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Nov 29
Titolo originale: id.
Nazione: Canada, USA
Anno: 2008
Genere: azione, noir, fantasy
Durata: 1h40m
Regia: John Moore
Sceneggiatura: Beau Thorne
Fotografia: Jonathan Sela
Musiche: Marco Beltrami, Buck Sanders
Cast: Mark Wahlberg, Mila Kunis, Beau Bridges, Ludacris, Chris O’Donnell, Olga Kurylenko, Donal Logue, Kate Burton, Amaury Nolasco, Rothaford Gray, Joel Gordon, Jamie Hector, Nelly Furtado

Trama
Dopo la morte della moglie e della figlia neonata, assassinate da alcuni criminali sotto l’effetto di una nuova droga sintetica, la valkirya, nella loro casa in oscure circostanze, il detective Max Payne ha come unico scopo della sua vita quello di vendicarsi degli assassini. Passato alla sezione “casi insoluti”, Max Payne si ritrova coinvolto in due omicidi: la prima vittima è Natasha, una ragazza russa, appena conosciuta alla festa di uno dei suoi informatori, la seconda è un suo collega che collabora nelle indagini sull’omicidio della moglie e della figlioletta. Ma alcuni indizi trovati sul luogo degli omicidi sembrano condurre a Max, e ben presto si troverà contro anche la polizia di New York. Nella sua ricerca di vendetta, Max Payne si troverà ad indagare nei bassifondi più oscuri della malavita organizzata della città, iniziando un viaggio da incubo fatto di droghe e di allucinazioni mistiche.

Recensione
“Max Payne” è la trasposizione cinematografica di uno dei videogame più famosi degli ultimi anni.
Il gioco, uscito nel 2001, possedeva molte attinenze ad una pellicola cinematografica: una solida trama che prendeva spunto dalla letteratura noir, un antieroe coinvolto in un mondo sommerso fatto di droga, misticismo e violenza. Ma il regista John Moore realizza una pellicola che non ha molte attinenze con in videogioco lasciando l’azione, caratteristica peculiare del videogame, in secondo piano. Non aiuta neanche il famoso “bullet-time”, lo slow motion già visto in “Matrix”. In realtà sembra di assistere ad una scialba copia di “Sin City”, ritrovandoci così in una città eternamente nel buio della notte e coperta dai fiocchi di neve (ben realizzati dalla computer grafica). Ma “Max Payne” mantiene un suo ritmo narrativo, merito soprattutto di una buona ambientazione noir: la fotografia dai toni bluastri di di Jonathan Sela, gli interni semi-illuminati, reggono il clima di attesa del compimento della missione-vendetta del protagonista. Mark Wahlberg, nel ruolo dell’antieroe, diventa però una pedina di una sceneggiatura che l’ha voluto cupo e vendicativo, limitando la sua interpretazione a ben poche sfaccettature. La bond girl Olga Kurylenko interpreta Natasha, un personaggio di secondo piano, limitando così il suo personaggio a bellezza da contorno. Miglior fortuna trova Mila Kunis, altra bellezza dell’Est, nel ruolo della sorella di Natasha, anch’ella desiderosa di vendetta.
La mancanza di una solida narrazione è dovuta probabilmente all’assenza di qualcuno del team che realizzò il videogame, ed il film risulta così privo di legami pertinenti con lo splendido gioco dal quale è stato tratto. Gli elementi che in maggior misura contrastano con l’atmosfera noir del film sono proprio le visioni di angeli neri alati che sembrano capitati lì per caso.
“Max Payne”, purtroppo, rientra nella categoria di trasposizioni cinematografiche da videogame non riuscite, offrendo un film appena dignitoso, ma fatalmente incapace di catturare sia l’appassionato videogiocatore che l’amante di cinema. Rimane dunque un film appena sufficiente che poteva davvero diventare qualcosa da ricordare nel tempo.

Voto: 6

by Cinema&Viaggi





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