Set 30

LA RIVISTA LETTERARIA in lingua inglese che da 25 anni “copre” il mondo delle diaspore e dei migranti, soprattutto africani, Wasafiri (in lingua Kiswahili vuol dire ‘viaggiatori’) ha chiesto a 25 scrittori internazionali dei suoi di indicare i 25 libri per loro più importanti. Un solo titolo è tornato due o tre volte: Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez.

Money Quote:Sujata Bhatt: “I don’t think any book has shaped world literature to the extent that the internet has in the past 25 years. I believe that the last book that has had a significant impact on world literature was One Hundred Years of Solitude’ by Gabriel García Márquez”.

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Set 30

A NOVALAB24, LA trasmissione di Radio24 condotta da Luca Tremolada e dalla banda di Nova24, ieri s’è parlato di eBook. Se cliccate qui ascoltate direttamente il programma (dura 36 minuti, uno più bello dell’altro).

Ospiti della puntata, l’amico Fausto Colombo in studio, per telefono Luca Calcinai e Antonio Tombolini.

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Set 30

CHIAMATELO COME VOLETE, ma sta per arrivare.

Money Quote: Then there’s the iPad. This will eclipse the industry and for the rest of the year that’s all you’ll hear about. Trust me. Apple could require you to give this device three drops of blood every morning in order to satisfy the demonic hell-beast soul trapped inside it and we would, gladly. The release will be on par with the iPhone release and they’ll sell a million of them.

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Set 30

LA NOSTRA EPOCA è singolare e, nel rispetto di molte delle costanti della storia, sta introducendo alcune singolari particolarità. Una è la velocità del cambiamento: le cose negli 8mila anni di storia che ci precede hanno sempre muta, ma questa volta andiamo a una velocità tale che il cambiamento potrebbe non essere scontato (è finito il mondo fatto di isole e di cicli chiusi di Braudel, e non necessariamente al prossimo ciclo dovremo ricominciare tutto da capo: individuo, generazione ed epoca adesso stanno per coincidere).

Soprattutto, stiamo avanzando ipotesi in una prospettiva originale. Come sul tema di Dio, che non è proprio la cosa più banale da fare, visto che è dall’alba della storia che ci sono tizi anche alquanto svegli che provano a dire qualcosa di nuovo e intelligente. E il contributo non è la menata scientistica della particella di Dio, perché qualsiasi illuminista o scienziato di corte babilonese potrebbe tranquillamente mettere seduto chi si alzasse sostenendo che gli svizzeri con un acceleratore lineare di particelle (o qualsiasi altro bambatrone del caso) facciano qualcosa di più di chi li ha proceduti.

No, l’ipotesi furba e strisciante è quella che parla dell’evoluzione (o del disegno intelligente) e del fatto che la religione e lo spirito religioso non siano altro che un frutto di tale processo di adattamento. Insomma, è l’ipotesi in base alla quale chi aveva il gene della religione sopravviveva più facilmente degli altri, nella preistoria dell’umanità. Ipotesi intrigante.

Money Quote: If religion is just an activation of certain parts of the brain, does that mean God or any higher power is just in our heads? That’s not necessarily what scientists are trying to prove or disprove. After all, if we are wired to believe in God, then it’s not a far leap to believe that God is the one who wired humans that way. But if we have this structure, is there any way to tinker with it so that we can have mystical experiences all the time? And is there any benefit to this brain structure in the first place?

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Set 30

HO SCOPERTO CHE è morto anche Henry Gibson, 73 anni, attore. Anche per lui una rapida battaglia con un tumore. Al contrario dell’Atkins, Gibson ha portato gioia al pubblico per cinquant’anni.

Gibson ha fatto soprattutto televisione, ma anche cinema: ha esordito sul grande schermo nel 1963 in un film di Jerry Lewis, The Nutty Professor nella parte di uno studente, e poi ha avuto vari, piccoli ruoli in fim come Kiss Me, Stupid (1964) di Billy Wilder, e show televisivi degli anni sessanta: The Beverly Hillbillies, Bewitched, The Dick Van Dyke Show, F-Troop e My Favorite Martian.

Il suo primo e notevole successo era venuto grazie alla serie di show televisivi americani Laugh-In (1968-1973), sorta di spin-off da vaudeville della cultura hippie (che chiamava i suoi eventi “love-in”, “be-in”, “sit-in” etc) dove hanno recitato, fra gli altri, Ruth Buzzi, Judy Carne, Goldie Hawn, Arte Johnson e Jo Anne Worley. Nello show aveva la parte di un giovane poeta che si presentava con un mazzo di fiori e declamava una sua poesia (venne preso in giro nello show anche dall’ospite abituale John Wayne).

Ma i momenti di gloria più recenti per Gibson sono arrivati con una serie di film a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, tra i moltissimi che ha girato: dai quattro diretti da Robert Altman (per Nashville, in cui recitava la parte del cantante country Haven Hamilton, scrivendone persino le canzoni, è stato candidato al Golden Globe), ai The Blues Brothers, in cui recitava la parte del capo del gruppo di nazisti dell’Illinois, fino ai più recenti The Burb e The Wedding Crasher.

In televisione la parte che più amo e che ha girato dal 2004 al 2008 è quella del giudice Clark Brown di Boston Legal. È stato candidato a due Golden Globe (1971 e 1976) e a un Grammy (1976). Ha vinto il premio della National Society of Film Critics per Nashville, sempre nel 1976.

Sua moglie, Lois, morì nel 2007, dopo più di 40 anni di matrimonio. Qui l’obituary del Los Angeles Times

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Set 30

Il regista francese di origini polacche Roman Polanski è stato arrestato non appena giunto all’aeroporto di Zurigo dove avrebbe dovuto ricevere un premio alla carriera allo Zurich Film Festival. L’arresto è avvenuto sulla base di un mandato d’arresto spiccato dagli Stati Uniti nel 1978, quando il regista ripiegò in Francia per non mettere mai più piede sul territorio americano, neanche per…

Clicca sul titolo dell’articolo per la visualizzare la versione completa.

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Set 30

Un gruppo di studenti dell’MIT (qui intervistati dalla CNN) ha dimostrato come sia possibile con appena 150 dollari lanciare nella stratosfera a 30 chilometri di quota una telecamera per le riprese. Il tutto utilizzando materiale facilmente reperibile in commercio.

Embedded video from CNN Video

Di seguito il video completo

1337arts Icarus Project TimeLapse Video (Max Altitude: 93,000 ft) from Justin Lee on Vimeo.

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Set 30




Una splendida occasione per chi ama il teatro o è appassionato di scienza tra pochi giorni a Torino .

Mercoledì 30 settembre 2009 va in scenaSIDEREUS NUNCIUSda Galileo Galilei  a cura di Maria Rosa Menzio        

Ingresso gratuito 

Mercoledì 30 settembre 2009 
Villa Gualino
- Viale Settimio Severo 63 - Torino



Prenotazioni spettacolo: 
tel. 011 6603555 o info@villagualino.net

Per ulteriori dettagli, visitate i siti:
www.teatroescienza.it
www.teatroescienza.ning.com

Scaricate qui la locandina dello spettacolo

La rassegna 2009 Teatro e Scienza si svolge sotto gli auspici della Patrocinio Presidenza della Repubblica per Teatro e Scienza.

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Set 30

Ieri non ho avuto tempo quindi pubblico oggi il video divertente di fine settimana. Si tratta di una simpatica parodia degli annunci che si sentono nelle stazioni italiane.

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Set 28

LA ABC HA appena fatto partire una delle serie più attese della stagione: basata sul romanzo di fantascienza del canadese Robert Sawyer, Flashforward, è arrivato il prodotto televisivo studiato, mirato e calibrato per inserirsi nel pascolo dello stanco Lost e mangiarsi il suo pubblico.

L’effetto è moltiplicato dal fatto che dietro alla serie c’era stato all’inizio l’interesse di Hbo, il canale via cavo Usa, che permetteva trame più complesse e ricorsi a registri e toni narrativi più ampi di quanto la politica di Abc (canale in chiaro della Disney) non permetta. Praticamente a serie già fatta, a maggio, è stata Abc ad acquistare i diritti per trasmettere FlashForward, dopo che Hbo si è dovuta ritirare, mentre Fox ad un certo punto ha cercato di entrare nell’affare ma non è riuscita.

L’idea della serie è quella di un evento misterioso accaduto nello stesso momento in tutto il pianeta: senza motivo apparente tutta l’umanità “sviene” per 137 secondi, sognando sprazzi del suo futuro (da qui “Flash Forward”, il contrario dei flashback). Devastati ma neanche troppo dalle tragedie (incidenti aerei e stradali come se piovesse, con la gente svenuta contemporaneamente per 2 minuti e 17 secondi), un gruppo di eroi si mette all’opera per cercare di capire cos’è successo. Nasce l’idea di creare un sito web dove raccogliere i racconti dei 7 miliardi di abitanti del pianeta Terra per vedere quali sono le cose “sognate” in comune e definire lo scopo di questa sconvolgente esperienza.


Il sito web ovviamente lo hanno messo su davvero e quello che è sconvolgente, a raccontarla così, è che l’aspetto lisergico del soggetto in qualche modo viene nobilitato dalla realizzazione del prodotto. Detto in altre parole, nei primi 42 minuti della serie i produttori hanno decisamente fatto buona televisione, con poche sbavature.

L’investimento nel primo episodio è infatti notevole e il cast di tutto rispetto, anche se Joseph Fiennes (il protagonista) a me non piace particolarmente e soprattutto il primo “blocco” di mistero è già spiattellato tutto, lasciando pensare che o la serie diventerà molto noiosa, oppure si assisterà a un susseguirsi spiazzante e frustrante di ribaltamento del fronte della storia per tutti e 13 gli episodi della prima stagione.

Per adesso, comunque, è stato trasmesso il primo episodio. Settimana prossima vedremo…

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Set 28

QUESTA SETTIMANA GARRY B. Trudeau inizia a lavorare apertamente sui temi di attualità politica che coinvolgono in maniera diretta il presidente Barack Obama. Come ogni domenica, con le tavole “estese” di Doonesbury, affronta un punto con maggiore agio e questa volta disegna un paradossale parallelo tra la storia del nazismo e le accuse ad Obama per il suo piano sanitario “Stop Obama’s Nazi Health Plan” con tanto di poster in cui l’immagine di Obama si trasforma in quella di Hitler. Dietro c’è l’incidente di Edmonds Farmers Market e la losca figura del candidato perenne Lyndon LaRouche.

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Set 28

È MORTA SUSAN Atkins, 61 anni, incarcerata da 38. Era una delle “ragazze” di Charles Manson, il folle che nel 1969 con i suoi fedelissimi terrorizzò Los Angeles con una serie di delitti crudeli ed efferati (vennero definiti “bestiali” dalla stampa) tra cui l’uccisione dell’attrice Sharon Tate, che era alle ultime settimane di gravidanza (il feto morì con lei, accoltellata 16 volte e poi impiccata).

Ill caso giudiziario fece molta sensazione, anche per i legami che Manson aveva con il mondo di Hollywood. Fu proprio Susan Atkins, la più “dura” e violenta, a pentirsi e a parlare dalla cella. Confessando di aver ucciso, insieme a Manson e agli altri, la Tate e i coniugi LaBianca, più altri delitti dei quali non era neanche sospettata.


Le autorità californiane, nonostante il tumore al cervello di cui è morta, il pentimento (riconosciuto anche dalle autorità stesse) e le numerose richieste ufficiali (13 volte), non le hanno mai concesso la libertà condizionata, neanche la tredicesima volta, poche settimane fa, quando si è presentata su una seggiola a rotelle ed evidentemente in fin di vita.

Money Quote: Former chief prosecutor Vincent Bugliosi, who sought and won death sentences for Atkins, Manson and other followers, said Atkins would be remembered “obviously as a member of a group that committed among the most horrendous crimes in American history. She apparently made every effort to rehabilitate herself.”

He added: “It has to be said that she did pay substantially, though not completely, for her incredibly brutal crimes. And to her credit, she did renounce — and, I believe, sincerely — Charles Manson.”

L’Atkins e gli altri sono stati condannati a morte, ma la California ha poi abolito nel 1972 la pena capitale (salvo poi reinstituirla, ma ovviamente senza validità retroattiva grazie al principio del “pro reo”) e sono stati condannati al carcere a vita. In prigione rimangono Charles Manson ed altri tre: Patricia Krenwinkel, Charles “Tex” Watson e Leslie Van Houten.

Oggi la record-woman di permanenza in prigione è diventata Patricia Krenwinkel.

L’Atkins era stata condannata per otto omicidi. Se durante il processo, durato dieci mesi, fu lei il grimaldello che permise in prima battuta di inchiodare gli altri, mantenne anche una immagine di assassina priva di rimorsi. Alla giuria che l’aveva condannata a morte, infatti, disse: “È meglio che chiudiate a chiave le porte delle vostre case e facciate molta attenzione ai vostri figli”.

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Set 28

SE PER CASO qualcuno volesse girare al contrario le lancette dell’orologio della storia, quelli come Arduino Mancini avrebbero potuto essere figli dei fiori, avrebbero potuto predicare l’amore e avrebbero potuto fare i creativi per il Movimento. Attenzione, forse lo sono stati davvero, venti o trent’anni fa.

Adesso, invece, leggetevi il corso di condizionamento sociale finalizzato al lavoro: è francamente imbarazzante. Ma, dopotutto, ogni società ha le nicchie che si merita.

Money Quote: Perché insisti a partecipare ai capannelli davanti alla macchinetta del caffè?
Vi hanno sentito, te e tuoi amici. E mi hanno riferito.
Lamentele sullo stipendio, sul contratto che non vogliamo rinnovare, sui trasferimenti non concordati …
Non hai capito ancora che non ti conviene, sputare nel piatto dove mangi?
Fai come me: non criticare l’organizzazione. Mai. Anche quando ti succedono cose come quelle che sono successe a me. Quali?
E va bene, se insisti te lo dico. Ma tieni tutto per te.

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Set 28

STRAORDINARIA SERIE DI immagini dei mostri giapponesi più belli. Che meraviglia!

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Set 28

COME FACCIO A dire quant’è bello questo fumetto? La fine del mondo! Saturno contro la Terra. Non c’è paragoni. Peccato non esista una edizione più recente, per quel che ne so, del capolavoro di Pedrocchi, Zavattini e Scolari.

Io l’ho letto, tra parentesi, quando ero una ragazzino proprio in questa edizione a casa dei miei zii. Mitico zio, appassionato di fumetti e di wargame da tavolo: non potevo avere adolescenza migliore! (C’erano anche i raccoglitori con le annate di Linus dei sessanta e settanta, mica fichi!)

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Set 28

SE COME ME stasera siete a casa che dovete lavorare, non c’è motivo per cui non possiate andare virtualmente a vedere e sentire uno straordinario concerto. In questo caso viaggiando anche indietro nel tempo: 15 febbraio 1987: Jerry Garcia & Mickey Hart suonano ‘Fire On The Mountain’ con un gruppetto di amici qualunque: Baba Olatunji, Carlos Santana, Hamza el-Din, Bobby Vega, Sikiru Adepoju e altri ancora. Successe a Petaluma, in California

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Set 28

IL NATIONAL CENTRE for history si occupa degli eBook. Mark Herring recensisce Gutenberg-e, facendo anche il punto sulla situazione attuale. Molto interessante: Herring supera il fumo sollevato dal marketing delle grandi aziende coinvolte e rimette le cose in prospettiva. “Se non conosci il tuo passato…”

Money Quote:With all the hype about the new Kindles, those new to the professoriate might well think that eBooks, e-texts, or texts delivered in an electronic format a relatively new phenomenon. Such is not the case, of course, but e-texts have been around far longer than most might think. Texts delivered in an electronic format, even scholarly ones, have been with us from more than three decades, and closing in on four. It’s easy to understand the confusion.

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Set 28


La sortita del Ministro Maroni, secondo cui le norme contro l’immigrazione clandestina - che a lui appaiono chiarissime - andrebbero “applicate” e non “interpretate”, ha determinato reazioni di segno opposto al CSM.

Da un lato, infatti, su iniziativa del consigliere laico Anedda, è stato dato il via ad una pratica volta a verificare se i magistrati, che hanno sollevato dubbi e perplessità sulla nuova normativa in materia di immigrazione rallentandone l’operatività, siano venuti meno ai loro doveri professionali.

Dall’altro lato, però, su iniziativa del consigliere togato Pepino, è stata chiesta l’apertura di una “pratica a tutela” proprio di quegli stessi magistrati, evidentemente muovendo dall’assunto che nessuna violazione di doveri si sia verificata e che l’intervento del Ministro leda l’autonomia della giurisdizione.

La querelle - nel merito della quale non vale neppure la pena addentrarsi visto che le affermazioni del Ministro, se prese sul serio, condurrebbero all’abolizione della magistratura vista la capacità auto-applicativa delle norme – offre lo spunto per alcune riflessioni sui troppi ruoli assunti dal CSM, spesso tra loro in conflitto.

Quando un attore esonda dalla “parte” che il regista gli ha assegnato e pretende di interpretare più ruoli, ogni trama rischia di trasformarsi in farsa, quando non in tragedia.

E’ allora opportuno ricordare i tratti essenziali della “sceneggiatura”.

Il CSM, per dettato costituzionale, deve occuparsi dei provvedimenti disciplinari contro i magistrati.

L’azione disciplinare è promossa dal Ministro della Giustizia e non può essere avviata d’ufficio dal CSM che invece deve esserne giudice “terzo”, in base alla legge.

Per lo stesso motivo il giudice (CSM) non può - senza intaccare le prerogative ministeriali e svilire la propria credibilità - pronunciarsi preventivamente su un fatto, escludendone la rilevanza disciplinare.

Cosicché si registrano almeno due anomalie.

E’ criticabile che il CSM apra un procedimento per rintracciare violazioni nell’operato di quei magistrati che, dubitando della legittimità costituzionale e della compatibilità con le fonti sovra-nazionali, intendono sottoporre a verifica la nuova normativa sull’immigrazione perché così operando il CSM espropria il Ministro e la Procura Generale della Cassazione dei propri ruoli, comportandosi come un accusatore-inquisitore e quindi minando le qualità di “giudice terzo” che la Costituzione e la legge gli assegnano.

Allo stesso modo, l’avvio di una “pratica a tutela”, prelude alla formulazione di un giudizio preventivo sulla vicenda, sia pure di segno opposto, ma ugualmente lesivo delle prerogative ministeriali giacché nessun “attore” porterebbe una causa davanti ad un giudice che già ha fatto sapere che non accoglierà la sua domanda.

Ecco perché il teatrino che sta montando in questi giorni assume il gusto della sceneggiata.

E, in un caso e nell’altro, compromette la credibilità dell’unico ruolo che di sicuro le leggi assegnano al CSM, vale a dire quello di giudice della disciplina dei magistrati.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Set 28


Una splendida occasione per chi ama il teatro o è appassionato di scienza tra pochi giorni in Provincia di Torino .

Sabato 3 ottobre 2009: sarà possibile  visitate il
Planetario di Pino Torinese e assistere allo spettacolo “BOCCARDI” di Maria Rosa Menzio: teatro, cinema e astronomia!

Ingresso gratuito 
Parco Astronomico
sabato 3 ottobre ore 21

Per ulteriori dettagli, visitate i siti:
www.teatroescienza.it
www.teatroescienza.ning.com

Scaricate qui la locandina dello spettacolo

Chi è Giovanni Boccardi sul sito di torinoscienza

La rassegna 2009 Teatro e Scienza si svolge sotto gli auspici della Patrocinio Presidenza della Repubblica per Teatro e Scienza.

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Set 28

L’Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici (ITWIIN) ci segnala  la prossima premiazione della migliore inventrice europea, alla quale parteciperanno ben sei donne coinvolte nei premi italiani di quest’anno.

Tra le nomine al premio anche Alessandra Luchini, già vincitrice del “The Premio Award Honoring Italian Women” consegnato dall’associazione californiana Bridges to Italy (Presidente Bianca Delle Piane) nell’ambito del convegno organizzato da ITWIIN l’11 giugno scorso.

Qui un nostro precedente articolo sull’evento:
ALESSANDRA LUCHINI VINCE “THE PREMIO AWARD HONORING ITALIAN WOMEN SCIENTISTS IN AMERICA”
E qui la video-intervista ad Alessandra Luchini, realizzata  da Francesca Golini, di Bridges to Italy:

Di seguito il testo del comunicato che trovate anche sul sito ITWIIN

DA 7 al 9 Ottobre 2009 si terrà ad Helsinki la seconda edizione della EU-WIIN Conference and Awards, che intende dare visibilità e premiare le donne più creative e innovative provenienti da tutta Europa.

Inserito quest’anno nella celebrazione dell’Anno Europeo per la Creatività e l’Innovazione, l’evento ha titolo “Innovation for Enterprise, Science & Technology in Europe” (Innovazione per l’Impresa, la Scienza e la Tecnologia in Europa) e si svolge in tre giornate, presso la House of Estates di Helsinki. 

Tre giorni per parlare di innovazione al femminile attraverso la presentazione dei 28 migliori progetti provenienti da tutta Europa, ma anche di proprietà intellettuale come strumento di business, di educazione, di scienza, di impresa e di trasferimento tecnologico con eccellenti esponenti femminili dei diversi settori e di diversa nazionalità (il programma è disponibile QUI). 

Le 28 finaliste (QUI un elenco dei nomi, professioni e provenienze) da 9 paesi europei, saranno giudicate da un pannello di esperte di 7 paesi europei, tra le quali la Presidente ITWIIN Rita Assogna.

Parteciperanno alla finale, candidate da ITWIIN, le vincitrici del Premio ITWIIN di quest’anno, Daniela Rader (Migliore Innovatrice) e Roberta Martinetti (Migliore Inventrice) e di THE PREMIO AWARD, Alessandra Luchini, la portavoce di ITWIIN Elisabetta Durante e le altre due finaliste nella sezione Migliore Innovatrice, Emanuela Ughi e Sara Marceglia.

Tutte hanno già ottenuto uno Special Recognition Award che verrà loro consegnato  l’8 Ottobre a Helsinki, durante la serata di gala nella quale si svolgerà la Cerimonia di Premiazione e verrà nominata la Migliore Inventrice Europea 2009.

Fonte: www.itwiin.it

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Set 28

Lunedì scorso è iniziata negli Stati Uniti la terza stagione di The Big Bang Theory, una sit-com della CBS in onda dal 2007. La puntata (The Electric Can Opener Fluctuation) sarà trasmessa in Italia solo nel 2010.

La storia: due ragazzi prodigio, Sheldon (aspirante al Nobel) e Leonard, entrambi fisici che lavorano al California Institute of Technology, e che vivono sullo stesso pianerottolo della bionda aspirante attrice Penny. Sheldon e Leonard hanno due amici/colleghi, Howard e Rajesh, con i quali passano tutto il loro tempo libero.

Ricca di humor e di riferimenti “science geek”, nella scorsa stagione la presenza come attore (che interpretava se stesso) del premio Nobel per la fisica George Smoot aveva portato in visibilio i fan che, come me, seguono con regolarità la serie TV.

Qui di seguito gli attori della storia: Jim Parsons, Kaley Cuoco, Simon Helberg and Kunal Nayyar sul canale di TV Guide Magazine.

Il sito sulla CBS
http://www.cbs.com/primetime/big_bang_theory

Il canale YouTube della serie
http://www.youtube.com/user/thebigbangtheory
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Set 28

Giovedì sera è andata in onda la prima puntata di Anno Zero facendo registrare ascolti record, oltre 5 milioni e mezzo di spettatori per Santoro contro i 3 milioni di Vespa (la scorsa settimana) in prima serata.

Ovviamente sono partite subito le critiche del governo ad anno zero, anche questa volta cercheranno di fare fuori la trasmissione ma questo accade anche perchè anno zero oltre a riportare tante informazioni che danno fastidio porta via anche tantissimi ascolti da mediaset e quindi ricavi pubblicitari. Un incredibile conflitto di interessi.

In alto trovate l’inizio della trasmissione mentre qui sotto l’intervento di Travaglio e le mitiche vignette di Vauro:

Spero tanto che anche quest’anno Santoro riesca a reggere.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Set 26

PAOLO MAGGIONI, IL suo blog si chiama Una cosa tipo Giornalista, mentre la sua trasmissione su Radio Popolare è Jalla Jalla, che è ripartita questa settimana.

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Set 26

APPLE, CHE IN passato si è presa numerosi e seri rabbuffi dalle associazioni ambientaliste, è appena uscita con un modello innovativo di valutazione dell’impatto ambientale dei suoi prodotti. Un modello che la rende peggiore degli altri (Dell e Hp inlcusi, e sono più grandi come aziende) ma più “veritiero”. In pratica, anziché dire quanto inquina il singolo prodotto o gli uffici, Apple fa un ragionamento globale dalla produzione al riciclo, passando anche per l’uso tipico degli utenti. 

Dice Steve Jobs: Molte società pubblicano quanto siano verdi i propri uffici, ma questo non conta se poi vengono immessi sul mercato milioni di dispositivi affamati di elettricità che contengono materiali chimici tossici. È come chiedere a una azienda di sigarette quanto verdi sono i propri uffici.

Apple

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Set 26

L’EDITORE DEL GRUPPO l’espresso, Carlo de Benedetti, oggi sul Sole:

Money Quote 1: Oltre il 30% del traffico in rete è generato dai siti di quotidiani e reti televisive.Quindi l’informazione è un driver eccezionale per gli operatori di telecomunicazione. In Italia si puo’ adottare un modello simile a quello che ha sostenuto il passaggio della tv dall’analogico a digitale

(…)

Money Quote 2: In Germania sono arrivati alla conclusione che tutte le aziende hanno vantaggi economici dall’informazione giornalistica in Rete perché usano notizie su fornitori, clienti, candidati dipendenti; dunque è molto probabile che il nuovo Parlamento, che risulterà dalle elezioni del prossimo weekend, viste le posizioni in merito già assunte dalla Cdu, Spd e dall’Fdp chiami presto ogni azienda tedesca a dichiarare quanti sono i suoi computer collegati a internet e a pagare per ciascuno una flat fee mensile di 5 euro. I relativi ricavi andrebbero solo agli editori.

La proposta di de Benedetti: facciamo la tassa su Internet, ogni provider dica quanti utenze serve e tiri fuori i soldi per ciascuna (dopodiché, se vuole, si rifaccia sull’utenza medesima aumentando il costo o diminuendo il servizio).

Dunque, questo è cosa s’inventa quel poveretto di de Benedetti per cinque euro o giù di lì. Luca lo smonta alla grande. Io però mi preoccupo per il gruppo L’espresso. Quella è gente brava, ma hanno la sfiga di avere un proprietario che non ha capito una patata di come gira la rete. Siamo alla fine del primo decennio del XXI secolo e l’unica idea che gli viene in mente per dare una svolta alla barca che naviga in cattive acque è fare la tassa su internet, analoga a quella sui Cd masterizzaibili o le fotocopie. Se voleva rendersi simpatico, c’è riuscito. Se voleva fare il provocatore, anche. Ma ha pure indicato chiaramente di non avere una mezza cippa lippa di idea sul futuro. Poveretto.

Aggiungo che de Benedetti non ha capito soprattutto una cosa fondamentale: la sua premessa non sta in piedi. Cioè, il 30% del traffico in rete non viene generato da siti di quotidiani e reti televisive. Come lo so? Semplice: il 95% è generato da porno e pirateria. Al limite, quello dei giornali sarà il 5%, contando anche i blog.

Se domani gli editori (vil razza dannata) mettessero a pagamento tutti i siti d’informazione, finirebbe come con Alitalia. Invece, facendo il canone di Internet, imboccano una strada diversa ma che di nuovo finisce esattamente come Alitalia.

Come finisce Alitalia? Prima fanno il buco, e poi li salva lo Stato con i soldi preventivamente ricevuti dai contribuenti. Perché dalle nostre parti, sia chiaro anche ai non udenti, i grandi giornali come le compagnie aree di bandiera non falliscono. Volete scommettere?

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Set 26

MOMENTI IN CUI sei contento di non essere un attore televisivo o un personaggio pubblico…

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Set 26

Titolo originale: id.
Nazione: Nuova Zelanda, USA
Anno: 2009
Genere: fantascienza
Durata: 1h52m
Regia: Neill Blomkamp
Sceneggiatura: Neill Blomkamp, Terri Tatchell
Fotografia: Trent Opaloch
Musiche: Clinton Shorter
Cast: Sharlto Copley, Jason Cope, Nathalie Boltt, Sylvaine Strike, Elizabeth Mkandawie, John Sumner, William Allen Young, Greg Melvill-Smith, Nick Blake, Morena Busa Sesatsa, Jed…

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Set 26

Aurelio Amendola, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Lanfranco, Uliano Lucas, Attilio Maranzano, Ugo Mulas, Paolo Mussat Sartor, Ferdinando Scianna sono soltanto alcuni nomi tra i più importanti fotografi le cui istantanee sono in esposizione a Milano presso la Fondazione Stelline dal 24 settembre 2009 al 31 gennaio 2010 nella mostra intitolata “United…

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Set 26


Il 9 settembre 2009, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Perugia ha archiviato il procedimento penale nei confronti dei colleghi Luigi Apicella, Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani e Luigi De Magistris, relativo alla vicenda delle indagini della Procura di Salerno bloccate da provvedimenti disciplinari adottati dal Consiglio Superiore della Magistratura – con tempi e modi che a noi e a tanti appaiono tecnicamente illegittimi – nei confronti dei magistrati inquirenti.

Abbiamo pubblicato – a questo link – il testo del provvedimento di archiviazione.

Esso è particolarmente interessante, perché offre l’ennesima riprova dell’infondatezza degli argomenti addotti dal C.S.M. – e poi anche dalla Corte di Cassazione (la sentenza della Corte è a questo link) – contro i magistrati della Procura di Salerno.

Il trasferimento di quei colleghi e addirittura la sospensione del dr Apicella dalle funzioni e dallo stipendio sono stati disposti con provvedimenti dei quali in altri scritti abbiamo illustrato i profili di infondatezza e di illegittimità.

In quei provvedimenti e nella campagna di stampa che, orchestrata da chi vi aveva interesse, li ha propagandati all’opinione pubblica, si affermano come vere, fra le altre, tre circostanze che sono sempre apparse con tutta evidenza non vere e che il G.I.P. di Perugia ancora una volta si incarica di smentire.

In particolare:

1. non è vero che le perquisizioni disposte dai magistrati di Salerno siano state eseguite in maniera offensiva e/o lesiva della dignità dei magistrati perquisiti (come sostenuto con urla e strepiti in televisione e in ogni dove), essendo vero l’esatto contrario e, cioè, che, come scrive il G.I.P. di Perugia, è «stato compiuto ogni sforzo per rendere meno traumatico possibile lo svolgimento dell’incombente in un contesto di comprensibile disagio»;

2. non è vero che i magistrati di Catanzaro avevano offerto agli inquirenti di Salerno le copie degli atti che essi per molti mesi avevano richiesto invano, essendo vero l’esatto contrario, sicché il sequestro era, per questo e per altri motivi, non solo legittimo, ma addirittura necessario;

3. non è vero che il sequestro disposto dai colleghi Apicella, Verasani e Nuzzi era un sequestro “preventivo”, come sostenuto contro l’evidenza dal C.S.M. e dalla Cassazione, essendo esso, invece, un sequestro “probatorio”.

I provvedimenti del C.S.M. nei confronti dei magistrati di Salerno hanno bloccato le loro indagini e reso vani, nei fatti, i provvedimenti da loro legittimamente adottati e confermati nelle sedi giudiziarie competenti.

Al di là di qualunque opinione che ciascuno può avere sulle ragioni per le quali i Consiglieri del C.S.M. hanno fatto questo, in uno stato democratico la legittimità dei provvedimenti si misura valutando la fondatezza o meno delle motivazioni esposte per giustificarli.

Le motivazioni addotte dal C.S.M. prima e dalla Corte di Cassazione poi nel caso dei colleghi Apicella, Verasani e Nuzzi appaiono sotto diversi profili palesemente infondate.

Cosa tutto questo significhi per la magistratura e per il Paese ognuno può agevolmente comprenderlo.

A noi, in questo tempo nel quale gli abusi di potere e del potere sembrano diventati parte della Costituzione materiale del Paese, resta l’amarezza più profonda per avere dovuto assistere a una delle più clamorose interferenze del potere – interno ed esterno alla magistratura – sull’indipendenza dei magistrati e sul loro lavoro, non solo senza che questo suscitasse una virile e clamorosa indignazione della magistratura associata e delle istituzioni preposte ai controlli di legalità, ma addirittura con l’avallo esplicito di tutti costoro.

L’epurazione dei colleghi Apicella, Verasani e Nuzzi con una procedura disciplinare nella quale i loro diritti di difesa sono stati compressi oltre ogni pensabilità costituisce, a nostro modo di vedere, un vulnus gravissimo e definitivo su qualunque speranza di indipendenza dei magistrati.

Oltre che, ovviamente, una grave ingiustizia nei confronti dei colleghi Apicella, Verasani e Nuzzi, rei di avere onorato con coraggio e coerenza i loro doveri professionali.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Set 26

Pubblichiamo, a questo link, il testo del decreto con il quale il Giudice per le Indagini Preliminari di Perugia ha archiviato le accuse a carico dei pubblici ministeri di Salerno dottori Luigi Apicella, Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Set 26

Avete presente lo scaldamani cosiddetto a ghiaccio caldo? Si presenta come una busta morbida, spesso in materiale siliconico, contenente un liquido trasparente, una soluzione supersatura di acetato di sodio in acqua… che, con opportuna pressione, si solidifica a temperatura ambiente, scaldandosi.

Quando i cristalli di acetato di sodio triidrato vengono riscaldati intorno ai 100 °C, si sciolgono. Quando vengono raffreddati, producono una soluzione supersatura di acetato di sodio in acqua. Se viene fatta una leggera pressione si forma un centro di nucleazione e causa la cristallizzazione del composto, che ritorna allo stato di cristalli triidrati: questa reazione è esotermica, cioè con trasferimento di calore all’ambiente.

L’acetato di sodio è il composto che dà alle patatine al sale e aceto il loro sapore. Può anche essere aggiunto ai cibi in qualità di conservante, in questo caso viene nominato come diacetato di sodio ed etichettato con E262.
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Set 26

Il Sidereus Nuncius è il primo degli spettacoli teatrali, di cui Gravità Zero è media partner, che apriranno la rassegna “Teatro e Scienza: l’Astronomia”, che si terrà dal 30 settembre al 15 novembre nelle colline torinesi.

In particolare la rappresentazione teatrale Sidereus Nuncius si svolgerà presso l’auditorium di Villa Gualino
mercoledì 30 settembre -
17.00 - 19.00
Via Settimio Severo 63, Torino.

Si tratta di una serie di appuntamenti giunto alla terza edizione sotto la guida della matematica e drammaturga Maria Rosa Menzio, impegnata da anni nella diffusione della scienza attraverso diverse modalità espressive.

Galileo e la luna: questo potrebbe essere un titolo alternativo. O “Scritti dal Nuncius e dal Non portar la toga”

La spettacolarizzazione del “Nuncius” è stata fatta utilizzando due registri particolari nel personaggio di Galileo: da un lato lo scienziato rigoroso, amante delle stelle, forse un po’ innamorato della luna, dall’altro l’uomo che ama la vita in modo passionale, a dir poco, vive con umorismo e arguzia, e con una certa presunzione. Una selezione di strofe scelte dal testo “Contro il portar la toga” intervalla l’antologia dei brani più propriamente astronomici, e da queste strofe emerge un Galileo che andava all’osteria, mangiava e beveva allegramente, teorizzava che donne e uomini dovessero andare in giro senza veli, e confessava senza troppi scrupoli il proprio debole per la donne di piacere.

Inframmezzate alle parole di Galileo, sentiremo citare Campanella, Torquato Tasso, Shakespeare, Sylvia Plath, Leopardi, Kierkegaard, Dante, Nietzsche e Neruda.

Il leit motiv che unisce tutti questi autori è appunto la luna, che li rapisce e li innamora uno dopo l’altro, chi in modo lirico, chi drammatico, o ancora elegiaco. La voce che appartiene a Galileo ama invece la luna in modo totale, sensuale, esclusivo. Una passione, appunto, più che carnale, anzi possessiva, come carnale e possessivo era il geniale Galileo Galilei.

Completa lo spettacolo un video continuo, a tutto schermo, frutto di uno studio approfondito sulle tecniche di computer graphic, video composto di frattali in movimento che simboleggiano pianeti lontani e viaggi astrali nell’ignoto.

A fine spettacolo, una danza sulla luna mima i movimenti del nostro satellite e di altri corpi celesti.

A cura di Maria Rosa Menzio, con Simonetta Sola e Maria Rosa Menzio, regia e video di Maria Rosa Menzio



Scarica il libretto con l’elenco delle rappresentazioni.

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Il sito Web www.teatroescienza.it


TUTTI GLI SPETTACOLI IN PROGRAMMA

30 settembre, Villa Gualino, Viale Settimio Severo 63, TORINO
3 ottobre, Planetario, Parco astronomico, PINO TORINESE (TO)
11 ottobre, Bric Paluc, Strada Pino 1, BALDISSERO TORINESE (TO)
16 ottobre, Teatro “Le Glicini”, Via Maria Cristina 13, PINO TORINESE (TO)
18 ottobre, Piazzale Roma, PECETTO TORINESE (TO)
23 ottobre, Sala Consiliare Municipio, Via Roma 12, CASTELNUOVO don BOSCO (Asti)
8 novembre, Chiesa di San Giovanni (Duomo) P.za San Giovanni, CIRIE’ (TO)
15 novembre, Chiesa di San Lorenzo, P.za Vittorio Veneto, RONSECCO (Vercelli)

Mostra fotografica “The world at night” a Villa Gualino dal 30 settembre al 18 ottobre

Maria Rosa Menzio, direttrice artistica della rassegna, è laureata in Matematica, ha lavorato all’Università di Torino e, durante la sua attività accademica, ha scoperto il teorema di Menzio-Tulczjew. In seguito si è perfezionata in Filosofia della Scienza, prima di diventare regista e autrice teatrale.
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Set 26

“L’investimento nello sviluppo dei talenti rimane l’imperativo di lungo termine, essenziale quando l’economia inizierà a riprendersi. L’Asia sta facendo molti sforzi coordinati in tal senso con progetti governativi, delle università, delle aziende IT soprattutto nella formazione e negli studi d’economia e delle lingue. In Europa e Nord America bisognerebbe, dicono gli analisti, che governi e aziende incentivassero i giovani a studiare matematica e materie scientifiche“.E’ una delle raccomandazioni contenute nell’analisi condotta dall’Economist Intelligence Unit circa la competitività IT di 66 Paesi.
Un altra sono le reti a larga banda, ormai un elemento imprescindibile per la competitività delle imprese IT. Il suo scarso sviluppo in India, Brasile e russia è un grande impedimento per la crescita delle loro aziende IT.

L’Economist Intelligence Unit è il ramo di analisi e ricerca del Gruppo Economist che conta su 650 analisti sparsi per il mondo. Annualmente si esercita nell’esaminare la compettività del settore IT in 66 Paesi.

Leader di questa particolare classifica continuano ad essere gli Stati Uniti con grandi balzi in avanti di Finlandia, Olanda, Norvegia, Irlanda, Israele, e scivolamenti di Taiwan, Corea del Sud, UK e Danimarca.

L‘Italia è al 24° posto, una posizione di un punto più alta rispetto al 25° del 2008.

I 26 indicatori dell’indagine possono essere raggruppati in sei classi che sono: l’ambiente economico in generale, l’infrastruttura IT, il capitale umano, l’ambiente legislativo, la Ricerca e sviluppo, il supporto allo sviluppo dell’industria IT.

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Set 26

“Oggi la marea salirà alle 23:00. Fino a quell’ora le vostre auto sono completamente al sicuro”. Questa è la frase che ho letto all’ingresso di Mont Saint-Michel, una sorta di “isolotto” situato nel nord della Francia. Sono venuto qui perché è uno dei dieci posti al mondo in cui la differenza fra alta e bassa marea supera i 10 metri. I francesi chiamano questa differenza “marnage”: a Mont Saint-Michel il marnage supera addirittura i 14 metri di altezza. Questo deve essere il motivo per cui sono in compagnia di tantissimi turisti, che affollano le vie strette (e in salita) e che hanno lasciato una quantità straordinaria di macchine appunto nel parcheggio, ovvero un’area (attualmente non ancora inondata dall’acqua) che si estende con un’ampiezza davvero ragguardevole. D’altronde qui l’acqua riesce a ricoprire una superficie i cui confini distano circa 10 chilometri dalla base dell’isolotto.

Ma, alla fine, anche se è la marea il tratto distintivo di Mont Saint-Michel, gran parte dei turisti si riversa nei ristoranti, nei negozietti, nell’Abbazia e sulle ripide scalinate. Ed è giusto: occorre divertirsi, ma dopo aver mangiato e passeggiato, trovo molto utile e divertente cercare di capire come funzionano le maree. Dunque mi documento scegliendo un’ottima pubblicazione francese: “Comprendre les marées” di Odile Guérin (Editions Ouest-France 2007). E scopro che le maree non sono solo un fenomeno astronomico – in quanto risultato dell’interazione Terra, Luna e Sole – ma sono essenzialmente anche un fenomeno geografico, poiché dipendono dalla profondità delle acque, dalla forma delle coste, dalla direzione del vento e dalla pressione atmosferica.

Ma partiamo dal principio, ovvero da quali sono gli attori fondamentali sulla scena delle maree. Innanzitutto c’è la Terra, su cui constatiamo l’effetto delle maree: tale effetto è dovuto soprattutto alla Luna, che è la protagonista, in quanto – nonostante sia il nostro piccolo satellite – è molto vicina (circa 384.000 chilometri). Occorre poi considerare il Sole, al quale si può attribuire un ruolo secondario, poiché – a dispetto della sua massa gigantesca – dista da noi circa 150 milioni di chilometri.

Quali forze provocano le maree ? Consideriamo inizialmente la Terra perfettamente sferica, immobile e collocata in uno spazio vuoto. L’unica forza in gioco è la gravità, che è quindi il motivo per cui noi e tutte le acque siamo attaccati al suolo. Aggiungiamo ora alla nostra immagine una Luna immobile, e notiamo che essa esercita una forza d’attrazione. Notiamo anche che, se non esistessero altre forze, la Terra e la Luna entrerebbero presto in rotta di collisione. Fortunatamente la Terra ruota su se stessa e la Luna ruota intorno alla Terra: dunque forza centrifuga contro forza d’attrazione (l’acqua tende a rimanere attaccata alla terra per la forza di gravità terrestre, ma tende anche a “staccarsi” a causa della forza centrifuga e della gravità lunare). L’equilibrio fra le due forze non è proprio perfetto: il risultato è la forza di marea.

I dati rilevanti relativi alle maree vengono pubblicati con riferimento ai principali porti francesi. Tali dati comprendono gli orari in cui si verificano le basse e le alte maree, l’altezza in metri e il coefficiente della marea. Per quanto riguarda l’orario occorre fare attenzione alla forma in cui è espresso: se ad esempio si tratta del T.U. (Tempo Universale), occorre aggiungere un’ora d’inverno e due d’estate.
L’altezza in metri ha come parametro di riferimento lo zero idrografico, che corrisponde al livello più basso possibile che può raggiungere il mare.
Il coefficiente delle maree è un numero che serve a quantificare l’importanza della marea.

Sulle coste francesi si osservano in generale 4 maree al giorno: una bassa, poi una alta, poi di nuovo una bassa e infine di nuovo una alta. Ciò in quanto ogni 6 ore circa (quindi 24 ore / 6 ore = 4 maree) la Luna si trova in una posizione diversa rispetto alla Terra, considerando che la Luna attrae la Terra a livello dell’equatore (alta marea) e la schiaccia verso i poli (bassa marea). Tuttavia, l’intervallo di 6 ore è molto approssimato, poiché occorre considerare che, mentre la Terra ruota su se stessa in circa 24 ore, la Luna ruota intorno alla Terra in circa 1 mese, dunque percorrerà circa 13 gradi in un giorno (in media). La conseguenza è che la Terra deve percorrere 360° + 13° , il che implica circa 24 ore e 50 minuti, che diviso per 4 fa più di 6 ore. Quindi l’alta marea di oggi sarà avanti di 50 minuti rispetto a quella di ieri.

In realtà il “ritardo” può andare da 30 minuti a 1 ora e 40 minuti, in quanto l’orbita della Luna è ellittica e non circolare, quindi – quando la Luna è più vicina alla Terra – la sua velocità aumenta e in 24 ore percorre 15,4 gradi (invece di 13), il che implica un ritardo maggiore di 50 minuti. Quando invece la Luna è più lontana, è anche più lenta, percorrendo in 24 ore solo 10,4 gradi. Ciò si traduce in un ritardo di meno di 50 minuti (perché la Terra impiega meno di 50 minuti per percorrere 10,4 gradi).

E che dire a questo punto dell’effetto gravitazionale del Sole ? Semplicemente che si somma a quello della Luna, incrementando l’altezza delle maree, quando Luna, Terra e Sole si trovano su una linea retta. Al contrario, l’effetto del Sole si sottrae (riducendo in questo modo l’importanza delle maree) quando forma un angolo retto con la Terra e Luna.

Infine, dobbiamo ricordare gli aspetti geografici delle maree:
- le maree sono tanto più forti quanto meno profondi sono i mari;
- le maree sono tanto più forti quanto più i contorni delle coste presentano delle rientranze;
- se i venti spingono in direzione delle maree, queste saranno più alte; al contrario le maree saranno più deboli se i venti spirano in direzione opposta;
- bassa pressione significa aria più leggera e quindi livelli più alti delle maree; al contrario alta pressione equivale ad aria più pesante con la conseguenza di maree più deboli.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Set 26

Storia di Robot & di Androide, un blog segnalatoci da Fiorella Operto, fondatrice della scuola di robotica, presenta un bellissimo filmato che mostra come le tecnoscienze, anche quelle con implicazioni più complesse, possano essere spiegate in maniera divertente ai più piccoli.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Set 26

Obama da David Letterman from Beppe Grillo on Vimeo.

L’account di YouTube di Beppe Grillo è stato sospeso per violazione del copyright, in particolare per aver pubblicato un piccolo spezzone del recente intervento di Obama al Late Show, ecco quanto riportato sul blog:

Il video “Obama da David Letterman” è stato rimosso da Youtube su segnalazione della CBS per violazione del diritto d’autore. Questa azione ha comportato la sospensione dell’account “staffgrillo” e la conseguente impossibilità di visualizzare questo e gli altri 418 video pubblicati su Youtube da questo autore.

E’ veramente assurdo che per aver pubblicato un piccolissimo spezzone dell’intervista al presidente degli Stati Uniti d’ America tutti i video del comico genovese attualmente non siano più visualizzabili da migliaia di cittadini italiani che ogni giorno li guardano. Spero che la situazione si risolva al più presto.

In alto trovate il video che ha causato la sospensione dell’account che lo staff del comico genovese ha ricaricato su Vimeo.

Aggiornamento 14.30 il video è stato rimosso anche da Vimeo ma senza la sospensione dell’account.

*** AGGIORNAMENTO 2 ***
ore 17:12 - Grazie alle migliaia di messaggi inviati, la segnalazione di violazione del copyright è stata ritirata e l’account Youtube “staffgrillo” è nuovamente operativo.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Set 26

Oggi ritorna su RAI 2 la trasmissione Anno Zero, una delle pochissime che vale la pena di essere viste. Travaglio, ancora scandalosamente senza contratto, andrà comunque in onda.

In alto trovate la prima copertina di Ballarò di Crozza andata in onda l’altro ieri e qui sotto un imbarazzante servizio realizzato da studio aperto su Beatrice Borromeo ed il nuovo giornale Il fatto quotidiano…non sanno proprio più a cosa attaccarsi per provare a buttare fango sulle persone…esempio di come quello che dice Crozza sia vero…è questa l’informazione che ci sta in Italia:

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Set 24

CHI SEGUO SU Twitter.

Dal mio @antoniodini leggo sempre:

Gina Trapani

Money Quote: So if some of the advice on Gina Trapani’s Lifehacker.com site seems like “Hints From Heloise” for a digital age, well, that is exactly what she intends. The Lifehacker site has explained to its readers how to download and save MP3s off music streaming sites or how to use Pledge furniture polish to fix scratches on a DVD.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Set 24

GIRA LA VOCE di un prototipo (per adesso solo rendering in computer grafica) di tablet che Microsoft avrebbe realizzato e su cui si starebbe preparando per il lancio. Il filmato di Gizmodo è notevole e molte soluzioni sono parecchio interessanti. Chissà intanto Apple cosa fa… 

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Set 24

GLI EREDI DI Jack Kirby alla conquista dei diritti sulle creature di papà, appena acquistate dalla Disney.

Money Quote: Under America’s complicated copyright laws, the rights for the Fantastic Four, for example, would come up in 2017, the Hulk in 2018 and X-Men in 2019.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Set 24

STAVO PENSANDO DI abbandonare la moka (anche perché non mi piace molto quel tipo di caffè fatto in casa) e prendere una macchina a cialde o capsule. Pare che la più diffusa e dove si può spendere relativamente meno sull’apparecchio (avendo scelta tra vari tipi di caffè gusto bar, di cui ne prendo uno o due al giorno e non faccio né maccchiati né cappuccini) sia quella della Nestlé, la Nespresso.

La pubblicità con George Clooney è odiosa, e marca il prodotto come tragicamente aspirazionale. Questo è un problema superabile. Anche il costo delle cialde, come potete vedere dal video qui sotto e anche qui, volendo è superabile. Però ancora non mi decido. Avete suggerimenti, consigli, esperienze etc?

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Set 24

DA: PRESIDIO Piazza Nettuno, Bologna > L’Italia finanzia le violenze contro le donne migranti

L’Italia finanzia le violenze contro le donne migranti

Mercoledì 23 Settembre dalle ore 18

PRESIDIO
Piazza Nettuno, Bologna

Sono tante le testimonianze dei soprusi e delle torture subiti dalle persone detenute nei centri di concentramento libici, ma per le donne, oltre alle torture, il trattamento prevede violenze sessuali e stupri di gruppo! L’Italia, finanziando la polizia e le carceri libiche e respingendo donne e uomini verso la Libia, è complice di queste atroci violenze.

Dalla frontiera meridionale libica ogni anno entrano migliaia di migranti e rifugiati sprovvisti di

documenti, alcuni dei quali poi continuano il viaggio verso l’Italia. Anche se uomini e donne africani che arrivano via mare rappresentano una minima parte dei migranti senza documenti presenti in Italia, il governo italiano ha concentrato attenzione e risorse sugli sbarchi, poiché essi rappresentano il simbolo della prospettiva emergenziale costruita da anni sul tema dell’immigrazione: sul regime di paura alimentato dalla menzogna dell’”invasione” si gioca la propaganda razzista e criminalizzante del governo, ormai istituzionalizzata nel pacchetto sicurezza.

In base agli accordi tra il governo italiano e il governo libico e alle nuove politiche migratorie inaugurate dall’Italia, le donne e gli uomini provenienti dalla Libia, anche se quasi mai di nazionalità libica, vengono “respinti” senza avere la possibilità di arrivare in Italia e di presentare richiesta di diritto d’asilo, di cui la maggior parte di loro è a tutti gli effetti titolare. Da quando sono cominciati i respingimenti in mare sono stati finora oltre 1.200 le persone che le autorità italiane hanno riconsegnato alla Libia. Durante la detenzione nelle carceri libiche, uomini e donne subiscono violenze inaudite e vere e proprie torture, “Abusi, vessazioni, maltrattamenti, arresti arbitrari, detenzioni senza processo in condizioni degradanti, torture, violenze fisiche e sessuali, rimpatri di rifugiati e deportazioni in pieno deserto. Crimini che l’Unione europea finge di non vedere…” queste le amare conclusioni di un rapporto curato da Fortress Europe nel 2007.

Le donne in particolare subiscono, oltre alle violenze fisiche e psicologiche, stupri ripetuti e collettivi. In seguito alle violenze sessuali, molte di loro rimangono incinte e sono costrette a ricorrere ad aborti clandestini, che spesso le uccidono.

E non è che le cose in “patria” vadano meglio: nei CPT (oggi CIE) viene applicato lo stesso progetto repressivo e violento. Ne è una prova la protesta al CIE di via Corelli a Milano, soffocata dalla violenza delle Forze dell’Ordine. I processi si svolgeranno il 21 e il 23 settembre e vedono implicato anche l’ispettore capo di servizio al centro, accusato da una partecipante alla protesta di tentata violenza sessuale.

Paradossalmente tutto questo viene fatto al fine di garantire la “sicurezza “ dei cittadini e delle cittadine italiane e anche in nome della violenza contro le donne. La ministra Carfagna ha sostenuto, nell’incontro con Gheddafi dello scorso giugno, di voler aiutare le donne africane, e ha presieduto in questi giorni un G8 contro la violenza alle donne escludendo i centri antiviolenza. Di fatto però l’Italia finanzia attivamente le violenze contro donne e uomini migranti con importanti stanziamenti finanziari e di mezzi alla Libia. Del corpo delle donne viene sempre fatto un uso strumentale, viene data risonanza mediatica solo agli stupri di stranieri su donne italiane, quando le violenze commesse da uomini migranti costituisce solo una minima parte delle violenze agite sulle donne nel nostro paese. La maggior parte della violenza avviene all’interno della famiglia cosiddetta “normale”, promossa e protetta e al centro di tutte le politiche sociali.

Vogliamo che sulla violenza alle donne non venga fatta nessuna strumentalizzazione per avallare leggi razziali!

Vogliamo la libertà di migrazione per tutte/i, sia per le persone che emigrano per necessità, in fuga da guerre, dittature e persecuzioni, sia per le/i migranti economici, e per tutte/i coloro che desiderano migrare.

Vogliamo che vengano interrotti immediatamente i respingimenti, che vengano garantiti il diritto all’esistenza, alla libertà, all’autodeterminazione delle e dei migranti, no al reato di clandestinità, no al pacchetto sicurezza.

Vogliamo che le donne che arrivano nel nostro paese non debbano subire ogni tipo di violenza senza potersi ribellare proprio perché una legge della nostra repubblica le rende ricattabili.

Non possiamo più far finta di non vedere e di non sapere, non possiamo non riconoscere il legame tra violenza contro le donne, sessismo, razzismo, lesbo/trans/omofobia, che porta alla normalizzazione di vecchi e nuovi fascismi, auspichiamo che le voci di dissenso producano nuove forme di resistenza.

Invitiamo tutte/i/* a partecipare!!

Per adesioni: altracitta@women.it

Adesioni fino ad oggi arrivate:

Centro inerculturale delle donne “Trama di Terre”
Associazione Armonie
Bologna Città Libera
Fuoricampo Lesbian Group
Facciamo Breccia - Bologna
MIT - Movimento Identità Transessuale
La Tavola delle donne sulla violenza e sulla sicurezza della città
Maria Grazia Negrini
Donne in Nero di Bologna
Marinella Manicardi
Catalina Pazmino
Antagonismogay
Laboratorio smaschieramenti
Associazione Comunicattive
Coordinamento “Quelle che non ci stanno”
LAI - Lesbiche Antifasciste in Italia
Collettivo figliefemmine
Anna Zoli
Coordinamento Donne TriesteRete delle Donne di Bologna

fonte: retedelledonnedibologna.blogspot.com » Vai al post originale

Set 24

La mostra “Roma. La pittura di un Impero”, ospitata presso le Scuderie del Quirinale di Roma, presenta attraverso nature morte, episodi di mitologia, paesaggi, scene di vita quotidiana, la pittura romana che va dal I secolo a.C. ed il IV d.C., un periodo di conquiste coloniali e di grande fervore e benessere per l’Impero Romano.
Oltre cento opere tra affreschi, decorazioni, mosaici, ritratti su…

Clicca sul titolo dell’articolo per la visualizzare la versione completa.

fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Set 24

Per tutto il mese di ottobre Giuseppe Verdi, uno dei più grandi compositori italiani, sarà omaggiato da Parma e dai luoghi che lo hanno visto nascere e crescere attraverso il “Festival Verdi 2009”, un intenso calendario di eventi musicali a lui dedicati.
Nato a Roncole, una piccola frazione di Busseto (Parma), il 10 ottobre 1813 da una famiglia di umili origini, Giuseppe Verdi riuscì comunque a…

Clicca sul titolo dell’articolo per la visualizzare la versione completa.

fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Set 24


Arrivata alla settima edizione, BergamoScienza presenta  120 eventi in tre settimane (dal 3 al 18 ottobre 2009) in 57 luoghi diversi, 19 mostre, 38 laboratori.

Invitati illustri, come i premi nobel John F.Nash (per l’Economia del 1994) e Aaron Ciechanover (per la Chimica nel 2004) o Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, un attivo coinvolgimento di diversi istituti scolastici e una rete di collaborazioni con diverse università: di Bergamo, di Brescia, di Bologna, di Milano e l’Ateneo Vita e Salute San Raffaele.

Da sottolineare la notizia che BergamoScienza è stato scelto quale Case History di Festival della Scienza all’edizione 2009 di Festival of Festivals (FoF), che si terrà a Bologna dal 5 all’8 novembre.

Siti web: 

www.bergamoscienza.it
www.festivaloffestivals.org

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Set 24

Il Veneto rende omaggio a Galileo, che nel territorio della Repubblica ha fatto alcune delle sue più importanti scoperte. Un viaggio dalle sue prime osservazioni con il cannocchiale al progresso tecnologico dei giorni nostri: le meraviglie dell’Universo e le straordinarie capacità di Galileo sono raccontate da conferenze, mostre, spettacoli, laboratori ed eventi.

La manifestazione è organizzata dalla Fondazione Scuola di San Giorgio con Codice e con il contributo scientifico dell’Università degli Studi di Padova nella città di Venezia con la Regione Veneto, dal 23 al 28 settembre, dal titolo “I mondi di Galileo”:  www.imondidigalileo.it.

In particolare il giorno 23 vi saranno due conferenze particolarmente significative, la prima con il presidente inaf Tommaso Maccacaro alle ore 16 e un’altra con lo scopritore degli anelli di Nettuno André Brahic alle ore 18 (entrambe presso il Telecom Italia Future Centre, campo San Salvador).

L’evento è anche su facebook, sul  gruppo omonimo

Vittorio Bo, uno degli ideatori della manifestazione, spiega il programma, i protagonisti e la filosofia del progetto: nella sezione video.
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fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Set 24

Aggiornamento ore 16.05:

Il fatto quotidiano ha fatto registrare il tutto esaurito, per cui è stato messo on line in via eccezionale il file PDF che potete prelevare da qui.
Visto il successo, domani verranno raddoppiate le copie stampate e si potrà anche trovare nuovamente il numero 1 ma solo in alcune edicole.

Un avvio veramente oltre le aspettative!

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Esce oggi in edicola il fatto quotidiano, un nuovo giornale in cui scriveranno tantissimi bravi giornalisti tra cui anche Marco Travaglio. Spero tanto che abbia successo e che la distribuzione venga estesa a tutte le città.

Il giornale, che conta già circa 30.000 abbonati, attualmente potete trovarlo a partire da oggi nelle edicole delle seguenti città:

Regione Località Distribuzione Abruzzo L’AQUILA Città Abruzzo PESCARA Città Abruzzo CHIETI Città Abruzzo Francavilla Città Abruzzo Montesilvano Città Basilicata POTENZA Città Campania NAPOLI Città Calabria Lamezia Terme Città Calabria Cosenza Città Calabria Reggio Calabria Città Campania NAPOLI Città Campania SALERNO Città
Lazio Tutta la provincia di Roma tranne: Frosinone Rieti e Viterbo Lazio LADISPOLI Provincia RM Lazio Civitavecchia Provincia RM Lazio GAETA Provincia RM Lazio VALMONTONE Provincia RM Lazio APRILIA Provincia RM Lazio LATINA Città Lazio ROMA Città + tutta la Provincia Lazio CAMPAGNANO ROMA Provincia RM Lazio MONTEROTONDO SCALO Provincia RM Marche ANCONA Città Marche FERMO Città Marche MACERATA Città Marche PORTO S.GIORGIO Città Marche PESARO Città Puglia BARI Città Puglia FOGGIA Città Puglia LECCE Città Molise ISERNIA Città Molise CAMPOBASSO Città Sardegna CAGLIARI Città Sicilia CATANIA Città Sicilia PALERMO Città Toscana TUTTA
Umbria TUTTA
Emilia Romagna TUTTA
Liguria GENOVA Città (NO Chiavari, Sestri levante, Portofino e Camogli) Liguria SESTRI PONENTE Città Liguria GENOVA PEGLI Città Lombardia VARESE Città + Provincia tutta Lombardia PAVIA Città Lombardia LECCO Città Lombardia SARONNO Città Lombardia BERGAMO Città Lombardia MILANO Città + Provincia (tranne Mantova, Sondrio e Cremona) Lombardia LODI Città Lombardia BRESCIA Città Lombardia COMO Città Piemonte CUNEO Città Piemonte IVREA Città + Aeroporto Caselle Piemonte TORINO Città Piemonte NOVARA Città Piemonte ASTI Città Piemonte ALESSANDRIA Città Trentino Alto Adige TRENTO Città Friuli UDINE Città Friuli TRIESTE Città Veneto PADOVA Città Veneto VENEZIA Città Veneto MESTRE Città Veneto TREVISO Città Veneto VERONA Città Veneto VICENZA Città

Qui un articolo di ieri scritto da Antonio Padellaro (direttore di questo nuovo giornale) e Marco Travaglio:

Cari amici, mentre diamo gli ultimi frenetici ritocchi al primo numero de Il Fatto Quotidiano, due parole sulle città che riusciremo a raggiungere: le abbiamo pubblicate da qualche giorno sull’Antefatto e subito si sono scatenate le reazioni più disparate: dal sollievo di chi ha appreso che troverà regolarmente Il Fatto ogni giorno nell’edicola sotto casa al disappunto di chi ha scoperto che la sua città non è fra quelle comprese nell’elenco della nostra distribuzione.

L’avevamo detto fin dal primo momento: per non morire strangolati nella culla, abbiamo dovuto fare delle scelte, essendo impossibile per via dei costi raggiungere tutte e 38 mila le edicole d’Italia. Il nostro distributore, fra i due o tre migliori del Paese, ci aveva suggerito una distribuzione ancor più prudente. Noi, anche al prezzo di qualche sacrificio economico, abbiamo ottenuto di raggiungere tutte le regioni tranne purtroppo la Val d’Aosta. Nel primo elenco non era compresa la Calabria, ma siamo intervenuti anche lì e proprio ieri ci è stato comunicato che Il Fatto Quotidiano arriverà anche a Sant’Eufemia-Lamezia Terme, Reggio Calabria e Cosenza, dove speriamo che le fosche previsioni dei nostri venditori vengano smentite da un gran numero di lettori. Se poi dovesse accadere il miracolo, cioè se il nostro quotidiano si attestasse su un numero di copie vendute superiore alle previsioni, saremo sempre in tempo ad aggiungere nuove località. Meglio crescere per gradi, senza mai fare il passo più lungo della gamba, piuttosto che essere costretti a retrocedere o a ritirarsi per eccesso di ottimismo. Siamo un piccolo vascello corsaro, e come tali dobbiamo muoverci nei primi tempi.

Nell’attesa, visto il ritardo con cui abbiamo comunicato l’elenco delle città che raggiungeremo in edicola, abbiamo deciso di prorogare fino al 15 ottobre l’offerta speciale per gli abbonamenti, così che i lettori che non vogliono perdersi Il Fatto possano abbonarsi a prezzo ridotto e sopperire alla nostra assenza nei chioschi delle loro città (sappiamo che molti di voi lo stanno già facendo, tant’è che negli ultimi giorni il numero degli abbonamenti ha ricominciato a lievitare al ritmo di 100-150 all’ora). Per tutti gli altri, sarà pronto entro la prima metà di ottobre il servizio di abbonamento in edicola con la formula del coupon. Continuate a seguirci su Antefatto, che non è ancora il sito del Fatto Quotidiano, ma lo diventerà presto, entro dicembre. Lavori in corso, anche lì. Ora andiamo a chiudere il primo numero.

Grazie a tutti, a domani.

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Set 22

FINALMENTE ANCHE IL comune di Firenze rilascia la carta d’identità elettronica. Non mi è chiaro da quanto tempo, però finalmente c’è. Solo dagli uffici di Palazzo Vecchio (non dai quartieri o nelle altre sedi distaccate), senza bisogno di portare foto, con 25 euro e spiccioli e più un documento d’identità (magari la vecchia carta). Con orario 9-13 dal lunedì al venerdi.

L’ho scoperto solo l’altro giorno (e verificato oggi chiamando, lo 055 055, che in trenta secondi, introduzione compresa, ti mette in contatto con un operatore!), però sono già tornato a Milano. Al prossimo giro mi digitalizzo. La carta d’identità che finalmente sta in tasca come se fosse una carta di credito per me è perfetta: ha le dimensioni adatte a stare nel mio portafoglio da tasca davanti, che è in realtà poco più di un porta-carte di credito. Odio i portafoglioni da tasca posteriore, non porto quasi mai la giacca (e comunque mi serve avere i soldi e un documento dietro) e non mi basta più il mio vecchio e mitico All-Ett (comprato con Mattia dopo che per un anno Luca aveva tirato scema mezza Italia). Inoltre, sono un feticista del formato carta di credito (magari sono il fratello disperso di Paris Hilton, chi può dirlo).

Insomma, finalmente posso mettere in pensione l’odiosa carta d’identità e passare al formato più corretto per un documento d’identificazione. Bene! A Firenze era stata promessa a partire dal 1 gennaio 2006, ma poi c’erano stati un tot di ritardi che avevano fatto saltare le scadenze. Qui la storia di quel che sta succedendo in questi giorni a Torino per far partire il servizio. Da notare che dentro la parte digitale della carta, ci saranno anche le impronte digitali…

Money Quote: L’obiettivo di Roma, nel 2001, quando venne varato il documento, era quello che ogni ministero e le banche dati del Viminale avrebbero dovuto raccordarsi con il nuovo strumento d’identità che sarebbe stato utilizzato per ogni pratica. Invece, causa beghe fra le aziende fornitrici delle tessere, si bloccò tutto. Delle 35 macchine necessarie a sfornare le carte d’identità che richiede quotidianamente una città come Torino, ne arrivarono solo due. Ora, Dell’Utri ha fatto riparare le due macchine in dotazione e ne ha acquistate altre cinque che arriveranno entro fine anno. Non molte, ma sufficienti ad accontentare - con un po’ di pazienza - chiunque richieda il documento.

Ps: questa l’ho trovata solo adesso: è stupenda.

Money Quote 2: Alla carta di identità elettronica Made in Italy sono contrari da sempre i produttori di Minilab per fototessere e la Confederazione Nazionale Artigiani (CNA) che ha stimato in circa 100 milioni di euro il danno economico per gli operatori del settore fotografico, che con l’applicazione del provvedimento, vedranno dimezzati i proventi derivanti dal servizio di fototessera. Un danno economico di tale consistenza per un settore che da tempo registra un saldo negativo, è motivo di seria preoccupazione per tutti gli operatori, uniti per cercare insieme con le Istituzioni soluzioni in grado di soddisfare le esigenze di tutti i soggetti coinvolti.

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Set 22

È STATA CREATA come co-produzione internazionale e lo spirito dovrebbe essere quello che caratterizza anche la storia: viaggio verso Venere ambientato nel 2050, con equipaggio di 6 (tre uomini e tre donne) in quello che è stato definito una “Grey’s Anatomy in space”. Peccato che adesso, a nove episodi trasmessi della prima serie di 13, la vogliano già cancellare. Perché gli effetti speciali sono deliziosi, gli attori bravi (ma insopportabili) e purtroppo la storia è una vera tortura, oltretutto pretestuosa nel suo sviluppo. Perché subirla, settimana dopo settimana, si chiedono i telespettatori? E non la guardano…

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Set 22

GARRY B. TRUDEAU sempre più innamorato, a scopo narrativo, di Twitter per il suo Doonesbury, come si vede anche questa domenica.

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Set 22

CI SONO VARIE cose che non mi piacciono nella discussione relativa alla fine dell’editoria (libri e giornali) così come la conosciamo e la sua trasformazione in un modello differente. La prima è l’ambiguità di fondo sul termine libro e giornale: dal punto di vista degli editori di libri e giornali, sembra che si venda carta, e non che si vendano storie e informazioni. Se gli editori ritenessero che il loro business è quello di vendere storie e informazioni, saremmo già tutti digitali da un sacco di tempo, alla faccia di tutte le menate sul piacere della carta, la religiosità del libro, il profumo delle pagine e via dicendo.

Il vero problema è che gli editori in Italia non hanno ancora assaggiato la medicina di Amazon e degli altri che vendono libri in formato digitale, quindi temono di essere costretti a fare quello che qualsiasi industria strutturata odia: rimettersi in discussione e diminuire i margini attuali. E non serve spiegargli che così faranno la fine dell’industria musicale, perché quelli che devono prendere decisioni hanno la pensione a 5-10 anni di distanza e cercano di tirare a campare fino a quel momento.

Non dimentichiamoci, poi, che la problematica per quanto riguarda invece il mercato dei giornali in Italia è talmente fuori da qualsiasi sistema economico che chiamare “mercato” quello dei giornali e di chi ci lavora dentro come dipendente, è fare un torto grave al dizionario della lingua italiana. I giornali in Italia non possono fallire, i giornalisti non possono essere licenziati o spostati di mansione, tutte le altre figure ancillari del business hanno garanzie molto simili. Altrimenti, avete presente gli scioperi di piloti e personale di cabina che paralizzavano le compagnie aree dalle nostre parti? Stessa logica, stesso impatto devastante. E lo scrivo non per giustificare la vita degli editori, che Mark Twain aveva definito la razza più perfida di dannati imbroglioni a giro per la terra, ma perché è tragicamente così.

Adesso, non è chiaro quale sarà l’evoluzione tecnologica e sociale, ma è chiaro che ci sarà. L’importante è non ripetere lo stesso errore e immaginarsi che, dopo l’impero della carta, avremo la dittatura dell’E Ink. Invece, vediamo quale metodo è possibile per capire i cambiamenti. Paul Graham qui fa una bella analisi, soprattutto nella seconda metà. 

Money Quote: I can see the evolution of book publishing in the books on my shelves. Clearly at some point in the 1960s the big publishing houses started to ask: how cheaply can we make books before people refuse to buy them? The answer turned out to be one step short of phonebooks. As long as it isn’t floppy, consumers still perceive it as a book.

That worked as long as buying printed books was the only way to read them. If printed books are optional, publishers will have to work harder to entice people to buy them. There should be some market, but it’s hard to foresee how big, because its size will depend not on macro trends like the amount people read, but on the ingenuity of individual publishers.

Some magazines may thrive by focusing on the magazine as a physical object. Fashion magazines could be made lush in a way that would be hard to match digitally, at least for a while. But this is probably not an option for most magazines.

I don’t know exactly what the future will look like, but I’m not too worried about it. This sort of change tends to create as many good things as it kills. Indeed, the really interesting question is not what will happen to existing forms, but what new forms will appear.

The reason I’ve been writing about existing forms is that I don’t know what new forms will appear. But though I can’t predict specific winners, I can offer a recipe for recognizing them. When you see something that’s taking advantage of new technology to give people something they want that they couldn’t have before, you’re probably looking at a winner. And when you see something that’s merely reacting to new technology in an attempt to preserve some existing source of revenue, you’re probably looking at a loser.

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Set 22

Alla fine degli anni ’80 in Europa ci fu un importante liberalizzazione del settore del trasporto aereo, per troppi anni sottoposto ad una rigido controllo da parte degli Stati interessanti a tutelare le proprie compagnie di bandiera. Nacque dunque una piacevole concorrenza tra le compagnie aeree che si concretizzò in tariffe più vantaggiosi e servizi sempre più accurati nei confronti dei…

Clicca sul titolo dell’articolo per la visualizzare la versione completa.

fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Set 22

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L’Associazione OBSERVA - Science in Society invita al seminario:
Le forme della scienza online. Il lavoro dello scienziato in un’epoca di piattaforme web collaborative
con una relazione introduttiva di Davide Bennato (Università di Catania)

Giovedì 24 settembre 2009 alle ore 15.00 - presso la sede dell’associazione in Viale Fusinieri 65 - Vicenza.

Davide Bennato è docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania. Si occupa di innovazione tecnologica e società, in particolare alle dinamiche relazionali e comunicative dei media sociali online.

È direttore di ricerca presso la Fondazione Luigi Einaudi di Roma, socio fondatore di STS Italia – Società Italiana di Studi su Scienza e Tecnologia e consulente per diverse società di formazione e di ricerca sui temi legati al web 2.0.

È inoltre titolare del blog tecnoetica (www.tecnoetica.it).

La partecipazione ai seminari è libera; tuttavia poiché i posti sono limitati, è consigliabile confermare la presenza alla segreteria dell’associazione. I soci di Observa hanno diritto di precedenza.
Tutti gli incontri si svolgono presso la sede di Observa, in Viale Fusinieri 65 – 36100 Vicenza

Per essere informati via email degli appuntamenti che di volta in volta saranno organizzati, scrivete a info@observanet.it oppure contattate l’associazione al +39 0444 305454.
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Set 22

Perché Google, nei giorni scorsi, ha dedicato il suo logotipo agli Ufo, ai presunti “misteri inspiegabili” e ai cerchi nel grano?

Il motivo dei logotipi di Google comparsi alcuni giorni fa è stato rivelato.
Si tratta della ricorrenza della nascita di Herbert George Wells, meglio conosciuto come H. G. Wells (Bromley, 21 settembre 1866 – Londra, 13 agosto 1946).
E’ uno degli scrittori britannici più popolari nella sua epoca e nella nostra come autore di alcune delle opere fondamentali della fantascienza.

Molti lo ricorderanno grazie a Orson Welles e alla sua storica trasmissione andata in onda alle 20.06 del 30 ottobre 1938 negli studi della Cbs, a Manhattan, rimasta celebre per aver scatenato il panico nelle città della costa orientale degli Stati Uniti: molti ascoltatori non si accorsero, infatti, che si trattava di una finzione, e credettero invece che la Terra stesse realmente subendo lo sbarco di una flotta di bellicose astronavi marziane.
Ma cosa c’entra Google? Si da il caso che la casa di Mountain View si diverta di tanto in tanto a giocare con i logotipi alcuni giorni prima di particolari ricorrenze.
Google ci ha fornito un primo indizio su Twitter postando il messaggio 1.12.12 25.15.21.18 15 1.18.5 2.5.12.15.14.7 20.15 21.19.

Sostituendo i numero con le corrispondenti lettere dell’alfabeto si ottiene “All your O are belong to us”, un gioco sparatutto di nome Zero Wing, famoso per la pessima traduzione dal giapponese all’inglese, in cui nella prima schermata compariva la frase “All your base are belong to us”.Il logo di Google celebrava infatti il ventesimo anniversario del videogioco. A questa conclusione arriva perfino il Daily Telegraph!
Ma questo era solo l’inizio: un post sul sito Koreano di Google rivelava che questa sarebbe stata solo una delle tre configurazioni del logo visibili nelle settimane seguenti.

E in rete iniziarono le prime supposizioni. Confermate da un secondo logotipo di Google che confermò le ipotesi supportate da un nuovo messaggio su twitter: “51.327629, -0.5616088.”. Usando Google maps è facile verificare che sono le coordinate di Horsell, nella contea di Surrey, in Inghilterra. Il luogo esatto dove atterra “il meteorite” di cui parla Wells nel suo romanzo la “Guerra dei mondi”.

Tornando alla “realtà”, voglio ricordare il film che è tratto dal romanzo dello scrittore dal titolo: “L’uomo che visse nel futuro“. La scena seguente è una delle più belle della storia cinematografica di fantascienza e mantiene intatto il proprio Pathos nonostante la semplicità delle soluzioni cinematografiche dell’epoca.

La coreografia è stata ripresa nel divertentissimo episodio “Time Machine” della serie TV “The Big Bang Theory”, purtroppo mai trasmessa in Italia (ne ho parlato qui e qui) e del quale vediamo un bellissimo cammeo in ricordo di H.G. Wells.

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Set 22



Da non perdere le puntate che Piergiorgio Odifreddi dedica su Radio 3 Scienza a Galileo Galilei. L’intervista al Premio Nobel Riccardo Giacconi, a Massimo Bucciantini, docente di Storia delle rivoluzioni scientifiche all’università di Siena e a  Enrico Bellone, già direttore di Le Scienze.

La prima delle puntate parte con l’intervento del “piccolo diavolo Roberto Benigni. A tu per tu con il matematico impertinente, ecco la sua lezione d’autore tra lettere e scienza.

Da Dante alla fisica moderna, una dichiarazione d’amore per la cultura. Per dire con noi: Galileo ti voglio bene!

Piergiorgio Odifreddi incontra Roberto Benigni.


Ricordiamo che Radio 3 Scienza è il quotidiano scientifico radiofonico della terza rete RAI, in diretta dal lunedì al venerdì dalle 10.50 alle 11.30.

Interviste, dibattiti, approfondimenti e reportage sui temi dell’attualità dal mondo della scienza.

IL PODCAST DI RADIO 3 SCIENZA
http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/scienza/index.cfm

LA FACEBOOK FAN PAGE
http://www.facebook.com/radio3scienza
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Set 22

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Set 22

Oggi riprende la rubrica dei video divertenti domenicale e per iniziare in bellezza riporto un bel video fresco fresco del miglior comico che abbiamo in Italia ovvero il nostro presidente del consiglio Silvio Berlusconi che a Porta a porta fa confusione su quanto siano 60 miliardi di lire in euro e Vespa lo “corregge” sbagliando a sua volta…

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Set 20

L’EGO DELLO SCRITTORE e la sua capacità di analisi sono in conflitto frontale. Il secondo individua i problemi, il primo gli impedisce di rendersi conto che non è decisamente l’unico, né il primo, né il più dotato.

È andata a finire che la penna scivola sull’olio e scopre l’acqua calda.

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Set 20

SI AVVICINA IL momento della resa dei conti a cui seguiranno i conti delle rese.

Il vostro client è a norma?

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Set 20

SONO A FIRENZE, dove ho assistito, tra le altre cose, alla bella conferenza di Vito Di Bari dedicata al futuro che già c’è (ma ancora non lo sappiamo). E sempre in quell’ottica, cioè che le innovazioni del prossimi 10-15 anni esistono già nei laboratori e attendono solo di trovare l’incrocio giusto tra costi, bisogni e mercato per venire commercializzate, tiro fuori dalle profondità della rete questa serie di spot di At&T. Alcune cose sono arrivate, altre ancora no. Da notare che eravamo nel 1993…

Money Quote: This montage of AT&T ads came from a 1993 Newsweek CD-ROM, when Newsweek thought that one day, magazines would be sent to you in CD-ROM form, sponsored with ads.

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Set 20

MOLESKINE STA LENTAMENTE ridefinendo il suo immaginario. L’azienda italiana dei taccuini, blocnotes e agende che trae ispirazione e continuità dai produttori francesi dei taccuini da viaggio di Chatwin ed Hemingway, infatti, adesso sta portando dentro la sua linea commerciale un’idea nuova. È la personalizzazione di artisti, ma è anche qualcosa dello spirito che ha fatto sperimentare a Moleskine, in questi ultimi anni, con i taccuini per gli artisti di strada ed altro. Il taccuino dell’era digitale si sta ibridando e cambiando di nuovo: è un indicatore che sta cambiando l’estetica e il gusto del mondo intorno a lui?

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Set 20

Dove nascono le idee dei grandi romanzi di fantascienza?
Intendo dire… avete mai visto l’interno delle case dei loro autori?

Il sito www.whereiwrite.org è nato da una idea di Kyle Cassidy, e dalla domanda se vi fosse un collegamento tra i luoghi di lavoro degli scrittori e il loro stesso lavoro. Voi che ne dite?

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Set 20

In prima assoluta a Bari, in omaggio al multiforme ingegno di Galileo Padre della Scienza Moderna, per l’Anno Mondiale di Galileo

IL SOGNO DI GALILEO, Basilica di S. Nicola 29, settembre 2009, ore 20.30 - azione musicale di Federico Bonetti Amendola su libretto dello stesso autore e di Adam Pollock.

Un’iniziativa, inserita nel programma ufficiale dell’International Year of Astronomy, promossa dal DISTI (Distretto dell’Informazione Scientifica e Tecnologica), dal Dipartimento Interuniversitario di Fisica “Michelangelo Merlin” e dalla locale Sezione INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), in concomitanza col Convegno 2009 della Società Italiana di Fisica.

Il 2009 è stato proclamato dall’ONU Anno Mondiale dell’Astronomia e di Galileo Galilei, in onore del quarto centenario delle rivoluzionarie scoperte che il Padre della Scienza moderna fece puntando verso il cielo il suo celebre cannocchiale.

L’esecuzione di Bari segna un evento di portata storica, proprio perchè avverrà nella grande Basilica di S. Nicola, nota nel mondo come luogo dell’incontro e del dialogo tra culture: una scelta, dunque, non casuale del DISTI, che è stata così commentata dal Prof. William Shea dell’Università di Padova, considerato il maggior esperto al mondo di Galileo.

“E’ una meravigliosa iniziativa che farà conoscere il vero Galileo, in un contesto che gli avrebbe dato immenso piacere: la scienza all’interno della Chiesa.”http://www.ba.infn.it/galileo
http://www.astronomy2009.it

Il DISTI

Il DISTI, Distretto dell’Informazione Scientifica e Tecnologica (www.disti.it), riunisce università, laboratori, imprese, associazioni, enti pubblici e privati: coordinato dalla giornalista scientifica Elisabetta Durante, promuove l’informazione e la comunicazione scientifica e tecnologica, e promuove iniziative culturali di segno innovativo che offrano occasioni di dialogo tra ricerca e società.

Dopo aver realizzato altre iniziative (tra cui la mostra di cui al sito www.ba.infn.it/donne-lhc), il DISTI ha voluto portare nella Basilica di S. Nicola in Bari la prima assoluta de “Il Sogno di Galileo” , in quanto evento di indubbio pregio artistico, ma non solo: l’intenzione è anche quella di ricordare un grande Italiano dedito alla ricerca, al progresso tecnologico e alla diffusione della scienza, la cui forza rivoluzionaria si è espressa attraverso meravigliose scoperte, straordinari strumenti, ma al tempo stesso attraverso una molteplicità di linguaggi (letterario, pittorico e musicale) ed una forma di comunicazione (in italiano anziché in latino) in grado di raggiungere la gente comune.

La scelta del DISTI di rappresentare il Sogno di Galileo nella Basilica di S. Nicola, luogo del dialogo tra culture, non è casuale: l’evento vuol essere un’occasione di riflessione sul caso Galileo, che ancor oggi offre importanti spunti di riflessione.

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Set 20

Paolo Attivissimo ci precede segnalando l’ennesimo esempio di bufala numerica sui giornali italiani.

“E’ nata a 3.000 chilometri all’ora”, scrive il Corriere parlando del treno ad alta velocità francese. Praticamente un treno più veloce del vecchio Concorde!

L’analfabetismo scientifico della nostra stampa (e TV) sarà uno degli argomenti che verranno trattati in una conferenza, in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia, a cui siamo stati invitati come relatori dalla Associazione ECO di Torino insieme al mio collega Walter Caputo e agli esperti Walter Ferreri (astronomo), Guido Crossard (Fisico), Lorenzo Tei (chimico).

Nella serata porterò video TV ed esempi di giornali che dimostreranno la scarsa affidabilità delle informazioni scientifiche trattate dai nostri media e di come ci si possa difendere dalle notizie usando con criterio Internet e consultando le fonti!

Conferenza:

Le risposte della scienza alle domande dell’Astronomia
La scienza sui giornali e su Internet
sabato 17 ottobre 2009
ore 20.30 - buffet offerto dall’associazione
ore 21.00 - inizio conferenza
ingresso libero
Teatro Bellarte
Via Bellardi 116 - Torino
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Set 20

Ci sono molti modi per dire che l’economia tradizionale è in grado di spiegare solo parzialmente la realtà economica. Ad esempio neuroeconomia, economia comportamentale, econofisica, bioeconomia, ovvero come l’economia ha dovuto mutuare da altre discipline (neuroscienze, psicologia, fisica, biologia) nuovi modelli per descrivere in modo realistico il comportamento dell’attore individuale, del gruppo e dell’intero sistema economico.

Sono soprattutto i disoccupati e i cassaintegrati a non credere alle spiegazioni sulla genesi e lo sviluppo dell’attuale crisi economica. Se l’economia convenzionale fosse in grado di dirci perché tutto ciò è successo, per quale motivo i governi non hanno impedito che si toccasse il fondo ? Semplicemente perché le attuali politiche economiche non sono in grado di influenzare in maniera sostanziale lo stato dell’economia, i cui movimenti – nel breve periodo – non sono prevedibili. L’economia, infatti, è composta da persone e gruppi che non si comportano come vorrebbe la teoria economica ortodossa, perché – occorre riconoscerlo una volta per tutti – non siamo sufficientemente razionali quando prendiamo le nostre decisioni. Spesso, soprattutto quando occorrerebbero molte informazioni e profonde competenze per agire, ci facciamo influenzare da ciò che fanno gli altri. Esattamente come fanno le formiche, quando – di fronte a due identici mucchietti di cibo (continuamente reintegrati), posti alla stessa distanza dal formicaio – devono decidere verso quale dirigersi. Quindi si tratta di applicare all’economia un modello biologico, per spiegare il comportamento delle persone come se fossero formiche.

È proprio la “bioeconomia” il filo conduttore de “L’economia della farfalla” di Paul Ormerod (Instar Libri, 2003), testo nel quale l’economia non viene più considerata una macchina o un insieme di meccanismi, ma piuttosto viene associata ad un sistema vivente molto complesso.

Ma torniamo alle nostre formiche e vediamo quanto hanno da insegnarci. Se esse non hanno motivo per preferire uno dei due mucchietti di cibo, dovremmo aspettarci che metà della colonia scelga il mucchietto A e l’altra metà il mucchietto B. In realtà è possibile qualunque tipo di distribuzione fra i due mucchietti, per esempio 20 e 80 o 30 e 70, ma tendiamo a pensare che l’esito finale sia 50 e 50 perché assimiliamo la scelta dei mucchietti al lancio (ripetuto numerosissime volte) di una moneta non truccata. Tuttavia, dato che quando una formica ha successo nella ricerca di cibo, tende a tornare verso lo stesso mucchietto, si assiste al ritorno delle formiche al formicaio che stimolano – tramite una secrezione chimica – altre formiche a seguirle per rifornirsi di cibo. Paul Ormerod, nel testo citato, scrive: “in termini economici ciò significa che il comportamento di ciascun agente è direttamente influenzato da quello degli altri”. Ciò implica che “maggiore è il numero di formiche che scelgono un certo mucchietto, maggiori sono le probabilità che nel futuro questo numero cresca ulteriormente”: infatti più formiche si dirigono verso il mucchietto A, più “formiche seguaci” si dirigeranno verso lo stesso mucchietto, e più aumenterà la probabilità che la prossima formica, appena uscita dal formicaio, si diriga proprio verso il mucchietto A. In termini tecnici, in questo caso si parla di “retroazione positiva”, poiché l’effetto iniziale della scelta delle prime formiche tende a crescere con il passare del tempo. La retroazione positiva è molto diffusa nell’economia e nella società, mentre invece le teorie economiche tradizionali ipotizzano un equilibrio automatico del mercato grazie al meccanismo dei prezzi, che sarebbe in grado di smorzare qualunque deviazione dall’equilibrio (questa si chiama “retroazione negativa”).

L’analisi degli agenti interattivi, ovvero delle formiche, ha fornito risultati sorprendenti. Infatti, se nel breve periodo i movimenti delle formiche sono assolutamente imprevedibili, nel lungo termine “emerge un andamento ben riconoscibile” (tutte le frasi fra virgolette sono tratte dal testo citato in principio), a seconda che vi sia bassa oppure alta propensione (delle formiche) a cambiare comportamento.
Quindi, nel breve periodo non possiamo dire se la formica che sta uscendo ora dal formicaio si dirigerà verso A oppure verso B, ma possiamo calcolare la probabilità che essa scelga uno dei due mucchietti di cibo. Invece, nel lungo periodo, se vi è bassa propensione a cambiare comportamento, cioè se le formiche – una volta scelta la propria destinazione – difficilmente la modificheranno, si verificherà che la maggior quantità di tempo le formiche la trascorreranno in situazioni di massimo squilibrio: quasi tutte scelgono A oppure quasi tutte scelgono B. Ciò capita perché se “i cambiamenti sono soltanto occasionali, quando la suddivisione è scivolata verso un punto estremo, occorrerà del tempo perché le cose si modifichino”.

Al contrario, se vi è elevata propensione a cambiare comportamento, ciò significa che le formiche che hanno scelto una certa destinazione, facilmente – di ritorno dal mucchietto A – sceglieranno il mucchietto B. Quindi, in questo caso, “la probabilità di una suddivisione squilibrata è molto bassa”. Infatti si verifica che – in questa situazione – le formiche trascorreranno la maggior parte del loro tempo in corrispondenza di una situazione equilibrata: grosso modo metà formiche intorno al mucchietto A e metà intorno al mucchietto B.

Paul Ormerod applica – in modo convincente – il modello delle formiche a svariate situazioni economiche e fornisce una serie di risposte ad interrogativi che tutti si pongono. Un piccolissimo esempio è la reazione della quantità domandata a variazioni del prezzo. Tutti sanno che se i prezzi aumentano la gente compra di meno e quindi la quantità domandata si riduce. Perché invece, in alcuni casi, più il prezzo aumenta, più la gente compra, e più gente compra, più altra gente inizia a comprare ? Semplicemente perché – talvolta – non decidiamo sulla base del prezzo, come vorrebbe la teoria economica convenzionale, ma bensì sulla base di ciò che fanno gli altri. E più “gli altri” sono numerosi, più noi decidiamo di comprare, dimostrando di comportarci esattamente come fanno le formiche.

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Set 20

dal 19  novembre all’8 dicembre

Robot che interagiscono con il pubblico, che lavorano, giocano e “si evolvono”.

Macchine intelligenti, in ambientazioni suggestive, per interrogarsi sui progressi della tecnica  ma soprattutto sul mondo che si vuole costruire.

Futuro Remoto 2009 – che si terrà negli spazi del Science Centre di Città della Scienza di Napoli dal 19 novembre all’ 8 dicembre– sarà  dedicato al misterioso, affascinante e, a volte, inquietante mondo dei Robot.

  • Quali sono gli usi leciti dei robot?
  • Di chi è la responsabilità delle azioni dei robot?L’abuso di queste tecnologie avanzate nel caso di guerre o di attacchi terroristici apre scenari apocalittici; siamo disposti ad affrontare questi rischi?
  • E’ possibile oggi immaginare per il futuro un “mondo senza uomini” o meglio un mondo nel quale l’uomo ha perso la sua posizione centrale?

Insomma, gli sviluppi della robotica, e ancor più le sue prospettive future,  impongono una urgente riflessione in campo etico per evitare che - come è accaduto recentemente per le applicazioni di altre discipline, ad esempio l’ingegneria genetica, o la fisica nucleare - ci trovi impreparati ad affrontare scelte che riguardano tutti noi e le generazioni future.

In mostra macchine dell’immaginario divenute ormai realtà e ricerche di frontiera che lasciano presagire società future “cyborgizzate”, in cui uomini e robot “vivono” fianco a fianco. A confronto un umanoide, un braccio industriale e un veicolo senza pilota per scoprire cosa rende una macchina un robot.
Si andrà poi alla scoperta delle sorprendenti potenzialità dei robot moderni. I bracci meccanici impiegati nelle industrie sono capaci di azioni diverse da quelle alle quali sono normalmente destinati: lasciate le catene di montaggio, li vedremo realizzare disegni artistici.

Entreremo nelle case del futuro, veri e propri robot, che favoriranno stili di vita più rispettosi dell’ambiente. E poi lì, dove l’uomo non può arrivare, eccoli ancora intervenire per salvare persone disperse o, come nel caso dei rover e dei sommergibili,  per esplorare ambienti inaccessibili.

I robot si prendono cura anche della nostra salute e assistono disabili e anziani. In questa sezione si potrà così giocare con il robot foca, conoscere un “massaggiatore” e un “radiologo” speciali, e poi “guardarsi negli occhi” con robot in grado di espressioni facciali.

Ci sono poi quelli che aiutano ad apprendere divertendo. Dimostrazioni interattive  offriranno a tutti la possibilità di cimentarsi nel controllo di un robot. I più piccoli potranno divertirsi ed emozionarsi in apposite isole gioco, con animali e compagni robotici.

E ancora, aerei ed elicotteri senza pilota e mezzi corazzati senza equipaggio saranno protagonisti degli scenari bellici di un futuro che in qualche caso è già iniziato.

Infine, nella sezione dedicata agli studi sull’interazione tra uomo e robot, si potrà fare un incontro ravvicinato con I-Cub, il sorprendente robot bambino, capace di apprendere come fa un piccolo essere umano. In questa sezione si anticiperanno le linee di ricerca che presto porteranno ciascuno di noi a dotarsi di un Personal Robot!

Futuro Remoto 2009, quest’anno più che mai, un viaggio tra scienza e fantascienza, un viaggio da affrontare con lo spirito di chi vuole provare ad immaginare e costruire il mondo di domani!   

Città della Scienza:  80124 Napoli - via Coroglio, 104
info : tel. 081.24.200.24  - contactcentre@cittadellascienza.it- www.cittadellascienza.it

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Set 20

Mentre il governo italiano inasprisce le sanzioni per i ciclisti, gli altri paesi si muovono nella direzione completamente opposta.

E’ di pochi giorni fa la notizia di un progetto pilota che interesserà al momento il “Royal Borough di Kensington e Chelsea di” di Londra ma che probabilmente si estenderà in tutta la capitale il quale prevede ai ciclisti la possibilità di percorrere contromano le vie a senso unico.

Di questa nuova norma è molto felice il nuovo sindaco della città Boris Johnson (centro destra), il quale utilizza spesso e con convinzione la bicicletta ed è anche stato investito in maggio da un camion durante la prova di una pista ciclabile proprio mentre era in sella quindi appoggia ancora con più determinazione questa battaglia per incentivare l’utilizzo della bicicletta nella sua città.

Comunque è facile capire il perchè sia un impresa far approdare simili norme qui da noi dove i nostri politici si muovono utilizzando le auto blu (abbiamo il record mondiale di auto blu) facendoci spendere miliardi di euro.

Tanto per capirci tratto da repubblica:

A livello mondiale, l’Italia, con le sue 624.330 unità (607 mila nel 2008) è il primo Paese per utilizzo di auto blu. Al secondo posto, gli Usa, con 72mila (contro le 75mila del dicembre 2008), seguiti dalla Francia, con 63mila (rispetto alle 64mila di fine 2008). Al quarto posto il Regno Unito con 56.000, la Germania con 55.000, la Turchia con 51.000, la Spagna con 42.000 (nessuna variazione rispetto al 2008), il Giappone, con 30.000 (mille in meno rispetto al 2008), la Grecia con 30.000. Ultimo in classifica il Portogallo, con 22.000 auto blu (- 1000).

Un dato che la dice lunga sui nostri politici e su quanto continuino ad andare nella direzione opposta e scorretta rispetto al resto del mondo!

P.S. Ricordo a tutti che se esistono i sensi vietati è proprio a causa del traffico automobilistico che non permette più di un senso di marcia per l’ eccessiva larghezza di questi mezzi i quali non riuscirebbero a passare nel caso si trovassero una di fronte all’altra ma ciò non vale nel caso del passaggio di un automobile con una bicicletta che è larga all’incirca quanto un pedone.

P.P.S. Qui un sondaggio del corriere per esprimere il vostro parere su questa nuova norma nelle strade londinesi.

In alto il video dell’ incidente del sindaco di Londra.

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Set 20


Oltre a creare un sistema operativo vergognoso come Windows Vista, la microsoft ha pensato bene di peggiorare anche MSN… molti per questo motivo, dopo aver scaricato la nuova versione, mi chiedono come tornare alla precedente quindi lo spiegherò oggi con questo post, la procedura è estremamente semplice.

Rimuovete, andando sul pannello di controllo, la vostra versione di Windows Live Messenger, successivamente scaricate il file di installazione della versione precedente ovvero la 8.5 da questo link:

http://rs313.rapidshare.com/files/123556376/WindowsLiveMessenger8.5ITA.msi

Cliccate su Free User. aspettate un minuto e poi cliccate sul pulsante per scaricare il file, appena terminato fate partire normalmente l’istallazione con un doppio click.

Ora avete nuovamente la versione 8.5 di MSN.

Adesso potete anche eliminare la fastidiosa pubblicità che appare nel programma seguendo questo procedimento dopo aver chiuso il programma:

  1. Andate su C:\WINDOWS\System32\drivers\etc
  2. Aprite il file hosts (Non hosts.msn) con il blocco note
  3. Aggiungete in fondo al testo presente nel file host, andando a capo all’ultima riga, il comando: 127.0.0.1 rad.msn.com
  4. Chiudete il blocco note salvando le modifiche

Consiglio sempre a tutti di utilizzare come sistema operativo Ubuntu e tenere eventualmente come sistema operativo di “riserva” windows dato che probabilmente l’avete “pagato” all’acquisto del computer che potrete utilizzare in caso di incompatibilità di qualche sito/programma/periferica con Ubuntu.

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Set 18

LA STORIA DI Noordin Mohammad Top, a capo di una buona parte del movimento islamista indonesiano e presunto responsabile di bombe e stragi varie, che è stato ucciso dalla polizia nella regione centrale di Java. 

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Set 18

SE SIETE DALTONICI (come capita a un consistente numero di uomini sul pianeta, dato che si tratta della malattia genetica più diffusa anche nella nostra specie) vi basterà un’iniezione di cellule per attivare la terapia genica e recuperare la vista, invertendo l’output degli ultimi 150mila anni e regalando a un numero insospettabile di persone la possibilità di vedere tutti i colori di un tramonto. Lo sostengono i ricercatori dell’Università dello stato di Seattle nello stato di Washington, anche se la sperimentazione sull’uomo arriverà solo parecchio più avanti.

Money Quote: A simple injection of cells has cured monkeys of color-blindness—giving a green light to future research into improving human vision with gene therapy, a new study says. Calling the procedure his gene therapy “dream,” researcher Jay Neitz said that “ultimately this could be a tool that could cure all sorts of eye diseases.”

It’s too early to say that the technique can help color-blind people who can’t see red or green, but study co-author Neitz is confident. “If we did this exact same thing to a human being today, I believe we would have cured their color vision,” said Neitz, an ophthalmologist and professor at the University of Washington in Seattle.

La notizia, per motivi facili da capire, mi fa parecchio piacere.

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Set 18

LA RECENSIONE CHE John Sicuracusa ha fatto per Ars Technica di Snow Leopard è da incorniciare. Ammesso che troviate abbastanza legna per costruire la cornice, ovviamente.

Money Quote: The one that really drove me over the edge is the fussy little dance of the filename area that occurs in the Finder (surprise!) when renaming a file on the desktop. There’s just something about so many cross-fades, color changes, and text offsets occurring so rapidly and concentrated into such a small area that makes me want to scream. And whether or not I’m actually waiting for these animations to finish before I can continue to use my computer, it certainly feels that way sometimes.

Still, I must unenthusiastically predict that most normal people (i.e., the ones who will not read this entire article) will either find these added visual touches delightful, or (much more likely) not notice them at all.

Da tenere a mente per la terza edizione di Emozione Apple, anche se la seconda dice già praticamente tutto…

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Set 18

SECONDO ME QUESTO Google Fast Flip farà incavolare gli editori come non mai. Elimina il bisogno di andare a vedere i giornali.

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Set 18

Sembra uscita dalla mente dei Monty Phyton questa parodia, diventata ormai un cult, di una delle tante conferenze tecniche che riempiono la vita di molti ricercatori. Si tratta della presentazione tenuta da Doug Zongker’s, dell’Università di Washington, al PoCSci ‘02: Potentially Computer Science 2002, dal titolo chicken, chicken, chicken. Qui gli altri interventi.

Chi lo desidera può scaricare il PDF dell’intervento [pdf] , le slides in PowerPoint, e il documento postscript.
Per maggiori informazioni a riguardo, segnaliamo i seguenti siti web :-)
http://ChickenChicken-Chicken.org
http://ChickenChicken-Chicken.comhttp://ChickenChicken-Chicken.eu


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Set 18


L’associazione Frascati Scienza, in collaborazione con i maggiori Istituti di Ricerca Italiani, ASICERN, CNR, ENEA, ESA-ESRIN, INAF, INFN, INGV, l’Università di Tor Vergata e i dipartimenti di Fisica di Roma 1 “La Sapienza” e di Roma 3, le associazioni del territorio ATA e ETA-Carine organizza anche quest’anno una intera Settimana dedicata alla Scienza e la Notte Europea dei Ricercatori 2009.  Obiettivo dell’iniziativa è avvicinare l’uomo comune alle Scienze, in particolar mondo i giovani, promuovendo il ruolo sociale del ricercatore.

Durante la Settimana della Scienzadal 19 al 26 settembre 2009 – gli scienziati torneranno nella Città di Frascati per incontrare tutti coloro che vorranno condividere il fascino della ricerca tramite dibattiti, conferenze, mostre, spettacoli, giochi e attività per bambini, collegamenti internazionali, osservazioni stellari, esperimenti e laboratori aperti. Perché la scienza è anche passione e piacere della scoperta.
La Notte Europea dei Ricercatori si svolgerà venerdì 25 Settembre e sarà l’evento clou della Settimana della Scienza che vedrà in campo, oltre ai ricercatori, anche numerose attività di intrattenimento educativo e ludico.
Inoltre, i giovanissimi delle scuole medie e superiori avranno l’opportunità di partecipare ad un concorso a premi creativo – Poster Competition 2010 – ideando e realizzando Poster Pubblicitario della Notte dei Ricercatori 2010scarica il bando.
Il progetto Researchers’ Night (Notte dei Ricercatori) e’ promosso dalla Commissione Europea e si svolge contemporaneamente in più di 220 Città Europee di 27 stati membri. Sono 7 invece i siti italiani coinvolti: RE-PARTY (Torino), NITLAB-2 (Milano), PROSIT (Trieste), ED SCIENCE (Bologna), LIGHT09 (Roma), SAY (Frascati), SER (Napoli).
La significativa partecipazione di migliaia di persone entusiaste, nelle precedenti edizioni (2006, 2007, 2008)  ed il crescente successo delle attività organizzate da Frascati Scienza, hanno motivato ulteriormente l’Associazione a partecipare anche quest’anno all’iniziativa europea, con il duplice intento di promuovere la figura del ricercatore e la più vasta area di ricerca italiana ed europea. Sponsor principali della manifestazione sono, oltre alla Commissione Europea, il Comune di Frascati, la Regione Lazio (con gli assessorati alla Cultura Spettacolo e Sport, Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Turismo), la FILAS, la Provincia di Roma,la XI Comunità Montana – Castelli Romani e Prenestini. L’evento si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dei comuni di Grottferrata e Monte Porzio Catone e del Parco Regionale dei Castelli Romani.
TP – Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti – è partner dell’Associazione Frascati Scienza per la campagna pubblicitaria della manifestazione
Per essere informato sulle novità dell’evento iscriviti alla Newsletter

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Set 18

Inizia oggi la 10 edizione di pordenonelegge, festa del libro con gli autori. Per festeggiare questo compleanno, il festival durerà 5 giorni: da oggi a domenica 20 settembre 2009.
Oltre 200, per l’esattezza 203 gli autori coinvolti. Gli incontri riempiranno tutti luoghi della città, caffè, musei, palazzi storici, … trasformandola in una grande sala in festa.

Sarà possibile acquistare libri nuovi, relativi agli incontri in programma (per ogni incontro c’è un libro edito), ma anche antichi per gli appassionati collezionatori.
Si parlerà di sentimenti, di ambiente, di new-media, di comunicazione, di ambiente, di poesia, di evoluzione…
Noi di Gravità Zero, seguiremo alcuni incontri per voi, quelli di argomento più “scientifico” e di riflessione. Ben vengano richieste, suggerimenti di incontri o domande che vorreste fare ad alcuni autori.
Il programma è articolato in tematiche che raggruppano più incontri, ecco le due che abbiamo scelto di seguire, più da vicino:

SCIENZA E FILOSOFIA

PARLIAMO DI ALBERI, DI MISFATTI E DI FIUMI

In particolare, ecco alcuni degli eventi prescelti:

venerdì 18 settembre ore 10:00
Nati per credere
Incontro con Telmo Pievani e Giorgio Vallortigara.

sabato 19 settembre ore 11:30
Galileo Galilei
Lectio magistralis di Paolo Rossi.
domenica 20 settembre ore 16:30
Speranze
Incontro con Paolo Rossi. Intervista di Stefano Moriggi.

domenica 20 settembre ore 18:30
Anteprima nazionale
Perché la tecnologia ci rende umani
Incontro con Stefano Moriggi e Gianluca Nicoletti.

Seguiremo anche alcuni incontri dedicati ai ragazzi:
sabato 19 settembre ore 10:45
Einstein, Galileo e i viaggi nello Spazio
A cura di Editoriale Scienza
sabato 19 settembre ore 15:30
Rapsodie
Incontro con Andrea Valente.

domenica 20 settembre ore 15:30
Il missile parlante
Laboratorio di costruzione di un missile e letture dallo spazio. Il lancio è previsto per le 18.00
A cura di Molino Rosenkranz

sabato 19 settembre ore 15:15
Ricettario spaziale
Laboratorio per ragazzi a cura di Modidi, in collaborazione con Coop Consumatori

************
Per maggiori informazioni:
www.pordenonelgge.it
Gli incontri sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti
Alcuni incontri per ragazzi, prevedono la prenotazione, i numeri da chiamare sono indicati nei dettagli dei singoli eventi sul sito ufficiale.

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Set 18

Solo il 13,47% di share e 3.219.000 spettatori per la trasmissione propaganda di Berlusconi a “reti unificate”. Mi aspettavo molti più ascolti, chissà quanto stanno rodendo Vespa e Silvio…

Grazie Italia.

In alto la vecchia propaganda dopo terremoto…

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Set 16

A SAN FRANCISCO, visto che faceva un freddo barbino e c’erano i saldi, ad agosto mi ero comprato una felpa di quelle proprio classiche come se le metteva Robert Redford negli anni Ottanta quando voleva fare quello giovane stile anni Settanta. Nel fotogramma qui sotto tratto da Legal Eagle , del 1985, manca il cappuccio, ma avete capito cosa intendo.

(Sì, la scena è quella che prima lui prima fa il signore e va a dormire in soggiorno sul divano, poi dopo un po’ gli si infila sotto il plaid Daryl Hannah, e infine il giorno dopo si becca il cazziatone da Debra Winger perché va a letto con le clienti [invece che con lei]; una vita davvero difficile e tormentata).

Beh, la felpa è marchiata BDG e mi stava cominciando a venire il nervoso perché, come tutte le cose comprate al volo per bisogno e senza pensarci troppo, alla fine è davvero comoda e mi piace anche abbastanza - ma questa marca BDG non capivo chi fosse. Adesso, dopo averci messo un po’ d’impegno, ho trovato che si tratta delle iniziali dei fondatori della griffe, i fratelli Bob, Dale e Greg Keystone. Ora mi avvolgo nella felpa e dormo meglio.

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Set 16

IN ITALIA SPERO non sia mai neanche arrivato. Negli Usa è saltato direttamente al mercato degli home-video. Girato con 5 milioni di dollari, il prequel dei cugini Bo e Luke della contea di Hazzard, nella Georgia più profonda, è veramente una ciofeca.


Quel che c’era di bello da vedere doveva essere, se non altro, la Dodge Charger del 1969 ribattezzata Generale Lee, con tanto di bandiera confederata sul tettino, “01″ sugli sportelli saldati e clacson tritonale che suona Dixie, l’inno sudista. Ma la usano male. Gli attori sono dei piacevoli dilettanti, in parte recuperati dal cast del film del 2005 (orribile pure quello) e in parte scelti ad hoc per questa edizione.

Il punto è, però, che il film rompe il canone della serie televisiva (che ci appartiene come bene comune dell’anima con tutte le sue sette stagioni) in una maniera che neanche il film del 2005 riusciva, pur con tutti i suoi limiti. E lo fa per una sua violenza interna e gratuita, senza che ci sia un reale guadagno o comunque una parvenza di motivo. Ignoranza, pressappochismo e soprattuto tanta voglia di tirare a finire una storia che non si è mai presentata ai blocchi di partenza.


Neanche la piccola pioggia di “belle ragazze” (dalla tetta facilmente fuggente) riesce nel miracolo di risvegliare il redneck che è in tutti noi e farci apprezzare la trama, che sarebbe stata scartata anche per un episodio di mezza stagione del telefilm.

Fra le pin-ups, comunque, April Scott nella parte della cugina Daisy è forse quella che funziona meglio, a tratti, e non a caso fa anche la ragazza-poster del film (la Scott è fondamentalmente una modella che si è impegnata per la sua prima “prova seria” di recitazione; e ci sarebbe anche riuscita se intorno a lei in effetti ci fosse stato un film in cui recitare). Le gemelle Brooke e Ally Handy (rispettivamente Jennifer Hill e Trishelle Cannatella) hanno invece la tridimensionalità di un paginone interno di quelle riviste che si leggono con una mano sola e la consistenza del silicone riscaldato.

Infine, la piccola ma inquietante parte ritagliata a Sherilyn Fenn (ve la ricordate? La femme fatale di Twin Peaks) come Lulu Coltrane Hogg, cioè sorella dello sceriffo Rosco P(urvis) Coltrane e moglie di Boss Hogg, riesce ad offrire in maniera lucida una nuova, inedita dimensione dell’aggettivo “squallido”.

Peccato, perché anziché giocare la carta della porcheria mal fatta, visto che c’erano e ’sto benedetto Dodge Charger se lo dovevano portare a zonzo, potevano anche tentare di produrre un onesto film di genere, di quelli che poi ti restano in qualche modo attaccati e finisci anche per comprarti anche il Dvd. In questo circostanza, comprare il Dvd non è decisamente il caso. Investire 96 minuti del proprio tempo per vedere il film neanche, a meno di non voler tenere il volume azzerato, per evitare di danneggiare la propria materia grigia.

Ps: uno poi dice, hai stroncato il filmetto che forse non era poi da buttare via. E invece no: siamo nella tradizione di una serie fondamentale, a sua volta derivata da un film del 1975, Moonrunners, che è stato il caposaldo. Siamo in Georgia. Siamo nella campagna più calda e brusca che si possa immaginare (gli accenti originali di Moonrunners e della serie televisiva sono uno spettacolo). Siamo in un mondo che aveva questo motto:

You take a load of 200 proof corn likker through a Georgia roadblock at 100 miles an hour and if you ain’t a dead man, you’re a moonrunner..

Capite poi perché uno il film del 2007 lo stronca?

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Set 16

PARE CHE I cuginetti della JAL, una delle compagnie aeree di bandiera giapponesi, stiano cercando un grosso investitore (dopo aver ricevuto già tre iniezioni miliardarie di cash dal governo di Tokyo a partire dal 2001, l’ultima delle quali lo scorso giugno) e che in ballo ci siano da un lato American Airlines e dall’altro Delta Air Lines e Air France-KLM. Si parla di una cifra intorno ai 2,8 miliardi di dollari per rimettere il business in moto.

Il cambiamento sarebbe epocale, perché i giapponesi, simmetricamente a noialtri italiani, non gradiscono l’idea di avere una delle due compagnie aree di bandiera in mano allo straniero. Con Alitalia la vicenda è finita come sappiamo (visto il governo che ci è toccato), mentre con JAL la cosa potrebbe andare in modo alquanto differente, anche a causa dell’attuale, nuova sponda politica che governa il Paese. Vedremo, la vicenda è assai interessante.

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Set 16

DOMANI ESCE NEGLI Stati Uniti l’ultima fatica di Dan Brown, The Lost Symbol. Come d’abitudine, il volume da cui gli editori americani si aspettato miracoli in termini numerici, viene presentato super-scontato. Se andate da Borders, ad esempio, ve lo danno con il 40% in meno se siete soci, il 30% tutti gli altri.

I motivi sono vari: far scalare subito le classifiche di vendite all’autore, una specie di Faletti d’oltreoceano; monetizzare rapidamente i volumi di vendita; far capire che siccome è davvero buono te lo scontano pure. Da noi, ma a scriverlo sicuramente mi ripeto, sapendo che sarà un successo se potessero te lo farebbero pagare di più…

Wikipedia Quote: The book will be published on September 15, 2009 with an initial print run between 5 to 6.5 million copies, which will be the largest first printing in publisher Random House’s history.

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Set 16

Dopo una lunga battaglia contro un cancro al pancreas durata due anni, Patrick Swayze è morto all’eta di 57 anni. L’attore americano aveva incantato milioni di ragazze nelle sue interpretazioni di insegnante di ballo sexy e passionale in “Dirty dancing” e tenero ed innamorato fidanzato di Demy Moore in “Ghost”. Nato a Houston, Texas, il 18 agosto 1952, Patrick Swayze era figlio di un campione di…

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Set 16

L’Olanda ed Amsterdam, sono note in tutto il mondo per la loro posizione ampiamente tollerante nei confronti delle droghe leggere. La legislazione olandese attua una netta distinzione tra droghe leggere (marijuana, hashish) e droghe pesanti (ecstasy, eroina e cocaina). Il confine che divide queste due categorie (la legge olandese non fa infatti uso dei termini “leggere” e “pesanti”) di droghe si…

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Set 16

di Michele Leoni
(Giudice del Tribunale di Forlì)

La norma del disegno di legge 1611 (che contiene il nuovo testo sulle intercettazioni telefoniche e che il Parlamento dovrebbe discutere in autunno), secondo la quale solo in presenza di “evidenti indizi di colpevolezza” si potrebbe procedere a intercettazioni, salvi i casi di reati particolarmente gravi (quelli di cui all’art. 51 commi 3 bis e 3 quater c.p.p., ossia mafia, terrorismo, prostituzione minorile e altri) per i quali basterebbero sufficienti indizi di reato, ha sollevato obiezioni critiche piuttosto ovvie.

Anzitutto ci si è chiesti come lo stesso presupposto che sta alla base di una misura cautelare e anche di una sentenza di condanna, ossia gli evidenti (rectius, gravi) indizi di colpevolezza, possa essere, nel contempo, quello che consente l’inizio di un’attività di ricerca della prova.

In effetti è un nonsense. Se già vi è una persona gravemente indiziata, che bisogno c’è, ormai, di intercettarla?

E inoltre, occorre che vi sia già un indiziato grave per intercettare altre persone?

Secondo quale logica si potrebbe intercettare una persona non indiziata solo se vi è già una persona indiziata?

Quale principio si nasconderebbe dietro questa regola?

Non v’è traccia di un simile principio nel sistema penale, e tanto meno nella Costituzione. Non dovrebbe quindi essere così.

Qui già si annida un vizio di ragionevolezza.

Ma per capire meglio, è bene spostare la questione su un piano un po’ più tecnico.

Partiamo da una considerazione semplice. Come detto, l’ammissibilità delle intercettazioni viene graduata assumendo presupposti diversi, la colpevolezza (per i reati meno gravi) e il fatto-reato (per i reati più gravi). Ossia, presupposti eterogenei.

Sappiamo tutti che la colpevolezza è un dato soggettivo che riguarda la persona, il reato un dato ontologico che si identifica nel fatto.

La Corte Costituzionale, è bene ricordarlo, in una sentenza ormai storica (richiamata più volte dalla stessa Corte nella propria giurisprudenza sulle intercettazioni), la n. 34 del 1973, ha affermato che nell’art. 15 della Costituzione “trovano protezione due distinti interessi, quello inerente alla libertà ed alla segretezza delle comunicazioni, riconosciuto come connaturale ai diritti della personalità definiti inviolabili dall’art. 2 Cost., e quello connesso all’esigenza di prevenire e reprimere i reati, vale a dire ad un bene anch’esso oggetto di protezione costituzionale”.

Il bilanciamento, quindi, è fra tutela della privacy e necessità di reprimere reati, ossia fatti.

La stessa Corte Costituzionale, di recente (sentenza n. 455 del 2006), in relazione ad alcune norme di procedura penale (ammissione al patteggiamento, proroga delle indagini), ha poi ricordato che “il trattamento (processuale) più o meno rigoroso da riservare alle singole fattispecie criminose” deve essere “connesso all’allarme sociale generato dai singoli reati, il quale non è necessariamente correlato al mero livello della pena edittale”.

Il sindacato di legittimità costituzionale, ha aggiunto la Corte, potrà qui intervenire “allorché la sperequazione normativa tra figure omogenee di reati assuma aspetti e dimensioni tali da non potersi considerare sorretta da alcuna ragionevole giustificazione”.

Bene. Va da sé che una rapina genera lo stesso allarme sociale a prescindere dal fatto che già si sappia chi potrebbe essere il colpevole o non lo si sappia.

Anzi, fino a quando un criminale resta ignoto, l’allarme sociale dovrebbe essere maggiore.

Com’è possibile allora agganciare il livello di allarme sociale destato dal reato a una circostanza estrinseca ed eventuale quale l’individuazione di un indiziato grave?

Significherebbe affermare che, prima di questa individuazione, l’allarme sociale era minore. Qui la logica va a farsi benedire.

Se il fatto reato è quello, l’allarme sociale che esso genera è sempre lo stesso.

Il risultato quindi è un altro vizio di ragionevolezza che si traduce in una lesione del principio di uguaglianza: regimi investigativi diversi a fronte dello stesso presupposto, ossia un fatto che desta un allarme sociale tipico e richiederebbe sempre la stessa tutela sociale.

Ma non è finita qui.

Veniamo ai procedimenti nei confronti di ignoti. Qui, chiaramente, non vi può essere, in radice, alcun indiziato.

La nuova normativa se la cava prevedendo che le intercettazioni possano essere autorizzate solo su richiesta della persona offesa e sulle utenze di questa.

Sorge quindi spontanea la domanda: che fare nel caso di procedimenti contro ignoti per reati dove, strutturalmente, non vi può essere persona offesa? Tipo lo spaccio di stupefacenti? La risposta è che non vi sarà alcuna possibilità di intercettazione.

E ancora, che fare nel caso di reati, tipo la corruzione, in cui persona offesa è lo Stato? Ossia tutti e nessuno?

La risposa è la stessa: non sarà possibile alcuna intercettazione.

Si profila quindi un ennesimo vizio di ragionevolezza sotto forma della disparità di trattamento.

Si potrà intercettare laddove l’allarme sociale sia inferiore rispetto ad altri casi in cui è più alto per il solo fatto che in questi ultimi non è concepibile l’identificazione di una persona offesa.

Per concludere, una considerazione di forte impatto emotivo.

Facciamo l’ipotesi del rapimento di un bambino da parte di un pedofilo o di un trafficante di organi. Art. 605 codice penale, per intendersi.

Le intercettazioni sarebbero l’unico strumento per potere salvare il bambino, ma non sarebbero possibili.

Non si potrebbe intercettare, ad esempio, il proprietario di un’auto sospetta che è stata vista circolare nei pressi del piccolo, o qualcuno che gli aveva riservato delle attenzioni inconsuete. Non si potrebbe inseguire alcuna traccia possibile.

Solo gli esercenti la potestà genitoriale potrebbero essere intercettati, dietro loro richiesta.

Ma nessuno, sapendolo in partenza, sarebbe tanto stupido da telefonare a loro. Morale, con le nuove norme il bambino sarebbe abbandonato a sé stesso.

Perché tutto questo? A vantaggio di quale interesse meritevole di maggior tutela?


fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Set 16

Questa sera abbiamo partecipato all’incontro con il Premio Nobel per la Fisica 2002 Riccardo Giacconi in occasione della conferenza “Dal perspicillum di Galileo allo Hubble Space Telescope”, organizzata per l’Anno Internazionale dell’Astronomia IYA2009 (qui la locandina con gli eventi)

Foto: Riccardo Giacconi
liberamente utilizzabile citando la fonte

Il Centro incontri della Regione Piemonte era gremito di persone, per lo più curiosi (non specialisti) ma anche studenti universitari. L’introduzione del Prof. Attilio Ferrari ha subito chiarito l’importanza delle ricerche dell’astrofisico statunitense. “Ricerche che meriterebbero non uno - afferma Ferrari - ma più premi Nobel vista la vastità delle sue ricerche”. E in effetti Giacconi si può dire che abbia aperto la strada all’osservazione di parti dell’universo completamente sconosciute: i suoi contributi pionieristici all’astrofisica nella zona non visibile dello spettro elettromagnetico hanno infatti portato alla scoperta delle prime sorgenti cosmiche a raggi X.

Lo sviluppo del tema trattato dal Premio Nobel questa sera è consultabile sulla pagina de La Stampa, che ne ha pubblicato l’intervento.Domani Riccardo Giacconi sarà nuovamente ospite presso la Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze con una conferenza dal titolo “Il cielo a raggi X”.

Due le affermazioni che ci hanno colpito in questa serata. Ricordando i “Cinque Grandi” dell’astronomia (Tolomeo, Keplero, Tycho Brahe, Galileo e Newton), fa riflettere pensare al fatto che all’epoca di Keplero e Brahe non esistessero strumenti di misurazione astronomica più sofisticati di quanto non avessero già inventato nel periodo ellenistico (III secolo a.C.) e poi dimenticato. E anche gli strumenti matematici erano molto inferiori al passato.
Solo con l’avvento del genio galileiano prima e della descrizione di Newton in un unicum omogeneo venne fatto un salto qualitativo nella comprensione del cosmo. Prima di loro solo Giordano Bruno ebbe l’ardire di affermare (ma non dimostrare) che l’Universo era potenzialmente infinito, pieno di stelle e pianeti, forse abitati. E anche per questo venne messo al rogo.
L’altra riflessione della serata è pensare che negli ultimi 50 anni, con l’avvento di sorgenti cosmiche a raggi X, l’astronomia abbia fatto più passi avanti che negli ultimi 5000 nella comprensione della nostra posizione dell’universo. Ma paradossalmente le scoperte dell’esistenza dell’energia oscura e della materia oscura hanno rimesso tutto quanto in gioco, e oggi siamo quasi nella stessa situazione di partenza, con oltre il 97 percento di materia ignota là fuori, e solo il 3 percento riconducibile alla materia che ci è nota, di cui siamo fatti.

“L’idea - poi - che là fuori ci sia energia con segno negativo, che per me è ancora inspiegabile, mi rende irrequieto”, ha poi affermato lo scienziato.
Chandra, in cui Giacconi è primo ricercatore per il progetto Chandra Deep Field-South, avrebbe trovato prove dirette dell’esistenza della materia oscura, nello scontro tra due ammassi di galassie. E’ questa, tra l’altro, l’immagine che ha reso ancor più emozionante la serata!
Nella foto: The Chandra Deep Field South una delle osservazioni dello spazio più profondo ottenute dal satellite X-ray Chandra, ottenuta da una esposizione ognuna di 11 giorni. L’immagine finale è il risultato dell’addizione di 11 esposizioni individuali per un totale di 1 milione di secondi. Si tratta delle più profonde immagini mai riprese nella radiazione X, e mostrano oggetti incredibilmente deboli (nella foto i punti luminosi sono ammassi di galassie).


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Set 16

E’ con questo interrogativo che si apre il numero di ottobre/novembre di “Leggendaria“, rivista /dalle donne/ e /per le donne, /interamente dedicata al tema.
Ospite di Womentech ®, la conferenza dedicata a donne e tecnologie, creatività e innovazione che ci attende a Milano, presso il Museo della Scienza e della Tecnologia, lunedì 9 novembre, “Leggendaria” pubblicherà tra le sue pagine anche un intervento di Gianna Martinengo, mente ideatrice dell’evento.

Obiettivo della conferenza Women&Technologies® è che le ragazze possano scegliere il loro domani sulla base dello sviluppo di tutte le loro potenzialità e che aumenti lo zoccolo sociale di donne che considerino le tecnoscienze sia come una materia di aggiornamento continuo sia come un complesso di opportunità e soluzioni intorno ai quali sviluppare creatività e innovazione, e da cui trarre spunti per creatività e innovazione nella società - ovvero, in ogni professione esse abbiano scelto.
Leggendaria è in vendita nelle migliori librerie e on line su www.leggendaria.it: abbonatevi, fate del 2010 un anno…leggendario!

Gravità Zero seguirà l’evento che avrà tra gli ospiti anche importanti esponenti della ricerca scientifica internazionale. Il panel dei relatori è in corso di definizione e appena avremo l’approvazione dall’organizzazione ve ne daremo comunicazione. L’edizione 2009 della conferenza internazionale Women&Technologies ® (2008-2015) ha, come parte integrante, il premio Le Tecnovisionarie ®., un riconoscimento dedicato a donne capaci di “inventare il futuro” creando tecnologie
COME PARTECIPARE

L’iscrizione alla conferenza è gratuita.
Il modulo di iscrizione online sarà disponibile dal 30 settembre.

Sito Web: http://www.womentech.info
Conosci una tecnovisionaria? Segnalala per il premio Women&Technologies®: creatività e innovazione, a Milano, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, il 9 novembre 2009.


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Set 16

In questi giorni è venuta alla ribalta la notizia della scoperta di una nave contenenti rifiuti radioattivi, fatta affondare nei nostri mari dalla criminalità organizzata.
La nave contiene circa 120 fusti di sostanze pericolose e si trova inabissata sotto oltre 500 metri di acqua a venti miglia da Cetraro (Cosenza).
Nei prossimi giorni verranno fatti degli esami per verificare se ci sono state perdite dai fusti…spero proprio di no, in ogni caso questo non è l’unico relitto presente nei nostri mari, ce ne sono moltissimi non ancora scoperti, questo la dice lunga sulla pericolosità dell’energia nucleare soprattutto in Italia dove molti rifiuti radioattivi invece di finire in luoghi di massima sicurezza verrebbero gettati in mare!

In alto invece potete vedere il video di un relitto visibile a tutti presente da molti anni nella nostra costa, qui la descrizione del video che spiega tutto:

Marina Di Lesina (Gargano) la nave Eden V (3.119 tonnellate di stazza per 95 metri di lunghezza), si è insabbiato sulla duna del lago costiero di Lesina, fu varata in Giappone nel 1969 e si arenò su quel tratto di costa per cause mai accertate la notte del 16 dicembre 1988. Attorno allo nave,per un raggio di 3km sul litorale, giacciono 123 barili arrugginiti e maleodoranti,ma potrebbero essercene molti altri sepolti sott’acqua lungo gli 80 chilometri di costa.
In zona i vigili dell’Azienda sanitaria Foggia/1, hanno ritrovato due tonnellate di rifiuti radioattivi.
«Nei cumuli di scorie abbiamo rilevato 1.700 becquerel(unità di misura della radioattività) per Kg di sostanza. Sedici oltre la soglia di rischio per lessere umano, stabilita convenzionalmente in 100 becquerel»
Dagli archivi degli ospedali locali emergono patologie inquietanti sulla popolazione del Gargano (220.000 residenti) e di Capitanata (800.000 cittadini): leucemie mieloidi e tumori alla tiroide superiori del 50% alla media nazionale.
In quest’area priva di insediamenti industriali non si discute se vi sia o meno rischio causato dalla contaminazione tossica e nucleare: vi è purtroppo la certezza.

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Set 14

A PASSARE MEZZA domenica pomeriggio insieme ai propri ricordi.

E a vedere che questi:

sono diventati questi:

dopo che altri, nel frattempo, erano andati a scoprire l’America:

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Set 14

GARRY B. TRUDEAU arriva con Doonesbury, come ogni domenica.

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Set 14

SONO ORAMAI PIU’ di vent’anni che abbiamo a disposizione videogiochi di guida. E sono più di vent’anni che andiamo sempre con il cambio in modalità automatica, rimbalzando tra muretti e cordoli e con improvvise corse nell’erba tagliata e il ghiaino fine delle vie di fuga: c’è addirittura chi questa tecnica al rimbalzo l’ha eletta a stile personale di guida e ci ottiene anche buone prestazioni.

Però, in fondo in fondo, me lo sono sempre chiesto: ma come si fa a guidare davvero al massimo una Formula uno in un videogioco? In questo video, giro di pista a Monza con F1 2009 di Codemasters (PSP e Wii, il video è fatto con la Wii), finalmente si scopre l’arcano.

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Set 14

AL VOLO: LA petizione per fornire scuse ufficiali sulle persecuzioni e la morte di Alan Turing (in Gran Bretagna) è andata spettacolarmente bene.

Money Quote: Most of the planning was done from the top deck of a London double-decker bus on the way to work. Amazing what you can do with 30 minutes of peace and an iPhone.

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Set 14

NON SONO PROPRIO tutte uguali, e non necessariamente devono avere un motivo floreale “plasticoso” (come quella del mio bagno). Le tende e le tendine da vasca ma anche da soggiorno allo stato dell’arte.

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Set 14

PARE CHE IL fumetto stia davvero evolvendo in una forma di comunicazione più sofisticata (come da tempo accade in Giappone, ad esempio). Qui ne parla Poynter online.

Money Quote: But two books — Brooke Gladstone’s “The Influencing Machine,” due out in fall 2010, and Josh Neufeld’s “A.D.: New Orleans After the Deluge,” which came out last month — serve as examples of how graphic novels are being used to capture nonfiction stories about real places, real events and real people.

Oltretutto, fare ad esempio giornalismo o scrittura con i fumetti (in cui ci sono le immagini ma i testi sono ridotti all’essenziale) per chi usa la penna d’abitudine è un notevole esercizio di sintesi.

Qui si racconta la storia di tre nuove riviste di studi universitari dedicate ai comics. Ovviamente, nessuna è italiana (per adesso).

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Set 14

“Lebanon”, film del regista israeliano Samuel Maoz, vince il Leone d’oro del Festival di Venezia 2009. Il film, ambientato durante la prima guerra del Libano (1982) racconta la storia di quattro giovani soldati rinchiusi all’interno di un carro armato che vengono inviati a perlustrare una piccola città nemica bombardata in precedenza dall’aviazione israeliana. La missione, a prima vista semplice,…

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Set 14

Il riscaldamento globale, inteso come surriscaldamento climatico del pianete Terra dovuto all’effetto serra conseguente all’incremento nell’atmosfera di alcuni gas in grado di assorbire e riemettere la radiazione infrarossa, è un problema che gran parte delle nazioni stanno prendendo in seria considerazione. A questo proposito, il presidente della Repubblica delle Maldive Mohammed Nasheed ha…

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Set 14

Benvenuti alla diciassettesima edizione del Carnevale della Matematica!

Innanzitutto un annuncio: con intesa di .mau. si è pensato di attivare una pagina fan su Facebook del Carnevale.

Il motivo è presto detto: Facebook è oggi il canale Web più utilizzato dagli italiani (11.301.400 persone in Italia sono iscritte al momento in cui scriviamo). Dunque non possiamo ignorarlo per raggiungere soprattutto le giovani generazioni. E così speriamo con questo piccolo contributo di allargare ad altri la passione per la bellezza di questa disciplina!

Ma torniamo al 17: si tratta di un numero molto interessante, e non solo dal punto di vista matematico.

Se .mau. nell’edizione precedente ci aveva deliziato con ottime citazioni di brani musicali, anche noi vorremmo partire con qualche bel ricordo. Il 17 è un numero ricorrente nei brani pop musicali. In “Dancing Queen”, nel 1976, ad esempio, il gruppo ABBA (che è un palindromo) cantavano “You are the Dancing Queen, young and sweet, only 17“. Nel 1999 gli Eurythmics cantavano “17 Again”. “17 Days” cantava Prince. E i Queen in “Sheer Heart Attack” cantavano “Well you’re just 17 and all you want to do is disappear”.

Ma 17 è anche l’età in cui inizia il completamento della seconda adolescenza, caratterizzata da una fragilità fisica e psicologica in una ragazza: sentimento che viene splendidamente espresso dal seguente struggente brano di Janis Ian “At Seventeen” (qui cantato Live nel 1976) - e qui il testo.

Bene, dopo questa breve introduzione musicale, come tradizione, iniziamo il Carnevale con le proprietà matematiche del numero 17.

E’ il settimo numero primo, dopo il 13 e prima del 19. E può essere scritto come la somma dei primi quattro numeri primi.

17 è anche il sesto numero primo dell’esponente di Mersenne. E’ anche un numero primo di Eisenstein senza parte immaginaria e con parte reale nella forma 3n − 1.

È il terzo numero primo di Fermat, 17 = 2^{2^2} + 1

È un primo permutabile con 71.

È la prima somma di due quarte potenze: 14 + 24 = 17.

È uguale alla somma delle cifre del suo cubo, 4913 = 4 + 9 + 1 + 3 = 17; gli unici altri numeri con questa proprietà sono: 1, 8, 18, 26, 27.

È il 13° termine della sequenza di numeri primi di Euclide–Mullin.

In base esadecimale è un numero primo repunit.

Da MathWorld, 1/17 = 0.0588235294117647… Notare che questo periodo decimale ha lunghezza massima 17-1=16.

n2 + n + 17 è una espressione polinomiale molto nota; per n da 0 a 15, il risultato è sempre un numero primo.

Ci sono 17 gruppi di tassellazione del piano.

Fu Gauss a scoprire che un poligono regolare di n lati è costruibile con riga e compasso se e solo se n è una potenza intera di 2 o il prodotto di una potenza di 2 e di uno o più primi di Fermat.
Che è come dire che la circonferenza può essere suddivisa in 17 parti uguali (ettagono) ma non in 7, dato che 7 non è un primo di Fermat, e la costruzione dell’ettagono regolare risulta quindi impossibile con l’uso degli strumenti elementari. Una dimostrazione, quella di Gauss, ottenuta dopo che per oltre 2000 anni altri matematici avevano fallito!

17 è l’unico numero primo positivo di Genocchi. E’ anche il terzo numero primo di Stern.

Per finire una curiosità di folklore. La superstizione popolare porta a credere che il numero 17 sia un numero particolarmente sfortunato in Italia (nei paesi anglosassoni è invece il 13).
Chi è straniero può essere portato a credere che quest’idea sia radicata in Italia. Non è raro infatti trovare in rete leggende urbane del tipo Italian buildings do not have a seventeenth floor. :-)

Ma ora veniamo ai vostri contributi che, ad ogni carnevale successivo, sono sempre più numerosi e di qualità!

1.

Cominciamo col dare il benvenuto a una new entry del Carnevale, che è anche un amico di vecchia data: Fabio De Sicot, professionista della divulgazione scientifica e conduttore della trasmissione radiofonica di scienza in onda su Radio Città Fujiko, chiamata Caccia al Fotone.

Il suo interessante post dal titolo “page rank for ecosystems illustra come la formula matematica del PageRang, ideata dai fondatori di Google, possa avere delle implicazioni per lo studio dell’evoluzione degli ecosistemi viventi, come afferma un recente studio su Plos.

2.

Dioniso, sta preparando una storia della matematica, anzi “Un avvincente percorso storico tra Numeri e Geometria - come spiega - … per quanto possa consentirlo un blogghetto”
Un percorso storico tra Numeri e Geometria che parte da Pitagora per arrivare alla fine del XX secolo. Ecco le puntate 8 e 9.

Parte 8: la Biblioteca di Alessandria: Eratostene, Diofanto e Pappo: quando frequentavate la scuola elementare la maestra vi diceva che prima di Colombo si pensava che la terra fosse piatta? Beh, è un’affermazione totalmente falsa. Vediamo perché.

Parte 9: ascesa e declino della Biblioteca di Alessandria: il numero di opere letterarie che si conservavano nella Biblioteca di Alessandria è stimato in circa 700.000 volumi. Qualcuno asserisce che si sfiorasse addirittura il milione.

3.

Annarita Ruberto di La Nostra Matematica ci invia tanti interessanti post:

Numeri Cinesi: un excursus sulla storia di questi numeri così diversi dai numeri arabi che utilizziamo. I segni cinesi utilizzati per i numeri non sono cifre, ma caratteri in lingua cinese: segni/parole che esprimono sia un valore ideografico, sia un valore fonetico dei nomi cinesi dei numeri corrispondenti…

Epitrocoide, Una Curva Roulette: L’epitrocoide, dal greco epi “su” e trokhos “ruota”, si intende una curva piana ottenibile da un punto fissato ad un cerchio di raggio r, posto ad una distanza d dal centro, quando il cerchio rotola all’esterno di un altro cerchio di raggio R. E’ quindi una curva piana appartenente alla categoria delle roulette ovvero delle curve generate da un punto di una figura che rotola su di un’altra…

Poliedri Di Dürer: dall’icosaedro, al cubo troncato, al romboedro dell’incisione Melancholia I, un interessante studio sul loro sviluppo e prospettiva svolti dal grande Durer.

Pitagora E I Pitagorici: il post fornisce una sintetica rassegna sulla scuola pitagorica, i pitagorici e la figura centrale di Pitagora, illustrando come l’amore per i numeri e il loro studio portarono i pitagorici alla scoperta dei numeri irrazionali e come la conoscenza di numeri infiniti e di grandezze incommensurabili sconvolse profondamente la filosofia della scuola, basata sull’ipotesi che tutto l’Universo fosse armonioso e misurabile, perché costruito alla perfezione dagli dei.
Diagrammi Di Voronoi E Triangolazioni Di Delaunay: Un diagramma di Voronoi è un particolare tipo di decomposizione di uno spazio metrico, che viene impiegato ad esempio nella fisica dei polimeri, nelle applicazioni geografiche e nello studio delle capacità delle reti wireless.

C’era Una Volta Un Paradosso [Di Piergiorgio Odifreddi]: di Piergiorgio Odifreddi, un documento in formato .pdf di 193 pagine in cui il noto matematico svolge una intrigante ed efficace carrellata dei paradossi più interessanti.


4.

zar ha ripreso, dopo una pausa durante il mese di agosto, i post sui numeri surreali: ecco il suo “Il teorema di semplificazione

5.

E’ uscito il numero 127 di Rudi Mathematici; ma per quanto riguarda i Rudi Matematici, questo mese - ci scrivono - sono stati piuttosto pigri (ci crederete?) perché - dicono - non hanno scritto nulla durante una delle quattro settimane di agosto!!!

A fine agosto è uscito puntuale il post di soluzione del quesito del mese, che non è da carnevale ma i Rudi lo segnalano ogni volta e, come diciamo in Piemonte, “fa l’istess”!

Poi ci sono i post più prettamente “tipici” dei Rudi: per il Paraphernalia la continuazione delle costruzioni con gli origami dei solidi platonici; e per la serie appena cominciata dei giochi, La Bella Addormentata, un gioco fiabesco con pedine che si addormentano, si svegliano e fanno salti di gioia.

E sempre allentando un poco le regole del Carnevale, possiamo ricordare che tutte le precedenti newsletter che arrivano agli abbonati con il numero si trovano allo stesso indirizzo del gruppo a cui ci si può iscrivere per ricevere la newsletter.

6.

Giovanna sul suo blog matematicamedie ci riporta in spiaggia con le sue “curve marine”, ci fa sorridere con le “equazioni felici” e ci allieta con giochi di operazioni e numeri!

Curve e figure celebri

Curiosità matematiche

Didattica ludica

7

Popinga, illustre esperto di matematica ricreativa e Limerick, ci propone “Il mio cubo di lato -1“, adattamento italiano di una poesia paradossale sulle potenze dei numeri negativi;
e un po’ di gossip matematico con “I due amori di Sofia K.“, un post sulla grande matematica Sofia Kovalevskaya (biografia matematico-letteraria di una grande donna dell’800).

8.

Ed ecco i contributi per questo mese di .mau., il nostro “fondatore” al quale facciamo i nostri auguri. Dal mese di agosto abbiamo infatti due nuovi lettori del carnevale,: sono infatti nati due “codognini” gemelli, Cecilia e Jacopo. Un caloroso benvenuto da tutti noi!

Per la povera matematica:


9.

Per finire i contributi di Gravità Zero.

Cosa fa un matematico dopo la laurea? Ce lo spiega Rossella Coletto, nel suo post “Che lavoro può fare un matematico?“. Un bel libro dal titolo “Matematici al lavoro” e un sito web forniscono tutte le risposte a chi desideri intraprende questa strada.

Walter Caputo ci parla questo mese di un “nuovo” insieme di numeri, chiamato R* (R star). Il titolo del suo post e quanto mai enigmatico: Il fantomatico “R” STAR e la rinascita degli infinitesimi

Carlo Ferri, che scrive dalla Spagna dove sta terminando il suo dottorato in astrofisica, pubblica un approfondito articolo su Cosmologia e Gravitazione, fornendo qualche dettaglio matematico alle teorie.


Ricordiamo che, a partire da settembre, sulle colline di Torino la matematica Maria Rosa Menzio porta sulle scene teatrali storie di matematici e scienziati con la rassegna TEATRO E SCIENZA: L’ASTRONOMIA (ne abbiamo parlato qui). Se volete potete iscrivervi al gruppo su Ning, a quello su Facebook, oppure visitare il sito web teatroescienza.

Tutti gli spettacoli sono gratuiti.

Bene! Anche per settembre abbiamo dato! Ricordo che il 14 ottobre troverete la nuova edizione del Carnevale sul blog di Gianluigi Filippelli, e se volete partecipare basta che segnaliate a lui i vostri post. Se invece volete ospitare il Carnevale potete scrivere a .mau. o passare sul blog matematti a mettere il vostro nome.

Se avete un blog fatevi avanti e decidetevi a ospitare un’edizione!

I prossimi Carnevali.

18. 14 ottobre 2009: Gianluigi Filippelli
19. 14 novembre 2009: ANCORA NESSUN CANDIDATO, CHE ASPETTATE?
20. 14 dicembre 2009: Matem@ticaMente

E per finire una curiosità: a che punto sono i nostri cugini del Carnival of Mathematics? Beh, loro postano ogni due settimane e sono arrivati alla ragguardevole edizione # 57

Che dire… un bell’esempio di “costanza matematica”! :-)
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Set 14

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Nella nostra vita d’ogni giorno, per quanto la nostra mente non lo avverta direttamente, ci misuriamo costantemente con la gravità. Il semplice fatto di restare in continuo contatto con la superficie terrestre - e non rimanere sospesi a mezz’aria - o che un oggetto che ci scivola dalle mani cade inevitabilmente a terra sono chiari esempi della nostra convivenza quotidiana con questa forza naturale. La percezione che abbiamo è, quindi, quella di un fenomeno puramente attrattivo e mai repulsivo, un qualcosa che solamente può tirare e mai respingere.

Sin dai tempi più antichi la gravità è stata probabilmente, tra le quattro interazioni fondamentali (gravità, forza debole, forza nucleare forte, elettromagnetica), quella che ha avuto più influenza sulla vita dell’uomo e la prima a essere studiata. Sebbene Galileo Galilei fu chi riuscì a determinare il valore dell’accelerazione di gravità (la grandezza che regola il moto dei corpi che cadono verso il centro della Terra), viene riconosciuto a sir Isaac Newton il merito di aver spiegato in modo rigoroso cos’è la gravità.

Nei suoi Philosophiae Naturalis Principia Mathematica, pubblicati nel 1687, fornì espressioni matematiche capaci di descrivere con precisione il movimento degli oggetti in un campo gravitazionale, ovvero in una regione dello spazio dominata da una sorgente di forza gravitazionale. Secondo la teoria newtoniana lo spazio (3-dimensionale) e il tempo (1-dimensionale) vengono concepiti come due entità separate ma comunque continue e assolute, vale a dire identiche per qualsiasi osservatore. Inoltre, grazie ai Principia, il fisico inglese non solo riuscì a spiegare perché le mele mature cadono dal proprio albero al suolo ma, formulando la Legge di Gravitazione Universale, illustrò anche come i pianeti si muovono attorno al Sole su orbite ellittiche complanari.

Nonostante queste idee rappresentassero una vera e propria rivoluzione non solo scientifica ma anche filosofica (e quindi sociale) per l’epoca, solo più tardi ci si accorse che il trattato newtoniano non era in grado di spiegare come mai, per esempio, l’orbita di Mercurio subisce una precessione graduale in corrispondenza del perielio (punto della sua orbita più prossimo al Sole). Quest’anomalia - effetto delle interazioni tra il pianeta e la stella - fu spiegata solo agli inizi del secolo scorso dalle teorie introdotte da Albert Einstein, nelle quali i concetti newtoniani di spazio e tempo venivano sostituiti da altri nuovi concordi sia con la scienza teorica che con quella sperimentale. Questi cambi riguardavano la meccanica e la teoria classica delle forze e, in particolare, la gravità. Elaborando la Relatività Generale, infatti, il fisico tedesco riuscì a unificare lo spazio e il tempo in un continuo 4-dimensionale senza la necessità di considerarli come due entità separate. Pubblicata nel 1916, la celeberrima teoria afferma che la gravità è la proprietà geometrica dello spazio (e del tempo) di curvarsi attorno a qualsiasi oggetto dotato di massa o che sia fonte di energia. Secondo questa visione, di conseguenza, energia e massa diventano concetti equivalenti, ed entrambi sono capaci di “piegare” lo spazio-tempo. Questo significa che se un astro emette fotoni che attraversano un oggetto massiccio come il Sole, quest’ultimo è in grado di modificare il loro percorso mentre in assenza di gravità/materia queste particelle seguirebbero traiettorie rette.
Tuttavia, sebbene formulate più di quattro secoli fa, le teorie newtoniane vengono ancora oggi considerate valide per spiegare la maggior parte dei fenomeni fisici sia terrestri che cosmici. Da un punto di vista astronomico, ugualmente, la Relatività Generale non solo è in grado di spiegare la precessione dell’orbita di Mercurio ma, negli anni, ha anche reso comprensibile un gran numero di altri fenomeni inspiegabili in altro modo.

Einstein, in definitiva, concepiva la gravità non come una forza bensì come manifestazione della deformazione dello spazio-tempo, il quale viene generato dalla presenza di una massa: quanto maggiore è la sua densità tanto più grande sarà la distorsione dello spazio-tempo. Citando la famosa frase del fisico teorico John Wheeler potremmo riassumere questi concetti dicendo che “la materia dice allo spazio-tempo come curvarsi mentre lo spazio-tempo dice alla materia come deve muoversi”.
Per semplificare e dare un’idea di come Einstein “vedeva” la gravità potremmo considerare lo spazio-tempo come una tela elastica infinita. Se collochiamo su di essa un oggetto con una certa massa, osserveremo un avvallamento o curvatura del tessuto. Analogamente se supponiamo che l’oggetto si muove con un moto regolare (vibratorio, rotazionale, ecc.), allora il suo movimento provocherà deboli increspature che si propagheranno lungo tutto il lenzuolo: le cosiddette onde gravitazionali. Tali oscillazioni, descritte anche come “rughe dello spazio-tempo”, vengono pertanto emesse come radiazione gravitazionale che - come l’elettromagnetica - viaggia alla velocità della luce.

Dato che molti degli scenari astrofisici vengono considerati come perfetti laboratori per verificare le teorie che abbracciano le diverse aree della fisica (reazioni termonucleari, dinamica dei fluidi, teoria quantica, ecc.), l’Universo è considerato come un banco di prova ottimale per accertare anche l’esistenza della radiazione gravitazionale. I buchi neri supermassicci (con masse di milioni di masse solari), ad esempio, sono considerati potenziali candidati da cui potrebbe arrivare questa informazione. Poiché non emettono direttamente radiazione elettromagnetica, poter riuscire a individuare la loro emissione gravitazionale sarebbe l’unico modo per studiare direttamente questi oggetti stellari. A livello galattico, invece, sappiamo che la Via Lattea contiene qualcosa come 1011 stelle, la metà delle quali legate da un punto di vista gravitazionale almeno a un altro corpo celeste. Tra queste, le coppie di stelle formate da nane bianche, stelle di neutroni o buchi neri - gli abitanti più vecchi del Cosmo - sono ritenute sorgenti importanti di onde gravitazionali.

Anche se al giorno d’oggi non sia ancora stata rilevata nessuna di esse, proprio lo studio di un sistema con queste caratteristiche ha fatto registrare la prima evidenza indiretta della loro esistenza. Joseph Taylor e Russell Hulse nel 1993 ottennero il riconoscimento del Premio Nobel per la Fisica per i lavori realizzati su PSR 1913+16, un sistema binario formato da due stelle di neutroni di cui una è in rapida rotazione attorno al proprio asse (una pulsar). La variazione periodica osservata nel ritmo di pulsazione di quest’ultima farebbe pensare a una precessione della sua orbita di quattro gradi ogni anno, conseguenza della perdita di energia per emissione di onde gravitazionali.

Per definizione, un’onda è una perturbazione che si propaga attraverso lo spazio trasportando energia. Matematicamente parlando, l’onda più semplice da descrivere è quella sinusoidale (con forma della funzione seno), caratterizzata da una velocità di propagazione, un periodo (o tempo necessario affinché un ciclo completo di oscillazione venga completato), la frequenza (l’inverso del periodo) e la lunghezza d’onda (lo spazio percorso dall’onda in un intervallo di tempo pari al suo periodo) e l’ampiezza dell’oscillazione dell’onda.
Nel caso delle onde gravitazionali le cose si complicano un pò. Senza entrare troppo nei particolari, supponiamo di avere un corpo di massa m a distanza d dall’osservatore e che si muove a velocità v; l’ampiezza di un’onda gravitazionale hij può essere approssimata dall’equazione che definisce la variazione dello spazio-tempo:

hij ≈ ε*(G*m/d*c2)

con ε = v/c2 (c2 il quadrato della velocità della luce, 300.000 km/s) e G la costante di gravitazione universale . Per dare un esempio numerico, l’ampiezza dell’onda generata da una stella di neutroni situata nell’ammassi di galassie della Vergine è dell’ordine di (G*m/d*c2) ≈ 10-21. Questo valore microscopico rappresenta il problema principale che finora ha impedito l’indagine diretta delle onde gravitazionali dal momento che la perturbazione provocata dal suo passaggio è estremamente debole e, pertanto, difficile da misurare. Attualmente diversi osservatori sparsi su tutta la superficie terrestre (VIRGO, LIGO, GEO, TAMA, AURIGA, NAUTILUS, ALEGRO ed EXPLORER) si dedicano esclusivamente alla ricerca di possibili radiazioni gravitazionali, ma il loro studio presuppone un altissimo livello di precisione e sensibilità che non è ancora stato raggiunto dalle tecnologie moderne.

D’altra parte, anche l’analisi dei fenomeni violenti ed esplosivi dell’Universo potrebbe aiutare la ricerca di questa radiazione. Le supernove, ad esempio, benché complicate da un punto di vista della descrizione teorica in termini di leggi conosciute della fisica, possono emettere (per un tempo molto breve) onde di questo tipo durante un’esplosione. Eppure, se c’è uno scenario privilegiato dagli esperti per la produzione di onde gravitazionali questo è sicuramente il Big Bang. Sappiamo che, dopo più di 13 miliardi di anni dalla Grande Esplosione, una parte della radiazione globale emessa è ancora diffusa nello spazio intergalattico sottoforma di un fondo cosmico di microonde (Cosmic Microwave Background, o CMB nella sua sigla in inglese). Tuttavia, se il suo studio ci permette di “andare indietro nel tempo” fino ai suoi primi 300.000 anni di vita, il fondo di onde gravitazionali primordiali (Relic Gravitational Waves o RGW) potrebbe rivelare cosa successe dopo 10-24 secondi dalla nascita dell’Universo fino ai giorni nostri.

E proprio qualche settimana fa uno studio pubblicato sulla rivista Nature da una forte collaborazione internazionale (nella quale l’Italia ha un ruolo di spicco) annunciava aver rilevato, per la prima volta, il profilo delle onde gravitazionali generate dal primo minuto di vita dell’universo. “Sincronizzando” le antenne interferometriche dell’italiano Virgo, che si trova a Cascina (Pisa), e di quello statunitense Ligo gli scienziati ritengono di aver “ascoltato” l’eco di una sovrapposizione di diverse onde che governarono il comportamento dell’Universo durante il primo minuto dopo il Big Bang.

E’ facile intendere quindi che, se l’esistenza dell’ultima predizione della teoria di Einstein venisse finalmente verificata, l’astronomia delle onde gravitazionali non solo getterebbe le basi per la nascita di una nuova disciplina scientifica - la cosmologia gravitazionale - ma fornirebbe una visione completamente inedita del Cosmo..

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Set 14

Il 25 settembre la ricerca diventa spettacolo, emozione e divertimento. Tra i protagonisti anche Serena Dandini che intervisterà i ricercatori nel talk show “Parla con… la scienza”
Esperimenti in piazza, lezioni aperte, giochi, dimostrazioni, visite guidate, percorsi virtuali, incontri con gli esperti, concerti. A Bologna, nella zona universitaria di via Zamboni, così come in altre sette città dell’Emilia-Romagna e in contemporanea in tutta Europa, il 25 settembre andrà in scena La notte dei ricercatori. Un’occasione per scoprire i mille modi in cui la scienza migliora la qualità della vita di tutti i giorni, rivelando anche aspetti inediti e divertenti.
A spalancare questa grande finestra sul mondo della ricerca a Bologna sarà Serena Dandini che riproporrà l’originale formula del programma televisivo Parla con me, in chiave più “scientifica”, intervistando i ricercatori nel corso del talk show “Parla con… la scienza”. Il tutto accompagnato dagli intermezzi musicali della Swingers Orchestra, che per l’occasione sostituirà la celebre Banda Osiris. Che cosa accade nei laboratori, in cosa consiste l’attività dei ricercatori, in che modo il loro lavoro diventa utile per i cittadini? Il pubblico potrà avvicinarsi al mondo della ricerca, che sarà presentato sotto una luce nuova e coinvolgente, per confrontarsi con innovazioni a tutto campo, dai settori più classici a quelli più impensabili, in un evento pensato proprio per coinvolgere i non addetti ai lavori nel meraviglioso mondo della ricerca emiliano-romagnola.
Ai piedi delle Due Torri la magica avventura della scienza prenderà il via nel pomeriggio e andrà avanti fino a mezzanotte, tra segreti della chimica e sorprendenti fonti di energia, modi intelligenti per costruire le case e racconti di esplorazioni, dimostrazioni di fenomeni fisici e ottici o lezioni interattive su Darwin. Il tutto proposto da gruppi di ricercatori provenienti dalle università e dai centri di ricerca pubblici della regione. Ma ci sarà anche musica, teatro, recital e conferenze-spettacolo, per fare della “notte bianca della scienza” una festa per tutta la città.

La notte dei ricercatori è un appuntamento europeo, realizzato sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica e con il patrocinio della Regione, a cui l’Emilia-Romagna partecipa per la prima volta grazie ad Aster e in partnership con le Università di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio, Parma, e all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.
La manifestazione si svilupperà oltre che a Bologna, anche a Cesena, Faenza, Ferrara, Modena, Parma, Ravenna e Reggio Emilia. Progettazione di costruzioni resistenti ai terremoti, sistemi automatici per il riconoscimento delle persone, terapia genica per guarire dalla talassemia o nuove prospettive per la cura del Morbo di Parkinson. Ma anche metodi per misurare il proprio livello di “benessere psicologico”, lezioni sui crimini storici irrisolti delle città emiliano-romagnole. Fino a interessanti indagini bioarcheologiche per capire cosa mangiavano i nostri antenati e all’analisi delle proprietà grafico-molecolari degli alimenti. O addirittura, la possibilità di assistere all’analisi cromatografica di uno spinacio. In vetrina, nelle città di tutta la regione ci sarà tutto questo e tanto altro, per valorizzare lo straordinario patrimonio della ricerca emiliano-romagnola, capace di realizzare innovazioni fondamentali per il futuro del tessuto produttivo e per la vita di ognuno.
Ma sarà anche l’occasione per fare il punto sui risultati dell’ampio programma per la ricerca e l’innovazione che l’Emilia-Romagna ha portato avanti negli ultimi sei anni. Del resto, parlare di ricerca in questo territorio significa parlare del lavoro di oltre mille ricercatori impegnati nei laboratori, nei centri per l’innovazione della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna e nelle aziende come personale dei laboratori. Una grande squadra di talenti che opera in ambiti decisivi per lo sviluppo e l’innovazione: scienze della vita e salute; ambiente, energia e sviluppo sostenibile; alta tecnologia meccanica; agroalimentare; edilizia e materiali per la costruzione; innovazione organizzativa. Queste le filiere di riferimento, in cui il lavoro dei ricercatori si fa impresa, traducendosi in risultati concreti al servizio dell’intero mondo produttivo emiliano-romagnolo.
Tra il 2004 e il 2007, prima fase del Programma regionale per la ricerca industriale, l’innovazione e il trasferimento tecnologico, le “officine della ricerca” del territorio hanno prodotto 115 nuovi prototipi innovativi, 20 brevetti, 239 collaborazioni con le imprese, oltre 500 studi e ricerche e 10 spin-off, per favorire una ricaduta aziendale e produttiva alle idee nate nel contesto della ricerca tecnologica universitaria.
La notte dei ricercatori sarà dunque un modo per conoscere questa grande macchina di cervelli che risponde alle necessità di innovazione dell’industria, e che lavora con l’obiettivo di fare dell’Emilia-Romagna una regione leader a livello europeo nella ricerca industriale pubblica e privata, sul modello delle migliori esperienze europee.
. LA NOTTE DEI RICERCATORI: www.nottedeiricercatori.it
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Set 14

Sei tra i giovani creativi  tra i 16 e i 25 anni di età? Disegna l’immagine dell’edizione della “Notte dei Ricercatori” del prossimo anno e “rischierai” di vincere uno dei bellissimi premi: un Apple MACBOOK il primo premio!

Unioncamere Piemonte, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, Centro Scienza Onlus e Creativa Impresa di Comunicazione promuovono il concorso per l’ideazione dell’immagine pubblicitaria dell’evento “Notte dei Ricercatori” - edizione 2010.
Il concorso è rivolto ai giovani creativi, studenti o lavoratori, residenti nelle province di Torino, Alessandria, Aosta, Biella, Novara, Vercelli, Cuneo.

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Premi:

1° Classificato: Apple MACBOOK
2° Classificato: Tavoletta grafica WACOM BAMBOO
3° Classificato: Abbonamento annuale rivista COMPUTER ARTS

n. 10 Memory pen USB per le menzioni
n.3 volumi “Trent’anni di buona comunicazione italiana” per le menzioni UNICOM.

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Set 14

Mike Bongiorno non è mai piaciuto, per questo non mi unirò al coro di elogi che in questi giorni stanno fioccando da tutte le parti e pubblico quest’articolo di Paolo Villaggio che più o meno condivide quello che penso anch’io su Mike:

Oggi pomeriggio dormicchiavo, entra la cameriera filippina: «Signor Villaggio, es morto un grande presentatore televisivo de Italia». Dio mio ho pensato io, ma guarda un po’ povero Pippo, ma roba da pazzi dico, Pippo ancora così giovane, così valido. Poi invece arriva mia moglie e dice: «Hai visto è morto Mike Bongiorno». Beh, vi confesso che dovendo scegliere forse avrei preferito la prima soluzione, perché Mike era veramente un monumento italiano. Un monumento e anche una certa mediocrità perché Mike, bisogna riconoscerlo, ha avuto la fortuna di essere mediocre, parlava un linguaggio comprensibile per i 47 milioni di italiani di quegli anni lontani ormai, che erano al 20 per cento quasi analfabeti e lui con un suo linguaggio più che da maestrina elementare quasi da bidello era riuscito a farsi capire ed ad arrivare dove non era arrivato nessuno. Noi a quei tempi avevamo subìto, accettato, e si pensava ma «dimmi un po’ dove pensa di arrivare questo». E adesso meriterebbe dei grandi funerali in Duomo. Comunque sarà un funerale importante e ci sarà sicuramente Berlusconi e ci sarà, vivo finalmente, fortunatamente Pippo Baudo e ci sarà Letizia Moratti, ci saranno tutti, molti, tantissimi, quelli sopravvissuti naturalmente, colleghi di lavoro.

Beh lui è stato responsabile forse di un abbassamento generale della cultura italiana degli ultimi quarant’anni. La televisione purtroppo ha sostituito la scuola, ha sostituito la famiglia, l’oratorio. E la scuola ha fatto cultura, ma ha fatto la cultura televisiva, una cultura molto bassa e adesso ne paghiamo le conseguenze. Lui è stato uno dei capo fila di quei televisivi che cercavano disperatamente il consenso, cioè i numeri. Io trovo che sia stata quasi deleteria la sua presenza, insomma a me non piace, sarebbe facile come sempre fingere il grande cordoglio. No lui è stato straordinario, c’erano dei momenti in cui si poteva anche sospettare che certe gaffe incredibili che ha fatto fossero premeditate. Io l’ho conosciuto a un Festival di Sanremo dove ero un giovane esordiente e lui non aveva capito che il mio modo di bistrattare il pubblico era un modo disperato per cambiare il rapporto con il pubblico, di cambiare il linguaggio che era diventato già stantio quarant’anni fa e mi ha trattato con un po’ di disprezzo,mi ha trattato quasi come un rettile, come uno scarafaggio. E quando son salito sul palco con lui nella serata inaugurale mi ha detto: «Tu però vai giù tra il pubblico perché qui forse…» e io gli ho detto: «Non ti preoccupare Mike che non sporco, quindi non c’è problema». Ma ho sentito che lui in fin dei conti era fiero della sua mediocrità perché non capiva e non sapeva, non aveva la percezione di essere mediocre.

Beh nonostante dica queste parole non entusiasmanti sul personaggio trovo che lui sia un vero monumento della storia dell’Italia. E dico la verità un po’ mi dispiace perché mi ricorda anche un periodo felice di un’Italia che era appena uscita da una guerra terrificante e cominciava a rinascere. E in quei tempi magri, i tempi famosi di «Lascia o Raddoppia», sembrava addirittura che l’Italia fosse diventata o si fingeva che lo fosse, non si sa, un quarto paese industriale della terra. Vabbé sono invidioso dei funerali che avrà. Avrà dei funerali non in Duomo, ma avrà dei funerali molto importanti e io purtroppo non li avrò. Vedete non si può dire che lui fosse un grande, lui era molto famoso, i grandi che ci sono mancati veramente della nostra cultura sono stati Pasolini, Fellini, Moravia, ma non certo il suo linguaggio, il maledetto linguaggio televisivo. Comunque Mike dovunque tu sia buona fortuna, non ti preoccupare tu sei uno che nella vita se l’è cavata alla grande sempre, te la caverai anche adesso.

Fonte: http://unita.it/news/culture/88198/mi_tratt_da_rettile_non_finger_cordoglio

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Set 12

I SEGNI PREMONITORI si moltiplicano. Adesso, c’è chi vede negli “LP” digitali per iTunes (che oltre alla musica hanno testi delle canzoni, video etc, ma talvolta anche fumetti e racconti), un cavallo di Troia per conquistare il mercato degli eBook tramite il futuro iPad o iTablet o come diavolo volete chiamarlo il coso touch di Apple.

Money Quote: Tyrese Gibson’s Mayhem is the first digital book for sale on iTunes 9 – perhaps an early sign of Apple’s (AAPL) desire to take on Amazon’s (AMZN) Kindle and Sony’s (SNE) Reader in the digital book market.

Ah, e iTunes dovrà fare tutto lo sporco lavoro di sincronizzazione, come al solito…

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale