In Cina si prospetta per la FIAT una dura battaglia legale.
E’ il secondo round di un contenzioso iniziato nel 2007, quando fu invece la FIAT a citare in giudizio la società cinese Great Wall Motors, per aver copiato una della sue vetture di punta: la Panda.
Ora la situazione sembra essersi capovolta.
Il portavoce della Great Wall, Shang Yugui, ha infatti dichiarato ieri di come la casa automobilistica cinese abbia presentato presso il tribunale di Shijiazhuang, una causa contro la FIAT.
La Great Wall, con sede a Shijiazhuang nello Hebei, intende citare in giudizio la FIAT, per “sottrazione di segreti commerciali”.
Secondo i cinesi, l’azienda italiana avrebbe infatti inviato al suo centro di ingegneria, delle spie, che avrebbero sottratto in maniera illegale le immagini della PERI, l’utilitaria che era ancora in fase di sviluppo e comunque prima della sua uscita avvenuta nel 2007.
La querelle ha inizio due anni fa, quando un tribunale Italiano stabilì che la PERI della Great Wall, “assomigliasse” alla Fiat Panda, vietandone così la vendita in Europa.
La FIAT cercò l’anno successivo di presentare uguale istanza anche al tribunale cinese di Shijiazhuang, ma in questo caso tale richiesta fu respinta.
Ora per la FIAT la questione rischia di ingrossarsi, visto che uno degli avvocati della Great Wall, Liu Hongkai, ha affermato come nella denuncia ci siano anche le prove che dimostrano come “la Fiat abbia illegalmente visitato il centro di ingegneria della Great Wall nel 2007 e sottratto informazioni riservate sulla PERI.”
I legali della Great Wall si spingono oltre, affermando come “possono essere stati sottratti anche altre importanti ricerche e sviluppi segreti”,facendo così balenare possibili ulteriori sviluppi della questione.
Fin d’ora la causa intentata appare del tutto originale, visto che Great Wall si accinge a richiedere dalla FIAT le “pubbliche scuse” oltre ad una simbolica richiesta danni di 100.000 yuan (US $ 14,649).
Nel frattempo la Fiat, in una dichiarazione ufficiale, ha ieri negato le accuse addebitate.
Ora si tratta di vedere come si svilupperà questa causa che comunque dimostra il cambiamento dell’approccio industriale cinese, oltre evidenziare l’esistenza di una crescente “guerra commerciale” tra i produttori automobilistici cinesi ed occidentali sui mercati internazionali.
La novità vera è che il nocciolo di questa nuova guerra commerciale non ruoterà sui dazi antidumping, come per alti mercati, ma bensì attorno al rispetto dei diritti di proprietà intellettuali.
Fino ad ora erano stati solo alcuni costruttori cinesi ad essere stati accusati per tutta una serie di violazioni, come l’ormai mitico caso della Shuanghuan Automobile Co, rea di aver creato il “clone” della BMW X5 SUV.
In questo caso e per la prima volta, è un’azienda occidentale che viene pubblicamente accusata dai cinesi di plagio ed appropriazione di segreti industriali.
La questione che si troverà ad affrontare il tribunale di Shijiazhuang non è quindi solo il torto subito dalla Great Wall, ma anche la volontà cinese, Great Wall in testa, di dimostrare come sia finita l’epoca della Cina quale nazione produttrice per conto terzi, mentre sia iniziata l’era della Cina che produce ed esporta proprie produzioni originali e che le protegge.
In questo mutato scenario, la causa intentata dalla Great Wall alla FIAT ha quindi un valore enorme e rischia di fare scuola.
I cinesi hanno infatti l’impressione che attraverso la questione dei diritti di proprietà intellettuale, i produttori occidentali cerchino di impedire l’ingresso dei modelli cinesi nei loro mercati interni, modelli caratterizzati tra l’altro dai prezzi fortemente competitivi.
Il caso della PERI e della sua invendibilità a livello Europeo ne sarebbe la prova lampante.
Quindi potrà far sorridere, ma la richiesta di “scuse pubbliche” richiesta dalla Great Wall ha un valore ben superiore a qualsiasi compensazione che si possa richiedere.
Una sentenza positiva per la Great Wall, potrebbe infatti essere l’anticamera per una successiva richiesta, in sede europea, di revisione del procedimento che ha impedito alla Great Wall di “attaccare” il mercato delle utilitarie europee, una fascia di mercato dalle potenzialità enormi, ma per contro, anche l’ancora di salvezza per molte case automobilistiche europee, FIAT in testa.
Comunque sia, è il segno evidente di come i tempi siano profondamente cambiati e di come d’ora in avanti il “Made in China” automobilistico intenda conquistarsi, anche attraverso le aule dei tribunali, nuove consistenti quote sui mercati occidentali.
fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

In Cina il tema del sesso è ancora in una fase, per così dire “embrionale”, traducibile dalle nostre parti: un tabù.
Nonostante nessuno dei passeggeri avesse comunque evidenziato alcuna anomalia, passeggeri e membri di equipaggio, sono stati poi accompagnati attraverso un corridoio appositamente predisposto, verso i relativi controlli di polizia e sdoganamento.
Quindi da ieri, tutti gli ospedali della città hanno ricevuto l’ordine di controllare in maniera particolare il decorso di chi presenta sintomi anomali e febbre superiore ai 38.5 gradi. Saranno comunque isolati anche pazienti con sintomi simil – influenzali e i controlli saranno estesi anche a tutti coloro che possono essere entrati in contatto con il paziente di recente.
Ma mentre i cinesi stanno controllando e cercando di evitare l’ingresso della influenza suina nel paese, è crescente il fenomeno dei turisti cinesi che annullano i propri viaggi in Messico, Usa e anche Europa, non essendo ancora chiaro l’evolversi della situazione e i rischi reali di contagi in quelle zone.
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“

Una volta approdati in questo angolo d’Italia,
Ma quale “offerta” Olbia ha portato in mostra a Shanghai?
Quale è il target di turista cinese cui si rivolge l’offerta di Olbia?
“Finalmente la regione potrà tornerà a volare presto, avendo dopo le nuove elezioni, ritrovato una dimensione unitaria e nuovi entusiasmi, dopo i “troppi personalismi” dell’era Soru che aveva illuso la maggioranza dei Sardi ma che è miseramente franato davanti alla verifica dei fatti successivi.”
malità ed abitudine, gli ho mostrato il per me naturale “segno della croce!!”




E in America è partita la OLA e chissa in quanti, sapendo della suscettibilità inglese in materia di protocolli, abbiano interpretato ciò come la prova che il periodo della “Grande Inghilterra” sia da tempo bello che sepolto, prendendosi così una bella rivincita sui mai troppo amati “cugini”.
l Nucleare è infatti considerabile anch’esso “verde”, nel senso che la ricerca cinese sta inseguendo la fusione termonucleare, d



La Cina ha infatti annunciato un pacchetto di 4 trilioni di Yuan ( 585 miliardi di dollari) quale stimolo del mercato interno. Di questi, 1,18 trilioni di Yuan, precisa Wen, sono investimenti governativi che saranno usati su quattro direttrici principali: “
Nei prossimi tre anni, altri
Allo stato attuale, Wen ha quindi precisato come l
Una battuta Wen se l’è poi concessa alla domanda che riguardava Taiwan, augurandosi entro il compimento dei suoi 67 anni (ora ne ha 66), di poter fare una lunga passeggiata sull’isola.
Per finire, su una domanda del giornalista del Sud Africa, per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, Wen ha sottolineato come 



Rispondendo poi ad una domanda che evidenziava come la crisi stesse aiutando un cambio di equilibrio dei poteri, avvantaggiando la Cina, Yang Jeichi ha sottolineato come “
successo della prossima conferenza di Copenaghen, sottolineando che “














