Titolo originale: L’ennemi public n.1
Nazione: Canada, Francia, Italia
Anno: 2008
Genere: biografico, poliziesco
Durata: 2h10m
Regia: Jean-François Richet
Sceneggiatura: Abdel Raouf Dafri, Jean-François Richet
Fotografia: Robert Gantz
Musiche: Marco Beltrami, Marcus Trumpp
Cast: Vincent Cassel, Ludivine Sagnier, Mathieu Amalric, Olivier Gourmet, Gerard Lanvin, Samuel Le Bihan, Myriam Boyer, Michel Duchaussoy, Georges Wilson, Laure Marsac, Alain Doutey, Alain Fromager, Christophe Vandevelde
Trama
Jacques Mesrine rientra in Francia dopo aver trascorso un periodo della sua vita in Canada. Stringe di nuovo le sue amicizie criminali e progetta alcune rapine in banca. Pur dimostrando di essere superiore alle forze dell’ordine francesi si ritrova più volte in prigione, riuscendo ad evadere in ogni occasione. Durante il suo ultimo progetto di evasione, fa amicizia con François, un uomo scaltro e di poche parole. Mesrine diventa un mito: la sua autobiografia ha successo, inizia la sua campagna mediatica dipingendosi come un estremista politico e conosce Sylvia con la quale stringe un’intensa relazione con una nuova compagna Sylvia. La sua guerra contro la polizia francese continua.
Recensione
“Nemico pubblico n.1 - L’ora della fuga” è il secondo ed ultimo episodio della saga di Jacques Mesrine, uno dei criminali più efferati della cronaca nera francese. Il film inizia nel punto in cui termina la prima parte dal titolo “Nemico pubblico n.1 - Istinto di morte”, mantenendo una sua autonomia narrativa. I personaggi che ruotano intorno a Mesrine sono infatti cambiati e così il cast: a Gerard Depardieu e Cecile De France subentrano Mathieu Amalric (l’introverso ed freddo François) e Ludivine Sagnier (l’efebica gattina che sarà l’ultima donna della sua vita). Ormai abbandonato un gruppo criminale, Mesrine è un uomo solo, circondato da pedine che man mano allontana a causa della sua incapacità di controllare la propria impulsività e mania di grandezza. Irride la polizia ed il sistema giudiziario e gioca con i media, responsabili di trasformare un rapinatore di banche in una leggenda, un personaggio mediatico che affascina l’opinione pubblica. Assurdo come, spinto dalla sua vanagloria, si accusi nella sua biografia di delitti da lui non commessi, con l’unico scopo di affascinare e stupire maggiormente il suo pubblico.
Il regista Richet dilata i tempi del racconto, trattando soltanto gli anni dal 1973 al 1979. Se nel primo episodio riportava gli episodi che avevano segnato l’ascesa di Mesrine, in “Nemico pubblico n.1 - L’ora della fuga” ci sono i momenti di gloria del personaggio e gli inevitabili anni di declino: l’arroganza e l’egocentrismo di un uomo che col tempo rimane sempre più solo. Ed è proprio in questa parte della storia che cadono tutte le accuse fatte al regista di aver mitizzato un feroce criminale. L’impegno politico di Mesrine non era altro che una scusa per giustificare i suoi delitti, privo com’era di ogni cultura politica e la TV che trasmette le notizie di Aldo Moro e le Brigate Rosse accentuano l’esiguità dei suoi propositi. Da sottolineare la scena finale da antologia nella quale viene descritta l’uccisione di Mesrine da parte della polizia: l’atmosfera tesa e partecipativa toglie il fiato allo spettatore pur consapevole della fine descritta all’inizio del primo episodio.
“Nemico pubblico n.1 - L’ora della fuga” è film con un’identità propria che attraverso l’interpretazione magistrale di Vincent Cassel descrive il crollo di una delle figure criminali più feroci e discusse della storia francese.
Voto: 7,5
Recensione di “Nemico pubblico n.1 - Istinto di morte”
fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale