Nov 01

Cosa vuol dire che questo blog è sotto una licenza Creative Commons?
Significa che tutto quanto leggete su questo blog è libero di essere stampato, riprodotto, modificato, divulgato, diffuso con qualsiasi mezzo. L’unica condizione è che se riproduci i contenuti che trovi devi attribuire la paternità dell’opera, cioè dichiarare che hai preso il contenuto da questo blog. Una scelta che abbiamo preso fin dall’inizio perché siamo convinti che la divulgazione scientifica debba essere libera da vincoli e raggiungere il massimo numero di persone possibili.

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Quest’opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

Per capire cosa sono le nuove regole del copyleft, ovvero le regole che permettono la diffusione libera dell’informazione, della musica, delle opere di ingegno o del software, soprattutto ma non solo su Internet, oggi alle 10 ci sarà un incontro a Scienzartambiente a Pordenone con tre esperti che della comunicazione web ne hanno una professione: Simone Aliprandi, Francesco Vanin e Claudio Pasqua, che modererà l’incontro.

Per conoscere meglio gli aspetti del Copyleft e dei Creative Commons e per chi non potrà assistere alla conferenza a Scienzartambiente, segnalamo uno dei quattro ottimi video che lo stesso Simone Aliprandi, fondatore del progetto Copyleft-Italia.it, ha preparato.

Claudio Pasqua, che modererà l’incontro, è un professionista della comunicazione web e recentemente ha parlato di come i media tradizionali (stampa e TV) facciano sempre più spesso cattiva divulgazione. Un argomento legato al diritto dell’informazione che spesso è negata da una scarsa professionalità.

A Scienzartambiente, Pordenone, Sabato 31 ottobre 2009 ore 10.00 presso il Convento di San Francesco un incontro per discutere la ridefinizione dei paradigmi del diritto d’autore e la libertà nella rete.
Sabato 31 ottobre 2009 ore 10.00
Pirati o liberi internauti?
Intervengono:

Simone Aliprandi, Progetto Copyleft-Italia.it /Arraylaw.eu
Francesco Vanin, pnbox.tv
Modera Claudio Pasqua, giornalista scientifico (Gravità Zero)

In collaborazione con Mediateca Pordenone di Cinemazero, Consorzio Universitario Pordenone, pnbox.tv

SCARICA la scheda (PDF)

Qui tutti gli appuntamenti a Scienzartambiente, Storie di Futuro

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale





Nov 01

Il 17 ottobre 2009 a Torino, in occasione della conferenza divulgativa “Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia”, si è parlato anche di come i giornali e internet spesso (mal)trattino la scienza. Nel suo intervento, il Dott. Claudio Pasqua ha evidenziato, in modo particolarmente efficace e divertente, una cospicua serie di bufale scientifiche. In buona sostanza, ciò che capita di frequente è che i giornalisti scrivano articoli scientifici completamente errati oppure riportino notizie di cui ignorano l’attendibilità delle fonti: si limitano ad un “copia - incolla”, aggiungendo talvolta il loro pensiero, che con la scienza non ha nulla a che fare. I casi presentati alla conferenza sopra citata sono davvero clamorosi: un telegiornale nazionale è giunto perfino a trasmettere un servizio TV nel quale l’antimateria veniva confusa con la materia oscura.

La differenza principale fra materia e antimateria è la carica elettrica: se una particella (ad es. l’elettrone) ha carica elettrica negativa, la sua antiparticella (il positrone) ha carica elettrica positiva. Naturalmente vale anche l’opposto: se una particella (ad es. il protone) ha carica positiva, la sua antiparticella (l’anti-protone) ha carica negativa.

La materia oscura, invece, si chiama così perché non si vede, cioè non emette luce (e nemmeno un altro tipo di radiazione elettromagnetica): ne rileviamo la presenza studiando come la forza di gravità agisce sulle stelle. Dato che tale forza si instaura fra corpi dotati di massa, una volta che abbiamo individuato la massa delle stelle e quella della materia che si trova fra le stelle e ancora non siamo riusciti a spiegare il movimento delle stelle stesse, significa che c’è qualcosa che manca. Non stiamo tenendo conto effettivamente di tutta la materia presente nell’Universo. Chiamiamo materia oscura la materia che manca all’appello e la cui presenza fa “quadrare i conti”.

Durante l’evento “Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia”, l’Associazione E.C.O., ideatrice e promotrice della serata, ha messo in vendita, a prezzo scontato, una selezione di libri di divulgazione scientifica editi da Bollati Boringhieri. Fra questi, curiosamente, uno dei più apprezzati ed acquistati dal pubblico è stato proprio “L’antimateria”, scritto da Gabriel Chardin, fisico presso il dipartimento di astrofisica, fisica delle particelle e fisica nucleare del C.E.A. (Commissariat à l’Energie Atomique) di Saclay.

Tale testo, alla portata di tutti, perché breve, semplice ed economico, punta a spiegare dove sia finita tutta l’antimateria che era presente agli albori del nostro Universo, cioè nel momento in cui – circa 13 miliardi di anni fa – si verificò il Big Bang. Quando è nato l’Universo, materia e antimateria erano in equilibrio: una era l’immagine speculare dell’altra. Eppure se l’equilibrio si fosse mantenuto il risultato sarebbe un mondo di sola radiazione: non esisterebbe la realtà così come la conosciamo, non ci sarebbe nulla, dal più piccolo granello di polvere fino alla galassia più gigantesca. E non ci sarebbero gli esseri umani, ed io non ci sarei e non potrei scrivere questo articolo.

Questi argomenti sono stati sviluppati anche da alcuni ricercatori del CERN, il 25 settembre 2009 a Torino, in occasione della “Notte dei ricercatori”. Quel tardo pomeriggio erano presenti davvero molte persone e si pressavano per stare più vicini ed ascoltare e – sebbene l’argomento fosse piuttosto complicato – la Dott.ssa Cristina Biino, ricercatrice del CERN e dell’INFN, faceva del suo meglio per farsi capire e gli ascoltatori si concentravano al massimo per non perdere neanche una parola. D’altronde si trattava di cose fondamentali, nel senso fisico del termine, cioè di ciò che caratterizza i fondamenti del nostro Universo. In particolare la Dott.ssa Biino ha spiegato come sia stata prima soltanto ipotizzata e poi osservata la “violazione di simmetria CP”. Grazie all’esperimento NA48, condotto al CERN, sappiamo che il nostro mondo non è perfettamente simmetrico. Cioè sappiamo perché siamo nati.

Per approfondimenti:
http://ecoassociazione.blogspot.com/
http://blog.libero.it/paghecontributi/
http://www.bollatiboringhieri.it/
http://www.nottedeiricercatori.it/piemonte-vda/programmi_to.htm

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Nov 01

Making Science di Steve Sprangler è un programma che mostra come a stupire i presenti con esperimenti di semplice preparazione ma di grande effetto. Guardate cosa ha preparato questa volta, in occasione della festa di Halloween di questa notte.

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Ott 30

Proseguono su Gravità Zero le pubblicazioni delle relazioni della serata divulgativa “Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia”, organizzata in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia. Una serie di incontri divulgativi in cui esponenti di diverse discipline scientifiche spiegano al pubblico come la fisica, l’astronomia, la statistica, la chimica e la divulgazione scientifica si sono messe al servizio della conoscenza del cielo sopra di noi.
Dopo le relazioni di Guido Cossard, Claudio Pasqua, Walter Caputo e Walter Ferreri è la volta di Lorenzo Tei.

Dopo avere conseguito il Ph.D. in Chimica presso l’Università di Nottingham in Inghilterra, Lorenzo Tei, per la sua tesi di dottorato, ha ricevuto il premio Turner for Ph.D. thesis Excellence.
E’ ricercatore e docente in chimica organica alla Facoltà di Scienze di Alessandria dell’Università del Piemonte Orientale.
E’ autore di 44 pubblicazioni su riviste internazionali e di un brevetto.

Foto da sin: Walter Ferreri, Guido Cossard e Lorenzo Tei.

La sua relazione,La tavola periodica degli elementi tra Terra e spazio“, è stata presentata durante la serata organizzata dalle Associazioni ECO & ALADINO e grazie al supporto della CIRCOSCRIZIONE 4 della CITTÀ di TORINO.
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Foto, da sinistra:
Guido Cossard, Lorenzo Tei, Claudio Pasqua, Walter Ferreri, Walter Caputo

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Ott 30

E’ stato organizzato ieri da Fidapa “Torino Est” l’incontro con un fisico, Vittoria Colizza, specialista in epidemiologia computazionale dell’ISI di Torino, e un medico, Mirella Vacca, specialista in malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino.

Influweb prosegue con la sorveglianza di A/H1N1, la temuta influenza pandemica che ha raggiunto ormai da alcune settimane anche il nostro paese e che ormai è diffusa in tutto il mondo.

Influweb chiede il vostro aiuto per monitorare l’Influenza in Italia
Può partecipare al progetto qualunque cittadino italiano (di qualunque età). Iscrivendovi entrerete a fare parte di un gruppo di monitoraggio dell’influenza e potrete così aiutare a tenere sotto controllo la diffusione del ceppo virale. E’ anche possibile iscrivere altre persone della famiglia.

Nel centro di ricerca ISI di Torino si studiano anche i modelli che stanno alla base della diffusione delle pandemia virali. Vittoria Colizza fa parte di un gruppo di scienziati che elabora i dati resi disponibili dal sito di monitoraggio dell’influenza www.influweb.it gestito inoltre da Daniela Paolotti, all’interno del progetto Epiwork coordinato da Alessandro Vespignani.

Si tratta di un progetto di controllo unico in Italia e nel mondo: si basa sul contribuito volontario degli stessi ammalati e sulle particolarità dei social network.

Organizzata ieri dalla Associazione Fidapa “Torino Est” presso i locali storici dell’Associassion Piemonteisa, Ada Guglielmino ha moderato la conferenza in cui Mirella Vacca, specialista in malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, insieme a Vittoria Colizza, Research Scientist della Fondazione ISI (Istituto dell’Interscambio Scientifico) hanno parlato di come si stiano muovendo l’Istituto Superiore di Sanità, i medici di base e di cosa il cittadino può fare per arginare i pericoli di questa forma influenzale anomala che precede l’influenza stagionale.

Da sin: Ada Guglielmino, Vittoria Colizza

Per chi desideri saperne di più sull’Influenza e sui modi possibili per prevenirla, è disponibile sempre sul sito Influweb una scheda sempre aggiornata con domande frequenti e approfondimenti.

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Ott 30

Internet è libertà. Ma devono esserci regole a governare tutta questa libertà? E se si, quali? Il concetto di copyright è ancora attuale o va declinato in modo nuovo? E copyleft è il suo contrario? o piuttosto rappresenta un nuovo modo, più flessibile di intendere il diritto d’autore? Queste solo alcune delle domande a cui cercheranno di rispondere, interagendo con il pubblico presente, gli ospiti invitati.

Una risorsa democratica, una tecnologia moderna, una miniera di informazioni, strumenti, relazioni. Internet è il motore del cambiamento dei nostri tempi che continuamente rivisita e riformula.

A Scienzartambiente, Pordenone, Sabato 31 ottobre 2009 ore 10.00 presso il Convento di San Francesco un incontro per discutere la ridefinizione dei paradigmi del diritto d’autore e la libertà nella rete.
Sabato 31 ottobre 2009 ore 10.00
Pirati o liberi internauti?

Intervengono:

Simone Aliprandi, Progetto Copyleft-Italia.it /Arraylaw.eu
Francesco Vanin, pnbox.tv
Modera Claudio Pasqua, giornalista scientifico (Gravità Zero)

Per iniziare…
IL CONCETTO DI COPYLEFT - da www.copyleft-italia.it

In collaborazione con Mediateca Pordenone di Cinemazero, Consorzio Universitario Pordenone, pnbox.tv

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INFORMAZIONI
Convento di San Francesco,

piazza della motta - Pordenone (mappa)
Prenotazione obbligatoria per scolaresche e gruppi

segreteria didattica Immaginario Scientifico: 040 224337

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Ott 30

Quali sono le invenzioni che più hanno migliorato la nostra esistenza e quali quelle che invece l’hanno resa più complessa?

In occasione del Festival Nazionale del Cortometraggio 2009 E’ un piccolo passo organizzato dall’Assessorato all’Istruzione ed alle Politiche Giovanili e dal Servizio Informagiovani del Comune di Vicenza, Observa Science in Society invita all’incontro:

INNOVAZIONI E SOGNI
Venerdì 30 ottobre
ore 18.30
Palazzo Bertolini, Vicenza

Una riflessione sul progresso con Massimiano Bucchi (sociologo), Luca Taddio (filosofo), Cristiano Seganfreddo (Presidente di Fuori Biennale).
Per maggiori informazioni visualizza il programma.

Durante la rassegna sarà proiettato il video Piccolo passo o grande sbalzo? Noi e la Tecnologia, prodotto da Observa a cura di Alberto Brodesco. Guarda il promo del video.

Il pubblico sarà inoltre invitato a votare le tecnologie che più hanno cambiato la società e quelle di cui non possiamo più fare a meno.

il Festival Nazionale del Cortometraggio “È un piccolo passo”, è un’iniziativa che si svolgerà a Vicenza il 30-31 ottobre 2009 che vede coinvolti giovani artisti e video maker italiani, sul sottile legame che lega il sogno al progetto, la potenza all’atto, la forza dell’idea al mezzo tecnologico, a quarant’anni da uno dei più eclatanti obiettivi raggiunti dall’uomo: la conquista della Luna.

Il concorso è realizzato all’interno del progetto ITALIA CREATIVA, curato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù con la collaborazione di ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani e GAI - Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti italiani.

Partecipa al sondaggio di Observa
Vota online le tecnologie che più hanno cambiato la società

Fonte: www.observa.it
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Ott 28

“Le iene” hanno fatto scuola! Ed ecco allora un vero confronto nella doppia intervista tra due fisici assai noti al pubblico, in occasione della mostra Astri e Particelle, da oggi a Roma. Si tratta di Antonino Zichichi e Margherita Hack.

Visita anche: www.astrieparticelle.it

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Ott 28

Cos’hanno in comune, il cielo, le nuvole, i tuoni e la musica concreta? E’ possibile ascendere velocemente al cielo, guidati da un suono particolare, da una composizione armonica?

Durante la XIII edizione di Scienzartambiente-per un mondo di pace, gli spettatori, saranno coinvolti in un viaggio sensoriale guidati dall’armonia della musica e dei suoni sintetici attraverso le turbolenze e i vortici dell’aria e dell’acqua, gli “scoppi” e i boati dei tuoni che squarciano la materia, espandendo e contraendo le masse d’aria, trasformandosi infine in nuvole in continua evoluzione.

Semplici eventi acustici che diventano fonte infinita di articolazioni musicali presenti in natura e dunque “oggetti sonori” da piegare alle esigenze compositive della contemporaneità, che traghetteranno i presenti in un paesaggio sonoro futuro.

Musica dal Futuro

Il Laboratorio-concerto nell’ambito di Storie di Futuro, XIII Scienzartambiente-per un mondo di pace, si terrà con il maestro friulano, di fama internazionale, Roberto Girolin
L’evento è realizzato in collaborazione con l’associazione CEM

Giovedì 29 ottobre, ore 20.30, Convento San Francesco, Pordenone
XIII edizione di Scienzartambiente-per un mondo di pace, promosso dal Comune di Pordenone, Assessorato alla Cultura, e da Science Centre Immaginario Scientifico.

Per maggiori informazioni: www.comune.pordenone.it/scienzartambiente

Guarda il programma completo

Social network: http://scienzartambiente.ning.com

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Ott 28

QUESTO VIDEO va guardato con il volume al massimo!
Mentre l’LHC sta per rientrare in funzione al Cern di Ginevra, ecco che a Roma si raccontano i luoghi in cui non solo si ricreano su scala minuscola condizioni fisiche che caratterizzarono e caratterizzano i fenomeni dell’universo ma anche dove si studia il macrocosmo, l’Universo.

E’ con questo messaggio che domani, 27 ottobre, si aprirà la mostra “Astri e particelle” al Palazzo delle Esposizioni di Roma nell’ambito dell’Anno internazionale dell’Astronomia. Realizzata da INAF (Istituto nazionale di astrofisica), INFN (Istituto nazionale di fisica nucleare) e Agenzia spaziale italiana, e che offrirà ai suoi visitatori esperimenti, attività, laboratori e incontri che ci faranno comprendere meglio i meccanismi del cosmo.

Straordinario, ricco, divertente e interattivo il sito della mostra, per chi volesse intanto compiere una visita virtuale in attesa di quella reale: www.inaf.it/news_cartella/volti-inaf/volti-inaf

Astri e Particelle. Le parole dell’Universo, allestita nell’Anno Internazionale dell’Astronomia, sarà una grande esposizione pensata per il vasto pubblico e dedicata alle ricerche e agli esperimenti nell’ambito dell’astrofisica, dell’astronomia e della fisica delle astroparticelle. Partendo dai segnali che ci arrivano dal cosmo, il percorso della mostra accompagnerà il visitatore alla scoperta dell’impresa scientifica e dei suoi protagonisti.

La mostra rimarrà aperta fino al 14 febbraio 2010.

Visita anche: www.astrieparticelle.it

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Ott 28

Proseguono su Gravità Zero le pubblicazioni delle relazioni della serata divulgatica “Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia”, organizzata in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia. Una serie di incontri divulgativi in cui esponenti di diverse discipline scientifiche spiegano al pubblico come la fisica, l’astronomia, la statistica, la chimica e la divulgazione scientifica si sono messe al servizio della conoscenza del cielo sopra di noi.

Guido Cossard, fisico, è presidente dell’Associazione ricerche e studi di archeoastronomia e membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio di Saint-Barthélemy.
In considerazione del contributo dato nel campo dell’archeoastronomia, nel 2005 la International Astronomical Union (IAU) gli ha dedicato il pianetino (4993) 1983 GR, che da allora si chiama Cossard.

nella foto da sin. Walter Ferreri, Guido Cossard.

La sua relazione “DAL BIG BANG ALLA VITA” è stata presentata durante la serata organizzata dalle Associazioni ECO & ALADINO e grazie al supporto della CIRCOSCRIZIONE 4 della CITTÀ di TORINO.

DAL BIG BANG ALLA VITAView more documents from Gravità Zero - Divulgazione scientifica.

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Ott 26

Science Bob Pflugfelder si è appassionato alla scienza da quando aveva 6 anni.
E questa sua passione l’ha raccontata e trasmessa a centinaia, migliaia di giovani studenti, desiderosi di provare esperimenti che possono essere ripetuti facilmente.
Science Bob è anche una fonte quasi inesauribile di idee e di esperimenti che i docenti possono ripetere a scuola in maniera interattiva e divertente.
Nel video seguente una versione casalinga del famoso “dentifricio per elefanti”. Qui le istruzioni dettagliate per ripeterlo anche in casa. Qui tutti i video. E per finire, il Science Bob Store, nel caso rimaneste a corto di esperimenti.

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Ott 26

In occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia Gravità Zero partecipa a una serie di incontri divulgativi in cui esponenti di diverse discipline scientifiche spiegano al pubblico come la fisica, l’astronomia, la statistica, la chimica e la divulgazione scientifica si sono messe al servizio della conoscenza del cielo sopra di noi.

Dopo avere pubblicato “la scienza sui giornali e su Internet” presentiamo la relazione che Walter Caputo, statistico, ha presentato nella serata intitolata Le risposte della Scienza alle domande dell’Astronomia“.

Una relazione dal titolo “Si fa presto a dire probabilità di vita extraterrestre e di impatto asteroidale” che spiega l’importanza e il ruolo della statistica
nella vita di ognuno di noi.


La serata è stata organizzata dalle Associazioni ECO & ALADINO e grazie al supporto della CIRCOSCRIZIONE 4 della CITTÀ di TORINO.

SI FA PRESTO A DIRE PROBABILITÀ DI VITA EXTRATERRESTRE E DI IMPATTO ASTEROIDALEView more documents from Gravità Zero - Divulgazione scientifica.

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Ott 26

Walter Ferreri è stato relatore alla serata di divulgazione scientifica “Le risposte della Scienza alle domande dell’Astronomia”, in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia.

Attualmente svolge la sua attività professionale presso l’Osservatorio Astronomico di Torino. Si è occupato di asteroidi, stelle doppie, stelle variabili, di comete e di posizioni dell’ex pianeta Plutone. Ha svolto ricerche di astrofotografia e ottica telescopica. L’Unione Astronomica Internazionale ha dato il nome “Ferreri” al piccolo pianeta 3308.
Ha scritto oltre una ventina di libri. Dal 1977 al 1991 è stato direttore responsabile della rivista “Orione” e dal 1992 è direttore scientifico della rivista di astronomia “Nuovo Orione”.

La sua relazione “LA RICERCA DI CIVILTÀ EXTRATERRESTRI” è stata presentata durante la serata organizzata dalle Associazioni ECO & ALADINO e grazie al supporto della CIRCOSCRIZIONE 4 della CITTÀ di TORINO.

LA RICERCA DI CIVILTÀ EXTRATERRESTRIView more documents from Gravità Zero - Divulgazione scientifica.

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Ott 26


“Sono molto lieto di introdurre l’Internet Freedom Act 2009 - ha annunciato il Senatore repubblicano John McCain - che manterrà la Rete libera dal controllo governativo e da regolamentazioni”. McCain avrebbe tanta paura di veder danneggiato il mercato oltre che l’innovazione tecnologica, con regole che non spetterebbero affatto alla FCC.

“Quarant’anni fa, la prima commutazione di pacchetto permise il collegamento tra computer all’interno di una rete, covando la nascita di Internet, che ha con il tempo trasformato l’economia, la cultura, persino la democrazia della nostra nazione”. Sono le prime parole tratte dall’introduzione del corposo documento di 107 pagine, con cui la Federal Communications Commission (FCC) statunitense ha aperto ufficialmente un dibattito pubblico, che durerà due mesi, sul disegno di legge che aprirà la strada ad una definitiva regolamentazione a difesa della neutralità della Rete.

Perché l’ex candidato presidenziale che una volta si definiva tecnologicamente “analfabeta” improvvisamente è così preoccupato per i dettagli nerd delle architetture di internet?

Denaro!

Secondo il rapporto Sunlight Foundation pubblicato due giorni fa, si legge che McCain ha ricevuto più soldi dalle lobby delle telecomunicazioni di qualsiasi altro senatore, nel corso degli ultimi due anni.

E chi ne parla su The Rachel Maddow Show, uno dei programmi televisivi americani più seguiti? Si tratta di Xeni Jardin, redattrice di uno dei 5 blog più cliccati al mondo: Boing Boing.

Visit msnbc.com for Breaking News, World News, and News about the Economy

Al di là dei conflitti di interesse tra il senatore ed ex candidato alla Casa Bianca e le lobby delle telecomunicazioni (cui non siamo esenti neppure qui in Italia), due cose mi colpiscono in tutta questa vicenda:

1) che mentre in Italia la lobby dei giornalisti accusa i blogger delle cose più insensate (come denucia Luca Sofri), in America blogger e giornalisti lavorino in stretta collaborazione e partecipazione, come dovrebbe essere in un paese in cui c’è confronto civile e libertà di espressione. E che commistioni tra interessi economici e politica non fanno fatica a uscire sulle pagine dei blog e sui programmi televisivi più seguiti.

Ma, ancora più grave:

2) Che dando una sbirciata alle testate giornalistiche italiane nessuna (dico nessuna) sembra abbia anche solo segnalato i risvolti di questa importante presa di posizione che nei prossimi vent’anni interesserà e cambierà le vite di due terzi del pianeta. L’unica testata italiana (però online) che ne abbia parlato è stato l’ottimo Punto Informatico.

Motivo? I nostri giornalisti nazionali sembrano molto più interessati agli aspetti sessuali del senatore o al decollété della figlia per interessarsi al futuro dell’umanità.

- . -

Di seguito l’assenza dei giornali italiani sulla vicenda (da Google News ore 13.48). E’ presente un solo articolo: quello di Punto Informatico.


Un confronto analogo con la pagina news di Google.com rivela oltre 1200 articoli della stampa internazionale che riguardano i risvolti dell’
Internet Freedom Act 2009.

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Ott 26

E se per caso, ma per puro caso, deciderete di fare un viaggio alla ricerca della scienza parlata, divulgata, spiegata, tradotta, traslata, trasmessa, divertita, inebriante e tonificante, la vostra prima tappa dovrà essere genova.

Fino al 1 novembre, per il settimo anno consecutivo, il festival della scienza si tradurrà in mostre, exhibit interattivi, conferenze e interventi, per parlare di scienza come nessun uomo ne ha mai parlato prima.

Per festeggiare questo evento Caccia al Fotone (tra le migliori trasmissioni radiofoniche sulla scienza italiane, nonché tra i primi podcast di questo secolo) sarà in compagnia della dott.ssa Manuela Arata e del dott. Vittorio Bo, rispettivamente presidente e direttore del Festival della Scienza.

Ascoltate l’invervista a Manuela Arata e a Vittorio Bo a cura di Fabio De Sicot

Rimarrete meravigliosamente colpiti dalle cose che si fanno in Italia nel settore della divulgazione scientifica!

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Ott 24

Ieri sera al Circolo dei Lettori i torinesi presenti hanno avuto la fortuna di assistere a una lezione magistrale del Premio Nobel per la Fisica George Smoot, famoso per i suoi studi sull’anisotropia di corpo nero presente nella radiazione cosmica di fondo.

Image Courtesy of NASA WMAP

L’universo osservato si sta espandendo e raffreddando. Il fondo cosmico di microonde (Cosmic Microwave Background, CMB) è il residuo della radiazione di corpo nero (= termica) del Big Bang caldo.

In prima approssimazione il CMB è un perfetto corpo nero, con una temperatura di in ogni direzione del cielo ad una frequenza di 160,2 GHz corrispondente ad una lunghezza d’onda di 1,9 mm, ad una temperatura di 2,726 +/- 0,010 K: il satellite COBE (1992) e altri esperimenti più recenti (ad esempio l’esperimento BOOMERanG nel 2003 ed il satellite WMAP) hanno mostrato che, le emissioni di parti diverse del cielo differiscono solamente dello 0,0001-0,001%.

Nelle foto, da sinistra, i Prof.ri Ester Antonucci (dir. dell’Osservatorio Astronomico di Torino), George Smoot, Attilio Ferrari, Piero Galeotti, Enrico Predazzi

L’intervento di Smoot si è sviluppato in maniera analoga a quello portato al TED lo scorso anno e che vi proponiamo qui di seguito.

Dotato di un profondo sense of humor, il prof. Smoot ha di recente partecipato a una delle serie TV più amate dal popolo americano (e anche italiano): The Big Bang Theory. Alla domanda se si fosse divertito a partecipare alle riprese ha confessato che ci tiene molto a quell’esperienza, e che molte delle scene girate non sono poi state trasmesse.
Ma di seguito, grazie al canale YouTube della CBS, possiamo darvene qualche anticipazione.

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Ott 24

Con una conferenza del premio Nobel per la medicina Luc Montagnier, oggi prende inizio a Genova il Festival della Scienza.

Anche in questa settima edizione, attraverso i 300 appuntamenti in programma - tra mostre, laboratori, conferenze, spettacoli, installazioni interattive e performance musicali - il Festival sarà un’arena per l’incontro e il confronto tra i big della ricerca internazionale e il grande pubblico.

E all’insegna dell’originale convergenza tra i linguaggi che da sempre costituisce la cifra caratteristica del Festival, sarà un altro premio Nobel, Dario Fo, l’insolito protagonista dell’ultima serata della manifestazione, con un evento al Teatro Duse organizzato in occasione della presentazione dei nuovi libri dello storico della scienza Enrico Bellone, Galileo e l’abisso, e del matematico Piergiorgio Odifreddi, Hai vinto, Galileo!, nel corso del quale il celebre attore leggerà il testo in padovano Dialogo de Cecco di Ronchitti da Bruzene, attribuito a Galileo, commentandolo poi insieme ai due autori per inquadrare storicamente e scientificamente la figura di colui che Italo Calvino definì “il più grande scrittore della letteratura italiana di ogni tempo”. Una partenza e un finale esplosivi, che dimostrano come le previsioni per il futuro debbano sempre passare attraverso la conoscenza e la comprensione del passato, delle origini, delle radici, delle teorie che hanno fatto la storia della scienza mondiale.

Teorie come quella evoluzionista, che a duecento anni dalla nascita di Charles Darwin viene ripresa e raccontata in due originali conferenze-spettacolo che vedono protagonisti alcuni grandi nomi dello spettacolo: Elio di Elio e le Storie Tese, che affianca lo storico della scienza Emanuele Coco in un incontro dal titolo Il Teatro dell’Evoluzione e Luca Bizzarri e Patrizio Roversi che portano in scena Darwin e Fitzroy, viaggiatori per caso, un testo liberamente ispirato al libro Questa creatura delle tenebre di H. Thompson per una lezione insolitamente divertente tra scienza e storia, una produzione Teatro Cargo/Festival della Scienza.

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Ott 22

La caratteristica più rivoluzionaria della prossima generazione di robot sarà la capacità di interazione con l’essere umano. Una realtà in cui uomo e robot possano lavorare e interagire tranquillamente fianco a fianco in completa sicurezza è ancora tutta da costruire, e ancora oggi l’unica garanzia di protezione è costituita dalla separazione degli spazi fisici tra essere umano e macchina.

La “rivoluzione” è avvenuta attraverso due progetti, finanziati dall’Unione Europea: PHRIENDS, partito nel 2006, ed il suo “successore” VIACTORS, partito quest’anno, e che sarà ufficialmente presentato in Italia il prossimo 25 ottobre, al Festival della scienza di Genova.

“Lo scopo del progetto non è produrre automi che semplicemente replichino in toto la struttura fisica umana - spiega Antonio Bicchi, direttore del Centro ‘Piaggio’ - ma piuttosto quello di capire quali sono le parti di una struttura biologica che consentono all’organismo di svolgere determinate funzioni, per poi sviluppare nuovi componenti per i robot in grado di svolgere la stessa funzione. La rivoluzione è che questi componenti verranno inseriti direttamente nella struttura fisica del robot. Non ci sarà più un programma esterno che, caricato sull’automa come un software, darà istruzioni alla macchina, ma la capacità di svolgere una funzione sarà incorporata direttamente nel ‘fisico’ della macchina, così come avviene nel caso di alcune capacità umane, per esempio motorie”.

Approfondimenti: L’Università di Pisa e L’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova al Festival della Scienza presentano i robot simili all’uomo
.

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Ott 22

Ricorderete sicuramente INFLUWEB, l’importante progetto di monitoraggio dell’Influenza, un sistema di partecipazione Collaborativo di Vigilanza Epidemiologica, unico in Italia e nel mondo. Ne sono artefici i ricercatori dell’ISI di Torino.


Nella foto Vittoria Colizza
[foto di Enrico Miglino, Gravità Zero]

A Storie di Futuro, XIII edizione del Festival Scienzartambiente - per un mondo di pace, promosso dal Comune di Pordenone, Assessorato alla cultura in patrnership con il Science Centre - Immaginario Scientifico, Venerdì 23 ottobre e Sabato 24 ottobre si parlerà con Vittoria Colizza (foto), fisico e Project Manager di questo esperimento e anche di pandemie e prevenzione.

Si inizia Venerdì 23 ottobre alle ore 18.00 con “AIDS ed epatite: malattie orfane” secondo appuntamento di “Da Vicino: dialoghi sulla scienza e sulla tecnologia” e secondo appuntamento con una dei “20 italiani che cambiano l’Italia”. Paola Nasta, ricercatrice, infatti è una dei 20 italiani fotografati da Giansanti per il Corriere della Sera Magazine, per la mostra omonima, che sarà possibile visitare in esclusiva presso il Convento di San Francesco fino al 1 Novembre 2009, con allestimento a cura del Science Centre-Immaginario scientifico.

Paola Nasta, dialogherà con Vittoria Colizza, epidemiologa computazionale della Fondazione ISI di Torino, e con il pubblico per capire meglio cosa sono AIDS ed Epatiti e quale sia il ruolo di altissimo livello internazionale della ricerca italiana in questo campo.

Sono malattie orfane” dice Paola Nasta “perché troppo spesso ci dimentichiamo che esistono, pensando che siano ormai un ricordo del passato o che siano solo malattie del cosiddetto Terzo Mondo”.

AIDS ed epatiti invece sono malattie tutt’ora presenti anche nel nostro paese e la percentuale di malati tende anche ad aumentare, proprio a causa di una informazione molto spesso scorretta, per troppi anni caratterizzata da spot saltuari e spesso poco convincenti, ed alla mancanza di cultura della prevenzione in nome della cultura “ del farmaco”

Per chi volesse approfondire su quali basi vengono costruiti i modelli di previsione della diffusione di pandemie biologiche e non solo, appuntamento Sabato 24 ottobre ore 10.00, Convento di San Francesco, con Vittoria Colizza nell’incontro “Numbers: pandemie e molto altro”

Ufficio stampa Festival Scienzartambiente - per un mondo di pace

Telefono: 331 6463741 - fax 0434 392925

www.comune.pordenone.it/scienzartambiente

e-mail: scienzartambiente@comune.pordenone.it

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Ott 22


Pnbox.tv, la webtv di Pordenone ha intervistato Chiara Sartori, direttore scientifico di Storie di Futuro, XIII edizione del Festival “Scienzartambiente - per un mondo di pace“, promosso dal Comune di Pordenone in partnership con Science Centre Immaginario Scientifico; Gravità Zero è media partner del festival.

Potete trovare l’intervista al seguente link:
http://www.pnbox.tv/videolink.asp?video=3545.wmv

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Ott 22

In occasione di molti eventi di divulgazione scientifica, soprattutto sul tema dell’astronomia, il pubblico mi ha posto domande sull’equazione di Frank Donald Drake.

È successo anche il 17/10/2009 a Torino, al termine della conferenza divulgativa Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia”, durante la quale ho presentato la relazione: “Si fa presto a dire probabilità (di vita extraterrestre e di impatto asteroidale)”.

La domanda classica mi viene più o meno formulata in questo modo: “Mi scusi, ma a parte il fatto che l’Universo è gigantesco, e non è ammissibile che una tale quantità di materia sia stata creata (o si sia creata) soltanto per noi, c’è poi l’evidenza dell’equazione di Drake, secondo la quale la probabilità di vita extraterrestre non è nulla”.

Di fatto, costoro credono all’esistenza di vita extraterrestre: se la scienza non l’ha ancora trovata, è perché non ha cercato nei posti giusti oppure ancora non è dotata degli strumenti tecnologici necessari. Il grosso problema di fondo rimane lo stesso da millenni: la differenza fra scienza e fede. Chi ha fede crede senza bisogno di prove e continua comunque a credere; invece lo scienziato fa affidamento sulle teorie attuali, che sono assolutamente falsificabili in qualunque momento. Se domani qualcuno elabora una teoria che è più aderente ai dati osservativi rispetto a quella attuale, la vecchia teoria viene immediatamente gettata nel cestino. La scienza è quindi sempre provvisoria e sempre in evoluzione, ma ha la fondamentale caratteristica di basarsi sull’osservazione.

Nella foto: Frank Drake (Foto: Seti)

Ma in cosa consiste essenzialmente l’equazione di Drake? Essa innanzitutto considera esclusivamente la nostra galassia, cioè la Via Lattea.

Quante stelle esistono nella Via Lattea? Questo è il dato di partenza.

Poi si tiene conto del fatto che non tutte le stelle sono dotate di pianeti, quindi si stima la frazione di stelle che hanno sistemi planetari. Tale frazione, moltiplicata per il numero di stelle iniziali, necessariamente fornisce un risultato più piccolo del numero iniziale. Successivamente si considera che non tutti i pianeti sono adatti alla vita: si va quindi a moltiplicare la stima della frazione di pianeti adatti alla vita per il risultato ottenuto in precedenza (ottenendo così un risultato ancora più piccolo. Tale risultato, moltiplicato per una serie di frazioni minori di uno, è destinato a diventare sempre più piccolo).

Naturalmente non è detto che la vita si sia sviluppata in tutti i pianeti che erano caratterizzati dalle condizioni più idonee, dunque – sempre moltiplicando per l’ultimo risultato ottenuto – si considera la frazione di pianeti adatti su cui ha avuto effettivamente origine la vita. Su questi ultimi pianeti non è certo che la vita si sia sviluppata a sufficienza: potrebbe essere rimasta a livello di batteri. Dunque occorre stimare la frazione di pianeti, adatti alla vita, sui cui ha avuto origine la vita, e sui quali si è sviluppata la vita “intelligente”. Ma ancora non basta, bisogna anche valutare la frazione di tali pianeti su cui sia emersa una civiltà tecnologica disposta a comunicare e poi stimare quale possa essere la durata di tali civiltà.

Il risultato dell’equazione è un numero: si tratta del numero di civiltà tecnologiche esistenti nella Via Lattea in un determinato momento. Tale numero risulta dalla moltiplicazione del numero di stelle della nostra Galassia per tutte le frazioni sopra richiamate.

L’equazione di Drake è stata equivocata da molte persone, che – appunto – ritengono che il risultato di tale algoritmo sia la probabilità di vita extraterrestre. Occorre dunque fare chiarezza, anche perché certi termini usati nel linguaggio comune appaiono simili, ma se andiamo ad esaminare da vicino la matematica e la statistica che ci sta dietro, scopriamo che si tratta di una cosa ben diversa da quella che pensavamo.

Innanzitutto, l’equazione di Drake non contiene probabilità, quindi il risultato non può essere una probabilità, ed abbiamo infatti detto che si tratta di un semplice numero. L’equazione contiene invece, oltre alla stima del numero di stelle della nostra Galassia, molte frequenze, ma le frequenze non hanno nulla a che vedere con le probabilità. Data una certa variabile, ad es. esito del lancio di una moneta, e considerate le due modalità che possono essere assunte dalla variabile (testa e croce), per frequenza si intende quante teste sono uscite su un determinato numero di lanci (o meglio prove, in linguaggio tecnico). Dunque frequenza è quante volte si è ripetuta una determinata modalità. Se abbiamo effettuato 10 lanci ed ottenuto 2 teste, la frequenza assoluta è 2, la frequenza relativa è 0,2 (= 2/10), la frequenza percentuale è 20% [= (2/10) x 100].

Secondo l’approccio frequentista alla probabilità, la frequenza diventa una buona approssimazione della probabilità solo quando il numero di prove (nel nostro caso di lanci) tende a più infinito. Solo in pochi casi è possibile ripetere un esperimento, nelle stesse condizioni, per un numero straordinariamente grande di volte (che, a sua volta, risulti un’accettabile approssimazione di più infinito). Si può fare con la moneta, non certo con i pianeti. Di conseguenza quelle contenute nell’equazione di Drake restano solo delle frequenze. È vero che ci sono molte frequenze (che prima abbiamo introdotto con il termine di “frazioni”), ma è anche vero che un prodotto di frequenze resta una frequenza. E una frequenza moltiplicata per un numero fa un numero, non certo una probabilità.

Non fatevi ingannare dal fatto che le frequenze relative, per il modo in cui sono costruite (cioè come rapporto fra frequenze assolute e numero totale delle prove), risultano comprese fra zero e 1, esattamente come la probabilità, che è un numero che varia tra zero (= evento nullo) e 1 (= evento certo): quelle comprese nell’equazione di Drake sono soltanto frequenze relative.

C’è un altro problema importante che affligge l’equazione di Drake: le frequenze relative sono costituite dal rapporto fra un numeratore e un denominatore, entrambi assolutamente incerti.

Facciamo un esempio. Se in un anno avete ricevuto 10 multe, potete ben affermare che la frequenza assoluta è 10, ma cosa potete dire sulla frequenza relativa? Quante multe potevate prendere in 365 giorni? La verità è che non avete idea di quante possano essere ed infatti siete nel giusto: non è possibile calcolare esattamente il numero massimo di multe che voi potete ricevere in un anno. Dovete accontentarvi di una semplice e incerta stima: ad esempio una multa al giorno, quindi 365 multe in un anno. Di conseguenza la frequenza relativa risulterà pari a 0,0274 = 10/365. Il risultato è stato arrotondato).

Le frequenze relative presenti nell’equazione di Drake sono ancora più incerte rispetto a quella relativa alle multe: infatti non si conosce con certezza né il numeratore (ad es. numero di pianeti adatti alla vita), né il denominatore (numero totale di pianeti). Mentre voi almeno conoscete con certezza quante multe avete ricevute in un anno, un astronomo che voglia calcolare la frequenza relativa dei pianeti adatti alla vita rispetto al numero totale dei pianeti, non conosce né quanti siano quelli adatti, né quanti siano in totale. Deve stimare entrambi i dati.

Che ce ne facciamo allora di una stima? Se vostro figlio domani deve andare a sostenere un esame universitario, voi potreste chiedergli al mattino: “Che voto pensi di prendere?”. Se lui vi risponde così: “Beh, un voto compreso fra zero e 30”, cosa ve ne fate di tale informazione? Vi ha detto che può pendere qualunque possibile voto, dunque potrebbe prendere meno di 18 e quindi non superare l’esame, oppure più di 18 e quindi superarlo, o addirittura potrebbe avere 30, quindi un risultato eccellente !!! In buona sostanza non vi ha detto nulla: infatti una stima caratterizzata da un ampio intervallo non vale niente, nel senso che non aggiunge alcuna informazione alla nostra conoscenza.

Purtroppo le stime dei numeratori e dei denominatori delle frequenze relative contenute nell’equazione di Drake non sono caratterizzate da intervalli ristretti. Ciò implica che il risultato, cioè il numero delle civiltà tecnologiche esistenti nella nostra Galassia in un determinato momento, può essere un numero molto piccolo (anche zero) oppure molto, molto grande.

Spero di aver risolto, con questo articolo, i dubbi di molti, ma se qualcosa non vi è chiaro, non esitate a chiedere. Sarò lieto – nei limiti delle mie possibilità – di fornirvi ulteriori risposte.

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Ott 20


Vi abbiamo anticipato dell’incontro che la redazione di Gravità Zero ha avuto con il Premio Nobel per la Chimica Kary Mullis nell’ambito di una conferenza sui suoi nuovi studi su farmaci anti infettivi usando la PCR.

Partendo da una riflessione di Kary Mullis, espressa nella sua recente autobiografia, al convegno si è parlato non tanto del tempo fisico in cui si sviluppa una ricerca ma soprattutto di quello dell’accettazione da parte del mondo scientifico per le successive applicazioni universali.

Kary Mullis, biochimico californiano, eccentrico e provocatore, è divenuto celebre per la scoperta della Pcr (Polymerase Chain Reaction): una tecnica che permette di amplificare in vitro frammenti anche minimi di Dna.

Nella foto da sinistra il Prof. Giuseppe Caramia, il Prof. Kary Mullis e alcuni familiari dello scienziato ospiti in Italia.

Nel 1993 ha ricevuto il Premio Nobel per la Chimica, mentre nel 2004 gli e’ stata conferita dalla Facolta’ di Farmacia dell’Universita’ di Bologna la laurea honoris causa in Biotecnologie farmaceutiche.

Per l’occasione il Comune di Bologna ha assegnato allo scienziato il Turrita d’argento, riconoscimento che Palazzo D’Accursio riserva alle personalità non bolognesi che si distinguono per l’eccellenza nelle arti, nella scienza e nella cultura.

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Ott 20

I media tradizionali (TV e stampa generalisti) sono fonti attendibili? Fanno buona divulgazione scientifica? L’argomento è stato affrontato ieri a una conferenza dal titolo: “Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia.
La seguente presentazione è corredata da slide con link di approfondimento.

LA SCIENZA SUI GIORNALI E SU INTERNETView more presentations from Gravità Zero - Divulgazione scientifica.

Siamo stati favorevolmente colpiti dalla grande affluenza di pubblico. Questo è un buon segno, perché dimostra, come sempre, che esiste curiosità e grande desiderio da parte delle persone di comprendere meglio i fenomeni fisici del mondo in cui viviamo e l’evolvere della conoscenza tecnologica e scientifica.

Durante la serata si è affrontato il tema di come i media (giornali e TV) maltrattino la scienza. Spiegando perché ci sia un pessimo dialogo e rapporto tra chi fa scienza (ricercatori) e chi la invece dovrebbe raccontare al grande pubblico (giornalisti). E approfondendo i motivi e le cause che spiegano perché i media generalisti spesso non siano in grado di trattare la scienza in maniera chiara e competente e di seguire spiegandolo con competenza ciò che avviene nel panorama scientifico internazionale. La buona divulgazione scientifica, dunque, non si improvvisa. Meglio dunque adottare un comportamento critico nei confronti di ciò che si legge sulla stampa e su internet e si ascolta e vede su TV.

Oltre a questa presentazione si sono succeduti altri quattro relatori: un astronomo, un fisico, un chimico, uno statistico che hanno intrattenuto il pubblico sui contributi che la propria disciplina offre all’astronomia.

Qui sotto i loro nomi e i titoli dei loro interventi:

Walter Ferreri ha parlato della “ricerca dei pianeti extrasolari”, il prof Guido Cossard delle “costanti di natura e i modelli di universo” e il Prof Lorenzo Tei della “Tavola periodica degli elementi tra Terra e Spazio”. Infine Walter Caputo ha terminato con il tema provocatorio: “Si fa presto a dire probabilità (di vita extraterrestre e di impatto asteroidale)”

La serata è stata organizzata dalle associazioni ECO ed ALADINO e con il contributo della Città di Torino, Circoscrizione 4, CADD & Atelier Pilo

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Ott 20

«Il pensiero magico è sempre esistito - ha dichiarato Angela -; finché uno lo adotta a livello personale non c’è problema. I guai cominciano quando si tratta di salute, o quando si vuole conoscere il proprio futuro avvalendosi di occultisti: spesso si finisce in una rete dalla quale si esce con danni materiali».

«Il Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) ha svolto un lavoro straordinario, ma resta ancora molto da fare. Il pubblico deve sapere che esiste un gruppo “pulito”, cosa piuttosto difficile in Italia, che ha il compito di divulgare razionalità lì dove ce n’è bisogno».
Lo ha affermato Piero Angela, volto noto della divulgazione scientifica italiana, al XI Convegno nazionale del Cicap, tenutosi tra il 9 e l’11 ottobre 2009 ad Abano Terme. Angela è uno dei fondatori, ruolo che rivendica con orgoglio. Invita i giovani a partecipare all’attività del comitato. «Assaggiare un po’ di Cicap, lo dico sempre, è un antipasto molto gustoso. E’ un gruppo di volontari, che non riceve sovvenzioni da nessuno; dispone di un comitato di garanti di grande levatura. Per fare qualche nome, Rita Levi Montalcini, Umberto Eco, Margherita Hack, Carlo Rubbia e Silvio Garattini.
Il Cicap porta un po’ di luce in un mondo irrazionale». Polemico, ovviamente, occultismo e affini. «Il pensiero magico è sempre esistito - ha dichiarato Angela -; finché uno lo adotta a livello personale non c’è problema. I guai cominciano quando si tratta di salute, o quando si vuole conoscere il proprio futuro avvalendosi di occultisti: spesso si finisce in una rete dalla quale si esce con danni materiali». Ma gli italiani sono creduloni? «Come dovunque - ha ironizzato Angela -. Sanno che l’oroscopo non è serio, ma, come diceva Voltaire, talvolta anche gli astrologi ci azzeccano».

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Ott 18

Foto: Daniele Gouthier con Piero Bianucci

E’ possibile per uno scienziato, un matematico, diventare un bravo scrittore? Evidentemente si, come hanno ben dimostrato Carlo Emilio Gadda, Primo Levi, Paolo Giordano, e lo stesso Galileo Galilei, definito da Calvino il più grande prosatore italiano.

Lo scienziato e lo scrittore condividono la curiosità per il mondo e il desiderio di raccontarlo. Per questo lo scrittore scrive e racconta, lo scienziato conta e descrive. Poi succede che l’uno prenda spunto dal lavoro dell’altro, o che l’altro utilizzi il linguaggio dell’uno per rendere migliore i propri risultati.
“Osservare il mondo con le parole” vuole essere un’occasione per fare proprio questo: fermarsi e scrivere, utilizzando entrambi gli occhi dello scienziato e del narratore.

Quattro ore, venticinque mani, venticinque modi di vedere il medesimo mondo.
un laboratorio di scrittura creativa che Lunedì 19 ottobre prenderà il via a Pordenone in occasione del Festival Scienzartambiente: storie di futuro.

ABBIAMO INTERVISTATO DANIELE GOUTHIER che insieme a Robert Ghattas condurrà il Laboratorio di scrittura con un occhio alla Scienza.

Vi potete presentare?

Siamo due liberi professionisti che lavorano nel campo della comunicazione della scienza e in particolare della matematica. Teniamo questo laboratorio perché da qualche anno coordiniamo (assieme a Stefano Sandrelli) un gruppo di persone con formazione e professione scientifica che sperimentano narrativa che abbia la scienza nella propria visione.

Cosa porterete quest’anno a Scienzartambiente?

Terremo un laboratorio di scrittura per invitare i partecipanti a scrivere un breve racconto a tema/suggestione scientifica.

Chi si può iscrivere?

Giovani adulti

E’ necessario prenotarsi? Dove?

I posti per il laboratorio sono limitati a 20, la prenotazione è obbligatoria al numero 040 224337

Ci fai qualche esempio di come avviene l’attività di laboratorio?

Due esempi: abbiamo tenuto laboratori analoghi al Festival della Scienza a Genova (replicato sei volte) e al Perugia Science Fest. Lavoriamo assieme ai partecipanti per tre/quattro ore, proponendo la nostra visione del rapporto narrativa/scienza in particolare attraverso la lettura di testi più o meno classici. Facciamo svolgere qualche breve esercizio di “riscaldamento” alla scrittura e in conclusione facciamo sperimentare ai partecipanti la scrittura di un raccontino.

Con quale obiettivo?

Mostrare (e far provare in prima persona) che narrativa e scienza sono due modi di vedere il mondo complementari e intrecciati. Che non c’è nessuna cesura insanabile tra le due. Che è possibile esprimersi nell’una valorizzando le risorse dell’altra e viceversa.

Di cosa ti occupi quando non fai laboratori di scrittura?

Sono un matematico e mi si occupo di comunicazione attorno alla scienza. Svolgo un’attività di ricerca (col gruppo Ics della Sissa di Trieste) attorno all’immagine pubblica della scienza. Parallelamente ho una mia attività libero professionale volta alla produzione di testi in particolare di matematica (ma non solo) in particolare per l’editoria scolastica (ma non solo).

Come è possibile contattarvi?

Sui seguenti siti:
www.danielegouthier.it
www.tinsuac.it

Inoltre sono su Facebook, Skype, LinkedIn.

Ringraziamo Daniele Gouthier e gli auguriamo buon lavoro.


Daniele Gouthier è l’autore di “Le parole di Einstein” (con Elena Ioli, edito da Dedalo) e di “Il solito Albert e la piccola Dolly” (con Federica Manzoli, edito da Springer Italia).

Per Springer Italia ha curato la raccolta di racconti scientifici “Tutti i numeri sono uguali a cinque” (con Stefano Sandrelli e Robert Ghattas).

Lunedì 19 ottobre 2009 ore 15.30
Convento di San Francesco
Scrivere con la Scienza a fianco

Laboratorio di scrittura con un occhio alla scienza

condotto da Robert Ghattas e Daniele Gouthier
durata: circa 3h
Posti limitati, prenotazione obbligatoria al 040224337
Verrà rilasciato certificato di partecipazione

Scienzartambiente: Storie di Futuro, dal 16 ottobre al 2 novembre a Pordenone

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Ott 18

Un dialogo tra scienza, storia e filosofiaRossella Panarese, Lucetta Scaraffia, Nicla Vassallo.
Modera: Fabio Pagan
Esiste, ed è possibile definire, un concetto assoluto di donna (in termini biologici e sociali), oppure ogni donna è un individuo specifico, speciale, unico per sesso e genere, colore della pelle, classe, cultura, preferenza sessuale, storia personale, età, religione? Soprattutto, questo tentativo restituisce un’immagine reale e concreta della donna, oppure rischia solo di assecondare i luoghi comuni e gli alibi di una convenzione sociale che nega alle donne ciò che spetta loro di diritto?

Un approccio multidisciplinare in cui scienza, filosofia e storia intrecciano le proprie voci permette di individuare una prospettiva futura, con uno sguardo critico (e a volte provocatore) che dal passato percorre il presente.

Moderate da Fabio Pagan, Rossella Panarese, Lucetta Scaraffia e Nicla Vassallo prendono spunto dall’ultimo volume curato da Nicla Vassallo, “Donna m’apparve” (Codice Edizioni, Torino), per proporre un dialogo chiaro, completo, polemico ma schietto sulla situazione attuale della donna. O delle donne.

CONFERENZA
Il futuro delle donne, i futuri della donna
Un dialogo tra scienza, storia e filosofia
Relatrici: Rossella Panarese, Lucetta Scaraffia, Nicla Vassallo
Modera: Fabio Pagan

24 ottobre - ore 18:00
Aula Polivalente San Salvatore
Piazza Sarzano - Genova

Fabio Pagan
Laureato in biologia, è un giornalista scientifico, conduttore di “Radio3 Scienza”. A Trieste è stato redattore del quotidiano “Il Piccolo”, addetto stampa del Centro internazionale di fisica teorica (ICTP) e vicedirettore del Master in comunicazione della scienza della SISSA.

Rossella Panarese
Conduttrice di Radio3Scienza.

Lucetta Scaraffia
Insegna Storia Contemporanea all’Università di Roma “La Sapienza”. Si è occupata soprattutto di storia delle donne e di storia del cristianesimo, con particolare attenzione alla religiosità femminile, e ha studiato i rapporti fra la società occidentale e l’islam nell’età moderna. È membro del Comitato nazionale di bioetica.

Nicla Vassallo
Visiting Professor di Epistemologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è attualmente Professore Ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università di Genova. Ha tenuto seminari e conferenze in diverse università in Italia e all’estero.

SEGNALAZIONI

Sabato 12 settembre 2009, la filosofa Nicla Vassallo è intervenuta su “Il silenzio e la voce delle donne”, con un articolo “Donne e uomini pensanti per rompere il muro del silenzio”, L’Unita’, pp. 20-21.

Nel video seguente Nicla Vassallo presenta il suo ultimo libro: “Donna m’apparve”.

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Ott 18

E’ aperta a tutti la Conferenza che si svolgerà QUESTA SERA a TORINO in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia.

Si terrà oggi, sabato 17 ottobre 2009, ore 20.30 in Via Bellardi 116.

Tra i relatori (un astronomo, un fisico, un chimico, uno statistico e un divulgatore scientifico) anche i nostri due redattori: Walter Caputo, che vi parlerà di vita intelligente su altri pianeti, e Claudio Pasqua, che parlerà di come la scienza venga “maltrattata” dai media (TV e giornali) e di come difenderci dalle bufale che ci raccontano.

Ciascuno vi intratterrà per circa 20 minuti sui contributi che la propria disciplina offre all’astronomia. Naturalmente non mancherà lo spazio (e il tempo) per le vostre domande.

Qui sotto i titoli degli interventi e, fra parentesi, la disciplina di riferimento:

  • La ricerca dei pianeti extrasolari [Astronomia]; Walter Ferreri
  • Le costanti di natura e i modelli di universo [Fisica]; prof Guido Cossard
  • La tavola periodica degli elementi tra Terra e Spazio [Chimica]; Prof Lorenzo Tei ricercatore presso la facoltà di Chimica di Alessandria
  • Si fa presto a dire probabilità (di vita extraterrestre e di impatto asteroidale) [Statistica]; Walter Caputo
  • La scienza sui giornali e su Internet [divulgazione scientifica]; Claudio Pasqua

Durante la conferenza: buffet offerto dalle organizzazioni promotrici.

L’iniziativa è gratuita, ma sono ben accette le donazioni a favore delle organizzazioni promotrici, in quanto esse dedicano tutti i loro sforzi a beneficio delle persone svantaggiate, soprattutto i disabili.

Per informazioni: http://ecoassociazione.blogspot.com

Le risposte della scienza alle domande dell’Astronomia
sabato 17 ottobre 2009
ore 20.30 - buffet offerto dall’associazione
ore 21.00 - inizio conferenza
ingresso libero
Teatro Bellarte
Via Bellardi 116 - Torino

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Ott 18

Talvolta un evento si verifica, e non c’è alcun dubbio che si sia verificato. Tuttavia, non si sa perché. E perché qualcosa accade può essere una scoperta molto importante, se non addirittura rivoluzionaria. Questa è proprio la storia dell’effetto fotoelettrico, che attirò l’attenzione dei fisici per la prima volta alla fine dell’Ottocento.

In quell’epoca si osservò un fatto davvero inusuale: la luce può produrre elettricità. Infatti, quando la luce ultravioletta (ossia a frequenza molto alta) colpisce la superficie di determinati metalli, può causare l’espulsione dal metallo di alcuni elettroni, ovvero particelle con carica negativa localizzate all’interno degli atomi. Ma, se la luce è un’onda con sufficiente energia, allora deve essere in grado di far saltar via dal metallo tutti gli elettroni. Se invece l’energia non supera una determinata soglia, allora l’onda non sarà in grado di smuovere neanche un elettrone. Questa era la teoria prevalente all’epoca, che – quindi – implicava l’espulsione degli elettroni in massa: o tutti o nessuno. Purtroppo gli esperimenti non erano coerenti con la teoria, in quanto nei laboratori si osservava l’espulsione soltanto di alcuni elettroni.

Nel 1900 Max Planck aveva condotto una serie di esperimenti sulla luce assorbita da un corpo nero (cioè un corpo che assorbe tutta la radiazione che incide su di esso). Da questi esperimenti risultò che l’energia posseduta dalla radiazione del corpo nero equivaleva al prodotto di tre fattori: “n”, “h” ed “f”. “n” è un numero naturale, cioè un intero positivo (0,1,2,3,…); “h” è la cosiddetta costante di Planck, che corrisponde ad un numero piccolissimo (6,63 · 10^-34 ); “f” è la frequenza. Ciò implica che l’energia possa variare solo nel discreto, poiché è sempre un multiplo intero di h · f: in termini tecnici, l’energia si dice “quantizzata”.

Einstein credeva all’equazione di Planck (E = n · h · f) molto più di quanto ci credesse lo stesso Planck, e quindi decise che la luce dovesse necessariamente avere un’energia quantizzata, dipendente solo da h e da f. Tale energia non è nient’altro che un insieme di piccoli pacchetti di luce, chiamati fotoni. Possiamo dunque pensare ad un fascio di luce come ad un fascio di particelle: ciascuna particella, cioè ciascun fotone, trasporta l’energia h · f. È proprio questo il “modello di luce” che Einstein utilizzò per elaborare una nuova spiegazione dell’effetto fotoelettrico, che fosse coerente con i risultati sperimentali.

Dobbiamo innanzitutto considerare che gli elettroni si trovano dentro gli atomi del metallo, quindi sono – in un certo senso – legati, un po’ come la noce è protetta dentro il suo guscio. Per estrarre una noce dal guscio occorre energia, così come ne occorre per estrarre un elettrone dal metallo. La minima quantità di energia necessaria per estrarre un elettrone da un determinato metallo, si chiama “lavoro di estrazione” (= W) di quel metallo. Il lavoro di estrazione varia da metallo a metallo, un po’ come varia il lavoro per estrarre noci da gusci più o meno robusti, ma esso è normalmente dell’ordine di pochi elettronvolt (= eV). L’elettronvolt è un’unità di misura dell’energia, così definita: 1 eV è l’energia cinetica acquistata da un elettrone accelerato da una differenza di potenziale pari ad 1 volt. Ogni corpo in movimento è caratterizzato da una ben precisa quantità di energia cinetica (= Ec ), proporzionale alla massa del corpo e al quadrato della sua velocità.

Ora, affinché un fascio di luce riesca ad estrarre elettroni, esso deve avere un’energia maggiore del lavoro di estrazione: in simboli matematici ciò equivale a richiedere una condizione del tipo h · f > W. Quella appena scritta non è nient’altro che una disuguaglianza, che però diventa una disequazione nel momento in cui poniamo “f” come incognita, posto che ci interessa conoscere la cosiddetta “frequenza di soglia” (= f0 ), vale a dire la frequenza al di sotto della quale non si osserverà mai fotoemissione di elettroni. Riprendiamo quindi la disuguaglianza h · f > W e spostiamo h a destra del segno di disuguaglianza (ciò implica un cambiamento di segno algebrico: dal prodotto al quoziente), ottenendo f > (W / h).
Se la frequenza del fascio di luce deve essere maggiore di W / h (affinché possa estrarre elettroni), allora la frequenza di soglia ( f0 ) sarà pari a W / h, cioè al rapporto fra il lavoro di estrazione e la costante di Planck.

L’interpretazione di Einstein dell’effetto fotoelettrico si accorda con i risultati sperimentali in quanto:
- per espellere elettroni, il fascio di luce incidente deve avere una frequenza maggiore di un determinato valore minimo, chiamato frequenza di soglia ( f0 ). Se la frequenza della luce è minore di f0 , non vengono espulsi elettroni, indipendentemente dall’intensità del fascio;
- nel modello di Einstein ogni fotone ha un’energia determinata unicamente dalla sua frequenza ( E = h · f , ma dato che h è una costante, possiamo sintetizzare matematicamente il legame con E = f (f), cioè l’energia è funzione solo della variabile frequenza. Mi perdoni il lettore l’uguaglianza fra simboli, ma credo che solo se il simbolo riproduce l’inizio della grandezza fisica a cui si riferisce, è facile da capire e ricordare), pertanto intensificare un fascio di una data frequenza significa soltanto aumentare il numero di fotoni che colpiscono il metallo in un dato tempo, e non incrementare l’energia trasportata da un fotone;
- Se f > f0 , aumentando l’intensità non varia l’energia cinetica (=Ec ) in quanto essa dipende solo da f. Infatti Ec = (h · f) - W (poiché l’energia acquistata dagli elettroni espulsi e messi in movimento è pari all’energia del fascio di luce incidente meno il lavoro di estrazione necessario per espellere elettroni), che si può sintetizzare con Ec = f (f), cioè l’energia cinetica dipende solo dalla variabile frequenza (d’altronde h e W sono costanti, cioè numeri dati).

Grazie alla spiegazione dell’effetto fotoelettrico oggi abbiamo le fotocellule negli ascensori e le celle fotovoltaiche nei pannelli solari. Siamo debitori nei confronti di chi, come Einstein, credette fermamente nelle proprie idee. Fino al punto di vincere il Premio Nobel per la Fisica, proprio per la scoperta della legge relativa all’effetto fotoelettrico. E i premi nobel per la Fisica 2009 sono andati a George Smith, Willard Boyle e Charles Kao: i primi due sono stati premiati proprio per l’invenzione dei sensori Ccd, che utilizzano la tecnologia basata sull’effetto fotoelettrico spiegato da Einstein.

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Ott 16

Foto: Daniele Gouthier con Piero Bianucci

E’ possibile per uno scienziato, un matematico, diventare un bravo scrittore? Evidentemente si, come hanno ben dimostrato Carlo Emilio Gadda, Primo Levi, Paolo Giordano, e lo stesso Galileo Galilei, definito da Calvino il più grande prosatore italiano.

Lo scienziato e lo scrittore condividono la curiosità per il mondo e il desiderio di raccontarlo. Per questo lo scrittore scrive e racconta, lo scienziato conta e descrive. Poi succede che l’uno prenda spunto dal lavoro dell’altro, o che l’altro utilizzi il linguaggio dell’uno per rendere migliore i propri risultati.
“Osservare il mondo con le parole” vuole essere un’occasione per fare proprio questo: fermarsi e scrivere, utilizzando entrambi gli occhi dello scienziato e del narratore.

Quattro ore, venticinque mani, venticinque modi di vedere il medesimo mondo.
un laboratorio di scrittura creativa che Lunedì 19 ottobre prenderà il via a Pordenone in occasione del Festival Scienzartambiente: storie di futuro.

ABBIAMO INTERVISTATO DANIELE GOUTHIER che insieme a Robert Ghattas condurrà il Laboratorio di scrittura con un occhio alla Scienza.

Vi potete presentare?

Siamo due liberi professionisti che lavorano nel campo della comunicazione della scienza e in particolare della matematica. Teniamo questo laboratorio perché da qualche anno coordiniamo (assieme a Stefano Sandrelli) un gruppo di persone con formazione e professione scientifica che sperimentano narrativa che abbia la scienza nella propria visione.

Cosa porterete quest’anno a Scienzartambiente?

Terremo un laboratorio di scrittura per invitare i partecipanti a scrivere un breve racconto a tema/suggestione scientifica.

Chi si può iscrivere?

Giovani adulti

E’ necessario prenotarsi? Dove?

I posti per il laboratorio sono limitati a 20, la prenotazione è obbligatoria al numero 040 224337

Ci fai qualche esempio di come avviene l’attività di laboratorio?

Due esempi: abbiamo tenuto laboratori analoghi al Festival della Scienza a Genova (replicato sei volte) e al Perugia Science Fest. Lavoriamo assieme ai partecipanti per tre/quattro ore, proponendo la nostra visione del rapporto narrativa/scienza in particolare attraverso la lettura di testi più o meno classici. Facciamo svolgere qualche breve esercizio di “riscaldamento” alla scrittura e in conclusione facciamo sperimentare ai partecipanti la scrittura di un raccontino.

Con quale obiettivo?

Mostrare (e far provare in prima persona) che narrativa e scienza sono due modi di vedere il mondo complementari e intrecciati. Che non c’è nessuna cesura insanabile tra le due. Che è possibile esprimersi nell’una valorizzando le risorse dell’altra e viceversa.

Di cosa ti occupi quando non fai laboratori di scrittura?

Sono un matematico e mi si occupo di comunicazione attorno alla scienza. Svolgo un’attività di ricerca (col gruppo Ics della Sissa di Trieste) attorno all’immagine pubblica della scienza. Parallelamente ho una mia attività libero professionale volta alla produzione di testi in particolare di matematica (ma non solo) in particolare per l’editoria scolastica (ma non solo).

Come è possibile contattarvi?

Sui seguenti siti:
www.danielegouthier.it
www.tinsuac.it

Inoltre sono su Facebook, Skype, LinkedIn.

Ringraziamo Daniele Gouthier e gli auguriamo buon lavoro.


Daniele Gouthier è l’autore di “Le parole di Einstein” (con Elena Ioli, edito da Dedalo) e di “Il solito Albert e la piccola Dolly” (con Federica Manzoli, edito da Springer Italia).

Per Springer Italia ha curato la raccolta di racconti scientifici “Tutti i numeri sono uguali a cinque” (con Stefano Sandrelli e Robert Ghattas).

Lunedì 19 ottobre 2009 ore 15.30
Convento di San Francesco
Scrivere con la Scienza a fianco

Laboratorio di scrittura con un occhio alla scienza

condotto da Robert Ghattas e Daniele Gouthier
durata: circa 3h
Posti limitati, prenotazione obbligatoria al 040224337
Verrà rilasciato certificato di partecipazione

Scienzartambiente: Storie di Futuro, dal 16 ottobre al 2 novembre a Pordenone

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Ott 16

Il nostro resp. scientifico per le materie mediche, Prof. Giuseppe Caramia, ha incontrato ieri il prof. Kary Mullis, premio Nobel per la Chimica nel 1993 nell’ambito di una conferenza sui suoi nuovi studi su farmaci anti infettivi usando la PCR.

Il Prof. Mullis ha ricevuto il premio Nobel per l’invenzione della PCR (Polymerase Chain Reaction), una metodica che ha rivoluzionato la biologia consentendo di amplificare singoli frammenti di DNA. Tale metodica di analisi del campione biologico viene oggi utilizzata nella maggior parte dei laboratori di Genetica del mondo.

Lo scienziato ha tenuto una lezione magistrale sul temaPCR e Altermunepresentando la storia della sua invenzione e le ricerche che sta compiendo in tema di sistema immunitario.

L’incontro è avvenuto a San Giovanni Rotondo, presso l’Istituto di Ricovero e Cura “Casa Sollievo della Sofferenza“.

La locandina dell’evento.


Il Sito web del Prof. Mullis:
www.karymullis.com
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Ott 16


Questo mese il Carnevale della Matematica è diventato maggiorenne, ed è ospitato da una new entry, Gianluigi Filippelli nel suo Science Backstage.

Numerose e ricchissime come sempre i contributi dei numerosi appassionati e blogger.

Ricordiamo che chi desidera partecipare al Carnevale può farlo semplicemente scrivendo al prossimo candidato inviando i propri contributi.

E’ anche possibile ospitare il Carnevale sul proprio blog, basta chiedere a .mau..

Il prossimo Carnevale sarà invece ospitato da Roberto Zanasi, sul suo Gli studenti di oggi: seguite il suo blog per ottenere le informazioni su dove inviare i vostri contributi matematici al 19.mo Carnevale della Matematica.

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Ott 16

Quattro giorni ricchi di eventi apriranno al Convento di San Francesco, “Storie di Futuro”, XIII edizione del festival Scienzartambiente - per un mondo di pace, promosso dal Comune di Pordenone, Assessorato alla Cultura, in partnership con Science Centre-Immaginario Scientifico, con il patrocinio del MIUR, dell’ UNESCO e di TELETHON.

Moltissime le collaborazioni di Istituti Culturali (tra i quali IRSE FVG - Istituto Regionale di Studi Europei, Deposito Giordani, ARPA FVG – LaREA, Cinemazero, Mediateca di Pordenone… ) e realtà produttive, Istituti Scolastici e Associazioni del territorio regionale; importanti anche le collaborazioni di Gravità Zero, The Daily Bit e pnbox.tv, media-partners nel web della manifestazione.

Anteprima Venerdi 16 ottobre alle ore 18.00, Stefano Moriggi (filosofo della Scienza), Fiorenzo Galli (direttore del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo Da Vinci, di Milano), Alberto Garlini (scrittore e curatore di pordenonelegge.it) e Fabio Pagan (giornalista scientifico di Radio3scienza) discuteranno insieme al pubblico di “Inattese attese connessioni” tra la cultura scientifica e umanistica, a 50 anni dalla pubblicazione di “The Two Cultures” di C.P.Snow.

Sabato 17 ottobre ore 10.00, Stefano Moriggi e Chiara Ceci racconteranno, nel 200° compleanno della nascita di Charles Darwin, la sua vita e le sue opere, prendendo come punto di vista la vita e il ruolo della moglie, Emma, nell’incontro dal titolo “Emma Darwin, l’evoluzione di un amore”.

Sabato 17 ottobre pomeriggio alle ore 18.00
, sarà inaugurata ufficialmente la XIII edizione con la consueta performance di apertura a cui seguirà l’inaugurazione delle due multivisioni dedicate al cielo realizzate da Science Centre-Immaginario Scientifico, nonché la mostra “20 Italiani che cambiano l’Italia” di Gianni Giansanti realizzata in esclusiva per Corriere della Sera Magazine, e infine la retrospettiva sull’opera di Giansanti morto prematuramente quest’anno (il fotografo che immortalò il ritrovamento di Aldo Moro nella R4), entrambe con l’allestimento del Science Centre - Immaginario Scientifico.

Domenica 18
presso il Convento di San Francesco sarà possibile visitare le quattro mostre, scoprire alle ore 11.00 modi diversi di produrre energia con il laboratorio realizzato dagli studenti dell’ITIS J.F. Kennedy; partecipare al Circo della Scienza alle ore 15.00 e alle ore 17.00 in piazzetta Calderari, nell’evento realizzato in collaborazione con ASCOM e molte altre attività per cittadini e famiglie curiose.

Infine Lunedì 19 ottobre alle ore 10.00 “SUPPOSITIONS, PREVISIONS, CERTAINTY…. AND, OF COURSE, MATHS”, con Robert Ghattas, presso la Casa dello Studente “A. Zanussi”
e per chiudere dalle ore 15.30 puntuali per il “Scrivere con la Scienza a fianco” tenuto da due ospiti eccellenti: laboratorio di scritturaRobert Ghattas e Daniele Gouthier. (posti limitati, prenotazione allo 040224337).

per maggiori informazioni
www.comune.pordenone.it/scienzartambiente

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Ott 16

Paolo Foschini sul Corriere lancia l’allarme: migliaia di parole del lessico italiano da salvare perché a rischio di estinzione.

Ma niente paura: ci pensa oggi Il Sole 24 ore, che nella sezione scie(me)nze pubblica questo esilarante strafalcione: “Che Chazz’ecca la fisica quantistica con le banche?”.


D’accordo salvaguardare le parole a rischio di estinzione, ma non sapevamo che le citazioni di Antonio Di Pietro sarebbero balzate agli onori delle cronache come uscissero dall’Accademia della Crusca.

(per la cronaca, la locuzione corretta nella nostra lingua è “che ci azzecca“).

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Sono le ore 10.57: la pagina è stata modificata dalla redazione online de “Il Sole” in “Che ch’azzecca”!

Coraggio… ancora un piccolo sforzo: ce la potete fare! :-)

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Qui l’articolo finale dopo varie correzioni.

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Ott 14

Trovare vita in un pianeta esterno al Sistema Solare (o esopianeta) è una delle sfide più interessanti per la scienza moderna sebbene, secondo gli astronomi, più che una meta sarà un punto di partenza per cercare nuovi mondi e altre meraviglie del cosmo.

Al giorno d’oggi si conoscono oltre 370 esopianeti ma nessuno di essi è stato trovato nella cosiddetta zona abitabile, vale a dire a una distanza dalla stella-madre tale da permettere la formazione di acqua allo stato liquido sulla superficie e, quindi, di vita. E mentre arrivano notizie rassicuranti dalla Luna e da Marte sulla presenza di acqua nel loro sottosuolo, il mese scorso più di 200 esperti in esopianeti si sono riuniti nel Museo della Scienza di Barcellona (il CosmoCaixa) per celebrare il congresso Pathways toward habitable planets. Durante il congresso è stata annunciata la scoperta di CoRot-7b, la Super Terra (dall’inglese Super-Earth) più piccola (5 volte la massa della Terra) trovata sino ad oggi, localizzata a una distanza di 500 anni luce nella costellazione dell’Unicorno.

Ne ho parlato con Franceso Pepe, ricercatore dell’Observatoire de Genève (Svizzera), in un’intervista pubblicata giorni fa sul quotidiano spagnolo Público, e con il ricercatore Ignasi Ribas del CSIC di Barcellona, in un’altra intervista andata in onda sabato 10 ottobre all’interno del programma Conto alla rovescia di Radio24.

L’obiettivo dell’appuntamento scientifico nella città catalana è stato quello di studiare le strategie future (o road-map) affinché si possa arrivare - nel giro di poche decine di anni – a realizzare quella che è già stata definita la sfida del XXI secolo: la scoperta di vita extraterrestre e, in particolare, di esopianeti abitabili, vale a dire capaci di ospitare vita.

Uno dei gruppo di ricerca candidati ad annunciare la tanto attesa scoperta è sicuramente quello di Michel Mayor e Didier Queloz, i padri del primo esopianeta trovato nel 1995, anch’essi dell’Observatoire de Genève. Grazie allo sviluppo di una strumentazione all’avanguardia, in questi 15 anni questo gruppo si è confermato come uno dei più prolifici e competitivi in questa disciplina. Il merito è anche dovuto all’ingaggio, avvenuto nel 1998, dell’astronomo Francesco Pepe.

Francesco Pepe
Figlio di emigranti italiani originari di Avellino, tra le altre cose Pepe (Olten, Svizzera, 1968) ha sviluppato lo strumento HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher) installato nel telescopio di 3.6 metri dell’Observatorio de la Silla (Cile) che finora ha realizzato le scoperte più rilevante nella ricerca degli esopianeti. Attualmente Francesco Pepe è anche responsabile di un altro strumento di altissima qualità in fase di sviluppo, PRIMA (Phase-Referenced Imaging and Microarcsecond Astrometry), per l’identificazione di sistemi solari simili al nostro attraverso l’astrometria. “Proprio come recita l’etimologia greca questa tecnica permette misurare la posizione degli astri rispetto agli altri nel piano celeste. In particolare, PRIMA sarà talmente preciso che potrà osservare lo spostamento di circa due centimetri di un sasso sulla superficie della Luna” afferma il dottor Pepe.

Nella comunità scientifica la scoperta del primo esopianeta “ha cambiato il modo e la mentalità di osservare il cielo”, assicura l’astronomo italo-svizzero. “Inoltre, la sua esistenza era qualcosa che Mayor e Queloz avevano già previsto e solo per questo motivo, credo, meriterebbero il premio Nobel”. Da allora lo studio di questi corpi celesti ha fatto passi da gigante. “Prima del 1995 non pensavamo neanche che un pianeta come Giove (così lontano dalla sua stella nel nostro Sistema Solare) potesse trovarsi a meno di 5 volte la distanza tra Sole e Terra. Oggi, invece, siamo capaci di rilevarli a una decima parte di questa separazione”, ricorda il ricercatore.

Ignasi RibasGrazie a tecniche di osservazione sempre più avanzate, oggi conosciamo un ampia gamma di esopianeti tra i quali troviamo i gassosi di tipo gioviani caldi (hot-Jupiter) e, appunto, le Super Terre, pianeti rocciosi con una massa non superiore a 10 volte quella della Terra e normalmente molto vicini alla loro stella. Come ha spiegato Ignasi Ribas del CSIC di Barcellona a Radio24 “le Super Terre sono importanti perché crediamo che siano pianeti di tipo terrestre, ovvero con una superficie e un’atmosfera, a differenza di quelli più massicci che generalmente sono corpi gassosi e inospitali per la vita. La loro importanza, quindi, sta nel fatto che avendo una struttura rocciosa sono dei potenziali gemelli della Terra”.

“Rilevare la presenza di oggetti come CoRot-7b è stato un vero passo in avanti poiché grazie ad HARPS abbiamo trovato la prima Superterra con una densità molto simile a quella terrestre”, segnala Pepe, coautore della ricerca. “Inoltre, a causa della distanza ridotta che separa l’esopianeta dalla stella-madre, le sue condizioni atmosferiche si assomigliano di più a un inferno dantesco che a un pianeta abitabile. Proprio come occorre tra la Luna e la Terra, CoRot-7b (così chiamato in onore al telescopio spaziale che lo ha scoperto) mostra sempre la stessa parte di superficie alla stella in modo che nel lato illuminato si registrano temperature di 2000-3000 gradi e di -200 gradi ai suoi antipodi. E benché esista una piccola zona di superficie che separa le due facce del pianeta con temperature compatibili con la presenza di vita, possiamo escludere a priori la possibilità di trovare lì tracce dell’esistenza di un Super Uomo” scherza Francesco Pepe.

Rappresentazione di una Super TerraRibas, però, ricorda che “quella di Corot-7b è comunque una scoperta molto importante perché apre una nuova strada a pensare che ci sia grande abbondanza di questo tipo di Super Terre nell’Universo le quali, probabilmente, possono albergare vita sulla loro superficie”. Ma Pepe va ancora più in là affermando che “trovare vita oltre il Sistema Solare rappresenterebbe, in un certo modo, un’informazione piuttosto limitata per noi. Come si è formata? Quali sono le condizioni che permettono la sua esistenza? Che forma ha? Si tratta di vita intelligente? Può comunicare? E soprattutto, qual è la nostra condizione nella Via Lattea rispetto agli altri? Le risposte a queste domande è quello che realmente vogliamo sapere”.

Tratto da Gravedad Cero
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Ott 14

Non si era mai verificato, nella storia dei Nobel, che nello stesso anno cinque donne ricevessero il prestigioso premio di Svezia.

Un record nei record, dal momento che è anche la prima volta da quando è stato istituito il Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences, noto come Nobel per l’economia, il riconoscimento è stato assegnato ad una donna.

A vincerlo, la statunitense Elinor Ostrom, 76 anni, insieme al connazionale Oliver E. Williamson, 77 anni per la loro ricerca sull’organizzazione della cooperazione nella governance economica.

Quest’anno, dunque, un’altra onorificenza si aggiunge alla lista “al femminile” dall’Accademia reale di Svezia nel 2009: Ada E. Yonath, premio Nobel per la chimica, Elizabeth H. Blackburn e Carol W. Greider, Nobel per la medicina insieme allo statunitense Jack W. Szostak e Herta Müller, Nobel per la letteratura.

In tutto, lo ricordiamo, sono state appena 40 (su oltre 780 premiati) le donne che hanno vinto il Nobel: Letteratura e la Pace, 12; Medicina, 10; Chimica, 4; Fisica 2 e, da oggi, l’Economia.

C’è da dire, senza diminuirne per questo il valore, che quello per l’Economia non è un Premio Nobel in senso stretto, dato che si tratta un “premio alla memoria di Nobel” (gli attuali membri della famiglia non lo accettano come premio Nobel).
Viene comunque consegnato assieme agli altri premi ed è spesso chiamato semplicemente ed impropriamente Premio Nobel per l’economia. La sua istituzione risale al 1969 su iniziativa della banca centrale della Svezia. La denominazione ufficiale dell’onorificenza, cui spetta un premio in denaro di 980.000 euro, è infatti “The Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences”.

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Ott 14


Ritorno sulla questione che ha diviso l’opinione pubblica (non solo italiana) relativa all’assegnazione del Premio Nobel per la pace al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Innanzitutto (è questa una mia opinione personale) trovo sterili le polemiche secondo le quali la decisione di assegnare il Premio per la Pace a Barack Obama, presidente Usa da meno di nove mesi, sia stata prematura.

Per cominciare recito le parole di Geir Lundestad, segretario del Comitato Nobel:

“Vogliamo sottolineare come (Obama) abbia già portato dei cambiamenti significativi” … [nel multilateralismo, nel progresso, nel disarmo e nella lotta ai cambiamenti climatici]“Certamente speriamo che nel corso dei prossimi anni ci saranno altri cambiamenti concreti. Ma sentiamo che sia giusto sostenere questo uomo e le sue sfide future per le idee che promuove”.

Il capo della commissione norvegese per i Nobel, Thorbjoern Jagland, ha respinto - a mio parere correttamente - le critiche nel corso di una conferenza stampa: ”Se vedete la storia dei Premi per la Pace abbiamo avuto molte occasioni in cui lo abbiamo assegnato a chi sta cercando di ottenerla”.Jagland ha fatto il nome del cancelliere della Germania Ovest Willy Brant, premiato nel ‘71 per la sua Ostpolitik, e di Mikhail Gorbaciov, ultimo leader sovietico che ha ottenuto il Nobel per la Pace nel ‘90 prima della fine della Guerra Fredda.

Trovo (ed è di nuovo un mio pensiero) che chiunque punti il dito nei confronti di questo Presidente criticando la decisione del Parlamento svedese sia quantomeno poco informato, a causa anche della scarsa attenzione che i media (TV e giornali) italiani dedicano ai problemi sociali internazionali.

Come abbiamo fatto su questo blog documentandone i passaggi, forse dovremmo ricordare il suo programma elettorale scientifico cui sta da tempo e giornalmente adempiendo. Come dovremmo ricordare la presa di posizione dei Premi Nobel (65 per l’esattezza) che appoggiarono la sua candidatura.

E’ un presidente che ama la meritocrazia. E invece di affidarsi, come sappiamo accade altrove, a collaboratori (e collaboratrici) di circostanza privi di preparazione ma comodi politicamente, chiama a sé i migliori scienziati al mondo per le sfide ambientali ed energetiche che l’umanità attende nel XXI secolo.

Ricordo che Steven Chu, fisico americano di origine cinese, premio Nobel, è stato nominato segretario ai problemi dell’energia.

Un altro incarico importante è andato a Jane Lubchenco, biologa marina, che ora dirige l’agenzia nazionale NOAA, ovvero l’ente che si occupa dei cambiamenti in atmosfera e negli oceani. Durante l’amministrazione Bush, Jane Lubchenco, una vera autorità in questo campo, aveva aspramente criticato il governo per la sua sottovalutazione dei problemi climatici.

Obama ha anche nominato un suo particolare consigliere scientifico: è John Holdren, fisico a Harward, esperto di problemi energetici, di proliferazione nucleare, e di ambiente in generale.
Anche Eric Lander e Harold Varmus, scienziati di alto livello nel campo biomedico, sono stati cooptati nella squadra di consulenti scientifici.

Insieme a questi meriti di lungimiranza, che da soli meriterebbero non uno ma molti premi di buon senso, Obama ha ampiamente dimostrato di essere sensibile e adempiere anche e soprattutto ai problemi “sociali”: alle minoranze, al problema dell’assistenza, alla lotta contro l’omofobia, all’emancipazione delle donne.

Il Nobel viene spesso tacciato di essere un premio “alla memoria”. A differenza di altre onorificienze (una per tutte la medaglia Fields) viene spesso assegnato al termine della vita di un uomo o di una donna, quando questi si sono da tempo ritirati dalla ricerca e dalla applicazione di ciò per cui hanno lottato tutta la vita. I Premi Nobel di quest’anno alla Medicina alla Chimica e alla Fisica non fanno eccezione. Paradossalmente premi come l’altrettanto prestigiosa medaglia Fields (che viene assegnata rigorosamente solo ad under 40) sono invece dati a giovani che potenzialmente possono ancora dare molto alla ricerca, alla società, all’umanità.

Spiace constatare che tra i detrattori di questo presidente ci siano persone, sia in Italia che all’estero, che hanno condiviso e condividono i suoi stessi ideali, ma che pur avendo ricevuto alti onori non hanno dimostrato e adempiuto in tutta la loro vita alla decima parte di quanto abbia invece fatto questo presidente in appena 9 mesi di mandato!
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Ott 14


Maria Rosa Menzio, matematica e regista teatrale, porta sulle scene il Teatro, la musica, danza e le video installazioni per celebrare la più affascinante delle scienze, l’Astronomia, proprio nell’Anno Internazionale dedicato a questa disciplina (era infatti il 1609 quando Galileo iniziò le prime osservazioni astronomiche per confermare la validità del sistema copernicano). Nel 2009, peraltro, l’Osservatorio di Torino festeggia il 250° anniversario della sua fondazione.

“SIDEREUS NUNCIUS” Galileo e la luna: questo potrebbe essere un titolo alternativo. La spettacolarizzazione del “Nuncius”, ovvero da un lato lo scienziato rigoroso, amante delle stelle, forse un po’ innamorato della luna, dall’altro l’uomo che ama la vita in modo passionale, a dir poco, vive con umorismo e arguzia, e con una certa presunzione.

Una selezione di strofe scelte dal testo “Contro il portar la toga” intervalla l’antologia dei brani più propriamente astronomici. Da qui emerge un Galileo che andava all’osteria, mangiava e beveva allegramente, teorizzava che donne e uomini dovessero andare in giro senza veli e confessava - senza troppi scrupoli - il proprio debole per le donne di piacere. Inframmezzate alle parole di Galileo, sentiremo citare Campanella, Torquato Tasso, Shakespeare, Leopardi, Dante, Nietzsche e Neruda. Il leit motiv che unisce tutti questi autori è appunto la Luna, che li rapisce e li innamora uno dopo l’altro, chi in modo lirico, chi drammatico, o ancora elegiaco. La voce che appartiene a Galileo ama invece la luna in modo totale, sensuale, esclusivo.

La novità dello spettacolo è il video in prima nazionale: oltre 200 frattali (oggetti nati da complesse formule matematiche e cambio gradiente) che con particolari transizioni si trasformano l’uno nell’altro, e simboleggiano pianeti lontani, forme astratte e viaggi astrali nell’ignoto (durata 70 minuti - anteprima nella Notte Europea della Ricerca al Museo del Cinema e in Rettorato all’Università di Torino). A fine spettacolo, una danza alla luna mima i movimenti del nostro satellite.

Venerdì 16 Ottobre 2009, ore 21
Pino Torinese, Teatro «Le Glicini» (vedi mappa)
«SIDEREUS NUNCIUS»
da Galileo Galilei
INGRESSO LIBERO
con Simonetta Sola e Maria Rosa Menzio
Danza alla luna Chiara Fiorenza
Regia di Maria Rosa Menzio

Scarica il programma della serata in PDFil programma completo è sul sito web di Teatro e Scienza
www.teatroescienza.it/rassegna2009/rassegna2009.htm

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Teatro e scienza è sotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica nell’Anno Internazionale dell’Astronomia 2009
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Ott 14

L’8 ottobre scorso la Commissione europea ha inaugurato il Repertorio europeo delle donne nelle TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), ossia un nuovo strumento online che ha l’obiettivo di centralizzare tutte le informazioni relative ad attività e posti di lavoro coperti dalle donne in questo settore nell’Unione Europea.

Il repertorio online coprirà tre diversi settori: tecnologia, creazione di comunità e imprese.
Riunisce in un unico spazio tutte le attività, le proposte di lavoro, la legislazione e le statistiche, fornendo una visione d’insieme su quanto avviene in questo settore in Europa e favorendo la collaborazione e la costituzione di reti tra i differenti soggetti.

L’iniziativa segue la pubblicazione da parte della Commissione europea di un Codice di buone pratiche per le donne nel settore delle TIC; dopo di ciò il numero di imprese e soggetti firmatari che si sono impegnati ad incoraggiare le giovani donne a perseguire studi e carriera nei settori industriali delle telecomunicazioni, della tecnologia e di internet è più che quintuplicato, passando dalle iniziali cinque a 28, fra cui grandi imprese, PMI, uffici di consulenza, istituzioni accademiche, ONG e organismi di regolamentazione delle telecomunicazioni.

Il Codice di buone pratiche è centrato sull’istruzione e l’occupazione e prevede l’organizzazione di programmi di tutoraggio, orari di lavoro flessibili e altre attività innovative per sensibilizzare le donne e attirarle nel settore industriale della tecnologia.

Fonte:
Dipartimento politiche comunitarie

Per saperne di più

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Ott 12

Una macchina fotografica e un microscopio per far apparire meravigliosi colori e splendide forme della natura che sarebbero altrimenti totalmente sconosciuti e invisibili a occhio nudo.

Come ogni anno il concorso Small World competition, promosso dalla Nikon, celebra il mondo nascosto. In questa edizione gli scatti premiati spaziano dalle ovaie di un pesce agli organi sessuali di una pianta passando attraverso le fibre del cotone.

E tra i venti vincitori anche due italiani: Bernardo Cesare dell’Università di Padova e Massimo Brizzi di Empoli. E menzione speciale per il Dr. Carlo Sala del CNR di Milano e per il Dr Lorenzo Calzoni dell’Università di Bologna.

Visita anche:

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Ott 12

Stasera assisteremo a “Feynman…chi”, lo spettacolo portato sulle scene teatrali che ripercorre alcuni episodi salienti della vita di Richard P. Feynman (Premio Nobel per la fisica nel 1965), nel tentativo di spiegare, con la semplicità che lo contraddistingue, quali sono le caratteristiche peculiari del suo modo di pensare.

Pur avendo già assistito alla rappresentazione nel maggio del 2008, saremo anche questa volta presenti. Lo spettacolo si svolge durante la rassegna Teatro Scienza (www.teatroescienza.it e teatroescienza.ning.com) diretta da Maria Rosa Menzio e con la quale Gravità Zero è media partner.

Come un’esplosiva miscela di eventi incredibili resi possibili da quell’impasto del tutto unico di acuta intelligenza, curiosità irrefrenabile, costante scetticismo e radicato umorismo che è stato l’uomo Feynman. È davvero straordinario poter ritrovare nella stessa persona un tal numero di esperienze diverse e talora contraddittorie.

Ha di volta in volta scassinato le più sicure casseforti di Los Alamos, dove si custodivano i segreti della bomba atomica, suonato la frigideira in una scuola di samba brasiliana, illustrato la fisica a “menti mostruose” come Einstein, von Neumann e Pauli, e lavorato come suonatore di bongos con una coreografa di successo, per tacere poi della sua attività di pittore, o di biologo, o di frequentatore di case da gioco. Per dare un’idea dell’unicità del personaggio, basta pensare che il futuro premio Nobel venne scartato dall’esercito americana perché “psichicamente deficiente”. Per anni le conversazione di Richard “Dick” Feynman con l’amico musicista Ralph Leighton sono state registrate e poi trascritte senza alterarne il tono confidenziale: un tributo a un grandissimo scienziato ma prima di tutto a un uomo per il quale la vita è davvero stata un instancabile susseguirsi di ricerca e scoperta.

La migliore definizione di questa “non biografia” è stata data da due grandi fisici che il grande Feynman lo hanno conosciuto di persona.

“Questo libro è puro, autentico Feynman. Per quelli che lo hanno conosciuto non occorrono altre definizioni. Per quelli invece che non lo hanno conosciuto, il libro è un autoritratto perspicace, divertente, semplice, profondo, distaccato, appassionato e assolutamente sincero di uno dei grandi uomini del nostro tempo.”
Freeman Dyson

“Il libro di Feyman è delizioso, come il suo autore. Più che scoprire in Feynman uno dei maggiori fisici teorici del notro secolo, il lettore imparerà qui a conoscere quell’atteggiamento schietto e disinibito che ha dato gioia a Feynman e a quanti hanno avuto l’occasione di stargli vicino”
Hans Beth
premio Nobel 1967 per la fisica.

FEYNMAN… CHI?
Domenica 11 Ottobre 2009
Ora: dalle 21:00 alle 22:30
Luogo: Bric Paluc di Baldissero Torinese [ cartina ]
Baldissero (TO)

Sito Web della compagnia: www.officinescienza.it

Visualizzazione ingrandita della mappa

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Ott 12

Foto del Very Large Array (VLA) negli Stati Uniti. Crediti: ©2007-2009 *kimjew

Da circa trenta anni gli astrofisici di tutto il mondo sono alla ricerca della natura della materia oscura. Questa costituirebbe il 90% della materia dell’Universo ma non è possibile osservarla direttamente perché non emette luce visibile né alcuna radiazione elettromagnetica.

Un gruppo di astrofisici si sono cimentati in uno studio, pubblicato dalla rivista Nature nel mese di settembre 2009, che ha portato ad una scoperta sorprendente che mette in discussione quanto finora conosciuto sulla formazione delle galassie e sulla stessa esistenza della materia oscura.

Alessandro Menenti ha intervistato per noi Gianfranco Gentile, uno degli astrofisici italiani che ha partecipato alla ricerca.

D. Dott. Gentile che cosa è la materia oscura?
R. Si pensa che la materia oscura sia una particella che ancora non è stata scoperta. E’ stato introdotto il concetto di materia oscura perché le galassie a disco (uno dei due tipi principali di galassie, che sono dischi fatti di miliardi di stelle, gas e polvere) ruotano su se stesse più velocemente di quanto ci si aspetterebbe dalla quantità di materia visibile.
In altre parole, se ci fosse solo la materia visibile le galassie di disaggregherebbero a causa della forza centrifuga. La materia oscura è stata introdotta per giustificare la coesione di strutture cosmiche come le galassie e gli ammassi di galassie.

Si pensa che le galassie siano immerse in “nuvole”, dette aloni, di materia oscura. Una possibiltà alternativa all’esistenza della materia oscura è che la forza di gravità quando il campo gravitazionale è molto basso, come avviene nelle parti esterne delle galassie - in realtà sia un po’ più forte di quello che ci si aspetterebbe dalle leggi di Newton e Einstein. Questa possibilità viene chiamata Modified Newtonian Dynamics (MOND) ed è stata introdotta nel 1983 dall’astronomo Mordehai Milgrom.
D. Come è nato lo studio che ha portato alla recente scoperta?
R. Abbiamo usato misure della velocità di rotazione del gas nelle galassie (ottenute con vari telescopi in Cile, Stati Uniti, Olanda, ecc.) per tracciare la distribuzione di materia in un campione di 28 galassie.

D. Chi vi ha partecipato e come vi siete ripartiti il lavoro?
R. Lo studio è stato effettuato da me (Università di Gent e Bruxelles, Belgio), Benoit Famaey (Universita’ di Bruxelles, Belgio, e Strasburgo, Francia), HongSheng Zhao (Università di St. Andrews, Scozia) e Paolo Salucci (SISSA, Trieste). Abbiamo tutti - chi piu’ chi meno - contribuito all’analisi dei dati e alla stesura dell’articolo.

D. Cosa avete scoperto?
R. Qua si entra nei dettagli tecnici… Il punto di partenza è stato un articolo di qualche mese fa in cui era stato scoperto che se si misura il campo gravitazionale della materia oscura all’interno di un raggio caratteristico dell’alone di materia oscura (raggio che varia di molto da una galassia all’altra), questo campo gravitazionale e’ lo stesso per tutte le galassie. Noi abbiamo trovato che anche il campo gravitazionale della materia visibile se misurato all’interno di quel raggio è lo stesso per tutte le galassie. Questo puo’ voler dire due cose:

1) o la materia oscura e la materia visibile - che prima si pensava Interagissero tra di loro solo tramite la forza di gravita’ - interagiscono tra di loro in maniera più stretta di quanto non si pensasse, in altre parole la materia oscura “sa” esattamente cosa fa la materia visibile ;

2) oppure la materia oscura non esiste nelle galassie. I nostri dati vengono spiegati in maniera naturale nei modelli come MOND, dato che in questi modelli l’unica sorgente del campo gravitazionale e’ la materia visibile.

D. A parte l’aspetto scientifico della scoperta, quale può esserne l’utilità?
R. Molti campi della ricerca scientifica non hanno applicazioni pratiche dirette, ma sono comunque fondamentali per il progresso dell’umanità e la conoscenza del mondo che ci circonda. E in più, una maggiore conoscenza del funzionamento dei processi fisici nell’universo possono portare a lungo termine ad applicazioni pratiche fondamentali (per esempio senza lo studio dei fenomeni elettrici non si poteva inventare la lampadina).

D. Quale è la situazione della ricerca in Italia ed in Europa?
R. Passo, domanda troppo rischiosa… :)

Dott. Gentile l’aspettiamo in Italia al più presto.

Alessandro Menenti

Riferimenti:

http://www.nature.com/nature/journal/v461/n7264/abs/nature08437.html

L’immagine seguente è una foto della galassia NGC 5055, una delle 28 studiate dai ricercatori (crediti: J. Conejero, J. Misti and S. Mazlin).

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Ott 12



Secondo il Time Higher Education e Qs, nella classifica mondiale delle 200 migliori università al mondo, figurano università degli Stati Uniti, Regno Unito e Asia.

La prima classificata ormai al top da cinque anni è Harvard, che festeggia il suo Nobel per la medicina Jack W. Szostake, la seconda è Cambridge che supera Yale, che festeggia anche il suo Premio Nobel per la Chimica di quest’anno, il prof. Thomas Steiz. Nelle prime 20 posizioni la predominanza resta delle università statunitensi, ma ad avanzare sono le londinesi, e anche Oxford .

No comment per gli Atenei italiani, che precipitano sempre più a fondo in tutte le classifiche internazionali. L’unica università italiana rappresentata nelle prime 200: posizioni è l’università di Bologna, che figura addirittura al 174° posto (era 192esima nel 2008).
La posizione media delle università italiane è scesa da 431 nel 2008 a 441 nel 2009.

Solo separando le competenze tra Facoltà ci si accorge delle eccellenze: la Sapienza è infatti 25esima nella classifica delle migliori facoltà di Scienze Naturali. il Politecnico di Milano é a quota 57 nel ranking delle migliori facoltà di Ingegneria e Tecnologia al mondo, l’Università Commerciale Luigi Bocconi é la 68 nella classifica delle migliori facoltà di Scienze Economiche e Sociali, l’universitá di Bologna é 72 nella classifica delle migliori facoltà al mondo di Scienze Economiche e Sociali e 51 nella classifica delle migliori facoltà di Lettere e Arte.

E’ facile notare che quando ci si allontana dai panorami italiani la situazione migliori vertiginosamente salendo nella prima parte della classifica tra gli Atenei europei, cinesi, giapponesi, australiani, ma anche francesi, inglesi, danesi, neozelandesi, australiani e canadesi.

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Ott 12


Dal 10 al 18 ottobre 2009 il Barilla Center di Parma ospiterà la quarta edizione de “La Settimana della Scienza”, rassegna di eventi culturali e di intrattenimento dedicati alla divulgazione scientifica per grandi e piccini.
La quarta edizione del festival viene realizzata in collaborazione con il Dipartimento di fisica Universita’ di Parma, il Laboratorio Informando del Cnr e l’Associazione Parma Casa della Scienza.

Quattro gli appuntamenti che “La Settimana della scienza” propone al pubblico: due incontri presso l’Auditorium dell’ Academia Barilla, una proiezione cinematografica con dibattito, presso la multisala del Barilla Center e uno spettacolo per bambini in piazzetta centrale.

Evento speciale di quest’anno il percorso interattivo “L’energia nelle tue mani”, tutti i giorni dal 10 al 18 ottobre presso la terrazza del Barilla Center.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Sito web: http://www.barillacenter.it
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Ott 10

Saranno da poco passate le 13,30 (ora italiana) quando sulla superficie della Luna verranno fatte impattare 350 tonnellate di materiale, “sparato” dalla sonda LCROSS (Lunar CRater Observation and Sensing Satellite).


L’operazione, che sarà possibile seguire in diretta sul sito Nasa, si svolgerà in due tempi: un pesante “proiettile” chiamato Centauro si staccherà dalla navicella Lcross e raggiungerà il punto stabilito sollevando una nuvola di detriti (punto stabilito -84.675, 311.275 E )
Il forte impatto dell’oggetto provocherà così un cratere artificiale largo quanto un terzo di un campo di calcio (circa 20 metri) e profondo 4 metri.

Dopo pochi minuti entrerà in azione la stessa sonda Lcross, che volando tra il materiale sollevato dall’impatto catturerà una miriade di dati che, analizzati, aiuteranno a comprendere meglio la natura della superficie lunare. L’analisi spettrale del pennacchio di detriti potrà confermare alcuni risultati della missione Clementine, che suggeriscono la presenza di depositi di ghiaccio nelle regioni che si trovano permanentemente in ombra.

L’impatto sarà così forte che sarà possibile osservarlo da Terra (ovviamente se residenti in America visto che la Luna a quell’ora sarà visibile dall’altro lato del globo), con un cannocchiale di almeno 24,5 millimetri di diametro.

Di seguito un bellissimo filmato della Nasa che svela il “dietro le quinte” della missione.

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Ott 10

In occasione dell’iniziativa Lei è un’astronoma - promossa nell’ambito dell’Anno Internazionale dell’Astronomia 2009 con il proposito di “promuovere l’uguaglianza tra uomo e donna” - parliamo di Ipazia di Alessandria (340/370 – 415 d.C.), la prima scienziata della storia. Inoltre proprio oggi esce nelle sale cinematografiche spagnole, Agora, l’ultimo film del regista Alejandro Amenábar (The Others, Mare dentro) che racconta le gesta di questa grande protagonista della storia della scienza.

Nella mitica città di Alessandria (Egitto) esisteva un tempio del sapere, il Museo, anche chiamato Biblioteca di Alessandria. Lì Ipazia si formó come una delle scenziate più famose dell’epoca e seguendo i passi di Eratostene (276 – 194 a.C.), altro grande erudito dell’antichità, arrivò a essere direttrice della stessa Biblioteca.

Oltre a una grande filosofa si distinse nel campo delle scienze, soprattutto nella matematica e nell’astronomia, discipline per le quali è passata alla storia. Lavorò intensamente con l’aritmetica di Diofanto, considerato il padre dell’algebra, ma anche con la geometria delle coniche, dimenticata dopo la sua morte, sebbene risultò fondamentale – secoli più tardi – per spiegare le orbite dei pianeti attorno al Sole. Tuttavia, a quei tempi si credeva nella teoria geocentrica di Tolomeoche secondo la quale il Sole gira attorno alla Terra e non il contrario. La teoria eliocentrica, dove la nostra stella si trova al centro del Sistema Solare, fu avanzata solamente dieci secoli più tarde grazie a Copernico.

Nonostante tutto Ipazia non si attenne al pensiero astratto e spiccò anche nel campo della meccanica. Si interessò alla fabbricazione di strumenti astronomici e idraulici. Ad esempio milgiorò e costruì un astrolabio, molto usato durante secoli dai marinai per trovare la loro posizione di navigazione. Lavorò anche con un planisferio, usato per riconoscere gli astri nel cielo; un idrometro, apparato per determinare la densità specifica dei liquidi, e uno strumento per misurare il livello dell’acqua, tra i tanti ingegni che sono serviti come base per gran parte della tecnologia odierna.

Dell sua opera conosciamo, tuttavia, solamente una piccola parte ma il suo ricordo è quello di una grande maestra, rispettata e ammirata per la grandezza delle sue conoscenze. Fu considerata la miglior scenziata dell’epoca e arrivò molto più lontano di quanto fecero molti uomini, qualcosa che allora non era per niente facile.

Sfortunatamente il momento più alto del cristianesimo accelerò la morte di Ipazia. Dopo la sua scomparsa la Biblioteca di Alesandria venne incendiata e tutte le sue opere lì custodite vennero perse.

Tratto da: Gravedad Cero

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Ott 10

Interrompiamo i normali flussi di news scientifiche per annunciare che il Premio Nobel per la Pace è stato assegnato al Presidente Usa Barack Obama per i suoi appelli alla riduzione degli arsenali nucleari e per il suo impegno per la pace globale.

Un presidente, quello americano, che sta lavorando anche per dare dignità scientifica a una nazione, come abbiamo più volte detto in questo blog. E’ dunque con estremo piacere che apprendiamo della assegnazione di questo grande e importante riconoscimento.

Primo afro-americano a rivestire la carica più alta del paese, Obama ha chiesto il disarmo nucleare e sta lavorando dall’inizio del suo mandato — lo scorso gennaio — per riavviare le trattative di pace in Medio Oriente.

Il riconoscimento di 10 milioni di corone svedesi (1,4 milioni di dollari) sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre.

ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI

ALL YOU NEED IS PASSION FOR SCIENCE

OBAMA: SCIENZA FONDAMENTALE PER LA SALUTE DI UNA NAZIONE

BARACK OBAMA, IL PRESIDENTE CHE AMA LA SCIENZAIL PROGRAMMA SCIENTIFICO DI OBAMA


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Ott 10

L’impatto è avvenuto come previsto

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Ott 10

Foto: Claudio Pasqua (liberamente riproducibile citando la fonte)

Ieri la professoressa Rita Levi-Montalcini ha incontrato gli studenti presso l’Università degli Studi di Torino; la stessa Università in cui oltre ottant’anni prima aveva concluso i suoi studi, e incontrò altri due futuri Nobel per la medicina, anche loro studenti nello stesso ateneo: Renato Dulbecco e Salvador Luria.

A quei tempi fu interdetta dalle sue ricerche universitarie , a causa delle leggi razziali promulgate da Mussolini.
Un episodio, quest’ultimo che il Premio Nobel ricorda essere stato in un periodo di grandi difficoltà, ma sono le difficoltà che le hanno sempre dato nuova forza e l’hanno convinta a continuare.
«E’ per questo che dico ai giovani: pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona».
E poi un accenno ai recenti Nobel per la medicina vinti da due donne. Un obiettivo che era difficile in un epoca di stampo vittoriano come era quella di Torino di quegli anni.

“Ma oggi - dice la professoressa - le cose sono fortunatamente migliorate. E molte donne possono accedere alle vette più alte della conoscenza. Cosa negata ai miei tempi”«Quello della nostra famiglia era uno stile di vita tipicamente vittoriano, tutte le decisioni erano prese dal capofamiglia. Nostro padre ci amava profondamente e aveva un grande rispetto per le donne, ma era convinto che una carriera professionale avrebbe interferito con i doveri di una moglie e madre. Per questo aveva deciso che tutte noi - Anna, Paola ed io - non ci saremmo impegnate in studi che potessero aprirci la strada ad una professione e che non ci saremmo iscritte all’Università»

«E’ anche per questo che è importante guardare oltre i dogmi. Un dogma è qualcosa che viene detto, pensato, e non si può cambiare neppur di fronte alle evidenze contrarie, come il pensiero erroneo che una donna sia inferiore a un uomo. La differenza di forza fisica viene così erroneamente scambiata anche per una differenza di intelligenza, come di inferiorità del più debole. Questo è un dogma”

“E lo stesso per la razza. Tant’è che nel genere umano (è scientificamente provato) NON esistono le razze: esistono solo i razzisti!”
Foto: Claudio Pasqua (liberamente riproducibile citando la fonte)

Fortunatamente per lei la comprensione della famiglia non le impedì di completare gli studi universitari e alla sorella Paola di diventare una celebre pittrice, tanto che le opere della sorella entrarono nei più prestigiosi musei internazionali, come quello di New York.

Ha poi ricordato la sua vita trascorsa a Torino con la famiglia prima di partire per gli Stati Uniti, dove concluse le sue ricerche. E quanto si sia fortunati a vivere in una città come Torino che è sempre stata un luogo in cui la cultura era il fulcro della vita che si svolgeva nel centro cittadino., sotto i portici.
Fino a ricordare un bellissimo libro un dialogo scritto a due mani dal Fisico Tullio Regge con il chimico e scrittore Primo Levi (entrambi torinesi). “Dialogo”, Einaudi, 1987, un opera che la professoressa ha apprezzato molto.

«Oggi ho il privilegio di aver compiuto cento anni, privilegio che non molti altri hanno, e il privilegio di conservare ancora la capacità di intendere e di volere, e di lavorare ancora alle mie ricerche sul sistema nervoso». «È una fortuna per me incredibile - ha concluso - essere ancora fra i viventi, dopo aver attraversato momenti non sempre facili. Credo che la cosa più importante della mia vita sia stato aver dedicato tutto il tempo possibile a chi ha bisogno. Il corpo può morire. Ma - ha detto fra gli applausi - restano i messaggi che abbiamo mandato in vita. Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori».

Durante il discorso della professoressa non sono mancati gli applausi, lunghissimi, calorosi e commossi della sala da oltre quattrocento posti di persone, tanto che si è reso necessario attrezzare altre due aule con un servizio di video proiezione.

In sala anche il Prof. Piergiorgio Strata, direttore dell’EBRI, Istituto Fondato da Rita Levi-Montalcini dove lavorano circa 30 ricercatori (soprattutto ricercatrici) per lo studio sulle malattie degenerative del cervello. Sul Centro, che sta passando un periodo di difficoltà per scarsità di fondi, il prof. Strata è stato chiaro: “Come viene fatto in qualsiasi paese del mondo la ricerca ha bisogno di centri attrezzati e di grandi strutture. E’ impensabile che la ricerca venga fatta in luoghi isolati e separati perché le strutture con cui si fa ricerca costano milioni di euro e vanno condivise con molti ricercatori contemporaneamente, per ammortizzarne la spesa e per consentire a molti di utilizzare le attrezzature”. Ecco perchè, spiega il Prof. Strata, è necessario la costruzione di centri dove migliaia di ricercatori possano fare ricerca e scambiarsi esperienze.

Speriamo che i politici coinvolti lo comprendano.


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Ott 10

All you need is love“, cantavano i 4 bardi di Liverpool circa quarantanni fa.
All you need is passion for Science” aggiunge Barack Obama rivolto ai circa 150 studenti rappresentanti delle scuole medie di Washington invitati per l’Astronomy Night (la Notte dell’Astronomia) sul prato Sud della Casa Bianca. Il presidente ha ribadito che solo coltivando la passione e l’applicazione per la Scienza un paese ha la possibilità avere un futuro sano e solido.

Questo Presidente con la passione per la Scienza ha ricordato Galileo che 400 anni prima puntò il suo cannocchiale scoprendo nuove realtà dello spazio e cambiando la visione del mondo in cui viviamo e ha invitato i giovani a fare lo stesso, a esplorare nuovi orizzonti, senza porsi dei limiti, perché la passione per la scienza va coltivata: il nostro futuro dipende da tutto questo.

Gli studenti hanno osservato Giove, la luna e le stelle con i 20 telescopi messi a disposizione dalla Nasa e da altre organizzazioni. Altre attività didattiche sono state l’osservazione di meteoriti e rocce lunari. La Nasa’s Museum Alliance, un consorzio di musei, centri scientifici e Planetari hanno svolto analoghe attività in tutto il paese in occasione dell’appuntamento organizzato dalla Casa Bianca. La notte dell’astronomia cade in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia.

Il Presidente ha voluto anche ricordare la presenza di due donne che hanno contribuito all’esplorazione spaziale: Sally Ride, astrofisica e prima astronauta statunitense a raggiungere il 18 giugno 1983 lo spazio a bordo dello Shuttle Challenger e Mae Jemison, fisico, prima donna africana a raggiungere lo Space Shuttle Endeavour il 12 settembre 1992.
Prima di Sally Ride solo due donne sovietiche, Valentina Tereshkova and Svetlana Savitskaya avevano compiuto la medesima impresa.

Ricordando poi il grande contributo portato da tanti appassionati astrofili, ha presentato la più giovane “scopritrice” di supernove della storia (a sinistra nella foto): la newyorkese Caroline Moore, che a soli 14 anni, nel novembre 2008, ha scoperto una la supernova SN 2008ha con un normale telescopio amatoriale.

Un incoraggiamento a tutti i giovani a lasciarsi guidare dalla passione per la scienza.

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Ott 10


Durante il suo intervento di ieri alla consegna delle Medaglie Nazionali della Scienza il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha affermato che investire in ricerca scientifica e tecnologia è fondamentale per la salute di un paese ora più che mai.

La cerimonia si è tenuta alla Casa Bianca e Obama ha poi ricordato come in un’epoca di incertezza economica la scienza svolga un ruolo decisivo e che bisogna continuare a investire “nella prossima generazione di scoperte e di scienziati”.

A margine dell’evento c’è stato un piccolo siparietto di humor presidenziale: Sasha, la figlia più piccola del presidente (otto anni), pare abbia qualche difficoltà nelle materie scientifiche a scuola.

Sapete allora cosa ha fatto il Presidente degli Stati Uniti?

Salito sul palco e complimentandosi con gli scienziati premiati ha chiesto, con una battuta, il loro aiuto. “Sasha ha qualche problema in scienze”, ha scherzato, “non è che qualcuno di voi ragazzi può darle un suggerimento?”.

Obama ha poi confessato che in materia sia lui che la first lady Michelle sono un po’ “arrugginiti”.

Un comportamento che dimostra ancora una volta l’atteggiamento propositivo di questo presidente nei confronti del progresso scientifico e del bene che questo progresso può portare all’umanità.

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Ott 08


Ami la divulgazione scientifica? Sei in grado di descrivere con parole semplici e chiare le motivazioni per le quali è stato assegnato anche solo uno dei Premi Nobel di quest’anno?

In occasione della assegnazione dei Premi Nobel 2009 per la Medicina/Fisiologia, Fisica, Chimica ed Economia, Gravità Zero ha pensato di invitare i suoi lettori a partecipare a un progetto di divulgazione scientifica collettiva.

DESCRIVI UN NOBEL VINTO QUEST’ANNO

E’ sufficiente inviare alla email redazione@gravita-zero.org una descrizione semplice ma chiara delle ricerche scientifiche che hanno permesso l’assegnazione di almeno uno dei 4 premi Nobel (in medicina/fisiologia, fisica, chimica o economia).

L’elaborato può essere di qualsiasi lunghezza, il più possibile divulgativo e va inviato alla email di redazione entro domenica 18 ottobre, ore 24,00 per medicina/fisiologia, fisica, chimica - ed entro domenica 25 ottobre, ore 24,00, per l’economia.

I libri e DVD in omaggio tra coloro che ci invieranno il proprio contributo sono (a scelta e fino a esaurimento):

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Ott 08

Due americani e a un’israeliana sono i vincitori del Premio Nobel per la chimica 2009.

Venkatraman Ramakrishnan, Thomas A. Steitz e Ada E. Yonath hanno conquistato il premio dell’Accademia svedese per le scienze per i loro studi sulla struttura e sulla funzione del ribosoma cellulare.

I ribosomi all’interno delle cellule sono strutture che partecipano alla codifica del DNA in proteine, a partire dalle informazioni trasportate dall’RNA messaggero.

I tre scienziati hanno studiato la struttura del ribosoma a livello atomico per mezzo della cristallografia a raggi X, comprendendone il funzionamento e i meccanismi di funzionamento

Le ricadute applicative sono importantissime: molti degli antibiotici che utilizziamo nel corso della vita agiscono a livello ribosomiale

Venkatraman Ramakrishnan è nato a Chidambaram, nel Tamil Nadu, in India, nel 1952.
Dopo la laurea in fisica nel 1976 presso l’Università dell’Ohio, ha diretto la sezione di biologia molecolare del Laboratory of Molecular Biology, a Cambridge, in Gran Bretagna.

Thomas A. Steitz è nato a Milwaukee, nel 1940 e si è laureato in biologia molecolare alla Harvard University nel 1966. Attualmente insegna biofisica e biochimica molecolare alla Yale University.

Ada E. Yonath è nata a Gerusalemme nel 1939: Dal 1968 insegna biologia strutturale presso il Weizmann Institute of Science, a Rehovot, in Israele.

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Ott 08

Quante volte vi è capitato di chiedervi o chiedere al vostro docente cos’è un’equazione e a cosa serve oppure perché esistono i teoremi e per quale motivo vanno dimostrati? I libri di matematica, soprattutto quelli “imposti” alle scuole superiori e all’università, sono pieni di risposte solo formali, espresse in simboli che spesso raggiungono i vertici dell’astrazione mentale. I corsi di matematica delle facoltà di matematica sono spesso caratterizzati dall’estrema astrazione: si tende a fornire agli studenti un formidabile apparato di strumenti, tralasciando l’aspetto applicativo e sostanziale, che invece viene un po’ più curato nei corsi delle altre facoltà (ad es. Economia).

Tuttavia, la richiesta dello studente, ma anche di chiunque sia interessato alla matematica (anche solo per hobby) è di partire dalla sostanza. Come fare allora ? Un’ottima soluzione è rappresentata da “La matematica spiegata alle mie figlie” di Denis Guedj, scritto nel 2008 e tradotto nel 2009 dall’editore Longanesi.

Innanzitutto non fatevi ingannare dal titolo: si tratta di un testo scritto in forma di colloquio, affinché sia più leggibile, ed è focalizzato sulle difficoltà di matematica che spesso hanno gli studenti delle scuole superiori. Ma è un libro molto ricco nel contenuto (pur essendo di sole 138 pagine in formato tascabile), tanto da essere utile anche agli insegnanti di matematica. Io insegno matematica e, alla fine della lettura, mi sono reso conto di disporre di molti spunti in più per far comprendere la matematica ai miei studenti. Perché la matematica è una disciplina davvero sconfinata, ed anche se ci si occupa di un suo ristretto settore (ad es. l’Analisi Matematica), non si finisce mai di imparare e –soprattutto – non ci si annoia, perché l’intera vita è troppo breve per apprezzare a pieno la bellezza del mondo dei numeri e dei calcoli.

Ma torniamo al testo. Denis Guedj è un matematico algerino, e fin qui nulla di strano: normalmente un matematico scrive libri di matematica. Ma è evidente che, per scrivere libri divulgativi di matematica così belli, organizzati, utili, semplici ed anche divertenti, occorre qualche caratteristica in più. E infatti, non a caso, Guedj ha scritto anche romanzi, tramite i quali si è “esercitato” nell’arte della scrittura, ed insegna Storia delle Scienze (all’Università Paris VIII), che è un ottimo modo per trasmettere la cultura: invece di partire dagli aspetti tecnici (solitamente più difficili) si introducono gli argomenti iniziando dagli aspetti storici, solitamente più semplici e spesso curiosi e divertenti. Come se non bastasse, Guedj si è anche impegnato a portare la scienza nel cinema e nel teatro.

“La matematica spiegata alle mie figlie” non parla solo di numeri, ma anche di geometria, algebra, teoremi e dimostrazioni. Tra i vari argomenti, mi ha particolarmente colpito il modo in cui l’autore spiega il ragionamento matematico. Se qualcuno fa un’affermazione, deve anche provarla ? In ambito scientifico sì. Allora la dimostrazione, che tanto affligge gli studenti, non è altro che “il mezzo che la matematica ha di portare delle prove”. Si parte sempre dalla descrizione di una situazione, cioè dall’ipotesi, e poi si percorre “un cammino costituito da una sequenza di prove”: ogni prova serve a trovare la prova successiva, e, dopo una catena più o meno lunga di prove, si arriva alla conclusione, che rappresenta “l’atto di chiusura della dimostrazione”. Dove si trovano le prove? Nei corsi di matematica, che infatti non sono altro che “serbatoi di prove, di risultati, di teoremi” dai quali attingere per dimostrare delle affermazioni o per utilizzare ciò che è stato già dimostrato per risolvere un’ampia classe di problemi: economici, aziendali, scientifici, ingegneristici, e via di seguito.

Una volta compresa la vastissima utilità della matematica, non possiamo che esultare pensando che – per tutta questa utilità – non dobbiamo pagare nulla. Un’automobile può costare 20.000 euro, un teorema costa zero. Dopo che è stato dimostrato “diventa di dominio pubblico ed entra a far parte del patrimonio matematico comune. Tutti lo possono usare”. Inoltre, mentre l’automobile si usura e quindi prima o poi dovremo comprarne una nuova, i teoremi costituiscono verità matematiche inalterabili che “non vengono corrotte dal tempo”. Non aggiungo altro, perché spero che l’irresistibile fascino della matematica vi abbia già conquistato.

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Ott 08

E’ on line il nuovo sito web completamente rinnovato di EXPERIMENTA, una manifestazione che da circa 20 anni a Torino offre a grandi e piccoli la possibilità di esplorare la scienza e le sue frontiere.

Tra i partner dell’iniziativa, la nostra casa editrice e Web Agency Time&Mind, che ha anche realizzato tutti i portali web di Experimenta dal 2001 ad oggi.

A premiare il successo del progetto sono stati in primo luogo gli oltre due milioni e mezzo di visitatori che l’evento scientifico e interattivo ha coinvolto dal 1985 a oggi (in media più di centomila per ogni edizione) con la partecipazione di numerose scuole che hanno trovato in Experimenta l’opportunità di una gita intelligente.

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Ott 08

L’impiego di tecnologie multimediali per la comunicazione si è esteso negli ultimi anni a molteplici ambiti applicativi ed ha assunto così grande rilevanza che il dibattito su di esso si è spostato sempre di più dal piano strettamente tecnologico a quello delle conseguenze politiche, economiche, scientifiche, giuridiche, sul costume e sugli stili di vita che esso comporta.

Intorno alla multimedialità sono così cresciute iniziative economiche significative che riguardano settori produttivi consolidati, dall’editoria alla formazione, dalla comunicazione scientifica a quella pubblica e aziendale, e sono nate innumerevoli imprese che centrano su di essa la propria missione.

Nella comunicazione scientifica come nell’impresa (pensiamo ad esempio al trasferimento tecnologico) l’eterogeneità delle applicazioni e l’incessante sviluppo tecnologico pongono alle imprese, alle università, ai centri di ricerca problemi complessi fra i quali, di particolare evidenza, quello di disporre di professionalità adeguate alla fase progettuale e a quella manageriale del progetto.

Da questo punto di vista le difficoltà maggiori nascono dal fatto che produrre sistemi multimediali per la comunicazione comporta un approccio interdisciplinare, capace da un lato di valorizzare le potenzialità offerte dalla tecnologia e dall’altro di attuare strategie comunicative e divulgative adeguate, avendo presenti i vincoli economici, giuridici e i problemi di impatto sociale connessi a questo particolare tipo di produzione.

La dimensione spesso piccola o media dei centri di ricerca e delle aziende che si occupano di multimedialità fa sì che i progettisti e i gestori di progetti debbano anche possedere competenze operative e applicative.

… IN ALTRE PAROLE

  • 90% di occupati a 3 mesi dalla conclusione del Master

  • Interdisciplinarietà

  • 349 ore di didattica alternativa

Master di I livello dell’Università degli Studi di Torino
PROGETTAZIONE E MANAGEMENT DEL MULTIMEDIA PER LA COMUNICAZIONE
XIV EDIZIONE – 2009/2010


Il Master è rivolto ai possessori di Diploma di Laurea quadriennale o quinquennale del Vecchio Ordinamento in discipline umanistiche, tecnico-scientifiche, architettura, ingegneria e ai/alle laureati/e di I e II livello del Nuovo Ordinamento in tutte le classi delle aree umanistica, sociale, scientifica, architettura.

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Ott 08

Poche ore fa sono stati assegnati i premi Nobel per la fisica del 2009. Per le ricerche fondamentali sulla trasmissione della luce su fibra ottica a Charles K. Kao. E per “per l’invenzione del circuito a semiconduttore CCD”, a Willard S. Boyle e George E. Smith.

Risultati che sicuramente hanno stravolto ogni pronostico ma, nonostante tutto, premiato chi ha letteralmente - come ha dichiarato il comitato - lavorato per gettare le fondamenta dell’attuale società «connessa». «Hanno creato molte innovazioni pratiche per la vita di tutti i giorni e fornito nuovi strumenti per l’esplorazione scientifica»

Charles Kuen Kao, nato a Shanghai nel 1933, con cittadinanza inglese e statunitense, ha studiato preso l’Imperial College di Londra. E’ stato direttore degli Engineering at Standard Telecommunication Laboratories, ad Harlow, in Gran Bretagna e prorettore della Chinese University of Hong Kong fino al 1996.

Willard Sterling Boyle, nato nel 1924 a Amherst, in Canada, ha studiato alla McGill University e ha diretto fino al 1979 la divisione di scienze della comunicazione dei Bell Laboratories.

George Elwood Smith, è nato nel 1930 in White Plains, nello Stato di New York e ha studiato all’Università di Chicago. Fino al 1986 è stato direttore della divisione per i circuti intergrati VLSI dei Bell Laboratories.

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Ott 08

Chi sarà il vincitore di quest’anno del Premio Nobel assegnato per meriti scientifici nella Chimica?

Per assistere alla assegnazione da parte dell’Accademia svedese dei premi può farlo al link: http://nobelprize.org/prize_announcements/chemistry/live.html
Ecco intanto una anticipazione. I candidati possibili al Premio Nobel per la Chimica! Chi vuole può cercare su wikipedia :-)

MICHAEL GRÄTZEL, JACQUELINE K. BARTON, BERND GIESE, GARY B. SCHUSTER e il giovanissimo BENJAMIN LIST

——————————

Aggiornamento:

MERCOLEDI’ 7 OTTOBRE : Il premio Nobel per la chimica è stato assegnato poche ore fa a due americani e a un’israelia: YonathVenkatraman Ramakrishnan, Thomas A. Steitz e Ada E. Yonath

Qiu l’articolo
http://www.gravita-zero.org/2009/10/premio-nobel-per-la-chimica-agli-studi.html
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Ott 08

La professoressa Rita Levi-Montalcini, mercoledì 7 ottobre, alle 10, incontrerà gli studenti nell’Aula 3 di Palazzo Nuovo (via Sant’Ottavio 20, Torino). Saranno presenti Ezio Pelizzetti, Rettore dell’Università degli Studi di Torino; Francesco Profumo, Rettore del Politecnico di Torino; Giancarlo Caselli, Procuratore Capo della Repubblica; Francesco de Sanctis, Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte.

L’incontro è aperto al pubblico fino ad esaurimento dei posti.

Sarà possibile seguire la diretta streaming dell’incontro di mercoledì 7 ottobre sul canale Event Channel di www.unito.it/media, uno dei canali multimediali dell’Università di Torino.

Ieri la professoressa ha tenuto una lectio magistralis al Teatro Carignano di Torino nell’ambito di una festa organizzata in suo onore dalle istituzioni della città:

«Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona».

L’evento è organizzato da Città di Torino, Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte, Provincia di Torino, Università e Politecnico di Torino, con il supporto della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Crt.

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Ott 06

A chi verrà assegnato domani il Nobel per la Fisica del 2009 dalla Accademia di Svezia?

Così come ieri vi abbiamo anticipato i nomi cui oggi sono stati assegnati i Nobel per la medicina (Elizabeth Blackburn, Carol Greider e Jack Szostak, per il loro studio sulla telomerasi), vediamo di riuscire a fare qualche pronostico valido anche per la massima onorificenza per gli studi sulla fisica.

Tra i nomi più quotati osserviamo una prevalenza degli studi legati ai fenomeni della meccanica quantistica e ai nuovi materiali materici:

YAKIR AHARONOV, già vincitore del Wolf Prize nel 1998. E’ noto per avere introdotto il cosiddetto “effetto Aharonov–Bohm” un fenomeno della meccanica quantistica in cui una particella carica è influenzata da campi elettromagnetici in regioni da cui la particella è esclusa.

SIR MICHAEL V. BERRY, anch’egli vincitore del Wolf Prize nel 1998. E’ famoso per molte cose ma soprattutto per la fase detta del “Berry“, un fenomeno osservato in ottica quantistica, un effetto geometrico che si presenta nelle onde quantistiche che descrivono la materia.
Se Berry vincerà il premio sarà per noi una divertente sfida spiegare questo complesso fenomeno in maniera semplice e comprensibile a tutti.

JUAN IGNACIO CIRAC, Direttore della Divisione teorica al Max Planck Institut per l’ottica quantistica a Garching in Germania. Se volete sapere cosa combina questo scienziato, leggete quanto scrive la Arnaud a proposito degli esperimenti con il Gatto di Schrödinger. Se dopo avere letto non avete capito molto, non preoccupatevi: la fisica quantisica è inafferrabile anche per molti fisici :-)

PETER ZOLLER, Professore di Fisica presso l’Istituto di Fisica Teorica dell’Università di Innsbruck è un pioniere degli studi della computazione quantistica e della comunicazione quantistica. La prima idea di computer quantico la espose prima di lui addirittura il grande Richard Feynman in tempi meno sospetti (nel 1982) pensandolo sulla base della sovrapposizione di stati delle particelle elementari.

SIR JOHN B. PENDRY, Professore di Fisica Teorica allo Stato Solido presso l’Imperial College di Londra, e noto al grande pubblico per avere per primo parlato della possibilità di realizzare un “mantello dell’invisibilità“.

SHELDON SCHULTZ, Professore di Fisica presso il Dipartimento di Fisica dell’Università della California San Diego,. Ha sviluppato una nuova classe di materiali compositi con proprietà fisiche invertite (rispetto alle leggi di Snell) mai viste prima.

DAVID R. SMITH, Professore di Ingegneria Elettrica e Computer presso la Duke University di Durham (USA) anch’egli famoso al pubblico per avere sviluppato nuovi materiali materici che come per Sir John Pendry sarebbero alla base di dispositivi mimetici.

Non sappiamo con certezza se qualcuno di questi nomi riceverà il massimo premio dell’Accademia svedese. Quel che è certo è che ognuno di questi lo meriterebbe, per avere rivoluzionato il modo di comprendere la natura o la materia che conosciamo.

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Ott 06

Ancora poche ore ci separano dal nome o dai nomi che sono già stati scelti dall’Accademia Svedese per l’assegnazione del Premio Nobel per la fisiologia o medicina di quest’anno.

L’annuncio ufficiale verrà dato alle ore 11,30 di domani, 5 ottobre 2009.

Tuttavia c’è chi prova a immaginare coloro che potrebbero essere i vincitori della prestigiosa onorificenza.

Si vocifera che possano essere i due scienziati di Toronto la cui scoperta delle cellule staminali ha spianato la strada della ricerca.

James Till e Ernest McCulloch i loro nomi e a sbilanciarsi è la “science writer” Karin Bojs del quotidiano svedese Dagens Nyheter, che si è già distinta in passato per avere predetto i nomi di altri candidati al Nobel. Qui l’articolo in svedese.

Altri potenziali vincitori sono i già candidati al premio di lunga data Elizabeth Blackburn, Carol Greider e Jack Szostak per le loro ricerche sull’enzima telomerasi.

Tuttavia, Bojs ha sottolineato che potrebbe anche esser loro assegnato il Premio Nobel per la chimica, perché la linea di distinzione tra i due premi a volte è sfocata.

Domani dunque sapremo se le predizioni sono state anche questa volta corrette.

Il premio di domani è il primo a venire assegnato e tutti insieme verranno consegnati ai vincitori, come ogni anno, il 10 dicembre, durante la cerimonia che cade nell’anniversario della morte di Alfred Nobel, avvenuta nel 1896.

Premio Nobel, il sito ufficiale: http://nobelprize.org

ULTIMA ORA - 11.33 del 5 ottobre 2009

Il Premio Nobel per la medicina è stato vinto proprio dai tre ricercatori di cui vi avevamo anticipato i nomi: Elizabeth Blackburn, Carol Greider e Jack Szostak, per le loro ricerche sull’enzima telomerasi. Qui l’articolo.

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Ott 06

Sul sito NobelPrize.org mancano pochi minuti all’annuncio del Premio Nobel per la Medicina 2009. E, nell’attesa, l’Accademia svedese ripropone l’intervista fatta nel 2008 alla Professoressa Rita-Levi Montalcini, che ricorda in quale condizioni avvenivano le ricerche che l’avrebbero portata al Nobel quando, a causa della segregazione razziale, era costretta a condurre gli studi nella sua stanza di casa a Torino.

Ecco il calendario dei premi che verranno annunciati da qui al 12 ottobre.

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Ott 06

Gravità Zero ha fatto centro, annunciando con un giorno di anticipo i probabili vincitori del Premio Nobel per la Medicina o Fisiologia di quest’anno.

Il Premio è stato vinto da Elizabeth Blackburn, Carol Greider e Jack Szostak per le loro ricerche sull’enzima telomerasi.

E’ la prima volta che l’annuncio viene dato attraverso un sistema di video-streaming direttamente dal sito web nobelprize.org, dunque in diretta-live mondiale.
Abbiamo così potuto assistere in presa diretta all’annuncio dell’assegnazione del premio.

Per la prima volta la diretta stream-live dell’annuncio del Premio

Tutti i Premi Nobel di quest’anno verranno consegnati il 10 dicembre, durante la cerimonia che cade nell’anniversario della morte di Alfred Nobel, avvenuta nel 1896.

Il sito ufficiale: nobelprize.org
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Ott 06

Sicuramente avrete sentito già parlare di YouTube EDU (www.youtube.com/edu)
Dopo il successo riscontrato negli Stati Uniti, da oggi questo sistema (chi ha installato iTunes lo trova anche tra i podcast disponibili) viene esteso ad altri sette paesi: Italia, Francia, Olanda, Spagna, Gran Bretagna, Russia e Israele.

Questo hub, presente sulla popolare piattaforma per la condivisione di video online, permette di accedere rapidamente ai canali di tutti gli atenei partner dell’iniziativa e ricercare al loro interno contenuti educativi ed informativi.

Università Bocconi e Politecnico di Milano sono i primi atenei italiani ad aderire al progetto. Altre università che volessero farne parte, possono inviare richiesta all’indirizzo email: youtube_edu_it@google.com

Si tratta di una straordinaria opportunità di visibilità offerta alle università del nostro paese per essere ancora più facilmente reperibili, ad esempio, dai giovani che devono decidere verso quale ateneo orientarsi e che hanno così modo di conoscere l’organizzazione, i corsi, la vita dei campus con l’immediatezza e l’efficacia della comunicazione video.

I canali YouTube delle università possono inoltre proporsi come un vero e proprio luogo per il dialogo e lo scambio di idee, come avviene sul canale del Politecnico di Milano, dove i docenti intervengono commentando l’attualità, e su quello della Bocconi, dove tra gli altri sono disponibili i video di eventi organizzati dall’ateneo.

YouTube EDU è una sorta di ‘bacheca globale’ che racchiude contenuti di vario interesse legati al mondo delle università, utili per chi cerca informazioni sui corsi e sui campus o per chi si è già laureato, ma vuole tenersi in contatto con la vita e le iniziative culturali della sua ex università”.

Qui di seguito alcuni esempi di video che si possono trovare sui canali di Bocconi e PoliMI:

UNIVERSITA’ BOCCONI
 

Every year, more and more students come to Milan from all over the world to experience the many opportunities that Bocconi makes available for international students.
http://www.youtube.com/watch?v=OjpWl7Ws0wg

Il Rettore Guido Tabellini, presenta il canale YouTube dell’ateneo
http://www.youtube.com/watch?v=XUP2967wufQ

Intervento del Professor Robert Merton, Premio Nobel 1997
http://www.youtube.com/watch?v=JQFWC3WeIwo

POLITECNICO DI MILANO

Il Rettore Giulio Ballio presenta il Politecnico di Milano
http://www.youtube.com/watch?v=8FmsKAQePpE

La scienza in Piazza - Questa grande manifestazione avvicina la scienza al grande pubblico attraverso laboratori interattivi, exhibit, spettacoli, giochi online ed incontri con ricercatori e scienziati.
http://www.youtube.com/watch?v=Lh7z_1fiJIk

Galleria del vento
http://www.youtube.com/watch?v=Hfc6Z-SGnFA

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Ott 04

I Premi Ig Nobel, che verranno presentato oggi pomeriggio alle  Ig Informal Lectures del MIT, non sono nati, come si legge su alcuni giornali italiani poco informati, per mettere nel ridicolo i ricercatori a cui vengono assegnati.

L’assegnazione del premio, che viene consegnato ogni anno alle scoperte più curiose e improbabili ha uno scopo nobilissimo: quello di attrarre l’interesse del pubblico sulla scienza.

E in effetti i ricercatori fanno a gara a ricevere questo premio la cui cerimonia di consegna ad Harvard è seguita a distanza di pochi giorni proprio dalle “Ig Informal Lectures” (lezioni informali) al MIT, durante le quali alcuni laureati possono illustrare al grande pubblico i risultati e l’importanza delle proprie ricerche.
A ulteriore prova dell’autorevolezza del premio basti dire che partecipano ogni anno alla cerimonia nella prestigiosa università di Harvard anche decine di premi Nobel (”quelli “veri”).

E’ difficile spiegare a chi non è interessato alla scienza perché la ricerca scientifica debba svincolarsi dalle applicazioni pratiche. La ricerca non andrebbe mai imbavagliata in schemi precisi.

Una per tutte: il premio IgNobel assegnato nel 2006 a Ivan R. Schwab e Philip R.A. May (Stati Uniti), per aver spiegato perché i picchi non soffrono di emicrania., fece sorridere in molti. Oggi però tali risultati sono utilissimi per la realizzazione di caschi motociclistici di protezione sempre più sicuri.

Ma ecco i premi assegnati quest’anno.

MEDICINA: schioccare le dita fa bene? Un californiano, Donald L. Unger, di Thousand Oaks, che, ha con grande determinazione cercato di scoprire le cause dell’artrite,:ha scrocchiato ogni giorno per sessant’anni le dita della mano sinistra, ma non quelle della destra.
REFERENCE: “Does Knuckle Cracking Lead to Arthritis of the Fingers?”, Donald L. Unger, Arthritis and Rheumatism, vol. 41, no. 5, 1998, pp. 949-50.

BIOLOGIA
per la loro ricerca sulla “cacca” dei Panda a Fumiaki Taguchi, Song Guofu e Zhang Guanglei della Kitasato University a Sagamihara, in Giappone. Hanno dimostrato che sfruttando batteri estratti dalle feci di panda gigante è possibile ridurre la massa dei rifiuti biologici domestici del 90 per cento.

PACE: le bottiglie vuote migliori nelle risse. l’IgNobel per la pace è andato a un’equipe svizzera per avere condotto una ricerca per scoprire se sia meglio essere colpiti sulla testa con una bottiglia di birra vuota o piena. Vuota pare. Come hanno dimostrato Stephan A. Bolliger e i colleghi del Dipartimento di Medicina Legale dell’Università di Berna.

VETERINARIA: le mucche con un nome fanno più latte. lo hanno vinto due britannici che hanno scoperto che le mucce con un nome danno più latte.

FISICA: perché le donne incinte non si ribaltano?
Il tema è stato affrontato da due ricercatori (Daniel E. Lieberman e Liza J. Shapiro) rispettivamente dell’Università di Harvard e del Texas, USA che hanno pubblicato la loro ricerca su Nature.

CHIMICA: Diamanti dalla tequila. Javier Morales, Miguel Apátiga e Victor M. Castaño della National Autonomous University of Mexico hanno dimostrato che la tequila (bianca), non serve solo per rallegrare una serata. L’hanno vaporizzata a 280 gradi e poi l’hanno lasciata depositare su uno strato di silice ottenendo una sottile pellicola diamantata. La prossima volta che vorrete fare un regalo alla vostra amata pensate al fai da te!

LETTERATURA: il premio è andato alla polizia stradale irlandese che per cinquanta volte ha multato il più indisciplinato automobilista polacco: Prawo Jazdy.
Peccato che non sia un nome, ma “patente di guida” in polacco.

ECONOMIA: piccole banche crescono e viceversa.
Le fluttuazioni del mercato possono consentire alle piccole banche di trasformarsi in importanti istituti di credito e altrettanto rapidamente invertire il processo portando al collasso di intere nazioni. Lo hanno dimostrato quattro istituti di credito finlandesi. Che le banche potessero portare al collasso dell’economia mondiale non ci aveva ancora pensato nessuno!

SANITA’ PUBBLICA: un reggisemo che in caso di emergenza diventa una maschera antigas. E’ quando brevettato da Elena N. Bodnar, Raphael C. Lee, and Sandra Marijan diChicago (Illinois, USA). REFERENCE: U.S. patent # 7255627, granted August 14, 2007 for a “Garment Device Convertible to One or More Facemasks.”

MATEMATICA: a Gideon Gono, governatore della Banca nazionale dello Zimbabwe, nazione afflitta da una galoppante iperinflazione, per aver reso familiari i grandi numeri ai suoi concittadini stampando un prontuario con l’indicazione del taglio di tutte le monete del paese da un centesimo ai 100.000 miliardi (0,000,000,000,000) di dollari dello Zimbabwe.
REFERENCE: Zimbabwe’s Casino Economy — Extraordinary Measures for Extraordinary Challenges, Gideon Gono, ZPH Publishers, Harare, 2008, ISBN 978-079-743-679-4.

E l’Italia? Quest’anno nessun premio. L’aveva vinto però nel 2008 con una ricerca di Massimo Zampini del Centro interdipartimentale mente-cervello di Trento, con uno studio sulla percezione sensoriale delle patatine.

L’Ig Nobel a Zampini è il terzo vinto da italiani: nel 2000 furono premiati Donatella Marazziti, Alessandra Rossi e Giovanni Cassano, dell’università di Pisa, per aver scoperto che dal punto di vista biochimico l’amore provoca le stesse reazioni di un disordine ossessivo-compulsivo; mentre nel 2003 il riconoscimento andò a Gian Vittorio Caprara e Claudio Barbaranelli, dell’università La Sapienza di Roma, per i loro profili psicologici dei politici.

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Ott 04

Molte grandezze che caratterizzano un’azienda possono assumere diversi valori: ad esempio, con riferimento ad un determinato anno, il fatturato (inteso come prezzo unitario di vendita per quantità vendute) potrà essere molto grande o anche piccolo o addirittura zero, nell’ipotesi che l’azienda in questione non venda nulla. Lo stesso discorso vale per l’utile d’esercizio, inteso come differenza fra totale dei ricavi di un determinato anno e totale dei costi di quello stesso anno.

Se vi occupate di controllo di gestione, in che modo potete “pensare” all’utile? Non si tratta di una cosa di poco conto, poiché, se siete responsabilizzati proprio sull’utile, se non riuscirete a raggiungere i vostri obiettivi (appunto nel senso di un preciso ammontare dell’utile), potreste essere licenziato, con tutte le ovvie conseguenze che ne deriverebbero.

Le cose, naturalmente, non andrebbero in maniera diversa se foste responsabilizzato sul fatturato, in quanto – in buona sostanza, ovvero in termini statistici – il vostro futuro lavorativo dipende da una variabile casuale, cioè da un oggetto matematico che può assumere diversi esiti, a ciascuno dei quali è associata una determinata probabilità.

Facciamo un esempio. Siete il direttore del Maxwell Hotel e sapete benissimo che è molto difficile stimare, oggi nel 2009, l’utile dell’esercizio 2010. Infatti tale grandezza dipende da una rilevante quantità di altre variabili, comunque difficilmente prevedibili: ad esempio se la gente farà vacanze più o meno lunghe, se preferirà l’estero all’Italia oppure viceversa, se non percepirà più gli effetti della crisi finanziaria e deciderà quindi di spendere di più. E questo è un “assaggio” solo di ricavi: occorre comunque quantificare anche i costi. I costi di gestione saranno in linea con quelli del 2009, oppure più grandi, o invece più piccoli perché sarà possibile sfruttare delle economie di scala o sostituire risorse costose con altre più a buon mercato?

Il compito di stimare l’utile 2010 appare veramente impegnativo, dunque – nella vostra posizione di direttore, responsabilizzato sull’utile rispetto agli obiettivi del proprietario dell’hotel – non potrete far altro che elaborare differenti scenari futuri, ed associare a ciascuno scenario una determinata probabilità di verificarsi. Si tratta quindi di costruire la variabile casuale “utile d’esercizio 2010”.

Ammettiamo che i risultati del vostro lavoro siano i seguenti:

  •  scenario pessimista: perdita di 10 milioni di euro con probabilità del 30%;
  •  scenario medio: utile di 40 milioni di euro con probabilità 50%;
  •  scenario ottimista: utile di 60 milioni di euro con probabilità 20%.

Che cosa significano questi numeri con le loro probabilità? Per rispondere a questa domanda vi occorre innanzitutto un indicatore di sintesi, cioè un numero che sintetizzi la vostra previsione economica. Tale numero dovrà essere l’utile che il proprietario del Maxwell Hotel dovrà ragionevolmente attendersi nel 2010. In termini statistici, tale numero si chiama “valore atteso” e si calcola semplicemente sommando fra di loro i prodotti di ciascun esito della variabile casuale con l’associata probabilità di verificarsi, ovvero nel vostro caso: (-10.000.000 ∙ 0,3) + (40.000.000 ∙ 0,5) + (60.000.000 ∙ 0,2) = - 3.000.000 + 20.000.000 + 12.000.000 = 29.000.000 euro. Ogni esito va considerato col proprio segno algebrico: la perdita con il meno e l’utile con il più; inoltre la somma delle probabilità deve fare necessariamente 100% (= 30% + 50% + 20%) ovvero 1 (= 0,3 + 0,5 + 0,2 = 30/100 + 50/100 + 20/100). Potete quindi comunicare al proprietario dell’hotel la cifra di 29 milioni di euro, che deve essere coerente con l’intero processo di budget 2010 di cui voi stessi vi siete occupati. In buona sostanza, sulla base degli obiettivi generali della proprietà, avete elaborato degli obiettivi specifici per ogni area dell’hotel (soprattutto il fatturato relativo alle camere e alla ristorazione e i costi di gestione) e l’ultimo anello della catena, ovvero il budget economico, deve evidenziare proprio un utile complessivo di 29 milioni di euro.

Occorre certamente spiegare al proprietario che questa cifra, come risultato di una serie di obiettivi concatenati, è un vostro impegno prioritario e dunque farete il possibile (e l’impossibile) perché si realizzi effettivamente. Tuttavia 29 milioni di euro non è una cifra caratterizzata da assoluta certezza, anzi, se vogliamo essere pignoli, è una cifra che non potrà mai verificarsi. Il Maxwell Hotel potrà avere una perdita di 10 milioni nello scenario pessimista, un utile di 40 in quello medio e di 60 in quello ottimista: l’utile di 29 milioni non è uno dei possibili esiti della variabile casuale “utile d’esercizio 2009”.

Di conseguenza, avete bisogno anche di un indicatore di rischio, che sia in grado di rappresentare la dispersione dei possibili esiti rispetto al valore di 29 milioni. La domanda è: rispetto a 29 milioni, quanto sono distanti gli esiti possibili (cioè -10, +40 e +60 milioni)?

Se non considerate questo aspetto e – all’inizio del 2009 – pattuite col proprietario l’obiettivo di 29 milioni di utile, potrà succedere che magari al 31/12/2009 l’utile sarà pari a 28.900.000 euro e il proprietario potrà licenziarvi in quanto non avete raggiunto gli obiettivi che voi stessi avevate accettato (d’altronde se ricoprite la carica di direttore d’albergo, dal punto di vista giuridico siete inquadrati necessariamente come dirigente e quindi la vostra protezione sindacale è minima: potete essere licenziati con una semplice comunicazione verbale proprio perché non siete stati in grado di soddisfare gli obiettivi concordati).

Un buon indicatore di rischio, o di dispersione rispetto al valore atteso, è lo scarto quadratico medio. Per poterlo calcolare dovete procedere in questo modo: innanzitutto calcolate gli scarti, cioè le differenze fra ogni esito della vostra variabile casuale e il valore atteso; poi elevate tali scarti al quadrato; infine sommate i prodotti fra ciascuno scarto al quadrato e l’associata probabilità di verificarsi, calcolando in questo modo una sorta di media; fate poi la radice quadrata del risultato ottenuto. Non è difficile ricordare il procedimento di calcolo, poiché il termine “scarto quadratico medio contiene, nella sua denominazione, tutti i passaggi di calcolo:

  • scarto = differenza fra esito e valore atteso;
  • quadratico = elevazione al quadrato degli scarti e infine radice quadrata dell’ultimo risultato ottenuto;
  • medio = media dei quadrati degli scarti, cioè somma dei prodotti fra ciascuno e scarto e la sua probabilità di verificarsi.

Vediamo ora quanto sia facile calcolare lo scarto quadratico medio della variabile casuale “utile d’esercizio 2010”. Determiniamo gli scarti, i rispettivi quadrati, i prodotti fra ciascuno scarto al quadrato e l’associata probabilità di verificarsi e infine sommiamo fra di loro tali prodotti:
- primo esito: - 10 – 29 = -39; (- 39)2 = 1521; 1521 ∙ 0,3 = 456,3;
- secondo esito: + 40 – 29 = 11; (11)2 = 121; 121 ∙ 0,5 = 60,5;
- terzo esito: + 60 – 29 = 31; (31)2 = 961; 961 ∙ 0,2 = 192,2;
- somma dei prodotti fra ciascuno scarto al quadrato e l’associata probabilità di verificarsi: 456,3 + 60,5 + 192,2 = 709.

Non ci resta altro da fare se non la radice quadrata di 709, ovvero 26,63 (valore arrotondato). Trattandosi di milioni di euro, possiamo considerare che lo scarto quadratico medio sia pari a 26 milioni di euro. Cosa significa questo indicatore di rischio ? Semplicemente che il valore effettivo del fatturato potrà oscillare fra un utile di 3 milioni di euro (= 29 – 26) e un utile di 55 (= 29 + 26). Dunque 26 milioni è una sorta di errore che va considerato in più e in meno rispetto al valore atteso e fornisce un’idea della dispersione dei dati rispetto al valore atteso. Quanto più è ampio l’intervallo fra 3 e 55 (ad es. 1; 70), tanto maggiore è il rischio che l’utile non sia un valore prossimo al suo valore atteso.

A questo punto, carissimo Direttore del Maxwell Hotel (ora mi sento di poterti dare del tu), i risultati ottenuti sono chiari: nel 2010, se la tua costruzione della variabile casuale è corretta, non dovrebbe manifestarsi una perdita.

Tuttavia, posto un possibile intervallo piuttosto ampio di utile – cioè fra 3 e 55 milioni di euro – sta a te “contrattare” ad inizio 2010 un congruo livello di obiettivo con il proprietario, in modo tale che tu possa sentirti ragionevolmente sicuro di conservare il tuo posto di lavoro.

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Ott 02

Un incontro appassionante con la scienza e con chi fa scienza, in particolare con l’Astronomia ma anche con lo Sport e l’Arte   quello che si terrà dal 3 al 18 ottobre Torino.

Parte infatti la seconda edizione di «Ottobre Scienza»,  un grande evento che unisce esperti  e appassionati, alla scoperta delle curiosità del mondo scientifico. 

Esperimenti dal vivo faranno da corollario alle mostre interattive, alle conferenze e ai  laboratori che animeranno le sale del Museo di Scienze Naturali e del Ce.Se.Di  (Centro Servizi Didattici della Provincia), nonché del L.S. Copernico di Torino e dell’I.I.S Maxwell di Nichelino, mentre al Collegio San Giuseppe sarà in scena lo spettacolo teatrale Fermi tutti.

Si tratta di un progetto nato per coinvolgere insegnanti e giovani delle scuole superiori nel lavoro creativo di ideazione delle esibizioni e nasce con l’intento che alcuni di loro  possano diventare protagonisti, un domani, nel panorama della divulgazione scientifica.  Oppure intraprendere studi di più alto livello: una occasione, dunque, per stimolare nei ragazzi un’ulteriore motivazione ad intraprendere percorsi che potranno aumentare in loro l’interesse per le discipline scientifiche.

Tutte le attività hanno accesso  gratuito. E’ necessario però prenotare sul sito www.ottobrescienza.it, ad eccezione delle mostre e dei laboratori, per i quali occorre sostenere esclusivamente il costo della guida (3-5€ per i singoli; a partire da 30€ per i gruppi organizzati).

La precedente edizione di «Ottobre Scienza» ha visto la partecipazione di oltre 5000 studenti e il grande entusiasmo suscitato tra i visitatori ha fatto aumentare notevolmente le richieste di altri insegnanti ed istituti di partecipare in modo più attivo alla realizzazione di questi eventi.

L’inaugurazione dell’evento che si terrà al Museo Regionale di Scienze Naturali il 2 ottobre 2009 alle ore 16.

Interverranno il Dott. Ermanno  De Biaggi  (direttore del Museo), Tania e Giorgio Cagnotto (campioni di tuffo), la Dott.ssa Giovanna Pentenero (assessore regionale all’Istruzione e Formazione), il Dott. Giovanni Oliva (assessore regionale alla Cultura) e il prof. Stefano Grosso (dirigente scolastico del L.S. N. Copernico), promotore dell’iniziativa.

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Ott 02


Ne avevamo parlato qualche settimana fa: l’EBRI, il Centro di Ricerca Scientifica Internazionale fondato dal Premio Nobel Rita Levi-Montalcini rischiava di chiudere.

Ma ora arriva la bella notizia: il Centro sarà ospitato nel polo biotecnologico che sta per essere costruito a Monterotondo dove già ci sono già altre attività di ricerca.

Ne parla al Corriere Luciano Maiani, presidente del Cnr, che si ritiene soddisfatto del passo compiuto e della prospettiva alla quale sta lavorando. «E la senatrice è entusiasta», aggiunge il professore.

«Monterotondo - continua Maiani - è destinato a diventare nell`arco di un paio d`anni un campus di riferimento su scala europea»

Fonte: http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=39472293

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Ott 02

Stephen William Hawking, l’astrofisico britannico più noto al grande pubblico mondiale (e anche uno tra i più pagati divulgatori scientifici al mondo) va in pensione.

Si tratta, invero, di una notizia anticipata già mesi fa, ma è stata confermata in questi giorni da una portavoce dell’università.

Il suo contratto prevedeva che raggiunti i 67 anni Hawking andasse in pensione pur continuando a collaborare con l’università. Il suo sostituto sarà annunciato nelle prossime settimane.

Lo scienziato, condannato all’immobilità da atrofia muscolare progressiva, ha iniziato a lavorare all’università di Cambridge nel 1962, e nel 1979 ha ottenuto la prestigiosa carica di professore lucasiano, ossia titolare della cattedra di matematica.

La stessa che, fondata dal parlamentare Henry Lucas nel 1663, fu poi occupata da Isaac Newton, Charles Babbage, Joseph Larmor e James Lighthill.

E’ l’autore del bestseller internazionale “A brief Hstory of Time” tradotto in italiano col titolo “Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo”

Mentre da studente approfondiva le materie per le quali dedicherà tutta la sua vita (la relatività e i buchi neri) si rese conto dell’evolversi della malattia ma riuscì a concludere gli studi e affermarsi sia in ambito accademico che nella vita.

E’ divenuto talmente celebre tra il pubblico da comparire come star (impersonando se stesso) in una puntata di Star Trek - The Next Generation in cui giocava a poker con altri due fisici famosissimi, Albert Einstein e Isaac Newton. Compare, trasformato in cartone animato, anche in più episodi de I Simpson, I Griffin e in uno di Futurama e di Due Fantagenitori e in “Superhero”.

Ha effettuato dei voli di prova a gravità zero nel 2007, in prospettiva di poter poi viaggiare nello spazio nel 2009. L’esperienza gli verrebbe offerta da Richard Branson proprietario della Virgin Galactic.

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Ott 02

Un legame subdolo tra terremoti lontani? E’ la conclusione di uno studio iniziato oltre vent’anni fa: un gruppo di geologi della Carnegie Institution, della Rice University e dell’Università della California a Berkeley è riuscito a individuare una “subdola” e sfuggente relazione che li può collegare

Ne parla oggi, in un articolo, la rivista “Le Scienze”, edizione italiana di Scientific American.

Anche il direttore di Le Scienze, Marco Cattaneo, si fa venire qualche dubbio, e cita un articolo apparso sempre su Le Scienze di qualche anno fa in cui si ipotizzava che in qualche modo i grandi sismi si “parlassero”, anche a distanza. Lo trovate qui: terremoti-stein.

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Ott 02

Un gruppo di studenti dell’MIT (qui intervistati dalla CNN) ha dimostrato come sia possibile con appena 150 dollari lanciare nella stratosfera a 30 chilometri di quota una telecamera per le riprese. Il tutto utilizzando materiale facilmente reperibile in commercio.

Embedded video from <a rel=”nofollow” target=”_blank” href=”http://www.cnn.com/video”>CNN Video</a>

Di seguito il video completo

1337arts Icarus Project TimeLapse Video (Max Altitude: 93,000 ft) from Justin Lee on Vimeo.

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Ott 02

Oggi primo giorno della IV edizione di bioforum  che si tiene a Milano il 30 settembre e 1 ottobre presso il Palazzo  delle Stelline. L’ingresso è gratuito previa iscrizione su www.bioforum.it

Un panorama di convegni di altissimo livello, un’area espositiva che ospita alcune tra le più interessanti  realtà del settore, opportunità per neolaureati e giovani ricercatori nei Bio & Pharma Day e molto altro  ancora: bioforum è l’appuntamento che riunisce aziende, università, istituzioni, centri di ricerca, startup e  spin-off per promuovere il trasferimento della conoscenza nel settore biotech.

In collaborazione con IDIS, nel corso di bioforum si terrà una serie di incontri 1to1 tra imprese, centri ricerche ed università italiani ed esteri nel settore delle biotecnologie. 
PMI, grandi aziende e laboratori di ricerca in ogni settore biotecnologico sono invitati a partecipare per  ampliare la loro rete di contatti e di individuare nuovi partner. 

È richiesta una quota di adesione: per maggiori informazioni e per iscriversi al partnering 1to1, visitare il  link www.bioforum.it/1to1
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Set 30




Una splendida occasione per chi ama il teatro o è appassionato di scienza tra pochi giorni a Torino .

Mercoledì 30 settembre 2009 va in scenaSIDEREUS NUNCIUSda Galileo Galilei  a cura di Maria Rosa Menzio        

Ingresso gratuito 

Mercoledì 30 settembre 2009 
Villa Gualino
- Viale Settimio Severo 63 - Torino



Prenotazioni spettacolo: 
tel. 011 6603555 o info@villagualino.net

Per ulteriori dettagli, visitate i siti:
www.teatroescienza.it
www.teatroescienza.ning.com

Scaricate qui la locandina dello spettacolo

La rassegna 2009 Teatro e Scienza si svolge sotto gli auspici della Patrocinio Presidenza della Repubblica per Teatro e Scienza.

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Set 30

Un gruppo di studenti dell’MIT (qui intervistati dalla CNN) ha dimostrato come sia possibile con appena 150 dollari lanciare nella stratosfera a 30 chilometri di quota una telecamera per le riprese. Il tutto utilizzando materiale facilmente reperibile in commercio.

Embedded video from CNN Video

Di seguito il video completo

1337arts Icarus Project TimeLapse Video (Max Altitude: 93,000 ft) from Justin Lee on Vimeo.

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Set 28

L’Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici (ITWIIN) ci segnala  la prossima premiazione della migliore inventrice europea, alla quale parteciperanno ben sei donne coinvolte nei premi italiani di quest’anno.

Tra le nomine al premio anche Alessandra Luchini, già vincitrice del “The Premio Award Honoring Italian Women” consegnato dall’associazione californiana Bridges to Italy (Presidente Bianca Delle Piane) nell’ambito del convegno organizzato da ITWIIN l’11 giugno scorso.

Qui un nostro precedente articolo sull’evento:
ALESSANDRA LUCHINI VINCE “THE PREMIO AWARD HONORING ITALIAN WOMEN SCIENTISTS IN AMERICA”
E qui la video-intervista ad Alessandra Luchini, realizzata  da Francesca Golini, di Bridges to Italy:

Di seguito il testo del comunicato che trovate anche sul sito ITWIIN

DA 7 al 9 Ottobre 2009 si terrà ad Helsinki la seconda edizione della EU-WIIN Conference and Awards, che intende dare visibilità e premiare le donne più creative e innovative provenienti da tutta Europa.

Inserito quest’anno nella celebrazione dell’Anno Europeo per la Creatività e l’Innovazione, l’evento ha titolo “Innovation for Enterprise, Science & Technology in Europe” (Innovazione per l’Impresa, la Scienza e la Tecnologia in Europa) e si svolge in tre giornate, presso la House of Estates di Helsinki. 

Tre giorni per parlare di innovazione al femminile attraverso la presentazione dei 28 migliori progetti provenienti da tutta Europa, ma anche di proprietà intellettuale come strumento di business, di educazione, di scienza, di impresa e di trasferimento tecnologico con eccellenti esponenti femminili dei diversi settori e di diversa nazionalità (il programma è disponibile QUI). 

Le 28 finaliste (QUI un elenco dei nomi, professioni e provenienze) da 9 paesi europei, saranno giudicate da un pannello di esperte di 7 paesi europei, tra le quali la Presidente ITWIIN Rita Assogna.

Parteciperanno alla finale, candidate da ITWIIN, le vincitrici del Premio ITWIIN di quest’anno, Daniela Rader (Migliore Innovatrice) e Roberta Martinetti (Migliore Inventrice) e di THE PREMIO AWARD, Alessandra Luchini, la portavoce di ITWIIN Elisabetta Durante e le altre due finaliste nella sezione Migliore Innovatrice, Emanuela Ughi e Sara Marceglia.

Tutte hanno già ottenuto uno Special Recognition Award che verrà loro consegnato  l’8 Ottobre a Helsinki, durante la serata di gala nella quale si svolgerà la Cerimonia di Premiazione e verrà nominata la Migliore Inventrice Europea 2009.

Fonte: www.itwiin.it

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Set 28


Una splendida occasione per chi ama il teatro o è appassionato di scienza tra pochi giorni in Provincia di Torino .

Sabato 3 ottobre 2009: sarà possibile  visitate il
Planetario di Pino Torinese e assistere allo spettacolo “BOCCARDI” di Maria Rosa Menzio: teatro, cinema e astronomia!

Ingresso gratuito 
Parco Astronomico
sabato 3 ottobre ore 21

Per ulteriori dettagli, visitate i siti:
www.teatroescienza.it
www.teatroescienza.ning.com

Scaricate qui la locandina dello spettacolo

Chi è Giovanni Boccardi sul sito di torinoscienza

La rassegna 2009 Teatro e Scienza si svolge sotto gli auspici della Patrocinio Presidenza della Repubblica per Teatro e Scienza.

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Set 28

Lunedì scorso è iniziata negli Stati Uniti la terza stagione di The Big Bang Theory, una sit-com della CBS in onda dal 2007. La puntata (The Electric Can Opener Fluctuation) sarà trasmessa in Italia solo nel 2010.

La storia: due ragazzi prodigio, Sheldon (aspirante al Nobel) e Leonard, entrambi fisici che lavorano al California Institute of Technology, e che vivono sullo stesso pianerottolo della bionda aspirante attrice Penny. Sheldon e Leonard hanno due amici/colleghi, Howard e Rajesh, con i quali passano tutto il loro tempo libero.

Ricca di humor e di riferimenti “science geek”, nella scorsa stagione la presenza come attore (che interpretava se stesso) del premio Nobel per la fisica George Smoot aveva portato in visibilio i fan che, come me, seguono con regolarità la serie TV.

Qui di seguito gli attori della storia: Jim Parsons, Kaley Cuoco, Simon Helberg and Kunal Nayyar sul canale di TV Guide Magazine.

Il sito sulla CBS
http://www.cbs.com/primetime/big_bang_theory

Il canale YouTube della serie
http://www.youtube.com/user/thebigbangtheory
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Set 26

Avete presente lo scaldamani cosiddetto a ghiaccio caldo? Si presenta come una busta morbida, spesso in materiale siliconico, contenente un liquido trasparente, una soluzione supersatura di acetato di sodio in acqua… che, con opportuna pressione, si solidifica a temperatura ambiente, scaldandosi.

Quando i cristalli di acetato di sodio triidrato vengono riscaldati intorno ai 100 °C, si sciolgono. Quando vengono raffreddati, producono una soluzione supersatura di acetato di sodio in acqua. Se viene fatta una leggera pressione si forma un centro di nucleazione e causa la cristallizzazione del composto, che ritorna allo stato di cristalli triidrati: questa reazione è esotermica, cioè con trasferimento di calore all’ambiente.

L’acetato di sodio è il composto che dà alle patatine al sale e aceto il loro sapore. Può anche essere aggiunto ai cibi in qualità di conservante, in questo caso viene nominato come diacetato di sodio ed etichettato con E262.
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Set 26

“L’investimento nello sviluppo dei talenti rimane l’imperativo di lungo termine, essenziale quando l’economia inizierà a riprendersi. L’Asia sta facendo molti sforzi coordinati in tal senso con progetti governativi, delle università, delle aziende IT soprattutto nella formazione e negli studi d’economia e delle lingue. In Europa e Nord America bisognerebbe, dicono gli analisti, che governi e aziende incentivassero i giovani a studiare matematica e materie scientifiche“.E’ una delle raccomandazioni contenute nell’analisi condotta dall’Economist Intelligence Unit circa la competitività IT di 66 Paesi.
Un altra sono le reti a larga banda, ormai un elemento imprescindibile per la competitività delle imprese IT. Il suo scarso sviluppo in India, Brasile e russia è un grande impedimento per la crescita delle loro aziende IT.

L’Economist Intelligence Unit è il ramo di analisi e ricerca del Gruppo Economist che conta su 650 analisti sparsi per il mondo. Annualmente si esercita nell’esaminare la compettività del settore IT in 66 Paesi.

Leader di questa particolare classifica continuano ad essere gli Stati Uniti con grandi balzi in avanti di Finlandia, Olanda, Norvegia, Irlanda, Israele, e scivolamenti di Taiwan, Corea del Sud, UK e Danimarca.

L‘Italia è al 24° posto, una posizione di un punto più alta rispetto al 25° del 2008.

I 26 indicatori dell’indagine possono essere raggruppati in sei classi che sono: l’ambiente economico in generale, l’infrastruttura IT, il capitale umano, l’ambiente legislativo, la Ricerca e sviluppo, il supporto allo sviluppo dell’industria IT.

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Set 26

Il Sidereus Nuncius è il primo degli spettacoli teatrali, di cui Gravità Zero è media partner, che apriranno la rassegna “Teatro e Scienza: l’Astronomia”, che si terrà dal 30 settembre al 15 novembre nelle colline torinesi.

In particolare la rappresentazione teatrale Sidereus Nuncius si svolgerà presso l’auditorium di Villa Gualino
mercoledì 30 settembre -
17.00 - 19.00
Via Settimio Severo 63, Torino.

Si tratta di una serie di appuntamenti giunto alla terza edizione sotto la guida della matematica e drammaturga Maria Rosa Menzio, impegnata da anni nella diffusione della scienza attraverso diverse modalità espressive.

Galileo e la luna: questo potrebbe essere un titolo alternativo. O “Scritti dal Nuncius e dal Non portar la toga”

La spettacolarizzazione del “Nuncius” è stata fatta utilizzando due registri particolari nel personaggio di Galileo: da un lato lo scienziato rigoroso, amante delle stelle, forse un po’ innamorato della luna, dall’altro l’uomo che ama la vita in modo passionale, a dir poco, vive con umorismo e arguzia, e con una certa presunzione. Una selezione di strofe scelte dal testo “Contro il portar la toga” intervalla l’antologia dei brani più propriamente astronomici, e da queste strofe emerge un Galileo che andava all’osteria, mangiava e beveva allegramente, teorizzava che donne e uomini dovessero andare in giro senza veli, e confessava senza troppi scrupoli il proprio debole per la donne di piacere.

Inframmezzate alle parole di Galileo, sentiremo citare Campanella, Torquato Tasso, Shakespeare, Sylvia Plath, Leopardi, Kierkegaard, Dante, Nietzsche e Neruda.

Il leit motiv che unisce tutti questi autori è appunto la luna, che li rapisce e li innamora uno dopo l’altro, chi in modo lirico, chi drammatico, o ancora elegiaco. La voce che appartiene a Galileo ama invece la luna in modo totale, sensuale, esclusivo. Una passione, appunto, più che carnale, anzi possessiva, come carnale e possessivo era il geniale Galileo Galilei.

Completa lo spettacolo un video continuo, a tutto schermo, frutto di uno studio approfondito sulle tecniche di computer graphic, video composto di frattali in movimento che simboleggiano pianeti lontani e viaggi astrali nell’ignoto.

A fine spettacolo, una danza sulla luna mima i movimenti del nostro satellite e di altri corpi celesti.

A cura di Maria Rosa Menzio, con Simonetta Sola e Maria Rosa Menzio, regia e video di Maria Rosa Menzio



Scarica il libretto con l’elenco delle rappresentazioni.

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Il sito Web www.teatroescienza.it


TUTTI GLI SPETTACOLI IN PROGRAMMA

30 settembre, Villa Gualino, Viale Settimio Severo 63, TORINO
3 ottobre, Planetario, Parco astronomico, PINO TORINESE (TO)
11 ottobre, Bric Paluc, Strada Pino 1, BALDISSERO TORINESE (TO)
16 ottobre, Teatro “Le Glicini”, Via Maria Cristina 13, PINO TORINESE (TO)
18 ottobre, Piazzale Roma, PECETTO TORINESE (TO)
23 ottobre, Sala Consiliare Municipio, Via Roma 12, CASTELNUOVO don BOSCO (Asti)
8 novembre, Chiesa di San Giovanni (Duomo) P.za San Giovanni, CIRIE’ (TO)
15 novembre, Chiesa di San Lorenzo, P.za Vittorio Veneto, RONSECCO (Vercelli)

Mostra fotografica “The world at night” a Villa Gualino dal 30 settembre al 18 ottobre

Maria Rosa Menzio, direttrice artistica della rassegna, è laureata in Matematica, ha lavorato all’Università di Torino e, durante la sua attività accademica, ha scoperto il teorema di Menzio-Tulczjew. In seguito si è perfezionata in Filosofia della Scienza, prima di diventare regista e autrice teatrale.
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Set 26

Storia di Robot & di Androide, un blog segnalatoci da Fiorella Operto, fondatrice della scuola di robotica, presenta un bellissimo filmato che mostra come le tecnoscienze, anche quelle con implicazioni più complesse, possano essere spiegate in maniera divertente ai più piccoli.

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Set 26

“Oggi la marea salirà alle 23:00. Fino a quell’ora le vostre auto sono completamente al sicuro”. Questa è la frase che ho letto all’ingresso di Mont Saint-Michel, una sorta di “isolotto” situato nel nord della Francia. Sono venuto qui perché è uno dei dieci posti al mondo in cui la differenza fra alta e bassa marea supera i 10 metri. I francesi chiamano questa differenza “marnage”: a Mont Saint-Michel il marnage supera addirittura i 14 metri di altezza. Questo deve essere il motivo per cui sono in compagnia di tantissimi turisti, che affollano le vie strette (e in salita) e che hanno lasciato una quantità straordinaria di macchine appunto nel parcheggio, ovvero un’area (attualmente non ancora inondata dall’acqua) che si estende con un’ampiezza davvero ragguardevole. D’altronde qui l’acqua riesce a ricoprire una superficie i cui confini distano circa 10 chilometri dalla base dell’isolotto.

Ma, alla fine, anche se è la marea il tratto distintivo di Mont Saint-Michel, gran parte dei turisti si riversa nei ristoranti, nei negozietti, nell’Abbazia e sulle ripide scalinate. Ed è giusto: occorre divertirsi, ma dopo aver mangiato e passeggiato, trovo molto utile e divertente cercare di capire come funzionano le maree. Dunque mi documento scegliendo un’ottima pubblicazione francese: “Comprendre les marées” di Odile Guérin (Editions Ouest-France 2007). E scopro che le maree non sono solo un fenomeno astronomico – in quanto risultato dell’interazione Terra, Luna e Sole – ma sono essenzialmente anche un fenomeno geografico, poiché dipendono dalla profondità delle acque, dalla forma delle coste, dalla direzione del vento e dalla pressione atmosferica.

Ma partiamo dal principio, ovvero da quali sono gli attori fondamentali sulla scena delle maree. Innanzitutto c’è la Terra, su cui constatiamo l’effetto delle maree: tale effetto è dovuto soprattutto alla Luna, che è la protagonista, in quanto – nonostante sia il nostro piccolo satellite – è molto vicina (circa 384.000 chilometri). Occorre poi considerare il Sole, al quale si può attribuire un ruolo secondario, poiché – a dispetto della sua massa gigantesca – dista da noi circa 150 milioni di chilometri.

Quali forze provocano le maree ? Consideriamo inizialmente la Terra perfettamente sferica, immobile e collocata in uno spazio vuoto. L’unica forza in gioco è la gravità, che è quindi il motivo per cui noi e tutte le acque siamo attaccati al suolo. Aggiungiamo ora alla nostra immagine una Luna immobile, e notiamo che essa esercita una forza d’attrazione. Notiamo anche che, se non esistessero altre forze, la Terra e la Luna entrerebbero presto in rotta di collisione. Fortunatamente la Terra ruota su se stessa e la Luna ruota intorno alla Terra: dunque forza centrifuga contro forza d’attrazione (l’acqua tende a rimanere attaccata alla terra per la forza di gravità terrestre, ma tende anche a “staccarsi” a causa della forza centrifuga e della gravità lunare). L’equilibrio fra le due forze non è proprio perfetto: il risultato è la forza di marea.

I dati rilevanti relativi alle maree vengono pubblicati con riferimento ai principali porti francesi. Tali dati comprendono gli orari in cui si verificano le basse e le alte maree, l’altezza in metri e il coefficiente della marea. Per quanto riguarda l’orario occorre fare attenzione alla forma in cui è espresso: se ad esempio si tratta del T.U. (Tempo Universale), occorre aggiungere un’ora d’inverno e due d’estate.
L’altezza in metri ha come parametro di riferimento lo zero idrografico, che corrisponde al livello più basso possibile che può raggiungere il mare.
Il coefficiente delle maree è un numero che serve a quantificare l’importanza della marea.

Sulle coste francesi si osservano in generale 4 maree al giorno: una bassa, poi una alta, poi di nuovo una bassa e infine di nuovo una alta. Ciò in quanto ogni 6 ore circa (quindi 24 ore / 6 ore = 4 maree) la Luna si trova in una posizione diversa rispetto alla Terra, considerando che la Luna attrae la Terra a livello dell’equatore (alta marea) e la schiaccia verso i poli (bassa marea). Tuttavia, l’intervallo di 6 ore è molto approssimato, poiché occorre considerare che, mentre la Terra ruota su se stessa in circa 24 ore, la Luna ruota intorno alla Terra in circa 1 mese, dunque percorrerà circa 13 gradi in un giorno (in media). La conseguenza è che la Terra deve percorrere 360° + 13° , il che implica circa 24 ore e 50 minuti, che diviso per 4 fa più di 6 ore. Quindi l’alta marea di oggi sarà avanti di 50 minuti rispetto a quella di ieri.

In realtà il “ritardo” può andare da 30 minuti a 1 ora e 40 minuti, in quanto l’orbita della Luna è ellittica e non circolare, quindi – quando la Luna è più vicina alla Terra – la sua velocità aumenta e in 24 ore percorre 15,4 gradi (invece di 13), il che implica un ritardo maggiore di 50 minuti. Quando invece la Luna è più lontana, è anche più lenta, percorrendo in 24 ore solo 10,4 gradi. Ciò si traduce in un ritardo di meno di 50 minuti (perché la Terra impiega meno di 50 minuti per percorrere 10,4 gradi).

E che dire a questo punto dell’effetto gravitazionale del Sole ? Semplicemente che si somma a quello della Luna, incrementando l’altezza delle maree, quando Luna, Terra e Sole si trovano su una linea retta. Al contrario, l’effetto del Sole si sottrae (riducendo in questo modo l’importanza delle maree) quando forma un angolo retto con la Terra e Luna.

Infine, dobbiamo ricordare gli aspetti geografici delle maree:
- le maree sono tanto più forti quanto meno profondi sono i mari;
- le maree sono tanto più forti quanto più i contorni delle coste presentano delle rientranze;
- se i venti spingono in direzione delle maree, queste saranno più alte; al contrario le maree saranno più deboli se i venti spirano in direzione opposta;
- bassa pressione significa aria più leggera e quindi livelli più alti delle maree; al contrario alta pressione equivale ad aria più pesante con la conseguenza di maree più deboli.

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Set 24

Il Veneto rende omaggio a Galileo, che nel territorio della Repubblica ha fatto alcune delle sue più importanti scoperte. Un viaggio dalle sue prime osservazioni con il cannocchiale al progresso tecnologico dei giorni nostri: le meraviglie dell’Universo e le straordinarie capacità di Galileo sono raccontate da conferenze, mostre, spettacoli, laboratori ed eventi.

La manifestazione è organizzata dalla Fondazione Scuola di San Giorgio con Codice e con il contributo scientifico dell’Università degli Studi di Padova nella città di Venezia con la Regione Veneto, dal 23 al 28 settembre, dal titolo “I mondi di Galileo”:  www.imondidigalileo.it.

In particolare il giorno 23 vi saranno due conferenze particolarmente significative, la prima con il presidente inaf Tommaso Maccacaro alle ore 16 e un’altra con lo scopritore degli anelli di Nettuno André Brahic alle ore 18 (entrambe presso il Telecom Italia Future Centre, campo San Salvador).

L’evento è anche su facebook, sul  gruppo omonimo

Vittorio Bo, uno degli ideatori della manifestazione, spiega il programma, i protagonisti e la filosofia del progetto: nella sezione video.
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Set 24


Arrivata alla settima edizione, BergamoScienza presenta  120 eventi in tre settimane (dal 3 al 18 ottobre 2009) in 57 luoghi diversi, 19 mostre, 38 laboratori.

Invitati illustri, come i premi nobel John F.Nash (per l’Economia del 1994) e Aaron Ciechanover (per la Chimica nel 2004) o Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, un attivo coinvolgimento di diversi istituti scolastici e una rete di collaborazioni con diverse università: di Bergamo, di Brescia, di Bologna, di Milano e l’Ateneo Vita e Salute San Raffaele.

Da sottolineare la notizia che BergamoScienza è stato scelto quale Case History di Festival della Scienza all’edizione 2009 di Festival of Festivals (FoF), che si terrà a Bologna dal 5 all’8 novembre.

Siti web: 

www.bergamoscienza.it
www.festivaloffestivals.org

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Set 22

Perché Google, nei giorni scorsi, ha dedicato il suo logotipo agli Ufo, ai presunti “misteri inspiegabili” e ai cerchi nel grano?

Il motivo dei logotipi di Google comparsi alcuni giorni fa è stato rivelato.
Si tratta della ricorrenza della nascita di Herbert George Wells, meglio conosciuto come H. G. Wells (Bromley, 21 settembre 1866 – Londra, 13 agosto 1946).
E’ uno degli scrittori britannici più popolari nella sua epoca e nella nostra come autore di alcune delle opere fondamentali della fantascienza.

Molti lo ricorderanno grazie a Orson Welles e alla sua storica trasmissione andata in onda alle 20.06 del 30 ottobre 1938 negli studi della Cbs, a Manhattan, rimasta celebre per aver scatenato il panico nelle città della costa orientale degli Stati Uniti: molti ascoltatori non si accorsero, infatti, che si trattava di una finzione, e credettero invece che la Terra stesse realmente subendo lo sbarco di una flotta di bellicose astronavi marziane.
Ma cosa c’entra Google? Si da il caso che la casa di Mountain View si diverta di tanto in tanto a giocare con i logotipi alcuni giorni prima di particolari ricorrenze.
Google ci ha fornito un primo indizio su Twitter postando il messaggio 1.12.12 25.15.21.18 15 1.18.5 2.5.12.15.14.7 20.15 21.19.

Sostituendo i numero con le corrispondenti lettere dell’alfabeto si ottiene “All your O are belong to us”, un gioco sparatutto di nome Zero Wing, famoso per la pessima traduzione dal giapponese all’inglese, in cui nella prima schermata compariva la frase “All your base are belong to us”.Il logo di Google celebrava infatti il ventesimo anniversario del videogioco. A questa conclusione arriva perfino il Daily Telegraph!
Ma questo era solo l’inizio: un post sul sito Koreano di Google rivelava che questa sarebbe stata solo una delle tre configurazioni del logo visibili nelle settimane seguenti.

E in rete iniziarono le prime supposizioni. Confermate da un secondo logotipo di Google che confermò le ipotesi supportate da un nuovo messaggio su twitter: “51.327629, -0.5616088.”. Usando Google maps è facile verificare che sono le coordinate di Horsell, nella contea di Surrey, in Inghilterra. Il luogo esatto dove atterra “il meteorite” di cui parla Wells nel suo romanzo la “Guerra dei mondi”.

Tornando alla “realtà”, voglio ricordare il film che è tratto dal romanzo dello scrittore dal titolo: “L’uomo che visse nel futuro“. La scena seguente è una delle più belle della storia cinematografica di fantascienza e mantiene intatto il proprio Pathos nonostante la semplicità delle soluzioni cinematografiche dell’epoca.

La coreografia è stata ripresa nel divertentissimo episodio “Time Machine” della serie TV “The Big Bang Theory”, purtroppo mai trasmessa in Italia (ne ho parlato qui e qui) e del quale vediamo un bellissimo cammeo in ricordo di H.G. Wells.

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Set 22

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L’Associazione OBSERVA - Science in Society invita al seminario:
Le forme della scienza online. Il lavoro dello scienziato in un’epoca di piattaforme web collaborative
con una relazione introduttiva di Davide Bennato (Università di Catania)

Giovedì 24 settembre 2009 alle ore 15.00 - presso la sede dell’associazione in Viale Fusinieri 65 - Vicenza.

Davide Bennato è docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania. Si occupa di innovazione tecnologica e società, in particolare alle dinamiche relazionali e comunicative dei media sociali online.

È direttore di ricerca presso la Fondazione Luigi Einaudi di Roma, socio fondatore di STS Italia – Società Italiana di Studi su Scienza e Tecnologia e consulente per diverse società di formazione e di ricerca sui temi legati al web 2.0.

È inoltre titolare del blog tecnoetica (www.tecnoetica.it).

La partecipazione ai seminari è libera; tuttavia poiché i posti sono limitati, è consigliabile confermare la presenza alla segreteria dell’associazione. I soci di Observa hanno diritto di precedenza.
Tutti gli incontri si svolgono presso la sede di Observa, in Viale Fusinieri 65 – 36100 Vicenza

Per essere informati via email degli appuntamenti che di volta in volta saranno organizzati, scrivete a info@observanet.it oppure contattate l’associazione al +39 0444 305454.
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Set 22



Da non perdere le puntate che Piergiorgio Odifreddi dedica su Radio 3 Scienza a Galileo Galilei. L’intervista al Premio Nobel Riccardo Giacconi, a Massimo Bucciantini, docente di Storia delle rivoluzioni scientifiche all’università di Siena e a  Enrico Bellone, già direttore di Le Scienze.

La prima delle puntate parte con l’intervento del “piccolo diavolo Roberto Benigni. A tu per tu con il matematico impertinente, ecco la sua lezione d’autore tra lettere e scienza.

Da Dante alla fisica moderna, una dichiarazione d’amore per la cultura. Per dire con noi: Galileo ti voglio bene!

Piergiorgio Odifreddi incontra Roberto Benigni.


Ricordiamo che Radio 3 Scienza è il quotidiano scientifico radiofonico della terza rete RAI, in diretta dal lunedì al venerdì dalle 10.50 alle 11.30.

Interviste, dibattiti, approfondimenti e reportage sui temi dell’attualità dal mondo della scienza.

IL PODCAST DI RADIO 3 SCIENZA
http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/scienza/index.cfm

LA FACEBOOK FAN PAGE
http://www.facebook.com/radio3scienza
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Set 20

Paolo Attivissimo ci precede segnalando l’ennesimo esempio di bufala numerica sui giornali italiani.

“E’ nata a 3.000 chilometri all’ora”, scrive il Corriere parlando del treno ad alta velocità francese. Praticamente un treno più veloce del vecchio Concorde!

L’analfabetismo scientifico della nostra stampa (e TV) sarà uno degli argomenti che verranno trattati in una conferenza, in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia, a cui siamo stati invitati come relatori dalla Associazione ECO di Torino insieme al mio collega Walter Caputo e agli esperti Walter Ferreri (astronomo), Guido Crossard (Fisico), Lorenzo Tei (chimico).

Nella serata porterò video TV ed esempi di giornali che dimostreranno la scarsa affidabilità delle informazioni scientifiche trattate dai nostri media e di come ci si possa difendere dalle notizie usando con criterio Internet e consultando le fonti!

Conferenza:

Le risposte della scienza alle domande dell’Astronomia
La scienza sui giornali e su Internet
sabato 17 ottobre 2009
ore 20.30 - buffet offerto dall’associazione
ore 21.00 - inizio conferenza
ingresso libero
Teatro Bellarte
Via Bellardi 116 - Torino
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Set 20

In prima assoluta a Bari, in omaggio al multiforme ingegno di Galileo Padre della Scienza Moderna, per l’Anno Mondiale di Galileo

IL SOGNO DI GALILEO, Basilica di S. Nicola 29, settembre 2009, ore 20.30 - azione musicale di Federico Bonetti Amendola su libretto dello stesso autore e di Adam Pollock.

Un’iniziativa, inserita nel programma ufficiale dell’International Year of Astronomy, promossa dal DISTI (Distretto dell’Informazione Scientifica e Tecnologica), dal Dipartimento Interuniversitario di Fisica “Michelangelo Merlin” e dalla locale Sezione INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), in concomitanza col Convegno 2009 della Società Italiana di Fisica.

Il 2009 è stato proclamato dall’ONU Anno Mondiale dell’Astronomia e di Galileo Galilei, in onore del quarto centenario delle rivoluzionarie scoperte che il Padre della Scienza moderna fece puntando verso il cielo il suo celebre cannocchiale.

L’esecuzione di Bari segna un evento di portata storica, proprio perchè avverrà nella grande Basilica di S. Nicola, nota nel mondo come luogo dell’incontro e del dialogo tra culture: una scelta, dunque, non casuale del DISTI, che è stata così commentata dal Prof. William Shea dell’Università di Padova, considerato il maggior esperto al mondo di Galileo.

“E’ una meravigliosa iniziativa che farà conoscere il vero Galileo, in un contesto che gli avrebbe dato immenso piacere: la scienza all’interno della Chiesa.”http://www.ba.infn.it/galileo
http://www.astronomy2009.it

Il DISTI

Il DISTI, Distretto dell’Informazione Scientifica e Tecnologica (www.disti.it), riunisce università, laboratori, imprese, associazioni, enti pubblici e privati: coordinato dalla giornalista scientifica Elisabetta Durante, promuove l’informazione e la comunicazione scientifica e tecnologica, e promuove iniziative culturali di segno innovativo che offrano occasioni di dialogo tra ricerca e società.

Dopo aver realizzato altre iniziative (tra cui la mostra di cui al sito www.ba.infn.it/donne-lhc), il DISTI ha voluto portare nella Basilica di S. Nicola in Bari la prima assoluta de “Il Sogno di Galileo” , in quanto evento di indubbio pregio artistico, ma non solo: l’intenzione è anche quella di ricordare un grande Italiano dedito alla ricerca, al progresso tecnologico e alla diffusione della scienza, la cui forza rivoluzionaria si è espressa attraverso meravigliose scoperte, straordinari strumenti, ma al tempo stesso attraverso una molteplicità di linguaggi (letterario, pittorico e musicale) ed una forma di comunicazione (in italiano anziché in latino) in grado di raggiungere la gente comune.

La scelta del DISTI di rappresentare il Sogno di Galileo nella Basilica di S. Nicola, luogo del dialogo tra culture, non è casuale: l’evento vuol essere un’occasione di riflessione sul caso Galileo, che ancor oggi offre importanti spunti di riflessione.

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Set 20

Dove nascono le idee dei grandi romanzi di fantascienza?
Intendo dire… avete mai visto l’interno delle case dei loro autori?

Il sito www.whereiwrite.org è nato da una idea di Kyle Cassidy, e dalla domanda se vi fosse un collegamento tra i luoghi di lavoro degli scrittori e il loro stesso lavoro. Voi che ne dite?

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Set 20

dal 19  novembre all’8 dicembre

Robot che interagiscono con il pubblico, che lavorano, giocano e “si evolvono”.

Macchine intelligenti, in ambientazioni suggestive, per interrogarsi sui progressi della tecnica  ma soprattutto sul mondo che si vuole costruire.

Futuro Remoto 2009 – che si terrà negli spazi del Science Centre di Città della Scienza di Napoli dal 19 novembre all’ 8 dicembre– sarà  dedicato al misterioso, affascinante e, a volte, inquietante mondo dei Robot.

  • Quali sono gli usi leciti dei robot?
  • Di chi è la responsabilità delle azioni dei robot?L’abuso di queste tecnologie avanzate nel caso di guerre o di attacchi terroristici apre scenari apocalittici; siamo disposti ad affrontare questi rischi?
  • E’ possibile oggi immaginare per il futuro un “mondo senza uomini” o meglio un mondo nel quale l’uomo ha perso la sua posizione centrale?

Insomma, gli sviluppi della robotica, e ancor più le sue prospettive future,  impongono una urgente riflessione in campo etico per evitare che - come è accaduto recentemente per le applicazioni di altre discipline, ad esempio l’ingegneria genetica, o la fisica nucleare - ci trovi impreparati ad affrontare scelte che riguardano tutti noi e le generazioni future.

In mostra macchine dell’immaginario divenute ormai realtà e ricerche di frontiera che lasciano presagire società future “cyborgizzate”, in cui uomini e robot “vivono” fianco a fianco. A confronto un umanoide, un braccio industriale e un veicolo senza pilota per scoprire cosa rende una macchina un robot.
Si andrà poi alla scoperta delle sorprendenti potenzialità dei robot moderni. I bracci meccanici impiegati nelle industrie sono capaci di azioni diverse da quelle alle quali sono normalmente destinati: lasciate le catene di montaggio, li vedremo realizzare disegni artistici.

Entreremo nelle case del futuro, veri e propri robot, che favoriranno stili di vita più rispettosi dell’ambiente. E poi lì, dove l’uomo non può arrivare, eccoli ancora intervenire per salvare persone disperse o, come nel caso dei rover e dei sommergibili,  per esplorare ambienti inaccessibili.

I robot si prendono cura anche della nostra salute e assistono disabili e anziani. In questa sezione si potrà così giocare con il robot foca, conoscere un “massaggiatore” e un “radiologo” speciali, e poi “guardarsi negli occhi” con robot in grado di espressioni facciali.

Ci sono poi quelli che aiutano ad apprendere divertendo. Dimostrazioni interattive  offriranno a tutti la possibilità di cimentarsi nel controllo di un robot. I più piccoli potranno divertirsi ed emozionarsi in apposite isole gioco, con animali e compagni robotici.

E ancora, aerei ed elicotteri senza pilota e mezzi corazzati senza equipaggio saranno protagonisti degli scenari bellici di un futuro che in qualche caso è già iniziato.

Infine, nella sezione dedicata agli studi sull’interazione tra uomo e robot, si potrà fare un incontro ravvicinato con I-Cub, il sorprendente robot bambino, capace di apprendere come fa un piccolo essere umano. In questa sezione si anticiperanno le linee di ricerca che presto porteranno ciascuno di noi a dotarsi di un Personal Robot!

Futuro Remoto 2009, quest’anno più che mai, un viaggio tra scienza e fantascienza, un viaggio da affrontare con lo spirito di chi vuole provare ad immaginare e costruire il mondo di domani!   

Città della Scienza:  80124 Napoli - via Coroglio, 104
info : tel. 081.24.200.24  - contactcentre@cittadellascienza.it- www.cittadellascienza.it

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Set 20

Ci sono molti modi per dire che l’economia tradizionale è in grado di spiegare solo parzialmente la realtà economica. Ad esempio neuroeconomia, economia comportamentale, econofisica, bioeconomia, ovvero come l’economia ha dovuto mutuare da altre discipline (neuroscienze, psicologia, fisica, biologia) nuovi modelli per descrivere in modo realistico il comportamento dell’attore individuale, del gruppo e dell’intero sistema economico.

Sono soprattutto i disoccupati e i cassaintegrati a non credere alle spiegazioni sulla genesi e lo sviluppo dell’attuale crisi economica. Se l’economia convenzionale fosse in grado di dirci perché tutto ciò è successo, per quale motivo i governi non hanno impedito che si toccasse il fondo ? Semplicemente perché le attuali politiche economiche non sono in grado di influenzare in maniera sostanziale lo stato dell’economia, i cui movimenti – nel breve periodo – non sono prevedibili. L’economia, infatti, è composta da persone e gruppi che non si comportano come vorrebbe la teoria economica ortodossa, perché – occorre riconoscerlo una volta per tutti – non siamo sufficientemente razionali quando prendiamo le nostre decisioni. Spesso, soprattutto quando occorrerebbero molte informazioni e profonde competenze per agire, ci facciamo influenzare da ciò che fanno gli altri. Esattamente come fanno le formiche, quando – di fronte a due identici mucchietti di cibo (continuamente reintegrati), posti alla stessa distanza dal formicaio – devono decidere verso quale dirigersi. Quindi si tratta di applicare all’economia un modello biologico, per spiegare il comportamento delle persone come se fossero formiche.

È proprio la “bioeconomia” il filo conduttore de “L’economia della farfalla” di Paul Ormerod (Instar Libri, 2003), testo nel quale l’economia non viene più considerata una macchina o un insieme di meccanismi, ma piuttosto viene associata ad un sistema vivente molto complesso.

Ma torniamo alle nostre formiche e vediamo quanto hanno da insegnarci. Se esse non hanno motivo per preferire uno dei due mucchietti di cibo, dovremmo aspettarci che metà della colonia scelga il mucchietto A e l’altra metà il mucchietto B. In realtà è possibile qualunque tipo di distribuzione fra i due mucchietti, per esempio 20 e 80 o 30 e 70, ma tendiamo a pensare che l’esito finale sia 50 e 50 perché assimiliamo la scelta dei mucchietti al lancio (ripetuto numerosissime volte) di una moneta non truccata. Tuttavia, dato che quando una formica ha successo nella ricerca di cibo, tende a tornare verso lo stesso mucchietto, si assiste al ritorno delle formiche al formicaio che stimolano – tramite una secrezione chimica – altre formiche a seguirle per rifornirsi di cibo. Paul Ormerod, nel testo citato, scrive: “in termini economici ciò significa che il comportamento di ciascun agente è direttamente influenzato da quello degli altri”. Ciò implica che “maggiore è il numero di formiche che scelgono un certo mucchietto, maggiori sono le probabilità che nel futuro questo numero cresca ulteriormente”: infatti più formiche si dirigono verso il mucchietto A, più “formiche seguaci” si dirigeranno verso lo stesso mucchietto, e più aumenterà la probabilità che la prossima formica, appena uscita dal formicaio, si diriga proprio verso il mucchietto A. In termini tecnici, in questo caso si parla di “retroazione positiva”, poiché l’effetto iniziale della scelta delle prime formiche tende a crescere con il passare del tempo. La retroazione positiva è molto diffusa nell’economia e nella società, mentre invece le teorie economiche tradizionali ipotizzano un equilibrio automatico del mercato grazie al meccanismo dei prezzi, che sarebbe in grado di smorzare qualunque deviazione dall’equilibrio (questa si chiama “retroazione negativa”).

L’analisi degli agenti interattivi, ovvero delle formiche, ha fornito risultati sorprendenti. Infatti, se nel breve periodo i movimenti delle formiche sono assolutamente imprevedibili, nel lungo termine “emerge un andamento ben riconoscibile” (tutte le frasi fra virgolette sono tratte dal testo citato in principio), a seconda che vi sia bassa oppure alta propensione (delle formiche) a cambiare comportamento.
Quindi, nel breve periodo non possiamo dire se la formica che sta uscendo ora dal formicaio si dirigerà verso A oppure verso B, ma possiamo calcolare la probabilità che essa scelga uno dei due mucchietti di cibo. Invece, nel lungo periodo, se vi è bassa propensione a cambiare comportamento, cioè se le formiche – una volta scelta la propria destinazione – difficilmente la modificheranno, si verificherà che la maggior quantità di tempo le formiche la trascorreranno in situazioni di massimo squilibrio: quasi tutte scelgono A oppure quasi tutte scelgono B. Ciò capita perché se “i cambiamenti sono soltanto occasionali, quando la suddivisione è scivolata verso un punto estremo, occorrerà del tempo perché le cose si modifichino”.

Al contrario, se vi è elevata propensione a cambiare comportamento, ciò significa che le formiche che hanno scelto una certa destinazione, facilmente – di ritorno dal mucchietto A – sceglieranno il mucchietto B. Quindi, in questo caso, “la probabilità di una suddivisione squilibrata è molto bassa”. Infatti si verifica che – in questa situazione – le formiche trascorreranno la maggior parte del loro tempo in corrispondenza di una situazione equilibrata: grosso modo metà formiche intorno al mucchietto A e metà intorno al mucchietto B.

Paul Ormerod applica – in modo convincente – il modello delle formiche a svariate situazioni economiche e fornisce una serie di risposte ad interrogativi che tutti si pongono. Un piccolissimo esempio è la reazione della quantità domandata a variazioni del prezzo. Tutti sanno che se i prezzi aumentano la gente compra di meno e quindi la quantità domandata si riduce. Perché invece, in alcuni casi, più il prezzo aumenta, più la gente compra, e più gente compra, più altra gente inizia a comprare ? Semplicemente perché – talvolta – non decidiamo sulla base del prezzo, come vorrebbe la teoria economica convenzionale, ma bensì sulla base di ciò che fanno gli altri. E più “gli altri” sono numerosi, più noi decidiamo di comprare, dimostrando di comportarci esattamente come fanno le formiche.

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Set 18


L’associazione Frascati Scienza, in collaborazione con i maggiori Istituti di Ricerca Italiani, ASICERN, CNR, ENEA, ESA-ESRIN, INAF, INFN, INGV, l’Università di Tor Vergata e i dipartimenti di Fisica di Roma 1 “La Sapienza” e di Roma 3, le associazioni del territorio ATA e ETA-Carine organizza anche quest’anno una intera Settimana dedicata alla Scienza e la Notte Europea dei Ricercatori 2009.  Obiettivo dell’iniziativa è avvicinare l’uomo comune alle Scienze, in particolar mondo i giovani, promuovendo il ruolo sociale del ricercatore.

Durante la Settimana della Scienzadal 19 al 26 settembre 2009 – gli scienziati torneranno nella Città di Frascati per incontrare tutti coloro che vorranno condividere il fascino della ricerca tramite dibattiti, conferenze, mostre, spettacoli, giochi e attività per bambini, collegamenti internazionali, osservazioni stellari, esperimenti e laboratori aperti. Perché la scienza è anche passione e piacere della scoperta.
La Notte Europea dei Ricercatori si svolgerà venerdì 25 Settembre e sarà l’evento clou della Settimana della Scienza che vedrà in campo, oltre ai ricercatori, anche numerose attività di intrattenimento educativo e ludico.
Inoltre, i giovanissimi delle scuole medie e superiori avranno l’opportunità di partecipare ad un concorso a premi creativo – Poster Competition 2010 – ideando e realizzando Poster Pubblicitario della Notte dei Ricercatori 2010scarica il bando.
Il progetto Researchers’ Night (Notte dei Ricercatori) e’ promosso dalla Commissione Europea e si svolge contemporaneamente in più di 220 Città Europee di 27 stati membri. Sono 7 invece i siti italiani coinvolti: RE-PARTY (Torino), NITLAB-2 (Milano), PROSIT (Trieste), ED SCIENCE (Bologna), LIGHT09 (Roma), SAY (Frascati), SER (Napoli).
La significativa partecipazione di migliaia di persone entusiaste, nelle precedenti edizioni (2006, 2007, 2008)  ed il crescente successo delle attività organizzate da Frascati Scienza, hanno motivato ulteriormente l’Associazione a partecipare anche quest’anno all’iniziativa europea, con il duplice intento di promuovere la figura del ricercatore e la più vasta area di ricerca italiana ed europea. Sponsor principali della manifestazione sono, oltre alla Commissione Europea, il Comune di Frascati, la Regione Lazio (con gli assessorati alla Cultura Spettacolo e Sport, Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Turismo), la FILAS, la Provincia di Roma,la XI Comunità Montana – Castelli Romani e Prenestini. L’evento si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dei comuni di Grottferrata e Monte Porzio Catone e del Parco Regionale dei Castelli Romani.
TP – Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti – è partner dell’Associazione Frascati Scienza per la campagna pubblicitaria della manifestazione
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Set 18

Sembra uscita dalla mente dei Monty Phyton questa parodia, diventata ormai un cult, di una delle tante conferenze tecniche che riempiono la vita di molti ricercatori. Si tratta della presentazione tenuta da Doug Zongker’s, dell’Università di Washington, al PoCSci ‘02: Potentially Computer Science 2002, dal titolo chicken, chicken, chicken. Qui gli altri interventi.

Chi lo desidera può scaricare il PDF dell’intervento [pdf] , le slides in PowerPoint, e il documento postscript.
Per maggiori informazioni a riguardo, segnaliamo i seguenti siti web :-)
http://ChickenChicken-Chicken.org
http://ChickenChicken-Chicken.comhttp://ChickenChicken-Chicken.eu


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Set 18

Inizia oggi la 10 edizione di pordenonelegge, festa del libro con gli autori. Per festeggiare questo compleanno, il festival durerà 5 giorni: da oggi a domenica 20 settembre 2009.
Oltre 200, per l’esattezza 203 gli autori coinvolti. Gli incontri riempiranno tutti luoghi della città, caffè, musei, palazzi storici, … trasformandola in una grande sala in festa.

Sarà possibile acquistare libri nuovi, relativi agli incontri in programma (per ogni incontro c’è un libro edito), ma anche antichi per gli appassionati collezionatori.
Si parlerà di sentimenti, di ambiente, di new-media, di comunicazione, di ambiente, di poesia, di evoluzione…
Noi di Gravità Zero, seguiremo alcuni incontri per voi, quelli di argomento più “scientifico” e di riflessione. Ben vengano richieste, suggerimenti di incontri o domande che vorreste fare ad alcuni autori.
Il programma è articolato in tematiche che raggruppano più incontri, ecco le due che abbiamo scelto di seguire, più da vicino:

SCIENZA E FILOSOFIA

PARLIAMO DI ALBERI, DI MISFATTI E DI FIUMI

In particolare, ecco alcuni degli eventi prescelti:

venerdì 18 settembre ore 10:00
Nati per credere
Incontro con Telmo Pievani e Giorgio Vallortigara.

sabato 19 settembre ore 11:30
Galileo Galilei
Lectio magistralis di Paolo Rossi.
domenica 20 settembre ore 16:30
Speranze
Incontro con Paolo Rossi. Intervista di Stefano Moriggi.

domenica 20 settembre ore 18:30
Anteprima nazionale
Perché la tecnologia ci rende umani
Incontro con Stefano Moriggi e Gianluca Nicoletti.

Seguiremo anche alcuni incontri dedicati ai ragazzi:
sabato 19 settembre ore 10:45
Einstein, Galileo e i viaggi nello Spazio
A cura di Editoriale Scienza
sabato 19 settembre ore 15:30
Rapsodie
Incontro con Andrea Valente.

domenica 20 settembre ore 15:30
Il missile parlante
Laboratorio di costruzione di un missile e letture dallo spazio. Il lancio è previsto per le 18.00
A cura di Molino Rosenkranz

sabato 19 settembre ore 15:15
Ricettario spaziale
Laboratorio per ragazzi a cura di Modidi, in collaborazione con Coop Consumatori

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Per maggiori informazioni:
www.pordenonelgge.it
Gli incontri sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti
Alcuni incontri per ragazzi, prevedono la prenotazione, i numeri da chiamare sono indicati nei dettagli dei singoli eventi sul sito ufficiale.

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Set 16

Questa sera abbiamo partecipato all’incontro con il Premio Nobel per la Fisica 2002 Riccardo Giacconi in occasione della conferenza “Dal perspicillum di Galileo allo Hubble Space Telescope”, organizzata per l’Anno Internazionale dell’Astronomia IYA2009 (qui la locandina con gli eventi)

Foto: Riccardo Giacconi
liberamente utilizzabile citando la fonte

Il Centro incontri della Regione Piemonte era gremito di persone, per lo più curiosi (non specialisti) ma anche studenti universitari. L’introduzione del Prof. Attilio Ferrari ha subito chiarito l’importanza delle ricerche dell’astrofisico statunitense. “Ricerche che meriterebbero non uno - afferma Ferrari - ma più premi Nobel vista la vastità delle sue ricerche”. E in effetti Giacconi si può dire che abbia aperto la strada all’osservazione di parti dell’universo completamente sconosciute: i suoi contributi pionieristici all’astrofisica nella zona non visibile dello spettro elettromagnetico hanno infatti portato alla scoperta delle prime sorgenti cosmiche a raggi X.

Lo sviluppo del tema trattato dal Premio Nobel questa sera è consultabile sulla pagina de La Stampa, che ne ha pubblicato l’intervento.Domani Riccardo Giacconi sarà nuovamente ospite presso la Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze con una conferenza dal titolo “Il cielo a raggi X”.

Due le affermazioni che ci hanno colpito in questa serata. Ricordando i “Cinque Grandi” dell’astronomia (Tolomeo, Keplero, Tycho Brahe, Galileo e Newton), fa riflettere pensare al fatto che all’epoca di Keplero e Brahe non esistessero strumenti di misurazione astronomica più sofisticati di quanto non avessero già inventato nel periodo ellenistico (III secolo a.C.) e poi dimenticato. E anche gli strumenti matematici erano molto inferiori al passato.
Solo con l’avvento del genio galileiano prima e della descrizione di Newton in un unicum omogeneo venne fatto un salto qualitativo nella comprensione del cosmo. Prima di loro solo Giordano Bruno ebbe l’ardire di affermare (ma non dimostrare) che l’Universo era potenzialmente infinito, pieno di stelle e pianeti, forse abitati. E anche per questo venne messo al rogo.
L’altra riflessione della serata è pensare che negli ultimi 50 anni, con l’avvento di sorgenti cosmiche a raggi X, l’astronomia abbia fatto più passi avanti che negli ultimi 5000 nella comprensione della nostra posizione dell’universo. Ma paradossalmente le scoperte dell’esistenza dell’energia oscura e della materia oscura hanno rimesso tutto quanto in gioco, e oggi siamo quasi nella stessa situazione di partenza, con oltre il 97 percento di materia ignota là fuori, e solo il 3 percento riconducibile alla materia che ci è nota, di cui siamo fatti.

“L’idea - poi - che là fuori ci sia energia con segno negativo, che per me è ancora inspiegabile, mi rende irrequieto”, ha poi affermato lo scienziato.
Chandra, in cui Giacconi è primo ricercatore per il progetto Chandra Deep Field-South, avrebbe trovato prove dirette dell’esistenza della materia oscura, nello scontro tra due ammassi di galassie. E’ questa, tra l’altro, l’immagine che ha reso ancor più emozionante la serata!
Nella foto: The Chandra Deep Field South una delle osservazioni dello spazio più profondo ottenute dal satellite X-ray Chandra, ottenuta da una esposizione ognuna di 11 giorni. L’immagine finale è il risultato dell’addizione di 11 esposizioni individuali per un totale di 1 milione di secondi. Si tratta delle più profonde immagini mai riprese nella radiazione X, e mostrano oggetti incredibilmente deboli (nella foto i punti luminosi sono ammassi di galassie).


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Set 16

E’ con questo interrogativo che si apre il numero di ottobre/novembre di “Leggendaria“, rivista /dalle donne/ e /per le donne, /interamente dedicata al tema.
Ospite di Womentech ®, la conferenza dedicata a donne e tecnologie, creatività e innovazione che ci attende a Milano, presso il Museo della Scienza e della Tecnologia, lunedì 9 novembre, “Leggendaria” pubblicherà tra le sue pagine anche un intervento di Gianna Martinengo, mente ideatrice dell’evento.

Obiettivo della conferenza Women&Technologies® è che le ragazze possano scegliere il loro domani sulla base dello sviluppo di tutte le loro potenzialità e che aumenti lo zoccolo sociale di donne che considerino le tecnoscienze sia come una materia di aggiornamento continuo sia come un complesso di opportunità e soluzioni intorno ai quali sviluppare creatività e innovazione, e da cui trarre spunti per creatività e innovazione nella società - ovvero, in ogni professione esse abbiano scelto.
Leggendaria è in vendita nelle migliori librerie e on line su www.leggendaria.it: abbonatevi, fate del 2010 un anno…leggendario!

Gravità Zero seguirà l’evento che avrà tra gli ospiti anche importanti esponenti della ricerca scientifica internazionale. Il panel dei relatori è in corso di definizione e appena avremo l’approvazione dall’organizzazione ve ne daremo comunicazione. L’edizione 2009 della conferenza internazionale Women&Technologies ® (2008-2015) ha, come parte integrante, il premio Le Tecnovisionarie ®., un riconoscimento dedicato a donne capaci di “inventare il futuro” creando tecnologie
COME PARTECIPARE

L’iscrizione alla conferenza è gratuita.
Il modulo di iscrizione online sarà disponibile dal 30 settembre.

Sito Web: http://www.womentech.info
Conosci una tecnovisionaria? Segnalala per il premio Women&Technologies®: creatività e innovazione, a Milano, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, il 9 novembre 2009.


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Set 14

Benvenuti alla diciassettesima edizione del Carnevale della Matematica!

Innanzitutto un annuncio: con intesa di .mau. si è pensato di attivare una pagina fan su Facebook del Carnevale.

Il motivo è presto detto: Facebook è oggi il canale Web più utilizzato dagli italiani (11.301.400 persone in Italia sono iscritte al momento in cui scriviamo). Dunque non possiamo ignorarlo per raggiungere soprattutto le giovani generazioni. E così speriamo con questo piccolo contributo di allargare ad altri la passione per la bellezza di questa disciplina!

Ma torniamo al 17: si tratta di un numero molto interessante, e non solo dal punto di vista matematico.

Se .mau. nell’edizione precedente ci aveva deliziato con ottime citazioni di brani musicali, anche noi vorremmo partire con qualche bel ricordo. Il 17 è un numero ricorrente nei brani pop musicali. In “Dancing Queen”, nel 1976, ad esempio, il gruppo ABBA (che è un palindromo) cantavano “You are the Dancing Queen, young and sweet, only 17“. Nel 1999 gli Eurythmics cantavano “17 Again”. “17 Days” cantava Prince. E i Queen in “Sheer Heart Attack” cantavano “Well you’re just 17 and all you want to do is disappear”.

Ma 17 è anche l’età in cui inizia il completamento della seconda adolescenza, caratterizzata da una fragilità fisica e psicologica in una ragazza: sentimento che viene splendidamente espresso dal seguente struggente brano di Janis Ian “At Seventeen” (qui cantato Live nel 1976) - e qui il testo.

Bene, dopo questa breve introduzione musicale, come tradizione, iniziamo il Carnevale con le proprietà matematiche del numero 17.

E’ il settimo numero primo, dopo il 13 e prima del 19. E può essere scritto come la somma dei primi quattro numeri primi.

17 è anche il sesto numero primo dell’esponente di Mersenne. E’ anche un numero primo di Eisenstein senza parte immaginaria e con parte reale nella forma 3n − 1.

È il terzo numero primo di Fermat, 17 = 2^{2^2} + 1

È un primo permutabile con 71.

È la prima somma di due quarte potenze: 14 + 24 = 17.

È uguale alla somma delle cifre del suo cubo, 4913 = 4 + 9 + 1 + 3 = 17; gli unici altri numeri con questa proprietà sono: 1, 8, 18, 26, 27.

È il 13° termine della sequenza di numeri primi di Euclide–Mullin.

In base esadecimale è un numero primo repunit.

Da MathWorld, 1/17 = 0.0588235294117647… Notare che questo periodo decimale ha lunghezza massima 17-1=16.

n2 + n + 17 è una espressione polinomiale molto nota; per n da 0 a 15, il risultato è sempre un numero primo.

Ci sono 17 gruppi di tassellazione del piano.

Fu Gauss a scoprire che un poligono regolare di n lati è costruibile con riga e compasso se e solo se n è una potenza intera di 2 o il prodotto di una potenza di 2 e di uno o più primi di Fermat.
Che è come dire che la circonferenza può essere suddivisa in 17 parti uguali (ettagono) ma non in 7, dato che 7 non è un primo di Fermat, e la costruzione dell’ettagono regolare risulta quindi impossibile con l’uso degli strumenti elementari. Una dimostrazione, quella di Gauss, ottenuta dopo che per oltre 2000 anni altri matematici avevano fallito!

17 è l’unico numero primo positivo di Genocchi. E’ anche il terzo numero primo di Stern.

Per finire una curiosità di folklore. La superstizione popolare porta a credere che il numero 17 sia un numero particolarmente sfortunato in Italia (nei paesi anglosassoni è invece il 13).
Chi è straniero può essere portato a credere che quest’idea sia radicata in Italia. Non è raro infatti trovare in rete leggende urbane del tipo Italian buildings do not have a seventeenth floor. :-)

Ma ora veniamo ai vostri contributi che, ad ogni carnevale successivo, sono sempre più numerosi e di qualità!

1.

Cominciamo col dare il benvenuto a una new entry del Carnevale, che è anche un amico di vecchia data: Fabio De Sicot, professionista della divulgazione scientifica e conduttore della trasmissione radiofonica di scienza in onda su Radio Città Fujiko, chiamata Caccia al Fotone.

Il suo interessante post dal titolo “page rank for ecosystems illustra come la formula matematica del PageRang, ideata dai fondatori di Google, possa avere delle implicazioni per lo studio dell’evoluzione degli ecosistemi viventi, come afferma un recente studio su Plos.

2.

Dioniso, sta preparando una storia della matematica, anzi “Un avvincente percorso storico tra Numeri e Geometria - come spiega - … per quanto possa consentirlo un blogghetto”
Un percorso storico tra Numeri e Geometria che parte da Pitagora per arrivare alla fine del XX secolo. Ecco le puntate 8 e 9.

Parte 8: la Biblioteca di Alessandria: Eratostene, Diofanto e Pappo: quando frequentavate la scuola elementare la maestra vi diceva che prima di Colombo si pensava che la terra fosse piatta? Beh, è un’affermazione totalmente falsa. Vediamo perché.

Parte 9: ascesa e declino della Biblioteca di Alessandria: il numero di opere letterarie che si conservavano nella Biblioteca di Alessandria è stimato in circa 700.000 volumi. Qualcuno asserisce che si sfiorasse addirittura il milione.

3.

Annarita Ruberto di La Nostra Matematica ci invia tanti interessanti post:

Numeri Cinesi: un excursus sulla storia di questi numeri così diversi dai numeri arabi che utilizziamo. I segni cinesi utilizzati per i numeri non sono cifre, ma caratteri in lingua cinese: segni/parole che esprimono sia un valore ideografico, sia un valore fonetico dei nomi cinesi dei numeri corrispondenti…

Epitrocoide, Una Curva Roulette: L’epitrocoide, dal greco epi “su” e trokhos “ruota”, si intende una curva piana ottenibile da un punto fissato ad un cerchio di raggio r, posto ad una distanza d dal centro, quando il cerchio rotola all’esterno di un altro cerchio di raggio R. E’ quindi una curva piana appartenente alla categoria delle roulette ovvero delle curve generate da un punto di una figura che rotola su di un’altra…

Poliedri Di Dürer: dall’icosaedro, al cubo troncato, al romboedro dell’incisione Melancholia I, un interessante studio sul loro sviluppo e prospettiva svolti dal grande Durer.

Pitagora E I Pitagorici: il post fornisce una sintetica rassegna sulla scuola pitagorica, i pitagorici e la figura centrale di Pitagora, illustrando come l’amore per i numeri e il loro studio portarono i pitagorici alla scoperta dei numeri irrazionali e come la conoscenza di numeri infiniti e di grandezze incommensurabili sconvolse profondamente la filosofia della scuola, basata sull’ipotesi che tutto l’Universo fosse armonioso e misurabile, perché costruito alla perfezione dagli dei.
Diagrammi Di Voronoi E Triangolazioni Di Delaunay: Un diagramma di Voronoi è un particolare tipo di decomposizione di uno spazio metrico, che viene impiegato ad esempio nella fisica dei polimeri, nelle applicazioni geografiche e nello studio delle capacità delle reti wireless.

C’era Una Volta Un Paradosso [Di Piergiorgio Odifreddi]: di Piergiorgio Odifreddi, un documento in formato .pdf di 193 pagine in cui il noto matematico svolge una intrigante ed efficace carrellata dei paradossi più interessanti.


4.

zar ha ripreso, dopo una pausa durante il mese di agosto, i post sui numeri surreali: ecco il suo “Il teorema di semplificazione

5.

E’ uscito il numero 127 di Rudi Mathematici; ma per quanto riguarda i Rudi Matematici, questo mese - ci scrivono - sono stati piuttosto pigri (ci crederete?) perché - dicono - non hanno scritto nulla durante una delle quattro settimane di agosto!!!

A fine agosto è uscito puntuale il post di soluzione del quesito del mese, che non è da carnevale ma i Rudi lo segnalano ogni volta e, come diciamo in Piemonte, “fa l’istess”!

Poi ci sono i post più prettamente “tipici” dei Rudi: per il Paraphernalia la continuazione delle costruzioni con gli origami dei solidi platonici; e per la serie appena cominciata dei giochi, La Bella Addormentata, un gioco fiabesco con pedine che si addormentano, si svegliano e fanno salti di gioia.

E sempre allentando un poco le regole del Carnevale, possiamo ricordare che tutte le precedenti newsletter che arrivano agli abbonati con il numero si trovano allo stesso indirizzo del gruppo a cui ci si può iscrivere per ricevere la newsletter.

6.

Giovanna sul suo blog matematicamedie ci riporta in spiaggia con le sue “curve marine”, ci fa sorridere con le “equazioni felici” e ci allieta con giochi di operazioni e numeri!

Curve e figure celebri

Curiosità matematiche

Didattica ludica

7

Popinga, illustre esperto di matematica ricreativa e Limerick, ci propone “Il mio cubo di lato -1“, adattamento italiano di una poesia paradossale sulle potenze dei numeri negativi;
e un po’ di gossip matematico con “I due amori di Sofia K.“, un post sulla grande matematica Sofia Kovalevskaya (biografia matematico-letteraria di una grande donna dell’800).

8.

Ed ecco i contributi per questo mese di .mau., il nostro “fondatore” al quale facciamo i nostri auguri. Dal mese di agosto abbiamo infatti due nuovi lettori del carnevale,: sono infatti nati due “codognini” gemelli, Cecilia e Jacopo. Un caloroso benvenuto da tutti noi!

Per la povera matematica:


9.

Per finire i contributi di Gravità Zero.

Cosa fa un matematico dopo la laurea? Ce lo spiega Rossella Coletto, nel suo post “Che lavoro può fare un matematico?“. Un bel libro dal titolo “Matematici al lavoro” e un sito web forniscono tutte le risposte a chi desideri intraprende questa strada.

Walter Caputo ci parla questo mese di un “nuovo” insieme di numeri, chiamato R* (R star). Il titolo del suo post e quanto mai enigmatico: Il fantomatico “R” STAR e la rinascita degli infinitesimi

Carlo Ferri, che scrive dalla Spagna dove sta terminando il suo dottorato in astrofisica, pubblica un approfondito articolo su Cosmologia e Gravitazione, fornendo qualche dettaglio matematico alle teorie.


Ricordiamo che, a partire da settembre, sulle colline di Torino la matematica Maria Rosa Menzio porta sulle scene teatrali storie di matematici e scienziati con la rassegna TEATRO E SCIENZA: L’ASTRONOMIA (ne abbiamo parlato qui). Se volete potete iscrivervi al gruppo su Ning, a quello su Facebook, oppure visitare il sito web teatroescienza.

Tutti gli spettacoli sono gratuiti.

Bene! Anche per settembre abbiamo dato! Ricordo che il 14 ottobre troverete la nuova edizione del Carnevale sul blog di Gianluigi Filippelli, e se volete partecipare basta che segnaliate a lui i vostri post. Se invece volete ospitare il Carnevale potete scrivere a .mau. o passare sul blog matematti a mettere il vostro nome.

Se avete un blog fatevi avanti e decidetevi a ospitare un’edizione!

I prossimi Carnevali.

18. 14 ottobre 2009: Gianluigi Filippelli
19. 14 novembre 2009: ANCORA NESSUN CANDIDATO, CHE ASPETTATE?
20. 14 dicembre 2009: Matem@ticaMente

E per finire una curiosità: a che punto sono i nostri cugini del Carnival of Mathematics? Beh, loro postano ogni due settimane e sono arrivati alla ragguardevole edizione # 57

Che dire… un bell’esempio di “costanza matematica”! :-)
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Set 14

Il 25 settembre la ricerca diventa spettacolo, emozione e divertimento. Tra i protagonisti anche Serena Dandini che intervisterà i ricercatori nel talk show “Parla con… la scienza”
Esperimenti in piazza, lezioni aperte, giochi, dimostrazioni, visite guidate, percorsi virtuali, incontri con gli esperti, concerti. A Bologna, nella zona universitaria di via Zamboni, così come in altre sette città dell’Emilia-Romagna e in contemporanea in tutta Europa, il 25 settembre andrà in scena La notte dei ricercatori. Un’occasione per scoprire i mille modi in cui la scienza migliora la qualità della vita di tutti i giorni, rivelando anche aspetti inediti e divertenti.
A spalancare questa grande finestra sul mondo della ricerca a Bologna sarà Serena Dandini che riproporrà l’originale formula del programma televisivo Parla con me, in chiave più “scientifica”, intervistando i ricercatori nel corso del talk show “Parla con… la scienza”. Il tutto accompagnato dagli intermezzi musicali della Swingers Orchestra, che per l’occasione sostituirà la celebre Banda Osiris. Che cosa accade nei laboratori, in cosa consiste l’attività dei ricercatori, in che modo il loro lavoro diventa utile per i cittadini? Il pubblico potrà avvicinarsi al mondo della ricerca, che sarà presentato sotto una luce nuova e coinvolgente, per confrontarsi con innovazioni a tutto campo, dai settori più classici a quelli più impensabili, in un evento pensato proprio per coinvolgere i non addetti ai lavori nel meraviglioso mondo della ricerca emiliano-romagnola.
Ai piedi delle Due Torri la magica avventura della scienza prenderà il via nel pomeriggio e andrà avanti fino a mezzanotte, tra segreti della chimica e sorprendenti fonti di energia, modi intelligenti per costruire le case e racconti di esplorazioni, dimostrazioni di fenomeni fisici e ottici o lezioni interattive su Darwin. Il tutto proposto da gruppi di ricercatori provenienti dalle università e dai centri di ricerca pubblici della regione. Ma ci sarà anche musica, teatro, recital e conferenze-spettacolo, per fare della “notte bianca della scienza” una festa per tutta la città.

La notte dei ricercatori è un appuntamento europeo, realizzato sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica e con il patrocinio della Regione, a cui l’Emilia-Romagna partecipa per la prima volta grazie ad Aster e in partnership con le Università di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio, Parma, e all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.
La manifestazione si svilupperà oltre che a Bologna, anche a Cesena, Faenza, Ferrara, Modena, Parma, Ravenna e Reggio Emilia. Progettazione di costruzioni resistenti ai terremoti, sistemi automatici per il riconoscimento delle persone, terapia genica per guarire dalla talassemia o nuove prospettive per la cura del Morbo di Parkinson. Ma anche metodi per misurare il proprio livello di “benessere psicologico”, lezioni sui crimini storici irrisolti delle città emiliano-romagnole. Fino a interessanti indagini bioarcheologiche per capire cosa mangiavano i nostri antenati e all’analisi delle proprietà grafico-molecolari degli alimenti. O addirittura, la possibilità di assistere all’analisi cromatografica di uno spinacio. In vetrina, nelle città di tutta la regione ci sarà tutto questo e tanto altro, per valorizzare lo straordinario patrimonio della ricerca emiliano-romagnola, capace di realizzare innovazioni fondamentali per il futuro del tessuto produttivo e per la vita di ognuno.
Ma sarà anche l’occasione per fare il punto sui risultati dell’ampio programma per la ricerca e l’innovazione che l’Emilia-Romagna ha portato avanti negli ultimi sei anni. Del resto, parlare di ricerca in questo territorio significa parlare del lavoro di oltre mille ricercatori impegnati nei laboratori, nei centri per l’innovazione della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna e nelle aziende come personale dei laboratori. Una grande squadra di talenti che opera in ambiti decisivi per lo sviluppo e l’innovazione: scienze della vita e salute; ambiente, energia e sviluppo sostenibile; alta tecnologia meccanica; agroalimentare; edilizia e materiali per la costruzione; innovazione organizzativa. Queste le filiere di riferimento, in cui il lavoro dei ricercatori si fa impresa, traducendosi in risultati concreti al servizio dell’intero mondo produttivo emiliano-romagnolo.
Tra il 2004 e il 2007, prima fase del Programma regionale per la ricerca industriale, l’innovazione e il trasferimento tecnologico, le “officine della ricerca” del territorio hanno prodotto 115 nuovi prototipi innovativi, 20 brevetti, 239 collaborazioni con le imprese, oltre 500 studi e ricerche e 10 spin-off, per favorire una ricaduta aziendale e produttiva alle idee nate nel contesto della ricerca tecnologica universitaria.
La notte dei ricercatori sarà dunque un modo per conoscere questa grande macchina di cervelli che risponde alle necessità di innovazione dell’industria, e che lavora con l’obiettivo di fare dell’Emilia-Romagna una regione leader a livello europeo nella ricerca industriale pubblica e privata, sul modello delle migliori esperienze europee.
. LA NOTTE DEI RICERCATORI: www.nottedeiricercatori.it
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Set 14

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Nella nostra vita d’ogni giorno, per quanto la nostra mente non lo avverta direttamente, ci misuriamo costantemente con la gravità. Il semplice fatto di restare in continuo contatto con la superficie terrestre - e non rimanere sospesi a mezz’aria - o che un oggetto che ci scivola dalle mani cade inevitabilmente a terra sono chiari esempi della nostra convivenza quotidiana con questa forza naturale. La percezione che abbiamo è, quindi, quella di un fenomeno puramente attrattivo e mai repulsivo, un qualcosa che solamente può tirare e mai respingere.

Sin dai tempi più antichi la gravità è stata probabilmente, tra le quattro interazioni fondamentali (gravità, forza debole, forza nucleare forte, elettromagnetica), quella che ha avuto più influenza sulla vita dell’uomo e la prima a essere studiata. Sebbene Galileo Galilei fu chi riuscì a determinare il valore dell’accelerazione di gravità (la grandezza che regola il moto dei corpi che cadono verso il centro della Terra), viene riconosciuto a sir Isaac Newton il merito di aver spiegato in modo rigoroso cos’è la gravità.

Nei suoi Philosophiae Naturalis Principia Mathematica, pubblicati nel 1687, fornì espressioni matematiche capaci di descrivere con precisione il movimento degli oggetti in un campo gravitazionale, ovvero in una regione dello spazio dominata da una sorgente di forza gravitazionale. Secondo la teoria newtoniana lo spazio (3-dimensionale) e il tempo (1-dimensionale) vengono concepiti come due entità separate ma comunque continue e assolute, vale a dire identiche per qualsiasi osservatore. Inoltre, grazie ai Principia, il fisico inglese non solo riuscì a spiegare perché le mele mature cadono dal proprio albero al suolo ma, formulando la Legge di Gravitazione Universale, illustrò anche come i pianeti si muovono attorno al Sole su orbite ellittiche complanari.

Nonostante queste idee rappresentassero una vera e propria rivoluzione non solo scientifica ma anche filosofica (e quindi sociale) per l’epoca, solo più tardi ci si accorse che il trattato newtoniano non era in grado di spiegare come mai, per esempio, l’orbita di Mercurio subisce una precessione graduale in corrispondenza del perielio (punto della sua orbita più prossimo al Sole). Quest’anomalia - effetto delle interazioni tra il pianeta e la stella - fu spiegata solo agli inizi del secolo scorso dalle teorie introdotte da Albert Einstein, nelle quali i concetti newtoniani di spazio e tempo venivano sostituiti da altri nuovi concordi sia con la scienza teorica che con quella sperimentale. Questi cambi riguardavano la meccanica e la teoria classica delle forze e, in particolare, la gravità. Elaborando la Relatività Generale, infatti, il fisico tedesco riuscì a unificare lo spazio e il tempo in un continuo 4-dimensionale senza la necessità di considerarli come due entità separate. Pubblicata nel 1916, la celeberrima teoria afferma che la gravità è la proprietà geometrica dello spazio (e del tempo) di curvarsi attorno a qualsiasi oggetto dotato di massa o che sia fonte di energia. Secondo questa visione, di conseguenza, energia e massa diventano concetti equivalenti, ed entrambi sono capaci di “piegare” lo spazio-tempo. Questo significa che se un astro emette fotoni che attraversano un oggetto massiccio come il Sole, quest’ultimo è in grado di modificare il loro percorso mentre in assenza di gravità/materia queste particelle seguirebbero traiettorie rette.
Tuttavia, sebbene formulate più di quattro secoli fa, le teorie newtoniane vengono ancora oggi considerate valide per spiegare la maggior parte dei fenomeni fisici sia terrestri che cosmici. Da un punto di vista astronomico, ugualmente, la Relatività Generale non solo è in grado di spiegare la precessione dell’orbita di Mercurio ma, negli anni, ha anche reso comprensibile un gran numero di altri fenomeni inspiegabili in altro modo.

Einstein, in definitiva, concepiva la gravità non come una forza bensì come manifestazione della deformazione dello spazio-tempo, il quale viene generato dalla presenza di una massa: quanto maggiore è la sua densità tanto più grande sarà la distorsione dello spazio-tempo. Citando la famosa frase del fisico teorico John Wheeler potremmo riassumere questi concetti dicendo che “la materia dice allo spazio-tempo come curvarsi mentre lo spazio-tempo dice alla materia come deve muoversi”.
Per semplificare e dare un’idea di come Einstein “vedeva” la gravità potremmo considerare lo spazio-tempo come una tela elastica infinita. Se collochiamo su di essa un oggetto con una certa massa, osserveremo un avvallamento o curvatura del tessuto. Analogamente se supponiamo che l’oggetto si muove con un moto regolare (vibratorio, rotazionale, ecc.), allora il suo movimento provocherà deboli increspature che si propagheranno lungo tutto il lenzuolo: le cosiddette onde gravitazionali. Tali oscillazioni, descritte anche come “rughe dello spazio-tempo”, vengono pertanto emesse come radiazione gravitazionale che - come l’elettromagnetica - viaggia alla velocità della luce.

Dato che molti degli scenari astrofisici vengono considerati come perfetti laboratori per verificare le teorie che abbracciano le diverse aree della fisica (reazioni termonucleari, dinamica dei fluidi, teoria quantica, ecc.), l’Universo è considerato come un banco di prova ottimale per accertare anche l’esistenza della radiazione gravitazionale. I buchi neri supermassicci (con masse di milioni di masse solari), ad esempio, sono considerati potenziali candidati da cui potrebbe arrivare questa informazione. Poiché non emettono direttamente radiazione elettromagnetica, poter riuscire a individuare la loro emissione gravitazionale sarebbe l’unico modo per studiare direttamente questi oggetti stellari. A livello galattico, invece, sappiamo che la Via Lattea contiene qualcosa come 1011 stelle, la metà delle quali legate da un punto di vista gravitazionale almeno a un altro corpo celeste. Tra queste, le coppie di stelle formate da nane bianche, stelle di neutroni o buchi neri - gli abitanti più vecchi del Cosmo - sono ritenute sorgenti importanti di onde gravitazionali.

Anche se al giorno d’oggi non sia ancora stata rilevata nessuna di esse, proprio lo studio di un sistema con queste caratteristiche ha fatto registrare la prima evidenza indiretta della loro esistenza. Joseph Taylor e Russell Hulse nel 1993 ottennero il riconoscimento del Premio Nobel per la Fisica per i lavori realizzati su PSR 1913+16, un sistema binario formato da due stelle di neutroni di cui una è in rapida rotazione attorno al proprio asse (una pulsar). La variazione periodica osservata nel ritmo di pulsazione di quest’ultima farebbe pensare a una precessione della sua orbita di quattro gradi ogni anno, conseguenza della perdita di energia per emissione di onde gravitazionali.

Per definizione, un’onda è una perturbazione che si propaga attraverso lo spazio trasportando energia. Matematicamente parlando, l’onda più semplice da descrivere è quella sinusoidale (con forma della funzione seno), caratterizzata da una velocità di propagazione, un periodo (o tempo necessario affinché un ciclo completo di oscillazione venga completato), la frequenza (l’inverso del periodo) e la lunghezza d’onda (lo spazio percorso dall’onda in un intervallo di tempo pari al suo periodo) e l’ampiezza dell’oscillazione dell’onda.
Nel caso delle onde gravitazionali le cose si complicano un pò. Senza entrare troppo nei particolari, supponiamo di avere un corpo di massa m a distanza d dall’osservatore e che si muove a velocità v; l’ampiezza di un’onda gravitazionale hij può essere approssimata dall’equazione che definisce la variazione dello spazio-tempo:

hij ≈ ε*(G*m/d*c2)

con ε = v/c2 (c2 il quadrato della velocità della luce, 300.000 km/s) e G la costante di gravitazione universale . Per dare un esempio numerico, l’ampiezza dell’onda generata da una stella di neutroni situata nell’ammassi di galassie della Vergine è dell’ordine di (G*m/d*c2) ≈ 10-21. Questo valore microscopico rappresenta il problema principale che finora ha impedito l’indagine diretta delle onde gravitazionali dal momento che la perturbazione provocata dal suo passaggio è estremamente debole e, pertanto, difficile da misurare. Attualmente diversi osservatori sparsi su tutta la superficie terrestre (VIRGO, LIGO, GEO, TAMA, AURIGA, NAUTILUS, ALEGRO ed EXPLORER) si dedicano esclusivamente alla ricerca di possibili radiazioni gravitazionali, ma il loro studio presuppone un altissimo livello di precisione e sensibilità che non è ancora stato raggiunto dalle tecnologie moderne.

D’altra parte, anche l’analisi dei fenomeni violenti ed esplosivi dell’Universo potrebbe aiutare la ricerca di questa radiazione. Le supernove, ad esempio, benché complicate da un punto di vista della descrizione teorica in termini di leggi conosciute della fisica, possono emettere (per un tempo molto breve) onde di questo tipo durante un’esplosione. Eppure, se c’è uno scenario privilegiato dagli esperti per la produzione di onde gravitazionali questo è sicuramente il Big Bang. Sappiamo che, dopo più di 13 miliardi di anni dalla Grande Esplosione, una parte della radiazione globale emessa è ancora diffusa nello spazio intergalattico sottoforma di un fondo cosmico di microonde (Cosmic Microwave Background, o CMB nella sua sigla in inglese). Tuttavia, se il suo studio ci permette di “andare indietro nel tempo” fino ai suoi primi 300.000 anni di vita, il fondo di onde gravitazionali primordiali (Relic Gravitational Waves o RGW) potrebbe rivelare cosa successe dopo 10-24 secondi dalla nascita dell’Universo fino ai giorni nostri.

E proprio qualche settimana fa uno studio pubblicato sulla rivista Nature da una forte collaborazione internazionale (nella quale l’Italia ha un ruolo di spicco) annunciava aver rilevato, per la prima volta, il profilo delle onde gravitazionali generate dal primo minuto di vita dell’universo. “Sincronizzando” le antenne interferometriche dell’italiano Virgo, che si trova a Cascina (Pisa), e di quello statunitense Ligo gli scienziati ritengono di aver “ascoltato” l’eco di una sovrapposizione di diverse onde che governarono il comportamento dell’Universo durante il primo minuto dopo il Big Bang.

E’ facile intendere quindi che, se l’esistenza dell’ultima predizione della teoria di Einstein venisse finalmente verificata, l’astronomia delle onde gravitazionali non solo getterebbe le basi per la nascita di una nuova disciplina scientifica - la cosmologia gravitazionale - ma fornirebbe una visione completamente inedita del Cosmo..

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