Lug 30

IO SE POTESSI disinstallerei pure Flash di Adobe. Di sicuro, Silverlight non lo metto. Anche perché l’Html 5 permette la gestione dei formati multimediali senza problemi e soprattutto senza rendere insicuro o instabile il computer.

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Lug 30

LO SAPPIAMO COME nascono veramente i prodotti di Apple? Certo…

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Lug 30

IL MOTIVO REALE per cui Bill Gates ha cancellato la sua pagina su FB erano i contenuti, oramai incontrollabili. Ma io ne ho salvata una copia…

Se cliccate si ingrandisce.

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Lug 30

RICORDO AI NAVIGANTI in partenza che l’estate è più bella se vi leggete il mio Emozione Apple, giunto alla seconda edizione e aggiornato alle più recenti novità! :-)

Il libro a quanto pare va abbastanza bene: è diventato una sorta di piccolo sleeper hit. Se volete fare la differenza, leggetevelo questa estate o, soprattutto, regalatelo a quegli amici che si sono comprati l’iPod/iPhone/Mac e che non hanno bisogno di un manuale per le istruzioni, ma del libro che finalmente racconti loro l’incredibile mito e lo straordinario fenomeno in cui sono entrati.

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Lug 30

GARRY B. TRUDEAU con il suo Doonesbury.

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Lug 30

Ieri, in occasione dell’apertura del 1° vertice Economico Strategico tra Cina e Usa, Obama ha lanciato un messaggio di cooperazione tra Cina ed Usa, affinché siano un “responsabile traino” per l’intera sviluppo mondiale.

Tutto ciò all’apertura del vertice tra il più grande paese in via di sviluppo e il più grande paese già sviluppato, un momento storico per un confronto diretto tra le “due facce del pianeta”, dove non si stanno semplicemente confrontando la 1° e la 3° economia mondiali, ma il passato e il futuro del mondo

Divertente lo scambio di citazioni tra i diversi leader presenti per “sciogliere il ghiaccio”, iniziato da Obama con quello che tutti i media occidentali, hanno subito definito “la diplomazia del Basket”, quando ha citato Yao Ming dal quale avrebbe imparato come “non importa se sei un giocatore esperto o sei agli inizi. Comunque hai bisogno di adattarti al gioco di squadra!”

Ma non solo, Obama, ha citato anche un altro grande della filosofia cinese Mencio, affermando “ Un percorso tra le montagne, se utilizzato, diventa un percorso veloce, ma se non viene utilizzato, verrà bloccato dall’erba in altrettanto breve tempo”.

Obama ha poi aggiunto: Il nostro compito è quello di creare un percorso per il futuro che vogliamo per i nostri bambini - per evitare che le inevitabili diffidenze o differenze del momento, possano bloccare per sempre il percorso con l’erba, in un consapevole viaggio fatto insieme”.

Ma non solo Obama ha parlato per citazioni, visto che anche Hillary Clinton e Timothy Geithner, il Segretario del Tesoro degli Stati Uniti, si sono esibiti in un altro aforisma cinese “quando ci si trova in una barca comune, è necessario attraversare il fiume pacificamente insieme“. A questo hanno poi aggiunto come “intendiamo unirci alla nostra controparte cinese, afferrando un remo ciascuno ed iniziare a remare”.

In risposta a questa “cinesizzazione dei testi ufficiali americani”, il Segretario del Consiglio di Stato Cinese, Dai Bingguo, lo stesso che ha sostituito Hu Jintao al recente G8, ha risposto con un Obamiano : “Yes, We can”!

Ma a parte questo “divertente” gioco di citazioni in apertura dei lavori, appaiono evidenti le distanze tra Usa e Cina, così come le differenze di base. L’esempio è stato il “teatrale” appello di Obama alla Cina, per invitarla ad una collaborazione sul clima, quasi come se l’adesione della Cina sul tema fosse il problema.

Ma evidentemente Obama sembra “dimenticarsi” di come invece gli Usa, non solo non abbiano mai ratificato gli accordi di Kyoto, ma rispetto alla Cina che sta attuando da tempo un piano nazionale per un radicale abbassando del proprio impatto ambientale, gli Usa continuano a mantenersi recordman per emissioni procapite, con valori quasi 4 volte superiori a quelle della Cina o addirittura quasi 9 volte se paragonati all’India o Brasile.

A partire da questo scenario, la Cina si è da tempo fatta portatrice di un messaggio condiviso dai paesi in via di sviluppo, che ritengono ingiusta la politica energetica vista come un “semplice” confronto tra i diversi paesi, tutto ciò per due ordini di motivi.

Il primo demografico, visto che i paesi sviluppati, Usa in testa, con le regole fino ad ora proposte, continuerebbero ad avere il diritto di avere un “potere inquinante” procapite, decisamente superiore a quello dei paesi emergenti, decisamente più popolosi.

Il secondo economico, visto che il cambiamento delle regole del “gioco”, finirebbe per “penalizzare” gli ultimi arrivati, tra cui appunto Cina, India e Brasile, che si trovano in una fase delicata nel proprio sviluppo.

Non solo, l’idea di tassare le emissioni di CO2, così come la possibilità di poter pagare per acquistare i “diritti ad inquinare” da altri paesi meno inquinanti, risulta per i cinesi, un approccio sbagliato per risolvere il problema, perché è evidente che i paesi ricchi potranno avere maggiori benefici, proprio grazie alla maggiore ricchezza di cui già dispongono.

Quindi l’invito di Obama ad un accordo per una crescita sostenibile, finisce per apparire più “fumo negli occhi”, visto che fino ad ora gli Usa si sono guardati bene dal firmare qualsiasi tipo di accordo vincolate.

Tanto che anche quello sottoscritto nel 2006, denominato “Partnership Asia Pacific – Sviluppo Pulito e Clima”, a cui hanno aderito anche Australia, Cina, India, Canada, Giappone, Sud Corea, è stato definito dall’Economist, più la “foglia di fico” per giustificare il rifiuto di Usa ed Australia a non firmare gli accordi di Kyoto, che un reale impegno a trovare una soluzione.

Quindi le parole di Obama, assomigliano più ad una “teatralità delle intenzioni” che la definizione di un concreto percorso in grado di risolvere davvero i problemi del mondo.

Ben vengano le intenzioni, ma per favore lasciamo stare le “lezioni”, servono solo ad irrigidire l’altra parte del mondo che da troppo tempo se l’è sentita raccontare, non vedendo altro che il crescere del divario tra paesi ricchi e quelli poveri.

Paesi ricchi, Usa in testa, che invece di fare “ammenda”, ora intendono definire le nuove regole, le stesse che rischiano solo di “tarpare” le ali allo sviluppo di oltre 2 miliardi e mezzo di persone.

Da tempo, non usando alcun aforismo ma parole dirette e chiare, i Cinesi stanno oltrettutto cercando di ricordare agli Americani come il problema della loro cooperazione sia un falso problema, visto che di fatto sono il primo “azionista” degli Usa e quindi i primi ad essere interessati ad un finale positivo.

Ora ci si augura che le distanze trovino una qualche soluzione, altrimenti al G20 di Pittsburg in programma a settembre, così come la conferenza di Copenhagen sul clima, si assisterà ancora ad un prevedibile fallimento.

Quel giorno non si cerchi la soluzione nelle “citazioni di circostanza” o la solita “romanzina” ai paesi in via di sviluppo, Cina in testa, non comprendendo che è solo l’esempio che può portare a dei risultati concreti.

Esempio che la Cina e i paesi in via di sviluppo, si aspettano da tempo siano proprio gli USA a dare per primi, sintetizzabile dallObamiano: “Yes we Can”!

Ora si passi ai fatti, il mondo sta aspettando!

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Lug 30

Se chiedete ad un cinese, una parola che descriva l’Italia, la risposta banale ma sincera sarà: pasta!!

Per quanto Fiat, Generali o altri marchi industriali, anche quelli dei fashion, possano cercare di fare, nell’immaginario dei cinesi la pasta, sarà sempre al primo posto.

E c’è da credere che il Presidente cinese Hu Jintao non l’abbia fatto solo per “cortesia”, quando, una volta atterrato a Roma, dopo un bel giro al Colosseo, nel Forum Italia – Cina abbia lanciato un messaggio chiaro agli imprenditori presente: “I vostri prodotti ai cinesi piacciono!!”

Che non fosse poi una semplice cortesia, ma il segnale dell’inizio dei lavori, quelli serie, se ne sono accorti molti dei presenti al Forum che si sono trovati di fronte tra l’altro alla più grande missione agrolimentare cinese ma arrivata in Italia.

Un gruppo di lavoro composto dalla prima linea delle imprese cinesi del settore tra cui COFCO (conglomerata con un giro d’affari di circa 160 Miliardi di Euro), ZJCOF rappresentata dal Chairman of the Board, Tianjin Food Imp.& Exp. Co.Ltd., EEI Universe dello Zhejiang, Dalian Xinnuo dal Liaoning, Yi Xing Leather dal Guangdong che nei giorni precedenti al forum ha gettato le basi per creare una connessione diretta Italia – Cina per i prodotti agro-alimentari Italiani attraverso tutta una serie di accordi commerciali.

Guidata da Mr. Mr.Huo, della Camera di Commercio di Pechino e per l’Italia, dal Presidente della Agenza per la Cina, Armando Tschang, questa delegazione ha avuto una serie d’incontri con aziende italiane dell’alimentare lombarde ed emiliane.

Rientrata a Roma si è passati alla firma dell’intesa strategica sull’agroalimentare tra i due paesi, uno tra i 38 accordi sottoscritti alla presenza del Ministro per il commercio cinese Ministro Cinese Mr. Gao Huichen e del Vice Ministro Cinese Mme Qiu Hong, dal valore complessivo di 2 Miliardi di Dollari.

L’accordo sottoscritto tra la China Chamber of Commerce of Import & Export of Foodstuff, Native Produce and Animal by Products e l’Agenzia per la Cina, come sottolineato dal Presidente dell’Agenzia per la Cina Armando Tschang, “è un memorandum d’intesa con l’obiettivo di sviluppare la collaborazione, tra l’Italia e la Cina , nel settore Agro-alimentare e per sostenere investimenti e promozione dei prodotti tipici Italiani in Cina”.

“L’intesa sottoscritta oggi”, continua poi Armando Tschang, “ è un accordo importante, che getta le basi ad operazioni concrete, come il sostegno ad aziende italiane che vogliono entrare o crescere in Cina.”

Ai margini della cerimonia ufficiale, Mr. Hu e Armando Tschang, hanno anche annunciato come il primo appuntamento collegato all’accordo firmato, sarà quello di un Forum Economico che avrà luogo nel 2010 a Beijing e nel quale i Cinesi potranno entrare in contatto diretto con il patrimonio agro-alimentare Italiano, anche attraverso iniziative mirate, tutte per sostenere e caratterizzare le “eccellenze” del Made in Italy.

Quindi oltre agli accordi industriali più noti e pubblicizzati sui media, come quello di Fiat, Ansaldo – Breda, Generali e Mediobanca, a Roma sono state gettate le basi affinché l’Italia, in accordo con il Governo cinese, possa costruire una piattaforma per l’agro-alimentare che consenta di incrementare gli interscambi commerciali tra i due paesi.

Una sfida riassunta dallo stesso Presidente del Consiglio Italiano, Silvio Berlusconi, che ha chiesto alle aziende Italiane di credere nella Cina e nella possibilità di diventare, “entro tre anni”, il terzo paese per investimenti in Cina.

Ma nel frattempo, si permetta ai cinesi di poter finalmente avere in presa diretta, il meglio della produzione italiana, che il mondo intero ci invidia e che i cinesi, dalle parole del loro Presidente, sono in trepidante attesa di avere sulle proprie tavole.

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Lug 30

Oia - SantoriniIl tramonto più bello del mondo si trova ad Oia, piccolo villaggio dell’isola greca di Santorini. E’ quanto rivela un sondaggio effettuato tra i visitatori di Tripadvisor, uno dei più importanti siti di viaggio al mondo. Luoghi da sogno per cuori romantici, dove trascorrere momenti teneri ed indimenticabili. Oia, grazie alla sua particolare posizione a picco sul mar Egeo, offre uno spettacolo romantico e suggestivo, un’occasione per vivere momenti magici con la propria anima gemella. Al secondo posto l’indiano Taj Mahal, uno dei monumenti più belli e famosi al mondo. Un mausoleo costruito per una promessa d’amore, quella esaudita dall’imperatore Shah Jahan dopo la tragica morte della moglie Mumtaz Mahal, principessa originaria della Persia.
La piramide di Cheope, una delle sette meraviglie del mondo antico, l’unica rimasta fino ai giorni nostri, è invece al terzo posto della classifica dei tramonti più belli del mondo. L’Italia è ben rappresentata con due località: la Via dell’amore, uno dei sentieri più celebri del nostro Paese, che collega Riomaggiore a Manarola, nelle Cinque Terre della Liguria; Taormina, a circa 200 m.s.l.m., sembra una terrazza dalla quale è possibile ammirare un panorama mozzafiato che comprende il vulcano Etna. Questa la classifica dei dieci luoghi con i tramonti più belli del mondo:

1) Oia, Santorini (Grecia)
2) Taj Mahal, Agra (India)
3) Piramide di Cheope, Giza (Egitto)
4) Maldive
5) Marrakesh (Marocco)
6) Sydney (Australia)
7) Taormina (Italia)
8) Via dell’amore, Cinque Terre (Italia)
9) Hopi Point, Grand Canyon National Park (USA)
10) Central Park, New York (USA)

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Lug 30

come fareL’ADUC, Associazione diritti utenti e consumatori, ha diramato il seguente comunicato stampa: “L’assemblea dei soci di Todomondo S.p.A., come prevedibile, ha deciso di richiedere istanza di fallimento piuttosto che farsi carico dei milioni di Euro di danni provocati a migliaia di persone (dipendenti, fornitori e soprattutto turisti).”
In caso di fallimento è molto probabile che tutti i viaggiatori che sono rimasti truffati da Todomondo avranno poche possibilità di riavere la somma spesa per la propria vacanza in quanto si identifica come credito chirografario (credito non assicurato da alcun tipo di garanzia reale). Quanto ricavato da un eventuale liquidazione della società andrà al massimo a coprire i crediti dei dipendenti e dei fornitori, privilegiati rispetto ai clienti, e neanche il “Fondo nazionale di garanzia” del turista sarà di particolare d’aiuto perché privo di quantità di danaro sufficienti a coprire tutte le richieste.
E’ comunque opportuno chiedere un rimborso a Todomondo seguendo queste modalità:
- Raccogliere tutti i documenti che attestino le spese effettuate (fatture, scontrini, ricevute).
- Inviare una raccomandata a/r di messa in mora a Todomondo S.p.A., richiedendo il rimborso di quanto pagato per la propria vacanza, volo o soggiorno ed un appropriato risarcimento del danno in seguito alla decisione di sospendere le attività e richiedere istanza di fallimento (secondo quanto redatto nel comunicato assemblea dei soci Todomondo S.p.A.del 25/07/2009).
- Non appena Todomondo sarà sarà ufficialmente fallito, iscriversi al passivo presso il Tribunale dove ha luogo il procedimento fallimentare, molto probabilmente Varese, provincia nella quale si trova Gallarate, sede di Todomondo. Sarà sufficiente una raccomandata a/r con una richiesta di iscrizione nella lista dei creditori, allegando in copia il contratto, le prove dei pagamenti e la messa in mora con cui si è chiesto in precedenza il rimborso.
- Fare nel contempo domanda di rimborso al “Fondo nazionale di garanzia” mediante raccomandata a/r indirizzata a:
Ministero delle Attività Produttive
Direzione generale per il turismo
Ufficio C1 - Tutela del turista
Via Della Ferratella in Laterano, 51 - 3° piano
00184 Roma
La domanda deve essere inviata entro tre mesi dalla data di conclusione del viaggio (o presunto tale perché non effettuato) allegando il contratto di viaggio in originale (conservare una copia), copia della ricevuta di versamento della somma pagata e ogni documento atto a provare la mancata fruizione dei servizi pattuiti.
- Coloro che hanno stipulato assicurazioni opzionali nell’eventualità di non poter partire, è opportuno richiedere il rimborso anche alla compagnia assicuratrice, se previsto nel contratto.
- Nel caso in cui viaggio è stato acquistato presso un agenzia di viaggio quando l’insolvenza di Todomondo era già evidente, valutare la richiesta danni in quanto l’agenzia, pur di guadagnare le proprie commissioni, ha occultato la situazione in cui versava il tour operator. La richiesta va fatta a partire con una raccomandata a/r di messa in mora. Se l’agenzia non intende rimborsare, sarà necessario rivolgersi al Giudice di pace della propria città, con l’assistenza di un avvocato nel caso di somme superiori a €516).
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Lug 30

Le spiagge più divertenti d'EuropaI classici locali e discoteche iniziano ormai ad avere valide alternative per il divertimento vacanziero. Infatti le spiagge, con i sempre più diffusi beach party, stanno diventando sempre di più i luoghi preferiti dove scatenarsi di giorno e di notte, 24 ore su 24, con DJs che suonano ogni genere di musica. Il quotidiano inglese Times ha proclamato le dieci spiagge più divertenti d’Europa. Incredibilmente assente Mykonos, isola greca famosa per i suoi eccessi, ed invece sorprende la presenza di alcune spiagge di nazioni del nord Europa, climaticamente poco affini all’estate. Anche l’Italia ha la sua spiaggia presente tra le spiagge più divertenti d’Europa, è il “Torquoise Beach Club” di Rimini, che dunque risulta essere anche la spiaggia più divertente d’Italia.

Turkbuku (Turchia)
Un tempo piccolo villaggio di pescatori della costa settentrionale di Bodrum, famosa località balneare turca, Turkbuku è diventata una piccola Saint Tropez, con una quantità incredibile di yacht di lusso ormeggiati nel suo porto e numerose boutique di gioielli e di moda. Tanti bar alla moda che si trasformano la notte in locali dove ballare e trascorrere notti trasgressive. Sulla Mio Beach si trova il Na Na Beach Club, un locale trandy con comodi e lussuosi lettini. Il Maki Bar è un altro famoso locale di Turkbuku, raffinato e sofisticato, un luogo splendido dove mangiare praticamente sull’acqua del mare cristallino di questa zona. La gran parte delle personalità turche hanno qui una casa, ma anche numerose star internazionali stanno comprando qui un piccolo pezzo di paradiso.

Torquoise Beach Club - Rimini (Italia)
Il Turquoise beach club è uno stabilimento balneare che si trova nella città più frequentata da chi vuole trascorrere un’estate all’insegna del divertimento. Un’attrezzatissima spiaggia con ombrelloni e i lettini e una suite direttamente sulla spiaggia, collegata telefonicamente ai bar dello stabilimento. Non solo mare e relax presso la Torquoise Beach Club di Rimini, ma anche sport e divertimento: un’attrezzatissima zona palestra e diversi campi da beach volley, beach tennis e calcio. Il vero divertimento inizia al tramonto quando vengono serviti gli aperitivi in riva al mare e si diffondono le note della musica house. Una festa che continua ininterrotta fino all’alba.

Hossegor (Francia)
Hossegor è una località balneare francese nata per il turismo agli inizi del secolo scorso. E’ ritenuta un vero paradiso dei surfisti francesi, per il vento incessante che crea onde perfette. Il divertimento ruota attorno al Dick’s Sand Bar, uno dei locali più trendy e famosi dell’estate francese. Soorts-Hossegor è una località della costa sud-est della Francia, a circa 180 km. a sud di Bordeaux e a circa 60 km. dal confine con la Spagna, nella zona dei Paesi Baschi, dove si trovano le città di Donostia, Pamplona, Bilbao e Santander. Ad Hossegor si trova anche l’omonimo lago di acqua salata, collegato al mare da un canale e circondato dalla foresta delle Landes.

Playa d’en Bossa - Ibiza (Spagna)
Non poteva mancare tra le spiagge più divertenti d’Europa una spiaggia di Ibiza, isola famosa per vacanze insonni e trasgressive. Playa d’en Bossa è il tratto di spiaggia più lungo dell’isola, pieno di bar e caffè che offrono un ambiente delizioso e trendy. La spiaggia di sabbia la rendono ideale per giochi sulla spiaggia, in particolare per i più piccoli. Quando soffia il vento Playa d’en Bossa diventa preda degli amanti del windsurf. Chi invece è alla ricerca del divertimento, può recarsi in uno dei numerosi discobar presenti sulla spiaggia: il Bora Bora Bar, un luogo straordinario dove fare festa a tutte le ore; il nuovo ma già popolare Sands; il raffinato Blue Marlin presso Cala Jondal; lo Ushiaia, particolare locale dallo stile minimalista.

Portixol - Maiorca (Spagna)
Maiorca è un’isola che ormai può tranquillamente reggere il confronto con Ibiza come luogo di un’intensa vita notturna. Nel corso degli ultimi anni, questo piccolo porto, a pochi minuti dal centro di Palma, ha avuto un incredibile sviluppo turistico. Il nuovo lungomare ha trasformato del tutto questa zona, diventata luogo affascinante e ricco di divertimenti. Punto di riferimento della vita notturna è il Nassau Beach Club, locale che ha anche un “gemello” nella a Playa d’en Bossa, a Ibiza. Un’impressionante lista di cocktail da sorseggiare rilassati sui lettini della spiaggia di fronte al bar, contemplando l’oceano e la cattedrale. La festa prende il via durante pomeriggio con la musica house che termina alle prime luci del nuovo giorno.

La Malvarrosa - Valencia (Spagna)
Questa animata spiaggia di Valencia rappresenta il top della vita notturna di Valencia, tanto che la sua mascotte è un pipistrello, forma animale di Dracula, il principe della notte. Tutti attendono che sia scoccata la mezzanotte per uscire e tornano a dormire alle prime luci dell’alba. Facilmente raggiungibile dal centro città attraverso la rete di autobus, la pista ciclabile, in auto oppure dopo una piacevole passeggiata, La Malvarrosa è una stupenda spiaggia libera lunga 3 km. dal mare cristallino, centro della movida valenciana per il gran numero di locali dove divertirsi e passare piacevoli notti. Sulla spiaggia si trova la Casa-Museo di Vicente Blasco Ibáñez, famoso scrittore valenzano, restaurata di recente.

Bloemendaal aan Zee (Olanda)
A meno di 20 km. da Amsterdam, si trovano le popolari spiagge di Bloemendaal aan Zee e Zandvoort, circondate dalle dune del Parco Nazionale di Zuid-Kennemerland. Tra le due, Bloemendaal aan Zee è la più piccola ma quella che concentra il maggior divertimento in un ambiente suggestivo e di classe: bar sulla spiaggia, ristoranti raffinati e club alla moda. Il Bloomingdale è un buon posto dove iniziare la serata, in un’atmosfera rilassante sotto il suo padiglione di legno, prima di recarsi al Republiek, uno dei locali più famosi e frequentati d’Europa, tempio della musica trance, dove importanti DJs internazionali si alternano alla console.

Croyde (Inghilterra)
Durante il giorno Croyde è un luogo magico, una tranquilla cittadina con piccoli cottage ed un ruscello che scorre dolcemente dalla Saint Mary’s Road. Il villaggio, con tre superbe spiagge di sabbia, è immerso nel fascino del passato, ricordando molto l’Inghilterra degli anni ’30 e ’40. Nonostante ciò, Cloyde dispone di ogni struttura turistica per soddisfare ogni tipo di turismo: stabilimenti balneari, ristoranti, bar e negozi. Non appena tramonta il sole, un gran numero di ragazzi giungono qui per fare festa. Locale di riferimento è il Tatch, con il suo famoso giardino della birra, con una lista incredibile di bionde, rosse e scure da gustare, ascoltando l’ottima musica reggae che risuona nel locale.

Llangennith (Galles)
Il villaggio di Llangennith o Llangenydd (che nel dialetto locale significa “chiesa di San Cenydd”) è situato tra le pendici di tre colline: Llanmadoc Hill, Rhossili Down e Hardingsdown. I 3 km. di sabbia dorata, circondata dal suggestivo dedalo di dune ed incorniciata dalle suggestive isole Burry Holms a nord e Worm’s Head a sud, formano una tranquilla spiaggia, luogo di relax per un gran numero di lavoratori provenienti dalla penisola di Gower con l’intenzione di trascorrere qui un tranquillo weekend. Ma Llangennith è anche la capitale gallese dei surfisti e la sera c’è una atmosfera particolare grazie alle fantastiche feste offerte dal Kings Head, pub del villaggio che proseguono per tutta la notte sulla spiaggia illuminata dai falò e dove, a detta di molti, vengono avvistati surfisti completamente nudi che cavalcano le onde.

Tylosand (Svezia)
Sembra strano, ma anche un paese freddo come la Svezia, ha una spiaggia tra le più divertenti d’Europa. Tylosand è un piccolo villaggio vicino Halmstad sulla costa occidentale della Svezia. L’hotel Tylosand, tra i cui proprietari compare Per Gessle, ex cantante dei Roxette, si trova accanto alla spiaggia. Luogo particolarmente tranquillo di mattina, durante il pomeriggio incomincia ad affollarsi per la presenza del Bettans Bar, la parte dell’albergo sulla spiaggia. Musica dal vivo e nottate con musica dance animano le notti estive, facendo di Tylosand luogo principe della vita notturna svedese. Freddie Ljungberg, ex giocatore dell’Arsenal e della nazionale svedese, è un habitué del luogo.

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Lug 30

Importanti novità per i passaporti in Italia. Secondo un regolamento europeo, tutti i nuovi passaporti dovranno contenere una fotografia in formato elettronico e le impronte digitali del titolare. Grosseto e Potenza, saranno le due città che faranno inizialmente da “cavie”, ma ben presto questa nuova disposizione sarà operativa in tutta Italia.
Il passaporto elettronico non cambierà il suo aspetto se non per un microchip inserito nella sua copertina che conterrà la informazioni biometriche in modalità protetta. I dati acquisiti verranno inviati ad alcuni sistemi come l’AFIS (Automated Fingerprints Identification System), un casellario centrale d’identità presso il Ministero dell’Interno, ma vi rimarranno solo per il tempo necessario all’espletamento della fase istruttoria. Al momento della stampa del passaporto e della verifica della sua funzionalità, tali dati verranno cancellati. Il Ministero dell’Interno assicura che non si tratta di una schedatura, né di un’illecita archiviazione di dati sensibili. Il controllo d’identità verrà effettuato direttamente tra l’immagine dell’impronta digitale contenuta nel microchip del passaporto e quella del viaggiatore, letta da un apposito dispositivo presente alla frontiera o negli aeroporti.
A causa della presenza del microchip, il nuovo passaporto andrà conservato con maggiore cura, evitando di piegarlo e tenendolo lontano da fonti di calore. Il costo per ottenerlo rimane invariato: circa €90 comprese le marche.

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Lug 30

Giardino Inglese - Reggia di CasertaIl giardino inglese della Reggia di Caserta (o Palazzo Reale di Caserta) è “Il parco più bello d’Italia”. L’importante riconoscimento è stato deciso tra una rosa di dieci finalisti da una giuria di esperti presso il Ministero dei Beni Culturali a Roma. Il concorso “Il parco più bello” fu ideato negli Stati Uniti negli anni ’90 dalla “Briggs & Stratton”, azienda leader mondiale di motori per macchine da giardino. In seguito fu importato anche in Europa e in Italia con l’intenzione di valorizzare e far conoscere il patrimonio architettonico e paesaggistico italiano.
Dagli archivi storici della Reggia di Caserta risulta che il giardino inglese, indicato nei cataloghi botanici con il nome di “Regium Viridarium Casertanum”, fu voluto da Maria Carolina, moglie di Federico IV di Borbone, con l’intento di realizzare un giardino tipico in Inghilterra, secondo una moda che in quegli anni si stava diffondendo in tutta Europa. Nel 1786, l’esperto giardiniere inglese John Andrew Graefer iniziò, nei pressi della fontana di Diana, i lavori per concretizzare il sogno della regina: un giardino con fontane, piccoli canali d’acqua, laghetti, serre con piante esotiche e cespugli fioriti. Graefer fu aiutato nei lavori del giardino inglese dall’architetto Carlo Vanvitelli, artefice della parte architettonica del giardino, figlio di Luigi autore della maestosa opera della Reggia di Caserta.
Lo scorso anno sono stati ultimati, sotto la direzione dell’architetto Francesco Canestrini, i lavori di ricomposizione del roseto del giardino inglese il cui disegno originario non era più visibile perché occultato da una serra moderna realizzata negli anni ’80. L’antico roseto borbonico è stato realizzato seguendo alcuni disegni planimetrici ritrovati nei cataloghi degli archivi della Reggia di Caserta.
La premiazione avverrà durante il mese di settembre nella Reggia di Caserta. Nel 2010, il giardino inglese della Reggia di Caserta parteciperà assieme ai vincitori delle altre edizioni nazionali, al concorso “Il parco più bello d’Europa”.

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Lug 30

Fallimento MyAirOltre al ritiro della licenza di esercizio da parte dell’ENAC, la magistratura di Vicenza ha presentato un’istanza di fallimento per MyAir in seguito agli accertamenti della Guardia di Finanza che hanno rivelato debiti per oltre 100 milioni di euro (contro i 30 milioni dichiarati nel bilancio approvato dall’assemblea ma non dalla società di revisione né dal collegio sindacale). Il presidente Carlo Bernini ha presentato le sue dimissioni “per protesta contro il provvedimento dell’ENAC di sospensione della licenza”. A quanto riferito da Bernini, MyAir era in procinto di presentare un nuovo socio in grado di risolvere, almeno temporaneamente, le gravi difficoltà finanziarie in cui versa la compagnia aerea. Intanto, per fortuna, sul sito MyAir non è più possibile acquistare voli. Alcune compagnie aeree e tour operator si stanno adoperando per salvare tutti i passeggeri “lasciati a terra” da MyAir.
Alitalia ha assicurato, per i giorni 27, 27 e 28 luglio, tariffe agevolate di €39 (tasse e supplementi esclusi) per tutti i voli diretti da Venezia su Bari, Cagliari e Palermo e viceversa; €59 (tasse e supplementi esclusi) per voli di sola andata verso una delle destinazioni nazionali o internazionali di Myair raggiungibili attraverso il network integrato Alitalia-Air One in connessione via Fiumicino. I biglietti a tariffa agevolata per i danneggiati da MyAir possono essere acquistati soltanto presso le biglietterie Alitalia presenti negli scali e sono soggetti a disponibilità di posti sul volo prescelto. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il call center Alitalia (062222) oppure il call center Air One (199207080). Meridiana ha applicato alcune particolari procedure in favore di alcune centinaia di passeggeri rimasti senza volo MyAir negli ultimi giorni. Ryanair ha emesso alcune tariffe a partire da € 10 (solo andata, spese e tasse incluse) per aiutare i passeggeri di MyAir. Le prenotazioni devono essere effettuate sul sito Ryanair entro mercoledì 29 luglio con tariffe valide per partenze fino al 24 ottobre. Per le altre condizioni e per le tratte incluse nelle offerte è necessario consultare il sito della compagnia aerea irlandese.
La Holding Turismo, proprietaria del sito TourgesT, ha provveduto a riconfermare tutti i voli in partenza dagli aeroporti di Bergamo, Bologna, Rimini e Roma con destinazione Lampedusa e Pantelleria, che in precedenza dovevano avvenire con voli MyAir. In seguito al fallimento della compagnia aerea i voli saranno garantiti con vettori di altre compagnie aeree. Per maggiori informazioni basta contattare il call center della società (091 6114545 - 0922970629 – 0240709793).
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Lug 30

Titolo originale: id.
Nazione: Germania, USA
Anno: 2001
Genere: horror
Durata: 1h30m
Regia: Victor Salva
Sceneggiatura: Victor Salva
Fotografia: Don E. FauntLeRoy
Musiche: Bennett Salvay
Cast: Justin Long, Gina Philips, Jonathan Breck, Patricia Belcher, Eileen Brennan, Peggy Sheffeld, Brandon Smith, Jeffrey William Evans, William Haze, Patrick Cherry, Jon Beshara

Trama
Darry e sua sorella Trish sono in viaggio con la loro auto per ritornare a casa dal college durante le vacanze di primavera. Il viaggio procede senza problemi fino a quando non incontrano uno strano personaggio in impermeabile e cappello. I due ragazzi scopriranno ben presto che in realtà di tratta di una creatura infernale, “The creeper”, che ogni 23 anni ritorna sulla Terra per rigenerarsi divorando essere umani per 23 giorni. Una sensitiva cercherà di metterli in guardia dalla creatura, ormai sulle loro tracce intenzionata a farne bottino di caccia.

Recensione
“Jeepers creepers - Il canto del diavolo” è un film horror, più precisamente uno slasher movie, come spesso si vedevano anni fa. Il regista Victor Salva infatti non cela più di tanto le numerose “citazioni” di importanti pellicole del passato, pur aggiungendo alcune situazioni originali ed interessanti. La storia però risulta troppo lineare e in poco tempo tutto scade nel banale e nel “già visto”. Quello che, all’inizio della storia, scoprirà Darry nel rifugio abbandonato è agghiacciante e disgustosa, ma se la parte iniziale di “Jeepers creepers - Il canto del diavolo” appariva molto promettente, tutto scade, come già anticipato, nel troppo prevedibile con uno sviluppo degli episodi dettati dai classici comportamenti dei personaggi privi di logica che sembrano intenzionati a fare di tutto per essere uccisi. L’identità della creatura viene svelata in modo troppo palese e la sua storia non risulta convincente né intrigante. Peccato poi che la creatura non riesca mai a spaventare, rendendosi addirittura ridicola in alcuni episodi. Se i maestri dell’horror insegnano che per spaventare il mostro deve apparire il meno possibile, Victor Salva regala al mostro un ruolo di protagonista assoluto di “Jeepers creepers - Il canto del diavolo”, relegando i due ragazzi a semplici comparse, vittime designate della sua furia omicida. Mediocri i due attori protagonisti con la faccia del carneade Justin Long (Darry) che arriva quasi ad irritare in alcuni momenti.
“Jeepers creepers - Il canto del diavolo” è dunque un film che non entusiasma né spaventa. Se il finale lascia spazio ad un seguito, il mostro creato non ha lo spessore dei classici dell’horror e dunque nulla di buono lascia presagire. Il film ha diviso il pubblico, tanti lo hanno denigrato ma altrettanti lo hanno amato.

Voto: 48%

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Lug 30

Bagagli smarritiEntro la fine sarà possibile ritrovare da soli il proprio bagaglio smarrito. Nel malaugurato caso si dovesse smarrire il proprio bagaglio non sarà più necessario recarsi continuamente presso l’ufficio bagagli smarriti, perché la Sita, società costituita da compagnie aeree di tutto il mondo per servizi di telecomunicazione ed informatica, renderà disponibili alcuni chioschi con l’applicativo “World Tracer”, il software che già 440 compagnie aeree adottano per ritrovare i bagagli smarriti. Inserendo i propri dati personali e passando l’etichetta del bagaglio rilasciata durante il check-in, si avrà la possibilità di tracciare via web i propri bagagli, identificati come “missing bag”. Il chiosco genererà un reclamo per il bagaglio smarrito con un codice identificativo, evitando così le lunghe code agli sportelli. Digitando poi tale codice sul sito del World Tracer, sarà possibile essere informati sulla localizzazione del proprio bagaglio, ricevendo un sms tutti gli aggiornamenti. Pur, come afferma Sita, grazie al World Tracer sono diminuiti i bagagli smarriti dai 42,4 milioni del 2007 a 32,8 milioni del 2008, il problema dei bagagli smarriti sembra non terminare mai. Si ricorda che tuttavia è sempre necessario seguire tutte le procedure per la segnalazione dei bagagli smarriti ed effettuare la denuncia per ottenere un rimborso.

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Lug 30

Musei VaticaniQuesta sera eccezionale apertura serale dei Musei Vaticani per la prima volta nella sua lunga storia. Dalle 19.00 al 23.00 (ultimo ingresso 21.30) uno dei più importanti musei al mondo apre le sue porte a romani e turisti che avranno la possibilità di visitare le Stanze di Raffaello, le Gallerie della Biblioteca e la Cappella Sistina in piena tranquillità perché la maggior parte dei turisti che si rivolgono ai tour operator per la prenotazione non ci saranno, in quanto la notizia non ha avuto particolare pubblicità e le prenotazioni, obbligatorie, sono possibili soltanto online sul sito dei Musei Vaticani. Il costo del biglietto rimane invariato, ad eccezione di un sovrapprezzo di €4 per la prenotazione. Un esperimento importante che molto probabilmente sarà ripetuto durante e dopo l’estate e se avrà successo diventerà un appuntamento fisso. Un’occasione per avvicinare le persone all’arte ed ai musei. Quest’anno, infatti, i Musei Vaticani chiuderanno la stagione con una diminuzione di visite del 2-3%, pur rimanendo il museo più visitato d’Italia, dopo la Galleria degli Uffizi a Firenze.
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Lug 30

Altro video, pubblicato poche ore fa da Nasa TV, che questa volta mostra la Stazione Spaziale Internazionale dal punto di vista di un osservatore interno. Il 14° giorno di volo “raccontato” dall’equipaggio dello Space Shuttle Endeavour. Le immagini, come sempre, spettacolari!

L’obiettivo della missione è consistita nel rifornimento della Stazione Spaziale, il ricambio dell’equipaggio e l’installazione degli ultimi due componenti del laboratorio Kibo. A bordo era presente Koichi Wakata, che torna sulla Terra dopo aver trascorso 133 giorni a bordo della stazione.

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Lug 30

Cosa fareste se volando sulla Stazione Spaziale a 400 chilometri d’altezza e viaggiando a 27.000 chilometri l’ora vi scoppiasse un vulcano sotto i piedi?

E’ quello che devono avere pensato gli astronauti della ISS, mentre con telecamera alla mano filmavano il Vulcano Sarychev (delle isole Kuril, a nordest del Giappone) nel bel mezzo della sua eruzione il 12 Giugno 2009 scorso. Come dire… più tempestivi di così!

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Lug 30

Curioso e molto interessante questo Filmato 3D di Forumastronautico.it di comparazione tra le due capsule costruite dalla NASA: Apollo, che portò l’uomo verso la Luna, e Orion, destinata a succedere allo Space Shuttle

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Lug 30

Chiunque abbia intenzione di fare un salto in Alaska, Norvegia ma anche in Antartide in autunno o primavera potrebbe essere testimone di uno degli spettacoli più straordinari della natura: un’aurora polare. Questa si rivela come nubi dalle forme irregolari e dai colori molto intensi, un fenomeno tipico delle zone prossime ai poli terrestri e comunemente chiamato aurora boreale o australe, a seconda dell’emisfero in cui viene osservato.

Sin da tempi remoti le aurore, oltre a ispirare la leggenda di creature mitologiche, hanno dato forte impulso al folklore dei popoli nordici influenzando il corso della loro storia, arte e religione. Al giorno d’oggi esistono ancora molte credenze su di esse e sul loro legame con il mondo dell’al di là. Il termine “aurora borealis” fu coniato nel 1619 da Galileo Galilei, il quale si ispirò al nome della dea romana dell’Alba. Effettivamente, l’etimologia latina del termine “aurora” sta a significare proprio la prima luce, il chiarore che appare ad oriente prima del sorgere del Sole; tuttavia il grande astronomo pisano interpretò male il fenomeno credendo che fosse dovuto alla luce del Sole riflessa dall’atmosfera.

Fino a poco tempo fa si pensava che queste eruzioni di fasci di luce prodotte nell’emisfero nord erano immagini speculari di quelle che si manifestano nel sud. Due scientifici dell’Università di Bergen, in Norvegia, hanno appena smentito questa teoria pubblicando sulla rivista Nature di questa settimana un lavoro che mostra la presenza di asimmetria nella distribuzione di intensità delle aurore.

Ma come si formano queste nubi colorate dalle forme più strane che illuminano le lunghe notti polari? Il tutto ha origine sulla superficie del Sole, le cui temperature sono talmente elevate che il calore accelera le sue particelle cariche più energetiche, lasciandole scappare alla gravità stellare e disperdendole nello spazio esterno. Si forma così il vento solare, un flusso formato da protoni ed elettroni che investe tutti i pianeti del Sistema Solare e interagisce con le loro atmosfere. Le foto in basso (ottenuta dall’Hubble Space Telescope) mostrano l’effetto di questo processo fisico nei poli di Saturno.

Nelle vicinanze della Terra questi corpuscoli seguono le linee del campo magnetico terrestre fino ad urtare con atomi e molecole di ossigeno e azoto, i componenti più abbondanti dell’atmosfera del nostro pianeta. L’energia rilasciata da queste collisioni si diffonde sotto forma di luce visibile a diverse lunghezze d’onda, generando quelle fluorescenze tipiche di un’aurora polare.

Dal momento che l’intensa attività della superficie solare può aumentare la pressione del vento, questi processi possono arrivare a prodursi anche all’altezza dell’equatore geomagnetico e durare persino alcuni giorni. Nel 1909, ad esempio, fu possibile osservarne una nei cieli di Singapore. Sfortunatamente di questi tempi, a causa della bassa attività solare, non ci resta che raggiungere le latitudini polari per poter godere di questa ineguagliabile visione.

L’articolo in lingua spagnola su Gravedad Cero

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Lug 30


E’ il più grande “cacciatore di galassie” del mondo ed stato da inaugurato il 24 luglio a 2.400 metri di altitudine, ai limiti del Parco Nazionale La Caldera di Taburiente nell’isola di La Palma dal re Juan Carlos e dalla regina Sofia.

Si tratta del Gran Telescopio Canarie (GTC), tra i più grandi e avanzati telescopi all’ottico-infrarosso del mondo e fa parte dell’Osservatorio del Roque de los Muchachos.

E’ realizzato da uno specchio primario composto da 36 elementi esagonali di vetroceramica, ciascuno con 1,9 metri di diagonale, che nell’assemblaggio formano una superficie equivalente a quella di un unico specchio circolare di 10,4 metri di diametro, con una potenza pari a quella di quattro milioni di pupille umane.

La piccola isola dell’arcipelago delle Canarie, dichiarata dall’Unesco riserva della Biosfera, nell’Oceano Atlantico di fronte alla costa del Marocco e vicina all’equatore è stata scelta a causa della scarsità di popolazione e illuminazione, dunque è il luogo migliore per compiere osservazioni astronomiche.

Alla costruzione hanno partecipato anche imprese degli Stati Uniti e del Messico.
In particolare la Autonomous University of Mexico (IA-UNAM), il Mexico’s National Institute for Astrophysics, Optics and Electronics (INAOE) e la University of Florida statunitese.
L’Unione Europea ha contribuito al progetto attraverso i fondi regionali per la ricerca.

Il progetto colloca il Paese alla testa del progetto Grande Scienza, candidandola assieme al Cile per la costruzione, prevista nel prossimo decennio, dell’European Extra Large Telescope, di ultimissima generazione, con un maxi-specchio di 40 metri di diametro, che una decina di Paesi europei raggruppati nell’Organizzazione Europea di Ricerche in Astronomia (Eso), con sede a Monaco, progettano di costruire.

Si tratta di un progetto che prevede un investimento di un miliardo di euro e che dovrà essere assegnato entro la fine dell’anno.

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Lug 30

Chi glielo spiega a Stefania Prestigiacomo che il suo ministero si occupa di tutelare l’ambiente e non distruggerlo?

Da pelle d’oca la dichiarazione “non c’è modalità per produrre energia più pulita di quella nucleare“!!!!! Dopo una dichiarazione del genere si sarebbe dovuta dimettere! VERGOGNA!

Che preoccupante futuro che abbiamo davanti…

P.S. A proposito di centrali nucleari vi rimando a questo recente articolo di ecoalfabeta che mostra il declino e fallimento dell’energia nucleare…il mondo si accorge che è un pacco e noi siamo pronte a costruirle!

P.P.S. Nel 168 di ieri Grillo ha annunciato che il prossimo V day sarà contro il nucleare:

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 30

Oggi vi riporto lo spettacolare intervento di Severn Cullis-Suzuki al summit sulla terra che si è tenuto a Rio nel 1992. Peccato che le sue parole non sono state ascoltate ma fortunatamente oggi riechieggiano ancora grazie ad internet e youtube.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 30

Ecco a voi il video divertente di fine settimana. Si tratta della famosissima TV Svizzera del trio Aldo Giovanni e Giacomo.

Ricordate, tutto è bene quel che finisce bene.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 30

Ogni giorno, in estate a Catania si riversano decine di migliaia di persone alla playa per farsi il bagno, ogni angolo di essa è caratterizzata da arroganti parcheggiatori abusivi.

Ieri mi sono recato alla spiaggia libera numero due per un bagno ed ho legato la bici (un rottame che mi hanno prestato dopo il furto di qualche settimana fa) ad un palo, ancora prima di farlo arriva uno di questi tizi con fare molto mafioso e mi dice “ehi vedi che poi ci rivediamo dopo” come per dire che dopo gli devo dare i soldi per il parcheggio! Cioè per mettere la bici ad un palo a modo suo dovevo pagare un euro che solo in un mese andandoci ogni giorno sarebbero 30 euro più del costo dell’intera bici. Dato che non avevo alcuna intenzione di pagarlo gli dico “preferisco metterla fuori” e lui mi risponde “vedi che fuori forse non la ritrovi più” con tono molto mafioso e arrabbiato. Io forte del fatto che mi ero portato la catena buona e la bici era un rottame non mi interesso di tale minaccia visto che tanto solo uno stupido poteva applicarsi a rompere quella catena per rubarsela e vado a legarla ad un semaforo a 15 metri di distanza. Arrivato in spiaggia mi rendo conto che mi avrebbero però potuto scoppiare le ruote e così puntualmente accade ma fortunatamente solo una, appena arrivo alla bicicletta dopo 3 ore di sole e bagni la prima cosa che faccio è vedere se la pressione dei pneumatici sia apposto e guarda caso trovo la ruota anteriore sgonfia, inizio a pedalare e dopo 500 metri è già completamente a terra.

Adesso io non posso dimostrare che sia stato lui o qualcuno dei suoi scagnozzi ma le probabilità sono molto elevate, da qui alcune considerazioni:

1) I posteggiatori abusivi adesso chiedono soldi anche per parcheggiare una bicicletta (anche che non vale nulla)

2) Conviene a non entrare con la bicicletta in queste spiaggie e mettetela subito nascosta e distante

3) I parcheggiatori abusivi si confermano persone mafiose e disgustose a cui non bisogna assolutamente dare soldi cosa che non ho mai fatto in vita mia forte del fatto che al massimo non pagandoli possono rubarmi la bici e non è un grosso problema visto che valgono pochissimo quelle che vado a legare.

4) Non è possibile farsi il bagno tranquilli alla playa senza pagare.

5) E’ incredibile come alla spiaggia numero due siano presenti dei parcheggiatori abusivi così sgradevoli ed arroganti nonostante li ci sia anche una stazione di polizia!

Conclusione: per tornare a casa mi sono fatto circa 7 chilometri con la ruota anteriore a terra sotto il sole cocente delle 15.30 di pomeriggio…ogni pedalata più resistente del normale era come una lotta contro la mafia…se tutti quanti ci impegnassimo un pochino potremo sicuramente vincere questa battaglia.

P.S. Grazie solo a questi pargheggi della playa la mafia ricava decine di migliaia di euro al giorno. In alto un video trovato su youtube sui parcheggiatori abusivi.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 25

PER DIRE: LA spiaggia di Ipanema è a Rio, mille chilometri più in là di São Paulo. Ma è il pensiero che conta. Qui a cantare la versione inglese c’è Astrud Gilberto, nel film del 1964 Get Yourself a College Girl che credo sia inedito da noi. Del video/spezzone del film, mi fa impazzire l’interpretazione della Gilberto ma soprattutto il contrasto fra la musica e la neve che cade fuori dalla finestra.

Il testo echeggia vagamente una delle più famose poesie di Dante Alighieri della Vita Nova, avete notato?

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 25

SE DEVE COMINCIARE veramente l’era del libro digitale, i vantaggi devono essere di tutte le parti: chi i libri li scrive, chi li produce-distribuisce e chi li compra. Altrimenti, si va verso lo scontro frontale e alla fine, come in tutti i mercati, se i compratori se ne vanno i venditori si buttano tutti dalla finestra. Per questo, secondo me, la politica di prezzi di Amazon per Kindle negli Usa, senza alcun libro da stampare o da spedire, è un po’ esosa. Non sono l’unico a pensarla così, a quanto pare.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 25

PROPRIO OGGI MI stavo chiedendo: ma sarà mai esistito qualcuno che lavora per CartaSì e che sia riuscito a spedire con successo un’email? E sarà mai stata recapitata, questa benedetta email, oppure viene macellata dai filtri anti-spam di tutto il pianeta? E soprattutto: se un giorno dovessero mai avere bisogno di mettersi in contatto con me, come potrebbero mai fare? Forse è meglio se mi telefonano…

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 25

In Cina la corruzione è una cosa seria.

Sia perché è un serio problema, ma soprattutto, perché quando scoperti, non esistono “sconti”!.

L’altro giorno, la Beijing No 2 Intermediate People’s Court, ha condannato a morte, con una sospensione della pena per due anni, Chen Tonghai, l’ex presidente delle SINOPEC, la più grande azienda petrolifera del paese, al 9° posto nella Fortune Global 500 delle principali aziende mondiali.

I reati che gli sono stati contestati sono di corruzione e l’appropriazione di 193 Milion di Yuan ( oltre 29 Milioni di dollari).

Come previsto dalla procedure cinesi, ora Chen ha tempo 10 giorni per ricorrere in appello.

La storia di Chen Tonghai è comunque esemplare, per comprendere come in Cina, l’eterna guerra alla corruzione nel paese, non risparmi nessuno.

Prima di tutto colpisce proprio la sentenza, che cita testualmente “la corte è stata indulgente, nonostante l’enorme quantità di denaro che Chen ha preso, perché ha avuto un “buon comportamento” nel confessare i propri crimini.”

In sostanza, Chen, oltre a restituire i soldi ricevuti dagli atti di corruzione, ha anche fornito i nomi dei funzionari corrotti.

Qualcosa che, almeno in parte, riabilita Chen e gli apre le porte alla possibilità, durante i due anni di sospensione della pena di morte, di commutarla in carcere a vita o trasformarsi in 20 anni o meno di carcere, se la corte riterrà che si sia realmente pentito.

Nato nel 1948 a Shanghai, figlio di Chen Weida, un rivoluzionario e funzionario di Stato d’alto profilo, laureatosi nel 1976 alla Northeast Petroleum University, ha poi passato i suoi successivi 10 anni sui campi petroliferi di Daqing.

Successivamente, la carriera di Chen Tonghai è stato un continuo crescendo, prima sindaco della città di Ningbo, nella provincia dello Zhejiang, poi nel 1994, Commissario nella Commissione di Stato per la Pianificazione, fino al suo ingresso nella Sinopec nel 1998.

Nel 2006 Chen diventa Presidente della Sinopec, incarico dal quale però, nel Giugno del 2007, si dimette per “motivi personali”. Successivamente, nell’ottobre dello stesso anno, viene incarcerato per i crimini per cui è stato condannato.

Una sporca storia, alla quale i vari media cinesi stanno aggiungendo continui particolari, anche piccanti, visto che Chen Tonghai, non solo ha preso un sacco di soldi attraverso diversi atti corruttivi, ma ha anche consentito alla propria amante, di ottenere rilevanti vantaggi, utilizzando in maniera impropria il proprio potere acquisito.

Infatti la sua amante, una certa Li Wei, avrebbe beneficiato di un enorme progetto di una raffineria in costruzione nello Shandong, per poter comprare a costi ribassati, terreni per la sua società immobiliare con sede in Qingdao

Ma non solo. I media cinesi, sottolineano anche il fatto di come Chen abbia anche “condiviso” la propria amante, il termine usato è proprio questo, con l’ex Segretario di Partito di Qingdao Du Shicheng, con il quale aveva di fatto creato un’alleanza politica e di protezione ai propri affari.

Ad aggravare la posizione di Chen, sia agli occhi dei cinesi che a quelli dei giudici, il fatto che fosse un politico e che quindi “abbia agito in contrasto con le regole morali del partito”, qualcosa che per i cinesi risulta al quanto ripugnante.

Insomma uno sporco affare di sesso e corruzione, in una guerra senza quartiere per quella che i cinesi non esitano a definire una “piaga nazionale”.

Dal 2003 ad oggi oltre 68.000 ufficiali governativi, sono stati giudicati per atti di corruzione e la polizia cinese ha calcolato che i reati economici più gravi di solo 500 di essi, hanno sottratto qualcosa come 70 Miliardi di Yuan ( Circa 9 Miliardi di Dollari).

Il Governo di continuo ha “aggiornato” le procedure e le leggi per combatterla, tanto che ora è illegale ricevere qualsivoglia regalo o favoritismi, anche di pochi dollari, sia per chi ricopra qualunque tipo di incarico pubblico, così come anche ai componenti della sua famiglia o parenti.

Una questione morale, una guerra dichiarata, tanto che la corte che giudicava Chen, nella sentenza, ha dichiarato di “augurarsi che le attese riforme statali siano approvate rapidamente, così da consentire ancora una migliore supervisione e”, continua la corte,” di poter estirpare la corruzione dalla sue radici!”

Li Shuguang, esperto in materia di questioni Statali, della Università degli Studi di Scienze Politiche e Legge, ha dichiarato come “le leggi vigenti debbano essere modificate per consentire severa punizione e prevenire il ripetersi di attività criminose a danno dei beni di Stato”.

Ma non solo, “quanto accaduto nel caso di Madoff negli USA, di multiple punizioni per i reati economici, dovrebbe essere recepito nelle future modifiche di legge”.

Un discorso di grande attualità, anche alla luce di quanto sottolineato dai leaders del G8 a l’Aquila, che hanno indicato nella lotta alla corruzione, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, la strada per la loro naturale e rigogliosa crescita futura.

In questa guerra, la Cina sta cercando di fare la propria parte e si è messa in prima linea, tanto che dal 2007, nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC), ha promosso la creazione dell’Associazione Internazionale delle Autorità anti-corruzione (IAACA), strumento operativo proprio per combattere la corruzione nel mondo e a cui hanno aderito 137 paesi e 12 organizzazioni internazionali.

Quindi mentre gli Americani hanno insistito sotto la Presidenza Bush nel definire la guerra al terrorismo la madre di tutte le guerre, da tempo i cinesi pensano che per vedere un crescente benessere generalizzato, occorre sconfiggere la corruzione in ogni dove essa si annidi.

Questo approccio appare molto credibile, quando si analizzano le cause principali che mantengono all’attuale livello di povertà le popolazioni dell’Africa, Asia e del Sud America.

La corruzione governativa in quei paesi, impedisce che la ricchezza presente, spesso sotto forma di materie prime e risorse naturali, rappresenti realmente un bene comune.

Detto questo, la corruzione ha quindi sicuramente un impatto quotidiano ben superiore a quello legato al terrorismo mondiale, quando ogni 5 secondi una persona muore di fame e quando più di 1 miliardo di persone non hanno accesso diretto all’acqua.

Quindi forse è giunto il momento di soffermarsi a riflettere sulla pragmatica proposta contenuta nel messaggio cinese di “lotta alla corruzione senza oltranza”.

Una proposta che nasce dall’esperienza e che ha consentito alla Cina (ricordiamoci di 1 miliardo e 300 milioni di persone!!) di passare da una situazione di indigenza, alla ben diversa situazione attuale, dove ad ogni cinese è garantito acqua e cibo.

E noi in Italia, quanti Miliardi di Euro risparmieremmo se affrontassimo seriamente la questione della corruzione, trasformandola in una vera e propria emergenza nazionale con la stessa determinazione dimostrata fin qui dai Cinesi?

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 25

Se scappi ti sposoTitolo originale: Runaway bride
Nazione: USA
Anno: 1999
Genere: commedia, sentimentale
Durata: 1h56m
Regia: Garry Marshall
Sceneggiatura: Josann McGibbon, Sara Parriott
Fotografia: Stuart Dryburgh
Musiche: James Newton Howard
Cast: Julia Roberts, Richard Gere, Joan Cusack, Hector Elizondo, Rita Wilson, Paul Dooley, Christopher Meloni, Donal Logue, Reg Rogers, Jane Morris, Yul Vazquez, Lisa Roberts Gillan

Trama
Ike Graham, un giornalista newyorkese divorziato, ha intenzione di scrivere un articolo su Maggie Carpenter, una ragazza del Maryland che ogni volta che si trova sul punto di sposarsi scappa via dall’altare. Inizialmente Ike scrive l’articolo intervistando in un bar il terzo marito, ma a causa di alcuni problemi, sarà costretto recarsi nel Maryland per raccogliere informazioni sulla storia di questa ragazza.

Recensione
Dopo l’incredibile successo di “Pretty woman”, ritorna sul grande schermo la coppia Gere-Roberts, diretta sempre dal regista Garry Marshall. Peccato però che i risultati ottenuti da “Se scappi ti sposo” siano anni luce lontani dalla pellicola che ha entusiasmato milioni di spettatrici. L’incantesimo sembra essersi rotto e pur non volendo condurre al mattatoio il film a causa di improponibili paragoni, è la storia in sé che non decolla. E’ assurdo come nessuno dei piantati all’altare serbi un minimo rancore nei confronti di una mezza pazza che sembra divertirsi con i sentimenti delle persone (senza considerare le spese affrontate per organizzare un matrimonio). Anche lo spettatore più sognatore non può credere ad una siffatta storia e ad un comportamento che regista e sceneggiatori non riescono ad approfondire in maniera realistica. Tutti i matrimoni rovinati appaiono finti, quasi fossero stati studiati a tavolino. Ancor più assurda è la situazione di Ike, il cui capo è la sua ex-moglie sposata, guarda caso, con il suo miglior amico. In quale mondo idilliaco vivono i personaggi di “Se scappi ti sposo”?
Richard Gere interpreta il classico ruolo del rubacuori, affascinante fin troppo perbene, mentre Julia Roberts deve calarsi nei panni di un personaggio irritante dalla discutibile sanità mentale. Entrambi del tutto sprecati in questo film. Discreto almeno il resto del cast, nel quale spicca una Joan Cusack davvero divertente.
La parte tecnica del film è appena sufficiente con una colonna sonora che spazia tra successi commerciale di sicuro appeal.
“Se scappi ti sposo” è una mediocre commedia romantica, che sembra aver scommesso tutto sulla coppia di attori, con la speranza di ripetere il successo di “Pretty woman”. Seppur qualche momento di ilarità non manca, il film in sé è poca roba a causa di una storia ridicola e scontata che fa acqua da tutte le parti rendendo frivoli amore e matrimonio. Assurda poi la traduzione del titolo “Runaway bride” (“La sposa in fuga”). Perché non tradurlo letteralmente invece di inventarsi un titolo demente come “Se scappi ti sposo”?

Voto: 49%

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Lug 25

Dopo l’evento di apertura del 22 luglio con il concerto del pianista e compositore Cesare Picco, per tre giorni, dal 24 al 26 luglio, Otranto diventa capitale italiana del jazz, con la prima edizione dell’Otranto Jazz Festival: concerti, stage, street band, feste, mostre, Dj set. Evento finale il 12 agosto con Gioele Dix che rilegge Giorgio Gaber in uno spettacolo prodotto dalla Fondazione Giorgio Gaber già proposto con successo in giro per l’Italia. Lo spettacolo (platea €20, gradinate €15), dal titolo “Se potessi mangiare un’idea”, è un’occasione per raccontare Giorgio Gaber attraverso le considerazioni di Gioele Dix. Attraverso una serie di canzoni scelte dall’immenso repertorio del cantautore milanese, tra le quali “Il potere dei più buoni”, “Il corpo stupido” e “Un’idea” ed alcune chicche come “Dialogo fra un impegnato e un non so” e “Un’idiozia conquistata a fatica”.
Un ricco programma di eventi, patrocinato dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Lecce, dal Comune di Otranto e dall’Università del Salento, con artisti jazz internazionali (tra gli altri, Adria, Matteo Bortone Quartet, Pete Curchill Quartet, Garrison Fewell Quartet, Tina May) e giovani artisti del Salento.
Non solo musica all’Otranto Jazz Festival. In esposizione infatti le fotografie di Donato Guerrini, uno dei più importanti fotografi di jazz, nella mostra “J’AZZ”, una fotostoria della musica del festival. L’Hospitality Village è invece il luogo di stand istituzionali, informativi, commerciali, enologici e gastronomici. Laboratori musicali per i più piccoli fin dal pomeriggio e stage di ogni tipo completano gli eventi dell’Otranto Jazz Festival.
Otranto, in provincia di Lecce, è una tranquilla cittadina che in estate si riempie di turisti provenienti da tutta Europa. Presente nella lista dei borghi più belli d’Italia (assolutamente da visitare il Castello Aragonese e la Cattedrale), Otranto è la città più ad oriente d’Italia. Il suo centro storico ben conservato offre amabili stradine con affascinanti scorci. La costa di Otranto presenta un alternarsi di spiagge dorate e calette celate da dirupi rocciosi e scogliere a picco sul mare. Una città dunque meravigliosa da vivere non soltanto in occasione dell’Otranto Jazz Festival, ma dove trascorrere una piacevole vacanza rilassante, immersi nella natura, di fronte ad un mare limpido e cristallino.
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Lug 25

Qual è il posto più freddo di tutta la Galassia? E quale uno dei posti il più caldi di tutto l’universo? Da CERN TV, una panoramica sul progetto LHC ed i suoi campi di ricerca.

Tara Shears dell’Università di Liverpool ci accompagna in un viaggio all’interno dell’LHC di Ginevra, illustrando con l’aiuto di esperti il funzionamento della più grande macchina mai costruita dell’uomo.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 25


Bellissima l’immagine recentemente regalataci dal telescopio spaziale Spitzer.

La NASA l’ha chiamata “wild creature of the dark” (creatura selvaggia dell’oscurità)

E’ la Galassia NGC 1097, situata nella costellazione della Fornace, ed è distante da noi 50 milioni di anni luce.

Tanto per fare un paragone, alla velocità delle sonde Apollo (quelle con cui l’uomo ha raggiunto la Luna quarant’anni fa) che è anche la massima velocità mai raggiunta dall’uomo, ci vorrebbero più di 1300 miliardi di anni per arrivare a questa galassia lontana.

La velocità delle Apollo è infatti solamente lo 0,0036% della velocità della luce.

Come molte galassie, NGC 1097 ha un buco nero supermassivo al suo centro: è quello che vediamo splendere come “occhio” lumimoso. La luce è in realtà quella di milioni e milioni di stelle che ruotano attorno al buco nero che, ovviamente, rimane per noi “invisibile”.

La Galassia NGC 1097 possiede due galassie satelliti, esattamente come la nostra Via Lattea (vedi nubi di Magellano), mentre le striature rossastre che si vedono ai lati sono composte da miliardi di stelle di più recente formazione.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 25

In Italia ci sono ottimi esempi di docenti che già utilizzano i nuovi strumenti resi disponibili dal web per la formazione e l’educazione scientifica.

Uno dei progetti più interessanti nel panorama europeo è il progetto Stella (Science Teaching in a Lifelong Learning Approach), finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Lifelong Learning Programme 2007-2013, con lo scopo di contribuire al rinnovamento dell’educazione scientifica in Europa., di cui si parla questo mese sulla Rivista Scuola e Didattica

http://www.stella-science.eu - è un portale web interattivo e multilingue rivolto a tutti coloro che si occupano d’educazione scientifica e vogliono comunicare esperienze, collaborare, scambiare idee e riflessioni su metodologie e didattica.
All’interno del portale è attivo il Catalogo europeo d’iniziative di educazione scientifica che contiene le iniziative realizzate o in corso di realizzazione nelle scuole di tutta Europa, direttamente inserite on-line dagli insegnanti o dagli educatori che le hanno ideate o condotte.

Per approfondimenti sul Progetto STELLA, rimandiamo ai link a due post già pubblicati sul blog Scientificando:

PROGETTO STELLA: Scientificando Nella Selezione Per L’Italia

Scientificando Su STELLA

Qui di seguito l’intervista della docente Annarita Ruberto, che è anche fondatrice del blog scientificando alla coordinatrice del Progetto, Francesca Magrefi, uscita sul n.18/19 della rivista Scuola e Didattica.

Progetto STELLA- Intervista a Francesca MagrefiPublish at Calaméo or browse others.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 25

Forse tra alcuni anni non verranno costruite più le normali turbine eoliche che tutti noi conosciamo, solo pochi giorni fa avevo parlato del Kitegem stem, una sorta di aquilone in grado di ricavare energia elettrica molto efficiente, oggi scopro che esiste anche un altro progetto molto interessante chiamato Tornado Like.

Ideato da alcuni ingegneri russi e realizzato in Italia, questo innovativo progetto è stato presentato durante il summit di Firenze “Lavori verdi”.

Questo nuovo generatore eolico non supera i 3 metri di altezza provocando quindi un basso impatto visivo, l’aria convogliata al suo interno permette di creare un tornado che attiva le turbine nella zona centrale del generatore il quale si attiva anche con venti molto deboli (da 2 metri al secondi), la resa è maggiore rispetto ai normali impianti ed il costo inferiore del 30%. Si prevede di realizzare un primo impianto sperimentale sul Parco dei Monti Sibilini prima di passare alla produzione su scala industriale.

Sempre al Summit di Firenze sono state presentate delle “Nuove molecole fotovoltaiche”, presentate dal Laboratorio europeo di spettrofotometria non lineare di Firenze, in grado di centuplicare in un futuro molto prossimo la potenza di un pannello fotovoltaico.

Spero tanto che non costruiscano quello schifo di centrali nucleari in Italia ma sfruttino queste nuove straordinarie e pulite tecnologie.

Fonte: Ecoblog.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 23

CON IL POST precedente in cui gettavo un po’ di luce su São Paulo, ho richiamato l’attenzione di qualche amico. Il commento è stato: “allora non ti è piaciuta”. No. Cioè, non lo so. Il punto è che mi piacciono molto le città. Però quando inciampi in una come questa, diventa come gli “all you can eat”. Ne esci sempre un po’ stomacato.

Qui sotto, prendetevi tre minuti della vostra vita per prendere confidenza con le dimensioni dell’abitato…

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 23

È STATO CELEBRATO come il primo flop dell’estate. Il comico di lusso Will Ferrell (ve lo ricordate con Nicole Kidman in Vita da strega?) questa volta non ce l’ha fatta. Eppure, con soli 19 milioni di dollari guadagnati al botteghino anziché i 30 previsti, un po’ The Lando of the Lost si è difeso. Anche se la critica lo massacra:

Money Quote: The film received mostly negative reviews. The Wall Street Journal stated that it “isn’t worth the celluloid it’s printed on”, Entertainment Weekly remarked that “it leaves you feeling splattered”,The New York Daily News called it “a high-concept disaster”, Christian Science Monitor labeled it “resolutely uninspired”, The Hollywood Reporter labeled it “lame”, and The Miami Herald commented that “the whole thing feels at least three summers too stale.”


A me, tanto per cambiare, è piaciuto. Ci sono un sacco di difetti, e bisogna essere seriamente appassionati di Ferrell, che rappresenta un tipo di umorismo abbastanza ripetitivo e legato al SNL e al Frat Pack. Però la confezione del film è ottima, alcune battute e passaggi di regia sono geniali, le scenografie notevoli (soprattutto, i dinosauri non fanno paura perché non devono fare paura a Ferrell e ai suoi), Anna Friel è incantevole e - per finire - la scena della puntura di zanzara vale il prezzo del biglietto. Come? Quale biglietto? Ehm…

ps: da noi, se non ho capito male, il film esce a Natale. E, sempre in Italia, Ferrell viene doppiato da Pino Insegno. Un ottimo motivo per studiare l’inglese.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 23

Dog eat sun

Domani tutta la Cina e gran parte dell’Asia è in trepida attesa della Eclissi del Secolo.

Un fenomeno naturale che unirà idealmente tutta l’Asia, visto avrà il suo inizio in India a nord di Mumbai, per poi “muoversi” attraverso il Nepal, Myanmar, Bangladesh, per poi arrivare in Cina e finire nell’Oceano Pacifico in prossimità del Giappone.

Un evento incredibile sia per la durata prevista: 6 minuti e 39 secondi di totale oscuramento del sole che per la sua rarità, visto che il prossimo con queste caratteristiche potrà ripetersi solo nel 2309!

Milioni i turisti e migliaia gli scienziati arrivati da ogni parte del mondo, tanto che la stessa NASA osserverà il fenomeno in Cina, quale momento unico ed irripetibile, per cercare di comprendere meglio il funzionamento del sole, da cui dipende la vita sul pianeta.

Quindi domani mattina a Shanghai, uno dei luoghi migliori per osservare questa eclissi, a partire dalle 8.23, fino alle 11.30, tutti gli occhi saranno puntati al cielo, così come anche le macchine fotografiche del nostro famoso astro-fotografo Massimiliano Lattanzi, giunto in città per l’evento.

Ma incredibilmente, esiste il concreto rischio che a poco serviranno occhiali speciali o altri accorgimenti protettivi, visto che dovrebbe essere tutto coperto o addirittura sono previsti temporali.

Così probabilmente ci si dovrà “accontentare” della diretta TV, per assistere al “ritorno della notte”, in una Città che comunque ha deciso di non accendere le luci si servizio, per non “rovinare” l’evento.

Comunque sia, in queste ore la situazione ha sicuramente aguzzato l’ingegno di molti cinesi, tanto che pur di attirare nuovi visitatori o gli astronomi amatoriali alla caccia della postazione migliore, molti piccoli centri sullo Yangzi river, si sono auto proclamati, “luogo privilegiato per assistere all’eclissi”.

Contemporaneamente è un proliferare di gadget dedicati all’evento, un Merchandising che ha pervaso tutta la Cina, qualcosa di simile a quanto accaduto con le Olimpiadi, in un trasporto che probabilmente trova la sua ragione dal proprio millenario passato, contenuto nel nome stesso datogli: Eclissi, in cinese si dice infatti Ri Shi, che letteralmente significa “il sole che viene mangiato”.

Una etimologia che esprime l’antitesi di pensiero che esiste tra la nostra cultura (solare), dove eclissi significa che il Sole “momentaneamente è privo di luce” e quella cinese (lunare), dove si pensava che il fenomeno fosse causato dal dio del male, il cane divino che viveva sulla luna, che si “mangiava” il sole.

Tutto ciò, in un paese dove ancora oggi le maggiori festività sono scandite dalle fasi lunari, qualcosa che domani farà emergere la mitologia e il simbolismo ancora profondamente radicati in Cina.

La lettura degli eventi naturali ed in particolare la capacità di predire le eclissi, è stato infatti da sempre qualcosa attorno cui ruotavano spesso anche i destini terreni, così come quelli politici, religiosi e gli imperi.

La Cina ancora oggi, per quanto il paese sia ormai al vertice tra i paesi industriali, rimane un paese ancora fortemente radicato al proprio passato e presente contadino, per cui un evento del genere non può che suscitare ammirazione, stupore, ma anche timori.

Per secoli, la capacità di predire questi fenomeni, dava a chi ne era capace, il potere di gestire anche le cose terrene, tanto che nelle corti cinesi, l’astronomo era più potente di qualsiasi altro ministro, in quanto era in grado di “condizionare il corso degli eventi”.

In una cultura, dove tutti i tempi di vita (e morte) erano scanditi da eventi celesti, la previsione diventava così azione mentre l’errata previsione o il non esserne stato in grado di predire, veniva interpretato come “segno si sventura”, qualcosa che finiva per segnare il destino del potente di turno al potere.

Come consuetudine, anche questo evento è ricco di ulteriori segnali o premonizioni catastrofiche che giungono da varie parti del mondo.

Forse la più “originale” è quella che un programmatore americano di giochi, che utilizzando un “simulatore” da lui programmato, segnala come possa essere prevedibile un forte terremoto in Giappone, a cui seguirà uno Tsunami, tutto ciò a causa della contemporanea azione gravitazionale del sole e della luna sulla superficie terrestre.

A prova della sua teoria porta un rapporto, dove si evidenzia come ad ogni passata eclissi, ci siano stati importanti terremoti in Giappone.

Una previsione che lo stesso autore sottolinea “arriva da chi non ha competenza ed autorevolezza”, ma che dimostra come eventi come quello di domani, travalichino i secoli e le culture.

Pur utilizzando attrezzature diverse e moderne, tutto ciò non è infatti molto diverso dai quanto fatto dai passati “astronomi di corte” per secoli.

Ora non ci resta che attendere domani mattina ed essere testimoni di qualcosa che per ancora una volta dimostrerà la grandezza della natura e la “piccolezza” dell’uomo, un momento che può anche suggerire una profonda riflessione sulle “artificiali” frontiere terrene, che domani per 6 minuti e 39 secondi non avranno più alcun senso, durante l’evento che rimarrà sicuramente nella storia di questo pianeta.

Che poi questo evento accada proprio in prossimità del 40° della arrivo dell’uomo sulla luna, appare un incredibile “segno del destino” e una sorta di rivincita della luna, che obbligherà ancora una volta miliardi di persone con gli occhi al cielo, per vedere ancora una volta “il cane divino mangiare il sole”!!

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 23

Titolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2006
Genere: horror
Durata: 2h07m
Regia: Christophe Gans
Sceneggiatura: Roger Avary
Fotografia: Dan Laustsen
Musiche: Jeff Danna, Akira Yamaoka
Cast: Radha Mitchell, Jodelle Ferland, Laurie Holden, Sean Bean, Deborah Kara Unger, Tanya Allen, Kim Coates, Hannah Fleming, Alice Kriege, Colleen Williams, Ron Gabriel, Nicky Guadagni, Amanda Hiebert, Eve Crawford, Maxine Dumont

Trama
Rose e Christopher hanno adottato da tempo Sharon, una bambina affetta da una malattia. Inoltre Sharon durante i suoi momenti di sonnambulismo pronuncia il nome “Silent Hill”, una sperduta e sconosciuta cittadina. Rose è convinta che l’origine del male della bambina si trovi in quella cittadina, ma il marito è convinto che sia sufficiente la cura psichiatrica cui è sottoposta. Allora Rose, di nascosto da Christopher, si mette in viaggio per raggiungere Silent Hill. Nei pressi della cittadina però, Rose intravede una figura in mezzo alla strada e per evitarla perde il controllo dell’auto ed ha un incidente. La donna sviene ed al suo risveglio si accorge che Sharon è scomparsa e inizia a cercarla per le strade della tetra Silent Hill. Dal cielo, un’interminabile nevicata di cenere la accompagna durante i suoi pellegrinaggi per la città.

Recensione
“Silent Hill” è uno dei tanti esempi del connubio instaurato tra cinema e videogiochi. Se molto tempo fa era il cinema ad essere ispirazione di videogames, la tendenza inversa sta ormai prendendo sempre più piede. Tratto dall’omonimo videogame della Konami, “Silent Hill” recupera le atmosfere lugubri ed inquietanti, risultando già dai primi fotogrammi un ottimo adattamento cinematografico. Merito sicuramente della presenza tra i produttori esecutivi di Akira Yamaoka, ideatore del videogame. Yamaoka ha contribuito anche alla creazione delle musiche originali, un valore aggiunto per riprodurre quel clima onirico ed coinvolgente che ha emozionato migliaia di videogiocatori. Alla regia c’è Christophe Gans, autore di “Crying Freeman” ed “Il patto dei lupi”. Il regista francese realizza ogni inquadratura facendo molta attenzione alla provenienza videoludica del film: le strade ed i vicoli, le creature infernali, gli edifici ed il loro interni sono riprodotti in maniera perfetta, al punto che chi conosce ed ha passato un po’ di tempo per risolvere il videogame avverirà senza dubbio una sorta di déjà vu. Ad una forma così ben fatta, per fortuna corrisponde un contenuto all’altezza e c’era da aspettarselo in quanto la sceneggiatura è opera di Roger Avary, una delle menti più geniali del cinema d’oltreoceano, autore di film come “Pulp fiction”, “Killing Zoe” e “Le regole dell’attrazione”, insomma uno che ha studiato nella scuola di Quentin Tarantino. Avary riesce nell’impresa di non ridicolizzare “Silent Hill” videogame e di plasmare la sceneggiatura al contesto cinematografico. “Silent Hill” diviene così un film tetro ma onirico con personaggi non soltanto rispettati ma addirittura arricchiti di elementi psicologici difficili da riprodurre in un videogame. Di conseguenza, anche lo spettatore non al corrente dell’esistenza del videogame si scoprirà coinvolto nella serie di episodi oscuri ed terrificanti vissuti dalla protagonista. Al riguardo, la scelta di sostituire il protagonista maschile con una donna è elogiabile sia per il maggior senso di vulnerabilità del gentil sesso in contesti horror, sia per il forte legame che solo tra una madre ed un figlio può istaurarsi ed è dunque molto più tangibile la fermezza nel volerla ritrovare. Da elogiare l’attrice Radha Mitchell capace di trasmettere la sua fragilità che di fronte ai terribili eventi si trasforma in determinatezza e coraggio al pensiero della figlia scomparsa. Cybil, la poliziotta, è invece interpretata da Laurie Holden, temeraria e ben agguerrita. In un film che esalta la presenza femminile, passa in secondo piano l’interpretazione di Sean Bean, che offre comunque personalità e carattere. Sugli altri personaggi/interpreti è meglio non fare commenti in modo da rovinare il mistero che avvolge la storia.
“Silent Hill” è un film dall’ambientazione surreale e misteriosa, un ottimo adattamento cinematografico (lavoro di sicuro non semplice), con una serie di enigmi che con intelligenza e coerenza man mano vengono chiariti. Pur non potendo gridare al capolavoro, “Silent Hill” è senza dubbio un film da non perdere, in particolar modo, nel caso si provi particolare attrazione per le atmosfere mistery a forti tinte horror già vissute nella saga del videogame.

Voto: 81%

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Lug 23

MyAirL’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) ha bloccato tutti i voli della compagnia aerea MyAir in seguito a numerosi disservizi creati negli ultimi tempi. Ultimo della serie è quello relativo al volo Venezia - Casablanca che ha visto bloccati in aeroporto, in attesa del vettore, 172 passeggeri marocchini, tra cui 40 bambini. A nulla sono servite le trattative tra MyAir ed un’altra compagnia aerea per far partire gli sventurati, tanto che la situazione è passata in mano alla SAVE, società che gestisce l’aeroporto “Marco Polo” di Venezia ed è stata risolta soltanto grazie all’intervento del Governo marocchino che ha inviato un aereo della Royal Air per riportare a casa i passeggeri bloccati in aeroporto di Venezia. Nel frattempo una fondazione marocchina, la “Mohamed V”, ha inviato alcuni suoi addetti per fornire assistenza ai viaggiatori.
In realtà il provvedimento del blocco degli aerei della MyAir è stato deciso dall’ENAC su segnalazione della SACO, società di gestione dell’aeroporto bergamasco, in base all’art. 802 del Codice della Navigazione, perché non risultano ottemperati gli obblighi relativi al pagamento di tasse, diritti e tariffe.
Myair ha fatto sapere tali problemi si sono verificati a causa di “alcune difficoltà finanziarie che la compagnia sta superando a causa della crisi economica mondiale che ha toccato anche il settore aereo”. Nulla di imprevisto, dato che i problemi con questa compagnia aerea sono già noti da moltissimo tempo. Non si comprende dunque per quale motivo le autorità competenti aprano gli occhi in maniera così tardiva e in un periodo in cui molti turisti utilizzano l’aereo per le proprie vacanze. Per quale motivo, inoltre, nulla è segnalato sul sito della MyAir che continua indisturbata a proporre l’acquisto di biglietti con il rischio di non far partire i propri passeggeri?

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Lug 23

Camera Work in mostra a Milano“Camera Work” fu una delle riviste più importanti per la storia dell’arte figurativa, rappresentando un importante punto di riferimento per lo sviluppo della fotografia con numerose opere illustrative presenti sulle sue pagine e per l’alta qualità degli argomenti. Celebre rivista americana fondata nel 1903 da Afred Stieglitz, “Camera Work” è in mostra a Milano presso il Palazzo della Ragione con 50 fascicoli originali (1903-1917) appartenenti alla prestigiosa collezione conservata nelle raccolte museali della “Fratelli Alinari”. Un percorso che offre al visitatore un’analisi approfondita sulla fotografia espressa da illustri esponenti quali Margaret Cameron, Alvin Langdon Coburn, Robert Demachy, Gertrude Käsebier, Renée Le Bégue, Puyo e lo stesso Stiegliz.
Ogni fascicolo, realizzato al tempo come prodotto editoriale raffinato e curato nei particolari, in tiratura limitata di mille copie, contiene tavole realizzate con diverse tecniche e riproduzioni in photogravure dei disegni di grandi maestri dell’arte contemporanea, come Matisse e Picasso.
Curata da Pamela Roberts, già curatrice della Royal Photographic Society di Bath, la mostra
prevede proiezioni, pannelli espositivi, biografie ed una selezione di immagini utili a comprendere un periodo che vide svilupparsi un nuovo modo di fare arte.

Info
Sede: Palazzo della Ragione - Piazza dei Mercanti, 1 - Milano
Periodo: 21 luglio - 13 settembre 2009
Orari: 9.30-19.30 (tutti i giorni), 14.30-19.30 (lunedì), 9.30-22.30 (giovedì)
Ingresso: €6,00
Tel: 0552395252 (infos e prenotazioni)

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Lug 23

Carolyn Wincer, direttrice vendite di Virgin Galactic, lo ha assicurato; il 2010 sarà l’anno dei primi viaggi turistici nello spazio. Durante il Sat Expo Europe, importante evento dedicato ai satelliti e alle telecomunicazioni spaziali tenutosi a Roma, sono state mostrate in anteprima mondiale le immagini dei test in corso sulla navicella madre. I viaggi nello spazio, almeno per adesso, saranno un’esclusiva di pochi, dato che il costo è alquanto proibitivo: ogni passeggero infatti dovrà sborsare 0000. Luogo di partenza sarà lo “Spaceport America”, nel Nuovo Messico (USA) dove partiranno le prime navicelle spaziali della Virgin Galactic. Malgrado il poco economico costo del biglietto, sono già oltre 250 prenotazioni effettuate attraverso un versamento del 10% per cento. Tre gli italiani che hanno già prenotato il viaggio nello spazio. Uno direttamente con la Virgin Galactic, mentre gli altri due hanno aperto alcune trattative con “Your Private Italy”, prima agenzia di viaggi suborbitali ubicata a Salerno.
Sono già due i voli di prova della “White Knight 2″, navicella madre che trasporta la “Space Ship Two”. La “Space Ship Two”, la navicella che si inoltrerà nello spazio, sganciandosi dall’aereo madre, effettuerà il primo volo agli inizi del prossimo anno. La Wincer ha aggiunto che la “White Knight 2″ sarà utilizzati anche per viaggi ipersonici per trasportare passeggeri da Londra a Sidney in sole due ore di viaggio. “Che il viaggio abbia inizio”, come afferma il video dimostrativo che segue:Guadagna anche tu rispondendo a sondaggi online!
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Lug 23

Titolo originale: Just like heaven
Nazione: USA
Anno: 2005
Genere: commedia, fantasy, sentimentale
Durata: 1h35m
Regia: Mark Waters
Sceneggiatura: Leslie Dixon, Peter Tolan
Fotografia: Daryn Okada
Musiche: Rolfe Kent
Cast: Reese Witherspoon, Mark Ruffalo, Donal Logue, Dina Waters, Ben Shenkman, Ivana Milicevic, Jon Heder, Caroline Aaron, Willie Garson, Rosalind Chao, Ron Canada, Gabrielle Made, William Caploe

Trama
David Abbott è ancora turbato dalla recente morte di sua moglie quando decide di trasferirsi e prendere in affitto un appartamento. Rientrato una sera a casa un po’ alticcio, si ritrova in casa una ragazza, Elizabeth, che afferma di essere la proprietaria dell’appartamento. La ragazza però svanisce all’improvviso. Convinto di aver avuto un’allucinazione dovuta all’eccesso di alcool, David però ben presto dovrà ricredersi dato che le apparizioni di Elizabeth iniziano a diventare frequenti. La ragazza, pur apparendo come una persona in carne ed ossa, è in realtà capace di attraversare gli oggetti come un fantasma.

Recensione
Tratto dal best sellers dello scrittore francese Marc Levy, “Se solo fosse vero” è una la commedia sentimentale a tinte fantasy diretta dal regista Mark Waters. Se il libro di Levy può definirsi un’esaltazione dell’amore eterno che valica i confini della realtà non dimenticando un profondo ed impegnato tema come l’eutanasia, il film si limita ad una piacevole commedia sentimentale dove la morte non è intesa come il triste lutto ed il conseguente doloroso distacco visto nello splendido “Ghost - Fantasma” di Jerry Zucker, con Demi Moore e Patrick Swayze.
L’atmosfera di “Se solo fosse vero” rimane dunque nella commedia sentimentale, liberandosi dal dramma e da ogni particolare pretesa autoriale. Il tema dell’eutanasia è analizzato nel film in maniera leggera anche se questo non significa stupida. Waters, assieme agli sceneggiatori, intende dare comunque un senso a ciò che una persona può provare trovandosi incosciente su un letto di un ospedale. Nessun giudizio, soltanto un possibile punto di vista su un argomento così spinoso.
Ottimi i due attori protagonisti, Reese Witherspoon, dolce e gradevole nei panni dell’intruso spettrale, e Mark Ruffalo, spassoso ed affascinante nel suo essere bonario. La coppia risulta teneramente affiatata, dando spesso luogo anche a spassosissime gags.
In sintesi, “Se solo fosse vero” potrà facilmente cadere vittima di qualche amante del cinema d’autore, ma divertirà ed entusiasmerà chi è alla ricerca di una semplice commedia romantica. Il titolo in italiano fa riferimento al film, mentre quello originale “Just like heaven” coincide con il titolo della canzone dei Cure che fa parte della colonna sonora, canzone che da inizio al film con la versione di Katie Melua, cantante inglese di origini georgiane, e che lo chiude con la versione originale del gruppo inglese.

Voto: 68%
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Lug 23

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 23

Il Presidente Obama lunedì ha reso omaggio agli astronauti dell’Apollo 11 definendoli un punto di riferimento che ha ispirato una generazione di scienziati e ingegneri.

La storica foto sul New York Times documenta da sinistra Buzz Aldrin, Michael Collins e Neil A. Armstrong.

Obama ha ricordato inoltre la sua infanzia alle Hawaii, quando salì sulle spalle del nonno per guardare da terra le capsule spaziali sull’Oceano Pacifico.

“Penso che sia giusto dire”, ha detto Obama, “che il banco di prova per eccellenza nel settore della ricerca e la scoperta sia sempre stato rappresentato dagli uomini dell’Apollo 11.”

Obama, che pure non si è sbilanciato molto sulle decisioni che la Casa Bianca prenderà riguardo la futura esplorazione dello spazio (in particolare Marte) ha promesso di battersi per elevare gli standard scolastici specialmente in matematica e scienze.

In aggiunta al 5 per cento d’aumento del bilancio della NASA, circa 1 miliardo di dollari sono stati stanziati per il programma, tra cui 400 milioni di dollari per le missioni di ricerca sul clima e la tecnologia informatica e 400 milioni di dollari per l’esplorazione.

“Ci aspettiamo un’altra generazione di bambini là fuori a guardare il cielo e che diventeranno un giorno il prossimo Armstrong, Collins e Aldrins”, ha poi detto Obama.
“Vogliamo fare in modo che la NASA sia là con loro quando vorranno intraprendere quel viaggio.”
Fonte: WhiteHouse Blog

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Lug 23

Sarà mattina in Cina e India, quando il Sole scomparirà dietro alla Luna. Sarà l’eclissi totale più lunga del XXI secolo (6 minuti e 39 secondi nella sua durata massima). Un record destinato a essere superato solo nel 2132.

Ecco il percorso del cono d’ombra dell’eclissi cinese di domani.

Chi non ha mai assistito a un eclissi totale di Sole difficilmente può immaginarsi completamente il fenomeno. Un poco di emozione la potrà saggiare visionando questo video su Youtube che documenta un analogo evento filmato in Turchia nel 2006.

Per qualche maggiore dettaglio su come si generano le eclissi, rimandiamo al blog Scientificando di Annarita Ruberto.

Proprio la particolarità della durata dell’eclissi di domani darà modo ai geofisici dell’Accademia Cinese delle Scienze di condurre una serie di esperimenti per misurare la gravità durante l’eclissi, in modo da confermare o smentire precedenti osservazioni. Ne parla la rivista Galileo questo mese.

Qualche dato più tecnico è invece disponibile sul sito Nasa

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Lug 21

UN FILM NOTEVOLE che ho visto un po’ di tempo fa è questo The Hurt Locker di Kathryn Bigelow. È la storia di una unità di sminamento americana in Iraq (in realtà è stato girato in Giordania) e, a parte i meriti “tecnici” e di costruzione della storia della Bigelow (incantevole tra gli altri anche con l’ottimo Strange Days), qui c’è di bello l’uso dell’alta definizione. Deliziosa.

La pellicola ha partecipato nel settembre 2008 al festival di Venezia ed è uscita brevemente a ottobre anche nelle nostre sale. Non è andata bene. Ma recuperatelo, questo film. Suggerisco infatti di (ri)vederlo in un contesto attrezzato all’uopo e rispettoso dello standard HD. È una delle cose migliori degli ultimi tempi, secondo me.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 21

DOONESBURY ARRIVA PUNTUALE come ogni domenica dalla matita di Garry B. Trudeau. Questa settimana a tutto Twitter.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 21

Villaggi turistici italiani - offerte vacanze last minuteI villaggi turistici italiani negli anni sono aumentati coprendo ormai gran parte delle località più richieste del pianeta. Sia in Italia che all’estero, splendide strutture sono state create per soddisfare ogni minima esigenza. I villaggi turistici rappresentano una tipologia di vacanze per chi è alla ricerca della massima comodità nel pieno relax, senza dimenticare il divertimento, grazie a team di animatori sempre a disposizione per i clienti. I Mini Club per i più piccoli offrono invece l’opportunità ai genitori di godere un po’ di tranquillità, consapevoli di lasciare i propri figli in mani sicure ed esperte. Un’occasione di conoscere tante persone, ritrovandosi “richiusi” in strutture che favoriscono le relazioni sociali godendosi nel contempo una splendida vacanza di mare.
Molti sono i tour operator italiani famosi per il loro villaggi turistici nei quali trascorrere magnifiche vacanze: Valtur, i Grandi Viaggi, Veratour, Ventaglio, sono i nomi più importanti famosi in tutti il mondo. Tui.it, tour operator tedesco leader per le offerte vacanze, in particolare last minute, raccoglie i migliori villaggi turistici consentendo così di risparmiare. In seguito alcune delle migliori caratteristiche che rendono unica una vacanza in villaggio. Per le migliori offerte last minute sui villaggi turistici, puoi cliccare sul banner in fondo all’articolo.

Accoglienza italiana nel mondo
Tutti i villaggi offerti dai tour operator italiani specializzati ti faranno sentire come a casa tua pur trovandoti ovunque nel mondo. Il personale italiano dei villaggi sarà a disposizione per ogni informazione ed i caso di problemi per tutti i clienti durante tutto il periodo di vacanza, dall’inizio del soggiorno fino al rientro a casa.

Cucina made in Italy
Chi non riesce a rinunciare dei piaceri della cucina italiana, i villaggi turistici italiani consentono di avere i piatti del nostro Paese anche nei remoti angoli del pianeta: pesce, carne ed ogni altra prelibatezza italica cucinate da chef qualificati con ingredienti di assoluta qualità, seguendo le migliori ricette della nostra cucina.

Divertimento
Uno staff di animatori sarà sempre presente con l’unico compito di farvi divertire e farvi passare piacevoli giornata e serate. Attività di ogni genere: spettacoli serali, discoteca, cabaret e giochi in ogni momento della giornata. Un clima perfetto dove divertirsi e conoscere nuove persone.

Sport e benessere
Un team di animatori per lo sport, certificati istruttori ed esperti maestri di discipline sportive, sarà a vostra disposizione per ogni genere di attività sportiva. Dal fitness agli sport di squadra, un intenso programma con lezioni collettive e private che coinvolgono tutti i clienti del villaggio, favorendo l’utilizzo delle attrezzature sportive di cui sono forniti le strutture. Tornei e gare per divertirsi insieme in una sana e produttiva competizione sportiva. Per completare il programma in favore del corpo, strutture per il benessere, ove presenti: massaggi, idroterapia ed altre discipline per la salute ed il relax durante la propria vacanza.

Miniclub per i bambini
Nei villaggi turistici selezionati dai migliori tour operator i bambini sono nelle mani sicure del team di animazione a loro dedicato. Per il divertimento dei più piccoli e per la massima tranquillità dei gentitori, nel villaggio sono presenti Mini Club con parchi giochi potendo contare sulla competenza e preparazione degli animatori che durante il giorno programmano le diverse attività e assistendoli con la massima cura.
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Lug 21


Chi di voi lettori ha più di 45 anni probabilmente ricorderà con emozione questa serata di 40 anni fa, in cui il primo Modulo Lunare Apollo posava i due primi uomini sulla superficie lunare.
E’ esattamente il 20 luglio 1969. Nello Studio 3 di via Teulada Andrea Barbato dirigeva un team di giornalisti tra cui Tito Stagno e il duo Jas Gawronsky e Ruggero Orlando collegati in diretta da Huston. Una diretta di oltre 25 ore che tiene incollati ai teleschermi più di 20 milioni d’italiani per seguire l’impresa della missione spaziale Apollo 11 (erano ancora la maggiorparte le famiglie che non disponevano di un televisore e che seguivano il programma dai bar o da familiari).

E poi godiamoci la versione recentemente restaurata dalla Nasa del momento della discesa dal modulo lunare.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 21

Mentre sul canale YouTube Nasa&Clips potete ammirare i bellissimi video educational delle storiche missioni spaziali, vi siete mai chiesti come si presenta la faccia nascosta della Luna? Quella non visibile della Terra?

La faccia nascosta della Luna è stata osservata per la prima volta nel 1959, grazie alla missione della sonda sovietica Lunik. Ecco la prima immagine inviata a Terra dalla sonda.


Ma se le prime foto sono state merito dell’Unione Sovietica, furono gli Stati Uniti con l’Apollo 8 e il suo equipaggio composto dagli astronauti Frank Borman, William A. Anders e Jim Lovell ad osservare direttamente la faccia nascosta il 24 dicembre 1968.

Così venne descritta dall’astronauta William Anders:
« La parte posteriore si presenta come se fosse un mucchio di sabbia in cui i miei figli hanno giocato per qualche tempo. È tutta picchiettata, senza definizione, solo un sacco di dossi e buche. »
In seguito, è stata osservata dai membri degli equipaggi delle missioni Apollo dalla 10 alla 17 e fotografato da numerose sonde lunari.

Quella delle prima immagine lunare nascosta fu un evento memorabile che fece molta impressione al pubblico. Si trattava di “svelare” qualcosa che l’umanità aveva potuto, fino ad allora, solamente immaginare.

L’ immagine è più recente ed è stata presa dalla sonda Clementine nel 1994.

UN CLIC PER INGRANDIRE


Come possiamo notare dalle immagini la faccia nascosta del nostro satellite ha una una morfologia molto più accidentata: ricca di crateri e con molti meno mari lunari. La Terra, infatti, offre un’ottima protezione ai meteroriti nei confronti della faccia visibile (grazie alla sua forza di gravità) e molto meno in quella non visibile.

Mentre stiamo scrivendo, il Lunar Reconnaissance Orbiter, il cui lancio è avvenuto il 18 giugno 2009 sta continuando la sua missione orbitando attorno alla Luna e riprendendola con una risoluzione mai ottenuta prima. Qui i dettagli sul sito LRO.

Nel video seguente una ricostruzione del viaggio compiuto dalla sonda in questi giorni d’Estate.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 21

Forse molti di voi non lo conosceranno ma io si per un caso di omonimia…sto parlando di Alessio il cantante napoletano (non Gigi d’Alessio).

Essendo primo su Google con la scritta Blog di Alessio e simili molte sue fans finiscono nel mio blog rilasciando tantissimi commenti e spesso, pensando che sia il suo blog, mi sono anche arrivate email per propormi proposte di lavoro e simili… si è assurdo ma è così.

Recentemente sono venuto a conoscenza che Pif (storica iena) ha trascorso diverse ore con lui e realizzato un servizio per raccontare il suo lavoro, veramente ne consiglio la visione per comprendere meglio la realtà campana che è praticamente un mondo a parte. La cosa sconcertante è vedere queste feste di comunione, quindi religiose e di bambini, i quali sono incentivati da Alessio a cantare frasi come “il perizoma va giù” e simili…

In alto trovate la prima parte, qui la seconda ed ultima dove potete trovare anche un incredibile gaf di Alessio sui suoi tatuaggi maori…infatti nei commenti del video viene puntualmente deriso.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 21

Tra i tanti programmi demenziali che la TV ci propone troviamo The Club…dove possiamo ammirare tanti giovani prodotti dalla società italiana moderna…in alto un esempio…lo propongo per la rubrica dei video divertenti della domenica anche se in questo caso si dovrebbe più piangere che ridere.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 19

TRA POCHE ORE ho l’aereo per tornare in Italia: sono da una settimana a São Paulo, la megalopoli brasiliana. In questo momento siamo in 22 milioni a bazzicare da queste parti, la maggior parte di noi in macchina e sempre in coda, oltretutto. Per arrivare qui ho volato con la TAM Linhas Aéreas, su un “comodo” Airbus A340, che mi attende anche per il ritorno dal Guarulhos International Airport (Gru) a Malpensa (Mxp).

Qui è l’acme dell’inverno, ma ci sono 25 gradi: temperatura ideale che fa però temere un’estate da ustione. La città, quando si arriva con l’aeroplano, fa venire il giramento di testa da quanto è grande. Quando poi sei dentro, imballato in coda lungo uno dei due fiumi che ricordano canaloni di scarico (e sono canaloni di scarico) lungo i quali si è sviluppata una serie di “arterie di scorrimento” a sei corsie, circondato da milioni di esseri umani parimenti in coda, il giramento di testa diventa più intenso. Dev’essere lo smog. Per la prima volta, Los Angeles mi sembra un posto pulito e amichevole.

Ero preoccupato ma mi dicono che il tasso di criminalità è sta calando in maniera sensibile. Forse hanno letto il libro di Malcom Gladwell con l’aneddoto sul vandalismo in metropolitana a New York, oppure le considerazioni di Steven Levitt e di Stephen Dubner in Freakonomics su aborto e criminalità. E potrebbero aver risolto il problema sciogliendo tonnellate di anticoncezionali nell’acqua del rubinetto e nei fiumi, visto il colore. Chi può dirlo.

São Paulo è, in effetti, una città come nessun’altra. Non foss’altro perché è la più grande città italiana fuori dall’Italia. E la più grande città spagnola fuori dalla Spagna. E la più grande città giapponese fuori dal Giappone. Per tacere del resto…

Se un giorno mi metto a vendere elicotteri, vengo qui ad aprire il negozio: non fanno che passare da tutte le parti. Ah, una curiosità: Ronaldo si è comprato un appartamento da 8 milioni di reais (una cosuccia da 3mila metri quadri) con vista direttamente sullo stadio. Secondo me così la domenica a casa capiscono subito come butta e gli preparano da mangiare di conseguenza.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 19

SEMPRE PER QUANTO riguarda lo sbarco sulla Luna, il New York Times spiega ai lettori meno attenti il “mistero della bandiera” che garrisce a un ipotetico vento sulla superficie lunare, cosa impossibile vista la mancanza di atmosfera e quindi madre di tutte le teorie della cospirazione (ricordate Capricorn One?).

Money Quote: The wrong coating had been applied to the telescoping rod, so it wouldn’t fully extend, which is why the flag looks like it is waving in the wind. Ironically, that famous picture of Buzz Aldrin posing next to the flag is often cited as evidence by conspiracy theorists as proof the mission to the moon was a hoax.

Siccome “loro” sono il New York Times, non raccontano la storiella ma sono andati a trovare Tom Moser, l’ingegnere della Nasa allora giovanissimo che fu incaricato di realizzare il braccetto telescopico parallelo al suolo usato per tenere distesa la bandiera. È faticoso, ma si chiama giornalismo.

Oggi sulla Luna ci sono sei bandiere, tutte statunitensi (la prima è caduta in fase di decollo, perché troppo vicina al Lem, le altre cinque sono ben dritte e hanno tutte l’effetto “onda nel vento” generato questa volta a proposito). Nella missione prevista nel 2010 sarà coinvolto più di paese, quindi per la prima volta verranno piantate anche altre bandiere nazionali.

Una convenzione internazionale, sottoscritta anche dagli Usa, stabilisce che non è possibile rivendicare come proprio territorio (stile colonia) quello che si trova su un corpo celeste altro rispetto alla Terra.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 19

QUESTA LA CRONACA, come la racconta la grande stampa internazionale nella traduzione di Internazionale:

Gholamreza Aghazadeh, da tempo a capo dell’Organizzazione dell’energia atomica iraniana (Aeoi), si è dimesso. Non si conoscono i motivi della decisione, ma ci potrebbero essere delle implicazioni politiche legate alle proteste scoppiate a Teheran dopo la rielezione di Mahmoud Ahmadinejad. In passato Aghazadeh è stato uno stretto collaboratore di Mir Hossein Mousavi, il leader dell’opposizione che ha denunciato le irregolarità nel voto del 12 giugno.

Questa, invece, una fonte diversa e più vicina al problema:

Two weeks ago, a source associated with Iran’s nuclear programme confidentially told WikiLeaks of a serious, recent, concealed nuclear accident at Natanz. Natanz is the primary location of Iran’s nuclear enrichment program.

We have reason to believe the source was credible however contact with this source has been lost.

We would not normally mention such an incident without additional confirmation, however according to Iranian media and the BBC, today the head of Iran’s Atomic Energy Organization, Gholam Reza Aghazadeh has resigned under mysterious circumstances. According to reports, the resignation was tendered around 20 days ago.

Una piccola evoluzione

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 19

(Pubblicato su Affari Italiani il 14 Luglio 2009)
In queste ore, nello Xinjiang è in corso una “cinica” guerra delle cifre: il conteggio dei morti nelle giornate di scontri.

Alle autorità cinesi, che hanno ufficialmente aggiornato il bollettino a 184 vittime, risponde da Washington Rebiya Kadeer, leader del World Uyghur Congress, affermando che le vittime “sono mille o forse di più”.

Fin qua tutto secondo “copione”, ma dietro questa “guerra delle cifre”, cominciano anche ad emergere delle “incongruenze” che meritano un’analisi.

Su 184 morti, ben 137 sono infatti di etnia Han, cioè l’etnia prevalente in Cina (di cui 111 uomini e 26 donne), mentre 46 (di cui solo una donna), sono quelli di etnia Uigura, cioè la minoranza etnica scesa in piazza per protestare.

Qualcosa quindi non torna nella storia raccontata su tutti i media occidentali, secondo cui “la polizia avrebbe massacrato inermi manifestanti della etnia Uigura”.

Oltretutto, se come in queste ora viene affermato dai leader secessionisti Uiguri, ci fossero stati migliaia di morti, carri armati o camionette che passavano sui cadaveri dei manifestanti, appare incredibile che non esista una sola foto, un’immagine di queste atrocità e di quello che il mondo intero ha immediatamente bollato, come un “massacro”.

O meglio, esistono moltissime immagini delle televisioni cinesi, immagini anche molto crude, violente, di gente che viene pestata a sangue da altri comuni cittadini, immagini che raccontano comunque una storia ben diversa.

Ovviamente, molti commentatori occidentali, pur di non dover dire di essersi “sbagliati”, hanno finito per mettere subito in dubbio queste immagini, definite addirittura “abili tagli governativi”, visto che invece di vedere Uiguri ammazzati dalla polizia, mostravano proprio gli Uiguri che pestavano uomini e donne della etnia Han.

Ora di fronte a queste cifre e dove ben il 75% dei morti sono cittadini cinesi della etnia Han, le stesse “penne” tacciono.

Per giorni però, il bombardamento mediatico di quelle ore, fece passare la notizia, mai smentita, che la polizia cinese stesse ammazzando, a sangue freddo, cittadini inermi della etnia Uigura, durante una manifestazioni pacifica.

Ma c’è dell’altro: nelle corrispondenze occidentali, i morti sono “diversi” e quindi si parla di cinesi quando si fa riferimento ai morti di etnia Han, mentre semplicemente di Uiguri, quando si fa riferimento ai morti della etnia mussulmana, turcofona.

Con ciò, si tende ad avvalorare l’idea che i morti appartengano a due nazioni diverse, dimenticandosi che per quanto di etnia diverse, i morti sono TUTTI e solo Cinesi.

Comunque sia, quanto accaduto nello Xinjiang, non convince del tutto le autorità cinesi, anche alla luce dei continui appelli dall’estero da parte dei movimenti secessionistici, che continuano a “sparare” numeri di morti a spanne, con il chiaro intento di “intercettare” il supporto dalla comunità internazionale sulle loro aspirazioni secessionistiche.

Ma chi sono veramente gli Uiguri?

Basta però fare un passo indietro nella storia della regione, per scoprire anche in questo caso, una verità un po’ diversa da quella apparsa sui media occidentali.

Sul piano territoriale, l’attuale Xinjiang fu conquistato dai cinesi nel 1755, diventando nel 1884 provincia regolare dell’impero cinese.

Ma è sulla “millenaria” identità uigura che rivendica ora la propria indipendenza che si hanno le maggiori sorprese.

Incredibilmente, infatti non esistono notizie di alcuna identità Uigura, fino agli anni ‘30, identità che trae invece ispirazione dai movimenti nazionalistici e socialisti della neonata Unione sovietica e della Terza Internazionale.

Il nome a cui si ispirarono, fu preso dall’impero uiguro dell’8°, 9° secolo che effettivamente occupava una parte dell’attuale Xinjiang, ma le due popolazioni non hanno nulla a che fare l’una con l’altra.

Infatti, mentre gli antichi uiguri erano mongoli e buddisti, gli attuali uiguri sono turcofoni e musulmani.

Quindi quanto sta accadendo in questi giorni nello Xinjiang, sembra effettivamente strettamente collegato ad un ritorno del “nazionalismo” uiguro degli inizi del ‘900, che portò ad una temporanea indipendenza tra il 1944 al 1949, in quello che fu allora chiamato Turkestan Orientale.

Lette sotto la lente della “storia”, appaiono quindi del tutto esagerate, le accuse di “genocidio” che da molte parti del mondo, si stanno alzando contro la Cina.

Contemporaneamente, appaiono decisamente esagerate, le pretese degli stessi Uiguri, che stanno cercando di farsi passare per i millenari abitanti di quelle terre, fatto che non appare dimostrabile su base storica.

Ma a parte una lettura storica della vicenda, esistono anche riscontri sul piano investigativo, che sembrano confermare l’esistenza di una regia esterna ai fatti accaduti la settimana scorsa.

Un ruolo determinante lo hanno le telefonate proprio della Rebiya Kadeer, al fratello che vive in Urumqi, telefonate antecedenti ai fatti e nelle quali avvisava il fratello di come fosse a conoscenza che ci sarebbero stati degli scontri nella città.

Detto questo, a far paura ai cinesi, non è di per sè il “ritorno di fiamma” del nazionalismo Uiguro, bensì il fatto che possa portarsi dietro una minaccia “islamica” che coinvolga la Cina nel terrorismo internazionale.

Nei mesi scorsi, sono stati catturati in Afghanistan guerriglieri Uiguri che combattevano nelle file talebane, la prova di una connessione esistente tra le diverse anime Islamiche che ora potrebbero volersi inserire nella questione Uigura, attraverso azioni violente.

Ma esiste un altro aspetto, legato alla tradizione, che rende i cinesi ancora più diffidenti.

L’importanza dei cicli nella storia Cinese

Il prossimo 1° ottobre, si festeggia il 60° della nascita della Repubblica Popolare Cinese.

Quest’anno avrà però un significato simbolico particolare che si perde nella notte dei tempi della millenaria storia cinese.

Infatti il numero 60, nella cultura cinese, rappresenta nel calendario Cinese il completamento di un ciclo completo, composto da 5 sottocicli di 12 anni ciascuno.

Quindi, scaramanticamente, per i cinesi è importante che non accada nulla fino al termine di questo ciclo, un grande valore simbolico anche sulla continuità dell’attuale equilibrio politico.

I “nemici” della Cina, per contro, cercheranno di “offuscare” questa data, proprio per cercare di lanciare un “segno” contro tale continuità.

La “provocazione” di Taiwan

Da queste parti queste cose hanno ancora un grande importanza, basti pensare alla ferita ancora aperta di Taiwan.

A parte la questione strettamente territoriale, esiste infatti un’altra ragione, per così dire di “legittimità”, che per lungo tempo ha realmente fatto rischiare la guerra nello stretto.

Infatti, quando Chiang Kai-shek decise di fuggire sull’Isola di Formosa, l’attuale Taiwan, si portò dietro anche qualcosa di molto, molto importante: i 25 sigilli imperiali dell’epoca dei Qing, che simboleggiano il potere imperiale, ora esposti al museo di Taipei.

Nella cultura cinese, quando un contendente viene sconfitto, viene anche eliminato tutto quello che possa fare riferimento al perdente, che viene quindi letteralmente “cancellato”.

E’ stato sempre così, nel susseguirsi delle diverse dinastie che hanno dominato l’Impero Cinese.

Questi sigilli sono quindi una sorta di “provocazione”, la prova di qualcosa di lasciato “incompiuto”, oltre che una rivincita degli sconfitti, che così possono ancora cercare di dimostrare al popolo cinese, la presunta illegittimità della nuova dirigenza.

L’unità della nazione come “valore supremo”

Ma tornando ai fatti nello Xinjiang, bisogna ricordarsi come esista un “valore supremo” che i cinesi contemporanei intendono preservare ad ogni costo: l’unità della nazione.

Valore attorno al quale tutti i cinesi si riconoscono e che li lega in maniera indissolubile al partito, garante di questa unità ritrovata, dopo un lungo periodo di rovinose guerre civili e fratricide.

Qualcosa che non è trattabile, fortificato dalle umiliazioni subite di fine ‘800 e inizi ‘900, da parte degli occidentali, eventi scolpiti nelle menti di tutti i cinesi, non più disposti a riviverle.

La violenza distruttiva degli Uiguri e il fatto che abbiano ammazzato così tanti cittadini, è stata quindi interpretata come un attacco all’unità del paese e ciò spiega perché tutti i cinesi, senza esitazioni, abbiano chiesto al governo il ripristino dell’ordine.

L’aver rotto il “sottile” legame che teneva in equilibrio le due etnie in questa regione, ha vanificato il tentativo di una qualche integrazione perseguita negli anni.

Per questo occorre stare attenti, sui media occidentali, ad “accreditare” storie “scritte a tavolino” da gruppi secessionisti, in questo caso di matrice islamica, che totalmente sconnessi dai fatti storici, possono però accendere pericolose micce che possono diventare una grande incognita per il futuro.

Ma ancora prima di qualsiasi considerazione politica, occorre smettere di continuare a distinguere tra loro i morti di questi giorni, tutti cinesi, a prescindere dalla loro etnia o credo religioso.

Sarebbe un primo concreto passo per aiutare a cercare di ricomporre le “distanze” di queste ore.

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 19

Al vicepresidente della fondazione Flaminia Giannantonio Mingozzi
Al prorettore delegato alla Romagna Guido Gambetta
Al prorettore vicario Luigi Busetto
Ai responsabili di Serinar e Unirimini

E. p.c.

Al rettore Pier Ugo Calzolari
Al Comitato Pari Opportunità dell’Alma Mater Studiorum

Al Sindaco di Ravenna

Alla Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ravenna
Alla Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Ravenna

Gentilissime e Gentilissimi,
facciamo seguito alla nostra lettera del 13 luglio 2009, con la quale si affermava che la pubblicità delle “Fantastiche4” rappresenta una gravissima forma di discriminazione di genere effettuata da una Istituzione pubblica, e di conseguenza chiedevamo l’immediata rimozione da ogni luogo pubblico dei manifesti pubblicitari sopra citati, una immediata lettera di scuse a tutte le studentesse e studenti da parte dei responsabili della campagna pubblicitaria, l’immediata rielezione dell’indispensabile Comitato Pari Opportunità universitario, e, per le affermazioni rilasciate, le immediate dimissioni da ogni incarico pubblico di Giannantonio Mingozzi, vicesindaco di Ravenna.

Abbiamo apprezzato molto la scelta di rimuovere i manifesti incriminati, e le numerose espressioni di condanna dell’immaginario sessista cui esso alludeva, nonché quanti comunque si sono distanziati da tale scelta di marketing.

Tuttavia, è triste e grave che in molti, e nello specifico Giannantonio Mingozzi, continuino a difendere a spada tratta la legittimità di una scelta tanto palesemente discriminatoria.

E’ intollerabile che Giannantonio Mingozzi abbia liquidato la scelta del manifesto pubblicitario come “una leggerezza” e “una cosa negativa” e che, in sede di consiglio comunale, in veste istituzionale, abbia di nuovo ripresentato la questione in termini di “visibilità” e di “senato accademico che rema contro la Romagna”, continuando a non rendersi conto – lui e le/gli altri quindici che con lui hanno scelto l’immagine, evidentemente!- della gravità dell’accaduto, perlopiù ironizzando su una sensibilità di genere che secondo lui dovrebbe rimanere prerogativa dell’Assessora alle Pari Opportunità, e non del consiglio comunale tutto.

Mingozzi infatti in quella sede ha ribadito che non e’ stato un “errore”, ma che a decidere la campagna “eravamo in sedici, di cui tre donne, e a nessuno e’ venuto il dubbio che fosse offensiva. Credevamo solo di dare una rappresentazione fumettistica delle facolta’ romagnole, che per la prima volta si promuovevano insieme”.
E per il futuro ha ironizzato: “D’ora in poi, prima di approvare qualunque manifesto, lo faro’ prima vedere all’assessore Piaia”.

Per tale motivo interveniamo nuovamente per esprimere la nostra indignazione in riferimento alle affermazioni del vicesindaco Mingozzi e di quanto con tali argomentazioni lo hanno supportato.

Nella nostra precedente lettera abbiamo illustrato con chiarezza che, anche in riferimento a quanto stabilito dalla Convenzione Europea per l’Eliminazione di ogni Forma di Discriminazione nei confronti delle Donne e dalla Carta Europea per le Pari Opportunità nella vita locale, la pubblicità delle “Fantastiche4” è lesiva della dignità della donna e discriminatoria in quanto veicola stereotipi di genere.

Quello che noi esigiamo con fermezza è una presa di consapevolezza da parte di tutte le Istituzioni coinvolte (Rettorato, Senato Accademico, Prorettore, Responsabili del poli decentrati, Sindaci delle città ove sono stati affissi i manifesti, Consigli comunali) che quel manifesto è discriminatorio e veicola stereotipi sessisti. Di conseguenza, chiediamo un fermo impegno da parte di tutti nella riflessione sulla pervasività degli stereotipi di genere e sul loro impatto negativo nella lotta per l’autodeterminazione delle donne e le pari opportunità in ogni ambito sociale.

Ribadiamo la richiesta di dimissioni di Giannantonio Mingozzi da ogni incarico ricoperto in ambito comunale e universitario, in quanto è intollerabile che, anche quando gli venga evidenziata in maniera circostanziata la natura discriminatoria del manifesto, egli si ostini a non riconoscerla come tale, minimizzando l’accaduto anche nella sua veste istituzionale e derogando una consapevolezza e un azione di genere al solo assessorato delle pari opportunità e non al Comune di Ravenna tutto, così come doveroso invece, avendo ideologicamente aderito in toto tale Istituzione alla Carta Europea per le Pari Opportunità nella vita locale (che lo invitiamo a leggere e promuovere, come Suo specifico obbligo istituzionale).
Riteniamo l’atteggiamento di Mingozzi paternalistico e pericoloso.

Ci sono delle responsabilità istituzionali nell’adozione di una pubblicità sessista, e ci sono dei vinti: sono le donne, le giovani generazioni mercificate non solo dai privati ma, a quanto pare, anche dalle Istituzioni, e rappresentate come oggetti sessuali e non come soggetti pensanti.

La richiesta che le Istituzioni ammettano la possibilità di essere state discriminatorie, e si impegnino per la decostruzione, a partire da sé, della cultura sessista che impedisce l’autodeterminazione femminile, è dovuta e più che legittima: se non lo fanno, chiederne le dimissioni non è né infelice, né arrogante, né fuori luogo.
Si tratta di una lotta per l’affermazione del diritto di ogni donna ad essere rappresentata come soggetto attivo e autodeterminato e non oggetto sessuale o di consumo o di cura.

E se i rappresentanti delle Istituzioni non hanno consapevolezza di ciò, temiamo che gli errori di questo tipo possano ripetersi e moltiplicarsi.

Per tali motivi, ribadiamo la necessità che venga riconosciuta collettivamente e pubblicamente la natura discriminatoria della pubblicità delle “Fantastiche4” e che ci si impegni al fine di promuovere campagne di sensibilizzazione contro l’uso strumentale dell’immagine della donne e per l’eliminazione degli stereotipi di genere dalla comunicazione.

Bologna – Ravenna – Cesena – Forlì – Rimini, 15 luglio 2009

Associazione Giuristi Democratici, sezioni di Bologna e di Ravenna
Collettivo Universitario Femminista “Figliefemmine”
Rete delle Donne di Bologna
Altra Città – lista di donne, Bologna
Fuoricampo Lesbian Group
Monica Pepe
Anna Zoli
Ilaria Possenti (Università di Pisa)
Monica Pepe
Ostilia Mulas
Sandro Bellassai
Edith Gallon
Controtv di Pisa
Fernanda Minuz
Lucrezia Stella
Giacomo Ficarelli
Stefania Zamba
Anna Draghetti
Geni Sardo (Coordinamento Donne Trieste)
Elena Del Grosso
Collettivo di donne Mujeres Libres di Bologna
Francesca Rossi
Fiorenza Addivinola
(adesioni in aggiornamento)

Per info:
Barbara Mazzotti (Figliefemmine) cell. 3381057693
Barbara Spinelli (Giuristi Democratici) cell. 3406248970
Per adesioni: retedelledonnedibologna@women.it

Rete delle Donne di Bologna

fonte: retedelledonnedibologna.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 19

TodomondoDal 17 al 22 luglio tutte le prenotazioni e le partenze programmate con Todomondo sono sospese. E’ stata inoltre presentata istanza fallimentare per Teorema Tour, sua proprietaria, che verrà discussa lunedì 27 luglio alle ore 11.00 presso il Tribunale di Milano dove si analizzerà la situazione finanziare ed il patrimonio della società. Già il 14 luglio l’assemblea dei soci di Todomondo ha deciso di di promuovere una azione di responsabilità verso il proprio amministratore delegato Alessandro Scotti che è stato subito rimosso dalla carica. La società si impegna a far rientrare tutti i turisti già in viaggio, anche se già da qualche giorno i mezzi di stampa e comunicazione hanno informato che turisti in Egitto e Grecia sono rimasti bloccati presso le loro destinazioni di vacanza in attesa di rientrare in Italia.
Procedono le trattative per la cessione dell’azienda che dovrebbe passare dalla famiglia Scotti ad una cordata guidata dal fondo Hfc di Corrado Coen. Il finanziere sarebbe interessato a rilevare anche Eurotravel, altro tour operator in grossi guai finanziari.
Il problemi chiaramente non saranno limitati al periodo indicato, ma come afferma l’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) e come ha mostrato tempo fa la trasmissione “Striscia la notizia”i disagi provocati da Todomondo sono già noti. L’Aduc consiglia a tutti coloro che hanno prenotato con Todomondo di risolvere il contratto mettendo in mora il tour operator, richiedendo il rimborso del pagato e i danni fisici e psicologici subiti. Stessa procedura deve essere seguita anche dai viaggiatori costretti al rientro in Italia a proprie spese a causa di inadempienze del tour operator entro dieci giorni dal rientro.
Il caso di Todomondo non è una sorpresa, dato che è possibile fare qualche ricerca su internet per constatare l’inaffidabilità di questo tour operator. Molte sono infatti le lamentele di turisti che hanno visto trasformare la propria vacanza in un disagio o in un vero e proprio incubo.
Questo non deve spaventare i consumatori ad usufruire di offerte online relative all’acquisto delle proprie vacanze, perché esistono società serie ed affermate sulle quale fare totale affidamento: Expedia, fondata da Microsoft, eDreams, leader nel sud Europa, Tui, importante tour operator tedesco, sono soltanto alcuni tour operator che da anni operano senza alcun disagio per i passeggeri. Non bisogna aver paura di acquistare online il proprio soggiorno in albergo oppure il proprio volo per il fatto che non esista un’agenzia di viaggi tradizionale cui rivalersi in caso di problemi. Come conferma Federconsumatori è possibile infatti rivalersi presso lo Sportello del Turista nel caso di tour operator inadempienti anche se questi operino online.

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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 19

del Prof. Giuseppe Panissidi
UNICAL

da ilmessaggero.it

Gran bel pezzo di cinema, di fresca attualità, con uno strepitoso Al Pacino magistralmente diretto da Norman Jewison. Una tenace, sofferta ricerca della Giustizia Uguale. Per tutti. Con risultati simbolici, oltre che filmici, sicuramente non trascurabili.

E tuttavia risibili, se confrontati con gli esiti (a dir poco) sorprendenti conseguiti nei giorni scorsi dal vertice della nostra giurisdizione ordinaria, la Corte Suprema di Cassazione. Le cui sezioni unite civili, con sentenza n.15976, hanno pronunciato nel merito dei ricorsi a suo tempo proposti dai magistrati di Salerno e Catanzaro, avverso i provvedimenti cautelari irrogati dal CSM nell’ambito della cosiddetta “guerra delle procure”. Una connotazione mediatica non-neutra, alla stregua della rappresentazione che il Consiglio Superiore della Magistratura ha ufficialmente inscenato per quegli eventi, oggettivamente dirompenti, anzi drammatici.

Invero, istituzioni ed opinione pubblica conoscevano, con congruo anticipo, le conclusioni di questa vicenda, grazie alle puntuali esternazioni del presidente dell’ANM in corso di procedura. Insomma, tutto era stato previsto, con mirabile esattezza. O, come si suol dire: scritto. Lode a sì potenti virtù divinatorie. Nel paese di Balsamo-Cagliostro, che balsamo!


Vorremmo provare a riassumere concisamente i termini essenziali della (poco) intricata vicenda.
La Procura della Repubblica di Salerno conduce, nei confronti di alcuni magistrati di Catanzaro, un procedimento scaturito da una serie di informative di reato da questi ultime inoltrate nei confronti dell’ex pm di Catanzaro De Magistris. Accertata la sua estraneità ad ogni e qualsiasi responsabilità, quell’ufficio s’imbatte in gravi ipotesi di reato in capo ai predetti magistrati calabresi. Come, ad esempio, una presunzione di illeciti a favore dell’ex ministro Mastella:la mancanza di alcuni atti nella trasmissione al GIP della domanda di archiviazione della sua posizione. Un fatto d’inaudita gravità, se provato. Ai fini delle doverose (?) investigazioni, bisogna – è di tutta evidenza anche per i non addetti - disporre di quegli atti. Che, infatti, vengono ripetutamente richiesti a Catanzaro, non senza informare il CSM, che tace. Ma questi documenti - indispensabili per “le determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale” (art.326 cpp), obbligatoria in forza della Costituzione, art.112 – non arrivano. Ora, è patente che, in ipotesi di omissione, abuso o falsità per occultamento, in testa all’AG di Catanzaro, all’ufficio del pm di Salerno competeva e compete il potere-dovere di indagare e conoscere. Per agire.

Che, poi, siffatte devianze siano occorse nella gestione di un procedimento giudiziario, è circostanza indubbiamente peculiare, ma che non vale a diminuire, la loro gravità. Semmai ad ispessirne la portata. In uno Stato di diritto, ben inteso. E nulla autorizza ad attribuire ai magistrati di Salerno la barbara e demenziale intenzione di sottrarre i procedimenti al competente giudice naturale di Catanzaro, salva l’acquisizione di “copie” conformi degli atti de quibus, da sempre sollecitate.

Né da parte loro era mai stato sollevato il rituale conflitto di competenza. Nulla. Ragionevolmente esclusa la cieca ignoranza, non di un singolo, ma di un intero ufficio! Di processi alle intenzioni, d’altra parte, non si sente il bisogno ed è meglio lasciarli agli Stati-canaglia.

Una semplice osservazione può forse aiutare ad inquadrare correttamente la questione. Se nel corso di un’attività giurisdizionale uno o più magistrati distruggessero documenti od elementi di prova, la competente AG, intervenendo alla ricerca delle relative tracce documentali, di sicuro…interferirebbe. Con il delitto. Anche al fine d’impedire l’”aggravamento ulteriore delle sue conseguenze”, senza, peraltro, con ciò usurpare la competenza naturale in ordine a quella regiudicanda. Come da ampia casistica, oltre che da codice di rito.

Eccoci così giunti al punto più rilevante della determinazione conclusiva della S.C. Che sembra risiedere in una nobile preoccupazione per le sorti della Giurisdizione, messe a repentaglio da “risse” devastanti come quella in argomento. Ora, se esisteva un’alternativa all’operato dell’AG salernitana, quale poteva essere? L’astensione da ogni…interferenza. C’è del vero, in questa posizione, che suona quasi come un invito e un auspicio:in determinati casi, alla “rissa”, è preferibile la…pace.
Prima o poi sapremo anche…per chi.

E ancora, in tema di pace – in un paese fin troppo litigioso - viene in mente quella grande “summa” storico-culturale che è “Guerra e pace” di Tolstoj. Sotto un profilo singolare, però:la sua lunghezza è opportunamente inferiore al decreto di perquisizione e sequestro improvvidamente predisposto dei magistrati campani. 1.400 pagine, un macigno. Esagerati, è il meno che si possa dire. Alla S.C. ne sono bastate 63 per segnare il destino di questi magistrati, a salvaguardia delle “logiche della giurisdizione”. Quale obbrobrio, quel blaterare su fatti estranei alle “finalità” proprie dell’atto. Scrivendo tante pagine inutili, seppure con intento ipermotivante, anziché la consueta, succosa letterina della mamma, si sono dispersi – perdendosi - in sviluppi analitici “inconferenti” – si dice così? Hanno, cioè, mostrato di aver capito ben poco, quasi nulla. Del gioco. E delle sue regole. Di quelle non scritte, segnatamente.

Oppure del sonno del CSM, in (prolungata) fase REM notoriamente caratterizzata da attività onirica con allucinazioni e autorappresentazioni, la cui privazione provoca l’insorgenza rapida di sintomi ansiosi, e se protratta a lungo, di sintomi psicotici, come spunti di depersonalizzazione e di valenze paranoidi.

Il dirigente Apicella, in primis, ha inopinatamente rivelato un’”indole” tutta da rifare, con scarsa propensione alla “comprensione”, perciò finanche indegna della misura – provvisoria - del trasferimento. Rimozione, e non se ne parli più. Conformemente, i media non ne fanno più menzione. In fondo, che cosa c’è da aggiungere a quanto già era noto ed ora viene confermato, in scienza e coscienza, dal giudice supremo della Corte Regolatrice?

Da qui l’addebito di maggiore incisività:l’anzidetta prolissità “tecnico-redazionale” dei salernitani. Davvero imperdonabile agli occhi del censore (mal)cassante. Assai più del delitto medesimo, anche di quello associativo, istituzionale, spregiudicato e scatenato che sia. O dell’ipocrisia, ferocemente stigmatizzata – unica, vera colpa - dal Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo. Da stroncare.

Non può che risultarne, di rigore, una sentenza della Cassazione traboccante di legittima suspicione:sospetti – perfino che il decreto incriminato sia opera autografa del De Magistris. Altro lavoro per Perugia, si suppone! – intenzioni, congetture, sfumature, ombre, etc.etc. Si conviene a un provvedimento “giurisdizionale” che si rispetti.

Nelle more, il CSM ha già (per una volta) tempestivamente provveduto ad affidare la direzione della Procura di Salerno ad altro, valoroso magistrato. Senza dannose perdite di tempo. E senza nemmeno attendere l’esito del ricorso in Cassazione del titolare dott. Apicella, sospeso in via cautelare. Non già destituito. Se la linguistica e la semantica, ancor prima che il diritto, conservano un senso.

D’altronde, che bisogno c’era di indugiare, dopo che il presidente dell’ANM aveva già anticipatamente decretato la “conclusione” della vicenda or sono sei mesi? Misteri della chiaro-veggenza.

Per una maggiore precisione. In caso di reintegro del procuratore Apicella, posto che l’ufficio del pm costituito presso il giudice penale di Salerno non avrebbe mai potuto essere retto da una diarchia, il neo nominato avrebbe dovuto far le valigie. Inconcepibile per chiunque, figurarsi per i dotti ermellini del Palazzaccio. Per fortuna, una mera ipotesi. Controfattuale. Carnevalesca. Sul piano della possibilità logico-giuridica, non si sarebbe mai potuta realizzare. E non si è realizzata. Alla S.C. il merito indiscutibile di avere scongiurato altre…”risse”, consacrando lo statu quo ante. L’universo della giurisdizione è finalmente pacificato, in un afflato struggente. Splendido esempio – e monito, soprattutto - per la vita pubblica del Belpaese. Illuminante risposta all’eterno dilemma del:che fare?
Ora lo sappiamo, con il crisma di un apice dello Stato. Mica di un pedice!

Soltanto un dubbio, se consentito. La materia esaminata ed “evasa” dalle sezioni unite civili è la medesima in precedenza delibata dal Tribunale penale di Salerno, che, però, è giunto a conclusioni diametralmente opposte. Prevalgono pulsioni extraprocessuali e la (conclamata) primazia della giurisdizione penale ne esce visibilmente incrinata, non diciamo sbriciolata. Tuttavia, l’altezza della posta in gioco, e il vitale interesse statuale di por fine alle “risse”, e di metterle al bando, debbono rasserenarci, e convincerci che il “bene” tutelato dev’essere apparso decisamente superiore a quelli sacrificati.

Dunque, diamoci…pace. Per l’appunto. Memori del monito - strategico, più che tattico - del grande discepolo di von Clausewitz, von Moltke:”Marciare divisi, colpire uniti”, mediante appropriate manovre di aggiramento sinergico e concentrico. Senza scontri frontali, la rete ferroviaria prussiana – a raggiera - lo consentiva. E’ l’incipit vittorioso del primo Reich. Cui seguirono il secondo e…il terzo. Non v’è dubbio che le sezioni civili della Cassazione siano state…unite.

Mentre scriviamo, continuano a giungere strane voci da Caltanissetta. Stragi di Stato, patti fra mafia e Stato, nomi di qualche vecchio, democraticissimo ministro dell’Interno…Che non si tratti delle “menti raffinatissime” lucidamente evocate da Falcone? A nostro sommesso avviso, bisognerebbe entrare subito in azione, incombono altre “risse”, altri “disastri”, ancora più virulenti di quella qui in discussione. Questa volta, sarà meglio muoversi per tempo, evitando di ripetere gli errori del caso De Magistris. Per la gioia, la tranquillità e la perpetuazione della Repubblica Costituzionale Materiale. E del popolo sovrano. Che rimane in attesa. Educatamente. Fiduciosamente.

Un giorno, si spera non troppo lontano, quando anche noi potremo chiamare davanti a un Parlamento vero - come gli USA davanti al Congresso - qualche alto magistrato, una brezza di senso accarezzerà il paese. Termini come:Resistenza, Costituzione, Diritto, Stato, Comunità, Democrazia, Libertà, Valore, Progresso, cominceranno a recuperare margini di significato. Ma chi più ne ha, più ne o-metta. A scanso di equivoci. E ingorghi. E “risse”.

Sarebbe un magnifico dizionario, da compulsare con i giovani. Spiegando loro: ”Vedete, cari, questo è un linguaggio vero, non una “lingua di legno”, la “langue du bois” dei totalitarismi, il linguaggio come potere, produzione, sistema di relazioni. Menzogne ossessivamente reiterate e imposte come verità”.
Vivremo, allora, entro una relazione di reciproca coniugazione e corrispondenza biunivoca fra parole e cose, concetti e realtà. Infine affrancati dalla tetra previsione orwelliana:la pratica perversa e proterva della cancellazione dal lessico di significanti autentici come strategia politico-statuale di svuotamento, trasfigurazione e sostituzione del reale. Che ha funzionato. Funziona ancora.

Come nel celebre dialogo di Borges fra il democratico vincitore:”Vi abbiamo sconfitti” e il nazista vinto:”No, abbiamo vinto noi. Perché vi abbiamo resi come noi”. Secondo autorevoli storici, questi sono ancora problemi del presente, saranno ancora problemi del futuro.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 19

Mentre l’america celebra lo storico sbarco, i post sui blog si moltiplicano mano a mano che ci avviciniamo al 20 luglio: parliamo del giorno in cui 40 anni prima due uomini posero il loro piede per la prima volta sul suolo lunare.

Annarita Ruberto sul suo blog sempre ricco di informazioni ricorda ai propri allievi l’evento con numerosi link di approfondimento da non perdere e con le seguenti parole:
“Voi non c’eravate e i vostri genitori erano molto piccoli per comprendere e ricordare lo straordinario avvenimento; ho pensato pertanto di scrivere un articolo per soddisfare la curiosità di sapere, che sicuramente avrete”.E questa frase mi fa comprendere come ormai siano due le generazioni che sono nate con la consapevolezza che quel viaggio c’era già stato, e che lo spazio non sarebbe stato più come prima. Ma (di più) che tra questi adolescenti ci sarà chi (uomo e donna) dal 2030 in avanti poserà con successo il proprio piede sulla superficie di Marte: l’avventura, dunque, è appena cominciata!

Su blogalileo si rivive con un video tratto da YouTube il giorno del lancio, i momenti meno concitati del viaggio, e ci ricorda che i russi non stavano con le mani in mano, dato che il l’URSS aveva lanciato il 13 luglio la sua sonda Luna 15, destinata ad atterrare sul suolo lunare per recuperare alcuni campioni di terreno e riportarli sulla Terra.
Un giorno dopo in cui Armstrong posò il suo piede sul suolo lunare i russi persero la sonda e il loro sogno contemporaneamente svanì, lasciando all’America tutti gli onori.

Mentre con un po’ di nostalgia (io pure che nel 1969 avevo appena 3 anni) riviviamo quei momenti, ecco che la sonda LRO, di cui abbiamo parlato qui, ha inviato non molte ore fa le prime immagini dei siti di atterraggio delle missioni Apollo.

Essendo le prime immagini non sono ancora a una risoluzione ottimale: le prossime saranno circa 3 volte migliori. Il sito proposto è quello dell’Apollo 14. Altre immagini le trovate qui.

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Infine Paolo Attivissimo ci riporta alla realtà odierna, ricordando che mentre scorre il quarantennale, lassù, sulla stazione spaziale, si lavora alacremente. In diretta Nasa è possibile monitorare la navetta Endeavour che nel frattempo ha raggiunto la ISS e vi si è agganciata. Gli equipaggi della ISS e dello Shuttle (tredici persone in tutto, un record) si stanno preparando per permettere a due di loro di compiere una passeggiata spaziale, nel vuoto a 27.000 chilometri l’ora, a 350 chilometri sopra le nostre teste, per montare un altro componente della stazione.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 19


Tre cose mi hanno colpito particolarmente in questa rievocazione del 40° anniversario della discesa dell’uomo sulla Luna. La prima è la trasmissione integrale dei 6 giorni di missione con le voci dei protagonisti sullo splendido sito www.wechoosethemoon.org.
La seconda sono le 40 splendide immagini del Boston Globe Magazine, da non perdere, della storica missione.
Terzo, e forse tra i documenti quello più toccante, il necrologio (in gergo giornalistico si chiama coccodrillo) ritrovato negli Archivi Nazionali di Washington, D.C. .

Il comunicato stampa, datato 18 luglio 1969, e preparato in modo che il presidente Nixon potesse leggerlo in diretta TV nel caso in cui gli astronauti della missione Apollo 11 fossero deceduti durante la loro missione sulla Luna.

Leggere questo brano di storia ci riporta alla mente la grandezza della loro missione e quante incertezze e pericoli abbiano dovuto affrontare questi primi tre uomini nella loro storica impresa.

«Il destino ha voluto che gli uomini che sono andati sulla Luna per esplorarla in pace, rimarranno sulla Luna per riposare in pace. Questi uomini impavidi, Neil Armstrong ed Edwin Aldrin, sanno che non c’è speranza per il loro recupero. Ma sanno che c’è speranza per l’umanità nel loro sacrificio.

Questi due uomini stanno donando le loro vite per l’obiettivo più nobile dell’umanità: la ricerca della verità e della conoscenza. Si addoloreranno le loro famiglie ed i loro amici; si addolorerà la loro nazione; si addolorerà tutta la gente del mondo; si addolorerà la Madre Terra per avere mandato due dei suoi figli verso l’ignoto.

Nella loro esplorazione, hanno unito le popolazioni del mondo come se fosse una; nel loro sacrificio, hanno legato ancora più strettamente la fratellanza tra gli uomini. Nei giorni antichi, gli uomini hanno guardato le stelle ed hanno visto i loro eroi nelle costellazioni. Oggi, noi facciamo lo stesso, ma i nostri eroi sono uomini in carne e ossa.

Altri seguiranno e certamente troveranno la loro via di casa. La ricerca dell’Uomo non verrà negata. Ma questi uomini erano i primi, e i primi resteranno nei nostri cuori.
Ogni uomo che guarderà la Luna nella notte, saprà che c’è da qualche parte un piccolo angolo che sarà per sempre l’umanità.»

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 19

Guardate questo video dove un regista della nostra televisione (Sergio Colabona) afferma che viene pagato per non farci pensare.

Lo dico e lo dirò sempre, tenete spenta il più possibile la televisione…è il loro strumento di potere nei nostri confronti.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 17

SBARCO SULLA LUNA. Due uomini partono oggi e il 21 mettono piede sul nostro satellite (il terzo rimane in orbita); per la prima volta siamo su un suolo che non è quelo terrestre. Si è detto e scritto di tutto, rispetto alla missione Apollo 11. Forse un aspetto meno noto è quello che segue e che riguarda il pilota dell’Eagle (il modulo lunare) e il secondo a toccare il suolo “Buzz” Aldrin:

Aldrin is a Presbyterian, and is known for his statements about God. After landing on the moon, Aldrin radioed earth with these words: “I’d like to take this opportunity to ask every person listening in, whoever and wherever they may be, to pause for a moment and contemplate the events of the past few hours, and to give thanks in his or her own way.” He received Communion on the surface of the Moon, but kept it secret because of a lawsuit brought by Madalyn Murray O’Hair over the reading of Genesis on Apollo 8.[13] Aldrin, a church elder, used a pastor’s home Communion kit given to him by Dean Woodruff and recited words used by his pastor at Webster Presbyterian Church. [14][15] Webster Presbyterian Church, a local congregation in Webster, Texas (a Houston suburb near the Johnson Space Center) possesses the chalice used for communion on the moon, and commemorates the event annually on the Sunday closest to July 20.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 17

Grillo, genialmente, ha chiesto di voler partecipare alle primarie del Partito Democratico.

Questo gesto ha “svelato” come i richiami politici del gruppo dirigente all’apertura, all’allargamento, all’essere un servizio e non solo una occupazione di poltrone e potere, fossero vuote parole.

Dopo l’atto tanto spiazzante, per quanto sorprendente, sono partite risposte fatte di cavilli giuridici, certezze formali, di un partito che nelle dichiarazioni dei giorni scorsi veniva definito “liquido” e che ora invece sembra essere un Menhir inattaccabile.

Arrampicandosi sui vetri, i diversi leaders stanno cercando di evitare che l’assalto alla diligenza, il vero mezzo di trasporto che descrive la situazione attuale, possa avere successo.

La ragione è semplice: sanno di perdere, sanno che la piazza finirebbe per votare per Grillo, sanno che i giorni per continuare il teatrino di questi mesi e ora questo circo di queste ore, sarebbero finiti.

Ma la mossa geniale di Grillo non è quello di voler partecipare alle primarie e diventare leader di un movimento come quello del PD, ma il fatto che quanto sta succedendo porterà inevitabilmente alla rottura del partito, che sta dimostrando oltre ogni dubbio, una debolezza di fondo ed una blindatura dei vertici, tanto che parole quali “rinnovamento”, “apertura”, “novità” hanno già perso qualsiasi appeal futuro.

Grillo, sta dimostrando in queste ore che erano tutte solo Parole, a cui non segue alcun atto, se non il fuoco incrociato, in un gioco delle tre carte, dove cambia la faccia, ma il gruppo al vertice rimane sempre lo stesso.

In una sorta di rotazione “concordata”, ora nel gioco delle parti, un Franceschini, vice di Veltroni (dimessosi), rischia il posto per un Bersani, dello stesso gruppo dirigente che ha perso le elezioni che hanno portato alle dimissioni di Veltroni, che tutto può essere, meno che una novità per il futuro del partito e per il paese.

La prova? In questi giorni, molti cittadini nella compilazione del modulo delle tasse, si sono trovati a dover fare i conti con una tassa chiamata guarda caso “Tassa Bersani”, una tassa alquanto indigesta e che farà preferire, fino alla morte, una soluzione Berlusconi, a qualsiasi ritorno di un Bersani di Tassata memoria.

Quindi l’atteggiamento ipocrita del PD in queste ore, sarà un vittoria di Pirro, visto che svelato il “piano” dei soliti noti, il leader che ne uscirà, continuerà a perpetuare negli errori passati, quello di essere solo un partner secondario nello scenario politico, esistente solo perché si possa ancora parlare di sistema bipolare in Italia.

Tra l’altro tutti i leader del PD dicono di ispirarsi ad un campione come Obama, tanto da “attendere” la venuta dell’Obama Italiano, al punto da aver “frettolosamente” glorificato la povera Giovanna D’Arco Debora Seracchiani, che invece di essere diventata a quel punto il nuovo leader, è stata “sventolata” dai leader esistenti, come la prova di un cambiamento, finendo inevitabilmente per essere risucchiata nella vita sociale di un partito che parla ma non fa!

Di fronte alla ipotesi di una sfida “politica” vera , la prospettiva di una discussione dura, passionale, con la quale convincere a votare una linea politica che nasca dalla base e che delineasse un vero cambiamento, almeno nei metodi, è invece arrivato questo rifiuto, una chiusura prima mentale che statutaria, un pessimo segnale ma l’evidenza che mai il PD potrà in futuro rappresentare l’altra parte del bipolare italiano, che anche il centro destra spera di vedere prima o poi emergere, come in tutti i paesi democratici del mondo.

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 17

Quello che si segnalava negli articoli precedenti è avvenuto: ieri dalla cellula Algerina di Al Qaida è partita la minaccia di ritorsione sugli interessi cinesi nell’area, connessa ai fatti dello Xinjiang e che hanno portato alla morte di 184 cinesi.

L’Ambasciata cinese in Algeria, ha quindi ora invitato tutti i circa 50.000 cittadini cinesi presenti nell’area, ad alzare i livelli d’attenzione e di non sottovalutare le minaccie di queste ore.

Tale appello, è stato lanciato anche alla luce dell’agguato teso tre settimane fa alle forze di sicurezza algerine che scortavano un gruppo di ingegneri cinesi.

Nello scontro, 24 agenti algerini rimasero uccisi.

Da tempo i cinesi segnalavano infiltrazioni di Al Qaida nella comunità Uiguri nello Xinjiang, ma questa è la prima volta che l’organizzazione terroristica minaccia direttamente la Cina e i suoi interessi nel mondo.

Un segnale di un possibile mutamento in corso nella geografia e delle priorità del Terrorismo Internazionale, che sembra ora voler prendere di mira anche la Cina, che fino ad ora non era stata mai coinvolta, esportando in Africa nuove pericolose tensioni.

Qualcosa che però si è già visto anche in Afghanistan, dove guerriglieri Uiguri sono stati catturati assieme ai Telebani, un ulteriore segnale che non consente di abbassare la guardia, di fronte ad una escalation dagli imprevedibili sviluppi e che possa coinvolgere ora anche la Cina.

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 17

E’ stata ufficializzata venerdi, con la cerimonia della firma, la partecipazione anche degli USA al prossimo Expo 2010, partecipazione che fino a ieri sembrava a rischio.

“Noi siamo giusto in tempo!”, ha affermato Jose Villarreal, il nuovo commissario per US EXPO, al momento della firma con Hong Hao, direttore generale dell’ufficio di coordinamento dello Shanghai World Expo, per stigmatizzare il ritardo accumulato dalla partecipazione USA.

Era 3 anni, da quando Wen Jiabao aveva inviato l’invito agli USA, che i Cinesi attendevano un chiarimento ufficiale sulla posizione degli Stati Uniti rispetto l’EXPO, una partecipazione messa a rischio dai vincoli legislativi Americani, che non permettono di utilizzare fondi governativi e quindi necessitava di trovare sponsor privati in grado di sostenere i costi necessari.

Evidente la soddisfazione di entrambe le diplomazie, tanto che il Console Generale Americano in Shanghai, Beatrice Camp, ha affermato “Finalmente possiamo affrontare la sfida da partecipanti!”, anticipando così il tema del padiglione americano: “La sfida”.

Le sfide che gli Usa cercheranno di interpretare in questo EXPO sono connesse alla creazione di comunità sostenibili sotto il profilo ambientale, una salutare qualità della vita e l’uso della tecnologia per migliorare la vita di tutti.

5.600 metri quadri di presenza, una delle più grandi tra quelle presenti al prossimo Expo, attraverso la quale si cercherà di dare la fotografia di come potrebbero essere le città americane nel 2030.

Ora, “possono partire le attività di costruzione del Padiglione”, ha affermato Ellen Eliasoph, co-Presidente della Shanghai World Expo 2010 Inc, la società non-profit che gestirà tutta le attività, raccolta fondi, design, costruzione ed attività operative durante l’EXPO, attività che seguiranno strettamente la raccolta fondi per arrivare ai 61 milioni necessari, di cui un gruppo di finanziatori ha già offerto metà di questa cifra,

Ma come destineranno gli Usa questi fondi per l’EXPO? 20 Milioni di dollari saranno per la costruzione del padiglione, 20 Milioni per gli eventi e la promozione, il resto per qualsiasi tipo di operazione durante i 6 mesi dell’EXPO.

Con la conferma di ieri degli USA, la lista dei paesi partecipanti sale a 240, il doppio dei partecipanti all’ultimo EXPO del 2005 in Aichi in Giappone, con un’ulteriore sorpresa “pesante”: la partecipazione degli EU.

Infatti solo 3 ore dopo la firma degli USA, per la prima volta nella storia dell’EXPO, anche l’Unione Europea ha firmato per la propria partecipazione, fatto da mettere in relazione con gli ottimi risultati e profonda intesa scaturita dall’ultimo vertice Sino – Europeo.

Gli obbiettivi della presenza EU saranno concentrati sulla protezione ambientale, risparmio energetico, trasporti e sicurezza dei prodotti, il tutto sintetizzato dal tema scelto: “Europa Intelligente”.

A differenza degli altri partecipanti, la EU non costruirà però un proprio padiglione, ma occuperà 1000 metri quadri al primo piano del padiglione del Belgio, con il quale condividerà anche i costi, connesso al fatto che proprio al Belgio sarà affidata la Presidenza di turno nel periodo dell’EXPO di Shanghai.

Come sottolineato dagli organizzatori cinesi, anche tutti gli altri 27 paesi partner della EU hanno già confermato la propria partecipazione all’evento che avrà inizio il prossimo 1 Maggio 2010 e che si può ora proprio affermare, sarà un evento da record.

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 17

Titolo originale: id.
Nazione: Italia
Anno: 2000
Genere: commedia
Durata: 1h55m
Regia: Silvio Soldini
Sceneggiatura: Doriana Leondef, Silvio Soldini
Fotografia: Luca Bigazzi
Musiche: Giovanni Venosta
Cast: Licia Maglietta, Bruno Ganz, Antonio Catania, Giuseppe Battiston, Marina Massironi, Vitalba Andrea, Felice Andreasi, Tiziano Cucchiarelli, Tatiana Lepore, Matteo Febo, Lina Bernardi, Manrico Gammarota, Massimo Speziali, Daniela Piperno

Trama
Rosalba Barletta è una casalinga pescarese di chiare origini campane che non fa null’altro che occuparsi della casa e della sua famiglia. Durante una gita a Paestum il pullman turistico fa una breve sosta in Autogrill. Riprendendo la marcia nessuno si accorge dell’assenza di Rosalba che si ritrova così sola ed abbandonata. Invece di attendere che i suoi familiari vengano a riprenderla, decide di ripartire da sola prendendo un passaggio, destinazione Venezia, città che non ha mai visitato. Trova alloggio presso la casa di Fernando Girasoli, un cameriere di origini islandesi bizzarro ma simpatico. Inizia a lavorare in un negozio di fiori di proprietà del vecchio Fermo. La vacanza inizia ad assumere le sembianze di una nuova vita per Rosalba, più stimolante e coinvolgente. Nel frattempo, però, il marito, manda un suo dipendente, Costantino, a cercare la moglie a Venezia, confidando nella sua passione per i libri gialli.

Recensione
Rosalba Barletta è la classica casalinga sconfortata dalla routine quotidiana ma che tira avanti forse spinta dai suo doveri familiari. Continuerebbe su questa strada se non le si presentasse un imprevisto, a prima vista spiacevole ed irritante, ma che si rivela ben presto un’occasione per dare una svolta alla vacanza. Infatti, se al principio nelle sue c’è una semplice fuga-vacanza a Venezia, città da lei mai vista e idealizzata, dove fuggire per un breve periodo dalla sua vita piatta e deludente, diventerà per lei un luogo dove rinascere a nuova vita, valicando la semplice fuga. Si ritroverà circondata da un gruppo di personaggi quasi irreali: Fernando, un affascinante cameriere dalle lontane origini; Fermo, un vecchio anarchico che rappresenterà assurdamente per lei proprio la stabilità economica, l’unica in grado di trasformare una vacanza in una nuova vita quotidiana; Grazia, la sua vicina di casa che subito diverrà per lei una cara amica; Costantino, l’improvvisato detective inviato dal marito che finirà anche lui vittima degli eventi. D’altra parte Rosalba lascia un marito irruento, incapace di dialogare e i suoi due figli, specchio delle responsabilità alle quali si è sottratta. Può una donna, moglie e madre, abbandonare la propria famiglia e i suoi doveri per poter rifiorire? Donna sciagurata? Ma è la stessa donna dimenticata ed abbandonata come un cagnolino all’Autogrill e che il marito rivorrebbe per riordinare la casa e tenere in riga i due figli, che in realtà non sembrano avvertire troppo l’assenza della madre. Rosalba finalmente scopre la poesia, la libertà ed il romanticismo cambiando addirittura il suo aspetto. Da grigia e trasandata casalinga acquista colore (un po’ come i personaggi del film “Pleasantville” del regista americano Gary Ross) trasformandosi in una donna interessante ed energica, caratteristiche accentuate dai fotografia dai colori intensi di Luca Bigazzi e dalla frizzante colonna sonora di Giovanni Venosta.
Bravo Silvio Soldini a non far cadere “Pane e tulipani” nei banali cliché, non per quanto riguarda i personaggi, originali e suggestivi, ma anche nel suo affresco di Venezia, diversa dalla classica location fatta di gondole e di luoghi turistici. Una città dunque che se nella mente di Rosalba era un sogno diviene semplice differente realtà. Non è il fascino di Venezia a regalarle un’esistenza migliore, ma è la nuova consapevolezza di sé scoperta attraverso i rapporti con i suoi poetici abitanti.
Ottimo il cast di attori che circondano la protagonista interpretata, da una splendida Licia Maglietta: sempre eccellente Bruno Ganz (Fernando); troppo divertente Giuseppe Battiston (Costantino); dolce e soave Marina Massironi (Grazia); perfettamente nevrotico ed irritante Antonio Catania (Mimmo)
“Pane e tulipani” è una raccolta di episodi casuali: l’abbandono all’Autogrill, il passaggio in auto, il cameriere che vive solo, l’offerta di lavoro del negozio di fiori. Il caso che attraverso le scelte coraggiose della protagonista diviene destino felice. Un film che viaggia teneramente nel quotidiano, realistico nel suo incedere fiabesco e che mostra una vita normale, fatta di piccole e semplici cose, spesso dimenticate.
“Pane e tulipani” è un film che le donne sicuramente ameranno e che gli uomini dovranno saper apprezzare.

Voto: 78%
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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 17

Stay aliveTitolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2006
Genere: horror
Durata: 1h25m
Regia: William Brent Bell
Sceneggiatura: William Brent Bell, Matthew Peterman
Fotografia: Alejandro Martinez
Musiche: John Frizzell
Cast: Jon Foster, Samaire Armstrong, Frankie Muniz, Sophia Bush, Adam Goldberg, Jimmi Simpson, Wendell Pierce, Milo Ventimiglia, Billy Slaughter, Maria Kalinina, Rio Hackford, Nicole Oppermann, Billy Louviere, April Wood, Richey Nash, Veronica Mosgrove

Trama
Dopo la violenta morte di un ragazzo, il gruppo di suoi amici entra in possesso di “Stay alive”, un videogioco ispirato alla leggenda di una nobildonna del XVII secolo, Erzsebet Bathory, conosciuta come “la contessa sanguinaria” per il suo sinistro piacere nell’uccidere dopo atroci torture numerosi innocenti. Ma “Stay alive” sembra avere una sorta di maledizione: chiunque muore nel gioco, subisce lo stesso destino nella realtà. Il gruppo di ragazzi comprende presto di essere in grave pericolo.

Recensione
“Stay alive” è il tipico esempio di come un’idea brillante ed originale, messa in mani sbagliate, possa diventare qualche cosa di grossolano ed orrendo. In una società nella quale ormai i ragazzini invece di giocare a calcio nel parco con gli amici passa ore ed ore sfidando online sconosciuti, sembra essere una buona denuncia quella palesata in “Stay alive”, nel quale il confine tra finzione ludica e realtà si spezza con conseguenze terribili. Inoltre non pochi genitori e sociologi sono spaventati da “Second life”, un gioco online dove la realtà virtuale vissuta dai personaggi sembra essere lo specchio adulterato di quella reale che a volte mette a rischio la personalità dei videogiocatori. Nessuno è innocente del crimine commesso nel rovinare questa buona idea alla base di “Stay alive”. Il regista e sceneggiatore (insieme ad un altro criminale di cui è meglio non fare il nome) William Brent Bell, autore del nulla, per fortuna, fino a questa orrenda opera mette in scena una serie di banalità e di bestialità tali da far passare gli horror di Uwe Boll (regista, guarda caso, di pellicole horror tratte da videogame tra le peggiori della storia del cinema) come capolavori. Bell riduce la possibile denuncia in una squallida messa in scena priva di un briciolo di spessore: il videogame “Stay Alive”, non ha nulla di realistico e è realizzato con una grafica che ricorda i primi video digitali. Le sequenze del gioco sono poi eccessivamente lunghe e montate in modo scellerato con la scene della realtà filmica. I personaggi del film ricalcano alla perfezione gli stereotipi dei teenager americani: il belloccio che si trasforma in eroe, la bionda strafiga e chiaramente innamorata perdutamente del belloccio/eroe, la gothic eccentrica, lo sfigato di turno e il rompipalle per scelta. Attori scelti chiaramente in base alle loro caratteristiche di giovani belli e pronti a prendere il treno del successo, raccattati per lo più da serie TV americane. Se però vogliono davvero arrivare al successo è meglio che chi di dovere non guardi queste loro recitazioni approssimative.
“Stay alive”, malgrado alcune scene fortemente splatter, non spaventa e non coinvolge. Non è una sorpresa se dopo il finale del film, troppo sbrigativo, ci si rende conto di aver perso tempo utile da dedicare ad altro, qualunque cosa sia. Se la locandina del film cita: “Non morire del gioco. Moriresti davvero”, sappi che non hai alcuna speranza, perché morirai di noia!

Voto: 27%

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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 17

Profondo Rosso - Remake in 3DE’ a tutti evidente che la nuova tecnologia 3D concede al cinema horror nuovo vigore per l’estremo realismo delle immagini, con gli spettatori che si ritrovano catapultati al centro dell’azione. Anche Dario Argento, uno dei più famosi registi dell’orrore, ha si è reso conto di questa opportunità ed ha infatti l’idea di produrre il remake di “Profondo rosso”, uno dei suoi capolavori, che sarà totalmente in 3D. Dopo un viaggio negli Stati Uniti, durante il quale ha avuto modo di assistere alle riprese di un film in 3D, alcuni produttori gli hanno proposto di realizzare il remake ed il regista italiano ha accolto molto positivamente questa proposta. Profondo rosso uscì al cinema nel 1975 e subito diventò un film cult, pellicola presente nella memoria degli appassionati del genere horror. Per questo nuovo “Profondo rosso” in 3D, è chiaro che Dario Argento sta pensando ad cast tutto nuovo, al contrario le celebri musiche dei Goblins rimarranno le stesse, rimasterizzate per l’occasione.
Dopo una lunga serie di flop che ha contraddistinto le sue ultime opere (“Il cartaio” e “La terza madre” hanno raggiunto pessimi livelli qualitativi), si spera che riprendendo un capolavoro, Argento possa ritornare agli antichi fasti sfruttando una tecnologia, quella del 3D, che ha già reso famoso, seppur di pessima qualità, il film “San Valentino di sangue 3D”.

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Lug 17


di Nicola Saracino
(Magistrato)

I progetti di riforma del sistema elettorale del CSM mediante il pre-sorteggio dei candidati.

Si legge di idee di riforma del sistema elettorale della componente togata del CSM attraverso l’introduzione del sorteggio di un numero di magistrati piuttosto ampio per costituire la rosa degli eleggibili entro la quale confinare la scelta degli elettori. Questo per prevenire le degenerazioni del cd. correntismo. Nell’intento di “prevenire” il legislatore, le correnti s’interrogano su quale congegno elettorale risulti capace di ampliare la partecipazione democratica alla individuazione dei candidati, per evitare che essi appaiano calati dall’alto e quindi sostanzialmente imposti.

La fantasia non manca e si sente parlare di primarie, doppio turno, proporzionale, panachage e persino di porcellum! Una terminologia adeguata a politici navigati, non certo a soggetti nel cui DNA dovrebbe prevalere la dose di neutralità istituzionale, visto il compito di indipendente ed imparziale “controllo di legalità” loro demandato.

Cosa è oggi il CSM.

Il CSM è un organo di alta amministrazione previsto dalla Costituzione con funzioni riguardanti le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati (art. 105 Cost.). A questi compiti fondamentali, previsti direttamente dalla Costituzione per salvaguardare la soggezione del giudice soltanto alla legge e quindi l’autonomia della magistratura come ordine, la legge ordinaria ne ha aggiunti degli altri, per lo più concernenti l’organizzazione, attraverso direttive, degli uffici giudiziari.

Questo organo di indubbia rilevanza costituzionale, nel tempo, si è auto assunto una funzione di “indirizzo politico” e di interlocuzione con gli altri poteri dello Stato, espressa dalle “pratiche a tutela”, dai pareri (espressi anche senza la relativa richiesta del ministro della giustizia) sui disegni di legge in materia di giustizia, dalle deliberazioni di contenuto non predeterminabile adottate nelle più disparate occasioni di coinvolgimento della funzione giudiziaria.

Esso, insieme al Consiglio Supremo di Difesa, è l’unico altro organo collegiale (composto per due terzi da magistrati e per un terzo da componenti di nomina politica) che annovera il Capo dello Stato tra i suoi membri di diritto nella - ovvia – qualità di Presidente.

Ogni discorso che riguardi il metodo di selezione dei membri togati del CSM non può trascurare la diversità dei compiti che, di fatto o di diritto, tale organo assolve, perché un sistema elettivo può rivelarsi appropriato per taluni di essi ed invece apparire inopportuno per gli altri.

L’ attuale metodo di elezione dei membri togati del CSM e l’organizzazione del voto ad opera delle correnti.

Elettorato attivo e passivo coincidono, nel senso che i magistrati votano (rispettando proporzioni predeterminate tra le diverse categorie dei giudici di merito, di legittimità e dei pubblici ministeri) i colleghi che ricopriranno la carica. Gli eletti non sono immediatamente rieleggibili.

Nei fatti l’elettorato passivo è governato dal dominio delle “correnti”. Quello attivo si adegua, nel senso che necessariamente sceglie tra i (pochi) candidati proposti.

Le correnti sono delle associazioni private - esterne ed autonome rispetto all’Associazione Nazionale Magistrati, anch’essa di diritto privato, che raccoglie oltre il 90% dei magistrati italiani - con propri statuti ed organi gestionali. Vi sono iscritti una minoranza di magistrati; queste, tuttavia, riescono ad assumere la gestione dell’ANM ed anche a determinare l’elezione dei loro aderenti al CSM predisponendo le liste dei candidati, di fatto le uniche in grado di riscuotere un sufficiente numero di consensi a causa dell’organizzazione del voto secondo i congegni più acconci in funzione del sistema elettorale.
Non dissimilmente da un gruppo di azionisti “di riferimento” che assume il controllo di una grande società, pur disponendo di una quota ampiamente minoritaria del relativo capitale, così le correnti prendono la guida della ANM e del CSM.

L’accusa che oggi maggiormente mette in discussione il sistema del correntismo è quella secondo cui, oltre ad assumere il controllo dell’ANM e del CSM le correnti, proprio come i grandi “minoritari” azionisti di una s.p.a., sono capaci di fagocitare tutti o gran parte degli “utili” a discapito di un ampio “parco buoi” (la maggioranza dei magistrati non iscritti ad alcuna corrente). E’ evidente che gli “utili” sono gli incarichi direttivi, gli incarichi extra giudiziari presso svariati organismi politici (ministeri, camere parlamentari ed altro), in definitiva la possibilità di percorrere carriere privilegiate ed assumere posizioni di “potere”. In tal modo il correntismo si autoalimenta rafforzandosi viepiù e dà luogo ad un sistema privo di ogni controllo esterno, visto che l’attività del CSM è coperta da una singolarissima e generale immunità che ne rende i componenti non perseguibili per gli illeciti commessi nell’esercizio delle loro funzioni, il che suona come un riconoscimento normativo della impossibilità di svolgerle senza incappare in guai giudiziari: la “zona franca” configurata dall’art. 32 bis della l. n. 195 del 1958 non trova spiegazione logica diversa da questa.

A queste accuse si replica allegando le ragioni ideali alla base dell’appartenenza a questa o a quella corrente. Ragioni ideali tutte degnissime.
Ma le degenerazioni, supposte o reali che esse siano, devono essere tenute in conto ed evitate, per quanto possibile, da un adeguato sistema di norme. Contro le quali si schierano con maggiore veemenza, com’è comprensibile, proprio coloro che del correntismo hanno praticato tutti i percorsi, anche i più disdicevoli, avvantaggiandosi personalmente del passaggio, spesso anche ripetuto, dall’ANM al CSM al ministero della giustizia, magari giovandosi di una “meritata” promozione ad un incarico direttivo senza soluzione di continuità rispetto al mandato di consigliere superiore.

Alcune considerazioni sul rapporto tra la natura elettiva del CSM ed il suo ruolo nel quadro costituzionale.

La natura elettiva del CSM ha senz’altro contribuito all’affermazione di un ruolo (anche) “politico”. Alcuni ritengono che l’elezione del CSM da parte dei magistrati sia stato voluto dal Costituinete solo in funzione dell’autonomia dell’ordine, non per conferire una “rappresentatività” da spendere diversamente; sicché la sottolineatura di questa “politicità” del CSM costituirebbe solo un effetto indiretto e non voluto dalla Costituzione che diversamente non ne avrebbe assegnato la presidenza al Capo dello Stato.
Come già ricordato, essa si esprime principalmente attraverso le “pratiche a tutela”, i pareri sui disegni di legge, gli interventi morali a sostegno dell’indipendenza della magistratura da altri poteri.

Le pratiche a tutela.

Consistono in prese di posizione ufficiali con le quali il CSM afferma o nega che, in relazione ad una determinata vicenda coinvolgente uno o più magistrati, vi sia stata una lesione della autonomia e della indipendenza della giurisdizione.
Come accennato, i risvolti pratici di queste deliberazioni si colgono sul piano morale, nel senso che esse fanno avvertire al magistrato la vicinanza dell’organo di autogoverno e suonano come un “monito” verso i soggetti (politici, di solito) che hanno dato esempio di scarso rispetto verso la giurisdizione.
Si tratta di una funzione non prevista dalla legge ma istituzionalizzata dallo stesso CSM attraverso suoi regolamenti interni.
Il senso politico di tale prassi è d’immediata percezione e crea frizioni con altri compiti istituzionali che il CSM pure è chiamato a svolgere, essendo anche il “giudice” degli illeciti disciplinari. E’ a tutti evidente che se in una determinata vicenda il CSM ha adottato una delibera “a tutela” è ben difficile che, giudicando la stessa vicenda quale giudice disciplinare, assuma in seguito una posizione diversa. E’ quindi verosimile che con questi atteggiamenti il CSM interferisca sull’esercizio dell’azione disciplinare influenzando i due titolari impersonati dal Procuratore generale della Cassazione (che del CSM è componente di diritto) ed il Ministro della Giustizia.
Questo tipo di interventi, in definitiva, parrebbero più appropriati se attuati dall’associazione privata (l’ANM) che riunisce la quasi totalità dei magistrati italiani, piuttosto che da un organo istituzionale presieduto dal Capo dello Stato.

I pareri non richiesti.

Anche questa attività si è spesso rivelata fonte di conflitti con la politica che in
essa vede uno sconfinamento del CSM nelle prerogative del Parlamento. Il Capo dello Stato, che presiede il CSM, non ha fatto mancare, anche in tempi recenti, il suo richiamo ad un self restraint dell’organo di autogoverno della magistratura.

I compiti propriamente amministrativi.

Riguardano le assunzioni, i trasferimenti e le promozioni dei magistrati.
Quanto alle prime, esse sono disciplinate mediante un concorso pubblico sotto il governo di una commissione esaminatrice estratta a sorte da una rosa di magistrati (in prevalenza), professori universitari ed avvocati. La reale selezione dei candidati avviene mediante le prove scritte, caratterizzate dall’anonimato, visto che il numero degli ammessi alle prove orali è solitamente molto vicino a quello complessivo dei posti a concorso. Sorte ed anonimato, quindi, sono alla base del metodo di accesso alla magistratura, così privilegiando la diversificazione sociale e culturale dei vincitori attraverso una scrematura che guarda esclusvamente alla preparazione tecnico-giuridica dei candidati.
I trasferimenti sono regolamentati secondo criteri pressoché automatici prestabiliti dalle circolari (l’anzianità di servizio, prevale sugli altri).
Le “promozioni” e le “assegnazioni”.
Il concetto di promozione deve essere inteso in senso piuttosto elastico, se riferito ad un magistrato. Questo perché i magistrati si distinguono tra loro solo per la diversità delle funzioni svolte (art. 107 Cost.). La legge in vigore ha delineato la promozione alla stregua di una periodica valutazione di professionalità alla quale il magistrato è sottoposto ogni quattro anni e si basa sull’esame della quantità e qualità del servizio prestato.
Le “assegnazioni”, invece, richiamano la gestione degli incarichi apicali degli uffici giudiziari, vale a dire la nomina dei presidenti dei tribunali e delle corti, dei relativi presidenti di sezione, dei procuratori e dei procuratori aggiunti presso quegli stessi uffici.
E’ il campo nel quale maggiore è la discrezionalità lasciata dalla legge al CSM che ormai la esercita non più vincolato dal criterio dell’anzianità di servizio del magistrato. In questa materia non si realizza alcuna “esternalizzazione” (outsourcing) della selezione tecnica dei candidati, come invece accade con il concorso per le assunzioni dei magistrati. E’ questo il settore che maggiormente favorisce il proselitismo delle correnti e se ciò accade lo si deve anche e soprattutto all’ambizione personale dei magistrati che, immemori del monito lanciato dall’art. 107 Cost. (“I magistrati si distinguono solo per diversità di funzioni”), non disdegnano di percorrere la carriera a tappe forzate, scavalcando i concorrenti, senza troppi scrupoli. La qual cosa smentisce chi ha ipotizzato una diversità genetica dei magistrati rispetto a tutti gli altri: non si distinguono per particolari virtù.
E’ qui, dunque, che si alimenta il correntismo inteso come fenomeno clientelare. Se si vogliono contenerne i danni è principalmente questo, allora, il fattore sul quale agire.
Lo si può fare in due modi: o “esternalizzando” la selezione dei dirigenti sulla falsariga di quanto già avviene per il concorso di accesso in magistratura, oppure affidando, almeno in parte, alla sorte la conformazione del “selezionatore”, facendo in modo che esso non sia diretta espressione delle correnti. L’intervento tranchante della politica sarebbe evitabile solo a fronte di una autodisciplina “etica” dell’ANM che determini, nell’interesse, di tutti, magistrati e cittadini, la netta separazione dei compiti dell’associazione da quelli, propriamente istituzionali, spettanti al CSM.

Il CSM è un giudice speciale, per giunta elettivo.

Spettano al CSM “i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati” (art. 105 Cost.).
In questo campo l’ostentata rivendicazione dell’elettività del CSM, come pretesa di scegliere un giudice culturalmente affine al giudicabile, è paradossalmente in conflitto con la demonizzazione dei giudici elettivi, tema che pure è una bandiera dell’ANM.
Ma a ben vedere la Costituzione non ha affatto imposto che il CSM adotti “i provvedimenti disciplinari” nella forma della “sentenza” e nella veste di “giudice”, ben potendo il dettato costituzionale - senza necessità di revisione - attuarsi lasciando intatto il potere sanzionatorio al Consiglio, ma non nella forma giurisdizionale, bensì in quella amministrativa. Questo eviterebbe, prima di ogni altra cosa, la sopravvivenza di un arcaico “giudice speciale” – ereditato dalla tradizione pre-repubblicana - contro il divieto di istituirne posto dall’art. 102 Cost.. In secondo luogo sarebbero fugate tutte le perplessità suscitate da un “giudice elettivo”, l’unico operante nell’ordinamento, a dispetto della estrazione professionale di tutte le altre autorità giudiziarie. Infine sparirebbe l’agghiacciante figura di un giudice immune da conseguenze per ogni tipo di illecito commesso nell’esercizio della giurisdizione.
I provvedimenti sanzionatori, di carattere amministrativo, al pari di tutti gli altri adottati dal Consiglio, diverrebbero, in tal caso, impugnabili davanti alla giurisdizione amministrativa (TAR e Consiglio di Stato), l’unica che ha dato concreta prova, negli anni, di effettiva indipendenza nei riguardi del CSM, dato che le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, alle quali sono oggi rivolte le impugnazioni contro le sentenze disciplinari, sono un giudice “strutturalmente” non indipendente dal giudice “a quo” (il CSM), perché i componenti sono dei magistrati assoggettati al potere dello stesso CSM sia per gli aspetti relativi alla loro carriera, sia per quelli attinenti alla materia disciplinare (sono essi stessi passibili di sanzioni disciplinari da parte del CSM).
A tanto può aggiungersi la singolarità che il Procuratore Generale (che esercita l’azione disciplinare anche dinanzi alla sezioni unite della cassazione) ha il potere di avviare l’azione disciplinare anche contro quel “supremo” collegio.
Se si aggiunge che del CSM sono membri di diritto il Procuratore Generale (che esercita l’azione disciplinare) ed il Presidente della Corte di cassazione (che è al vertice dell’ufficio al quale è demandata la decisione sulle sentenze emesse dal CSM) ci si avvede del diabolico corto-circuito che rischia di compromettere l’indipendente esercizio della giurisdizione disciplinare e, per questa via, di interferire nell’attività giudiziaria ordinaria.
Una soluzione più radicale, che trasferisse la giurisdizione al di fuori del CSM ma lasciandola ai magistrati, sarebbe la via preferibile per gli argomenti già espressi in questo articolo http://toghe.blogspot.com/2008/05/e-irrinunciabile-che-la-materia.html. Ma risulterebbe necessaria una modifica della Costituzione.

Traiamo alcune (provvisorie) conclusioni.

L’elezione del CSM secondo l’attuale schema ne favorisce l’autorevolezza “politica” in quanto esso appare espressione dell’intera magistratura. Ciò ha consentito l’auto-assunzione di compiti che, sebbene non espressamente previsti dalla Costituzione, permettono al CSM di porsi come interlocutore rispetto ad altri poteri costituzionali, ma anche di creare più d’un imbarazzo al Capo dello Stato che lo presiede.

Lo stesso sistema ha favorito il fenomeno deleterio del correntismo , che premia solo una minoritaria percentuale dei magistrati a scapito della sparuta maggioranza di essi. Ha altresì determinato una dannosa compenetrazione tra il libero associazionismo e l’istituzione, così privando la gestione del potere organizzativo della magistratura di ogni controllo critico e democratico.

E mette in dubbio persino il trasparente esercizio della giurisdizione nella materia disciplinare.

Se non si attua una marcata separatezza tra l’ANM ed il CSM, impedendo i passaggi dalla prima al secondo e viceversa, la politica avrà buon gioco nell’introdurre correttivi del sistema elettorale del CSM, esibendo a motivo le innegabili degenerazioni del correntismo, ma forse avendo di mira il vero obiettivo di indebolire la forza “politica” dell’organo di autogoverno della magistratura. Similmente, molti dei magistrati che si ergono a paladini della “rappresentatività” del CSM non difendono con sincerità l’istituzione, ma solo il prolungamento della “tirannia delle correnti”.
In realtà nessun congegno normativo sarà in concreto capace di arginare le degenerazioni, se non sarà preceduto dal mutamento culturale richiesto all’associazione nazionale magistrati che deve essere maggiormente attenta alla tutela di quei valori fondamentali che la impegnano nei confronti della quasi totalità dei magistrati, valori messi in discussione proprio dagli anacronistici settarismi che ne stanno minando la ragion d’essere.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 17

Grazie a Paolo Attivissimo vengo a conoscenza di una ulteriore “chicca” pubblicata dai nostri giornalisti nazionali. Questa volta è “Il Corriere” a farne le spese. In un articolo del 7 luglio scorso si dichiara che Buzz Aldrin è “l’ultimo astronauta sopravvissuto della missione Apollo 11″. In altre parole, a suo dire Neil Armstrong e Michael Collins sarebbero morti.

La cosa ancora più esilarante è che la giornalista Emilia Costantini sempre secondo Attivissimo era proprio una delle persone presenti in sala al RomaFictionFest, vicino ai diretti interessati, al diretto interessato (Aldrin) e con Neil Armstrong e Michael Collins in perfetta forma: qui il video della conferenza stampa

Ed ecco la pagina incriminata pubblicata dal Corriere.

Questo mi ricorda che sabato 17 ottobre 2009 a Torino in Via Bellardi 116, sono stato invitato a una conferenza in cui fornirò maggiori dettagli su come le notizie vengono fatte passare dai nostri giornali e giornalisti.

Bufale e scemenze pseudo-scientifiche mandate in onda su TV o pubblicate dalla Stampa saranno argomento del mio intervento.

Cercando anche di divertire un poco il pubblico con filmati tratti da trasmissioni TV e da giornali, parlerò del basso livello di competenza scientifica dei nostri giornalisti e di come il cittadino può difendersi dalle bufale e dalle notizie gonfiate a forza dai giornalisti con lo scopo di creare un clima di tensione e per aumentare un poco la tiratura o l’audience

Insieme a me tra i relatori: ci saranno un astronomo, un fisico, un chimico, e uno statistico.

Ciascuno vi intratterrà per circa 20 minuti sui contributi che la propria disciplina offre all’astronomia. Naturalmente non mancherà lo spazio (e il tempo) per le vostre domande.

Qui sotto vi elenco i titoli degli interventi e, fra parentesi quadre, la disciplina di riferimento:

- La ricerca dei pianeti extrasolari [Astronomia];
- Le costanti di natura e i modelli di universo [Fisica];
- La tavola periodica degli elementi tra Terra e Spazio [Chimica]
- Si fa presto a dire probabilità (di vita extraterrestre e di impatto asteroidale) [Statistica];
- La scienza sui giornali e su Internet [Mass-media]

Si tratta di una iniziativa gratuita, ma sono ben accette le donazioni a favore delle organizzazioni promotrici, in quanto queste dedicano tutti i loro sforzi a beneficio delle persone svantaggiate, soprattutto disabili. Maggiori dettagli ve li darò nelle prossime settimane.

Per informazioni: http://ecoassociazione.blogspot.com

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 17


Se la Apple di Cupertino fondata da Steve Jobs, lo aveva scelto come uomo immagine di una sua campagna sotto lo slogan di “Think different” la Microsoft non è da meno nel rendere i suoi onori.

Una raccolta di lezioni tenute dal fisico e premio Nobel Richard Feynman sono state recentemente acquistate dal fondatore della Microsoft Bill Gates e sono disponibili da poco anche on-line.

Gates, ha dichiarato: “Nessuno è stato più abile a rendere la scienza divertente e interessante quanto Richard Feynman”.
“A distanza di 20 anni le sue lezioni sono ancora le migliori lezioni che io abbia mai ascoltato. Feynman ha lavorato sodo nel corso della sua vita per diffondere la conoscienza scientifica, e sono sicuro che sarebbe entusiasta se potesse vedere che ora chiunque, in qualsiasi parte del mondo, potrebbe con un semplice clic riascoltare quelle lezioni”.
Le lezioni sono disponibili sul sito Microsoft all’indirizzo
http://research.microsoft.com/apps/tools/tuva/index.html

Una curiosità: il nome ‘Tuva‘ è stato scelto perché Feynman nella sua vita rimase affascinato dalla repubblica russa di Tuva, collocata nel cuore dell’Asia.

Feynman, già noto al pubblico per un inusuale senso dell’umorismo ed eccentricità, morì nel 1988. La sua attitudine ad indagare è famosa, e fa parte uno stato mentale ed in parte una capacità che secondo il grande scienziato andrebbe appresa con l’esperienza. Lo stato mentale è dato dall’essere curiosi, dal proprio stato indagatore e dal chiedersi “perché” e “come” sta succedendo quello che accade quotidianamente sotto i nostri occhi.

A tale riguardo, ricordiamo il profondo effetto che il padre di Richard Feynman ebbe sulla sua crescita come scienziato. Il passaggio seguente è tratto da una delle biografie sulla vita di Fenman.

Ecco come Feynman lo racconta:

Un giorno un bambino mi disse:“Vedi quell’uccello? Che tipo di uccello è?”
Io risposi: “Non ho la più pallida idea di che tipo di uccello sia.”
E lui: “E un tordo dal collo marrone. Tuo padre non ti insegna nulla!”
In realtà mio padre mi aveva insegnato un concetto diametralmente opposto. Un giorno papà mi aveva infatti detto: “Vedi quell’uccello? E un usignolo di Spencer.” (avevo capito subito che non conosceva il nome vero). “Bene, in italiano, è un Chutto Lapittida. In cinese, è Chung-long-tah, in giapponese, è Katano Tekeda. Puoi conoscere il nome di questo uccello in tutte le lingue del mondo, ma alla fine non saprai assolutamente nulla di questo uccello. Saprai solo che gli uomini in posti differenti chiamano l’uccello in modi diversi. Allora guardiamo l’uccello e vediamo cosa sta facendo: questo è ciò che conta.” (E cosi ho imparato molto presto la differenza tra conoscere il nome di qualcosa e conoscere qualcosa).
“Ad esempio, guarda: l’uccello becca le sue piume per tutto il tempo. Lo vedi camminare, beccarsi le piume?” “Sì”.
“Allora - disse mio padre- perché pensi che gli uccelli si becchino le piume?” “Ma … forse non sono in ordine quando volano, così le beccano in modo da ricomporle.”
“Va bene, ma se ci fosse bisogno, allora si beccherebbero moltissimo subito dopo aver volato. Poi, dopo che sono stati a terra per un po’ non si beccherebbero più così tanto, ti pare?” “Sì”.
Allora aggiunse mio padre: “Guardiamo e vediamo se si beccano ancora subito dopo essere atterrati”.
Non è difficile indovinare che non c’è molta differenza tra gli uccelli che fino a quel momento hanno un po’ gironzolato e quelli che sono appena atterrati. E così dissi: “Mi arrendo! Perché un uccello becca le sue piume?” “Perché ci sono dei vermi che lo infastidiscono. I vermi mangiano scaglie di proteine che fuoriescono dalle sue piume e” continuò mio padre “ogni verme ha della roba appiccicosa sulle gambe, e i piccoli acari mangiano proprio questo. Gli acari non digeriscono perfettamente e così emettono dalla loro parte posteriore un materiale simile allo zucchero nel quale crescono i batteri.”
Infine mi disse: “Quindi, ovunque ci sia una fonte di cibo, c’è una qualche forma di vita che lo trova.”
Ora, so che potrebbe non essere esattamente un verme, che potrebbe non essere proprio vero che le gambe del verme siano coperte da acari e questa storia può darsi che non sia esatta nei dettagli, ma ciò che mi ha raccontato mio padre è senz’altro giusto in linea di principio.

Sono pochi i bambini tanto fortunati da avere un genitore come quello di Richard Feynman! Molta della responsabilità nell’allevare un bambino facendogli crescere lo stato mentale necessario per diventare un adulto che indaga, che si pone domande, ricade quindi sulle nostre scuole.

Queste lezioni tenute dal grande fisico sono un buon punto di partenza.

Fonte: iTWire

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 17

In occasione dei 40 anni dallo sbarco sulla Luna la Nasa darà la possibilità di riascoltare l’intero audio della missione su Internet, e seguirla in diretta esattamente negli stessi giorni in cui 40 anni fa ebbe luogo la storica impresa.

Il conto alla rovescia parte da wechoosethemoon.org , una meraviglia di sito interattivo dove la Nasa cercherà di ricreare le stesse sensazioni di quell’epoca.

La retrospettiva ripropone le comunicazioni fra gli astronauti Neil Armstrong, Michael Collins e Buzz Aldrin e il Centro di controllo a Terra, presso il centro spaziale Johnson della Nasa a Houston.

In webstream sul sito internet della Nasa, il countdown è già iniziato e la trasmissione inizierà alle 16:32 di domani (ora italiana), nello stesso giorno e alla stessa ora in cui 40 anni fa cominciò il viaggio, e proseguirà fino alle 16,50 del 24 luglio, quando fu recuperato l’equipaggio dopo l’ammaraggio.

Per l’anniversario, sul sito della Nasa è pubblicato anche altro materiale multimediale sul programma Apollo e la storia dei voli umani nello spazio

Vedi anche: http://www.nasa.gov/apollo40th
http://spaceflight.nasa.gov/history/apollo/apollo11

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 17


Se nei prossimi due mesi qualcuno ha intenzione di passare da Barcellona, consiglio di fare un salto all’Observatori Fabra, un bellissimo edificio modernista situato sul monte Tibidabo che domina tutta la città catalana, e dove viene organizzata un’iniziativa che combina scienza, astronomia e gastronomia.

L’attività, dal nome Sopars amb estrelles (Cena con le stelle), unisce una cena immaginativa e un programma di conferenze e dialoghi (ovviamente tutta in spagnolo), oltre all’osservazione al telescopio della Luna, Giove e Saturno.

Si comincia il 22 luglio con Álvaro Giménez, professore del CSIC (il CNR spagnolo) e direttore del Centro de Astrobiologia di Madrid, e la sua conferenza dal titolo “L’esplorazione spaziale ” dove presenterà lo stato dell’arte della ricerca mediante sonde spaziali sia dei differenti corpi del nostro sistema solare che delle galassie, stelle e altri sistemi planetari.

Cosa fanno gli astronomi? Decodificando il cielo ” è invece il seguente appuntamento. Il 5 agosto Emilio J. Alfaro, presidente della Sociedad Española de Astronomía e professore del CSIC nell’Instituto de Astrofísica de Andalucía (IAA), accompagnerà il pubblico in un percorso attraverso le diverse tecniche e teorie scientifiche che usano gli astronomi per ricevere e decifrare le informazioni che ci arrivano dall’Universo.

Il 13 agosto è il turno di Ignasi Ribas, ricercatore dell’Institut de Ciències de l’Espai (CSIC-IEEC). Nella sua conferenza dal titolo “Alla ricerca di altre terre: pianeti abitabili oltre il Sistema Solare” tratterà la possibile esistenza di vita extraterrestre in un viaggio appassionante attraverso le ultime scoperte di pianeti extrasolari.

Che sappiamo di Titano? Che ci riserva il futuro? sono solo alcune delle domande alle quali José J. López, professore del CSIC nell’IAA, cercherà di rispondere nelle sua conferenza “Titano, un mondo a portata di mano. Da Comas-Solá a Cassini-Huygens” prevista per il 19 de agosto.

Il giorno dopo, 20 agosto, sarà Eva Oriol Pibernat chi parlerà de “Il ruolo dei satelliti per la previsione del tempo e il monitoraggio del clima”. La coordinatrice dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con gli organismi rappresentativi delle agenzie spaziali che si dedicano all’osservazione della Terra spiegherà come i satelliti meteorologici ci permettono rilevare tendenze climatiche ed evidenziare i problemi che possono influire sul medio ambiente.

Infine il 28 de agosto lo scrittore Emili Teixidó e Xavier Barcons, professore del CSIC nell’Instituto de Física de Cantabria (IFCA), presenteranno “Origine e crescita dell’Universo”. In questa conferenza si parlerà di “energia oscura” e “inflazione”, due ingredienti fondamentali del cosmo praticamente ancora sconosciuti, che verranno trattati dal punto di vista dell’osservazione astronomica e delle sue prospettive future.

Per prenotazioni e maggiori informazioni fare clic qui.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 17

La redazione di Gravità Zero si arricchisce dei contributi di un nuovo arrivo: siamo lieti di dare il benvenuto a Carlo Ferri, già nostro collaboratore con il blog di cui è co-fondatore Gravedad-Cero.org.

Carlo Ferri sta ultimando un dottorato in Fisica presso l’Institut de Ciències de l’Espai (CSIC-IEEC) di Barcellona, in Spagna. Si occupa di astrofisica delle alte energie e in particolare del trattamento dei dati dell’XMM-Newton dell’ESA per lo studio di novae in fase di post-esplosione e di variabili cataclismiche.

Scrive per Tuttoscienze, El Pais e Il Sole 24 Ore.

Sarà quindi un vero piacere averlo qui tra noi, anche perché avrà molto da raccontarci sulla sua esperienza come ricercatore e divulgatore scientifico in Spagna e sul suo lavoro all’interno di uno dei centri che più contribuisce alla crescita scientifica e tecnologica di quel Paese.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 17

Poco tempo Michele D’Auria ha realizzato un cortometraggio sulla storia di Soichiro Honda il fondatore della nota casa costruttrice di automobili e motociclette, guardandolo mi sono incuriosito e sono andato a leggermi tutta la sua storia e vista la sua particolarità la riporto anche sul blog, in basso trovate il corto in inglese mentre sopra il trailer in italiano:

Nel 1938, quando andava ancora a scuola, Soichiro Honda prese tutto quello che possedeva e lo investì in un piccolo laboratorio dove cominciò a elaborare una sua idea di Anello Elastico. Voleva vendere la sua opera alla Toyota Corporation, perciò lavorava giorno e notte, immerso nel grasso fino ai gomiti, dormendo in officina, sempre convinto di poter raggiungere un Risultato. Nel tempo, per restare in Affari impegnò perfino i gioielli della moglie. Ma quando finalmente riuscì a fabbricare i suoi Anelli Elastici e li offrì alla Toyota, gli dissero che non si adattavano agli Standard dell’Azienda. Dovette perciò tornare a scuola, dove gli toccò sopportare le risate ironiche degli insegnanti e dei compagni quando parlavano dei suoi assurdi progetti. Ma, invece di soffermarsi sul lato spiacevole di quell’esperienza, Honda decise di continuare a concentrarsi sul suo obiettivo. E infine, dopo altri due anni, la Toyota offrì a Soichiro Honda il contratto che lui sognava. La sua Passione e la sua Costanza erano state premiate perché Honda sapeva quello che voleva, aveva agito, aveva notato che cosa non funzionava e aveva continuato a cambiare approccio, finché non aveva ottenuto quello che voleva. A questo punto, però, dovette affrontare un altro problema. Il Governo Giapponese stava accellerando la produzione per la Guerra e rifiutò di fornire a Honda il Cemento Armato necessario per costruire la Fabbrica. Credete forse che lui abbia rinunciato? Nemmeno per idea. Credete che si sia concentrato sull’Ingiustizia che aveva subito? Che abbia pensato che questo avrebbe messo fine al suo Sogno? Assolutamente no. Di nuovo, egli decise di servirsi dell’esperienza e sviluppò una nuova Strategia. Con la sua équipe inventò un nuovo sistema per produrre Cemento Armato e poi costruì la sua Fabbrica! Durante la Guerra questa venne bombardata due volte e buona parte dei Macchinari di Produzione andò distrutto. La Reazione di Honda? Radunò subito la sua équipe e insieme raccattarono i Bidoni della Benzina di Riserva che i Bombardieri Americani avevano gettato via. Honda li chiamava “i Regali del Presidente Truman”, perché gli fornivano le Materie Prime di cui aveva bisogno per il Processo di Fabbricazione ( materiali a quel tempo introvabili in Giappone ). Alla fine, dopo aver superato tutte queste difficoltà… un Terremoto gli rase al suolo la Fabbrica!!! Honda allora decise di vendere il brevetto del suo Anello Elastico alla Toyota… Ecco un Essere Umano che aveva evidentemente preso importanti Decisioni per riuscire. Aveva una grande Passione e grande Fiducia in quello che faceva. Aveva una grande Strategia. Agiva con Decisione e cambiava continuamente Approccio, ma ancora non aveva ottenuto i grandi Risultati cui era destinato. Eppure Decise di Perseverare. Dopo la Guerra il Giappone non aveva più una goccia di Carburante: Honda non poteva nemmeno andare in auto a comperare il Cibo per la sua Famiglia. Per la disperazione applicò un Motorino alla sua vecchia Bicicletta. Subito i vicini cominciarono a chiedergli di fare anche per loro quelle “Biciclette a Motore”. L’uno dopo l’altro, li imitarono tutti, tanto che a un certo punto Honda rimase a corto di Motorini. Allora decise di mettere in piedi un Officina per fabbricare Motori per la sua nuova Invenzione… ma purtroppo gli mancavano i Fondi necessari. Come già aveva fatto prima, decise di trovare un modo… a qualsiasi costo! Pensò di rivolgersi ai 18.000 proprietari di Negozi di Biciclette del Giappone, scrivendo A CIASCUNO di loro una Lettera Personale in cui spiegò che potevano contribuire alla Rinascita del Giappone attraverso la Mobilità che la sua Invenzione poteva fornire… e convinse 5.000 Rivenditori ad anticipargli il Capitale necessario! Tuttavia la sua Motocicletta si vendeva solo ai grandi Appassionato, perché era troppo grossa e voluminosa. Perciò fece qualche aggiustamento e ottenne una versione ridotta molto più leggera del Modello Originale. La battezzò Superclub. Da un giorno all’altro, la Moto ottenne un grande Successo e gli valse persino un’Onorificenza da parte dell’Imperatore. In seguito, Honda cominciò a esportare la sua Moto e a venderla ai ragazzini d’Europa e degli Stati Uniti, per poi arrivare negli anni ‘70 del secolo scorso a fabbricare anche le Automobili che sono diventate così popolari. Oggi la Honda Corporation dà lavoro a 100.000 persone, tra Stati Uniti e Giappone, ed è considerata uno dei grossi Imperi Automobilistici del Giappone, secondo solo alla toyota per le Vendite negli Stati Uniti. E questo perché un Essere Umano ha capito il Potere di una Decisione veramente impegnata e ha Agito con Coerenza e Continuità, indipendentemente dalle Condizioni.

Mi viene da chiedermi…chissà se tutto questo suo impegno sia stato veramente un bene per l’umanità e per il Giappone… e pensare che tutto è partito da una bicicletta…

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 15

UNA MAPPA IN scala 1:1 non è una vera mappa, perché coprirebbe l’originale. Così un modellino in scala uno a uno, non è un vero e proprio modellino, ma qualcosa di diverso. A Tokyo, in vista dell’annuale festival del fumetto e per festeggiare i trent’anni della serie, hanno costruito un Gundam “classico” (RX-78-2) in scala uno a uno, che guarda sulla baia della città dall’isola artificiale di Odaiba. E forse lo lasceranno là. Sigh! È arrivato il momento di tornare in Giappone…

 
Se volete, vi tiro un pippone di due ore su questo modello di Gundam della Federazione, di cui durante la One Year War ne vennero realizzate otto versioni (la prima ad entrare in linea è quella marchiata con il numero 2) e che è, tra le altre cose, il primo modellino di Gundam che io abbia mai montato e colorato, da ragazzino, oltre che un vero e proprio classicone, una immagine “iconica” dei “veri robot” come vennero immaginati da Yoshiyuki Tomino nel 1978. Un’ultima cosa: in Italia noi diciamo ufficialmente “Gundam” (con la benedizione dello stesso Tomino), mentre in tutto il mondo, Giappone incluso, il nome viene pronunciato all’inglese, “Gandam”.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 15

non ritengo questo tipo di azione abbia alcun senso pratico: “una carezza con una piuma” del tutto inutile.

Non vedo inoltre positivamente una protesta di tipo “corporativo” o la nascita di “antistoriche” corporazioni attorno o all’interno della rete, visto che da sempre le corporazioni avevano “il compito primario di difendere il monopolio dell’esercizio del proprio mestiere” (v. Wikipedia).

Non a caso, questo “presunto” sciopero, era stato promosso da giornalisti, addirittura in contemporanea nel giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti, una corporazione che poco ha da spartire con le nuove evoluzioni digitali in materia, anzi ne sta subendo pesantemente un “radicale ridimensionamento”, fatto che sembra evidenziare più una strumentalizzazione della rete su questioni ed interessi ben diversi, che altro.

La libertà dei cittadini è sacrosanta, così come il diritto alle autorità giudiziarie di proteggere gli interessi dei cittadini attraverso i metodi investigativi appropriati.

Un tema centrale nel sistema giuridico e legislativo di qualsiasi paese, che non può però essere “risolto” attraverso una “protesta di tipo corporativa”, ma attraverso una continua e puntuale informazione per diffondere, anche non solo sui canali Internet, una condivisa cultura di civile convivenza, affinché sul tema, l’Italia possa diventare un esempio anche per gli altri paesi.

I blogger, o meglio chi scrive utilizzando la rete, è per definizione un “libero pensatore” che attraverso la rete può beneficiare di mezzi e strumenti come mai nella storia dell’umanità.

Strumenti che però non devono permettere a nessuno di offendere, dileggiare o imbarazzare qualcuno, o comunque di sentirsi “al di sopra della legge”, l’unica regola affinché una società possa cercare una civile convivenza.

Solo “facendo pressione” diretta sui singoli “rappresentanti” eletti dai cittadini ad avere il compito di legiferare, si può cercare di ottenere risultati concreti.

La rete consente ora un contatto diretto tra elettori ed eletti, prima impensabile, lo spazio di un nuovo modo per gestire la “cosa pubblica”, in una diretta partecipazione di tutti i cittadini, nessuno escluso.

Quindi, in alternativa ad una “protesta del silenzio”, più significativo sarebbe l’utilizzo di questo canale verso i nostri rappresentanti eletti, chiedendo loro, direttamente, una presa di posizione pubblica sul decreto in questione, con relativa pubblicazione delle loro “dichiarazioni di voto” sulla questione.

Il Ministro Alfano non legifera da solo, ma ha bisogno di ricevere l’approvazione degli eletti in Parlamento.

Quindi sarebbe interessante conoscere la posizione di chi si appresta a votare e decidere, non scaricando la responsabile sulle “solite persone”; che oggettivamente hanno espresso le proprie ragioni, condivisibili o meno, dell’opportunità di un decreto del genere.

La rete può dare “trasparenza” ai pensieri degli eletti in materia, un fatto importante, decisivo, condizionante anche sul futuro voto in parlamento.

Non si comprende quindi, perché si chieda di “tacere”, quale momento di lotta, affinché il paese possa migliorare e migliorarsi.

Azione che avrebbe come unico effetto quello di annullare la vera “potenza” della rete e continuare a perpetuare pericolosi approcci corporativi, del tutto fuori luogo, che continuano a tenere “ancorata” l’Italia nel tentativo di spiccare il volo, verso un futuro diverso.

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 15

Car* Tutt*
Le POWER REVENGE e la Fatina Viola sono corse a lottare contro il sessismo al Consiglio Comunale di Ravenna del 13 Luglio…portando un documento che chiede la rimozione delle pubblicità ALMA MATER, le scuse pubbliche e le dimissione del più strenuo difensore della campagna, l’acerrimo nemico Capitan Mingozzi. Giovedi 16 luglio 2009 alle 16.00 sarà discusso all’ODG il Documento …
E’ importante esserci, non più come eroine ma come ragazze donne femministe e lesbiche. Pure gli uomini non-velinomani devono alzare la testa!
Tutt* in Piazza del Popolo!
I manifesti devono sparire!

Un po’ di rassegna stampa:

http://www.romagnanoi.it/News/Romagna/Ravenna/Politica/articoli/41189/Eroine-contro-veline-da-manifesto.asp

http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=28394

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/14-luglio-2009/fantastiche-4-proteste-ravenna-1601566454425.shtml

Le Power Revenge + Fatina Viola

Rete delle Donne di Bologna

fonte: retedelledonnedibologna.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 15


        Al prorettore delegato alla Romagna Ugo Gambetta

        Al vicepresidente della fondazione Flaminia Giannantonio Mingozzi

        Ai responsabili di Serinar e Unirimini

        E. p.c.

        Al rettore Pier Ugo Calzolari

        Al Sindaco di Ravenna

        Al Sindaco di Cesena

        Al Sindaco di Forlì

        Al Sindaco di Rimini

        Alla Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ravenna

        Alla Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Ravenna

        Alla Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Cesena

        Alla Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Cesena

        Alla Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Forlì

        Alla Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Forlì

        Alla Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Rimini

        Alla Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Rimini

Gentilissime e Gentilissimi,

con la presente siamo a chiedere l’immediato ritiro della pubblicità raffigurante quattro giovani e piacenti ragazze, in tutina aderente bianca, con la dicitura “Le Fantastiche 4. Il meglio per i tuoi studi universitari”.

La pubblicità rappresenta una gravissima forma di discriminazione di genere effettuata da una Istituzione pubblica, ed in quanto tale inaccettabile, poiché lesiva della dignità di studentesse e studenti, nonché dell’immagine stessa dell’Alma Mater Studiorum.

E’ inverosimile ed estremamente grave il fatto che ben quattro sedi della Università più antica d’Europa, e tra le più prestigiose, scelgano, al fine di promuovere la propria immagine ed attirare nuove matricole, l’immagine di quattro “wonderwoman” con sguardi vacui, capelli al vento e corpo esibito in sexy tutine.

Questa pubblicità non raffigura certo la studentessa modello di uno dei poli universitari, posto che negli stessi non si tengo né corsi di Laurea in Astronautica, né in Cinematografia.

Nulla identifica le ragazze in manager, economiste, giuriste, biologhe: quello che si offre sono dei bei corpi, come se i poli universitari distaccati rappresentassero una sorta di “estensione” del divertimentificio romagnolo in cui la giovane matricola fuori-sede possa trovare fantastica “merce”.

Altro che “offerta scientifica”! E’ proposto un modello femminile estremamente eroticizzato, non pertinente con lo sviluppo di nessuna professionalità, se non quella di attitudine alla seduzione ed alla soddisfazione di un immaginario sessuale maschile, anch’esso stereotipato (due bionde, due brune, seno incastonato nei wonderbra, tutina stile manga).

Il manifesto comunica esplicitamente il messaggio che, iscrivendosi ai poli distaccati, si possano trovare le più avvenenti bellezze (Fantastiche 4), e che ciò rappresenti “il meglio” per gli studi universitari…di chi? Di giovani maschi “utilizzatori finali”?

Altresì, l’immagine veicola la concezione stereotipata che la bellezza in primo luogo, e non solo e non anche le qualità intellettuali, rappresentino l’eccellenza, e fantastiche bellezze, prive di qualità intellettuali, siano il meglio che, rispetto ad altre università, questi poli abbiano ad offrire.

L’“eroismo” femminile emergente da questa pubblicità sta nell’avvenenza, non nella professionalità.

E dunque, non si può censurare come mero moralismo la critica al manifesto pubblicitario, posto che è evidente che per promuovere l’immatricolazione ai poli universitari romagnoli ci si è serviti nella comunicazione di stereotipi sessisti ben radicati nell’immaginario collettivo.

La “modernità” non può e non deve passare attraverso un uso strumentale del corpo femminile e dell’immaginario ad esso connesso.

Il fatto che una Istituzione quale l’Università abbia scelto di promuovere un’immagine stereotipata della donna -studentessa- e dell’Università stessa, distrugge le potenzialità di autodeterminazione e di ingresso per merito nella vita sociale di tutte le nuove generazioni, che anzi vengono in tal modo pubblicamente istigate a vivere “passivamente” lo spazio pubblico, aderendo ai “ruoli” dettati da una società maschilista, di donne in carriera perfette, giovani belle e desiderabili, ma i cui talenti professionali vengono tenuti nascosti. Donne visibili, ma senza potere.

Un femminicidio simbolico, che influenza l’immaginario di ogni singola donna e uomo, incitando tutti ad uniformarsi ad un modello che considera la seduzione l’unico mezzo di accettazione sociale, per il quale vale sacrificare la propria dignità, la propria competenza, la propria autodeterminazione.

E’ inaccettabile che l’Università, luogo di sapere, si faccia portavoce di questa ideologia discriminatoria.

E’ inaccettabile che le Istituzioni locali consentano il permanere di tali manifesti affissi.

E’ inaccettabile e sintomo di un maschilismo pervasivo il fatto che la cultura del rispetto, non solo in ragione della etnia di appartenenza ma anche sulla base del genere e dell’orientamento sessuale, non sia propria di tutti i rappresentati delle Istituzioni, ma debba essere sempre invocata esclusivamente dagli organi di pari opportunità.

Tanto più che, avendo lo Stato italiano ratificato la CEDAW (Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna), le Amministrazioni locali hanno assunto il compito di “perseguire con ogni mezzo appropriato e senza indugio, una politica tendente ad eliminare la discriminazione nei confronti della donna”, impegnandosi a questo scopo ad “astenersi da qualsiasi atto o pratica discriminatoria nei confronti della donna ed agire in maniera da indurre autorità ed enti pubblici a conformarsi a tale obbligo” (art. 2, lettera d), CEDAW).

E tanto più considerato che il Comitato per l’applicazione della CEDAW, nella raccomandazione n. 25/2005, già segnalava la “preoccupazione sulla persistenza e pervasività dell’atteggiamento patriarcale e sul profondo radicamento di stereotipi inerenti i ruoli e le responsabilità delle donne e degli uomini nella famiglia e nella società. Questi stereotipi minano alla base la condizione sociale delle donne, costituiscono un impedimento significativo alla attuazione della Convenzione, e sono all’origine della posizione di svantaggio occupata dalle donne in vari settori, compreso il mercato del lavoro e la vita politica e pubblica. Il Comitato è profondamente preoccupato anche dalla rappresentazione che viene data delle donne da parte dei mass media e della pubblicità, per il fatto che viene ritratta come oggetto sessuale e in ruoli stereotipati.” E raccomandava che i mass media e le agenzie pubblicitarie fissero “indotte ed incoraggiate a proiettare un’immagine delle donne come partner alla pari in tutte gli ambiti della vita e indotte ad andare verso la stessa direzione, al fine di modificare la percezione delle donne come oggetti sessuali, e come responsabili in via principale della crescita dei figli”.

Peraltro, i Comuni di Ravenna e Cesena Forlì, hanno anche aderito alla “Carta Europea per l’uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale”, con cui sono impegnati a “combattere il persistere e il riprodursi delle disparità di genere per promuovere una società veramente equa”, e nello specifico a “eliminare gli stereotipi e gli ostacoli sui quali si basano le disparità di status e di condizione delle donne, e che conducono alla valutazione impari dei ruoli delle donne e degli uomini in campo politico, economico,

sociale e culturale” (punto 4), impegnandosi a (parte III, Art. 6, comma 1) neutralizzare e a prevenire, per quanto possibile, pregiudizi, azioni, utilizzo di espressioni verbali e di immagini basate sull’idea della superiorità o dell’inferiorità dell’uno o dell’altro sesso, e/o il perpetuarsi di ruoli femminili e maschili stereotipati” ed accertandosi che “la comunicazione, sia interna all’ente che verso il pubblico, sia conforme all’impegno assunto, promovendo immagini sessuate positive o esempi ugualmente positivi” (parte III, Art. 6, comma 2).

In ragione di quanto sopra considerato, siamo a chiedere:

- l’immediata rimozione da ogni luogo pubblico dei manifesti pubblicitari sopra citati

- una immediata lettera di scuse a tutte le studentesse e studenti da parte dei responsabili della campagna pubblicitaria

- l’immediata rielezione dell’indispensabile Comitato Pari Opportunità universitario

- per le affermazioni rilasciate le immediate dimissioni da ogni incarico pubblico di Giannantonio Mingozzi, vicesindaco di Ravenna

Bologna – Ravenna – Cesena – Forlì – Rimini, 13 luglio 2009

Associazione Giuristi Democratici, sezioni di Bologna e di Ravenna

Collettivo Universitario Femminista “Figlie Femmine”

Rete delle donne di Bologna

Altra Città Lista Civica di Donne


Rete delle Donne di Bologna

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Lug 15

Titolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2005
Genere: horror
Durata: 1h40m
Regia: Walter Seller
Sceneggiatura: Rafael Yglesias
Fotografia: Affonso Beato
Musiche: Angelo Badalamenti
Cast: Jennifer Connelly, Ariel Gade, Dougray Scott, Tim Roth, John C. Reilly, Pete Postlethwaite, Camryn Manheim, Debra Monk, Linda Emond, Perla Haney-Jardine, Bill Buell, Elina Lowensohn, Warren Belle, Alison Sealy-Smith

Trama
Dahlia Williams decide di trasferirsi assieme alla sua piccola Cecilia in uno squallido quartiere periferico di New York. Dhalia ha appena divorziato e il dolore è ancora forte anche perché è in causa con l’ex-marito per l’affidamento della figlia. La vita nel nuovo appartamento procede tranquillamente fino a quando una grossa chiazza d’acqua appare sul soffitto della sua camera da letto. Nel frattempo Cecilia afferma di parlare con un’amichetta immaginaria che, guarda caso, ha lo stesso nome di una bambina misteriosamente scomparsa dall’appartamento del piano di sopra.

Recensione
Già dal principio era difficile pensare che “Dark waters”, remake dell’omonimo film nipponico diretto da Hideo Nakata, regista anche del celebre“The ring”, potesse regalare qualcosa di buono. L’originale già non mostrava elementi interessanti, riducendosi ad un horror poco efficace e decisamente noioso. Strano poi che dietro alla mdp sia stato scelto il regista brasiliano Walter Seller, autore sì di pellicole di qualità (“Central do Brasil” e “I diari della motocicletta”), ma dal contenuto fortemente drammatico e del tutto lontane da tematiche thriller ed horror. Di conseguenza, questo “Dark waters” perde quasi ogni traccia degli aspetti orrorifici presenti nell’originale, per giunta già latitanti. Seller sposta, come si poteva prevedere, l’attenzione sul rapporto madre-figlia e sul dolore provato a causa di una triste separazione, spesso riversato nei figli obbligati ad accettare scelte dei genitori non ancora in grado di comprendere con giudizio. “Dark water” dunque non riesce a convincere lo spettatore della possibilità di presenze paranormali, che può giustificare la presenza della bambina morta come uno rifugio inventato da Cecilia per allontanarsi dalla realtà che, sua sfortuna, la vede protagonista dei conflitti tra i suoi genitori. Senza dubbio ottima la descrizione psicologica dei personaggi, dei dolori e di Dahlia e delle sue difficoltà di riprendere una vita spezzata. Seller in questo è stato sicuramente aiutato dall’ottimo cast che ha avuto la fortuna di dirigere. Jennifer Connelly è tanto bella quanto capace di trasmettere attraverso i suoi irresistibili occhi la sofferenza e la tristezza, come aveva già fatto nelle precedenti pellicole “Requiem for a dream” e “La casa di sabbia e di nebbia”. Buone anche le prove di Tim Roth, nel ruolo dell’avvocato che gioca un ruolo importante dell’analisi sui problemi della famiglia introdotta da Seller, Pete Postlethwaite, nei panni del vecchio e burbero custode del palazzo, John C. Reilly, immobiliarista avido e meschino, e Dougray Scott, marito combattivo forse per non perdere la figlia, forse per farla pagare alla ex-moglie. Ottima la parte relativa alle musiche di Angelo Badalamenti e le scenografie di Therese Deprez, nella sua cura dei minimi particolari di ogni singolo angolo dello squallido palazzo di periferia immerso nella piovosa e grigia New York, raffigurata con efficienza dall’attenta fotografia di Affonso Beato.
“Dark water” assume dunque le fattezze del film realizzato con maggior stile dell’originale ma che come un splendido palazzo costruito su fragili fondamenta, scricchiola di continuo, con il rischio di crollare in mille pezzi. Metafora a parte, questo “Dark water” annulla quel poco di horror presente nel film di Nakata, identificandosi più come dramma psicologico. Il film raggiunge la perfetta sufficienza, ma approcciandosi ad esso come un horror il suo voto è 50% (mediocre), considerandolo invece come film drammatico è di 70% (discreto).
E’ ora che Hollywood la smetta di guardare continuamente all’estero alla ricerca di successi da riproporre con ambientazioni americane. Sarebbe sufficiente importare con maggior frequenza pellicole di qualità di nazioni “remote” e proporle così come sono al pubblico americano.

Voto: 60%

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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 15

Rodi (in greco Rhodos o Rodos, in inglese Rhodes) è la più grande isola del Dodecaneso ed una delle più grandi della Grecia. Ha una lunghezza di circa 80 km. e larghezza di circa 35 km ed è la l’isola più distante, dopo Kastelorizo, dal continente greco, si trova infatti a meno di 20 km. dalla costa turca. Rodi è raggiungibile in aereo, molti sono infatti i voli charter e di linea che collegano le principali città italiane all’aeroporto internazionale dell’isola, e in nave, attraverso collegamenti tra le varie isole con il Pireo, porto di Atene. Tra le due opzioni, meglio scegliere l’aereo, in quanto sono troppe le ore di navigazione dal Pireo ed inoltre il costo complessivo è spesso superiore rispetto a quello dell’aereo.
Rodi è una delle isole greche più amate e visitate, in particolar modo dal turismo inglese. Moltissimi teenager britannici ogni estate passano infatti le proprie vacanze a Rodi, in particolare a Faliraki, uno dei suoi centri più grandi. La gran parte dei turisti si concentra tra l’omonimo capoluogo e Lindos, secondo centro abitato più grande, lungo la costa orientale, in un lungo succedersi di piccole cittadine separate da baie nelle quali si trovano fantastiche spiagge.
L’origine del suo nome è stato oggetto di diverse teorie. La maggior parte degli storici tendono a farlo derivare da un antico termine greco che significa “rosa” ed è infatti è spesso chiamata “l’isola delle rose”. La rosa era sacro ad Elio, dio del sole. Pindaro racconta che Elio unendosi alla ninfa Rhoda, figlia di Poseidone e di Afrodite, ebbe sette figli, tra i quali Cercafo che spartì l’isola di Rodi tra i suoi tre figli creando così tre città-stato: Ialysos, Kamiros e Lindos. In realtà, secondo la storia, furono i Dori, nel XII sec. a.C. a creare tali città-stato che nel 408 a.C. decisero di fondare un nuovo centro religioso e commerciale che fu chiamato Rodi. La nuova città ebbe fu progettata da Ippodamo di Mileto, uno dei più importanti architetti ed urbanisti dell’antica Grecia. La città fu dunque sviluppata secondo una pianta circolare e furono costruite possenti mura di cinta.
In onore del dio del Sole e per celebrare un’importante vittoria contro l’esercito di Demetrio, fu costruita un’enorme statua celebre in tutto il mondo con il nome di Colosso di Rodi, una delle sette meraviglie del mondo antico. La sua costruzione fu commissionata a Chares di Lindos e fu ultimata intorno all’anno 290 a.C., dopo dodici anni di lavori. Le basi su cui poggiavano i piedi della statua erano in marmo bianco, mentre la sua struttura aveva un’anima in pietra e in ferro, ricoperta da un rivestimento in bronzo. Il Colosso di Rodi era alto complessivamente circa 32 m., una gigantesca figura che dominava dall’alto l’antico porto dell’isola. Non ebbe vita molto lunga, fu infatti distrutto da un terremoto nel 226 a.C. che lo fece inabissare in mare. Giacque nel fondo marino per circa otto anni fino a quando gli arabi, dopo aver conquistato Rodi, lo portarono via tagliandolo in un numero indefinito di blocchi e il Colosso di Rodi sparì per sempre.
Punto strategico tra l’Europa e l’Asia, Rodi ha una tradizione storica che l’ha vista spesso protagonista di importanti avvenimenti. Durante il periodo dell’Impero Romano, Rodi era sua parte integrante come capoluogo della “Provincia Insularum” anche se in seguito perse i favori di Roma e fu distrutta da Cassio. Nell’XI sec. ebbe rapporti commerciali con Venezia e qualche secolo dopo subì il dominio dei Genovesi. Durante il medioevo fu occupata dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni che presero il nome di Cavalieri di Rodi. I Cavalieri la fortificarono e l’amministrarono mantenendone il controllo fino al 1522 quando Solimano il Magnifico diede inizio alla dominazione turca dell’isola. Nel 1912 fu invasa dalle truppe italiane per fronteggiare l’avanzata turca in Grecia. Gli italiani rimasero nell’isola fino al termine della Seconda Guerra Mondiale, quando fu annessa alla Repubblica della Grecia.
Il clima di Rodi è tipicamente mediterraneo, caratterizzato da estati soleggiate e asciutte (non esistono tuttavia problemi di rifornimenti idrici), ed inverni miti. In estate il caldo è reso più sopportabile dal meltemi, vento fresco tipico delle isole del Mar Egeo. Rodi è dunque un isola molto fertile e ricca di coltivazioni e boschi. E’ note per la coltivazione di diversi prodotti agricoli, come frutta, vino ed olio d’oliva.
La città di Rodi, capoluogo dell’isola, non è la città tipica delle isole greche formata da casette d’un bianco accecante, ma offre luoghi storici molto affascinanti, in particolar modo nella sua parte vecchia risalente al periodo medioevale. Eretta dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, la Città Vecchia (Old Town) è delimitata da massicce mura e rappresenta uno dei più grandi e meglio conservati insediamenti medievali d’Europa, con palazzi che testimoniano il passato e la storia dell’isola: l’epoca bizantina, il medioevo e la dominazione turca. I quartieri moderni che si sviluppano attorno alla Città Vecchia fanno invece mostra di un gran numero di hotel, ristoranti e bar. Piazza Cipro (Platia Kyprou) rappresenta il centro commerciale dove è gli amanti dello shopping si divertiranno grazie ad un’infinità di negozi tradizionali e moderni. I prodotti locali di Rodi sono gli oggetti di ceramica, i ricami, i tappeti realizzati a mano e la gioielleria, sia in argento che in oro.
Rodi è piena di spiagge, la maggior parte di sabbia anche se non è difficile trovare tranquille calette e baie rocciose. E’ possibile rilassarsi in spiagge praticamente deserte oppure divertirsi praticando sport in quelle in cui è possibile trovare anche beach bar e taverne. Le spiagge sono ben tenute e quasi sempre poco affollate. Difficile dire quale sia la spiaggia più bella di Rodi. Alcuni propendono per la spiaggia di Anthony Quinn, ma sono tante le spiagge che offrono meraviglie incredibili.
Per girare l’isola alla ricerca di spiagge e per visitare i diversi luoghi di interesse storico-artistico si consiglia di noleggiare un auto perché a causa delle dimensioni dell’isola, lo scooter non è in grado di sostenere le lunghe distanze necessarie da percorrere. Non c’è molto traffico e i parcheggi sono sempre disponibili sia la sera nelle città che lungo le numerose spiagge dell’isola.
Per dormire a Rodi senza spendere molti soldi è necessario rivolgersi a studios (tipico monolocale greco, spesso con frigo e cucinino) privati oppure a qualche pensione a conduzione familiare. Non è possibile contare sui campeggi perché in tutta l’isola non sono presenti campeggi. L’ultimo presente sull’isola, nel villaggio di Faliraki, è stato chiuso nel 2003 perché fallito. Il campeggio libero è severamente vietato e la polizia turistica vigila attentamente, pronta a multare i trasgressori.
La vita notturna a Rodi si concentra principalmente nel capoluogo ed a Faliraki. Nella città di Rodi, la Orfanidou street esibisce una serie discobar (Colorado Club, Sammy’s, Bad Boys - Psyco Club) di ogni genere, frequentata da ragazzi provenienti da tutto il mondo mentre alcuni locali (Senso, Bar Code, Santana, Absolut Club) sono ubicati nella Città Vecchia. Alcune discoteche si trovano invece nei dintorni della città. La discoteca più bella di Rodi è sicuramente il Taj Mahal Club, ad Ixia, dalla scenografia orientale e musica di ogni genere. Faliraki è invece il regno dei british boys: centinaia di ragazzini gremiscono la strada principale che conduce fino in spiaggia. Qui si susseguono un gran numero di discobar: Sting, Liquid Club, Jimmy’s Pup, Alabama, Tokyo Joes, Ziggy’s & Charlies, K.G.B., solo per citarne alcuni. Lindos ha una vita notturna un po’ più raffinata: da segnalare la discoteca Amphitheatre, un po’ fuori città.

Per ulteriori informazioni, è sufficiente postare un commento o inviare una mail.

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La città di Rodi (Rodi Town)
La parte moderna della città di Rodi è fortemente influenzata dalla tipica architettura italiana fascista di fine anni ‘30 ed in parte da edifici veneziani. Il porto di Mandraki si riconosce dalle due colonne sulle quali si trovano le statue in bronzo di due cervi, un maschio ed una femmina, simboli di Rodi. Le statue furono costruite dagli italiani che portarono con sé a Rodi questi animali per liberare l’isola dai serpenti e si trovano nel punto in cui, secondo la leggenda, sorgeva il Colosso di Rodi, una delle sette meraviglie del mondo antico. Altri invece propendono per una posizione dell’enorme statua all’interno della città, ritenendo poco credibile la suggestiva ubicazione all’imboccatura del porto con le navi che lo attraversavano in mezzo alle gambe.
Di fianco al porto, sulla sua destra, si trova il molo di S. Nicola con tre mulini a vento (nel periodo medioevale erano in realtà 14). Alla fine al molo si trova l’omonimo forte, un tempo elemento chiave per la difesa dell’isola. Dal porto partono piccole imbarcazioni che effettuano crociere giornaliere per le isole di Kalymnos, Nissiros, Patmos, Pserimos e Symi. Nei pressi dell’entrata del porto si trova la Chiesa della Annunciazione, la cattedrale ortodossa, in stile gotico, con affreschi da Fotis Kontoglou, uno dei massimi esponenti del movimento per la rinascita della tradizione bizantina in Grecia.
Nella piazza della Libertà, che si affaccia sul porto, si trova la maggior parte degli edifici pubblici: il palazzo di Giustizia, la capitaneria di Porto, il palazzo delle Poste e il Mercato Nuovo, di straordinaria bellezza architettonica con le sue cupole rotonde e decorazioni in oro. A poca distanza, si trova piazza Giorgio III, ritenuta il centro della città moderna. Nella piazza si trova il Teatro Nazionale, un esempio dello stile architettonico fascista. La sala è imponente, sia in altezza che in termini di dimensioni. Il teatro è stato costruito nel 1937 ed al principio fu chiamato “Teatro Puccini”, in onore del grande compositore. Il nome di architetto è sconosciuto. Gli altri edifici della piazza sono il Municipio, la Prefettura progettata dall’architetto italiano Florestano di Fausto, che si rifece al Palazzo Ducale di Venezia, e la moschea Dzami Murat Reis. Nei pressi della moschea si trova il cimitero musulmano, meritevole di una visita. In piazza Haritos, nella villa Nestoridis, si trova il museo d’arte moderna, nel quale sono esposte circa mille opere che appartengono alla collezione Ioannou.
La moschea di Solimano il Magnifico e il bagno turco testimoniano la lunga dominazione turca dell’isola. Il Bagno Turco, restaurato nel 2000, è ospitato in una struttura bizantina del VII sec. e offre una sosta davvero rigenerante. Del quartiere ebraico rimangono soltanto alcune case, il cimitero e la sinagoga. Molte case del quartiere sono abbandonate e mostrano i segni dei saccheggi e degli incendi.

La città medioevale (Old Town)
La parte vecchia della città, circondata dalle massicce mura del XIV e XV sec. Nella città si accede attraverso la porta d’Amboise, la porta S. Anastasio e la porta Marina, nei pressi del porto. La città vecchia è formata da due distinte parti: il Collachium, quartiere dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni e il Bourg o Chora, una fitta serie di palazzi che formano un labirinto di vie quartiere popolare dove vivevano greci, turchi ed ebrei.
I Cavalieri rimasero sull’isola oltre due secoli, quando furono scacciati dai musulmani. Nella Chora si ammirano chiese bizantine, moschee, bagni turchi, palazzi in gotico provenzale, un insieme di architetture che convivono in piena armonia.
La città medievale, patrimonio dell’UNESCO dal 1988, è talmente piena di palazzi di interesse storico-artistico da richiedere più giorni e diversi itinerari per poter essere visitata. Rappresentava il centro amministrativo e religioso dell’isola con edifici adibiti a diverse attività. Ogni suo punto offre qualcosa da visitare o, almeno, da osservare. Entrando dalla porta della Libertà si accede al Collachium. Tra i palazzi più importanti di questo quartiere ci sono il palazzo del Gran Maestro, la cattedrale di Santa Maria e le residenze dei Cavalieri, suddivise per nazionalità. Camminando per la via dei Cavalieri, strada in ciottoli del XV sec. e restaurata durante la dominazione italiana, si possono osservare alcuni dei più bei edifici civili del quartiere, in stile gotico provenzale. Si tratta per la maggior parte degli ostelli delle Lingue, le antiche dimore dei cavalieri. Pregevoli l’Ostello della Lingua d’Italia e l’Ostello della Lingua di Francia, ristrutturato nel 1913 sostituendo ai magazzini del pianterreno ampie aperture a volta.
Un altro importante edificio è l’Ospedale dei Cavalieri (XIV sec.). Al primo piano si trova la sala dell’Infermeria, una galleria che conserva lungo le pareti le pietre tombali dei Cavalieri. Le altre stanze ospitano il Museo Archeologico di Rodi (8.30-19.00), nel quale è esposta una serie di reperti provenienti da tutto il Dodecaneso appartenenti ai periodi geometrico, classico, ellenistico e romano.
Il Museo Bizantino si trova all’interno della chiesa Panaghia tou Kastrou, nota anche con il nome Panagia tis Nikis. Fu costruita dal Gran Maestro nel 1480, perché si narra che la Vergine Maria apparve in questo luogo. La chiesa, in stile gotico, fu distrutta dai turchi durante l’assedio del 1522 ad opera di Solimano il Magnifico. Il museo ospita i dipinti murali della chiesa datati intorno al XIV sec., alcune icone del periodo tardo bizantino e post bizantino ed alcuni affreschi raffiguranti la Vergine ed i santi. Nei pressi del museo si trova la via Socrates, il centro dei negozi in stile bazaar con caffè e taverne all’aperto in su piazze ombreggiate. Lungo questa via si trova la torre dell’Orologio (1851), non solo un affascinante palazzo, ma anche un perfetto meccanismo di ingegneria. Sfortunatamente l’orologio ha smesso di funzionare dopo un terribile terremoto che scosse l’isola di Rodi.

Il Palazzo del Gran Maestro
Il palazzo del Gran Maestro, noto anticamente con il nome di Kastello, fu edificato durante il periodo bizantino (VII sec.) nel punto più alto della città medioevale, nella sua parte nord-ovest. E’ un illustre esempio di architettura militare, con la sua massiccia struttura e posizione strategica svolse attivamente il ruolo difensivo della città, ultimo rifugio per la popolazione in caso di invasione nemica. Il Palazzo del Gran Maestro è un edificio a forma quasi quadrata (80×75 m.), progettato attorno ad un ampio cortile. Una volta giunti a Rodi, i Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni stravolsero del tutto la struttura della fortezza bizantina, costruendo nuovi edifici all’interno della cinta muraria. La struttura divenne così residenza del Gran Maestro e centro amministrativo dell’isola. L’ingresso principale si trova sul lato sud ed è distinguibile dalle due imponenti torri. Lungo il lato occidentale si trova invece la torre quadrata, opera forse del Gran Maestro Pierre d’Aubusson. Sul lato nord si trovano i dormitori ed i magazzini. Era questa la zona in cui si rifugiava la popolazione in caso di assedio nemico. Il piano terra è composto da alcune stanze che si dispongono attorno al cortile quadrato. Il primo piano del palazzo ospitava invece le camere degli ufficiali, la sala da pranzo e le stanze della residenza privata del Gran Maestro, note con il nome di “Margaritae”. Il palazzo andò quasi completamente distrutto nel 1856 a causa di un’esplosione nella vicina chiesa. Durante la dominazione turca il palazzo fu utilizzato come prigione. Tale funzione continuò a sussistere durante l’occupazione italiana fino a quando fu completamente restaurato dall’architetto Vittorio Mesturino per essere adibito come residenza di Mussolini (il cui nome campeggia ancora su una grande lastra nei pressi l’ingresso del palazzo) e di Vittorio Emanuele III. Fu realizzata la cappella a destra del monumentale scalone di marmo che porta al primo piano e all’interno di essa fu eretta una statua in bronzo di San Nicola, copia di un’opera presente nella chiesa del santo a Bari. Pur avendo attualmente un aspetto molto diverso, i suoi interni conservano il fascino del passato, con i preziosi pavimenti ricoperti da mosaici romani e paleocristiani provenienti dalle altre isole dell’arcipelago, in modo particolare da Kos. In uno dei saloni del palazzo è custodita una copia del celebre Laoconte, il cui originale si trova nei Musei Vaticani a Roma. Due mostre permanenti sono ospitate in alcune stanze al piano terra: “La città di Rodi dalla sua fondazione al periodo romano” e, vicino la cappella, “Rodi dal IV a.C. fino all’occupazione turca”.

L’Acropoli di Rodi (Monte Smith)
Una camminata non impegnativa conduce fino sulla sommità del monte Smith, identificato con l’antica Acropoli della città. Il suo nome si riferisce all’ammiraglio inglese Smith che utilizzò questo monte come quartier generale nel 1802. Dal monte si può osservare una splendida vista della città e delle colline circostanti. Una prima curiosità viene dal fatto che non è fortificata come la quasi totalità delle acropoli dell’antichità. La zona monumentale esibisce alcuni templi, edifici pubblici e luoghi di culto sotterraneo. Gli edifici, appartenenti al periodo ellenistico e tardo ellenistico (III e II sec. a.C.) sono stati costruiti su terrazze sostenute da possenti mura. Gli scavi sono stati effettuati dalla Scuola Archeologica Italiana dal 1912 al 1945, durante l’occupazione fascista. Dal 1946 in poi, il governo greco ha continuato gli scavi che hanno aggiunto nuovi dettagli alla storia ed alla topografia del luogo. Gli scavi non sono ancora terminati e si suppone che ancora numerosi resti rimangono sepolti, in attesa di essere riportati alla luce. Nella parte nord dell’Acropoli si trovano il Tempio di Atena Polias e il Tempio Zeus Polieus. Sono templi dorici con portici su tutti i lati dove gli antichi abitanti di Rodi custodivano i trattati con gli altri Stati. Il Nymphaia si trova nella parte est del sito ed è composta da quattro caverne ognuna con un proprio ingresso, alcuni passaggi di comunicazione sotterranei ed una grande apertura nella parte più interna del sito. In passato era un luogo adibito al culto e al divertimento. Lo Stadio ha una lunghezza di 210 m. Le parti attualmente visibili sono lo “sphendone”, una tribuna di forma ricurva, i “proedies”, i posti riservati ai funzionari, e alcuni dei posti più bassi degli spalti. Il Gymnasium, situato ad est dello Stadio, è un enorme edificio a forma quadrata e nell’antichità era utilizzato come centro delle attività artistiche ed infatti gli archeologi hanno ritrovato qui gran parte delle opere d’arte del sito. L’Odeion è un anfiteatro che si trova invece a nord dello Stadio. Aveva una capacità di 800 spettatori veniva utilizzato per spettacoli musicali o per lo svolgimento di lezioni di retorica. In prossimità dell’Odeion si trova la biblioteca, un patrimonio di inestimabili opere di retorica. Il Tempio di Apollo Pythian si erge nella parte meridionale della collina ed è il tempio più piccolo del sito. La stoà, struttura tipica dell’architettura greca antica, è caratterizzata da un’impressionante facciata, visibile dalla città e dal porto. L’Artemision, situato sul lato nord-est, era un edificio sacro adibito al culto della dea Artemide.

L’Acquario di Rodi
Tutti gli appassionati di vita marina possono visitare il famoso acquario di Rodi, meta ogni anno di più di 200000 visitatori. Ubicato nella zona di Niohori e noto anche come la stazione di idrobiologia di Rodi, è stata costruita nel 1935. Nel 1937 ha iniziato ad operare come centro di ricerca oceanica e nel 1963 è stato trasformato in un museo. Un luogo affascinante, in modo particolare per i bambini, una meraviglia incredibile per le numerose specie marine presenti: molluschi (gasteropodi e cefalopodi); diverse specie di granchi; tartarughe marine; echinodermi; pesci di vario tipo tra cui Balistidae, Centrachantidae, Dasyatidae, Monacanthidae, Mullidae, Scaridae, Sparidae, e Triglidae. Presenti anche un buon numero di reperti fossili: balene, foca monaca del Mediterraneo, squali, tartarughe marine. L’acquario di Rodi offre dunque al visitatore la possibilità di avvicinarsi e conoscere la vita marina del Mediterraneo orientale. Si trova nel seminterrato di un edificio e le acque del sistema di circolazione (40 serbatoi, con una capacità di 75000 litri) danno una precisa idea di come funzioni un ecosistema marino. L’acquario è gestito dal Centro nazionale per la ricerca marina, rivolta alla conservazione degli habitat naturali della vita acquatica nel Mediterraneo.

Il Parco Rodini
Nei pressi di Rodi Town (circa 3 km.) si trova il parco Rodini, molto probabilmente il parco naturale più antico al mondo. Già durante l’antica Grecia, i filosofi erano soliti passeggiare assieme ai loro discepoli lungo la riva di un piccolo ruscello che attraversa il parco. Durante il periodo romano invece il parco fu sede della scuola di retorica. I romani costruirono inoltre un acquedotto sfruttando le acque del ruscello.
Una breve passeggiata conduce ad una necropoli del III sec. Nella necropoli si trova una singolare tomba scolpita nella roccia. Tale tomba, risalente al periodo ellenistico, è attribuita a Tolomeo, famoso matematico, astronomo, geografo ed astrologo. I bordi della tomba sono abbelliti con 21 colonne doriche.
Il parco, oltre ad fornire importanti testimonianze storiche, rappresenta un’incredibile bellezza naturale: pini, cipressi e querce offrono tranquillità e riparo dal caldo estivo e diverse specie animali, tra le quali spiccano alcuni pavoni con i loro vistosi colori, regalano uno spettacolo davvero suggestivo.

Koskinou
Koskinou offre l’opportunità di sperimentare la vita di villaggio tradizionale a pochi passi da Rodi Town. Una passeggiata nelle sue stradine, magari durante il pomeriggio inoltrato per evitare il caldo estivo, consente di ammirare le piccole case dalle pareti dai vivaci colori pastello (turchese, blu, rosso e giallo), a volte dotate di portici in pietra e di cortili pieni di fiori e pavimentati del tradizionale ciottolato. La passeggiata termina presso la “Casa tradizionale”, decorata con tappeti fatti a mano e piatti di ceramica introdotti nelle pareti.
Koskinou prende il suo nome da un antico lavoro dei suoi abitanti, la fabbricazione di setacci (“koskina”), utilizzati per la ricerca di minerali di cui un tempo era piena la zona. Altri studiosi ritengono invece che il nome è derivi della città antica Koskinia, in Lidia, in Asia Minore, originario luogo di provenienza degli abitanti del villaggio.
La zona di Koskinou è di grande interesse archeologico per la presenza di alcuni reperti che risalgono al IV sec. a.C. Sono presenti anche un castello medioevale del XII sec. ed alcune piccole chiese: Aghios Loukas (San Luca), una basilica paleocristiana del IV sec., e Agia Irini (Sant’Irene) del XIX sec. Il paese è noto per i “melekouni”, dolci che secondo la tradizione venivano preparati dalle donne per le grandi feste del paese. Ci sono diverse possibilità per il soggiorno, sia all’interno del villaggio che nella zona circostante.

Kallithea
La spiaggia di Kallithea si trova a circa 10 km. a sud della città di Rodi e circa 7 km. ad est del villaggio di Koskinou. Nei pressi del porticciolo di Kallithea si trova il famoso complesso termale progettato dall’architetto italiano Pietro Lombardi. Sono ovunque evidenti le intenzioni di Lombardi di combinare gli elementi di tutte le culture che hanno condizionato Rodi durante la sua lunga storia. Pertanto, convivono in totale armonia elementi provenienti dal periodo dorico, di epoca romana, bizantina, influenze arabe ed il tradizionale stile rodiese.
Il complesso fu inaugurato il 1° luglio del 1929, ma soltanto un anno dopo fu ultimato l’atrio superiore per assumere così l’aspetto attuale, composto da tre parti: la piazza di forma circolare con una bella fontana, di fronte l’ingresso principale; l’atrio semi-circolare dove aveva luogo la distribuzione delle acque termali; la struttura sanitaria con gli alloggi dei medici e delle infermiere (fornite dagli italiani) e le camere dei pazienti. Le tre parti del complesso sono circondate da giardini e piccoli parchi, e collegate attraverso viottoli lastricati con mosaici in pietra e decorati con archi e colonne. Le palme e la costa rocciosa di fronte al mare dalle tinte blu e verde smeraldo danno vita ad un affascinante paesaggio.
Le terme sono di importante interesse storico-artistico ed sono considerate come uno dei più bei complessi termali della Grecia. Una galleria di vecchie fotografie illustrano la storia del complesso, così come le importanti personalità che usufruirono delle sue acque termali. Per sfortuna, le sorgenti hanno smesso di funzionare con il termine della Seconda Guerra Mondiale e la conseguente partenza del contingente italiano. Il complesso fu così abbandonato e lasciato all’incuria fino a qualche anno fa quando è stato interamente ristrutturato e adibito a complesso balneare.
Al di sotto del primo livello delle terme, si trovano infatti un porticciolo ed a pochi passi da esso, un bar molto elegante su una piattaforma di cemento. Inoltre su tale piattaforma, si trova un numero limitato di lettini e ombrelloni, cosicché è necessario arrivare molto presto se si vuole usufruire delle attrezzature del complesso. Tuttavia, non molto distante, si trova una spiaggia molto più ampia e gratuita, caratterizzata da insenature e calette rocciose.

Faliraki
Faliraki è senza alcun dubbio il posto ideale per chi concepisce una vacanza estiva come il susseguirsi di giornate fatte di spiaggia e divertimento fino all’alba. E’ infatti il centro più importante della vita notturna di Rodi, con una Bar Street piena di locali e di ragazzi, la maggior parte inglesi, che fanno baldoria in un delirio assordante. Chi è in grado di sopportare la stanchezza di un’intera nottata passata a divertirsi, la mattina si reca sull’immensa spiaggia di sabbia dorata: file di ombrelloni e sdraio (non troppo economici per lo standard greco), bungee jumping, beach bar e taverne. Faliraki presenta ogni tipologia di negozio: minimarket, gelaterie, caffè, pasticcerie e piccoli bazar dove acquistare souvenir. Nei dintorni del villaggio, sulle pendici di una collina, si trova il Water Park di Faliraki, il parco acquatico più grande d’Europa: un gran numero di scivoli (kamikaze, buchi neri, rafting) e piscine con onde consentono non soltanto ai più piccoli di trascorrere una piacevole giornata. Una parte del Water Park è stato appositamente concepito per i bambini con più di trenta esperti bagnini a sorvegliare le loro attività ludiche.
La zona intorno a Faliraki presenta alcuni interessanti luoghi da visitare: in primis l’Erimokastro (“il castello abbandonato”), su una vicina collina, dove si trovano anche i resti di un insediamento miceneo; l’acropoli di Sarantapihos; alcune piccole chiese con affascinanti affreschi bizantini.

Spiagge nei pressi di Faliraki
Sebbene la spiaggia di Faliraki sia dotata di ogni comfort ed attività per l’intrattenimento, il suo mare non è sicuramente tra i più belli dell’isola, a causa dell’intenso turismo della zona. Nei dintorni di Faliraki, però, ci sono alcune spiagge che offrono un mare davvero incantevole.
Kathara, la più vicina, è una pittoresca spiaggia di sabbia e sassi, l’unica spiaggia in tutta l’isola nella quale è tollerato il nudismo. Attrezzata con sdraio, ombrelloni ed un piccolo chiosco con bibite e snack, Kathare è una spiaggia di sabbia dorata, incastonata all’interno di una suggestiva baia. Il mare è di colore azzurro e turchese, con fondali di rocce nei pressi della riva.
La piccola spiaggia di Vaghies si trova all’interno di una piccola baia. In realtà tutti ormai la conoscono come la spiaggia di Anthony Quinn, intitolata infatti all’interprete reso famoso dal personaggio di Zorba nel film “Zorba il greco”. Tale titolo fu concesso dopo che l’attore ebbe girato qui il film “I cannoni di Navarone”. E’ da molti considerata come la più bella spiaggia di Rodi. Si tratta di una piccola spiaggia, circa 250 m. di lunghezza e 10 m. di larghezza, con sabbia finissima, ciottoli e scogli, sia fuori e dentro il mare, perciò è necessario arrivare in spiaggia nelle primissime ore della giornata per riuscire a prendere un ombrellone oppure piazzare il proprio asciugamano. La spiaggia, nella sua immacolata meraviglia, non è molto attrezzata: oltre agli ombrelloni ed alle sdraio, troverete esclusivamente un piccolo bar. Il mare con i suoi colori che variano dal blu al turchese, è appetibile per il suo fondale roccioso del mare. Le basse colline circostanti offrono una tranquillità difficile da trovare su altre spiagge.
La spiaggia di Ladiko si trova in una piccola baia, subito dopo la spiaggia di Anthony Quinn. E’ una spiaggia molto piccola ma che nasconde una meraviglia naturale: sabbia fine e di ciottoli, scogli scenografici, molti alberi, in particolare pini, che, in alcune punti toccano il mare. E’ una spiaggia molto popolare e, nel mese di agosto, diventa molto affollata. Gli appassionati di diving e snorkelling troveranno il suo mare dal letto roccioso davvero interessante. La spiaggia è ben organizzata: ombrelloni, sdraio e docce con una bella taverna sul mare.

Altre spiagge della costa orientale
Oltre alle già citate spiagge presenti nei dintorni di Faliraki, questa parte di Rodi che va dalla “città inglese” fino a Lindos offre un tratto di costa con spiagge di sabbia finissima e dorata intervallate da alcune splendide calette. Partendo da Faliraki, dopo aver superato la spiaggia di Ladiko, si incontra quella di Traganou. Si tratta di una spiaggia con ciottoli ed acqua limpida, molto tranquilla perché poco organizzata. Solo una piccola parte della spiaggia offre lettini e ombrelloni, mentre la parte restante è totalmente libera e deserta. Proseguendo verso Lindos, si incontra la spiaggia di Tsambika, una delle più belle spiagge di Rodi. E’ una spiaggia molto popolare, ma grazie alla sua estensione, non sembra mai troppo affollata. Famiglie e gruppi di giovani convivono serenamente tra bagni e giochi sulla spiaggia. La spiaggia è ben organizzata: ombrelloni, lettini, possibilità di sport acquatici e qualche punto di ristoro dove poter acquistare bibite e snack. Sull’altura nei pressi della spiaggia si trova, abbarbicato sulla roccia, l’antico monastero di Panaghia Tsambika che da il nome alla spiaggia. Il monastero, consacrato alla Vergine Maria è un luogo di pellegrinaggio per le donne che hanno problemi ad avere figli. Riprendendo la strada verso Lindos è sufficiente parcheggiare la macchina in un punto qualsiasi della costa e scendere in spiaggia. Molto spesso ci si ritrova da soli a fare il bagno, un’emozione unica difficile da descrivere.

Psinthos
Psinthos è il classico villaggio tradizionale greco. La vita cittadina si svolge in maniera lenta e tranquilla. La maggior parte degli abitanti del villaggio si ritrova nella piazza principale del paese dove, seduta sulle panchine ed ai tavoli dei bar, trascorre le giornata guardando la gente che passa. Psinthos è il luogo dove poter gustare la vera cucina tradizionale greca, in particolare la fantastica carne alla griglia, accompagnata dalla pita (pane tipico in Grecia) e un bicchiere di retsina, un vino bianco o rosato da tavola, aromatizzato con la resina. E’ sbagliato pensare che a Rodi, un’isola, il piatto caratteristico sia il pesce. Gli abitanti di Rodi, come quelli della gran parte delle isole greche, si dedicano più alla pastorizia ed all’allevamento di bestiame, e la pesca è un’attività spesso marginale. Di conseguenza la carne è il piatto pregiato della cucina locale. Bisogna anche ricordare di acquistare è il miele di Psinthos, il migliore prodotto sull’isola.
Nei pressi del villaggio si trova un piccolo torrente dove vive il Gizani (Ladigesocypris Ghigi), un pesce d’acqua dolce che vive principalmente in queste zone. E’ un pesce tutelato dalla Comunità Europea e molto amato a Psinthos tanto che nel villaggio è stato creato un centro di informazioni e di tutela del Gizani.

Afandou
Afàndou (Afàntou) è un piccolo villaggio a meno di 2 km dal mare. Sviluppatosi tra alcune colline, è invisibile dal mare ed è a tale caratteristica che deve il suo nome (“acanto” in greco significa “invisibile”, una scelta bene precisa dei coloni che volevano essere riparati dalle invasioni dei pirati). La piazza centrale di Afandou è l’ideale per rilassarsi, rinfrescarsi con una bibita o assaggiare uno dei deliziosi dolci delle pasticcerie del paese. Accanto alla piazza si può visitare la chiesa di Panaghia Katholiki (Vergine Maria Cattolica), fondata sui resti di una basilica paleocristiana, le cui fondamenta risultano ancora ben visibili. Si tratta di una basilica a tre navate con colonne di stile ionico. La prima basilica fu fondata nel V sec., ma fu distrutta da un terremoto e venne ricostruita per essere nuovamente distrutta da un terremoto nell’VIII sec. La nuova ricostruzione è quella che attualmente è visibile. L’altare è stato probabilmente costruito nell’XI sec. Due strati di affreschi, databili al XIII e XIV sec., sono ancora visibili, anche se rovinati dal tempo e dall’umidità presente sulle pareti. Una piccola collezione di icone, libri sacri, utensili rituali e fotografie sono custodite nell’archivio della chiesa. All’interno della città si possono ammirare alcune tradizionali case di pietra.
Ad 8 km a sud-ovest di Afandou, si può visitare Epta Piges (“sette sorgenti”): un paesaggio incantevole, pieno di alberi, vegetazione selvaggia ed alcune sorgenti d’acqua. Da visitare il ponte di pietra sul fiume Loutanis, circa 4 km a sud, sulla strada per la località turistica di Kolymbia. Un posto singolare per gli alberi che si trovano ai bordi della strada.

Kolymbia
Kolymbia (Kolympia) è un luogo ideale per una tranquilla vacanza familiare, una via di mezzo tra il lusso presente ad Ixia e gli eccessi della vita notturna di Faliraki. La posizione a metà strada tra Rodi Town e Lindos, i due centri più grandi dell’isola, ne fanno una meta ideale dove soggiornare. Inoltre, grazie alla vicina Epta Piges offre un paesaggio verdeggiante. La spiaggia è tipica della costa orientale dell’isola, una distesa lunghissima di spiaggia finissima dove è possibile trovare posto anche nei momenti della giornata più affollati. Numerosi alberghi sono presenti lungo la costa con una forte prevalenza di tedeschi ed italiani. Kolymbia è un posto ideale per chi cerca pace e relax, indicato dunque a coppie e famiglie. Nel caso di gruppi di amici, nessun problema, con un’auto al seguito oppure noleggiata, Kolymba è perfetta come “campo base”, perché non è troppo distante né da Rodi Town, né da Faliraki, i due centri della vita notturna a Rodi.

Archangelos
Archangelos si trova a una distanza di 28 km. a sud di Rodi Town. E’ il terzo paese in ordine di grandezza, dopo Rodi Town e Lindos. Si trova a circa 2 km. dal mare, su un piccolo altopiano tra i monti e le colline. La città vecchia si trova ai piedi di un castello edificato dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni del XIV sec., con la parte moderna della città che si sviluppa intorno alla vecchia. Una passeggiata tra i vicoli del paese consentirà di scoprire le sue case tradizionali dai vivaci colori pastello, decorate con i piatti tradizionali. Merita una visita è chiesa del Santo Arcangelo Michele, cui si deve il nome della città. La chiesa ha un bel cortile con un pavimento di ghiaia con una particolare decorazione. Si può visitare anche il locale Museo Etnologico, nel quale sono riportati usi e costumi del passato. Nel museo sono infatti esposti i costumi locali, strumenti agricoli ed utensili un tempo di uso comune. A circa 3 km. a nord-ovest Archangelos, sulla cima del colle Koumelos, si trova l’omonima grotta, apprezzabile sia in campo speleologico che archeologico. Gli scavi nella grotta, terminati di recente, hanno infatti portato alla luce reperti datati ai periodi neolitico e miceneo. Infine, a circa 7 km. a sud della città, è possibile vedere i resti del castello medioevale di Faraklou, che domina il villaggio di Haraki, situato in riva al mare di fronte ad una bella spiaggia in una piccola baia.
Ad Archangelos si possono trovare diversi negozi di souvenir. Oltre alle solite cartoline ed altri souvenir turistici, si possono acquistare oggetti tipici dell’artigianato locale.

Lindos
Lindos è il centro abitato più grande e famoso dopo Rodi Town, distante circa 50 km. L’odierna città, costituita da una gran numero di casette bianche che formano un dedalo di stradine piene di piccoli negozi e bar, occupa la stessa posizione dell’antica città. Lindos è stato inserito dal Ministero della Cultura greco nella lista dei beni storici vincolati e dunque conserva ancora il suo fascino tradizionale ed un po’ romantico. Gli alberghi non possono essere costruiti in prossimità del paese ed il centro cittadino è completamente off limits per le automobili.
Il paese risale al 1610, quando fu ricostruito in seguito ad un forte terremoto che distrusse del tutto il vecchio impianto abitativo. Entrando nel paese da nord, ci si ritrova immediatamente nella piazza principale del villaggio, nella quale è presente un grande platano ed una bella fontana risalente al periodo dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni.
Lindos è simile ai vecchi insediamenti medievali del Mar Egeo. Le case sono costruite a breve distanza l’uno dall’altro e la maggior parte di essi è composta da pietra porosa calcarea. Le pietre sono intonacate e di colore bianco in modo da respingere il calore prodotto dai raggi solari. Tutti questi elementi fanno somigliare Lindos ad un tipico villaggio cicladico. Le case più caratteristiche, del XVII e XVII sec., recano i nomi dei loro proprietari. Più tardi, intorno alla fine del XIX sec., alcune famiglie benestanti di Lindos hanno costruito grandi case in stile neoclassico. L’edificio della vecchia scuola, accanto alla chiesa di Panaghia, è un tipico esempio di neoclassicismo rodiese. L’edificio viene oggi utilizzato come centro culturale ed ospita infatti alcune associazioni della zona.
Fuori dai vicoli della città, si incontra il vecchio cimitero del villaggio, con l’imponente chiesa di Faneromeni, dedicata alla Vergine Maria. Non molto distante dalla chiesta ci sono anche i resti di un cimitero musulmano, con alcune tombe ancora oggi conservate in discreto stato. Sotto la piazza principale si trova un’altra piccola chiesa, dedicata all’Arcangelo Michele. Al suo interno, in una nicchia, è conservata una raffigurazione risalente al periodo post-bizantino dell’Arcangelo intento a condurre le anime dei morti (“Psychopompos”). Nella chiesa ci sono anche alcune tracce di affreschi di periodi antecedenti.
La chiesa principale di Lindos è dedicata alla Vergine Maria. Si tratta di una chiesa a navata obliqua. Nel 1489, il Gran Maestro Pierre d’Aubusson si fece promotore del restauro della chiesa ed infatti il suo blasone è ancora visibile nella parte meridionale del campanile. Alcuni degli antichi affreschi della chiesa sono pervenuti ben conservati fino ai nostri giorni, la maggior parte di essi opera del pittore Gregorios di Symi.
Un’altra interessante chiesa, la chiesa di Aghios Georgios Chostos, è situata al margine nord-occidentale del paese. Si tratta di una chiesa a croce con una cupola centrale. La chiesa presenta le tracce di cinque strati di affreschi, i più antichi datati nel periodo post-iconoclasta (IX e X sec.), mentre le più recenti risalgono al periodo post-bizantino.
La chiesa di Aghios Georgios Pachymachiotis, o Agios Georgios Pano, si trova nella zona collinare di Lindos. Come attesta un’iscrizione, la chiesa è stata costruita nel 1394. Sono conservati alcuni affreschi sulla parete meridionale. Rappresentano figure di santi che indossano abiti sfarzosi in stile bizantino. Simile alla chiesa di Aghios Georgios Chostos è la chiesa di Aghios Menas. Interessanti affreschi bizantini (XII sec.) ed altri risalenti al periodo dei Cavalieri (XV sec.), sono conservati sulle pareti della chiesa. Infine, vale la pena di visitare la chiesa di San Demetrio, situata a nord-est della acropoli. E’ una piccola chiesa con volta a botte ed un abside sul quale si trova un’immagine del santo a cavallo (XV sec.)

L’Acropoli di Lindos
Situata ad un’altezza di 116 m., raggiungibile dalla città attraverso un sentiero in salita, l’acropoli di Lindos (8.00-19.00, 12.00-19.00 lunedì) è uno dei più importanti siti archeologici dell’intera Grecia. Oltre al fascino storico ed archeologico, questa collina regala un panorama mozzafiato: da un lato la città di Lindos, con le sue casette bianche, dall’altro il mare, la spiaggia e le rocce a strapiombo sottostanti il colle. Se la salita verso l’acropoli dovesse essere troppo ardua nella calura estiva è possibile salire nei cosiddetti “taxi di Lindos”, ovvero asinelli sui quali giungere comodamente sulla collina dell’acropoli.
Gli scavi furono effettutati dal 1900 al 1914 da un gruppo di archeologi danesi. Durante l’occupazione italiana sono stati effettuati alcuni lavori di restauro dei monumenti del sito i cui risultati però hanno dato luogo ad una serie di polemiche a causa dello scellerato utilizzo del calcestruzzo.
Al termine della lunga scalinata che conduce nel piazzale principale si nota subito sulla sinistra una roccia con il disegno di una trireme, nave da guerra utilizzata dai greci che utilizzava sia una vela che tre file di rematori. Sulla prua si trovava una statua dell’ammiraglio Agesandro di Mikion, opera di Pitocrito, lo stesso scultore che realizzò la famosa Nike di Samotracia. Sul piazzale coesistono in naturale armonia monumenti antichi e medioevali. A quest’ultimo periodo appartiene infatti il castello dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni costruito nel XIV sec. sulle fondamenta di una fortezza di periodo bizantino ed in seguito restaurata dagli italiani durante l’occupazione di Rodi. Le mura e le torri del castello seguono la naturale conformazione del piazzale ricavato sulla cima della collina. La torre pentagonale rivolta verso sud dominava il porto e l’insediamento urbano, controllando le vie d’accesso. Una torre circolare verso est (oggi non più visibile) si affacciava sul mare, osservando possibili arrivi di navi nemiche.
Il tempio dorico di Atena Lindia, del IV-III sec. a.C., si trova sul sito di un tempio di età precedente. All’interno del tempio si trova la base della statua raffigurante la dea.
In un ampio cortile trovano collocazione tre cisterne ed alcune colonne del III sec. a.C., una chiesa dedicata a San Giovanni (XII o XIV sec.) edificata sui resti di una chiesa preesistente, forse del VI sec., ed i resti di un’enorme (88 m. di lunghezza) stoà composto da 42 colonne.

Agios Pavlos
Agios Pavlos, uno dei luoghi più caratteristici dell’isola di Rodi, si trova nella parte opposta della spiaggia di Lindos. La particolarità risiede nella sua forma dato che dall’alto (magri dall’acropoli di Lindos) sembra essere un lago, a causa delle rocce che la circondano quasi completamente. In realtà, il tratto di mare delimitato dalle rocce presenta un’apertura piuttosto ampia che collega la baia al mare aperto. Il suo nome in greco significa San Paolo ed infatti la leggenda narra che le rocce un tempo si chiusero per salvare il santo che approdò in questo lungo durante una terribile tempesta. Sul luogo è presente una cappella dedicata al santo.
La baia presenta due piccole spiagge. La prima, di sabbia e ciottoli, si trova sotto la cappella di San Paolo ed è attrezzata con lettini ed ombrelloni. La seconda, di dimensioni molto limitate, è quasi del tutto libera. Sono pochi gli stranieri che si recano in queste spiagge, frequentate quasi esclusivamente dagli abitanti del posto. Malgrado siano alquanto piccole, non sono mai eccessivamente affollate. Le spiagge sono raggiungibili a piedi da Lindos, ma in caso di pigrizia, è presente un parcheggio gratuito poco distante dove posteggiare il proprio mezzo di trasporto.
Gli amanti del cinema posso chiedere ad uno dei proprietari delle barche che si trovano qui attraccate di farsi condurre a Laki, lo stretto dove furono girate alcune scene del film “I cannoni di Navarone”.

Lardos
Lardos è un villaggio tradizionale a soli 7 km. da Lindos, lungo la strada che porta nell’entroterra di Rodi. E’ circondato da un incantevole paesaggio verdeggiante, un toccasana durante l’estate quando il caldo è molto intenso. Le case sono di colore bianco in modo da respingere i raggi solari e sono addossate l’una all’altra formando così una ragnatela di vicoli pieni di taverne, bar e negozietti. La piazza principale del paese è il posto ideale dove rilassarsi e ripararsi dal caldo, grazie a diversi alberi presenti. Interessante è la fontana, un’eredità dell’occupazione italiana, che prende l’acqua da alcune sorgenti naturali della regione. Malgrado le sue piccole dimensioni, Lardos è ben organizzato, un villaggio in grado di offrire ì tutti i servizi necessari: minimarket, ambulatori medici, noleggio di auto e di scooter. Gli alloggi sono pochi anche perché si concentrano nell’omonima baia che dista solo 2 km. dal centro del paese. Da visitare il monastero di Panaghia Ipseni (Gyppseni) e la chiesa medioevale dedicata a San Giorgio.

Laerma
Laerma si trova 64 km. da Rodi Town e fa parte della circoscrizione di Lindos. Si trova al centro dell’isola, tra i verdi paesaggi dei boschi dell’isola. E’ un piccolo villaggio che si vive della produzione di prodotti lattiero-caseari ed è noto per alcune specialità dolciarie. L’edificio più importante del paese è la vecchia scuola, un esempio di architettura del periodo fascista. Un altro sito interessante è la chiesa di Aghios Antonios.
Non lontano dal villaggio, attraversando una delle aree più boscose di Rodi, si può visitare il noto monastero Tharri, consacrato all’Arcangelo Michele. E’ un complesso monastico di grande interesse storico, spirituale ed artistico. Tharri è infatti uno dei più antichi edifici religiosi di Rodi (XII-XIII sec.), anche se sono presenti alcuni resti databili a periodi precedenti (fino al IX sec.). La bella chiesa bizantina di pietra conserva alcuni antichi affreschi del periodo dal XII al XVI sec. Il monastero, attualmente attivo, viene gestito in maniera molto moderna: i monaci, infatti, hanno un proprio canale televisivo che trasmette, tra gli altri programmi, la diretta della liturgia domenicale. L’eterea bellezza della zona, immersa nei boschi dell’isola, si concede a picnic in famiglia, attività molto popolare tra gli abitanti del posto.
L’intera area di Laerma è invece un luogo perfetto per il birdwatching: sono state individuate nella zona più di 220 diverse specie di uccelli, tra le quali alcuni falchi in via di estinzione. Il mese migliore per praticare il birdwatching è aprile, anche se vi sono sufficienti specie di volatili da osservare anche in estate. Per i visitatori che desiderano soggiornare nel cuore della campagna di Rodi, circondata dal cinguettio degli uccelli, ci sono diversi studios a conduzione familiare.

Gennadi
Gennadi è una località costiera con numerose ville ed alberghi. In realtà l’insediamento tradizionale si trova ad 1 km. dalla costa, ma pian piano, per chiare motivazioni economiche dettate dal turismo, si è esteso fino al mare. E’ un villaggio agricolo, con case bianche dalle porte e persiane colorate, in netto contrasto con le nuove dislocate lungo il litorale. Queste case di villeggiatura, spesso lussuose, sono di proprietà degli abitanti dell’isola, anche se è crescente il numero di stranieri che hanno acquistato qui un immobile. Dato che il turismo, seppur presente, non è per nulla eccessivo, Gennadi offre tranquillità e relax.
La spiaggia è costituita da una mix di sabbia e ghiaia e si estende per molti chilometri, offrendo molto spazio anche in caso di forte afflusso di villeggianti, cosa che d’altra parte non avviene mai. Andando in spiaggia la mattina presto, ci si può godere la spiaggia in assoluta tranquillità e solitudine e l’unico rumore avvertibile è il cinguettio degli uccelli. La spiaggia è ben organizzata con sdraio ed ombrelloni, e qualche taverna non distante dal mare. Nel villaggio è disponibile ogni tipo di servizio: un ufficio postale, una farmacia, alcuni minimarket, noleggio auto, scooter e biciclette, ed altre categorie merceologiche.
Nelle vicinanze del villaggio, in località Pano Vrissi, si può visitare una grotta nella quale sgorga un’acqua fresca e potabile che proviene da alcune cascate della zona e che in seguito entra nel sottosuolo. Nella grotta, gli archeologi hanno ritrovato alcuni reperti di epoca preistorica.

Asklipios
Nascosto tra le montagne, il villaggio di Asklipios o Asklipii (il suo nome deriva dalla scuola di medicina Asklipios) si dispone a forma di anfiteatro inerpicandosi sulla collina attorno ad un castello medievale costruito nel XII sec. dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni. Il villaggio si trova sulla costa sud-est della isola di Rodi, a 64 km. dalla città di Rodi. Un immenso piacere si può provare passeggiando tra i tranquilli vicoli del borgo, tra le piccole case bianche tipiche dell’architettura rodiese, con l’incantevole rosso dei gerani che adornano le finestre. Al centro di Asklipios si trova la chiesa bizantina della Vergine Maria. Costruita nel 1060, la chiesa è la più antica dell’isola ed è stata oggetto negli ultimi anni di un’attenta opera di ristrutturazione. Gli affreschi che ricoprono interamente l’interno del soffitto a volta sono considerati come tra i più interessanti dell’intero patrimonio artistico dell’isola. Gli affreschi raccontano alcune scene del Vecchio Testamento, in particolare, la Genesi con la cacciata di Adamo ed Eva dal giardino dell’Eden. Gli affreschi sono in buono stato, considerando la loro datazione.
In un vecchio frantoio si trova il Museo Ecclesiastico e del Folklore. Conserva alcuni abiti ecclesiastici e tradizionali, oggetti sacri e di uso comune, alcuni reperti archeologici (colonne e capitelli) ed attrezzi agricoli tra i quali una macchina per la macinazione del frumento ed un antico strumento per la produzione dell’olio perfettamente conservato.

Kiotari
Kiotari è un piccolo villaggio a pochi chilometri a sud di Lindos. Non ha nulla di tradizionale in quanto a metà degli anni ‘90 la sua lunga spiaggia ed il mare cristallino hanno fatto gola al turismo e di conseguenza Kiotari ha visto nascere in maniera esponenziale hotel di ogni categoria, case per le vacanze ed edifici commerciali. L’incantevole tratto di spiaggia mista di sabbia e ghiaia, offre ogni tipo di servizio, dai lidi perfettamente organizzati ad una vasta selezione di taverne, bar e altri negozi. Su una parte della spiaggia si trova una roccia chiamata Hilioravdi che ricorda un episodio piuttosto curioso: durante il periodo bizantino, una piccola capanna sorgeva su questa pietra e veniva utilizzata per avvistare eventuali arrivi dei pirati. Nella capanna erano nascoste un migliaio di canne con dei copricapi alla loro estremità. Queste canne che venivano sollevate, nel caso fossero avvistate le navi dei pirati, per far credere loro che sulla spiaggia erano pronti almeno mille soldati a difesa dell’isola. A quel punto i pirati non avevano altra scelta che effettuare una precipitosa ritirata.

Pefkos
Pefkos, (in greco “pino”), chiamato anche Pefki, è un località balneare molto frequentata. Si trova lungo la costa orientale dell’isola a pochi chilometri da Lindos, a circa 56 km. da Rodi Town. Pur essendo invaso dal turismo di massa (principalmente inglesi, svedesi, tedeschi ed austriaci), mantiene caratteristiche che possono definirla rilassante e tranquilla. La spiaggia è ben attrezzata: bar, taverne e ogni genere di sport acquatico permettono di trascorrere giornate mai noiose. Pefkos non presenta nulla di tradizionale perché è si è sviluppato negli ultimi anni spinto dalla crescente richiesta turistica. Resort, ville ed case vacanze stanno aumentando in maniera esponenziale, arrivando fino sotto la collina ricoperta di pini, alberi dai quale trae il nome questa località. Nulla di spaventoso, perché siamo lontani dalla feroce cementificazione dato che l’amministrazione di Rodi esercita sempre un rigido controllo, evitando così che questa zona sia eccessivamente esposta all’edilizia sfrenata.

Ixia
Ixia si trova nella parte nord-occidentale dell’isola a circa 7 km. dalla città di Rodi, non lontano dall’aeroporto. Quello che subito colpisce non appena si arriva ad Ixia è l’incredibile numero di enormi strutture alberghiere si estendono per tutto il suo litorale. In questo ambiente per nulla appartato le spiagge sono di conseguenza molto affollate, prese d’assalto dai turisti degli alberghi che hanno forza e volontà di abbandonare le piscine dei loro alberghi, dove trascorrono gran parte delle loro giornate. Durante l’estate, grazie al forte vento che soffia nella zona, Ixia è meta degli amanti della vela, del windsurf e del kite. Taverne, negozi ed ogni genere di attività commerciale completano il quadretto poco tradizionale. Ixia può segnare solo un punto a suo favore: è il posto dove si può ammirare il miglior tramonto di Rodi. Non offrendo neanche alcun sito di interessante storico ed artistico, Ixia rimane un centro turistico ben sviluppato e, di conseguenza, anche uno dei più cari dell’isola. Qui si trova il Taj Mahal Club, la più bella discoteca di Rodi.

Ialyssos
La piccola cittadina di Ialyssos (chiamata anche Trianta) si trova a circa 10 km dalla città di Rodi verso sud-ovest, in una fertile pianura ai piedi della collina di Filerimos. Si è sviluppato lungo la strada principale che conduce da Rodi Town all’aeroporto. Ialyssos era in antichità una famosa città-stato fondata dai Rodi. Le rovine della città antica si trovano a breve distanza dal moderno insediamento. Per quanto riguarda il suo nome alternativo, Triánta (“trenta” in greco), non si hanno certezze: secondo la gente del posto deriva da un’errata pronuncia della parola “andrias” (in greco, “statua”) oppure si riferisce alle trenta parti in cui anticamente era ripartito il terreno coltivabile. Ialyssos è una meta conosciuta, una località turistica ben organizzata, con una storia ed una tradizione popolare interessanti ed un’intensa vita culturale. Nei dintorni di Ialyssos è da vedere la Chiesa dei Cavalieri, consacrata alla Assunzione della Vergine Maria, con un bel cortile lastricato in pietra. Il sito più importante della zona è però rappresentato dall’antica Ialyssos, ubicato intorno alla collina di Filerimos, dove è possibile constatare la continuità della presenza umana in questi luoghi dall’età minoica e micenea fino al XX sec. Appena fuori il sito archeologico, un sentiero lastricato in pietra conduce alla cima della collina dove si trova un’enorme croce. Il percorso si chiama “la via del Calvario”, per le stele in pietra che raffigurano la Passione di Cristo. E’ un luogo che offre una particolare atmosfera, circondato da alberi da frutto e ulivi. Dalla cima della collina si ha la possibilità di godere della splendida vista della zona e del mare.

Kremasti
Kremastì si trova sulla costa occidentale di Rodi, a circa 12 km dal capoluogo. E’ una moderna località balneare, estesa lungo la sua strada principale, con diverse strutture alberghiere. Il turismo della cittadina, attività principale assieme alla coltivazione di ortaggi ed alberi da frutto, è favorito dalla sua vicinanza all’aeroporto internazionale e dalla valle delle farfalle. Interessante nella zona è la chiesa di Panaghia Kermasti, dedicata alla Vergine Maria, con un grande cortile pavimentato in ciottoli e delimitato da enormi cipressi. La spiaggia di Kremasti è ben organizzata con diverse attività per i turisti, con una particolare attenzione per i più piccini. Kremasti ha mantenuto molto della sua tradizione, tenendo lontani discobar e vita notturna. Gli unici divertimenti sono infatti rappresentati dal backgammon, praticato dagli arzilli vecchietti del paese, che spesso si rinfrescano durante le calde giornate estive con un caffè Nescafé o con l’ouzo, tradizionale liquore greco a base d’anice.

La valle delle farfalle (Petaloudes)
La valle delle farfalle (in greco, Petaloudes) è un parco naturale situato a una distanza di 23 km. dalla città di Rodi ed è il luogo più visitato dai turisti. Si tratta di una riserva naturale, unica nel suo genere: dalla primavera all’autunno le farfalle della specie “panaxia quadripunctaria poda” si ritrovano, attratte dalla particolare resina prodotta dagli alberi, in questa fresca valle attraversata dal fiume Pelekanos. La frescura di questi luoghi, le acque e l’ombra degli alberi lo rendono ideale per riposarsi, specialmente durante le calde giornate estive. Ci sono diversi sentieri che è possibile percorrere con piccoli ponti di legno che oltrepassano il fiume in diversi punti. Uno dei percorsi principali conduce in salita al monastero di Panagia Kalopetra. Purtroppo, il gran numero dei turisti che visitano la valle ha un impatto negativo sulle farfalle, spesso infastidite dalla presenza di intrusi. E’ necessario sapere che è severamente vietato disturbare farfalle e non è possibile assolutamente toccarle. La valle delle farfalle costituisce un’ottima gita immersi nella natura. All’inizio del percorso si trova un piccolo ma interessante museo di storia naturale nel quale i visitatori possono conoscere l’ecosistema della valle. Sono presenti anche un negozio di souvenir e un ristorante.

Theologos (Tholos)
Situato lungo la strada costiera che collega Rodi Town ai numerosi villaggi della costa occidentale, Theologos è una moderna località turistica con spiagge attrezzate, taverne, bara, resort e villaggi turistici. Il vento che soffia sulla spiaggia è una forte attrattiva per gli amanti del surf, windsurf e kite. Sebbene piena di turismo, Theologos conserva parte della sua vita tradizionale e non difficilmente incontrerete qualche vecchio abitante estremamente cordiale. Il centro storico è tipico dei villaggi insulari greci: case poco distanti l’una dall’altra formano un dedalo di stradine. Nel paese si trova la pittoresca chiesa di Aghios Spirdonas che sfoggia un gradevole campanile. A circa 1 km a sud-est del paese, un po’ più in collina, si trova il vecchio borgo meritevole di una piacevole passeggiata. Oltre alla valle delle farfalle, circa 8 km a sud, possono essere visitati nei dintorni il monastero di Aghios Kalopetra e la piccola chiesa di Aghios Soulas. La spiaggia di Theologos è la parte finale della lunga spiaggia (10 km) che parte da Kremasti.

Salakos
Nei pressi della valle delle farfalle si trova il grazioso villaggio di Salakos immerso in una fertile valle e circondato da ulivi e vigneti di una zona collinare (290 m s.l.m.), ai piedi della montagna Prophetes Ilias. Il villaggio è famoso per le noci e le sedie di legno realizzate a mano. Appena arrivati è d’obbligo una tappa riposante in uno dei bar tradizionali della piazza centrale del paese, all’ombra degli alberi. La piazza, realizzata dagli italiani, conserva anche alcuni resti delle mura del castello medievale.
Una delle caratteristiche più interessanti di Salakos è la celebre sorgente chiamata “Ninfa” che offre l’ambiente adatto per la famosa farfalla notturna “panaxia”, la stessa specie presente nella valle del farfalle. L’abbondanza d’acqua favorisce anche la crescita dei boschi della regione, che si traduce anche nella sicura custodia di due specie rare di animali nella zona. Il primo è il noto “platoni” di Rodi, una rara specie di cervo, simbolo dell’isola insieme alla rosa. Secondo gli studiosi esistono soltanto una cinquantina di esemplari che vivono liberi nei boschi intorno a Salakos. L’altra specie rara presente a Salakos è lo “gizani”, un simpatico, piccolo d’acqua dolce che vive nel bacino d’acqua in prossimità del sito di Eleousa. Nei pressi della sorgente “Ninfa”, un percorso conduce, dopo 20 minuti di camminata, in cima alla montagna Prophetes Ilias, dove si trova un’altra meraviglia della natura di Rodi. È il fiore selvatico “paeonia rhodia”, una specie sempre più rara, presente ormai soltanto in questi luoghi.
Il villaggio offre alcune alternative per il soggiorno, anche se quasi sempre tutti occupati dai surfisti che si riversano sulla costa.

Embona
Embona è un villaggio di montagna situato ad una distanza di 52 km. a sud-ovest della città di Rodi. Il nome del paese deriva da un’errata pronuncia della parola arcaica “Ambon”, che in greco significa “montagna”. Si trova ad un’altitudine di circa 450 m, ai piedi di Attaviros, la montagna più alta di tutta l’isola. Il paese è famoso per il suo vino, probabilmente il migliore vino di tutta l’isola. Di alloggio e di cibo e bevande sono disponibili nel villaggio.
Nei pressi di Embona si può visitare il meraviglioso bosco di cipressi, protetto dal Governo greco. Il bosco si estende ai lati della strada che conduce da Embona a Siannes. Un percorso che inizia dal paese porta fin sulla cima del monte Attaviros, ad una quota di più di 1200 m. Qui si possono osservare i resti di un tempio sacro a Zeus che, secondo il mito era stato edificato dall’eroe Athamenes, fondatore della città-stato di Kamiros. La cima del monte offre una splendida vista di quasi tutto l’arcipelago del Dodecaneso e, in caso di tempo particolarmente clemente, anche di Creta.
Embona richiama molti turisti, specialmente durante il festival del vino, ricco di appuntamenti in programma: spettacoli teatrali, concerti di musica tradizionale, balli tradizionali, mostre artistiche ed un mercato di prodotti tipici locali. In questi giorni i visitatori, oltre ad altre leccornie, hanno anche l’opportunità di assaggiare la “matsokofti”, una crema a base di mosto. La parte antica del paese, il “Pano Horio” (“paese alto”), offre piacevoli passeggiare in vicoli lastricati, con piccole case bianche, simili a quelle delle Cicladi.

Kamiros
Kamiros è un interessante sito archeologico che si trova sulla costa ovest dell’isola, uno dei più visitati dai turisti. Kamiros era un’importante città-stato fondata dai Dori, ma con la creazione della città di Rodi molti abitanti abbandonarono la città che subì un forte declino fino a scomparire. Durante l’800 molti contadini iniziarono a dissotterrare numerose tombe così un gruppo di archeologi effettuarono una serie di scavi che portarono alla luce una la necropoli e, grazie a scavi più profondi, venne alla luce l’intera città-stato. Molti i reperti ritrovati a Kamiros che hanno così consentito agli storici di comprendere le attività e gli interessi delle popolazioni antiche dell’isola. Il sito è costituita dall’antica agorà, un tempio dorico del III sec. a.C., un santuario ed una serie di case. In una piazza a forma quadrata, che doveva servire come centro del commercio della città, si trova invece un antico deposito d’acqua. Altra testimonianza è data dalla presenza di alcuni bagni di epoca romana.
Sulla spiaggia dell’antica Kamiros è possibile fare un bagno oppure mangiare in una delle taverne presenti. A circa 16 km. dal sito archeologico si trova Skala Kamiros, un tempo importante porto commerciale della zona. Oggi è un grazioso porticciolo di pescatori, la maggior parte abitanti del vicino paese di Kritinia. Dal porto partono alcune barche per visitare la vicina isola di Chalki. Alcune trattorie caratteristiche offrono pesce e frutti di mare appena pescati.

Kritinia
Kretenia è un piccolo villaggio rurale, situato a una distanza di circa 54 km. dalla città di Rodi, nei pressi della costa. Il villaggio che un tempo si chiamava Kastelos per il castello medioevale che si trova arroccato collina, trae il suo nome attuale dalla leggenda. Althaimenes, un principe di Creta abbandono improvvisamente il suo paese per non uccidere il padre Catreas, come aveva predetto l’oracolo. Il giovane principe, giunto a Rodi, si rifugio in queste zone. Tuttavia non fu per lui possibile evitare la profezia poiché Catreas, alla disperata ricerca del figlio, giunse sull’isola. Il principe non riconobbe il padre e, ritenendolo un nemico, lo uccise. Non appena capito ciò che aveva fatto, Althaimenes scappò dalla città e si rifugio sulla montagna sacra Atavyros, dove si trovava il vecchio tempio di Zeus. Mito a parte, il nome Kritinia (o, in ugual modo, Kretenia) allude chiaramente all’origine cretese dei suoi abitanti. La piazza principale del paese con il suo enorme platano, si presta a luogo di relax bevendo un caffè Nescafé nel bar oppure mangiando in una delle piccole taverne, tutte con splendida vista sul mare. All’interno del villaggio è possibile visitare la piccola chiesa di Agios Ioannis ed un Museo Enologico con alcuni oggetti tradizionali.
Nei pressi del villaggio ha sede il vecchio castello medievale, costruito nel XVI sec. dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, al fine di proteggere la costa occidentale dell’isola dagli attacchi degli turchi. Una volta giunti al castello, ci si rende conto che ormai è poco più di un rudere, e l’attenzione si sposta verso il meraviglioso panorama che al tramonto offre una vista incantevole e romantica della costa e dell’isola di Chalki.
Alloggiare a Krinitia non è arduo in quanto il villaggio trovandosi in prossimità di alcune spiagge molto turistiche presenta un gran numero di alloggi, dai semplici studios a conduzione familiare ad alberghi attrezzati.

Monolithos
Monolithos è un piccolo villaggio di montagna nei pressi della costa occidentale a circa 73 km. da Rodi Town. Le sua case in pietra, molte delle quali provviste di giardini pieni di fiori, soprattutto di bouganville, e le stradine che si arrampicano sulla montagna Akramytis, la seconda più alta dell’isola, offrono ai visitatori uno straordinario scenario. Deve il suo nome alla roccia monolitica sulla quale è stato costruito un castello che risale al tempo della dominazione dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni. L’accesso al castello è molto agevole, attraverso i 100 scalini scavati nella roccia. Del castello rimangono soltanto le mura ed all’interno di esse si trovano due cappelle del XV sec, dedicate a Aghios Georghios ed Aghios Panteleimon. Dal castello si può osservare uno splendido panorama che si estende fino alla vicina isola di Chalki.
Monolithos è un posto ideale per gli amanti della natura. Ci sono diverse taverne ed alloggio per un eventuale soggiorno. L’intera area, piena di alberi, principalmente ulivi, è adatta per passeggiate lungo percorsi panoramici.

Altre spiagge della costa occidentale
La costa occidentale di Rodi offre spiagge molto più tranquille e deserte. Tali caratteristiche sono maggiori quanto più si scende verso il sud dell’isola. Questo lato dell’isola consente di osservare il sole che cala all’orizzonte, dove il mare incontra il cielo. Una situazione romantica che farà felici le persone più sensibili, desiderose di situazioni suggestive. Partendo da nord, oltrepassato la chiassosa ed affollata Ixia si succedono un buon numero di spiagge. Paradisi, località dove si trova l’aeroporto di Rodi, ha una lunga spiaggia di sabbia. E’ una spiaggia che tuttavia soffra ancora di una discreta presenza turistica. E’ una spiaggia ben organizzata e molti che la frequentano la considerano un vero e proprio paradiso. La spiaggia di Soroni, distante circa 25 km. da Rodi Town è una spiaggia di ciottoli dove il mare è solitamente mosso e diventa improvvisamente molto profondo. L’aeroporto non è ancora troppo distante e dunque spesso si è infastiditi dal rumore degli aerei. Ad una distanza di 3 km a sud-est della spiaggia, oltrepassando una pineta, si giunge alla piccola chiesa di Aghios Soulas. Nei pressi di questa chiesa il 29 ed il 30 luglio si celebra la festività del santo durante la quale vengono organizzate corse di cavalli e di asini. Un’altra spiaggia molto graziosa è quella che si trova nei pressi del porto del villaggio di Fanes. La spiaggia è abbastanza tranquilla e consente di godersi il mare senza il chiasso della folla presente in spiagge più famose. Proseguendo verso sud si incontra Kalavarda, una spiaggia di sabbia nei pressi dell’omonimo paese, fatto di gente genuina e molto ospitale. Superata Kalavarda ci si rende conto di come ormai sia lontana la confusione determinata dal turismo dell’isola. La spiaggia di Mantriko, porto del villaggio di Embonas, offre la possibilità di godersi un angolo di mare in piena tranquillità, magari assaggiando un’insalata greca e della frutta ottime in queste zone. La spiaggia di Kopria, un misto di sabbia e ciottoli con qualche struttura rocciosa ad interromperla, offre uno spettacolo. A dispetto del suo curioso nome (“kopria” in greco significa “sporcizia, letame”), la spiaggia è semplicemente fantastica ed il lungo viaggio da Rodi per raggiungerla (45 km.) è ben ricompensato.

Prassonissi
Piccola isola in inverno e penisola in estate unita da un sottile lembo di sabbia, Prassonissi è il luogo di Rodi prediletto dagli amanti del surf, windsurf e kite, un paradiso dove il vento soffia increspando il mare, creando onde incredibili. Situata nel punto più a sud dell’isola a 95 km. dal capoluogo, Prassonissi ha una particolare caratteristica: il lembo di terra che la unisce alla terraferma forma due spiagge, una ad ovest più riparata dal vento ha il mare calmo ed un’altra ad est, presa d’assalto dai surfisti, è battuta del vento e dunque con il mare sempre mosso. Si trova infatti nel punto in cui si incontrano due mari, il Mediterraneo ed il Mare Egeo. Lo spettacolo delle decine di aquiloni che trainano i kite, le vele dei windsurf e le tavole dei surfisti che si vede arrivando in macchina è semplicemente meraviglioso anche perché è possibile arrivare con il proprio mezzo di trasporto fin sulla spiaggia (attenzione a non rimanere bloccati nella sabbia se non siete provvisti di una jeep). Essendo il mare poco profondo consente anche ai i principianti di cimentarsi in piena sicurezza con le onde, anche le più ardue da cavalcare.
E’ una zona completamente disabitata con rare strutture alberghiere, qualche taverna e piccoli appartamenti che servono principalmente questi sportivi che la sera sono soliti organizzare feste sulla spiaggia. Attenzione ad avventurarvi con asciugamani ed oggetti personali sul promontorio, perché molto spesso durante il pomeriggio arriva l’alta marea che fa scomparire il lembo di terra.
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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 15

E siamo arrivati al 14 luglio! Data del mese dedicata come di consueto all’appuntamento che ormai conosciamo e che porta il nome di Carnevale della Matematica, questo mese ospitato da quel meraviglioso trio di cervelloni che sono i Rudi matematici.

Lo ricordiamo il 14 è il giorno di ogni mese scelto grazie alla la sua coincidenza con le prime due cifre decimali del numero Pi-greco (3,1415…), sennò che gusto c’era a parlare di matematica?

Ma il 14 luglio viene ricordato anche per altri grandi eventi (non sempre felici) della storia della scienza.

E’ il 14 luglio del 1938, infatti che viene pubblicato il Manifesto degli scienziati italiani razzisti. Con il documento, dal titolo “Il fascismo e i problemi della razza”, il regime si propone di fornire una base scientifica per le teorie razziste (vedi Leggi razziali fasciste).
Nel periodo di rigurgiti razzisti che stiamo rivivendo in Italia è bene ricordare i nomi dei 10 scienziati firmatari che si macchiarono di tale abominio. Ricordiamo per evitare che una macchia così indelebile si ripeta ancora, perlomeno in Italia.

Dopo la pubblicazione del manifesto, furono pubblicati su quotidiani e riviste i nomi dei supposti sostenitori della norma (alla caduta del regime fascista molti negarono di avere dato l’assenso), per un totale di 180 scienziati a cui si aggiungevano 140 personalità della politica, del giornalismo e vari intellettuali (scarica qui il pdf)

Per fortuna il 14 luglio viene ricordato anche per altri eventi meno tragici e più edificanti per il genere umano. Eccone alcuni:

Sicuramente il 14 luglio 1789 - fu per la Francia un periodo di svolta culturale e sociale. Con la Rivoluzione Francese e la presa della prigione Bastiglia del 14 luglio al grido di « Liberté, Égalité, Fraternité» segna le basi di quello che sarà la Francia e l’Europa del XIX secolo. La fine dell’assolutismo e il configurarsi di una nuova visione del mondo, liberale e democratico.
Il 14 luglio 1965 lo ricordiamo anche per la sonda americana Mariner 4, che in tale data raggiunge per la prima volta Marte: invierà alla Terra un totale di 21 foto.

(foto Nasa: Mariner 4, JPL-7875A)

E’ infine passato appena un anno da quando, nel 2008, l’asteroide 2008 BT18 passò vicino alla Terra (a 0,0151 UA dalla Terra, pari a 5,9 distanze lunari).
E intanto all’Università di Pisa si festeggia il decennale del sistema per il monitoraggio dei Near Earth Objects.

IL CARNEVALE DELLA MATEMATICA

Il Carnevale della matematica è un’iniziativa ideata da .mau. sul modello del Carnival of Mathematics. E’ un tentativo di radunare dei blogger che parlino di matematica. Il 14 di ogni mese, un blogger si offre di scrivere un post che parli di matematica, raccogliendo i post di argomento matematico che gli sono stati segnalati, presentandoli brevemente: articoli di altri blog, software matematico, relazioni tra matematica e altre ambiti della conoscenza…insomma qualsiasi cosa abbia come tema la matematica e dintorni.

Ecco le date e i luoghi su cui sono stati postati i carnevali di tutte le edizioni

1. 14 maggio 2008: Prooof (postato!)
2. 14 giugno 2008: .mau. (postato!)
3. 14 luglio 2008: Matematicamedie (postato!)
4. 14 agosto 2008: Chartitalia (postato!)
5. 14 settembre 2008: Rudi Matematici (postato!)
6. 14 ottobre 2008: Matem@ticaMente (postato!)
7. 14 novembre 2008: Marcello Seri (postato!)
8. 14 dicembre 2008: Matematica 2005 (postato!)
9. 14 gennaio 2009: .mau. (postato!)
10. 14 febbraio 2009: Prooof (postato!)
11. 14 marzo 2009: Marcello Seri (postato!)
12. 14 aprile 2009: Gravità Zero (postato!)
13. 14 maggio 2009: Matem@ticamente (postato!)
14. 14 giugno 2009: Matematica 2005 (postato!)
15. 14 luglio 2009: Rudi Matematici (postato!)

Il Carnevale non si ferma neppure ad Agosto, e verrà ospitato proprio dal suo ideatore: .mau.

Se avete un blog e volete partecipare al prossimo Carnevale, mandate a .mau. i contributi, oppure, e anche questo sarebbe un bel gesto, fatevi avanti per prenotarvi ad ospitare una edizione: basta cliccare qui, sul sito di prenotazione.

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fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 15

Pochi minuti fa mi è giunta una email. Parlava di un certo master di una certa università della mia città. Oggetto: si iscrivono sempre meno giovani ai master! L’università in questione, che ha da poco compiuto i suoi 500 anni, si è affidata ad esperti nella comunicazione “esterni” perché in crisi di iscrizioni: i giovani non si iscrivono. Ha prodotto un testo, che vorrebbe pubblicare per promuovere il master.
Ho letto il testo, parla di un certo corso centrato su tecnologie multimediali… sembra scritto da un burocrate! Con uno stile che sapeva di muffa già 20 anni fa!
Mi domando come pensano di attirare i giovani… intanto penso a cosa farei se fossi un teenager oggi!… sicuramente verrei attratto da uno dei seguenti video e mi iscriverei … in una delle 305 spumeggianti migliori Università USA.
Date uno sguardo alla Columbia University, o alla University of South Florida, e se avete 18 anni vi verrà voglia di iscrivervi!

Campus tra cui primeggia il Caltech! Già, proprio quello in cui insegnò il grande Richard Feynman! Di seguito un estratto del video.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 15

Fortunatamente, mentre il governo italiano mette ostacoli verso la mobilità ciclistica, qualcuno al parlamento europeo si muove in direzione opposta, ecco cosa riporta qualche giorno fa Sonia Alfano nel suo blog dove sta raccontando la sua esperienza da neoparlamentare:

Di buon mattino, ero già pronta per affrontare la giornata.
Ore 8.15 arrivo puntuale alla colazione con Inter-Parliamentary Group on “Cycling”, l’intergruppo parlamentare che si interessa di tutte quelle attività che riguardano la mobilità ciclistica.
In campagna elettorale ero stata tra le sottoscrittrici del documento ECF/FIAB di impegno per una politica europea del trasporto ciclistico e ci tenevo particolarmente ad essere presente a questo “brekfast meeting”.
Diversi sono stati gli argomenti trattati, tra questi: la sicurezza dei ciclisti, il bike sharing e tutte quelle attività che non possono che aumentare e migliorare il livello di vivibilità delle città, diminuire lo smog.
Ho chiesto ai presenti, durante il mio intervento, se possiamo e vogliamo essere punto di riferimento di associazioni e comuni che si interessano e si vorranno interessare della mobilità ciclistica. La risposta, che mi ha resa particolarmente felice, è stata positiva.
All’incontro erano presenti 14 europarlamentari della neo legislatura, purtroppo, nessun italiano oltre me, cosa di cui non dovremmo andare fieri.

Ai tempi dell’elezioni regionali quando sostenevo la candidatura di Sonia ho parlato faccia a faccia con lei chedendogli impegni verso la mobilità ciclabile ed ovviamente mi ha detto che avrebbe fatto tutto il possibile, a quanto pare sta rispettando le sue promesse.

P.S. Oggi si terrà la cerimonia di insediamento del nuovo parlamento europeo, la diretta a partire dalle ore 10 potete vederla qui.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 15

Qui un sondaggio dell’espresso sui 5 possibili candidati alla segreteria del partito democratico.

Beppe Grillo sta vincendo alla grande…

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 15

Beppe Grillo sembra veramente intenzionato a diventare il segretario del partito democratico, poco fa ha rilasciato le istruzioni per sostenere la sua candidatura ed il banner da diffondere:

PD

SOSTIENI LA CANDIDATURA IN DUE MOSSE

1. Devi essere iscritto al Partito Democratico. Se non lo sei, segui le istruzioni sul sito del PD

2. Scarica il modulo di sottoscrizione della candidatura, compilalo in ogni sua parte, firmalo e spediscilo via fax al numero
02-40708788

DIFFONDI L’INIZIATIVA

Qui un simpatico video al riguardo:

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 15

E’ la notizia delle ultime ore…ma probabilmente anche dell’anno, il comico genovese in un post di ieri ha deciso di candidarsi alle primarie del partito democratico che si terranno ad ottobre, gli altri candidati sono Marino (il migliore dei tre), Bersani e Franceschini… capite subito che Beppe Grillo avrebbe molte speranze di vincere soprattutto se supportato da tutti i votanti che hanno spinto l’IDV all’8% alle ultime europee (anche io andrei a votarlo), ma la dirigenza del partito democratico sa benissimo che questo potrebbe verificarsi e farà di tutto per non farlo candidare visto che in realtà il partito è tutto tranne che democratico e la scelta non viene mai affidata realmente al popolo nonostante le primarie, ricordo che alle precedenti primarie per la segreteria sono state rifiutate le candidature di Pannella, Di Pietro e Furio Colombo.

Insomma questo partito di democratico non ha nulla perchè alla fine se si candida qualcuno che non piace alla dirigenza che potrebbe vincere neanche danno l’opportunità di lasciar scegliere ai propri potenziali elettori, hanno fatto la stessa cosa con la Serracchiani (l’unica a battere Berlusconi alle europee quindi potenzialmente l’unica seria speranza di batterlo anche alle prossime elezioni) convincendola a non candidarsi perchè sapevano che se lo faceva sarebbe stato un disastro per la dirigenza del partito. In ogni caso il partito è finito…se non fanno candidare Grillo quando salirà uno dei 3 loro candidati non potranno andare da nessuna parte, è un partito già morto.

Qui il comunicato di Grillo di ieri:

l 25 ottobre ci saranno le primarie del PDmenoelle. Voterà ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò. Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all’introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell’acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano. La stampella di tutti i conflitti di interesse. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D’Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollanno la corte dello psiconano. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere. Un partito che ha regalato le televisioni a Berlusconi e agli italiani l’indulto.
Io mi candido, sarò il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese, per offrire un’alternativa al Nulla.
Il mio programma sarà quello dei Comuni a Cinque Stelle a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l’applicazione delle leggi popolari di Parlamento Pulito e un’informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. Temi troppo duri per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino. Ci sono milioni di elettori del PDmenoelle che vorrebbero avere un PDcinquestelle. Con questo apparato affaristico e venduto non hanno alcuna speranza. Il PDmenoelle è l’assicurazione sulla vita di Berlusconi, è arrivato il momento di non rinnovare più la polizza. Arrivederci al 25 ottobre!

In alto un intervista recentissima di Beppe Grillo a SKY TG24.

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Lug 13

A FIRENZE MATTEO Renzi non è l’unica novità in circolazione. C’è anche un corso nuovo all’ordine degli Architetti. I giovani di Firmiamo la lettera.

Money Quote: Sono partiti con una lettera appello, e con un blog hanno fatto la rivoluzione. Sono i «giovani» architetti di «Firmiamo la lettera», il documento denuncia sullo stato della professione a Firenze pubblicato in anteprima dal Corriere Fiorentino lo scorso marzo, che ieri hanno vinto (stravinto) le elezioni del loro Ordine.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 13

COME OGNI DOMENICA, Garry B. Trudeau che stavolta pianifica la mezza estate di Doonesbury. Cliccando si ingrandisce e potete leggere più comodamente.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 13

NEGLI ULTIMI CINQUE anni ho incontrato e scritto varie volte, ma solo su media “alternativi” come questo blog, sui pirati del nord Europa. Conosco il loro sito “Pirate Bay”, conosco una serie di passaggi della loro storia, siti di riflessioni politiche, organizzazioni “think thank” e strutture, persino il partito politico nato nel 2006. Ho incontrato alcuni di loro, in varie occasioni, e parlato con chi li guarda e li ammira attraverso la rete.

Pirate Bay, Pirate Party, Pirate Bureau.Continuo a vedere una lineare chiarezza nel percorso che stanno facendo: c’è internet, c’è proletariato, c’è bisogno di ribellarsi a qualcosa di percepito come profondamente ingiusto e alla apparente mancanza di comprensione da parte degli “altri” di come dovrebbe essere il mondo. La proprietà intellettuale, il diritto d’autore, le regole della distribuzione, i fondamenti della “società del tempo libero” sono destinati ad evolvere e loro sentono di occupare in maniera ineluttabile il punto di arrivo nel futuro. E adesso vogliono andare a far cassa.

Ho proposto più volte di parlarne e scriverne altrove, ma senza risultati. Fare il cronista in Italia, oggi, è frustrante: a 10 o 20 euro a pezzo e per gente che vede e premia solo i propri interessi. La regola che in ogni caso “a portare le notizie non si sbaglia mai” mi sembra sempre più disattesa. O forse sono io che sbaglio e seguo solo quel che c’è davanti alla punta del mio naso.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 13

PARE CHE IL nostro tempo libero - ammesso che l’espressione “libero” contrapposta alla “prigione” del lavoro forzato abbia ancora senso - stia cambiando radicalmente. Il bisogno di essere attivi e performanti si è spostato nel mondo dei media digitali e, così facendo, ha travolto gli hobby tradizionali (quella buona cosa per cui si costruivano modellini di aerei, plastici di treni, mobili in legno di foggia insolita, e si compulsavano infinite collezioni di fumetti e francobolli). Al tempo libero come momento del fare si è sostituito un tempo libero con finalità esclusiva di “comunicazione fàtica”. Questo post ne è un esempio.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 13

Nella nottata italiana, mattinata cinese, è giunta la notizia che è stato ABROGATO il vituperato articolo 60 quale emendamento al DDl 2180 o più comunemente conosciuto come “Emendamento D’Alia”.

Una buona notizia, sia per quanto riguarda questo singolo caso, ma soprattutto per la sensazione che stia maturando un gruppo di lavoro interno al Parlamento stesso, che sotto il nome di Gruppo Interparlamentare e formato da parecchi parlamentari, possa rappresentare una buona piattaforma di discussione per tenere “aggiornato” i nostri legislatori, sui cambiamenti del mondo che li circonda.

Complimenti quindi agli On. Cassinelli, Palmieri e Mannucci, gli artefici di questo piccolo, ma comunque importante passo verso una nuova “era digitale”.

Comunque lasciamo raccontare proprio all’On. Cassinelli come si sono svolti i fatti di questa “lunga notte per il digitale italiano”. (leggi)

Per quanto riguarda invece il Decreto Anticrisi e la mancanza di incentivi per le Tecnologie Digitali per sostenere l’Innovazione, la strada per un adegutamento e modifica è ancora lunga, ma rimaniamo fiduciosi per un futuro Italiano all’insegna della Innovazione e al Digitale. Pensare POSITIVO è comunque importante, nonostante tutto!

Per firmare la petizione sul Decreto Anticrisi e le Tecnologie Digitali

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 13

Sarà il benessere o sarà per altro, ma esistono troppe persone che per partito preso, sono contro, sempre.

In una sorta di guerra continua, non facendo alcuna proposta, molti sembrano pensare che partecipare alla vita politica e sociale di questo mondo, si possa realizzare essendo sempre contro.

Questo atteggiamento, tutto occidentale, sta complicando non poco l’evolversi e la crescita di un mondo che, forse questi signori non sembrano ricordare, è sempre sull’orlo dell’esplosione, tante sono le “grane” che quotidianamente esistono e che se affrontate in maniera non accorta, rischiano di portare l’uomo ben indietro al proprio attuale sviluppo.

Quindi di fronte ad ogni problema, questione, meeting, lo sport di “sparare” sul potente, perché fa cool, rappresenta una costante di tutte le faticose tappe ed incontri per cercare un equilibrio mondiale vero.

All’ultimo G8, sarà perché ormai questo “movimento”, gli ex “no-global”, soffre di evidenti segni di stanchezza, o altro, le annunciate proteste, non sono state un reale problema per lo svolgimento degli incontri.

Forse il gesto più originale è venuto proprio da uno dei Leader presenti al vertice, il sempre sorprendente Gheddafi, che nel suo trasferimento da Roma a l’Aquila, ha camminato per 15 minuti sulla autostrada dopo essersi fermato all’autogrill.

Un gesto che visto con occhi attenti, appare addirittura di un ormai perduto romanticismo, che ci riporta al passato, quando l’uomo veniva prima delle macchine, che erano ancora tutte da ideare.

Comunque sia, il vertice dell’Aquila, come definito da Berlusconi, nella formazione G8, G13, G14, G25, usando così una metafora calcistica, è sicuramente andato bene.

In 3 giorni sono state decise cose importanti, come gli aiuti ai paesi africani (20 Miliardi di dollari) ma soprattutto l’abbattimento dei protezionismi nei commerci, fatto che aiuterà non poco i paesi in via di sviluppo a crescere e rendersi autonomi.

Ma, c’è un però. Le decisioni che di volta in volta sono state ratificate a questo G a “formazione variabile”, sono state prese “sopperendo” al grande malato di questi decenni: l’ONU.

I leader riuniti a l’Aquila, hanno cominciato a comprendere che i problemi di un mondo, sempre più complesso come quello globalizzato di oggi, non si possono più risolvere con meeting periodici che stanno diventando sempre più frequenti, a settembre il prossimo G20 di Pittesburg.

Si sono resi conto che non possono più sopperire alle negligenze, debolezze, incapacità dell’ONU.

Anche perché, come dichiarato da Obama in conferenza stampa, “tutti vogliono gruppi di lavoro piccoli, con se stessi compresi”. Come dire, trovare la “formazione ideale” in grado di decidere i destini del mondo, con sufficiente autorevolezza, senza scontentare nessuno, appare quasi un lavoro impossibile.

Per cui non sorprende che Obama e Berlusconi, abbiano finito per indicare nella riforma dell’ONU il prossimo passo per cercare di normalizzare il consesso che deve prendere le decisioni che contano e soprattutto che le applichi e le faccia rispettare.

In questo G “ a formazione variabile”, non a caso, la persona più “isolata” è apparsa proprio il Segretario dell’ONU Ban Ki-Moon che dichiarando come “sul clima si poteva fare dia più”, si è preso i “fischi” dei leader presenti, tanto che ai margini dei lavori, faceva quasi tenerezza vedere il Segretario Onu ripetere con sguardo perso nel vuoto che “è la scienza che dice che si doveva fare più”, come dire, se non credete a me, credete almeno alla Scienza, quella non si può discutere.

Una vera tristezza!!!

Ma che questi mega vertici G “a formazione variabile”, devono tornare a lasciare il posto ad una organizzazione mondiale vera, di un ONU riformato e attualizzato, è stato testimoniato dalla commuovente storia raccontata da Gordon Brown ai presenti e ripresa sia da Berlusconi che da Obama in conferenza stampa.

Brown, giunto in Ruanda, nel visitare una mostra con le immagini dei tanti morti sacrificati all’odio razziale di quel paese e che segnano anche la storia di molti paesi in via di sviluppo, ha trovato una foto di un ragazzo morto tra le braccia della propria madre.

Ormai è una foto che in Occidente non scuote le coscienze più di nessuno, nemmeno dei “sempre contro”, se non fosse, che nel raccontare la storia di questo ragazzo, veniva sottolineato come sognasse di diventare un giocatore di calcio.

La fame fini per uccidere tutti i suoi sogni. Ma nonostante tutto, prima di morire, per rassicurare la madre disperata le disse “non ti preoccupare, mamma, vedrai che presto arriverà l’ONU”.

La cosa ancora più triste è che l’ONU non arrivò mai!!!

Questo episodio che dimostra come nel mondo, anche per persone più umili, che non hanno nulla, anche in punto di morte, sognano comunque un mondo migliore, è sembrato un messaggio chiaro per tutti i leader presenti, di che cosa il mondo ha realmente bisogno.

L’ONU nel quale i popoli possano partecipare a costruire le basi di un mondo diverso, l’ONU nel quale discutere, confrontarsi, l’ONU che possa intervenire in soccorso di chi lo necessita e che non si dispera,perché sa che il mondo sarà comunque migliore.

Ecco quale sembra essere il “vero” messaggio del G “a formazione mista” a l’Aquila.

E’finito il periodo dei gruppi d’elite, sulla basi di classifiche economiche. Si deve tornare all’Assemblea dei popoli della Terra.

Un’intuizione che nel dopo guerra consentì di passare decenni di pace e contribuire non poco al benessere diffuso di cui oggi godiamo, ma che si è un po’ persa per strada e che ora deve trovare una nuova vita, rinascere, per tornare a rappresentare “l’assemblea” dove tutte le voci di tutti i popoli del mondo, a prescindere del proprio reddito pro-capite o nazionale, abbiano il diritto alla parola, senza la necessità di essere invitate.

Deve tornare la “casa comune”, autorevole e credibile dove poter decidere, tutti assieme, i destini del mondo e di ciascuno di noi.

E così anche i “sempre contro”, i professionisti degli Happening del contro, la smetteranno di sprecare energie ( e danneggiare ) in giro per il mondo alla caccia del prossimo G “a formazione variabile”, un rituale che ormai è tutto, tranne che “cool”, tanto è diventato prevedibile ed obsoleto.

Lo dobbiamo a quel ragazzo che sognava di giocare a calcio e che l’egoismo sia di chi era al potere e di chi era contro, glielo ha impedito.

Sono state le sue ultime volontà e che chissà quanti come lui hanno detto, pensato la stessa cosa, prima che il mondo si scordasse di loro e passasse al successivo vertice a “formazione variabile”.

10, 20, 30 , anche 100 Miliardi non basteranno, per ridare il sogno di una reale uguaglianza a chiunque, se ancora esisteranno meeting ad inviti comprati a “peso d’oro”!

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 13

Ryanair voli gratis ma in piediNuova idea eccentrica Michel O’Leary, amministratore delegato della Ryanair, compagnia low cost irlandese: offrire la possibilità ai passeggeri di volare gratis in caso accettino di viaggiare in piedi. Eliminando almeno cinque file di sedili nella parte posteriore dell’aereo si potrebbe creare una zona sicura dove sistemare i viaggiatori. Un po’ come avviene quotidianamente nei treni e nelle metropolitane. Ryanair ha già formalizzato la richiesta alla Boeing, società che fornisce i velivoli, per creare questi posti in piedi. In realtà O’Leary ha copiato questa idea dalla compagnia aerea privata cinese Spring, un’eventualità che permetterebbe di far entrare nell’aereo il 50% in più di passeggeri riducendo i costi del 20%.
Tale idea però allo stato dei fatti non può essere realizzata l’ICAO (Organizzazione internazionale dell’aviazione civile) non prevede tale possibilità. Dopo i bagni a pagamento e la tassa sugli obesi, una trovata della Ryanair rivolta forse più ad una nuova operazione di marketing che avuto il successo sperato.
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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 13

Consapevolezza.
Questa sembra essere la parola chiave per Ben Goldacre, giornalista della carta stampata, che, dopo la laurea in medicina a Oxford e una breve carriera accademica, ora si dedica a tempo pieno al giornalismo scientifico, tenendo da anni una seguitissima rubrica sul quotidiano inglese The Guardian, intitolata La cattiva scienza.

Così, nel corso del tempo, Goldacre si è specializzato nello scovare gli errori della scienza, i suoi conflitti di interesse e i modi in cui le aziende farmaceutiche, cosmetiche, i nutrizionisi da salotto televisivo e i santoni new age ci vendono le loro pretese verità.
La sua esperienza è stata poi riversata nel suo libro dal titolo “La cattiva scienza” (Bruno Mondadori, 304 pagine), che è appunto il frutto del suo lavoro quotidiano sul Guardian e sul suo divertente blog, badscience.net.
Questo lo stuzzicante indice del libro:1. L’argomento2. Brain Gym3. Il complesso Progenium XY4. L’omeopatia5. L’effetto placebo6. L’assurdità del momento7. «Scoperta la pillola capace di risolvere un complesso problema sociale»8. La medicina tradizionale è malvagia?9. Come i media favoriscono la disinformazione scientifica10. Perché le persone intelligenti credono alle cose stupide11. Le cattive statistiche12. Gli allarmismi sanitari13. La bufala mediatica del vaccino trivalente
Le storie raccontate sono certamente divertenti e ironiche, senza però mai perdere il loro contenuto di denuncia nei confronti di errori, ma anche di veri e propri inganni.
Insomma, nel suo libro Goldacre non fa altro che spiegare ai suoi lettori come si fanno scienza ed informazione di qualità.“La cattiva scienza”, infatti, non è solo un viaggio giornalistico, ma anche un’esortazione a leggere le notizie di scienza ed a guardare le pubblicità, ad ascoltare un programma televisivo o una lezione scolastica con spirito critico, in quanto finalmente consapevoli dei meccanismi della buona scienza.

Goldacre invita inoltre i suoi lettori a partecipare sempre all’informazione scientifica, magari scrivendo in prima persona su un blog, per discutere con il prossimo di scienza e per imparare finalmente a conoscere ed a raccontare il lavoro dei ricercatori.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Lug 13

Continua la collaborazione con Carlo Ferri, dottorando in Fisica presso l’Institut de Ciències de l’Espai (CSIC-IEEC) di Barcellona e co-fondatore del blog Gravedad-Cero.org.
Quel che segue è il suo ultimo articolo inedito preparato per Gravità Zero! Una notizia che ha avuto larga eco internazionale. Qui la notizia su Adn.es.

Sulla base di osservazioni realizzate con il telescopio dell’Osservatorio Astronomico Joan Oró del Montsec (OadM), in Catalunya, il 30 giugno scorso il mio gruppo di ricerca dell’Institut de Ciències de l’Espai (CSIC-IEEC) ha scoperto un nuovo oggetto stellare nella galassia Andromeda candidato a essere una nova.

Anticamente, quando un nuovo oggetto celeste appariva nella volta celeste lì dove precedentemente non veniva rilevata alcuna sorgente luminosa gli astronomi parlavano di nova stella. In realtà, questa non era una nuova componente del firmamento quanto piuttosto una stella già esistente che, improvvisamente, diventava milioni di volte più luminosa e di conseguenza risultava visibile dal nostro pianeta.

Durante molto tempo questa nomenclatura fu usata indistintamente per qualsiasi oggetto che mostrasse un aumento eccezionale di luminosità. Curiosamente il termine fu usato per la prima volta dall’astronomo Tycho Brahe quando scoprì non una nova bensì una supernova, che tutt’oggi porta il suo nome ed è ubicata nella costellazione di Cassiopea. Solo successivamente, e grazie a osservazioni più precise basate su proprietà fisiche e chimiche, si iniziò a considerare la distinzione tra novae e le più potenti supernovae.

Le esplosioni delle stelle novae si verificano in sistemi stellari binari costituiti da una nana bianca, un tipo di stella poco luminosa e nella fase finale della sua evoluzione, e da una stella simile al Sole. La nana bianca riceve materia dalla sua compagna, fino a un punto in cui avviene l’esplosione. Considerato che attualmente si dispone solo di poche informazioni sulla fase precedente a una esplosione, è praticamente impossibile predire un fenomeno eruttivo. Il processo è simile a quello osservato nelle esplosioni di supernova con la differenza che le novae perdono solo gli strati più esterni senza distruggersi completamente. 

L’esplosione provoca la sintesi di nuove sostanze chimiche che vengono rilasciate nel mezzo interstellare. Questa proprietà, condivisa da novae e supenovae, le rende entrambe fondamentali per l’evoluzione delle galassie. In definitiva, i composti chimici espulsi da queste stelle ricoprono un ruolo importantissimo anche per la creazione di sistemi planetari simili al nostro. Questi atomi, con il tempo, si uniranno tra loro fino a produrre strutture sempre più complesse, essenziali per la formazione di altre stelle e pianeti.

Una traccia inconfondibile di questo fenomeno è osservabile nei grani di polvere pre-solari presenti nei meteoriti raccolti sulla Terra, i quali preservano la composizione chimica della sorgente primordiale. Una delle conseguenze più importanti di questi avvenimenti è che noi esseri umani esistiamo grazie a quelle stelle che hanno brillato durante milioni e milioni di anni. Studiarle vuol dire concretamente spiegare la storia della materia per capire la nostra esistenza.

Il nuovo oggetto appena identificato - che può essere attribuito alla classe delle novae - si trova nella Galassia Andromeda (o M31), la più grande e più brillante delle galassie che compongono il gruppo più vicino alla Terra, noto come Gruppo Locale. 

La scoperta effettuata dall’Osservatorio del Montsec, il cui il telescopio dispone di un funzionamento completamente robotizzato, è parte di un progetto di monitoraggio di novae utilizzando sia telescopi ottici terrestri sia quelli spaziali per i raggi X (come Chandra e XMM -Newton).

L’AUTORE, CARLO FERRI, SULLA STAMPA ITALIANA