Gen 08

CASOMAI QUALCUNO ANCORA andasse a giro con un PowerBook G4 (io, ad esempio), e all’improvviso questo andasse in sleep in continuazione (non io, per fortuna), è tutta colpa di un sensore difettoso sotto la trackpad. E, con una operazione chirurgica piuttosto semplice ma che richiede precisione, si può procedere all’evizione risolvendo alla radice il problema. Qui e qui spiegano come. (Impressionante quant’è piccolo quell’affarino…)
fonte: feeds.feedburner.com »





Gen 08

A Bologna presidio l’8/01/2009 alle 18.00 in Piazza Nettuno

Da Femminismo a Sud

Non ho una notizia. Non sono in Palestina. Non sono una di quelle bambine spaventate che a Gaza stanno crepando di infarto. Non vivo la guerra. Sono arrabbiata e mi sento impotente. Provo a immaginare come deve essere e vorrei andare oltre la retorica e non so se sono in grado di farlo.

Quando penso alla guerra mi viene in mente la parola “mancanza”. Forse è un momento in cui ti manca tutto. Senza preavviso. Ti mancano le cose, le tue cose, il tuo ossigeno, il tuo letto, la tua televisione, il tuo phon, i tuoi occhiali. E io davvero non saprei come vivere senza i miei occhiali. Una cieca. Ecco cosa sarei.

Ti mancano gli assorbenti e penso al sangue che scorre a fiotti lungo le gambe perché le mestruazioni non seguono il tempo della guerra e della pace. Il sangue non si inibisce alla vista di altro sangue.

Ti mancano le culle perché le donne incinta prima o poi dovranno pur “sgravare”, come animali che non potranno fermare le doglie e proveranno a schivare i colpi senza interessarsi agli altri morti e proveranno a raggiungere un buco, un riparo, un appiglio per buttare il proprio figlio tra i detriti e i cadaveri. Ed è sicuro che rimarrà lì, ucciso alla vista di tanto orrore prima che per colpa dei proiettili.

Ti manca lo shampoo, perché sono certa che a qualcuno mancano le cose più sciocche, e senza lo shampoo i capelli puzzano. Non potrei restare un solo giorno con i capelli puzzolenti.

Ti manca il calore della tua stanza, le foto della tua festa di compleanno, quella dove eri così bella, con il vestito nuovo che ti aveva regalato tuo padre. Ti manca tuo padre, perché nel frattempo qualcuno ha deciso che la vita di quell’uomo era superflua. Un effetto collaterale ragionevole.

Ti manca l’elettricità e non puoi ricaricare la batteria del tuo cellulare. Senza quello non sai come comunicare. Non puoi trovare gli altri che forse soffrono della tua mancanza.

Ti mancano gli elettrodomestici. Quelle cose stupide trattate con disprezzo in giornate ordinarie. Quando sbattevi lo sportello del tuo frigo perché eri arrabbiata per qualcosa o prendevi a botte la tivu’ perché non si sintonizzava sul canale che ospitava il tuo cantante preferito.

Ti manca il quotidiano, un giornale, quello che potrebbe dirti cosa sta succedendo e ti mancano i libri perché il fuoco e le bombe non risparmiano proprio niente, neppure la cultura.

Ti manca la vista della tua città dall’alto. Con le case oramai sventrate e il mare che sembra ribollire come se qualcuno lo avesse racchiuso in una pentola messa sul fuoco per la cena.

Ti manca un bagno, una doccia, uno specchio, un pettine, un rubinetto per lavarti le mani. Odio sentire sporco sulle mani. Ti manca un cesso per poterci pisciare dentro. Per poter depositare merda. Eppure non c’e’ merda sufficiente se non hai mangiato abbastanza. Perché quello che hai visto tutt’attorno non lo hai digerito ancora. Ti manca la carta igienica e senti il culo che ti prude perché non c’e’ neppure l’acqua e tenersi la pelle sporca ti fa sentire un tutt’uno con le macerie. Sei polvere, sei carne marcia, quasi morta, come tutto il resto.

Ti manca il cibo. Hai sete e fame. Quanti giorni potrei resistere senza profanare un corpo per bere il suo sangue e nutrirmi con la sua carne?

Ti mancano quelle scarpe che ti piacevano tanto e passi una intera giornata a scavare tra i resti della tua casa distrutta perché se ritrovi quelle scarpe la tua vita ricomincia anzi ritorna com’era. Esattamente uguale al giorno in cui quasi l’hai perduta.

Ti manca quella vicina stronza che ti ha sempre messo in croce per i vestiti che indossavi. Te lo ricordi? Come l’hai presa in giro, povera donna, mentre ti diceva di coprire le gambe e i capelli e le spalle.

Ti manca anche la carezza di quel ragazzo che un giorno hai incontrato e non conoscevi il suo nome ma ricordi bene il suo viso e non avresti immaginato di vederlo davanti alla tua porta, con un fucile spianato che puntava dritto alla tua faccia.

Ti manca un appiglio mentre trovi qualcuno che approfitta del caos per farti quello che forse non ti avrebbe fatto in altri momenti. Perché anche agli uomini manca qualcosa e non esitano a prenderlo.

Quando si sopravvive si pensa di avere il diritto di trasformare ogni mancanza in furto. Così a me verrebbe in mente di cercare il pane, a qualcun altro invece può venire in mente di stuprare te.

Ti manca l’aver paura perché quando ti abitui alle esplosioni, alla vista dei cadaveri, alla puzza di carne bruciata, smetti di aver paura. La paura ce l’hai nelle vene e nella pelle. E’ già diventata parte di te e non ci sarà più modo di liberartene.

Ti manca la tua medicina contro l’asma. Quella che ti viene per l’allergia alla polvere. Che di polvere ce n’e’ così tanta che non c’e’ proprio modo di trovare un angolo pulito.

Ti manca il coraggio di rifiutare l’invito dei nemici di fare la spia, ma ti manca anche la fantasia per inventarti dei terroristi da dargli in pasto per salvarti la vita. Quando c’e’ terrore dappertutto esiste solo un aggressore e qualcuno che resiste per difendersi.

Ti manca il respiro perché ti abitui a trattenerlo così a lungo ‘ché per non morire è bene fingere di essere già morte. E trattieni e ritrattieni capita che smetti di respirare e diventi trasparente, quasi l’ombra di te stessa. Poi impari a non essere più neppure quella. Allora ti manchi tu o quel fantasma che eri diventata e cominci a stancarti di soffrire di mancanze. E vuoi morire per davvero o vuoi vivere in cima a tutto.

Io non vivo la guerra, ma quando ci penso mi viene in mente la parola “mancanza”. Dal luogo sicuro nel quale mi trovo mi manca la capacità di capire come può un popolo che ha subito la shoah fare la stessa cosa ad un altro popolo. I palestinesi non hanno più uno Stato e se qualcuno mi privasse del diritto di vivere dove voglio sono certa che potrei perfino affezionarmi al concetto nazionalista di patria, che odio e che non mi appartiene.

Togliere qualcosa a qualcuno procura la sublimazione del ricordo. Persino gli arabi non integralisti finiscono per innamorarsi dell’adorazione di allah. Anche se è una religione che somiglia a quella cattolica e che toglie diritti ai laici, in qualunque parte del mondo essi si trovino. Anche se considera le donne come fossero niente. Persino le donne possono vivere la tentazione di emulare gli uomini imitando le loro pratiche.

Ecco cosa manca, più di tutto: l’umanità e la pace. Perché in tempi di pace i laici non sono schiacciati dal dovere di schierarsi tra una parte e l’altra. Perché in tempi di pace i laici e le laiche possono essere liber* di esistere. Perciò sia chiaro che le vittime di questa guerra non stanno solo in Palestina.

Consigli di lettura:

—>>>uno splendido post di Fastidio sull’estetica della guerra israeliana.
—>>>Il libro memorabile di Céline *Viaggio al termine della notte*.
—>>>L’altro libro memorabile di Vonnegut *Mattatoio n°5*.
—>>>Tutto quello che trovate di Hannah Arendt, ogni suo scritto val la pena di essere letto.

Rete delle Donne di Bologna
fonte: feeds.feedburner.com »

Gen 08

Titolo originale: The duchess
Nazione: Gran Bretagna
Anno: 2008
Genere: biografico
Durata: 1h50m
Regia: Saul Dibb
Sceneggiatura: Jeffrey Hatcher, Anders Thomas Jensen
Fotografia: Gyula Pados
Musiche: Rachel Portman
Cast: Keira Knightley, Ralph Fiennes, Charlotte Rampling, Dominic Cooper, Hayley Atwell, Simon McBurney, Aidan McArdle, Richard McCabe, Georgia King, Bruce Mackinnon, Angus McEwan, Kate Burdette, Laura Stevely, Richard Syms, Emily Cohen

Trama
Inghilterra, fine ‘700. Georgiana, aristocratica della famiglia Spencer, alla giovane età di diciassette anni viene data in sposa a William Cavendish, duca del Devonshire, una delle persone più influenti e potenti del paese, affinché possa generare un erede maschio. Ma la duchessa Georgiana mette al mondo due bambine, con grande delusione di suo marito William, che con il passar del tempo la trascura sempre più, passando invece da un’amante all’altra. Consigliata della madre, Georgiana si sottomette alla sua vita di donna triste e trascurata, trovando invece qualche soddisfazione e divertimento nei vestiti, nelle acconciature, nel gioco e nell’amicizia di Lady Elizabeth Foster.

Recensione
Basato sulla romanzo biografico “Georgiana”, scritto da Amanda Foreman, “La duchessa” è un film del regista londinese Saul Dibb che pone l’accento sulla sua giovinezza ed il suo infelice matrimonio. Georgiana risulta il simbolo della donna del ‘700, relegata al ruolo di procreatrice, e all’ombra del marito. Ma il carisma della duchessa del Devonshirele era tale da renderla un personaggio amato ed ammirato, riuscendo persino a partecipare attivamente alla vita sociale e politica del tempo. E’ naturale accostare la figura di Georgiana a quella di Lady Diana, diretta discendente della duchessa: entrambe prigioniere di un matrimonio infelice, erano dotate di quel carattere che permise loro di rivalersi, anche se il periodo storico in cui viveva Georgiana non le permetteva né amanti né tantomeno divorzi. Keira Knightley è la duchessa del Devonshire, un’interpretazione elegante ed accurata, struggente nelle sue passioni e sommessa nella sofferenza per aver dovuto rinunciare all’amore per poter rimanere con i propri figli. Ralph Fiennes, nei panni del Duca del Devonshire, riesce nel difficile ruolo di un uomo che non doveva apparire malvagio, ma un’arrogante ed insensibile vittima delle imposizioni della società di quel periodo.
Splendide le ambientazioni sia esterne (la meravigliosa campagna inglese) che interne (gli splendidi e lussiosi palazzi di corte) così come le scenografie curate da Michael Carlin e gli abiti eleganti di Michael O’Connor.
Presentandosi in maniera raffinata e sicuramente ben confezionato, “La duchessa” offre una trama poco articolata, limitandosi al matrimonio infelice ed alle conseguenti passioni extra-coniugali dei due coniugi. Priva di ogni collegamento con gli avvenimenti storici di quel periodo, neanche la parte “politica” riesce a catturare l’attenzione del pubblico relegando il film a una storia passionale laddove il libro della Foreman riusce a descrivere molti avvenimenti che caratterizzarono la figura della duchessa del Devonshire.
Ma “La duchessa” pur presentando una la storia decisamente poco avvincente, è un film che piace per il suo procedere spedito, mai pesante, e la capacità di Dibb di descriverne i personaggi e le ambientazioni con stile esigente e incessante, lasciando che siano gli interpreti a narrare la storia con le loro emozioni. Perfetto per un pubblico femminile, godibile per quello maschile.

Voto: 6,5
by Cinema&Viaggi

fonte: feeds.feedburner.com »

Gen 08

Chi crede ancora alla vecchia favola che le donne non siano in grado di fronteggiare esperienze di natura scientifica a contatto con la natura selvaggia non ha mai visto Smithsonian Channel i cui programmi sono visibili in brevi trailer sul web collegandosi qui e facendo clic su “WATCH NOW”.

Sono documentari realmente ben curati in cui l’eccellente canale americano on demand mostra alcune tra le più affascinanti e intraprendenti donne che hanno dedicato la vita e la loro carriera allo studio della natura e degli animali. Un programma realmente serio e documentato in cui potrete viaggiare con loro e con gli animali sotto il loro controllo nel loro habitat naturale ed esplorare come questi animali vivono attraverso le loro storie e gli studi di queste donne.

Smithsonian Channel Women in Science - Watch a funny movie here

Lo Smithsonian Channel fa parte dello Smithsonian Institution, una delle più grandi reti di musei e di organizzazioni di ricerca composto da 19 musei, 9 centri di ricerca e dal National Zoo. http://www.si.edu

Qui il blog http://blog.smithsonianchannel.com
e qui il canale video http://www.smithsonianchannel.com

Questo mese ne parliamo anche su “Eccellenze al Femminile
fonte: gravita-zero.org »

Gen 08

“Via la polvere dagli scaffali. Anche quelli di scienza!
Galápagos è la collana dei giovani science writer italiani e della scienza pop. Pubblicata da Sironi Editore a cura di Martha Fabbri. Since 2003 d.C.”Così si presenta il Canale dedicato ai Libri della Sironi Editore su Youtube, per chi vuole un suggerimento per una buona lettura direttamente sul video: brevi booktrailer che presentano tutti i titoli della collana Galapagos edita da Sironi, e non solo.

Per chi non li conoscesse i libri della collana Galapagos, sono esempi di ottima divulgazione scientifica, che esplorano mezzi nuovi e innovativi di comunicazione: Graphic Novel, fumetto, teatro, romanzi, documenti storici, diari… due i tratti fondamentali: il paicere della lettura e l’amore per la Scienza.
Perchè la Scienza si fa, ma si può anche leggere!

Alcuni esempi:
La scienza dei Simpson

Un pensiero abbagliante

fonte: gravita-zero.org »

Gen 08

Italia 896
Paesi Bassi
20790

Non vorremo mica farci battere dagli olandesi?

Aiutiamo la ricerca ed entriamo a far parte attiva partecipando numerosi al più importante esperimento di monitoraggio dell’influenza in Europa, con “INFLUWEB” - www.influweb.it

Gli olandesi che hanno aderito sono almeno 20 volte gli italiani! Ma il motivo è che il progetto è nato nell’inverno 2003/2004 in Olanda e Belgio e solo da poco anche in Italia, e precisamente a Torino, presso la Fondazione ISI, che coordina una decina di centri di ricerca europei.

Si tratta di un esperimento DIVERTENTE ma soprattutto UTILE per promuovere lo studio sulle PANDEMIE INFLUENZALI che possono co
sì essere monitorate e controllate attraverso la rete internet.

INFLUWEB è un nuovo sistema di partecipazione volontaria per il monitoraggio dell’Influenza in Italia. Registriamoci e segnaliamo periodicamente il nostro stato di salute, anche quando non siamo ammalati!

Anche se appare un gioco molto divertente, cela invece uno studio molto serio a cui partecipano numerosi centri di ricerca di tutta Europa! I risultati di questo studio sono utili per il monitoraggio delle pandemie di virus come l’influenza e hanno un valore molto importante per la salute dell’Europa. Ecco perchè entrare a fare parte del progetto è molto importante.

Sorveglianza epidemiologica: tradizionale e collaborativa

I vantaggi offerti da questo tipo di monitoraggio risiedono nell’utilizzo della partecipazione attiva della popolazione. Tradizionalmente, infatti, la sorveglianza influenzale in Europa viene effettuata dallo European Influenza Surveillance Scheme (EISS), un programma collaborativo che coinvolge medici generici, epidemiologi e virologi che raccolgono dati clinici e virologici sui pazienti con ILI. Questo consente di rilevare l’insorgenza, il picco e il declino dell’epidemia di influenza stagionale. In Italia, la vigilanza epidemiologica è effettuata attraverso il progetto INFLUNET, coordinato dal Ministero della Salute che si avvale della collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), del Centro Interuniversitario per la Ricerca sull’Influenza (CIRI), dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, dei laboratori di riferimento per l’influenza e degli Assessorati regionali alla Sanità.


Il WEB 2.0 AL SERVIZIO DELL’UMANIT
À

Vittoria Colizza e Alessandro Vespignani, Ph.D. dell’Indiana University, hanno attivato a Torino a un team di progetto rispettivamente come project manager e coordinatore scientifico di Influweb.

Al Convegno Eccellenze al Femminile” presso il Centro Congressi della Regione Piemonte di sabato 17 gennaio a Torino, Vittoria Colizza, ci parlerà di come anche noi possiamo fare parte attiva di un gruppo di ricerca partecipando alla rete di INFLUWEB per il monitoraggio dell’INFLUENZA in Italia.

Sabato 17 gennaio a Torino
http://www.eccellenzealfemminile.org

E per partecipare subito a INFLUWEB e aiutare la ricerca iscriviamoci qui:
http://www.influweb.it
fonte: gravita-zero.org »

Gen 08

E’ un must, e se ancora non la conoscete (dato che in Italia non è mai stata trasmessa) The Big Bang Theory è una spassosa trovata americana, una situation comedy in onda sulla CBS, che racconta le divertenti peripezie di due geni Ph.D. in fisica.

Leonard, che di cognome fa Hofstadter (!), è un giovane fisico del Caltech, i cui studi riguardano principalmente la fisica sperimentale. Sheldon, migliore amico di Leonard, coinquilino e collega, è un fisico teorico ed entrambi possiedono una lavagna in soggiorno per le loro teorie scientifiche. Si insinua nella serie che il QI di Leonard non sia alto quanto quello di Sheldon; Sheldon, che è certo un giorno di vincere il Premio Nobel, deride le teorie di Leonard dicendo che potrebbero essere scritte “su qualunque bagno maschile al MIT”. La cosa si complica quando Leonard si innamora di Penny, una bella ragazza, loro vicina di pianerottolo.
Teoria delle stringhe, meccanica quantistica, ipotesi sulla relatività si intrecciano in un turbinio di situazioni “nerd” alquanto stereotipate ma molto divertenti.

E’ un vero peccato che in Italia la serie non sia mai partita, dopo i primi quattro episodi la cui traduzione italiana è stata orrendamente mutilata come scrive Marta, con una laurea in preparazione sul fenomeno del fansubbing, e con alcune riflessioni molto competenti sul blog di Antonio Genna.

Sul sito CBS trovate molto materiale foto e audio.

Qualcuno suggerisce anche dove poter visionare la serie in lingua originale.

fonte: gravita-zero.org »

Gen 08

Ieri ho avuto la fortuna di imbattermi nel documentario di Fernando Ezequiel Solanas chiamato Diario del Saccheggio e realizzato nel 1994 sulla crisi Argentina.

Dato che molti sostengono che in Italia sta avvenendo quello accaduto in quel paese, nulla di meglio della visione di un documentario simile che può illuminarci su molte cose.

Io l’ho trovato molto costruttivo, per questo ne consiglio la visione.

fonte: feeds.feedburner.com »