Giu 29

“Una intesa strategica per gli scambi economici e culturali tra imprenditori Italiani e Cinesi”

Organizzata sotto l’egida del Ministero del Commercio Cinese (Mofcom) e la sponsorizzazione della Camera di Commercio Cinese per l’Import & Export dei prodotti alimentari e prodotti locali, si è svolta a Shijiazhuang, capitale della provincia dell’Hebei, la prima Fiera Internazionale del Leather & Fur.

Presente all’evento, oltre al Vice Ministro per il Commercio Cinese (Mofocm), Mme. Qiu Hong, al Presidente della Camera di Commercio di Beijing (CFNA) Mr.Hou Jianguo e molte rappresentanze diplomatiche internazionali, anche una Delegazione Ufficiale Italiana, guidata dal Presidente della Agenzia per la Cina, Mr. Armando Tschang.

Come affermato in conferenza stampa dal Presidente della Camera di Commercio di Beijing, Huo Jianguo, questo evento intende innovare profondamente l’approccio fin qui avuto dal settore ed essere l’occasione per un approfondito confronto con il mercato e la promozione a livello internazionale dell’industria del cuoio e delle pellicceria cinese.

Nel contempo, si intende favorire l’aggiornamento tecnologico e l’innovazione, per tenere il passo con le nuove tendenze, sia per quanto riguarda le modalità di consumo che le mode del settore, per un sempre crescente sviluppo internazionale.

La Cina è il più grande produttore al mondo di prodotti e capi in cuoio e pellicceria, con un giro d’affari che nel 2008, tra esportazione ed importazione di pelli, pellicce e altri prodotti connessi, è stato di 4,32 miliardi di dollari, coinvolgendo più di 16.000 imprese.

La scelta di organizzare questo importante evento nella capitale della provincia dello Hebei, Shijiazhuang, è legata al fatto che proprio in questa area è presente uno dei poli produttivi più importanti a livello nazionale.

Ma come affermato dal vice sindaco di Shijiazhuang, Zhang Diankui, per quanto importante questo mercato, l’intera filiera deve ancora fare un deciso salto di qualità, un settore dove gli eventi, anche quelli internazionali, sono stati spesso realizzati negli stessi centri di produzione o centri commerciali.

Nel corso della cerimonia d’inaugurazione della Fiera, il Presidente della CCCFNA Mr. Huo Jianguo e il Presidente della Agenzia per la Cina, Mr. Armando Tschang, hanno deciso di sottoscrivere un protocollo d’intesa a supporto delle relazioni economiche tra gli imprenditori e le aziende dei due paesi che operano nel settore dell’Animal-by product, Native Produce e Agroalimentare.

L’accordo raggiunto sarà sottoscritto, dalle parti, durante l’imminente missione economica che il Mofcom ha organizzato in Italia dal 2 al 7 Luglio p.v. a Roma.

In un momento così difficile per l’economia mondiale, il rafforzamento dei rapporti di mutua cooperazione tra Imprenditori Cinesi ed Italiani, al fine di ((Leggi))

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Giu 29

di Marco Travaglio
(Giornalista)

da L’Espresso del 2 luglio 2009

Da quando, in via del tutto ipotetica, il suo on. avv. Niccolò Ghedini l’ha definito “utilizzatore finale” di prostitute a sua insaputa, Silvio Berlusconi si staglia come il politico più ingenuo o più sfortunato della storia dell’umanità.

Dal 1974 al 1976 ospita nella villa di Arcore un noto mafioso, Vittorio Mangano, intimo del suo segretario Marcello Dell’Utri e già raggiunto da una dozzina fra denunce e arresti, ma lo scambia per uno stalliere galantuomo: anche quando glielo arrestano due volte in casa.

Dal 1978 (almeno) al 1981 è iscritto alla loggia deviata P2, convinto che si tratti di una pia confraternita.

Dal 1975 al 1983 le finanziarie Fininvest ricevono l’equivalente di 300 milioni, in parte in contanti, da un misterioso donatore, ignoto anche al proprietario: intatti, dinanzi ai giudici antimafia venuti a Palazzo Chigi per chiedergli chi gli ha dato quei soldi, si avvale della facoltà di non rispondere.

Negli anni ‘80 l’avvocato David Mills crea per il suo gruppo ben 64 società offshore nei paradisi fiscali, ma lui non sospetta nulla, anzi non sa nemmeno cosa sia la capofila All Iberian.

Questa accumula all’estero una montagna di fondi neri che finanziano, fra gli altri, Beffino Craxi (23 miliardi di lire) e Cesare Previti (una ventina).

Previti, avvocato di Berlusconi, ne gira una parte ai giudici romani Vittorio Metta (nel 1990) e Renato Squillante (nel 1991), ma di nascosto al Cavaliere.

Il quale però s’intasca il gruppo Mondadori grazie a una sentenza di Metta, corrotto da Previti con soldi Fininvest.

Nei primi anni ‘90 il capo dei servizi fiscali del gruppo, Salvatore Sciascia, paga almeno tre tangenti alla Guardia di finanza.

E nel 1994, quando la cosa viene fuori, il consulente legale Massimo Berruti tenta di depistare le indagini dopo un incontro a Palazzo Chigi col principale.

Ma questi non si accorge di nulla («Giuro sui miei figli»).

Nemmeno quando Sciascia e Berruti vengono condannati, tant’è che se li porta in Parlamento.

Nel 1997-98 Mills, testimone nei processi Guardia di Finanza e All Iberian, non dice tutto quel che sa e lo «salva da un mare di guai» (lo confesserà al commercialista).

Poi riceve 600 mila dollari dal gruppo di «Mr. B». E Mr. B sempre ignaro di tutto (rigiura sui suoi figli).

Di recente si scopre che il Nostro, nell’ottobre scorso, prese a telefonare a Noemi, una minorenne di Portici, proprio mentre il suo governo varava una legge per stroncare la piaga delle molestie telefoniche (“stalking”).

Ma lui scopri che era minorenne solo quando fu invitato al suo diciottesimo compleanno.

Ora salta fuori che Patrizia D’Addario, che trascorse con lui una notte a Palazzo Grazioli, è una nota “escort” barese, pagata da un amico dei premier (“l’utilizzatore iniziale”?).

Ma lui non ne sapeva nulla, tant’è che in quel mentre il suo governo varava una legge per arrestare prostitute e clienti.

É sempre l’ultimo a sapere.

Può un uomo così ingenuo, o sfortunato, o poco perspicace, fare il presidente del Consiglio?

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 29

Sul numero 19/2009 di “Harvard Business Review Italia“, intitolato “Oltre la crisi”, è stata pubblicata un’intera sezione sugli strumenti e le strategie per gestire il rischio. Kevin Buehler, Andrew Freeman, Ron Hulme e Renè M. Stulz spiegano ai lettori quali sono i nuovi strumenti del risk management, in che modo è possibile assumere i giusti rischi e, infine, quali sono gli errori che i risk manager devono assolutamente evitare. Sono stati questi importanti articoli che mi hanno spinto a tornare a parlare di rischio, argomento che ho già in precedenza affrontato, sia dal punto di vista economico, che più strettamente tecnico – statistico.
Il mio interesse per il rischio è nato alla fine del 2006, quando decisi di scrivere la mia tesi di laurea in Scienze Statistiche proprio sul tema del risk management, ovvero della gestione del rischio, affascinato soprattutto dalla possibilità che la statistica offre di proteggersi dai rischi.Nel 2007 è scoppiata l’attuale crisi finanziaria, dovuta principalmente alla sottovalutazione del rischio da parte di tutti: banche, società finanziarie, aziende industriali, commerciali e di servizi, investitori e risparmiatori. Ciò mi ha fatto comprendere meglio che ignorare il rischio può generare danni a cascata di vastissima entità, perciò a maggior ragione è diventato indispensabile diffondere, in modo semplice e accessibile, la cultura della gestione del rischio a tutti i livelli: persone, organizzazioni, sistema economico.
Tanto più che recentemente abbiamo assistito ad un altro comportamento – caratterizzato da irrazionalità - di masse gigantesche di persone che hanno acquistato obbligazioni ENI: a due giorni dalla chiusura dell’offerta, la richiesta dei risparmiatori ammontava a 2,5 miliardi di euro, contro i due miliardi offerti dalla società (che in realtà pensava che avrebbe collocato al massimo un miliardo di obbligazioni). In questi casi le banche fanno firmare ai clienti montagne di moduli prestampati, spesso scritti in corpo piccolo, e in questo modo rispettano le disposizioni di legge.
Ma chi legge tutta quella documentazione? E, fra quelli che con pazienza si mettono a leggere, chi è veramente in grado di comprendere quali sono i rischi ai quali si sta esponendo? In realtà basterebbe molto meno di un quintale di carta, per informare in modo adeguato il cliente. Bisognerebbe dirgli semplicemente che ENI intende fare grossi investimenti, il cui esito è necessariamente incerto: a tal fine ha bisogno di molti soldi, che chiede in prestito ai risparmiatori appunto tramite le obbligazioni. I clienti quindi comprano debiti di una società e rischi industriali. Invece di utilizzare (e rischiare) denaro proprio per investire, ENI usa quello degli altri, trasferendo quindi il rischio agli obbligazionisti, i quali spesso non ne sono consapevoli, in quanto considerano certi sia gli interessi che riceveranno, che il capitale che verrà loro restituito. Comportamenti di massa e imitativi come quello sopra descritto inevitabilmente sono il primo passo verso la prossima crisi finanziaria, quando sembra che si stia appena riuscendo a superare l’attuale.
Se dunque intendiamo capire qualcosa di più sul rischio, dobbiamo fare un passo indietro e partire soprattutto dal 1958, quando il modello economico di Franco Modigliani e Merton Miller affermò che non c’era bisogno di preoccuparsi della gestione dei rischi, perché il valore di un’azienda non dipende dalla sua struttura di capitale, cioè dal modo in cui finanzia i suoi investimenti. Ancora negli anni ’60, il modello Capital Asset Pricing Model (sviluppato da William Sharpe e da altri), affermava che gli operatori economici non avevano motivo di preoccuparsi dei rischi, in quanto erano gli investitori a farsene carico. E gli investitori potevano diversificare il proprio portafoglio (acquistando ad esempio titoli di natura diversa, emessi da aziende con sede in diversi paesi e caratterizzati anche da orizzonti temporali diversificati: breve, medio e lungo termine) e in questo modo minimizzare i rischi.
Nel 1973 le cose cominciano a cambiare: il mondo della finanza è scosso dal nuovo modello di Black – Scholes – Merton, che consente, tramite una formula, di calcolare il prezzo di un’opzione, che non è altro che uno strumento per difendersi dai rischi finanziari. A questo punto gli operatori economici capiscono finalmente che il rischio esiste e c’è anche un modo per proteggersi: le opzioni. Ben presto quindi i mercati delle opzioni (e dei derivati, categoria di titoli che a loro volta derivano da altri titoli. Le opzioni sono agganciate ad un titolo sottostante, dunque sono anch’esse dei derivati) crebbero rapidamente, anche grazie alla potenza di calcolo che, con lo sviluppo dei computer, man mano si rendeva disponibile.
Tuttavia più le aziende si sono rese conto che era possibile mitigare i rischi tramite l’acquisto di derivati e più l’hanno fatto, limitando la tradizionale copertura rappresentata dal capitale proprio. Quest’ultimo è sempre stato la garanzia contro il rischio di una cattiva performance, ma – nel momento in cui ci si sente quasi senza rischi – si tende a crescere indebitandosi (riducendo il capitale proprio). In questo modo però il destino delle aziende si è legato a quello del sistema finanziario, e quando questo è crollato a causa dell’insolvenza di coloro che si erano indebitati tramite i famigerati mutui subprime (cioè in sostanza mutui concessi a persone quasi prive di garanzie di restituzione), tale crollo ha trascinato nel precipizio moltissime banche e aziende.
Tutto ciò è successo perché gli operatori economici non conoscono il rischio: non sanno, ad esempio, che anche un derivato, che può essere uno strumento per ridurre i rischi, è anch’esso soggetto a rischi. Occorre quindi comprendere a fondo quali siano le caratteristiche dei principali strumenti per ridurre il rischio.Inoltre, spesso i risk manager si affidano a dati storici, ma come possono i dati del passato cautelare contro qualcosa che non si è mai verificato prima? L’innovazione finanziaria è talmente rapida, che ogni volta gli operatori hanno a che fare con strumenti nuovi, dunque è necessario focalizzare la propria attenzione sul futuro. E l’unico modo per ridurre l’intrinseca incertezza del futuro è elaborare degli scenari del futuro, cioè pensare a ciò che potrebbe succedere e a come l’azienda potrebbe e dovrebbe reagire per garantirsi la sopravvivenza sul mercato.
Altri errori sono tipici dei soggetti che in azienda sono responsabili della gestione del rischio. Ad esempio considerare periodi troppo brevi di esposizione al rischio, quando è evidente che una crisi di liquidità generalizzata può durare mesi o anni. Oppure non comprendere i legami fra le azioni poste in essere per difendersi dal rischio. O anche non comunicare che si è responsabili di determinati rischi, cosicché gli altri manager si comporteranno come se il rischio non esistesse. Infine, molti risk manager non gestiscono i rischi in maniera sufficientemente frequente e sistematica e tendono a comunicare in modo distorto la situazione di esposizione al rischio ai vertici aziendali.
Dunque un’azienda che vuol rimanere sul mercato deve necessariamente gestire il rischio, e ciò implica studiare il futuro tramite l’analisi degli scenari, identificando e valutando i rischi ai quali si è esposti. Di conseguenza occorre implementare una strategia di difesa e ciò implica la comprensione di tutti gli scudi per difendersi dal rischio. Tutto ciò deve essere fatto con un orizzonte temporale sufficientemente lungo, ma con un monitoraggio molto frequente.
Infine, i report sull’esposizione al rischio devono essere correttamente comunicati ai vertici aziendali. Occorre essere onesti e coraggiosi: se la situazione è critica il vertice deve saperlo per prendere le necessarie contromisure. Solo in questo modo l’attività di gestione del rischio è utile. Tanto è vero che ormai essa è inserita nel più ampio controllo di gestione, che si basa sulla verifica della misura in cui gli obiettivi stabiliti siano stati raggiunti. Chi sbaglia, paga. Il dirigente che ha fallito i propri obiettivi deve essere sostituito, altrimenti il controllo di gestione non serve a nulla. Dunque anche il risk manager che non ha soddisfatto gli obiettivi di protezione dal rischio della propria azienda, va rimosso dall’incarico, affinché venga sostituito da una persona più efficace.

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Giu 29

Ci separano solo dieci giorni dal Working Capital di Torino previsto l’8 luglio presso l’incubatore I3P del Politecnico di Torino. Ci sono già 70 iscritti, 11 interventi per l’elevator pitch e 12 interventi per il barcamp.

Il Politecnico di Torino, che ospita il Working Capital Camp di Torino, mette a disposizione di tutti i partecipanti all’evento l’accesso alla rete wi-fi dell’ateneo.

E’ necessario registrarsi in anticipo per avere la connessione lasciando i propri dati personali e il proprio numero di cellulare. I dati per accedere al wi-fi del Politecnico di Torino saranno spedite via sms.

DOVE

I3P Incubatore imprese innovative
Politecnico di Torino
Via Carlo Boggio, 59

PROGRAMMA

http://blog.workingcapital.telecomitalia.it/torino

ELEVATOR PITCH

http://blog.workingcapital.telecomitalia.it/torino/elevator-pitch

WORKING CAPITAL TELECOM ITALIA

http://www.workingcapital.telecomitalia.it

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Giu 29

XIII “SCIENZARTAMBIENTE – PER UN MONDO DI PACE”
STORIE DI FUTURO
16 ottobre –02 Novembre 2009

Forti dei 15.000 visitatori dell’edizione 2008, come di consueto si offriranno ad un pubblico sempre più affezionato ed esigente: mostre, incontri di lettura e di musica, Sabatoscienza, laboratori per le scuole e per le famiglie, seminari di approfondimento sia in italiano che in lingua inglese, che si svolgeranno dal 16 ottobre 2009 al 2 novembre 2009 a Pordenone presso il complesso dell’Ex-Convento di San Francesco e l’Auditorium Casa dello Studente “A. Zanussi”.

L’edizione di quest’anno racconterà STORIE DI FUTURO: storie di scienza e di tecnologia, storie di vita di scienziati sia del passato che del presente. L’occasione è offerta dalle mostre tra cui la mostra fotografica “20 italiani che cambiano l’Italia” di Gianni Giansanti (fotografo recentemente scomparso).

A Scienzartambiente saranno presenti 3 di questi italiani: Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo Nazionale della Scienza e della tecnica di Milano, Paola Nasta ricercatrice biomedica nel campo delle cure innovative contro il contagio da AIDS, e Roberto Siagri, friulano, responsabile di Eurotech.

Storie di Futuro guarderà anche verso il cielo, con la multivisione ”sotto lo stesso cielo” prodotta da IS e allestita nella prestigiosa Chiesa di San Francesco.

Da vicino: dialoghi sulla scienza e sulla tecnica, metterà in contatto ricercatori e pubblico sui temi dell’impresa culturale scientifica, sulle frontiere della ricerca antivirale e sull’evoluzione microtech.

Discussing Science, in partnership con IRSE Istituto Regionale di Studi Europei, offrirà agli studenti e ai cittadini 3 occasioni in lingua inglese per discutere, conoscere, approfondire modelli matematici di previsione, scoprire la natura dello spazio tempo e essere informati sulle ultime frontiere dell’energia a emissione negativa di Carbonio.

I Sabato Scienza offriranno storie su Emma Darwin, moglie e confidente del più famoso Charles; storie di modelli di pandemie e contagi sociali e informatici; riflessioni e discussioni sui diritti nella rete: open-source e copyright.

Da domenica 18 ottobre al 01 novembre Incontri per tutti i palati con il Circo della Scienza, condotti dai ricercatori/giocolieri di Psiquadro in collaborazione con ASCOM; laboratorio di scrittura con la Scienza a fianco; seminari sul paesaggio friulano che cambia dopo la perdita dell’interesse militare; percorsi itineranti di lettura nella Città e ispirati alle visioni di Italo Calvino; un’innovativa esperienza di divulgazione scientifica in discoteca, con una giovane ricercatrice di Telethon in collaborazione con il Deposito Giordani.

Inoltre saranno proposti: workshop di musica concreta; gare trivenete di matematica in contemporanea con la città di Udine; e una favolosa festa finale, denominata Performing Future, con l’impiego di tecnologie multimediali.

Laboratori infrasettimanali dedicati alle scuole e Laboratori Week-end aperti a tutti: cittadini e famiglie curiose, offriranno l’occasione di “celebrare” i numerosissimi anniversari del 2009: workshops dedicati al futurismo, all’evoluzione, alla tecnologia e all’armonia matematica delle parole attraverso la forma dell’ Haiku e di altri ritmi matematici.

Il festival Scienzartambiente-per un mondo di pace, giunto alla XIII edizione, è promosso dal Comune di Pordenone, Assessorato alla Cultura, con il contibuto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e da quest’anno, in partnership con Immaginario Scientifico - Science Centre. Moltissime le collaborazioni di Istituti Culturali (tra i quali IRSE FVG) e realtà produttive, Istituti Scolastici e Associazioni del territorio regionale, importanti le collaborazioni di Gravità Zero, The Daily Bit e pnbox.tv, media-partners della manifestazione.

L’inaugurazione ufficiale, con la consueta performance musicale, si terrà sabato 17 ottobre ore
18.00 presso la chiesa di San Francesco.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 29

Qualche giorno fa ho parlato di come grazie a Berlusconi il suo “carissimo amico” Emilio Fede e la sua rete 4 non è mai stata toccata. Per questa domenica di video divertenti riporto quindi qualche Battuta di Roberto Benigni su di lui.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 29


Il 29 giugno alle ore 11,30, data dell’udienza penale contro gli imputati per lo scempio di Piazza Europa, davanti al Palazzo di Giustizia, una Performance Teatrale ne racconterà le tristi vicende, invitando tutti alla responsabilità per la rinascita della nostra città.
E’ gradito l’abito bianco….

Questo l’appello di 40xCatania per questo lunedì rivolto a tutti i cittadini che vogliono giustizia dopo la devastazione di una delle più belle piazze catanesi per fare un parcheggio poi trasformato in centro commerciale (attualmente il cantiere è sequestrato e la piazza in decadenza).

Io sarò li insieme a molti amici che frequentano la critical mass in sella ad una bici e vestito di bianco.

Qui alte informazioni sull’evento:

È un’iniziativa voluta da quei cittadini che vorrebbero vivere in una Catania migliore di quella descritta dalle inchieste giornalistiche e giudiziarie.
È desiderio di esprimere la bellezza creativa del pensiero critico contro la sciatteria apatica del pensiero narcotizzato.
È un invito al risveglio.
È un invito all’assunzione di responsabilità da parte di tutti: cittadini e istituzioni
È voglia di contrastare la lentezza, l’indolenza, la noncuranza.
È il rifiuto della cultura del: nenti sacciu, cchi spacchiu mi cunti, picchì non ti fai i fatti to.
È una richiesta alla magistratura di accelerare i tempi della giustizia per le questioni di interesse collettivo.
È una proposta di costituire un pool di magistrati che indaghi esclusivamente sul saccheggio della città, per evitare prescrizioni e verità sepolte.
È una richiesta di riscatto per i diritti offesi.
È una richiesta di fruire di piazza Europa, di condannare i responsabili di un miliardo di euro di disavanzo, di confiscare ciò che è stato costruito illegalmente.
E’ una richiesta al Comune di costituirsi parte civile nei processi che riguardano la città.
È, pertanto, un’esortazione alla magistratura a trasformare gli errori e gli orrori delle amministrazioni in opportunità per la città.

Ulteriori informazioni sulla vicenda di Piazza Europa li trovate in questo post.

Non mancate lunedì se ci tenete alla vostra città! Devono capire che Catania si è svegliata!

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 27

MI È VENUTO in mente che probabilmente la mia generazione, di quelli cioè nati a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, è rappresentata non dall’uso delle nuove tecnologie per noi quasi naturale o dal precariato imposto come sistema o dal disimpegno politico come vocazione. Invece, la mia è la generazione dei papponi: noi siamo i tizi che si muovono bene alle feste e agli aperitivi. quelli che noi procuriamo le donne (donne… beh) per le feste. I rappresentanti migliori, finiti in questi giorni sui quotidiani e i settimanali, sono tutti lì, tra la fine dei trenta e l’inizio dei quaranta. Che bel modo di essere ricordati. Dev’essere colpa del fatto che, intorno ai 15 anni, ci hanno propinato Drive In

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 27

LA NUOVA POLITICA di Barack Obama per la ricerca sulle staminali, l’inverso delle posizioni di chiusura di George W. Bush, sta pagando. Per la precisione, sta pagando le donne che adesso a New York si possono vendere le uova: se con la crisi hai solo un lavoro precario, puoi sempre arrotondare così.

Money Quote: In an economy like the one we’ve got on our hands, however, the idea of women harvesting their eggs for a quick buck seems to raise some difficult moral questions. Especially now, I find it plausible that some women could be so desperate for money that they feel they have few other options and could later regret the decision. It also raises the question: are fetuses next?

Ps: sì, lo so. Le ovaie producono ovociti, i gameti femminili. Però non sottilizziamo troppo…

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 27

VOCI NELLA NOTTE: il podcast ascoltabile anche via web di Laura Pasotti, Andrea Antonazzo e Francesco Matteuzzi della trasmissione Garage Ermetico. A questo giro, ospiti l’editore di Black Velvet, Omar Martini, che parla del suo primo volume dell’integrale cronologica di Garry B. Trudeau. Più, il vostro giovane autore nella sua veste di critico dei comics. Tanta roba, eh?

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 27

La notizia della morte dei Michael Jackson è sulle prime pagine di tutti i media Cinesi.

Ragione di tanto interesse e della profonda commozione di queste ore, è legata a filo doppio con la storia stessa della Cina.

Quando infatti la Cina, gli inizi degli anni ’80, scelse l’apertura al mondo dopo la lunga chiusura precedente, Michael Jackson fu di fatto la prima immagine, il primo “alieno” vero con la quale i cinesi entrarono in contatto.

Mettetevi nei panni dei cinesi di allora, ancora ancorati ad un passato secolare, fatto di suoni e colori stile nostro fine ‘800 e mostrate loro l’attacco di Thriller di Michael Jacskon, con le sue luci e i suoi suoni.

Ecco, forse avrete capito quale sia stato l’effetto per centinaia di milioni di cinesi d’allora: era atterrata un’astronave aliena e dal suo portellone era sceso lui, Michael Jackson.

Non sorprende quindi che questo Alieno, sia poi diventato un autentico mito, ancora oggi attualissimo che come venuto da un altro pianeta e non da alcun altro luogo terrestre, faceva cose mai viste prima.

Prima di tutto nel ballo: in una cultura dove viene insegnato il valore della staticità e dei formalismi, il modo di ballare, i passi di Michael Jackson, hanno contribuito ad insegnare a molti cinesi un uso del corpo e del ritmo fino ad allora sconosciuti.

Cosi come la musica, un uso nuovo del ritmo associato al ballo, che come un’illuminazione, ha folgorato i cinesi che ascoltavano per la prima volta cose del genere, senza la “preparazione” di cui avevamo beneficiato noi occidentali.

Stesso discorso vale per la sua teatralità.

Il modo di vestirsi ed atteggiarsi, sono rimasti talmente impressi nell’inconscio cinese che ancora oggi, sul secondo canale nazionale della CCTV cinese, uno dei principali presentatori di grande successo, veste con uno stile che potremmo dire alla Michael Jackson.

Ma anche l’aspetto per noi più stravagante di Michael Jackson, come i cambi di pelle e di connotati facciali, qua in Cina ha trovato molti proseliti che vedevano in questo alieno, dalla provenienza indefinita, colui che ha stravolto gli stereotipi fino ad allora vigenti, dimostrando come l’essere e l’apparire potessero diventare un tutt’uno, facendo cadere la maschera che distingue un attore dal suo essere umano.

Per cui il fatto che nella sua vita e nel suo essere artista non esistesse di fatto alcuna barriera o distinzione, è stato un insegnamento che ancora oggi, per molti artisti cinesi sembra essere un inarrivabile modello da emulare per arrivare al successo.

Un vero stravolgimento del canone tradizionale dell’essere artista in Cina, dove vivere d’artista, in maniera stravagante, era guardato con grande diffidenza e sospetto.

Tutto ciò lo si ritrova ancora oggi in una mitica pubblicità di questi tempi, dove un ragazzo che si muove in bicicletta nei vecchi e tradizionali quartieri e suona con il suo un gruppo musicale nel chiuso della propria casa, scopre come, mettendo un giradischi sul cerchione della ruota anteriore della propria bicicletta e le casse sul portabagagli, possa, pedalando in totale libertà tra le stesse vecchie case, poter vivere la propria musica, urlando al mondo che tutto ciò è “Amazing”!!!. ( si badi bene è una pubblicità in Cinese!!)

Bene, anche tutto questo si richiama all’Alieno Michael Jackson che ha insegnato ai cinesi come sia possibile trasformare tutto a suon di ritmo, tanto che anche una tradizionale bicicletta può diventare uno strumento con il quale ballare, pedalando.

Ecco cosa è Michael Jackson in Cina, qualcosa di realmente fuori dal mondo e dal tempo, qualcosa che non sembra essere mai stato veramente reale, tanto era diverso, tanto che ora, più che vivere un lutto, sembra semplicemente partito per un lungo viaggio, tornando oggi sul suo pianeta, portandosi dietro tutta la gratitudine dei milioni di cinesi per i quali, dopo aver incontrato questo Mitico Alieno, il mondo non è stato più lo stesso.

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 27

Da tempo si ha una “terribile” crescente sensazione: l’occidente sta naufragando, inviluppandosi su se stesso.

Per uno dei crudeli scherzi della storia, sembra proprio che stiamo vivendo una di quelle fasi di cambiamento epocale che periodicamente spostano gli equilibri del mondo, la centralità dei popoli e determinano la fine di alcuni cicli, così come la nascita di nuovi.

Ma un conto è leggerli sui libri di scuola, un conto è viverli quotidianamente.

Leggendo di come imperi o civiltà, nelle intenzioni destinate all’eternità, in un botto finiscono per poi non lasciare alcun segno dietro di sé, la domanda in questi casi che sorge spontanea è: “come è stato possibile?”.

Bene ora ci si rende conto che l’impossibile diventa possibile, perché semplicemente il mondo avanza e la storia non aspetta nessuno, nemmeno i grandi “Imperi”.

Quindi sono del tutto inutili gli appelli, le giustificazione all’attuale crisi finanziaria da parte di chi ne è stato l’artefice e il creatore del perverso meccanismo che ha portato prima l’illusione di un benessere duraturo e diffuso ma che ora sta risucchiando tutti nel baratro di una crisi senza fondo.

Dopo “scoppole” di questo tenore, è quasi scontato che il “mondo” decida di andare da un’altra parte. Ed è quello che sta succedendo in queste giornate, ma l’occidente si ostina a non pensare sia minimamente possibile.

I giornali occidentali infatti sembrano non vedere i crescenti segnali della fine del ciclo Occidentale e l’inizio di quello che possiamo definire ciclo Orientale.

La “notizia bomba” esploderà a casa nostra al prossimo G8, guarda caso ed incredibilmente organizzato in una zona terremotata quale l’Aquila, quasi fosse una rappresentazione metaforica della situazione finanziaria mondiale.

Il prossimo G8 sarà epocale perché per la prima volta, ed in sede ufficiale, l’Oriente rappresentata da Cina e Russia, chiederà all’Occidente di usare una diversa moneta quale strumento d’equilibrio finanziario del mondo, dando al Dollaro e all’Euro un semplice ruolo di comprimari per il prossimo futuro.

Dopo le sortite ufficiose dei mesi scorsi, soprattutto da parte Cinese in vista del G20 di Londra, adesso la decisione in tal senso è stata presa nell’ultimo incontro dello SCO o più noto “Gruppo di Shanghai”, sigla e gruppo di lavoro che nessun italiano ed europeo conosce ma che rappresenta l’asse che intende ora guidare il cambiamento futuro del mondo.

Russia e Cina, assieme ai propri partner, nel loro ultimo vertice di Ekaterinburg, hanno infatti deciso che sia giunto il momento di creare una nuova moneta comune, stile Euro, con un suo successivo allargamento nel Sud-est asiatico ai paesi dell’Asean.

Calcoli alla mano, stiamo parlando di qualcosa come oltre 2 miliardi di persone, ben 4 volte la popolazione della cara vecchia Europa Unita.

Ma c’è di più. A questo aspetto economico se ne è aggiunto un altro di carattere strategico militare.

Essendo venuta meno una credibile sinergia tra EU e Russia, anche a causa della direzione data da Germania, Francia e le influenza degli USA, ora Mosca, ha deciso di stravolgere il tavolo da gioco, sottoscrivendo un “asse di ferro” con la Cina, a scapito di quello ormai ritenuto “sgradito” con l’Europa.

Sotto la spinta di questo disegno strategico e il motore di Cina e Russia, ora lo SCO intende giocare la carta di diventare anche apertamente un competitore della NATO in Euroasia,

Le conseguenze di tutto ciò saranno incredibili: nonostante la Eu continuerà infatti ad avere rapporti commerciali con la Russia, dopo il vertice di ieri, subirà una perdita della propria forza contrattuale nei confronti delle macroforniture di gas (Russia) e del macrofornitore di prodotti finiti (Cina).

Tradotto, Cina e Russia hanno creato un asse preferenziale, economico e strategico / militare tra loro che porterà l’occidente ad una posizione sempre più marginale. Un esempio? Tutto ciò favorirà l’esportazione di gas russo alla Cina piuttosto che in Europa, con possibili effetti devastanti per noi.

Ma anche i recenti annunci di Obama sul suo piano economico, hanno tutto un altro “sapore” se visti da una diversa prospettiva, finendo per apparire solo il gesto disperato, l’estremo tentativo di opporsi all’intercedere dei cambiamenti della storia: la fine dell’Impero e della centralità Occidentale.

Comunque sia, questa riscrittura della pagina della storia del mondo, incredibilmente ha trovato spazi marginali sui giornali occidentali, per non parlare di quelli italiani, tutti così presi con le fondamentali questioni private e di “catreda” locale, totalmente avulsi dai cambiamenti che presto o tardi finiranno per arrivare come uno tsunami, portando così a termine il lavoro iniziato dalla crisi finanziaria da noi stessi creata.

E un giorno qualcuno, leggendo i libri di storia, si porrà la domanda: “come è stato possibile?”

Cose dell’altro mondo!!!

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Giu 27

Titolo originale: Breach
Nazione: USA
Anno: 2007
Genere: thriller
Durata: 1hm50m
Regia: Billy Ray
Sceneggiatura: Adam Mazer, Billy Ray, William Rotko
Fotografia: Tak Fujimoto
Musiche: Mychael Danna
Cast: Chris Cooper, Ryan Phillippe, Laura Linney, Caroline Dhavernas, Gary Cole, Kathleen Quinlan, Dennis Haysbert, Bruce Davison, Jonathan Potts, Jonathan Watton, Tom Barnett, David Huband, Catherine Burdon

Trama
Eric O’Neil è un giovane agente dell’FBI ed un esperto in sistemi informatici. Viene scelto per un importante incarico nella divisione sicurezza interna della compagnia, ma il suo lavoro sembra, a prima vista, piuttosto noioso e poco stimolante: dovrà infatti fare da assistente e tenere d’occhio l’agente veterano, prossimo alla pensione, Rober Hanssen, sospettato di scambio su internet di materiale pornografico. In realtà O’Neil verrà a sapere soltanto in un secondo momento il vero obiettivo della sua missione: indagare e trovare le prove del tradimento di Hanssen che secondo l’FBI ha venduto per venti anni informazioni top secret all’Unione Sovietica.

Recensione
Non aspettatevi inseguimenti, sparatorie, esplosioni in stile “007”, perché “Breach - L’infiltrato” è una spy-story basata su una delicata partita a scacchi tra le personalità dei due personaggi principali, nella quale l’azione lascia il campo alla tensione psicologica ed emotiva.
Il film deve per forza mantenere un alto grado di realismo perché narra la vera storia di Robert Philip Hansen, una delle più grosse falle nella sicurezza della storia americana. Per 25 anni Hansen passò ai russi dietro compenso informazioni top secret: nominativi degli agenti del KGB assoldati dall’FBI, il piano di evacuazione del presidente degli USA ed il luogo del nascondiglio in caso di attacco nucleare e tutte le operazioni di controffensiva in queste eventualità.
Molto curata la parte relativa ai dialoghi, tra indiscrezioni e bugie vengono man mano alla luce le complesse dei personaggi. Peccato però che il personaggio di Hanssen venga analizzato a fondo soltanto negli aspetti relativi alla sua bigotteria di facciata, che in realtà nasconde un’ipocrisia immorale. Restano oscure sia le motivazioni per cui Hanssen avrebbe tradito gli Stati Uniti e di conseguenza causato la morte di molti uomini che quelle relative alla sue perversioni sessuali. Chris Cooper si destreggia bene, Robert Hanssen è un personaggio piuttosto complesso, con una doppia vita ben nascosta, dall’alto profilo morale ma in realtà un bieco traditore, capace di ingannare anche i suoi cari. Discreta la prova di Ryan Phillippe, un giovane attore ormai sempre più lontano dalla semplicistica figura di “belloccio”. Buona la colonna sonora curata da Mychael Danna pienamente in linea con l’atmosfera della storia.
“Breach - L’infiltrato” è un film diretto con equilibrio e linearità. Una spy story intrisa di realismo che si rifà ai classici del passato, quando per l’impossibilità di far uso di straordinari effetti speciali, il successo della storia si basava sulla qualità dei dialoghi, sulla psicologia dei personaggi e sulle intense interpretazioni. Pur non raggiungendo appieno queste qualità, “Breach - L’infiltrato” riesce in parte nell’intento. Può risultare un po’ lento, ma mantiene un fascino particolare che molti potranno apprezzare, pur rimanendo convinti che si poteva fare di meglio. Chi è alla ricerca di una spy story ricca di azione, eviti però questo film e cerchi altrove.

Voto: 67%

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Giu 27

Facebook diventa un film.In Italia è uscito “Feisbum”, un film ad episodi che ruotavano attorno a Facebook, ma anche Hollywood realizzerà un film sul più famoso social network del mondo. Questa volta, però, non si tratta di una commedia, bensì della storia della sua nascita ed affermazione su scala mondiale.
Il titolo scelto per il film è, in questa fase di pre-produzione, “The social network” e molto probabilmente sarà prodotto da David Fincher, regista di splendide pellicole, in prevalenza thriller, come “Fight club”, “Seven”, “Il curioso caso di Benjamin Button”, “Zodiac” e “The game”. Non si tratterà di una commedia, bensì il racconto della storia di Facebook e del suo ideatore Mark Zuckerberg, la cui sceneggiatura è già pronta da molto tempo, scritta da Aaron Sorkin, autore di serie TV americane di successo e alcuni buoni film come “Malice - Il sospetto” e “Codice d’onore”. Sorkin ha riadattato il romanzo “The Accidental billionaires: the founding of Facebook, a tale of Sex, money, genius and betrayal” (tradotto: “Miliardari occasionali: la creazione di Facebook, una storia di sesso, soldi, genio e tradimento”) di Ben Mezrich. Il film sarà prodotto, tra gli altri, dall’attore Kevin Spacey e, secondo la Columbia Pictures, le riprese dovrebbero iniziare entro la fine del 2009. Il personaggio principale, Mark Zuckerberg, molto probabilmente sarà interpretato da Shia LeBoeuf, una scelta che a prima vista sembra ottima, considerando la somiglianza tra giovane attore americano e Zuckerberg. Con più di 200 milioni di utenti in tutto il mondo, Facebook è diventato uno strumento quasi indispensabile per molte persone, affermandosi come un vero fenomeno sociale, tanto che quest’anno è stato l’argomento più trattato per la prova scritta di italiano dai candidati agli esami di maturità.

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Giu 27

Villa d'Este è il miglior albergo del mondoSecondo la rivista americana Forbes, Villa d’Este è l’albergo più bello del mondo. In questa edizione del 2009 che ha visto in gara dall’inizio 800 tra i migliori alberghi del mondo, per la prima volta l’ambito riconoscimento va ad un resort italiano. Villa d’Este, che si trova infatti a Cernobbio, in riva al lago di Como, ha vinto la concorrenza di hotel meravigliosi come il Peninsula di Bangkok, il Landmark Mandarin Oriental di Hong Kong, il Four Seasons George V di Parigi o dell’unico albergo a sette stelle del mondo, il Burj al Arab di Dubai. Le valutazioni degli alberghi sono state effettuate esprimendo voti sul servizio offerto, sulla bellezza delle stanze, l’arredamento, la cucina, la posizione, le condizioni climatiche. La villa rinascimentale, costruita nel 1568 come residenza estiva per il Cardinale Tolomeo Gallio, rimase di proprietà della famiglia per circa due secoli. Per molti anni a seguire Villa d’Este fu residenza dell’aristocrazia europea. Nel 1815 divenne proprietà di Carolina di Brunswick, principessa di Galles e moglie del re Giorgio IV d’Inghilterra. E’ nel 1873 che Villa d’Este divenne un albergo di lusso, quando una società formata da un gruppo di uomini d’affari milanesi la trasformò in modo che potesse offrire eleganza e comfort ad una clientela prestigiosa ed esigente. Durante gli ultimi anni Villa d’Este ha subito una completa modifica per poter offrire attrezzature all’avanguardia. Tali innovazioni non hanno avuto alcun impatto sulla struttura interna che conserva inalterato il suo fascino storico: il lusso, la tradizione e lo splendore delle epoche passate sono sempre gli stessi, uniti ai migliori comfort attuali.
L’arredamento delle sale mantiene l’atmosfera del passato con i mobili e gli accessori di gusto raffinato. Le 152 stanze hanno una propria identità, diverse ognuna per spaziosità e stile, ma tutte arredate in modo da ottenere la tipica accoglienza di una dimora privata. I molteplici servizi offerti vengono assicurati da un personale altamente qualificato. Il cibo è preparato da chef di rilievo internazionale e viene offerto nei ristoranti della struttura: Veranda, il ristorante formale, affacciato sul lago, con le vetrate controllate elettricamente; la Terrazza, il ristorante all’aperto, dove, quando il tempo è indulgente, vengono serviti i pasti; il Grill, ristorante più informale, nel quale viene servita la cena; il ristorante giapponese Kisho.
I servizi offerti sono tantissimi: la spiaggia di sabbia riservata agli ospiti; una piscina coperta con palestra, sauna, bagno turco, campo squash e simulatore di golf; una piscina galleggiante sul lago; la piscina per i bambini; gli sport acquatici quali vela, canoa e sci d’acqua; otto campi da tennis; un percorso vita che si snoda nel parco secolare; il centro benessere, dotato di sei cabine con i migliori strumenti idroterapeutici, offre una selezione di massaggi da riflessologia a shiatsu, trattamenti per viso e corpo; diverse sale riunioni con le attrezzature moderne; negozi con una vasta scelta di prodotti dall’abbigliamento al regalo
L’ubicazione dell’albergo è ideale sia per il lavoro che per le vacanze. Cernobbio è lontana dal traffico cittadino ma a breve distanza da Milano, una delle città d’affari più importanti d’Italia e del mondo. Il lago di Como è, invece, un ambiente perfetto dove trascorrere un po’ di tempo in pieno relax. Uno dei migliori momenti è sedere all’ora dell’aperitivo sulla terrazza affacciata sul lago del mondo in attesa del tramonto. La notte invece può essere un momento di divertimento nel “Night Club”, aperto il venerdì e il sabato, con disco music e musica dal vivo; il “Bar Canova”, invece, offre ai suoi ospiti un piacevole piano bar.
Gli ospiti dell’albergo sono personalità dell’alta aristocrazia e del jet set internazionale: regnanti, politici, attori, cantanti. Non certo persone comuni, o meglio persone con un lavoro normale, come si può osservare dalle tariffe non facilmente accessibili. Diventa però normale se si vuole trascorrere un periodo nel migliore del mondo.

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Giu 27

Scapigliatura. Un pandemonio per cambiare l’arteDal 26 giugno al 22 novembre 2009, presso il Palazzo Reale di Milano si tiene la mostra “Scapigliatura. Un pandemonio per cambiare l’arte”. In esposizione 250 opere di 38 artisti appartenenti alla Scapigliatura, un movimento artistico e letterario che nacque a Milano nell’800 subito dopo la proclamazione del Regno d’Italia (1861). Il termine “Scapigliatura” apparve per la prima volta nel titolo di un romanzo di Cletto Arrighi, “La Scapigliatura e il 6 febbraio” del 1862, che racconta la fallita rivolta mazziniana di Milano del 1853. In realtà il termine era già di uso corrente anni prima, facendo riferimento allo spirito bohème degli artisti parigini descritto nel romanzo di Henri Murger “Scènes de la vie de bohème”.
La Scapigliatura si sviluppo in seguito in Lombardia e Piemonte, per poi diffondersi in tutta la penisola. Gli scapigliati erano contraddistinti da un forte spirito di insofferenza nei confronti della cultura tradizionale e il perbenismo conservatore. Erano in forte contrapposizione con il Romanticismo, da loro ritenuto melenso e privo di contenuti reali. La loro ribellione non si limitava però all’arte, ma si trasformò in una vero protesa sociale e politica e la loro arte serviva come strumento per diffondere le loro idee di liberta e giustizia che l’Italia, in quel periodo, sembrava aver abbandonato. Questo impulso di rinascita spirituale, artistica e sociale determinò uno stravolgimento ideologico, artistico e di costume. Gli scapigliati cercarono di trovare il legame tra la realtà fisica e quella spirituale. Uno dei temi più frequenti fu infatti quello della malattia, per molti di loro triste compagna di vita. Nella Scapigliatura, che ebbe mai un vero e proprio manifesto né rappresentò un scuola organizzata, confluirono diverse correnti di pensiero, spesso straniere, configurandosi così come un crocevia della cultura europea.
La mostra “Scapigliatura. Un pandemonio per cambiare l’arte” di Palazzo Reale dunque ospita le opere di questi importanti artisti, tra i quali Giovanni Carnovali detto Il Piccio, Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Medardo Rosso e Pietro Troubetzkoy, provenienti da collezioni private ed importanti istituzioni italiane e straniere.
Parallelamente alla mostra, presso la Biblioteca di via Senato sarà approfondita la parte letteraria e giornalistica della Scapigliatura, nella mostra dal titolo “La Scapigliatura e Angelo Sommaruga - Dalla bohème milanese alla Roma bizantina”. Per la prima volta verrà in esposizione il Fondo di Angelo Sommaruga di proprietà della biblioteca: lettere, cartoline, volumi, riviste fra cui “Cronaca Bizantina” e “Forche Caudine”. Durante il periodo delle mostre sulla Scapigliatura, Milano diverrà un palcoscenico per concerti, declamazione di poesie, letture di testi, pièce teatrali e proiezioni cinematografiche. Saranno anche possibili alcuni itinerari nei luoghi classici della Scapigliatura: osterie, caffè ed atelier.

Info
Sede: Palazzo Reale - Piazza del Duomo, 12 - Milano
Periodo: 26 giugno - 22 novembre 2009
Orari: 9.00-19.30 (tutti i giorni), 14.30-19.30 (lunedì), 9.30-22.30 (giovedì)
Ingresso: €9,00 intero - €7,50 ridotto
Tel: 02804062 (infos e prenotazioni)
Note: gli orari sono soggetti a varazione, meglio verificare telefonando. La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura della mostra.

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Giu 27

Ancora notizie sull’asteroide assassino (lo stesso che secondo Yahoo notizie avrebbe ucciso milioni di anni fa i dinosauri) :-)

Ci casca anche Rai News 24. Ma del resto la notizia arriva da AdnKronos, agenzia rispettabilissima (tranne che per il rigore scientifico).

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L’asteroide in questione (2009 KL2) pare sia stato individuato da un gruppo di appassionati di astronomia e poi ufficializzato il 30 maggio dagli scienziati dell’osservatorio astronomico di Vicques in Svizzera.

Pare sia stato il 4° scoperto nella terra famosa per il formaggio.

Come testimonia la foto seguente, che non ci è dato sapere a quale gruppo di astrofili svizzero appartenga.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 27

Oggi ci è balzato agli occhi un articolo che parte dal principio evidentemente caro ai giornalisti italiani: la convinzione che un po’ di sano terrore sensazionalista faccia aumentare il numero di lettori. Poco importa se si diffonde disinformazione.

Questa volta a farne le spese è Yahoo notizie grazie alla complicità di AdnKronos.

Il titolo è gia tutto un programma: si fa intendere che l’asteroide che sfiorerà (sic) la Terra a settembre sia lo stesso che ha estinto i dinosauri… (sic e doppio sic)

Leggendo accuratamente l’articolo si appura anche che il corpo celeste si avvicinerà a circa 67 milioni di chilometri di distanza dalla Terra. Chi di noi spiega a quelli di Yahoo e AdnKronos che Marte si avvicina alla Terra molto di più?

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 27

C’è sempre tempo, fino al 30 giugno, per partecipare al concorso “Indovina l’animale misterioso”, organizzato dalla Accademia delle Scienze di Torino e rivolto a tutti i lettori….

Scopri ancje tu qual è l’animale raffigurato sulla volta di una delle sale storiche dell’Accademia delle Scienze.

A chi invierà la risposta esatta verrà data in omaggio una pubblicazione edita dall’Accademia.

Potete inviare la vostra risposta agli indirizzi biblioteca@accademia.csi.it o archivio@accademia.csi.it

Il concorso scade il 30 giugno 2009

Sito Web: www.accademiadellescienze.it

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 27

In questi giorni in tutta Italia RAI 1 sta cambiando frequenza per lasciar finalmente spazio ad Europa 7. Quindi per tornare a vederlo basterà fare una normale ricerca dei canali. Finalmente dopo quasi 10 anni dalla gara per le concessioni che avrebbe dovuto spedire Rete 4 ed il lecchino di Berlusconi Emilio Fede sul satellite potremo vedere questo nuovo canale televisivo anche se non ci siamo sbarazzati di Fede.

Di Stefano, il proprietario di Europa 7 ha comunque denunciato il fatto che la frequenza nazionale che gli è stata assegnata non è assolutamente comparabile (come potenza e copertura) a quella di cui godono le reti Rai, Mediaset e La7.

In ogni caso trovo veramente assurdo che milioni di italiani in questi giorni all’improvviso non vedranno più la prima rete del servizio pubblico perchè Berlusconi ha reso intoccabile Fede, questi sono gli effetti di quello che si chiama….conflitto di interessi.

In alto lo speciale di Report su Europa 7.

P.S. Ieri ero a casa con amici, dovevamo vederci una partita ma RAI uno non si vedeva e siccome nessuno sapeva questa cosa abbiamo spento la TV ma chissà quanti al nostro posto avrebbero semplicemente cambiato canale, insomma la soluzione di “spegnere” RAI 1 era anche quella migliore per Berlusconi visto che il grande flusso di quel canale si poteva potenzialmente spostare nei suoi regalandogli tanti incassi pubblicitari in più.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 27

Ieri sera sono stato nella bellissima Taormina nel teatro greco-romano per assistere al concerto di Loreena McKennitt unica sua tappa in Italia.

Sono diversi anni che ascolto questa cantante e la trovo veramente incantevole, mi fa spesso venire la pelle d’oca per l’atmosfera magica che mette nelle sue canzoni, se non la conoscete vi consiglio di guardare qualche suo video su YouTube, ieri è stata veramente fantastica, è incredibile come riesca a cantare bene dal vivo, poi con una cornice come il teatro greco romano, un bellissimo cielo stellato, ed uno splendido panorama vi lascio immaginare la magia di quel concerto.

In alto trovate un video che ho registrato io durante il concerto dove cantava Santiago, la canzone che ho inserito nel mio primo video musicale che ho montato in vita mia (lo trovate in questo mio vecchio post).

Qui sempre ieri durante l’esecuzione di Marco Polo:

Che ne pensate? vi piace? la conoscevate già?

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 25

SONO A LONDRA per un paio di giorni e ieri sera, all’arrivo ad Heathrow, l’ho visto per la prima volta. L’Airbus A380 è davvero molto, molto grande. Ed ha anche una sua certa bellezza, devo ammetterlo…

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 25

Wrong turnTitolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2003
Genere: horror
Durata: 1h24m
Regia: Rob Schmidt
Sceneggiatura: Alan McElroy
Fotografia: John S. Bartley
Musiche: Elia Cmiral
Cast: Desmond Harrington, Eliza Dushku, Jeremy Sisto, Emmanuelle Chriqui, Kevin Zegers, Lindy Booth, Garry Robbins, Julian Richings, Ted Clark, Yvonne Gaudry, Wayne Robson, Joel Harris, David Huband

Trama
Chris sta percorrendo il West Virginia per un importante appuntamento di lavoro, ma a causa di un incidente stradale si ritrova bloccato nel traffico. Così abbandona la statale per cercare una strada alternativa che gli consenta di superare l’incidente e continuare il suo viaggio. In un momento di distrazione Chris, però, tampona la jeep di un gruppo di ragazzi ferma in mezzo alla strada con una gomma forata. In cerca di un telefono i ragazzi iniziano a camminare per i boschi rendendosi conto che qualcuno li sta scrutando tra gli alberi.

Recensione
Un gruppo di ragazzi, una strada di campagna e strani personaggi che cercano di ucciderli in tutti i modi. La trama di “Wrong turn” assomiglia, come molti slasher, a quella di “Non aprite quella porta”. Una storia semplice e poco originale, eppure “Wrong turn” ha un buon ritmo ed il giusto grado di suspense capace di tenere incollato alla poltrona lo spettatore per tutta la sua durata. Anche nella sua parte iniziale, “Wrong turn” con la bella sequenza dei ritagli dei giornali, le foto delle ragazze scomparse e dei mostri, sembra omaggiare un altro film horror, “La casa dei 1000 corpi”.
Il regista Rob Schmidt conduce la classica caccia alla preda senza eccessive forzature ed inutili virtuosismi stilistici, mantenendo i fatti il più verosimili possibile (nel limite del lecito, trattandosi di un horror). Da un lato i “cattivi”, spinti da un’ancestrale voglia di uccidere, dall’altro il gruppo di giovani che, non appena si rendono conto di essere piombati in un incubo, fanno l’unica cosa da fare: scappare. Buone alcune sequenze di uccisioni in grado di trasmettere, attraverso un’adeguata preparazione e un buon grado di atrocità, la giusta tensione. Il cast si mantiene in linea con il film di questo genere: i personaggi sono stereotipati, belli e mai troppo intelligenti, ma per fortuna raramente scadono nel ridicolo. Spicca senz’altro Eliza Dushku, non solo bella, la tenacia e la voglia di sopravvivere del suo personaggio sono resi in maniera apprezzabile.
Malgrado la trama sia prevedibile, “Wrong turn” è un film pieno di inquietudine e paura, con scene pregevoli scene di efferata violenza, un vera manna per gli amanti dello splatter. Un film che genera un discreto coinvolgimento e che dunque è consigliato.

Voto: 66%

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Giu 25

GuinnessIl 2009 è un anno speciale per la birra più famosa d’Irlanda. La Guinness celebra infatti il 250esimo anniversario dal suo insediamento nel birrificio di St. James’s Gate. Era il 1759 quando Arthur Guinness, patriarca della famiglia, firmava il contratto di locazione.
La Guinness Storehouse, stabilimento nel cuore di Dublino ed una delle maggiori attrazioni turistiche in Irlanda, presenta ai suoi visitatori la mostra 250 Exhibition, allestita su un piano (dei sette dell’edificio) interamente riservato all’avvenimento. Tre mesi di festeggiamenti, giugno, luglio e agosto, con circa 90 eventi di musica, letteratura, tour guidati ed esibizioni.
Ogni weekend, la gli ospiti saranno immersi in un ambiente vivace tra musica e danza. Ogni sabato si balla al ritmo della Céilí Mór, tradizionale danza di gruppo irlandese, una festa di musica live con ballerini professionisti. Ogni domenica, il Source Bar presenta una session di musica tradizionale, “seisún”, e altre tradizionali canzoni irlandesi. Gli amanti dell’arte culinaria rimarranno entusiasti nell’assistere alla preparazione di squisitezze gastronomiche a base di Guinnes. Il capocuoco Justin O’Connor infatti offrirà dimostrazioni di cucina dal vivo in “Cooking with Guinness”. Nel “Guinness Variants Tasting Sessions” sarà possibile scoprire il sapore dei differenti tipi di Guinness e imparate l’arte di spillare una pinta perfetta. Anche la storia avrà il suo spazio con “Top 10 golden moments of Guinness History”, ovvero i 10 momenti d’oro della storia della Guinness. Il 19 giugno, il 17 luglio e il 28 agosto alcuni fortunati visitatori avranno la possibilità di conoscere Rory Guinness, discendente diretto di Arthur. Rory racconterà aneddoti sulla storia della sua famiglia, dando risposta ad ogni curiosità.
Questo il programma completo della festa della Guinness:

Ogni lunedì (11:00), Brewery Bar Restaurant, V piano: “Cucinare con la Guinness”.
Ogni martedì (11:00), archivi della Guinness, piano GM: “La classifica dei primi dieci momenti d’oro della storia della Guinness”.
Ogni mercoledì (11:00), Brindiamo all’Arthur Bar, IV piano: “Sessione di degustazione delle varianti della Guinness”.
Ogni giovedì (11:00), II piano: “Mostra sulla pubblicità della Guinness”.
Ogni venerdì (11:00), atrio, piano terra: “Tour Guinness 250”.
Ogni sabato (13:00), Arrol Suite, II piano: “Céilí Mór”.
Ogni domenica (13:00), Source Bar, V piano: “Session di musica tradizionale irlandese”
19 giugno, 17 luglio e 28 agosto (13:00), Brindiamo all’Arthur Bar, IV piano: “Godetevi una Guinness con un Guinness”

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Giu 25

L’articolo seguente, traduzione di Herschel enseña sus músculos, del nostro partner spagnolo “Gravedad-Cero.org“, ci viene inviato da Carlo Ferri, dottorando in Fisica presso l’Institut de Ciències de l’Espai (CSIC-IEEC) di Barcellona.

Dopo appena poco più di un mese dal suo lancio, il satellite all’infrarosso Herschel ci ha inviato le sue prime immagini del Cosmo, dimostrando il suo perfetto stato di salute dopo il lungo viaggio che lo ha portato a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

NASA/ESA

Insieme a Spitzer, il suo omologo nordamericano lanciato nel 2003 dalla NASA, Herschel è il rappresentante europeo per lo studio dell’Universo freddo o, in altre parole, di quegli scenari cosmici in cui processi fisici non sufficientemente caldi da emettere radiazione di luce visibile ai nostri occhi la fanno da padrone. Questi sono i protagonisti soprattutto delle nubi di formazione stellare e planetaria, sebbene l’obiettivo dei telescopi infrarossi è anche quello di sondare il centro della nostra galassia, offuscato da polvere interstellare, e rivelare la presenza di ghiacci e idrocarburi.

La sua prima presa è stata la famosa “Galassia Vortice” (o Whirlpool Galaxy) osservata per la prima volta nel 1773 da Charles Messier che la ribattezzò M51 (abbreviazione di Messier 51). Questa si trova relativamente vicina a noi, a circa 35 milioni di anni luce di distanza, nella costellazione Canes Venatici (Cani da Caccia). M51 fu la prima scoperta di una galassia con una struttura a spirale, praticamente uguale a alla nostra Via Lattea vista dall’alto.

L’immagine fu raccolta dallo strumento Photoconductor Array Camera and Spectrometer (PACS) nei giorni 14 e 15 di giugno, ovvero immediatamente dopo che il satellite aprisse per la prima volta i suoi “occhi”. E il risultato è stato semplicemente impressionante. Il confronto tra la miglior immagine di M51 ottenuta dal telescopio spaziale Spitzer (immagine a sinistra) con l’osservazione realizzata da Herschel (immagine a destra) evidenzia l’eccellente risoluzione del satellite europeo, capace di rivelare strutture impossibili da discernere nell’immagine presa dal satellite della NASA.

ESA

Allo stesso modo, quanto più piccola è la lunghezza d’onda del filtro utilizzato per fare queste “foto” – passando dalle 160 a 100 e, infine, a 70 micra – migliore è la risoluzione. Questo dimostra, quindi, l’eccellente qualità dell’ottica del telescopio e del rivelatore PACS, oltre alla superiorità di Herschel a fianco del suo “collega” nordamericano. Nonostante sia stato lanciato solo un mese fa – e si trovi ancora nella fase preliminare che precede le osservazioni scientifiche – quest’anteprima ci da la idea delle sue capacità, evidenziando come finora l’osservatorio europeo stia dimostrando le sue alte aspettative.

Tuttavia, considerando il momento di crisi economica globale, se spese ingenti di denaro come l’acquisto del giocatore di calcio Cristiano Ronaldo sono in grado di alzare un gran polverone di polemiche, nel caso del satellite Herschel (circa 1000 milioni di euro investiti nell’intera missione) la situazione è distinta. O no?

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 25

Nel passaparola di ieri Marco Travaglio ci spiega bene le conseguenze di questi recenti scandali che sono emersi riguardo il presidente del consiglio.

Vi consiglio di guardarlo perchè veramente vi illumina sulla gravità di quanto accaduto.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 23

DA TEMPO SONO convinto che il verde sia perfettamente inutile. Non il colore, ma tutta questa battaglia ambientalista, che è sacrosanta e, al tempo stesso, perfettamente inutile. In parte è un buon business per chi ci si è tuffato dentro, in parte è uno psicodramma collettivo, un lavaggio di coscienze, anzi un allenamento contro i mulini a vento del nostro inconscio. Lo dico perché sono convinto che quel che stiamo facendo per l’ambiente nella migliore e più ingenua delle ipotesi sia solo un palliativo. Per incidere e far sì che l’ambiente recuperi davvero dovremmo cambiare tutti (cinesi compresi) radicalmente stile di vita. E per radicalmente intendo che dovremmo andare tutti a vivere nelle fattorie, smaltendo le automobili, spegnendo l’aria condizionata, chiudendo le fabbriche, e smettendo di avere figli per almeno quarant’anni.

La cosa ovviamente non succederà. Anche perché ci si deve confrontare con sondaggi come questo:

Money Quote: A new national survey released today, one of four annual surveys conducted by The Shelton Group, finds most Americans are trying to buy more green products, but not at the expense of convenience or comfort. And most Americans wouldn’t give up their iPod, microwave oven, air conditioning, cell phone or computer, even if they thought it harmed the environment.

The survey, which polled 1,006 consumers across the country, found 60 percent of Americans are looking for greener products. However, given a choice between their comfort, convenience or the environment, 38 percent of respondents said they’d choose their convenience, 35 percent said they’d choose comfort and 26 percent said they’d choose the environment, the survey found.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 23

ESCE IL NUOVO modello di Toyota Prius, che la sezione business del Washington Post un po’ entusiasticamente definisce “un’icona ecologica”. Eccessivo ma soprattutto, impreciso. Tanto che arriva una risentita e documentata lettera al direttore (le peggiori) che puntualizza: altro che verde, la Prius è un’auto che inquina parecchio. Tutta colpa delle batterie al nickel metal-idrato: una Prius costa 2,87 dollari a miglio per tutta la durata della sua vita, un H3 Hummer 2,07. E a fine vita bisogna pure smaltire le batterie…

Money Quote: The June 9 Business article “Toyota Wants New Prius to Be America’s Next Top Model” called the Prius an “eco-icon” and said that it has allowed Americans to “advertise their eco-correctness.” A Toyota spokesman was quoted as saying that many Prius buyers want to “make an environmental statement.”

The Prius’s reputation as a “green” car is completely undeserved. The culprit is its nickel metal hydride battery.

The nickel is mined in Sudbury, Ontario, and smelted nearby, doing damage to the local environment. The smelted nickel is shipped to Wales, where it is refined. Then it is sent to China to be made into nickel foam. Then it goes to Japan, where it is made into a battery. Then it goes into cars, some of which are shipped to the United States and some of which go to Europe. All of that seaborne transport consumes a lot of fossil fuel.

CNW Marketing rates cars on the combined energy needed “to plan, build, sell, drive and dispose of a vehicle from initial concept to scrappage.” A Prius costs .87 per lifetime mile. By comparison, an H3 Hummer costs .07 per lifetime mile. Then there will be the problem of disposing of the used batteries.

This is not a “green” car; it is a “brown” one.

JAMES CLIVIE GOODWIN

Fairfax

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 23

IL MIO MACBOOK ha 13 pollici e non è “pro”, ma mi piace un casino lo stesso. Come illustrato in questo filmatino…

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 23

COME OGNI DOMENICA, Garry B. Trudeau con Doonesbury

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 23

I giornali e le televisioni cinesi, in questi giorni, hanno dato parecchio spazio a quanto sta accadendo in Iran, senza alcun trasporto, non evitando di segnalare gli elementi oggettivi a dimostrazione di possibili brogli che sembrano aver inficiato i risultati delle ultime consultazioni elettorali.

Ma non solo, quanto sta accadendo per le strade di Teheran, è sotto l’attenta osservazione della lente delle autorità cinesi, per tutta una serie di motivi strategici.

A prescindere dal “regolamento dei conti interni” in corso, di cui i cinesi alla fine, sembrano fondamentalmente poco interessati, forte è la preoccupazione che l’Iran possa essere la miccia di una esplosiva situazione per tutta l’area.

Non va infatti dimenticato come anche il Pakistan, di questi tempi stia attraversando una profonda crisi interna, con un governo ancora condizionato dalla morte della vera leader del paese, Benazir Bhutto, fantasma che continua ad aleggiare sul marito, salito al governo dopo la sua morte, ma che non sembra avere i numeri e il carisma per gestire una situazione così complessa.

Per poi non parlare della Corea del Nord, dove le notizie si ricorrono di continuo, segnalando una instabilità profonda e di difficile lettura, una situazione che potrebbe anche trasformarsi in guerra aperta, stando alle minacce degli stessi Nord Coreani, nel caso di interferenze o blocchi navali.

Stesso discorso vale per l’Afghanistan, dove la situazione militare sul terreno non evidenzia un reale controllo da parte del governo Afgano che al contrario, sembra ancora in balia delle volontà talebane e necessiti della presenza della coalizione internazionale per non venire sopraffatta.

Bene, tutti questi focolaio di fatto sono ai confini della Cina, che quindi, più di tutti, è preoccupata che un’escalation, anche in solo uno di questi paesi, possa destabilizzare l’intera area e finire per obbligare qualche tipo di intervento diretto dagli imprevedibili risultati.

E’ quindi per questo che i cinesi, nei giorni scorsi, hanno lanciato agli Americani un messaggio chiaro: non “destabilizzare” l’Iran.

Ciò non significa che intendono salvare l’attuale amministrazione Ahmadinejad, ma vogliono evitare che continuando a soffiare sul “fuoco” della rivoluzione di piazza, questa possa non fermarsi solo a Teheran.

I cinesi sono infatti consci che le elezioni sono state falsificate, tanto che da avere ragionevoli informazioni per pensare che Ahmadinejad non sia arrivato nemmeno secondo ma addirittura terzo nella recente tornata elettorale.

A preoccupare i cinesi, è l’essenza stessa della struttura del “Potere” in Iran e la sua forte componente religiosa, base del supporto all’attuale amministrazione.

Questo fatto, porta gli analisti cinesi a non pensare che la situazione si normalizzerebbe anche dopo il ripetersi di una “normale” tornata elettorale, perché non è escludibile che Khameini finanche sconfitto democraticamente, possa poi accettare la situazione, dando così inizio ad una guerra civile che trasformerebbe l’Iran in qualcosa di simile all’attuale situazione Afgana.

Tra l’altro, dopo queste elezioni, i cinesi non ritengono più lo stesso Ahmadinejad un problema come prima, vista la debolezza con cui dovrà fare i conti in futuro, elemento che potrebbe, più di qualsiasi ulteriore pressione esterna, aiutare a ridurre le velleità nucleari Iraniane e le sue posizioni radicali sostenute in passato, aiutando così a trovare una soluzione da tempo auspicata.

Questo sembra quindi essere il punto fondamentale che distingue la posizione Cinese da quella Usa, che al contrario dei cinesi, vorrebbero estromettere Ahmadinejad, senza però avere garanzia che il subentrante, possa rappresentare una vera svolta stabilizzatrice per il paese.

Ma visto l’evolversi delle precedenti crisi in Iraq ed Afghanistan come non dargli torto?

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 23

Titolo originale: id.
Nazione: Italia
Anno: 2006
Genere: drammatico, noir
Durata: 1h45m
Regia: Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura: Massimo De Rita, Giuseppe Tornatore
Fotografia: Fabio Zamarion
Musiche: Ennio Morricone
Cast: Ksenia Rappoport, Claudia Gerini, Michele Placido, Margherita Buy, Alessandro Haber, Clara Dossena, Piera Degli Esposti, Angela Molina, Pierfrancesco Favino, Nicola Di Pinto, Paolo Elmo

Trama
Irina è una donna ucraina arrivata da qualche anno in Italia. Nel nostro Paese ha dovuto sopportare orrende sofferenze ed umiliazioni. I suoi sono ricordi frammentari ma molto forti. Nel frattempo cerca di rifarsi una vita e, spinta da un’accesa determinazione, riesce a farsi assumere come donna delle pulizie nel palazzo di fronte al suo. Irena lava le scale con impegno e sacrificio, ogni giorno. In realtà ha un altro obiettivo: sta tenendo d’occhio una delle famiglie che vivono nel palazzo, gli Adacher. Irina stringe amicizia con Gina, la donna che si occupa di Thea, la figlia degli Adacher. Quando Gina rimane gravemente ferita in seguito ad una caduta dalle scale, Irina viene assunta dalla famiglia per sostituirla. Un giorno, però, ricompare nella sua vita “Muffa”, un losco individuo che porta con sé le sofferenze e gli orrori che Irina ha dovuto subire in passato.

Recensione
“La sconosciuta” è Irena, una donna dell’Est che vive in una indefinita città del nord Italia. Della sua vita non ci è dato di sapere nulla al principio, se non attraverso qualche breve flashback che proviene dai suoi dolorosi ricordi. L’utilizzo continuo dei flashback accresce l’alone di mistero nel quale si trova avvolta questa toccante vicenda. “La sconosciuta” è un film drammatico, a forti tinte noir, descritto in maniera cruda ed angosciante, ma che è capace di offrire profonde emozioni. Argomenti duri, raccontati senza alcuna omissione: il dolore di una vita passata attraverso umiliazioni e sofferenze merita la possibilità di rinascita e di riprendersi la propria vita. La prova di Ksenia Rappoport è sconcertante, capace di illustrare con minuzia le molteplici sfaccettature di Irina, ambigua e tormentata. Incredibile la metamorfosi fisica di Michele Placido nei panni del disgustoso “Muffa”. L’attore e regista riesce a rendere talmente vivida la crudeltà e l’efferatezza di quell’uomo da riuscire con estrema facilità a ritenerlo peggiore di una bestia. Positiva anche Claudia Gerini che offre una maturità espressiva davvero notevole. Su ottimi livelli anche il resto del cast scelto da Tornatore per “La sconosciuta”: Margherita Buy, Alessandro Haber, Piera Degli Esposti, Pierfrancesco Favino e la piccola Clara Dossena, che a soli cinque anni mostra doti recitative interessanti.
Giuseppe Tornatore, decisamente più a suo agio a descrivere ambientazioni che, seppur drammatiche, navigano thriller/noir (mediocre infatti fu la sua “Malena” con Monica Bellucci), dosa con perfetto equilibrio suspense e drammaticità, illustrando entrambe le caratteristiche della storia con esperienza: nel primo caso attraverso colpi di scena credibili ed inseriti al momento giusto, nel secondo senza mai cadere nel misero desiderio di strappare lacrime ad ogni costo. Il regista (e co-sceneggiatore) si dimostra prudente nell’addentrarsi in argomenti così difficili non mostrando presunzione nel dare facili giudizi. Lascia che siano le immagini, attraverso la loro crudezza, a raccontare la storia. L’atmosfera nera de “La sconosciuta” viene descritta con grande efficacia dalla bellissima fotografia di Fabio Zamarion. Il maestro di musica Ennio Morricone viaggia nella solitudine e nella sofferenza di Irina con musiche angosciose ed asfissianti, realizzando uno splendido connubio tra le note e le immagini.
“La sconosciuta” è un film che commuove, inquieta, che trasmette emozioni forti che inducono necessariamente alla riflessione.

Voto: 77%

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Giu 23

Sydney - La città più stimata del mondoSecondo un sondaggio realizzato dalla GfK Roper Public Affairs & Media su un campione di 10000 persone in venti diversi Paesi del mondo, Sydney è la città con la migliore reputazione al mondo, in una classifica basata sulla percezione dei consumatori dell’immagine e della reputazione delle 50 metropoli più importanti al mondo. Sul podio anche Parigi e Londra, ma Roma si piazza subito dietro, al quarto posto, lasciando dietro importanti città come Barcellona, Madrid, New York e Vienna.
Il sondaggio intende stimare la percezione di ogni città, fattore che influenza le preferenze delle persone sul luogo dove vivere, lavorare ed andare in vacanza. Non si limita dunque alle bellezze storiche ed architettoniche della città, parametri che influenzano il turismo, bensì la credibilità della città stessa in base a diversi fattori. In primis, nel sondaggio è stato chiesto agli intervistati di esprimersi sulla “presenza” di una città, indice dell’immagine e del contributo che esse apporta alla cultura mondiale ed è Londra a primeggiare in questa categoria. Altra categoria di valutazione è rappresentato dalla “persone” del posto in termini di ospitalità e cortesia. Per gli intervistati è Sidney a primeggiare in questa categoria. La categoria “luogo”, inteso come giudizio della città in termini di clima, monumenti e pulizia, vede Roma al secondo posto dietro Sidney. La Capitale è sul podio, precisamente al terzo posto, nella categoria “vitalità”, dietro Parigi e New York. La categoria “potenziale” che esprime le opportunità lavorative e di studio vede al primo posto Londra seguita da New York. In ultimo, la categoria “pre-requisiti” che valuta la qualità dei luoghi pubblici e le strutture ricettive vede in testa sempre Sidney, seguita da Toronto ed Amsterdam.

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Giu 23

Dopo anni di continui rinvii (doveva essere pronto per le Olimpiadi di Atene del 2004), il 20 giugno viene inaugurato il nuovo Museo dell’Acropoli, una delle più importanti testimonianze della storia antica della Grecia. Struttura in vetro realizzata dall’architetto franco-svizzero Bernard Tschumi, il museo trova collocazione a 300 metri dall’Acropoli, dalla quale svetta maestoso il Partenone. Si sviluppa su tre piani, su una superficie di circa 15000 metri quadrati ciascuno, in cui sono in mostra oltre 350 resti archeologici e sculture provenienti dall’Acropoli. Costato 130 milioni di euro, messi a disposizione dalla Grecia e dal Fondo europeo di sviluppo regionale, il Museo dell’Acropoli rappresenta un fiore all’occhiello per la Grecia e per favorire le visite e la conoscenza della storia greca, è stato deciso un prezzo irrisorio del biglietto che sarà pari ad un euro.
La cerimonia di inaugurazione è divenuta l’occasione ufficiale per riaccendere le polemiche legate ai marmi del Partenone. La Grecia infatti pretende che il British Museum restituisca ciò che nell’800 fu trafugato dall’Acropoli da un britannico che in seguito vendette quanto in suo possesso al British Museum. Un appello al mondo intero, fatto davanti al presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso e a leader ed esponenti politici di numerose nazioni accorsi qui per questo importante avvenimento.
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Giu 23

Titolo originale: Borderland
Nazione: Messico, USA
Anno: 2007
Genere: horror
Durata: 1h44m
Regia: Zev Berman
Sceneggiatura: Zev Berman, Eric Poppen
Fotografia: Scott Kevan
Musiche: Andres Levin
Cast: Brian Presley, Jake Muxworthy, Rider Strong, Martha Higareda, Marco Bacuzzi, Beto Cuevas, Sean Astin, Damian Alcazar, Roberto Sosa, José Maria Yazpik, Humberto Busto, Francesca Guillen, Alenka Rios, Elizabeth Cervantes, Tomas Goros

Trama
Ed, Henry e Phil sono tre amici in viaggio verso il Messico per passare un breve periodo di vacanza fatta di sesso, droga e divertimento. Dopo l’estate i ragazzi partiranno per l’università e difficilmente in futuro avranno la possibilità di vedersi e stare insieme. Superato il confine, si fermano in una piccola cittadina passando la serata in un night club. I tre sono ignari di essere capitati in un luogo dove una setta pratica sacrifici umani, i cui seguaci vanno in giro alla ricerca di nuove vittime, meglio se americane, da sacrificare. Dopo una notte di bagordi, Ed e Henry si rendono conto che Phil è sparito nel nulla e quando la polizia locale si rifiuterà di intervenire, i due capiranno di essere in grave pericolo.

Recensione
“Borderland - Linea di confine” è un film che si ispira alla vera storia di Adolfo de Jesùs Costanzo, un serial killer fedele alla santeria che uccise 23 persone, anche se la polizia messicana ritrovò oltre cento cadaveri uccisi secondo le stesse modalità.
La santeria è una religione cubana, nata dalla fusione di elementi cristiani con riti tradizionali africani, dovuta all’obbligo alla fede cristiana, pena la morte, da parte degli spagnoli nei confronti degli schiavi africani deportati a Cuba. Il nome deriva infatti dall’eccessivo culto dei santi, che andavano a sostituire quello di Dio.
Costanzo fu influenzato e condotto alla pratica della santeria dalla madre, un’esule cubana. Divenne un’autorità in Messico, un uomo capace di prevedere il futuro, ottenendo la stima (ed i soldi) di numerosi uomini importanti e soprattutto di trafficanti di droga. Costanzo aiutava questi ultimi offrendo una magia che li avrebbe resi invisibili alla polizia. Più che di magia, si trattava di una truffa ben congeniata e facilmente credibile per i narcotrafficanti, un tempo contadini spesso affascinati dalla stregoneria popolare, ed in seguito convertitisi al crimine. Molto probabilmente l’invisibilità era ottenuta attraverso la corruzione di Costanzo nei confronti delle autorità messicane, confermata dalla presenza documentata tra i suoi adepti di poliziotti ed ufficiali. Le pratiche religiose di Costanzo rappresentavano qualcosa di terrificante: cuori, cervello ed organi genitali strappati, arti mozzati, parti della spina dorsale asportati.
La storia di Costanzo, dunque, si prestava alla realizzazione di un horror davvero terrificante (conferma che spesso la realtà supera ogni più terribile finzione cinematografica), con mostruosi elementi da torture porn, tali da far passare film come “Hostel” e “Saw” per giocosi e pacifici horror da ragazzini. In effetti chi è a caccia di siffatti horror si trova subito immerso nel crudo prologo del film attraverso il quale il regista Zev Berman vuole subito mostrare la sorte cui i tre amici protagonisti di “Borderland - Linea di confine” andranno in contro, una sorta di punizione per i loro beceri desideri di vacanza all’insegna di divertimenti fatti di donne facili (chiaramente non americane) e droghe (prodigiosi funghetti allucinogeni). Presentata così, la storia del film si allinea a tante altre già proposte nel genere horror splatter, ma “Borderland - Linea di confine” se ne discosta per la quasi totale assenza di sangue, incipit a parte, giocando tutto sull’attesa di qualcosa che, in realtà, se avviene, lo fa in maniera moderata e poco macabra.
I tre personaggi principali rappresentano il top dello stereotipo: Ed è il bello, deciso a fare della propria vita qualcosa di importante, anche se questo significa dover rinunciare all’università e ad un lavoro sicuro; Henry è invece il dannato ma stupido, sempre alla ricerca di una “femmina” da sedurre e portarsi al letto; Phil, infine, è il classico nerd, ancora vergine e pronto ad essere iniziato al sesso. Anche la bella messicana Valeria non si discosta tanto dalla classica bella ragazza autoctona affascinata e sedotta dal turista. Il cast si mantiene in linea con i classici horror “di cassetta”, se non per il sinistro Marco Bacuzzi e del cantante cileno Beto Cuevas nei panni dell’affascinante e carismatico Santillan. Tra gli attori figura anche Sean Astin che interpretò Samwise Gamgee nella saga de “Il Signore degli Anelli”, irriconoscibile nei panni dell’americano seguace della setta.
“Borderland - Linea di confine” procede, per sua e nostra sfortuna, su ovvi binari che includono anche le classiche insensate scelte dei protagonisti tali da far pensare:“ci sono o ci fanno?”. Poco sangue, poca tensione, poco di tutto. Un film che si allontana ben presto dal genere horror e giunge inesorabile in un finale da action movie, per giunta, neanche appassionante.
In sintesi, “Borderland - Linea di confine” ha una grave colpa: si basa su eventi reali che avevano elementi talmente macabri da consentire una sceneggiatura perfetta per gli amanti dello splatter. Peccato però non attinga affatto a tutto ciò, rimanendo a metà strada tra un thriller poco riuscito ed un action movie poco intrigante. Il film ricorda, per i temi trattati, “Perdita Durango” di Alex De la Iglesia, un strambo gioiellino poco conosciuto, ma che si preferisce almeno per la sua innata originalità.

Voto: 57%

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Giu 23

Il nostro partner californiano “Bridges to Italy” ci segnala quanto i media italiani abbiamo seguito la competizione tra le tre finaliste al premio “THE PREMIO AWARD, HONORING ITALIAN WOMEN SCIENTISTS IN AMERICA“.

Sono state settimane di competizione tra tre brillanti ricercatrici, : Alessandra Franco da the University of California San Diego, Alessandra Luchini da George Mason University e Giovanna Scapin da Schering-Plough, con oltre 400 online votanti che infine hanno scelto Alessandra Luchini come vincitrice.

Ecco come i media italiani hanno seguito la competizione:

Fonte: bridgestoitaly.ning.com


fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 23

Eccole le eccellenti Innovatrici e Inventrici 2009, che anche quest’anno il Premio ITWIIN 2009 ha voluto celebrare insieme ai due premi speciali, THE PREMIO AWARD e il Premio DISTI-ITWIIN. E due meritate menzioni speciali, “Futuro design” e “Futuro Economia”.

A Milano, nella splendida cornice della Sala Bracco di Palazzo Serbelloni, giovedì scorso 18 giugno 2009, sono state premiate le vincitrici del progetto per promuovere il genio femminile e il ruolo delle donne italiane nell’innovazione inserito dall’UE nell’Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione. Il premio italiano precede l’evento europeo “The European Women Inventors & Innovators Network (EUWIIN) Exhibition, Conference & Award Ceremony“, che si terrà a Helsinki, Finlandia, dal 7 al 9 Ottobre 2009. ITWIIN parteciperà attivamente all’organizzazione dell’evento promuovendo le inventrici e innovatrici italiane con il coinvolgimento diretto delle vincitrici italiane.

Ecco tutte le vincitrici:

MIGLIORE INVENTRICE 2009

ROBERTA MARTINETTI: è project manager alla FIN Ceramica Faenza S.p.A. di Faenza, ed è esperta di progettazione e sviluppo di protesi per la ricostruzione del tessuto osseo. Titolare di 11 brevetti e domande di brevetto, lavora da anni nei laboratori di ricerca e sviluppo di aziende operanti nel settore delle ceramiche, studiando e mettendo a punto materiali ceramici innovativi con particolare riferimento al settore biomedicale. Il suo brevetto riguarda un metodo per la produzione di un dispositivo protesico biologicamente attivo per la ricostruzione del tessuto osseo (brevetto europeo EP 1 584 308). Il metodo consiste nella produzione di un dispositivo protesico identico al difetto presente nell’osso o alla cavità da riempire in un paziente, composto da materiale biologicamente attivo. Il dispositivo protesico si ottiene da una tecnologia innovativa di produzione e viene utilizzato per una nuova tecnica di ricostruzione dell’osso, che non richiede adattamento del dispositivo protesico durante l’operazione chirurgica.


MIGLIORE INNOVATRICE 2009

DANIELA RADER: è imprenditrice e titolare del Centro per il Risparmio Energetico S.r.l., società operante nel settore del risparmio energetico e delle energie rinnovabili. Dagli anni 80 si occupa di amministrare società nel settore dell’impiantistica, in particolare riscaldamento e impianti tecnologici per uso industriale e civile. La società si è specializzata nella progettazione e realizzazione di impianti a basso consumo energetico e di sistemi che utilizzano energie rinnovabili. Il progetto innovativo consiste nella creazione dello “School Energy Center” con relativo laboratorio atto a dimostrare il funzionamento delle nuove tecnologie, ma soprattutto la loro corretta installazione. Il progetto si propone di creare una rete di professionisti e imprese preparate e in grado di interagire con l’obiettivo comune del risparmio energetico e dell’uso delle fonti rinnovabili; istituire la nuova professione di “esperto in energia”; ridurre il fabbisogno energetico del paese; rendere la famiglia e l’impresa in grado di produrre autonomamente da fonti rinnovabili l’energia di uso quotidiano; sensibilizzare gli studenti ed utilizzare nuove tecniche di studio con mezzi e strumenti innovativi, riconoscendo l’impresa come luogo di formazione continua.


Menzione Speciale “FUTURO ECONOMIA”

IRENE PIVETTI: è stata dal 1994 al 1996 Presidente della Camera dei Deputati, seconda donna in Italia a ricoprire questo incarico. Membro del Parlamento dal 1992 al 2001, al termine del suo terzo mandato lascia l’attività politica. Dal 1999 ad oggi è consulente in strategie di sviluppo, successivamente anche relazioni istituzionali, per società italiane e multinazionali. Giornalista pubblicista dal 1986, nel 2002 diventa giornalista professionista. In televisione conduce programmi di attualità e di intrattenimento, prima presso La7, quindi a Mediaset e Odeon TV (Fa’ la cosa giusta, Bisturi!, Giallo 1, Liberitutti, Tempi Moderni, Iride, Il colore dei fatti). Dal 2001 al 2005 è docente di Istituzioni Europee presso la Link Campus University of Rome, e tiene corsi di strategia parlamentare, marketing politico, lobbying e comunicazione per diversi istituti di formazione ed università.
Nel 2008 fonda Learn To Be Free, fondazione a finalità sociale che si dedica a creare opportunità di lavoro per soggetti svantaggiati, operante in Italia e nei paesi in via di sviluppo. Sotto la sua guida Learn To Be Free diventa, fra l’altro, membro associato della Confederazione Mondiale dei Gioiellieri, CIBJO, socio della ONG Cooperazione Italiana Nord Sud, e partner della Fondazione Magna Grecia per la valorizzazione e lo sviluppo della cultura e dell’impresa nel bacino del Mediterraneo.

L’innovativa attività di LTBF è stata segnalata dalla Giuria, concorde nell’assegnare a Irene Pivetti la menzione speciale “Futuro Economia”.


Qui il momento della premiazione

Menzione Speciale “FUTURO DESIGN”

ELENA GARNERO: si è laureata in Disegno Industriale e dopo vari stage e collaborazioni, diventa responsabile grafico presso la Futura SpA di San Mauro Torinese. Nel 2006 fonda l’Agenzia G.A.P. Design snc, a Torino, la cui attività è premiata in diversi concorsi nazionali.

Al concorso Premio ITWIIN 2009 presenta il progetto Wall Saver. Wall Saver è una linea di articoli decorativi di arredo urbano studiati per preservare e allo stesso tempo arredare le pareti esterne delle case. L’idea di base è quella di riprodurre sotto forma di oggetto arredativo di design serializzato a livello industriale il concetto della bottiglia di plastica piena d’acqua comunemente usata per dissuadere gli animali domestici dall’urinare in prossimità di usci, cancelli o ingressi. Wall Saver riproduce differenti forme ornamentali e viene applicato al muro mediante una pellicola adesiva o asole. Il materiale plastico di Wall Saver è permeabile ed ha pertanto la caratteristica di diffondere gradatamente le sostanze repellenti contenute al proprio interno.


THE PREMIO AWARD

ALESSANDRA LUCHINI: bioingegnere, si è laureata all’Università di Padova, è Research Assistant Professor alla George Mason University di Fairfax, Virginia. Il suo progetto, che le ha assicurato THE PREMIO, riguarda l’utilizzo delle nanotecnologie per la diagnostica clinica: in particolare ha messo a punto una tipologia di nanoparticelle “core-shell”, cioè caratterizzate da un “cuore” che contiene un biomarcatore-esca, in grado di individuare e misurare una grande quantità di marcatori del sangue e del corpo, non rilevabili con i metodi tradizionali ed estremamente efficaci nel rivelare precocemente la presenza di tumori, malattie infettive o neurodegenerative, disturbi cardiaci, eccetera.

Qui l’intervista esclusiva di Gravità Zero.


PREMIO DISTI-ITWIIN

BARBARA SANTORO: originaria delle Puglie, dai 7 anni cresce in Canada, dove la lingua inglese diventa la linguamadre. Si diploma in pianoforte e vince diversi concorsi nazionali di canto lirico. A 19 anni vince una borsa di studio per il canto e si trasferisce prima a Treviso e poi a Milano per studiare con grandi maestri di canto. Arrivata a Roma, collabora con Loredana Franceschini, notevole pianista e vedova di Giorgio Shenker, geniale inventore di un metodo che, attraverso meccanismi brevettati, garantisce l’apprendimento della lingua inglese. Contribuisce in modo determinante alla elaborazione di una versione del Metodo Shenker che verrà commercializzata in edicola da Fabbri Editori. Diventa successivamente editore di video e cd-rom lavorando con una propria società di progettazione editoriale. Sono suoi i primi corsi video usciti con De Agostini in tutto il mondo. Trasforma poi tutto questo in cd-rom interattivi e prodotti per bambini e giovani (Play and Learn English, Monster Island e Easy English, Rizzoli).

Diviene poi Presidente Shenker acquistando le quote di The Shenker Method, quando Loredana Franceschini Shenker lascia la sua attività imprenditoriale.

Fonte: www.itwiin.it

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Giu 23

Inizia oggi a Roma e fino al 26 giugno STRINGS 2009, non … corde di strumenti musicali, ma Teoria delle Stringhe. Parole d’ordine Gravità Quantistica, Teoria del Tutto, Materia Oscura, Buchi Neri, Universi Paralleli, Orizzonte degli Eventi, Bosone di Higgs (la cosiddetta particella di Dio).

Una conferenza di eccellenza e di importanza mondiale, che ogni anno si svolge in una capitale del mondo. E che quest’anno è organizzata dal gruppo di fisici teorici che lavorano sulle Teorie di SuperStringhe presso il Dipartimento di Fisica e la Sezione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Un riconoscimento al lavoro di questo gruppo che ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo delle teorie attualmente al centro dell’attenzione della comunità scientifica internazionale.

Roma metterà a frutto la presenza di scienziati così importanti creando eventi di comunicazione scientifica per l’intera cittadinanza. Con l’aiuto dei Musei Scientifici e del Planetario di Roma, STRINGS 2009 promuove tre momenti magistrali di divulgazione scientifica aperti al grande pubblico.

Il primo appuntamento è per mercoledì 24 giugno al Planetario di Roma quando Gabriele Veneziano, il padre della Teoria delle Stringhe, parlerà di come, combinando in modo affascinante i principi della relatività e quelli della meccanica quantistica, questa Teoria metta in dubbio il fatto che il tempo abbia avuto inizio al momento del Big Bang, circa 15 miliardi di anni fa.

Sabato 27 giugno, invece, la giornata di incontro con il pubblico si svolgerà all’Auditorium Parco della Musica. A intrattenere il pubblico saranno Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, che parlerà del grande esperimento LHC del CERN di Ginevra; Edward Witten, Institute for Advanced Study di Princeton e CERN, che presenterà le novità nel campo della fisica delle particelle; e Brian Greene, Columbia University, l’autore de L’universo elegante, che discuterà della possibilità che esistano più universi.

Nel pomeriggio, sempre all’Auditorium, si discuterà con scienziati e con grandi nomi della politica e del giornalismo, di problemi di grande attualità nelle relazioni internazionali, come energia, sviluppo e pace nel mondo. Con la presenza del sindaco, di numerosi politici, scienziati, giornalisti, esperti ed ambasciatori dei paesi in via di sviluppo.

PROGRAMMA

Mercoledì 24 Giugno
Ore 21.00 PLANETARIO DI ROMA
Gabriele Veneziano (College de France e CERN)
Big Bang e Stringhe al confronto: il tempo ha davvero avuto un inizio?, con contaminazioni letterarie e musicali, uno spettacolo astronomico e astrofisico sotto la cupola di 14 metri del Planetario.

Sabato mattina 27 Giugno
Ore 10.00-13.00 AUDITORIUM Parco della Musica, Sala Petrassi
- Nicola Cabibbo (U. di Roma “La Sapienza”, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, Chairman)
Particelle elementari all’acceleratore LHC
- Edward Witten (Institute for Advanced Study, Princeton, USA and CERN, Geneva, Switzerland)
What Is Ahead In Particle Physics?
- Brian Greene (Columbia University, NY, USA)
One Universe or Many?

Sabato pomeriggio 27 Giugno
Ore 16.00 – 19.00 AUDITORIUM Parco della Musica, Sala Petrassi
Tavola Rotonda “Pace, Sviluppo ed Energia”.
Moderatore Carlo Schaerf (U. Roma Tor Vergata & ISODARCO)

Intervengono tra gli altri
S. Randjbar-Daemi (Assistant Director, ICTP, Trieste)
E. Testa (Managing Director Rothschild)
P. Batistoni (ENEA)
M. Bersani (ATTAC)

Per maggiori informazioni: http://strings2009.roma2.infn.it

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 23


Nella foto da sinistra: Cristina Donghi (StudioDonghi), Claudio Pasqua (membro della Giuria ITWIIN), Irene Pivetti, Rita Assogna (presidente ITWIIN), Edi Bucci (Regional Sales Business per Grotte Giusti)

Ha partecipato e ha vinto il Premio Speciale ITWIIN - Associazione Italia Donne Inventrici e Innovatrici la Fondazione “LEARN TO BE FREE, realizzata da Irene Pivetti.
La premiazione è avvenuta giovedì a Milano, dopo la presentazione del nostro Claudio Pasqua,, membro della giuria, presso il Circolo della Stampa, nell’ambito de “Il genio delle donne: invenzioni e innovazioni Made in Italy”.

Detto molto in sintesi la Fondazione Onlus (che è un ente no-profit) mira a risanare quelle imprese in difficoltà, in questo momento di crisi, cercando di aumentare l’integrazione nel mondo del lavoro con particolare riguardo a soggetti svantaggiati per condizioni sociali, culturali, economiche e anagrafiche (donne sopra i 45 anni, ex detenuti, disabili).

Il valore innovativo del progetto si esprime attraverso una convenzione di partnership privilegiata con il laboratorio CATTID dell’Università la Sapienza di Roma, sviluppo di una piattaforma in 3D per canale satellitare e canale IPTV per elearning e veicolazione dei contenuti.

Per maggiori informazioni sul progetto rimandiamo all’articolo su The Daily Bit

Il Genio delle Donne” consiste in una serie di eventi in cui si colloca la prima edizione del Premio ITWIIN 2009, dedicato alle donne italiane o residenti in Italia: tema portante, quello della valorizzazione della creatività, delle esperienze e del ruolo delle donne nell’innovazione.

Un progetto per promuovere il genio femminile e il ruolo delle donne italiane nell’innovazione inserito dall’UE nell’Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione. Il premio italiano precede l’evento europeo “The European Women Inventors & Innovators Network (EUWIIN) Exhibition, Conference & Award Ceremony“, che si terrà a Helsinki, Finlandia, dal 7 al 9 Ottobre 2009. ITWIIN parteciperà attivamente all’organizzazione dell’evento promuovendo le inventrici e innovatrici italiane con il coinvolgimento diretto delle vincitrici italiane.

Nello stesso giorno sono state premiate altre 8 donne inventrici innovatrici, tra cui la ricercatrice e Professoressa Alessandra Luchini, Research Assistant Professor presso il Center for Applied Proteomics and Molecular Medicine (CAPMM), George Mason University (USA) e intervistata in esclusiva da Gravità Zero.

Alessandra Luchini, biogegnere, è vincitrice della prima edizione di “The Premio Award” riconoscimento internazionale assegnato dall’associazione californiana Bridges to Italy in collaborazione con ITWIIN Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 23

Immagine tratta da Wikipedia

I giorni del solstizio sono quelli in cui si ha il massimo o il minimo di ore di luce. Il Solstizio d’Estate è il giorno in cui si ha il periodo di luce più lungo dell’anno.

Non è però da tutti risaputo che, a causa di vari fenomeni valutati tramite l’equazione del tempo, quali l’eccentricità dell’orbita terrestre e altri, il solstizio non è il giorno in cui si ha l’alba più anticipata o il tramonto più posticipato dell’anno.

Da domani, inoltre, le giornate inizieranno ad accorciarsi, in principio di 3 secondi al giorno per poi aumentare fino a circa 3 minuti al giorno verso l’equinozio d’Autunno (23 settembre), quando la luce e il buio avranno la stessa durata temporale.

Il solstizio d’estate è anche l’unico giorno in cui il Sole non tramonta per le località poste sul circolo polare (66° 33′ 38″), latitudine limite inferiore di visibilità del fenomeno.

Su Scientificando, di Annarita Ruberto, troverete un ottimo approfondimento sui fenoment legati a questo giorno dell’anno.
Oltre a Stonehenge, sono numerosi gli esempi, anche in Italia, su come il Solstizio di Estate venisse celebrato e rappresentato in Chiese e monumenti con l’allineamento di particolari elementi architettonici. Ad esempio nella chiesa di San Leonardo di Siponto, nei pressi di Manfredonia (FG).

A Torino, il Parco Astronomico Infini.to festeggia il Solstizio d’estate in modo nuovo e originale. In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino (M.N.C.T.) nasce ‘Dalle lanterne magiche alle tecniche digitali per raccontare la magia del cielo‘, una conferenza-spettacolo che fonde le antiche conoscenze raccontate dalle Lanterne Magiche con le più moderne scoperte astronomiche. Ospiti d’eccezione: Donata Pesenti, Conservatore del Museo Nazionale del Cinema di Torino, e Piero Bianucci, presidente di Infini.to.
La serata prosegue con uno spettacolo dedicato al grande Galileo e alle sue scoperte.

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Giu 23

Visto che ieri non vi ho fatto ridere a causa del referendum cerco di rifarmi oggi.

In alto potete vedere dei ragazzi che irrompono durante alcune lezioni universitarie in un modo molto insolito…

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 23

Ecco il referendum visto dai miei concittadini……sono certo che anche questa volta il quorum non verrà raggiunto, ma tanto le modifiche a mio parere sono inutili, dovevano introdurre nuovamente le preferenze, allora si che era importante andare a votare. L’unico quesito utile è il terzo dove si chiede di eliminare la possibilità di un candidato di presentarsi in più di una circoscrizione.

Metto questo video nella sezione di domenica dedicato ai video divertenti visto che volevo parlare di referendum oggi…anche se da ridere ci sta ben poco.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 21

BARACK OBAMA SI concede un altra serata brillante durante il 65mo Radio and Television Correspondents Association Dinner con un discorso che sembra scritto da Tina Fey. Questo aspetto del nuovo presidente degli Usa comincia ad essere degno di nota e andrebbe analizzato, non solo se ci si occupa di sociologia della comunicazione.

Ah, per quelli che si vogliono sfiziare: andate a sentire il finale della seconda parte, quando Obama ridiventa serio (minuto 5:47) e ringrazia la stampa per il suo lavoro, che è report the news as it happens and the history as its made. Stessa posizione verso la stampa (professionale e volontaria) e la sua utilità che esprime sovente (anche di recente) il nostro presidente del consiglio. No?

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 21

CHE COSA VERGOGNOSA: come si faranno a pubblicare tali falsità? E in Gran Bretagna, poi. Sul Times, infine! Mah! Tutta colpa di Murdoch, secondo me…

Money Quote: A showgirl who claims that she and other women were paid to attend Silvio Berlusconi’s private parties said yesterday that she had pictures showing her with the Italian Prime Minister in his bedroom.

Patrizia D’Addario, a former model and escort girl, said that she had given prosecutors audio tapes but also had secretly recorded video footage of her encounters in the Prime Minister’s Rome residence.

Ms D’Addario, 42, who was yesterday described by a senior government figure as a high-class prostitute, said that the footage showed her standing in front of a mirror. A bedroom with a framed photograph of Veronica Lario, Mr Berlusconi’s estranged wife, was in view. She said she had made the recordings “so that nobody could deny I had been there”.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 21

STAVO CHIACCHIERANDO SERENAMENTE via mail con un mio amico. Le solite cose: lavoro, famiglia, figli, politica, Berlusconi, opposizione, elezioni, etc. Quelle piccole cose che messe tutte insieme chiamiamo vita, insomma. E lui a un tratto mi fulmina con questo:

…resta un punto di fondo (quello per cui per inciso due domeniche fa stavo per dare il voto ai radicali): noi viviamo in un paese in cui porca troia non si può fare niente che sia anche solo lontanamente progressista sui temi sociali ed etici perchè sembriamo una teocrazia islamica, tutti i politici parlano di famiglia e di dio, e poi invece vanno a troie e si strafanno di coca…. poi ci fanno stare attaccati 20 anni a un tubo oppure ci vogliono tre (3) anni per divorziare, oppure devi buttare i semi nel cesso, oppure se convivi non puoi passarti la pensione.
Ma andate affanculo

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Giu 21

APPLE STORE DI San Francisco

Il mio test dell’iPhone 3GS

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Giu 21

SE SIETE IN cerca dell’ora esatta nel vostro o in qualsiasi altro fuso orario, basta che sappiate a quale città fare riferimento e potete chiederlo a Google.

“Florence time”

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 21

(Pubblicato su Affari Italiani il 2 Giugno per la Festa della Repubblica, ma ancora “estendibile” anche alle giornate odierne)

Oggi è il giorno della “Festa della Repubblica”, il momento più alto, la giornata del ricordo del “nuovo inizio” e del futuro che gli Italiani del periodo post bellico decisero per il proprio presente e quello delle generazioni a seguire.

Oggi è anche il giorno che più di altri, mette in “riga” gli ultimi accadimenti da prima pagina italiani, offensivi più che per il merito delle questioni, per i modi, in totale “spregio” proprio ai valori di unità e civiltà emersi in quelle giornate, dopo la terribile guerra civile di allora.

Una vergogna, per l’incapacità dei nostri rappresentanti politici, di comprendere l’altezza del ruolo (e responsabilità) cui sono chiamati e come le dolorose conquiste di allora, libertà e democrazia (e rispetto civile), ora non possano essere messe in secondo piano o peggio disilluse, per questioni “strettamente personali” ( e di potere).

Non importa in questi giorni chi abbia ragione e chi torto, chi abbia iniziato prima e chi abbia dovuto rispondere per “le rime”.

Di sicuro, questo litigare tra “cani e gatti”, non appartiene, non assomiglia per nulla al “sogno” di una civile convivenza su base democratica chiamata Italia, sogno tutt’ora vivo nella maggioranza degli italiani e che ebbe inizio proprio quel 2 giugno di tanti anni fa.

Ma non solo. La storia del nostro passato glorioso avrebbe dovuto esserci d’insegnamento: una società evoluta e (troppo) benestante, quando vive “beandosi” delle proprie conquiste, rischia per proprie stupide “nefandezze”, di finire in un vortice involutivo che la porta, presto o tardi, solo verso la propria decadenza ed estinzione.

Il mondo ci conosce (e ci rispetta) per il nostro passato glorioso, di un impero che insegnò la civiltà a metà delle terre emerse di allora, ma che ad un certo punto fu troppo preso a “discutere” delle proprie “fondamentali questioni private” di allora e che fu spazzato via dai rudi “barbari” di quel tempo, relegando così tutti i discendenti (noi), a subire la perenne “subalternarietà” dei successivi secoli.

I segnali di questo “arretramento” sono da tempo evidenti, uno su tutti: il -6% di PIL, con pochi uguali al mondo!!.

Ma nonostante tutto, c’è chi ancora spera di voler vincere la “propria guerra”, attraverso l’annientamento del concorrente, dimenticandosi che sarà solo una vittoria di Pirro, un abbraccio mortale per entrambi i contendenti, visto che il vincitore non potrà “bearsi” di alcunché agli occhi del mondo (ed Italiani) che in queste ore assiste incredulo, basito, alle puntate della telenovela italiana.

Auguriamoci che le riflessioni istituzionali e personali fatte durante questa giornata speciale, vadano oltre le solite apparenze e possano far ravvedere i molti, troppi “tifosi” di questa assurda partita.

Ciò per consentire di far ritrovare vera dignità ed unità a tutti gli italiani, siano essi ricchi e poveri, giovani e vecchi, bianchi e neri, uomini e donne, per poter andare al prossimo voto elettorale di domenica, certi che la strada iniziata quel 2 Giugno, sia stata veramente la scelta giusta per un duraturo benessere di padri, figli e nipoti.

Non permettiamo che sia ancora una volta “la fine dell’Impero”!!!

Il mondo ci guarda!!

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 21

Ricevo parecchie email che mi chiedono del come mai di “questo silenzio” sia su Affari Italiani che sul Blog.

Una risposta a questo punto è d’obbligo.

Sono rimasto “senza parole” di fronte al livello (bassissimo) di quanto sta accadendo in Italia.

Faccio infatti molta fatica, a riconoscermi in questo “pattume”, qualcosa più da Reality di bassa lega o da D-movie, sicuramente ben lontano dal paese che, nel mio piccolo, vorrei avere l’orgoglio di rappresentare qua in Cina.

Una offesa quotidiana al buon senso, ai valori fondanti questa, ormai, impazzita democrazia che sa più di “pazza anarchia”, dove non esiste più alcuno spazio per cercare di fare proposte, costruire alternative, innovare verso il futuro.

Tutto ciò perché semplicemente non interessa, nè ai vertici (solo presi a darsele di santa ragione!) ma ciò che è peggio, nemmeno alla stragrande maggioranza dei miei connazionali, che coscientemente (perché si va ai seggi coscientemente!!!), continuano a votare sempre gli stessi “protagonisti” che hanno ampiamente dimostrato cosa e come intendono portare avanti il “Bene Italia”.

Per cui ho preferito, un triste, riflessivo silenzio, piuttosto che aggiungere un’ulteriore voce o mie (inutili) riflessioni, al rumore di fondo da “mercato del pesce” di questi tempi, sperando che nel frattempo potesse arrivare “la quiete dopo la tempesta!”.

Ma ora, spronato da chi mi scrive e mi ha manifestato la sua “voglia” di leggere un punto di vista “non allineato” e “fuori dal coro”; non posso che accettare l’invito a tornare nel mettere in “parole” ed immagini, i pensieri e le sensazioni dal mio osservatorio, perché “volenti o nolenti”, non possiamo proprio permettere che gli ideali e i valori italiani vengano ancora barattati con inutili futuri “successi” ai botteghini del gossip nostrano.

Il mondo intero ci guarda, “sbigottito”!!

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 21

Titolo originale: Swordfish
Nazione: USA
Anno: 2001
Genere: azione, thriller
Durata: 1h39m
Regia: Dominic Sena
Sceneggiatura: Skip Woods
Fotografia: Paul Cameron
Musiche: Paul Oakenfold, Christopher Young
Cast: John Travolta, Hugh Jackman, Halle Berry, Don Cheadle, Vinnie Jones, Sam Shepard, Rudolph Martin, Carmen Argenziano, Zach Grenier, Laura Lane, Drea de Matteo, Ilia Voloch, Nick Loren, Camryn Grimes, Timothy Omudson, Jonathan Fraser, Angelo Pagan, Chic Daniel,

Trama
Stanley Jobson è uno dei più hacker del mondo. Dopo aver passato due anni in carcere è ormai un uomo solo, senza un lavoro dignitoso ma con il desiderio di riavere sua figlia, la cui custodia è stata affidata dal tributale alla sua ex-moglie, risposata con un produttore di film porno. Ha bisogno di soldi, unico modo per riuscire a strappare la figlia da quell’ambiente poco adatto. L’occasione gli viene offerta dalla splendida Ginger ed il socio di lei Gabriel Shear, ex agente dei servizi segreti americani. Gabriel gli offre dieci milioni di dollari in cambio della sua partecipazione ad piano criminale attraverso il quale intende sottrarre agli stessi servizi segreti un’enorme somma di danaro, necessaria a finanziare un gruppo patriottico da lui costituito per difendere, a suo modo, gli Stati Uniti d’America dal terrorismo internazionale.

Recensione
“Codice: Swordfish” è un film avvincente ed eccitante: feste in locali alla moda, pirateria informatica, potenti auto di lusso, belle donne molto disponibili, esplosioni, inseguimenti, rapine in banca. Dominic Sena, come aveva già fatto con “Fuori in 60 secondi”, punta tutto sull’immagine cercando di adulare e compiacere lo spettatore con scene d’azione adrenaliniche e forti momenti di tensione spesso scanditi da indovinati colpi di scena. Ottimi gli effetti speciali, in particolar modo la straordinaria deflagrazione, la cui intensità viene accentuata da uno slow motion Matrix style. Per fortuna, oltre questa esorbitante sfarzosità visiva, “Codice: Swordfish” offre una sceneggiatura originale fatta di dialoghi ironici ben curati e spesso ironici, ed un cast che rappresenta in maniera convincente i personaggi, ognuno dei quali ricopre un ruolo caratterizzato a tal punto da essere una pedina indispensabile nello sviluppo della storia. Se Hugh Jackman non ha proprio le sembianze dell’hacker esperto, troppo affascinante e troppo dannato, John Travolta conferma le sue doti nell’interpretare l’antieroe carismatico e convinto della sua superiorità. Travolta è in grado di conservare nel suo personaggio quell’ambinguità che rende incerto lo spettatore se parteggiare o meno per lui. E’ l’antierore, ma è davvero lui il “cattivo”? Buono dunque il gioco di ruoli nel quale ogni elemento può essere reinterpretato secondo una chiave di lettura alternativa.
Halle Berry rappresenta il climax della prepotenza delle immagini sugli altri elementi del film: priva di un nutrito copione, l’affascinante attrice americana si limita a trasmettere il suo sex appeal presentandosi con un look sensuale ed elegante, fino a regalare, per la gioia dei maschietti, un generoso topless.
La regia di Dominic Sena è sensazionale: oltre alla già citata scena dell’esplosione, il monologo iniziale di Gabriel Shear (John Travolta) nel quale critica cinema hollywoodiano e la sua incapacità di produrre pellicole con un buon grado di realismo, è memorabile. Sena gioca con l’ampiezza dell’inquadratura limitando al principio la scena con l’alternanza tra primi piani e primissimi piani, non andando dunque oltre il viso di Travolta fino al termine del suo discorso, quando, grazie ad un controcampo allungato, lascia scoprire al pubblica il reale contesto in cui si sta svolgendo l’azione.
La colonna sonora di “Codice: Swordfish” è la ciliegina sulla torta: Christopher Young, uno che ha dedicato gran parte della sua vita a comporre colonne sonore è qui coadiuvato da Paul Oakenfold, uno dei migliori DJ del mondo, che ha realizzato remix di brani di cantanti come Madonna, Justin Timberlake, U2, Massive Attack. I due danno vita ad una colonna sonora esplosiva, in perfetta simbiosi con le immagini del film. Sempre a proposito di immagini, la fotografia di Paul Cameron è volutamente satura e distorta nei colori, uno chiaro stratagemma per amplificare il senso surreale e suggestivo della pellicola.
“Codice: Swordfish” è un film consigliato laddove quello che interessa è rimanere coinvolti in un appassionante e divertente gioco tra guardie e ladri, nel quale poi è opinabile chi sia il vero “cattivo” tra entrambi. Chi avesse da lamentarsi del poco realismo della pellicola, beh, è semplicemente quantro afferma Gabriel Shear nei fotogrammi iniziali del film.
Da segnalare come curiosità, un grave errore di geografia politica presente in “Codice: Swordfish”. In un servizio giornalistico viene ubicata l’ambasciata americana ad Istanbul. In realtà essa si trova ad Ankara, capitale turca. Ad Instabul, al limite, si può trovare il consolato americano: in nome del realismo!

Voto: 74%

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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 21

Ieri, grazie all’aiuto di Francesca Golini, abbiamo intervistato la novarese Alessandra Luchini, biogegnere, vincitrice della prima edizione di “The Premio Award” riconoscimento internazionale assegnato dall’associazione californiana Bridges to Italy in collaborazione con ITWIIN Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici.

Ne parlano anche WIRED e Galileo


Qui la versione dell’intervista in lingua inglese

Alessandra Luchini, sottoposta a un meccanismo di votazione al quale hanno potuto partecipare tutti gli aderenti alla web community di Bridges to Italy, ha vinto raccogliendo il 43% delle preferenze, contro il 42% ottenuto dalla seconda classificata Giovanna Scapin (gruppo Shering-Plough) e il 15% ottenuto dalla terza finalista Alessandra Franco (Università della California San Diego).

Dopo una significativa esperienza di ricerca accademica in Italia, alla George Mason University di Fairfax (Virginia) dove lavora dal 2005 come Research Assistant Professor questa studiosa appena trentaduenne, qui ha messo a punto un brevetto relativo a una nuova metodologia diagnostica per il rilevamento precoce di malattie quali tumori, malattie infettive o neurodegenerative, disturbi cardiaci, eccetera.
In particolare, il brevetto consiste nella realizzazione di nanosfere di gel in grado di isolare, concentrare e proteggere i marcatori tumorali nel sangue: in pratica esse agiscono da “esca” permettendo di “catturare” proteine e altre molecole prodotte in presenza di cellule tumorali, fornendo così informazioni importanti per la diagnosi precoce della malattia, che ad oggi non è possibile ottenere con le metodologie diagnostiche in uso.

Quando le è stata annunciata la vittoria, la Professoressa Luchini ha detto: “Ho deciso di partecipare a THE PREMIO AWARD perché riconosco l’importanza di attirare l’attenzione del pubblico sui risultati della ricerca scientifica al fine di ottenere comprensione e sostegno per l’operato dei ricercatori il quale va poi a beneficio dei pazienti. Inoltre, considero che sia molto importante evidenziare e valorizzare il ruolo delle donne nella ricerca!”

Foto: (da sin.) Irene Martini, Antonio Chiesi, Elisabetta Durante, Alessandra Luchini, Adriana Albini

Alessandra Luchini è stata premiata in Italia: la cerimonia di premiazione si è svolta Giovedì 18 Giugno a Palazzo Serbelloni di Milano nell’ambito della consegna dei Premi ITWIIN - Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici: questo nello spirito di cooperazione tra Italia e USA che contraddistingue le attività di Bridges to Italy, e che ha portato nei primi due anni di attività a mettere a punto una serie di strumenti a sostegno di gruppi di ricerca, imprese e investitori, dal social network dedicato ai temi dell’innovazione al quale oggi afferiscono oltre 700 iscritti egualmente ripartiti tra Italia e Stati Uniti, a momenti di incontro specifici tra rappresentanti dei due Paesi (gli ultimi in ordine di tempo sono stati due webinar, o seminari on line, organizzati a Maggio in occasione della Investor Conference BioInItaly di Assobiotec, dedicati alla presentazione di dodici startup biotech italiane ad un panel di investitori USA).

Sempre giovedì 18, poi, la vincitrice ha parlato della propria personale esperienza alla tavola rotonda dal titolo “Donne e innovazione: storie, iniziative, prospettive” momento clou della rassegna ITWIIN “Il genio delle donne”

I promotori

BRIDGES TO ITALY www.bridgestoitaly.org - www.bridgestoitaly.ning.com
“Bridges to Italy” è un’associazione non profit di business internazionale che riunisce imprenditori, ricercatori, venture capitalist e investitori americani accomunati dalla volontà di avvicinarsi all’Italia per condividere nuovi progetti, idee e strategie di business in ambito high-tech.

The Premio Award è organizzato in collaborazione con ITWIIN - l’Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici ITWIIN nell’ambito della rassegna “Il genio delle donne” in programma a Milano dall11 Giugno all’11 Luglio 2009. Per informazioni: www.itwiin.it

Per ulteriori informazioni e contatti:
Dott.ssa Bianca Dellepiane, MBA, Presidente
Bridges to Italy - International Business Association
Telefono: +1 310.944.2998 - Fax: +1 310.919.3600
info@bridgestoitaly.org - www.bridgestoitaly.org

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 21

Sono stati inaugurati ieri a Grignano (TS) i festeggiamenti per il 10 anni del Science Centre Immaginario Scientifico, infatti il 21 giugno 1999, a Grignano, l’Immaginario Scientifico apriva le porte al pubblico nella sua profondamente rinnovata e inedita veste di vero e proprio science centre, dopo la prima esperienza con la mostra Imaginaire Scientifique, esposta alla Villette di Parigi nel 1986, e dopo 10 anni di sperimentazioni e attività alla Fiera di Trieste (dal 1988 al 1997).
Per celebrare il decennale, l’IS organizza dal 18 al 21 giugno una kermesse di quattro giorni dedicata a scienza, arte, natura, musica e divertimento. Per l’occasione, il science centre non solo sarà gratuitamente accessibile in tutte le sue sezioni espositive ma si riverserà anche all’esterno trasformando lo spazio antistante il museo in un vero e proprio “giardino scientifico” affacciato sul mare della splendida Baia di Grignano.
In questo spazio si succederanno esposizioni, incontri, laboratori, spettacoli, balli, concerti, gare ed escursioni, tutto rigorosamente a ingresso gratuito, per un grande evento che vedrà l’attiva partecipazione di molti altri soggetti (musei, enti scientifici e operatori culturali) della città e dell’intera regione.
La manifestazione è rivolta a tutti, in modo particolare ai giovani e alle famiglie, e vuole essere un modo per festeggiare insieme al pubblico l’importante traguardo dei 10 anni di attività, attraverso le modalità che fin dalla sua nascita hanno contraddistinto il science centre: interattività, gioco, curiosità e scoperta.

Nella sezione interattiva Fenomena la tradizionale collezione di oltre 40 exhibit hands-on – dalle sfere fluttuanti, alla molla gigante che simula le onde, dagli specchi deformanti alle ombre che restano impresse sul muro, dalle bolle di sapone al vortice d’acqua gigante, al tornado – sarà arricchita per l’occasione da nuove postazioni che IS utilizza generalmente per le iniziative fuori sede. I maxischermi della sezione multimediale Kaleido, con le sue spettacolari immagini, le musiche e i testi, proporranno invece, a rotazione, le più belle mostre multimediali prodotte in questi anni dall’Immaginario Scientifico: da “Cosmica” a “Viaggiando Immaginando”, da “Il terzo pianeta” a “Micromondi”, da “De Revolutionibus” alla recentissima “Tempi & Stratempi”. Assicurate anche le visite guidate al planetario Cosmo con la sua simulazione di albe, tramonti e movimenti apparenti degli astri.

Nella manifestazione trova anche posto l’edizione 2009 di Mixta. Miscela espresso di gioco scienza, cultura, l’iniziativa che Immaginario Scientifico, in collaborazione con illycaffè, propone a Trieste fin dal 2004. In questa edizione, sotto il titolo di “Scienze allo scoperto”, il pubblico potrà accedere a diverse attività di didattica informale e di ludo-didattica, opportunamente ripensate ma scelte tra quelle che sono normalmente riservate al pubblico scolastico: dai piccoli esperimenti sulle rocce ai metodi di ritrovamento e studio dei fossili, dai laboratori per piccoli scultori alla magia degli origami, dai giochi sull’elettromagnetismo ai codici da decifrare ecc., saranno davvero tanti i percorsi per stimolare la curiosità e appassionarsi alla scienza.
Ci sarà anche una sorta di versione ridotta e “localizzata” dell’Immaginario Geografico di Malnisio: una foto aerea, di oltre trenta metri quadrati e ad alta risoluzione, che inquadra Trieste e la provincia e sulla quale si potrà camminare o anche distendersi, divertendosi a riconoscere e scoprire strade, case, luoghi e dettagli… o andare da Piazza Unità a Sistiana in soli 10 passi.

Ma non è tutto: per l’occasione l’IS si avvale della preziosa collaborazione di altri musei, associazioni, gruppi e molti altri “amici dell’IS”, che contribuiranno alla festa con le loro curiose e originali attività. I visitatori potranno così partecipare alla costruzione di una camera oscura o di un pannello fotovoltaico, di un “imparavento” o di un “ricettario scientifico”, potranno avvicinarsi alla robotica, scattare fotografie con una scatola da scarpe o seguire le evoluzioni di giovani break dancer mentre un fisico ne svela i segreti.

Nel ricchissimo programma un ruolo importante è giocato dai temi dell’ambiente, della natura e del mare: previsti infatti una serie di laboratori dedicati al riutilizzo dei materiali, all’energia e alla meteorologia, ma anche escursioni, sea watching e attività sportive di giorno e di notte, sopra le onde e sotto le stelle… e non mancheranno, merende e aperitivi scientifici tra letture, interventi e animazioni teatrali…

Speciali e “musicali” le ultime 24 ore della manifestazione: dopo l’uscita in barca per ammirare il planetario naturale della volta notturna, e dopo una notte di museo aperto con mostre visitabili non stop, domenica 21 l’arrivo del sole del nuovo giorno sarà anticipato e salutato dalle note di Marco Castelli con il suo “Solstizio Solo Sax” delle 3.45 mentre sarà ancora la musica a chiudere la manifestazione con il concerto della European Space Station di Ray Mantilla (straordinario percussionista che, tra l’altro, compirà 75 anni proprio quella notte), Bill Elder, Ares Tavolazzi, Bruno Cesselli, Alberto Negroni e Gaspare Pasini e il loro jazz imbevuto di ritmi latini e sudamericani.

Per festeggiare giocheranno con voi:

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano | WWF - Area marina protetta di Miramare | Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati | Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste | INAF - Osservatorio Astronomico di Trieste | Comune di Trieste, Assessoreato alla Cultura, Direzione Area Cultura, Civici Musei di Storia ed Arte, Civico Museo Teatrale “C. Schmidl” | Casa della Musica, Trieste | Associazione Museo della Bora, Trieste | CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia | Modidi, Museo dei Bambini di Udine | Mini Mu Parco dei bambini San Giovanni, Trieste | Casa delle Farfalle, Bordano (UD) | Gruppo Orientamento CAI XXX Ottobre, Trieste | Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia | Eupolis, Pordenone | Gruppo Balthazar, Montereale Valcellina (PN) | Compagnia La Fa Bu, Staranzano (GO) | Media Direct, Bassano del Grappa (VI) | Comitato Break Dance Trieste

********************

Per informazioni:

040 224337

www.immaginarioscientifico.it

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 21

In alto potete vedere un recentissimo incontro tra Piero Ricca e la ministra delle pari opportunità Mara Carfagna.

Qui sotto potete vedere invece il disastroso lavoro che sta compiendo al ministero…che persona triste.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 19

I CONSIGLI PER la cyber-protesta via Twitter in Iran

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 19

L’autostop ebbe il suo periodo di splendore negli anni ’60 in seguito alla pubblicazione del libro “Sulla strada” di Jack Kerouac. Il libro diventò il manifesto della cosiddetta “Beat generation”. Migliaia di americani iniziarono a fare l’autostop, imitando le gesta di Sal e Dean che girarono l’America chiedendo passaggi in auto a sconosciuti. Il suo fascino però andò incontro ad un cattivo destino fino ai giorni nostri. Con l’avvento di Internet, si è avuto una riduzione delle distanze non soltanto virtualmente ma anche nella vita reale. Sulle basi di questo spirito “on the road” è nato il sito Roadsharing, una community per far incontrare la domanda e l’offerta dei viaggiatori che intendono condividere un’auto per viaggiare in Italia ed in giro per il mondo.
Una volta completata l’iscrizione è possibile ricercare (domanda) oppure inserire (offerta) i percorsi da condividere per fare semplicemente un viaggio oppure per partecipare ad un evento (un concerto, un avvenimento sportivo o una festa). Anche i pendolari possono cercare oppure offrire un passaggio per coprire la distanza che divide il proprio domicilio al luogo di lavoro.
Viaggiare in modo economico ed ecologico. Perché utilizzando Roadsharing è possibile non risparmiare sui costi della benzina, dell’autostrada e del parcheggio, ma anche ridurre le emissioni inquinanti delle automobili ed il traffico.
Si selezionano la data ed il luogo di partenza e di arrivo, che verranno georeferenziati attraverso il servizio Google Maps. Non appena qualcuno è interessato al periodo ed al percorso può mettersi in contatto con l’inserzionista attraverso il sistema di RoadSharing, senza pagare un solo centesimo, perché RoadSharing è completamente gratuito.
In sintesi, un modo diverso per viaggiare, che consente di avere un risparmio economico, una riduzione dell’inquinamento ambientale ed una compagnia durante il viaggio.
Per maggiori informazioni basta andare sul sito RoadSharing.
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Puoi regolare la velocità o mettere in pausa singoli files.
Compatibile con Torrent e RapidShare.by CINEMAeVIAGGI

fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 19

I migliori beach bar del mondoDopo un’intensa giornata passata in spiaggia ad abbronzarsi, nuotare e divertirsi con amici, spesso ci si ritrova stanchi ed accaldati per il forte sole estivo. La cosa ideale è quella di prendere qualcosa di fresco, magari nei pressi della spiaggia. Nel tempo, da semplici capanni o baracche dediti alla vendita di qualche bibita e snack, i beach bar sono diventati dei veri e propri luoghi di ritrovo oppure parti distinte di villaggi e resort. Gli amanti delle discoteche non contenti di ballare tutta le notte, iniziano a divertirsi sulla spiaggia già dal primo pomeriggio, quando i DJ resident dei beach bar iniziano a suonare. Molti associano anche un ristorante per soddisfare chi ha voglia di mettere qualcosa sotto i denti. La spiaggia è diventata un importante luogo di divertimento estivo. Lo scorso anno la rivista americana Forbes ha stilato una classifica dei migliori beach bar al mondo ed alcuni di essi mantengono la propria autorità nel campo del divertimento.

Papeete Beach (Milano Marittima, Italia)
Il Papeete Beach ha riscosso negli ultimi anni un successo tale da farlo diventare senza dubbio uno dei luoghi di incontro più frequentati della riviera romagnola ed forse uno dei beach bar meglio organizzati d’Italia. Un club di tendenza sulla spiaggia di Milano Marittima che è cresciuto nel tempo ed attualmente può contare per la distribuzione di bevande su sei bar. Ogni giorno dal tardo pomeriggio fino alla notte centinaia di ragazzi vengono qui a ballare sui lettini ed ai bordi della piscina in un’atmosfera entuiasmante fatta di buona musica. La sigla: “Ooh Papeete! Mi sembra di volare, la gente in riva al mare fa: ooh Papeete! Ooh!” è diventata un must conosciuto in tutta Italia!

Tropicana Beach Club (Mykonos, Grecia)
Sulla Paradise Beach, una delle più famose spiagge della splendida isola di Mykonos, si raccoglie tutta la gioventù che da ogni parte del mondo (anche se nel mese di agosto sono in realtà tutti italiani) trascorre le proprie vacanze sull’isola greca più chic e trasgressiva. Una festa che inizia pian piano nel pomeriggio per raggiungere il suo apice la sera. Tutti agli ordini di Sasà Mykonos, un vocalist ed animatore italiano divenuto una celebrità a Mykonos. Una gran numero di party si volgono sulla spiaggia di notte: musica dance e tanto divertimento.

Sa Trincha Beach Bar (Ibiza, Spagna)
Ibiza è famosa per le sua vita notturna, ma per molti forse sembra troppo riduttivo poter ballare soltanto dal tramonto alle prime luce dell’alba. Quindi tutti gli amanti della discoteca non si recano sulla spiaggia di Las Salinas, dove da oltre dieci anni al calar del sole il Sa Trincha Beach Bar si anima con cocktail e musica. Una spiaggia incantevole fa da cornice ad atmosfera e, tra un Mojito ed un Daiquiri, tutti si divertono aspettando una nuova folle nottata. Un ambiente molto informale (la maggior parte dei ragazzi è in costume) permette di divertirsi senza dover perdere troppo tempo a prepararsi.

Big Sur Bar (Formentera, Spagna)
Lungo la strada che collega Es Pukols e La Savina, sulla spiaggia di Ses Illetes, si trova il Big Sur Bar, il locale più trendy di Formentera. Un gran numero di turisti, tra i quali vip e calciatori, si godono qui un aperitivo al tramonto, sicuramente il più bello di Formentera. Nella splendida atmosfera offerta dalla musica lounge e chillout, Big Sur Bar non è un semplice chiringuito (nome dato in Spagna ai bar-chiosco che si trovano sulle spiaggie), ma un vero e proprio ristorante, dove dal pomeriggio tutti ballano in attesa del termine della giornata.

Puro Beach (Marbella, Spagna)
Nella città amata dai ricchi arabi che hanno fatto di gran parte di essa una loro proprietà, il Puro Beach è un’istituzione in tutta la Costa del Sol, considerato da Forbes come il miglior beach bar al mondo. Una piscina, una serie di poltrone appartate dal design affascinante creano un ambiente raffinato e discreto. Di sera però all’improvviso si trasforma quanto inizia le feste che attirano qui un gran numero di persone da tutta la città e dalle zone limitrofe. Nel caso non vi troviate a Marbella, bensì nelle Baleari, più precisamente sull’isola di Maiorca, potrete ripiegare (si fa per dire) sul Puro Beach che si trova a Palma.

Nikki Beach (Miami, USA)
Il Nikki Beach fa parte di una catena di beach restaurant & bar presente negli USA ed in altre parti del mondo (tra le altre Francia e Messico), ma la sua perla è quello che si trova a South Beach, Miami. Da molti definito un paradiso in Terra, il Nikki Beach si trova all’inizio della Ocean Drive, su una spiaggia bianca impreziosita da accattivanti palme. E’ diventato un insostituibile punto di riferimento dell’entertainment di classe a Miami, una delle città più edonistiche al mondo, dove champagne e cocktail a mezzogiorno sono semplice routine. Divertimento, relax e tanta musica di giorno e di notte attirano un gran numero di persone, in un meltin’ pot che riunisce tutti i luoghi della Terra.

Duke’s Waikiki (Honolulu, USA)
Nell’incantevole scenografia delle Hawaii, il Duke’s Waikiki si trova tra due dei più spettacolari grand hotel che si trovano sulla spiaggia di Waikiki, il Moana Surfrider e il Royal Hawaiian. E’ principalmente un ristorante raffinato ma informale dove è possibile assaggiare pesce appena pescato ascoltando in sottofondo le soavi note della musica hawaiana. Quando il giorno finisce è si può ammirare un tramonto mozzafiato nel mezzo dell’Oceano Pacifico tra cocktail di frutta e musica live insieme ad un gran numero di persone venute qui per fare festa, ma sempre nel massimo relax.

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Giu 19

L’altra sporca ultima metaTitolo originale: The longest yard
Nazione: USA
Anno: 2005
Genere: commedia
Durata: 1h50m
Regia: Peter Segal
Sceneggiatura: Sheldon Turner
Fotografia: Dean Semler
Musiche: Teddy Castellucci
Cast: Adam Sandler, Chris Rock, James Cromwell, Ed Lauter, Burt Reynolds, Courtney Cox, Nelly, William Fichtner, Michael Irvin, Bill Goldberg, Terry Crews, Dalip Singh, Nicholas Turturro, Bill Romanowski, Kevin Nash, Brian Bosworth, Cloris Leachman

Trama
Paul Crewe è un giocatore di football di talento squalificato dalla lega professionistica per essersi venduto una partita. Dopo un acceso litigio con la fidanzata fugge via ubriaco al volante dell’auto della ragazza e viene arrestato dalla polizia per aver provocato un incidente. Finisce nel carcere federale di Allenville, in Texas, perché il direttore ha corrotto un po’ di persone avere il campione per i prossimi tre anni. Sono infatti cinque anni che la squadra di football delle sue guardie carcerarie non vince il campionato e vuole che Paul li alleni. Nel frattempo, Paul organizzare un match amichevole le guardie e i detenuti ma quella partita sarà vista da tutti come qualcosa di poco amichevole.

Recensione
Il maggior pregio di “L’altra sporca ultima meta” è quello di non far rimpiangere troppo la pellicola originale. Il film è infatti il remake del film “Quella sporca ultima meta” diretto da Robert Aldrich ed interpretato da Burt Reynolds. Peter Segal sceglie come protagonista il suo fido Adam Sadler, già utilizzato nei suoi precedenti film “Terapia d’urto” e “50 volte il primo bacio”. Se dunque i maggiori responsabili del film sono due che di solito prediligono il genere della commedia, si comprende subito come “L’altra sporca ultima meta” perda ogni riferimento drammatico della pellicola originale. Questo però non deve necessariamente rappresentare un difetto, perché se insieme a Sandler, sempre su buoni livelli, c’è un Chris Rock in un discreto stato di forma, allora le risate non mancano e, dunque, il film non può che essere divertente. Burt Reynolds, protagonista allora, riesce a ritagliarsi una parte apprezzabile senza diventare la parodia di se stesso, come spesso avviene quando un attore partecipa al remake di un film da lui interpretato. Anche se il carcere sembra un luogo di divertimento dove tutti si divertono e pensano soltanto ad allenarsi per il torneo di football, “L’altra sporca ultima meta” mantiene una sua credibilità, in particolar modo nella sequenza della partita. Se l’originale offriva un match che sarebbe entrato nella storia del cinema sportivo, qui assistiamo a qualcosa di godibile ed entusiasmante. Tra un inseguimento in pieno stile “O.J. Simpson”, carcerati dopati e esagerate macchiette omosessuali, vecchie segretarie ninfomani, direttori appassionati di football, è facile stroncare queste situazioni come stupide e prive di credibilità, ma nell’insieme straordinariamente funzionano, grazie anche ad una colonna sonora straordinaria e perfettamente in linea con l’atmosfera del film.
Tutto sommato un film divertente, senza alcuna pretesa né di offrire qualcosa di profondo, né di confrontarsi con l’originale dal quale si distacca nettamente per la componente comica del tutto assente nell’originale. “L’altra sporca ultima meta” possiede tutti gli elementi presenti nei tipici blockbusters statunitensi, ma essendo un remake, è chiaro che la sua finalità era quella di fare soldi. Per fortuna oltre a quelli, sono riusciti a fare la gioia di molti spettatori.

Voto: 69%

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Giu 19

Isola Tiberina (Roma)Dal 18 giugno al 30 agosto 2009 l’isola Tiberina torna ad essere il centro del cinema a Roma con “L’isola del Cinema”, uno dei più importanti eventi cinematografici estivi in Italia. Giunta alla sua XV edizione, “L’isola del Cinema” è un’occasione importante per vedere i migliori film della passata stagione, partecipare a meeting con i protagonisti del cinema, assistere a retrospettive, mostre ed partecipare ad eventi legati al cinema.
In occasione dei cinquant’anni dal primo ciak del film “La dolce vita” di Federico Fellini, sarà allestita un’enorme scenografia con le immagini del film, collocata sul portale d’ingresso della “Sala Cinema” che quest’anno è stata ribattezzata “Sala Fellini”. Il film è anche il protagonista della serata del 25 giugno con un grande festa con importanti ospiti, tra i quali, Rino Barillari, Adriano Celentano, Valeria Ciangottini, Carlo Riccardi e Mario Maldesi.
“L’isola del Cinema” intende offrire ampio spazio al cinema italiano con due sezioni. “Cantiere Italia” oltre ad essere dedicato alla proiezione di film italiani, rappresenta un momento di incontri con attori attori e registi che accompagnano i propri film nel giorno in cui vengono proiettati: Giovanni Veronesi (18 giugno), Giuseppe Piccioni (21 giugno), Pappi Corsicato (22 giugno), Fausto Brizzi (24 giugno), Davide Ferrario (16 luglio) e Giulio Manfredonia (28 luglio) sono alcuni dei registi presenti durante le serate speciali con la possibilità di confrontarsi con il pubblico. “Nuovo cinema italiano” è invece la sezione che concede un po’ di notorietà ai nuovi talenti italiani, spesso in difficoltà a causa della poca fiducia di produttori e distributori italiani.
Secondo la tradizione della manifestazione romana, è presente anche una sezione internazionale con un gran numero di produzioni cinematografiche straniere. La novità più interessante dell’edizione 2009 de “L’isola del Cinema” è la rassegna curata da Daniele Piccini, “Pellicole ed arte dal Paese del Sol Levante”, nella quale si inserisce l’anteprima mondiale, il 13 luglio, del film “Amalfi”, diretto dal regista giapponese Hiroshi Nishitani. Il film racconta la storia vera di un diplomatico straniero che lavora nella città costiera di Amalfi. Esaminando il caso di una giovane ragazza giapponese rapita a Roma nel periodo di Natale, inizierà una serie di indagini per ritrovare la ragazza. Non solo cinema giapponese, ma un vero bagno nella cultura nipponica: sono previsti infatti una mostra di fumetti manga, una serie di spettacoli dal sapore orientale ed un buffet con prodotti tipici del Sol Levante.
Desta curiosità ed interesse “I mestieri del cinema”, una nuova sezione dedicata ai lavori che ruotano intorno al cinema (regia, recitazione, sceneggiatura, scenografia, montaggio, trucco) con alcuni laboratori didattici aperti al pubblico e curati dalla Scuola di Cinema di Roma.
Nello spazio di fronte al grande portale della “Sala Fellini” viene allestito uno spazio dedicato all’“L’isola della Cultura” con un caffè letterario che ospita incontri ed eventi dedicati alla letteratura ed alla poesia. Gli incontri letterari sono curati in collaborazione con la casa editrice E/O, mentre Roberto Piperno ospita poeti che declamano le loro poesie dedicate all’isola Tiberina, di fronte alla splendida nave di Esculapio. Negli spazi interni invece sono presenti alcune mostre fotografiche dedicate ai personaggi ed alle location del cinema degli anni passati.
“L’isola del Cinema” è solo uno dei tanti appuntamenti contenuti in “Estate Romana 2009”, una serie di eventi, manifestazioni, concerti, feste e fiere che riempiranno le calde serate romane.

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Giu 19

L’articolo seguente, traduzione di Regreso a la Luna, del nostro partner spagnolo “Gravedad Cero“, ci viene inviato da Carlo Ferri, dottorando in Fisica presso l’Institut de Ciències de l’Espai (CSIC-IEEC) di Barcellona.

A distanza di poco più di un mese per le celebrazioni del 40esimo anniversario del primo allunaggio, l’uomo si appresta a tornare sulla Luna e questa volta lo fa in modo robotico. Dalla stazione spaziale di Cape Canaveral, domani (giovedì 18 giugno 2009) la NASA lancerà a bordo di un unico razzo Atlas V – proprio come è avvenuto un mese fa con i satelliti Herschel e Planck dell’ESA – le sonde spaziali Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) e Lunar CRater Observation and Sensing Satellite (LCROSS).
Così, tra tutti gli oggetti del Sistema Solare, rivolgiamo lo sguardo di nuovo verso la Luna, l’oggetto più brillante del cielo notturno e unico satellite naturale del nostro pianeta.

Dall’ultima volta che l’uomo lasciò la sua impronta sulla superficie lunare, pochissime sono state le missioni che hanno mantenuto l’interesse per le sue sabbie seleniche. Eppure, dopo l’annuncio dell’ex-presidente George W. Bush nel gennaio 2004 sull’importanza di costruire colonie lunari, le sonde LRO e LCROSS rappresentano oggigiorno il simbolo del rinnovato interesse nordamericano per la conquista di nuovi territori.

In questo senso la missione LRO ha lo scopo di fare una radiografia del sottosuolo lunare e cercare possibili luoghi sicuri per futuri allunaggi, preparando così il ritorno degli astronauti alla Luna. Dopo un viaggio di quattro giorni il veicolo si disporrà su un orbita polare attorno al satellite, ad un’altezza di circa 50 chilometri. Da lì porterà avanti ricerche per lo studio degli effetti della radiazione cosmica nell’ambiente lunare e alla quale verrebbero esposti gli astronauti, impiegando un plastico speciale in grado di simulare il tessuto umano. Inoltre, grazie alla realizzazione di mappe 3-D della superficie lunare attraverso strumenti che lavorano nel rango ultravioletto, LRO potrà individuare potenziali risorse naturali con particolare interesse alla possibilità di trovare acqua allo stato solido.

Così, quella che sta diventando una vera e propria ossessione per la comunità di esperti in pianeti solari ed extrasolari, rappresenta anche la sfida principale del suo compagno di viaggio, LCROSS, che porterà allo spazio un missile destinato a bombardare un cratere della Luna, localizzato a ridosso della zona permanentemente ombreggiata. L’impatto lancerà materiale della sua superficie nello spazio creando un pennacchio di polvere che, per alcuni giorni, perdurerebbe sospeso nella “atmosfera” lunare. Solo allora LCROSS verrà diretto verso il materiale liberato dall’esplosione per raccogliere misure sulla sua composizione e che saranno trasmesse direttamente alle stazioni terrestri, prima che la nave spaziale si schianti contro il suolo. In questo modo ci si aspetta di stabilire l’eventuale presenza di acqua (ghiaccio o vapore), idrocarboni, materiali idratati e altre risorse naturali fondamentali per lo sviluppo di attività umane sulla Luna. Secondo le previsioni l’impatto sarà così imponente che lo si potrà osservare dalla Terra persino con un telescopio amatoriale, tra il 7 e 11 di ottobre di quest’anno.

Entrambe le missioni rappresentano, in definitiva, un ottimo banco di prova per verificare la tecnologia, le operazioni di volo, le tecniche di esplorazione, ridurre i rischi e aumentare la produttività per arrivare a Marte ed oltre. Tuttavia, risultano fondamentali anche per il proseguo delle attività scientifiche che si occupano di districare questioni sulla storia della Terra, il Sistema Solare e, perché no, sulla nostra posizione privilegiata (o no) nell’Universo. La Luna è il nostro vicino più prossimo, situato a “solo” circa quattrocentomila chilometri dalla Terra. È normale, quindi, cercare risposte nel mondo che ci è più familiare grazie a missioni come queste che non sono altro che un altro gradino nella lunga scalata per conoscere le nostre origini o, in altre parole, “Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”.

L’autore:
Carlo Ferri si occupa di astrofisica delle alte energie e in particolare del trattamento dei dati dell’XMM-Newton dell’ESA per lo studio di novae in fase di post-esplosione e di variabili cataclismiche. Scrive regolarmente per Tuttoscienze e per El Pais.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 19


Ieri finalmente si è realizzato un sogno, da quando conosco e frequento la critical mass catanese ho sempre sognato di pedalare con tutta massa di biciclette da Catania centro al quartiere periferico e “pericoloso” di Librino, e portare il messaggio delle due ruote ecologiche anche li, cosa mai accaduta dalla nascita del movimento qui a Catania.

Organizzandomi con alcuni amici siamo finalmente riusciti a riuscire nell’impresa, sponsorizzando il tutto e arricchendo l’evento con una tappa verso la nuova porta della bellezza dove l’ideatore Antonio Presti ci avrebbe spiegato la sua opera d’arte.

L’evento è riuscito a perfezione, i partecipanti, oltre 50 si sono divertiti tantissimo e l’angolo culturale davanti alla porta della bellezza è stato molto interessante dove sono anche state fatte molte domande all’artista sulla sua opera.

Concludo solo con una piccola nota…alcuni non hanno creduto in questo progetto, ritenevano che andare a Librino era troppo pericoloso per la critical mass, e mi sono preso delle frasi come “sei pazzo” invece tutto è andato alla grande nessun problema neanche minimo, verrebbe la voglia di passarci più spesso… mi viene in mente una frase che reputo molto vera:

Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo lo cambiano davvero.

Mi permetto anche di citare il commento rilasciato da Chiara di Salvatore riguardo alla serata di ieri:

Un’esperienza fantastica…montare sulla propria bici e insieme ad altre decine di convenuti riappropriarsi della propria città in maniera sana e dinamica lungo un percorso che ci ha visti discendere la Via Etnea per poi prendere Via Garibaldi, passare sotto il fortino e dirigerci verso La Porta della Bellezza, a Librino, con il suo ideatore che è venuto con noi in tandem e ci ha amabilmente descritto l’opera! Che serata meravigliosa! Grazie a tutti…

Era la prima volta che questa ragazza partecipava alla critical mass, da molti anni che non usava la bici e così come lei per molti ieri è stato l’evento che li ha fatti rimettere in sella dopo anche oltre 10 anni! Motivo in più di soddisfazione

Ecco infine alcune foto scattate proprio dalla macchina fotografica di Chiara (in alto trovate le ultime, in basso le prime, se volete vederle in ordine cronologico quindi partite dal basso):























Ringrazio tutti i partecipanti per aver reso questa critical mass indimenticabile.

Ricordo che l’appuntamento è tutti i mercoledì in piazza Roma alle 21.30, si parte alle 22 circa. Non mancate!
Per ulteriori informazioni e news qui il blog della critical mass catanese. Qui il sito.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 17

PECCATO, PERCHÈ PER una breve stagione sembrava giornalismo vero, cazzuto, d’inchiesta. Addirittura, era stato uno dei protagonisti con Alexander Stille di un documentario-denuncia della Pbs americana sull’Italia del Berlusconi 2 e di chi resisteva allo sfascio. Invece, ci pare che sia solo uno piccinino piccinò, che lo fa di mestiere e a fini di lucro.

Money quote: Bugiardo e falso, Travaglio attribuisce a Daria Bignardi il taglio dell’intervista, che sa essere stata una scelta del direttore di RaiDue, ovvero del suo stesso direttore di Anno Zero, che Travaglio non ha il fegato nemmeno di citare. Bugiardo falso e stupido, Travaglio ritiene che Daria Bignardi abbia trovato una “scusa” per tagliare un’intervista che aveva scelto di fare lei stessa. Bugiardo e falso e vile, Travaglio si inventa che Daria Bignardi abbia “giurato” che l’intervista sarebbe stata trasmessa nell’ultima puntata: e anche in questo dirotta dove gli è più facile le accuse che ha paura di fare ad Antonio Marano, anche perché Marano lo prenderebbe a ceffoni visto che simile promessa non l’ha mai fatta nemmeno lui.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 17

SONO GIOVANI, SONO bravi e secondo me insieme si divertono anche un casino. Pre-requisito quest’ultimo per un’ora più che piacevole con Kondor, il Condor con la cappa, la trasmissione radiofonica estiva condotta dalla brava Cinzia Spanò e dal mitico Gianluca Neri, su testi degli stessi con la deliziosa Ilaria Mazzarotta. Su Radio 2, tutti i giorni dal lunedì e venerdì, da oggi fino al 4 settembre, quando torna il Condor “originale”. Io non me li perderei…

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 17

Vacanze studio InpdapOgni anno l’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (Inpdap) offre a numerosi ragazzi soggiorni estivi di vacanza studio della durata di quindici giorni. Tali soggiorni, sia in Italia che all’estero, rappresentano un’opportunità per unire momenti di svago e di divertimento ad attività culturali ed allo studio di una lingua straniera. E’ un esperienza importante che permette di aprire la propria mente, conoscendo luoghi e persone diversi, confrontandosi con culture diverse in un momento di crescita importante per i ragazzi. Un’occasione per fare amicizie e vincere le proprie timidezze perché è quasi impossibile ritrovarsi nella stessa destinazione dell’eventuale amico con il quale si è fatta la domanda. In realtà non si è soli perché sono tanti altri i ragazzi nella stessa situazione e con i medesimi obiettivi: imparare, divertirsi e farsi nuovi amici. Anche i ragazzi disabili possono partecipare alle vacanze Inpdap in quanto viene offerta loro l’assistenza continua di personale qualificato.
Le vacanze studio Inpdap sono riservate ai ragazzi dai 7 ai 18 anni (non compiuti), figli ed orfani di iscritti e pensionati dell’Inpdap, di dipendenti dell’istituto e di lavoratori e pensionati pubblici iscritti al Fondo credito. I soggiorni, circa diecimila in Italia e trentamila all’estero, vengono assegnati attraverso un concorso che l’Inpdap bandisce agli inizi dell’anno solare. L’Inpdap assegna ai vincitori della vacanza studio in modo casuale la struttura di destinazione tenendo comunque in considerazione il periodo del viaggio, la lingua che si intende studiare e l’aeroporto di partenza indicati sulla domanda di ammissione alla vacanza studio.

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SoggiorniVacanze studio Inpdap
I soggiorni in Italia si svolgono in diverse località balneari e di montagna situate in prossimità di luoghi di particolare interesse storico, culturale, artistico e turistico. Sono previste sia vacanze ricreative (dai 7 agli 11 anni) che vacanze abbinate allo studio di una lingua straniera (dai 12 ai 14 anni). Le vacanze studio Inpdap all’estero sono riservate ai ragazzi dai 14 anni fino ai 18 non compiuti. Sono finalizzate allo studio della lingua straniera e vengono organizzate in Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Malta e Spagna, dove i ragazzi vengono alloggiati in college o in alberghi assieme a gruppi di coetanei provenienti da tutta Europa. Le vacanze studio Inpdap prevedono oltre al corso di lingua straniera anche corsi di sport tenuti da istruttori qualificati ed escursioni e visite presso luoghi di interesse culturale e musei accompagnati da guide autorizzate.
La gestione delle vacanze studio non viene effettuata direttamente dall’Inpdap, ma da tour operator specializzati che forniscono tutte le informazioni utili per lo svolgimento della vacanza. In particolare, vengono comunicate per posta alle famiglie dei ragazzi: il giorno, ora e luogo dell’appuntamento per la partenza; le modalità del viaggio; le condizioni di trasferimento e le forme assicurative utili per risolvere eventuali problemi durante il soggiorno. Le partenze vengono scaglionate in turni e le date di ogni turno sono pubblicate ogni anno sul sito dell’Inpdap.

Corsi di linguaVacanze studio Inpdap
Le lingue studiate durante le vacanze studio dell’Inpdap sono l’inglese, il francese, il tedesco e lo spagnolo e non deve essere necessariamente la stessa lingua straniera studiata a scuola. Un test d’ingresso consente di valutare il livello di preparazione dei ragazzi e di così suddividerli in diverse classi formate da un massimo di quindici partecipanti. Le lezioni sono tenute da insegnanti madrelingua ed alla fine del corso ogni partecipante riceve un certificato di frequenza ALTE (Association of Language Testers in Europe), un importante associazione di istituzioni europee che forniscono certificazioni linguistiche. Un certificato ALTE stabilisce il livello di competenza linguistica di una persona non solo a livello accademico ma anche professionale, fondamentale quindi nel mondo del lavoro.

Contributo spese, rinuncia e richiesta di rimborsoVacanze studio Inpdap
Le famiglie dei ragazzi che si aggiudicano le vacanze studio devono versare un contributo spese costituito da due parti: una quota fissa, uguale per tutti i partecipanti ed una variabile, in base al valore ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente, un sistema che permette di stimare la fascia di reddito cui appartiene la famiglia) rilasciato dall’Inps, dal Comune o dalle sedi Caf. Dopo aver ricevuto la lettera di ammissione alla vacanza, si hanno a disposizione cinque giorni per versare la quota di partecipazione. Deve essere utilizzato esclusivamente il bollettino di conto corrente postale prestampato incluso nella lettera inviata dall’Inpdap, nel caso di smarrimento di tale bollettino è possibile utilizzare un bollettino bianco inserendo i dati che è possibile reperire sul sito dell’Inpdap. E’ possibile rinunciare al viaggio studio segnalandolo entro dieci giorni dalla ricezione della lettera di ammissione, ottenendo il rimborso della somma versata. In caso di gravi problemi di salute (ricovero in ospedale o pronto soccorso) è possibile rinunciare entro dieci giorni prima della partenza ed ottenere il rimborso totale della somma versata. Le rinunce dettate da altre motivazioni danno diritto alla restituzione della sola quota variabile, solo se la richiesta sia presentata entro il decimo giorno antecedente la data di partenza.

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Norme comportamentali e rientri anticipatiVacanze studio Inpdap
Oltre al regolamento della struttura ospitante, i ragazzi devono osservare alcune semplici norme comportamentali: obbligo di frequenza delle lezioni, pena il mancato rilascio dell’attestato ALTE; prendere parte alle attività relative al tempo libero; divieto di fumare e di utilizzare alcolici e sostanze stupefacenti; seguire le direttive del capogruppo e non abbandonare mai il gruppo ed e la struttura ricettiva senza aver prima avvertito e fornito opportune spiegazioni. I ragazzi che non rispettano queste regole rischiano il rientro anticipato in Italia e in questo caso le spese di rimpatrio sono a carico del partecipante. Inoltre, il ragazzo rimpatriato per motivi disciplinari viene escluso da tutte le vacanze studio Inpdap organizzate negli anni successivi. Nel caso in cui, invece, il rientro sia necessario per malattia, motivi familiari, incapacità di adattamento, le modalità di rimpatrio vengono valutate caso per caso.

Documenti necessariVacanze studio Inpdap
Nel caso di viaggio all’estero o di viaggio in Italia con l’aereo, per i ragazzi di età inferiore ai 15 anni, è necessario un attestato d’identità personale ad uso espatrio, rilasciato dal comune di residenza e vidimato dalla questura (non sono valide tessere ministeriali o ferroviarie). Per i viaggi in Italia in pullman o in treno non è richiesto alcun documento d’identità.
Per i maggiori di 15 anni occorre invece la carta d’identità non scaduta e, nel caso di viaggio all’estero, valida per l’espatrio (oppure un passaporto convalidato con il bollo annuale).
Entro cinque giorni della data di partenza deve essere compilata, a cura del medico di famiglia, la scheda sanitaria, necessaria per l’assistenza sanitaria. Una volta arrivati presso la propria struttura turistica, la scheda va consegnata al personale responsabile che la restituirà al termine del soggiorno con l’indicazione di eventuali malattie rilevate durante la vacanza.
In mancanza di un documento per l’espatrio, della scheda sanitaria o della non corretta validità di questi, si viene esclusi dalla vacanza.

Informazioni utiliVacanze studio Inpdap
Tutti moduli necessari per le vacanze studio Inpdap possono essere scaricati online sul sito dell’ente (http://www.inpdap.gov.it), oppure possono essere ritirati presso le sedi provinciali o territoriali dell’Inpdap; il modulo comprende anche una dichiarazione congiunta che i genitori devono firmare per autorizzare il minore alla partecipazione al viaggio. I documenti e la dichiarazione ISEE devono essere presentati o spediti per posta o per fax alla sede Inpdap della provincia in cui risiede il minore; ai documenti vanno allegate le seguenti fotocopie: un documento di riconoscimento del minore, i codici fiscali e un documento di identità dei genitori. Per conoscere la propria posizione nelle graduatorie delle vacanze studio Inpdap è sufficiente cliccare nella sezione “Soggiorni e vacanze” il link testuale “Esito” che fornisce, oltre al risultato, una serie di informazioni utili per la vacanza. L’Inpdap comunque invia per posta una lettera con l’esito del concorso.
Se non si è risultati vincitori è tuttavia possibile sperare di essere inseriti nei posti lasciati vacanti da vincitori che hanno rinunciato alla vacanza studio. Alcuni operatori dell’Inpdap contattano telefonicamente i primi esclusi per verificare la loro disponibilità a partire. Conviene anche controllare le informazioni di viaggio fino alla data segnalata per la partenza, in quanto potrebbe subire variazioni per esigenze di natura organizzativa.
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Giu 17

Richiesta rimborso Trenitalia per ritardo o disservizioDa quando le Ferrovie dello Stato hanno puntato sui treni ad Alta Velocità con la sua tanto autodecantata flotta veloce, capeggiata dal treno Frecciarossa, sembrava che qualche personaggio serio si fosse messo a capo dell’azienda ed avesse finalmente pensato di fare le cose come è necessario per un Paese civile. Non volendo considerare lo stato in cui versano i treni regionali, diretti & co., fatiscenti e perennemente sporchi, tutto sembra quasi sempre funzionare a regola d’arte per quanto riguarda invece i treni Eurostar Italia Alta Velocità ed Eurostar Italia nonché gli Intercity, Intercity Plus, Eurocity ed Eurostar City Italia. Malgrado le pubblicità promuovano l’impeccabile velocità e precisione di questi treni, capita spesso che in realtà questi arrivino in ritardo o che siano causa di disagio per i passeggeri. Le Ferrovie dello Stato offrono una sorta di garanzia mettendo a disposizione una richiesta di rimborso in caso di ritardo o di mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione. Sul sito Trenitalia è infatti specificato che se un treno a lunga percorrenza arriva con un ritardo superiore a:
- 25 minuti, nel caso di treno Eurostar Italia Alta Velocità (AV e AV Fast), Eurostar Italia (ES* e ES* Fast);
- 30 minuti nel caso di treno Intercity, Intercity Plus, Eurocity per il percorso nazionale (esclusi treni Cisalpino), Eurostar City Italia;
- 60 minuti nel caso di treno Intercity notte o Espresso;
i viaggiatori avranno diritto ad un bonus valido per l’acquisto, entro sei mesi dalla data del rilascio, di altri biglietti di viaggio, senza diritto ad alcun rimborso o resto in danaro. Le soglie sopra indicate non si considerano comprese, in altre parole, ad esempio, nel caso di un treno Eurostar Italia si ottiene il bonus dal 26esimo minuto di ritardo.Sito Trenitalia.it
Se invece l’impianto di climatizzazione di una carrozza non funziona nei treni sopra indicati (senza distinzione) è possibile vedersi assegnato il posto in un’altra carrozza di classe pari o superiore. Nel caso questo non fosse possibile, il viaggiatore a diritto al bonus secondo le modalità descritte in caso di ritardo. In questo caso però, è necessario farsi annotare sul biglietto dal personale di bordo tale fastidiosa circostanza.
Nel caso davvero sfortunato di mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione con coincidente arrivo in ritardo del treno viene rilasciato soltanto un bonus.
Sempre sul sito Trenitalia, viene specificato che il bonus non viene corrisposto:
- nel caso di ritardi per causa di forza maggiore, di lavori programmati sulla linea resi noti alla clientela nei modi d’uso, di scioperi (fino a 3 ore successive alla fine dello sciopero), fatto determinato da terzi che influiscono sulla circolazione (occupazione dei binari da parte di estranei alla ferrovia, incendi, calamità naturali) o ordine dell’autorità pubblica (giudiziaria o di polizia);
- in favore dei possessori di abbonamenti o di titoli di viaggio validi per l’accesso ai treni con un prezzo complessivo non divisibile;
- per i viaggi sulle tratte nazionali effettuati con treni Cisalpino.
I viaggiatori devono richiedere il bonus entro 30 giorni dalla data del viaggio. La richiesta può essere presentata presso la stazione di arrivo (presso le biglietterie, gli uffici assistenza e informazioni) o inviata per posta agli indirizzi riportati sul modulo stesso, indicando i propri dati personali (nome, cognome ed indirizzo) ed inserendo il biglietto di viaggio e la prenotazione del posto a sedere.
Nel caso di biglietto acquistato in modalità ticketless (online sul sito Trenitalia), il cliente dovrà allegare, la stampa della ricevuta di pagamento pervenuta via e-mail (qualora in fase di acquisto abbia selezionato tale opzione) o rilasciata a bordo treno oppure l’e-mail di conferma o, in mancanza, indicare il codice della prenotazione (PNR) e quello di cambio prenotazione (CP).
Modulo richiesta rimborso Trenitalia per ritardo o disservizioIl bonus non può essere richiesto online, anche se il biglietto è stato acquistato sul sito Trenitalia, in quanto la richiesta di rimborso presente sul sito è relativa soltanto al caso in cui si rinuncia al viaggio per proprie esigenze personali.
Tutto sembrerebbe esposto nei minimi particolari, in realtà sono diverse gli episodi spiacevoli, tanto che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha già multato Trenitalia per pratiche commerciali scorrette.
Molti sono infatti i rimborsi negati laddove comunque sussistono tutti i presupposti per ottenerlo. Spesso Trenitalia infatti si appella alla frase “nel caso di ritardo per causa di forza maggiore, di lavori programmati sulla linea resi noti alla clientela nei modi d’uso” ed il rimborso viene negato per tali eventi “pubblicizzati” (come i ritardi dovuti agli adeguamenti della linea ferroviaria). In realtà il motivo del ritardo nessuno lo conosce né è possibile saperlo in anticipo perché ne sul sito Trenitalia né sui maggiori organi di stampa e TV vengono pubblicizzati tali ritardi. Inoltre, nel caso in cui si riesca a “vincere” il bonus, tale rimborso non viene recapitato entro trenta giorni come indicato, bensì dopo circa tre, quattro mesi.
La cosa importante è tuttavia chiedere il rimborso per il ritardo o il disservizio ritirando il “modulo per la richiesta di bonus”, presente presso le biglietterie e gli uffici informazioni delle stazioni e consegnarlo entro i trenta giorni prestabiliti (evitate di inviarlo tramite posta, ma consegnatelo personalmente presso gli uffici preposti in stazione).

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Giu 17

Harrison Ford è l’attore più pagato di HollywoodLa rivista americana di economia e finanza Forbes ha stilato, come ogni anno, la classifica degli attori più pagati negli ultimi dodici mesi. La classifica tiene conto degli introiti relativi non soltanto ai film interpretati, ma anche alle pubblicità ed alle altre attività collegate alla loro professione di attori. L’attore più pagato di Hollywood è Harrison Ford. L’attore americano ha guadagnato la considerevole cifra di 65 milioni di dollari, grazie soprattutto alla sua interpretazione in “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”, quarto episodio della saga. La Paramount, per convincere l’attore inizialmente restio ad interpretare ancora il ruolo dell’avventuriero, gli ha presentato un assegno che difficilmente avrebbe potuto rifiutare. Al secondo posto tra gli attori più pagati dell’anno si piazza Adam Sandler, con un guadagno complessivo di ben 55 milioni di dollari. Tre i film interpretati negli ultimi dodici mesi: “Racconti incantati”, “Zohan - Tutte le donne vengono al pettine” e “Funny People”, nuova commedia in uscita nelle sale americane a fine luglio. Sul podio, al terzo posto, troviamo Will Smith con la cifra di 45 milioni di dollari, grazie ai film “Hancock” e “Sette anime”, film diretto dall’italiano Gabriele Muccino.
Questa la classifica dei dieci attori più pagati di Hollywood negli ultimi dodici mesi:

1. Harrison Ford (65 milioni di dollari)
2. Adam Sandler (55 milioni di dollari)
3. Will Smith (45 milioni di dollari)
4. Nicolas Cage (40 milioni di dollari)
4. Eddie Murphy (40 milioni di dollari
)
6. Tom Hanks (35 milioni di dollari)
7. Tom Cruise (30 milioni di dollari)
8. Jim Carrey (28 milioni di dollari)
8. Brad Pitt (28 milioni di dollari)
10. Johnny Depp (27 milioni di dollari)

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Giu 17

last minute ed al risparmioSecondo un’indagine condotta dal sito di prenotazioni di viaggi Expedia, le vacanze 2009 in tempo di crisi saranno brevi ed economiche, sfruttando opportunamente last minute ed offerte scontate, frutto di ricerche su internet. Gli italiani non rinunceranno alle proprie vacanze, stando però attenti al portafoglio. Brevi soggiorni anziché una o due settimane di vacanza, utilizzando offerte last minute. L’Italia viene preferita alle destinazioni estere, cercando così di risparmiare sui costi del volo aereo. Tuttavia l’estero rimane una meta ambita anche se all’insegna del risparmio. Secondo il sondaggio, dunque, il 41% degli italiani ha dichiarato che effettuerà una vacanza breve, minore di una settimana; mentre soltanto l’11% si concederà un periodo più lungo. Ben il 20% degli intervistati non andrà in vacanza, non rinunciando comunque alle proprie ferie, sfruttando gite fuori porta. Infine, il 7% degli intervistati ha affermato che quest’estate non andrà in vacanza per motivi di lavoro.

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Giu 17

di Bruno Tinti
(ex Procuratore della Repubblica Aggiunto di Torino)

da TogheRotte

I discorsi ufficiali costituiscono sempre un problema: non si capisce mai bene cosa vogliano dire davvero. Restiamo tutti lì a pensare: ma con chi ce l’ha?

Così mi è successo con l’ultimo discorso del Presidente della Repubblica, quello pronunciato davanti al Consiglio Superiore della Magistratura.

E mi sono chiesto: ma se esprimo, nel modo più garbato e civile, le mie perplessità; e poi mi dicono che non ho capito niente e che Napolitano voleva dire cose diverse da quelle che ho capito io; che figura ci faccio?

Poi ho pensato che qualcuno doveva pur sacrificarsi perché le parole del Presidente della Repubblica sono importanti e, se sono state dirette contro le persone e le istituzioni sbagliate, allora, sempre nel modo più garbato e civile, la cosa va rilevata.

E se invece sono state dirette contro quelle giuste, allora bisogna compiacersene.

Dunque, ha detto Napolitano che la giustizia non funziona; che i cittadini si sono stufati di questo disservizio e che hanno perso fiducia nella magistratura; che la colpa di ciò sta nell’incapacità della classe politica di intervenire con risorse economiche e provvedimenti legislativi adeguati. Riassunto, questo, sicuramente rozzo ma fedele.

Per quanto mi riguarda, non posso che convenire con questa diagnosi disperata.

Tanto più disperata perché sono propenso a ritenere che una classe politica che ha approvato il lodo Alfano, la riforma (l’abolizione) delle intercettazioni telefoniche e il bavaglio all’informazione; e che si appresta a sottrarre al Pubblico Ministero la disponibilità della Polizia Giudiziaria e la possibilità di iniziare autonomamente un’indagine; non desisterà né da tal genere di iniziative legislative (ma ormai il progetto complessivo è praticamente realizzato) né dall’affamare l’amministrazione giudiziaria, lasciandola nel coma in cui versa attualmente.

Poi però Napolitano ha detto che anche la magistratura ha le sue colpe: prima di tutto sul piano dell’efficienza del processo; poi per via di “tensioni e opacità sul piano dei complessivi equilibri istituzionali”; e poi per le “tensioni ricorrenti” al suo interno.

Diciamo che ha ragione nella misura di 1 su 3; è vero che la magistratura ha forti problemi con un Consiglio Superiore dominato dalle correnti, con un Associazione Nazionale Magistrati (il sindacato dei giudici) a sua volta dominata (in realtà costituita solo) dalle correnti, con una gestione della carriera dei magistrati troppo spesso inquinata da criteri clientelari e fatalmente destinata ad annullamenti (e pesanti critiche) ad opera del TAR.

Ma che l’inefficienza del processo e gli scontri con la politica siano addebitabili ai giudici, questo proprio no.

Napolitano non può ignorare che il nostro codice di procedura penale, malamente scopiazzato da quello statunitense e reso sempre più inefficiente da interventi incompetenti e improvvisati, non garantisce gli imputati (i cittadini poveri sono stritolati e i ricchi possono impunemente abusare dei loro diritti); e garantisce invece una durata infinita del processo.

Napolitano non può ignorare che i giudici italiani sono pochi (anche se non pochissimi) e soprattutto malamente distribuiti in una miriade di inutili e costosi piccoli uffici giudiziari che dilapidano le scarse risorse dell’amministrazione della giustizia.

Napolitano non può ignorare che il personale amministrativo (cancellieri, segretari, ufficiali giudiziari, commessi etc) è sottodimensionato nella misura di quasi il 40% di un organico che già sarebbe insufficiente se completo. E che la nostra ineffabile classe politica ha risolto il problema riducendo per legge questo organico alla misura attuale, con il che ha potuto affermare che esso è completo al 100%!

Napolitano non può ignorare che, per consentire un orario di lavoro che garantisca ai giudici l’indispensabile collaborazione del personale ausiliario, bisognerebbe pagare imponenti quantità di straordinari (sempre di contratto di pubblico impiego si tratta); e che non solo i pochi straordinari fatti non vengono pagati se non con enormi ritardi; ma è stato emanato un vero e proprio divieto di ricorrervi. Sicché, alle 14,30 di ogni giorno, tutti a casa.

Come possa il Presidente della Repubblica, certamente non ignaro del peso specifico delle sue esternazioni, affermare che “la magistratura non può non interrogarsi su sue corresponsabilità dinanzi al prodursi o all’aggravarsi delle insufficienze del sistema giustizia” proprio non si capisce.

Quanto alle “tensioni e opacità sul piano dei complessivi equilibri istituzionali”, Napolitano resta coerente.

Il suo intervento ai tempi dell’indagine sui magistrati di Catanzaro fu rivelatore di una precisa scelta di campo: di “guerra tra procure” si trattava e non di un’indagine che la Procura di Salerno doveva (doveva) aprire a seguito di una denuncia di numerosi e gravi reati commessi da quei magistrati.

E che ancora oggi, dopo il riconoscimento giurisdizionale della legittimità di quella indagine e dei provvedimenti adottati dai magistrati di Salerno, nessuno (e nemmeno il Presidente della Repubblica) abbia sentito la necessità di ristabilire la verità, attribuendo alle due Procure coinvolte nella presunta “guerra” il ruolo che loro competeva (Pubblici Ministeri che indagano su gravi reati attribuiti ad indagati, per caso anch’essi Pubblici Ministeri), non è cosa che lascia tranquilli proprio sul piano “dei complessivi equilibri istituzionali”.

Di nuovo Napolitano non può ignorare che la magistratura italiana è costantemente aggredita da quegli stessi uomini politici che, oggetto di indagine per gravi reati, si ribellano al controllo di legalità doverosamente esercitato nei loro confronti come nei confronti di qualsiasi altro cittadino.

E nemmeno può ignorare che questi indagati ed imputati eccellenti godono della chiassosa e spregiudicata solidarietà di tutta (o quasi) la classe politica italiana. Proprio come avvenne, per restare in tema, quando l’ex Ministro della Giustizia Mastella trasformò la sua “Relazione al Parlamento sullo stato della giustizia nel Paese” in una autocertificazione di innocenza, ricevendone un plauso generale.

E’ molto grave che il Presidente della Repubblica, di fronte ad una classe politica che, sistematicamente, tenta di garantire l’impunità a se stessa e ai suoi sostenitori mediante la delegittimazione della magistratura, non stigmatizzi esplicitamente questo progetto eversivo e pericolosissimo per l’ordinamento democratico; ma tenti di ridurre il problema, di nuovo, ad una “guerra” tra poteri istituzionali, dove politica e magistratura vengono messe sullo stesso piano, dove i magistrati vengono ritenuti capaci di commettere quelle stesse illegalità che essi tentano di accertare e reprimere in un contesto sempre più difficile e pericoloso, per loro come per il Paese.

Ecco, mi permetto di dire che il Presidente della Repubblica non ha bisogno di esibire imparzialità; che attribuire torti e ragioni non necessita di bacchettate a tutti i contendenti; che un giudice (ma si, restiamo in tema), per dimostrare quanto è “terzo e imparziale”, non ha bisogno di condannare un imputato solo per metà dei reati che il pubblico ministero gli ha contestato e di assolverlo per l’altra metà, anche se di quest’altra metà egli è colpevole.

Il primo Magistrato della Repubblica deve, proprio come l’ultimo dei Giudici o dei Sostituti Procuratori, non solo “essere” ma “apparire” imparziale.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 17

di Marco Travaglio
(Giornalista)

da L’Unità dell’11 giugno 2009

Mentre il presidente del Consiglio definisce «grumi eversivi» e «nemici politici» i giudici che han condannato il suo amico David Mills per essere stato corrotto da lui, impunito e impunibile per Lodo ricevuto; mentre racconta che suo padre, grande educatore, «mi diceva sempre: se vuoi far del male al prossimo devi fare il delinquente, o il pm, o il giornalista»; mentre impone alle Camere di abolire, senza discutere, le intercettazioni e la cronaca giudiziaria; mentre il procuratore di Napoli sottrae al pm titolare, avoca a sé e stralcia le indagini sul sottosegretario Bertolaso per la truffa dei rifiuti «per non intralciare l’azione del governo»; mentre il procuratore di Verona che indaga sui nazisti viene pestato in strada dai nazisti;

mentre partiti mandano al Parlamento europeo 4 pregiudicati e una decina di indagati, anche per mafia; mentre la Procura di Roma si arrampica sugli specchi per far archiviare il caso Berlusconi-Saccà e sequestrare per «violazione della privacy» le foto che ritraggono il premier con nani e ballerine aviotrasportati su aerei di Stato; mentre non si trova quasi più nessun pm che indaghi sui potenti o protesti contro le leggi che lo disarmano; mentre l’Anm non osa neanche pronunciare la parola «sciopero» e il Csm si dedica a cacciare anziché a difendere le poche toghe scomode superstiti; ecco, mentre accade tutto ciò, il capo dello Stato va al Csm e denuncia il «comportamento impropriamente protagonistico» di certi magistrati e gli «elementi di disordine e tensione che purtroppo si sono clamorosamente manifestati in talune procure».

Magari.

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Giu 17

Il prestigioso premio Nazionale del Presidente della Repubblica, bandito ogni anno dall’Accademia Nazionale dei Lincei, è stato assegnato per l’edizione 2009 a Patrizia Caraveo, Dirigente di Ricerca dell’INAF presso l’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano.

La notizia era stata pubblicata con anticipo sui tempi redazionali anche da Wired, rivista arrivata a noi abbonati pochi giorni fa. Sarà un caso che l’astrofisico Giovanni Bignami (in copertina) che ha scoperto la stella Geminga con la scienziata, sia anche il marito di Patrizia? :-)

Giallo nel giallo il nome “geminga” coincide anche con la frase “non c’è niente” nel dialetto milanese… insomma il mistero si infittisce :-)

Erano venti anni che il riconoscimento non veniva assegnato a uno scienziato coinvolto nello studio dell’Universo e comunque arriva 60 anni dopo quello assegnato a Giuseppe Occhialini, fisico di fama internazionale, considerato uno dei padri dell’esplorazione del Cosmo con i satelliti e iniziatore della scuola milanese di Astrofisica da allora attiva e qualificata a livello internazionale.

Il premio, che finora era stato assegnato solo ad un’altra “scienziata”, nel 2001 per la medicina, testimonia la rilevanza della carriera scientifica di Patrizia Caraveo, incentrata soprattutto sullo studio delle stelle di neutroni nelle varie bande di radiazione elettromagnetica, dall’ottico fino ai raggi gamma e accompagnato da oltre 140 lavori pubblicati sulle più quotate riviste internazionali, tra cui Science e Nature. In particolare, Patrizia Caraveo ha identificato e studiato “Geminga”, una intensa sorgente di raggi gamma di natura sconosciuta scoperta nel 1975 che, dopo anni di accurate indagini, è stata classificata come pulsar, una stella di neutroni in rapidissima rotazione. Oltre ad aver contribuito in modo determinante all’analisi delle osservazioni in raggi gamma ed X di questo oggetto celeste, Patrizia Caraveo ha poi coordinato l’analisi dei dati ottici arrivando a misurare il moto proprio e la parallasse della debolissima controparte ottica di “Geminga” con il Telescopio Spaziale Hubble, grazie ai quali è stato possibile determinare per la prima volta la distanza di una stella di neutroni isolata.

“Geminga” è un corpo celeste del tutto peculiare. A differenza della popolazione delle pulsar “classiche” infatti, sin dalla sua scoperta non presentava alcuna emissione nella banda radio, almeno nel limite della sensibilità dei più potenti radiotelescopi. E’ stata, quindi, la prima pulsar rivelata per la sua emissione dominante nei raggi gamma. Fin dagli anni ’90 Patrizia Caraveo aveva avanzato l’ipotesi che “Geminga” fosse il prototipo di una nuova classe di pulsar, silenti nella banda radio ma forti emettitori di raggi gamma. Questa teoria era così in grado di spiegare la natura di gran parte delle sorgenti di raggi gamma, non altrimenti identificate, che allora rappresentavano il 90% delle della totalità delle sorgenti gamma galattiche. Questa ipotesi ha trovato conferma nei risultati recenti ottenuti dalla missione “Fermi”, il potente satellite per astronomia delle alte energie della NASA lanciato in orbita nel mese di giugno del 2008. La scoperta di “Geminga” ha così aperto nuovi orizzonti nella comprensione della fisica delle stelle di neutroni e della loro emissione e le tecniche sviluppate per le indagarne le sue proprietà, in particolare l’abbinamento di osservazioni in raggi X e ottiche, sono diventate standard per l’identificazione e studio di sorgenti di raggi gamma galattiche.

Mediante osservazioni con il telescopio per raggi X a bordo della missione XMM-Newton dell’ESA, Patrizia Caraveo ha inoltre ricostruito, per la prima volta, il processo di accelerazione delle particelle cariche nella magnetosfera di un pulsar. Ciò è stato possibile grazie a due risultati eccezionali pubblicati dalla prestigiosa rivista Science nel 2003 e nel 2004. Il primo riguarda la scoperta inaspettata di uno “strascico” di raggi X, due code rilevate nel solco tracciato dal moto della stella di neutroni nel gas interstellare, dovuto all’emissione di sincrotrone di elettroni (o positroni) accelerati ad altissime energie che sfuggono alla magnetosfera della stella. Il secondo risultato riguarda la scoperta di macchie più calde sulla superficie della pulsar, dovute all’impatto di particelle cariche focalizzate dagli intensi campi magnetici della stella. Questa caratteristica era stata ipotizzata ma mai osservata prima ed ha consentito di tracciare per la prima volta il percorso delle particelle accelerate nella magnetosfera di un pulsar.

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Giu 17

La statistica trova il fondamento della propria esistenza nell’utilità che fornisce, soprattutto nel dare supporto alle decisioni, tramite la trasformazione dei dati in informazioni. Detto in altre parole, la statistica è utile per prendere buone decisioni, ed è per questo motivo che viene utilizzata pressoché dappertutto ed è stata inserita nella maggior parte dei corsi universitari.

Prima che i dati possano essere elaborati e quindi da essi si possano estrarre informazioni, è necessario raccoglierli in maniera opportuna. Per far ciò esistono due metodi principali:
- le indagini censuarie (effettuate su tutta la popolazione, appartenenti al ramo della statistica detto “statistica descrittiva”, forniscono risultati certi, salvo errori nella fase di raccolta o di elaborazione dati);
- le indagini campionarie (effettuate su un sottoinsieme della popolazione definito “campione”, appartenenti al ramo della statistica detto “statistica inferenziale”, forniscono risultati probabilistici).

Come vengono create quindi le “statistiche ufficiali” ? Presso l’anagrafe di ogni comune sono registrate le caratteristiche demografiche di base della popolazione ivi residente. Tali caratteristiche, suddivise fra dati di flusso (rilevazione di nascite, morti, matrimoni, immigrazioni, emigrazioni) e dati di stock (ammontare della popolazione), danno luogo a dati disaggregati territorialmente secondo i principali caratteri demografici e sociali, dati che alimentano la produzione di statistiche ufficiali.

Il censimento rappresenta l’altro elemento centrale della statistica demografica. Il primo censimento italiano risale al 1861 e da allora i successivi hanno avuto luogo con sostanziale cadenza decennale. La responsabilità delle operazioni di rilevazione – prima attribuita alla Direzione Generale della Statistica – è, dal 1926, stata trasferita all’ISTAT, Istituto centrale di statistica.Non solo lo Stato o gli enti pubblici raccolgono ed elaborano dati a beneficio dell’intera collettività, esistono anche grandi aziende private che commissionano indagini (soprattutto campionarie) a società (private) specializzate nella raccolta e nell’elaborazione di dati statistici.

Esistono due principali partizioni della statistica: la statistica descrittiva e quella inferenziale.
La statistica descrittiva ha come obiettivo la descrizione di fenomeni che riguardano intere popolazioni. Si tenga conto che una popolazione non è soltanto l’insieme dei circa 60 milioni di italiani, ma anche l’insieme costituito soltanto dagli studenti iscritti al corso di laurea in Scienze Statistiche, presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Torino (che, non so se lo sapete, sono pochissimi). La statistica descrittiva – nella fase di elaborazione dei dati – si avvale di strumenti matematici che rappresentano indicatori sintetici della popolazione esaminata.

La statistica inferenziale ha come obiettivo l’inferenza, cioè estendere informazioni campionarie alla popolazione da cui è stato estratto il campione. Ha quindi il pregio di condurre analisi su campioni più o meno piccoli, facendo risparmiare in questo modo tempo e denaro, ma ha il difetto di fornire risultati non certi, ma soltanto probabilistici.

I principali strumenti matematici tipici della statistica inferenziale sono:
- la verifica di ipotesi (che consiste nel sottoporre a falsificazione un’ipotesi di ricerca su una determinata caratteristica della popolazione);
- gli intervalli di confidenza (che consistono in intervalli entro i quali – con un buon livello di probabilità – ricade il parametro ignoto della popolazione che si vuole conoscere).

La statistica è quindi una materia scientifica costituita da un insieme di metodi matematici, il cui fine è ottenere informazioni più o meno certe, ma comunque in grado di fornire indizi validi ai fini statali, sanitari, commerciali, ecc. (l’elenco sarebbe piuttosto lungo e noioso, tanto è vero che la statistica è ormai dappertutto).

Lo statistico si limita a fornire i dati raccolti all’organo che li ha richiesti, dando anche il necessario supporto per l’interpretazione dei dati stessi. Sarà comunque l’organo che ha commissionato la ricerca che alla fine dovrà prendere una determinata decisione sulla base di quei dati. A tal fine potrà avvalersi del supporto di un esperto del problema che è stato sottoposto ad indagine. Dato che spesso vengono realizzate indagini campionarie, e quindi sia lo statistico che l’esperto del problema, che l’organo che ha commissionato la ricerca sono costretti a lavorare su dati probabilistici (e quindi non deterministici), è necessario – ai fini della genuinità dei risultati della ricerca – che tutti i soggetti coinvolti siano onesti, evidenziando tutti i limiti dei metodi statistici, per poter pervenire ad una corretta interpretazione dei dati.

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Giu 17

Apprendiamo dalla associazione e nostro Partner californiano Bridges to Italy, che è stato reso noto oggi il nome della vincitrice del “THE PREMIO AWARD, HONORING ITALIAN WOMEN SCIENTISTS IN AMERICA”, una selezione di alcune tra le più importanti scienziate italiane in America.

La vincitrice affronterà il viaggio in Italia per ricevere il premio durante l’evento ITWIIN 2009, che vede anche la partecipazione di alcune tra le migliori inventrici / innovatrici il 18 giugno presso il Circolo della Stampa a Palazzo Serbelloni a Milano
Il premio è stato istituito quest’anno per raggiungere alcuni ambiziosi obiettivi, tra cui:

  1. Aumentare la visibilità delle donne scienziato;
  2. Moltiplicare le opportunità di finanziamento per i progetti della vincitrice;
  3. Formare donne italiane innovatori sul trasferimento tecnologico secondo il modello americano

Il concorso ha attirato alcune delle migliori e più brillanti menti femminili che svolgono ricerca scientifica in America: oltre 40 persone hanno partecipato alla selezione del premio.

Una giuria di esperti in California nei settori delle scienze della vita, nanotecnologie e cleantech hanno poi effettuato una selezione fino a tre finaliste selezionate sulla base del merito delle loro ricerche.

Infine i tre nomi delle finaliste con le relative schede sono state segnalate alla comunità del social network su Ning di Bridges to Italy. Inizialmente i voti davano vincente Giovanna Scapin, nata di Schio in provincia di Vicenza, laureatasi a Padova e ora Sr. Scientist presso Schering-Plough (NY). La sua ricerca è incentrata sulla cura e la prevenzione del diabete di tipo II senza causare i soliti effetti collaterali delle moderne terapie.

Col passare del tempo, tuttavia, divenne chiara la rimonta della Prof.ssa Alessandra Luchini, di Novara, ricercatrice presso il Centro di Proteomica applicata e Medicina Molecolare (CAPMM), George Mason University, VA.

Alla chiusura del voto on-line oggi a mezzogiorno (ora del Pacifico), Luchini ha superato la Scapin 43% a 42%.

La Prof.ssa Luchini, bioingegnere uscita anch’essa dall’Università di Padova, ha svolto ricerche sulle nanotecnologie in oncologia guadagnandosi riconoscimenti internazionali, in particolare il suo lavoro riguarda l’utilizzo delle nanotecnologie per la diagnostica clinica: una tipologia di nanoparticelle “core-shell”, cioè caratterizzate da un “cuore” che contiene un biomarcatore-esca, in grado di individuare e misurare una grande quantità di marcatori del sangue e del corpo, non rilevabili con i metodi tradizionali ed estremamente efficaci nel rivelare precocemente la presenza di tumori, malattie infettive o neurodegenerative, disturbi cardiaci, eccetera.
Vai al suo progetto

La terza finalista è Alessandra Franco di Roma, Assistente Professore di Pediatria. Medico specializzato in immunologia, ha studiato all’Università di Roma La Sapienza per poi approdare nel 1991 in California, dove è rimasta come Assistant Adjunct Professor of Pediatrics alMoores Cancer Center dell’Università di San Diego. Il suo è un progetto di ricerca che parte da molto lontano, mirato alla messa a punto di un vaccino “universale” contro i tumori epiteliali, basato sulla scoperta che determinati antigeni di tipo glicidico sono in grado di riconoscere e uccidere in vitro carcinomi che esprimono carboidrati (praticamente un’infinità): creare un vaccino su queste basi potrebbe quindi essere impiegato su larghissima scala, sia su pazienti affetti da cancro sia nella prevenzione su persone sane, con ottimi risultati anche in termini di rapporto costi/benefici.

Di seguito la ricerca della Prof.ssa Luchini, vincitrice del Premio

Fonte: Bridges to Italy

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Giu 17

Correte in edicola nei prossimi giorni a comprare il più bel numero di Wired finora uscito in Italia (uscirà nei prossimi giorni) e a noi abbonati arrivato pochi minuti fa in redazione. Il numero è monograficamente dedicato alle missioni lunari e marziane, ricco di splendide immagini del nostro satellite, ma anche le interviste a Buzz Aldrin (titolo dell’articolo: “E’ già nato l’uomo che andrà su Marte”). Con immagini di sorprendenti nitidezza che da sole valgono già il prezzo della rivista.

In copertina per il mese di luglio della rivista, Giovanni Bignami, superguest editor di questo numero. Atrofisico e docente di astronomia a Pavia, ha scoperto la stessa Geminga , Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana fino al 1° agosto 2008.

Bignami ci spiega almeno 10 buone ragioni per non tornare sulla Luna e puntare direttamente su Marte.

Ma anche articoli come la presentazione della “biosuit”, la nuova tuta per gli astronauti del futuro, realizzata da una azienda di abbigliamento per motociclisti di Vicenza (!), e indossata da Dava Newman del MIT. E l’intervista allo scienziato Dennis Wingo, che ha salvato le foto dei lunar orbiter dalla distruzione affittando i vecchi locali abbandonati da un McDonalds e chiamando ironicamente il magazzino McMoon. Poi un racconto Sci-Fi di Bruce Sterling dal titolo “2061 uccidiamo la luna”, che immagina un futuro, neanche troppo lontano, in cui un bibliotecario dal nome illustre si chiede perché siano rimasti gli unici a credere alla propaganda spaziale. “Diventare astronomo via Internet” invece spiega come sia possibile diventare “piccoli astronomi” utilizzando strumenti di osservazione messi a disposizione dal Web.
E poi troverete l’articolo di Simonetta Di Pippo, astrofisica e direttore dei Voli abitati dell’ESA.
Si parla anche di turismo spaziale (dove Google e Nasa creano talenti per portare il primo volo privato sulla Luna) e tanto tanto altro in questa monografia davvero “lunatica”.

Ah, dimenticavo! L’editoriale è del direttore, Riccardo Luna! E chi sennò?

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 17

Molti di noi possono pensare che un frigorifero vuoto consumi meno di uno pieno ma non è affatto così.

I cicli di accensione e spegnimento del motore nel caso di in frigorifero pieno diventano meno frequenti ed essendo l’energia consumata per l’accensione del motore molto elevata questi fanno si che convenga tenerlo pieno.

Inoltre è molto utile averlo pieno di alimenti anche perché quando si apre lo sportello la temperatura salirà solo di poco preservando il fresco dentro il frigorifero in quanto si riduce lo scambio termico. Ovviamente in caso di assenza prolungata è consigliabile svuotarlo e tenerlo spento. Gli stessi consigli valgono ed in maniera maggiore anche per il freezer.

Se dovete comprarne uno nuovo vi consiglio di badare più ai consumi annui che alla classe energetica, un grosso frigorifero A+ consuma quasi sempre più di un normale frigorifero A.

Fortunatamente l’unione europea ha fatto un ottimo lavoro al riguardo e quando andrete nei negozi per acquistarne uno troverete in bella vista un etichetta con i consumi annui di ogni apparecchio.

Fonte Ecoage.

In alto potete vedere un prototipo di frigorifero solare.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 17

E dopo i militari nelle strade italiane vedremo anche questi tizi assieme a ronde padane e tant’altro…complimenti ancora a chi ha votato i folli leghisti e Berlusconi…chissà dove andremo a finire.

Il tizio del video in alto è Gaetano Saya la cui pagina di Wikipedia è stata oscurata in seguito di minaccia di azioni legali contro i redattori della voce!

P.S. Da notare che la bandiera italiana della sua divisa è messa al contrario (il verde va a sinistra)!

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Giu 15

È ARRIVATO IL momento di Garry B. Trudeau e del suo Doonesbury.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 15

IL MONDO SI divide tra leader e follower, tra chi detta il passo e chi segue la marcia. Il Guardian evidentemente ritiene di essere nella prima metà, e mette online una straordinaria “google-mappa” aggiornata in tempo più o meno reale di dove si trovino i suoi inviati e corrispondenti, con tanto di foto dei vari giornalisti e il link all’ultimo pezzo che hanno scritto.

Propongo che venga fatta anche da noi una cosa del genere, iniziando con i dipendenti delle testate giornalistiche Rai (quella regionale è la più grande in Italia, con più di mille professionisti a contratto). Mi interesserebbe sia la collocazione geografica che l’ultimo servizio a cui hanno lavorato (possibilmente con la data)…

Grazie a Luca

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 15

UNA CONSIDERAZIONE PRELIMINARE: l’esistenza di connessioni Internet Wi-Fi abbondanti e gratuite negli Usa è una leggenda metropolitana, paragonabile alle credenze sugli unicorni, i vampiri e i fin troppo reclamizzati hot-spot di Telecom Italia dalle nostre parti (”Sono 10mila, sono ovunque!”).

Ebbene, se vi trovate a passare da Filadelfia durante il fine settimana, può convenire prendere il treno e arrivare all’aeroporto, perché sabato e domenica il Wi-Fi di AT&T è gratuito per tutti. Durante la settimana, invece, pagano tutti tranne che gli studenti, che comunque è già qualcosa…

(Ps: indovinate dove sono e come ho fatto a mettere online questo post…)

(Pps: piccoline ma belle le mini-mostre e la galleria di poster dei film girati in città… mica pochi, tra l’altro!)

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Giu 15

IN INDIA UN ministro ha scoperto Twitter, e gli Usa sono invidiosi perché i loro politici ancora non ci sono arrivati…

Money Tweets:

Have given 13 interviews in 3 languages and 2 more TV shows pending. A little overwhelmed by the media scum.
3:31 PM May 19th from TwitterBerry

Scrum. I meant, scrum.
3:32 PM May 19th from TwitterBerry

@renuka book will be published in 2010. A collection of my tweets. Tentative title: “Meet, Eat and Tweet: Using Twitter to Keep the Public Tharoorly Uninformed.”
9:35 PM Jun 5th from TwitterBerry

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Giu 15

IslandLa Island Archway, una delle più famose formazioni rocciose dell’Australia è crollata in mare in pochi secondi durante la notte del 9 giugno. Il meraviglioso arco naturale, alto circa 25 metri, era una delle attrazioni paesaggistiche più ammirate lungo la Great Ocean Road, una straordinaria strada panoramica che permette di osservare paesaggi straordinari lungo la costa australiana.
Island Archway è dunque sparita per sempre, il suo arco non esiste più (foto di sinistra) lasciando ormai visibili soltanto due grandi faraglioni (foto di destra). Nel 2005 già ne erano caduti altri, appartenenti al celebre gruppo dei “Dodici Apostoli”, enormi strutture rocciose alte più di 60 metri, al largo della costa a sud-occidentale di Melbourne, lungo la panoramica Great Ocean Road.
Laddove non è l’uomo a distruggere la natura, è essa stessa a farlo: queste mastodontiche formazioni rocciose sono infatti di natura calcarea, molto fragile e vittima dell’erosione del mare e della pioggia, ed inoltre soggetta alla forza del vento.
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Giu 15

Titolo originale: Identity
Nazione: USA
Anno: 2003
Genere: thriller
Durata: 1h27m
Regia: James Mangold
Sceneggiatura: Michael Cooney
Fotografia: Phedon Papamichael
Musiche: Alan Silvestri
Cast: John Cusack, Ray Liotta, Alfred Molina, Amanda Peet, John Hawkes, Clea DuVall, Jake Busey, John C. McGinley, Rebecca DeMornay, William Lee Scott, Leila Kenzle, Pruitt Taylor Vince, Carmen Argenziano, Marshall Bell, Frederick Coffin

Trama
Durante una notte buia ed devastata da un incessante temporale dieci estranei si incontrano in un motel in cerca di riparo per la notte: un’attrice, un’autista di limousine, una prostituta, una coppia sposata con un bambino, un poliziotto ed il carcerato che sta trasportando, una coppia di fidanzati, il gestore del motel. Un oscuro assassino comincia ad uccidere uno ad uno gli ospiti del motel. Nel frattempo il killer psicopatico Malcom Rivers, a poche ore dalla pena capitale, viene condotto di fronte al giudice perché il suo analista è convinto di dimostrare la sua pazzia e così salvarlo dalla pena di morte.

Recensione
“Identità” è uno dei migliori thriller degli ultimi anni. La sua trama articolata, la solida regia di James Mangold, le ottime interpretazioni di John Cusack e Ray Liotta ed un’ambientazione inquietante nel classico motel sperduto sono solo alcuni ingredienti di questo film ben architettato, ricco di colpi di scena ed che offre livelli di tensione sempre molto alti. Mangold riesce nel non facile compito di rendere credibile una storia surreale che ricorda nella sua struttura e nei suoi personaggi il romanzo “Dieci piccoli indiani” di Agata Christie. Protagonisti infatto sono dieci individui, ognuno con la propria identità ed un alone di mistero tali da renderli affascinanti. Ottima la scelta di raccontare frammenti delle loro vite e le circostanze che li hanno portato dritti al motel attraverso una serie di flashback inseriti durante il procedere della storia. Uno di loro, come nel romanzo della famosa scrittrice di gialli, è per forza l’assassino perché il luogo in cui si trovano è un isolato e spaventoso motel, un classico della cinematografia horror americana. Buone le prove degli attori del cast, tra i quali senza dubbio spiccano John Cusack, capace di interpretare con abilità ruoli di genere totalmente diverso, e Ray Liotta, sempre nei panni dell’uomo duro e virile.
“Identità” può far leva nel suo ritmo serrato che percorre la via del thriller con qualche subitaneo sconfinamento nell’horror, su un ottima scelta delle ambientazioni, nella caratterizzazione dei personaggi ed una solida sceneggiatura in grado di spiazzare continuamente lo spettatore attraverso un gioco mentale realizzato con cura ed abilità.
“Identità” è un film di genere, capace di inchiodare alla poltrona grazie ad una trama se non troppo originale di sicuro intricata ed affascinante, ed un finale dai risvolti imprevedibili.

Voto: 86%

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Giu 15

di Nicola Saracino
(Magistrato)

E’ nelle librerie da qualche giorno il “saggio” dal titolo “Magistrati l’ultracasta” scritto da Stefano Livadiotti, giornalista in forza a L’Espresso, 246 pagine, editore Bompiani, prezzo di copertina 17 euro.

Nei toni somiglia alle invettive che quotidianamente da molti anni raggiungono la magistratura, usata ormai da certa stampa e dalla politica come il pugile percuote il sacco: colpisci duro tanto lui non risponde.

A zittire i magistrati è intervenuto persino il Capo dello Stato, nel suo ultimo discorso nella veste di Presidente del C.S.M..

Un concorso facile.

La selezione dei magistrati avviene con un concorso pubblico nazionale riservato ai laureati in giurisprudenza, muniti di ulteriori requisiti per l’acquisizione dei quali servono almeno altri due anni, dopo i cinque del corso universitario. Vi partecipano in massa i laureati di tutta l’Italia, di ogni provenienza. Consiste nel superamento di tre diverse prove scritte (caratterizzate dall’anonimato) e di una prova orale vertente praticamente su tutto il corso di laurea. Dietro all’ultimo dei vincitori vi sono migliaia di esclusi.
Chi ha un’idea migliore per selezionare i magistrati si faccia avanti.

Una categoria di impuniti.

La tecnica adottata da Livadiotti non si segnala per arguzia. L’autore, infatti, scorre alcune vicende disciplinari, circa una decina, relative a fatti che partono dagli anni settanta.
Bene: i magistrati ordinari sono più di diecimila e se in quarant’anni di attività tutto quello che può loro rimproverarsi sono quegli episodi avremmo da rallegrarcene.
Del resto è un po’ come se, nel giudicare la categoria dei giornalisti esaminassimo solo i casi di coloro che nascondono i fatti ai loro lettori, vendendosi a questo o a quel padrone; o come se, nel valutare la classe degli ingegneri, si prendessero ad esempio solo quelli che hanno fatto cadere ponti e palazzi; o ancora, se nel catalogare i professori si additassero quei pochi pedofili che la cronaca ha smascherato; la sanità italiana sarebbe, di questo passo, rappresentata solo dalle morti dei pazienti e non dalle loro guarigioni ; le forze dell’ordine dagli isolati collusi con la delinquenza anziché dai loro martiri; gli avvocati solo dagli azzeccagarbugli e così via.
La realtà è diversa. La Sezione Disciplinare del CSM è uno dei giudici disciplinari più severi che esistano (con circa il 30% di condanne), spesso troppo severo, proprio perché condizionato dall’esigenza “politica” di assecondare l’empito giustizialista anti-magistrato.

Eccoli i fannulloni.

Purtroppo il gossip è ben presto divenuto il metro dell’agire giornalistico, il massimo che oggi sembra in grado di offrire chi, invece, lo spaccia per “inchiesta”.
Il messaggio che se ne ricava non è nuovo, ma perentorio e senza appello: i magistrati guadagnano troppo e lavorano poco. I dati, sgangherati, che sorreggono la demagogica affermazione si possono leggere, ad esempio, a pagina 40.
Nell’assumere a pretesto una lontana decisione disciplinare che dirimeva in un caso concreto la questione relativa a quanto lavoro potesse pretendersi dal magistrato (dato che la sua attività non è assoggettata ad un orario di ufficio predeterminabile) il relatore aveva ipotizzato un monte ore annuo di 1560. Ebbene il matematico Livadiotti che cosa fa? Lo divide per 365, quanti sono i giorni dell’anno,ricavandone lo strabiliante risultato secondo cui i magistrati lavorano mediamente 4 ore al giorno. Peccato che se i giorni sono 365, le settimane sono 52, proprio come le domeniche; senza contare che essendo stata abolita la schiavitù, devono sottrarsi anche i 30 giorni di ferie (gli ulteriori 15 giorni sono solo nominalmente definite ferie, ma servono a smaltire l’arretrato, cioè a scrivere i provvedimenti incamerati nelle ultime settimane di effettivo servizio e vanno considerati a tutti gli effetti giorni di lavoro). Il conto della serva è dunque smentito: dividendo quel monte ore (la cui esattezza nessuno potrà mai verificare sul campo, può aggiungersi essendo onesti intellettualmente) per il giusto quoziente si ottiene il risultato medio di circa 6 ore giornaliere di lavoro. Esattamente corrispondente alle 36 ore settimanali richieste a qualsiasi altra categoria.

I ritardatari.

Se l’inaugurazione dell’anno giudiziario è avvenuta il 23 gennaio 2009 mentre i francesi l’hanno fatta prima, lo si deve al ritardo col quale il Ministro ha presentato al parlamento la sua relazione sulla giustizia (art. 86 dell’ordinamento giudiziario). Cosa lasci supporre che i tribunali fossero chiusi prima di quella data resta un autentico mistero non rivelato da Livadiotti: è semplicemente una balla, e si sa, alle balle non è possibile applicare il braccialetto elettronico, ahinoi, esse girano liberamente e nessuno le ferma più. Non era, dunque, un magistrato quello che Livadiotti ha visto sciare nelle settimane precedenti al 23 gennaio 2009. Se li ha visti c’è, comunque, la prova che lui era in montagna ed il libro lo ha scritto ad alta quota!

I paperoni.

Guadagniamo troppo. Per fare due calcoli ed assumere a riferimento “prestazioni” paragonabili ho già detto che bastano due o tre parcelle in favore degli avvocati che difendono parti ammesse al patrocino a spese dello Stato a coprire interamente lo stipendio di un magistrato. Un giudice civile definisce in media ogni mese non meno di 30 processi, con sentenze ed altri provvedimenti.
Lo stipendio del magistrato è dominato dal principio della onnicomprensività, vale a dire che vi è uno “sconto” forfettario per chi paga, e cioè per lo Stato, discendente dal fatto che per i magistrati, a differenza di qualunque altra categoria di lavoratori dipendenti, non è previsto alcun compenso per lo “straordinario” o per la “reperibilità” e se si ammalano viene loro decurtata notevolmente la retribuzione.
Le pantagrueliche entrate extra alle quali viene fatto riferimento sono semplicemente risibili, dato che i pochi incarichi non giudiziari interessano un’esigua minoranza di magistrati (circa il 10%) e riguardano per lo più l’insegnamento per poche ore all’anno, come ognuno potrà verificare sul sito http://www.csm.it/ dove sono pubblicizzati i nomi dei magistrati con compensi da “paperoni” (in genere ben al di sotto dei mille euro all’anno).

Le “promozioni” immeritate.

Un ulteriore aspetto che fa inalberare Livadiotti è che lo stipendio cresce, nel tempo, anche se il magistrato, nel tempo, continua a fare … il magistrato! Ebbene, il responsabile di questo “scempio” Livadiotti poteva anche individuarlo, sol che avesse indagato un po’ più a fondo. Fu il Costituente, infatti, ad imporre che i magistrati si distinguano, tra loro, solo per le funzioni svolte. Questo perché un magistrato troppo ambizioso è anche incline al compromesso se all’agognato grado sia eventualmente collegato un aumento dello stipendio; così l’art. 107 Cost. ha cautamente sollevato il magistrato dal peso eccessivo del carrierismo, contrastante con la serenità che deve distinguerne il lavoro, ponendolo al riparo dall’esigenza di assecondare i voleri di questo o di quello, si dà rendere plausibile anche la prospettiva di rimanere giudice di un tribunale di provincia (ma a Livadiotti la provincia italiana, così bella e popolata da gente meravigliosa, fa poi così schifo? Forse che i provinciali non meritano buoni giudici? Boh …).
Proprio perché i magistrati si distinguono solo per la diversità delle funzioni svolte quelle che Livadiotti chiama “promozioni” sono, in realtà, semplici verifiche della professionalità che si succedono al ritmo di quattro anni: ogni magistrato è sottoposto ad uno screening sulla quantità e qualità del suo lavoro, i suoi provvedimenti vengono esaminati “a campione”, cioè a caso, e se non ha demeritato supera la verifica. La progressione economica collegata all’acquisizione di maggiore esperienza professionale è nella natura delle cose; un professionista con maggiore esperienza solitamente guadagna molto di più di uno alle prime armi. Lo stesso Livadiotti omette di dirci quanto lui guadagnasse dieci anni fa e quanto guadagna oggi (libro a parte, da me acquistato “in promozione” a 14 euro).

Il bilancio della giustizia e la geografia giudiziaria.

L’autore ricorda che la maggior parte dei fondi stanziati per il funzionamento della giustizia sono impiegati nel pagamento degli stipendi e delle spese del patrocinio a spese dello Stato, lasciando al lettore l’idea della netta preponderanza della prima sulla seconda voce. Personalmente liquido mensilmente tre o quattro parcelle agli avvocati delle parti ammesse al patrocinio a spese dello Stato per un importo non inferiore a quello dello stipendio di un uditore giudiziario.
Per carità, la difesa dei non abbienti è sacra, ma Livadiotti omette di dire che nel nostro paese l’evasione fiscale è talmente diffusa che l’evasore, oltre a non contribuire secondo le proprie capacità al bene comune, vampirizza le risorse pubbliche ed è quindi sensato supporre che a fruire di quel costoso beneficio sia molto spesso chi non ne avrebbe titolo, a scapito delle famiglie realmente in difficoltà e delle scarse risorse destinate al funzionamento degli uffici giudiziari.
Che la geografia giudiziaria italiana sia assolutamente arcaica, e quindi inefficiente, è cosa risaputa alla classe politica, l’unica che può intervenire, con legge, per ridisegnarla; da tempo i magistrati segnalano che la dimensione minima di un ufficio giudiziario non dovrebbe essere inferiore a 20 magistrati ma, si sa, sopprimere un tribunale fa guadagnare denaro ma perdere troppi voti. Ed i voti servono ai politici, non ai magistrati (almeno per ora!).

I giudici che giudicano i giudici.

Livadiotti, visto che mi conosci così bene e ti sei preso una bella confidenza verso di me ed i miei colleghi, mi sento autorizzato a darti del tu. E quindi mi permetti una domandina? Ma se io fossi talmente arrabbiato per tutte le inesattezze che hai scritto su di me e volessi deferirti alla “disciplinare” tu da chi saresti giudicato? Forse dai veterinari?
Guarda che in ogni settore i giudici disciplinari sono espressione della stessa categoria professionale del giudicabile; e questo perché le regole deontologiche e quelle tecniche di ogni professione devono essere amministrate dall’ordine di appartenenza. Perché non hai paragonato le statistiche con quelle della tua categoria? Credo che più d’un cittadino sia piuttosto deluso per come funziona l’informazione in questo paese, non meno di quanto si lamenti per la giustizia, per la sanità o per l’istruzione (per non parlare di banche ed assicurazioni).

Le degenerazioni correntizie.

Nessuno è perfetto. Anche noi abbiamo i vostri difetti.
Le famigerate “correnti” sono delle associazioni private esterne ed autonome rispetto all’ANM (che raccoglie circa il 90% dei magistrati italiani), con propri statuti ed organi gestionali, alle quali sono iscritti una minoranza di colleghi; esse, tuttavia, riescono ad assumere la gestione dell’ANM ed anche a determinare l’elezione dei loro aderenti al CSM.
L’esasperante importanza assunta dall’appartenenza di un magistrato a questa o a quella corrente nell’attribuzione dei più diversi incarichi (dai posti direttivi a quelli presso i ministeri, dove troppi magistrati sono distolti dai loro compiti) è oggi al centro dell’attenzione critica dell’opinione pubblica ed anche di parte della magistratura e sembra di poter cogliere qualche possibilità di auto correggere la rotta.
La cosa disdicevole è che il magistrato privo di “targa” è sostanzialmente tagliato fuori da ogni possibilità di “carriera” e, come dice Livadiotti con disprezzo, magari resta a vita a fare il giudice nel fatidico tribunale … di provincia!
Non è un mistero che Livadiotti abbia tratto ispirazione anche dagli scritti di Felice Lima pubblicati in questo blog per stigmatizzare questa pratica. Essa è oggettivamente riscontrabile giacché i dirigenti (i presidenti di tribunale ed i procuratori della Repubblica) quando non sono designati all’unanimità, riportano maggioranze “riconoscibili”, nel senso che essi sono votati da tutti i consiglieri di questa o quella corrente. In sostanza scelte di carattere tecnico si prestano ad essere intese come frutto di precostituita diffidenza verso chi non veste, nell’occasione, la giusta casacca.
Il fenomeno attenta gravemente alla credibilità del sistema tanto da aver allarmato il capo dello Stato (che del CSM è presidente) ed il problema si è acuito con l’aumento della discrezionalità conferita al CSM, non più vincolato dal criterio dell’anzianità nella scelta dei dirigenti e quindi del tutto libero di preferire un giovincello ad un magistrato di esperienza, con motivazioni sempre più spesso vagliate negativamente dal giudice amministrativo.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 15

di Antonio Padellaro e
Marco Travaglio

(Giornalisti)

da Voglioscendere

E’ il momento di tornare a farci sentire, le raccolte di firme non bastano più.

Con la controriforma delle intercettazioni e della cronaca giudiziaria, il regime punta a salvare i delinquenti e a privare i cittadini della necessaria informazione: vuole espropriarci di quel diritto che Luigi Einaudi definiva “conoscere per deliberare”.

Per questo il Fatto Quotidiano ha deciso di esordire in pubblico, prim’ancora di uscire nelle edicole, organizzando subito una notte bianca “No Bavaglio”. Perché la ragione sociale del nostro giornale è proprio questa: informare.

Ci troveremo tutti insieme la sera di mercoledì 8 luglio a Roma (il luogo lo stiamo scegliendo, per non lasciare fuori nessuno), per incontrarci e dire no alla legge eversiva e golpista del Signor P2 che mira a disarmare la magistratura e a imbavagliare la libera stampa.

Inviteremo sul palco giornalisti, scrittori e artisti per un grande happening di protesta, di satira, di testimonianza, ma soprattutto di informazione.

Spiegheremo la controriforma nel dettaglio, leggeremo e faremo ascoltare in originale le intercettazioni e le carte giudiziarie, anche inedite, dei grandi scandali politico-finanziari che il regime vuole nascondere ai cittadini.

I partiti e i politici di opposizione che vorranno aderire e partecipare tra il pubblico saranno i benvenuti.

Tenetevi liberi, invitate gli amici e restate in contatto con i nostri blog: ogni giorno vi aggiorneremo sugli sviluppi dell’iniziativa.
Più siamo, più il bavaglio si allontana.

Antonio Padellaro e Marco Travaglio

__________

(Vignetta di Natangelo)

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 15

Oggi è il 14 del mese, data del 14° consueto appuntamento per il Carnevale della Matematica questo mese ospitato da Matematica 2005 (vai alla pagina del carnevale).

Doppia cifra 14 dunque per il carnevale che, ricordiamo, è il giorno di ogni mese scelto grazie alla la sua coincidenza con le prime due cifre decimali del numero Pi-greco (3,1415…)

Perché si ricorda il 14 febbraio? Oltre che per il Carnevale della Matematica, che già di per sé sarebbe un evento da ascrivere agli annali della storia di Internet :-) lo ricordiamo anche per altri motivi prettamente scientifici.

IL CARNEVALE DELLA MATEMATICA

Il Carnevale della matematica è un’iniziativa ideata da .mau. sul modello del Carnival of Mathematics. E’ un tentativo di radunare dei blogger che parlino di matematica. Il 14 di ogni mese, un blogger si offre di scrivere un post che parli di matematica, raccogliendo i post di argomento matematico che gli sono stati segnalati, presentandoli brevemente: articoli di altri blog, software matematico, relazioni tra matematica e altre ambiti della conoscenza…insomma qualsiasi cosa abbia come tema la matematica e dintorni.

L’idea è che in questo modo si potranno conoscere nuovi blog e soprattutto nuova matematica (nel senso di “cose che non si sapevano, oppure modi nuovi di vedere le cose che si sapevano”).

La data del 14 del mese coincidono con le due cifre dopo la virgola dello sviluppo decimale di \pi) … ed è stata scelta anche solo più semplicemente perché è intorno a metà mese :-)

Ecco le date e i luoghi su cui sono stati postati i carnevali di tutte le edizioni

1. 14 maggio 2008: Prooof (postato!)
2. 14 giugno 2008: .mau. (postato!)
3. 14 luglio 2008: Matematicamedie (postato!)
4. 14 agosto 2008: Chartitalia (postato!)
5. 14 settembre 2008: Rudi Matematici (postato!)
6. 14 ottobre 2008: Matem@ticaMente (postato!)
7. 14 novembre 2008: Marcello Seri (postato!)
8. 14 dicembre 2008: Matematica 2005 (postato!)
9. 14 gennaio 2009: .mau. (postato!)
10. 14 febbraio 2009: Prooof (postato!)
11. 14 marzo 2009: Marcello Seri (postato!)
12. 14 aprile 2009: Gravità Zero (postato!)
13. 14 maggio 2009: Matem@ticamente (postato!)
14. 14 giugno 2009: Matematica 2005 (postato!)

Il prossimo Carnevale verrà ospitato il 14 luglio dal blog dei Rudi Matematici

Se avete un blog e volete partecipare al prossimo Carnevale, scrivete ai Rudi Matematici.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 15


Suggestive immagini aeree di più di cinquanta paesi del mondo descritte da una voce toccante ed estremamente realista.

Dallo scorso 5 giugno, Home-La nostra Terra, il film interamente dedicato al nostro pianeta, girato da Yann Arthus-Bertrand e prodotto da Luc Besson, è disponibile gratuitamente online su un canale dedicato di Youtube.

Un’ora e mezza circa di racconto - in francese,inglese, spagnolo o tedesco - su come se lasta passando (male) oggi il nostro pianeta, con il fine ultimo di accrescere il livello di consapevolezza sulla responsabilità di ogni individuo nei confronti della nostra fragile Terra.
Per approfondire:
TheDailyBit - HOME: La nostra Terra

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Giu 15

Rieccoci alla consueta rubrica dei video divertenti domenicali.

Visto che questa settimana sia Ballarò che Anno zero sono andati in vacanza riporto i video di Crozza e Vauro della rispettiva ultima puntata sperando tanto di rivederli in TV anche a settembre per la nuova stagione televisiva:

Vignette di Vauro ad anno zero:

Copertina di Crozza a Ballaro:

Qui un extra di Crozza che parla di Floris:

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 15

Vi segnalo questo video dove Fabio Volo nella la sua trasmissione radiofonica discute con un elettore di centro destra che l’ha chiamato comunista…è interessante vedere come Fabio con una semplice domanda mette virtualmente in ginocchio il suo “avversario” berlusconiano.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 13

QUI NEGLI USA, senza che si facciano tante storie, oggi (venerdì) c’è lo switch al digitale terrestre. Forse perché il presidente della locale unione di stati non è anche proprietario di Cbs, Fox e Nbc.

Tre milioni di americani non sono ancora pronti allo switch, ma Obama non farà un altro rinvio (a suo tempo aveva rinviato perché erano finiti i coupon statali da 40 dollari per comprare i decoder). Le trasmissioni analogiche, come fari nella notte, rimarranno solo sotto forma di monoscopio con una scritta che segnala agli abitanti delle montagne più remote e agli alieni di pianeti lontani che devono dotarsi di decoder se vogliono vedere ancora la tivù.

Ah, siccome il digitale terrestre non è tutto uguale, ovviamente lo standard scelto da queste parti non è compatibile al 100% con quello pulcioso nostrano, a quanto pare nato solo per favorire alcuni produttori locali di decoder e la vendita di card prepagate. Ma con il resto del pianeta sì, però…

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 13

Dove si parla di: Mission District, 826 Valencia, McSweeney, The Believer, commessi barbuti e giocherelloni, negozi di pirati, la città di Milano, la potente rete delle reti, biglietti aerei, David Eggers, Gap, Old Navy e ragazzini di meno di 12 anni

IERI HO INCONTRATO David Eggers. Dall’hotel in centro sono andato a piedi fino a Valencia Street, che traversa come una staffilata il cuore di Mission district, uno dei più bei quartieri di San Francisco subito proprio poco prima di Castro, e mi sono fatto un giro dentro il suo negozio di pirati al civico 826, mentre nel retrobottega andavano avanti incontri di serio lavoro creativo dei giovani scrittori in erba e dei redattori volontari che incidentalmente scrivono anche per McSweeney e The Believer. Poi, mi sono messo a giocare con il giovane commesso barbuto e giocherellone. Ed è molto giocherellone, perché nel negozio dei pirati di 826 Valencia ci sono buon umore e sorrisi per tutti, non come dalle nostre parti dove si passa il tempo a ringhiare ai nemici e dire cattiverie su di loro con gli amici.

Gli ho spiegato, mentre stavo per pagare una mazzetta di numeri arretrati di The Believer, che sono italiano, venuto apposta da Milano per venerare il mensile. Il tutto nella speranza di raccattare uno sconto, anche misero. E lui ha subito spiegato che era appena andato via senza nessuno sconto un altro tizio che era venuto proprio da Milano. Al che ho ribattuto che in Italia la loro fantastica rivista letteraria di cui sono appassionato cultore non si trova neanche a pagarla tanto oro quanto pesa. E meno male, ho rimuginato fra me e me. Lui allora mi ha chiesto come facessi a sapere della sua esistenza, visto che si tratta di un bene non solo prezioso ma addirittura sconosciuto. Al che gli ho risposto che anche in certe zone d’Italia arriva con segnale abbastanza forte e chiaro quella cosa nuova che chiamano “la potente rete delle reti”. Lui a quel punto si è messo a ridere ed ha aggiunto che potevo sempre abbonarmi, per il futuro, anziché venire in aereo tutti i mesi a comprare il numero nuovo, anche se le visite fanno sempre simpatia e buon umore. Io ho concordato che il vero problema non erano tanto gli otto dollari della rivista e gli eventuali sconti, quanto i mille del volo intercontinentale: magari poteva mettere una buona parola lui per uno sconto sul biglietto aereo. Siamo scoppiati di nuovo a ridere tutti e due, e ho capito che sarebbe potuta nascere una bella amicizia, con il commesso barbuto e giocherellone. Ma niente sconto, però.

Proprio allora, già pronto per una spettacolare anticlimax, è comparso dal retrobottega-creativo, vestito con pantaloni Dockers e camicia a maniche corte vintage, il buon David Eggers, che si è guardato intorno e ha detto con voce rilassata “vado un attimo fuori a fare delle commissioni, torno tra un’ora”; e così ha fatto, uscendo come un lampo dal negozio dei pirati, mentre in tre o quattro si fiondavano per riferirgli messaggi di gente che è passata, gente che ha telefonato, che ha scritto email o che stava per arrivare.

Il resto, compreso i trucchi più segreti dei pirati, il forte odore di legno lustrato dai mozzi, gli scheletri ballerini, le bottigliette piene di liquidi inimmaginabili e irraccontabili, un ragazzino di nove anni con gli occhi sgranati e felici (non ho figli, ma se ne avessi con meno di 12 anni li porterei tutti là, magari anche per lasciarglieli), e alcune altre cose che preferisco non accennare neanche, me lo tengo tutte per me.

Avevo infatti pensato: adesso vado, conosco David Eggers, gli piazzo una intervista-pippone delle mie, perché tanto a un giornalista straniero in trasferta non gli si dice mai di no (se non altro perché poi leva fisiologicamente il disturbo), mi faccio rispiegare cose che già so annoiandomi e poi faccio la figura dell’ignorante ignorando bellamente cose che uno prima di una intervista dovrebbe prepararsi e sapere sulla persona che sta per intervistare; e poi, questa benedetta intervista, la piazzo a qualche periodico intellettualoide, così ci guadagno pure dei soldi: quanto basta a ripagarmi delle visite a Gap e Old Navy che ho fatto stamani.

Poi ho guardato il ragazzino saltare tutto emozionato accanto alla madre prima di aprire una botola sul pavimento con chissà quale misteriosa trappola dei pirati ad attenderlo, e ho pensato: ma The Believer e 826 Valencia mi interessano per lavoro o mi piacciono? Siccome ogni viaggio e ogni incontro sono fondamentalmente un viaggio e un incontro con se stessi, dato che non vado a vendermi nessuna intervista penso che capirete da soli qual è la risposta alla domanda. Eppoi, Eggers è uno con la faccia simpatica di chi sorride perché si sta divertendo…

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Giu 13

NEGLI USA A quanto pare la mossa di buttarsi sul verde e sull’ecologico ha senso sia per far sopravvivere il pianeta sia per dare una bella spinta all’economia nazionale. Il numero degli occupati creati da questo settore delle energie pulite sarebbe il doppio rispetto alle economie tradizionali. Ne parla il Guardian sulla base di una ricerca che analizza gli ultimi dieci anni.

Money Quote: The report by the Pew Charitable Trusts provides the first hard evidence of jobs created by the rising demand for environmentally friendly services, and in the new clean energy sectors like wind and solar.

It said such jobs grew at a rate of 9.1% from 1998-2007, easily outstripping job growth in traditional areas of the economy, which was 3.7%.

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Giu 13

Vignetta di Bandanas

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Giu 13

da Micromegaonline

Pubblichiamo il testo della prefazione al volume di Gianni Barbacetto “Se telefonando. Le intercettazioni che non leggerete mai più”, pubblicato da Melampo Editore.

di Roberto Scarpinato
(Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Palermo)

Le vicende emerse dalle intercettazioni in tanti processi hanno messo a nudo una inquietante trasversalità nella gestione di affari poco puliti.

Credo che non sia un caso che le intercettazioni siano diventate un punto di attacco fondamentale da parte del mondo politico.

Ormai si è costruito un sistema di omertà blindato.

Testimoni non se ne trovano più, le poche persone che hanno osato raccontare alla magistratura i misfatti dei potenti hanno dovuto subire una via crucis che non ha risparmiato neanche i loro affetti più personali.

Collaboratori di rango sono venuti meno, restano collaboratori che raccontano episodi di criminalità da strada.

Magistrati che osano indagare sui potenti sono sottoposti a procedimenti disciplinari e trasferiti di ufficio con procedure discutibili.

Oggi l’unico momento di visibilità del modo in cui viene realmente esercitato il potere sono rimaste le intercettazioni; solo le macchine (le microspie) ci consentono di ascoltare in diretta la vera e autentica voce del potere.

Le intercettazioni sono rimaste l’ultimo tallone di Achille di un potere che nel tempo ha sempre più circondato di segreto il proprio operato, perché l’opposizione è venuta meno al proprio compito, il giornalismo indipendente è emarginato e non ha più spazi nella televisione, la magistratura rischia di divenire sempre più addomesticata.

Ed ecco perché la riforma delle intercettazioni deve passare, perché da quel momento in poi non sarà più possibile sapere quello che succede in questo Paese dietro le quinte: in quel fuori-scena dove, come la lezione della Storia ha dimostrato, si mettono a punto accordi segreti e inconfessabili, che riducono la politica visibile a una “messa in scena” per cittadini ignari, trattati come eterni minorenni ai quali celare la realtà della macchina del potere.

La magistratura sarà privata di strumenti di indagine fondamentali e il vecchio tormentone sulle toghe rosse non ci sarà più, perché non ci saranno né toghe rosse, né toghe nere, né toghe di centro.

Io e i miei colleghi assistiamo sgomenti a quello che sta accadendo, perché ci siamo battuti in questi anni con tutte le nostre forze per arginare l’avanzare della criminalità mafiosa e della criminalità del potere, e renderci conto che si stanno facendo saltare gli ultimi anticorpi, che ci stanno disarmando, che si rischia di consegnare il Paese alla criminalità è qualcosa che ci lascia interdetti e ci fa interrogare sul senso del sacrificio di quelli che prima di noi hanno perduto la propria vita per difendere la tenuta democratica del Paese.

Vi confesso che da qualche tempo ho difficoltà a partecipare, il 23 maggio e il 19 luglio, alle cerimonie per l’anniversario della strage di Capaci e di via D’Amelio, perché quando vedo tra le prime fila a rappresentare lo Stato taluni personaggi sotto processo o condannati per mafia o per corruzione, io non mi sento di poter stare in quella stessa chiesa, non mi sento di poter stare in quello stesso palazzo.

E mi chiedo: ma come potranno i nostri ragazzi credere in uno Stato che si presenta con queste facce?

Allora altro che toghe rosse. Io credo che se questa partita delle intercettazioni sarà perduta non avremo soltanto una pessima riforma processuale, ma avremo uno squilibrio dei poteri in Italia.

È strano che una riforma processuale possa acquisire uno spessore di carattere costituzionale, ma ciò avviene perché siamo in una situazione di patologia della democrazia.

In una situazione fisiologica esistono tutta una serie di anticorpi che consentono di controbilanciare gli abusi del potere: c’è un’opposizione parlamentare, c’è un giornalismo libero e indipendente, c’è una separazione dei poteri.

Io credo che in un Paese come questo, in cui tutti gli anticorpi sono stati disinnescati e dove soltanto le macchine, le microspie svolgono una funzione di opposizione e di visibilità democratica, quando anche le macchine saranno messe a tacere, il Paese sarà messo a tacere.

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Giu 13

di Marco Imperato
(Sostituto Procuratore della Repubblica di Bologna)

Gentile Presidente del Consiglio,

Lei ha detto in più occasioni pubbliche, seppure con il tono goliardico di una boutade, che ritiene che fare il pubblico ministero (pm, i magistrati requirenti) consista nel fare del male.

L’astio e la sfiducia che rivolge a questa specifica parte della magistratura (salvo attaccare anche i giudici che non la ritengono estraneo ai fatti che le vengono contestati …) mi fa pensare che la battuta sia sintomatica di un pensiero radicato realmente in Lei e che la sua posizione e popolarità diffonde o quanto meno insinua anche nell’opinione pubblica.

Questa sensazione mi viene confermata anche dal fatto che lei sempre più spesso si riferisce a questa parte della magistratura come gli “avvocati dell’accusa”, rivelando così il suo punto di vista: il ruolo dei pm è quello di indagare, sono dei poliziotti con la toga il cui scopo è trovare i colpevoli e il cui unico successo è la condanna dell’imputato.

In altre parole, un duro giustiziere che distribuisce male a chi lo commette, ma che nel fare ciò incappa anche in errori e così passa sopra anche la pelle e la vita di sfortunati innocenti che diventerebbero le vere vittime del processo.

No, signor Presidente. Per fortuna non è così.

Non è così per il sottoscritto, che sognava da quando aveva 14anni di fare questo lavoro proiettando i sogni e gli ideali di un giovanissimo ingenuo.

Non è così per la grande maggioranza dei colleghi che incontro e conosco in giro per l’Italia.

Ma soprattutto non è così per la Costituzione.

Non sono pagato, come lei ha lasciato intendere, per torturare psicologicamente i poveri imputati che trascino fino in Cassazione.

Il mio lavoro è innanzitutto quello di cercare la verità (con la “v” minuscola, per carità).

Per questo ho deciso di non fare la professione bellissima e affascinante dell’avvocato: perchè mi volevo e mi voglio sentire sempre libero di poter cercare solo la verità (e vado fiero del fatto di chiedere l’assoluzione al termine di un processo che ho istruito se quello mi pare l’esito corretto).

Non mi interessa la pressione dell’opinione pubblica che vuole un capro espiatorio, non mi devo preoccupare della necessità di portare a termine delle operazioni da parte delle forze di polizia: il successo del mio lavoro è rappresentato solo dal raggiungimento della verità processuale, dalla ricostruzione in tempi ragionevoli e con il rispetto delle norme di quanto è successo, così che la vittima trovi risposta alla sua istanza di giustizia e di difesa e che l’indagato debba rispondere solo di ciò che ha colpevolmente commesso, avendo tutte le opportunità che la legge italiana garantisce per difendersi e spiegare la propria versione dei fatti.

Spesso è davvero difficile prendere delle scelte e sebbene le decisioni finali appartengano solo ai giudici, io stesso, sentendomi magistrato prima ancora che pm, cerco di assumermi il peso della decisione facendo così richieste oggettive e solide, e non ispirate solo da una logica accusatoria (cosa che dall’altra parte dell’aula di udienza il difensore non si potrebbe permettere di fare specularmente, dovendo innanzitutto difendere al meglio gli interessi e la posizione del proprio assistito).

Il giorno in cui ho giurato sulla Costituzione (unico vero faro del nostro lavoro) sapevo che essendo un essere umano e come tale limitato e fallibile nonostante le mie migliori intenzioni, avrei commesso degli errori: questo vale per tutte le professioni ma ero e sono consapevole che commettere un errore nel mio lavoro può comportare gravi sofferenze e conseguenze per la vita delle persone.

Mi assumo la responsabilità di quello che faccio e la mia funzione pubblica può e deve essere sempre di più soggetta alla valutazione di professionalità (come previsto in maniera ancora più pressante dalle recenti riforme) e soprattutto il sistema prevede che ci siano molti altri soggetti che intervengono a controllare il mio operato (avvocatura) e prendere decisioni (i colleghi giudicanti dei vari gradi).

Il fatto poi che debbano potersi impugnare anche le sentenze di assoluzioni in primo grado (cosa che lei ha di recente nuovamente contestato) deriva dall’ovvia osservazione che anche il giudice può sbagliare e quindi anche lui deve sottostare alle verifiche di appello e cassazione volte a limitare entro i limiti dell’umanamente possibile errori giudiziari (salvo pensare che i pm siano antropologicamente diversi, ma anche questo riesce difficile poichè sono selezionati insieme ai futuri colleghi giudicanti con un concorso molto selettivo e basato principalmente su prove scritte teoriche).

C’è poi un altro aspetto del mio lavoro che Lei dimentica: la difesa delle vittime e delle loro istanze di giustizia e protezione.

Per me fare il pm vuole innanzitutto dire porre la mia professionalità al servizio del Paese per combattere le ingiustizie, difendere con la legge coloro che subiscono prepotenze e violenze: “la legalità è il potere dei senza potere”, disse lo statista ceco Dubcek.

La donna che subisce violenze, il cittadino vittima di una rapina o di una truffa, il bambino abusato, l’imprenditore derubato da qualche furbetto, la famiglia straziata dal dramma della droga e quella orfana di un lavoratore morto in cantiere per il mancato rispetto della legge … sono queste le persone che affidano alla magistratura (anche quella requirente) la loro speranza di giustizia, che peraltro non dovrebbe esaurirsi nella punizione del colpevole.

Il male non è l’obiettivo del mio lavoro … bensì il suo nemico, signor Presidente.

E non separare le carriere per restare parte di un unico ordine insieme ai miei colleghi giudici ha proprio il principale merito di ricordare a noi pm che siamo anzitutto dei magistrati, che siamo soggetti solo alla legge e il nostro unico obiettivo è la ricerca della verità nella lotta contro le ingiustizie.

Gli eccessi negativi di quei pm troppo votati solo all’accusa e che difettano di serenità e della capacità anche di cambiare idea in base alle emergenze probatorie sono figli proprio di un atteggiamento poliziesco di colui che si sente solo avvocato dell’accusa e rischia così di dimenticarsi che il grande potere che gli è dato è solo in vista dell’affermazione della legalità: sarebbe opportuno rifletterci profondamente quando si invoca la separazione delle carriere, che potrebbe solo di aggravare il problema che si dice all’opinione pubblica di voler risolvere.

Per queste ragioni continuo a credere che il mio lavoro sia tanto difficile e delicato quanto appassionante, consentendomi di guadagnarmi da vivere non dovendo pensare al mio tornaconto personale ma solo al servizio e nell’interesse della collettività e dell’affermazione della legalità.

Spero che quando i miei piccoli due maschietti saranno cresciuti fare il pm in Italia continui a significare questo.

Cordiali saluti.

Marco Imperato
magistrato (e pubblico ministero per ora …)

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Giu 13

di Peter Gomez
(Giornalista)

da Voglioscendere

I piduisti amici del boss mafioso Vittorio Mangano e di altri noti criminali ce l’hanno fatta.

Tra ieri e oggi, nel silenzio complice di buona parte della stampa italiana, è stata abolita la libertà di parola.

D’ora in poi, salvo ripensamenti del Senato, sarà impossibile raccontare sulla base di atti giudiziari i fatti e i misfatti delle classi dirigenti.

Chi lo farà rischierà di finire in prigione da 6 mesi a tre anni, di essere sospeso dall’ordine dei giornalisti e, soprattutto, dal suo giornale, visto che gli editori andranno incontro a multe salatissime, fino a un massimo di 465.000 euro.

Il plurimputato e pluriprescritto Silvio Berlusconi per raggiungere il risultato è stato costretto a ricorrere al voto di fiducia.

Le nuove norme contenute nel disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche sono infatti talmente indecenti da risultare indigeste persino a un pezzo importante della sua maggioranza.

Da una parte, s’interviene sul diritto-dovere d’informare con disposizioni grossolane e illiberali stabilendo, per esempio, che le lettere di rettifica vadano pubblicate integralmente (anche dai blog) senza possibilità di replica.

Insomma, se un domani Tizio scriverà a un giornale per negare di essere stato arrestato, la sua missiva dovrà finire in pagina, in ogni caso e senza commenti, pur se inviata dal carcere di San Vittore.

Dall’altra, per la gioia di delinquenti di ogni risma e colore, si rendono di fatto impossibili le intercettazioni.

Gli ascolti saranno infatti autorizzati, con una procedura farraginosa e lentissima, solo in presenza di «evidenti indizi di colpevolezza».

Cioè quando ormai si è sicuri che l’intercettato è colpevole.

E in ogni caso non potranno durare più di due mesi.

Inoltre le microspie potranno essere piazzate solo nei luoghi in cui si è certi che vengano commessi dei reati: detto in altre parole, è finita l’epoca in cui le cimici nascoste nelle auto e nei salotti dei mafiosi ci raccontavano i rapporti tra Cosa Nostra e la politica.

Che Berlusconi e un parlamento formato da nominati e non da eletti dal popolo, in cui sono presenti 19 pregiudicati e una novantina tra indagati e miracolati dalla prescrizione e dall’amnistia, approvi sia pure tra qualche mal di pancia leggi del genere non sorprende.

A sorprendere sono invece le reazioni (fin qui pressoché assenti) di quasi tutti i direttori dei quotidiani e dei comitati di redazione dei telegiornali (dai direttori dei tg, infatti, non ci si può aspettare più nulla).

Quello che sta accadendo in parlamento dovrebbe essere la prima notizia del giorno.

E invece a tenere banco è la visita di Gheddafi e le polemiche intorno alla sua figura di dittatore.

Così a furia di parlare di Libia nessuno si accorge di come il vero suk sia ormai qui, a Roma, tra Montecitorio, Palazzo Madama e Palazzo Chigi.

E di come, tra poco, nessuno potrà più raccontarlo.

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La vignetta è di Bandanas

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Giu 13

di Rachel Donadio
(Giornalista)

da The New York Times del 7 giugno 2009

Traduzione di Italiadallestero

Roma - Ho ricevuto una telefonata la scorsa settimana da un amico italiano, un reporter investigativo.

Aveva appena parlato con un magistrato italiano che voleva sondare una teoria.

Il magistrato si chiedeva - in tutta serietà - se il mio recente articolo sul New York Times sulla vita personale del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi potesse essere una prova che il sindaco Michael R. Bloomberg, invidioso dell’impero mediatico di Berlusconi, mi stesse usando per smontare il Presidente del Consiglio.

Il mio amico ha rapidamente e giustamente scartato la teoria per quello che era: insensata.

Ma il fatto che fosse stata avanzata da un rispettabile magistrato vi dice quasi tutto quello che avete bisogno di sapere su come funziona il potere in Italia.

La dice lunga anche sul successo inarrestabile di Berlusconi, un fenomeno tanto strano per gli americani quanto lo sono le leggi sul conflitto di interessi per gli italiani.

Gli americani si chiedono da sempre come l’Italia possa continuare a votare Berlusconi, i cui problemi legali -per non menzionare le recenti minacce di divorzio da parte della moglie e le sue accuse di flirt del marito con donne molto giovani- avrebbero rovesciato i governi da qualsiasi altra parte.

Ma gli italiani non sempre vedono le cose in questo modo. In Italia, l’abuso d’ufficio è una sorta di concetto astratto, nonostante un tribunale italiano stia ora investigando se Berlusconi l’abbia commesso quando ha utilizzato aerei del governo per trasportare ospiti, inclusi un cantante napoletano e una ballerina di flamenco, a feste di gala nella sua villa in Sardegna.

Berlusconi ha liquidato tutto ciò, come ha fatto con tutte le altre accuse di scorrettezze, come una campagna contro di lui organizzata da magistrati e giornalisti di sinistra. A suo avviso, vogliono screditare la sua coalizione di centro-destra in vista delle elezioni di questo weekend per il Parlamento Europeo, che ancora una volta si aspetta di vincere.

Sebbene largamente fuori dall’obiettivo nel mio caso, la teoria del magistrato su Bloomberg non è del tutto insensata. Berlusconi la scorsa settimana ha ipotizzato in un’intervista che il Times di Londra avesse pubblicato editoriali critici su di lui perché di proprietà di Rupert Murdoch, proprietario di Sky ovvero il più grande attore nel mercato della TV italiana via cavo dopo Berlusconi.

In Italia, questa è ordinaria amministrazione. L’opinione generale è che tutti usano i mezzi a propria disposizione per combattere i propri rivali.

La vera questione qui è che l’Italia non è una meritocrazia.

E’ una società feudale molto evoluta in cui ognuno è visto, ed inevitabilmente è, il prodotto di un sistema, o di un protettore.

Durante gli anni del dopoguerra, i democristiani appoggiati dagli americani, i comunisti appoggiati da Mosca e i socialisti orientati al mondo del business avevano le proprie reti di politici, banchieri, avvocati, e i propri organi di stampa.

Quel sistema di patrocinio corrotto è crollato con la fine della guerra fredda e con un enorme scandalo di tangenti.

Oggi non ci sono né ideologie né reti; c’è solo Berlusconi, e si può essere con lui o contro di lui.

In confronto al vecchio ordine, la classe politica di Berlusconi è vista come una forza modernizzatrice.

I rivali di Berlusconi lo accusano di essere sul lato sbagliato della legge e lui a sua volta accusa loro di essere sul lato sbagliato della storia.

Queste due cose non dovrebbero escludersi a vicenda, ma spesso lo fanno.

I membri della sinistra italiana sono stati in lotta interna sin dal crollo del Muro di Berlino e sono così deboli e inefficaci oggi che alcuni in questa terra di teorie intricate di cospirazione sono convinti che Berlusconi li stia pagando.

L’Italia è profondamente confusa per gli americani, che sono immersi in concetti quali dire la verità per governare e inseguire il denaro, cresciuti nella terra del “Si possiamo”, non del “Mi dispiace, signora, questo è impossibile”.

Nella logica capovolta dell’Italia, il controllo senza rivali di Berlusconi sui settori pubblico e privato e sui media non lo fanno apparire compromesso.

Al contrario, i suoi seguaci lo vedono abbastanza ricco da poter essere indipendente.

Come mi ha detto un romano della classe operaia non molto tempo fa, pieno di ammirazione, “è così ricco che non aveva nemmeno bisogno di mettersi a fare politica”.

In Italia, quando i giornalisti fanno domande del tutto legittime sullo stato legale e la vita personale del leader di un paese del G8, o persino quando chiedono perché l’Italia non sembra importarsene delle risposte, sono inevitabilmente accusati di insultare Presidente del Consiglio o di essere le pedine di interessi più grandi.

In Italia, il presupposto generale è che qualcuno è colpevole finché non provato innocente.

I processi, nella stampa e nei tribunali, riguardano più spesso la difesa dell’onore personale che stabilire i fatti, che sono facilmente manipolati.

A volte mi chiedo cosa ne pensa dell’Italia Papa Benedetto XVI, che ha inveito contro la “dittatura del relativismo” secondo la quale equiparare tutte le credenze porta al nichilismo.

In Italia l’informazione è usata non per chiarire, ma per annebbiare.

Come altro interpretare la raffica di materiale largamente contraddittorio emerso dalla stampa nelle settimane recenti, su come Berlusconi abbia incontrato Noemi Letizia, alla cui festa di 18esimo compleanno il Premier ha partecipato ad aprile, un atto che ha fatto talmente infuriare sua moglie, da molto lontana dai riflettori, che con la sua minaccia di divorzio è ora diventata il leader di opposizione de facto? In assenza di una storia chiara e coerente, l’unico standard di prova diventa la lealtà personale.

Noemi Letizia la scorsa settimana ha dichiarato in un’intervista di essere arrabbiata perché il suo nuovo fidanzato aveva fatto un provino per il reality televisivo “Grande Fratello” senza chiederle il permesso.

Nel reality che è l’Italia di oggi, Berlusconi è il palese vincitore.

I suoi rivali stanno facendo poco più che lanciare pomodori sul palco.

L’attore sta mostrando segni di stanchezza ma il pubblico è incollato ai propri posti. Après lui, le déluge [Dopo di lui, il diluvio: in francese nel testo, N.d.T.].

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La fotografia è tratta da Repubblica.it

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Giu 13

di Liana Milella
(Giornalista)

da Repubblica del 12 giugno 2009

Intercettazioni, ecco come la riforma toglie spazio ai pm e limita la stampa. Da Lady Asl agli immobiliaristi: l’obbligo di indizi “evidenti” impedirebbe molti controlli.

Roma - Gli orrori della clinica Santa Rita di Milano? Sarebbero rimasti ben segreti.

Le partite truccate di Calciopoli? Avrebbero continuato a essere giocate.

L’odioso stupro della Caffarella? Gli autori sarebbero ancora liberi.

Il sequestro dell’imam Abu Omar? I pm di Milano non l’avrebbero mai scoperto. E gli agenti del Sismi che collaborarono con la Cia non avrebbero mai lasciata impressa sul nastro la fatidica frase “quell’operazione è stata illegale”.

Lady Asl e la truffa della sanità nel Lazio? La cupola degli amministratori regionali avrebbe continuato ad operare indisturbata.

I furbetti del quartierino? Per le scalate Antonveneta e Bnl forse non ci sarebbero stati gli “evidenti indizi di colpevolezza” per mettere i telefoni sotto controllo.

A rischio le inchieste potentine di Henry John Woodcock, Vallettopoli, Savoiopoli, affaire Total, tangenti Inail, dove i nastri hanno continuato a girare per otto-nove mesi prima di produrre prove, e quelle calabresi (Poseidone, Toghe lucane, Why not) dell’ormai deputato europeo Luigi De Magistris.

Una moria impressionante, in cui cadono processi famosi e meno famosi, in cui le indagini sulla mafia sono messe a rischio perché non si potrà più mettere sotto controllo telefoni per truffa ed estorsione.

Si salva Parmalat dove, come assicurano i pm di Milano e di Parma, le intercettazioni non furono determinanti né per arrestare Calisto Tanzi in quel dicembre 2003, né per accertare ragioni e colpevoli del crack.

Ha detto e continua a dire l’Anm con una frase ad effetto, è la morte della giustizia penale in Italia.

Nelle stesse ore in cui alla Camera, con il concorso dell’opposizione nonostante l’appello del giorno prima a Napolitano di Pd, Idv, Udc, si approva la legge sugli ascolti, nelle procure italiane, tra lo sconcerto e l’irritazione delle toghe, si fanno i conti delle intercettazioni che non si potranno più fare in futuro e di quelle che, in un passato recente, non sarebbero mai state possibili.

E, anche se fossero state fatte, non si sarebbero mai potute pubblicare, né nella versione integrale, né tanto meno per riassunto.

Le indagini cadono su due punti chiave della legge: “evidenti indizi di colpevolezza” per ottenere un nastro, solo 60 giorni per registrare.

Così schiatta l’indagine sulla clinica Santa Rita che parte con una truffa ai danni dello Stato per via dei rimborsi gonfiati e finisce per rivelare che si operava anche quando non era necessario.

Non solo sarebbero mancati gli “evidenti indizi” (se ci fossero stati i pm Pradella e Siciliano avrebbero proceduto con gli arresti), ma non si sarebbe andati avanti per undici mesi, dal 4 luglio 2007 al 24 giugno 2008.

Giusto a metà, era settembre, ecco le prime allusioni a un reparto dove accadevano “fatti gravi”.

Niente ascolti, niente testi sui giornali, niente versione integrale letta al processo, niente clinica costretta a cambiare nome per la vergogna.

Cambia corso il caso Abu Omar, nato come un sequestro di persona semplice contro ignoti. Solo due mesi di tape. Ma la telefonata chiave, quando l’imam libero per una settimana racconta alla moglie la dinamica del sequestro, giunge solo allo scadere dei 12 mesi d’ascolto.

In più la signora, in quanto vittima, non avrebbe mai dato l’ok a sentire il suo telefono, come stabilisce la nuova legge.

Per un traffico organizzato di rifiuti a Milano, dove arrivava abusivamente anche la monnezza della Campania, hanno fatto 1.500 intercettazioni per sei mesi. Solo dopo i primi due s’è scoperto cosa arrivava dal Sud. In futuro impossibile.

Come gli accertamenti che fanno scoprire i mafiosi.

A Palermo hanno intercettato l’imprenditore Benedetto Valenza per quattro mesi: dalla truffa e dalla frode nelle pubbliche forniture sono arrivati a scoprire che riciclava i soldi del clan Vitale e forniva cemento depotenziato pure agli aeroporti di Birgi e Punta Raisi.

Idem per l’inchiesta contro gli amministratori di Canicattì e Comitini che inizia per abuso d’ufficio e corruzione e approda a un maxi processo contro le cosche di Agrigento. Telefoni sotto controllo per sei mesi, ormai niente da fare.

“La gente sarà meno sicura” dicono i magistrati. E citano lo stupro della Caffarella d’inizio anno.

Due arresti sbagliati (i rumeni Ractz e Loyos), il vanto di aver fatto tutto “senza intercettazioni”, poi il ricorso all’ascolto sul telefono rubato alla vittima. Domani impossibile perché in un delitto contro ignoti si può intercettare solo il numero “nella disponibilità della persona offesa”.

Assurdo? Contraddittorio? Sì, ma ormai è legge.

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Giu 13


da Repubblica.it

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Giu 13

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
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L’Associazione nazionale magistrati ritiene doveroso denunciare la gravità delle conseguenze che deriveranno dalle novità legislative in materia di processo penale e intercettazioni.

In un momento in cui la sicurezza dei cittadini è sovente evocata come priorità del paese, lascia sgomenti il fatto che il Parlamento stia per effettuare scelte che rappresentano un oggettivo favore ai peggiori delinquenti.

Le norme sulle intercettazioni sulle quali il Governo ha posto la questione di fiducia impediranno alle forze di polizia e alla magistratura inquirente di individuare i responsabili di gravissimi reati.

Basti pensare ai più recenti episodi di cronaca: gli stupri di Roma, le violenze nella clinica di Milano, le scalate bancarie alla Antonveneta e alla BNL.

In nessuno di questi casi con la nuova legge sarebbe stato possibile accertare i fatti e trovare i colpevoli.

Le intercettazioni sono uno strumento di indagine finalizzato alla individuazione dei colpevoli di gravi reati ed è semplicemente assurdo pensare che si possano fare intercettazioni solo nei confronti del colpevole già individuato.

E’ del tutto irragionevole prevedere che le intercettazioni debbano sempre essere interrotte dopo 60 giorni, anche nei casi, come un sequestro di persona, un traffico di stupefacenti o di armi, in cui il reato sia in corso di esecuzione.

La equiparazione delle riprese visive alle attività di intercettazione rappresenta un grave danno per la lotta al crimine.

Con queste norme non saranno possibili riprese visive per identificare gli autori di rapine in banca, spaccio di stupefacenti nelle piazze, violenza negli stadi, assenteismo nei pubblici uffici.

In definitiva il Governo e il Parlamento chiedono alle forze dell’ordine e alla magistratura inquirente di tutelare la sicurezza dei cittadini uscendo per strada disarmati e con un braccio legato dietro la schiena.

L’Associazione Nazionale Magistrati ha più volte manifestato la sua disponibilità a discutere delle riforme necessarie a ricercare un adeguato punto di equilibrio tra esigenze investigative, tutela della riservatezza delle persone e diritto alla informazione, avanzando specifiche indicazioni di proposta.

Il Governo e il Parlamento scelgono, invece, di azzerare ogni equilibrio sacrificando del tutto le esigenze investigative e il diritto di informazione.

Di fronte a queste norme sarebbe più serio e coerente assumersi la responsabilità politica di abrogare l’istituto delle intercettazioni piuttosto che trasformarle in uno strumento non più utilizzabile.

L’intervento sulle intercettazioni preoccupa ulteriormente se lo si legge insieme al disegno di legge sulla riforma del processo penale in discussione in Senato.

Si tratta di una proposta che non introduce le riforme necessarie ad assicurare l’efficienza del processo e la sua ragionevole durata, ma addirittura inserisce nuovi, inutili formalismi, che determineranno un ulteriore allungamento dei tempi del processo.

Il sacrosanto spirito garantista della nostra cultura giuridica viene tradito e trasformato in un “formalismo fine a sé stesso”, che spesso oscura le questioni da giudicare.

La conseguente non ragionevole durata di troppi processi si traduce di fatto nella negazione dei diritti fondamentali e in nuove forme di giustizia privata.

Ciò contrasta con l’obiettivo di accrescere il livello di efficienza del processo e di assicurare ai cittadini “decisioni nel merito” in tempi ragionevoli, nel rispetto dell’articolo 111 Cost. e senza rinunciare alle garanzie costituzionali (“dal contraddittorio all’imparzialità del giudice; dal diritto alla difesa alla presunzione di non colpevolezza”).

E’ questa, nei fatti, la morte della giustizia penale in Italia.

Roma 10 giugno 2009

La Giunta Esecutiva Centrale

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Giu 13

da Micromegaonline


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Giu 13


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Giu 13

Come si comporta uno stormo di storni? Come si diffonde una pandemia? Quali sono i fenomeni alla base di internet?
A queste domande cercano di dare una risposta gli studi sui sistemi complessi, i protagonisti del Premio Lagrange - Fondazione CRT, giunto alla seconda edizione, assegnato il 12 giugno 2009 al fisico italiano Giorgio Parisi e allo scrittore, giornalista e divulgatore scientifico americano Mark Buchanan.

Il progetto Lagrange - Fondazione CRT
Il Premio Lagrange nasce nell’ambito dell’omonimo progetto, intitolato a Joseph-Louis Lagrange, il più grande matematico e scienziato nato e vissuto a Torino (1736-1813) che è stato avviato nel 2003 per sostenere progetti qualificati di ricerca nel settore dei Sistemi Complessi, una sfida ormai diventata paradigma della modernità. Il coordinamento scientifico è affidato alla Fondazione ISI (Istituto per l’Interscambio Scientifico) che da trent’anni si occupa di sistemi complessi con un gruppo di 70 ricercatori con un età media inferiore ai 35 anni.

I premiati

Giorgio Parisi è laureato in Fisica ed è attualmente Direttore del Centro di Ricerca SMC - Statistical Mechanics and Complexity dell’INFM-CNR e insegna Fisica teorica presso l’Università La Sapienza di Roma. L’assegnazione del premio sottolinea “i suoi fondamentali contributi alla creazione di una Scienza dei Sistemi Complessi soprattutto attraverso il suo rilevante lavoro nel campo della fisica statistica, in particolare tramite la sua soluzione del modello di campo medio per i vetri di spin e le successive applicazioni del metodo relativo ad importanti problemi di ottimizzazione nella informatica teorica“.

Mark Buchanan ha conseguito nel 1993 il dottorato di ricerca in Fisica Teorica presso la University of Virginia, è giornalista - i suoi interventi sono stati pubblicati sui più autorevoli giornali e riviste scientifiche - e divulgatore anche su testate generaliste, come il New York Times. E’ autore di tre libri di grande successo che delineano una riflessione progressiva sul ruolo della scienza nella società contemporanea con particolare attenzione alla scienza della complessità. Il premio gli viene assegnato “per il suo esteso, diffuso lavoro di disseminazione della scienza, in particolare della scienza dei sistemi complessi, attraverso libri e articoli, non solo in riviste scientifiche prestigiose, ma anche come collaboratore o titolare di una rubrica in quotidiani e mensili ad altissima diffusione; lavoro che ha fortemente contribuito a creare fra i lettori non specialisti una cultura della scienza della complessità“.

Hanno detto…

Giorgio Parisi: “La ricerca italiana nel campo della complessità è molto attiva e i premi sono importanti perchè raccontano al mondo che cosa è la scienza. La situazione della ricerca in italia è critica e la scarsità di finanziamenti è tale che gli scienziati italiani vanno all’estero (dove vengono premiati per il loro lavoro) senza che scienziati stranieri vengano in Italia. Torino è una delle poche eccezzioni con l’ISI perché c’è stata negli anni una politica lungimirante”.

Mark Buchanan: “I sistemi complessi guardano alla realtà con un approccio olistico che considera tutti gli attori e le varianti di un fenomeno. Trenta anni fa, quando Giorgio Parisi ha iniziato i suoi lavori, gli studi sulla complessità sembravano chiusi nel mondo scientifico e non se ne comprendevano le attinenze con la realtà. Oggi sappiano che dietro agli studi sulla complessità c’è un mondo legato a molti sistemi, tra cui quelli biologici ed economici e agli studi sociali”.

Il Premio Lagrange si riconferma quindi un anello di congiunzione tra la ricerca scientifica e l’osservazione della realtà, ma anche come strumento per valorizzare, in modo serio, costruttivo e non esclusivamente propagandistico, lo sforzo della comunità scientifica, cercando al contempo di coinvolgere anche il mondo dell’imprenditoria.

Per dirla con Giorgio Parisi: “La complessità è un paio di occhiali diversi per vedere il mondo“.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale