Apr 30

UN DOCUMENTO FANTASTICO. Forbes pubblica la testimonianza resa da Steve Jobs, numero uno di Apple, lo scorso 18 marzo 2008 e ottenuta venerdì scorso dal giornale sulla base del Freedom of Information Act. Anche qui. Ci sono svariati punti salienti, davvero tanti. Per chi segue la storia di Apple, poi, è una vera miniera.

A me l’argomento interessa non solo perché ho scritto un libro, Emozione Apple, sulla storia e la strategia di questa compagnia. È davvero un documento che vale il vostro tempo, fidatevi. Altro che Inside Steve’s Brain.

Legenda: Q= Questions, sono le domande fatte da uno dei commissari della SEC. A=Answers, sono le risposte di Steve Jobs

Nella parte di testimonianza qui sotto, Jobs affronta il tema di come mai si impuntò così tanto per farsi dare all’epoca 7.1 milioni di azioni sotto forma di stock options (letteralmente una montagna di azioni). Ecco il passaggio.

Money quote:

Q. Could you just tell me a little bit about the process of how this all came to be?

A. Well, it was a tough situation, you know. It wasn’t so much about the money, because a very small percentage of my net worth is from Apple.

Q. Okay.

A. But everybody likes to be recognized by their peers, and the closest that I’ve got, or any CEO has, is their Board of Directors. And as we’ve seen in the discussions of the past hour, I spent a lot of time trying to take care of people at Apple and to, you know, surprise and delight them with what a career at Apple could be - - could mean to them and their families. And I felt that the board wasn’t really doing the same with me.

Q. Right.

A. So I was hurt, I suppose would be the most accurate word, and, you know, the board had given me some options, but they were all underwater. They weren’t underwater necessarily because of our performance, but, you know, the bubble had burst in the dot-coms, and here I had been working, you know, I don’t know, four years, five years of my life and not seeing my family very much and stuff, and I just felt like there is nobody looking out for me here, you know.

Q. Right. Okay.

A. So I wanted them to do something and so we talked about it.

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Apr 30

STO TERMINANDO IL carpiato del momento. Una cosa selvaggia, iniziata a gennaio e divenuta, a cavallo di marzo e aprile, veramente tosta. Adesso, roteato che ho nell’aria per un numero imprecisato di volte, sto per atterrare. Non sarà facile: come sanno quelli che seguono l’atletica, è qui che si nasconde il possibile errore. L’atterraggio è sempre pericoloso. Ammesso che prima uno sia riuscito a decollare, intendo dire…

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Apr 30

IN UNA TRANQUILLA giornata di cronaca, si apprende che il Presidente del Consiglio fa incazzare sua moglie per vari motivi fra i quali le candidature di “ciarpame senza pudore” (veline e altro), attitudine napoleonica che, dopo di lui Presidente, potrebbe portare a chissà quale rischio democratico, e le improvvisate a feste di compleanno di ragazzine 18enni (e il PdC non è mai andato a quelle dei figli suoi) che lo chiamano “papi” e che potrebbero essere - è facile gioco supporlo per i lettori più maligni - più che delle lolite delle figlie fuori dal matrimonio.

Soprattutto il Corriere (ma in par condicio anche la Repubblica) ci sguazza. Il Corriere, poi, sta bombardando l’Italia con la versione “fine” della guardonaggine imperante: anziché le ballerine e le veline, fa vedere il posteriore di Carla Bruni (che tutto sommato è pur sempre la moglie del primo ministro francese) e della futura regina di Spagna, Letizia Ortiz Rocasolano. Dev’essere un segno del nuovo ardore per il rilancio della qualità nel giornalismo italiano.

Già stancato da queste e varie altre cose che ti fanno girare le palle di prima mattina, allora dici: mi leggo la Stampa, che tutti dicono sia un gran giornale e adesso con il direttore nuovo e giovane sicuramente avrà gusto e stile diversi.

Fiducioso, apri il sito e ti trovi subito la qui presente foto di Michelle Hunziker, ospite di Chiambretti Night. Ora, va bene tutto, ma allora mi spiegate quale definizione delirante di “fascino latino” e quindi di maschio latino avete in mente, quando fate i titoli che sono pure spiacevolmente venati da un carattere se non razzista almeno lombrosiano e poi li appiccicate sopra a persone delle quali non conosciamo la nazionalità o l’origine, ma che a colpo d’occhio non sembrano proprio tutti tutti esattamente appartenenti a stirpi che derivano dalle popolazioni di lingua neolatina (italiani, spagnoli, portoghesi, francesi…). Ripeto: va bene tutto, però se vogliamo usare uno stereotipo culturale spiacevole, almeno cerchiamo di usarlo nel contesto visivo giusto, no?

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Apr 30

MAGARI NON C’È niente in televisione, stasera. Perché allora non dare un’occhiata a questo? In Italia non è mai arrivato. Invece, è una delle cose migliori prodotte dalla Bbc alla fine degli anni Sessanta, inizio dei Settanta. Consigliata vivamente.

Questo invece bisogna cliccarlo (maledetti guastafeste)

Magari qualcuno ha sentito parlare di Frank Howerd… No? Bah!

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Apr 30

UN TEMPO GLI oceani li guardavamo con un certo rispetto. Adesso, invece, che sono diventati grossi laghi da saltare in qualche ora, legati sulla scomoda seggiola dell’economy di una qualche raffazzonata compagnia aerea, c’è persino chi arriva a chiedersi perché poi s’è fatto tutto questo gran problema sugli oceani e il gran parlare che se n’è fatto addirittura per secoli. Dopotutto, che ci vuole a passarli da parte a parte?

Per fortuna c’è chi rimette le cose in prospettiva: Barry Cunliffe, che dopo il suo Facing the Ocean: The Atlantic and its Peoples del 2001 adesso propone questo seguto ideale: Europe Between the Oceans: 9000 BC-AD 1000. E The New Republic ne pensa un gran bene.

Money Quote: Perspective is something that readers of Barry Cunliffe have come to expect. In Facing the Ocean: The Atlantic and its Peoples, which appeared in 2001, and now in its sequel, he has chosen to study Europe’s oceanic destiny. Europe was, and is, the land between the oceans. Its deeply convoluted coasts and island fragments make for a total of 37,000 kilometers of interface between land and sea–equivalent to the world’s circumference. It was “no accident” that Europe’s first civilization arose in the Aegean Sea (on Crete), where the ratio of coast to land was at its greatest. The seashore is also where Europe came from–whence Europa was kidnapped to Crete, “a reminder, if one were needed,” Cunliffe notes with characteristic charm, “that the seashore is a liminal place where unexpected things can happen!”

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Apr 30

E ORA SONO cazzi per le compagnie aeree, come si dice in francese. Altro che il credit-crunch.

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Apr 30

SECONDO ME QUESTA idea che l’iPod touch (che peraltro è una figata) possa crescere fino a diventare in versione HD un Media Tablet e possa essere, insieme all’iPhone nuovo, la prossima novità di Apple non suona del tutto stonata.

Comunque: boh. Però lo dice BusinessWeek e lo riprende la Cnn… Credo che lo scopriremo in ogni caso tra quattro o cinque settimane al massimo.

Money Quote: According to BusinessWeek, the devices are a less-expensive “iPhone lite” and a bigger “media pad” that “would let users listen to music, view photos, and watch high-definition videos” as well as offering wi-fi calling. This sounds a lot like the tablet that Apple is supposedly developing, which we’ve been calling the “iPod touch HD.”

A me basta che mi faccia da sostituto del portatile per i viaggi di media durata, cioè che ci si possa navigare, fare la posta elettronica e scrivere comodamente. Poi il resto va tutto bene…

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Apr 30

LA SAGA DI Luca Luciani continua: l’uomo rimane un vero modello anche in tempi di Say on Pay

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 30

Nella storia, lo sport e la musica, sono state molte volte capaci di arrivare a risultati inaspettati, dove invece la diplomazia aveva spesso fallito.
Il concerto di domani, offerto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano a Papa Benedetto XVI e che si terrà a Roma nella sala Nervi alle ore 17,15, sembra essere uno di questi momenti.
Oltre a rappresentare una occasione d’incontro tra le Istituzioni Italiane e Vaticane dopo il caso Eluana, sarà caratterizzato anche da un altro aspetto: a dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, sarà la Direttrice d’Orchestra Cinese Xian Zhang.
Un debutto di grande importanza per il nuovo Direttore Musicale dell’Orchestra Verdi, carico di significato, che fresca di nomina, si troverà domani “catapultata” in questo importantissima evento.
Nata a Dandong, 36 anni, sposata e recentemente divenuta madre, Xian Zhang, con la propria musica, sembra essere anche una incoraggiante portatrice di un messaggio positivo, che si spera, sia il preludio per sempre migliori relazioni tra Santa Sede e Cina.
Direttrice di grande spessore e di grande esperienza, nonostante la giovane età, dopo le sue brillanti recenti esperienze alla Filarmonica di New York e all’Orchestra Sinfonica di Chicago, si è fatta anche molto apprezzare in tutta Europa per la qualità delle sue esecuzioni.
Nonostante tutto ciò, Xian Zhang non esista a sottolineare come “senta” molto l’evento di domani, anche perché il suo “insigne spettatore” è anch’esso un fine musicista, “elemento di cui ho tenuto conto nella stesura del programma del concerto”.
E la Verdi, diretta dalla “effervescente” bacchetta della Xian Zhang, eseguirà domani un programma articolato, tra cui Haydn (Sinfonia n. 95 in Do minore), Mozart (Sinfonia n. 35 in Re maggiore K. 385 e Ave verum Corpus K 618), Vivaldi (Magnificat in Sol minore RV 611).
All’evento, che sarà trasmesso in diretta televisiva da RaiTre e da Radio Vaticana, parteciperanno le più importanti autorità Vaticane, esponenti del mondo politico ed Istituzionale, della finanza, della cultura e della società Italiane
Comunque sia, tutti gli occhi domani saranno puntati proprio su Xian Zhang e la sua Orchestra, che la stessa Zhang si augura di trasformare in una delle 20 Orchestre più importanti al mondo.
Dalla Cina” ha affermato la Zhang, “in molti mi hanno chiamato, dicendosi orgogliosi che una donna cinese dirigesse un concerto per il Papa”.
E noi dalla Cina, non possiamo che farle un “in bocca al lupo”, per questo importante concerto e per tutto quello che potrà fare per ridare smalto alla Verdi e lo spazio che merita, nel contesto musicale internazionale. 

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 30

Dal 30 aprile al 3 maggio 2009 Ascoli Piceno è la capitale del fritto misto. Un tipo di cottura che accomuna le tradizioni gastronomiche di tutti i Paesi del mondo. Le persone con problemi epatici, colesterolo alto, diabete, obesità, dovrebbe in quei giorni evitare di trovarsi ad Ascoli Piceno perché è impossibile resistere alla tentazione di un frittura croccante e gustosa. Prelibatezze da ogni regione italiana: olive all’ascolana, arancine siciliane, krapfen altoatesini, baccalà romano, fritolin veneziano, fiori di zucca toscani, formaggio fritto abruzzese. Neanche l’estero manca all’appello: fish & chips dagli Stati Uniti, scedbakie dall’Africa e gelato fritto cinese. Piatti per un pasto completo magari non troppo salutare ma che il palato non disprezza. Un evento gastronomico che non si limita agli assaggi presso gli stand allestiti per la kermesse. In occasione di “Fritto Misto” infatti i ristoranti di Ascoli Piceno proporranno appetitosi menu caratterizzati da specialità fritte di ogni tipo. Nel weekend speciale concerto itinerante della Mabò Band, gruppo di origini marchigiane che, dopo aver fatto un tour in tutto il mondo, ritorna per intrattenere tutti i golosi giunti in città in occasione di “Fritto Misto”. Un ricco programma permette ai visitatori di intraprendere un viaggio nella tradizione del fritto:

Lezioni di frittura
Una tecnica di cottura apparentemente semplice che necessita di alcune accortezze per ottenere piatti saporiti. Esperti chef impartiranno lezioni a tutti i partecipanti in modo da studiare tutti i segreti di un buon fritto italiano ed internazionale.
Luogo: Piazza Arringo - Biglietto d’ingresso: €22

Lezioni da bere
Ogni tipo di frittura deve essere accompagnato dal giusto vino o birra per esaltarne il gusto e la fragranza. L’Osteria Volante organizza per l’occasione lezione per capire come abbinare tali bevande alle diverse tipologie di fritto.
Luogo: Sala Tornasacco, via Tornasacco - Biglietto d’ingresso: dai €12 ai €€22

Toscano
Presso il loggiato dell’Arengo, in piazza Arrengo, è possibile partecipare a degustazioni guidate di sigari italiani in abbinamento a distillati, vini marchigiani e birre.

Le corti del fritto
Nella splendida cornice di piazza Arringo numerosi eventi intrattengono il pubblico in compagnia degli sponsor e dei partner di “Fritto Misto”.

Cucina la tua oliva!
Presso il chiostro di San Francesco si tiene un laboratorio per coinvolgere il pubblico di grandi e piccini nella realizzazione di un’originale oliva all’ascolana da friggere in due maxi padelle da un metro di diametro.

Mercatino del fresco
In piazza Aringo viene allestito un mercatino realizzato in collaborazione con Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri e Filiera Corta (Progetto dell’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Ascoli Piceno) per acquistare tutti i prodotti freschi da friggere.

Fritti d’autore
Percorso espositivo dedicato ai fritti più celebri del mondo per approfondire un la storia del gusto italiana ed internazionale.

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Apr 30

I luoghi più fotografati al mondoLa Torre Eiffel è il monumento più fotografato al mondo, New York è invece la città più fotografata al mondo. Sono i risultati di uno studio condotto da un gruppo di esperti della Cornell University di Ithaca, New York, guidati dal prof. David J. Crandall del dipartimento di informatica, sulla base di 35 milioni di foto caricate su Flickr, il famoso sito di photo sharing (condivisione foto) che conta milioni di utenti in tutto il mondo. Londra ha invece il maggior numero di siti di interesse storico artistico tra i primi posti, con ben quattro siti tra i primi sette (il Big Ben, la galleria d’arte Tate Modern, la Trafalgar Square e il London Eye). La prima città italiana è Roma che si piazza in nona posizione. Tra le prime 25 città compaiono anche Firenze (16esima), Milano (18esima) e Venezia (21esima). Il risultato non troppo positivo dell’Italia può essere spiegato dal fatto che il team della
Crandall University ha condotto i propri studi esclusivamente sul sito Flickr, forse non diffuso in Italia come nelle altre nazioni. Indagine è stata condotta sui dati informativi collegati alle fotografie, in particolare sui geotag (tag geografici contenenti latitudine e longitudine relativi al luogo dove sono state scattate le fotografie) inseriti dagli utenti che hanno condiviso le fotografie. Un’indagine dunque non esaustiva che però offre un interessante spunto sugli interessi dei viaggiatori, in particolare quelli che amano catturare ogni luogo ed ogni momento delle proprie vacanze. Tra i luoghi lontani dalle maggiori aree metropolitane, si trovano l’indiana Agra, città del Taj Mahal, Dubrovnik in Croazia, Mont Saint Michel in Francia. Tra i monumenti più fotografati nelle città italiane vincono questa particolare classifica il Colosseo a Roma, il Duomo a Milano ed il Ponte Vecchio a Firenze.

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Apr 30

Il lago Chargoggagoggmanchauggagoggchaubunagungamaugg, noto anche come Webster Lake, si trova nei pressi della cittadina di Webster, nello stato del Massachussetts (Stati Uniti). Il suo nome, difficilmente pronunciabile ed un vero dilemma per l’automobilista intenzionato a digitarlo sul proprio navigatore satellitare, appartiene alla lingua dei nativi americani Nipmuc. Il suo significato è più o meno “Inglesi a Manchaug presso il luogo di pesca vicino al confine”, ed infatti il lago si trova ai confini con il Connecticut. Alcuni giornalisti affermano, in realtà erroneamente che significhi: “Tu peschi dal tuo lato, io pesco dal mio lato e nessuno pesca nel mezzo”. Il nome rappresenta il toponimo più lungo negli Stati Uniti ed il sesto nel mondo. Anche l’amministrazione pubblica di Webster ha ammesso di aver spesso sbagliato il nome del lago, scritto erroneamente persino sui cartelli stradali. Esistono diversi tipi di cartelli stradali che indicano il lago: ad esempio, su alcuni di essi la 20esima lettera, una “U”, è stata per errore sostituita con una “O”, invece in altri la 38ma lettera, una “N” è stata sostituita da una “H”.

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Apr 30

Titolo originale: id.
Nazione: Francia, Gran Bretagna
Anno: 2008
Genere: fantasy
Durata: 1h38m
Regia: Gerald McMorrow
Sceneggiatura: Gerald McMorrow
Fotografia: Ben Davis
Musiche: Joby Talbot
Cast: Ryan Phillippe, Eva Green, Bernard Hill, Sam Riley, Kika Markham, Gary Pillai, Mark Wingett, Art Malik, Susannah York, Jay Fuller, Chris Wilson,

Trama
Tra la Londra dei giorni nostri e la Città di Mezzo, una metropoli di indefinito futuro, governata dal fanatismo religioso si articolano le storie di quattro personaggi: Jonathan è un vendicatore mascherato che si aggira per la Città di Mezzo con la missione di uccidere il capo di una setta colpevole dell’assassinio di una bambina; Emilia è una studentessa d’arte con tendenze suicide in giro per Londra alla ricerca di materiale per i suoi video; Esser è un uomo alla ricerca del proprio figlio nelle strade di Londra; Milo è un ragazzo con il cuore infranto, che per caso incontra l’amore di quando era bambino. Quattro personaggi apparentemente senza nulla in comune.

Recensione
“Franklyn”, film d’esordio del regista britannico Gerald McMorrow (in questo film anche nel ruolo di sceneggiatore) dopo una serie di videoclip musicali, è la storia di quattro personaggi che vivono in due realtà distinte e/o parallele e destinati, per un’oscura forza attrattiva comune, a collidere in un unico momento cruciale. McMorrow ha effettuato un buon lavoro scenografico: la Città di Mezzo, pur sembrando in diverse occasioni la città del film Dark City e la “Gotham City” di “Batman”, è realizzata in maniera impeccabile, un luogo le cui coordinate spazio-temporali risultano immerse una indistinta ed eterea astrattezza. Buono anche il lavoro di sceneggiatura: da un lato la storia si svolge in una società sottomessa alla religione, che in “Franklyn” assume il ruolo di oppio dei popoli, tanto che ogni cittadino deve per legge appartenere ad un credo, qualunque esso sia (esilarante al proposito sia “gli adepti alle sacre istruzioni delle lavatrici” che “le manicuriste del settimo giorno”). Anche se l’idea sulla quale si poggia “Franklyn” è originale ed interessante, è l’intreccio narrativo a risultare pesante. In una sorta di sadico gioco con lo spettatore, McMorrow realizza un complesso puzzle che subito fa scappare quel pubblico che ama guardare film senza la voglia di spremersi le meningi. Simile a quanto visto nel mucciniano “Sette anime”, i personaggi sembrano vagare senza una reale motivazione, opportunamente nascosta dal regista. Ma se durante “Franklyn” il cervello lavora molto, è il cuore ad essere del tutto messo in disparte e dimenticato. Si tratta infatti di un viaggio celebrale in un film algido e fin troppo perfetto nella sua estetica che però non lascia spazio alle emozioni. Le capacità di McMorrow sono notevoli: inquadrature e montaggio sono realizzati ad arte, ed è sapiente la gestione dei tempi cinematografici (fondamentale in un film che alterna più storie parallele). Il regista londinese sembra troppo concentrato sul lato estetico della sua opera che però non ha quella carica emozionale tale da attrarre lo spettatore.
Discreto nel complesso il cast: Eva Green conferma le sue doti, riuscendo nel difficile ruolo di Emilia, psicologicamente complesso; buona anche la prova di Bernard Hill, la disperazione e la determinazione di Esser sono trasmesse con chiarezza; Ryan Phillippe appare un po’ “bamboccione”, forse ancora immaturo per certi ruoli; non pervenuto Sam Riley, l’attore risulta molto più espressivo nella pubblicità di Burberry.
“Franklyn” è un film troppo celebrale e freddo, costruito su una sceneggiatura pretenziosa e complessa. Una pellicola ricca di contenuti estetici che però difficilmente faranno breccia nel cuore dello spettatore medio. Una buona prova d’esordio (forse è meglio parlare di “esperimento”) di un regista del quale si sentirà sicuramente parlare in futuro.

Voto: 5,5

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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 30

Ilaria Capua non è una qualunque: è stata nominata tra le cinque Revolutionary Mind per il 2008 da ‘Seed Magazine‘, dopo aver ricevuto nel 2007 anche il premio Scientific American 50, assegnato ai 50 ricercatori che più hanno contribuito al progresso della scienza.

E tutto grazie a un’idea semplice quanto rivoluzionaria: un archivio elettronico aperto agli scienziati dove sono conservati i dati genetici di tutti i virus dell’influenza umana e animale studiati nel mondo.

Agli scienziati non piace condividere i loro dati, ma a lei quel database è sembrato inevitabile: “In un’epoca in cui i virus possono passare in poche ore di continente in continente grazie ai voli aerei, le contromisure devono essere altrettanto rapide e senza confini”, commenta.

E ha avuto ragione perché è grazie alla banca dati voluta dalla virologa italiana che gli americani hanno identificato il loro Paziente numero 1 e si sono accorti che quella ventina di persone diagnosticate fino a quel momento come influenzati di fine stagione erano in realtà il nucleo di un’esplosione che andava arginata al più presto. Senza il database della Capua la diffusione del virus dell’influenza “suina” negli Stati Uniti sarebbe potuta passare inosservata, almeno fino a quando non avesse cominciato a seminare vittime come in Messico. E a quel punto forse sarebbe stato troppo tardi. Perché 2009 H1N1′ il muro del Texas lo ha passato da parecchie settimane. Spiazzando tutti.

“Abbiamo visto lontano, quando abbiamo sollevato il problema della trasparenza dei dati. Senza la banca non sarebbe stato possibile avere tutti questi dati sul virus”, ha detto all’ANSA Capua, che nel 2006 ha lanciato sulle maggiori riviste scientifiche internazionali l’appello a mettere in comune i dati in un’unica banca.

Ci sono voluti due anni per allestirla e sostituire cosi’ la banca ad accesso riservato utilizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Una volta sequenziato il virus dell’influenza dei suini, spiega Capua, i Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) hanno immesso la sequenza in Gisaid: “grazie a tutte le altre informazioni gia’ contenute nella banca - conclude - abbiamo confrontato la nuova sequenza con le altre e abbiamo capito da dove arrivavano i geni e individuato la resistenza gli antivirali”.

(fonte ANSA)

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 30


Mappa previsionale elaborata dal gruppo di studio del modello GLEaM

“Il virus continuerà a colpire in Messico e negli Usa e anche Gran Bretagna e Spagna saranno coinvolte. Nemmeno Sud America e Russia sfuggiranno al contagio, ma in questo caso la probabilità di un’epidemia non supererà il 10% mentre in Italia la previsione sale fino al 25%”.Sono le parole di Francesco Vaccarino, del Politecnico di Torino, che su Tuttoscienze nel numero di oggi de La Stampa delinea quelli che sono i numeri per prevedere la pandemia influenzale che spaventa il mondo.

L’articolo, scaricabile tutta la settimana anche nella rubrica online di Tuttoscienze, spiega che a Torino un gruppo di scienziati, fisici della fondazione ISI, ha elaborato un modello che spiega l’evolvere di una pandemia. Uno studio svolto in coordinamento con i colleghi dell’Indiana University.

Vittoria Colizza, giovane fisico del gruppo coordinato da Alessandro Vespignani alla Fondazione ISI di Torino, spiega come funziona il modello che simula il possibile andamento della pandemia di influenza impropriamente chiamata “suina” nelle prossime settimane.

“Usiamo i dati reali di 3000 aeroporti, li combiniamo con gli spostamenti umani di breve e corto raggio in 30 paesi e li inseriamo in un modello, che distribuisce 6 miliardi di individui su tutti i continenti, in celle di 25 km quadrati. Così otteniamo una rappresentazione della mobilità globale, che si dimostra attendibile per studiare la diffusione del virus”. “Il nostro gruppo fa parte di una rete internazionale che collabora con l’unità di crisi del Joint Research Center di Ispra, un istituto dell’UE: raccogliamo dati a livello mondiale, elaborandoli, ed aggiornando il nostro modello previsionale”.

In pratica il modello apprende e diventa più accurato mano a mano che passano i giorni e arrivano nuovi dati.
Intanto il gruppo di scienziati ha anche aperto un sito di monitoraggio dell’influenza standard www.influweb.it che fa parte di un progetto gestito da Daniela Parlotti, all’interno del progetto Epiwork coordinato da Vespignani.

Si tratta di un progetto di controllo unico in Italia e nel mondo: si basa sul contribuito volontario degli stessi ammalati e sulle particolarità dei social network.

Un progetto europeo che ha avuto numerosi consensi internazionali: gli unici che ancora non si sono fatti sentire sono propri i referenti politici del Piemonte, proprio cioè la regione in cui da cui progetto è partito:
“Viene da domandarci - spiega Francesco Vaccaro - se lo spettro di una possibile pandenia spingerà i politici ad investire nella ricerca almeno quanto nei premi letterari”.
PER SAPERNE DI PIU’: - www.influweb.it

- Projections for Mexican Flu spread by computational modeling

il gruppo di studio del modello GLEaM

Coordinatore
Alessandro Vespignani (Fondazione ISI e Indiana University)

Indiana University
Duygu Balcan, Bruno Goncalves, Hao Hu, Nicola Perra

Fondazione ISI
Vittoria Colizza, Jose J. Ramasco, Wouter Van den Broeck, Daniela Paolotti, Paolo Bajardi, Chiara Poletto, Michele Tizzoni

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 30


Per studiare l’emergenza del virus 2009 H1N1 è stato riaperto INFLUWEB, a cui tutti noi possiamo partecipare, entrando così dì fatto a fare parte di una ricerca scientifica unica la mondo condotta da ricercatori italiani attraverso l’uso dei social network. Finalmente un modo intelligente e utile per usare i social network!

Inoltre iscrivendoci potremo seguire lo stato di avanzamento del virus dell’influenza “standard” e individuare così i focolai dell’infezione.

ISCRIVITI QUI PER MONITORARE L’EVOLVERE DEL CONTAGIO


A Radio3 scienza, ieri è stata intervistata Vittoria Colizza, ricercatrice della fondazione Institute for scientific interchange di Torino che coordina il gruppo di Influweb [qui il podcast con l'invervista] e che ha risposto in che modo è possibile studiare la diffusione del virus dei maiali attraverso il servizio realizzato dal gruppo di studio dell’ISI.

Se ricordate Vittoria Colizza è stata nostra ospite al Convegno Eccellenze al Femminile.

Qui il gruppo su NING a cui è possibile partecipare http://eccellenzealfemminile.ning.com
Qui il sito ufficiale www.eccellenzealfemminile.org con le schede delle relatrici.

LA FEBBRE SUINA E’ PERICOLOSA PER L’UOMO?


La virologa Ilaria Capua, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha risposto per radio alle allarmanti dichiarazioni che si leggono in questi giorni sui giornali, o su alcuni siti Internet.

Evitare di mangiare la carne suina non serve a nulla contro i virus del sottotipo H1N1,: infatti i virus non si trasmettono mangiando carne di maiale. La temperatura di cottura oltretutto distrugge virus e batteri.

E’ infatti improprio chiamarlo virus dei maiali (o febbre suina) dato che il virus, di fatto, è un virus umano, cioè si trasmette da uomo a uomo. Al suo interno coesistono geni aviari, umani e suini.

Fa impressione piuttosto il numero dei morti in Messico e paesi limitrofi. Questo numero, però va contestualizzato. Sul sito dell’Oms i casi accertati di malattia fino a domenica erano solo 18. Occorre ancora qualche giorno per ultimare gli esami di laboratorio e avere conferma di quanti sono realmente i casi di influenza suina.

Altro elemento mancante a oggi, ma che sapremo nei prossimi giorni, è se i decessi riguardava anziani, malati cronici, o persone in buona salute. Il numero esatto lo sapremo tra 2-4 giorni. E avremo un quadro più chiaro.

Il sistema sanitario Messicano, infatti, specie nelle città sovraffollate e poco igieniche lascia molto a desiderare e questa può essere una delle cause dei decessi, che potrebbe essere imputabile anche ad altre forme infettive.

Il sistema sanitario nazionale italiano per esempio (che è tra i più efficienti al mondo) lascia invece ben sperare.
Pensiamo infatti che i pochi casi tra gli studenti americani che sono stati colpiti dai sintomi dell’influenza hanno accusato sintomi molto lievi e sono stati curati a casa, tranne uno che è stato ricoverato in ospedale ma solo per pochi giorni.

Inolte questo virus sembra reagire positivamente ai comuni farmaci retrovirali, cosa che mette al sicuro da un possibile contagio. Infine non bisogna confondere la parola pandemia con il termine virulenza: i dati finora disponibili indicano una facilità di trasmissione, ma non il livello di contagiosità.

Niente panico, dunque: anche se dovesse esserci una pandemia questo virus non sembra manifestare sintomi peggiori di qualsiasi influenza lieve delle vie respiratorie.

Maggiori dettagli li daremo comunque nelle prossime ore.

Intanto però possiamo provare il servizio dei ricercatori di INFLUWEB .


DOMANDE E RISPOSTE SULLA “FEBBRE DEI MAIALI”

SUL SITO INFLUWEB LE LINEE GUIDA DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ SULLA FEBBRE SUINA

.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 30

GTCA (acronimo per Guanina, Timina, Citosina, Adenina) è il sequel di “THE PCR SONG” della società bio-rad, una riuscita parodia di cui avevamo parlato qui e qui, con la quale l’azienda vende i propri prodotti per la Reazione a catena della polimerasi.

Non vi siete mai chiesti come mai all’estero queste divertenti parodie sono così gettonate e utilizzate anche da compagnie serissime, mentre in Italia tale metodo di marketing è praticamente ignoto nel settore scientifico?
E’ un segreto che svelerò in un mio prossimo post!

Ecco il testo

GTCA - Scientist’s Cut (Long Version)

Enzyme, whatcha doin’ today?
I said, Enzyme, want to make DNA?
I said enzyme, show me your binding way
Let me mix you with some primers

Enzyme, time to build a new strand
I said enzyme, ’cause I know that you can
I said enzyme, these letters also spell DAN
All we need to get things started…

Is just a little bit of GTCA
Is just a little bit of GTCA
I can build DNA
I can be a big star
You’re the key to my PCR

That’s right I’m talkin’ ‘bout GTCA
Just a little bit of GTCA
I can make some new strands
I can view all my bands
I can be the best that I can

Enzyme, you have come a long way
But in my lab, demands are higher today
I said enzyme, now it’s time to go fast
We have got to increase throughput
Enzyme, I think I found what I need
It’s an enzyme, it gives me much higher speed
It goes so fast, when it builds DNA
All we need to get it started…

Is just a little bit of GTCA
Is just a little bit of GTCA
I can build DNA
I can reach for the stars
I can do faster PCR

That’s right I’m talkin’ ‘bout GTCA
Just a little bit of GTCA
I can make bigger strands
I can view better bands
I can be the best that I can

Yeah!!!!

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 30

Quasi 2 anni fa avevo scritto un post dove sostenevo che prima o poi il motore a scoppio sarebbe diventato illegale.

Con grande stupore ieri ho saputo che la Norvegia ha avanzato la proposta di bandire la vendita delle normali auto a motore a scoppio a partire dal 2015.

Io sono sicuro che questo avverrà anche per interessi economici, una volta che usciranno auto più ecologiche le case costruttrici faranno pressioni ai governi per incentivarle e quindi uno dei provvedimenti potrebbe essere proprio mettere al bando la circolazione dei veicoli con motore a scoppio (magari iniziando solo dai centri urbani) per far comprare le nuove auto.

Chissà se e quando questo accadrà. In ogni caso i problemi dell’auto rimarranno moltissimi (traffico, parcheggi, incidenti…), spero direttamente che un giorno non verrà più usata in quanto insostenibile in ogni caso e pericolosa anche se elettrica.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 30

Sono venuto a conoscenza di un bel cortometraggio della disney realizzato nel lontano 1950 chiamato Motor Mania.

Il corto che potete vedere sopra, parla di un uomo di mezz’ età chiamato Mr. Walker il quale appena entra nella sua auto si trasforma in Mr. Wheeler due persone completamente differenti, il primo calmo e civile il secondo tutto l’opposto.

Uno dei problemi dell’automobile, soprattutto se usata molto in città è quello di renderci meno sereni e quindi tendenzialmente più cattivi, aggressivi ed in competizione l’uno con l’altro, di questo la società ne risente molto.

Per quanto mi riguarda io continuo ad andare in bici dove mi pare. Questo 25 aprile, di mattina, sono andato a visitare Taormina, 111Km e quasi 1000 metri totali di dislivello in 5 ore di piacevole pedalata attraverso i bellissimi paesi costieri che si incontrano durante il viaggio. Entro pochi mesi proverò ad andare a Messina e tornare.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 28

SE AYN RAND e George Orwell si fossero seduti insieme attorno ad un tavolo per progettare un videogioco, sarebbe uscito fuori questo BioShock, piccolo capolavoro di Ken Levine pubblicato da TakeTwo. Ambientato in un universo alternativo in cui negli anni Sessanta esisteva una città sottomarina, Raputre, costruita sulla base di una utopia alla Ayn Rand finita però male, e controllata da tecnologie degne del miglior George Orwell, è una storia adrenalinica in soggettiva, di lucida e rara bellezza visiva.

È previsto che a fine anno esca il seguito, BioShock 2, mentre c’è da dire che, vista la forte trama “etica” di questo primo capitolo, se n’era pensato di trarre un film. I lavoro erano affidati a Gore Verbinski, regista che già si era dedicato precedentemente a Pirates of the Caribbean. Però i costi sono esplosi, superando la soglia dei 160 milioni di dollari previsti per girare a Los Angeles, e lo studios in carica ha deciso che il progetto starà in pausa fino a che non trovano un’altra location in cui sia possibile contenere radicalmente la spesa. Probabilmente Londra, che ha basse tasse e incentivi finanziari per chi gira film. E le maestranze parlano inglese (come in Canada, Nuova Zelanda e Australia, oramai però non più convenienti)

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 28

GARRY B. TRUDEAU, come ogni domenica. Soprattutto adesso, che la vita e la guerra stanno convergendo.

In più, una citazione da ricordare:

“Torture anywhere is an affront to human dignity everywhere… I call on all governments to join with the United States and the community of law-abiding nations in prohibiting, investigating, and prosecuting all acts of torture.”

– George W. Bush, June 2003

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 28

Titolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2004
Genere: commedia
Durata: 2h08m
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Sacha Gervasi, Jeff Nathanson
Fotografia: Janusz Kaminski
Musiche: John Williams
Cast: Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones, Stanley Tucci, Diego Luna, Chi McBride, Kumar Pallana, Barry Shabaka Henley, Zoe Saldana, Guillermo Diaz, Michael Nouri, Corey Reynolds, Rini Bell, Jude Ciccolella, Eddie Jones

Trama
Viktor Navorski è un cittadino della Krakozhia, uno piccolo stato (inventato) nato dalla disgregazione dell’URSS. Appena atterrato a New York, scopre la sua nazione ha subito un violento colpo di stato. Viktor, ormai privo di un passaporto valido, si vede negato il visto d’entrata perché gli Stati Uniti non riconoscono il nuoco governo. Non potendo più neanche ritornare in patria rimane bloccato all’interno del terminal dei voli internazionali. Con il passar del tempo, Viktor scopre il mondo del terminal: impara l’inglese, trova un lavoro in aeroporto, instaura una serie di sincere amicizie e si innamora di un’assistente di volo, Amelia Warren. Ma Viktor ha un nemico agguerrito, il funzionario aeroportuale Frank Dixon, che lo reputa un seccante errore burocratico, un problema da eliminare quanto prima.

Recensione
“The terminal” è una fiaba moderna ambientata nell’America post 11 settembre. Viktor è un cittadino di un’immaginaria ex repubblica sovietica, che in un attimo si ritrova senza un’identità (passaporto invalido) e senza alcun potere economico (i suoi soldi sono ormai privi di valore), vittima di singolare errore burocratico che lo rende prigioniero nell’aeroporto John Fitzgerald Kennedy di New York. Un’apolide in un limbo dal quale vuole uscire a pieno diritto, senza alcun meschino espediente. Tom Hank è perfetto nei panni di questo personaggio, al principio inebetito ed impacciato, incapace di comunicare, ma capace di ricrearsi un microcosmo nel quale cresce giorno dopo giorno. Ottima la regia di Steven Spielberg sia dal punto di vista tecnico che artistico. Abbandonati gli effetti speciali, Spielberg realizza un film semplice che si rifà ai classici di Frank Capra pur rimanendo originale. “The terminal” è un film che non si regge sulla trama (e sarebbe difficile farlo), ma sui personaggi. Una carrellata di personaggi autentici che riescono a dar vita a una serie di situazioni adorabili. Enrique Cruz è appunto uno di questi, un ragazzo timido che verrà aiutato da Viktor a conquistare il cuore di una responsabile della sicurezza. Il personaggio che però funziona più di tutti è Frank Dixon, il funzionario aeroportuale interpretato da Stanley Tucci. Dixon, all’apparenza tirannico, in realtà non è una persona crudele, ma una vittima del sistema burocratico. Infatti, al di là della commedia fiabesca politicamente corretta, Spielberg critica il sistema americano che per applicare le regole (in particolare dopo i tragici fatti del 2001) non ha più alcuna considerazione delle persone e delle loro situazioni individuali creando una sorta di barriera tra lo Stato ed i suoi cittadini. Critica che si manifesta nella scena più bella del film, quando Dixon non permette ad un russo di portare con sé le medicine del padre che si trova in punto di morte solo perché non ha il documento corretto. Non entusiasma Catherine Zeta-Jones, la sua Amalia Warren è una donna sensibile, fragile ed insicura, alla ricerca di una relazione stabile, ma attratta da amori complicati. La sua interpretazione non è mai fuori le righe, mummificata nella divisa di hostess.
“The terminal” è un film sicuramente lontano dai capolavori di Spielberg, ma capace raccontare attraverso un’atmosfera magica e divertente alcune tematiche che sono sempre più attuali: l’eccessiva paura del diverso può condurre l’uomo ad un isolamento dal quale difficilmente può sfuggire. Un film semplice e di buoni sentimenti, a tratti davvero appassionante e commovente.

Voto: 7,5

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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 28

Il 30 aprile l’Olanda, ed in particolare la sua capitale Amsterdam, celebra il giorno della festa della regina. E’ il Koninginnedag (“giorno della regina”), durante il quale si festeggia il compleanno della regina Beatrice d’Olanda. In realtà, la sua data di nascita cade il 31 gennaio, ma la regina ha scelto da tempo di festeggiare il suo compleanno il 30 aprile per due principali motivi: in quel giorno si festeggiava il compleanno della madre Giuliana ed in segno di rispetto decise di mantenere quella data, inoltre il 30 aprile è il giorno della sua incoronazione. Nei giorni precedenti già si sente l’aria di festa con i negozi che mostrano addobbi e bandiere di colore arancione e palchi montanti in diverse parti della città. La festa della regina è l’occasione per la tradizionale “Oranjegekte” (“follia arancione”): la maggior parte delle persone indossa indumenti ed accessori di ogni tipo di colore arancione che diviene così colore ufficiale della festa, facendo riferimento al nome della famiglia reale, il casato degli Orange. Il compleanno della regina è per gli olandesi ed i turisti che si recano lì di proposito, soltanto un pretesto per far festa due giorni di seguito dato che le feste iniziano la sera prima, quando inizia la Koninginnenacht (“la notte della regina”): dal tramonto all’alba tutti i club di Amsterdam organizzano eventi speciali ed incredibili concerti gratuiti all’interno ed nei dintorni della città.
Ad Amsterdam la festa della regina è anche il giorno dei mercatini delle pulci (vrijmarkt) che si svolgono in tutta la città, in particolare nel quartiere Jordaan: gli olandesi sgombrano soffitte e cantine per vendere tutto quello che non usano più. I momenti migliori per fare affari d’oro sono la mattina presto e verso sera, quando le bancarelle chiudono e la maggior parte degli improvvisati venditori abbandona in strada la merce invenduta: un’occasione per fare shopping gratis! Anche i bambini si improvvisano venditori ambulanti di dolci e caramelle da loro stessi preparati.
La festa della regina è ovunque: nelle strade molti DJs suonano musica trance ed house dai balconi delle case e sulle barche stracolme di gente che girano a ritmo di musica tra i canali. Durante un tale delirio è chiaro che tutti bevono, ma anche in questa situazione l’Olanda si dimostra paese evoluto e civile: durante questa giornata viene infatti venduta esclusivamente una birra chiamata “Event beer” dal basso contenuto alcolico, servita in bicchieri di plastica per i quali si paga un deposito (per riavere i soldi è necessario riconsegnare il bicchiere, un chiaro incentivo a non sporcare le strade della città). E’ inoltre consentito portare in giro soltanto bottiglie di plastica oppure singole lattine di bibite analcoliche e chi viene sorpreso con le confezioni multiple viene considerato un venditore e pertanto multato.
Nel clima di stravaganza si pone anche la singolare pubblicità della festa della regina: su molti poster affissi in giro per Amsterdam, campeggiano le foto di Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy abbracciati in un boa di piume; Vladimir Putin e Barack Obama a passeggio mano nella mano, entrambi con una maglietta con la scritta “Kiss me, I’m drunk” (“baciami, sono ubriaco”); Hillary Clinton con in bikini e con una parrucca arancione immersa tra la folla festante. Fotomontaggi che per fortuna, almeno per adesso, non hanno offeso nessuno dei protagonisti se non una protesta dell’ambasciata francese.
Un’iniziativa dell’agenzia Amsterdam Partners che riflette il carattere scherzoso e carnevalesco della festa della regina, un evento che richiama ogni anno più di un milione di persone nella capitale olandese. Calendario alla mano, la “festa della regina” è perfetta per il classico ponte del primo maggio, festa dei lavoratori.

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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 28

.
In che modo le conoscenze sul “codice della vita” hanno cambiato il modo di pensare la medicina e la società?

Ne parleranno il 4 maggio 2009 al Politecnico di Torino i docenti:

Prof Alberto PIAZZA ordinario di GENETICA MEDICA alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Torino

Prof Micaela GHISLENI docente di ETICHE Della SOCIETA’ TECNOLOGICA presso il Politecnico di Torino

L’incontro è stato organizzato da UDU-Unione Degli Universitari e si terrà il 4 maggio prossimo, presso l’aula 13b del Politecnico di Torino.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 28

Los Angeles, California - Un milione di dollari è in arrivo per aiutare l’Abruzzo: questa è la stima dei fondi che raccoglieranno le associazioni italo-americane di New York.

C’è da scommettere che altri aiuti consistenti arriveranno dalla Niaf-National Italian American Foundation, la più importante organizzazione degli italiani d’America.

L
’appuntamento più atteso è per martedì 5 maggio, a Hoboken, nel New Jersey, al “Danny’s”, celebre locale dell’attore italoamericano Danny Aiello, indimenticabile protagonista de “Il Padrino-parte II”, “Stregata dalla luna” e ”Io e Annie”, attore prediletto da Francis Ford Coppola e Woody Allen, che ha lanciato una campagna a favore delle popolazioni colpite dal sisma.

Sono molti i membri del NIAF che hanno origini proprio in Abruzzo, a partire da Gabriel A. Battista, John F. Calvelli, Arthur J. Furia, Esq. e Anthony A. Marnell II.

Anche Pat Tiberi dell’ Ohio, dell’Italian American Congressional Delegation nell’111° United States Congress, proviene da una famiglia emigrata dall’Abruzzo.


Source: NIAF
& Bridges to Italy (partner Gravità Zero), California

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 28

Los Angeles, California: nel fine settimana (24-25 aprile) sono stati assegnati anche quest’anno i prestigiosi Nebula Awards per i migliori romanzi di fantascienza scritti nel 2008.


Vediamo chi sono i vincitori:

- Best Novel: Powers di Ursula K. Le Guin
- Best Novella: “The Spacetime Pool” di Catherine Asaro
- Best : “Pride and Prometheus” di Novelette John Kessel
- Best Short Story: “Trophy Wives” di Nina Kiriki Hoffman
- Best Script: la sceneggiatura di WALL-E di Andrew Stanton, Jim Reardon, su Storia Originale di Andrew Stanton, Pete Docter
- Andre Norton Award: How a Girl of Spirit Gambles All to Expand Her Vocabulary, Confront a Bouncing Boy Terror, and Try to Save Califa from a Shaky Doom (Despite Being Confined to Her Room) di Ysabeau S. Wilce

2009 Award Honorees

A. J. Budrys
— Solstice Award

M.J. Engh — Author Emerita
Marty Greenberg — Solstice Award
Harry Harrison — Damon Knight Memorial Grand Master
Joss Whedon — Ray Bradbury Award
Kate Wilhelm — Solstice Award

Il Nebula Award (Premio Nebula) è uno dei massimi riconoscimenti assegnato dalla Science Fiction and Fantasy Writers of America (SFWA) alle migliori storie di fantascienza pubblicate negli Stati Uniti durante l’anno precedente la premiazione.

Pochi giorni fa (il 10 aprile) era anche stato appena conferito il prestigioso Philip K. Dick Award, assegnato al romanzo di science fiction pubblicato direttamente in edizione economica, ma che quest’anno è andato ex-equo a due romanzi: Emissaries From the Dead di Adam-Troy Castro e Terminal Mind di David Walton.

Qui vediamo lo scrittore Joss Whedon, che non potendo essere presente al ritiro del Bradbury Award, durante la cerimonia del Nebula Award, ha salutato i presenti con questo simpatico video, in cui ricorda la figura di Ray Bradbury.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 28

Arriva nelle nostre sale una commedia italiana che vede come protagonista un matematico, dedicata al mondo del precariato e ai differenti modi per affrontarlo: Generazione 1000 euro.

Di matematici nei film ne abbiamo visti parecchi quest’ultimo anno! Ma mentre all’estero risolvono enigmatici delitti, oppure diventano ricchi applicando i numeri ai giochi di azzardo, in Italia, con una laurea in tasca, al massimo il matematico Matteo (Alessandro Tiberi) riesce a trovare un lavoro precario che non ama (marketing in una multinazionale), vive con un coinquilino che è anche suo migliore amico e perde la fidanzata.

La sua realtà, secondo il regista Massimo Venier, vorrebbe essere lo specchio in cui si riflettono le ansie e i problemi di un’intera generazione, costretta a vivere con stipendi ridicoli e a fronteggiare le incombenze della vita quotidiana. La sua esperienza, comune a migliaia di giovani del nostro paese, è quella di chi cerca ancora di cogliere il meglio di una vita che troppo spesso impone sacrifici e non ripaga come dovrebbe.

Operazione non riuscita in pieno, purtroppo, nonostante la bravura degli attori e la sceneggiatura (tra l’altro non fedele al libro), tutto sommato godibile e divertente! Qui la scheda del film con l’intervista a Massimo Vernier, Federica Pontremoli, e alle due belle e brave attrici, Valentina Lodovini e Carolina Crescentini, ai bravi Alessandro Tiberi e Francesco Mandelli.

Il protagonista, infatti, dimostra in poco più di un’ora il motivo della sua mediocrità: sottolineando il disprezzo per il lavoro che svolge (il che non lo aiuta certo nella carriera), rifiutando due ottime occasioni di lavoro che avrebbero potuto cambiargli decisamente la vita (uno dei quali di alta dirigenza con benefit a Barcellona), tradendo contemporaneamente due giovani e belle ragazze, molto più brave e intelligenti di lui, e che hanno la solo colpa di amarlo (3 se consideriamo anche la ragazza-medico che lo molla a inizio film), e finendo per mentire perfino al suo migliore amico.

Sensazione, la mia, condivisa anche dal critico Marco Massaccesi

“Generazione 1000 Euro mostra un protagonista che ha comunque un lavoro, è diviso fra due donne (quale originalità!), riesce a passare una giornata indimenticabile a Lisbona tutto pagato e spesato, e, addirittura, vedersi arrivare una promozione. Senza svelare il capitolo finale, scopriamo nell’ultima inquadratura che è persino contento di essere tornato precario”.

“Un film del genere poteva tranquillamente intitolarsi La mia ex faceva l’Infermiera o La mia Sexy Direttrice del Marketing, non avrebbe fatto nessuna differenza. Con Generazione 1000 Euro il precario è diventato un leading role, come il tassista in Taxi Driver o il poliziotto in Dirty Harry”.

“Eliminando totalmente la critica verso la società e raccontando una storia di una banalità sconcertante Massimo Venier genera un film raggelante nel panorama italiano. Raggelante come la nostra politica: incapace di notare i nostri mali, ma, allo stesso tempo, ipocritamente parlarne”.
Non ci si può certo identificare in un giovane come lui, e pur tuttavia alcune verità il film le coglie: un accenno al sistema dei concorsi truccati per posti da ricercatore in Italia, e alle difficoltà di inserimento, per un giovane che intenda fare ricerca, sempre in Italia.

Tuttavia non credo che le difficoltà incontrate oggi siano diverse o peggiori di quelle che incontrarono in altre epoche altri giovani promettenti.
Il fatto poi che un giovane entri nel mondo del lavoro solo verso i 30 anni è solo la causa sufficiente (ma non necessaria) per cui tutto è “spostato” in avanti, compresa l’indipendenza economica.

Ma il fatto che molti non riescano a trovare il lavoro per cui hanno faticosamente studiato è un luogo comune. Non c’è nulla di più falso affermare, ad esempio, che i giovani matematici siano destinati a una carriera professionale poco promettente o appagante.

I laureati in matematica, e più in generale in discipline scientifiche, non solo trovano lavoro, ma ne trovano più degli altri! E interessanti e gratificanti, dai più tradizionali ai più bizzarri e dinamici. Come dimostra ad esempio il sito www.matematiciallavoro.it, attivato in contemporanea con l’uscita del libro cura di Enza Del Prete, Alessandro Russo e Gabriele Anzellotti, Matematici al Lavoro, cinquanta e più storie di laureati in matematica, Sironi Editore.

Nel volume, oltre alle interviste a cinquanta matematici che raccontano la loro esperienza dopo la laurea, sono riportati anche i dati di alcune statistiche realizzate su campioni di soli laureati in Matematica e relative alla loro posizione nel mondo del lavoro.

Il tasso occupazionale dei laureati in Matematica subito dopo la laurea (48,8%) supera quello dei laureati in Chimica (46%) e in Fisica (32%) . E a cinque anni dalla conclusione degli studi il tasso di occupazione per i matematici raggiunge l’80%.

Se poi consideriamo tutti i laureati italiani a tre anni dalla laurea, troviamo (fonte Istat 2008) che il gruppo scientifico ha, con una media che oscilla tra 1.217 € e 2.027 €, il più alto tasso di guadagno mensile, superiore addirittura ad altre discipline generalmente più blasonate dai media come Architettura, indirizzo Economico-statistico, Linguistico, Giuridico, Letterario e Psicologico.

Insomma, lo stereotipo che vuole il matematico un po’ assente dalla realtà, mal inserito e mal pagato è tutt’altro che reale: lo dicono proprio i numeri!

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 28

Fisica in barcalunedì 27 aprile raggiungerà il porto di Civitavecchia.

Secondo appuntamento della crociera di divulgazione scientifica che si concluderà in giugno a Trieste.

L’iniziativa, promossa dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare in collaborazione con “Velisti per caso” e con la partecipazione del Laboratorio europeo per la fisica delle particelle (Cern) e di Enel coinvolgerà oltre 100 studenti romani. Insieme agli studenti delle scuole medie superiori saranno protagonisti dell’iniziativa i ricercatori dell’Infn e Adriatica, il veliero di 22 metri reso famoso dalla trasmissione “Velisti per caso” con Patrizio Roversi e Syusi Blady.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 28

Tempo fa tutti i giornali hanno annunciato che a causa della discesa del prezzo del petrolio i costi dell’energia elettrica erano scesi e che le famiglie italiane avrebbero risparmiato molto.

Oggi sono andato a vedere queste nuove fantomatiche tariffe ribassate nel sito dell’enel ed ho trovato una brutta sorpresa:

Ecco la nuova Tariffa D2 (in vigore da aprile 2009):

Quota fissa€/cliente anno17,505700 Corrispettivo di potenza impegnata
€/kW anno5,134000

Per la parte di consumo fino a 1800 kWh€/kWh0,097500 Per la parte di consumo da 1801 kWh fino a 2640 kWh€/kWh0,138780 Per la parte di consumo da 2641 kWh fino a 4440 kWh€/kWh0,194620 Per la parte di consumo oltre 4440 kWh€/kWh0,265000

Qui la precedente (periodo gennaio-marzo 2009):

Quota fissa€/cliente anno14,694100 Corrispettivo di potenza impegnata
€/kW anno 5,134000
Per la parte di consumo fino a 1800 kWh€/kWh0,10140 Per la parte di consumo da 1801 kWh fino a 2640 kWh€/kWh0,14352 Per la parte di consumo da 2641 kWh fino a 4440 kWh€/kWh0,20048 Per la parte di consumo oltre 4440 kWh€/kWh0,27229
Come potete vedere il costo dell’energia è diminuito di circa il 3% ma la quota fissa annuale è salita ancora inspiegabilmente!

Si passa dai 14,7 euro annui a 17,5 euro (ad entrambi va aggiunta l’IVA del 10%) che corrisponde ad un aumento del 20% circa.

Pensate che a dicembre la quota fissa annuale era di solo 4,13 euro (+ 10% di IVA) quindi praticamente adesso paghiamo la quota fissa quasi 4 volte di più rispetto all’anno scorso nonostante il petrolio sia sceso.

Come al solito ci danno da un lato (piccola diminuzione del costo a KW) ma ci rubano dall’altro (grande aumento del costo quota fissa).

Qui il mio precedente post dove spiego come va letta la bolletta dell’enel.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 28

In alto trovate il consueto video divertente della settimana.
Questa domenica ne ho messo uno che sta circolando molto in questo periodo ovvero una parodia di come sarebbero i vari giochi per donna della wii con finale decisamente a sorpresa…

Post simili:
Consumi Console: Nintendo Wii la migliore

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 26

IL PROSSIMO 22 giugno Virgin Atlantic festeggerà 25 anni di attività. La compagnia aerea di Sir Richard Branson ha creato uno spot per l’occasione, che è una spettacolare immersione negli anni Ottanta

Virgin Atlantic era già titolare di quello che considero uno dei migliori spot del pianeta…

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 26

I MIGLIORI DI sempre e poi anche gli altri migliori…

E c’è anche una versione più autoriale (musica orrenda, però).

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 26

SE AMATE SAN Francisco, le foto di jrodmanjr sono una delizia

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 26

MENTRE IL PROCESSO a ThePirateBay, il sito per scaricatori incalliti, si arricchisce di un nuovo, intrigante rilievo, c’è chi fa protesta civile mostrando le pudenda del re:

Money quote: The intention of this site is to demonstrate the double standard that was exemplified in the recent Pirate Bay Trial. Sites such as Google offer much the same functionality as The Pirate Bay and other Bit Torrent sites but are not targeted by media conglomerates such as the IFPI as they have the political and legal clout to defend themselves unlike these small independent sites.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 26

21 APRILE 1918: muore il capitano di cavalleria Barone Manfred Albrecht “Freiherr” von Richthofen, meglio conosciuto come il Barone Rosso. Ne dà la notizia tra gli altri Flight International (il più antico giornale dedicato al mondo dell’aviazione), che segue anche le esequie militari, svoltesi in Francia il seguente 22 aprile.

Money quote: Il 21 aprile, quando viene pubblicato il bollettino del comando germanico in cui viene annunciato che “il capitano di cavalleria Barone von Richthofen, alla testa del suo fidato 11mo gruppo di volo, ha guadagnato le vittorie aeree numero 79 ed 80″, il famoso pilota da caccia giace invece morto nella valle della Somme, che l’asso tedesco aveva descritto nel suo libro come il suo felice campo di caccia.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 26

Oggi è il 25 aprile, una giornata di unità e della memoria che dovrebbe sancire la liberazione, la fine di un periodo bellico e l’inizio del folgorante periodo che ha trasformato l’Italia da potenza militare, a potenza industriale.
Bene, nemmeno oggi si riesce a vedere alcuna unità d’intenti, che per colpa dei retaggi, delle convinzioni e delle contrapposizioni di oltre 60 anni fa, non riescono a dare ancora “pace” nei ai vivi, ne ai morti, di quel terribile periodo: la guerra civile italiana.
Si, perché dai battibecchi di queste ore, appare evidente che ancora oggi esiste una parte del paese che pensa che l’altra non sia degna di esserlo.
Una contrapposizione fatta di parole e valori di un’altra epoca, del tutto fuori luogo nel mondo che avanza e verso il quale ci dovremmo invece trovare uniti e fraterni, in quanto tutti Italiani.
Oggi non è il momento di rilanciare preconcetti, classicismi politici o presunte superiorità di “casta”, sicuramente è il momento per guardare a quel periodo come l’insegnamento di quanti dolori e tormenti si possono scatenare, se un popolo non trova il modo di vivere in una civile convivenza.
Le nuove generazioni e i milioni di italiani all’estero, non sono più con gli occhi al passato, ma sono concentrati sul come costruire il proprio futuro e quello del paese a cui sono comunque profondamente legati, quindi sentono molto lontano da loro questo rimpallarsi in madre patria, dei “velati insulti” che le parti, come se ancora si fosse a quelle giornate, continuano a lanciarsi in queste ore.
Se vogliamo che l’Italia sia un giorno ancora migliore e che l’unità, il vivere in pace che è stato conquistato allora, continui ad essere un valore comune e duraturo, occorre sicuramente ricordare quelle giornate ma smetterla di “attualizzarle” o peggio strumentalizzarle, per questioni e beghe odierne.
Occorre da parte di tutti maggiore senso di responsabilità e rispetto per i tanti, comunque Italiani, che persero la vita in quelle tristi giornate, che ci auguriamo non debbano più far parte del futuro del nostro paese.
Grazie per l’attenzione. Un Italiano a Shanghai

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 26


Generazione mille euro: un altro film che vede come protagonista un matematico.

Ne abbiamo visti parecchi quest’anno, ma mentre all’estero i matematici risolvono enigmatici delitti, oppure diventano ricchi applicando le regole a giochi di azzardo, in Italia, con una laurea in tasca, al massimo il matematico Matteo (Alessandro Tiberi) riesce a trovare un lavoro precario che non ama (marketing e vendite), vive con un coinquilino che è anche suo migliore amico e perde la fidanzata.

La sua realtà, secondo il regista Massimo Venier, vorrebbere essere lo specchio in cui si riflettono le ansie e i problemi di un’intera generazione, costretta a vivere con stipendi ridicoli e a fronteggiare le incombenze della vita quotidiana. La sua esperienza, comune a migliaia di giovani del nostro paese, è quella di chi cerca ancora di cogliere il meglio di una vita che troppo spesso impone sacrifici e non ripaga come dovrebbe.

Operazione non riuscita in pieno, purtroppo, nonostante la bravura degli attori e la sceneggiatura, tutto sommato godibile e divertente!

Il protagonista, infatti, dimostra in poco più di un’ora il motivo della sua mediocrità: dimostrando disprezzo per il lavoro che svolge (il che non lo aiuta certo nella carriera), rifiutando due ottime occasioni di lavoro che avrebbero potuto cambiargli decisamente la vita (uno dei quali di alta dirigenza con benefit a Barcellona), tradisce contemporaneamente due giovani e belle ragazze, molto più brave e intelligenti di lui, che hanno la solo colpa di amarlo, e per finire mente perfino al suo migliore amico.

Non ci si può certo identificare in un giovane come lui, e pur tuttavia alcune verità il film le coglie: un accenno al sistema dei concorsi truccati per posti da ricercatore in Italia, e alle difficoltà per un giovane che intenda fare ricerca, sempre in Italia.

Tuttavia non credo che le difficoltà che incontrino i giovani oggi siano diverse o peggiori di quelle che incontrarono in altre epoche altri giovani promettenti, compresi i nostri genitori.
Il fatto che un giovane entri nel mondo del lavoro verso i 30 anni è solo il motivo per cui tutto è “spostato” in avanti, compresa l’indipendenza economica.

Ma il fatto che molti giovani non riescano a trovare il lavoro per cui hanno faticosamente studiato è un luogo comune. Non c’è nulla di più falso affermare, ad esempio, che i giovani matematici siano destinati a una carriera professionale poco promettente, o addirittura a croniche difficoltà occupazionali.

I laureati in matematica, e più in generale in discipline scientifiche, non solo trovano lavoro, ma ne trovano più degli altri! E interessanti e gratificanti, dai più tradizionali ai più bizzarri e dinamici. Come potrete trovare ad esempio sul sito www.matematiciallavoro.it, attivato in contemporanea con l’uscita del libro cura di Enza Del Prete, Alessandro Russo e Gabriele Anzellotti, Matematici al Lavoro, cinquanta e più storie di laureati in matematica, Sironi Editore.

Nel volume sono riportati anche i dati di alcune statistiche realizzate su campioni di soli laureati in Matematica e relative alla loro posizione nel mondo del lavoro.

Il tasso occupazionale dei laureati in matematica (48,8 %) supera quello dei laureati in Chimica e in Fisica. E a cinque anni dalla conclusione degli studi il tasso di occupazione per i matematici raggiunge l’80%.

Se poi consideriamo tutti i laureati italiani a tre anni dalla laurea, troviamo (fonte Istat 2008) che il gruppo scientifico ha, con una media che oscilla tra 1.217 € e 2.027 €, il più alto tasso di guadagno mensile, superiore addirittura ad altre discipline generalmente più blasonate dai media come Architettura, Economico-statistico, Linguistico, Giuridico, Letterario e Psicologico.

Insomma, lo stereotipo che vuole il matematico un po’ assente dalla realtà, mal inserito e mal pagato è tuttaltro che reale: lo dicono proprio i numeri!

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Apr 26

La curiosità è un intenso desiderio di sapere. Non tutti gli elementi presenti in natura sono curiosi. Alle pietre non interessa sapere come sia possibile costruire un motore più efficiente, che consumi quindi meno carburante. E una pietra, una volta colpita da una ruota di un’automobile, finirà chissà dove, senza poter fare assolutamente nulla. Nemmeno gli organismi viventi sono tutti curiosi, per lo meno non nel senso abituale che noi attribuiamo a tale termine. Un albero, ad esempio, non può muoversi, non può esplorare l’ambiente oltre la zona circoscritta in cui si trova, non può inventare un sistema per proteggersi dai fulmini, dai funghi o dalle motoseghe.

La curiosità è una caratteristica degli organismi viventi che possono muoversi, che hanno quindi superato lo stadio di immobilità. Essi non devono più aspettare che il cibo li raggiunga: sono loro ad andare alla ricerca del cibo. E quando il cibo scarseggia e sono in tanti a desiderarlo, occorre inventare qualcosa per poterne ottenere a sufficienza. “Assai presto la curiosità per l’ambiente fu imposta come condizione per la sopravvivenza” scrive Isaac Asimov – non solo scrittore di fantascienza, ma anche biologo e docente di biochimica – nel suo “Il libro di fisica” (Mondadori 1986, edizione originale “Asimov’s New Guide to Science, 1984).

Via via che gli organismi divennero più complessi, svilupparono un sistema nervoso in grado di ricevere, immagazzinare ed interpretare una quantità sempre maggiore di informazioni provenienti dall’ambiente esterno. Di pari passo si sviluppò il cervello e crebbe l’impulso ad esplorare: una volta che l’organismo riuscì a soddisfare i suoi bisogni fondamentali, venne colpito dalla noia e cercò quindi di utilizzare il cervello oltre il livello minimo di sopravvivenza, al fine di evitare le spiacevoli conseguenze della noia stessa.

Il desiderio di sapere quindi viene innanzitutto dirottato verso alcuni bisogni primari: “come seminare nel modo migliore e ottenere i più abbondanti raccolti, come fabbricare nel modo migliore archi e frecce, come meglio tessere abiti” (testuali parole di Asimov). Il passo successivo, per occupare le immense capacità di elaborazione del cervello, è dedicarsi alla ricerca della conoscenza pura. Non si tratta più di studiare qualcosa a fini applicativi, ma di studiare per il solo gusto di studiare, perché solo in questo modo il cervello viene efficacemente impegnato.

L’uomo comincia quindi a porsi domande, le cui risposte non hanno un’immediata ripercussione sulla sua vita. È naturale cercare le risposte a partire da ciò che già si conosce. È così che in Grecia nasce e si sviluppa la filosofia naturale: i filosofi greci sono persone che si dedicano a scoprire le leggi di natura. Dopo che i miti non vennero più accettati come spiegazione del mondo, se l’universo non era più controllato da divinità arbitrarie e imprevedibili, allora – come giustamente afferma Asimov – l’universo poteva essere immaginato come “una macchina governata da leggi inflessibili”. Dunque, occorreva scoprire tali leggi. Ma in che modo era opportuno procedere?

Prima di tutto è necessario osservare un determinato fenomeno naturale, poi si cerca di dare a queste osservazioni un ordinamento e infine si cerca di dedurre dall’ordinamento un principio che riassuma le osservazioni stesse. A tal proposito, una tecnica molto utilizzata dai greci fu l’astrazione e la generalizzazione. Essi si sforzarono di non cercare di risolvere un singolo problema, ma di astrarre da esso per immaginare quali caratteristiche fondamentali avessero i problemi simili a quello da risolvere. Una volta individuata un’ampia classe di problemi di cui vengono considerate solo le proprietà più importanti, i greci cercarono soluzioni il più possibile generali.

L’astrazione e la generalizzazione vennero applicate (con successo) inizialmente ai problemi di geometria. Ma poi i greci videro che il metodo funzionava e si innamorarono della tecnica deduttiva, cioè dell’ “elaborazione di un corpo di conoscenze come conseguenza invitabile di un insieme di assiomi” (le frasi poste fra virgolette in questo articolo sono tutte di Asimov e sono tratte dal suo testo citato in principio).

Come si sa, a volte l’amore gioca brutti scherzi, e i greci credettero a tal punto nel metodo deduttivo da applicarlo anche a sproposito. Addirittura giunsero a considerare la deduzione “come l’unico mezzo rispettabile per raggiungere la conoscenza”. Inoltre diedero un’eccessiva importanza agli assiomi da cui si partiva per elaborare la conoscenza: ritennero che tali assiomi fossero verità assolute. Di conseguenza pensarono che anche altri rami della conoscenza (al di là della geometria) “andassero costruiti a partire da analoghe verità assolute”.

Per rimediare agli errori metodologici dei greci, dei quali via via alcuni pensatori cominciavano ad accorgersi, l’umanità ha dovuto attendere la fine del secolo XVI, cioè la rivoluzione galileiana. È stato proprio Galileo Galilei a fondare il metodo scientifico e a stabilire che innanzitutto occorre sperimentare e poi bisogna indurre dagli esperimenti e non dedurre da verità assolute. Il mezzo principale per raggiungere la conoscenza diventa l’induzione. Si può indurre dagli esperimenti e dalle osservazioni e in questo modo si ottengono generalizzazioni, che però non sono né verità assolute, né verità ultime. Durano finché non viene provato che sono false.

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Apr 26

A causa del recente terremoto in Abruzzo si è parlato molto della possibilità o meno di riuscire a prevedere i terremoti. Io che abito in Sicilia sono molto attento a queste problematiche in quanto qui potrebbe verificarsi un terremoto catastrofico da un momento all’altro.

Girovagando in rete ho trovato in questo sito l’interessantissima lista di tutti i terremoti che ci sono stati a cui via via vanno andranno ad aggiungersi quelli futuri.

Con grande meraviglia ho visto che a partire dal 30 marzo si sono verificate una serie incredibilmente anomale di scosse in successione nell’ aquilano che a mio parere potevano bastare ad allertare la popolazione su eventuali possibili terremoti di forte intensità nell’immediato ma invece la protezione civile diceva a tutti di tornare a dormire in casa nonostante molti pensavano che in quella notte si sarebbe potuto verificare un terremoto anche grazie alle previsioni di Giuliani.

Qui sotto trovate le immagini (prese dal sito che ho linkato sopra) della lista di tutti i terremoti che ci sono stati in Italia dal 24 marzo al 6 aprile:

Come potete vedere i terremoti nell’aquilano antecedenti a quello del 6 sono moltissimi.

Vi consiglio di tenere il sito e se nella vostra zona notate molte scosse in successione prendete le dovute precauzioni, fortunatamente adesso abbiamo internet, sfruttiamolo.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 24

ERO A BERLINO, ieri, e vista la bella giornata ho allungato un attimo la strada e sono andato alla porta di Brandeburgo. Che impressione passarci sotto, vedere le piccole toppe di cemento nelle scanalature delle colonne e nei pannelli delle pareti, ultime vestigia dei combattimenti durante la presa di Berlino da parte dei russi. Tra poco è l’anniversario della fine della guerra in Europa (per noi è il 25 aprile, ma per il Vecchio continente è l’8 maggio). Tra la caduta di Berlino (2 maggio) e la fine reale dei combattimenti passò qualche giorno, perché i nazisti e i civili erano terrorizzati all’idea di arrendersi ai sovietici e cercarono di guadagnare più tempo possibile nell’attesa della (lenta) avanzata degli Alleati. Sembra passato un secolo ma era “solo” il 1945, e le toppe che chiudono i buchi delle pallottole e i fori delle schegge, tutti ad altezza uomo, sono su molti altri monumenti e palazzi berlinesi.

Davanti alla porta di Brandeburgo, però, che avevo visto per la prima volta 22 anni fa, ieri c’erano un po’ di attrazioni: un signore vestito da improbabile Vopos con una collezione di cappelli militari, per scattare foto grazie alle quali far passare il turista per liberatore sovietico, americano, britannico, persino per soldato tedesco vecchio e nuovo. L’unica cosa che manca è un qualsiasi tangibile segno riconoscibile dell’esercito del Terzo Reich, visto che in quel Paese è considerato reato e anche grave: a differenza dell’Italia, dove l’Apologia di fascismo è evidentemente un reato da operetta, come è la XII disposizione transitoria e finale della nostra Costituzione, mentre a quanto pare anche il 25 aprile è una festa da commedia all’italiana, in cui metà delle istituzioni si danno per latitanti e chiedono la giustificazione per l’assenza alla mamma. Vabbé.

Torniamo a Berlino. Il passaporto con il quale ci ero andato all’epoca oggi non c’è più. La vecchia città era ancora circondata dal muro, avvolta nella DDR e sul passaporto erano fioccati i timbri e i visti, compreso quello giornaliero per entrare nella parte est della città. Ma quando, anni dopo, ho rifatto il mio documento di viaggio, non sapevo si potesse chiedere che annullassero il vecchio e te lo dessero come cimelio dei viaggi. Risultato, oggi non c’è più (chissà se è stato distrutto o se giace da qualche parte alla Questura di Firenze o, peggio ancora, a Roma. Se si potesse recuperare, fatemelo sapere!).

Insomma, davanti alla porta di Brandeburgo, in una giornata di sole invidiabile, con la calma di una città non oberata di turisti e sfaccendati e borseggiatori e altre persone di etnie indefinibili come i loro scopi, mi sono messo a chiacchierare con Hans, studente un po’ fuori corso, che ha in qualche modo recuperato timbri più o meno originali dell’epoca che fu.

E li utilizza per venderti una cartolina e un duplicato di visto giornaliero con timbrature dei vari check-point Charlie sul lato Usa, timbro con permesso della RFT, timbro con permesso di varchi diversi per la DDR, timbro di permesso russo, del settore americano (”You are Leaving the American Sector”) e via dicendo. Il tutto “per una cifra che mi sembra accettabile di due euro”, recita a memoria come il rosario il nostro strano amico.

Ho fatto un giro a piedi ancor più lungo, percorrendo un pezzo dell’Unter den Linden, passando davanti alla libreria statale, alla università Humboldt, fino al Museo storico tedesco, costeggiando poi l’Altes Museum, il museo di Pergamo e il Bode-Museum, rientrando infine all’hotel dietro la stazione di Friedrichstrasse.

Ci sono le polemiche, in Germania, su come sia poi andata la riunificazione. Berlino ne è il simbolo, la stagione più bella di questi ultimi anni, però è anche un po’ alla fine del suo ciclo: le archistar hanno fatto il loro lavoro di acciaio e vetro temprati, i grandi, costosi e fantasmagorici palazzi monumentali e il nuovo assetto urbano per il quale vengono pagati milioni. Quello che è importante, però è che sono passati vent’anni, ci sono ragazze e ragazzi che vanno in discoteca e non hanno mai conosciuto il muro. Insomma, a me è rimasto l’imprinting di un’epoca lontana e della sua clamorosa fine, il crollo del muro, la mote del comunismo, la liberazione in un colpo solo di tutta l’Europa dell’est. Con la conseguente nuova era di opportunità.

Invece, Berlino ti urla in una giornata di sole che la vita non si è fermata il giorno di quell’epocale cambiamento. Anzi, che è già vecchio, già storia, come quei parenti anziani che da bambino continuavano a ossessionarmi di ricordi sulla Seconda guerra mondiale, lontana nella mia mente come la conquista del West, l’unità d’Italia e la giovinezza di Cleopatra.

Siamo tutti reduci di qualcosa. Del crollo del muro, della Pantera, di Falcone e Borsellino, di tangentopoli, dell’Iraq e dell’Afghanistan, del popolo di Seattle e di Genova, dell’11 settembre, di nuovo dell’Afghanistan e dell’Iraq: insomma, fate un po’ voi. L’importante, però, è ricordarsi quando scade di farsi ridare il passaporto annullato, per non dimenticare che gli anni passano lo stesso. Anche dalle cose che crediamo mortalmente importanti, di quello che “dopo la vita non sarà più la stessa”. In realtà, mi par di capire che la vita non sia mai la stessa d’abitudine.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 24

SECONDO IL GOVERNO, è praticamente passata. Secondo il resto del mondo, il peggio sta per arrivare. Stirati a metà fra queste due visioni inconciliabili, c’è da segnalare che negli Usa la crisi è diventata anche una formula giornalistica. La si può, cioè, applicare a tutto. Ai lettori che comprano più libri di svago con finali positivi (tendenzialmente romanzi rosa), fino al boom delle vasectomie come segno tangibile della recessione che, a quanto pare, vuole tutto il divertimento ma nessuna delle conseguenze.

Money quote: In a recession, what people want is a happy ending. At a time when booksellers are struggling to lure readers, sales of romance novels are outstripping most other categories of books and giving some buoyancy to an otherwise sluggish market.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 24

Al Boat Show 2009 di Shanghai, la fiera per la nautica di diporto, l’Italia ha fatto la parte del leone, rappresentando la più grande presenza internazionale.
In linea con la propria leadership di mercato, quale primo importatore in Cina, l’Italia si dimostra ancora una volta leader incontrastata nei settori di nicchia ad alto valore aggiunto, legati al Lusso e ad una qualità della vita d’altissimo livello.
Assieme ai nostri “campioni” di mercato, quali Ferretti e Azimut – Benetti, il resto della presenza Italiana era organizzata dall’ICE e dove erano presenti altre nostre “perle” nel campo della cantieristica ed accessori per barche da diporto di lusso.
All’interno di questa delegazione italiana, quella proveniente da La Spezia è apparsa la più numerosa, una missione di alto livello, organizzata dalla Camera di Commercio locale, che sotto la supervisione della responsabile del progetto, Simona Martucci, ha così lanciato la propria sfida al mercato cinese.
Quale è la situazione del mercato italiano su questo segmento di grande tradizione per l’Italia, come quello del diporto di lusso?
L’Italia rappresenta il primo importatore sul mercato cinese, avendo superato l’anno scorso la concorrenza americana, ma il mercato del diporto cinese è solo nella sua fase embrionale, visto che la legislazione cinese non consentiva, fino ad ora, alcuna azione in grado di farlo crescere”.
La Cina nel 2008, ha rappresentato per le aziende italiane un fatturato di 18 Milioni di dollari, con una quota di mercato del 36% ed un incremento, su base annua, del 196%. Gli Usa seguono con una quota di mercato del 26,7%, mentre molto distanziata appare la UK, con una quota di solo il 10,6%.
Quali sono gli aspetti che hanno cambiato lo scenario di mercato attuale e che ne favoriranno la crescita?
Uno in particolare, quello che ora la nuova legislazione cinese supporta la creazione di nuove marine, vista la possibilità introdotta di recente, di poter navigare liberamente per le coste, elemento che consentirà di creare un network di porti ed approdi, in grado di offrire gli spazi per un’attività di diporto, al momento, ben al disotto delle reali potenzialità.
Una impressione sul Boat Show 2009 in corso a Shanghai.
“Sarà la crisi internazionale o altro, ma appare meno frequentata dell’anno scorso. Anche qualche stand dei leader di mercato risulta più contenuto, rispetto a quello dell’edizione precedente.”
Un esempio emblematico è poi la presenza Francese, che occupa un quarto della Hall utilizzata anche dall’Italia, ma a differenza della scorsa edizione, è semplicemente una presenza istituzionale, dove, a parte zodiac, risulta evidente l’assenza delle imprese.”
La Spezia è il “pezzo forte” della presenza Italiana qua a Shanghai, un segnale o una missione?
Tutte e due le cose, ma anche e soprattutto perché la nostra area presenta parecchie eccellenze molto richieste dal mercato cinese, come nel caso della Schiffini, che fa cucine per barche di lusso e che recentemente ha aperto il proprio ufficio in Cina.” 
Cosa cercano in Cinesi che vengano in Fiera?
Il nostro stile e il nostro design. Sono attentissimi e cercano di entrare in contatto con le nostre imprese per poter “apprendere” come il design possa coniugarsi con la progettazione e la costruzione di barche da diporto e Super Yacht.
Ma non temete nella concorrenza futura?
Forse in futuro, ma le nostre aziende sono posizionate sull’alta gamma e sulle costruzioni di una nicchia dove i cinesi non hanno, al momento, alcuna preparazione ma soprattutto, che sia “Made in Italy”, continuerà per molto tempo a rappresentare un must imprescindibile per gli esigenti clienti cinesi.
Per esempio società quali i Cantieri Leonardo, qui presenti a Shanghai, rappresentano livelli di stile difficilmente copiabili da chiunque, per questo motivo gli armatori cinesi, al momento, preferiscono discutere su come aggiornare i progetti, adattandoli alle esigenze del cliente cinese, spesso così diverse da quella occidentali.
Quali differenze e quali update progettuali sono richiesti in particolare dal cliente cinese??
Beh, una su tutte: il karaok a bordo, uno spazio di ricreazione tipico nella società cinese, non previsto nelle progettazioni occidentali, ma imprescindibile nel setup richiesto dai clienti cinesi.
La ricerca gioca un ruolo importante in questo settore?
Indubbiamente si, tanto che a giugno organizziamo a La Spezia il Sea Future, una fiera dedicata all’innovazione e ricerca, dove saranno presenti centri di ricerca ed imprese, ideatori, produttori e distributori di attrezzature e tecnologie per il mare.
Uno stato dell’arte sull’innovazione per l’intero settore che rappresenta il fiore all’occhiello per l’industria italiana e un’eccellenza che sempre più in futuro ci si augura, possa trovare sempre maggiori spazi qua in Cina.
Ancora una volta dalle nostre “piccole” realtà e province, come nel caso di La Spezia, si sta evidenziando il segnale di una riscossa italiana e un “avanti tutta”, che sembra voler cavalcare l’onda della ripresa mondiale, che dovrebbe, proprio dalla Cina, iniziare a partire dal 2010.

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 24

Titolo originale: L’ennemi public n.1
Nazione: Canada, Francia, Italia
Anno: 2008
Genere: biografico, poliziesco
Durata: 2h10m
Regia: Jean-François Richet
Sceneggiatura: Abdel Raouf Dafri, Jean-François Richet
Fotografia: Robert Gantz
Musiche: Marco Beltrami, Marcus Trumpp
Cast: Vincent Cassel, Ludivine Sagnier, Mathieu Amalric, Olivier Gourmet, Gerard Lanvin, Samuel Le Bihan, Myriam Boyer, Michel Duchaussoy, Georges Wilson, Laure Marsac, Alain Doutey, Alain Fromager, Christophe Vandevelde

Trama
Jacques Mesrine rientra in Francia dopo aver trascorso un periodo della sua vita in Canada. Stringe di nuovo le sue amicizie criminali e progetta alcune rapine in banca. Pur dimostrando di essere superiore alle forze dell’ordine francesi si ritrova più volte in prigione, riuscendo ad evadere in ogni occasione. Durante il suo ultimo progetto di evasione, fa amicizia con François, un uomo scaltro e di poche parole. Mesrine diventa un mito: la sua autobiografia ha successo, inizia la sua campagna mediatica dipingendosi come un estremista politico e conosce Sylvia con la quale stringe un’intensa relazione con una nuova compagna Sylvia. La sua guerra contro la polizia francese continua.

Recensione
“Nemico pubblico n.1 - L’ora della fuga” è il secondo ed ultimo episodio della saga di Jacques Mesrine, uno dei criminali più efferati della cronaca nera francese. Il film inizia nel punto in cui termina la prima parte dal titolo “Nemico pubblico n.1 - Istinto di morte”, mantenendo una sua autonomia narrativa. I personaggi che ruotano intorno a Mesrine sono infatti cambiati e così il cast: a Gerard Depardieu e Cecile De France subentrano Mathieu Amalric (l’introverso ed freddo François) e Ludivine Sagnier (l’efebica gattina che sarà l’ultima donna della sua vita). Ormai abbandonato un gruppo criminale, Mesrine è un uomo solo, circondato da pedine che man mano allontana a causa della sua incapacità di controllare la propria impulsività e mania di grandezza. Irride la polizia ed il sistema giudiziario e gioca con i media, responsabili di trasformare un rapinatore di banche in una leggenda, un personaggio mediatico che affascina l’opinione pubblica. Assurdo come, spinto dalla sua vanagloria, si accusi nella sua biografia di delitti da lui non commessi, con l’unico scopo di affascinare e stupire maggiormente il suo pubblico.
Il regista Richet dilata i tempi del racconto, trattando soltanto gli anni dal 1973 al 1979. Se nel primo episodio riportava gli episodi che avevano segnato l’ascesa di Mesrine, in “Nemico pubblico n.1 - L’ora della fuga” ci sono i momenti di gloria del personaggio e gli inevitabili anni di declino: l’arroganza e l’egocentrismo di un uomo che col tempo rimane sempre più solo. Ed è proprio in questa parte della storia che cadono tutte le accuse fatte al regista di aver mitizzato un feroce criminale. L’impegno politico di Mesrine non era altro che una scusa per giustificare i suoi delitti, privo com’era di ogni cultura politica e la TV che trasmette le notizie di Aldo Moro e le Brigate Rosse accentuano l’esiguità dei suoi propositi. Da sottolineare la scena finale da antologia nella quale viene descritta l’uccisione di Mesrine da parte della polizia: l’atmosfera tesa e partecipativa toglie il fiato allo spettatore pur consapevole della fine descritta all’inizio del primo episodio.
“Nemico pubblico n.1 - L’ora della fuga” è film con un’identità propria che attraverso l’interpretazione magistrale di Vincent Cassel descrive il crollo di una delle figure criminali più feroci e discusse della storia francese.

Voto: 7,5

Recensione di “Nemico pubblico n.1 - Istinto di morte

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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 24

un clic per ingrandire

Presentazione oggi a Pavia alle 21 del libro “Oroscopi e Cannocchiali” di Andrea Albini.

Un po’ nascoste, tra le carte private e le pubblicazioni regolari di Galileo Galilei, sopravvivono le tracce di un suo coinvolgimento nell’arte dell’astrologia: oroscopi compilati alla nascita delle figlie, pronostici circa il destino di personaggi famosi, dalle sorti del Granduca di Toscana all’ascesa di un nuovo regnante.

Ed esistono, accanto a ciò, numerosi suoi interventi che mettono in ridicolo la lettura del futuro nelle stelle, che negano le antiquate visioni del cosmo e dimostrano errata - senza scampo - la dottrina astrologica nel suo insieme.

Come si giustifica questo doppio profilo nell’uomo che ha compiuto ricerche e scoperte rivoluzionarie, che ha gettato le basi della scienza moderna e valorizzato la supremazia della razionalità e del pensiero critico?

Quest’opera mette ordine circa le “debolezze” astrologiche di Galileo, riportando alla luce i documenti dell’epoca e affrontando, in maniera diretta e senza reticenze, il “lato oscuro” dello scienziato pisano. Proponendosi così come un contributo fondamentale alla conoscenza del personaggio, tra le cui opere è celebrato “Il cannocchiale”, l’innovazione che ha ampliato l’orizzonte fisico e concettuale dell’umanità. La prefazione al volume è di Margherita Hack.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 24

La Fondazione EBRI - Rita Levi Montalcini è una organizzazione senza scopo di lucro che mira a sviluppare e promuovere la ricerca scientifica nel campo delle neuroscienze e delle malattie neurodegenerative, quali l’Alzheimer. L’Istituto è finanziato da fondi Europei e statali, da fondazioni private e da donazioni individuali.
Tutte le donazioni sono utilizzate per finanziare i programmi di ricerca scientifica.

Contribuisci anche tu a sostenere le attività dell’EBRI

Per portare avanti i progetti dell’EBRI c’è bisogno del sostegno e della generosità di tutti coloro che credono che non ci può essere futuro nella cura delle malattie senza la ricerca scientifica.
Puoi sostenere le attività dell’EBRI in diversi modi:

- con una donazione
- con un lascito
- devolvendo il 5 per mille


Solo in Italia ci sono oltre un milione di persone affette da Alzheimer, Parkinson ed altre malattie neurodegenerative, molte delle quali anziane, che aspettano una risposta dalla ricerca scientifica. Il cammino è ancora lungo ma, con il contributo di tutti, avremo la forza di dare a molte persone una speranza in più.


Se hai bisogno di maggiori informazioni, contatta EBRI ai seguenti recapiti:
Fondazione EBRI- Rita Levi-Montalcini
via del Fosso di Fiorano 64 - 00143 Roma
e-mail
donazioni@ebri.it


fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 24

Record di accessi su Gravità Zero in occasione del compleanno della professoressa Rita Levi-Montalcini, Nobel per la Fisiologia e Medicina 1986.


La blogosfera partecipa con entusiasmo e Liquida Magazine ha realizzato un ampio servizio

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 24

Mentre scriviamo siamo in diretta con Yoav Banin, Co-Fondatore e CEO di Sinergy Inc. Trasferimento Tecnologico: Nascita e Sviluppo delle Spin-Off http://italy.usembassy.gov/face2face/cc/2009/banin

Face2Face Capturing Creativity sono la serie di video webinar incentrati su interviste on-line a giovani imprenditori di prima generazione, che hanno avuto successo grazie ai loro sforzi e alle loro capacità. Gli invitati mettono a confronto le proprie esperienze, raccontando, ad esempio, come è nata la loro attività ed in che modo sono riusciti a trasformare le loro aspirazioni in realtà.

Chiunque può porre domande direttamente attraverso una chat web, domande che - notiamo - sono tutte di altissimo livello.

Eccone alcune:

Enrica da RomaIl professor Piccaluga afferma che tutte le grandi imprese fanno ricerca attraverso outsourcing e questo aprirebbe interessanti opportunità per le nuove imprese ad alta tecnologia. È d’accordo?
Grazia da PadovaCredo che la sua storia personale La porti a dissentire sull’approccio proposto dal prof. Pietrabissa. Lei conosce le spin universitarie italiane? Il professore afferma che nessuna di loro ha realizzato performance paragonabili a quelle delle spin off del mondo anglosassone, ma che hanno un gruppo variegate di investitori VA, BA e partner industriali.
Marco da VeneziaIl professor Piccaluga cita la legislazione penalizzante del fallimento come uno degli elementi che inibiscono l’attivita’ imprenditoriale sia delle spin off universitarie che dell’attivita’ imprenditoriale in genere. cosa ne pensa?
Una prima considerazione, che è stata anche sottolineata dallo speaker, è l’alta partecipazione di domande dalla parte femminile.

La seconda è l’eccellente qualità di questi incontri, delle domande poste dagli ascoltatori, e dall’utilità di questo canale web che permette di dialogare con personaggi di spicco nel settore del trasferimento tecnologico di impresa e del mondo della ricerca.

Qui di seguito gli interventi precedenti:
http://italy.usembassy.gov/face2face/cc/


22 aprile 2009
Ore 15,00

Incontro con Yoav Banin

Co-Fondatore e CEO di Sinergy Inc.

Trasferimento Tecnologico:
Nascita e Sviluppo delle Spin-Off

Yoav Banin ha acquisito una grande esperienza nel campo della creazione e della vendita di prodotti innovativi high tech. È co-fondatore CEO di Solergy, un’avviata start up che sviluppa un sistema innovativo di conversione dell’energia solare di grande efficienza.

Prima di occuparsi di Solergy, è stato direttore di produzione presso la Mercury Interactive, un’azienda che produceva software realizzando ricavi superiori ad un miliardo di dollari e che è stata acquistata da Hewlett Packard per 4.5 miliardi di dollari. Nel corso di quest’esperienza aziendale ha inventato e lanciato nuovi prodotti che hanno generato più di 50 milioni di dollari di ricavi nel giro di tre anni e si è occupato di un’azienda che è stata acquistata per 70 milioni di dollari solo a due anni dalla sua creazione. E stato anche un pioniere del sistema di comunicazione Voice-over-IP (VoIP), lanciando una serie di prodotti per testare, monitorare e gestire reti VoIP nel 1998, mentre lavorava alla Radcom.

Yoav Banin si è laureato in Materials Science presso la Stanford University e si è successivamente specializzato in Matematica Applicata presso la UC Berkeley e fa parte della Materials Research Society.

Intervento didattico: Prof. Andrea Piccaluga, Scuola Sant’Anna di Pisa

Le Nuove Imprese ad Alta Tecnologie ed il loro ruolo in Italia - Prof. Piccaluga from Ambasciata U.S.A. on Vimeo.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 24


Tra le tante utili funzioni di Google street view ne ho trovata una a cui non avevo pensato…facendo un giretto ad Amsterdam mi sono soffermato a guardare il cielo…cosa che faccio sempre anche nella realtà da quando sono bambino e con mio stupore ho visto che in alcune zone (ovvero quelle scannerizzate in determinati giorni) sono completamente ricoperte da scie chimiche, situazione simile a quella che c’era in Italia alcune estati fa (ne ho parlato in questo post).

Pensate che scie del genere possano essere normali scie di condensazione di normali aerei di linea? Io non penso proprio, fatevi un bel giretto in questa locazione (dove ho preso l’immagine sopra). Sono convinto che senza gli aerei, il cielo sarebbe completamente limpido ed azzurro. Anche nell’assurda ipotesi che siano semplici scie di condensazione è inammissibile che passino tutti questi aerei che filtrano il sole, fortunatamente in Italia è da molti anni che non vedo un fenomeno così marcato, mentre accadeva tutti i giorni da aprile a giugno 2004, non esistevano giorni con il cielo totalmente limpido ma nessuno ne parlava.

Per evitare che si ripetano simili irrorazioni nell’aria, oltre a passare parola, occhi aperti, in alto e sempre!

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 22

Nella corsa alla prevenzione sui terremoti, una notizia importante arriva da Taiwan e sembrerebbe dimostrare come i terremoti possano venire previsti.
Infatti in questi giorni, un gruppo di ricerca ha creato un dispositivo low-cost che può prevedere i terremoti 30 secondi prima che avvengono, tempo sufficiente per gli avvertimenti fondamentali in caso di calamità del genere. 
”Il dispositivo può rilevare un imminente terremoto, la sua velocità ed accelerazione ed elemento fondamentale, consente di valutarne la magnitudo in modo da potere mettere istantaneamente in guardia i treni, gli impianti di gas naturale ed elettrici, così da chiudere le forniture prima che il terremoto avvenga”, ha detto Wu Yih-min, ricercatore presso l’Università Taiwan, Dipartimento di Geoscienze. 
Lo strumento, costruito dopo 5 anni di ricerche, è più preciso rispetto ad analoghe tecnologie utilizzate all’estero e potrebbe costare il meno 10.000 dollari Taiwanesi,(US $ 302). 
“Siamo in grado, 30 secondi prima che avvenga, di stabilire se è un piccolo o grande terremoto, la sua scala e anche la quantità dei danni ipotizzabili”. 
Il dispositivo si avvale di un chip che costa solo pochi dollari e può essere molto semplicemente posizionato dove non possa subire ulteriori scosse se non quelle da terremoto. 
”Le scuole, i sistemi ferroviari e le centrali nucleari potrebbero trarre vantaggio da questa tecnologia”, ha detto Kai Kuo-wen, il direttore del centro sismologico di Taiwan, che ha collaborato attivamente aiutando l’Università nelle fasi di test del dispositivo. 
I ricercatori Taiwanesi devono ora capire come collegarlo al sistema di allarme esistente sull’isola.
Insomma Taiwan, una delle aree più colpite dai fenomeni tellurici, sembra dimostrare che la ricerca e il lavoro di squadra tra le diverse istituzioni preposte, possa dare concreti ed incoraggianti risultati sul fronte del monitoraggio e previsione.
Ora occorre raccogliere il messaggio e cercare di creare una nostra seria ricerca in un settore che possiamo sicuramente definire strategico, per la salvaguardia e la incolumità della popolazione e così col tempo, lasciare sempre meno spazio al “fatalismo” e all’imponderabile. 

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 22

La Giornata della Terra (Earth Day) nacque il 22 aprile del 1970, quando il senatore democratico Gaylord Nelson lanciò un appello a favore della difesa del Pianeta. Tra protocolli di Kyoto e leggi sulla tutela dell’ambiente, il problema è oggi ancor più sentito di circa quarant’anni fa. La Giornata della Terra valicò immediatamente i confini americani diventando un evento internazionale, celebrato in 174 paesi del mondo, per sostenere la difesa dell’ambiente in cui viviamo e l’incentivazione delle politiche di sviluppo. Obiettivo primario della Giornata della Terra è non solo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica ed fare pressione governi di tutto il mondo, ma anche spronare ogni singola persona a tenere comportamenti che non infliggano sofferenze al nostro pianeta. Ogni persona deve essere protagonista attivo attraverso un atteggiamento consapevole nel rispetto del pianeta.
I principali obiettivi di questa 39esima edizione della Giornata della Terra sono la promozione di un futuro a zero emissioni grazie ad un passaggio alle energie rinnovabili in modo da mandare definitivamente in pensione i combustibili fossili, principale fonte di danni ambientali; l’adozione di una sistema efficace di risparmio energetico; dar vita ad una nuova economia basata sull’energia pulita, in grado di portare nuovi posti di lavoro.
Migliaia di eventi e manifestazioni si tengono in tutto il mondo durante la Giornata della Terra per mettere in evidenza i problemi del pianeta e cercare di trovare soluzioni tangibili. In Italia, a Roma Ben Harper con la sua nuova band, i Relentless7, apre il concerto gratuito che partirà alle 20.00 a Piazza del Popolo. Parteciperanno anche Nnenka e Bibi Tanga & The Selenites e gli italiani Subsonica.
Nei cinema è invece possibile assistere in anteprima al film “Earth - La nostra terra”, prodotto della DisneyNature, uno splendido documentario con immagini di paesaggi incontaminati e animali ripresi nel loro habitat. Nel video che segue, il trailer del film.

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Apr 22

Titolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2005
Genere: commedia, sentimentale
Durata: 1h45m
Regia: Ben Younger
Sceneggiatura: Ben Younger
Fotografia: William Rexer
Musiche: Ryan Shore
Cast: Meryl Streep, Uma Thurman, Bryan Greenberg, Jon Abrahams, David Younger, Adriana Biasi, Zak Orth, Palmer Brown, Aubrey Dollar, Jerry Adler, Annie Parisse, Ato Essandoh, Doris Belack

Trama
Rafi ha 37 anni è un’intraprendente donna in carriera, ma è reduce da un doloroso divorzio che l’ha portata alla depressione. Per risolvere i suoi problemi si reca in cura da un’analista, Lisa Metzger. La dottoressa le consiglia di lasciarsi andare e godersi la relazione con David, un ragazzo più giovane di lei di 14 anni conosciuto per caso. Quando Lisa scopre che il ragazzo che sta frequentando Rafi è suo figlio si ritrova nel totale imbarazzo perché sarà costretta ad ascoltare anche i minimi dettagli sulla vita sessuale di suo figlio David con Rafi. In queste condizioni, Lisa non è più molto contenta di quel rapporto e si porrà il problema se rivelare tutto alla sua paziente.

Recensione
“Prime” è una brillante commedia sentimentale che dosa con intelligenza sorrisi e lacrime. La storia pone le sue basi da un lato sull’equivoco che si instaura tra la psicanalista e la sua paziente, interpretate da due mostri sacri del cinema come Uma Thurman e Meryl Streep, e dall’altro sulla storia d’amore che valica i classici confini generazionali. Uma Thurman appare in “Prime” nel suo massimo splendore. Affascinante ed delicata, trasmette dolcezza e sensualità nel suo modo di vestire semplice e disinvolto. La musa di Tarantino assume senza alcuna incertezza il ruolo di donna sull’orlo dei quarant’anni già gravata da un matrimonio fallito, ma con la volontà di rimettersi in gioco. Come spesso accade in America, cercherà la forza di superare i suoi problemi e le sue insicurezze nella sua analista, interpretata da Meryl Streep, sensazionale per la sua ironia e per la gestualità capace di strappare numerosi sorrisi. Tra le due dive si pone il personaggio di David, interpretato da Bryan Greenberg, attore noto in ambito televisivo ma alla prima apparizione sul grande schermo. In fin dei conti, Greenberg si rileva convincente nei panni del giovane artista idealista e spensierato, capace di mostrare sia un lato maturo che infantile, legato al suo affetto nei confronti della madre.
Ben Younger, regista e sceneggiatore, riesce a fare di “Prime” una commedia non banale costruita su alcuni temi importanti, trattati in maniera divertente e mai pesante. In primis c’è il rapporto psicoanalista-paziente condizionato dal “conflitto di interessi” della dottoressa che, suo malgrado, ricopre anche il ruolo di madre dell’amante della paziente. Attraverso una serie di dialoghi spassosi e brillanti, si passa dunque dai consigli professionali di medico a quelli interessati di madre possessiva, preoccupata anche del fatto che Rafi non del tutto distante dalla religione ed alle tradizioni ebraiche. La parte sentimentale della storia offre invece un argomento non nuovo nel cinema, ovvero un legame affettivo vissuto tra persone di diversa età, nel caso in cui è la donna ad essere più in avanti con l’età. Ed anche questo aspetto sarà vissuto con angoscia da Lisa, riproposto con humour durante le scene nello studio della dottoressa Metzger, quando quest’ultima ha già scoperto la vera identità del ragazzo di Rafi.
La frenetica e raffinata New York non poteva essere ambientazione migliore per una siffatta commedia, avvicinandola a quel genere di commedie brillanti tipiche di Woody Allen, regista che quasi sempre ha girato i suoi film a Manhattan, spesso vera protagonista dei suoi film.
“Prime” è un film collocabile sul confine tra il romantico e divertente. Un film dotato di un intelligente sviluppo narrativo che però può alla lunga potrebbe apparire un po’ ripetitivo, ma i divertenti ed imbarazzanti equivoci e l’interpretazione delle due attrici protagoniste consentono di giungere senza indugi al delizioso finale.

Voto: 7

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Apr 22

I nostri più cari auguri alla professoressa Rita Levi-Montalcini per i suoi 100 anni, che festeggiamo rivivendo il momento in cui riceve dal Re Carlo Gustavo di Svezia il premio Nobel in Fisiologia-Medicina durante la Cerimonia alla Concert Hall a Stoccolma, in Svezia, il 10 dicembre 1986.


TV7 venerdì sera le ha dedicato un ampio servizio. Visionabile qui!


Altri articoli:

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Apr 22


La Nasa, l’ente spaziale americano, oggi celebrerà la Giornata mondiale della Terra rendendo disponibili una serie di straordinarie immagini del pianeta riprese da bordo della Iss, la stazione spaziale internazionale orbitante. Le immagini, ad alta definizione, saranno visibili sul sito web dell’Agenzia (www.nasa.gov/ntv) o sulla sua Tv in tre fasce orarie: dalle 12 alle 15 (ora italiana), dalle 18 alle 20 e dalle 22 all’1 di giovedi).

La Iss ha un’orbita situata a 354 chilometri dalla superficie della Terra ed ha a bordo un equipaggio permanente di tre astronauti. Ogni 90 minuti, la stazione effettua un giro completo attorno alla Terra e dalla Iss, ogni giorno, si possono vedere 16 albe e 16 tramonti.

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Apr 22


Il Consiglio Nazionale delle Ricerche festeggia il centesimo compleanno della Levi-Montalcini con un convegno sull’NGF che si terrà il 21 aprile presso l’EBRI, e un incontro in Campidoglio il 22, cui parteciperanno altri tre Premi Nobel.

Il Cnr festeggia il centenario di Rita Levi-Montalcini due volte: con un convegno scientifico che si terrà il 21 aprile, presso la sede dove la professoressa continua a lavorare, e un incontro più istituzionale, in Campidoglio, il 22 aprile. Due manifestazioni di rilievo internazionale, cui parteciperanno studiosi di ogni parte del mondo e alle quali lo stesso Premio Nobel ha assicurato la presenza.

L’evento del 21 aprile sarà dedicato all’NGF, il Nerve growth factor (Fattore di crescita nervosa), la proteina per la cui scoperta la prof.ssa Levi-Montalcini ha ricevuto il Nobel. Il convegno, dal titolo “One day meeting on nerve growth factor: from sarcoma 180 to clinical applications” si terrà a Roma, presso l’EBRI (European Brain Research Institute), il centro di ricerca scientifica internazionale sulle neuroscienze fondato dalla Levi-Montalcini (in via del Fosso di Fiorano n. 64, dalle ore nove). Organizzato dal dr. Luigi Aloe, ricercatore dell’Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del Cnr e dal 1969 allievo della professoressa, vi parteciperanno studiosi italiani e provenienti da USA, Canada, Bulgaria, Germania, Svezia, Israele e Gran Bretagna.

“Si discuterà dell’intuizione originaria della Levi-Montalcini e dell’importante ruolo della molecola NGF nel comportamento aggressivo, nell’ansia (compresa quella dell’innamoramento), nella risposta allergica e nei meccanismi delle cellule cardiovascolari”, spiega il dr. Aloe. “Si presenteranno inoltre i più recenti risultati relativi all’azione terapeutica e clinica del NGF nelle patologie umane, quali le ulcere della cornea, della cute (incluse quelle da decubito) e nei processi neurodegenerativi cerebrali nel morbo di Alzheimer”. L’ingresso e la partecipazione al convegno sono libere.

Il secondo convegno, dal titolo “The Brain in Health and Disease” si terrà il 22 nell’Aula di Giulio Cesare e nella Sala della Protomoteca del Palazzo Senatorio in piazza del Campidoglio. E’ organizzato per la fondazione EBRI da un comitato scientifico internazionale, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il contributo di Consiglio Nazionale delle Ricerche, Regione Lazio, Comune di Roma, Provincia di Roma. Direttore scientifico il prof. Piergiorgio Strata dell’Università di Torino.

Apriranno i lavori il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Maria Stella Gelmini e il sottosegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche Sociali, prof. Ferruccio Fazio, assieme al presidente del Cnr, prof. Luciano Maiani. Tra le autorità politiche che saranno presenti, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il governatore Piero Marrazzo, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti.

“Rita Levi-Montalcini rappresenta un punto di riferimento per tutta la scienza italiana”, afferma il presidente Maiani, che ricorda come il Cnr per primo, nel 1963, offrì alla scienziata italiana, di ritorno in Italia dopo 15 anni negli Stati Uniti, un posto stabile dove continuare a fare ricerca. “Già allora, e ancor più oggi – continua Maiani – Rita Levi-Montalcini è considerata dagli scienziati italiani un nume tutelare della ricerca del nostro Paese, per il suo prestigio e per il suo attaccamento alla scienza”.

Nella prima sessione del convegno parleranno tre Premi Nobel: il biochimico statunitense Stanley Cohen, che ha vinto il premio nel 1986 per gli studi sull’NGF assieme alla professoressa Rita Levi-Montalcini, l’israeliano Aaron Ciechanover e lo svedese Torsten Wiesel. Al convegno saranno poi presentati gli studi di altri scienziati italiani e stranieri. I lavori termineranno alle 17,30 con il Concluding speech della professoressa Rita Levi-Montalcini.

La scheda

Che cosa:
“One day meeting on nerve growth factor: from sarcoma 180 to clinical applications”
Chi: Dr. Luigi Aloe, Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del Cnr
Dove: Roma, 21 aprile, dalle ore 9.00; EBRI, via del Fosso di Fiorano n. 64.
Per informazioni: Luigi Aloe, tel. +39 06 501703240; fax +39 06 501703311
Che cosa: “The Brain in Health and Disease”
Chi: Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il contributo di Consiglio Nazionale delle Ricerche, Regione Lazio, Comune di Roma, Provincia di Roma
Dove: Roma, 22 aprile, dalle 9.15; Aula di Giulio Cesare e Sala della Protomoteca del Palazzo Senatorio in piazza del Campidoglio.
Per informazioni: Pina Moliterno, EBRI, Via del Fosso di Fiorano 64, 00143 Roma. Tel. +39 06 501703024; fax +39 06 501703335; Guido Schwarz, Portavoce del Presidente del Cnr, +39 06 49932309

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 22

Una delegazione della Viet Nam National University è in questi giorni in visita alla Scuola di eccellenza di Trieste SISSA per definire i dettagli di un accordo bilaterale.

Il Viet Nam è lo stato dell’Asia con la maggiore crescita economica degli ultimi 10 anni e Ho Chi Minh City, la più grande città del Viet Nam, ha più del triplo degli abitanti di Roma.

Come molte delle grandi città del sud-est asiatico, si vede costretta ad affrontare numerosi problemi legati alla trasmissione delle malattie: malaria, aids e tubercolosi continuano quotidianamente a mietere vittime.

Per contrastare la diffusione di malattie è necessario progettare e quindi realizzare nuovi farmaci; un valido aiuto è dato dalla biologia computazionale, che attraverso sofisticate tecnologie informatiche cerca di testare l’efficacia di un farmaco.

Alla Viet Nam National University, presente sia ad Ho Chi Minh City che nella capitale del Paese, Ha Noi, la ricerca in biologia computazione è ancora poco sviluppata. Questo comporta che molti giovani e capaci ricercatori abbandonano la loro terra, senza poi farne ritorno, lasciando così la nazione “nelle mani” della ricerca realizzata da altri.

Da qualche tempo la Scuola di formazione di eccellenza di Trieste sta lavorando alla realizzazione di un accordo bilaterale con la Viet Nam National University, un’intesa che possa dare agli studenti vietnamiti quelle conoscenze indispensabile per intraprendere ricerche in questo ambito. L’idea è nata in seguito all’interesse scaturito dal ciclo di lezioni che il professor Paolo Carloni, responsabile del Settore di Fisica Statistica e Biologia alla Sissa, ha tenuto nel corso degli ultimi due anni all’università vietnamita.

E proprio per concretizzare in tempi brevi questo legame e definirne i dettagli, una delegazione di membri dell’università del Viet Nam, tra i quali anche il vice rettore della facoltà di medicina e farmacia, è ospite della Sissa per i prossimi tre giorni. Tra i punti fondamentali dell’accordo, che presto sarà firmato, il coinvolgimento di tutti settori della Sissa e la possibilità di realizzare un dottorato di ricerca congiunto tra due le due università.

Fonti: Sissa, Viet It Affairs

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Apr 22


Oggi, chi crede ancora che spiritismo, parapsicologia, poltergeist, miracoli, fachirismo, pseudoscienze, astrologia, rabdomanzia siano pratiche con un barlume di verità non ha più giustificazioni!

Chiunque di noi ha tutte le possibilità per potersi informare, valutare, documentare (possibilmente da fonti sicure) smascherando chi gioca ancora sulla credulità popolare o sulla fiducia che alberga in ognuno di noi.

E’ anche informarsi per esempio attraverso le conferenze che vengono organizzate periodicamente dal CICAP.

Giovedì 30 aprile a Milano il Cicap - Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale - propone una serata dal titolo “Indagini nell’occulto”, che avrà come protagonista il dottor Garlaschelli dell’Università di Pavia, che ha compiuto, proprio come membro del Cicap, un percorso di dieci anni di indagini e sperimentazione scientifiche tra l’occulto, il paranormale, il miracolistico, il misterioso e lo pseudoscientifico.

Si tratterà quindi di dare voce a ciò che la comunità scientifica pensa su ciò che, comunemente, si definisce “mistero” o “ai confini della realtà”.

L’appuntamento è per giovedì 30 aprile alle 21.30 presso Villa Pallavicini a Crescenzago, nei pressi della stazione della metropolitana MM2. L’ingresso è gratuito.

Per ulteriori informazioni:
lombardia@cicap.org - www.cicap.org/lombardia

Il Cicap è stato fondato nel 1989 e fa parte dell’European Council of Skeptical Organizations. Qui di seguito un servizio del TG2 dedicato al II Convegno nazionale del CICAP tenutosi a Saint Vincent tra il 17 e il 19 luglio 1992. Interviene Piero Angela.

Tutti i video del cicap sono visibili al seguente link
http://www.youtube.com/user/VideoCicap

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Apr 22

La professoressa Rita Levi-Montalcini, Premio Nobel e senatrice a vita, il 22 aprile compirà 100 anni. TV7 venerdì sera le ha dedicato un ampio servizio. Da vedere!

Il Premio Nobel per la Medicina e senatrice a vita ricorda la sua lunga esistenza: dalla vita in famiglia alla scelta di studiare e dedicarsi alla ricerca biologica; dalla persecuzione razziale, di cui è stata vittima in quanto ebrea, al fascismo; dalla scelta di non sposarsi alla cittadinanza americana; dall’assegnazione del Nobel per la medicina all’elezione a senatrice a vita.

Fino alla fondazione di Ebri, il centro ricerca da lei stessa voluto che vanta 300 collaboratori. Inoltre, il grande lavoro svolto da Rita Levi-Montalcini, attraverso la sua Fondazione, per aiutare le giovani donne africane a laurearsi. Tra le testimonianze che raccontano la vita della senatrice anche quella del premio Nobel Renato Dulbecco, del presidente Carlo Azeglio Ciampi e quelle delle giovani scienziate con cui Rita Levi Montalcini ancora lavora ogni giorno.
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Apr 22


Qualcuno mi ha scritto chiedendomi se il secondo cantante che si vede nel video “The PCR Song” sia proprio il Nobel Cary Banks Mullis.

Direi proprio di no! Ma se lo volete vedere in una sua recente intervista, guardate qui sotto, tratta dal canale video YouTube Fondazione Nobel.

Esplosivo laboratorio di idee, già nel suo libro “Ballando nudi nel campo della mente” Mullis ci sfidava a mettere in discussione l’autorità della scienza dogmatica, mostrando pagina dopo pagina come vive, lavora (e si diverte) una delle menti più brillanti dell’ultimo secolo. Un libro che ci insegna a ragionare con la nostra testa, non lasciandoci influenzare da pensieri troppo schematici!
Arthur Clarke ebbe a dire: «Spero che migliaia di copie di questo libro si infiltrino in tutti gli ambienti politici, le università e le scuole, prima che venga bandìto»

Chi lo desidera qui può vedere l’intervista completa, condotta dalla giornalista Marika Griehsel al 55° meeting dei Nobel a Lindau, in Germania, nel Giugno 2005.
Mullis spiega quali siano state le circostanze che hanno portato alla sua scoperta del PCR; inoltre spiega cosa è successo dopo la scoperta e in cosa consista il suo lavoro attuale. Al termine spiega quali sia il suo pensiero sul premio Nobel per finire da alcuni consigli ai giovani che intendano procedere con gli studi scientifici.

Premio Nobel per la Chimica nel 1993, Kary Mullis è divenuto una leggenda per la scoperta della reazione a catena della polimerasi (Polymerase Chain Reaction o PCR) una tecnica che ha rivoluzionato il mondo della chimica e della genetica, permettendo l’amplificazione in vitro di frammenti di DNA, con innumerevoli applicazioni in campo biologico, medico, agrario, e nelle investigazioni della magistratura.

Per finire… chi si è divertito con il video “The PCR Song” pubblicato qui, troverà esilarante anche il suo dietro le quinte:

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 22

Tra un mese sarà il centenario della nascita di Indro Montanelli quindi riporto oggi alcuni video dove il famoso giornalista parla del vincitore del Vaffanculo d’oro 2009 Sivio Berlusconi.

Questi video calzano a pennello in questo periodo vista la recente sospensione di Vauro e l’ultima incredibile e preoccupante censura avvenuta su SKY territorio fino ad ora indipendente dal governo il quale ha deciso di annullare le due repliche di Shooting Silvio dopo le recenti pressioni.

Ci avviciniamo sempre più ad una dittatura ma la gente lo continua a votare ed apprezzare visto che il 90% dell’ informazione di massa è nelle sue mani, adesso inoltre molti stanno attenti a parlarne male dello psiconano visto che hanno paura, la reazione a catena si è innescata, sarà difficile uscirne.

Vi lascio con questo video dove Berlusconi ammette che le nomine RAI si faranno a casa sua e minaccia una giornalista della televisione pubblica perchè stava scrivendo le sue parole pronunciate poco prima “i ministri in compenso stavano al cesso”

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 22

Vince il Vaffanculo d’oro 2009 Silvio Berlusconi

con i voti di:

Cocosauro

Grammatica Inglese

Il blog dei blog

Seconda posizione a paderimerito per:

Clemente Mastella con il voto di Cittadini non sudditi

Francesco Cossiga con il voto di Rizzo Citizen

Walter Veltroni con il voto di: Gianluca Pistore

Ecco il banner di questa edizione con il relativo codice per chi volesse aggiungerlo nel suo blog:

Vaffanculo d'oro 2008

Vaffanculo d'oro 2008

Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato alle nomination ed alla votazione finale. Ci rivediamo nel 2010 dove cambierò la modalità di votazione che sarà diretta senza le nomination.

Domani farò un post dedicato al vincitore di questa edizione.

Qui i vincitori del 2008.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 22

Samsung ha da poco lanciato dei televisori LCD con tecnologia LED. Questi schermi sono molto attenti alle problematiche ambientali infatti consumano circa il 40% in meno di un normale televisore LCD e non contengono sostanze inquinanti al loro interno come mercurio o piombo. I modelli da 40 pollici hanno un consumo di 140W in uso mentre solo 0,1W in stand by.
Inoltre questi schermi hanno contrasti elevatissimi, sono spessi solo 2,5 centimetri e si appendono facilmente al muro, con i modelli più avanzati è possibile anche navigare su internet essendo provvisti di ricevitore wi-fi. Ovviamente tutti questi vantaggi hanno un prezzo, per avere il modello più avanzato con web TV da 40 pollici bisogna sborsare 2199 euro ancora veramente troppi. Il modello con qualche funzionalità in meno costa 1799 euro.

Insomma se proprio volete uno schermo grande e non riuscite ad aspettare quelli OLED (che saranno ancora più ecologici ed avranno una qualità d’immagine migliore) potete ripiegare su questi della Samsung anche se consiglio di attendere ancora diversi mesi per fare abbassare i prezzi.

Ne approfitto anche per riportare la classifica dell’elettronica verde di marzo 2009 (qui le precedenti classifiche) e rinnovo il mio invito a valutarla al momento dell’acquisto di un aggeggio elettronico:
Post simili:
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Oled Tv. Televisori di nuova generazione in arrivo
TV LCD o Plasma? Obsoleti! OLED in arrivo. Aspettiamo

P.S. Domani i risultati del vaffanculo d’oro 2009.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 22

Benvenuti alla consueta rubrica dei video divertenti di fine settimana.

Questa settimana vi propongo i nuovi trailer di Maccio Capatonda: Padre Maronno. In alto il primo episodio, qui sotto i successivi.

Vi ricordo che oggi è l’ultimo giorno valido per votare al vaffanculo d’oro ed ottenere un link al vostro blog.

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Il Gabinetto
L’uomo che usciva la gente

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 22

Ho parlato spesso delle buche di Catania nel blog, qui ad esempio ho documentato l’enorme voragine che si è aperta alla circonvallazione diversi mesi fa in pieno giorno ma che per una fortuna incredibile non ha avuto conseguenze spiacevoli.

Oggi invece, sono venuto a conoscenza di un uomo che è caduto dentro uno dei tanti tombini aperti che si trovano nel quartiere di Librino (in alto il servizio).

La vicenda mi ha ricordato un episodio analogo che mi successe giocando in una piazzetta ad Agrigento quando ero piccolo, il tombino era ricoperto con del cartone, ed appena ci sono passato sopra sono sprofondato a circa un metro e mezzo di profondità ma fortunatamente non mi sono fatto nulla e dopo un paio di minuti mi hanno tirato su.

Comunque vi informo che in questi mesi, forse anche grazie ai soldi dello stato, sono state rifatte diverse strade del centro e di buche se ne vedono meno rispetto ad un anno fa, l’illuminazione pubblica di notte non è più spenta. In ogni caso la situazione generale della città rimane ancora critica.

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Apr 20

MI ERO QUASI perso l’ultimo atto di una storia vecchia di qualche secolo: la Banca Toscana (dove hanno lavorato per tutta la vita mio nonno, suo fratello e sua sorella) ha chiuso battenti e dal 30 di marzo è diventata Monte dei Paschi di Siena di nome e di fatto. Il Monte dei Paschi l’aveva comprata nel 2002.

La Banca Toscana era nata come cooperativa nel 1906 con il nome di Piccolo Credito Toscano, era diventata società anonima nel 1920 (Credito Toscano) e si era infine incorporata ufficialmente come Banca Toscana Spa nel 1930 grazie alla fusione avvenuta nel ‘29 con la Banca di Firenze (a cui aveva partecipato anche il Monte dei Paschi). Quotata nel 1986 alla Borsa italiana, la Banca Toscana ha acquistato (e fatto scomparire) prima il Banco di Perugia (1990) e poi la Banca popolare della Marsica (2000). La Banca Toscana ha sede nel palazzo Palazzo Portinari-Salviati, detto anche palazzo Cepparello, in via del Corso a Firenze

Il Monte dei Paschi di Siena (oggi conosciuto come Gruppo MPS) è la banca più antica al mondo ancora in affari: è nata nel 1472 come Monte di Pietà, ha sede nella Rocca Salimbeni, ovverosia i palazzi Tantucci, Salimbeni e Spannocchi, costituenti i tre lati della piazza Salimbeni e rimodernati dall’architetto Pierluigi Spadolini (fratello di Giovanni) a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta.

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Apr 20

…C’È DOONESBURY DI Garry B. Trudeau.

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Apr 20

NON È PASSATO molto dalla mia visita ad Everett, nello stato di Washington, dove ha sede uno degli stabilimenti della Boeing. Ma le cose continuano a muoversi. Innanzitutto, addio 747-400. È uscito dalla linea di produzione l’ultimo dell’attuale serie dei Jumbo-jet. Adesso si comincia a lavorare sulla produzione dei 747-8, previsti fra pochi mesi. Anche se il periodo è critico, perché gli ordini stanno calando e lo dimostra anche il destino incerto dell’ultimo 747-400 e di un suo fratello, entrambi richiesti da LoadAir (cargo del Kuwait). Qui le foto dell’uscita dalla linea di montaggio e l’aereo parcheggiato in attesa dei suoi acquirenti.

Invece, un nuovo video della Boeing, appena messo su YouTube (il primo da parecchio tempo), fa vedere come volerà il 787. Da sottolineare le ali fortemente incurvate verso l’alto (più che non per effetto della pressione dell’aria durante il volo), che sono una delle novità apparenti di maggior impatto visivo. FlighBlogger ci ricorda di guardare il video in HD, perché ne vale la pena, anche se, secondo me, l’animazione è a tratti deludente.

Ps: Il titolo, lo ammetto, è meno comprensibile del solito. E ce ne vuole. “Ze plane! Ze plane!” è un tentativo di trascrizione fonetica dell’accento francese in americano di Hervé Villechaize quando interpretava Tattoo in Fantasy Island (da noi Fantasilandia), e dalla cima della torre bianca, suonava la campana indicando l’arrivo dell’aereo con nuovi ospiti. Il “simpatico nanetto” nella versione italiana parlava pulito e con voce infantile, nella realtà invece aveva una voce più gracchiante e le pesanti inflessioni della madrelingua francese.

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Apr 20

Titolo originale: Die walle
Nazione: Germania
Anno: 2008
Genere: drammatico
Durata: 1h41m
Regia: Dennis Gansel
Sceneggiatura: Dennis Gansel, Peter Thorwarth
Fotografia: Torsten Breuer
Musiche: Heiko Maile
Cast: Jürgen Vogel, Frederick Lau, Jennifer Ulrich, Max Riemelt, Christiane Paul, Elyas M’Barek, Cristina Do Rego, Maximilian Mauff, Ferdinand Schmidt-Modrow, Jacob Matschenz, Maximilian Vollmar, Tim Oliver Schultz, Amelie Kiefer

Trama
Rainer Wenger, professore in un liceo tedesco, è amato dai suoi studenti per il suo look giovanile e per le sue idee decisamente moderne. Per la “settimana a tema” perde un tema a lui caro, l’anarchia, ritrovandosi così obbligato a ripiegare sull’autocrazia. Durante il primo giorno di lezione, si rende conto che i suoi alunni sono convinti che nella società moderna sia utopistica la nascita e la diffusione di un movimento totalitarista ed oppressivo come quello Nazista. Wenger decide così di fare un esperimento: comincia costringendo i ragazzi ad una rigida disciplina, incoraggia lo spirito di gruppo creando un gruppo chiamato “L’onda” con un’uniforme ufficiale, una camicia bianca. Solo dopo due giorni scopre con grande sorpresa non solo si mostrano entusiasti dell’esperimento ma iniziano ad estendere il gruppo ad altri ragazzi che non fanno parte della classe. Pian piano però inizia a perdere il controllo della situazione.

Recensione
Nel 1967, a Palo Alto, in California (Stati Uniti), il prof. Ron Jones effettuò assieme ad una classe di scuola superiore un esperimento, “The third wave” (“La terza onda”). Dopo soli cinque giorni dovette sospendere questo singolare test a causa del pericoloso atteggiamento assunto alunni che facevano parte del gruppo di studio. Da questa storia vera fu scritto un libro e soltanto dopo anni ne è stato fatto un film, “L’onda”. Dagli Stati Uniti si passa in Germania, dove il Nazismo rappresenta qualcosa di maggiormente sentito dai ragazzi, una colpa che i sentono a causa degli errori di una generazione precedente. Dovrebbe dunque essere il luogo dove sia più difficile che una corrente politica così oppressiva e dittatoriale possa trovare nuova linfa. A parte isolati gruppi di naziskin, le Germania è ben consapevole della sua storia, o almeno così sembrerebbe.
“L’onda” è un film che non eccelle dal punto di vista registico (spesso sembra un film tv), ma la sceneggiatura è interessate: tanti gli spunti di riflessione che offre una storia che potrebbe essere tragicamente attuale. Il Nazismo si sviluppò durante un periodo in cui un regime pacifico liberale e democratico iniziava a mostrare una struttura instabile, incapace di trovare accordi su importanti temi di natura sociale. La situazione poi era aggravata da profondi problemi economici. L’aumento spropositato dell’inflazione portò anche le classi più agiate a ritrovarsi di colpo in regime di povertà con la Grande Depressione del 1930. La società si trovo dunque disgregata senza ideali che potessero risolvere questa difficile situazione. Facile dunque che in questa condizione sociale insicura diventasse un terreno fertile per il partito nazionalsocialista di Adolf Hitler, che sorse con ideali basati sulla famiglia, l’amore patrio e sul senso di appartenenza ad un unico ideale nazionalista. Tutte caratteristiche di una società molto simile a quella attuale.
“L’onda” è dunque la storia di Rainer Wenger, professore anticonformista molto vicino alle idee dei suoi studenti (confermato dal suo aspetto giovanile e dal vestiario che richiama gruppi punk). La domanda che egli pone è semplice e chiara: “E’ possibile che nella società moderna possa nascere un partito autarchico come quello Nazista?”. La risposta risulta essere meno banale di quella data subito da uno degli alunni. Perché come una sorta di ricorso storico, anche la società in cui si trovano i ragazzi è priva di fondamenta stabili: educazione troppo permissiva e senso di frustrazione per un futuro incerto possono essere elementi da non minimizzare. Wenger diventa così, attraverso il suo ruolo di professore, un fuhrer che lancia le basi per la creazione di un gruppo nel quale i singoli si sentono più forti e più protetti. “L’onda” annulla le individualità attraverso un unico pensiero collettivo. Se da un lato questo potrebbe far pensare ad una società priva di contrasti, ciò è vero solo nel caso in cui ci si attiene a questo pensiero collettivo, da accettare senza alcuna critica.
Ottima la fotografia asettica attraverso la quale Breuer riesce a descrivere tutti i momenti dello sviluppo dell’Onda, ancor più accresciuto dalla colonna sonora ricca di pezzi hard rock realizzata da Heiko Maile.
“L’onda” è un film che nel bene e nel male deve essere visto per la sua volontà di riportare in evidenza un problema che nella nostra realtà potrebbe ripresentarsi in qualunque momento. Anche se inficiato da una seconda parte che sembra andare troppo nella direzione più ovvia, rimane un film interessante e sicuramente da vedere.

Voto: 7

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Apr 20

di Stefano Racheli
(Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma)

Mettiamola così: immaginiamo che Santoro sia un fazioso, un maledetto fazioso.

Diamo per scontato ciò che è da dimostrare: che, per l’appunto Santoro sia un fazioso e che i suoi avversari siano imparziali e giusti come gli angeli del paradiso.

E’ questo il punto della questione? Direi proprio di no: le virtù morali di Santoro (come dei suoi avversari) non sono certo cosa che ci riguardi politicamente.

Un momento! – giderà qualcuno – qui il problema sta nel fatto che la faziosità è entrata, tramite Santoro, nel servizio pubblico e un servizio pubblico non può essere fazioso.

Cari amici del blog, non facciamoci prendere la mano dall’emozionalità e riflettiamo sulle parole.

Cosa mai significa “fazioso”?

Può significare – a io parere – ameno due cose: che si è al servizio di una fazione ovvero, in altro senso, che si distorce la realtà dei fatti in modo da giovare ad una fazione (ad essere, in poche parole, un bugiardo interessato).

Nel primo senso del termine non credo corrisponda a verità che Santoro sia un fazioso: egli dipende dalla Rai e non da questa o quella fazione e dunque l’accusa che gli si muove non può essere intesa che nell’altro senso; nel senso, per essere precisi, che egli avrebbe strumentalizzato la funzione dell’informazione pubblica (così tradendone la oggettiva funzione di accertamento e diffusione della verità) usandola per diffondere menzogne.

Parliamo dunque dell’eventualità (perniciosa) che l’informazione sia dolosamente distorta e dei rimedi adottabili.

Io credo che la distorsione possa e debba essere affrontata su fronti diversi.

E’ infatti del tutto evidente che ove, in ipotesi, la distorsione realizzi estremi di reato (diffamazione etc) essa sarà soggetta al controllo di legalità (comunque successivo al venir in essere dell’informazione) proprio della giurisdizione.

Altro e ben diverso è il caso in cui chi detenga il potere intenda porsi come controllore della correttezza dell’informazione (correttezza, si ribadisce, non attinente a profili penalmente rilevanti).

Va qui ribadito come la libertà dell’informazione non costituisca solo (e non è poca cosa) espressione della libertà del pensiero (e cioè di un diritto fondamentale della persona, costituzionalmente garantito), ma anche il principale strumento di controllo del potere. Sarebbe dunque paradossale che il “controllato” volesse arrogarsi il ruolo di “controllore” del “controllante”.

Come è proprio di una società autenticamente democratica e pluralistica (quella cioè che tollera che convivano e si esprimano concezione diverse, o addirittura opposte, della società e dell’uomo) il fenomeno dell’informazione distorta trova rimedio solo nella dialettica politica e nella maturazione del corpo elettorale e non certo nella repressione (successiva o preventiva che sia) ad opera di chi detiene il potere.

Santoro informa, in ipotesi, faziosamente?

Si dia vita ad una informazione alternativa (che certo in Italia non manca) e si lascino gli italiani liberi di giudicare chi sia o meno fazioso.

Del resto, molte sono le questioni che trovano “soluzione” (le virgolette son d’obbligo, visto che più che una soluzione si tratta di evitare un rimedio peggiore del male) in ciò che ho chiamato dialettica politica. Si prenda il caso dell’accesso al parlamento.

Come l’informazione può essere distorta, così anche la funzione parlamentare può essere oggetto di distorsione.

Ma sarebbe rimedio congruo quello di dar vita ad una censura che elimini i candidati ritenuti pericolosi o inaffidabili, al di fuori di fatti penalmente rilevanti ed accertati in sede indipendente?

Del resto, a ben vedere, una censura che imbavagli non garantisce la verità dell’informazione (la quale è, per definizione, sempre da dimostrare), ma solo l’unicità dell’informazione (quella, per la precisione, facente capo al Potere).

Nessun monopolio ha mai garantito l’affidabilità del prodotto meglio della libera concorrenza: così è per le merci, così è per l’informazione.

C’è piuttosto da chiederci perché la nazione, invece di aspirare al pluralismo informativo, sembri correre verso la verità di Stato.

Perché – pi in generale – c sia, per usare il titolo di un famoso libro di E. Fromm (libro che invito caldamente a leggere ove non lo si sia già letto), una vera e propria fuga dalla libertà.

«Nel carattere autoritario» afferma Fromm «l’attività si fonda su un sentimento di impotenza, che essa tende a vincere».

Da che mondo è mondo, in tempi di procella, l’individuo mette la prua dove va la flotta e si affida al “capo”, parendogli perdente ogni altra soluzione in cui ci si affidi alla propria iniziativa e al rafforzarsi delle dinamiche democratiche.

E’ così che prende piede (è sempre Fromm che parla) «la tendenza a rinunciare all’indipendenza del proprio essere individuale e a fondersi con qualcuno o qualcosa al di fuori di se stessi per acquistare la forza che manca al proprio essere»: si tratta di una fuga da una solitudine e una debolezza avvertite come intollerabili.

Scrive Hitler nel Mein kampf: «Le masse amano il dominatore piuttosto che il supplicante e nell’intimo li soddisfa molto più una dottrina che non tolleri concorrenza, che non la concessione della libertà democratica: spesso non sanno cosa farsene».

Se – nulla di nuovo sotto il sole – i meccanismi sociali della sottomissione sono stati adeguatamente evidenziati e studiati, occorre però aggiungere che siffatti meccanismi costituiscono eco di qualcosa che ha natura ben più radicale di un meccanismo sociale: un qualcosa che attiene al fondamento dell’uomo.

Scrive Dostoevskij (ben prima di Fromm) ne I Fratelli Karamazov: «Nulla è mai stato per l’uomo e per la società umana più intollerabile della libertà (…) Non c’è per l’uomo rimasto libero più assidua e più tormentosa cura che quella di cercare un essere dinanzi a cui inchinarsi. Ma l’uomo cerca di inchinarsi a ciò che è già incontestabile, tanto incontestabile, che tutti gli uomini a un tempo siano disposti e venerarlo universalmente. Perché la preoccupazione di queste misere creature non è soltanto di trovare un essere a cui questo o quell’uomo si inchini, ma di trovarne uno che tutti credano in lui e lo adorino, e precisamente tutti insieme. (…) La tranquillità e persino la morte è all’uomo più cara della libera scelta fra il bene e il male».

I “casi Santoro” non sono solo tappe del cammino della conquista del potere e del raccordarsi di siffatta conquista con i meccanismi propri della psicologia di massa: tutto ciò esiste, ma sarebbe riduttivo fermarsi a siffatto aspetto del problema.

C’è di più, molto di più: c’è l’interpello che i tempi pongono al significato della nostra libertà.

«Il segreto dell’esistenza umana» afferma sempre Dostoevskij «non sta soltanto nel vivere, ma in ciò per cui si vive».

I vari “casi” che si susseguono sullo schermo della politica nostrana, dividono e inquietano soprattutto per questo: perché costringono tutti e ciascuno a prendere posizione in ordine al “ciò per cui si vive”.

Una presa di posizione che non consente neutralità, perché di fronte al bene e al male, anche la neutralità è un prendere parte.

La palpabile e diffusa aggressività nei confronti dei “dissenzienti” (che è cosa ben diversa dal fatto di non condividere le loro posizioni) ha dunque una duplice inquietante origine: per un verso, quello stesso stato di terrorizzata impotenza che spinge molti a deporre la loro libertà ai piedi del “capo” salvifico, fa sì che questi sudditi “infieriscano” contro le minoranze indifese, secondo lo schema che vuole che «le persone non sono sadiche o masochiste, ma c’è una continua oscillazione tra il lato attivo e quello passivo (…): nell’uno e nell’altro caso l’individualità e la libertà sono perdute»: il masochismo che rinunzia alla libertà e il sadismo verso i perdenti sono due volti «dell’incapacità dell’io individuale di reggersi da solo e di vivere»; per altro verso la realtà, imponendoci, di prendere parte, svela a noi stessi chi siamo, al di la della maschera che indossiamo, e, talora, questo svelamento risulta insopportabile.

Ecco allora che i vari “casi” mettono a nudo la vera natura della crisi che travaglia la nostra società (ma forse sarebbe più esatto dire che travaglia, da sempre, tutte le società): una crisi squisitamente morale, ove “morale” non allude a questa o quella norma, a questo o quell’imperativo normativo, a questo o quel degradarsi dei costumi.

Allude, ben più profondamente, all’eclissi del “ciò-per-cui-si-vive”, al dis-orientamento che coglie gli uomini, rendendoli estranei gli uni agli altri, così estranei che nessun “caso” sembra riguardarli, a tutto sordi tranne che alla voce del Potere.

Ecco perché “parlare” è molto più prezioso di quanto non appaia in base ai risultati immediati: perché come il silenzio, per grande che sia, è rotto da un rumore, per piccolo che sia; come un’armonia, per perfetta che sia, viene meno a causa di una dissonanza, per leggera che sia, così anche l’ultima delle critiche - se pure non vale a scalfire il Potere - lo rende inevitabilmente discusso.

E l’ultima cosa che il Potere accetta è quella di essere messo in discussione.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 20

Tutti i regimi hanno bisogno di controllare l’informazione. In tutti i regimi l’“informazione” non deve “informare”. In tutti i regimi l’“informazione” deve fare da portavoce del potere e deve tacere tutto quello che il potere non vuole che si sappia.

Questo è, con evidenza, il modello di “informazione” che ha chi detiene il potere in Italia.

L’attacco alla puntata di Report sulla “social card” dà la prova evidente di questo.

Riportiami qui sotto un articolo sulla vicenda di Report, tratto da Agoravox.

A questo link è possibile rivedere per intero la puntata e constatare come essa si sia limitata solo a riferire FATTI OBIETTIVI. A questo link è possibile leggere la versione in formato testo della trasmissione televisiva.

In definitiva, in Italia può continuare a fare il magistrato solo chi non dia fastidio al potere e può continuare a fare il giornalista solo chi faccia il lecchino del potere.

Tutti gli altri vanno spazzati via, perché sono “incompatibili con il servizio pubblico”. La giustizia e l’informazione sono servizi pubblici e il potere è convinto che “servizio pubblico” significhi “al servizio del potere”.
__________

di Aldo Funicelli

da Agoravox

Annozero e la puntata riparatrice.

Vauro sospeso per 6 mesi.

Report citata a giudizio per la puntata su Catania, dall’editore Ciancio, che porterà la trasmissione ad un lungo processo civile.

E non è finita qui per Report.

La puntata sulla Social card non è piaciuta a Tremonti, che tramite il suo consigliere Angelo Maria Petroni (nominato dal tesoro), ha chiesto di visionare la cassetta e “inviato al giudizio del Comitato etico dell’azienda”.

Lo stesso comitato che aveva dibattuto sulla vicenda Saccà.

A quanto si apprende, infatti, la puntata della trasmissione del 5 aprile scorso, dedicata alla «social card» e alla fallimentare politica sociale italiana, non è piaciuta al superministro dell’Economia Giulio Tremonti, intervistato a lungo all’interno del reportage di Giovanna Boursier. Da via XX settembre sarebbe partita perfino una telefonata furibonda al settimo piano di viale Mazzini. E non a caso nei giorni scorsi Angelo Maria Petroni, il consigliere di amministrazione Rai nominato direttamente da Tremonti, ha sollevato il caso Report all’interno del cda chiedendo a Masi di occuparsene. Il direttore generale, come nel «caso Vauro-Santoro», si è prontamente attivato per riparare ai malumori del governo. Prima ha visionato la cassetta dell’inchiesta «incriminata», poi ha anche chiesto informazioni sul contratto di collaborazione dell’autrice.

Forse per eccesso di zelo non sapeva, o voleva accertarsene per valutare meglio eventuali contromisure, che i giornalisti di Report non lavorano per la Rai ma sono giornalisti freelance che «vendono» al servizio pubblico le proprie inchieste.

Ma non è finita qui. Come denuncia Nino Rizzo Nervo, ex direttore del Tg3 e membro del cda per il Pd, il caso potrebbe perfino finire al comitato etico di viale Mazzini.

Un organismo misto costruito ad hoc solo in caso di gravi inadempienze deontologiche o comportamentali dei dipendenti.Alla redazione di Report non commentano le indiscrezioni che li riguardano. E almeno per il momento la «scaletta» della puntata di domenica prossima sulla scuola resta invariata.

Milena Gabanelli è molto prudente: «Aspettiamo e vediamo cosa eventualmente ci viene contestato. Ognuno svolge il proprio ruolo. Masi fa il suo, io il mio, ossia curare un programma e farlo al meglio. Il resto non mi interessa. Se poi questo comitato etico prenderà dei provvedimenti li valuteremo. Non mi allarmano queste cose. Mi risulta però che Report è in cima all’indice di qualità curato dalla stessa Rai per qualità, indipendenza e accuratezza dei suoi servizi con oltre l’87% del gradimento. L’unica cosa che mi chiedo - dice la giornalista - è quale sia a questo punto il margine del diritto di critica quando un servizio giornalistico è documentato e ben supportato».

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 20

di Marco Travaglio
(Giornalista)

da L’unità del 17 aprile 2009

Gioacchino Genchi, additato dal Copasir, da politici di destra e sinistra e dalla stampa al seguito come un mostro che spia tutto e tutti e dunque «merita l’arresto» (Gasparri), «ha agito correttamente» senza violare alcuna legge.

Lo scrive il Riesame di Roma, presieduto da Francesco Taurisano, nelle motivazioni all’annullamento dei sequestri dei computer di Genchi, disposti dai procuratori Toro e Rossi ed eseguiti dal Ros.

Di più: i giudici demoliscono pure le fantasiose accuse mosse a suo carico (abuso d’ufficio, accesso abusivo a sistema informatico, violazione dell’immunità parlamentare e del segreto di Stato).

Genchi «non ha violato le guarentigie dei parlamentari interessati all’acquisizione dei tabulati» (Mastella & C.): «agiva di volta in volta in forza del decreto autorizzatorio del pm De Magistris, comunicandogli ogni … coinvolgimento di membri del Parlamento intestatari delle utenze».

L’accesso all’anagrafe dell’Agenzia delle Entrate «non ha arrecato nocumento» ad alcuno.

Quanto ai tabulati di uomini dei servizi segreti, «non è dato comprendere il nocumento per la sicurezza dello Stato», ma soprattutto «il tribunale non rinviene la norma di legge» che vieterebbe di acquisire i tabulati di uno 007: «Genchi agì nell’esercizio delle sue funzioni di ausiliario del pm De Magistris».

Domandina: quando tre pm di Salerno perquisirono la Procura di Catanzaro e il Riesame diede loro ragione, il Csm li cacciò su due piedi.

Ora che due pm di Roma han perquisito Genchi e il Riesame ha dato loro torto, cosa pensa di fare il Csm?

Per coerenza, non potrà che promuoverli.

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Apr 20

Sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1998, il partneriato L’Oréal-Unesco ha conosciuto una forte espansione. Il programma “For Women in Science” ha riconosciuto importanti premi in denaro a donne all’apice della loro carriera in ambito scientifico e ha erogato centinaia di borse di studio nei confronti di giovani ricercatrici che in tal modo hanno potuto proseguire i loro progetti di ricerca a livello di dottorato e post-dottorato.

Per il 2009, la prestigiosa rivista Science, in collaborazione con la Fondazione L’Oréal presenta il libretto “Young Woman in Science“. Sulla scia del grande successo dello scorso anno, anche quest’anno vengono proposti numerosi esempi di storie di successo internazionali.

Le interviste alle protagoniste di queste entusiasmanti storie servono a raccontare le esperienze che giovani donne hanno vissuto all’inizio della loro carriera scientifica, narrando le loro vicende di passione e tenacia, e spiegando così cosa le spinge a intraprendere le loro scelte di vita.

La speranza della fondazione è che che le ragazze (e ragazzi) - come pure i loro educatori, trovino ispirazioni interessanti in questo libretto, che servano a tracciarne la vita e a plasmare il loro mondo di domani.

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Apr 20


Io, giovane
Charles Darwin quand’ero brillante allievo,
un dì fui interrogato in Religione, come temevo!

Disse il maestro: “Parla della Creazione”
Risposi allora con sottomissione:
“Non vo’ parlar d’Eva ma D’Evo-Devo!.

Autrice: G. di Gzero

COS’E’ UN LIMERICK?

Da wikipedia: Il limerick è un breve componimento in poesia, tipico della lingua inglese, dalle ferree regole (nonostante le infinite eccezioni), di contenuto puntualmente nonsense e preferibilmente licenzioso, che ha generalmente il proposito di far ridere o quantomeno sorridere.

per approfondire: Popinga, matematica e fisica in versi - altri Limerick matematici
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Apr 20

Sir John Royden Maddox, uno dei più celebri giornalisti scientifici che ha trasformato il britannico «Nature» in un periodico di influenza internazionale, è morto nella sua casa di Abergavenny, in Galles, all’età di 83 anni in seguito alle complicazioni di una polmonite.

Foto: al suo primo appuntamento come direttore di Nature nel 1966, in una foto del Saturday Review.

Nature ha dedicato uno speciale da cui sono disponibili numerosi dei suoi articoli liberamente scaricabili in PDF. Interessanti soprattutto per chi fa divulgazione scientifica o si occupa di giornalismo.

L’annuncio della scomparsa, che è avvenuta nella notte della domenica di Pasqua, è stata annunciata il 14 Aprile da Bruno Maddox, figlio del giornalista e scrittore, al quotidiano londinese «The Times».

Per un trentennio alla guida di «Nature», (1966–73 e 1980–95.) Maddox ha rianimato la rivista trasformandola nella più autorevole «palestra» mondiale per l’esplorazione delle sfide che stanno affrontando gli scienziati nell’età contemporanea. «Poche persone hanno influenzato la scienza quanto John Maddox», ha detto Ilya Prigogine, premio Nobel per la chimica.
«Maddox può essere definito l’ultimo grande erudito delle scienze», ha affermato il biologo Richard Dawkins.

Nato il 27 novembre 1925 a Swansea, nel Galles, dopo gli studi in fisica all’Università di Oxford e al King’s College di Londra, John Maddox ha insegnato al dipartimento di fisica teorica dell’Università di Manchester dal 1949 al 1955 per poi iniziare la carriera di giornalista scientifico al «Manchester Guardian», dove è rimasto fino al 1964.

In seguito è stato direttore di «Nature» dal 1966 al 1973 e dal 1980 al 1995. Ha fatto parte di diverse commissioni governative britanniche sui problemi ambientali e sulle biotecnologie. In anni recenti, oltre all’attività di giornalista e scrittore, è stato impegnato nell’organizzazione di un nuovo centro di ricerca sulla schizofrenia a Oxford. È autore di una decina di volumi, tra i quali «Revolution in biology», «The doomsday syndrome» e «Beyond the energy crisis».

In italiano è stato tradotto da Garzanti il volume «Che cosa resta da scoprire. I segreti dell’universo, le origini della vita, il futuro dell’uomo».

Nel 1995 la regina Elisabetta II conferì il titolo di sir a Maddox per i suoi alti meriti nella divulgazione scientifica e nel 2000 venne nominato socio onorario della Royal Society di Londra.

Fonte: Adnkronos

Gli articoli di John Maddox su Nature

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Apr 20

Ho deciso di fare outing. Ecco il mio tema natale: “I nativi della vergine sono persone altruiste, coscienziose ed amano svolgere il loro lavoro con precisione anche se questo è particolarmente complesso e impegnativo. Sono così in grado di portare a termine tutte le attività ad essi assegnate e desiderano che nel lavoro sia tutto perfetto. Il loro difetto è l’eccessiva critica che devono imparare a moderare. Si comportano verso l’altro sesso correttamente; non sono dei cacciatori nati, sono dei cerebrali: studiano e valutano tutto prima di prendere una decisione. Dominati da mercurio, i nativi sono spesso molto nervosi e soggetti a problemi della digestione. Per chi ha l’ascendente in scorpione si avranno difficoltà a vivere in pace, sia con sé stessi che con gli altri. Ha bisogno di amicizia e di un ambiente equilibrato per dare il meglio di sé, smussando gli angoli aspri con la capacità emozionale“.

SPLENDIDO VERO?

Sembra tutto perfetto quindi. C’è però qualcosa che non quadra. Durante la mia nascita, il sole non era nel segno della vergine bensì nel segno del leone. Non solo. Le costellazioni dello zodiaco sono 13 e non 12. Non solo. Mercurio non è un simbolo, ma un pianeta. Non solo. Le costellazioni in due dimensioni non esistono. Non solo. Le costellazioni hanno forma mutevole.

Non solo. Lo sapete che c’è gente che prende anche uno stipendio per dire queste fesserie?

Fabio DeSicot, durante il programma Caccia al Fotone su Radiocitta’fujiko ne ha parlato con Stefano Bagnasco, fisico e membro del CICAP.

E insieme ha provato a mettere un pò di ordine nell’universo raccontato dagli astrologi.

P.S.
Esperimento scientifico proposto. Il blog di Caccia al fotone ha provato a taggare questo post con il tag “astrologia”. Lo abbiamo fatto anche noi: vi comunicheremo quanti accessi ha ricevuto…

QUANDO e DOVE
Sabato 18 aprile 2009 - Caccia al Fotone
Radiocitta’fujiko - 103,1fm - Bologna

IL PODCAST PER ASCOLTARE LA TRASMISSIONE E’ DISPONIBILE QUI

SULLO STESSO ARGOMENTO GRAVITA’ ZERO HA PUBBLICATO:

ASTROLOGIA? NO GRAZIE!

_____________________________________________________

SPECIALE DOSSIER ASTROLOGIA SU TORINO SCIENZA
Provincia di Torino

Scarica il PDF


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Apr 20


Uscito il 14 aprile, l’ho ricevuto proprio oggi: si tratta dell’ultimo saggio della professoressa Rita Levi-Montalcini in cui viene narrata nei dettagli la storia della scoperta per la quale nel 1986 ricevette il Nobel per la medicina.

Il 22 aprile Rita Levi-Montalcini festeggerà a Roma i suoi 100 anni, si tratta del primo Nobel che raggiunge una così importante età e questo libro vuole descrivere non soltanto l’attività scientifica che ha portato alla scoperta della molecola del
Nerve Growth Factor (NGF), avvenuta nel 1952, come fattore capace di potenziare i processi di crescita e differenziazione di neuroni, ma anche ai recenti sviluppi di questa scoperta.

Un libro che riflette il carattere di una persona dotata di una enorme curiosità intellettuale.

Il libro è corredato dagli splendidi disegni originali e le lettere scritte di suo pugno che illustrano l’effetto “alone” sui gangli sensitivi di embione di pollo coltivati in vitro.

E sono presenti le foto con molti dei suoi colleghi che l’accompagnarono in questo percorso, dai membri dell’Accademia Pontificia ai momenti delle sue innumerevoli onorificenze, dal momento della consegna del Nobel, accompagnata a braccetto dal Re Carlo Gustavo di Svezia, alla nomina di senatore a vita con il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi.

Un libro in cui il Premio Nobel ci racconta come “la verità sia simile ad una fortuita scoperta di una cava di pietre preziose che non ci si aspettava di trovare”.

CRONOLOGIA DI UNA SCOPERTA
Autore Rita Levi-Montalcini
Codice ISBN 88-6000-557
Data di uscita 14/4/2009
Anno di produzione 2009
Pagine 208
Prezzo di listino: € 18.00

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Apr 20

Al via la quarta edizione di “Fisica in barca”, che riparte lunedì 20 aprile da La Spezia.

E’ la prima tappa di una crociera scientifica che si concluderà a giugno a Trieste. L’iniziativa promossa dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare in collaborazione con Velisti per caso, il Cern e con la partecipazione di Enel coinvolgerà centinaia di studenti e porterà la fisica a circumnavigare l’Italia in barca a vela.

Protagonisti saranno proprio i ricercatori dell’Infn, gli studenti delle scuole medie superiori e Adriatica, il veliero di 22 metri reso famoso dalla trasmissione “Velisti per caso” con Patrizio Roversi e Syusi Blady.

Il tour 2009 partirà da La Spezia il 20 aprile, toccherà i porti di Civitavecchia (27 aprile), Napoli (30 aprile - 2 maggio), Catania (11 maggio), Bari (19-21 maggio) e si concluderà in giugno a Trieste (3-5 giugno).

Il programma prevede attività didattiche a terra e a bordo. Adriatica diventerà un laboratorio di fisica itinerante e la navigazione sarà lo spunto per mostrare come i problemi pratici dell’andar per mare possano essere risolti ricorrendo a principi e leggi fisiche di base. La barca offre, inoltre, l’occasione per discutere di alcuni grandi problemi della fisica moderna. Si può, ad esempio, comprendere perché è necessario usare la teoria della relatività per avere una miglior precisione sulla posizione geografica (GPS), oppure scoprire che importanti e prolungati black-out nelle trasmissioni radio possono essere causati dai raggi cosmici. A bordo è inoltre installato un rivelatore di raggi cosmici realizzato dalla sezione Infn di Trieste.

Ad ogni tappa un gruppo di studenti, accompagnato dai fisici dell’Infn, salperà con Adriatica e il suo equipaggio e navigherà fino al porto successivo. Durante la traversata i ragazzi terranno un diario di bordo che sarà poi consegnato agli studenti della tappa successiva i quali, a loro volta, terranno nota della loro esperienza. Gli studenti sono selezionati sulla base di un quiz basato sulla rivista dell’Infn Asimmetrie (www.asimmetrie.it).

Sono oltre 1500 gli studenti delle scuole superiori di tutta Italia che hanno partecipato alle edizione passate di Fisica in Barca, ideata nel 2005 dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

All’iniziativa è dedicato un sito internet dove potrete trovare aggiornamenti e approfondimenti.
http://web.infn.it/fisicainbarca

Fisica in barca è anche su Facebook
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Qui un archivio con i filmati già pubblicati
http://server11.infn.it/video/multimedia/fisica-in-barca.html
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Apr 20


La prima volta che assaggiai un gelato all’azoto liquido fu in occasione della “notte dei ricercatori“, del settembre scorso, dove i ricercatori dell’Università degli Studi di Torino spiegarono alle famiglie con bambini presenti come fosse possibile preparare un gustoso gelato dalle proprietà organolettiche particolari.

L’azoto liquido ha un punto di ebollizione molto basso, a 77,35 K, (-195,82 °C). Il raffreddamento rapidissimo consente la formazione di cristalli di ghiaccio molto più piccoli di quelli del gelato tradizionale. Il principio della bontà della “granita siciliana” è lo stesso: la dimensione piccola dei cristalli. Il gelato che ne esce è quasi impalpabile, una crema e i micro-cristalli di ghiaccio sottraggono poco calore alla lingua e al palato che pertanto riesce meglio a gustare la bontà delle materie prime. Il gelato può essere preparato in 1 minuto.

L’azoto è un gas inerte, non tossico e alla temperatura con cui viene lavorato (-196 °C) non è pericoloso… Al contrario di quanto credono molte persone l’azoto liquido può essere toccato senza particolari precauzioni, come dimostra questo video (anche se è meglio non ingerirlo trattandosi pur sempre di un liquido a temperatura molto bassa).

Qui sotto una dimostrazione del prof. Davide Cassi, docente di fisica della materia a Parma. Chi volesse acquistare dell’azoto liquido per cucinare deve sapere che il costo per ogni litro di azoto non è eccessivo: circa 1 euro al litro. E’ solo necessario fare un piccolo investimento iniziale e acquistare un contenitore adatto per il trasporto, si chiama Vaso di Dewar (una specie di thermos) e ha una dimensione di 20 o 25 litri. Alcuni indirizzi per acquistare l’azoto liquido li trovate sul sito del Gruppo Sapio presente in tutta Italia.

Sul sito moebiusonline.eu trovate altre interessanti ricette.

Ultima ora:
Fabio DeSicot, conduttore del programma scientifico “caccia al Fotone” mi segnala questo video realizzato al Festival della Scienza di Genova nel 2007

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 20

Giovedì 7 maggio alle 16.30 presso il Salone pensile del Palazzo della Ragione a Padova si svolge la cerimonia di premiazione del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica 2009.

Foto: Palazzo della Ragione, Padova. Liberamente utilizzabile citando la fonte (www.gravita-zero.org)

La commissione, presieduta dall’astrofisica Margherita Hack, ha selezionato i cinque libri finalisti, oggetto del voto della giuria popolare composta da 2.500 ragazzi delle classi di quarta superiore delle scuole superiori di varie provincie italiane.

I libri finalisti quest’anno sono:

  • Vito Volterra” di Angelo Guerraggio e Gianni Paoloni (Franco Muzzio Editore, 2008),
  • Keplero. Una biografia scientifica” di Anna Maria Lombardi (Codice Edizioni, 2008),
  • Energia per l’astronave terra” di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani (Zanichelli, 2008),
  • L’Immagine del mondo nella testa” di Valentino Braitenberg (Adelphi, 2008) e
  • L’eleganza della verità. Storia della simmetria” di Ian Stewart (Einaudi, 2008).

Palazzo della Ragione - Padova
Telefono: 041 5904893
.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 18

IN BREVE:

IN un’Internet di massa, trovare ciò di cui si ha bisogno è sempre più difficile, ma ancor più difficile è valutarne l’attendibilità. È il prodotto dell’ideologia del Web 2.0 – quello di blog e social network – che preconizza la scomparsa degli intermediari dell’informazione, dai giornalisti alle testate di prestigio, dai bibliotecari agli editori, presto sostituiti dalla swarm intelligence, l’intelligenza delle folle: chiunque può e deve essere autore ed editore di se stesso. Il ‘mondo Web 2.0’, dove nessuno è tenuto a identificarsi e chiunque può diffondere notizie senza assumersene la responsabilità, realizza davvero un sogno egualitario, o piuttosto un regno del caos e della deriva informativa?

Il grande inganno del Web 2.0
Fabio Metitieri
Saggi tascabili Laterza
Pp. 192, euro 12,00

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 18

MATO GROSSO, 11MILA metri sopra la giungla e l’immenso Pantanal, la più grande pianura alluvionale del mondo. Un jet privato Embraer Legacy 600 e un Boeing 737 con a bordo 154 persone si scontrano in volo per cause non ancora appurate. Il Legacy viene solo parzialmente danneggiato, mentre il 737 scompare nella giungla con tutti i suoi occupanti: nessun sopravvissuto.

È il 29 settembre 2006, i due piloti americani del Legacy verranno trattenuti dalle autorità brasiliane, che li accuseranno di aver provocato per loro colpa l’incidente (il più grave nella storia brasiliana) e la conseguente tragedia che ha cancellato le 154 vite a bordo dell’aereo della Gol Airlines. L’incidente diplomatico si somma a quello che è costato così tante vite umane. Pare che il sistema di gestione del traffico aereo (Atc) brasiliano sia alquanto lacunoso, ma le autorità di Brasilia non vogliono neanche prendere in considerazione l’ipotesi. Da parte americana c’è la sindrome di persecuzione che dall’11 settembre in avanti fa capolino ogni volta che viene messa in discussione la buona fede del Paese (quelle di Brasilia sarebbero ritorsioni dettate dalla politica estera conflittuale tra Lula e Bush).

Due dei miei giornalisti preferiti, a gennaio William Langewiesche e a suo tempo Patrick Smith, raccontano la vicenda. Langewiesche è uno dei più importanti inviati della stampa Usa, conosciuto anche in Italia (ha pubblicato vari libri molto belli tradotti anche da noi) e soprattutto è figlio di un pilota ed è un ex pilota di linea anche lui. Il suo primo, epico “pezzo” per l’Atlantic Monthly fu proprio sulla virata. Invece, Patrick Smith ha una rubrica su Salon, Ask The Pilot, e ha pubblicato un libro divertente ma più di cazzeggio tradotto anche in italiano: Chiedilo al pilota.

I due uomini possono raccontare le due storie partendo da una comune conoscenza dei fatti e della tecnica aeronautica. Un perfetto caso di “storie parallele”. In una parola: wow!

Money quote: The investigation into the midair collision is being conducted by the Brazilian military, which happens to administer the country’s ATC system. Thus far, despite having fired two of the country’s top ATC officials, it refuses to concede that an air traffic control breakdown is the likely culprit, instead throwing up a smokescreen of intentionally ambiguous reports and falsehoods.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 18

Di questi tempi, per noi Italiani andare ad una fiera sul turismo in Cina, rischia di essere sempre una deludente esperienza.

E’ stato così anche alla WFT di Shanghai, la fiera dell’Outbound turistico cinese che si è appena terminata.
Per capirci, è la fiera dedicata alle destinazioni internazionali da offrire gli operatori professionali cinesi e cercare di intercettare il flusso delle decine di milioni di cinesi che sempre più amano viaggiare oltre frontiera.
Bene, a parte la “solita” Costa Crociere, oramai di casa in Cina, sembrava proprio che ancora una volta la presenza italiana fosse nulla.
Ma quando tutto sembrava perso, all’orizzonte, abbiamo scorto un’altro “capitano coraggioso” italiano, ma a sorpresa, non una nostre ben note destinazioni tradizionali, bensì è apparsa la Sardegna, o meglio lo stand del Comune di Olbia.
Una volta approdati in questo angolo d’Italia, all’Assessore del Turismo del Comune di Olbia, Vanni Sanna, presente a Shanghai, la prima domanda non è potuta che essere, “qual buon vento da queste parti?”, complici anche le splendide immagini del mare della Sardegna.
La risposta non si è fatta attendere “di fronte all’aria di crisi internazionale di questi tempi, è importante, fondamentale attivarsi per aprire nuovi mercati ad un prodotto speciale come quello di Olbia e della Sardegna”.
L’Asia, con le sue crescenti potenzialità in termine finanziari ed economici, “è da tempo una scelta sulla quale, come Comune di Olbia, ci siamo concentrati e creare nuovi consistenti flussi turistici che possano estendere il periodo delle vacanze, oltre a quelle tradizionali attuali”.
La Cina, segue la positiva esperienza dell’anno scorso già fatta a Singapore”, un’autentica sfida dalla quale l’assessore Sanna si aspetta però molto, anche vista la quantità e la qualità dei contatti avuti in questa fiera di Shanghai.
Ma quale “offerta” Olbia ha portato in mostra a Shanghai?
L’assessore Sanna non ha dubbi: “la nostra qualità della vita!!”
Qua a Shanghai i cinesi sono rimasti letteralmente affascinati dalla “purezza” di quest’angolo di paradiso nel centro del mediterraneo, dove la limpidezza del mare e la qualità dell’aria rappresentano per loro, una irresistibilmente attrazione”.
Ma quali armi può avere Olbia e la Sardegna, per intercettare i flussi ad altre mete già note ai cinesi, quali la Grecia e la Turchia?
L’assessore Sanna anche in questo caso non ha dubbi: “Offrendo loro la possibilità di vivere un’esperienza unica di Lusso e Stile italiano, circondati dalla nostra incredibile natura”.
Una SPA a cielo aperto, dove i cinesi possano sentirsi cullati e coccolati con emozioni a 360° e dove i sogni dei cinesi, possano diventare realtà.
Quale è il target di turista cinese cui si rivolge l’offerta di Olbia?
Sicuramente quello medio-alta ed altissimo, quel turismo d’elite che già ora vede nella Sardegna e le sue coste, il proprio luogo privilegiato per avere momenti d’autentico relax unici al mondo”.
Quali i numeri che vi attendete dai flussi turistici cinesi?
Beh, va considerato che ad oggi partiamo da zero, ma dagli incontri con le nostre controparti cinesi di queste ore, appaiono evidenti le potenzialità del mercato cinese. Ci auguriamo che nei prossimi anni 20 / 30 mila cinesi decidano di fare le proprie vacanze in Sardegna, sperando poi che ne divengano degli habituè.
Quale è la strategia che avete in mente per “conquistare” i cinesi?
Una strategia mista, dove agli scenari e all’indubbia ospitalità a 6 stelle che possono trovare da noi, si aggiungano i gusti, i sapori e gli odori tipici della nostra terra. In linea con questo approccoi,  sarà la prossima azione promozionale alla FHC 2009 di Shanghai ad ottobre, proprio dedicata al food ed alla ospitalità.
Per finire, una parola sulla Sardegna del post Soru.
“Finalmente la regione potrà tornerà a volare presto, avendo dopo le nuove elezioni, ritrovato una dimensione unitaria e nuovi entusiasmi, dopo i “troppi personalismi” dell’era Soru che aveva illuso la maggioranza dei Sardi ma che è miseramente franato davanti alla verifica dei fatti successivi.”
“Ora ci si augura che sempre più cinesi scoprano la Sardegna, sarebbe un modo per internazionalizzare la nostra splendida terra, valorizzandone l’attuale proposta turistica e contribuire alla crescita economica complessiva dell’Isola.”
Aria nuova, aria fresca, aria di mare a Shanghai dalla Sardegna, una risposta concreta alla “immobilità” attuale delle nostre organizzazioni nazionali preposte a valorizzare l’Italia agli occhi dei potenziali turisti cinesi, un’azione di sistema che si spera presto ci sarà ma che sicuramente potrà trovare molti spunti e stimoli da questa genuina “voglia di mettersi in gioco”, come dimostrato qua a Shanghai dalla comunità di Olbia.
Magari non un campione del turismo odierno dalla Cina, ma con questa voglia di fare, sulla buona strada per imporsi all’attenzione del mercato turistico più grande al mondo.

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 18

La Settimana della Cultura giunge al suo 24esimo anno. Dal 18 al 26 aprile 2009 il MiBAC tiene aperti, con ingresso gratuito, i luoghi d’arte statali: monumenti, musei, aree archeologiche, archivi, biblioteche per promuovere la cultura in tutta l’Italia. Inoltre sono in programma circa 2500 eventi tra mostre, meeting, laboratori, aperture straordinarie, visite guidate, spettacoli, concerti, proiezioni cinematografiche.
Lo slogan per il 2009 è “La cultura è di tutti: partecipa anche tu”, per evidenziare che la cultura appartiene ad ogni persona, ed oltre ad usufruirne, è necessario preservarla ed assicurarne la trasmissione alle generazioni future.
Coinvolte nell’iniziativa molte Istituzioni pubbliche, Enti locali, Associazioni, Fondazioni statali e private, nonché numerose Associazioni di musica popolare e amatoriale, che hanno coinvolto bande musicali, cori e gruppi folkloristici presenti in tutti i Comuni d’Italia per l’organizzazione di eventi e manifestazioni.
Durante la Settimana della Cultura l’ingresso è gratuito o a costo ridotto nelle aree archeologiche, musei, monumenti e gallerie statali e nei luoghi non statali che hanno aderito. Questi alcuni degli eventi che saranno promossi gratuitamente in giro per l’Italia :
Il Museo di San Martino di Napoli espone il Ritratto di Masaniello di Andrea De Lione, esposto nella sala a lui dedicata. La visita guidata illustra il dipinto e la storia della rivoluzione di cui Masaniello fu protagonista.
La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei propone un suggestivo itinerario nei giardini e degli antichi sentieri ripristinati tra natura e archeologia nel partendo da Cuma, passando per Baia, Pozzuoli e Posillipo, fino a giungere a Punta Campanella, inclusi i siti di Pompei, Ercolano, Oplontis, la Villa Iovis e la Villa di Damecuta sull’isola di Capri. Il tutto arricchito da spettacoli e letture al tramonto. Sempre a Napoli viene inaugurato il ponte in ghisa che collega il superbo giardino pensile con l’Appartamento Storico del Palazzo Reale recentemente ricostruito sotto la direzione dell’Arch. Enrico Guglielmo.
A Bologna il palazzo Palazzo Pepoli Campogrande, costruito a partire dalla seconda metà del XVII secolo dal Conte Odoardo Pepoli e riccamente affrescato, apre le porte per una serie di mostre e conferenze.
Nel Palazzo Reale di Caserta viene organizzata una mostra per descrivere il gusto e le scelte stilistiche della corte reale prima l’arrivo di Vanvitelli e della nascita della Repubblica Napoletana, con dipinti, arredi e oggettistica varia.
Il Museo Nazionale di Ravenna propone una lettura di brani poetici del mondo greco classico accompagnata da brani musicali eseguiti dagli allievi dei dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Giuseppe Verdi” e dalla proiezione di immagini in cui mito, arte e musica si fondono. Sempre il Museo Nazionale propone “Fila al Museo”, un appuntamento ludico-creativo in cui i ragazzi sono invitati a scoprire gli strumenti e le tecniche utilizzati nell’antichità per realizzare filati e tessuti e a sperimentare dal vivo la tintura della stoffa.
Al Museo Pigorini di Roma inaugura la mostra dedicata a Gian Gaspare Napolitano, viaggiatore, scrittore e sceneggiatore. Partivolare risalto viene dato alla sua esperienza nel Messico “indio”. Sempre nella capitale, nell’ambito del progetto di rilancio della Galleria Corsini, visite guidate con itinerario nella Roma di Trastevere, in via della Lungara, tra la Villa Farnesina, il Palazzo Corsini (Galleria Nazionale di Arte Antica e Biblioteca Corsiniana) e il Museo dell’Orto Botanico. Musica jazz al Conservatorio di Musica di Santa Cecilia di Roma con Paolo Damiani e Danilo Rea in concerto con proprie composizioni originali.
A Genova vengono presentati i restauri, appena ultimati, del Sacrario ai Caduti della I Guerra Mondiale. Vi sono esposte opere di artisti quali Umberto Boccioni, Marcello Piacentini e Mario Sironi. Sempre nel capoluogo ligure si segnala l’originale iniziativa del l’Archivio di Stato, “Adotta un documento” per sensibilizzare il pubblico sulla necessità di un urgente restauro per alcuni documenti di epoca medioevale.
Apertura straordinaria al Palazzo Ducale di Mantova: gli ambienti dell’Appartamento vedovile di Isabella d’Este in Corte Vecchia per la prima volta si potranno vedere, restaurati e ricomposti nella loro originaria unità. Dopo un anno di lavori, torna nella Sala XXIV della Pinacoteca Brera di Milano il capolavoro di Raffaello, “Lo sposalizio della Vergine”, accompagnato da una videoproiezione che ne illustra storia e fasi del restauro.
Ville, chiese e palazzi aperti nelle Groane in provincia di Milano alla scoperta di tesori nascosti. Per l’occasione vengono organizzate conferenze, concerti musicali e laboratori per bambini.
A Cagliari riapre al pubblico dopo il restauro il sito di San Saturnino, uno dei siti paleocristiani tra i più significativi del bacino del Mediterraneo edificato fuori dalle mura nella necropoli orientale della città romana.
A Fiesole (Fi) si inaugura la mostra che presenta al pubblico alcuni dei più importanti e significativi lavori futuristi dell’artista Primo Conti, assieme ad alcuni documenti del “tempo eroico” del Futurismo fiorentino. Nell’anno delle celebrazioni dedicate a Galileo, Palazzo Strozzi a Firenze ospita una grande mostra ideata per illustrare la straordinaria avventura umana e intellettuale che ha portato alla concezione attuale dell’Universo.
A Venezia, visite guidate alle collezioni delle Gallerie dell’Accademia per conoscere i capolavori esposti seguendo il percorso cronologico, dal Trecento al Settecento, dell’esposizione museale. Anche Palazzo Grimani, sempre nel capoluogo veneto accoglie i visitatori che vogliano conoscere la struttura e gli arredi di una dimora patrizia nella Venezia del Cinquecento.
Per l’elenco completo di tutti gli eventi della Settimana della Cultura, basta visitare il sito dei Beni Culturali.

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Apr 18

La mostra “Raffaello e Urbino” allestita presso la Galleria Nazionale delle Marche nel Palazzo Ducale della città marchigiana, presenta una collezione di capolavori utile per comprendere i rapporti tra Raffaello Sanzio ed Urbino, sua città natale ed importante centro di cultura rinascimentale sotto la signoria dei Montefeltro.
La mostra esibisce i capolavori giovanili di Raffaello, 20 dipinti e 19 disegni originali, provenienti dai più importanti musei al mondo messi a confronto con la pittura del padre Giovanni Santi e di altri pittori vicini alla fase giovanile della sua formazione a Urbino. Numerose ricerche hanno portato alla luce un numero incredibile di nuovi documenti che manifestano il tessuto artistico in cui si forma il giovane Raffaello e gli stretti legami, sia artistici che economici, con la sua città natale. Un modo di confutare i racconti di Vasari relativi ad un’improbabile presenza di Raffaello nella bottega di Perugino, riportando la sua formazione giovanile al padre ed della cultura urbinate, in grado, durante la seconda metà del ‘400, di competere con la stessa Firenze.
La mostra “Raffaello e Urbino” analizza dunque le vicende della bottega di Giovanni Santi dopo la sua morte avvenuta nel 1494. Il giovane Raffaello nel 1500 eredita la bottega paterna fino a firmarsi “Magister”, con Evangelista da Piandimeleto, per la commissione della pala di S. Agostino a Città di Castello.
La mostra è curata da Lorenza Mochi Onori, Soprintendente per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici delle Marche e si avvale di un prestigioso comitato scientifico, e vede la partecipazione dei maggiori specialisti nella materia, impegnati in alcune delle più importanti collezioni museali del mondo: Linda Wolk Simon, del Metropolitan di New York, curatrice di una recente mostra, Carol Plazzotta e Tom Henry della National Gallery di Londra, curatori della mostra su Raffaello tenutasi a Londra nel 2004, e di numerosi altri esperti del settore.
La mostra “Raffaello e Urbino” è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche, Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici delle Marche, dalla Regione Marche, dalla Provincia di Pesaro-Urbino, dal Comune di Urbino e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. L’organizzazione è affidata a Gebart in collaborazione con Civita.

Info
Sede: Galleria Nazionale delle Marche - Palazzo Ducale - Piazzale Duca Federico, 13 - Urbino
Periodo: 4 aprile - 12 luglio 2009
Orari: 8.30-19.15 (tutti i giorni), 8.30-14.00 (lunedì)
Ingresso: €9,00 intero - €7,00 ridotto
Tel: 199757515 (infos, prenotazioni e visite guidate) - 0243353522 (gruppi e scuole)
Note: la biglietteria chiude tutti i giorni alle 18.30, il lunedì alle 12.30.

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Apr 18

di Vittorio Longhi
(Giornalista)

da Repubblica.it del 16 aprile 2009

Rapporto del commissario Hammarberger dopo la visita nel nostro Paese: “La criminalizzazione dei clandestini è spropositata, rivedete le vostre leggi”.

Deep concern, ovvero “profonda preoccupazione”. È la formula diplomatica che indica situazioni di particolare gravità ed è l’espressione che ricorre con più frequenza nelle 25 pagine del rapporto sull’Italia scritto da Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa.

Il rapporto, che esce oggi, fa seguito alla visita di Hammarberg a metà gennaio, quando ha incontrato esponenti del governo e delle amministrazioni locali, rappresentanti di organizzazioni governative e non, per verificare il rispetto dei diritti umani dei migranti e delle minoranze.

Dai campi Rom della periferia romana al sovraffollato centro di espulsione di Lampedusa, il Commissario ha voluto vedere con i propri occhi le condizioni in cui sono tenute queste persone e le conclusioni che ne ha tratto non sono affatto confortanti per il governo, tanto più alla vigilia delle elezioni europee.

Le preoccupazioni riguardano innanzitutto i nuovi provvedimenti in materia di immigrazione e asilo, già adottati o in discussione, che nel rapporto sono definiti “draconiani”, come l’aumento della pena per i migranti irregolari, il cosiddetto aggravante di clandestinità, oppure l’obbligo per i medici di denunciare chi ha bisogno di cure ma non ha i documenti.

“La criminalizzazione dell’immigrazione irregolare è una misura sproporzionata che va oltre gli interessi legittimi di uno stato a tenere sotto controllo i propri confini, una misura che erode gli standard legali internazionali”, spiega Hammarberg, avvertendo che una simile politica finisce per provocare “ulteriore stigmatizzazione ed emarginazione dei migranti, nonostante la maggioranza di questi contribuisca allo sviluppo degli stati e delle società europee”.

Pertanto rivolge la richiesta al governo di “rivedere le parti della nuova normativa che sollevano serie questioni di compatibilità con gli standard dei diritti umani”.

Tra i casi più clamorosi presi in esame, quello di alcuni immigrati tunisini che avevano tentato di opporsi ai rimpatri, per il rischio di tortura, appellandosi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Il governo italiano ha proceduto lo stesso con l’espulsione, ignorando la richiesta formale della Corte di sospendere il provvedimento in attesa di una valutazione del caso.

Il Commissario si dice “decisamente contrario ai rimpatri forzati verso paesi con precedenti di tortura provati e di lunga durata, anche se le espulsioni avvengono sulla base di rassicurazioni diplomatiche” e invita il governo a “riconsiderare urgentemente la propria politica” anche su questa materia, conformandosi invece alle misure sospensive intimate dalla Corte europea.

Oltre ai casi specifici, il rapporto mette in evidenza una crescente tendenza al razzismo e alla xenofobia, a volte alimentata dalle stesse autorità locali, che ha provocato atti di violenza verso migranti, Rom e Sinti oppure verso cittadini italiani di origine straniera.

E gli esempi citati vanno dalle esternazioni del sindaco di Treviso, definite “discorsi di incitamento all’odio”, alla storia dello studente ghanese percosso e insultato dai vigili di Parma.

Riguardo alle comunità Rom e Sinti, in particolare, vengono ribadite le perplessità già espresse a luglio dal Parlamento europeo dopo l’annuncio del censimento dei Rom su base etnica e il presunto “stato di emergenza” invocato da Berlusconi per la situazione dei campi di Napoli, Roma e Milano.

Ovvia la raccomandazione di prestare la massima attenzione ai dati “sensibili” raccolti, che nelle intenzioni dichiarate dal governo dovrebbero servire solo a facilitare l’assistenza e l’integrazione dei Rom, comunque cittadini italiani nella maggior parte dei casi secondo quanto rilevato dallo stesso censimento.

In merito agli sgomberi dei campi, invece, nel documento si denuncia la mancanza di qualsiasi consultazione con i rappresentanti delle comunità Rom e si chiede la preventiva individuazione di luoghi alternativi adeguati, secondo un vero piano d’azione nazionale.

Un’altra raccomandazione è rivolta a una maggiore severità nella legislazione contro le discriminazioni e richiede la creazione di organi di controllo appositi, autonomi e indipendenti.

Invece l’attuale Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica, Unar, non è affatto indipendente, dato che fa capo al Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio.

Il governo italiano ha già risposto, a marzo, alla prima bozza del rapporto del Commissario Hammarberg, con rassicurazioni varie sulle misure di contrasto al razzismo e alla xenofobia, tra cui spiccano corsi di formazione, pubblicazioni e siti web.

Invece, di fronte alle accuse di violazione dei diritti umani e di non conformità agli standard europei, l’esecutivo giustifica le proprie leggi usando l’argomento della sicurezza, secondo la prevedibile equazione tra immigrazione irregolare e criminalità.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 18

di Michele Serra
(Giornalista)

da Repubblica.it del 16 aprile 2009

Rispetto ai tempi del goffo “editto bulgaro”, le nubi censorie che si addensano su Michele Santoro e su Milena Gabanelli (e tramite loro sulla Rai nel suo insieme) esprimono un punto di scontro più nitido e, nel suo genere, più maturo.

Non è solo e non è tanto la “faziosità politica” - colpa opinabile per definizione - a essere sotto tiro.

È la sostanza stessa del medium più importante e penetrante, la televisione, che trasmissioni come Annozero e Report interpretano come un contro-potere strutturalmente autonomo (tale è l’informazione nella tradizione delle democrazie), e questo potere politico intende, invece, come cingolo di trasmissione dei propri scopi: non per caso è un potere al tempo stesso politico e mediatico. Anche tecnicamente.

Nei giorni drammatici del terremoto, lo scontro tra queste due funzioni della televisione è stato evidente.

Si trattava di mettere l’accento sulle deficienze strutturali e le responsabilità umane che hanno aggravato di molto il bilancio delle vittime e dei danni. Oppure di esaltare l’opera dei soccorsi e l’efficienza dello Stato.

Il primo obiettivo è tipico del giornalismo-giornalismo, che qui da noi, non si capisce bene per quale strambo equivoco, si chiama “d’assalto”.

Il secondo obiettivo è invece tipico della propaganda politica. Genera un linguaggio che tende alla retorica del positivo quanto il primo rischia di cadere nella retorica del negativo.

Scelga ognuno quale di questi due rischi sia più sgradevole e pericoloso per la pubblica opinione.

Ma si sappia che è solo il primo rischio – quello di una televisione aspra e irriducibile – a essere sotto accusa, e a nessuno, né dentro la Rai né nella cerchia della politica, è venuto in mente di biasimare o sanzionare le centinaia di ore di televisione leziosa e piagnona che hanno imbozzolato la tragedia del terremoto in un reticolo implacabile di buoni sentimenti, misurando ben più volentieri il diametro della “bontà nazionale” che quello dei pilastri sottodimensionati.

Che i media abbiano anche, in queste situazioni, una funzione di rete connettiva, non solo logistica, che aiuta a reggere l’urto della morte, e a sentirsi comunità, è fuori di dubbio.

Ma questa funzione è stata svolta perfino con sovrabbondanza, e fino a rendere stucchevoli anche le immagini del dolore e della rovina.

Santoro e la sua redazione hanno scelto – in minoranza – di fare il resto del lavoro, come compete alla storia professionale di un giornalista molto discusso (e discutibile) ma molto tenace.

E premiato dall’audience, concetto evidentemente sacro quando si tratti di contare i soldi della pubblicità, ma subito sottaciuto quando si tratti di misurare la temperatura di una parte consistente dell’opinione pubblica.

Peccato che questo “resto del lavoro”, sicuramente complementare a un quadro generale molto più blandamente critico, risulti insopportabile al potere politico, così come la puntuta inchiesta di Milena Gabanelli sulla social-card non poteva che fare imbufalire il ministro Tremonti.

“Remare contro” fu una delle prime accuse che il Berlusconi leader nascente mosse ai suoi oppositori.

Non lo sfiorò (e non lo sfiora) il sospetto che c’è chi rema né contro né a favore, ma per suo conto. Anche sbagliando, ma sottoponendo al giudizio del pubblico, non al giudizio del potere, i propri errori.

Il giornalismo è questo, e dovrebbe saperlo anche il direttore del Giornale Mario Giordano, che un minuto dopo avere potuto dire esattamente quanto voleva dire ad “Annozero” ha orchestrato una violenta campagna di stampa contro lo “sciacallo Santoro”.

Qualcuno aveva forse detto a Giordano, o a uno qualunque dei giornalisti e telegiornalisti governativi, che usare il terremoto per magnificare la prestanza e la generosità del premier era “sciacallaggio”?

Ci si era limitati a pensare, magari, che fosse cattivo gusto, e la libertà di cattivo gusto, se non è sancita dalla Costituzione, è suggerita dal buon senso.

Quanto alla vignetta di Vauro trattata da casus belli e ridicolmente accusata di mancanza di “pietà per le vittime”, varrebbe il concetto di cui sopra: qualora la si ritenga di cattivo gusto, da quando il cattivo gusto è oggetto di censura?

E quelli che, al contrario, affidano la “pietà per le vittime” a ben altri canali, magari privati, e apprezzano la ruvida intelligenza e la lunga coerenza professionale di Vauro, dovrebbero forse ingoiare il boccone della censura nel nome di una “informazione corretta”?

Ma corretta da chi? Dal direttore del “Giornale”?

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 18

di Giuseppe Giulietti

da Micromegaonline del 15 gennaio 2009

“Non fatela lunga con Santoro, non accadrà nulla, questa volta Berlusconi non ripeterà l’errore dell’editto bulgaro …”, infatti questa volta l’editto è arrivato da Praga, appena qualche giorno fa il presidentissimo ci aveva fatto sapere che si era rotto le scatole e che, prima o poi, avrebbe preso gli opportuni provvedimenti contro i giornalisti.

Per non lasciare spazio al dubbio aveva anche aggiunto che non avrebbe più tollerato che qualche parte del servizio pubblico si permettesse di “remargli contro”.

Non chiamiamolo più, dunque, editto bulgaro, ma editto praghese.

La località è cambiata, la sostanza no.

I provvedimenti disciplinari sono arrivati, cartellino rosso per Vauro, cartellino giallo per gli altri. La prossima volta se non provvederanno ad auto imbavagliarsi arriverà l’espulsione anche per loro.

Il giudizio su quanto è accaduto lo lasciamo al consigliere della Rai Nino Rizzo Nervo, già direttore di Europa e della emittente La7,che ha descritto il misfatto con parole che non hanno bisogno di ulteriori commenti:

«Pensavo che in Rai fosse stato nominato un direttore generale e non un Grande Inquisitore».

Così il consigliere del Cda Rai Nino Rizzo Nervo, che elenca:

«Il prof. Masi si è insediato a viale Mazzini il 6 aprile e in soli sette giorni lavorativi ha nell’ordine: messo sotto inchiesta Anno Zero, sospeso Vauro e inviato al giudizio del Comitato etico dell’azienda una puntata di Report che, a quanto sembra, non era piaciuta al ministro Tremonti. Torquemada sarebbe stato piuùcauto. Invito il direttore generale ad occuparsi piuttosto dell’azienda, di come reperire maggiori risorse in un anno di crisi, degli accordi scaduti e da rinnovare, dello sviluppo del digitale terrestre, di come affrontare le recenti decisioni dell’Agcom sulle frequenze, di predisporre tutti gli strumenti idonei per combattere l’evasione del canone e, soprattutto, di rileggersi la legge sui poteri e le competenze del direttore generale e del consiglio di amministrazione: è il consiglio ad esempio che è chiamato a svolgere ‘le funzioni di controllo e di garanzia circa il corretto adempimento delle finalità e degli obblighi del servizio pubblico radiotelevisivo’”. E tra le finalità di un servizio pubblico nel settore della comunicazione, ricorda Rizzo Nervo, “vi è sicuramente quella di difendere e di garantire il diritto principe di qualsiasi democrazia: la libertà di espressione. Spetta dunque solo al consiglio e a nessun altro organismo aziendale, singolo o collegiale, l’accertamento di eventuali violazioni degli indirizzi editoriali e invito pertanto la direzione generale a revocare qualsiasi decisione assunta per eccesso di potere infrangendo la normativa aziendale Se l’iniziativa contro Report mortifica chi crede nel ruolo positivo dell’informazione ed in particolare del giornalismo di inchiesta, quando è serio e documentato come è sempre stato quello della Gabanelli, la sospensione di Vauro non è solo grave ma sfiora purtroppo il senso del ridicolo perché rivela un allarmante deficit culturale. Suggerisco al prof. Masi di leggere un libretto di Moni Ovadia. “L’umorismo ebraico in otto lezioni e duecento storielle”. Scoprirà che la satira e l’ironia possono essere alimentate anche dalle situazioni più tragiche di dolore e di sofferenza».

Vogliamo solo precisare che Rizzo Nervo è una persona pacatissima, non facile alle indignazioni a buon mercato e lontanissima da qualsiasi forma di estremismo, anche solo di tipo verbale.

Dalla sua nota ricaviamo anche un’altra notizia non meno inquietante: la Rai ha aperto una istruttoria anche a carico di Milena Gabanelli che avrebbe osato realizzare una inchiesta sulla social card, inchiesta che non sarebbe piaciuta al sensibilissimo ministro Tremonti.

Come era prevedibile non c’è solo un caso Santoro, ma qualcosa che riguarda direttamente l’Art. 21 della Costituzione.

Berlusconi e i suoi fedelissimi intendono mettere alla porta chiunque non intenda piegare il capo o provvedere all’autoimbavagliamento.

Spiace constatare che qualcuno, anche nelle opposizioni e tra i giornalisti, finga di non vedere e di non capire.

Per quanto ci riguarda non abbiamo intenzione alcuna di farci arruolare nelle fila dei sussurratori che manifestano il loro dissenso a mezza bocca, senza tralasciare qualche parola velenosa contro Vauro, contro Santoro, contro la Gabanelli, esattamente come facevano, tempo fa, nei confronti di Enzo Biagi e di Daniele Luttazzi.

L’associazione Articolo21, insieme con un gruppo di giuristi e avvocati, non solo si metterà a disposizione degli espulsi, ma promuoverà un osservatorio per seguire passo dopo passo quanto accadrà.

Nelle prossime ore consegneremo alla autorità istituzionali e di garanzia e alla commissione di vigilanza una raccolta completa delle minacce che Berlusconi, Dell’Utri, Gelli e altri signori hanno rivolto in questi ultimo mesi nei confronti di singoli giornalisti, autori di programmi.

Nell’ordine sono finiti nel mirino Santoro, Travaglio, Fabio Fazio, Carlo Lucarelli, la trasmissione Blob, Serena Dandini, le inchieste del Tg3, le conduttrici “dark” - per citare Dell’Utri - del medesimo Tg, Maurizio Crozza, Giovanni Floris e il programma Ballarò, Cominciamo Bene, questo per limitarci alla Rai. Da Mediaset è stato sbattuto fuori Enrico Mentana, le Iene non se la passano bene, mentre alcuni Tg privati manganellano gli avversari e sembrano diventati un bollettino di partito, anzi di una fazione.

Staremo a vedere se e quando nei confronti di questi autori e di queste trasmissioni si svilupperà una campagna di aggressione e di mobbing.

L’inizio va assolutamente in questa direzione, non abbiamo motivo per ritenere che il futuro possa essere migliore.

Chiunque finga di non vedere o di non sapere o è un idiota o sta cercando di guadagnarsi qualche piccola comparsata in tv, in cambio di un piatto di lenticchie.

Chi si crede furbo e già si frega le mani perché hanno tirato uno schiaffo all’insopportabile Santoro presto scoprirà che ben altre legnate stanno per arrivare e riguarderanno direttamente lo stato di diritto e il libero esercizio del diritto di cronaca.

Naturalmente, come sempre, e come cantava il grande De Andrè, quelli che si sentono già assolti, presto scopriranno di essere coinvolti.

Speriamo che lo scoprano prima che sia troppo tardi.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 18


Assolutamente da vedere il video “Scientists for Better PCR”, una divertente parodia canora che sfrutta il viral marketing (circa mezzo milione di visualizzazioni solo su YouTube) e ideato dall’azienda Bio-Rad per i suoi nuovi termociclatori (amplificazione del DNA tramite reazione a catena della polimerasi, o PCR, per cui Kary Mullis vinse il Nobel). Nota curiosa, sul sito del premio Nobel è presente il link alla parodia.

Dovete sapere che la PCR è un metodo (e un apparecchio) molto amato dai ricercatori, dice la biologa Lisa Vozza almeno quanto le donne amano la lavatrice“, in quanto li ha liberati da un noioso lavoro meccanico aiutandoli nelle loro ricerche.

Insomma: dove c’è un laboratorio, c’è poesia :-)


“THE PCR SONG

There was a time when to amplify DNA,
You had to grow tons and tons of tiny cells.

Then along came a guy named Dr. Kary Mullis,
Said you can amplify in vitro just as well.

Just mix your template with a buffer and some primers,
Nucleotides and polymerases, too.

Denaturing, annealing, and extending.
Well it’s amazing what heating and cooling and heating will do.

PCR, when you need to detect mutations.
PCR, when you need to recombine.
PCR, when you need to find out who the daddy is.
PCR, when you need to solve a crime.

(repeat chorus)

[Advertisement]

(PCR) To all the scientists out there doing PCR, Bio-Rad salutes you with the all-new 1000 series thermal cycling platform.

La mia traduzione:

C’è stato un momento in cui per amplificare il DNA,
Hai dovuto crescere tonnellate e tonnellate di piccole cellule.

Poi è venuto un ragazzo di nome Dr. Kary Mullis,
Disse che è possibile amplificare facilmente in vitro

Basta mescolare il modello con un tampone e alcuni primer,
e anche nucleotidi e polimerasi.

Denaturazione, appaiamento ed estensione.
Beh è incredibile quanto il riscaldamento e il raffreddamento e riscaldamento farà.

PCR, quando è necessario individuare le mutazioni.
PCR, quando hai bisogno di ricombinare.
PCR, quando hai bisogno di sapere chi è il papà.
PCR, quando è necessario risolvere un crimine.

Il sito principale è http://bio-rad.cnpg.com/lsc…

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 18

Un importante appuntamento porterà Torino al centro dell’attenzione internazionale in fatto di innovazione: a fine giugno la città ospiterà il terzo Technology Summit di Creative Commons

L’evento Creative Commons è stato segnalato sul blog internazionale e viene proposto dopo i due importanti summit di giugno e dicembre 2008 tenutisi negli Stati Uniti, il primo a Mountain View, California, presso il Googleplex, poi a Cambridge, Massachussets, presso lo storico MIT.

Il fatto che come terza meta sia stata scelta Torino, già sede di numerosi eventi a sfondo tecnologico-sociale, segna Torino come punto di riferimento internazionale, in particolare nell’ambito dell’innovazione e delle questioni legate alla condivisione, alla libertà della conoscenza, alla divulgazione.

L’incontro si terrà venerdì 26 giugno presso il Politecnico di Torino, e il tema sarà il “Copyright 2.0“, il Web Semantico, e le applicazioni delle licenze Creative Commons.


Giusto per ricordarlo, Gravità Zero è sotto licenza Creative Commons 2.5
Creative Commons License

AD APRILE TAVOLO CONGIUNTO CC - SIAE

Nell’ambito dei mercoledì di NEXA, il prossimo 8 aprile alle ore 17 in corso Trento 21 a Torino sarà ospite l’avv. Deborah De Angelis, avvocato in Roma e membro del gruppo di lavoro Creative Commons Italia, per una discussione sui lavori del tavolo congiunto CC ITALIA-SIAE annunciato lo scorso dicembre. La partecipazione all’incontro è libera.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 18

A tutte le critiche e censure che Anno Zero ha ricevuto nei giorni scorsi la trasmissione ha risposto così:

Marco Travaglio e Michele Santoro:

Francesca Fornario sostituisce Vauro:

Conclusione con Sabina Guzzanti:

P.S. Vi ricordo di votare per il Vaffanculo d’oro 2009, il concorso è aperto ancora per pochi giorni e si guadagna un link al vostro blog nel post con i risultati!

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 16

IL TIMES RACCONTA la storia delle indagini sugli attacchi terroristici in India di quattro mesi fa condotte dal superdetective Rakesh Maria, l’uomo i cui exploits ispirano regolarmente “i registi di thriller a Bollywood”. I risultati del suo lavoro potrebbero essere devastanti.

Money quote: Mr Maria, who has worked 15-hour days on the Kasab case for the past four months, knows the limits of what the gunman can reveal directly. “We have here a limb, not the brain, of this terrorist organisation,” he said. His investigation, however, is enormously ambitious in its reach and many onlookers believe it has one over-riding aim: the establishment of Pakistani state involvement in the Mumbai attacks.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 16

È EVIDENTE CHE sta per arrivare la fine del mondo. E, soprattutto, che ce la meritiamo ampiamente…

Lindsay Lohan’s eHarmony Profile from Lindsay Lohan

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 16

SE AVETE BUCATO una gomma e la portate dal gommista, è probabile che la ripari così. Soprattutto per far colpo sulla bella ragazza…

Come nei migliori cross-over, si continua qui

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 16

NON SO PERCHÈ l’ho comprato. Ma l’ho letto. O forse riletto. L’ho preso d’istinto alla Feltrinelli di Firenze l’altro giorno, mentre compravo un paio di libri per i miei genitori. Attirato dalla foto in copertina, forse. E vivendo la costante sensazione di averlo già letto, per un paio di scene e l’ansia di alcune situazioni. Nel complesso, se davvero l’ho riletto, le sensazioni sono state molto diverse dal passato: salvo il caso improbabile che sia stato ritradotto dall’inglese, ne deduco che sono cambiato non poco io, negli ultimi dieci anni.

Il libro in questione è Il cromosoma Calcutta. Un romanzo, dice il sottotitolo, di febbre, delirio e scoperta, dell’autore indiano ma che scrive in lingua inglese Amitav Ghosh. Ed è un bel libro: un piacevole divertimento, a sfondo fantascientifico, per niente rivoluzionario (non è un capolavoro della letteratura, insomma) ma assai godibile.

La storia è legata a Calcutta ma anche a New York e alla provincia indiana, in tre momenti storici diversi che si sovrappongono e mostrano la corsa per la comprensione, in uno scontro fra scienza e non-scienza che nasconde forse la formula dell’immortalità. Ma la forza e bellezza di questo piccolo libro è nella scrittura e nei dettagli, non tanto nella trama. Nella capacità di evocare stralci di vita di Calcutta, di ripescare l’indianità e lo spirito di un’epoca vista attraverso la lente degli anni novanta, prima che il mondo diventasse piatto, caldo e affollato. Una lente che oggi pare straordinariamente attuale e al tempo stesso lontana millenni.

Amitav Ghosh è nato a Calcutta il 1 gennaio del 1956. Scrive in inglese e il suo genere è la fiction a sfondo storico e fantastico. Con il Cromosoma Calcutta ha vinto anche un premio Arthur C. Clarke, mentre le sue opere più note sono in realtà Il paese delle maree e il recentissimo Mare di papaveri. In Italia lo pubblica Neri Pozza. L’edizione che ho preso io è super-compatta e costa 14 euro per 320 pagine.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 16

La Cina ha pubblicato la propria “Charta sui diritti umani”, intitolata “Piano d’Azione per i diritti umani (2009 – 2010)”.
Questo documento, che potremmo definire “operativo”, definisce sia le linee guida che quelle d’azione per l’applicazione e la salvaguardia dei diritti umani, in tutta la nazione e a tutti i livelli.
E’ un atto importante e concreto, che dimostra come in Cina, il tema dei diritti umani, sia realmente entrato, con forza, nell’architettura delle fondamenta dello sviluppo prossimo futuro del paese.
54 intense pagine che vanno lette tutte d’un fiato, suddivise in 5 capitoli:

  • Diritti Sociali, Culturali ed Economici 
  • Diritti Civili e Politici
  • Diritti per le minoranze etniche, donne, bambini, anziani e disabili,
  • Educazione sui diritti umani
  • Situazione internazionale, scambi e cooperazioni sui diritti umani

Ad una sua prima lettura, questo documento sembra andare ben oltre il suo stesso contenuto, in quanto definisce de facto, una sorta di manifesto nazionale, diremmo “costituzionale”, su come la Cina dovrà essere nel prossimo futuro, con annesso il “manuale pratico” per realizzare tutto ciò.
Ai nostri occhi ciò potrebbe apparire risibile, ma data la situazione storica e sociale in cui si trova la Cina contemporanea, la vastità del paese, la moltitudine delle culture esistenti e le diverse “velocità” di sviluppo di intere regioni, non sorprende il fatto che alle “enunciazioni di principio”, vengano anche aggiunte le modalità pratiche per la loro applicazione.
La Charta nasce dalla cooperazione diretta di ben 80 tra dipartimenti governativi ed organizzazioni non governative ed è una risposta diretta alle richieste fatte nel 1993, in sede ONU, in materia di diritti civili.
Il nocciolo del documento è comunque nella definizione della relazione tra governo cinese e suoi cittadini, dove al governo viene attribuito il compito di garantire a tutti i cittadini uguali diritti, favorendo la sempre crescente partecipazione dei propri cittadini, al miglioramento delle istituzioni in termini democratici e la loro possibilità di essere coinvolti, ascoltati e poter supervisionare gli apparati governativi.
Un impianto democratico non ideologizzato, dove “socialismo” appare una volta nell’introduzione quale aggettivo associato alla modernizzazione del paese, un documento semplicemente funzionale al raggiungimento degli obbiettivi che la Cina contemporanea si prefigge: la crescita economica e l’equilibrio sociale anche e soprattutto in questi momenti di crisi internazionale.
Con il pragmatismo che contraddistingue la Charta cinese, l’apertura non poteva essere più attuale: il diritto del lavoro anche e soprattutto in momenti difficili come questi, maggiori tutele e garanzie al singolo lavoratore, dove, al riguardo, emerge il suggerimento di incentivare la pratica affinché il datore di lavoro, quale garanzia dello stipendio dovuto, lasci un deposito bancario a copertura.
Al lavoro segue la priorità per una sempre maggiore qualità della vita e il garantire una vita decorosa a tutti, anche e soprattutto nelle aree più povere e rurali. 
In linea con questo obbiettivo, è l’annuncio dei giorni scorsi relativo alla gratuità della sanità Cina, entro il 2020, questione che fino ad ora, tende a radicalizzare le profonde differenze sociali presenti nel paese.
Nella Charta, l’educazione rappresenta un aspetto fondamentale, sia quale diritto inalienabile e priorità per il paese, ma quale mezzo con il quale diffondere, “disseminare”, la conoscenza dei diritti umani all’intera popolazione, anche attraverso i diversi media, internet compreso.
Per quanto riguarda invece la persona, la Charta cinese, ribadisce il fatto che l’individuo debba essere difeso e protetto da qualsiasi tipo di abuso, con due “forti” innovative sottolineature: no all’uso della tortura e “prudente” applicazione della pena di morte.
Al riguarda, nella Charta si parla di una novità importante: il miglioramento della pratica “dei due anni sospensivi la condanna stessa”, al termine dei quali, se non ci sono stati fatti rilevanti, la condanna potrà essere commutata in altra pena.
Questo rappresenta un segnale importate, che conferma la volontà cinese di mettere un “freno” alla pratica della condanna a morte, quale scelta per un nuovo ordinamento giuridico, in grado di offrire maggiori diritti al singolo cittadino e la ricerca di pene alternative a quella capitale.
La Charta Cinese stabilisce poi la libertà di religione per i propri cittadini ed anzi, a sorpresa, incentiva il ruolo positivo dei gruppi religiosi, che “possono contribuire alla armonia sociale e socio economica del paese”.
Quasi rivoluzionario invece il capitolo sul diritto di partecipazione, in quanto si parla espressamente di “miglioramento del sistema parlamentare e di miglioramenti del sistema elettivo”, qualcosa che sembra presagire nuove leggi al riguardo.
Per quanto riguarda invece i Media, la Charta cinese parla espressamente del diritto di essere informati ed ascoltati, così come per le agenzie stampa e i giornalisti, viene recepito il diritto di raccolta di materiale e della critica pubblica,
Sulla questione delle Minoranze Etniche, ben 55 in Cina, la Charta cinese parla chiaro: sono tutte uguali e lo stato ha il dovere di proteggerle.
Andando poi oltre gli intenti, per quanto riguarda le minoranze tibetane ed uiguri, si sottolinea la necessità di un bilinguismo scolastico e l’incremento degli istituti scolastici, così che entro il 2010, il 95% delle popolazioni delle aree autonome etniche, possa avere un regolare percorso scolastico, come il resto del paese.
Le pari opportunità a tutti i livelli, è un altro degli aspetti di rilievo presente nella Charta cinese, dove tra l’altro, si sottolinea come le quote rosa “dovrebbero rappresentare il 50% sia a livello governativo centrale che locale” e come non debba esistere alcuna discriminazione a livello lavorativo e di accesso all’educazione per le donne.
Disabili, anziani e bambini hanno capitoli dedicati, nei quali emerge la crescente attenzione per il lato umano delle persone, un’umanizzazione della società cinese che non potrà che renderla sicuramente migliore.
Per finire il capitolo delle relazioni internazionali che modifica radicalmente gli scenari attuali: da oggi infatti, la Cina intende far parte della comunità internazionale e offre la propria collaborazione con le diverse organizzazioni internazionali sul tema dei diritti umani, divenuti ora anche una sua priorità.
La Charta cinese pubblicata oggi è quindi un messaggio importante, innovativo, strutturato e soprattutto meditato. Una fotografia della Cina che sarà da qui a breve, l’inizio di una nuova era per il popolo cinese ma che potrà sicuramente contribuire anche a rendere migliore il resto del mondo.  
Leggi la CHARTA DEI DIRITTI UMANI CINESE

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 16

Punirne uno, per educarne cento

di Peter Gomez
(Giornalista)

da Voglioscendere del 15 aprile 2009

La censura scattata contro Vauro e l’ordine impartito a Michele Santoro di “riequilibrare” nella puntata di domani di Annozero quanto raccontato giovedì scorso nei servizi sul terremoto, sono un crimine contro la libertà di parola.

In qualsiasi democrazia liberale idee e opinioni possono essere sempre espresse.

L’unico limite è quello dettato dal codice penale: posso dire quello che voglio, ma non posso calunniare o diffamare chi critico.

Nessuno ad oggi è stato in grado non di affermare, ma nemmeno di ipotizzare, che Vauro o i giornalisti di Annozero abbiano commesso qualche reato o detto falsità occupandosi del sisma in Abruzzo.

Molte, se non tutte, le domande sollevate durante la trasmissione sono anzi rimaste senza risposta.

L’intervento del direttore generale della Rai, Mauro Masi, è dunque semplicemente sbagliato e dimostra ancora una volta come l’azienda radiotelevisiva di Stato non sia più un servizio pubblico, ma solo una tv al servizio dei partiti.

I partiti sono i padroni di viale Mazzini e visto che più o meno tutti i partiti (compreso il Pd) hanno detto che la puntata non era piaciuta, l’editore, come avrebbe fatto qualsiasi altro editore privato, è corso ai ripari. Vauro è stato “sospeso” e ai collaboratori e ai dipendenti Rai è stato dato un segnale preciso: qui si fa come vogliamo noi.

Restano due problemi.

Il primo: il servizio pubblico è del pubblico, cioè dei telespettatori.

Tra di essi vi sono milioni di persone che, pur essendo in minoranza nel Paese, hanno diritto di veder rappresentato il loro punto di vista.

Annozero e Vauro hanno insomma il diritto di andare liberamente in onda esattamente come ha il diritto di andare in onda Bruno Vespa o Gianluigi Paragone.

Ovviamente sia Santoro, che Vespa, che Berlusconi, Di Pietro o Franceschini, sono criticabili.

Personalmente non condivido una parola del pensiero di Aldo Grasso che dalle colonne de “Il Corriere della Sera” ha accusato Annozero di «abuso di libertà» dando di fatto il via all’intervento in stile sovietico della politica italiana.

Ma credo che Grasso abbia tutto il diritto di esprimere ciò che pensa e, parafrasando Voltaire, sarei disposto a dare la vita per difendere il suo diritto.

E qui veniamo al secondo problema: quanti tra i sedicenti liberali alle vongole protagonisti della vita pubblica italiana, politici, editorialisti, direttori di giornali, capitani d’industria, prenderanno posizione per difendere non Santoro o Vauro, ma un principio?

Io credo pochi. Perché la libertà di parola nasce nel ‘700 per poter parlare male di chi stava al potere.

Per parlarne bene, infatti, c’erano già i cortigiani.

C’erano allora e ci sono ancora.

_______

In alto la vignetta di Vauro, per la quale gli è stata comminata la sospensione.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 16

Temi dissacranti ma rigorosi, nel quale tutto viene sottoposto alla verifica degli esperimenti: così viene presentato il nuovo programma La Gaia Scienza, in onda su LA7 a partire da domenica 26 aprile, alle 21,30 e condotto da Mario Tozzi e dal Trio Medusa, con l’obiettivo di portare la scienza in televisione.

Geologo e Primo Ricercatore del CNR, Tozzi presenterà un tema in ogni puntata, con esperimenti in studio e in esterno, con filmati originali.

Ad aiutare i conduttori ci saranno anche i ricercatori precari dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Nell’aula Frankestin, il professor Tozzi e tre assistenti dimostreranno per sei puntate a un pubblico di studenti in camice bianco come si può fare scienza con un linguaggio comprensibile e divertente.

Si comincia con la misura dell’Universo - il Trio Medusa si dedicherà, ad esempio, a capire sperimentalmente e con rigore scientifico, con l’aiuto di due gemelle, se si consumano più calorie a baciare o a correre o a verificare se si alza la soglia del dolore di un fedele davanti ad un’immagine di devozione.

I quattro conduttori saranno assistiti dagli spiriti guida del programma, presenti nella scenografia ed evocati a seconda delle necessità per aiutare negli esperimenti: Galileo Galilei, Charles Darwin, Albert Einstein e Arthur Eddington, Gene Wilder alias Frederick Frankestin (con il fidato assistente Igor-Aigor), Frank Zappa, Marie Curie e Maria Montessori.

Appuntamento a domenica allora, per verificare come sia possibile fare divulgazione divertendo.

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Apr 14

DOMENICA, DOMENICA DI Pasqua, ma sempre domenica. Quindi, Doonesbury di Garry B. Trudeau.

fonte: antoniodini.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 14

Da ormai 3 anni, sto passando praticamente tutte le nostre festività tradizionali in Cina.

Questa esperienza apre sicuramente gli “occhi” (e la mente) sul relativismo delle cose e delle emozioni.

Dove in un luogo è una emozione, altrove è il nulla. Dove per qualcuno è una data che rappresenta il momento clou di un intero anno, per altri tutto ciò è semplicemente una data sul calendario.

Tutto bene, fino a quando 2 persone provenienti da diversi emisferi e culture s’incontrano o come nel mio caso, vivono assieme.

Questa Pasqua, come la precedente, è arrivata senza che in giro esistessero segni premonitori, tipo quelli che invece ci sono durante le festività di Natale, che inondano anche la Cina attuale.

Un Cinese “normale” quindi non può sapere che dalle nostre parti esiste una festa chiamata Pasqua o in inglese easter.

L’unico segnale che a casa mia ha “tradito” l’esistenza di una festività eccezionale per noi cristiani, è stata l’inusuale attività della chiesa di fronte.

Macchine la sera prima ( quella della veglia pasquale) e macchine per la messa di Pasqua del giorno dopo.

Visto il mix di culture che a casa mia si respira ogni giorno, nel mutuo rispetto, vige comunque una semplice regola: comprensione!

Quindi io non ho mai “obbligato” la mia compagna cinese a vivere il percorso, le emozioni e le abitudini che feste come la nostra Pasqua portano inevitabilmente con sé, soprattutto perché mancandole tutto il background necessario per comprendere, si rischia di trasformarle in sterili atti, somigliando troppo alla parte commerciale che piace molto poco anche a me.

La Pasqua è infatti un percorso, che per noi cristiani parte dal Natale, dove la morte porta alla risurrezione, un messaggio fondamentale, quello della resurrezione del corpo che cade incredibilmente dopo una festività cinese esattamente opposta: la giornata dei morti.

Per cui quest’anno ho vissuto la Pasqua cristiana, fatta di un messaggio di vita, quale coda alla festività cinese dove siamo andati a visitare le tombe dei parenti cinesi, un pellegrinaggio fatto di ricordi e il contatto con la parte più intima delle emozioni cinesi legate alla morte.

Quindi, la settimana scorsa, abbiamo visitato le tombe dove sono sepolti gli avi di famiglia. 

Questa visita mi ha permesso di entrare ancora di più in contatto con le differenze profonde delle rispettive “credenze” e la relatività in fatto d’emozioni, cui ho fatto riferimento.

Ti capita quindi di assistere al rito in “onore del caro estinto”, con tutti i suoi gesti, quali quelli di bruciare oggetti che possano aiutarlo nell’aldilà o l’addobbo della tomba con vari striscioni colorati in maniera sgargiante, addobbi più di una festa che di una morte.

E infatti, la giornata non è chiamata “la giornata dei morti”, ma “il giorno dei fantasmi”, il momento dove il contatto tra il di qua e l’aldilà è “reale” e dove i parenti tornano in contatto con i propri cari, per un saluto diretto e uno scambio di “doni”.

Bene, la parte finale della cerimonia in onore al caro estinto, prevede tre inchini di fronte alla tomba del proprio parente defunto.

Fin qua tutto chiaro, come l’invitato dei miei parenti, a partecipare senza problemi a questa cerimonia millenaria.

Ma il relativismo si è disvelato improvvisamente inaspettato, quando uno degli zii, ha iniziato a fare i suoi inchini di fronte alla tomba di una delle nonne di famiglia.

Immediatamente, come resosi conto di aver commesso un errore, si è fermato, spostandosi di fronte alla tomba dell’altro nonno.

Io, ovviamente sono rimasto sorpreso e ho chiesto subito il perché di questo “strano” comportamento. La risposta della mia compagna è stata semplice e nello stesso tempo evidente: è cristiana!!

Al chè mi è stato chiesto: “quale gesto viene fatto davanti ad una tomba di un cristiano?

Io, con la semplicità della mia norGrassettomalità ed abitudine, gli ho mostrato il per me naturale “segno della croce!!”

Sorpresa per questa autentica “scoperta”, è quindi corsa subito a condividerla con gli altri parenti, così che anche loro sapessero cosa fare di fronte a questa “nonna” e che finalmente anche lei potesse ricevere il giusto “saluto” come gli altri parenti.

Ma il segno della croce non è un gesto privo di “significato” e anche loro lo sanno così che nessuno dei parenti è poi tornato indietro a salutare la “nonna”, come avrebbe sicuramente gradito: nessuno di loro è cristiano.

Al che, prima di andare via, non ho potuto fare e meno di dare a questa nonna cinese, morta cristiana, il suo giusto “saluto”, qualcosa che nessuno dei suoi parenti da decenni, le aveva mai “dato” nella giornata dei morti.

Da lassù, sono sicuro avrà sorriso, nel vedere questo “straniero” esprimere quel semplice gesto, di cui lei sicuramente conosce il profondo significato e finalmente avrà potuto così “festeggiare” anche lei la sua giornata.

Oggi è la Pasqua Cristiana, ma non lo è per la Cina, che infatti la vive come una giornata qualunque.

Ma per me oggi è stato comunque un giorno speciale ed emozionante, sapendo di questa nonna cinese che è vissuta ed è morta credendo veramente in tutto ciò, quale propria sofferta e tormentata scelta, senza uova o colombe, ma fatta solo di parole e valori, che da sempre ci appartengono da quando nasciamo.

Tutto ciò mi ha “riempito”, restituendomene il senso profondo di queste giornate, che forse la troppa abitudine (e il benessere), avevano “offuscato”, recuperando così emozioni che credevo dimenticate.

Buona Pasqua a tutti, soprattutto a questa nonna cinese, che oggi può tornare a vedere la “luce” e tornare a sorridere da lassù!

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 14

“Beato Angelico. L’alba del Rinascimento” è la più grande mostra monografica in Italia, dopo quella del 1955 in Vaticano e a Firenze, del frate Giovanni da Fiesole al secolo Guido di Pietro. Un’importante collezione di opere proveniente dai più importanti musei italiani e stranieri, alcune delle quali per la prima volta in esposizione, che testimoniano la sua prolifica attività artistica.
Nato nella provincia fiorentina, a Vicchio nel Mugello, città natale anche di Giotto, intorno alla fine del XIV secolo, divenne frate entrando nel convento di San Domenico a Fiesole dei domenicani osservanti. Pittore, miniatore e disegnatore, Beato Angelico, fu un osservante predicatore del neotomismo, corrente filosofico-religiosa che riprendeva i principi di Tommaso d’Aquino. Fu uno dei più importanti rappresentanti del Rinascimento assieme a Brunelleschi, Donatello e Masaccio.
La mostra “Beato Angelico. L’alba del Rinascimento” traccia l’intero percorso dell’artista definito dal Vasari “Angelicus Pictor”, attraverso una selezione curata da Gerardo de Simone, Giovanni Morello ed Alessandro Zuccari, a partire dalle prime tavole di gusto tardo gotico, come la “Tebaide” e la “Madonna dei Cedri”, alle opere della maturità come il “Paradiso”. Ma in mostra sono presenti tavole, tabernacoli, scomparti di pale, tele, disegni e miniature a conferma del carattere poliedrico dell’arte del frate domenicano. Molte le opere inedite o mai presentate in mostra, come la predella di Zagabria che ritrae le Stimmate di san Francesco e San Pietro Martire, ed alcune opere restaurate per questa occasione, come le tre tavole che rappresentano il “Giudizio finale”, l’“Ascensione” e la “Pentecoste” appartenenti alla romana Galleria Corsini.
La mostra, promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali, Comitato Nazionale per i 550 anni della morte del Beato Angelico, Zètema Progetto Cultura, sarà aperta al pubblico dall’8 aprile al 5 luglio 2009 presso i Musei Capitolini a Roma.

Info
Sede: Palazzo dei Caffarelli - Musei Capitolini - Piazza del Campidoglio - Roma
Periodo: 8 aprile - 5 luglio 2009
Orari: 9.00-20.00 (tutti i giorni), lunedì chiuso
Ingresso: €6,00 intero - €4,00 ridotto
Tel: 060608 (infos e prenotazioni)
Note: la biglietteria chiude un’ora prima. I costi indicati sono relativi solo all’ingresso della mostra. Il biglietto integrato museo + mostra costa € 9.00 (€ 7.00 ridotto).

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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale

Apr 14

Titolo originale: Marley & me
Nazione: USA
Anno: 2008
Genere: commedia
Durata: 2h00m
Regia: David Frankel
Sceneggiatura: Scott Frank, Don Roos
Fotografia: Florian Ballhaus
Musiche: Theodore Shapiro
Cast: Owen Wilson, Jennifer Aniston, Eric Dane, Kathleen Turner, Alan Arkin, Nathan Gamble, Clarke Peters, Haley Bennett, Bryce Robinson, Finley Jacobsen, Lucy Merriam, Benjamin Hyland

Trama
John e Jenny Grogan appena freschi di matrimonio decidono di abbandonare i freddi inverni del Michigan per iniziare una nuova vita a West Palm Beach, nella calda e soleggiata Florida.
Assunti come giornalisti in due quotidiani concorrenti, i due rappresentano la perfetta coppia innamorata. Il passo successivo della loro vita insieme è quello di avere un figlio per creare così una famiglia. John che non si sente ancora pronto al ruolo di padre, confessa le sue preoccupazione all’amico e collega giornalista Sebastian, il quale gli offre un suggerimento: regalare a Jenny un cucciolo di Labrador, per provare così la sua capacità di occuparsi di un nuovo componente familiare. Ma il cucciolo, di nome Marley, ben presto crescerà assumendo dimensioni ragguardevoli travolgendo la loro vita di coppia come un vero uragano.

Recensione
“Io & Marley” rappresenta un classico che spesso si presenta in tante famiglie: un giorno ti rechi in un canile (una fattoria nel caso del film) con il desiderio di adottare un piccolo cucciolo. Lo vedi tra tanti, piccolo, tenero, desideroso di affetto. Una volta portato a casa inizia ad allietare le tue giornate fino a quando il cagnolino diventa un maldestro ed amorevole cagnone che combina disastri. E’ quanto succede anche a John e Jenny Grogan, una coppia felice ed innamorata, sul punto di compiere l’importante passo di diventare genitori. Ma un cane non è un bambino e i due lo capiranno ben presto. Tratto dall’omonimo romanzo che ha appassionato ed emozionato i proprietari di cani (e non) di mezzo mondo, “Io & Marley” narra le disavventure della coppia mostrata attraverso gli occhi del dolce ma goffo cagnone, capace di combinare disastri sia in casa che fuori. Marley distrugge ogni cosa gli si presenta di fronte, mangiando qualunque cosa di commestibile e non, incurante persino della severa scuola di addestramento per cani presso la quale viene portato dalla coppia. Ma “Io & Marley” non è la tipica commedia sul migliore amico dell’uomo, perché sono tanti gli elementi che spostano il film dal piano della banale comicità a quello della commedia brillante: i problemi di coppia; le difficile scelte tra la famiglia ed il lavoro che quasi sempre toccano alle mogli; il dualismo tra la vita familiare e quella di single, capace di regalare maggiori soddisfazioni sia in campo amoroso che lavorativo.
David Frankel, regista della commedia di successo “Il diavolo veste Prada”, non poteva scegliere cast migliore: sia Owen Wilson che Jennifer Aniston non nascondono il loro amore sviscerale per i loro cani. Wilson è seguito ovunque dal suo fido Garcia, un australian cattle dog che compare in un breve attimo anche nel film; Aniston ha ammesso in alcune interviste di non poter fare a meno dei suoi due cani, Dolly, un pastore tedesco, e Norman, un corgi gallese. Ma è chiaro che il vero protagonista di “Io & Marley” è lo splendido labrador, capace di rubare la scena ai due attori hollywoodiani. Attraverso le sue imprese disastrose, Marley condivide le gioie ed i dolori della sua famiglia, perché nel suo caso è davvero difficile utilizzare la parola “padroni”. Positive le prove degli attori secondari: Alan Arkin, eccezionale in “Little Miss Sushine”, è il simpatico capo di John, mentre Eric Dane è perfetto nel ruolo di Sebastian, single per scelta. Sebastian è sempre lì ad ascoltare e consigliare John, fino a quando non viene distratto da una bella donna, sempre pronto a conquistarla. Una vita a prima vista molto più dinamica ed affascinante (ottima la scelta di Frenkel, che attraverso un montaggio veloce ne descrive gli amori con la voce narrante di John), ma che alla fine fa comprendere come il single sia spesso solo, privo degli affetti familiari.
Anche se è chiaro che l’idea che è alla base di “Io & Marley” è quella di raccontare tutta la vita di Marley attraverso i suoi rapporti con la famiglia Grogan, in più punti si ha la sensazione che il film manchi di una vera e propria trama trascinante, come se tutto si riducesse ad una serie di situazioni senza un filo conduttore. E se a questo si aggiunge l’eccessiva durata della pellicola (due ore), si capisce come il film presenti inevitabilmente diversi punti morti. Ma considerando la mediocrità di tanti film che vedono protagonisti gli animali, bisogna dare merito a Frenkel di essere riuscito a creare qualcosa di simpatico e per nulla grossolano. Bella la colonna sonora di “Io & Marley”, sia nella presenza di brani pop di successo (splendide “Shiny happy people” dei R.E.M., “Lucky man” dei The Verve e la cover dei Nirvana “Lithium”, interpretata da Bruce Lash) che nelle musiche originali del compositore Theodore Shapiro, autore di colonne sonore in diverse commedie di successo. Esemplare invece la fotografia Florian Ballhaus, capace di catturare tutti i colori delle diverse stagioni dell’anno.
Lontana da una stupida comicità, “Io & Marley” è un’adorabile commedia sentimentale per gli amanti dei cani e degli animali in genere, forse gli unici in grado di capire realmente cosa si cela dietro questo particolare rapporto. Agli altri, il film apparirà come una semplice commedia penalizzata da una leggerezza narrativa e da una durata eccessiva. Ma “Io & Marley” rimane una tenera e commovente storia capace di toccare le corde dell’anima non priva di alcune simpatiche gags.

Voto: 6,5

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fonte: amosgitai.blogspot.com » Vai al post originale