Ott 30

CON LE COSE che non sapevo ci si potrebbe riempire il mare, se mai dovesse svuotarsi all’improvviso. Il problema con Internet è che ti dà la sensazione che siano cambiate le proporzioni, e di cose te ne avanzino a malapena per riempire un laghetto. Ovviamente non è vero, si tratta solo di un’illusione, simile a quella malefica dell’orizzonte causato dalla curvatura terrestre, che ci ha fatto credere a lungo che la Terra fosse piatta, retta da quattro colossali elefanti in piedi sul guscio di una galattica tartaruga che nuota nello spazio e si chiama A’Tuin (sorry).

Per dire, non lo sapevo che Linda Ronstadt, di cui parlavo qui tra gli altri, avesse fatto anche una copertina di Rolling Stone. Di quello vero, intendo, quello che lo facevano in America negli anni Settanta, non quello che c’era con Ligabue, il rocker maledetto della via Emilia, e con il Morgan. il pirla di X-Factor.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale





Ott 30

Sui Diritti d’Autore e il rispetto della Proprietà Intellettuale sembra che sia in corso una vera e propria guerra 2.0 globale, un nuovo tipo di conflittualità che sempre più spesso finisce per esondare ed interessare i rapporti tra Stati, come mai prima nella storia.

 

Così accade che Google sia stata prima accusata di aver copiato e pubblicato senza permesso nella propria libreria digitale Google Libri, migliaia di testi di scrittori cinesi e poi a stretto giro, sia stata accusata di censurare la stessa libreria digitale sul mercato cinese.

 

Una diatriba che si sta consumando da giorni sulle colonne del People’s Daily, il giornale governativo cinese, dove nei giorni scorsi era stata riportata la denuncia di Zhang Hongbo, direttore generale della CWWCS (China Written Works Copyright Society), secondo cui “le infrazioni compiute da Google, in materia di diritti d’autore, sono molto gravi.”

 

E alle accuse scritte erano immediatamente seguiti anche i fatti che sotto forma di pressioni da parte dei dipartimenti governativi cinesi sul governo Usa, tra cui il National Copyright  Administration, hanno portato alla ufficiale richiesta cinese di gestire adeguatamente la situazione che si era venuta a creare.

 

La questione apparentemente sembra ruotare attorno a qualcosa come 18.000 libri ed oltre 570 autori cinesi e la violazione dei diritti d’autore connessi con tali opere.

 

Ma per i cinesi il problema non sembra essere solo questo.

 

Infatti sono fortemente irritati dal comportamento fin qui tenuto da Google, di totale silenzio, in quella che sembra essere una precisa strategia che intende attendere la conclusione dell’accordo stragiudiziale in via di definizione tra Google e due organizzazioni americane per la tutele dei Copyright.

 

L’accordo è collegato ad una causa collettiva in discussione in un tribunale statunitense, proprio per violazione del copyright da parte di Google Libri.

 

A preoccupare i cinesi sembra essere proprio questo accordo che Google starebbe per sottoscrivere e che nella sostanza prevede che gli autori che accetteranno la scannerizzazione potrebbero ricevere 60 dollari per singolo titolo, quale compensazione, a cui si aggiungerebbe anche il 63% sugli introiti che saranno ricavati dai lettori che pagheranno per leggere questi testi, in un accesso a pagamento gestito da Google.

 

Il punto focale dell’accordo è che gli autori che non intenderanno dare a Google il diritto alla digitalizzazione dei propri libri, potranno fare appello entro il 5 gennaio 2010, mentre tutte le autorizzazioni a Google dovranno essere fornite dagli autori stessi entro il 5 giugno 2010.

 

Bene, quest’accordo, che nell’idea di Google di fatto consentirebbe anche agli scrittori cinesi di potersi associare, richiedendo così un risarcimento per le eventuali violazioni da loro subite, secondo Zhang della CWWCS, “non è assolutamente accettabile”.

 

"Prima di tutto perché Google ha violato il copyright degli scrittori cinesi. Così come non ha alcun senso fissare un termine per gli  scrittori cinesi entro il quale poter  proteggere i propri  interessi.”

 

"In secondo luogo, Google dovrebbe mostrare un atteggiamento più costruttivo ed oltre ad ammettere la violazione,  negoziare con gli autori cinesi in maniera più trasparente”.

 

Tutto ciò sembra assumere rilevanza anche nei rapporti tra Usa e Cina, visto che Zhang ha continuato affermando come “gli Stati Uniti spesso criticano l’inefficienza della Cina sul tema della tutela della proprietà intellettuale  Ma gli Stati Uniti vedono cosa sta facendo la loro azienda in Cina? Molti dei nostri scrittori sono infuriati",           

 

La protesta degli autori cinesi contro l’uso indiscriminato dei contenuti pubblicati su Google Libri sta quindi montando.

 

Anche Zhang Kangkang, un’importante scrittore ma soprattutto il vice-presidente dell’Associazione degli scrittori cinesi ed uno degli autori pubblicati da Google, si è infatti detto "sorpreso" ed "arrabbiato" per la violazione dei copyright da parte di Google..

 

"Quello che si sta definendo è un accordo a senso unico, per tentare di acquisire i diritti connessi, senza anche il permesso dell’autore. E’ infatti da considerarsi illegale che qualcuno possa sfruttare il lavoro degli scrittori, in nome della condivisione delle conoscenze", ha sottolineato Zhang.

 

Sulla eventuale proposta di “compensazione” che Google sta predisponendo con l’accordo in discussione negli Stati Uniti, Chen Cun, un altro noto scrittore cinese che vive a Shanghai, ha le idee chiare: "Google sogna ad occhi aperti se realmente intende comprare i miei diritti d’autore per 60 dollari”.

 

"Il prezzo dovrebbe essere fissato attraverso una negoziazione tra le parti. Non è possibile pensare che sia una trattativa seria se possano acquistare un oggetto dove esiste di fatto solo la loro offerta."

 

Quale ciliegina sulla torta della contestazione nei giorni scorsi è successo qualcosa che ha ulteriormente scaldato gli animi cinesi, in quella che è stata interpretata come una vera e propria deliberata provocazione da parte di Google.

 

Cercando infatti di fare ricerche su Google Libri, in Cina per tre giorni i risultati portavano tutti ad una pagina che avvisava gli utenti che il sito poteva contenere software dannoso. Le stesse ricerche effettuate con altri motori di ricerca, tra cui il notissimo Baidu, non arrivavano alle stesse “conclusioni”.

 

A stretto giro e sempre attraverso il Giornale Governativo People’s Daily è quindi arrivata l’accusa a Google, quella di averne “maliziosamente” bloccato l’accesso, attivando così una sorta di censura ai danni degli utenti cinesi, quale evidente ritorsione alle proteste sulla Proprietà intellettuali violate nei confronti degli autori cinesi pubblicati su Google Libri.

 

Google in questo caso ha immediatamente replicato, con una nota ufficiale nella quale ha dichiarato come “tutto ciò è  connesso ad una segnalazione automatica di un software che non prevede alcun intervento specifico da parte di Google.”

 

Sarà, comunque i cinesi, non sembrano proprio fidarsi di Google e temono al contrario di trovarsi con i giochi fatti dopo che la società americana avrà firmato l’accordo stragiudiziale che rischia di lasciare fuori i cinesi ma anche tutti gli autori in giro per il mondo che non rispetteranno gli stretti tempi previsti.

 

Una cosa è certa: Google rischia ora di aver trovato nei cinesi un ulteriore “nemico” che va ad aggiungersi agli agguerriti editori Europei, ed Americani, fatto che potrebbe complicare non poco la missione che si è prefissata di creare la “Biblioteca Mondiale Digitale”, progetto che al contrario, rischia in futuro di portarla sempre più  spesso a doversi difendere dai continui attacchi sulle diverse violazioni commesse nei diversi tribunali in giro per il mondo. 

 

Anche questo è Web 2.0.

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 30

In Cina si prospetta per la FIAT una dura battaglia legale.

E’ il secondo round di un contenzioso iniziato nel 2007, quando fu invece la FIAT a citare in giudizio la società cinese Great Wall Motors, per aver copiato una della sue vetture di punta: la Panda.

Ora la situazione sembra essersi capovolta.

Il portavoce della Great Wall, Shang Yugui, ha infatti dichiarato ieri di come la casa automobilistica cinese abbia presentato presso il tribunale di Shijiazhuang, una causa contro la FIAT.

La Great Wall, con sede a Shijiazhuang nello Hebei, intende citare in giudizio la FIAT, per “sottrazione di segreti commerciali”.

Secondo i cinesi, l’azienda italiana avrebbe infatti inviato al suo centro di ingegneria, delle spie, che avrebbero sottratto in maniera illegale le immagini della PERI, l’utilitaria che era ancora in fase di sviluppo e comunque prima della sua uscita avvenuta nel 2007.

La querelle ha inizio due anni fa, quando un tribunale Italiano stabilì che la PERI della Great Wall, “assomigliasse” alla Fiat Panda, vietandone così la vendita in Europa.

La FIAT cercò l’anno successivo di presentare uguale istanza anche al tribunale cinese di Shijiazhuang, ma in questo caso tale richiesta fu respinta.

Ora per la FIAT la questione rischia di ingrossarsi, visto che uno degli avvocati della Great Wall, Liu Hongkai, ha affermato come nella denuncia ci siano anche le prove che dimostrano come “la Fiat abbia illegalmente visitato il centro di ingegneria della Great Wall nel 2007 e sottratto informazioni riservate sulla PERI.”

I legali della Great Wall si spingono oltre, affermando come “possono essere stati sottratti anche altre importanti ricerche e sviluppi segreti”,facendo così balenare possibili ulteriori sviluppi della questione.

Fin d’ora la causa intentata appare del tutto originale, visto che Great Wall si accinge a richiedere dalla FIAT le “pubbliche scuse” oltre ad una simbolica richiesta danni di 100.000 yuan (US $ 14,649).

Nel frattempo la Fiat, in una dichiarazione ufficiale, ha ieri negato le accuse addebitate.

Ora si tratta di vedere come si svilupperà questa causa che comunque dimostra il cambiamento dell’approccio industriale cinese, oltre evidenziare l’esistenza di una crescente “guerra commerciale” tra i produttori automobilistici cinesi ed occidentali sui mercati internazionali.

La novità vera è che il nocciolo di questa nuova guerra commerciale non ruoterà sui dazi antidumping, come per alti mercati, ma bensì attorno al rispetto dei diritti di proprietà intellettuali.

Fino ad ora erano stati solo alcuni costruttori cinesi ad essere stati accusati per tutta una serie di violazioni, come l’ormai mitico caso della Shuanghuan Automobile Co, rea di aver creato il “clone” della BMW X5 SUV.

In questo caso e per la prima volta, è un’azienda occidentale che viene pubblicamente accusata dai cinesi di plagio ed appropriazione di segreti industriali.

La questione che si troverà ad affrontare il tribunale di Shijiazhuang non è quindi solo il torto subito dalla Great Wall, ma anche la volontà cinese, Great Wall in testa, di dimostrare come sia finita l’epoca della Cina quale nazione produttrice per conto terzi, mentre sia iniziata l’era della Cina che produce ed esporta proprie produzioni originali e che le protegge.

In questo mutato scenario, la causa intentata dalla Great Wall alla FIAT ha quindi un valore enorme e rischia di fare scuola.

I cinesi hanno infatti l’impressione che attraverso la questione dei diritti di proprietà intellettuale, i produttori occidentali cerchino di impedire l’ingresso dei modelli cinesi nei loro mercati interni, modelli caratterizzati tra l’altro dai prezzi fortemente competitivi.

Il caso della PERI e della sua invendibilità a livello Europeo ne sarebbe la prova lampante.

Quindi potrà far sorridere, ma la richiesta di “scuse pubbliche” richiesta dalla Great Wall ha un valore ben superiore a qualsiasi compensazione che si possa richiedere.

Una sentenza positiva per la Great Wall, potrebbe infatti essere l’anticamera per una successiva richiesta, in sede europea, di revisione del procedimento che ha impedito alla Great Wall di “attaccare” il mercato delle utilitarie europee, una fascia di mercato dalle potenzialità enormi, ma per contro, anche l’ancora di salvezza per molte case automobilistiche europee, FIAT in testa.

Comunque sia, è il segno evidente di come i tempi siano profondamente cambiati e di come d’ora in avanti il “Made in China” automobilistico intenda conquistarsi, anche attraverso le aule dei tribunali, nuove consistenti quote sui mercati occidentali.

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 30

Il 25 Novembre è la data internazionale contro la violenza maschile sulle donne. Dal 2007 noi donne, ragazze, femministe e lesbiche scendiamo in piazza (tante e unite) per denunciare una cultura e una politica sessiste, violente e degradanti. Dal 2007 la rete Sommosse ha promosso analisi condivise e pratiche politiche sulla violenza di genere in tutte le sue forme.
L’assemblea bolognese, che ha riunito donne singole, di associazioni, collettivi femministi e lesbici, invita tutte all’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 31 OTTOBRE 2009 in vista della
MANIFESTAZIONE NAZIONALE organizzata dalle donne e indipendente dai partiti. La violenza maschile su donne e lesbiche ha molte facce.
Sentiamo la necessità di tornare in Piazza:

- ricordando che la maggior parte delle violenze avviene in famiglia
- combattendo una basilare, ma non scontata, battaglia per l’inviolabilità del corpo e la difesa dell’integrità psicofisica
- denunciando l’uso politico del corpo delle donne e la rappresentazione degradante
- rifiutando un razzismo incalzante che prende la forma di sequestri e torture dentro i C.I.E.- Centri di Accoglienza ed Espulsione - (sopratutto per le donne) e di leggi razziste
- indignandoci perché a 30 anni da “Processo per stupro” siamo ancora noi le reali imputate delle violenze che su di noi vengono agite (vedi i processi di Montalto di Castro, Bologna ecc.ecc.)
- individuando la violenza verso le lesbiche non solo come lesbofobia (fobia-paura) ma odio eterosessista verso soggetti che si sottraggono all’ eterosessualità obbligatoria
- vigilando affinché nuovi e vecchi fascismi, che sempre hanno perseguito un’idea di donna alle dipendenze della specie, non si diffondano azzerando memoria e libertà
- contro il diffondersi di una cultura sempre più violenta e machista che si accanisce contro chiunque che non si adegui al suo modello di normalità, come omosessuali, lesbiche, trans…
- rifiutando la logica della paura e dicendo no tanto agli stupratori quanto alle ronde dei giustizieri.
- dicendo stop al Femminicidio
- riaffermandoci come “Indecorose e libere”, sia per una questione di riconoscibilità e continuità ma anche per il contenuto dello slogan, di una certa attualità dato che nelle motivazioni della recente sentenza si sostiene che mettendosi in certa situazione poco decorosa una donna rinuncerebbe implicitamente alla propria incolumità.

Invitiamo tutte all’assemblea nazionale del 31/10/2009
al Centro di ricerca e iniziativa delle donne
in Via del Piombo 5 a Bologna
Dalle 10.00 alle 18.00

Per la costruzione condivisa di una manifestazione nazionale efficace. Consapevoli della regressione politica e sociale che in Italia viviamo, noi donne femministe e lesbiche crediamo che l’assemblea nazionale potrà rappresentare un luogo di confronto sulla piattaforma, sull’organizzazione della manifestazione, che, a partire dal lavoro della rete Sommosse e nella prospettiva di coinvolga tante tante donne. INVITIAMO TUTTE LE COMPAGNE CHE NON POTRANNO PARTECIPARE A FARCI PERVENIRE CONTRIBUTI IN FORMA SCRITTA, SINTETICI POSSIBILMENTE.

Contatti:
Barbara 3381057693
Claudia 3407908309 maragridaforte@inventati.org
http://www.torniamoinpiazza.it/
>>Contro la violenza maschile sulle donne, per la libertà di scelta sessuale e di identità di genere. Per la civiltà della relazione tra i sessi. Per una informazione libera e non sessista. Contro lo sfruttamento del corpo delle donne a fini politici ed economici. Per una responsabilità condivisa di uomini e donne verso bambine/i, anziane/i e malate/i, nel privato come nel pubblico. Contro ogni forma di discriminazione e razzismo, per una scuola che educhi alla convivenza civile tra i sessi e le culture diverse

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Ecco il report dell’assemblea bolognese per esteso: Ieri 26 ottobre ‘09 si è riunita l’Assemblea cittadina bolognese.
Erano presenti numerose singole e gruppi che pur essendo fortemente differenti fra loro, vogliono unitariamente rendere la manifestazione nazionale del 28 ottobre quanto più partecipata e condivisa.
Per questo desiderio, al di là delle perplessità di alcune sulle modalità fin qui adottate per la convocazione e la comunicazione con la stampa, si è concordato nella volontà di far convogliare la totalità delle energie nella preparazione della manifestazione stessa e di ospitare pertanto SABATO 31 OTTOBRE ‘09 l’assemblea nazionale qui a Bologna.
Innanzitutto siamo state concordi nell’individuare come prime referenti le compagne con le quali abbiamo condiviso sin dalla 1° manifestazione del 2007 un percorso che è proseguito con la rete Sommosse per non trovarci ogni volta ad azzerare il lavoro fatto, ma siamo ben contente di estendere l’invito a tutte coloro che vorranno unirsi a questo punto del viaggio.
Vogliamo ovviamente porre ancora e di nuovo al centro come tema comune, la questione della violenza maschile contro le donne e le lesbiche dato che di certo non può darsi per risolta.
Questione che può essere declinata e denunciata e in svariatissimi modi :
-ricordando che la maggior parte delle violenze avvengono in famiglia
-combattendo una elementare ma non scontata battaglia per l’inviolabilità del corpo e la difesa dell’integrità psicofisica
-ribellandoci contro questo mondo di maschi violenti, portatori di cultura e politica dello stupro!!!
-denunciando l’uso politico del corpo delle donne (con una riflessione sull’intreccio sesso-potere e denaro)
- rifiutando un razzismo incalzante che prende la forma di sequestri e torture dentro i C.I.E. (sopratutto per le donne) e di leggi razziste.
- indignandoci perché a 20 anni da “Processo per stupro” siamo ancora noi le reali imputate delle violenze che su di noi vengono agite (vedi Montalto di Castro, Bologna ecc.ecc.) e continuando pertanto, a presidiare i” tribunali patriarcali,” per non fare sentire sole, le donne che denunciano!!!
-individuando la violenza verso le lesbiche non solo come lesbofobia (fobia-paura) ma odio eterosessista verso soggetti che si sottraggono all’eterosessualità obbligatoria
-vigilando perché nuovi e vecchi fascismi che sempre hanno perseguito, un’idea di donna, alle dipendenze della specie, non si diffondano azzerando memoria e libertà
-Dicendo stop al Femminicidio
- No alla logica violenta tanto degli stupratori quanto delle ronde dei giustizieri. Per noi una strada è sicura quando è piena di donne. Rifiutiamo la logica della paura.
Queste alcune delle cose emerse tra noi.
Siamo certe che altre ne emergeranno e crediamo fortemente che l’Assemblea di Bologna con il contributo di tutte ed in continuità con il lavoro già fatto e le sintesi raggiunte anche nelle volte precedenti (vedi piattaforme politiche delle due passate manifestazioni), debba avere come obiettivo la stesura di una piattaforma politica condivisa.
Invitiamo tutte le compagne che non potranno partecipare (e sappiamo quanto possa essere difficile e dispendioso raggiungerci da varie parti, tipo sud, a farci pervenire contributi in forma scritta MA SINTETICI!
Cercheremo anche di attivare un collegamento Skype per chi volesse partecipare comodamente da casa
Tecnicamente non siamo molto organizzate per accogliervi con pranzi e leccornie; vi accompagneremo al bar più vicino
ma per chi volesse fermarsi la sera, abbiamo organizzato un aperitivo e festicciola “Witch party” annesso di rito guidato di collegamento alle antenate guerriere (la cui energia di certo ci serve) ed anche un letto per chi volesse dormire qui a Bo .

L’ assemblea si terrà dalle h.10 alle h.18 c\o il Centro di documentazione delle Donne in via del piombo n.5
E’ molto importante cercare di essere puntuali potremmo così fare una pausa di 45 minuti 1h. alle 13.30 per andare poi avanti fino
alle 18 dedicando magari l’ultima ora e mezzo alla stesura della piattaforma definitiva.
Invitiamo pertanto tutte a venire con interventi mirati alla costruzione di questa piattaforma ed a riprendere in mano i documenti comuni già prodotti affinché possano costituire la base comune su cui muoverci.
E’ molto importante per noi ricevere comunicazione di chi verrà .
Vi salutiamo vi aspettiamo sabato a Bologna
Numeri di riferimento: Barbara 3381057693 Claudia 3407908309 (disponibili per la mattina del 31 per coloro che dovessero smarrirsi)

Rete delle Donne di Bologna

fonte: retedelledonnedibologna.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 30

Titolo originale: id.
Nazione: Canada, Germania, Francia, USA
Anno: 2009
Genere: horror
Durata: 2h03m
Regia: Jaume Collet-Serra
Sceneggiatura: David Johnson
Fotografia: Jeff Cutter
Musiche: John Ottman
Cast: Vera Farmiga, Peter Sarsgaard, Isabelle Fuhrman, Jimmy Bennett, Aryana Engineer, CCH Pounder, Margo Martindale, Karel Roden, Rosemary Dunsmore, Lorry Ayers, Jamie Young, Genelle Williams,…

Clicca sul titolo dell’articolo per la visualizzare la versione completa.

fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 30

In questi giorni circolano “appelli” di vario contenuto, rivolti da alcuni magistrati al mondo politico-istituzionale, affinché sia maggiormente rispettata l’indipendenza della giurisdizione. Essi guardano alla indipendenza cd. “esterna”, quella cioè che preserva i magistrati da interferenze provenienti da poteri diversi dall’ordine giudiziario.

Riteniamo altrettanto allarmanti i segnali che il potere interno alla magistratura ha inviato ad alcuni magistrati impegnati in delicate e complesse inchieste, alcune delle quali riguardanti anche esponenti dello stesso ordine giudiziario.

Il troppo tempestivo allontanamento di alcuni magistrati dai loro compiti è apparso a molti come un’interferenza indebita sui processi in corso. E’ stata, cioè, messa in discussione l’indipendenza cd. “interna”, quella che permette al singolo magistrato di applicare la legge e di non subire condizionamenti, neppure se hanno origine all’interno del suo stesso ordine di appartenenza. Ecco il motivo di questo appello che è aperto alla sottoscrizione di tutti i frequentatori del blog. L’indipendenza del magistrato, infatti, è un bene intangibile del quale sono titolari tutti i cittadini, in nome dei quali la giustizia è amministrata.

La riforma della materia disciplinare, di recente introduzione, non ha mancato di sollevare perplessità e preoccupazioni sin dalle sue prime sperimentazioni pratiche.

In particolare, è apparso serio il rischio che il nuovo istituto delle misure cautelari disciplinari, applicabili all’esito di una procedura oltremodo sommaria, interferisca sui procedimenti giudiziari in corso provocando l’allontanamento del magistrato dalle sue funzioni, e quindi dal processo a lui affidato secondo criteri legali.

Il sindacato disciplinare dei provvedimenti giudiziari, esercitato con parametri piuttosto vaghi come quelli della “correttezza”, quando non della ”opportunità”, dagli esiti spesso difformi dai vagli giurisdizionali compiuti nelle sedi naturali, genera una sorta di “doppio binario” in virtù del quale l’atto giudiziario, immune da vizi in sede processuale, diviene - a torto o a ragione - patologico in quella disciplinare.

L’impiego del nuovo strumentario disciplinare, per come manifestatosi nelle sue prime attuazioni pratiche, mette in crisi il principio di soggezione del giudice alla legge e, attraverso il drastico esonero del magistrato dalle sue funzioni, anche quello del giudice naturale.

Un sistema che si fonda sulla competenza legalmente predeterminata dei magistrati, ai quali gli affari sono assegnati secondo rigorosi criteri oggettivi, così come non tollera la sottrazione del processo al suo magistrato, mal sopporta la sommaria sottrazione del magistrato al processo.

Del resto, l’accertamento della responsabilità disciplinare del magistrato non può e non deve ambire a prevenirne gli eventuali abusi in un singolo procedimento, evenienza alla quale l’ordinamento risponde adeguatamente sia con i controlli interni al processo, sia con la giurisdizione penale alla quale i magistrati sono soggetti come tutti gli altri cittadini, non essendo ammesse zone immuni dal controllo di legalità.

Di qui un appello affinché il ricorso alle misure cautelari ad opera degli Organi della Giustizia Disciplinare si conformi ai fondamentali principi regolatori della giurisdizione, in modo che nessuno possa ipotizzare che il suo corso naturale ne sia indebitamente influenzato.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 30

Proseguono su Gravità Zero le pubblicazioni delle relazioni della serata divulgativa “Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia”, organizzata in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia. Una serie di incontri divulgativi in cui esponenti di diverse discipline scientifiche spiegano al pubblico come la fisica, l’astronomia, la statistica, la chimica e la divulgazione scientifica si sono messe al servizio della conoscenza del cielo sopra di noi.
Dopo le relazioni di Guido Cossard, Claudio Pasqua, Walter Caputo e Walter Ferreri è la volta di Lorenzo Tei.

Dopo avere conseguito il Ph.D. in Chimica presso l’Università di Nottingham in Inghilterra, Lorenzo Tei, per la sua tesi di dottorato, ha ricevuto il premio Turner for Ph.D. thesis Excellence.
E’ ricercatore e docente in chimica organica alla Facoltà di Scienze di Alessandria dell’Università del Piemonte Orientale.
E’ autore di 44 pubblicazioni su riviste internazionali e di un brevetto.

Foto da sin: Walter Ferreri, Guido Cossard e Lorenzo Tei.

La sua relazione,La tavola periodica degli elementi tra Terra e spazio“, è stata presentata durante la serata organizzata dalle Associazioni ECO & ALADINO e grazie al supporto della CIRCOSCRIZIONE 4 della CITTÀ di TORINO.
View more documents from Gravità Zero - Divulgazione scientifica.

Foto, da sinistra:
Guido Cossard, Lorenzo Tei, Claudio Pasqua, Walter Ferreri, Walter Caputo

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 30

Internet è libertà. Ma devono esserci regole a governare tutta questa libertà? E se si, quali? Il concetto di copyright è ancora attuale o va declinato in modo nuovo? E copyleft è il suo contrario? o piuttosto rappresenta un nuovo modo, più flessibile di intendere il diritto d’autore? Queste solo alcune delle domande a cui cercheranno di rispondere, interagendo con il pubblico presente, gli ospiti invitati.

Una risorsa democratica, una tecnologia moderna, una miniera di informazioni, strumenti, relazioni. Internet è il motore del cambiamento dei nostri tempi che continuamente rivisita e riformula.

A Scienzartambiente, Pordenone, Sabato 31 ottobre 2009 ore 10.00 presso il Convento di San Francesco un incontro per discutere la ridefinizione dei paradigmi del diritto d’autore e la libertà nella rete.
Sabato 31 ottobre 2009 ore 10.00
Pirati o liberi internauti?

Intervengono:

Simone Aliprandi, Progetto Copyleft-Italia.it /Arraylaw.eu
Francesco Vanin, pnbox.tv
Modera Claudio Pasqua, giornalista scientifico (Gravità Zero)

Per iniziare…
IL CONCETTO DI COPYLEFT - da www.copyleft-italia.it

In collaborazione con Mediateca Pordenone di Cinemazero, Consorzio Universitario Pordenone, pnbox.tv

SCARICA la scheda (PDF)

Qui tutti gli appuntamenti a Scienzartambiente, Storie di Futuro

INFORMAZIONI
Convento di San Francesco,

piazza della motta - Pordenone (mappa)
Prenotazione obbligatoria per scolaresche e gruppi

segreteria didattica Immaginario Scientifico: 040 224337

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 30

E’ stato organizzato ieri da Fidapa “Torino Est” l’incontro con un fisico, Vittoria Colizza, specialista in epidemiologia computazionale dell’ISI di Torino, e un medico, Mirella Vacca, specialista in malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino.

Influweb prosegue con la sorveglianza di A/H1N1, la temuta influenza pandemica che ha raggiunto ormai da alcune settimane anche il nostro paese e che ormai è diffusa in tutto il mondo.

Influweb chiede il vostro aiuto per monitorare l’Influenza in Italia
Può partecipare al progetto qualunque cittadino italiano (di qualunque età). Iscrivendovi entrerete a fare parte di un gruppo di monitoraggio dell’influenza e potrete così aiutare a tenere sotto controllo la diffusione del ceppo virale. E’ anche possibile iscrivere altre persone della famiglia.

Nel centro di ricerca ISI di Torino si studiano anche i modelli che stanno alla base della diffusione delle pandemia virali. Vittoria Colizza fa parte di un gruppo di scienziati che elabora i dati resi disponibili dal sito di monitoraggio dell’influenza www.influweb.it gestito inoltre da Daniela Paolotti, all’interno del progetto Epiwork coordinato da Alessandro Vespignani.

Si tratta di un progetto di controllo unico in Italia e nel mondo: si basa sul contribuito volontario degli stessi ammalati e sulle particolarità dei social network.

Organizzata ieri dalla Associazione Fidapa “Torino Est” presso i locali storici dell’Associassion Piemonteisa, Ada Guglielmino ha moderato la conferenza in cui Mirella Vacca, specialista in malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, insieme a Vittoria Colizza, Research Scientist della Fondazione ISI (Istituto dell’Interscambio Scientifico) hanno parlato di come si stiano muovendo l’Istituto Superiore di Sanità, i medici di base e di cosa il cittadino può fare per arginare i pericoli di questa forma influenzale anomala che precede l’influenza stagionale.

Da sin: Ada Guglielmino, Vittoria Colizza

Per chi desideri saperne di più sull’Influenza e sui modi possibili per prevenirla, è disponibile sempre sul sito Influweb una scheda sempre aggiornata con domande frequenti e approfondimenti.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 30

Quali sono le invenzioni che più hanno migliorato la nostra esistenza e quali quelle che invece l’hanno resa più complessa?

In occasione del Festival Nazionale del Cortometraggio 2009 E’ un piccolo passo organizzato dall’Assessorato all’Istruzione ed alle Politiche Giovanili e dal Servizio Informagiovani del Comune di Vicenza, Observa Science in Society invita all’incontro:

INNOVAZIONI E SOGNI
Venerdì 30 ottobre
ore 18.30
Palazzo Bertolini, Vicenza

Una riflessione sul progresso con Massimiano Bucchi (sociologo), Luca Taddio (filosofo), Cristiano Seganfreddo (Presidente di Fuori Biennale).
Per maggiori informazioni visualizza il programma.

Durante la rassegna sarà proiettato il video Piccolo passo o grande sbalzo? Noi e la Tecnologia, prodotto da Observa a cura di Alberto Brodesco. Guarda il promo del video.

Il pubblico sarà inoltre invitato a votare le tecnologie che più hanno cambiato la società e quelle di cui non possiamo più fare a meno.

il Festival Nazionale del Cortometraggio “È un piccolo passo”, è un’iniziativa che si svolgerà a Vicenza il 30-31 ottobre 2009 che vede coinvolti giovani artisti e video maker italiani, sul sottile legame che lega il sogno al progetto, la potenza all’atto, la forza dell’idea al mezzo tecnologico, a quarant’anni da uno dei più eclatanti obiettivi raggiunti dall’uomo: la conquista della Luna.

Il concorso è realizzato all’interno del progetto ITALIA CREATIVA, curato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù con la collaborazione di ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani e GAI - Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti italiani.

Partecipa al sondaggio di Observa
Vota online le tecnologie che più hanno cambiato la società

Fonte: www.observa.it
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fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 30

Recentemente è stata realizzato un veicolo che si colloca a metà tra una bicicletta e un motorino, si chiama YikeBike.

Il mezzo è stato realizzato in fibra di carbonio per essere molto leggero, ha un motore elettrico che si auto limita ad una velocità di 20km/h mentre la batteria al litio che lo alimenta permette di fornire energia per circa 8km e di ricaricarsi in 30 minuti.

Questo mezzo ha anche dei vantaggi rispetto alla bicicletta tra cui un ingombro ridotto e la possibilità di ripiegarlo e portarlo con se anche dentro negozi, uffici e mezzi pubblici.

I difetti maggiori sono l’ attuale mancanza di autorizzazioni per la sua circolazione in Europa ed il prezzo che sfiora 4000 euro…insomma per adesso direi proprio che per chi vuole sostituire la propria auto con un mezzo più agile ed ecologico in città conviene sicuramente una bicicletta ma è sempre bello vedere queste idee innovative sul campo della mobilità che possono ridurre il traffico, rumore ed inquinamento ed aumentare la sicurezza dei centri urbani.

In alto il suo spot promozionale, sotto alcuni test:

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 28

LANA, REGINA DELLE Amazzoni. Lei è Chaterine von Schell, giovane nobildonna ungherese-tedesca, da noi famosa per aver interpretato Maya nella seconda stagione di Spazio 1999. Lana, a quel che ho capito, è solo in tedesco, però…

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 28

Solo dopo due anni dalla sua apertura, chiude (a quanto sembra, temporaneamente) il museo archeologico nazionale di Pontecagnano - Faiano (Salerno), “Gli etruschi di frontiera”. Una notizia che la Fp Cgil mal digerisce. Secondo una denuncia della FP CIGL, si tratta di una naturale conseguenza alla lenta agonia nella quale versavano le condizioni del museo. Gravi carenze di sicurezza degli…

Clicca sul titolo dell’articolo per la visualizzare la versione completa.

fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 28

Cos’hanno in comune, il cielo, le nuvole, i tuoni e la musica concreta? E’ possibile ascendere velocemente al cielo, guidati da un suono particolare, da una composizione armonica?

Durante la XIII edizione di Scienzartambiente-per un mondo di pace, gli spettatori, saranno coinvolti in un viaggio sensoriale guidati dall’armonia della musica e dei suoni sintetici attraverso le turbolenze e i vortici dell’aria e dell’acqua, gli “scoppi” e i boati dei tuoni che squarciano la materia, espandendo e contraendo le masse d’aria, trasformandosi infine in nuvole in continua evoluzione.

Semplici eventi acustici che diventano fonte infinita di articolazioni musicali presenti in natura e dunque “oggetti sonori” da piegare alle esigenze compositive della contemporaneità, che traghetteranno i presenti in un paesaggio sonoro futuro.

Musica dal Futuro

Il Laboratorio-concerto nell’ambito di Storie di Futuro, XIII Scienzartambiente-per un mondo di pace, si terrà con il maestro friulano, di fama internazionale, Roberto Girolin
L’evento è realizzato in collaborazione con l’associazione CEM

Giovedì 29 ottobre, ore 20.30, Convento San Francesco, Pordenone
XIII edizione di Scienzartambiente-per un mondo di pace, promosso dal Comune di Pordenone, Assessorato alla Cultura, e da Science Centre Immaginario Scientifico.

Per maggiori informazioni: www.comune.pordenone.it/scienzartambiente

Guarda il programma completo

Social network: http://scienzartambiente.ning.com

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 28

“Le iene” hanno fatto scuola! Ed ecco allora un vero confronto nella doppia intervista tra due fisici assai noti al pubblico, in occasione della mostra Astri e Particelle, da oggi a Roma. Si tratta di Antonino Zichichi e Margherita Hack.

Visita anche: www.astrieparticelle.it

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Ott 28

QUESTO VIDEO va guardato con il volume al massimo!
Mentre l’LHC sta per rientrare in funzione al Cern di Ginevra, ecco che a Roma si raccontano i luoghi in cui non solo si ricreano su scala minuscola condizioni fisiche che caratterizzarono e caratterizzano i fenomeni dell’universo ma anche dove si studia il macrocosmo, l’Universo.

E’ con questo messaggio che domani, 27 ottobre, si aprirà la mostra “Astri e particelle” al Palazzo delle Esposizioni di Roma nell’ambito dell’Anno internazionale dell’Astronomia. Realizzata da INAF (Istituto nazionale di astrofisica), INFN (Istituto nazionale di fisica nucleare) e Agenzia spaziale italiana, e che offrirà ai suoi visitatori esperimenti, attività, laboratori e incontri che ci faranno comprendere meglio i meccanismi del cosmo.

Straordinario, ricco, divertente e interattivo il sito della mostra, per chi volesse intanto compiere una visita virtuale in attesa di quella reale: www.inaf.it/news_cartella/volti-inaf/volti-inaf

Astri e Particelle. Le parole dell’Universo, allestita nell’Anno Internazionale dell’Astronomia, sarà una grande esposizione pensata per il vasto pubblico e dedicata alle ricerche e agli esperimenti nell’ambito dell’astrofisica, dell’astronomia e della fisica delle astroparticelle. Partendo dai segnali che ci arrivano dal cosmo, il percorso della mostra accompagnerà il visitatore alla scoperta dell’impresa scientifica e dei suoi protagonisti.

La mostra rimarrà aperta fino al 14 febbraio 2010.

Visita anche: www.astrieparticelle.it

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Ott 28

Proseguono su Gravità Zero le pubblicazioni delle relazioni della serata divulgatica “Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia”, organizzata in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia. Una serie di incontri divulgativi in cui esponenti di diverse discipline scientifiche spiegano al pubblico come la fisica, l’astronomia, la statistica, la chimica e la divulgazione scientifica si sono messe al servizio della conoscenza del cielo sopra di noi.

Guido Cossard, fisico, è presidente dell’Associazione ricerche e studi di archeoastronomia e membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio di Saint-Barthélemy.
In considerazione del contributo dato nel campo dell’archeoastronomia, nel 2005 la International Astronomical Union (IAU) gli ha dedicato il pianetino (4993) 1983 GR, che da allora si chiama Cossard.

nella foto da sin. Walter Ferreri, Guido Cossard.

La sua relazione “DAL BIG BANG ALLA VITA” è stata presentata durante la serata organizzata dalle Associazioni ECO & ALADINO e grazie al supporto della CIRCOSCRIZIONE 4 della CITTÀ di TORINO.

DAL BIG BANG ALLA VITAView more documents from Gravità Zero - Divulgazione scientifica.

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Ott 28

Evviva…Catania è finalmente riuscita ad arrivare ultima nella classifica di legambiente sull’ecosistema urbano…abbiamo pure lasciato un margine consistente alla penultima…da esserne proprio fieri.

Ringrazio il Popolo delle Libertà e tutta la massa incredibile di persone che continuano a votare gli amici di Berlusconi nonostante abbiano portato la città al completo fallimento sia economico che ambientale!

Qui trovate i dettagli dei parametri rilevati su tutte le città:

Ecosistema Urbano lettera A

Ecosistema Urbano lettera B

Ecosistema Urbano lettera C

Ecosistema Urbano lettera E- F- G

Ecosistema Urbano lettera I- L- M

Ecosistema Urbano M- N-O

Ecosistema Urbano P

Ecosistema Urbano P-R

Ecosistema Urbano S

Ecosistema Urbano T -U

Ecosistema Urbano V

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Ott 26

DOPO AVER SCRITTO questa cosa nell’altro Posto, mi sono reso conto che mi ero perso il ritorno al lavoro del comandante Chesley B. Sullenberger III detto “Sully” e del suo primo ufficiale Jeffrey Skiles, lo scorso primo ottobre. Un rientro alquanto spettacolare dal punto di vista dell’attenzione dei media, ma per fortuna per niente spettacolare come svolgimento.

Money Quote: “He’s like Madonna,” one woman said, in what surely was the first comparison of a 58-year-old commercial pilot with a white moustache to a lascivious pop star.

Amid the adulation, Mr. Sullenberger and his co-pilot, Jeffrey Skiles, managed to accomplish what they had come to New York to do: Reunite at the controls of a flight from La Guardia that would complete the 90-minute flight to Charlotte.

After landing smoothly in Charlotte around 2:30 p.m., Mr. Sullenberger reached out his hand to Mr. Skiles and they silently congratulated each other on a job uneventfully done. It is a traditional gesture between pilots at the end of a flight, Mr. Skiles said, but this one was a first for them.

“I’d never gotten to do that with Sully,” Mr. Skiles said. “We’d never finished a flight.”

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Ott 26

COME OGNI MALEDETTA domenica, Garry B. Trudeau presenta la tavola maxi di Doonesbury

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Ott 26

NON LO SAPEVO. Ma è meravigliosa! E io che non lo sapevo, che esistesse. Perché non mi avete mai detto niente?

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Ott 26

di Gabriella Nuzzi
da Il Fatto Quotidiano del 25 ottobre 2009


La scena finalmente si chiude, cala il sipario nero. Regista ed attori tirano un respiro di sollievo: ancora un’ottima interpretazione, il pubblico può ritenersi soddisfatto. Giustizia è fatta.
Ma la platea è muta, nessuno plaude.
L’epilogo è paradossale, grottesco.
Due magistrati della Procura della Repubblica di Salerno sono stati severamente puniti dalla Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura. Esautorati delle loro funzioni inquirenti, allontanati dalla sede in cui le esercitano. Cassato un pezzo di vita professionale. Ore, giorni, mesi dedicati, in silenzio, con scrupolo, a studiare carte, leggi, sentenze; a scrivere, indagare, nel tentativo di amministrare giustizia. Una Giustizia eguale per tutti. Tempo sprecato.
I giudici disciplinari, che non avevano mai fatto mistero del proprio convincimento e chiaramente interessati al celere seppellimento della vicenda, possono finalmente veder consacrato il proprio verdetto.
Dunque, ora, non mi resta che prenderne atto: sono ufficialmente inserita nella lista nera dei cattivi magistrati.

Perché, nel legittimo esercizio delle mie funzioni istituzionali, ho osato indagare su altri magistrati -quelli del distretto di Catanzaro- per gravi delitti di corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, falso ideologico, omissione in atti d’ufficio, favoreggiamento, calunnia, diffamazione e quant’altro, connessi all’illegale sottrazione al Pubblico Ministero titolare, dott. de Magistris, delle inchieste POSEIDONE e WHY NOT e alla loro successiva disintegrazione. Ho osato, come era mio obbligo, sequestrare atti e documenti processuali integranti il “corpo” di quei reati. Ho osato perquisire abitazioni e uffici dei magistrati indagati, per ricercare tracce e cose pertinenti ai reati, necessarie al loro accertamento.
Ho osato raccogliere e riscontrare minuziosamente decine e decine di denunce del Pubblico Ministero a cui le inchieste erano state sottratte, reo, anche lui, di aver scoperto il sistema di illecite cointeressenze che domina la gestione del denaro pubblico nel nostro Paese. Ho osato fare i nomi e i cognomi dei presunti appartenenti a quel sistema e di coloro che, direttamente o indirettamente, ne avrebbero permesso il funzionamento.Ho osato voler a tutti i costi applicare la legge, senza capire, assai imprudentemente, che nel mio “mestiere” il principio costituzionale dell’eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge non vige così rigorosamente, sempre e per tutti.
Esiste un superiore principio non scritto, di ordine “deontologico”, che è quello dell’Opportunità. Avrei, cioè, dovuto chiedermi e non l’ho fatto: è proprio opportuno che indaghi il magistrato Tizio, il politico Caio, l’imprenditore Sempronio, il faccendiere Mevio? è proprio necessario perquisirne abitazioni e uffici, sequestrare carte e documenti ? La risposta è variabile, dipende dalle circostanze. A volte è opportuno e necessario, altre, invece, non lo è. Perché, mi dicono, la diligenza di un bravo magistrato si misura sulla sua prontezza di riflessi, sulla velocità nell’intuire quando è il caso di poter agire e quando non lo è affatto; sulla sua capacità di interpretare i segnali; di ricorrere a diplomazia e compromessi; di interloquire e persuadere; di attendere che i tempi di indagini lentamente scadano; di saper selezionare e, infine, archiviare.E la sua correttezza sta nell’evitare di fare i nomi e i cognomi di illustri colleghi, politici, imprenditori, perché, anche quando sembra indispensabile riscontrarne il coinvolgimento, in fondo è una questione di privacy. E chi denuncia potrebbe essere sempre, dietro mentite spoglie, un folle congiuratore, anche se si riscontra che, purtroppo, è sincero.Merito, dunque, una lezione. Mai eccedere nel perseguire fini di giustizia!Si spera, per me, che io abbia inteso, una sola volta e per sempre.
Lo ammetto, ignoravo l’esistenza di tali singolari regole “deontologiche”, regole non scritte, sulle quali, pare, debba misurarsi la professionalità del magistrato. Ma, ad essere seri, qui mi sembra che la vera deontologia non c’entri proprio un bel niente e sarebbe assai dignitoso per la nostra categoria non tirarla neppure in ballo.
Qui, invece, si tratta di capire le ragioni vere per cui tre magistrati della Procura della Repubblica di Salerno, legittimamente e doverosamente impegnati a far luce su un devastante sistema di corruzioni e collusioni giudiziarie, siano stati “fatti fuori” con gli strumenti della nuova legge disciplinare, pagando un prezzo altissimo per la loro autentica indipendenza, politica e associativa.Si tratta di capire perché, al di là della vergognosa farsa della “guerra tra Procure” (una favoletta che amano raccontare ormai solo a se stessi, dai sicuri effetti tranquillizzanti e catartici) gli organi disciplinari stiano consentendo ad altri magistrati, indagati per gravi fatti di corruzione in atti giudiziari, falso ideologico, abuso d’ufficio, favoreggiamento e quant’altro, e autori anche di illecite attività ai danni dei loro indagatori, di continuare impunemente ad amministrare giustizia nei contesti criminosi oggetto delle indagini della Procura di Salerno.
C’è dunque da chiedersi: quali superiori principi di “deontologia professionale” vigono per costoro? quale eccezionale criterio di ragionevolezza ha indotto i supremi organi disciplinari a non intervenire anche in questo caso con gli strumenti cautelari e a perseverare in tale insensata omissione? Esistono forse equilibri di poteri -politici, giudiziari, criminali- da dover preservare e che non conosciamo e non possiamo conoscere? E chi ne sarebbero gli inamovibili garanti? Chi gli “eversori” da punire e cacciare? Esiste forse un modus operandi, diverso da quello del contrasto aperto e diretto al crimine organizzato di ogni livello, che tende, invece, sottobanco, all’accordo e al compromesso e che serve a salvaguardare occulti sistemi di interessi?
C’è uno sfondo, in questa nostra vicenda, che si finge di non vedere; o forse, semplicemente, fa troppo paura guardare.Credo, però, che i cittadini della Repubblica Italiana abbiano oggi il diritto di sapere a che gioco stanno giocando gli apparati istituzionali, soprattutto, perché quel gioco baro danneggia la vita di uomini integri, il cui solo scopo è servire lo Stato.La ricerca della verità sul nostro passato di sangue è un passo fondamentale per comprendere quale sia l’attuale stato delle istituzioni democratiche, come si sia giunti ad esso, quali i meccanismi di reale funzionamento.
Ma occorre anche il coraggio del rinnovamento. Un rinnovamento al quale la magistratura, che di questo nostro Stato Repubblicano è un pilastro fondamentale, non può restare estranea.Sono necessarie e urgenti riforme serie che servano non a renderla inerme, ma a conferirle forza di autentica indipendenza dagli inevitabili condizionamenti del potere politico o criminale.Occorrono soluzioni e strumenti in grado di preservarla anche dal suo interno, liberandola dagli effetti di dipendenza psicologica che, sull’esercizio delle funzioni giudiziarie, può di fatto produrre un’impropria strumentalizzazione dei meccanismi di nomina, promozione, assegnazione di incarichi extra-giudiziari, o per converso, di disciplina, che incidono direttamente sulla vita personale e professionale dei magistrati.
La nostra amara vicenda, che segue quelle di tanti altri colleghi, molti dei quali dimenticati o ignorati, dimostra quanto basso sia il punto in cui versa l’attuale “autogoverno” e quanto distante sia dai nobili intendimenti dei Padri Costituenti.Un “autogoverno” ormai completamente prigioniero delle logiche di appartenenza e spartizione politica; in cui ruoli amministrativi e giurisdizionali si sovrappongono e si confondono in un tutt’uno; ove la regola dell’imparzialità vale solo per gli altri e il rispetto delle prerogative difensive ha il senso di un optional; ove non esistono più spazi di affermazione e tutela per magistrati davvero liberi e indipendenti, costretti all’isolamento dalla prepotenza degli schieramenti correntizi.
E ancor più forte è divenuto il bisogno, diffusamente avvertito eppur timidamente sussurrato, di un organo “sindacale” nuovo, in grado di assicurare tutela effettiva ai diritti del magistrato in quanto pubblico impiegato, capace di aprirsi ed interloquire con la società civile, per saperne cogliere le problematiche e le reali esigenze; un organo che non necessiti di tesseramenti, autenticamente autonomo e libero da condizionamenti politici, da ambizioni carrieristiche o di potere.
Mi piacerebbe avvertire questo sussulto di rinnovamento, davvero “democratico”, per la nostra categoria.
Mi auguro, da buon cattivo magistrato, che l’assordante e granitico silenzio, in cui si è chiuso l’ordine giudiziario riguardo alla vicenda salernitana, serva almeno alla riflessione.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 26

Walter Ferreri è stato relatore alla serata di divulgazione scientifica “Le risposte della Scienza alle domande dell’Astronomia”, in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia.

Attualmente svolge la sua attività professionale presso l’Osservatorio Astronomico di Torino. Si è occupato di asteroidi, stelle doppie, stelle variabili, di comete e di posizioni dell’ex pianeta Plutone. Ha svolto ricerche di astrofotografia e ottica telescopica. L’Unione Astronomica Internazionale ha dato il nome “Ferreri” al piccolo pianeta 3308.
Ha scritto oltre una ventina di libri. Dal 1977 al 1991 è stato direttore responsabile della rivista “Orione” e dal 1992 è direttore scientifico della rivista di astronomia “Nuovo Orione”.

La sua relazione “LA RICERCA DI CIVILTÀ EXTRATERRESTRI” è stata presentata durante la serata organizzata dalle Associazioni ECO & ALADINO e grazie al supporto della CIRCOSCRIZIONE 4 della CITTÀ di TORINO.

LA RICERCA DI CIVILTÀ EXTRATERRESTRIView more documents from Gravità Zero - Divulgazione scientifica.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 26

In occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia Gravità Zero partecipa a una serie di incontri divulgativi in cui esponenti di diverse discipline scientifiche spiegano al pubblico come la fisica, l’astronomia, la statistica, la chimica e la divulgazione scientifica si sono messe al servizio della conoscenza del cielo sopra di noi.

Dopo avere pubblicato “la scienza sui giornali e su Internet” presentiamo la relazione che Walter Caputo, statistico, ha presentato nella serata intitolata Le risposte della Scienza alle domande dell’Astronomia“.

Una relazione dal titolo “Si fa presto a dire probabilità di vita extraterrestre e di impatto asteroidale” che spiega l’importanza e il ruolo della statistica
nella vita di ognuno di noi.


La serata è stata organizzata dalle Associazioni ECO & ALADINO e grazie al supporto della CIRCOSCRIZIONE 4 della CITTÀ di TORINO.

SI FA PRESTO A DIRE PROBABILITÀ DI VITA EXTRATERRESTRE E DI IMPATTO ASTEROIDALEView more documents from Gravità Zero - Divulgazione scientifica.

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Ott 26

Science Bob Pflugfelder si è appassionato alla scienza da quando aveva 6 anni.
E questa sua passione l’ha raccontata e trasmessa a centinaia, migliaia di giovani studenti, desiderosi di provare esperimenti che possono essere ripetuti facilmente.
Science Bob è anche una fonte quasi inesauribile di idee e di esperimenti che i docenti possono ripetere a scuola in maniera interattiva e divertente.
Nel video seguente una versione casalinga del famoso “dentifricio per elefanti”. Qui le istruzioni dettagliate per ripeterlo anche in casa. Qui tutti i video. E per finire, il Science Bob Store, nel caso rimaneste a corto di esperimenti.

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Ott 26

E se per caso, ma per puro caso, deciderete di fare un viaggio alla ricerca della scienza parlata, divulgata, spiegata, tradotta, traslata, trasmessa, divertita, inebriante e tonificante, la vostra prima tappa dovrà essere genova.

Fino al 1 novembre, per il settimo anno consecutivo, il festival della scienza si tradurrà in mostre, exhibit interattivi, conferenze e interventi, per parlare di scienza come nessun uomo ne ha mai parlato prima.

Per festeggiare questo evento Caccia al Fotone (tra le migliori trasmissioni radiofoniche sulla scienza italiane, nonché tra i primi podcast di questo secolo) sarà in compagnia della dott.ssa Manuela Arata e del dott. Vittorio Bo, rispettivamente presidente e direttore del Festival della Scienza.

Ascoltate l’invervista a Manuela Arata e a Vittorio Bo a cura di Fabio De Sicot

Rimarrete meravigliosamente colpiti dalle cose che si fanno in Italia nel settore della divulgazione scientifica!

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 26


“Sono molto lieto di introdurre l’Internet Freedom Act 2009 - ha annunciato il Senatore repubblicano John McCain - che manterrà la Rete libera dal controllo governativo e da regolamentazioni”. McCain avrebbe tanta paura di veder danneggiato il mercato oltre che l’innovazione tecnologica, con regole che non spetterebbero affatto alla FCC.

“Quarant’anni fa, la prima commutazione di pacchetto permise il collegamento tra computer all’interno di una rete, covando la nascita di Internet, che ha con il tempo trasformato l’economia, la cultura, persino la democrazia della nostra nazione”. Sono le prime parole tratte dall’introduzione del corposo documento di 107 pagine, con cui la Federal Communications Commission (FCC) statunitense ha aperto ufficialmente un dibattito pubblico, che durerà due mesi, sul disegno di legge che aprirà la strada ad una definitiva regolamentazione a difesa della neutralità della Rete.

Perché l’ex candidato presidenziale che una volta si definiva tecnologicamente “analfabeta” improvvisamente è così preoccupato per i dettagli nerd delle architetture di internet?

Denaro!

Secondo il rapporto Sunlight Foundation pubblicato due giorni fa, si legge che McCain ha ricevuto più soldi dalle lobby delle telecomunicazioni di qualsiasi altro senatore, nel corso degli ultimi due anni.

E chi ne parla su The Rachel Maddow Show, uno dei programmi televisivi americani più seguiti? Si tratta di Xeni Jardin, redattrice di uno dei 5 blog più cliccati al mondo: Boing Boing.

Visit msnbc.com for Breaking News, World News, and News about the Economy

Al di là dei conflitti di interesse tra il senatore ed ex candidato alla Casa Bianca e le lobby delle telecomunicazioni (cui non siamo esenti neppure qui in Italia), due cose mi colpiscono in tutta questa vicenda:

1) che mentre in Italia la lobby dei giornalisti accusa i blogger delle cose più insensate (come denucia Luca Sofri), in America blogger e giornalisti lavorino in stretta collaborazione e partecipazione, come dovrebbe essere in un paese in cui c’è confronto civile e libertà di espressione. E che commistioni tra interessi economici e politica non fanno fatica a uscire sulle pagine dei blog e sui programmi televisivi più seguiti.

Ma, ancora più grave:

2) Che dando una sbirciata alle testate giornalistiche italiane nessuna (dico nessuna) sembra abbia anche solo segnalato i risvolti di questa importante presa di posizione che nei prossimi vent’anni interesserà e cambierà le vite di due terzi del pianeta. L’unica testata italiana (però online) che ne abbia parlato è stato l’ottimo Punto Informatico.

Motivo? I nostri giornalisti nazionali sembrano molto più interessati agli aspetti sessuali del senatore o al decollété della figlia per interessarsi al futuro dell’umanità.

- . -

Di seguito l’assenza dei giornali italiani sulla vicenda (da Google News ore 13.48). E’ presente un solo articolo: quello di Punto Informatico.


Un confronto analogo con la pagina news di Google.com rivela oltre 1200 articoli della stampa internazionale che riguardano i risvolti dell’
Internet Freedom Act 2009.

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Ott 26

Come non dedicare questa domenica di video divertenti al partito democratico che oggi elegge il suo nuovo segretario… ecco come la pensa Crozza!

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 26

Domani si andrà a votare per eleggere il nuovo segretario del partito democratico italiano, i canditati come saprete sono tre, Bersani, Marino e Franceschini, mi sembra abbastanza evidente che nessuno dei tre sia in grado di trascinare il PD verso una svolta quindi penso che il partito sia destinato inevitabilmente a perdere voti o comunque a non guadagnarne con l’unica piccola incognita di Marino, i sondaggi su internet danno proprio quest’ultimo in vantaggio sugli avversari e potete consultarli cliccando qui:

Sondaggio espresso/repubblica

Sondaggio corriere

Nel sito espresso/repubblica la situazione è ampiamente a favore del chirurgo mentre sul sito del corriere sono tutti e 3 a parimerito (piccolo vantaggio per Bersani seguito da Marino).

In poche parole la rete ha eletto Marino come segretario ma dato che la popolazione è fatta anche da tanta gente che non naviga, soprattutto anziani vincerà sicuramente Bersani anche se Marino potrebbe prendere molti più voti di quanto il partito si aspetti (l’ assemblea gli ha concesso solo il 7,66% delle preferenze).

Per quanto riguarda il numero dei votanti secondo me i dirigenti del PD dovrebbero essere felici se arrivano a superare la metà degli elettori del 2007 che furono 3.554.169, inoltre due anni fa il costo per votare era di un euro mentre quest’ anno di due euro…forse prevedevano che avrebbero avuto la metà di voti quindi per raccogliere la stessa cifra hanno raddoppiato la posta.

Per quanto riguarda le altre cose da sapere su come si vota, hanno diritto di partecipare tutti i cittadini italiani, comunitari o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno che, a partire dal compimento del sedicesimo anno di età, si riconoscono nella proposta politica del Partito Democratico, si impegnano a sostenerla alle elezioni e accettano di essere registrati nell’Albo pubblico delle elettrici ed elettori, bisogna firmare un foglio dove si dichiara ed accetta tutto questo.

Conclusione….domenica andate a divertirvi e non passate minimamente dai gazebo! Il partito merita semplicemente di fallire perchè con esso Berlusconi sarà al governo fino a quando vorrà!

In alto l’intervista tripla delle iene ai candidati.

P.S. Ricordo che domani si dovranno spostare le lancette degli orologi un’ora indietro (alle 03:00 si tornerà alle 02:00) per passare, dopo 7 mesi di ora legale, all’ora solare.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 24

SIAMO ARRIVATI ALLA fine anche di questa settimana. Come avrete notato, pochi post, perché ho girato un po’. Chiamiamola una collezione di piccoli carpiati autunnali, se volete. Sono andato a Parigi e da là nel cuore della Francia, lunedì e martedì, e poi sono andato a Londra mercoledì e giovedì. Ovviamente sempre passando da Milano.

Nel giro francese ho avuto l’opportunità abbastanza rara di visitare un luogo molto particolare: il posto dove riciclano gli aeroplani. Cioè, li sfondano, li pressano e poi recuperano i metalli. Una cosa sconvolgente, visto anche il tipo di ricognizioni che ho fatto.

Invece, per andare e tornare da Londra ho usato per la prima volta il London City Airport (LCY) che mancava alla mia piccola collezione di aeroporti britannici. Una pista niente male, sia come storia che come posizionamento, sviluppo e grado di difficoltà tecnica. Sono stanco ma soddisfatto.

Da prima dell’estate ho smesso di leggere i blog altrui o usare Facebook e, adesso, se riesco a disintossicarmi anche da Twitter, sono a posto. Torno pulito. Capace che mi rimetto anche a programmare in Basic sul Commodore 64.

Invece, già che cisiamo, consiglio a tutti di programmare un giro in Francia: nelle sale è arrivato Lucky Luke.

Il pistolero più veloce della sua ombra del fumettista belga Morris, alias Maurice de Bevere (ma molto si deve anche alle sceneggiature di René Goscinny, papà di Asterix e Obelix, è una sorta di eroe nazionale francese. RIadattato per parchi giochi, cartoni animati e film, ha visto anche una mini-serie televisiva di otto episodi all’inizio degli anni Novanta, con protagonista Terence Hill in versione post-spaghetti-western ma pre-depressione e pre-Don Matteo.

Terence Hill, alias Mario Girotti (storica la coppia con Bud Spencer-Carlo Pedersoli, classe 1929), è un attore italo-tedesco nato nel 1939. L’anno prima era nato Giuliano Gemma e nel 1941 nasce Francesco Sparanero, alias Franco Nero. Il trittico di attori, tutti accomunati da un percorso intenso a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, ha avuto storie differenti. I primi due hanno lavorato con Luchino Visconti nel Gattopardo del 1964, quando Nero era praticamente solo un esordiente. Poi, Nero li ha superati, mentre Hill si è caratterizzato per ruoli di puro intrattenimento e Gemma per un cinema noir e relativamente più impegnato. Oggi sono tutti e tre attivi.

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Ott 24

IL VOLO 188 della Northwest, un Airbus A320-212 (registrato come N374NW) con 147 passeggeri e 11 membri dell’equipaggio a bordo, diretto da San Diego a Minneapolis, ha mancato il bersaglio di più di 250 chilometri (150 miglia nautiche), traversando a quota 37mila piedi per 76 minuti una lunga serie di zone del controllo aereo senza mai rispondere alle chiamate radio. Stavano per mandare su i jet militari, dopo che gli altri aerei di linea che lo incrociavano non erano riusciti a capire cosa fosse successo, quando i due piloti hanno finalmente risposto, fatto manovra e atterrati felicemente.

La versione ufficiale, su cui Fbi e polizia stanno indagando, è che i due piloti “si fossero messi a discutere animatamente di problemi di lavoro” e abbiano “perso contatto con il tempo che passava” oltre a non aver sentito la radio. L’ipotesi più sensata, che viene ventilata da più parti, è che in realtà si siano addormentati entrambi. La storia dell’affaticamento cronico in cui verserebbero i piloti delle compagnie aeree soprattutto se impegnati su tratte regionali degli Usa è alquanto interessante e fa un po’ paura. In America rispunta così l’ipotesi del pisolino sulla cloche. Una pratica alquanto interessante, che dalle nostre parti non sarebbe del tutto sconosciuta.

Money Quote: Though the practice of nodding off midflight in the cockpit is prohibited by the FAA, U.S. airlines and pilot unions say there is a growing body of research supporting the notion that so-called controlled napping by part of a cockpit crew can enhance safety by making crews more alert during critical, often hectic descents and landings.

Da un certo punto di vista dev’essere stato interessante essere su quell’aereo come passeggeri. O meglio ancora, come personale di cabina. Conosci a memoria la rotta, capisci dopo venti minuti al massimo di ritardo che qualcosa non torna perché l’aereo non sta scendendo, entra il nervosismo, forse un po’ di micro-panico, chi può dirlo? A qualcuno saranno passate per la mente immagini di se stesso e di altri passeggeri mentre “caricano” la porta blindata del cockpit con il carrellino delle bibite, cercando di strappare il volantino dalle mani del kamikaze islamico prima che si pianti perpendicolarmente nel suolo a 800 chilometri l’ora? (Se solo una fusoliera riuscisse a sopportare lo stress meccanico di una simile manovra).

I passeggeri devono aver vissuto momenti interessanti…

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Ott 24

ESCE WINDOWS SEVEN, la nuova versione del sistema operativo di Microsoft. Il punto di vista degli spot “Get a Mac” di Apple.

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Ott 24

Una giuria internazionale guidata dal regista Milos Forman ha decretato vincitore del Festival internazionale del cinema di Roma il film “Brotherhood” del regista danese, ma di chiare origini italiane, Nicolo Donato, allievo di Lars von Trier, creatore assieme ad altri registi danesi del movimento cinematografico Dogma 95.
Donato ha presentato una pellicola crudele ed attuale nella quale il senso…

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Ott 24

di Marco Travaglio
(Giornalista)

da Il Fatto Quotidiano del 23 ottobre 2009

Che gioia leggere l’intemerata di Mancino contro il linciaggio del giudice Mesiano e il “clima invivibile” dove “più il potere è forte e più può intimidire”.

Che gaudio apprendere che il presidente Napolitano e vigile e “consapevole delle inquietanti connotazioni della vicenda”.

Che tripudio le feroci motivazioni con cui il Csm ha approvato la “pratica a tutela” del giudice della causa Mondadori contro attacchi che “possono condizionare ciascun magistrato, in particolar modo allorquando si tratti di decidere su soggetti di rilevanza economica e istituzionale”.

Gliele hanno cantate chiare, a Berlusconi e ai suoi killer.

E questo giornale, dopo la campagna dei calzini turchesi, sottoscrive parola per parola.

Con una postilla, però. Mentre il plenum del Csm apriva la sacrosanta pratica a tutela di Mesiano, la sezione disciplinare condannava i magistrati salernitani Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani alla perdita delle funzioni di pm e dell’anzianita (6 e 4 mesi) e al trasferimento d’ufficio.

Trasloco già disposto in sede cautelare all’inizio dell’anno, quando i due reprobi furono cacciati su due piedi da Salerno (insieme al loro capo Luigi Apicella, poi dimessosi dalla magistratura) e scippati dell’inchiesta sulla fogna politico-affaristico-giudiziaria di Catanzaro.

I due erano colpevoli di aver trovato le prove di quanto denunciava Luigi De Magistris sulla cupola calabro-lucana che l’aveva estromesso dalle sue indagini: per tre anni era stato attaccato da destra, dal centro e da sinistra, poi era stato isolato dai suoi capi e colleghi, infine il Csm unanime l’aveva espulso da Catanzaro e dalle funzioni di pm.

Un anno fa la Procura di Salerno scoprì che aveva ragione lui, andò a sequestrare a Catanzaro le carte delle sue inchieste insabbiate, indagò i magistrati che le stavano insabbiando e si ritrovò tutti contro: capo dello Stato (che incredibilmente chiese gli atti dell’inchiesta in piena perquisizione), Mancino, partiti di destra, centro e sinistra, stampa e tg Anm e Csm.

Tutti a ripetere che l’ordinanza di Salerno era “abnorme” (troppe pagine, non si fa).

Poi il Riesame e il Tribunale di Perugia la ritennero doverosa e disposta solo “a fini di giustizia”.

Ma chissenefrega: i due pm vengono giustiziati lo stesso, senza nemmeno sentire i loro testimoni.

Processo sommario, alle spicce.

Anche Clementina Forleo, rea di aver intercettato lo sgovernatore Fazio e i trasversalissimi furbetti del quartierino, e per giunta di aver difeso De Magistris ad Annozero, fu prima aggredita da destra, dal centro, da sinistra, dal basso e dall’alto su su fino al Quirinale, poi isolata, infine fucilata come una mezza matta dal plotone di esecuzione del Csm e trasferita a Cremona (sentenza poi annullata dal Tar perché illegale).

Ce n’era abbastanza perché, anche nei casi Forleo, De Magistris, Nuzzi, Verasani e Apicella, il presidente Napolitano lacrimasse sulle “inquietanti connotazioni della vicenda”, il vicepresidente Mancino denunciasse “il clima invivibile e intimidatorio”, il Csm tuonasse contro “i condizionamenti per ciascun magistrato, in particolar modo allorquando si tratti di decidere su soggetti di rilevanza economica e istituzionale”.

Invece, in quei casi, Napolitano, Mancino e il Csm stavano con i soggetti di rilevanza economica e istituzionale, dunque contro i magistrati.

Il Csm avrebbe dovuto tutelarli dal Csm. Cioè aprire una pratica a loro tutela contro se stesso.

Poi, per fortuna, Berlusconi è tornato ad attaccare un giudice.

E il Csm è tornato a fare il Consiglio Superiore della Magistratura.

Purtroppo, fino al giorno prima, era l’acronimo di Ciechi Sordi Muti.

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Ott 24

di Luigi De Magistris
(Deputato del Parlamento Europeo)

da Il Fatto Quotidiano dell’1 ottobre 2009

Al Sig. Presidente della Repubblica
Piazza del Quirinale
ROMA

Signor Presidente,

scrivo questa lettera a Lei soprattutto nella Sua qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

E’ una lettera che non avrei mai voluto scrivere.

E’ uno scritto che evidenzia quanto sia grave e serio lo stato di salute della democrazia nella nostra amata Italia.

E’ una lettera con la quale Le comunico, formalmente, le mie dimissioni dall’Ordine Giudiziario.

Lei non può nemmeno lontanamente immaginare quanto dolorosa sia per me tale decisione.

Sebbene l’Italia sia una Repubblica fondata sul lavoro – come recita l’art. 1 della Costituzione – non sono molti quelli che possono fare il lavoro che hanno sognato; tanti il lavoro non lo hanno, molti sono precari, altri hanno dovuto piegare la schiena al potente di turno per ottenere un posto per vivere, altri vengono licenziati come scarti sociali, tanti altri ancora sono cassintegrati.

Ebbene, io ho avuto la fortuna di fare il magistrato, il mestiere che avevo sognato fin dal momento in cui mi iscrissi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Federico II” di Napoli, luogo storico della cultura giuridica.

La magistratura ce l’ho nel mio sangue, provengo da quattro generazioni di magistrati. Ho respirato l’aria di questo nobile e difficile mestiere sin da bambino.

Uno dei giorni più belli della mia vita è stato quando ho superato il concorso per diventare uditore giudiziario.

Una gioia immensa che mai avrei potuto immaginare destinata a un epilogo così buio.

E’ cominciata con passione, idealità, entusiasmo, ma anche con umiltà ed equilibrio, la missione della mia vita professionale, come in modo spregiativo la definì il rappresentante della Procura Generale della Cassazione durante quel simulacro di processo disciplinare che fu imbastito nei miei confronti davanti al Csm.

Per me, esercitare le funzioni giudiziarie in ossequio alla Costituzione Repubblicana significava tentare di dare una risposta concreta alla richiesta di giustizia che sale dai cittadini in nome dei quali la Giustizia viene amministrata.

Quei cittadini che – contrariamente a quanto reputa la casta politica e dei poteri forti – sono tutti uguali davanti alla legge.

Del resto Lei, signor Presidente, che è il custode della Costituzione, ben conosce tali inviolabili principi costituzionali e mi perdoni, pertanto, se li ricordo a me stesso.

I modelli ai quali mi sono ispirato sin dall’ingresso in magistratura – oltre a mio padre, il cui esempio è scolpito per sempre nel mio cuore e nella mia mente – sono stati magistrati quali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Ed è nella loro memoria che ho deciso di sventolare anch’io l’agenda rossa di Borsellino, portata in piazza con immensa dignità dal fratello Salvatore.

Ho sempre pensato che chi ha il privilegio di poter fare quello che sogna nella vita debba dare il massimo per il bene pubblico e l’interesse collettivo, anche a costo della vita.

Per questo decisi di assumere le funzioni di Pubblico Ministero in una sede di trincea, di prima linea nel contrasto al crimine organizzato: la Calabria. Una terra da cui, in genere, i magistrati forestieri scappano dopo aver svolto il periodo previsto dalla legge e dove invece avevo deciso (ingenuamente) di restare.

Ho dedicato a questo lavoro gli anni migliori della mia vita, dai 25 ai 40, lavorando mai meno di dodici ore al giorno, spesso anche di notte, di domenica, le ferie un lusso al quale dover spesso rinunciare.

Sacrifici enormi, personali e familiari, ma nessun rimpianto: rifarei tutto, con le stesse energie e il medesimo entusiasmo.

In questi anni difficili, ma entusiasmanti, in quanto numerosi sono stati i risultati raggiunti, ho avuto al mio fianco diversi colleghi magistrati, significativi settori della polizia giudiziaria, un gruppo di validi collaboratori. Ho cercato sempre di fare un lavoro di squadra, di operare in pool.

Parallelamente al consolidarsi dell’azione investigativa svolta, però, si rafforzavano le attività di ostacolo che puntavano al mio isolamento, alla delegittimazione del mio lavoro, alle più disparate strumentalizzazioni.

Intimidazioni, pressioni, minacce, ostacoli, interferenze.

Attività che, talvolta, provenivano dall’esterno delle Istituzioni, ma il più delle volte dall’interno: dalla politica, dai poteri forti, dalla stessa magistratura.

Signor Presidente, a Lei non sfuggirà, quale Presidente del CSM, che l’indipendenza della magistratura può essere minata non solo dall’esterno dell’ordine giudiziario, ma anche dall’interno: ostacoli nel lavoro quotidiano da parte di dirigenti e colleghi, revoche e avocazioni illegali, tecniche per impedire un celere ed efficace svolgimento delle inchieste.

Ho condotto indagini nei settori più disparati, ma solo quando mi occupavo di reati contro la Pubblica amministrazione diventavo un cattivo magistrato.

Posso dire con orgoglio che il mio lavoro a Catanzaro procedeva in modo assolutamente proficuo in tutte le direzioni, come impone il precetto costituzionale dell’obbligatorietà dell’azione penale, corollario del principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

La polizia giudiziaria lavorava con sacrifici enormi, perché percepiva che risultati straordinari venivano raggiunti. Le persone informate dei fatti testimoniavano e offrivano il loro contributo. Lo Stato c’era ed era visibile, in un territorio martoriato dal malaffare. Le inchieste venivano portate avanti tutte, senza insabbiamenti di quelle contro i poteri forti (come invece troppe volte accade).

Questo modo di lavorare, il popolo calabrese – piaccia o non piaccia al sistema castale – lo ha capito, mostrandoci sostegno e solidarietà.

Non è poco, signor Presidente, in una Regione in cui opera una delle organizzazioni mafiose più potenti del mondo.

E che lo Stato stesse funzionando lo ha compreso bene anche la criminalità organizzata. Tant’è vero che si sono subito affinate nuove tecniche di neutralizzazione dei servitori dello Stato che si ostinano ad applicare la Costituzione Repubblicana.

Non so se Ella, Signor Presidente, condivide la mia analisi. Ma a me pare che – dopo la stagione delle stragi di mafia culminate nel 1992 con gli attentati di Capaci e di via D’Amelio e dopo la strategia della tensione delle bombe a grappolo in punti nevralgici del Paese nel 1993 – le mafie hanno preso a istituzionalizzarsi.

Hanno deciso di penetrare diffusamente nella cosa pubblica, nell’economia, nella finanza. Sono divenute il cancro della nostra democrazia.

Controllano una parte significativa del prodotto interno lordo del nostro paese, hanno loro rappresentanti nella politica e nelle Istituzioni a tutti i livelli, nazionali e territoriali.

Nemmeno la magistratura e le forze dell’ordine sono rimaste impermeabili.

Si è creata un’autentica emergenza democratica, da sconfiggere in Italia e in Europa.

Gli ostacoli più micidiali all’attività dei servitori dello Stato sono i mafiosi di Stato: quelli che indossano abiti istituzionali, ma piegano le loro funzioni a interessi personali, di gruppi, di comitati d’affari, di centri di potere occulto.

Non mi dilungo oltre, perché credo che al Presidente della Repubblica tutto questo dovrebbe essere noto.

Ebbene oggi, Signor Presidente, non è più necessario uccidere i servitori dello Stato: si creerebbero nuovi martiri; magari, ai funerali di Stato, il popolo prenderebbe di nuovo a calci e sputi i simulacri del regime; l’Europa ci metterebbe sotto tutela.

Non vale la pena rischiare, anzi non serve.

Si può raggiungere lo stesso risultato con modalità diverse: al posto della violenza fisica si utilizza quella morale, la violenza della carta da bollo, l’uso illegale del diritto o il diritto illegittimo, le campagne diffamatorie della propaganda di regime, si scelga la formula che più piace.

Che ci vuole del resto, signor Presidente, per trasferire un magistrato perbene, un poliziotto troppo curioso, un carabiniere zelante, un finanziere scrupoloso, un prete coraggioso, un funzionario che non piega la schiena, o per imbavagliare un giornalista che racconta i fatti?

E’ tutto molto semplice, quasi banale. Ordinaria amministrazione.

Per allontanare i servitori dello Stato e del bene pubblico, bisogna prima isolarli, delegittimarli, diffamarli, calunniarli.

A questo servono i politici collusi, la stampa di regime al servizio dei poteri forti, i magistrati proni al potere, gli apparati deviati dello Stato.

La solitudine è una caratteristica del magistrato, l’isolamento è un pericolo.

Ebbene, in Calabria, mentre le persone rispondevano positivamente all’azione di servitori dello Stato vincendo timori di ritorsioni, spezzando omertà e connivenze, pezzi significativi delle Istituzioni contrastavano le attività di magistrati e forze dell’ordine con ogni mezzo.

Quello che si è realizzato negli anni in Calabria sul piano investigativo è rimasto ignoto, in quanto la cappa esercitata anche dalla forza delle massonerie deviate impediva di farlo conoscere all’esterno. Il resto del Paese non doveva sapere.

Si praticava la scomparsa dei fatti.

Quando però le vicende sono cominciate a uscire dal territorio calabrese, l’azione di sabotaggio si è fatta ancor più violenta e repentina. Invece dello sbarco degli Alleati, c’è stato quello della borghesia mafiosa che soffoca la vita civile calabrese.

L’azione dello Stato produceva risultati in termini di indagini, restituiva fiducia nelle Istituzioni, svelava i legami tra mafia “militare” e colletti bianchi, smascherava il saccheggio di denaro pubblico perpetrate da politici collusi, (im)prenditori criminali e pezzi deviati delle Istituzioni a danno della stragrande maggioranza della popolazione, scoperchiava un mercato del lavoro piegato a interessi illeciti, squadernava il controllo del voto e, quindi, l’inquinamento e la confisca della democrazia.

Sono cose che non si possono far conoscere, signor Presidente.

Altrimenti poi il popolo prende coscienza, capisce come si fanno affari sulla pelle dei più deboli, dissente e magari innesca quella democrazia partecipativa che spaventa il sistema di potere che opprime la nostra democrazia.

Una presa di coscienza e conoscenza poteva scatenare una sana e pacifica ribellione sociale.

Lei, signor Presidente, dovrebbe conoscere – sempre quale Presidente del CSM – le attività messe in atto ai miei danni.

Mi auguro che abbia assunto le dovute informazioni su quello che accadeva in Calabria per fermare il lavoro che stavo svolgendo in ossequio alla legge e alla Costituzione.

Avrà potuto così notare che è stata messa in atto un’attività di indebito esercizio di funzioni istituzionali al solo fine di bloccare indagini che avrebbero potuto ricostruire fatti gravissimi commessi in Calabria (e non solo) da politici di destra, di sinistra e di centro, da imprenditori, magistrati, professionisti, esponenti dei servizi segreti e delle forze dell’ordine.

Tutto ciò non era tollerabile in un Paese ad alta densità mafiosa istituzionale.

Come poteva un pugno di servitori dello Stato pensare di esercitare il proprio mandato onestamente applicando la Costituzione?

Signor Presidente, Lei – come altri esponenti delle Istituzioni – è venuto in Calabria, ha esortato i cittadini a ribellarsi al crimine organizzato e ad avere fiducia nelle Istituzioni.

Perché, allora, non è stato vicino ai servitori dello Stato che si sono imbattuti nel cancro della nostra democrazia, cioè nelle più terribili collusioni tra criminalità organizzata e poteri deviati?

Non ho mai colto alcun segnale da parte Sua in questa direzione, anzi.

Eppure avevo sperato in un Suo intervento, anche pubblico: ero ancora nella fase della mia ingenuità istituzionale.

Mi illudevo nella neutralità, anzi nell’imparzialità dei pubblici poteri.

Poi ho visto in volto, pagando il prezzo più amaro, l’ingiustizia senza fine.

Sono stato ostacolato, mi sono state sottratte le indagini, mi hanno trasferito, mi hanno punito solo perché ho fatto il mio dovere, come poi ha sancito l’Autorità Giudiziaria competente.

Ma intanto l’obiettivo era stato raggiunto, anche se una parte del Paese aveva e ha capito quel che è accaduto, ha compreso la posta in gioco e me l’ha testimoniato con un affetto che Lei non può nemmeno immaginare.

Un affetto che costituisce per me un’inesauribile risorsa aurea.

Ho denunciato fatti gravissimi all’Autorità giudiziaria competente, la Procura della Repubblica di Salerno: me lo imponeva la legge e prima ancora la mia coscienza.

Magistrati onesti e coraggiosi hanno avuto il solo torto di accertare la verità, ma questa ancora una volta era sgradita al potere.

E allora anche loro dovevano pagare, in modo ancora più duro e ingiusto: la lezione impartita al sottoscritto non era stata sufficiente.

La logica di regime del “colpirne uno per educarne cento” usata nei miei confronti non bastava ancora a scalfire quella parte della magistratura che è l’orgoglio del nostro Paese.

Ci voleva un altro segnale forte, proveniente dalle massime Istituzioni, magistratura compresa: la ragion di Stato (ma quale Stato, signor Presidente?) non può tollerare che magistrati liberi, autonomi e indipendenti possano ricostruire fatti gravissimi che mettono in pericolo il sistema criminale di potere su cui si regge, in parte, il nostro Paese.

Quando la Procura della Repubblica di Salerno – un pool di magistrati, non uno “antropologicamente diverso”, come nel mio caso – ha adottato nei confronti di insigni personaggi calabresi provvedimenti non graditi a quei poteri che avevano agito per distruggermi, ecco che il circuito mediatico-istituzionale, ai più alti livelli, ha fatto filtrare il messaggio perverso che era in atto una “lite fra Procure”, una guerra per bande.

Una menzogna di regime: nessuna guerra vi è stata, fra magistrati di Salerno e Catanzaro.

C’era invece semplicemente, come capirebbe anche mio figlio di 5 anni, una Procura che indagava, ai sensi dell’art. 11 del Codice di procedura penale, su magistrati di un altro distretto.

E questi, per ostacolare le indagini, hanno a loro volta indagato i colleghi che indagavano su di loro, e me quale loro istigatore.

Un mostro giuridico. Un’aberrazione di un sistema che si difende dalla ricerca della verità, tentando di nascondersi dietro lo schermo di una legalità solo apparente.

Questa menzogna è servita a buttare fuori dalle indagini (e dalla funzioni di Pm) tre magistrati di Salerno, uno dei quali lasciato addirittura senza lavoro.

Il messaggio doveva essere chiaro e inequivocabile: non deve accadere più, basta, capito?!

Signor Presidente, io credo che Lei in questa vicenda abbia sbagliato.

Lo affermo con enorme rispetto per l’Istituzione che Lei rappresenta, ma con altrettanta sincerità e determinazione.

Ricordo bene il Suo intervento – devo dire, senza precedenti – dopo che furono eseguite le perquisizioni da parte dei magistrati di Salerno.

Rimasi amareggiato, ma non meravigliato.

Signor Presidente, questo sistema malato mi ha di fatto strappato di dosso la toga che avevo indossato con amore profondo.

E il fatto che non mi sia stato più consentito di esercitare il mestiere stupendo di Pubblico ministero mi ha spinto ad accettare un’avventura politica straordinaria.

Un’azione inaccettabile come quella che ho subìto può strapparmi le amate funzioni, può spegnere il sogno professionale della mia vita, può allontanarmi dal mio lavoro, ma non può piegare la mia dignità, né ledere la mia schiena dritta, né scalfire il mio entusiasmo, né corrodere la mia passione e la volontà di fare qualcosa di utile per il mio Paese.

Nell’animo, nel cuore e nella mente, sarò sempre magistrato.

Nella Politica, quella con la P maiuscola, porterò gli stessi ideali con cui ho fatto il magistrato, accompagnato dalla medesima sete di giustizia, i miei ideali e valori di sempre (dai tempi della scuola) saranno il faro del nuovo percorso che ho intrapreso.

Darò il mio contributo affinché i diritti e la giustizia possano affermarsi sempre di più e chi soffre possa utilizzarmi come strumento per far sentire la sua voce.

È per questo che, con grande serenità, mi dimetto dall’Ordine giudiziario, dal lavoro più bello che avrei potuto fare, nella consapevolezza che non mi sarebbe più consentito esercitarlo dopo il mandato politico.

Lo faccio con un ulteriore impegno: quello di fare in modo che ciò che è successo a me non accada mai più a nessuno e che tanti giovani indossino la toga non con la mentalità burocratica e conformista magistralmente descritta da Piero Calamandrei nel secolo scorso, come vorrebbe il sistema di potere consolidato, ma con la Costituzione della Repubblica nel cuore e nella mente.

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Ott 24

di Gabriella Nuzzi
(Giudice del Tribunale di Latina)

Da Il Fatto Quotidiano del 30 settembre 2009

L’imprevedibilità degli eventi, insuperabile limite umano.

Essa ha segnato il cammino della Storia, aprendo ai grandi cambiamenti e alle conquiste di civiltà.

Nell’apparente quiete di un ancient regime ormai assai prossimo alla perfezione, l’imprevedibile è accaduto.

Una falla nel sistema. L’inaspettato logorìo dei meccanismi di controllo.

Meccanismi perversi, criminosi, grazie ai quali gruppi di potere trasversale hanno usurpato posti strategici all’interno delle istituzioni del Paese, generando un tentacolare sovra-apparato che ne plagia il funzionamento democratico per asservirlo al culto del dominio personale e del profitto.

Meccanismi spietati, dietro i quali sono celati i misteri delle innumerevoli stragi della nostra storia repubblicana, servite solo a instillare nel popolo suddito, atterrito e prostrato al bisogno, l’illusione di un governo stabile e forte, in grado di fronteggiare e sconfiggere l’ombra di un apparente nemico, di cui, in realtà, era già prigioniero.

Meccanismi di spionaggio e dossieraggio illegali, micidiali armamenti di un potere senza colore, invisibile e onnipresente, il vero grande Segreto di Stato; impiegati per ordire, con la clava della denigrazione, strategie di annientamento di uomini scomodi impegnati nella ricerca della verità, da seppellire, per sempre, nel sepolcro della grande menzogna.

Imprevedibilmente, quei meccanismi sono impazziti, il controllo è sfuggito di mano.

Dietro la patina scrostata di un mondo surreale, si intravedono, ridotti in macerie, gli antichi spazi di libertà, autonomia, eguaglianza sociale, ai quali i nostri padri hanno donato, nella lotta, le loro semplici vite.

Da ogni parte si levano cori di autorevoli voci; indignate, incitano a levare gli scudi, perché la democrazia è in grave pericolo.

Le forze politiche di opposizione organizzano proteste a difesa della Libera Stampa, l’associazione nazionale delle toghe invoca tutele alla sua indipendenza.

Dov’ erano costoro quando suonavano i primi campanelli d’allarme?

Dov’erano, quando scoppiavano i casi dei colleghi De Magistris e Forleo, impunemente additati come cattivi magistrati; quando, senza decenza, veniva profusa alla pubblica opinione l’enorme bugia della “guerra” tra le Procure di Salerno e Catanzaro?

Dov’era allora la verità?

Eppure, l’evidenza dei fatti era scritta nelle carte, migliaia di atti processuali che raccontano dell’illecita gestione di finanziamenti e appalti, di corruzioni giudiziarie, di indagini avviate e poi sparite nel nulla, di agenzie di sicurezza e organi di informazione, di magistrati controllati, delegittimati, esautorati delle loro funzioni.

Dov’erano quei politici, quelle toghe, le illustri firme del giornalismo italiano che oggi gridano allo scandalo dell’autoritarismo?

La paura li aveva forse paralizzati, rendendoli ciechi, muti, sordi?

Non preferirono, allora, seguire le scorciatoie della denigrazione, degli insulti gratuiti o, ancor peggio, dell’indifferenza e del silenzio, tutti compatti nella irrazionale difesa di simulacri sacri ed inviolabili, da preservare ad ogni costo?

E dov’era la grande “libera stampa” quando si levavano, isolate, le coraggiose voci del dissenso?

Non si adeguò forse anch’essa – né più né meno della “stampa di regime” – ai diktat dell’oscuramento, della mistificazione, dell’omertà e dell’emarginazione, dimostrandosi suddita del proprio padrone?

Certo è che quella verità avrebbe consentito di svelare i meccanismi del sistema e di arrestarne il funzionamento.

Troppo scomoda però, forse perché non partigiana.

Più facile e conveniente espellere i virus e ridurli in quarantena.

Dunque, il tempo delle domande – e delle riflessioni – non è ancora finito.

Sorge il dubbio che le nobili cause, rispolverate oggi con tanto fervore, siano utili a rinvigorire qua e là il consenso in un popolo stanco e stremato.

Intanto, l’imprevedibile può ancora accadere.

Che taccia il chiacchiericcio volgare di chi, assai vigliaccamente, ancora getta acqua al suo mulino per giustificare le nefandezze compiute; che i fatti siano finalmente resi alla pubblica opinione; che le responsabilità siano accertate e punite.

La ricerca della verità accomuna Giustizia e Informazione, ma non è una lucina debole e fioca, che si accende e si spegne all’intermittenza della ipocrisia e della convenienza politica.

E’ un faro immenso, luminosissimo, perennemente fisso sulla coscienza umana, unica vera guida verso un autentico rinnovamento.

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La fotografia è tratta dal sito Realtà Sannita.

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Ott 24

di Bruno Tinti

da Il Fatto Quotidiano del 23 ottobre 2009

Nella relazione al Parlamento sullo stato della giustizia, Alfano ha detto che aveva un incubo: la lunghezza dei processi.

E intollerabile, ha detto, e la riforma che sto preparando vi porrà fine.

Poi i progetti di riforma sono venuti fuori: separazione delle carriere, responsabilità civile dei magistrati (che è già prevista), no alle intercettazioni, no alla Polizia giudiziaria nelle procure, divieto di utilizzare le sentenze definitive in altri processi per gli stessi fatti e furbate del genere.

Queste riforme non accorciano i processi, li allungano.

Per far capire quello che servirebbe davvero, racconto un processo che si è tenuto qualche giorno fa ad Ivrea, cittadina a 36 km da Torino, dove c’è un Tribunale, una Procura, un ufficio Giudici di pace e una Corte d’Assise.

Qui è stato condannato all’ergastolo Domenico Agresta per l’omicidio di Giuseppe Trapasso; una storia di traffico di stupefacenti e di concorrenza tra bande rivali.

Con Agresta erano processati Vincenzo Solli e Maxwell Caratti, tutti accusati di omicidio, porto d’arma e distruzione di cadavere perché, dopo aver sparato a Trapasso, lo hanno bruciato.

Perché questi due non sono stati processati?

Agresta ha chiesto un processo abbreviato, sperando in una diminuzione di pena: in effetti l’abbreviato è un po’ più rapido e semplice perché il giudice può utilizzare le prove raccolte dal pm senza rifarle tutte, come invece succede nel processo normale.

Gli altri invece hanno deciso per il processo normale; e quindi il lavoro è raddoppiato.

Ma la parte drammatica arriva adesso. Agresta, nel suo processo, ha depositato un memoriale in cui racconta che lui ha sparato a Trapasso, che Solli gli ha procurato l’arma ed era con lui quando questi è stato ucciso e che Caratti è arrivato dopo e li ha aiutati a bruciare il cadavere.

Se tutti e tre fossero stati processati insieme, Agresta e Solli si sarebbero presi l’ergastolo e Caratti sarebbe stato condannato agli anni di galera che gli toccavano.

Ma ora per Solli e Caratti si deve fare un altro processo con altre regole.

E queste prevedono che Agresta, che dovrebbe raccontare quello che ha scritto nel suo memoriale, possa rifiutarsi di rispondere: il nostro geniale legislatore, ha inventato una figura particolare, l’imputato testimone (in gergo: impumone) che ha, sì, l’obbligo di testimoniare sugli altri imputati ma solo se il suo processo si è concluso con sentenza definitiva; se no, può dire “mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.

Come ho detto, Agresta è stato condannato, però ci sono ancora Appello e Cassazione (e c’è da giurare che ci andrà, visto che si è beccato l’ergastolo); dunque la sua sentenza di condanna non è definitiva; e quindi è ovvio che non accuserà i suoi complici (che sempre fieri delinquenti sono e gliela farebbero pagare): se ne starà zitto e nessuno potrà farci nulla.

Ma c’è il memoriale, in cui Agresta ha raccontato come si sono svolte le cose; quello si può acquisire.

Si, ma solo con “il consenso delle parti” (così dice la legge).

E, secondo voi, gli avvocati di Solli e Caratti daranno il consenso per l’acquisizione di una prova che li incastra?

Adesso, visto che Alfano ha il diritto di dormire in pace, gli suggerisco alcune riforme vere.

Prima di tutto abolire i tribunali piccoli e trasferire tutte le loro risorse nei tribunali grandi.

Si chiama riforma delle circoscrizioni giudiziarie, da 30 anni si dice che si deve fare ma, chissà perché (e gli avvocati che hanno i loro studi nelle città piccoline? e i magistrati capi degli uffici soppressi?), non se ne fa niente.

Poi stabilire che tutti i processi si facciano come si fa il processo abbreviato, quello che ha permesso di dare presto e bene l’ergastolo ad Agresta.

Poi abolire tutte le norme che vietano di utilizzare prove che permetterebbero di condannare un sacco di delinquenti.

Solo che così Berlusconi sarebbe stato già condannato per corruzione dell’avvocato Mills …

Capisco che Alfano preferisca tenersi i suoi incubi.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 24

Con una conferenza del premio Nobel per la medicina Luc Montagnier, oggi prende inizio a Genova il Festival della Scienza.

Anche in questa settima edizione, attraverso i 300 appuntamenti in programma - tra mostre, laboratori, conferenze, spettacoli, installazioni interattive e performance musicali - il Festival sarà un’arena per l’incontro e il confronto tra i big della ricerca internazionale e il grande pubblico.

E all’insegna dell’originale convergenza tra i linguaggi che da sempre costituisce la cifra caratteristica del Festival, sarà un altro premio Nobel, Dario Fo, l’insolito protagonista dell’ultima serata della manifestazione, con un evento al Teatro Duse organizzato in occasione della presentazione dei nuovi libri dello storico della scienza Enrico Bellone, Galileo e l’abisso, e del matematico Piergiorgio Odifreddi, Hai vinto, Galileo!, nel corso del quale il celebre attore leggerà il testo in padovano Dialogo de Cecco di Ronchitti da Bruzene, attribuito a Galileo, commentandolo poi insieme ai due autori per inquadrare storicamente e scientificamente la figura di colui che Italo Calvino definì “il più grande scrittore della letteratura italiana di ogni tempo”. Una partenza e un finale esplosivi, che dimostrano come le previsioni per il futuro debbano sempre passare attraverso la conoscenza e la comprensione del passato, delle origini, delle radici, delle teorie che hanno fatto la storia della scienza mondiale.

Teorie come quella evoluzionista, che a duecento anni dalla nascita di Charles Darwin viene ripresa e raccontata in due originali conferenze-spettacolo che vedono protagonisti alcuni grandi nomi dello spettacolo: Elio di Elio e le Storie Tese, che affianca lo storico della scienza Emanuele Coco in un incontro dal titolo Il Teatro dell’Evoluzione e Luca Bizzarri e Patrizio Roversi che portano in scena Darwin e Fitzroy, viaggiatori per caso, un testo liberamente ispirato al libro Questa creatura delle tenebre di H. Thompson per una lezione insolitamente divertente tra scienza e storia, una produzione Teatro Cargo/Festival della Scienza.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 24

Ieri sera al Circolo dei Lettori i torinesi presenti hanno avuto la fortuna di assistere a una lezione magistrale del Premio Nobel per la Fisica George Smoot, famoso per i suoi studi sull’anisotropia di corpo nero presente nella radiazione cosmica di fondo.

Image Courtesy of NASA WMAP

L’universo osservato si sta espandendo e raffreddando. Il fondo cosmico di microonde (Cosmic Microwave Background, CMB) è il residuo della radiazione di corpo nero (= termica) del Big Bang caldo.

In prima approssimazione il CMB è un perfetto corpo nero, con una temperatura di in ogni direzione del cielo ad una frequenza di 160,2 GHz corrispondente ad una lunghezza d’onda di 1,9 mm, ad una temperatura di 2,726 +/- 0,010 K: il satellite COBE (1992) e altri esperimenti più recenti (ad esempio l’esperimento BOOMERanG nel 2003 ed il satellite WMAP) hanno mostrato che, le emissioni di parti diverse del cielo differiscono solamente dello 0,0001-0,001%.

Nelle foto, da sinistra, i Prof.ri Ester Antonucci (dir. dell’Osservatorio Astronomico di Torino), George Smoot, Attilio Ferrari, Piero Galeotti, Enrico Predazzi

L’intervento di Smoot si è sviluppato in maniera analoga a quello portato al TED lo scorso anno e che vi proponiamo qui di seguito.

Dotato di un profondo sense of humor, il prof. Smoot ha di recente partecipato a una delle serie TV più amate dal popolo americano (e anche italiano): The Big Bang Theory. Alla domanda se si fosse divertito a partecipare alle riprese ha confessato che ci tiene molto a quell’esperienza, e che molte delle scene girate non sono poi state trasmesse.
Ma di seguito, grazie al canale YouTube della CBS, possiamo darvene qualche anticipazione.

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Ott 22

STIAMO COSTRUENDO IL ponte sullo stretto di Messina: i lavori partiranno entro dicembre. Ma siamo anche il Paese dell’Alta Velocità/Alta capacità. Treni super-veloci che sfrecciano per l’Italia, azzerando le distanze. Settimana scorsa sono andato a Pordenone: da Milano ci vogliono 4 ore e rotti, utilizzando un Intercity che è stato ribattezzato “Eurostar City”, con l’unica differenza di costare il 15% in più rispetto a prima: il “materiale rotabile” e la velocità di percorrenza sono identiche (quest’ultima è praticamente la stessa di quella del Ventennio, peraltro). Stasera sono tornato dalla Francia arrivando alle 22.30 a Malpensa da Charles De Gaulle. I 45 minuti di “treno veloce” delle Nord (ma per carità) sono diventati un’ora e dieci, pur senza alcuna stazione nel tragitto, a causa di “rallentamenti”.

Ma la cosa più bella sono gli Eurostar di casa nostra: ora diventati chissàcomemai “i Frecciarossa”, in attesa che arrivi Montezemolo con i suoi. Il primo bidone è che il termine “Eurostar” viene utilizzato in maniera più appropriata dal 1994 dalle ferrovie di Gran Bretagna, Francia e Belgio. Il secondo è sui treni ad alta velocità. Sapete di cosa non si parla mai durante gli orgasmi ferroviari che ci colgono tutti quanti quando pensiamo alle magnifiche e progressive sorti del nostro sistema ferroviario? Un sistema che, peraltro, sta cancellando l’Eurostar diretto da Bergamo a Roma che ci mette solo 5 ore e mezzo.

Non si parla mai del fatto che esiste una associazione di compagnie ferroviarie europee che gestiscono treni ad Alta Velocità e che si sono federate insieme per offrire un servizio migliore e rendere davvero più piccolo il nostro vecchio continente. E sapete la notizia? L’Italia non ne fa parte: ci sono “solo” DB (Germany), SNCF (France), Eurostar (UK, France and Belgium), NS Hispeed (Netherlands), ÖBB (Austria), SBB (Switzerland), SNCB (Belgium). Tristi? Forse solo i turisti che vanno nella Camargue in treno, rinunciando all’Italia…

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Ott 22

La rivista americana Esquire ha eletto l’attrice inglese Kate Backinsale donna più sexy del mondo. Il titolo, vinto negli anni scorsi da splendide attrici come Angelina Jolie, Halle Berry, Scarlett Johansson e Charlize Theron, è stato accolto dall’attrice con estremo stupore, ma con i suoi 36 anni e con una figlia, Lily, avuta nel 1999 dalla relazione con l’attore Michael Sheen, ha sbaragliato la…

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Ott 22

Biancaneve nuda ed ubriaca a letto con i sette nani sembra una scena impossibile, ma è invece stata l’immagine scelta dall’agenzia pubblicitaria Surry Hills per reclamizzare la Jamieson Raspberry Ale, la nuova birra al lampone della Jamieson Brewery, azienda produttrice americana. Se la fiaba, portata al cinema dalla Walt Disney nel 1937, presentava una ragazza dolce e sensibile, mai si sarebbe…

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Ott 22

Edward Hopper, principale interprete del Realismo americano, è per la prima volta in Italia (a parte una breve apparizione alla Biennale di Venezia del ’52 assieme ad altri pittori americani) in due mostre che uniranno Milano e Roma. Un’antologica che offre al pubblico oltre 160 opere, tra cui celebri capolavori come “Summer Interior” (1909), “Pennsylvania Coal Town” (1947), “Morning Sun” (1952)…

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Ott 22


Il 19 ottobre scorso Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani sono stati condannati alla perdita dell’anzianità ed al trasferimento d’ufficio dalla Sezione Disciplinare del CSM che, nel gennaio di quest’anno, aveva loro applicato la misura cautelare con procedimento sommario. La Sezione Disciplinare che ha emesso la sentenza era composta esattamente dagli stessi consiglieri che già si erano pronunciati sulla vicenda adottando la misura cautelare. Si è ritenuto, cioè, che la pregressa valutazione effettuata in sede sommaria e cautelare non determinasse alcuna incompatibilità rispetto al successivo giudizio a cognizione piena. Questo sebbene il giudizio disciplinare sia modellato sul codice di rito penale e nonostante l’art. 111 Cost. richieda che ogni processo sia deciso da un giudice ”terzo” rispetto alla regiudicanda. Per rendere l’idea, è come se il GIP che ha mandato in carcere gli indagati sulla base di indizi fosse poi chiamato a giudicare quegli stessi imputati e, indirettamente, a valutare il proprio precedente operato; infatti l’assoluzione implicherebbe, in assenza di elementi nuovi, un errore del provvedimento cautelare.

Si tratta, come ognuno può vedere, di una opzione interpretativa preoccupante ed in conflitto con i più elementari principi di garanzia operanti in qualsiasi processo. Tanto fondate sono le perplessità (per non dire lo sgomento) originate da tale inusitato abbandono delle garanzie fondamentali, che la giurisprudenza delle Sezioni Unite della Cassazione - alle quali l’Ordinamento demanda il compito di comporre i contrasti di giurisprudenza - mostra non equivoche manifestazioni di disorientamento.Senza aggiungere alcun ulteriore commento, riportiamo gli stralci tratti da due pronunce del massimo organo della giurisdizione ordinaria emesse a distanza di poche settimane l’una dall’altra. Si tratta di motivazioni nelle quali la soluzione adottata segue percorsi argomentativi tra loro inconciliabili: o è vero l’uno o è vero l’altro. Per neutralizzare la fondamentale garanzia del giusto processo, la prima afferma che si devono applicare le norme del codice di procedura civile; la seconda quelle del codice di procedura penale, ma non fino in fondo. L’incertezza delle argomentazioni denota, il più delle volte, un ragionamento logicamente fragile.
Cass. Civ., SS.UU., 8 luglio 2009, 15976“Vanno interpretati restrittivamente infatti i richiami al codice di procedura penale contenuti sia nel D.Lgs. n. 109 del 2006, art. 16, comma 2 (per l’attività di indagine) sia nel D.Lgs. n. 109 del 2006, art. 18, comma 4 (per la discussione dibattimentale) perchè, se il legislatore avesse inteso estendere la disciplina processuale penale all’intero procedimento disciplinare, non avrebbe limitato il richiamo a specifiche attività, come le indagini e la discussione dibattimentale. Ne consegue che deve escludersi l’estensibilità di tali richiami anche al libro primo del codice di procedura penale, cui appartengono l’art. 36 e segg., che disciplinano l’incompatibilità del giudice, l’astensione, la ricusazione e il regime d’impugnazione dei relativi provvedimenti. E per tutte le attività che non risultino disciplinate espressamente o per specifico rinvio al codice di procedura penale, deve ritenersi applicabile la disciplina dettata dal codice di procedura civile”.

Cass. Civ., SS.UU., 19 agosto 2009, n. 18374. “La L. 24 marzo 1958, n. 195, art. 6, espressamente prevede che i componenti della Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura siano soggetti a ricusazione, ma non ne indica i possibili motivi, i quali vanno pertanto ricercati, in forza del menzionato D.Lgs. n. 109 del 2006, artt. 16 e 18, nelle disposizioni del codice di procedura penale, tuttavia sempre in quanto compatibili. Questo limite non consente di estendere ai procedimenti disciplinari nei confronti di magistrati, tra le ipotesi di incompatibilità determinata da atti compiuti nel procedimento elencate dall’art. 34 c.p.p., quella derivante dall’adozione, come nella specie è avvenuto, di un provvedimento applicativo di una misura cautelare, nel corso delle indagini.”.

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Ott 22

Ricorderete sicuramente INFLUWEB, l’importante progetto di monitoraggio dell’Influenza, un sistema di partecipazione Collaborativo di Vigilanza Epidemiologica, unico in Italia e nel mondo. Ne sono artefici i ricercatori dell’ISI di Torino.


Nella foto Vittoria Colizza
[foto di Enrico Miglino, Gravità Zero]

A Storie di Futuro, XIII edizione del Festival Scienzartambiente - per un mondo di pace, promosso dal Comune di Pordenone, Assessorato alla cultura in patrnership con il Science Centre - Immaginario Scientifico, Venerdì 23 ottobre e Sabato 24 ottobre si parlerà con Vittoria Colizza (foto), fisico e Project Manager di questo esperimento e anche di pandemie e prevenzione.

Si inizia Venerdì 23 ottobre alle ore 18.00 con “AIDS ed epatite: malattie orfane” secondo appuntamento di “Da Vicino: dialoghi sulla scienza e sulla tecnologia” e secondo appuntamento con una dei “20 italiani che cambiano l’Italia”. Paola Nasta, ricercatrice, infatti è una dei 20 italiani fotografati da Giansanti per il Corriere della Sera Magazine, per la mostra omonima, che sarà possibile visitare in esclusiva presso il Convento di San Francesco fino al 1 Novembre 2009, con allestimento a cura del Science Centre-Immaginario scientifico.

Paola Nasta, dialogherà con Vittoria Colizza, epidemiologa computazionale della Fondazione ISI di Torino, e con il pubblico per capire meglio cosa sono AIDS ed Epatiti e quale sia il ruolo di altissimo livello internazionale della ricerca italiana in questo campo.

Sono malattie orfane” dice Paola Nasta “perché troppo spesso ci dimentichiamo che esistono, pensando che siano ormai un ricordo del passato o che siano solo malattie del cosiddetto Terzo Mondo”.

AIDS ed epatiti invece sono malattie tutt’ora presenti anche nel nostro paese e la percentuale di malati tende anche ad aumentare, proprio a causa di una informazione molto spesso scorretta, per troppi anni caratterizzata da spot saltuari e spesso poco convincenti, ed alla mancanza di cultura della prevenzione in nome della cultura “ del farmaco”

Per chi volesse approfondire su quali basi vengono costruiti i modelli di previsione della diffusione di pandemie biologiche e non solo, appuntamento Sabato 24 ottobre ore 10.00, Convento di San Francesco, con Vittoria Colizza nell’incontro “Numbers: pandemie e molto altro”

Ufficio stampa Festival Scienzartambiente - per un mondo di pace

Telefono: 331 6463741 - fax 0434 392925

www.comune.pordenone.it/scienzartambiente

e-mail: scienzartambiente@comune.pordenone.it

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Ott 22

La caratteristica più rivoluzionaria della prossima generazione di robot sarà la capacità di interazione con l’essere umano. Una realtà in cui uomo e robot possano lavorare e interagire tranquillamente fianco a fianco in completa sicurezza è ancora tutta da costruire, e ancora oggi l’unica garanzia di protezione è costituita dalla separazione degli spazi fisici tra essere umano e macchina.

La “rivoluzione” è avvenuta attraverso due progetti, finanziati dall’Unione Europea: PHRIENDS, partito nel 2006, ed il suo “successore” VIACTORS, partito quest’anno, e che sarà ufficialmente presentato in Italia il prossimo 25 ottobre, al Festival della scienza di Genova.

“Lo scopo del progetto non è produrre automi che semplicemente replichino in toto la struttura fisica umana - spiega Antonio Bicchi, direttore del Centro ‘Piaggio’ - ma piuttosto quello di capire quali sono le parti di una struttura biologica che consentono all’organismo di svolgere determinate funzioni, per poi sviluppare nuovi componenti per i robot in grado di svolgere la stessa funzione. La rivoluzione è che questi componenti verranno inseriti direttamente nella struttura fisica del robot. Non ci sarà più un programma esterno che, caricato sull’automa come un software, darà istruzioni alla macchina, ma la capacità di svolgere una funzione sarà incorporata direttamente nel ‘fisico’ della macchina, così come avviene nel caso di alcune capacità umane, per esempio motorie”.

Approfondimenti: L’Università di Pisa e L’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova al Festival della Scienza presentano i robot simili all’uomo
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Ott 22

In occasione di molti eventi di divulgazione scientifica, soprattutto sul tema dell’astronomia, il pubblico mi ha posto domande sull’equazione di Frank Donald Drake.

È successo anche il 17/10/2009 a Torino, al termine della conferenza divulgativa Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia”, durante la quale ho presentato la relazione: “Si fa presto a dire probabilità (di vita extraterrestre e di impatto asteroidale)”.

La domanda classica mi viene più o meno formulata in questo modo: “Mi scusi, ma a parte il fatto che l’Universo è gigantesco, e non è ammissibile che una tale quantità di materia sia stata creata (o si sia creata) soltanto per noi, c’è poi l’evidenza dell’equazione di Drake, secondo la quale la probabilità di vita extraterrestre non è nulla”.

Di fatto, costoro credono all’esistenza di vita extraterrestre: se la scienza non l’ha ancora trovata, è perché non ha cercato nei posti giusti oppure ancora non è dotata degli strumenti tecnologici necessari. Il grosso problema di fondo rimane lo stesso da millenni: la differenza fra scienza e fede. Chi ha fede crede senza bisogno di prove e continua comunque a credere; invece lo scienziato fa affidamento sulle teorie attuali, che sono assolutamente falsificabili in qualunque momento. Se domani qualcuno elabora una teoria che è più aderente ai dati osservativi rispetto a quella attuale, la vecchia teoria viene immediatamente gettata nel cestino. La scienza è quindi sempre provvisoria e sempre in evoluzione, ma ha la fondamentale caratteristica di basarsi sull’osservazione.

Nella foto: Frank Drake (Foto: Seti)

Ma in cosa consiste essenzialmente l’equazione di Drake? Essa innanzitutto considera esclusivamente la nostra galassia, cioè la Via Lattea.

Quante stelle esistono nella Via Lattea? Questo è il dato di partenza.

Poi si tiene conto del fatto che non tutte le stelle sono dotate di pianeti, quindi si stima la frazione di stelle che hanno sistemi planetari. Tale frazione, moltiplicata per il numero di stelle iniziali, necessariamente fornisce un risultato più piccolo del numero iniziale. Successivamente si considera che non tutti i pianeti sono adatti alla vita: si va quindi a moltiplicare la stima della frazione di pianeti adatti alla vita per il risultato ottenuto in precedenza (ottenendo così un risultato ancora più piccolo. Tale risultato, moltiplicato per una serie di frazioni minori di uno, è destinato a diventare sempre più piccolo).

Naturalmente non è detto che la vita si sia sviluppata in tutti i pianeti che erano caratterizzati dalle condizioni più idonee, dunque – sempre moltiplicando per l’ultimo risultato ottenuto – si considera la frazione di pianeti adatti su cui ha avuto effettivamente origine la vita. Su questi ultimi pianeti non è certo che la vita si sia sviluppata a sufficienza: potrebbe essere rimasta a livello di batteri. Dunque occorre stimare la frazione di pianeti, adatti alla vita, sui cui ha avuto origine la vita, e sui quali si è sviluppata la vita “intelligente”. Ma ancora non basta, bisogna anche valutare la frazione di tali pianeti su cui sia emersa una civiltà tecnologica disposta a comunicare e poi stimare quale possa essere la durata di tali civiltà.

Il risultato dell’equazione è un numero: si tratta del numero di civiltà tecnologiche esistenti nella Via Lattea in un determinato momento. Tale numero risulta dalla moltiplicazione del numero di stelle della nostra Galassia per tutte le frazioni sopra richiamate.

L’equazione di Drake è stata equivocata da molte persone, che – appunto – ritengono che il risultato di tale algoritmo sia la probabilità di vita extraterrestre. Occorre dunque fare chiarezza, anche perché certi termini usati nel linguaggio comune appaiono simili, ma se andiamo ad esaminare da vicino la matematica e la statistica che ci sta dietro, scopriamo che si tratta di una cosa ben diversa da quella che pensavamo.

Innanzitutto, l’equazione di Drake non contiene probabilità, quindi il risultato non può essere una probabilità, ed abbiamo infatti detto che si tratta di un semplice numero. L’equazione contiene invece, oltre alla stima del numero di stelle della nostra Galassia, molte frequenze, ma le frequenze non hanno nulla a che vedere con le probabilità. Data una certa variabile, ad es. esito del lancio di una moneta, e considerate le due modalità che possono essere assunte dalla variabile (testa e croce), per frequenza si intende quante teste sono uscite su un determinato numero di lanci (o meglio prove, in linguaggio tecnico). Dunque frequenza è quante volte si è ripetuta una determinata modalità. Se abbiamo effettuato 10 lanci ed ottenuto 2 teste, la frequenza assoluta è 2, la frequenza relativa è 0,2 (= 2/10), la frequenza percentuale è 20% [= (2/10) x 100].

Secondo l’approccio frequentista alla probabilità, la frequenza diventa una buona approssimazione della probabilità solo quando il numero di prove (nel nostro caso di lanci) tende a più infinito. Solo in pochi casi è possibile ripetere un esperimento, nelle stesse condizioni, per un numero straordinariamente grande di volte (che, a sua volta, risulti un’accettabile approssimazione di più infinito). Si può fare con la moneta, non certo con i pianeti. Di conseguenza quelle contenute nell’equazione di Drake restano solo delle frequenze. È vero che ci sono molte frequenze (che prima abbiamo introdotto con il termine di “frazioni”), ma è anche vero che un prodotto di frequenze resta una frequenza. E una frequenza moltiplicata per un numero fa un numero, non certo una probabilità.

Non fatevi ingannare dal fatto che le frequenze relative, per il modo in cui sono costruite (cioè come rapporto fra frequenze assolute e numero totale delle prove), risultano comprese fra zero e 1, esattamente come la probabilità, che è un numero che varia tra zero (= evento nullo) e 1 (= evento certo): quelle comprese nell’equazione di Drake sono soltanto frequenze relative.

C’è un altro problema importante che affligge l’equazione di Drake: le frequenze relative sono costituite dal rapporto fra un numeratore e un denominatore, entrambi assolutamente incerti.

Facciamo un esempio. Se in un anno avete ricevuto 10 multe, potete ben affermare che la frequenza assoluta è 10, ma cosa potete dire sulla frequenza relativa? Quante multe potevate prendere in 365 giorni? La verità è che non avete idea di quante possano essere ed infatti siete nel giusto: non è possibile calcolare esattamente il numero massimo di multe che voi potete ricevere in un anno. Dovete accontentarvi di una semplice e incerta stima: ad esempio una multa al giorno, quindi 365 multe in un anno. Di conseguenza la frequenza relativa risulterà pari a 0,0274 = 10/365. Il risultato è stato arrotondato).

Le frequenze relative presenti nell’equazione di Drake sono ancora più incerte rispetto a quella relativa alle multe: infatti non si conosce con certezza né il numeratore (ad es. numero di pianeti adatti alla vita), né il denominatore (numero totale di pianeti). Mentre voi almeno conoscete con certezza quante multe avete ricevute in un anno, un astronomo che voglia calcolare la frequenza relativa dei pianeti adatti alla vita rispetto al numero totale dei pianeti, non conosce né quanti siano quelli adatti, né quanti siano in totale. Deve stimare entrambi i dati.

Che ce ne facciamo allora di una stima? Se vostro figlio domani deve andare a sostenere un esame universitario, voi potreste chiedergli al mattino: “Che voto pensi di prendere?”. Se lui vi risponde così: “Beh, un voto compreso fra zero e 30”, cosa ve ne fate di tale informazione? Vi ha detto che può pendere qualunque possibile voto, dunque potrebbe prendere meno di 18 e quindi non superare l’esame, oppure più di 18 e quindi superarlo, o addirittura potrebbe avere 30, quindi un risultato eccellente !!! In buona sostanza non vi ha detto nulla: infatti una stima caratterizzata da un ampio intervallo non vale niente, nel senso che non aggiunge alcuna informazione alla nostra conoscenza.

Purtroppo le stime dei numeratori e dei denominatori delle frequenze relative contenute nell’equazione di Drake non sono caratterizzate da intervalli ristretti. Ciò implica che il risultato, cioè il numero delle civiltà tecnologiche esistenti nella nostra Galassia in un determinato momento, può essere un numero molto piccolo (anche zero) oppure molto, molto grande.

Spero di aver risolto, con questo articolo, i dubbi di molti, ma se qualcosa non vi è chiaro, non esitate a chiedere. Sarò lieto – nei limiti delle mie possibilità – di fornirvi ulteriori risposte.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 22


Pnbox.tv, la webtv di Pordenone ha intervistato Chiara Sartori, direttore scientifico di Storie di Futuro, XIII edizione del Festival “Scienzartambiente - per un mondo di pace“, promosso dal Comune di Pordenone in partnership con Science Centre Immaginario Scientifico; Gravità Zero è media partner del festival.

Potete trovare l’intervista al seguente link:
http://www.pnbox.tv/videolink.asp?video=3545.wmv

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 22

Su internet ho scovato un gran bel video che sicuramente può insegnare ad apprezzare meglio la nostra vita, il protagonista è Nick Vujicic.

Post simili:
The Last lecture di Randy Paucsch
Iron Man: Dick & Rick Hoyt, il Team Hoyt

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 22

Oggi vi propongo questo vecchio film francese chiamato il pianeta verde dove alcuni alieni, centinaia di anni più evoluti di noi, si ritrovano a passare nel nostro pianeta ogni tanto i quali ci trovano parecchio arretrati…il film è un mix tra serio e divertente che comunque può far riflettere su molte cose.

Buona visione (dura un ora e mezza).

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 20

GARRY B. TRUDEAU, con Doonesbury, perché dopotutto è pur sempre domenica…

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Ott 20

IL POSTO DI prima, quello con i link che non sapevo dove mettere, è stato per tutta la giornata in condizioni inutilizzabili. Avevo scritto, come faccio di solito, su un foglio di videoscrittura bianco il testo, non nel browser, e messo a mano le tag html (ne so usare quattro, che per un blog bastano e avanzano). Peccato che il sistema fottuto avesse sostituito alle consuete virgolette quelle “smart”, cioè girate dal verso della parola a cui si accompagnano. E che ovviamente non vengono convertite da Blogger, rendendo i link inutilizzabili. Poco male, smanettando cinque minuti ho risolto. Però che fastidio…

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Ott 20

ALCUNI LINK CHE mi erano rimasti nel computer durante l’ultimo carpiato:

David Byrne, ex leader dei Talking Heads, recensisce molto bene il Kindle e scrive i suoi Diari della bicicletta (arriverà a novembre anche in italiano).

La mia fascinazione personale per la sete d’energia idroelettrica, per le biciclette pieghevoli, che vengono prodotte negli Usa dalla Dahon (e qui) ma anche in Cina, mentre il pensiero torna alla Graziella, la bicicletta pieghevole definita “la Rolls Royce di Brigitte Bardot”. Nei forum, vagando attorno all’argomento, si scoprono alcune perle rare.

Steven Berlin Johnson dice la sua riguardo ai libri elettronici e alla possibilità di creare un archivio totale che sia anche utile con un articolo del 2005 che, a rivederlo oggi, ha l’ingenuità di un manuale per la videoscrittura degli anni Ottanta.

Da qualche parte nella rete, ma a quanto pare non nella memoria di molti, ci sono ancora The Virtual Community (che ha “inventato” il termine “comunità virtuale”) e Tools for Thought (definito an exercise in retrospective futurism) di Howard Rheingold

Mi sono tornati in mente, per motivi che sarebbe troppo lungo spiegare, i Japan, cioè la band degli anni ’70-’80. Non ho niente di loro in discografia, appunto per il futuro di provvedere.

Una rivista che bisognerebbe cercassi sui banchetti dell’usato quando vado negli Usa è Imagination: una delle classiche riviste pulp di fantascienza che si è mossa negli anni Cinquanta. Le copertine sono meravigliose.

Walt Mossberg fa una recensione-choc di Windows 7: il sistema operativo di Microsoft, dice lui, beats the Mac OS in some areas, such as better previews and navigation right from the taskbar, easier organization of open windows on the desktop and touch-screen capabilities. So Apple will have to scramble now that the gift of a flawed Vista has been replaced with a reliable, elegant version of Windows.

Qui ci si chiede: “Quale sistema operativo ha la miglior vita sociale?”.

Forse verranno ripubblicati i tre capitoli di The Journeyman Project, uno dei videogiochi che ho amato di più. Soprattutto il terzo capitolo, Legacy of Time, in cui c’è anche la bella Michele Scarabelli (è una donna, ma per un refuso all’anagrafe - una elle saltata - a noi italiani sembra un uomo). Qui il video e forse meglio ancora qui. Per l’epoca, era bellissimo: il viaggio nel tempo come non l’avete mai visto. E soprattutto, usava tecniche simili a quelle di Myst, ma in più c’erano gli attori e la storia non era noiosa come quella di Myst. Ah, e c’era Arthur, il software di navigazione animato, che è una meraviglia. Altro gioco stupendo, di quasi un decennio prima però, è Lure of the Temptress.

È uscito Google Wave e ArsTechnica spiega cos’è e come funziona. Tra le tante, è la migliore spiegazione. Peraltro, il sistema si sta rivelando molto meno interessante di quanto immaginato nell’attesa febbrile delle scorse settimane. Non c’entra niente, però qui c’è un bel video con Stewart Brand. Ecco cosa dice il papà dello Whole Earth Catalog:

The shift that has happened in 40 years which mainly has to do with climate change. Forty years ago, I could say in the Whole Earth Catalog, “we are as gods, we might as well get good at it”. Photographs of earth from space had that god-like perspective.

What I’m saying now is we are as gods and have to get good at it. Necessity comes from climate change, potentially disastrous for civilization. The planet will be okay, life will be okay. We will lose vast quantities of species, probably lose the rain forests if the climate keeps heating up. So it’s a global issue, a global phenomenon. It doesn’t happen in just one area. The planetary perspective now is not just aesthetic. It’s not just perspective. It’s actually a world-sized problem that will take world sized solutions that involves forms of governance we don’t have yet. It involves technologies we are just glimpsing. It involves what ecologists call ecosystem engineering. Beavers do it, earthworms do it. They don’t usually do it at a planetary scale. We have to do it at a planetary scale. A lot of sentiments and aesthetics of the environmental movement stand in the way of that.

Brand è un personaggio fondamentale, tra l’altro il primo ad aver usato il termine “personal computer” in un libro. È super-attivo ancora oggi.

All’epoca del Catalog, c’era Jerry Garcia che suonava con i suoi Grateful Dead, si andava a giro sul Furthur e si leggeva The Electric Kool-Aid Acid Test. (Temo però che EKAAT - da noi sarebbe “L’Acid Test al Rinfresko Elettriko” - non sia stato mai tradotto in italiano; o forse sì. Se ce l’avete, ditemelo!).

Tra l’altro, è stata anche l’epoca in cui si sono mescolate cultura alta e bassa. Come nel film FM, un gioiellino semi-sconosciuto del 1978, che ha fatto poi da pivot per la serie televisiva WKRP in Cincinnati, sit-com che è stata trasmessa anche in Italia con un certo successo.

Ok, questo è tutto. Posso finalmente chiudere Safari e riavviare il computer!

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 20


In questi giorni sulle mailing lists dei magistrati è un effluvio di solidarietà al dott. Mesiano, fatto segno di un ignobile quanto puerile servizio televisivo.
Si contano, infatti, a centinaia i messaggi di sostegno al collega.
Nelle stesse ore Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani vengono condannati dalla Sezione Disciplinare alla sanzione della perdita dell’anzianità e del trasferimento d’ufficio, sorte ancor più grave di quella a suo tempo toccata a Luigi De Magistris.
Le voci dei magistrati levatesi per una parola di conforto verso i pubblici ministeri salernitani si contano sulle dita di una sola mano.
Il perché è presto detto: quando l’indipendenza dei magistrati è aggredita dalle gerarchie interne alla stessa magistratura non è possibile alcuna difesa ed il gregge reagisce col silenzio, sintomo insieme di vergogna e di paura.
Se invece l’ostilità proviene da un luogo al di là del recinto, tutti gli individui del gruppo si indignano e gridano al lupo, sebbene sappiano benissimo che mai nessuno è stato sbranato da un potere non togato.
Solidarizzare, in questi casi, non costa nulla ed anzi rafforza i meriti dell’appartenenza, aiuta a compattarsi.
Individuare un comune nemico esterno è espediente utile a sopire la coscienza e ad evitare di confrontarsi con il problema: il lupo è nel recinto.


fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 20


Vi abbiamo anticipato dell’incontro che la redazione di Gravità Zero ha avuto con il Premio Nobel per la Chimica Kary Mullis nell’ambito di una conferenza sui suoi nuovi studi su farmaci anti infettivi usando la PCR.

Partendo da una riflessione di Kary Mullis, espressa nella sua recente autobiografia, al convegno si è parlato non tanto del tempo fisico in cui si sviluppa una ricerca ma soprattutto di quello dell’accettazione da parte del mondo scientifico per le successive applicazioni universali.

Kary Mullis, biochimico californiano, eccentrico e provocatore, è divenuto celebre per la scoperta della Pcr (Polymerase Chain Reaction): una tecnica che permette di amplificare in vitro frammenti anche minimi di Dna.

Nella foto da sinistra il Prof. Giuseppe Caramia, il Prof. Kary Mullis e alcuni familiari dello scienziato ospiti in Italia.

Nel 1993 ha ricevuto il Premio Nobel per la Chimica, mentre nel 2004 gli e’ stata conferita dalla Facolta’ di Farmacia dell’Universita’ di Bologna la laurea honoris causa in Biotecnologie farmaceutiche.

Per l’occasione il Comune di Bologna ha assegnato allo scienziato il Turrita d’argento, riconoscimento che Palazzo D’Accursio riserva alle personalità non bolognesi che si distinguono per l’eccellenza nelle arti, nella scienza e nella cultura.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 20

«Il pensiero magico è sempre esistito - ha dichiarato Angela -; finché uno lo adotta a livello personale non c’è problema. I guai cominciano quando si tratta di salute, o quando si vuole conoscere il proprio futuro avvalendosi di occultisti: spesso si finisce in una rete dalla quale si esce con danni materiali».

«Il Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) ha svolto un lavoro straordinario, ma resta ancora molto da fare. Il pubblico deve sapere che esiste un gruppo “pulito”, cosa piuttosto difficile in Italia, che ha il compito di divulgare razionalità lì dove ce n’è bisogno».
Lo ha affermato Piero Angela, volto noto della divulgazione scientifica italiana, al XI Convegno nazionale del Cicap, tenutosi tra il 9 e l’11 ottobre 2009 ad Abano Terme. Angela è uno dei fondatori, ruolo che rivendica con orgoglio. Invita i giovani a partecipare all’attività del comitato. «Assaggiare un po’ di Cicap, lo dico sempre, è un antipasto molto gustoso. E’ un gruppo di volontari, che non riceve sovvenzioni da nessuno; dispone di un comitato di garanti di grande levatura. Per fare qualche nome, Rita Levi Montalcini, Umberto Eco, Margherita Hack, Carlo Rubbia e Silvio Garattini.
Il Cicap porta un po’ di luce in un mondo irrazionale». Polemico, ovviamente, occultismo e affini. «Il pensiero magico è sempre esistito - ha dichiarato Angela -; finché uno lo adotta a livello personale non c’è problema. I guai cominciano quando si tratta di salute, o quando si vuole conoscere il proprio futuro avvalendosi di occultisti: spesso si finisce in una rete dalla quale si esce con danni materiali». Ma gli italiani sono creduloni? «Come dovunque - ha ironizzato Angela -. Sanno che l’oroscopo non è serio, ma, come diceva Voltaire, talvolta anche gli astrologi ci azzeccano».

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Ott 20

I media tradizionali (TV e stampa generalisti) sono fonti attendibili? Fanno buona divulgazione scientifica? L’argomento è stato affrontato ieri a una conferenza dal titolo: “Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia.
La seguente presentazione è corredata da slide con link di approfondimento.

LA SCIENZA SUI GIORNALI E SU INTERNETView more presentations from Gravità Zero - Divulgazione scientifica.

Siamo stati favorevolmente colpiti dalla grande affluenza di pubblico. Questo è un buon segno, perché dimostra, come sempre, che esiste curiosità e grande desiderio da parte delle persone di comprendere meglio i fenomeni fisici del mondo in cui viviamo e l’evolvere della conoscenza tecnologica e scientifica.

Durante la serata si è affrontato il tema di come i media (giornali e TV) maltrattino la scienza. Spiegando perché ci sia un pessimo dialogo e rapporto tra chi fa scienza (ricercatori) e chi la invece dovrebbe raccontare al grande pubblico (giornalisti). E approfondendo i motivi e le cause che spiegano perché i media generalisti spesso non siano in grado di trattare la scienza in maniera chiara e competente e di seguire spiegandolo con competenza ciò che avviene nel panorama scientifico internazionale. La buona divulgazione scientifica, dunque, non si improvvisa. Meglio dunque adottare un comportamento critico nei confronti di ciò che si legge sulla stampa e su internet e si ascolta e vede su TV.

Oltre a questa presentazione si sono succeduti altri quattro relatori: un astronomo, un fisico, un chimico, uno statistico che hanno intrattenuto il pubblico sui contributi che la propria disciplina offre all’astronomia.

Qui sotto i loro nomi e i titoli dei loro interventi:

Walter Ferreri ha parlato della “ricerca dei pianeti extrasolari”, il prof Guido Cossard delle “costanti di natura e i modelli di universo” e il Prof Lorenzo Tei della “Tavola periodica degli elementi tra Terra e Spazio”. Infine Walter Caputo ha terminato con il tema provocatorio: “Si fa presto a dire probabilità (di vita extraterrestre e di impatto asteroidale)”

La serata è stata organizzata dalle associazioni ECO ed ALADINO e con il contributo della Città di Torino, Circoscrizione 4, CADD & Atelier Pilo

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Ott 18

di Achille

Canale 5 fa pedinare e riprendere di nascosto il giudice Raimondo Mesiano e manda in onda le riprese facendo sostenere a un tal Claudio Brachino, ritenuto “giornalista”, che è veramente stravagante che un magistrato cammini a piedi per la città e vada dal barbiere, aspettando correttamente il suo turno, rispettando il semaforo per strada e, addirittura, attraversando sulle strisce pedonali (ma dove andremo a finire, signora mia!).

Il filmato si conclude con una scena veramente stupefacente: il collega Mesiano che – cosa davvero inaudita! – si siede su una panchina e si fuma una sigaretta.

Mi auguro che il C.S.M. sospenda al più presto dalle funzioni e dallo stipendio un giudice tanto assurdo.

Lui, Mesiano, però, si difende e dichiara: “Quelle mandate in onda su Canale 5 sono riprese parziali. Io non sono come mi hanno descritto. Ho anche io una vita normale come tutti: faccio festini nelle mie ville, vado a puttane e organizzo orge con minorenni”.

Certo, se questo che dice Mesiano fosse vero, Canale 5 dovrà chiedergli scusa e proporlo al Capo per una candidatura importante a qualcosa di molto istituzionale.

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P.S. - Ovviamente le parole riportate sopra fra virgolette non sono davvero del dr Mesiano. Si tratta solo di una ipotesi scherzosa.

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Ott 18

di Michele Serra
(Giornalista)

da Repubblica.it del 17 ottobre 2009

Il video sul giudice Mesiano andato in onda su Canale 5 è spaventoso, e lo è qualunque sia la sua genesi giornalistica.

È spaventoso se il suo impressionante effetto minatorio discende da un’intenzione consapevole.

Ma è spaventoso anche se siamo di fronte a un gioco cretino, come di chi padroneggia malamente un’arma e credendo di sparare a salve esplode pallottole vere.

Il testo, di livello perfino più basso di quel sub-giornalismo che è il gossip televisivo, farebbe propendere per la seconda ipotesi: un gioco cretino sfuggito di mano.

Ma la costruzione del servizio (pedinamento di un magistrato ritenuto “nemico” del proprio editore, così da indicarlo all’odio e al dileggio della propria curva tifosa), e la sua messa in onda nel programma mattutino della rete generalista di Mediaset, con tanto di commento demolitore (e “senza contraddittorio”, come dice l’onorevole Gasparri quando attacca la Rai) di due giornalisti del gruppo, impedisce di credere che si tratti di un banale incidente.

Il clima di forte scontro politico non può essere un alibi.

Non è il cozzo delle idee, non la polemica ideologica a dettare questo genere di colpi sotto la cintura.

È la volontà di attaccare e isolare personalmente, quasi uno per uno, quelli che il leader e padrone considera gli avversari veri e presunti, e dunque esercita, sui meno sereni e meno liberi dei suoi dipendenti, una doppia attrazione, politica ed economica.

In una confusione oramai patologica, irreversibile e venefica (per il paese intero) tra patrimonio politico e patrimonio personale del Capo.

È la voglia di andare a stanare dal barbiere Mesiano, sputtanarlo (verbo berlusconiano) con qualche sciatta considerazione sul suo abbigliamento del sabato mattina, dargli dello “stravagante” perché fuma (?!), evitare che anche una sola parola sia spesa in sua difesa (nel vituperato “Annozero” i giornalisti e i politici di destra hanno una postazione fissa), perché distruggere la persona è il sistema più rapido per risolvere i contenziosi, e levare di mezzo l’ingombro.

O si trova, come nel caso del già dimenticato Boffo, qualche vecchia carta per dare fuoco alla pira, o si confeziona qualcosa di comunque infamante, per esempio spacciando una promozione pregressa per un “premio” (e di chi?) per la sentenza Cir.

Il tutto, per giunta, sotto l’equivoco, ipocrita pretesto della “legittima difesa”, perché l’argomento prediletto da chi pratica questo genere di pestaggio giornalistico è che anche l’attacco a Berlusconi è un attacco alla persona: come se la condotta di vita del presidente del Consiglio, i criteri con i quali dispensa le candidature, il genere di persone delle quali si circonda a palazzo, non fossero quanto di più pubblico si possa immaginare.

Ma il clima è questo.

È un clima nel quale chi governa, chi comanda, chi vanta la maggioranza dei voti e il controllo del Parlamento, si rivolge agli oppositori come se fossero insopportabili oppressori del cui giogo, finalmente, liberarsi.

Così da udire il leghista Castelli (da Santoro) gridare a Curzio Maltese “tu vivi nel mondo marcio di Repubblica”, e in quel “marcio”, anche se Castelli non lo sa, c’è tutto il puzzo del fascismo.

Così da leggere, su Libero di ieri, che “il Caimano non è un film, è una secrezione corporea di Moretti”, quello stesso Moretti accusato dal Giornale di avere “dirottato” fondi europei per il suo nuovo film, tacendo che più di quaranta registi, anche italiani, ne hanno avuto ugualmente diritto.

Così da imbattersi (da anni a questa parte) in vere e proprie liste di proscrizione dei “rossi” che lavorano alla Rai, ovviamente tutti miracolati politici, tutti scrocconi di soldi pubblici, tutti nel calderone indistinto delle “élite di merda” che prima o poi la pagheranno.

A furia di essere indicati con nome, cognome e stipendi (i guadagni dei “nemici” sono un’altra delle ossessioni di questo giornalismo ossesso), alcune di queste persone sono insultate per strada come “sporco comunista”.

Ora toccherà, probabilmente, anche al giudice Mesiano.

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Ott 18

di Livio Pepino
(Componente del Consiglio Superiore della Magistratura)

da Repubblica del 17 ottobre 2009

Caro direttore, la storia non è nuova.

Per la maggioranza di governo, per il suo leader e peri suoi cortigiani giustizia è sinonimo di utilità: «E giusto non ciò che rispettale regole ma ciò che conviene».

Così, ci si sorprende se le decisioni giudiziarie non sono oggetto di private trattative e non realizzano scambi di favori (che si vorrebbero richiesti finanche dal capo dello Stato).

Ma oggi si è fatto un passo ulteriore sulla via della barbarie. Il giudice indisponibile a considerare le sentenze merce di scambio o ossequio al potente viene indicato come bersaglio (con numero telefonico e indirizzo di abitazione) su un quotidiano della famiglia del premier e i suoi spostamenti quotidiani vengono ripresi da giornalisti (sic!) di una televisione di proprietà del premier (che ne accompagnano la diffusione con commenti sarcastici sul suo passeggiare da solo, sul suo aspettare il turno dal barbiere e sul colore dei suoi calzini).

Non conosco il giudice Mesiano, come non conosco gran parte degli 8.000 magistrati italiani.

Non so se coltivi stranezze e non mi interessano la foggia e le caratteristiche dei suoi indumenti.

Non mi appassionano le sue conversazioni al ristorante (captate da un anonimo avvocato più attento ai discorsi dei vicini che alla compagnia dei propri familiari e dotato di una memoria a scoppio ritardato).

Ma ho lettole 142 pagine della sentenza con cui quel giudice (l’oscuro giudice Mesiano, privo di scorte e uso – cosa incomprensibile ai cortigiani del premier – ad aspettare rispettosamente il turno dal barbiere …) ha motivato la condanna della Fininvest a risarcire la Cir per i danni «a lei cagionati dalla corruzione del giudice Vittorio Metta».

Sono motivazioni rigorose e oneste.

Non sta a me discuterne la maggiore o minor fondatezza.

Su di esse si pronuncerà, come previsto dal nostro sistema, la corte di appello.

Ma non può sfuggire ai cittadini onesti il senso della operazione messa in atto nei confronti del suo estensore: da un lato, delegittimare la sentenza e renderla non credibile, dall’altro intimidire i giudici che in futuro dovranno occuparsi di controversie analoghe.

Il messaggio è chiaro: il magistrato non può – non deve – emettere decisioni sgradite. Altrimenti è un nemico (silenzioso o protagonista che sia …).

Gli altri – anche se corrotti – possono stare tranquilli: non conosceremo mai il colore dei calzini del giudice Metta e degli intermediari della sua corruzione, né saremo informati delle loro passeggiate, dello shampoo preferito dal loro barbiere, del loro indirizzo di casa, del loro numero telefonico.

Guai a considerare ciò che accade (solo) una circoscritta sgradevolezza di alcuni cortigiani troppo solerti!

La storia insegna a quali rischi siamo esposti.

Non è inutile ricordare la situazione dell’età dell’imperatore Commodo, descritta dallo storico E. Gibbon in Declino e caduta dell’impero romano: «L’attuazione delle leggi era diventata venale e arbitraria» e «un criminale benestante poteva non solo ottenere l’annullamento di una giusta sentenza di condanna, ma anche infliggere all’accusatore, ai testimoni e al giudice la punizione che più gli piaceva».

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Ott 18


La Consulta boccia il lodo Alfano? Giù botte sui Giudici Costituzionali accusati di far politica.
Un giudice civile condanna la Fininvest? Giù botte ancora più dure, un vero e proprio pestaggio mediatico mandato in onda da una Tv legata alla parte soccombente.
Ieri mattina su Canale 5 è andato in scena il peggio: il dott. Mesiano (l’autore della sentenza civile che ha condannato la Fininvest ad un cospicuo risarcimento in favore della CIR di De Benedetti) viene ripreso dalle telecamere, a sua insaputa, per le vie di Milano, al di fuori di qualsiasi attività che possa interessare il pubblico.
Ed un giornalista, che di cognome fa Brachino, indugia in commenti personali sulle pretese stravaganze dell’inconsapevolmente spiato.

Occorre, forse, mettere un po’ d’ordine.


Le sentenze della Corte Costituzionale hanno prodotto, producono e produrranno sempre “effetti politici”. L’attività della Consulta, il più delle volte, consiste nel bilanciamento di valori costituzionali che entrano in conflitto tra loro. Nel comporlo, i Giudici usano gli arnesi del giurista: la logica, la lingua, le norme, i precedenti giurisprudenziali, gli scritti di dottrina. Alla fine decidono, talvolta a maggioranza. Ma non votano come voterebbe un parlamentare.
Il politico nel voto afferma direttamente un valore, lo presceglie come fine e lo persegue con la sua volontà “politica”. Il Giudice compie un percorso diverso. Egli cerca di cogliere, proprio nelle leggi già esistenti ed approvate dai politici, il valore che deve prevalere in un caso controverso. Lo trova, non lo vuole.

Se, in relazione ad una qualsiasi attività pubblica, non si è capaci di cogliere la diversità tra la politicità del “risultato” e quella dello “scopo”, tutto viene coinvolto nella logica settaria degli opposti schieramenti.

Analogamente, un giudice civile che – sbagliando oppure no – dà torto ad una parte e ragione all’altra, non può essere sospettato di aver voluto favorire uno dei contendenti e per questo motivo essere messo impunemente alla berlina.

In queste condizioni la giurisdizione non sopravvive.

Ed il sospetto è che qualcuno aspiri a giocarsi la partita senza arbitro, magari invocando l’acclamazione del pubblico sugli spalti.

Potrà anche vincere; gioca in casa ed il pubblico è dalla sua.

Ma, a meno che non pensi di giocare sempre tra le mura amiche, deve accettare di sottoporsi ai lazzi ed agli insulti dei sostenitori avversari, quando andrà in trasferta.

I brocchi vincono solo così.

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Ott 18

Talvolta un evento si verifica, e non c’è alcun dubbio che si sia verificato. Tuttavia, non si sa perché. E perché qualcosa accade può essere una scoperta molto importante, se non addirittura rivoluzionaria. Questa è proprio la storia dell’effetto fotoelettrico, che attirò l’attenzione dei fisici per la prima volta alla fine dell’Ottocento.

In quell’epoca si osservò un fatto davvero inusuale: la luce può produrre elettricità. Infatti, quando la luce ultravioletta (ossia a frequenza molto alta) colpisce la superficie di determinati metalli, può causare l’espulsione dal metallo di alcuni elettroni, ovvero particelle con carica negativa localizzate all’interno degli atomi. Ma, se la luce è un’onda con sufficiente energia, allora deve essere in grado di far saltar via dal metallo tutti gli elettroni. Se invece l’energia non supera una determinata soglia, allora l’onda non sarà in grado di smuovere neanche un elettrone. Questa era la teoria prevalente all’epoca, che – quindi – implicava l’espulsione degli elettroni in massa: o tutti o nessuno. Purtroppo gli esperimenti non erano coerenti con la teoria, in quanto nei laboratori si osservava l’espulsione soltanto di alcuni elettroni.

Nel 1900 Max Planck aveva condotto una serie di esperimenti sulla luce assorbita da un corpo nero (cioè un corpo che assorbe tutta la radiazione che incide su di esso). Da questi esperimenti risultò che l’energia posseduta dalla radiazione del corpo nero equivaleva al prodotto di tre fattori: “n”, “h” ed “f”. “n” è un numero naturale, cioè un intero positivo (0,1,2,3,…); “h” è la cosiddetta costante di Planck, che corrisponde ad un numero piccolissimo (6,63 · 10^-34 ); “f” è la frequenza. Ciò implica che l’energia possa variare solo nel discreto, poiché è sempre un multiplo intero di h · f: in termini tecnici, l’energia si dice “quantizzata”.

Einstein credeva all’equazione di Planck (E = n · h · f) molto più di quanto ci credesse lo stesso Planck, e quindi decise che la luce dovesse necessariamente avere un’energia quantizzata, dipendente solo da h e da f. Tale energia non è nient’altro che un insieme di piccoli pacchetti di luce, chiamati fotoni. Possiamo dunque pensare ad un fascio di luce come ad un fascio di particelle: ciascuna particella, cioè ciascun fotone, trasporta l’energia h · f. È proprio questo il “modello di luce” che Einstein utilizzò per elaborare una nuova spiegazione dell’effetto fotoelettrico, che fosse coerente con i risultati sperimentali.

Dobbiamo innanzitutto considerare che gli elettroni si trovano dentro gli atomi del metallo, quindi sono – in un certo senso – legati, un po’ come la noce è protetta dentro il suo guscio. Per estrarre una noce dal guscio occorre energia, così come ne occorre per estrarre un elettrone dal metallo. La minima quantità di energia necessaria per estrarre un elettrone da un determinato metallo, si chiama “lavoro di estrazione” (= W) di quel metallo. Il lavoro di estrazione varia da metallo a metallo, un po’ come varia il lavoro per estrarre noci da gusci più o meno robusti, ma esso è normalmente dell’ordine di pochi elettronvolt (= eV). L’elettronvolt è un’unità di misura dell’energia, così definita: 1 eV è l’energia cinetica acquistata da un elettrone accelerato da una differenza di potenziale pari ad 1 volt. Ogni corpo in movimento è caratterizzato da una ben precisa quantità di energia cinetica (= Ec ), proporzionale alla massa del corpo e al quadrato della sua velocità.

Ora, affinché un fascio di luce riesca ad estrarre elettroni, esso deve avere un’energia maggiore del lavoro di estrazione: in simboli matematici ciò equivale a richiedere una condizione del tipo h · f > W. Quella appena scritta non è nient’altro che una disuguaglianza, che però diventa una disequazione nel momento in cui poniamo “f” come incognita, posto che ci interessa conoscere la cosiddetta “frequenza di soglia” (= f0 ), vale a dire la frequenza al di sotto della quale non si osserverà mai fotoemissione di elettroni. Riprendiamo quindi la disuguaglianza h · f > W e spostiamo h a destra del segno di disuguaglianza (ciò implica un cambiamento di segno algebrico: dal prodotto al quoziente), ottenendo f > (W / h).
Se la frequenza del fascio di luce deve essere maggiore di W / h (affinché possa estrarre elettroni), allora la frequenza di soglia ( f0 ) sarà pari a W / h, cioè al rapporto fra il lavoro di estrazione e la costante di Planck.

L’interpretazione di Einstein dell’effetto fotoelettrico si accorda con i risultati sperimentali in quanto:
- per espellere elettroni, il fascio di luce incidente deve avere una frequenza maggiore di un determinato valore minimo, chiamato frequenza di soglia ( f0 ). Se la frequenza della luce è minore di f0 , non vengono espulsi elettroni, indipendentemente dall’intensità del fascio;
- nel modello di Einstein ogni fotone ha un’energia determinata unicamente dalla sua frequenza ( E = h · f , ma dato che h è una costante, possiamo sintetizzare matematicamente il legame con E = f (f), cioè l’energia è funzione solo della variabile frequenza. Mi perdoni il lettore l’uguaglianza fra simboli, ma credo che solo se il simbolo riproduce l’inizio della grandezza fisica a cui si riferisce, è facile da capire e ricordare), pertanto intensificare un fascio di una data frequenza significa soltanto aumentare il numero di fotoni che colpiscono il metallo in un dato tempo, e non incrementare l’energia trasportata da un fotone;
- Se f > f0 , aumentando l’intensità non varia l’energia cinetica (=Ec ) in quanto essa dipende solo da f. Infatti Ec = (h · f) - W (poiché l’energia acquistata dagli elettroni espulsi e messi in movimento è pari all’energia del fascio di luce incidente meno il lavoro di estrazione necessario per espellere elettroni), che si può sintetizzare con Ec = f (f), cioè l’energia cinetica dipende solo dalla variabile frequenza (d’altronde h e W sono costanti, cioè numeri dati).

Grazie alla spiegazione dell’effetto fotoelettrico oggi abbiamo le fotocellule negli ascensori e le celle fotovoltaiche nei pannelli solari. Siamo debitori nei confronti di chi, come Einstein, credette fermamente nelle proprie idee. Fino al punto di vincere il Premio Nobel per la Fisica, proprio per la scoperta della legge relativa all’effetto fotoelettrico. E i premi nobel per la Fisica 2009 sono andati a George Smith, Willard Boyle e Charles Kao: i primi due sono stati premiati proprio per l’invenzione dei sensori Ccd, che utilizzano la tecnologia basata sull’effetto fotoelettrico spiegato da Einstein.

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Ott 18

E’ aperta a tutti la Conferenza che si svolgerà QUESTA SERA a TORINO in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia.

Si terrà oggi, sabato 17 ottobre 2009, ore 20.30 in Via Bellardi 116.

Tra i relatori (un astronomo, un fisico, un chimico, uno statistico e un divulgatore scientifico) anche i nostri due redattori: Walter Caputo, che vi parlerà di vita intelligente su altri pianeti, e Claudio Pasqua, che parlerà di come la scienza venga “maltrattata” dai media (TV e giornali) e di come difenderci dalle bufale che ci raccontano.

Ciascuno vi intratterrà per circa 20 minuti sui contributi che la propria disciplina offre all’astronomia. Naturalmente non mancherà lo spazio (e il tempo) per le vostre domande.

Qui sotto i titoli degli interventi e, fra parentesi, la disciplina di riferimento:

  • La ricerca dei pianeti extrasolari [Astronomia]; Walter Ferreri
  • Le costanti di natura e i modelli di universo [Fisica]; prof Guido Cossard
  • La tavola periodica degli elementi tra Terra e Spazio [Chimica]; Prof Lorenzo Tei ricercatore presso la facoltà di Chimica di Alessandria
  • Si fa presto a dire probabilità (di vita extraterrestre e di impatto asteroidale) [Statistica]; Walter Caputo
  • La scienza sui giornali e su Internet [divulgazione scientifica]; Claudio Pasqua

Durante la conferenza: buffet offerto dalle organizzazioni promotrici.

L’iniziativa è gratuita, ma sono ben accette le donazioni a favore delle organizzazioni promotrici, in quanto esse dedicano tutti i loro sforzi a beneficio delle persone svantaggiate, soprattutto i disabili.

Per informazioni: http://ecoassociazione.blogspot.com

Le risposte della scienza alle domande dell’Astronomia
sabato 17 ottobre 2009
ore 20.30 - buffet offerto dall’associazione
ore 21.00 - inizio conferenza
ingresso libero
Teatro Bellarte
Via Bellardi 116 - Torino

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Ott 18

Un dialogo tra scienza, storia e filosofiaRossella Panarese, Lucetta Scaraffia, Nicla Vassallo.
Modera: Fabio Pagan
Esiste, ed è possibile definire, un concetto assoluto di donna (in termini biologici e sociali), oppure ogni donna è un individuo specifico, speciale, unico per sesso e genere, colore della pelle, classe, cultura, preferenza sessuale, storia personale, età, religione? Soprattutto, questo tentativo restituisce un’immagine reale e concreta della donna, oppure rischia solo di assecondare i luoghi comuni e gli alibi di una convenzione sociale che nega alle donne ciò che spetta loro di diritto?

Un approccio multidisciplinare in cui scienza, filosofia e storia intrecciano le proprie voci permette di individuare una prospettiva futura, con uno sguardo critico (e a volte provocatore) che dal passato percorre il presente.

Moderate da Fabio Pagan, Rossella Panarese, Lucetta Scaraffia e Nicla Vassallo prendono spunto dall’ultimo volume curato da Nicla Vassallo, “Donna m’apparve” (Codice Edizioni, Torino), per proporre un dialogo chiaro, completo, polemico ma schietto sulla situazione attuale della donna. O delle donne.

CONFERENZA
Il futuro delle donne, i futuri della donna
Un dialogo tra scienza, storia e filosofia
Relatrici: Rossella Panarese, Lucetta Scaraffia, Nicla Vassallo
Modera: Fabio Pagan

24 ottobre - ore 18:00
Aula Polivalente San Salvatore
Piazza Sarzano - Genova

Fabio Pagan
Laureato in biologia, è un giornalista scientifico, conduttore di “Radio3 Scienza”. A Trieste è stato redattore del quotidiano “Il Piccolo”, addetto stampa del Centro internazionale di fisica teorica (ICTP) e vicedirettore del Master in comunicazione della scienza della SISSA.

Rossella Panarese
Conduttrice di Radio3Scienza.

Lucetta Scaraffia
Insegna Storia Contemporanea all’Università di Roma “La Sapienza”. Si è occupata soprattutto di storia delle donne e di storia del cristianesimo, con particolare attenzione alla religiosità femminile, e ha studiato i rapporti fra la società occidentale e l’islam nell’età moderna. È membro del Comitato nazionale di bioetica.

Nicla Vassallo
Visiting Professor di Epistemologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è attualmente Professore Ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università di Genova. Ha tenuto seminari e conferenze in diverse università in Italia e all’estero.

SEGNALAZIONI

Sabato 12 settembre 2009, la filosofa Nicla Vassallo è intervenuta su “Il silenzio e la voce delle donne”, con un articolo “Donne e uomini pensanti per rompere il muro del silenzio”, L’Unita’, pp. 20-21.

Nel video seguente Nicla Vassallo presenta il suo ultimo libro: “Donna m’apparve”.

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Ott 18

Foto: Daniele Gouthier con Piero Bianucci

E’ possibile per uno scienziato, un matematico, diventare un bravo scrittore? Evidentemente si, come hanno ben dimostrato Carlo Emilio Gadda, Primo Levi, Paolo Giordano, e lo stesso Galileo Galilei, definito da Calvino il più grande prosatore italiano.

Lo scienziato e lo scrittore condividono la curiosità per il mondo e il desiderio di raccontarlo. Per questo lo scrittore scrive e racconta, lo scienziato conta e descrive. Poi succede che l’uno prenda spunto dal lavoro dell’altro, o che l’altro utilizzi il linguaggio dell’uno per rendere migliore i propri risultati.
“Osservare il mondo con le parole” vuole essere un’occasione per fare proprio questo: fermarsi e scrivere, utilizzando entrambi gli occhi dello scienziato e del narratore.

Quattro ore, venticinque mani, venticinque modi di vedere il medesimo mondo.
un laboratorio di scrittura creativa che Lunedì 19 ottobre prenderà il via a Pordenone in occasione del Festival Scienzartambiente: storie di futuro.

ABBIAMO INTERVISTATO DANIELE GOUTHIER che insieme a Robert Ghattas condurrà il Laboratorio di scrittura con un occhio alla Scienza.

Vi potete presentare?

Siamo due liberi professionisti che lavorano nel campo della comunicazione della scienza e in particolare della matematica. Teniamo questo laboratorio perché da qualche anno coordiniamo (assieme a Stefano Sandrelli) un gruppo di persone con formazione e professione scientifica che sperimentano narrativa che abbia la scienza nella propria visione.

Cosa porterete quest’anno a Scienzartambiente?

Terremo un laboratorio di scrittura per invitare i partecipanti a scrivere un breve racconto a tema/suggestione scientifica.

Chi si può iscrivere?

Giovani adulti

E’ necessario prenotarsi? Dove?

I posti per il laboratorio sono limitati a 20, la prenotazione è obbligatoria al numero 040 224337

Ci fai qualche esempio di come avviene l’attività di laboratorio?

Due esempi: abbiamo tenuto laboratori analoghi al Festival della Scienza a Genova (replicato sei volte) e al Perugia Science Fest. Lavoriamo assieme ai partecipanti per tre/quattro ore, proponendo la nostra visione del rapporto narrativa/scienza in particolare attraverso la lettura di testi più o meno classici. Facciamo svolgere qualche breve esercizio di “riscaldamento” alla scrittura e in conclusione facciamo sperimentare ai partecipanti la scrittura di un raccontino.

Con quale obiettivo?

Mostrare (e far provare in prima persona) che narrativa e scienza sono due modi di vedere il mondo complementari e intrecciati. Che non c’è nessuna cesura insanabile tra le due. Che è possibile esprimersi nell’una valorizzando le risorse dell’altra e viceversa.

Di cosa ti occupi quando non fai laboratori di scrittura?

Sono un matematico e mi si occupo di comunicazione attorno alla scienza. Svolgo un’attività di ricerca (col gruppo Ics della Sissa di Trieste) attorno all’immagine pubblica della scienza. Parallelamente ho una mia attività libero professionale volta alla produzione di testi in particolare di matematica (ma non solo) in particolare per l’editoria scolastica (ma non solo).

Come è possibile contattarvi?

Sui seguenti siti:
www.danielegouthier.it
www.tinsuac.it

Inoltre sono su Facebook, Skype, LinkedIn.

Ringraziamo Daniele Gouthier e gli auguriamo buon lavoro.


Daniele Gouthier è l’autore di “Le parole di Einstein” (con Elena Ioli, edito da Dedalo) e di “Il solito Albert e la piccola Dolly” (con Federica Manzoli, edito da Springer Italia).

Per Springer Italia ha curato la raccolta di racconti scientifici “Tutti i numeri sono uguali a cinque” (con Stefano Sandrelli e Robert Ghattas).

Lunedì 19 ottobre 2009 ore 15.30
Convento di San Francesco
Scrivere con la Scienza a fianco

Laboratorio di scrittura con un occhio alla scienza

condotto da Robert Ghattas e Daniele Gouthier
durata: circa 3h
Posti limitati, prenotazione obbligatoria al 040224337
Verrà rilasciato certificato di partecipazione

Scienzartambiente: Storie di Futuro, dal 16 ottobre al 2 novembre a Pordenone

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fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 18

Il governo ha annunciato che il 23 dicembre inizierà la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, un opera assolutamente inutile con tutti i problemi che ci sono ancora da risolvere in Sicilia che inoltre sarebbe sperimentale essendo il più lungo del mondo di questo genere ed in una zona estremamente sismica.

Per questi motivi dedico questa giornata dei video divertenti proprio al ponte grazie ad una splendida performance di Ficarra e Picone, siciliani come me.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 18

Come si fa dopo aver visto una cosa del genere del genere a continuare a guardare le reti mediaset? Questo servizio sa proprio di intimidazione mafiosa verso Mesiano e tutti i futuri giudici che vorranno condannare Berlusconi, per questo sono sicuro che rimarrà nella storia, è l’esempio perfetto di quanto le reti mediaset siano merda pura.

Un’ altra cosa assurda è che con la scusa della tutela della privacy il governo vuole abolire le intercettazioni e poi Berlusconi è il primo a far pedinare e riprendere le persone di nascosto, inoltre chissà come mai su questo giudice mostrano come stravaganza assurda il portare calzini turchese, fermarsi ad un semaforo, passeggiare, fumare un paio di sigarette….mentre quelle del loro padrone ovvero, andare a puttane, con minorenni, fare festini all’ aperto con tizi nudi a pene eretto ecc.ecc sono cose normali che non meritano neanche di essere citate…ahhh ecco dove sta la stravaganza, per loro la normalità è quella.

Viene da vomitare.

P.S. Molti penseranno che con un servizio del genere si siano solo dati del ridicolo ma non è così, la maggior parte della massa “berlusconiana” in questo servizio ha visto veramente cose strane tra cui il “presunto nervosismo” legato al fatto che questo giudice avrebbe secondo loro emesso una sentenza sbagliata solo per punire “il loro Dio”, basta leggere i commenti presenti nel sito del giornale di Berlusconi per rendersene conto, questo mediaset lo sa per questo continua a sfornare servizi simili, molta gente è ignorante, stupida e condizionabile quindi ci casca ugualmente.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 18


Un giorno un figlio chiese al padre:

- ‘Papà, vuoi fare una maratona con me? “

- E il padre rispose ’sì’. Entrambi corsero la loro prima maratona.

Ancora una volta, il figlio chiese: - ‘Papà, vuoi fare una maratona con… me? “

- E il padre rispose ‘Sì, figlio mio

Un giorno, il figlio chiese al padre: - ‘Papà, vuoi fare ‘l Ironman con me?”

- E il papà rispose ‘Sì’

La storia sembra normale e semplice fino a quando non si guarda il video che potete vedere sopra, una grande lezione di amore e di umanità.

L’Iron Man è una delle distanze standard del triathlon, sport olimpico caratterizzato dall’insieme di tre discipline, nuoto, ciclismo e corsa. Definita anche come distanza “super lungo” è la lunghezza più dura, caratterizzata da 3,8 km di nuoto, 180 km in bicicletta e 42,195 km di corsa (una maratona). La distanza è ben più lunga del triathlon olimpico, che misura invece 1.500 m di nuoto, 40 km in bicicletta e 10 km di corsa.

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I protagonisti di questa storia sono Dick & Rick Hoyt qui altri video se volete approfondire la loro conoscenza:

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 16

Foto: Daniele Gouthier con Piero Bianucci

E’ possibile per uno scienziato, un matematico, diventare un bravo scrittore? Evidentemente si, come hanno ben dimostrato Carlo Emilio Gadda, Primo Levi, Paolo Giordano, e lo stesso Galileo Galilei, definito da Calvino il più grande prosatore italiano.

Lo scienziato e lo scrittore condividono la curiosità per il mondo e il desiderio di raccontarlo. Per questo lo scrittore scrive e racconta, lo scienziato conta e descrive. Poi succede che l’uno prenda spunto dal lavoro dell’altro, o che l’altro utilizzi il linguaggio dell’uno per rendere migliore i propri risultati.
“Osservare il mondo con le parole” vuole essere un’occasione per fare proprio questo: fermarsi e scrivere, utilizzando entrambi gli occhi dello scienziato e del narratore.

Quattro ore, venticinque mani, venticinque modi di vedere il medesimo mondo.
un laboratorio di scrittura creativa che Lunedì 19 ottobre prenderà il via a Pordenone in occasione del Festival Scienzartambiente: storie di futuro.

ABBIAMO INTERVISTATO DANIELE GOUTHIER che insieme a Robert Ghattas condurrà il Laboratorio di scrittura con un occhio alla Scienza.

Vi potete presentare?

Siamo due liberi professionisti che lavorano nel campo della comunicazione della scienza e in particolare della matematica. Teniamo questo laboratorio perché da qualche anno coordiniamo (assieme a Stefano Sandrelli) un gruppo di persone con formazione e professione scientifica che sperimentano narrativa che abbia la scienza nella propria visione.

Cosa porterete quest’anno a Scienzartambiente?

Terremo un laboratorio di scrittura per invitare i partecipanti a scrivere un breve racconto a tema/suggestione scientifica.

Chi si può iscrivere?

Giovani adulti

E’ necessario prenotarsi? Dove?

I posti per il laboratorio sono limitati a 20, la prenotazione è obbligatoria al numero 040 224337

Ci fai qualche esempio di come avviene l’attività di laboratorio?

Due esempi: abbiamo tenuto laboratori analoghi al Festival della Scienza a Genova (replicato sei volte) e al Perugia Science Fest. Lavoriamo assieme ai partecipanti per tre/quattro ore, proponendo la nostra visione del rapporto narrativa/scienza in particolare attraverso la lettura di testi più o meno classici. Facciamo svolgere qualche breve esercizio di “riscaldamento” alla scrittura e in conclusione facciamo sperimentare ai partecipanti la scrittura di un raccontino.

Con quale obiettivo?

Mostrare (e far provare in prima persona) che narrativa e scienza sono due modi di vedere il mondo complementari e intrecciati. Che non c’è nessuna cesura insanabile tra le due. Che è possibile esprimersi nell’una valorizzando le risorse dell’altra e viceversa.

Di cosa ti occupi quando non fai laboratori di scrittura?

Sono un matematico e mi si occupo di comunicazione attorno alla scienza. Svolgo un’attività di ricerca (col gruppo Ics della Sissa di Trieste) attorno all’immagine pubblica della scienza. Parallelamente ho una mia attività libero professionale volta alla produzione di testi in particolare di matematica (ma non solo) in particolare per l’editoria scolastica (ma non solo).

Come è possibile contattarvi?

Sui seguenti siti:
www.danielegouthier.it
www.tinsuac.it

Inoltre sono su Facebook, Skype, LinkedIn.

Ringraziamo Daniele Gouthier e gli auguriamo buon lavoro.


Daniele Gouthier è l’autore di “Le parole di Einstein” (con Elena Ioli, edito da Dedalo) e di “Il solito Albert e la piccola Dolly” (con Federica Manzoli, edito da Springer Italia).

Per Springer Italia ha curato la raccolta di racconti scientifici “Tutti i numeri sono uguali a cinque” (con Stefano Sandrelli e Robert Ghattas).

Lunedì 19 ottobre 2009 ore 15.30
Convento di San Francesco
Scrivere con la Scienza a fianco

Laboratorio di scrittura con un occhio alla scienza

condotto da Robert Ghattas e Daniele Gouthier
durata: circa 3h
Posti limitati, prenotazione obbligatoria al 040224337
Verrà rilasciato certificato di partecipazione

Scienzartambiente: Storie di Futuro, dal 16 ottobre al 2 novembre a Pordenone

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fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 16

Quattro giorni ricchi di eventi apriranno al Convento di San Francesco, “Storie di Futuro”, XIII edizione del festival Scienzartambiente - per un mondo di pace, promosso dal Comune di Pordenone, Assessorato alla Cultura, in partnership con Science Centre-Immaginario Scientifico, con il patrocinio del MIUR, dell’ UNESCO e di TELETHON.

Moltissime le collaborazioni di Istituti Culturali (tra i quali IRSE FVG - Istituto Regionale di Studi Europei, Deposito Giordani, ARPA FVG – LaREA, Cinemazero, Mediateca di Pordenone… ) e realtà produttive, Istituti Scolastici e Associazioni del territorio regionale; importanti anche le collaborazioni di Gravità Zero, The Daily Bit e pnbox.tv, media-partners nel web della manifestazione.

Anteprima Venerdi 16 ottobre alle ore 18.00, Stefano Moriggi (filosofo della Scienza), Fiorenzo Galli (direttore del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo Da Vinci, di Milano), Alberto Garlini (scrittore e curatore di pordenonelegge.it) e Fabio Pagan (giornalista scientifico di Radio3scienza) discuteranno insieme al pubblico di “Inattese attese connessioni” tra la cultura scientifica e umanistica, a 50 anni dalla pubblicazione di “The Two Cultures” di C.P.Snow.

Sabato 17 ottobre ore 10.00, Stefano Moriggi e Chiara Ceci racconteranno, nel 200° compleanno della nascita di Charles Darwin, la sua vita e le sue opere, prendendo come punto di vista la vita e il ruolo della moglie, Emma, nell’incontro dal titolo “Emma Darwin, l’evoluzione di un amore”.

Sabato 17 ottobre pomeriggio alle ore 18.00
, sarà inaugurata ufficialmente la XIII edizione con la consueta performance di apertura a cui seguirà l’inaugurazione delle due multivisioni dedicate al cielo realizzate da Science Centre-Immaginario Scientifico, nonché la mostra “20 Italiani che cambiano l’Italia” di Gianni Giansanti realizzata in esclusiva per Corriere della Sera Magazine, e infine la retrospettiva sull’opera di Giansanti morto prematuramente quest’anno (il fotografo che immortalò il ritrovamento di Aldo Moro nella R4), entrambe con l’allestimento del Science Centre - Immaginario Scientifico.

Domenica 18
presso il Convento di San Francesco sarà possibile visitare le quattro mostre, scoprire alle ore 11.00 modi diversi di produrre energia con il laboratorio realizzato dagli studenti dell’ITIS J.F. Kennedy; partecipare al Circo della Scienza alle ore 15.00 e alle ore 17.00 in piazzetta Calderari, nell’evento realizzato in collaborazione con ASCOM e molte altre attività per cittadini e famiglie curiose.

Infine Lunedì 19 ottobre alle ore 10.00 “SUPPOSITIONS, PREVISIONS, CERTAINTY…. AND, OF COURSE, MATHS”, con Robert Ghattas, presso la Casa dello Studente “A. Zanussi”
e per chiudere dalle ore 15.30 puntuali per il “Scrivere con la Scienza a fianco” tenuto da due ospiti eccellenti: laboratorio di scritturaRobert Ghattas e Daniele Gouthier. (posti limitati, prenotazione allo 040224337).

per maggiori informazioni
www.comune.pordenone.it/scienzartambiente

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Ott 16


Questo mese il Carnevale della Matematica è diventato maggiorenne, ed è ospitato da una new entry, Gianluigi Filippelli nel suo Science Backstage.

Numerose e ricchissime come sempre i contributi dei numerosi appassionati e blogger.

Ricordiamo che chi desidera partecipare al Carnevale può farlo semplicemente scrivendo al prossimo candidato inviando i propri contributi.

E’ anche possibile ospitare il Carnevale sul proprio blog, basta chiedere a .mau..

Il prossimo Carnevale sarà invece ospitato da Roberto Zanasi, sul suo Gli studenti di oggi: seguite il suo blog per ottenere le informazioni su dove inviare i vostri contributi matematici al 19.mo Carnevale della Matematica.

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Ott 16

Il nostro resp. scientifico per le materie mediche, Prof. Giuseppe Caramia, ha incontrato ieri il prof. Kary Mullis, premio Nobel per la Chimica nel 1993 nell’ambito di una conferenza sui suoi nuovi studi su farmaci anti infettivi usando la PCR.

Il Prof. Mullis ha ricevuto il premio Nobel per l’invenzione della PCR (Polymerase Chain Reaction), una metodica che ha rivoluzionato la biologia consentendo di amplificare singoli frammenti di DNA. Tale metodica di analisi del campione biologico viene oggi utilizzata nella maggior parte dei laboratori di Genetica del mondo.

Lo scienziato ha tenuto una lezione magistrale sul temaPCR e Altermunepresentando la storia della sua invenzione e le ricerche che sta compiendo in tema di sistema immunitario.

L’incontro è avvenuto a San Giovanni Rotondo, presso l’Istituto di Ricovero e Cura “Casa Sollievo della Sofferenza“.

La locandina dell’evento.


Il Sito web del Prof. Mullis:
www.karymullis.com
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Ott 16

Paolo Foschini sul Corriere lancia l’allarme: migliaia di parole del lessico italiano da salvare perché a rischio di estinzione.

Ma niente paura: ci pensa oggi Il Sole 24 ore, che nella sezione scie(me)nze pubblica questo esilarante strafalcione: “Che Chazz’ecca la fisica quantistica con le banche?”.


D’accordo salvaguardare le parole a rischio di estinzione, ma non sapevamo che le citazioni di Antonio Di Pietro sarebbero balzate agli onori delle cronache come uscissero dall’Accademia della Crusca.

(per la cronaca, la locuzione corretta nella nostra lingua è “che ci azzecca“).

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Sono le ore 10.57: la pagina è stata modificata dalla redazione online de “Il Sole” in “Che ch’azzecca”!

Coraggio… ancora un piccolo sforzo: ce la potete fare! :-)

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Qui l’articolo finale dopo varie correzioni.

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Ott 14

La Fondazione Bano e la Fondazione Antonveneta hanno affidato la realizzazione della mostra “Telemaco Signorini e la pittura in Europa”, in programma presso il Palazzo Zabarella di Padova, ad un autorevole Comitato Scientifico composto dai più importanti studiosi della pittura italiana del XIX secolo. Sono in esposizione i capolavori dell’artista toscano, il macchiaiolo italiano più famoso a…

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Ott 14

Titolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2008
Genere: sentimentale
Durata: 1h50m
Regia: James Gray
Sceneggiatura: James Gray, Ric Menello
Fotografia: Joaquin Baca-Asay
Musiche: Gregg Baxter
Cast: Joaquin Phoenix, Vinessa Shaw, Gwyneth Paltrow, Moni Moshonov, Isabella Rossellini, John Ortiz, Julie Budd, Bob Ari, Elias Koteas, David Cale, Nick Gillie, Kathryn Gerhardt, Samantha Ivers, Carmen M….

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Ott 14

Trovare vita in un pianeta esterno al Sistema Solare (o esopianeta) è una delle sfide più interessanti per la scienza moderna sebbene, secondo gli astronomi, più che una meta sarà un punto di partenza per cercare nuovi mondi e altre meraviglie del cosmo.

Al giorno d’oggi si conoscono oltre 370 esopianeti ma nessuno di essi è stato trovato nella cosiddetta zona abitabile, vale a dire a una distanza dalla stella-madre tale da permettere la formazione di acqua allo stato liquido sulla superficie e, quindi, di vita. E mentre arrivano notizie rassicuranti dalla Luna e da Marte sulla presenza di acqua nel loro sottosuolo, il mese scorso più di 200 esperti in esopianeti si sono riuniti nel Museo della Scienza di Barcellona (il CosmoCaixa) per celebrare il congresso Pathways toward habitable planets. Durante il congresso è stata annunciata la scoperta di CoRot-7b, la Super Terra (dall’inglese Super-Earth) più piccola (5 volte la massa della Terra) trovata sino ad oggi, localizzata a una distanza di 500 anni luce nella costellazione dell’Unicorno.

Ne ho parlato con Franceso Pepe, ricercatore dell’Observatoire de Genève (Svizzera), in un’intervista pubblicata giorni fa sul quotidiano spagnolo Público, e con il ricercatore Ignasi Ribas del CSIC di Barcellona, in un’altra intervista andata in onda sabato 10 ottobre all’interno del programma Conto alla rovescia di Radio24.

L’obiettivo dell’appuntamento scientifico nella città catalana è stato quello di studiare le strategie future (o road-map) affinché si possa arrivare - nel giro di poche decine di anni – a realizzare quella che è già stata definita la sfida del XXI secolo: la scoperta di vita extraterrestre e, in particolare, di esopianeti abitabili, vale a dire capaci di ospitare vita.

Uno dei gruppo di ricerca candidati ad annunciare la tanto attesa scoperta è sicuramente quello di Michel Mayor e Didier Queloz, i padri del primo esopianeta trovato nel 1995, anch’essi dell’Observatoire de Genève. Grazie allo sviluppo di una strumentazione all’avanguardia, in questi 15 anni questo gruppo si è confermato come uno dei più prolifici e competitivi in questa disciplina. Il merito è anche dovuto all’ingaggio, avvenuto nel 1998, dell’astronomo Francesco Pepe.

Francesco Pepe
Figlio di emigranti italiani originari di Avellino, tra le altre cose Pepe (Olten, Svizzera, 1968) ha sviluppato lo strumento HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher) installato nel telescopio di 3.6 metri dell’Observatorio de la Silla (Cile) che finora ha realizzato le scoperte più rilevante nella ricerca degli esopianeti. Attualmente Francesco Pepe è anche responsabile di un altro strumento di altissima qualità in fase di sviluppo, PRIMA (Phase-Referenced Imaging and Microarcsecond Astrometry), per l’identificazione di sistemi solari simili al nostro attraverso l’astrometria. “Proprio come recita l’etimologia greca questa tecnica permette misurare la posizione degli astri rispetto agli altri nel piano celeste. In particolare, PRIMA sarà talmente preciso che potrà osservare lo spostamento di circa due centimetri di un sasso sulla superficie della Luna” afferma il dottor Pepe.

Nella comunità scientifica la scoperta del primo esopianeta “ha cambiato il modo e la mentalità di osservare il cielo”, assicura l’astronomo italo-svizzero. “Inoltre, la sua esistenza era qualcosa che Mayor e Queloz avevano già previsto e solo per questo motivo, credo, meriterebbero il premio Nobel”. Da allora lo studio di questi corpi celesti ha fatto passi da gigante. “Prima del 1995 non pensavamo neanche che un pianeta come Giove (così lontano dalla sua stella nel nostro Sistema Solare) potesse trovarsi a meno di 5 volte la distanza tra Sole e Terra. Oggi, invece, siamo capaci di rilevarli a una decima parte di questa separazione”, ricorda il ricercatore.

Ignasi RibasGrazie a tecniche di osservazione sempre più avanzate, oggi conosciamo un ampia gamma di esopianeti tra i quali troviamo i gassosi di tipo gioviani caldi (hot-Jupiter) e, appunto, le Super Terre, pianeti rocciosi con una massa non superiore a 10 volte quella della Terra e normalmente molto vicini alla loro stella. Come ha spiegato Ignasi Ribas del CSIC di Barcellona a Radio24 “le Super Terre sono importanti perché crediamo che siano pianeti di tipo terrestre, ovvero con una superficie e un’atmosfera, a differenza di quelli più massicci che generalmente sono corpi gassosi e inospitali per la vita. La loro importanza, quindi, sta nel fatto che avendo una struttura rocciosa sono dei potenziali gemelli della Terra”.

“Rilevare la presenza di oggetti come CoRot-7b è stato un vero passo in avanti poiché grazie ad HARPS abbiamo trovato la prima Superterra con una densità molto simile a quella terrestre”, segnala Pepe, coautore della ricerca. “Inoltre, a causa della distanza ridotta che separa l’esopianeta dalla stella-madre, le sue condizioni atmosferiche si assomigliano di più a un inferno dantesco che a un pianeta abitabile. Proprio come occorre tra la Luna e la Terra, CoRot-7b (così chiamato in onore al telescopio spaziale che lo ha scoperto) mostra sempre la stessa parte di superficie alla stella in modo che nel lato illuminato si registrano temperature di 2000-3000 gradi e di -200 gradi ai suoi antipodi. E benché esista una piccola zona di superficie che separa le due facce del pianeta con temperature compatibili con la presenza di vita, possiamo escludere a priori la possibilità di trovare lì tracce dell’esistenza di un Super Uomo” scherza Francesco Pepe.

Rappresentazione di una Super TerraRibas, però, ricorda che “quella di Corot-7b è comunque una scoperta molto importante perché apre una nuova strada a pensare che ci sia grande abbondanza di questo tipo di Super Terre nell’Universo le quali, probabilmente, possono albergare vita sulla loro superficie”. Ma Pepe va ancora più in là affermando che “trovare vita oltre il Sistema Solare rappresenterebbe, in un certo modo, un’informazione piuttosto limitata per noi. Come si è formata? Quali sono le condizioni che permettono la sua esistenza? Che forma ha? Si tratta di vita intelligente? Può comunicare? E soprattutto, qual è la nostra condizione nella Via Lattea rispetto agli altri? Le risposte a queste domande è quello che realmente vogliamo sapere”.

Tratto da Gravedad Cero
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Ott 14


Ritorno sulla questione che ha diviso l’opinione pubblica (non solo italiana) relativa all’assegnazione del Premio Nobel per la pace al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Innanzitutto (è questa una mia opinione personale) trovo sterili le polemiche secondo le quali la decisione di assegnare il Premio per la Pace a Barack Obama, presidente Usa da meno di nove mesi, sia stata prematura.

Per cominciare recito le parole di Geir Lundestad, segretario del Comitato Nobel:

“Vogliamo sottolineare come (Obama) abbia già portato dei cambiamenti significativi” … [nel multilateralismo, nel progresso, nel disarmo e nella lotta ai cambiamenti climatici]“Certamente speriamo che nel corso dei prossimi anni ci saranno altri cambiamenti concreti. Ma sentiamo che sia giusto sostenere questo uomo e le sue sfide future per le idee che promuove”.

Il capo della commissione norvegese per i Nobel, Thorbjoern Jagland, ha respinto - a mio parere correttamente - le critiche nel corso di una conferenza stampa: ”Se vedete la storia dei Premi per la Pace abbiamo avuto molte occasioni in cui lo abbiamo assegnato a chi sta cercando di ottenerla”.Jagland ha fatto il nome del cancelliere della Germania Ovest Willy Brant, premiato nel ‘71 per la sua Ostpolitik, e di Mikhail Gorbaciov, ultimo leader sovietico che ha ottenuto il Nobel per la Pace nel ‘90 prima della fine della Guerra Fredda.

Trovo (ed è di nuovo un mio pensiero) che chiunque punti il dito nei confronti di questo Presidente criticando la decisione del Parlamento svedese sia quantomeno poco informato, a causa anche della scarsa attenzione che i media (TV e giornali) italiani dedicano ai problemi sociali internazionali.

Come abbiamo fatto su questo blog documentandone i passaggi, forse dovremmo ricordare il suo programma elettorale scientifico cui sta da tempo e giornalmente adempiendo. Come dovremmo ricordare la presa di posizione dei Premi Nobel (65 per l’esattezza) che appoggiarono la sua candidatura.

E’ un presidente che ama la meritocrazia. E invece di affidarsi, come sappiamo accade altrove, a collaboratori (e collaboratrici) di circostanza privi di preparazione ma comodi politicamente, chiama a sé i migliori scienziati al mondo per le sfide ambientali ed energetiche che l’umanità attende nel XXI secolo.

Ricordo che Steven Chu, fisico americano di origine cinese, premio Nobel, è stato nominato segretario ai problemi dell’energia.

Un altro incarico importante è andato a Jane Lubchenco, biologa marina, che ora dirige l’agenzia nazionale NOAA, ovvero l’ente che si occupa dei cambiamenti in atmosfera e negli oceani. Durante l’amministrazione Bush, Jane Lubchenco, una vera autorità in questo campo, aveva aspramente criticato il governo per la sua sottovalutazione dei problemi climatici.

Obama ha anche nominato un suo particolare consigliere scientifico: è John Holdren, fisico a Harward, esperto di problemi energetici, di proliferazione nucleare, e di ambiente in generale.
Anche Eric Lander e Harold Varmus, scienziati di alto livello nel campo biomedico, sono stati cooptati nella squadra di consulenti scientifici.

Insieme a questi meriti di lungimiranza, che da soli meriterebbero non uno ma molti premi di buon senso, Obama ha ampiamente dimostrato di essere sensibile e adempiere anche e soprattutto ai problemi “sociali”: alle minoranze, al problema dell’assistenza, alla lotta contro l’omofobia, all’emancipazione delle donne.

Il Nobel viene spesso tacciato di essere un premio “alla memoria”. A differenza di altre onorificienze (una per tutte la medaglia Fields) viene spesso assegnato al termine della vita di un uomo o di una donna, quando questi si sono da tempo ritirati dalla ricerca e dalla applicazione di ciò per cui hanno lottato tutta la vita. I Premi Nobel di quest’anno alla Medicina alla Chimica e alla Fisica non fanno eccezione. Paradossalmente premi come l’altrettanto prestigiosa medaglia Fields (che viene assegnata rigorosamente solo ad under 40) sono invece dati a giovani che potenzialmente possono ancora dare molto alla ricerca, alla società, all’umanità.

Spiace constatare che tra i detrattori di questo presidente ci siano persone, sia in Italia che all’estero, che hanno condiviso e condividono i suoi stessi ideali, ma che pur avendo ricevuto alti onori non hanno dimostrato e adempiuto in tutta la loro vita alla decima parte di quanto abbia invece fatto questo presidente in appena 9 mesi di mandato!
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Ott 14

Non si era mai verificato, nella storia dei Nobel, che nello stesso anno cinque donne ricevessero il prestigioso premio di Svezia.

Un record nei record, dal momento che è anche la prima volta da quando è stato istituito il Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences, noto come Nobel per l’economia, il riconoscimento è stato assegnato ad una donna.

A vincerlo, la statunitense Elinor Ostrom, 76 anni, insieme al connazionale Oliver E. Williamson, 77 anni per la loro ricerca sull’organizzazione della cooperazione nella governance economica.

Quest’anno, dunque, un’altra onorificenza si aggiunge alla lista “al femminile” dall’Accademia reale di Svezia nel 2009: Ada E. Yonath, premio Nobel per la chimica, Elizabeth H. Blackburn e Carol W. Greider, Nobel per la medicina insieme allo statunitense Jack W. Szostak e Herta Müller, Nobel per la letteratura.

In tutto, lo ricordiamo, sono state appena 40 (su oltre 780 premiati) le donne che hanno vinto il Nobel: Letteratura e la Pace, 12; Medicina, 10; Chimica, 4; Fisica 2 e, da oggi, l’Economia.

C’è da dire, senza diminuirne per questo il valore, che quello per l’Economia non è un Premio Nobel in senso stretto, dato che si tratta un “premio alla memoria di Nobel” (gli attuali membri della famiglia non lo accettano come premio Nobel).
Viene comunque consegnato assieme agli altri premi ed è spesso chiamato semplicemente ed impropriamente Premio Nobel per l’economia. La sua istituzione risale al 1969 su iniziativa della banca centrale della Svezia. La denominazione ufficiale dell’onorificenza, cui spetta un premio in denaro di 980.000 euro, è infatti “The Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences”.

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Ott 14

L’8 ottobre scorso la Commissione europea ha inaugurato il Repertorio europeo delle donne nelle TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), ossia un nuovo strumento online che ha l’obiettivo di centralizzare tutte le informazioni relative ad attività e posti di lavoro coperti dalle donne in questo settore nell’Unione Europea.

Il repertorio online coprirà tre diversi settori: tecnologia, creazione di comunità e imprese.
Riunisce in un unico spazio tutte le attività, le proposte di lavoro, la legislazione e le statistiche, fornendo una visione d’insieme su quanto avviene in questo settore in Europa e favorendo la collaborazione e la costituzione di reti tra i differenti soggetti.

L’iniziativa segue la pubblicazione da parte della Commissione europea di un Codice di buone pratiche per le donne nel settore delle TIC; dopo di ciò il numero di imprese e soggetti firmatari che si sono impegnati ad incoraggiare le giovani donne a perseguire studi e carriera nei settori industriali delle telecomunicazioni, della tecnologia e di internet è più che quintuplicato, passando dalle iniziali cinque a 28, fra cui grandi imprese, PMI, uffici di consulenza, istituzioni accademiche, ONG e organismi di regolamentazione delle telecomunicazioni.

Il Codice di buone pratiche è centrato sull’istruzione e l’occupazione e prevede l’organizzazione di programmi di tutoraggio, orari di lavoro flessibili e altre attività innovative per sensibilizzare le donne e attirarle nel settore industriale della tecnologia.

Fonte:
Dipartimento politiche comunitarie

Per saperne di più

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Ott 14


Maria Rosa Menzio, matematica e regista teatrale, porta sulle scene il Teatro, la musica, danza e le video installazioni per celebrare la più affascinante delle scienze, l’Astronomia, proprio nell’Anno Internazionale dedicato a questa disciplina (era infatti il 1609 quando Galileo iniziò le prime osservazioni astronomiche per confermare la validità del sistema copernicano). Nel 2009, peraltro, l’Osservatorio di Torino festeggia il 250° anniversario della sua fondazione.

“SIDEREUS NUNCIUS” Galileo e la luna: questo potrebbe essere un titolo alternativo. La spettacolarizzazione del “Nuncius”, ovvero da un lato lo scienziato rigoroso, amante delle stelle, forse un po’ innamorato della luna, dall’altro l’uomo che ama la vita in modo passionale, a dir poco, vive con umorismo e arguzia, e con una certa presunzione.

Una selezione di strofe scelte dal testo “Contro il portar la toga” intervalla l’antologia dei brani più propriamente astronomici. Da qui emerge un Galileo che andava all’osteria, mangiava e beveva allegramente, teorizzava che donne e uomini dovessero andare in giro senza veli e confessava - senza troppi scrupoli - il proprio debole per le donne di piacere. Inframmezzate alle parole di Galileo, sentiremo citare Campanella, Torquato Tasso, Shakespeare, Leopardi, Dante, Nietzsche e Neruda. Il leit motiv che unisce tutti questi autori è appunto la Luna, che li rapisce e li innamora uno dopo l’altro, chi in modo lirico, chi drammatico, o ancora elegiaco. La voce che appartiene a Galileo ama invece la luna in modo totale, sensuale, esclusivo.

La novità dello spettacolo è il video in prima nazionale: oltre 200 frattali (oggetti nati da complesse formule matematiche e cambio gradiente) che con particolari transizioni si trasformano l’uno nell’altro, e simboleggiano pianeti lontani, forme astratte e viaggi astrali nell’ignoto (durata 70 minuti - anteprima nella Notte Europea della Ricerca al Museo del Cinema e in Rettorato all’Università di Torino). A fine spettacolo, una danza alla luna mima i movimenti del nostro satellite.

Venerdì 16 Ottobre 2009, ore 21
Pino Torinese, Teatro «Le Glicini» (vedi mappa)
«SIDEREUS NUNCIUS»
da Galileo Galilei
INGRESSO LIBERO
con Simonetta Sola e Maria Rosa Menzio
Danza alla luna Chiara Fiorenza
Regia di Maria Rosa Menzio

Scarica il programma della serata in PDFil programma completo è sul sito web di Teatro e Scienza
www.teatroescienza.it/rassegna2009/rassegna2009.htm

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Teatro e scienza è sotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica nell’Anno Internazionale dell’Astronomia 2009
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fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Ott 14

L’altro ieri un lettore del blog, BadWireless, mi ha segnalato una Gaf di Berlusconi dove afferma che l’energia nucleare si ottiene dalla scomposizione delle cellule e che essa è l’unica alternativa pulita per la produzione di energia!

Inoltre, Berlusconi, da la colpa alla rinuncia all’energia nucleare alla sinistra quando invece è stato semplicemente IL POPOLO ITALIANO! Per non parlare delle altre cretinate che dice…in mezzo minuto ne spara tantissime, dovrebbero assegnargli il premio per miglior sparatore di cazzate nell’unità di tempo

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 14

Guardate come è stato accolto Berlusconi e company alcuni giorni fa durante la visita in Sicilia per il disastro causato dalla frana…

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 12

DI FLASHFORWARD NE ho già parlato più sotto. La seconda puntata della prima stagione mi ha infastidito: scontato e molto, molto meccanico, oltre che irreale, lo sviluppo della trama. Non ci sono personaggi “vivi”, ci sono scene obbligatorie che richiedono la creazione di situazioni che costringono i personaggi a fare le capriole per starci dentro. Blah.

Invece, grazie al cielo ci sono anche due cose belle di cui parlare. La prima è che è appena partita la seconda stagione di Sanctuary. Nato come esperimento via web, il telefilm ha poi preso quota, diventando una serie vera e propria. La prima stagione è stata carina, i risultati buoni, adesso la seconda promette ancora meglio. Fra l’altro, è il trionfo delle produzioni canadesi: nata come costola e progetto collaterale, adesso rappresenta una bella, nuova strada. Da ricercare: credo da noi sia inedito.


Poi, c’è la bella notizia. Per gli amanti dell’altra serie di fantascienza, torna non Battlestar Galactica (di cui aspetto a gloria la partenza dello spin-off Caprica), non Star Trek (di cui a quanto pare siamo destinati a rimanere orfani almeno sul piccolo schermo, perché JJ Abrams è al lavoro per il secondo film della sua tenure), bensì Stargate.

E qui non siamo parlando di uno Stargate già noto (SG-1 oppure Atlantis), bensì della nuova Stargate Universe, che è una sorta di Voyager fatta in maniera più interessante. Il primo episodio (doppio) parte molto bene, con un cast di personaggi abbastanza evoluto, la testimonianza (sempre necessaria) dei protagonisti della prima serie, una trama che accelera in maniera interessante e quella sensazione strisciante su per la schiena che è poi quel che si chiede a questo telefilm: stare davanti al televisore e sentirsi persi, come i protagonisti della storia, a miliardi e miliardi di anni luce di distanza, su un’astronave sparata in una direzione sconosciuta per motivi ignoti.

Nonostante l’astronave che viaggia sparata nell’iperspazio, ci sono sempre i nostri amati “anelloni”, che consentono di trasferirsi - grazie a un wormhole - da un posto all’altro. La più bella metafora del viaggiatore moderno, che entra in un aeroporto in un continente e ne esce in un altro. Meccanismo narrativo che consente alle varie serie di Stargate di raccontare da 15 anni storie di esplorazione, avventura e poco altro, sempre in maniera nuova e divertente. Il secondo episodio, con il mondo-deserto (e il teletrasporto mentale sulla Terra) non è all’altezza dell’esordio, ma speriamo bene per il resto.

Ok, finalmente sta iniziando l’autunno…

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Ott 12

COME OGNI DOMENICA, arriva Garry B. Trudeau.

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Ott 12

IL NEW YORK Times recensisce The Lost Symbol, il nuovo libro di Dan Brown. E lo stronca con una certa, raffinata durezza. Il risultato è che adesso il libro comincerà a vendere sul serio, mentre la vecchia signora del giornalismo americano si sarà lavata la coscienza.

Money Quote: Brown’s novels are obviously inspired by Indiana Jones and “Raiders of the Lost Ark.” But he can only emulate the galloping narrative drive and the fascination with mythological archetypes, pyramids, Holy Grails, treasure maps and secret codes; he can’t summon the sexy, playful side of the Spielberg-Lucas legacy.

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Ott 12

Titolo originale: My life in ruins
Nazione: Spagna, USA
Anno: 2009
Genere: commedia
Durata: 1h35m
Regia: Donald Petrie
Sceneggiatura: Mike Reiss
Fotografia: José Luis Alcaine
Musiche: David Newman
Cast: Nia Vardalos, Richard Dreyfuss, Alexis Georgoulis, Harland Williams, Alistair McGowan, Rachel Dratch, Sophie Stuckey, Caroline Goodall, Ian Ogilvy, María Adanez, Maria Botto, Jareb Dauplaise, Rita…

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Ott 12

Titolo originale: Whatever works
Nazione: Francia, USA
Anno: 2009
Genere: commedia
Durata: 1h32m
Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Harris Savides
Musiche: Gary Alper
Cast: Larry David, Evan Rachel Wood, Patricia Clarkson, Henry Cavill, Conleth Hill, Carolyn McCormick, Ed Begley Jr., Michael McKean, Adam Brooks, Lyle Kanouse, Olek Krupa, John Gallagher Jr., Christopher Evan…

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Ott 12

Una macchina fotografica e un microscopio per far apparire meravigliosi colori e splendide forme della natura che sarebbero altrimenti totalmente sconosciuti e invisibili a occhio nudo.

Come ogni anno il concorso Small World competition, promosso dalla Nikon, celebra il mondo nascosto. In questa edizione gli scatti premiati spaziano dalle ovaie di un pesce agli organi sessuali di una pianta passando attraverso le fibre del cotone.

E tra i venti vincitori anche due italiani: Bernardo Cesare dell’Università di Padova e Massimo Brizzi di Empoli. E menzione speciale per il Dr. Carlo Sala del CNR di Milano e per il Dr Lorenzo Calzoni dell’Università di Bologna.

Visita anche:

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Ott 12

Stasera assisteremo a “Feynman…chi”, lo spettacolo portato sulle scene teatrali che ripercorre alcuni episodi salienti della vita di Richard P. Feynman (Premio Nobel per la fisica nel 1965), nel tentativo di spiegare, con la semplicità che lo contraddistingue, quali sono le caratteristiche peculiari del suo modo di pensare.

Pur avendo già assistito alla rappresentazione nel maggio del 2008, saremo anche questa volta presenti. Lo spettacolo si svolge durante la rassegna Teatro Scienza (www.teatroescienza.it e teatroescienza.ning.com) diretta da Maria Rosa Menzio e con la quale Gravità Zero è media partner.

Come un’esplosiva miscela di eventi incredibili resi possibili da quell’impasto del tutto unico di acuta intelligenza, curiosità irrefrenabile, costante scetticismo e radicato umorismo che è stato l’uomo Feynman. È davvero straordinario poter ritrovare nella stessa persona un tal numero di esperienze diverse e talora contraddittorie.

Ha di volta in volta scassinato le più sicure casseforti di Los Alamos, dove si custodivano i segreti della bomba atomica, suonato la frigideira in una scuola di samba brasiliana, illustrato la fisica a “menti mostruose” come Einstein, von Neumann e Pauli, e lavorato come suonatore di bongos con una coreografa di successo, per tacere poi della sua attività di pittore, o di biologo, o di frequentatore di case da gioco. Per dare un’idea dell’unicità del personaggio, basta pensare che il futuro premio Nobel venne scartato dall’esercito americana perché “psichicamente deficiente”. Per anni le conversazione di Richard “Dick” Feynman con l’amico musicista Ralph Leighton sono state registrate e poi trascritte senza alterarne il tono confidenziale: un tributo a un grandissimo scienziato ma prima di tutto a un uomo per il quale la vita è davvero stata un instancabile susseguirsi di ricerca e scoperta.

La migliore definizione di questa “non biografia” è stata data da due grandi fisici che il grande Feynman lo hanno conosciuto di persona.

“Questo libro è puro, autentico Feynman. Per quelli che lo hanno conosciuto non occorrono altre definizioni. Per quelli invece che non lo hanno conosciuto, il libro è un autoritratto perspicace, divertente, semplice, profondo, distaccato, appassionato e assolutamente sincero di uno dei grandi uomini del nostro tempo.”
Freeman Dyson

“Il libro di Feyman è delizioso, come il suo autore. Più che scoprire in Feynman uno dei maggiori fisici teorici del notro secolo, il lettore imparerà qui a conoscere quell’atteggiamento schietto e disinibito che ha dato gioia a Feynman e a quanti hanno avuto l’occasione di stargli vicino”
Hans Beth
premio Nobel 1967 per la fisica.

FEYNMAN… CHI?
Domenica 11 Ottobre 2009
Ora: dalle 21:00 alle 22:30
Luogo: Bric Paluc di Baldissero Torinese [ cartina ]
Baldissero (TO)

Sito Web della compagnia: www.officinescienza.it

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Ott 12



Secondo il Time Higher Education e Qs, nella classifica mondiale delle 200 migliori università al mondo, figurano università degli Stati Uniti, Regno Unito e Asia.

La prima classificata ormai al top da cinque anni è Harvard, che festeggia il suo Nobel per la medicina Jack W. Szostake, la seconda è Cambridge che supera Yale, che festeggia anche il suo Premio Nobel per la Chimica di quest’anno, il prof. Thomas Steiz. Nelle prime 20 posizioni la predominanza resta delle università statunitensi, ma ad avanzare sono le londinesi, e anche Oxford .

No comment per gli Atenei italiani, che precipitano sempre più a fondo in tutte le classifiche internazionali. L’unica università italiana rappresentata nelle prime 200: posizioni è l’università di Bologna, che figura addirittura al 174° posto (era 192esima nel 2008).
La posizione media delle università italiane è scesa da 431 nel 2008 a 441 nel 2009.

Solo separando le competenze tra Facoltà ci si accorge delle eccellenze: la Sapienza è infatti 25esima nella classifica delle migliori facoltà di Scienze Naturali. il Politecnico di Milano é a quota 57 nel ranking delle migliori facoltà di Ingegneria e Tecnologia al mondo, l’Università Commerciale Luigi Bocconi é la 68 nella classifica delle migliori facoltà di Scienze Economiche e Sociali, l’universitá di Bologna é 72 nella classifica delle migliori facoltà al mondo di Scienze Economiche e Sociali e 51 nella classifica delle migliori facoltà di Lettere e Arte.

E’ facile notare che quando ci si allontana dai panorami italiani la situazione migliori vertiginosamente salendo nella prima parte della classifica tra gli Atenei europei, cinesi, giapponesi, australiani, ma anche francesi, inglesi, danesi, neozelandesi, australiani e canadesi.

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Ott 12

Foto del Very Large Array (VLA) negli Stati Uniti. Crediti: ©2007-2009 *kimjew

Da circa trenta anni gli astrofisici di tutto il mondo sono alla ricerca della natura della materia oscura. Questa costituirebbe il 90% della materia dell’Universo ma non è possibile osservarla direttamente perché non emette luce visibile né alcuna radiazione elettromagnetica.

Un gruppo di astrofisici si sono cimentati in uno studio, pubblicato dalla rivista Nature nel mese di settembre 2009, che ha portato ad una scoperta sorprendente che mette in discussione quanto finora conosciuto sulla formazione delle galassie e sulla stessa esistenza della materia oscura.

Alessandro Menenti ha intervistato per noi Gianfranco Gentile, uno degli astrofisici italiani che ha partecipato alla ricerca.

D. Dott. Gentile che cosa è la materia oscura?
R. Si pensa che la materia oscura sia una particella che ancora non è stata scoperta. E’ stato introdotto il concetto di materia oscura perché le galassie a disco (uno dei due tipi principali di galassie, che sono dischi fatti di miliardi di stelle, gas e polvere) ruotano su se stesse più velocemente di quanto ci si aspetterebbe dalla quantità di materia visibile.
In altre parole, se ci fosse solo la materia visibile le galassie di disaggregherebbero a causa della forza centrifuga. La materia oscura è stata introdotta per giustificare la coesione di strutture cosmiche come le galassie e gli ammassi di galassie.

Si pensa che le galassie siano immerse in “nuvole”, dette aloni, di materia oscura. Una possibiltà alternativa all’esistenza della materia oscura è che la forza di gravità quando il campo gravitazionale è molto basso, come avviene nelle parti esterne delle galassie - in realtà sia un po’ più forte di quello che ci si aspetterebbe dalle leggi di Newton e Einstein. Questa possibilità viene chiamata Modified Newtonian Dynamics (MOND) ed è stata introdotta nel 1983 dall’astronomo Mordehai Milgrom.
D. Come è nato lo studio che ha portato alla recente scoperta?
R. Abbiamo usato misure della velocità di rotazione del gas nelle galassie (ottenute con vari telescopi in Cile, Stati Uniti, Olanda, ecc.) per tracciare la distribuzione di materia in un campione di 28 galassie.

D. Chi vi ha partecipato e come vi siete ripartiti il lavoro?
R. Lo studio è stato effettuato da me (Università di Gent e Bruxelles, Belgio), Benoit Famaey (Universita’ di Bruxelles, Belgio, e Strasburgo, Francia), HongSheng Zhao (Università di St. Andrews, Scozia) e Paolo Salucci (SISSA, Trieste). Abbiamo tutti - chi piu’ chi meno - contribuito all’analisi dei dati e alla stesura dell’articolo.

D. Cosa avete scoperto?
R. Qua si entra nei dettagli tecnici… Il punto di partenza è stato un articolo di qualche mese fa in cui era stato scoperto che se si misura il campo gravitazionale della materia oscura all’interno di un raggio caratteristico dell’alone di materia oscura (raggio che varia di molto da una galassia all’altra), questo campo gravitazionale e’ lo stesso per tutte le galassie. Noi abbiamo trovato che anche il campo gravitazionale della materia visibile se misurato all’interno di quel raggio è lo stesso per tutte le galassie. Questo puo’ voler dire due cose:

1) o la materia oscura e la materia visibile - che prima si pensava Interagissero tra di loro solo tramite la forza di gravita’ - interagiscono tra di loro in maniera più stretta di quanto non si pensasse, in altre parole la materia oscura “sa” esattamente cosa fa la materia visibile ;

2) oppure la materia oscura non esiste nelle galassie. I nostri dati vengono spiegati in maniera naturale nei modelli come MOND, dato che in questi modelli l’unica sorgente del campo gravitazionale e’ la materia visibile.

D. A parte l’aspetto scientifico della scoperta, quale può esserne l’utilità?
R. Molti campi della ricerca scientifica non hanno applicazioni pratiche dirette, ma sono comunque fondamentali per il progresso dell’umanità e la conoscenza del mondo che ci circonda. E in più, una maggiore conoscenza del funzionamento dei processi fisici nell’universo possono portare a lungo termine ad applicazioni pratiche fondamentali (per esempio senza lo studio dei fenomeni elettrici non si poteva inventare la lampadina).

D. Quale è la situazione della ricerca in Italia ed in Europa?
R. Passo, domanda troppo rischiosa… :)

Dott. Gentile l’aspettiamo in Italia al più presto.

Alessandro Menenti

Riferimenti:

http://www.nature.com/nature/journal/v461/n7264/abs/nature08437.html

L’immagine seguente è una foto della galassia NGC 5055, una delle 28 studiate dai ricercatori (crediti: J. Conejero, J. Misti and S. Mazlin).

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Ott 12


Dal 10 al 18 ottobre 2009 il Barilla Center di Parma ospiterà la quarta edizione de “La Settimana della Scienza”, rassegna di eventi culturali e di intrattenimento dedicati alla divulgazione scientifica per grandi e piccini.
La quarta edizione del festival viene realizzata in collaborazione con il Dipartimento di fisica Universita’ di Parma, il Laboratorio Informando del Cnr e l’Associazione Parma Casa della Scienza.

Quattro gli appuntamenti che “La Settimana della scienza” propone al pubblico: due incontri presso l’Auditorium dell’ Academia Barilla, una proiezione cinematografica con dibattito, presso la multisala del Barilla Center e uno spettacolo per bambini in piazzetta centrale.

Evento speciale di quest’anno il percorso interattivo “L’energia nelle tue mani”, tutti i giorni dal 10 al 18 ottobre presso la terrazza del Barilla Center.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Sito web: http://www.barillacenter.it
.

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Ott 12

Anche questa domenica voglio dedicare la giornata dei video divertenti al più grande comico della nazione degli ultimi 150 anni ovvero Silvio Berlusconi, in alto l’ultima sua gaf dove afferma di aver speso 200 milioni per i giudici mentre sotto trovate una raccolta di alcune delle sue gaf storiche:

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Ott 12


Ieri è stato assegnato il premio Nobel per la pace a Barack Obama, sinceramente non so se sia stata la scelta giusta in quanto di fatti concreti ancora se ne sono visti ben pochi ma spero che questo premio di “incoraggiamento” serva a condizionare in bene le future decisioni del presidente americano, in fondo tutto il mondo è come se fosse nelle sue mani.

Oggi comunque, più che su questa notizia, volevo soffermarmi proprio sul premio Nobel in se spiegandone la sua storia, ecco quindi cosa ci racconta wikipedia sul suo inventore, una storia decisamente curiosa:

Alfred Bernhard Nobel (Stoccolma, 21 ottobre 1833 – Sanremo, 10 dicembre 1896) è stato un chimico svedese.

È noto per essere stato l’inventore della dinamite e l’ideatore del Premio Nobel.

Discendente di Olof Rudbeck, scienziato e scrittore svedese del XIX secolo (secolo in cui la Svezia era fra le nazioni più potenti del Nord-Europa), nacque in un’agiata famiglia di ingegneri, Nobel ricevette un’istruzione privata in Russia, dove la sua famiglia si trasferì quando era giovanissimo.

Nel 1867 inventò la dinamite, riuscendo a far assorbire la nitroglicerina (inventata una ventina d’anni prima dall’italiano Ascanio Sobrero), da una polvere inerte in modo da renderla maneggiabile. La sua avveduta gestione della scoperta gli consentì in breve tempo di aprire società e laboratori in una ventina di paesi fra cui uno dei più grandi stabilimenti di produzione in Italia ad Avigliana (TO). Assommò la disponibilità di circa 350 brevetti, rendendo il suo gruppo finanziario uno fra i più potenti del pianeta. Ma l’apice del successo coincise con un evento tragico: durante un esperimento esplosivo in una delle sue fabbriche, morì il fratello, e il padre che assisteva all’esperimento, perse le gambe.

Nobel ebbe anche delle velleità letterarie, scrisse infatti un certo numero di poesie e drammi, e pensò anche di dedicarsi esclusivamente a questa attività.

Il 27 novembre del 1895, sottoscrisse il suo famoso testamento, con il quale istituiva quei riconoscimenti che oggi sono noti come premi Nobel. Un anno più tardi morì per una emorragia cerebrale nella sua casa sulla Riviera Ligure, precisamente a San Remo.

Si ipotizza che Nobel istituì il famoso premio omonimo proprio perché si era accorto della terrificante potenza distruttiva della sua invenzione e in qualche modo volle rimediare al “danno” fatto con la premiazione dei personaggi che si erano distinti nelle discipline che in qualche modo sensibilizzano e aiutano l’uomo a vivere in modo più piacevole la propria vita.

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Ott 10

A QUANTO PARE Twitter è a colloquio con Google e con Microsoft (come dire: il diavolo e l’acqua santa) per cedere l’integrazione del suo feed di cinguettii ai motori di ricerca delle due aziende. Chissà come finirà l’asta (forse era questo il modello di business di Twitter che tutti aspettavano di capire).

Money Quote: Twitter’s discussions with Microsoft and Google are being conducted separately and would allow each company to incorporate the 140-character messages, or “tweets,” that Twitter is kno

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Ott 10

SU IPHONE STANNO rispuntando alcuni dei più bei giochi degli anni Novanta. Dopo aver visto ricomparire Myst, Monkey Island e i vari sparatutto in soggettiva di IdSoftware, per intendersi come Doom, adesso è il momento delle cose relativamente meno conosciute. Si tratta in realtà di titoli straordinari, che però si sono persi nel “rumore” generato da una industria che era diventata sempre più frammentata e prona ai crash economici e di sistema.

Uno dei migliori tra quelli meno conosciuti è Beneath a Steel Sky, la cui storia è ottimamente raccontata da Daniele Piccinelli su Macity. Sotto il cielo di acciaio di un’Australia futuribile alla Blade Runner ci sono i disegni di Dave Gibbons, la metà che disegna del duo che ha creato il capolavoro dei fumetti Watchmen. Se siete però curiosi di seguire la storia senza bisogno di scaricare il gioco per iPhone (o per Amica, se ce l’avete ancora), può valer la pena seguire questo “film” di quasi tre ore, in pratica il video preso da uno che se l’è giocato e finito tutto…

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Ott 10

Dopo gli speciali di Zelig che hanno visto Enrico Brignano ed Ale e Franz, arriva il momento di un altro protagonista delle ultime stagioni del famoso show televisivo. Registrato il 24 e 25 settembre al teatro Ariston di Sanremo, domenica 11 ottobre andrà in onda su Canale 5 alle 21:30 “Checco Zalone Show”, spettacolo del cabarettista, famoso cantante neomelodico napoletano.
Checco Zalone, al…

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Ott 10

Palazzo Blu, nel cuore di Pisa, sul Lungo a Pisa ospita la mostra “Chagall e il Mediterraneo”, 150 opere provenienti da importanti musei internazionali (il Musée national Marc Chagall di Nizza, il Centre Pompidou di Parigi e il Musée Matisse di Le Cateau-Cambrésis) e da collezioni private e dagli eredi, per ricostruire il lungo periodo dell’artista russo segnato da dolorosi esili conseguenti alla…

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Ott 10

Il Complesso del Vittoriano di Roma offre i suoi spazi dal 9 ottobre 2009 al 7 febbraio alla mostra “Dada e Surrealismo riscoperti”, la mostra più completa finora mai realizzata su Dada e Surrealismo. Sono infatti in esposizione 500 opere tra disegni, oli, readymade, sculture, collage, ed assemblaggi per ripercorrere la storia di questi due movimenti artistici che, tra le avanguardie del ‘900,…

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Ott 10

Il “Cilindro di Ciro”, un blocco d’argilla di forma cilindrica risalente al VI secolo a.C., con iscrizioni in accadico cuneiforme, sta diventando un pomo della discordia tra Gran Bretagna ed Iran. Il British Museum, il più importante museo britannico, ha infatti rifiutato il prestito dell’importante reperto storico. Scoperto nel 1878 dall’archeologo Hormuz Rassam durante gli scavi del tempio di…

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