Gen 22

Titolo originale: id.
Nazione: Irlanda, Italia, Spagna
Anno: 2008
Genere: horror
Durata: 1h39
Regia: Stefano Bessoni
Sceneggiatura: Giulia Blasi, Luis Alejandro Berdejo, Stefano Bessoni, Marcello Paolillo, Richard Stanley
Fotografia: Arnaldo Catinari
Musiche: Zacarias M. de la Riva
Cast: Alberto Amarilla, Oona Chaplin, Geraldine Chaplin, Alex Angulo, Leticia Dolera, Francesco Carnelutti, Francesco Martino, Kenji Kohashi, Jun Ichikawa, Silvia De Santis, Paolo De Vita, Fabiola Palmas, Anna Cuculo

Trama
Bruno è un brillante studente della scuola di cinema internazionale “Murnau”. Passa spesso il suo tempo con Arianna, una cara amica con la quale potrebbe nascere in qualcosa di più serio. Orfano di entrambi i genitori, è un ragazzo alquanto riservato e, per riuscire a pagare la costosa retta della scuola, lavora di notte nell’archivio della scuola. Ma le notti passate lavorando mettono a dura prova la sua lucidità: Brunio comincia ad aver delle strane e terrificanti visioni, sempre dello stesso giovane, cadaverico e pieno di sangue, che sembra volerlo guidare alla scoperta di qualcosa di orribile.
Tutto sembra collegato ad una storia del XVII secolo secondo la quale, prima della nascita della fotografia, lo scienziato Girolamo Fumagalli, tormentato dall’idea di riprodurre immagini, scoprì che uccidendo una persona e rimuovendone la retina era possibile imprimere l’ultima immagine dell’uomo su stampa. In bilico tra realtà e mito, Bruno indaga, anche perché gli cominciano a scomparire nel nulla.

Recensione
“Imago mortis” è un film sull’immagine, sia essa statica (fotografia) che dinamica (cinematografia). La fotografia è il centro focale della trama, basata sugli esperimenti realizzati molti anni prima della nascita della fotografia dall’oscuro scienziato Girolamo Fumagalli, inventore della thanatografia, una lugubre tecnica di impressione su pellicola. Il cinema invece ne è la scenografia: tutto il film ha luogo in una scuola di cinema ed i personaggi trasudano i loro studi e la loro passione per la settima arte. Molteplici i riferimenti al cinema horror italiano (Avati e Argento) e spagnolo (Alex De la Iglesia, Jaume Balagueró e Juan Antonio Bayona), in atmosfere gotiche immortalate dalla fotografia cupa e rarefatta di Arnaldo Catinari. Un thriller psicologico con diversi momenti di tensione (efficaci alcune scene, in particolare realizzato con raffinata eleganze in ossequio ai classici del cinema. Geniale la sequenza del film nel film, pochi fotogrammi iniziali di una pellicola espressionista sulle ricerche di Girolamo Fumagalli. “Imago mortis” fa sua un’idea interessante ed originale, un perfetto spunto di partenza, ma in seguito il film non mantiene le rosee aspettative, penalizzato da una sceneggiatura approssimativa, non priva di crepe ed alcuni passaggi sviluppati con troppa lentezza o troppa superficialità. Il cast, nel quale ritroviamo Geraldine ed Oona Chaplin (rispettivamente figlia e nipote del celebre Charlie Chaplin), non incide, risultando complessivamente piatto e poco efficace a causa di alcune interpretazioni troppo formali e non in sintonia con il contesto filmico.
“Imago mortis” è un horror d’atmosfera che possedeva le potenzialità per poter diventare un capolavoro, ma che per i difetti sopra citati si ritrova ad essere un film tutta forma e poca sostanza. Un ambizioso esercizio di stile risolto da un finale che a molti potrà fa affermare: “Tutto qui?”. Resta tuttavia il fatto che pur appartenendo ad una produzione europea, “Imago mortis” rappresenta un valido sostegno al genere horror italiano negli ultimi tempi poco considerato, con la speranza che il regista Stefano Bessoni, ex collaboratore di Pupi Avati, possa essere un valido artefice del risveglio del cinema horror italiano.

Voto: 6

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by CINEMAeVIAGGI

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Gen 22

Titolo originale: id.
Nazione: Brasile, Chile
Anno: 2008
Genere: drammatico
Durata: 1h38m
Regia: Pablo Larrain
Sceneggiatura: Alfredo Castro, Mateo Iribarren, Pablo Larrain
Fotografia: Sergio Armstrong
Musiche: Miguel Hormazabal
Cast: Alfredo Castro, Paola Lattus, Hector Morales, Amparo Noguera, Elsa Poblete

Trama
Santiago del Cile, 1979. In un Paese lacerato dalla dittatura di Pinochet, Raul Peralta è un fan accanito di Tony Manero, personaggio interpretato da John travolta nel film “La febbre del sabato sera”. Per cercare di somigliargli, organizza spettacoli di danza, imitandone look e movenze. Quando in TV, un programma televisivo indice un concorso per trovare il sosia di Tony Manero, Raul non si fermerà davanti a nulla per raggiungere il suo sogno. Intanto, intorno a lui, i suoi amici vengono perseguitati e oppressi dalla polizia segreta del regime cileno.

Recensione
Mentre il Cile si trova nel periodo più buio della dittatura di Pinochet al cinema impazza il film “La febbre del sabato sera” con John Travolta nei panni di Tony Manero, il re delle discoteche. Raul Peralta, è un uomo di 52 anni ossessionato, come molti in quel periodo, da Tony Manero e dal film che ogni giorno rivede in una sala di Santiago, ripetendo le battute e le espressioni del suo idolo. Raul ha come unico scopo nelle sue squallide giornate quello di vincere il concorso ed essere il Tony Manero cileno. Il regista Pablo Larrain racconta la storia di un perdente, illustrata con una minuziosità talvolta opprimente, con la mdp che lascia per un attimo Raul, obbligando lo spettatore a seguire senza respiro i deliri di un folle. Larrain pone l’attenzione sulla solitudine e lo squilibrio mentale di Raul ed il suo sfrenato feticismo nei confronti di Tony Manero nello scenario della dittatura di Pinochet. Un uomo solo, freddo nei rapporti umani, limitati ad un ragazzo ed a tre donne innamorate della sua cattiveria, indifferente alla situazione politica e sociale cilena. Episodi riportati con estremo realismo, con dettagli che ben lasciano intendere l’assenza di umanità di un personaggio consumato nel suo folle narcisismo e che tocca l’apice durante la deprimente scena di sesso, al limite dell’hard. Per descrivere la morbosità ed instabilità mentale di Raul, Larrain non si cura affatto della mdp, lasciandola a volte in balìa di movimenti eccessivi e fotogrammi fuori fuoco. La fotografia è buia e sudicia, in perfetta simbiosi con gli squallidi luoghi (si notano le strade quasi sempre deserte) ed i personaggi femminili che, spogliati dei vestiti, sconcertano per la loro flaccidità e mancanza di sensualità. In un cast perfetto è Alfredo Castro ad impressionare, nei panni anche di co-sceneggiatore si cuce addosso il personaggio di Raul, offrendo un’interpretazione meravigliosa, fatta di silenzi profondi e di gestualità compiacenti, uno strano mix tra Al Pacino e Toni Servillo.
“Tony Manero” è un film duro, senza alcun barlume di speranza, lontano dalle luci delle discoteche de “La febbre del sabato sera”. Un affresco gelido e bizzarro di uomo e di un Paese sull’orlo di un baratro, brutalizzato dalla dittatura e malato di televisione, spesso unica illusoria ragione di sopravvivenza.

Voto: 7,5by CINEMAeVIAGGI

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Gen 22

Francesco Rutelli, in qualità di presidente del CoPaSir (Comitato parlamentare per la sicurezza), ha proposto al ministro degli Esteri Franco Frattini che quei turisti che si dovessero avventurare in zone ritenute a rischio in caso di eventuali disavventure dovranno risarcire lo Stato per le spese sostenute per soccorrerli, riscatti compresi. Reazioni positive da parte del ministro e dei maggiori responsabili delle associazioni turistiche. Pertanto il 28 gennaio si discuterà per una proposta di legge in merito.
I viaggiatori possono già adesso trovare informazioni sui paesi a rischio sul sito “Viaggiare sicuri”. Per migliorare l’informazione al pubblico, verrà proposto che su tutti portali di turismo, siti di agenzie di viaggio e tour operator dovrà essere inserito un link al suddetto sito.
Tale legge non verrà applicata nel caso di funzionari di organizzazioni internazionali, di giornalisti, di religiosi, di dipendenti di aziende che lavorano in zone a rischio e di membri di ONG che operino in base a progetti nazionali, comunitari o internazionali.
Si studierà anche la creazione di un fondo per le spese in situazioni straordinarie, come il recente rimpatrio con un ponte aereo di 1200 connazionali bloccati all’aeroporto di Bangkok e in Thailandia. Tale ipotesi però andrà valutata insieme agli operatori turistici perché i fondi saranno raccolti attraverso una maggiorazione delle tasse di imbarco, anche se è stata già bocciata dal presidente Fiavet (Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo), Giuseppe Cassarà in quanto sarebbe un’ulteriore imposta che graverà sugli operatori e di conseguenza sui consumatori.
by CINEMAeVIAGGI

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Gen 22


di Vincenzo Montemurro
(Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Salerno)

Cari amici di “Uguale per Tutti”, cari colleghi magistrati (spero siate tanti) e, soprattutto, cari cittadini (voi siete sicuramente numerosi),

innanzitutto desidero ringraziarvi per l’attenzione e la considerazione che in queste ore dedicate al documento redatto dai 25 magistrati della Procura di Salerno, alla quale peraltro mi onoro di appartenere se non altro per avermi consentito, ieri sera, di essere parte integrante e viva di un Ufficio UNITO ed UNITARIO in una situazione oggettivamente difficile e drammatica dal punto di vista umano e professionale (la staordinarietà e la forza dell’evento è confermata dalle mie precedenti esperienze professionali in altre sedi e merita le più ampie adesioni formali da parte di tutti i magistrati onesti).

Il momento istituzionale che vive la magistratura italiana è assolutamente sconcertante, ed implica da parte di tutti noi la consapevolezza che i principi fondamentali della indipendenza del magistrato e del primato della giurisdizione sono quotidianamente lesi e concretamente in pericolo: è necessario un risveglio delle nostre coscienze di magistrati e di cittadini, è necessario riaffermare con la stessa forza i nostri diritti e i nostri doveri (soprattutto morali e di onestà intellettuale, quindi discutere della questione morale all’interno della magistratura), è necessario e fondamentale ritrovarci uniti tra quanti condividiamo le preoccupazioni ed i principi espressi nel documento della Procura di Salerno.

Lo dobbiamo non solo ai nostri colleghi Apicella, Verasani e Nuzzi (ai quali penso con tristezza ed affetto mentre vi scrivo e che oggi non devono essere lasciati soli come in passato lo sono stati tanti magistrati che hanno inteso, molto semplicemente, perseguire l’obbligatorietà dell’azione penale nei confronti, ugualmente, di tutti) ma a noi stessi, perchè quello che si è verificato nei loro confronti domani – è purtroppo una certezza – si verificherà puntualmente nei confronti di tutti quelli che non presteranno ossequio istituzionale al potente di turno.

Lo dobbiamo, e non è retorica, ai nostri figli, se vorremo continuare a guardarli negli occhi senza la paura che la loro innocenza scorga nei nostri viltà.

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Gen 22

Pubblichiamo il testo integrale con l’elenco dei firmatari della lettera inviata all’A.N.M. dai magistrati della Procura della Repubblica di Salerno.

Alla Giunta Sezionale dell’A.N.M.
di Salerno

Al Comitato Direttivo Centrale dell’A.N.M.
Roma

La notizia delle decisioni adottate della Sezione Disciplinare del CSM in data 19 gennaio 2009, nei confronti del Procuratore Della Repubblica di Salerno, Luigi Apicella, e dei Sostituti Procuratore Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, ha destato sconcerto e preoccupazione nei magistrati in servizio presso la Procura della Repubblica di Salerno.

La gravità e l’urgenza delle sanzioni cautelari adottate nei confronti dei predetti colleghi ha sconvolto non solo l’organizzazione della Procura della Repubblica di Salerno, ma anche le nostre coscienze, considerato che abbiamo potuto apprezzare la indiscutibile professionalità, serietà, onestà e correttezza degli stessi durante i lunghi periodi di lavoro comune.

Contrariamente a quanto affermato dal presidente dell’ANM all’indomani di dette decisioni, non ci sentiamo di sostenere con eguale convinzione che nel caso di specie “il sistema” abbia dimostrato di avere adeguati “anticorpi”, anche perché gli stessi provvedimenti di perquisizione e sequestro valutati negativamente in sede disciplinare hanno ricevuto, invece, un diverso giudizio in sede di impugnazione dal Tribunale competente che ne ha confermato la legittimità.

Ciò premesso ci chiediamo e vi chiediamo, non solo nella qualità di magistrati della Procura della Repubblica di Salerno, ma anche di cittadini italiani, quali siano gli attuali limiti della autonomia ed indipendenza della magistratura, se provvedimenti giudiziari vengono valutati così diversamente nelle deputate sedi processuali e disciplinari al punto da anticipare alla fase cautelare sanzioni tanto gravi, soprattutto la sospensione dalle funzioni di Magistrato del dott. Apicella, che non hanno certo numerosi precedenti simili nella storia della Sezione Disciplinare del CSM.

Non possiamo non esprimere, pertanto la nostra preoccupazione, non solo per il futuro di questa Procura, ma dell’intera magistratura e, quindi, chiediamo che chiediamo che venga al più presto convocata una assemblea urgente e straordinaria per confrontarci e chiarirci tutti insieme sugli attuali e futuri contenuti della autonomia e indipendenza della Magistratura Italiana.

Salerno, 20 gennaio 2009

I magistrati della Procura della Repubblica di Salerno

Enrico D’Auria
Erminio Rinaldi
Umberto Zampoli
Antonio Centore
Luigi D’Alessio
Rosa Volpe
Maurizio Cardea
Vallevardina Cassaniello
Mariella De Masellis
Angelo Frattini
Domenica Gambardella
Patrizia Gambardella
Vincenzo Montemurro
Rocco Alfano
Roberto Penna
Maria Carmela Polito
Vincenzo Senatore
Carmine Oliveri
Maria Chiara Minerva
Cristina Giusti
Ernesto Sassano
Elena Cosentino
Marinella Guglielmotti
Antonio Cantarella
Regina Elefante

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Gen 22

da TGCOM del 20 gennaio 2009

De Magistris, in 25 scrivono documento

I pm della Procura di Salerno esprimono “sconcerto e preoccupazione” per le decisioni disciplinari prese dal Csm relativamente alla guerra fra procure esplosa sul caso De Magistris.

In una nota firmata da 25 pubblici ministeri, soltanto un magistrato non ha aderito alla iniziativa, si sollecita una assemblea straordinaria per ridiscutere l’autonomia della magistratura italiana.

“La notizia delle decisioni adottate della Sezione Disciplinare del CSM in data 19 gennaio 2009, nei confronti del Procuratore Della Repubblica di Salerno, Luigi Apicella, e dei Sostituti Procuratore Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi - si legge nella nota - ha destato sconcerto e preoccupazione nei magistrati in servizio presso la Procura della Repubblica di Salerno”.

“La gravità e l’urgenza delle sanzioni cautelari adottate nei confronti dei predetti colleghi ha sconvolto non solo l’organizzazione della Procura della Repubblica di Salerno - continuano i magistrati - ma anche le nostre coscienze, considerato che abbiamo potuto apprezzare la indiscutibile professionalità, serietà, onestà e correttezza degli stessi durante i lunghi periodi di lavoro comune”.

Nella nota, indirizzata alla giunta sezionale dell’Anm e al comitato direttivo centrale dell’Associazione, si legge ancora: “Contrariamente a quanto affermato dal presidente dell’Anm, all’indomani di dette decisioni, non ci sentiamo di sostenere con eguale convinzione che nel caso di specie ‘il sistema’ abbia dimostrato di avere adeguati ‘anticorpi’, anche perché gli stessi provvedimenti di perquisizione e sequestro valutati negativamente in sede disciplinare hanno ricevuto, invece, un diverso giudizio in sede di impugnazione dal Tribunale competente che ne ha confermato la legittimità”.

“Ciò premesso - aggiungono i pm - ci chiediamo e vi chiediamo, non solo nella qualità di magistrati della Procura della Repubblica di Salerno, ma anche di cittadini italiani, quali siano gli attuali limiti della autonomia ed indipendenza della magistratura, se provvedimenti giudiziari vengono valutati così diversamente nelle deputate sedi processuali e disciplinari al punto da anticipare alla fase cautelare sanzioni tanto gravi, soprattutto la sospensione dalle funzioni di magistrato di Luigi Apicella, che non hanno certo numerosi precedenti simili nella storia della Sezione Disciplinare del CSM”.

“Non possiamo non esprimere, pertanto - concludono - la nostra preoccupazione non solo per il futuro di questa Procura, ma dell’intera magistratura e quindi, chiediamo che venga al più presto convocata una assemblea urgente e straordinaria per confrontarci e chiarirci tutti insieme sugli attuali e futuri contenuti della autonomia e indipendenza della magistratura italiana”.

fonte: toghe.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 22

Grazie al blog di Annarita Ruberto, veniamo a conoscenza che a pochi passi dalla redazione di Gravità Zero (precisamente nella cittadina di Rivoli della cintura torinese) è attiva una classe che utilizza in sperimentazione didattica un computer low cost per ogni studente.

Siccome ci pare un elemento significativo nella evoluzione del concetto di apprendimento (se ne parla qui e qui) lasciamo a voi commentare questa iniziativa fortemente innovativa in Italia, considerando che negli Stati Uniti l’istruzione online è una realtà già attiva e in continua evoluzione.

Secondo i dati riportati dal New York Times [vedi] sarebbero infatti oltre mezzo milione i giovani studenti di scuole elementari, medie e superiori che seguono le lezioni addirittura dal monitor casalingo invece che dai tradizionali banchi scolastici.

Altra cosa che intendo sottolineare è che l’iniziativa parte da un gruppo di insegnanti molto competenti e impegnati nella divulgazione e nell’uso dei nuovi media tra cui Paola Limone e Marina Sardone, Marco Guastavigna, e Dario Zucchini.

Sui jumpc del progetto “Un computer per ogni studente” è stata caricata dai ragazzi dell’Istituto Majorana di Grugliasco la whitelist che permette nella navigazione l’utilizzo del portale per bambini “Siete pronti a navigare?” .

Più di 20.000 pagine viste al mese, centinaia di risorse per la didattica. La grande rete di relazioni intessuta in questi anni con docenti e responsabili di siti educativi di tutto il mondo ha permesso di arricchire lo spazio dedicato ai minori con le migliori esperienze in rete, attentamente selezionate e catalogate per aree d’interesse e discipline scolastiche.

La whitelist e la competenza del prof Dario Zucchini del Majorana consentono sui jumpc anche l’utilizzo del motore di ricerca per bambini nato dall’idea del maestro Alberto Piccini in collaborazione con Lidia Pantaleo, Annarita Ruberto, Renato Murelli e Paola Limone.

Si chiama Ricerche Maestre, prodotto grazie tecnologia di Google che consente di creare motori di ricerca personalizzati (Google Co-op CSE). - Approfondimenti qui

La Stampa di Torino collabora con il gruppo di lavoro regionale per la lettura in classe del quotidiano e per la promozione e diffusione del progetto attraverso un Blog

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

Gen 22

56a Giornata mondiale dei malati di lebbra

L’AIFO si appresta a celebrare, il prossimo 25 gennaio 2009, la 56a Giornata mondiale dei malati di lebbra. Sono 254.525 i nuovi casi di lebbra registrati nel mondo nel 2007, pari a circa 700 casi al giorno. Attualmente circa 10 milioni di persone hanno la vita segnata dalla malattia, benché da essa si possa guarire.

La giornata mondiale dei malati di lebbra è un appuntamento internazionale, istituito da Raoul Follereau nel 1954 e riconosciuto ufficialmente dall’ONU. La giornata gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica italiana, a testimonianza del suo rilievo internazionale e dell’attualità dei problemi che essa pone all’attenzione della società. Anche il Papa ha pronunciato negli scorsi anni, in occasione della Giornata Mondiale, parole di solidarietà e di sostegno verso i malati di lebbra di tutto il mondo, esprimendo l’auspicio che la malattia sia definitivamente sconfitta e rivolgendo un saluto personale all’AIFO. I più importanti mezzi di informazione italiani danno rilievo alla Giornata mondiale come evento che dà voce agli Ultimi. L’importanza dell’evento è quest’anno sottolineata dalla concessione del Patrocinio da parte del Segretariato Sociale RAI.

La ricorrenza assume quest’anno un valore ancora più elevato alla luce dell’importante Dichiarazione dell’UNHRC, approvata il 18 giugno 2008, con la quale si riconoscono ufficialmente a livello internazionale i diritti umani dei malati di lebbra e dei loro familiari e si sollecitano gli Stati ad intraprendere le dovute iniziative atte a tutelarli e promuoverli.

La giornata rientra nell’ampia campagna internazionale contro la diffusione della lebbra che si prefigge di:

* informare sulla curabilità della malattia, sì da toglierle l’alone di paura che ancora l’accompagna e che causa l’emarginazione dei malati;

* favorire la riabilitazione delle persone guarite, in modo che possano reinserirsi attivamente nella società;

* sensibilizzare l’opinione pubblica circa l’importanza delle donazioni, al fine di poter offrire cure tempestive che evitino danni irreversibili.

* coinvolgere la società civile nei confronti dei problemi relativi allo sviluppo socio-sanitario dei Paesi a basso reddito.

In occasione della Giornata mondiale dei malati di lebbra, il 25 gennaio oltre 4000 volontari dell’AIFO distribuiranno nelle piazze italiane il “Miele della Solidarietà”, vasetti di miele proveniente dai circuiti del Commercio Equo e Solidale, in collaborazione con Agesci e Commercio Alternativo.

La 56a Giornata mondiale dei malati di lebbra sarà in particolare dedicata al’India, il paese che registra il più alto numero di nuovi casi ogni anno.

(fonte: comunciato stampa AIFO)

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Gen 22

Il 2009 è l’anno dell’astronomia, come diceva Rosa qualche post fa, vi segnalo alcuni utili programmi “free” da scaricare sul computer per poter avere l’universo a portata di mano.

Google skyhttp://www.googlesky.it
“GoogleSky è gratis ed è una nuova funzione di Google Earth 4.2 che permette di esplorare il cielo stellato, navigando tra stelle, costellazioni e galassie.”

e per chi volesse esplorare meglio la Luna e Marte, Google fornisce altri due programmi:
Moon Map e Mars Map

Stellarium
http://www.stellarium.org/it“E’ un planetario gratuito Open Source per il vostro computer. Mostra un cielo realistico in 3D proprio come lo vedreste ad occhio nudo, con un binocolo o un telescopio.
Viene utilizzato anche in planetari in videoproiezione.
Imposta semplicemente le tue coordinate e vai!”

World Wide Telescope
www.worldwidetelescope.org

Questo programma è disponibile solo per utenti Windows; è un’applicazione che permette di usare il computer di casa come se fosse un telescopio di ultima generazione, e quindi di vedere l’universo attraverso le immagini più recenti e con una buona se non ottima risoluzione, provenienti dai vari satelliti e telescopi.

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Gen 22

Per chi se lo fosse perso ecco il video di giuramento ed insediamento di Barack Obama per la presidenza degli Stati Uniti d’America con la traduzione simultanea in italiano:

Per chi volesse ascoltare bene il discorso in inglese senza la traduzione di sopra, ecco il video originale:


Qui anche il testo tradotto in Italiano per chi non disponesse di una connessione a banda larga
:

Oggi mi trovo di fronte a voi, umile per il compito che ci aspetta, grato per la fiducia che mi avete accordato, cosciente dei sacrifici compiuti dai nostri avi. Ringrazio il presidente Bush per il servizio reso alla nostra nazione, e per la generosità e la cooperazione che ha mostrato durante questa transizione.

Quarantaquattro americani hanno pronunciato il giuramento presidenziale. Queste parole sono risuonate in tempi di alte maree di prosperità e di calme acque di pace. Ma spesso il giuramento è stato pronunciato nel mezzo di nubi tempestose e di uragani violenti. In quei momenti, l’America è andata avanti non solo grazie alla bravura o alla capacità visionaria di coloro che ricoprivano gli incarichi più alti, ma grazie al fatto che Noi, il Popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati e alle nostre carte fondamentali.

Così è stato finora. Così deve essere per questa generazione di americani.

E’ ormai ben chiaro che ci troviamo nel mezzo di una crisi. La nostra nazione è in guerra contro una rete di violenza e di odio che arriva lontano. La nostra economia si è fortemente indebolita, conseguenza della grettezza e dell’irresponsabilità di alcuni, ma anche della nostra collettiva incapacità di compiere scelte difficili e preparare la nostra nazione per una nuova era. C’è chi ha perso la casa. Sono stati cancellati posti di lavoro. Imprese sono sparite. Il nostro servizio sanitario è troppo costoso. Le nostre scuole perdono troppi giovani. E ogni giorno porta nuove prove del fatto che il modo in cui usiamo le risorse energetiche rafforza i nostri avversari e minaccia il nostro pianeta.

Questi sono gli indicatori della crisi, soggetti ad analisi statistiche e dati. Meno misurabile ma non meno profonda invece è la perdita di fiducia che attraversa la nostra terra - un timore fastidioso che il declino americano sia inevitabile e la prossima generazione debba avere aspettative più basse.

Oggi vi dico che le sfide che abbiamo di fronte sono reali. Sono serie e sono numerose. Affrontarle non sarà cosa facile né rapida. Ma America, sappilo: le affronteremo.

Oggi siamo riuniti qui perché abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l’unità degli intenti rispetto al conflitto e alla discordia.

Oggi siamo qui per proclamare la fine delle recriminazioni meschine e delle false promesse, dei dogmi stanchi, che troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica.

Siamo ancora una nazione giovane, ma - come dicono le Scritture - è arrivato il momento di mettere da parte gli infantilismi. E’ venuto il momento di riaffermare il nostro spirito tenace, di scegliere la nostra storia migliore, di portare avanti quel dono prezioso, l’idea nobile, passata di generazione in generazione: la promessa divina che tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilità di perseguire la felicità in tutta la sua pienezza.

Nel riaffermare la grandezza della nostra nazione, ci rendiamo conto che la grandezza non è mai scontata. Bisogna guadagnarsela. Il nostro viaggio non è mai stato fatto di scorciatoie, non ci siamo mai accontentati. Non è mai stato un sentiero per incerti, per quelli che preferiscono il divertimento al lavoro, o che cercano solo i piaceri dei ricchi e la fama.

Sono stati invece coloro che hanno saputo osare, che hanno agito, coloro che hanno creato cose - alcuni celebrati, ma più spesso uomini e donne rimasti oscuri nel loro lavoro, che hanno portato avanti il lungo, accidentato cammino verso la prosperità e la libertà.

Per noi, hanno messo in valigia quel poco che possedevano e hanno attraversato gli oceani in cerca di una nuova vita.

Per noi, hanno faticato in aziende che li sfruttavano e si sono stabiliti nell’Ovest. Hanno sopportato la frusta e arato la terra dura.
Per noi, hanno combattuto e sono morti, in posti come Concord e Gettysburg; in Normandia e a Khe Sahn.
Questi uomini e donne hanno lottato e si sono sacrificati e hanno lavorato finché le loro mani sono diventate ruvide per permettere a noi di vivere una vita migliore. Hanno visto nell’America qualcosa di più grande che una somma delle nostre ambizioni individuali; più grande di tutte le differenze di nascita, censo o fazione.

Questo è il viaggio che continuiamo oggi. Rimaniamo la nazione più prospera, più potente della Terra. I nostri lavoratori non sono meno produttivi rispetto a quando è cominciata la crisi. Le nostre menti non sono meno inventive, i nostri beni e servizi non meno necessari di quanto lo fossero la settimana scorsa, o il mese scorso o l’anno scorso. Le nostre capacità rimangono inalterate. Ma è di certo passato il tempo dell’immobilismo, della protezione di interessi ristretti e del rinvio di decisioni spiacevoli. A partire da oggi, dobbiamo rialzarci, toglierci di dosso la polvere, e ricominciare il lavoro della ricostruzione dell’America.

Perché ovunque volgiamo lo sguardo, c’è lavoro da fare. Lo stato dell’economia richiede un’azione, forte e rapida, e noi agiremo - non solo per creare nuovi posti di lavoro, ma per gettare le nuova fondamenta della crescita.

Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche e le linee digitali che alimentano i nostri commerci e ci legano gli uni agli altri. Restituiremo alla scienza il suo giusto posto e maneggeremo le meraviglie della tecnologia in modo da risollevare la qualità dell’assistenza sanitaria e abbassarne i costi.

Imbriglieremo il sole e i venti e il suolo per alimentare le nostre auto e mandare avanti le nostre fabbriche.
E trasformeremo le nostre scuole, i college e le università per venire incontro alle esigenze dei tempi nuovi. Possiamo farcela. E lo faremo.

Ora, ci sono alcuni che contestano le dimensioni delle nostre ambizioni - pensando che il nostro sistema non può tollerare troppi grandi progetti. Costoro hanno corta memoria. Perché dimenticano quel che questo paese ha già fatto. Quel che uomini e donne possono ottenere quando l’immaginazione si unisce alla volontà comune, e la necessità al coraggio.

Quel che i cinici non riescono a capire è che il terreno gli è scivolato sotto i piedi. Gli argomenti politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non sono più applicabili. La domanda che formuliamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funzioni o meno - se aiuti le famiglie a trovare un lavoro decentemente pagato, cure accessibili, una pensione degna. Laddove la risposta sia positiva, noi intendiamo andare avanti. Dove sia negativa, metteremo fine a quelle politiche. E coloro che gestiscono i soldi della collettività saranno chiamati a risponderne, affinché spendano in modo saggio, riformino le cattive abitudini, e facciano i loro affari alla luce del sole - perché solo allora potremo restaurare la vitale fiducia tra il popolo e il suo governo.

La questione di fronte a noi non è se il mercato sia una forza del bene o del male. Il suo potere di generare benessere ed espandere la libertà è rimasto intatto. Ma la crisi ci ricorda che senza un occhio rigoroso, il mercato può andare fuori controllo e la nazione non può prosperare a lungo quando il mercato favorisce solo i già ricchi. Il successo della nostra economia è sempre dipeso non solo dalle dimensioni del nostro Pil, ma dall’ampiezza della nostra prosperità, dalla nostra capacità di estendere le opportunità per tutti coloro che abbiano volontà - non per fare beneficenza ma perché è la strada più sicura per il nostro bene comune.

Quanto alla nostra difesa comune, noi respingiamo come falsa la scelta tra sicurezza e ideali. I nostri Padri Fondatori, messi di fronte a pericoli che noi a mala pena riusciamo a immaginare, hanno stilato una carta che garantisca l’autorità della legge e i diritti dell’individuo, una carta che si è espansa con il sangue delle generazioni. Quegli ideali illuminano ancora il mondo, e noi non vi rinunceremo in nome di qualche espediente. E così, per tutti i popoli e i governi che ci guardano oggi, dalle più grandi capitali al piccolo villaggio dove è nato mio padre: sappiate che l’America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che sia alla ricerca di un futuro di pace e dignità, e che noi siamo pronti ad aprire la strada ancora una volta.

Ricordiamoci che le precedenti generazioni hanno sgominato il fascismo e il comunismo non solo con i missili e i carriarmati, ma con alleanze solide e convinzioni tenaci. Hanno capito che il nostro potere da solo non può proteggerci, né ci autorizza a fare come più ci aggrada. Al contrario, sapevano che il nostro potere cresce quanto più lo si usa con prudenza. La nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra causa, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell’umiltà e del ritegno.

Noi siamo i custodi di questa eredità. Guidati ancora una volta dai principi, possiamo affrontare le nuove minacce che richiederanno sforzi ancora maggiori - una cooperazione e comprensione ancora maggiori tra le nazioni. Cominceremo a lasciare responsabilmente l’Iraq alla sua gente, e a forgiare una pace duramente guadagnata in Afghanistan. Con i vecchi amici e i vecchi nemici, lavoreremo senza sosta per diminuire la minaccia nucleare, e respingere lo spettro di un pianeta che si surriscalda. Non chiederemo scusa per il nostro stile di vita, né ci batteremo in sua difesa. E a coloro che cercano di raggiungere i propri obiettivi creando terrore e massacrando gli innocenti, noi diciamo adesso che il nostro spirito è più forte e non può essere infranto. Voi non ci sopravviverete, e noi vi sconfiggeremo.

Perché noi sappiamo che il nostro retaggio “a patchwork” è una forza e non una debolezza. Noi siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e induisti e non credenti. Noi siamo formati da ciascun linguaggio e cultura disegnata in ogni angolo di questa Terra; e poiché abbiamo assaggiato l’amaro sapore della Guerra civile e della segregazione razziale e siamo emersi da quell’oscuro capitolo più forti e più uniti, noi non possiamo far altro che credere che i vecchi odi prima o poi passeranno, che le linee tribali saranno presto dissolte, che se il mondo si è rimpicciolito, la nostra comune umanità dovrà riscoprire se stessa; e che l’America deve giocare il suo ruolo nel far entrare il mondo in una nuova era di pace.

Per il mondo musulmano noi indichiamo una nuova strada, basata sul reciproco interesse e sul mutuo rispetto. A quei leader in giro per il mondo che cercano di fomentare conflitti o scaricano sull’Occidente i mali delle loro società - sappiate che i vostri popoli vi giudicheranno su quello che sapete costruire, non su quello che distruggete. A quelli che arrivano al potere attraverso la corruzione e la disonestà e mettendo a tacere il dissenso, sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno.

Alla gente delle nazioni povere, noi promettiamo di lavorare insieme per far fiorire le vostre campagne e per pulire i vostri corsi d’acqua; per nutrire i corpi e le menti affamate. E a quelle nazioni, come la nostra. che godono di una relativa ricchezza, noi diciamo che non si può più sopportare l’indifferenza verso chi soffre fuori dai nostri confini; né noi possiamo continuare a consumare le risorse del mondo senza considerare gli effetti. Perché il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con esso.

Se consideriamo la strada che si apre davanti a noi, noi dobbiamo ricordare con umile gratitudine quegli americani coraggiosi che, proprio in queste ore, controllano lontani deserti e montagne. Essi hanno qualcosa da dirci oggi, proprio come gli eroi caduti che giacciono ad Arlington mormorano attraverso il tempo. Noi li onoriamo non solo perché sono i guardiani della nostra libertà, ma perché essi incarnano lo spirito di servizio: una volontà di trovare significato in qualcosa più grande di loro. In questo momento - un momento che definirà una generazione - è precisamente questo lo spirito che deve abitare in tutti noi.

Per tanto che un governo possa e debba fare, alla fine è sulla fede e la determinazione del popolo americano che questa nazione si fonda. E’ la gentilezza nell’accogliere uno straniero quando gli argini si rompono, la generosità dei lavoratori che preferiscono tagliare il proprio orario di lavoro piuttosto che vedere un amico perdere il posto, che ci hanno guidato nei nostri momenti più oscuri. E’ il coraggio dei vigili del fuoco nel precipitarsi in una scala invasa dal fumo, ma anche la volontà di un genitore di nutrire il proprio figlio, che alla fine decidono del nostro destino.

Forse le nostre sfide sono nuove. Gli strumenti con cui le affrontiamo forse sono nuovi. Ma i valori da cui dipende il nostro successo - lavoro duro e onestà, coraggio e fair play, tolleranza e curiosità, lealtà e patriottismo - tutto questo è vecchio. Sono cose vere. Sono state la forza tranquilla del progresso nel corso di tutta la nostra storia. Quel che è necessario ora è un ritorno a queste verità. Quel che ci viene chiesto è una nuova era di responsabilità - il riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo un dovere verso noi stessi, la nostra nazione, il mondo, doveri che non dobbiamo accettare mugugnando ma abbracciare con gioia, fermi nella consapevolezza che non c’è nulla di più soddisfacente per lo spirito, così importante per la definizione del carattere, che darsi completamente per una causa difficile.

Questo è il prezzo e la promessa della cittadinanza.

Questa è la fonte della nostra fiducia - la consapevolezza che Dio ci ha chiamato a forgiare un destino incerto.

Questo è il significato della nostra libertà e del nostro credo - perché uomini, donne e bambini di ogni razza e di ogni fede possono unirsi nella festa in questo Mall magnifico, e perché un uomo il cui padre meno di sessanta anni fa non avrebbe neanche potuto essere servito in un ristorante ora può trovarsi di fronte a voi per pronunciare il giuramento più sacro di tutti.

Perciò diamo a questa giornata il segno della memoria, di chi siamo e di quanta strada abbiamo fatto. Nell’anno in cui l’America è nata, nel più freddo dei mesi, una piccola banda di patrioti rannicchiati intorno a falò morenti sulle rive di un fiume ghiacciato. La capitale era stata abbandonata. Il nemico avanzava. La neve era macchiata di sangue. Nel momento in cui l’esito della nostra rivoluzione era in dubbio come non mai, il padre della nostra nazione ordinò che si leggessero queste parole al popolo:

“Che si dica al futuro del mondo… che nel profondo dell’inverno, quando possono sopravvivere solo la speranza e la virtù… Che la città e la campagna, allarmate da un pericolo comune, si sono unite per affrontarlo”.

America. Di fronte ai nostri pericoli comuni, in questo inverno dei nostri stenti, ricordiamo queste parole senza tempo. Con speranza e virtù, affrontiamo con coraggio le correnti ghiacciate, e sopportiamo quel che le tempeste ci porteranno. Facciamo sì che i figli dei nostri figli dicano che quando siamo stati messi alla prova non abbiamo permesso che questo viaggio finisse, che non abbiamo voltato le spalle e non siamo caduti. E con gli occhi fissi sull’orizzonte e la grazia di Dio su di noi, abbiamo portato avanti il grande dono della libertà e l’abbiamo consegnato intatto alle generazioni future.

Se volete vedere il video integrale di tutta la cerimonia di inaurazione del nuovo presidente andate qui.

Ecco il nuovo sito dove potremo seguire l’operato di Obama…
http://www.whitehouse.gov
:)

P.S. A breve farò partire il concorso per il Vaffanculo D’oro 2009.
Restate in ascolto ed iniziate a pensare i peggiori politici che abbiamo avuto nell’anno appena trascorso. Qui i vincitori dell’ edizione del 2008.

fonte: alessios4.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 22


Oggi finalmente dopo una campagna elettorale durata due anni, Barack Obama verrà incoronato Presidente degli Stati Uniti d’America.

Non so se con lui le cose cambieranno molto, ma la speranza ci sta, questa è una prova seria per vedere se con l’attuale sistema politico americano le cose grazie ad un uomo possano cambiare o meno. Una prova per vedere se ancora questo sistema più essere efficace; vedremo se basterà un uomo ad evitare guerre per il petrolio ed altre assurdità, vedremo se servirà rivoluzionare tutto o se basterà un uomo speciale al potere. Obama io spero in te non essere l’ennesima delusione.

Nell’attesa di vederlo in azione, qui il programma della giornata che celebrerà il cambio di presidenza:

Alle 8.00 ora locale (le 14 in Italia) a Washington apriranno i cancelli della Federal Hall per l’insediamento del 44esimo presidente, dove a mezzogiorno in punto, come da tradizione, si chiuderà il capitolo di Bush e si aprirà l’era di Obama. Il presidente eletto giurerà pronunciando le 35 parole previste dall’articolo 2 della Costituzione americana alle quali aggiungerà “so help me God” (che Dio mi aiuti, ndr.) appoggiando la mano sulla Bibbia che fu del beneamato Abraham Lincoln, il presidente che costituisce un modello e fonte d’ispirazione principale per il nuovo inquilino della Casa Bianca: sarà Michelle Obama a sorreggerla.

Il primo appuntamento è alle 8.45 (ora locale, le 14.45 italiane), quando Barack Obama assisterà ad una funzione privata presso la Chiesa Episcopale di San Giovanni, che si trova proprio di fronte alla Casa Bianca, in Pennsylvania Avenue, ed è conosciuta proprio come ”la chiesa dei Presidenti”.

Alle 10.00 (le 16 in Italia) iniziano i festeggiamenti, con esibizioni della banda della Marina Usa e del Coro dei San Francisco Boys and Girls. Alla stessa ora Obama incontrerà alla Casa Bianca il presidente Bush ed insieme si recheranno al Campidoglio per le cerimonie inaugurali, che avranno inizio alle 11.30 (17,30).

L’introduzione è affidata alla senatrice democratica della California Dianne Feinstein. Seguiranno la preghiera del reverendo Warren e l’esibizione di Aretha Franklin. Poi il giuramento del vicepresidente Joe Biden, le performance dei musicisti Itzhak Perlman, Yo-Yo Ma, Gabriela Montero e Anthony McGill.

Alle 12 (le 18), il giuramento di Obama, subito dopo il discorso inaugurale del presidente. Poi, ci sarà la lettura da parte della poetessa afro-americana Elizabeth Alexander di un’ode, la benedizione del reverendo Lowery e l’esecuzione dell’inno nazionale da parte della banda della marina.

Alle 12.45 la scena che tanti attendono da mesi: Obama accompagnerà Bush alla cerimonia e poi, insieme alla famiglia e a quella di Biden, parteciperà ad un pranzo ospitato dal Congresso presso la Capitol Statuary Hall.

Alle 14 (le 20 in Italia) partirà la parata inaugurale, con il passaggio lungo Pennsylvania Avenue e l’ingresso alla Casa Bianca.

Tutta dedicata ai festeggiamenti la serata, cui Barack e Michelle daranno il via con il primo ballo, quello principale: il Neighbourhood Inaugural Ball, che inizia alle 7 di sera (l’1 del mattino) al Washington Convention Center. Aperto al pubblico, è un po’ il simbolo dell’impronta “democratica” della nuova presidenza. In serata il presidente pronuncerà un nuovo discorso.

Cliccando qui potrete assistere e commentare con altre persone tutto l’evento che inizierà alle ore 14 italiane.

Fonte: Repubblica.it

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