Titolo originale: id.
Nazione: Irlanda, Italia, Spagna
Anno: 2008
Genere: horror
Durata: 1h39
Regia: Stefano Bessoni
Sceneggiatura: Giulia Blasi, Luis Alejandro Berdejo, Stefano Bessoni, Marcello Paolillo, Richard Stanley
Fotografia: Arnaldo Catinari
Musiche: Zacarias M. de la Riva
Cast: Alberto Amarilla, Oona Chaplin, Geraldine Chaplin, Alex Angulo, Leticia Dolera, Francesco Carnelutti, Francesco Martino, Kenji Kohashi, Jun Ichikawa, Silvia De Santis, Paolo De Vita, Fabiola Palmas, Anna Cuculo
Trama
Bruno è un brillante studente della scuola di cinema internazionale “Murnau”. Passa spesso il suo tempo con Arianna, una cara amica con la quale potrebbe nascere in qualcosa di più serio. Orfano di entrambi i genitori, è un ragazzo alquanto riservato e, per riuscire a pagare la costosa retta della scuola, lavora di notte nell’archivio della scuola. Ma le notti passate lavorando mettono a dura prova la sua lucidità: Brunio comincia ad aver delle strane e terrificanti visioni, sempre dello stesso giovane, cadaverico e pieno di sangue, che sembra volerlo guidare alla scoperta di qualcosa di orribile.
Tutto sembra collegato ad una storia del XVII secolo secondo la quale, prima della nascita della fotografia, lo scienziato Girolamo Fumagalli, tormentato dall’idea di riprodurre immagini, scoprì che uccidendo una persona e rimuovendone la retina era possibile imprimere l’ultima immagine dell’uomo su stampa. In bilico tra realtà e mito, Bruno indaga, anche perché gli cominciano a scomparire nel nulla.
Recensione
“Imago mortis” è un film sull’immagine, sia essa statica (fotografia) che dinamica (cinematografia). La fotografia è il centro focale della trama, basata sugli esperimenti realizzati molti anni prima della nascita della fotografia dall’oscuro scienziato Girolamo Fumagalli, inventore della thanatografia, una lugubre tecnica di impressione su pellicola. Il cinema invece ne è la scenografia: tutto il film ha luogo in una scuola di cinema ed i personaggi trasudano i loro studi e la loro passione per la settima arte. Molteplici i riferimenti al cinema horror italiano (Avati e Argento) e spagnolo (Alex De la Iglesia, Jaume Balagueró e Juan Antonio Bayona), in atmosfere gotiche immortalate dalla fotografia cupa e rarefatta di Arnaldo Catinari. Un thriller psicologico con diversi momenti di tensione (efficaci alcune scene, in particolare realizzato con raffinata eleganze in ossequio ai classici del cinema. Geniale la sequenza del film nel film, pochi fotogrammi iniziali di una pellicola espressionista sulle ricerche di Girolamo Fumagalli. “Imago mortis” fa sua un’idea interessante ed originale, un perfetto spunto di partenza, ma in seguito il film non mantiene le rosee aspettative, penalizzato da una sceneggiatura approssimativa, non priva di crepe ed alcuni passaggi sviluppati con troppa lentezza o troppa superficialità. Il cast, nel quale ritroviamo Geraldine ed Oona Chaplin (rispettivamente figlia e nipote del celebre Charlie Chaplin), non incide, risultando complessivamente piatto e poco efficace a causa di alcune interpretazioni troppo formali e non in sintonia con il contesto filmico.
“Imago mortis” è un horror d’atmosfera che possedeva le potenzialità per poter diventare un capolavoro, ma che per i difetti sopra citati si ritrova ad essere un film tutta forma e poca sostanza. Un ambizioso esercizio di stile risolto da un finale che a molti potrà fa affermare: “Tutto qui?”. Resta tuttavia il fatto che pur appartenendo ad una produzione europea, “Imago mortis” rappresenta un valido sostegno al genere horror italiano negli ultimi tempi poco considerato, con la speranza che il regista Stefano Bessoni, ex collaboratore di Pupi Avati, possa essere un valido artefice del risveglio del cinema horror italiano.
Voto: 6
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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale