mucciniano “La ricerca della felicità”, forse perché abituato a personaggi che amano lottare, tuttavio dal suo viso reso volutamente inespressivo riesce a svelare il demone nascosto dentro di sé, il tormento e la rassegnazione per un destino ormai segnato.
Rosario Dawson è attraente durante la cena a lume di candela, ma lo è ancor di più nei momenti in ospedale quando il suo viso reso livido dalla sofferenza esprime una mirabile tenerezza.
Tra gli attori del cast, è Woody Harrelson a regalare la prova più emozionante: dal suo personaggio cieco che appare soltanto in tre scene del film affiorano attraverso le espressioni del volto la solitudine e l’accettazione della sua condizione miste alla sua immensa voglia di vivere malgrado il destino avverso; in particolar modo, nei primi minuti del film, la sua docilità e la sua pacatezza sono tali da mozzare il fiato e rendere difficile trattenere le lacrime.
“Sette anime” è un’amara considerazione sulla dolore, sul senso di colpa e sulla ricerca di redenzione, nel quale Muccino racchiude visioni più profonde dei suoi precedenti film, allontanandosi dal suo cinema italiano, vivace e frizzante, avendo ormai scelto percorsi registici più intimi e ricercati, non distanti da autori come Alejandro González Iñárritu. Il titolo del film “Seven pounds” (sette libbre) fa riferimento a “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare, che chiedeva ad Antonio una libbra di carne umana per estinguere il suo debito. Il perché di tale riferimento al romanzo sarà comprensibile soltanto alla fine del film. Un film dalla struttura complessa che tuttavia sarà facile amare.

Voto: 7,5

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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale





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