Dic 31

Titolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2008
Genere: thriller
Durata: 1h27m
Regia: Bryan Bertino
Sceneggiatura: Bryan Bertino
Fotografia: Peter Sova
Musiche: Tomandandy
Cast: Liv Tyler, Scott Speedman, Gemma Ward, Kip Weeks, Laura Margolis, Glenn Howerton, Alex Fisher, Peter Clayton-Luce

Trama
James e Kristen si fermano per una notte nella casa isolata dei genitori di lui dopo essere stati al matrimonio di un amico. I due non stanno vivendo un buon momento dato che James le ha proposto di sposarla e Kristen ha rifiutato l’anello non sentendosi ancora pronta per un passo così importante. All’improvviso, alle 4 del mattino, i due sentono bussare alla porta: una strana ragazza chiede se è in casa una certa Tamara. Da quel momento inizierà l’incubo, infatti la coppia si troverà assediata da alcuni sconosciuti mascherati con intenzioni poco pacifiche.

Recensione
Partendo da un fatto di cronaca veramente accaduto (cosa che viene precisata in maniera inquietante all’inizio del film), Bryan Bertino, dopo una brevissima carriera d’attore in un paio di film poco conosciuti, confeziona un thriller tradizionale ambientato tra le pareti domestiche. La trama di “The Strangers” si riduce ad una casa isolata nella quale una coppia si ritrova assediata da un gruppo di tetri e malintenzionati intrusi. Qualsiasi appassionato del genere thriller/horror riconoscerà elementi comuni con film come “Them” e “À l’intérieur”. Bertino infatti si avvale di un ottimo apporto sonoro simile a quello che aveva contraddistinto “Them”. Non solo con classici rumori da far gelare il sangue ma con alcuni contrasti tra la musica rassicurante di un giradischi presente in casa e gli orrendi episodi di violenza che vengono consumati nella casa. Pur trattandosi di fatti veramente accaduti, è curioso rivivere una scena identica presente in “À l’intérieur” in occasione di un incidente dovuto al “fuoco amico”. Bryan Bertino si rende autore di una splendida prima mezz’ora di film: quando il sangue deve ancora sporcare le pareti di casa, è angosciante l’atmosfera che si vive nella casa isolata. La lentezza della prima parte del film consente allo spettatore di condividere la tristezza che sta vivendo la coppia ed a comprendere i motivi di una scelta così sofferta, fino a che qualcuno bussa, alle quattro di mattina, alla porta di casa interrompendo la loro quotidianità. Se la sceneggiatura non offre nulla di entusiasmante (ma la sua essenzialità è di sicuro intenzionale) è la regia di Bertino a sorprendere. Buoni movimenti di mdp, inclusi alcuni momenti di instabilità della stessa che accentuano la tensione ed alcune scelte azzeccate (non possibili da descrivere per non rovinare la visione del film) evidenziano le buone capacità del regista (in questo film anche sceneggiatore) texano. Liv Tyler e Scott Speedman riescono a trasmettere perfettamente sia la paura nei momenti di tensione che la drammaticità della situazione in cui si ritrova il loro rapporto con dialoghi semplici ma espressi con buona intensità.
Pur attingendo con facilità da pellicole precedenti, “The Strangers” è un buon film, in grado di suscitare reazioni adrenaliniche nello spettatore. Un film basato sull’apparente sensazione di sicurezza delle pareti domestiche è facile susciti paura ed inquietudine. Sensazioni che chiunque può avvertire nella tranquillità della propria casa.

Voto: 6,5
by Cinema&Viaggi

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Dic 31

Se gli italiani risparmiano sul cenone e le feste in discoteca, come rivela un rapporto della Confesercenti, i viaggi di Capodanno non solo non risentono della crisi, ma hanno invece fatto osservare un aumento delle prenotazioni.
Tour operator, agenzie di viaggio tradizionali e siti internet evidenziano una richiesta per città d’arte, montagna e capitali europee. Gli italiani non rinunciano a viaggiare, ma presteranno attenzione alle proprie tasche: il settore low-cost è quello preferito, con viaggi spesso fai-da-te in modo da risparmiare il più possibile.
Sono le capitali europee le mete più scelte, grazie ad innumerevoli voli low-cost e hotel scontati (chiaramente prenotati con largo anticipo), effettuando brevi soggiorni alla scoperta di musei, locali di tendenza e cucina tradizionale.
La città che vedrà il maggior numero di vacanzieri italiani è Londra, anche perché in questo periodo sarà più facile spendere grazie ai saldi già attuati nella capitale britannica. A causa della crisi economica, Londra è diventata più abbordabile anche per i soggiorni. Infatti, per contrastare la forte diminuzione delle prenotazioni degli ultimi mesi, i prezzi di alberghi e ristoranti hanno subito un continua andamento verso il basso dei prezzi. Amsterdam invece è la meta perfetta per i vacanzieri all’insegna della trasgressione: la città più permissiva d’Europa festeggerà la mezzanotte in Piazza Dam per poi trascorrere tutta la notte nei vari locali della città.
Berlino invece offrirà la possibilità di festeggiare il Capodanno tra locali e ristoranti alla moda e dopo la mezzanotte migliaia di ragazzi affolleranno bar, caffè, discoteche e pub fino all’alba soprattutto nei quartieri di tendenza come Friedrichshain e Mitte. Non bisognerà dimenticare di visitare le bellezze architettoniche della capitale tedesca: un’enorme quantità di monumenti e musei non lasceranno un solo momento libero.
Madrid invece offrirà uno spettacolo incredibile a Puerta del Sol, dove migliaia di persone provenienti da tutto il mondo festeggeranno, come vuole la tradizione, mangiando 12 chicchi di uva al rintocco dei 12 colpi dell’orologio della Casa de Correos. Dopo la mezzanotte tutti a diversi in giro per le calle entrando ed uscendo dai numerosi locali madrileni.
Per gli innamorati, le migliori destinazioni restano Praga e Vienna. La capitale della Repubblica Ceca mantiene tuttora un fascino misterioso e fiabesco, soprattutto in questo periodo con la città ricoperta da un bianco manto di neve. Da non dimenticare la classica passeggiata sul Ponte Carlo, uno dei posti più romantici al mondo. Tra le note di Strauss e Mozart, Vienna offre un’esperienza unica, soprattutto se in compagnia della propria anima gemella. La città sul Danubio, tra tradizione, cultura e dinamismo, offre un patrimonio di tesori storici ed un ambiente culturale di eccezionale livello.
Un viaggio a Capodanno rimane dunque il migliore auguro di un ricco e felice 2009.
by Cinema&Viaggi

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Dic 31

Titolo originale: The boy in the striped pajamas
Nazione: Gran Bretagna, USA
Anno: 2008
Genere: drammatico
Durata: 1h40m
Regia: Mark Herman
Sceneggiatura: Mark Herman
Fotografia: Benoît Delhomme
Musiche: James Horner
Cast: Asa Butterfield, Jack Scanlon, Amber Beattie, David Thewlis, Vera Farmiga, Richard Johnson, Sheila Hancock, Rupert Friend, David Hayman, Jim Norton, Cara Horgan

Trama
Bruno è un bambino di otto anni, figlio di un ufficiale nazista che deve lasciare la sua casa di Berlino e gli amici per andare a vivere in una villa in mezzo alla campagna nei pressi di una “fattoria” circondata da recinzione di filo spinato, nella quale si trovano strani “contadini” che indossano un pigiama a strisce: il padre di Bruno è stato promosso ed ha avuto l’incarico di comandare un campo di sterminio. Annoiato perché senza amici, solo nella grande casa, e mosso dalla sua passione per l’esplorazione, Bruno decide di esplorare il giardino posteriore della villa e, disobbedendo alle istruzioni della madre, si avvia verso la “fattoria”. Giunto lì, dietro la recinzione, incontra Shmuel, un bambino della sua età molto esile, vestito con un pigiama a righe. L’amicizia con quel bambino ebreo avrà per Bruno conseguenze importanti sulla sua vita.

Recensione
Tratto dall’omonimo romanzo dell’irlandese John Boyne, “Il bambino con il pigiama a righe” narra una storia di un’improbabile amicizia in un periodo orribile della storia umana, osservato attraverso gli occhi di un bambino, incapace di comprendere episodi così tragici e disumani.
Una storia drammatica che mostra un andamento fiabesco e che dunque risente di alcune incongruenze: è indispensabile fare un piccolo sforzo per digerire ad esempio la facilità con la quale Bruno, il bambino tedesco, riesce ad avvicinarsi al recinto del campo di concentramento e come Shmuel, il bambino ebreo, possa ogni giorno allontanarsi dal suo gruppo e rimanere indisturbato a parlare con il suo amichetto e, per giunta, non raccontare nulla di quello che avveniva all’interno del campo.
Il regista inglese Mark Herman sceglie tuttavia di seguire le orme del libro di Boyne e dunque di mantenere tali incongruenze in favore dell’aspetto favolistico puntando sull’amicizia dei due bambini, molto diversi tra loro ma simili nella loro innocenza. Da lodare la capacità di Herman di evitare facili cliché ed esibire una gamma di personaggi reali non imprigionati nei loro ruoli: il comandante sarà infatti oppresso tra i suoi doveri di militare ed i suoi rapporti familiari, in particolare con la moglie, e quest’ultima non riuscità ad accettare la realtà dei fatti cadendo in un abisso terrificante.
Nel cast ottimo sicuramente Asa Butterfield nei panni di Bruno, il piccolo attore manifesta emotività ed innocenza già solo attraverso i suoi profondi occhi azzurri. Pessima invece l’interpretazione di Jack Scanlon, nei panni di Shmuel, scialbo ed incapace di trasmettere il dolore e l’angoscia di un bambino oppresso dall’orrore dei campi di concentramento. Fiacche anche le prove di Amber Beatti (Gretel, sorella di Bruno) e di David Thewlis, nei panni del padre. Straordinaria invece Vera Farmiga, agevolata da un personaggio che offriva molte opportunità interpretative, passando dalla serenità della sua vita familiare all’orrenda consapevolezza delle reali attività del marito.
La qualità della fotografia di Benoît Delhomme può essere sintetizzata in una delle scene che vede di fronte i due bambini: Bruno, pulito e ben vestito, è in piedi carico di energia proveniente dalla sua allegria e dal suo desiderio di avventura, mentre Shmuel, sporco e con i capelli rasati a zero, indossa il curioso “pigiama a righe” è seduto perché stanco, triste e sofferente. Tra i due bambini un recinto di filo spinato che ostacola la loro voglia di amicizia ricalcando le loro vite così differenti.
“Il bambino con il pigiama a righe”, prodotto dalla Walt Disney, è un film che si rivolge ad un pubblico di bambini (in presenza dei genitori), che pur mostrando alcune contraddizioni troppo evidenti da poter essere trascurate, risulta coinvolgente e commovente, in particolar modo nel suo audace ed terrificante finale.

Voto: 7
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Dic 31

Tempi di cambiamento alla redazione di Le Scienze, edizione italiana di Scientific American.

Ricordando la dipartita di Carlo Caracciolo, fondatore dell’Espresso e poi di Repubblica, il direttore Enrico Bellone ci tiene a ribadire come, da questo grande editore, aveva potuto sempre godere della totale autonomia dalla proprietà. E l’autonomia di un giornale come Le Scienze non è poca cosa visti i tempi che corrono!

Enrico Bellone ci saluta! Eh si, perché la mano della importante rivista passa ora a Marco Cattaneo, già vice direttore, poi direttore responsabile e ora direttore editoriale. Enrico Bellone ci rassicura che non lascerà completamente la rivista ma curerà una nuova rubrica sui rapporti tra scienza e società.

Le Scienze è una rivista che gode ottima salute e di successo di pubblico e siamo sicuri che con le competenze di Cattaneo, e dell’intera redazione, potremo attenderci un ancor più solido futuro per la rivista. E noi saremo qui, ovviamente, a coglierne i frutti!

E infatti le novità, anche questo mese, non mancano!

Oltre allo splendido libro del neuroscienziato Daniel J. Levitin, “Fatti di musica, la scienza di un’ossessione umana”, che accompagna la rivista questo mese, chi lo desidera potrà richiedere all’edicolante anche il primo DVD di una collana di dieci uscite (menti matematiche) con il primo dei grandi incontri del Festival della Matematica che quest’anno Piergiorgio Odifreddi ha condotto magistralmente a Roma, con un successo di pubblico mai visto per una materia non facile come la scienza dei numeri.

A Beautiful Mind
Al costo di appena 6,90 euro in più oltre al prezzo della rivista potrete dunque prendere visione della prima intervista di Odifreddi con il Nobel John Nash “Una mente meravigliosa”: dalla teoria dei giochi alla malattia mentale, fino al Nobel per l’Economia passando per una partita a scacchi con il campione del mondo Boris Spassky, giocata qualche ora prima dell’intervista.

Ed è solo la prima delle “lezioni magistrali” con gli straordinari protagonisti della cultura mondiale per parlare della matematica applicata in ogni campo della conoscenza e della vita.

IL PIANO DELL’OPERA

La collana di DVD MatematicaMente. I grandi incontri del Festival della Matematica, in edicola da gennaio con «Le Scienze», ci regalerà dieci pezzi mirabili. Ecco tutte le uscite

  • Piergiorgio Odifreddi intervista John Nash (gennaio 2009)
  • Umberto Eco: Usi perversi della matematica (febbraio 2009)
  • Hans Magnus Enzensberger: La matematica della fortuna (marzo 2009)
  • Frank Wilczek: La ricetta matematica del mondo (aprile 2009)
  • Thomas Banchoff: La quarta dimensione e Salvador Dalí (maggio 2009)
  • Robert Aumann e John Nash: Giocare con la matematica (giugno 2009)
  • Hendrik Lenstra: Zoomando sui quadri di Escher (luglio 2009)
  • Freeman Dyson: Uccelli e rane: la matematica come metafora (agosto 2009)
  • Amartya Sen: La matematica e le scienze sociali (settembre 2009)
  • Allen Knutson: La matematica dei giocolieri (ottobre 2009)

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Dic 31

Nonostante la programmazione Rai, tranne poche e rare eccezioni, NON si distingua particolarmente per la qualità della comunicazione scientifica, ecco che timidamente si delinea all’orizzonte, se non proprio un cambiamento di rotta, almeno un tentativo di non perdere completamente la bussola.

Quasi fosse stata scelta ironicamente per definire una svolta nel palinsesto della TV di Stato, “Lampi di genio in TV” è infatti il titolo di una nuova trasmissione di divulgazione scientifica di Rai Educational pensata per i bambini e sbarcata sabato su Rai Tre con uno speciale dedicato ad Enstein e Lavoisier.

Einstein e le macchine del tempo” e “Lavoisier e il mistero del 5° elemento” sono i titoli delle due storie animate raccontate dalla matita di Luca Novelli.

La serie, diretta da Enrico Rimoldi e nata da un’idea di Renzo Salvi, capo progetto di Rai Educational e autore di programmi come L’albero Azzurro, è composta da dieci puntate (che raccontano la storia di dieci grandi scienziati: Einstein, Darwin, Volta, Galileo, Leonardo, Mendel, Lavoisier, Ippocrate, Newton e Archimede) ed è già andata in onda su Rai Edu 1.

L’idea è nata da una giusta riflessione: i bambini spesso si trovano a essere partecipi dello sviluppo tecnologico degli ultimi anni senza però sapere quali uomini hanno contribuito a questo progresso. In ogni puntata Luca Novelli, nell’inedita veste di conduttore, guida un gruppo di bambini all’interno di un’astronave, in grado di viaggiare nello spazio e nel tempo, per vedere da vicino luoghi remoti come le foreste ai tempi dei dinosauri o il suolo di Marte e Giove.

Rai Tre purtroppo propone sulla TV generalista solo due “appuntamenti speciali” dedicati a quattro protagonisti della scienza: la prima è andata in onda sabato scorso e la prossima lo sarà sabato 3 gennaio 2009.

Peccato che la Rai non abbia ancora pensato di trasmettere interamente la serie anche sui canali non satellitari (e raggiungere così anche tutte quelle famiglie non ancora dotate di decoder). Fino ad oggi le puntate che sono andate in onda dall’8 al 29 dicembre le avranno viste infatti solo coloro che sono meglio attrezzati.

Nella puntata di sabato Albert Einstein e Antoine Lavoisier, grazie ai disegni animati di Luca Novelli, hanno parlato delle loro scoperte e hanno raccontato qualcosa della loro vita. Il primo si è definito un curioso che si poneva domande, come quelle sull’origine e sul funzionamento dell’Universo, a cui nessuno era in grado di rispondere. Il secondo invece ha ricordato la sua scoperta dell’ossigeno e di altri elementi che hanno rivoluzionato radicalmente la chimica.

Il programma che andrà invece in onda sabato 3 gennaio, sempre su Rai Tre alle 9 di mattina, sarà dedicato alle scoperte di Galileo Galilei e di Gregor Mendel: “Galileo e la prima guerra stellare” e “Mendel e l’invasione degli OGM“.

Speriamo che la Rai, dopo questi “Lampi di genio”, continui a prestare attenzione ai programmi di divulgazione e cultura scientifica rivolta anche ai più giovani visto che, come hanno giustamente sottolineato Novelli e Salvi nei palinsesti televisivi italiani non è presente una proposta di divulgazione scientifica rivolta in modo particolare ai bambini.”
Lampi di Genio in Tv’ inizia ad affrontare, perciò, un settore particolare della comunicazione televisiva con l’intento
di individuare anche un linguaggio che sappia raggiungere questo pubblico con rigore nell’informazione scientifica e semplicità nello stile del racconto“.


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Dic 29

DOONESBURY, COME OGNI domenica.


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Dic 29

SONO TRE GIORNI che in televisione continuo a vedere cose ambientate a San Francisco. Pazzesco. Si sono accorti che quella città mi manca da matti…

(Quasi dimenticavo il testo)

If you’re going to San Francisco
Be sure to wear some flowers in your hair
If you’re going to San Francisco
You’re gonna meet some gentle people there

For those who come to San Francisco
Summertime will be a love-in there
In the streets of San Francisco
Gentle people with flowers in their hair

All across the nation such a strange vibration
People in motion
There’s a whole generation with a new explanation
People in motion people in motion

For those who come to San Francisco
Be sure to wear some flowers in your hair
If you come to San Francisco
Summertime will be a love-in there

If you come to San Francisco
Summertime will be a love-in there
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Dic 29

CON L’INELUTTABILITA’ DI un cronografo a pila atomica, Natale è arrivato e se n’è andato. Adesso è quasi la volta del capodanno, poi ci si tuffa nel successivo 2009. Uno spasso. Ieri sera, reduce dalla due giorni di pranzi e dintorni, guardavo la televisione. C’era l’improbabile film di Nicole Kidman, Jude Law e Renée Zellweger (tra gli altri), cioè Cold Mountain. Non l’ho visto tutto (solo la prima e l’ultima mezz’ora). Al principio c’è la Battaglia del cratere (30 luglio 1864), una delle più sanguinolente (e vividamente rappresentate dal film) carneficine della guerra civile americana. All’improvviso ho avuto una illuminazione.

Quest’anno, come nel 2007 e nel 2006, c’è stato un crescente dibattito sul tema dei giovani e del ricambio bloccato. È un tema antico, da queste parti, e all’estero viene affrontato in vari modi. Parliamo adesso solo dell’Italia, però. L’idea è che i sessantenni e i settantenni (ma, pare, anche i cinquantenni) si sono inzeccati ben bene nei gangli della vita pubblica e del lavoro, e non intendono mollare il colpo. La durata della vita media aumenta, la pressione demografica dal basso cresce ma non trova sfogo. Non ci sono abbastanza posti di lavoro e abbastanza cariche per tutti.

Quest’anno si è ragionato, soprattutto per i noti fatti dei Ds, soprattutto dal punto di vista del ricambio politico, ma la cosa era stata affrontata anche dal punto di vista del lavoro e della vita più in generale. Per dire: i miei, che orbitano nella fascia dei settanta, hanno scoperto negli ultimi anni prima il computer e poi il computer portatile e adesso anche l’Adsl senza fili: fa un po’ impressione vederli smanettare sui portatili, ascoltarsi la musica, girarsi le presentazioni natalizie in PowerPoint con tanto di musichetta. Segno dei tempi che cambiano.

Perché dicevo che quell’orrido polpettone di Cold Mountain (fumettone romantico-guerresco per soddisfare i palati femminili e maschili al cinema, massimizzando gli incassi a scapito di qualsiasi possibile pretesa artistica) mi ha fatto avere l’illuminazione? Il ragionamento è sulle generazioni, è molto semplice e in realtà già sfruttato e descritto in passato da menti più brillanti della mia (ma in questa fase di riflusso in cui sembra che nessuno sia andato oltre la terza elementare, parrà di sicuro originale). Il punto è che sono sessant’anni che non facciamo guerre.

Per fortuna, verrebbe da dire. Però c’è una piccola controindicazione. Le guerre sono come i salassi per l’organismo sociale. Allentano la pressione delle corti demografiche. È tragico (e cinico) osservarlo, ma ripuliscono il sangue del Paese da centinaia di migliaia, talvolta milioni di globuli rossi e bianchi, cioè individui. Finita la guerra, ci si ritrova in prevalenza solo con i vecchi e i bambini. I vecchi durano poco, i bambini crescono e si trovano subito sommersi di responsabilità e quindi di opportunità che altrimenti non avrebbero. Dopo una guerra, c’è chi deve mantenere una famiglia a quattordici anni, c’è chi s’inventa un mestiere o costruisce un’azienda, c’è chi viene subito assunto e trova spazio nel suo settore.

Invece, noi italiani non facciamo guerre da sessant’anni dopo 150 anni di sfaceli. La popolazione cresce da allora in modo “naturale”, anzi aiutato da una medicina sempre più sofisticata. Anche la vita s’allunga e il problema è anche il grano (come diceva Malthus). Il risultato infatti è che crescono le pressioni interne della società.

Capiamoci bene: non chiedo una guerra che dia una spazzolata alla nostra gioventù debosciata. Ma probabilmente sarebbe stato meglio se avessimo lavorato con una certa attenzione a questa tendenza. Perché anche l’altro meccanismo di regolazione delle società (quello per il quale quando calano le guerre e aumenta il benessere automaticamente si figlia meno e quindi la società invecchia ancora di più e più rapidamente) non basta.

Ecco, questo è il mio pensierino natalizio. Così imparano a mettere in onda certi film, durante le feste.
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Dic 29

Titolo originale: The visitor
Nazione: USA
Anno: 2007
Genere: drammatico
Durata: 1h43m
Regia: Tom McCarthy
Sceneggiatura: Tom McCarthy
Fotografia: Oliver Bokelberg
Musiche: Jan A.P. Kaczmarek
Cast: Richard Jenkins, Haaz Sleiman, Danai Gurira, Hiam Abbass, Marian Seldes, Maggie Moore, Michael Cumpsty, Bill McHenry, Richard Kind, Tzahi Moskovitz, Amir Arison, Neal Lerner, Ramon Fernandez

Trama
Walter Vale, un austero professore universitario di economia, dopo la morte della moglie sembra aver perso ogni interesse vivendo così una vita grigia ed anonima. Un viaggio a New York per la presentazione di un saggio, darà inizio una serie di episodi che gli cambieranno per sempre la vita. Quando infatti entra nel suo vecchio appartamento di New York, Walter troverà due inquilini inaspettati: Tarek, un suonatore di tamburi, e la sua compagna Zainab, ambedue clandestini ed all’oscuro del reale proprietario dell’appartamento. Dopo un primo acceso incontro, il professore deciderà di offrire ospitalità alla coppia.

Recensione
“L’ospite inatteso” segna il ritorno alla regia di Thomas McCarthy dopo il film d’esordio “The Station Agent”, un gioiellino mal distribuito e poco conosciuto. Storia leggera ma al tempo stesso piena di contenuti interessanti, divertente e drammatica, “L’ospite inatteso” intende trattare la politica americana sull’immigrazione in seguito ai fatti tragici dell’11 settembre attraverso un’amicizia autentica che oltrepassa le barriere razziali e generazionali. Walter Vale è un rigido professore di economia che conduce una vita anonima e solitaria conseguente alla perdita della moglie. Tarek, suonatore di tamburo, riesce a trovare subito un punto d’incontro con Walter dando vita ad un’amicizia basata sul comune interesse per la musica. La vita in bianco e nero del professore si colorerà all’istante grazie all’intervento di Tarek e della sua musica. Il professore scoprirà esperienze musicali e di vita che tempo prima non aveva neanche mai immagianto.
I personaggi, descritti da McCarthy con estrema sensibilità ed un pizzico di malinconia, risultano verosimili grazie anche alle interpretazioni del multietnico gruppo di attori. Tra questi è doveroso menzionare due di loro: Richard Jenkins, interprete teatrale in passato al cinema in commedie leggere, qui nei panni drammatici di un professore rigido e disilluso, ed Hiam Abbass, un’attrice palestinese dalla bellezza matura e delicata, interprete di Mouna, la madre di Tarek.
“L’ospite inatteso” è un film da non perdere, un’opera sensibile e dolce, originale nel modo in cui tratta un argomento d’attualità poco reclamizzato, offrendo al tempo stesso una storia di amicizia che non si basa sulle parole ma sulle note musicali. Un’opera che scalda il cuore e smuove le coscienze sicuramente destinata a rimanere a lungo nella memoria.

Voto: 7
by Cinema&Viaggi

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Dic 29

Titolo originale: Shrooms
Nazione: Irlanda
Anno: 2006
Genere: horror
Durata: 1h26m
Regia: Paddy Breathnach
Sceneggiatura: Pearse Elliott
Fotografia: Nanu Segal
Musiche: Dario Marianelli
Cast: Lindsey Haun, Max Kasch, Jack Huston, Robert Hoffman, Maya Hazen, Alice Greczyn, Don Wycherley, Sean McGinley

Trama
Cinque studenti americani raggiungono il loro amico Jake in Irlanda. Scopo della vacanza non sarà quello di ammirare gli splendidi paesaggi della verde Irlanda, bensì la ricerca di alcuni famigerati funghi allucinogeni che reperibili nei boschi. Con Jake, che farò da guida al gruppo, ci sono Bluto e Lisa, Troy e Holly ed infine Tara, che in passato ha avuto una breve storia con Jake. Dopo essersi accampati i ragazzi iniziano le loro ricerche, ma da quel momento visioni e morti si intrecceranno in bilico tra allucinazione e realtà.

Recensione
“Shrooms - Trip senza ritorno”, diretto dal regista irlandese Paddy Breathnach, è un horror che parte da un’idea decisamente originale ed intrigante: un trip allucinogeno determinato da alcuni potenti funghetti che fa piombare un gruppo di studenti in un incubo ad occhi aperti, dove realtà e finzione si intrecciano determinando una serie di eventi tragici. Breathnach realizza, con opportuni movimenti di macchina e successivi lavori in studio, alcune scene che ricostruiscono con efficacia le percezioni dei ragazzi alterate dalle tossine presenti nei funghi allucinogeni. Ma la lugubre leggenda che fa da sfondo orrorifico alla pellicola (il classico antico maniero utilizzato come centro rieducativo da una congregazione religiosa nel quale venivano commesse terrificanti atrocità) non si intreccia con gli eventi che vedono protagonisti i ragazzi, risultando così estranea e priva di interesse. Anche l’idea di fornire la protagonista di doti profetiche (conseguenti ad un particolare funghetto) risulta inutile dal momento che non influisce in nessuna circostanza durante la narrazione se non nel creare continue visioni alla lunga irritanti.
I personaggi sono congegnati per rifarsi ai classici stereotipi: la biondina timida ed innamorata del ragazzo tenebroso, il classico capellone biondo con il cappellino amante delle droghe, il palestrato pieno di steroidi e senza cervello raffigurano (solo per citarne alcuni) classici studenti protagonisti di film horror, talmente stupidi ed antipatici da far quasi desiderare le loro morti.
I dialoghi si mantengono a livelli mediocri (demenzialità tipiche di film slasher americani) finché i ragazzi non giungono nel bosco. Da quel momento in poi i dialoghi non solo non decollano, ma svaniscono completamente e rimangono soltanto le incessanti grida del malcapitato di turno che cerca gli altri amici smarriti nel bosco. Il gruppetto di attori risulta davvero scandaloso, nessuno in grado di mostrare un minimo di qualità recitativa, incapaci di trasmettere la tensione che stanno vivendo in prima persona. Sorprende la presenza di Dario Marianelli, vincitore della dell’Oscar 2008 per la colonna sonora di “Espiazione”: il compositore italiano si rende autore in “Shrooms - Trip senza ritorno” di un apporto sonoro scialbo ed incolore.
“Shrooms - Trip senza ritorno” è in sintesi un horror fiacco e noioso per la sua intera durata, con un finale che vorrebbe essere spiazzante, ma che in realtà risulta molto prevedibile. Un horror che non offre nulla di interessante e che dunque è del tutto sconsigliato, anche in condizioni di scarsa “lucidità”.

Voto: 3,5
by Cinema&Viaggi

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Dic 29

di Marco Travaglio
(Giornalista)

da Repubblica.it del 27 dicembre 2008

“Gli arresti domiciliari al sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, e la successiva scarcerazione sono un fatto gravissimo” (Walter Veltroni, 24 dicembre 2008)

“Si tratta di una vicenda grave, e Veltroni ha fatto bene a definirla così. Forse sarebbe stata necessaria più prudenza nell’emettere i provvedimenti di custodia cautelare, anche perché ci sono state conseguenze gravi, come le dimissioni del sindaco di Pescara. Quando prendono questo tipo di decisioni, i magistrati devono agire con prudenza e rispetto delle procedure. Ora ai magistrati chiediamo di fare presto, perché i cittadini hanno diritto di sapere presto quello che è accaduto a Pescara e quale sarà il destino della giunta” (Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra del Pd, Sky Tg24, 26 dicembre 2008)

“Non sussistevano le ragioni per le quali è stato arrestato il sindaco di Pescara, credo ci voglia molta prudenza perché è caduta una amministrazione per ragioni, a quanto pare, insussistenti. Serve prudenza e una valutazione seria dei dati che va fatta nei confronti di tutta la magistratura” (Luciano Violante, Pd, 26 dicembre 2008)

“Veltroni difende il suo partito, forse un amico, ma dovrebbe farlo anche quando ci sono gli avversari” (Altero Matteoli, Pdl, ministro dei Trasporti, 26 dicembre 2008)

“Con quattordici anni di ritardo, Veltroni forse si è reso conto che esiste un problema tra politica e giustizia” (Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, 26 dicembre 2008)

“In relazione al D’Alfonso, in termini di gravità indiziaria il quadro accusatorio, già integralmente condiviso dal Gip nel momento dell’adozione delle misure cautelari, rimane nel suo complesso confermato (e anzi sotto taluni aspetti rafforzato). Sulle due principali vicende di corruzione e sulla stessa associazione per delinquere. Le acquisizioni successive all’interrogatorio del Sindaco. hanno già in gran parte eliso il valore del costituto difensivo del D’Alfonso in relazione all’aspetto ritenuto più significativo: le ristrutturazioni (di sue abitazioni eseguite gratuitamente da imprenditori vincitori di appalti nel suo Comune, ndr). L’interrogatorio del Paolini (portaborse-autista del sindaco a spese dell’imprenditore privato Carlo Toto, ndr) ha offerto piena conferma dell’impianto accusatorio in relazione all’essere l’indagato (Paolini) una sorta di assistente del Sindaco, stipendiato dal Toto e fornito di autovettura di alta gamma, senza che sia possibile documentare e neppure comprendere quali prestazioni abbia svolto per l’imprenditore. Ribadita la gravità del quadro indiziario, come originariamente ritenuto nell’ordinanza. occorre a questo punto farsi carico delle sopravvenienze intervenute in relazione al pericolo di inquinamento probatorio ascritto al D’Alfonso. Le preannunciate e poi effettivamente eseguite dimissioni. costituiscono un apprezzabile segnale di sensibilità istituzionale. Il previsto commissariamento del Comune determina un ulteriore indebolimento della rete di rapporti intessuti dal D’Alfonso nell’esercizio della propria attività politico-amministrativa e della conseguente capacità di manipolare persone informate e documenti. Quanto alla possibile costituzione di tesi difensive di comodo, va rilevato che esse sono già state in parte disvelate (con riferimento alla vicenda delle ristrutturazioni) e che comunque il dettagliato sviluppo del costituto difensivo del Sindaco (ed i confronti già intervenuti con le altre fonti di prova dichiarativa e documentale), alla luce della notevole mole del materiale documentale acquisito, rende meno probabili ulteriori manipolazioni. Per questi motivi, (il Gip, ndr) revoca la misura in atto (gli arresti domiciliari, ndr) applicata a carico di D’Alfonso”. (dall’ordinanza di scarcerazione firmata dal Gip di Pescara, Luca De Ninis, 24 dicembre 2008) (*)

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(*) Il testo integrale dell’ordinanza può essere letto a questo link.


fonte: toghe.blogspot.com »

Dic 29

di Stefano Racheli
(Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma)

Cari amici del blog,

noi non ci conosciamo eppure ciò che ci unisce è talora più forte di ciò che accomuna tante persone che si frequentano abitualmente: ci lega infatti una forte passione civile (che, per fortuna, anima anche molti altri che ignorano o comunque non frequentano il nostro blog) la quale continuamente ci sprona, ci interroga, ci anima.

Ho così pensato di inviare a tutti alcuni pensieri che possano portare un qualche contributo ad una meditazione personale sulla giustizia e sulla politica.

E’, per dir così, la mia “lettera di Natale” (definirlo un regalo, mi sembrerebbe in verità eccessivo se non addirittura presuntuoso).

Credo infatti che il Natale, se non vuol essere ridotto al trionfo della paccottiglia, debba essere comunque un momento di meditazione forte: per i credenti essa avrà ad oggetto il Signore che viene; per i laici i tempi che vengono e i compiti che ci attendono. Per gli uni e per gli altri un tempo prezioso di meditazione sulla realtà e di rivisitazione delle proprie idee.

Credo doveroso rimarcare in premessa che (come sarà più chiaro nel seguito del discorso) le argomentazioni che seguono in nessun modo intendono adempiere alla funzione di grillo parlante o di maître à penser: sono solo una delle possibili forme, tra le tante, che può assumere l’impegno politico.

Nessuno è perfetto – tanto meno chi scrive – e dunque bisogna capire che le critiche non sono affatto un presupponente ergersi sugli altri, ma un contributo al corretto funzionamento del sistema democratico, nel quale il “controllo” non assume solo forme istituzionali (magistratura, opposizione parlamentare, etc.), ma anche (ancor di più?) le forme di una pubblica opinione informata e non manipolata.

Dopo questa lunga premessa, vengo al punto, anzi ai punti.

Sempre più spesso vedo qua e là accendersi barlumi di disperazione: a che serve questo nostro parlare? Come possiamo illuderci di cambiare totalmente il sistema?

Rispondo subito che, come diceva Kafka (mi sembra nel “Cacciator Gracco”): “la guarigione è una malattia che si cura a letto”.

Chiunque si illude di poter stravolgere la natura “malata”/“ambigua” delle umane cose, puntando a una piena reintegrazione tutta buona e santa, è destinato a finire male: ha, per l’appunto, una malattia che va curata a letto.

Egli è destinato, sul piano personale, a finire come il dott. Jekil, perché è quella la fine di chi, per dirla con Jung, non integra la sua “ombra”; sul piano politico poi, non potendo che coltivare il “messianesimo politico” o si sfiancherà in attesa del mondo nuovo o seminerà lutti e dolori al fine di costruire il nuovo Eldorado.

Credo più saggio battere un’altra strada: quella, per la precisione, che pensa occorra puntare a un mondo vivibile e – così come accade per le persone il cui impegno etico, restringendo gli spazi ai loro “vizi”, le rende frequentabili – occorra impegnarsi politicamente, poiché questo impegno, restringendo gli spazi all’“ombra” della società, faccia sì che il mondo non sia né perfetto né diabolico, ma, per l’appunto, vivibile.

Dunque nessuna disperazione per quel che capita nel 2008, perché i nostri padri, nel 1938, non è che se la spassassero bellamente e neppure i nostri trisavoli dovevano vivere una vita dorata se è vero, come è vero, che nel 1838 il nostro Gioacchino Belli andava scrivendo:

C’era una volta un re che dal palazzo
manno’ fora a li popoli ‘n’editto:
io so’ io e voi nun sete un cazzo,
sori vassalli buggiaroni e zitto.

Nulla di nuovo sotto il sole: sempre la solita fatica di fare da contrappeso al potere che vuole mandare ai vassalli i suoi editti.

La democrazia non è una stagione necessaria e duratura: può anche non arrivare e può addirittura dissolversi dopo breve tempo.

Non dunque miracoli, ma impegno quotidiano tenace e apparentemente minimale per restringere gli spazi all’ombra.

Già, ma, concretamente, cosa fare?

Vorrei partire dall’art. 49 della nostra Costituzione, il quale recita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Ho l’impressione che questo articolo tradisca una sopravvalutazione dell’attività dei partiti da parte dei padri costituenti.

O meglio una sottovalutazione delle conseguenze che detta attività avrebbe comportato.

Mi spiego. Chi usciva dall’epoca fascista (col partito unico e tutto quel che ne seguiva o che precedeva) era naturalmente portato a identificare partiti con metodo democratico e metodo democratico con determinazione della vita nazionale, sì che, saltando il medio, ne conseguiva che i partiti erano chiamati a determinare la politica nazionale, nel che propriamente consisteva il metodo democratico.

Il che è profondamente vero o profondamente falso, a seconda che si dia per vera o per falsa un’ulteriore affermazione: che il nocciolo della democrazia siano i controlli del potere così come in precedenza ho indicato.

Comunque stessero le cose nella testa dei padri costituenti, fatto è che, nei fatti, la seconda metà del secolo scorso ha visto tutelato più il potere dei partiti che il sistema dei controlli.

Meno che meno si sono adottati i “contrappesi” necessari per bilanciare i meccanismi degenerativi che la spasmodica ricerca del consenso ha necessariamente indotto.

Al grido di “voto non olet”, tutto è stato vissuto nell’ottica della competizione elettorale e tutto, in nome di quest’ultima, è stato ritenuto lecito.

Ne è così derivato non solo che, se non tutti, certo troppi, abbiano cercato di “appartenere” a un partito (per riceverne ombrello protettivo e comunque utilità), ma che il governo più che “guidare” il popolo ha finito per esserne guidato per il tramite del dio-sondaggio.

Lo scambio avviene sulla base della seguente regola: “voi date il potere a me, io do ciò che chiedete a me”.

E’ del tutto ovvio che, essendo l’animo umano quel che è, il bene comune è andato rapidamente a farsi fottere e la stella polare è divenuto il tornaconto dei più.

Ora se questi “più” fossero tutti malvagi, ci sarebbe ben poco da fare (tranne che un’opera educativa difficilissima e dai tempi assai lunghi).

Ma il fatto è che molti tra i più sono manipolati, disinformati, illusi.

Dunque è necessario aprire loro gli occhi non solo e non tanto sulle trame dei “cattivi”, quanto, assai più, sulla complessità dei problemi, sulla “utilità” dei valori, sulla truffaldinità di molti rimedi propalati come miracolosi, e via dicendo.

Chi può compiere questa opera certamente culturale, ma, altrettanto certamente, squisitamente politica?

Non certo chi “appartiene”. Ma qui corre aprire una breve parentesi.

Se è vero che i partiti non sono la panacea, è anche vero che essi sono necessari per il convogliamento del consenso.

E se sono necessari debbono, almeno in certa misura, creare appartenenza e prospettarsi come i migliori, senza macchia e senza paura.

Bisogna accettare che tutto ciò, entro certi limiti, avvenga.

Non sto negando ciò che sopra ho affermato: sto dicendo che lo strumento-partito, per necessario che sia, ha i suoi limiti (che occorre accettare), i quali, se non contenuti, tendono a causare una degenerazione del partito (che occorre combattere risolutamente).

Non bisogna dunque combattere i “partiti” in quanto tali, ma mettere in moto delle tendenze che impediscano non già il loro limite (che esiste necessariamente), ma la loro degenerazione (che ben può essere evitata).

Chiusa la parentesi, torno ad affermare che il contrappeso alla degenerazione è l’impegno di coloro che individuano la loro politica in un impegno senza appartenenza, libero da interessi di parte, pronto alla critica (ma anche all’autocritica).

Mentre chi sceglie (legittimamente e realisticamente) l’impegno nei partiti, realizza il suo scopo con la conquista del consenso e l’esercizio del potere, color che scelgono (altrettanto legittimamente e realisticamente) l’impegno nelle forme della non-appartenenza, realizzano il loro scopo per ciò solo che non appartengono, che rinunziano all’esercizio del potere per poterne liberamente criticare le distorsioni, le ambiguità, le degenerazioni, senza pretesa di infallibilità, ma anche sine spe nec metu.

Cari amici del blog, non chiedetevi dove dovrete mai approdare: siete già arrivati.

Pensate liberamente, riflettete su ciò che fareste se foste carichi di responsabilità, e, come avete liberamente pensato, altrettanto liberamente parlate e diffondete il vostro pensiero e le vostre critiche.

Nel blog o altrove poco conta: non siamo un partito, ma se mai una “rete”.

E’, il nostro, un sogno? Può darsi, ma, come diceva, Magritte, “il mio sogno vi sveglierà”.

Credo che tutti noi si sia molto più realisti di coloro che, proclamandosi realisticissimi e concretissimi, privi di ogni utopia, ci hanno condotto in un mondo invivibile economicamente, ambientalisticamente e moralmente.

Costoro non hanno titolo alcuno per criticare i nostri sogni. Che comincino a sognare per contrapporre, come è giusto, i loro sogni, e non i loro interessi, al nostro discorrere. Che accettino in pace santa le critiche nelle quali si esercita il nostro modo di fare politica.

Già le critiche. Se mai c’è un segno dei tempi, questo è il fastidio e l’irrisione che vengono riservati a chi osa criticare il potere: dal governo all’A.N.M. (se è lecito paragonare le piccole cose alle grandi) chi critica è un comunista, un utopista (leggi: è un fesso), uno squilibrato, uno sfascista, etc etc.

La storia è vecchia: «Rispose loro quell’uomo: “Proprio questo è strano che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi?” (…) Gli replicarono: “Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?” E lo cacciarono fuori» (Vangelo di Giovanni).

Il cieco nato non voleva insegnare nulla a nessuno, anzi per verità non capiva neppure ciò che gli era accaduto. Ma non sapeva mentire e diceva quel che pensava.

Ciò era intollerabile per i farisei costituiti in potere.

Il grado di democraticità di un potere lo si ricava dalla sorte riservata alle critiche.

“Eppure mi ha aperto gli occhi” proclamava il cieco nato; “E pur si muove” ripeteva testardamente Galilei.

L’uno e l’altro proponevano al Potere la “loro” verità, ma questa non fu accolta.

Per “accogliere” qualcuno o qualcosa occorre non essere ingessato nel proprio interesse e accettare il limite altrui.

Se chi sarà oggetto delle nostre critiche non farà prevalere il suo interesse; se non ci sbatterà in faccia il suo “io son chi sono e mi s’ha da portare rispetto”; se, soprattutto, in nome del nostro disinteresse sarà benevolo nei confronti dei nostri limiti e dei nostri errori, vorrà dire che il nostro impegno produrrà un effetto ben maggiore di chi si illude di modificare “dal di dentro” la logica dell’appartenenza.

Se, al contrario, non saremo accolti, state sicuri che i nostri “eppure” faranno, alla lunga, assi più rumore di qualsiasi impegno partitico, perché, come dicevano i medievali, bonum est diffusivum sui: ciò che è bene è, per sua natura, destinato a diffondersi.


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Dic 29

di Roberto Scarpinato
(Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Palermo)

da Corriere Economia del 22 dicembre 2008

Il discorso pubblico sulla corruzione continua a restare arenato, tranne poche eccezioni, nelle secche dell’abusato clichè della questione morale e degli appelli a una volenterosa autocorrezione.

Eppure la storia mostra come la cosiddetta questione morale italiana si protragga ininterrottamente dagli albori dello Stato unitario.

Ben altri sono i rimedi necessari.

Nel 1893 il famoso crac della Banca romana che coinvolse circa 150 tra parlamentari, ministri, palazzinari, banchieri e giornalisti di grido, mise in luce come l’incapacità di autoregolazione della nomenclatura del tempo potesse innescare il rischio di default del Paese.

In quella circostanza fu necessario correre ai ripari mediante l’istituzione della Banca d’Italia, alla quale, con sano realismo fu assicurato nel tempo uno statuto di indipendenza dalla politica.

Allo stesso rischio il Paese fu esposto quando, dopo il crollo della prima Repubblica, ci si rese conto che la corruzione aveva generato un indebitamento tra i 150 mila e 250 mila miliardi, contribuendo a portare il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo dal 60% del 1980 al 118% del 1992, con un deficit di bilancio all’11 per cento.

Nella costante incapacità di autocorrezione del sistema, fu ancora una volta un’istituzione indipendente, la magistratura, a svolgere una funzione di salvaguardia interna, fermando la folle corsa alla vigilia di una deriva argentina, come attestò pubblicamente il governatore della Banca d’Italia.

In quel clima di emergenza democratica fu il governo tecnico Ciampi a porre le premesse per riagganciare il vagone Italia alla locomotiva Europa.

Tornando ad oggi, i più autorevoli studi economici hanno posto al centro delle loro analisi l’Italia come uno dei casi da analizzare per quantificare gli effetti distorsivi della corruzione sulle dinamiche macroeconomiche: divaricazione progressiva della forbice tra Nord e Sud in relazione al diverso tasso di corruttibilità della governance; percentuale degli interessi sul debito pubblico dovuti all’onere della corruzione; disaffezione di investitori stranieri per i titoli di Stato italiani; sperpero di fondi comunitari; effetto leva della forbice tra ricchi e poveri, tre volte superiore al resto d’Europa, e via di seguito.

Conclusione degli studiosi: nelle fasi di espansione del ciclo economico, il sistema è in grado di assorbire e metabolizzare tali oneri macroeconomici, così come avvenne negli anni del boom.

Nelle fasi di recessione come l’attuale, il costo globale della corruzione incrementa il rischio di collasso economico.

Se questo è il quadro globale, si può comprendere come quel che sta accadendo sia ben di più che una Caporetto dell’etica pubblica; è il segnale di un pericolo di cedimento strutturale della casa comune, che imporrebbe una brusca inversione di rotta rispetto al sistematico indebolimento di tutti gli argini che ha caratterizzato l’ultimo quindicennio della stagione politica, tornando a rafforzare tutti i meccanismi di controllo.

Purtroppo, è desolante dovere prendere atto che l’agenda politica è invece fitta di iniziative di segno contrario.

Basti ricordare, per citare solo quelle più eclatanti, la proposta di sottrarre alla magistratura il potere di avviare le indagini per riservarlo esclusivamente alle Forze di Polizia, la cui progressione in carriera, a differenza che per i magistrati, è sostanzialmente nelle mani di vertici governativi e, quindi, della politica.

Se si tiene conto che i procedimenti in materia di corruzione, come dimostrano anche i casi alla ribalta della cronaca, coinvolgono uomini molto potenti del mondo politico ed economico, si possono coltivare serie perplessità sul futuro riservato a tali indagini.

E ancora si ponga mente alla proposta di vietare le intercettazioni per tutti i reati con pena inferiore ai dieci anni, tra i quali rientrano tutti i casi di corruzione, le truffe ai danni dello Stato e la stragrande maggioranza dei reati di colletti bianchi che determinano gravi ricadute economiche e sociali collettive.

Poiché l’esperienza sul campo dimostra come solo le intercettazioni riescano a penetrare l’omertà blindata e trasversale che permea il mondo della corruzione, si può ben comprendere che rinunciare a tale insostituibile strumento di indagine contribuirebbe al disarmo pressoché totale dello Stato e ad affievolire la speranza che dopo la disfatta di Caporetto vi possa essere la rivincita di Vittorio Veneto.


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Dic 29

Robot con il senso del tatto ispirati alla neurologia del ratto, computer che apprendono per prove ed errori come gli animali, enzimi che accelerano reazioni chimiche per produrre plastica…

Spesso l’essere umano, nell’inventare nuove tecnologie, imita la natura.
Ma ha mai fatto il contrario?

Ad esempio, ha mai applicato i principi dell’elettronica a un batterio?
Risposta affermativa.

Un nuovo batterio geneticamente modificato in modo da funzionare suscitando una risposta biologica in presenza di un segnale specifico, ideato e creato da un team italiano, coordinato da Paolo Magni, professore di ingegneria biomedica all’Università di Pavia, è valso la medaglia d’argento all’ iGEM 2008 (International Genetically Engineered Machine), il concorso di biologia sintetica organizzato dal Massachusetts Institute of Technology di Boston.
Per chi vuole approfondire:
http://www.thedailybit.net/index.php?method=section&action=zoom&id=2510
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Dic 29

Innumerevoli volte mi è capitato di parlare o di scrivere di evoluzione stellare, pianeti in formazione e di evoluzione del Sistema Solare, ma mai prima d’ora ho trattato un tema così attuale e spinoso come quello dei mutamenti climatici del nostro pianeta.

Confesso che i mutamenti climatici non sono mai stati in testa ai miei interessi scientifici. Non che prima d’ora non abbia mai pensato ai problemi del nostro strapazzato pianeta, ma è che di formazione non sono un climatologo o un meteorologo, anche se come appassionato di mare proprio a digiuno di meteorologia non sono.

Premesso che i fenomeni meteorologici che stiamo osservando in questi anni, mesi e giorni, sono estremi e tutt’altro che da sottovalutare, personalmente trovo poco etico l’uso che alcuni organi di informazione fanno delle disgrazie meteorologiche e climatiche del nostro pianeta, trasformandole in una sorta di real TV catastrofista, ripetitiva, ansiogena e molto poco scientifica, solo per far audience.

Vorrei per questo, ma non solo per questo, affrontare il discorso dei mutamenti climatici da un punto di vista non meteorologico ma planetologico, considerando l’evoluzione del clima del nostro pianeta come una naturale conseguenza della genesi del nostro sistema planetario e della succesiva evoluzione della sua stella: il Sole.

C’è bisogno di fare dell’astroclimatologia e partire dalla genesi del Sole? Si, credo che sia opportuno. Ai tempi dei miei studi scolastici che ormai risalgono al secolo scorso, capitava, ma capita anche oggi, che alcuni libri di testo fossero inadeguati e contenessero teorie scientifiche e idee tutt’altro che innovative, concetti appartenenti più alla storia della filosofia che alla scienza.

Ecco, questo è proprio lo scopo di questo post, esporre in diretta un’idea sull’evoluzione climatica non solo del nostro pianeta, ma di tutti i pianeti del nostro universo, ottenuta da fatti incontrovertibili; se volete, questo è il risultato di un brain-storming ottenuto a partire da elaborazioni personali di argomenti scientificamente complessi che non coinvolge direttamente e solo l’atmosfera terrestre ma l’intero Sistema Solare.
In questi ultimi quindici-vent’anni anni, le scoperte sulla genesi stellare hanno minato alla base alcune credenze che innalzavano il nostro sistema planetario a “pezzo” unico nell’universo. L’osservazione ripetuta della formazione di nuove stelle e del modo in cui una stella in formazione accrescendo il proprio disco di gas e polveri che la circonda contribuisce alla preparazione della materia prima con cui si formeranno i suoi futuri pianeti, ha permesso di raggiungere una solida consapevolezza che gli eventi che hanno contribuito a formare il Sistema Solare non sono unici nell’universo, ma in ogni luogo che abbia le condizioni fisiche adeguate la formazione di un sistema planetario è una routine.

Quando in una protostella (cioè in una stella in formazione) le condizioni di pressione gravitazionale e temperatura interna sono sufficienti ad innescare le reazioni di fusione nucleare dell’idrogeno, la pressione di radiazione prodotta della luce emessa nelle reazioni di fusione termonucleare e dal vento stellare è tale da “soffiare via” il disco di gas e polveri che la circonda. La protostella a questo punto diventa una stella e si colloca con questo primo atto della sua esistenza in una particolare regione di un diagramma cartesiano HR colore - luminosità (HR dalle iniziali di Hertzsprung-Russell) che caratterizza tutte le giovani stelle.

Nel 1994 chiesi a un mio autorevole collega e amico che studiava e simulava al computer i processi di nucleosintesi stellare, se ci fossero degli studi atti a rivelare delle differenze tra stelle di popolazione I causate dalle diverse percentuali degli elementi presenti nel nucleo stellare. Mi guardò come se avessi detto un’eresia e mi disse: “… ma no! Le differenze di composizione non sono sufficienti a produrre variazioni misurabili o osservabili …“.Mi spiego meglio. Le stelle più antiche, le prime stelle che si sono formate a partire dalla materia primordiale, erano formate esclusivamente da grandissime quantità di idrogeno ed elio. Queste stelle classificate come di popolazione II o a volte anche di pololazione III, si sono oggi ormai estinte finendo verosimilmente la loro vita in gigantesche supernove o in Black-hole estremamente massivi che ora governano gravitazionalmente i nuclei di tutte le galassie compresa la nostra. Le stelle più recenti (di popolazione I), per capirci, quelle che si sono formate per attrazione gravitazionale da residui di idrogeno ed elio già contaminato in misura variabile dalla materia più pesante dell’elio, prodotta per nucleosintesi in generazioni e generazioni di stelle di popolazione II e I, contengono elementi pesanti come carbonio, ferro e tutti gli altri elementi della tavola periodica in grandi quantità e soprattutto in differenti proporzioni. Ora, se una stella si forma a partire da una frazione consistente di elementi pesanti, oltre ad una buona dose di idrogeno ed elio indispensabile per la fase iniziale di combustione, in base alle proporzioni degli elementi che la formano dovrebbe avere un ciclo di combustione che sfrutta maggiormente gli elementi pesanti (ciclo C-N-O), sicuramente competitivo con quello dell’idrogeno (ciclo H). Ciò dovrebbe comportare, data la minor energia prodotta, una maggiore instabilità gravitazionale e di conseguenza la stella in base alla sua massa potrebbe abbandonare più rapidamente delle altre la sequenza principale del diagramma di Hertzsprung-Rassell che, in un certo senso, rappresenta il giardino di infanzia delle stelle. Proprio a queste differenze evolutive mi riferivo allora.
In generale l’evoluzione di tutte le stelle è caratterizzata da fasi successive di contrazione gravitazionale e successiva riespansione: una vera e propria pulsazione necessaria a innescare il bruciamento nucleare di elementi via via più pesanti che si formano quando l’idrogeno residuo diminuisce e si avvicina al novanta per cento della massa totale della stella. In stelle nascenti già con una marcata presenza di elementi pesanti, questo processo dovrebbe essere più marcato e violento, avvenendo prima che in altre stelle più pure. Durante queste fasi si verificano sempre forti rimescolamenti della massa interna, un po’ come in una pentola in ebollizione. Il rimescolamento ha la funzione di portare gli elementi più pesanti verso la superficie e l’idrogeno verso il nucleo stellare. Può capitare non raramente che eccessi di energia diano vita a emissioni nello spazio di materia ionizzata e a sbuffi di materia più pesante dell’idrogeno. In una prima fase la materia emessa circonda la stella orbitando per poi ricadere sulla sua superficie solo se la velocità di eiezione è inferiore alla velocità di fuga dall’astro. Questo fenomeno di “inquinamento” dello spazio interstellare è sicuramente più frequente in stelle in cui la percentuale degli elementi pesanti è fortemente anomala, quindi più alta che in altre stelle.
La materia emessa, dispersa nel vuoto circostante, si va a sommare con l’eventuale materia residua che non è stata attratta dalla stella durante la sua formazione ed è ancora in orbita intorno all’astro formando dei veri e propri dischi di polveri e gas, detti dischi protoplanetari. La materia orbitante inizialmente diffusa intorno all’intera sfera dell’astro, tende nel tempo a concentrarsi sul piano equatoriale stellare ed è visibile da osservatori esterni sotto forma di pulviscolo più o meno denso. Proprio questo inquinamento di elementi pesanti è la causa della formazione di un sistema planetario. Stelle pure, che non contengono elementi pesanti, non hanno sufficiente materia prima, quindi si potrebbe supporre che solo stelle nate dalla materia modificata da numerose generazioni stellari successive possono originare un sistema planetario e proprio questa potrebbe essere la loro caratteristica distintiva.
La teoria di Sofronov (detta anche di accrescimento dei planetesimi) descrive la formazione dei pianeti per mezzo di un processo di accrescimento gravitazionale; una specie di bombardamento reciproco tra corpuscoli di materia che a partire dal pulviscolo orbitante, aggrega polveri e frammenti trasformandoli prima in granuli sempre più grandi, poi in meteoriti, fino ad arrivare a planetesimi: degli abbozzi degli attuali pianeti. Ai giorni nostri questo processo è osservabile sotto forma di caduta di meteoriti e asteroidi sui pianeti del Sistema Solare. Insomma, i crateri che osserviamo sulla superficie lunare e il fenomeno delle stelle cadenti, sono la prova visibile di questo processo che per il nostro sistema planetario è durato poco più di cento milioni di anni.
Il processo di accrescimento coinvolge principalmente la materia che si trova sulla fascia equatoriale della stella, mentre la materia che si trova fuori da questa fascia, cioè quella più spostata verso i poli stellari non prende parte immediatamente al processo, ma si avvicina gradualmente e più lentamente ai pianeti in formazione, in parte venendo catturata in orbita, in parte, specialmente per i pianeti privi di atmosfera, ricadendo sulla superficie sotto forma di micrometeoriti.

Ora, questo processo dovrebbe essere sufficientemente lento da avvenire anche quando i pianeti sono strutturati e hanno iniziato il loro cammino evolutivo. Il pulviscolo che si avvicina ai pianeti, inquina lo spazio esterno circostante, assorbendo e riflettendo la radiazione stellare e riducendone l’illuminazione superficiale. Questo processo può avvenire a ondate successive, in quanto la materia che circonda la stella si compatta disponendosi su dischi sovrapposti, stratificati e separati, con differenti velocità orbitali e differente velocità di avvicinamento alla fascia equatoriale principale della stella. Ad ogni arrivo di un nuovo disco di polveri, corrisponde un aumento della densità di materia che si interpone tra stella e pianeta con una conseguente riduzione dell’irraggiamento globale.
Tre possibili indizi di questo processo sono:
(a) l’andamento a fasi alterne successive del riscaldamento e raffreddamento del nostro pianeta (vedere grafico delle temperature qui sotto) che potrebbero essere correlate con le fasi di ricaduta periodica del pulviscolo orbitale;(b) la presenza contemporanea durante o subito dopo le fasi di raffreddamento di tracce di elementi tipici della composizione stellare nei ghiacci polari. La loro presenza può essere giustificata solo con il fatto che il pulviscolo principalmente formato da micrometeoriti è ricaduto sulla superficie del pianeta, specialmente ai poli, dove la forza centrifuga tipica dei processi orbitali è pressoché nulla;(c) le immagini attuali di altri sistemi planetari in formazione scattate dal telescopio orbitale Hubble, che mettono in evidenza come i pianeti già formati siano immersi in nubi di polveri non solo sul piano orbitale.

Assumendo che questi processi possano aver causato una successione di abbassamenti e innalzamenti della temperatura sulla superficie terrestre correlati con l’alternarsi della comparsa e scomparsa dell’effetto schermo prodotto dal pulviscolo di materia stellare, notiamo che l’alternarsi delle fasi di raffreddamento e riscaldamento sono soggette ad una marcata periodicità e proprio in corrispondenza di un massimo del riscaldamento, l’ultimo verso destra del grafico (che corrisponderebbe alla scomparsa del pulviscolo stellare in ricaduta), si nota la sovrapposizione di una fase di riscaldamento anomala sicuramente prodotta per effetto serra dall’inquinamento industriale globale attuale.

Con buona volontà e una necessaria stretta coperazione tra le nazioni per combattere le cause del surriscaldamento globale, in circa cinquanta-cento anni si potrebbe rientrare forse in una certa normalità, soprattutto bloccando lo scioglimento anomalo delle calotte polari, ma la temperatura che in questo caso (basta guardare il grafico e seguirne la periodicità) si raggiungerebbe, non potrebbe corrispondere alla temperatura che ci farebbe comodo, ma a quella tipica di un periodo di riscaldamento simile al periodo medioevale o al periodo che va da 7000 a 4000 anni fa. L’effetto durerebbe sino all’arrivo di una successiva era glaciale prodotta dal transito di un disco di pulviscolo stellare.Se fosse veramente così, il nostro pianeta forse ora non corre un rischio terribile come si teme, perché che ci piaccia o no il disco di polveri interstellari prima o poi transiterà abbassando la temperatura del nostro pianeta sino alle temperature tipiche di una piccola era glaciale forse simile a quella da cui siamo appena usciti (1300-1850 d.c.): comunque sia, il riscaldamento attuale è anomalo e rischia di produrre dei danni irreversibili sull’ambiente che mettono a rischio la sopravvivenza di molte specie animali compresa la nostra, una responsabilità troppo grande con la quale non dobbiamo assolutamente abituarci a convivere.
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Dic 29

di Roberto Bovolenta

Un team di scienziati italiani delle Università di Anversa e Trieste ha portato a termine con successo un esperimento in cui alcune cellule nervose sono state collegate a nanotubi di carbonio, favorendo così un incremento del messaggio nervoso. È forse il primo passo verso il cervello bionico?

Dal famoso telefilm degli anni Settanta “L’uomo da sei milioni di dollari”, passando poi per “Robocop” e “Terminator”, il mito del cyborg e dell’uomo bionico è andato a braccetto con gli impressionanti progressi della bio-ingegneria; l’ultima frontiera sembra essere quella della fusione tra cervello e nanotecnologia, grazie ad una scoperta tutta (o quasi) italiana.

La rete dei pensieri.
Il nostro sistema nervoso è composto da una fitta rete neurale, la cui disposizione permette a ciascun neurone di entrare in contatto con altri neuroni confinanti per mezzo di complesse ramificazioni chiamate dendriti; grazie a questa distribuzione, viene permessa la comunicazione anche fra zone cerebrali distanti fra loro.
L’informazione nervosa viaggia sotto forma di segnale elettrico emesso dal corpo del neurone. L’impulso viene poi propagato attraverso il suo ramo principale, l’assone, e va ad eccitare la membrana di altri neuroni attraverso il rilascio di messaggeri chimici, chiamati neurotrasmettitori. In presenza di gravi lesioni come traumi o ictus, il percorso dell’impulso nervoso potrebbe indebolirsi o addirittura arrestarsi.

Nanotubi in soccorso.
La speranza per coloro che hanno subito gravi danni irreversibili al sistema nervoso viene da un esperimento pubblicato sulla rivista “Nature Nanotechnology” da Michele Giugliano, italiano che lavora all’Università di Anversa e da Laura Ballerini e Maurizio Prato dell’Università di Trieste presso il centro Brain.

L’esperimento ha visto protagonisti sottilissimi nanotubi in carbonio, dotati di una capacità di conduzione elettrica tale da renderli idonei per la creazione di collegamenti fra neuroni, evento questo che si è verificato con successo. La loro natura, inoltre, sembra renderli più adattabili degli elettrodi metallici alla struttura della membrana neuronale, perché capaci di creare giunzioni e collegamenti più naturali.


Un’immagine microscopica della connessione nanotubi-neuroni ( da www.elettra.trieste.it)

Il cervello del futuro.
L’applicazione prioritaria di questa scoperta sarà la creazione di speciali “by-pass” neurali, fatti di nanotubi, che agiranno da ponti fra le connessioni interrotte nelle vittime di danni al cervello, in modo da ripristinare le corrette funzioni cerebrali, forse addirittura potenziandone le capacità.

Inoltre, si prospettano interessanti sviluppi anche nell’ambito delle interfacce cervello-macchina, dove i nanotubi verrebbero implementati nell’ultimo tratto di collegamento al cervello e connessi ad arti meccanici guidati con la sola forza del pensiero: una grande speranza dunque per chi ha subito gravi traumi alla colonna vertebrale ed è rimasto paralizzato.

Forse non acquisiremo mai i superpoteri dell’uomo da sei milioni di dollari o la mente computerizzata di Robocop: di certo, però, la bionica sarà sempre più una grande alleata nella difesa della vita umana.

Roberto Bovolenta, Fisico.
Si è occupato di nanostrutture artificiali
e nuovi metodi per misurazioni fluidodinamiche,
questi ultimi presso l’istituto Imamoter del CNR.
Collabora con Gravità Zero e The Daily Bit


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Dic 27

by Cinema&Viaggi

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Dic 27


Esistono tanti modi per passare il tempo libero. Fra questi, alcuni possono essere più o meno costosi. Eppure, nonostante l’inflazione e la crisi economica, c’è ancora un ottimo sistema – completamente gratuito – per divertirsi. Basta veramente poco: un luogo distante circa 50 chilometri dalla città, magari a 700 metri sul livello del mare. A questi ingredienti aggiungiamo una serata splendidamente limpida come quella di sabato 7 dicembre 2008; una luna purtroppo al primo quarto certo, ma che lascia comunque una bella fetta di cielo nero da scrutare.
Non servono binocoli, né telescopi, piuttosto conviene portare con sé una piccola torcia e un atlante stellare. Eventualmente un raggio laser verde per uso astronomico può aiutare ad individuare le costellazioni nel cielo.

In questo periodo gli atlanti suggeriscono di attendere la mezzanotte per osservare le costellazioni invernali, come l’Auriga, il Toro, Orione e il Cane Maggiore. Ciò è dovuto al fatto che spesso la fascia bassa di cielo sull’orizzonte è inquinata dalle luci delle grandi città, e dunque occorre aspettare le ore più tarde. In realtà, il luogo tipico che abbiamo precedentemente suggerito consente ottime osservazioni ad occhio nudo già fra le 22:00 e le 23:00.

Dal luogo in cui mi trovo gli alberi alti (anche se spogli) e la luna mi lasciano libero lo spazio di cielo in direzione sud e sud-est. E – proprio davanti a me – a metà strada fra l’orizzonte e lo zenit, si staglia la costellazione di Orione ed è completamente visibile ad occhio nudo. Con ciò intendo dire che non solo si vedono le spalle, la cintura e i piedi del Cacciatore, ma anche la testa, il braccio che regge la spada e quello che regge la pelle di leone e persino – sotto la cintura – la Grande Nebulosa di Orione, uno degli oggetti più famosi del cielo. Essa è formata da due oggetti, M42 ed M43 ed è composta da una gigantesca nube di idrogeno, che il flusso di raggi ultravioletti proveniente dalle stelle in essa contenute ionizza e rende luminosa.

Sopra Orione è facilmente individuabile la costellazione del Toro, a forma di “Y”, sdraiata sopra la testa del Cacciatore. Vicino alla confluenza dei rami della “Y” (o fionda) si può osservare la stella Aldebaran, l’occhio del Toro, una supergigante rossa. In prossimità di Aldebaran si vede un piccolo addensamento di oggetti poco luminosi: si tratta delle Iadi, un ammasso aperto, cioè un raggruppamento di alcune centinaia di stelle relativamente giovani, tenute insieme dall’attrazione gravitazionale.
Se si segue il ramo della fionda più a nord, cioè più vicino allo zenit, si incontra la splendida costellazione dell’Auriga, un pentagono di stelle che sembra una casetta stilizzata, ma che in realtà è un Cocchiere.
Nonostante ogni costellazione raffiguri una precisa immagine, è bello “inventare” nuove immagini, soprattutto se sono utili ad individuare meglio le costellazioni.
Il Cocchiere non si offenderà se lo vediamo come una Casetta, così come il Toro non protesterà se lo trasformiamo in Fionda e – infine - il Cacciatore lo possiamo facilmente delimitare come una gigantesca Caffettiera. Lui sì che si offenderà, e andrebbe trattato col giusto riguardo. Tanto è vero che si vantava addirittura di poter cacciare qualunque animale, ed aveva suscitato l’ira nientemeno che di Diana.

Nella costellazione dell’Auriga, la stella principale è senz’altro Capella, che – per luminosità – è la sesta nell’hit-parade della volta celeste. In realtà Capella è una stella doppia, le cui componenti sono entrambe giganti gialle che orbitano l’una attorno all’altra in 104 giorni.
Resta ancora da osservare il fedele compagno di Orione, il Cane Maggiore. Basta puntare i piedi del Cacciatore, unirli in un’ideale retta e prolungarla verso l’orizzonte: poco più in basso rispetto alla retta si individuerà facilmente la fulgida Sirio, la stella più importante della costellazione del Cane Maggiore, ma anche la più luminosa di tutto il cielo. Altro sistema per individuare Sirio è prolungare in direzione sud-est le tre stelle quasi perfettamente allineate che costituiscono la cintura del Cacciatore.

Si sono fatte le 23:00 ed ho assistito ad uno spettacolo superbo e completamente gratuito. Ora posso anche andare a dormire, non senza un’ultima occhiata a questo splendido cielo, sotto il quale mi sento una piccola briciola dell’Universo.

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Dic 27

A partire da aprile 2009 il prestigioso premio Pulitzer sarà assegnato anche a riviste e giornali che operano solo ed esclusivamente online.

E’ una svolta epocale, paragonabile all’assegnazione del Premio ad opere di divulgazione scientifica, che si ebbe solo 30 anni fa, quando il Pulitzer premiò per la prima volta un saggio scientifico scritto nientemeno che da Carl Sagan.

Le testate presenti su Internet sono infatti state fino ad oggi prevalentemente nobbate dalla lobby della stampa tradizionale.

Ma oggi viviamo in un’epoca in cui i giornali si leggono sempre e più quasi esclusivamente online (tanto che sono stati coniati neologismi come Citizen Journalism o open source journalism).

La riprova di questo è che licenziamenti e dimissioni si fanno sentire anche tra i colossi come il Wall Street Journal di Rupert Murdoch, dove più del 20% del settore editoriale ha problemi finanziari, accompagnati dal calo del 15% del volume pubblicitario in soli nove mesi.

Le categorie del Premio Pulitzer sono inoltre aumentate nel corso degli anni [qui l'elenco completo] e oggi coprendono anche settori inesistenti all’epoca della sua istituzione, come nel caso del blog journalism.

Nel settore della divulgazione scientifica ricordiamo, come accennato, il premio Pulitzer assegnato per la prima volta a un’opera di scienza a Carl Edward Sagan, uno dei maggiori astrofisici degli ultimi decenni.

I draghi dell’Eden, di Carl Sagan, è stato infatti il primo saggio scientifico a vincere un premio Pulitzer, nel 1978.

Negli anni ‘80 non c’era persona che non conoscesse il volto di Sagan, tanto la sua celebrità fece il giro del mondo grazie anche a programmi popolari di successo come “Cosmos”.

Docente di astronomia alla Cornell University, grande divulgatore scientifico, fondatore della Planetary Society, consulente della NASA per le missioni Mariner, Voyager e Viking, ideatore del progetto S.E.T.I. (Search For Extraterrestrial Intelligence), nonché autore di oltre trenta libri tra cui “Contact” dal quale è stato realizzato l’omonimo e film noto di fantascienza (attrice protagonista Jodie Foster) diretto da R.Zemeckis.

Sagan aprì la strada al Premio ad altri importanti divulgatori, tra cui ricordiamo tra tutti Armi, Acciaio e Malattie, Breve storia degli ultimi tredicimila anni (premio Pulitzer 1998) un saggio di Jared Diamond, tradotto in italiano da Luigi Civalleri per conto di Einaudi.

Assegnato per la prima volta nel 1917, il Premio Pulitzer venne istituito dal giornalista Ungherese-Americano e magnate della stampa statunitense Joseph Pulitzer (1847-1911) che, alla sua morte, lasciò i soldi alla Columbia University. Una parte del suo lascito è stata usata per la Scuola di giornalismo dell’università nel 1912.

Per approfondire:

Fine di un epoca: il premio Pulitzer ora anche alle testate su Internet

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Dic 27

Avete mai ricevuto gli auguri di Natale da un virus dell’influenza?

Sia che lo abbiate ricevuto, sia che siate sanissimi, ora potrete partecipare a un esperimento diventando voi stessi membri del team di ricerca!

Si, perché con il progetto di ricerca Influweb si sfrutta la caratteristica collaborativa della rete per il monitoraggio dell’influenza in Italia.

Influweb si basa su una piattaforma web interattiva, cui ogni utente può accedere per registrarsi, partecipare attivamente, fornire aggiornamenti su eventuali sintomi influenzali e ottenere informazioni utili sul virus dell’influenza.

Il progetto è nato nell’inverno 2003/2004, in Olanda e Belgio come sistema di monitoraggio per malattie di tipo influenzale (influenza-like-illness o ILI) utilizzando l’attività di volontari-utenti web (De Grote Griepmeting). Il successo del progetto, che ha visto coinvolti più di 30.000 partecipanti già nel primo anno, ha ispirato la messa a punto di un’iniziativa simile in Portogallo a partire dalla stagione invernale 2005/2006 (Gripenet). A partire dal 2008, il progetto è attivo anche in Italia con influweb.

I promotori di questo progetto sono fisici e scienziati dell’Indiana University, che si occupano delle studio di reti applicate all’epidemiologia. Ma grazie a loro l’iniziativa è tutta italiana, anzi torinese, come lo sono i principali artefici.

Abbiamo intervistato uno degli esperti e responsabili del progetto, il prof. Alessandro Vespignani (la trascrizione dell’intervista sarà presto qui disponibile) e invitato la prof.ssa Vittoria Colizza a parlarne al prossimo Convegno che si svolgerà a Torino sabato 17 gennaio 2009 dal titolo: Eccellenze al Femminile e patrocinato dalla Regione Piemonte.

In questo modo saranno loro a raccontarci come si svolge questo esperimento e perchè è così importante, a livello internazionale!

Ma per il momento vi invitiamo a entrare a far parte del progetto REGISTRANDOVI a INFLUWEB e partecipando così a una importante sperimentazione scientifica sul campo.

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Dic 27

Una delle competizioni canore più belle che abbiamo in Italia è sicuramente lo
lo Zecchino d’oro; purtroppo però grazie a Del Noce (direttore di RAI 1) dal 2007 è stato spostato al pomeriggio declassando quindi la sua importanza.

Sempre nel 2007 per la prima volta è stato anche tagliato via lo storico Topo Gigio per questione di costi…si per questione di costi! Insomma hanno distrutto una delle più belle trasmissioni che avevamo ed ucciso il topo italiano più famoso nel mondo. Cino Tortorella, in arte mago Zurlì, l’autore-ideatore-conduttore storico dello Zecchino, l’anno scorso si è lamentato della totale assenza di Fabrizio Del Noce affermando:

In tutti questi anni non ho mai visto il direttore né in prima né in seconda fila, né qui alla conferenza stampa né a Bologna, e dire che lo si vede in TV ovunque“.

Insomma lo Zecchino d’Oro, una parte genuina e storica che avevamo nella nostra televisione è stato trascurato a scapito di reality e cazzate simili che vanno in onda in prima serata dove di soldi ce ne sono sempre a palate.

Lo Zecchino d’Oro è anche stato premiato dall’UNESCO nell’aprile del 2008 con una targa “Patrimoni per una cultura di pace”, per chi non lo sapesse, dal 1961, lo Zecchino d’Oro è organizzato dall’Antoniano che raccoglie fondi da destinare in beneficenza.

Fortunatamente quest’ anno nonostante il budget ridotto, i bambini, meravigliosi come sempre, hanno dato il meglio di se ed hanno cantato splendidamente.

In alto trovate la canzone che ha vinto: Le piccole cose belle (Testo: Lodovico Saccol/Musica: Lodovico Saccol) - di Alice Risolino di San Donà di Piave.

Qui sotto un’altra canzone molto bella di cui mi piace tantissimo la parte finale: Giochi di parole (Testo: Mario Gardini/Musica: Carlo Maria Arosio) - cantata da Virginia Ruspini di Genova

Ed ecco anche una bellissima canzone ambientalista:

Tito e Tato (Testo: Vittorio Sessa Vitali/Musica: Renato Pareti) - Roberta Cassarino di Comiso e Dario Maggi di Borgosatollo (Vincitori dello Zecchino Blu):

Concludo con una delle canzoni che hanno fatto la storia dello zecchino, vincitrice dell’edizione del 1968: 44 gatti Quarantaquattro gatti (G. Casarini) - Cantata da Barbara Ferigo:

Spero tanto che l’anno prossimo, anno del cinquantenario dello Zecchino venga riportato in prima serata, almeno per la finale…ma non penso che accadrà.

Vi consiglio davvero di guardare i video che ho messo nel post perchè i pezzi sono veramente belli, anche meglio di molte del festival di SanRemo!

Qui il sito ufficiale dello Zecchino d’Oro dove trovate tantissimo altro materiale.
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Dic 25

CONSUETO CAMBIO NATALIZIO alla conduzione del buon vecchio Condor (ah, bei tempi andati: ora c’è anche l’ottimo blog). Luca e Matteo vanno in vacanza (pure Ilaria e Valeria) e arrivano Gianluca, Cinzia, Laura ed Enrico. Come di consueto, dalle 16 alle 17 su Radiodue. Ah: partecipate numerosi allo scambio di calze befanizie!
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Dic 25

CHRISTINE CHAPEL, OVVEROSIA Majel Roddenberry, è scomparsa giovedì scorso a 76 anni. La donna, attrice ed ex moglie di Gene Roddenberry (il creatore di Star Trek, morto da tempo), aveva una parte che gli appassionati della serie classica non possono non ricordare. Era infatti l’infermiera Christine Chapel in STOS, ma anche l’ambasciatrice Lwaxana Troi (madre di Deanna) in Next Generation e vari altri spin-off inclusa la mitica serie animata degli anni Settanta. Alla fine, è l’unico interprete ad essere comparso in ogni incarnazione del franchise Star Trek.


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Dic 25


Sabato 20/12 ore 18 P.zza Nettuno
Irrompiamo nel natale con un presidio itinerante, ricordando che la violenza
maschile su donne e lesbiche non va in vacanza. Saremo quindi presenti nelle
strade con cartelli, volantini e altro per proporre una befana femminista
che diffonda informazioni su forme di contrasto alla violenza e che
solleciti a tenere sempre alta l’attenzione su di se e sulle donne e
lesbiche chi ci stanno accanto.

Unitevi numerose e portate cartelli contro la violenza e se vi va
travestitevi da befane ..o .. come volete!

Coordinamento “Quelle che non ci stanno” - BolognaRete delle Donne di Bologna
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Dic 25

Titolo originale: Love actually
Nazione: Gran Bretagna
Anno: 2003
Genere: commedia, sentimentale
Durata: 2h10m
Regia: Richard Curtis
Sceneggiatura: Richard Curtis
Fotografia: Michael Coultier
Musiche: Craig Armstrong
Cast: Hugh Grant, Liam Neeson, Colin Firth, Laura Linney, Emma Thompson, Alan Rickman, Keira Knightley, Bill Nighy, Andrew Lincoln, Rowan Atkinson, Rodrigo Santoro, Chiwetel Ejiofor, Kris Marshall, Martin Freeman, Billy Bob Thornton, Olivia Olson

Trama
Uno scrittore fugge dalla città per dimenticare il tradimento della moglie immergendosi completamente nella scrittura nel suo nuovo libro, una donna sposata è affranta perché il marito ormai riserva attenzioni solo ad altre donne, una ragazza appena sposata non riesce ad andare d’accordo col miglior amico del marito, un uomo vedovo che prova a costruire un rapporto con il figlio adottivo Sam, una rockstar del passato che cerca di tornare sulla cresta dell’onda con un nuovo singolo natalizio e il Primo Ministro britannico che si innamora di una semplice ragazza che fa parte del suo staff. Queste ed altre piccole storie si intrecciano tra loro sullo sfondo di una scintillante Londra addobbata per il Natale.

Recensione
“Love actually - L’amore davvero” è una commedia sentimentale che sprizza amore in ogni momento delle sue dieci piccole storie. Il regista neozelandese Richard Curtis, noto sceneggiatore di commedie sentimentali di successo come “Notting Hill” ed “Il diario di Bridget Jones”, realizza un film semplice ed ordinario, ma curato nei particolari, riuscendo a raccontare l’amore nelle sue possibili sfaccettature. L’intreccio delle diverse storie mantene vivo l’interesse dello spettatore inducendo qualche piccolo momento di riflessione tra i tanti di divertimento. “Love actually - L’amore davvero” si pone tra le migliori commedie sentimentali britanniche anche per il suo eccezionale cast. Hugh Grant, istrionico nei panni del Primo Ministro innamorato, non troppo credibile come politico di rango, ma decisamente spassoso, Emma Thompson valida e riflessiva, Colin Firth nella storia forse meglio riuscita del film, Liam Neeson abile ed a tratti straordinariamente divertente, Keira Knightley bella ed incantevole (talmente angelica da desiderarne di continuo la presenza, piuttosto limitata) sono solo alcuni nomi dell’eccezionale cast britannico presente nel film. Merito anche di una comicità intelligente che non lascia spazio a momenti di inutile volgarità riuscendo a far apprezzare alcuni momenti sdolcinati ed i personaggi stereotipati, un prodotto natalizio lontano anni luce dai cinepanettoni nostrani. La colonna sonora di “Love actually - L’amore davvero”, composta da Craig Armstrong (uno dei migliori produttori di colonne sonore) è semplicemente eccezionale, diventando anche parte integrante nel film non solo con la versione natalizia di “Love is all around” dei Wet Wet Wet che diventa, per l’occasione, il singolo “Christmas is all around” che Billy Mack (Bill Nighy) cerca di portare in vetta alle classifiche musicali con un video di pessimo gusto ma deliziosamente divertente, ma anche con “All you need is love”, suonata e cantata durante il matrimonio di Peter (Chiwetel Ejiofor) e Juliet (Keira Knightley) rendendolo un momento divertente ma, al tempo stesso, idilliaco.
L’unico difetto che si può trovare è il mancato approfondimento di alcune storie, interrotte all’improvviso e riprese dopo troppo tempo anche quando stavano facendo vivere i loro momenti migliori. Ma si può concedere questa piccola mancanza, dovuta anche all’eccessiva quantità di storie che compongono la pellicola.
Tutte storie sicuramente già viste al cinema e sicuramente ricolme di uno spesso strato di glassa, ma “Love actually - L’amore davvero”, grazie ad una buona sceneggiatura, dialoghi brillanti ed alcune scene memorabili, è un film riuscito e piacevole.
Un film corale che offre con orgoglio una superficialità e che non vuole dare alcuna spiegazione sul significato della vita e dell’amore, ma guardandolo non potrete fare altro che innamorarvi dell’amore.

Voto: 8

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Dic 25

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Galileo. Giornale di scienza e problemi globali
entra ufficialmente tra i Media Partner del Convegno Eccellenze al Femminile“, che si terrà a Torino sabato 17 gennaio 2009 presso il Centro Congressi della Regione Piemonte.

“Eccellenze al Femminile” vuole essere un momento di riflessione sull’importanza crescente che il pensiero femminile svolge nella nostra società.

In un contesto socio-economico complesso, fortemente dinamico e mutevole, il convegno “Eccellenze al femminile” si pone l’obiettivo di sottolineare il ruolo sempre più determinante della donna in ogni ambito: dall’imprenditoria alla ricerca, passando per la politica, l’arte, la cultura.

Tra le personalità di spicco del mondo della ricerca parteciperanno come relatrici:

Piera Levi-Montalcini, Presidente Associazione Levi Montalcini - Elsa Fornero, Professore Ordinario Università di Torino e Coordinatore scientifico del CeRP - Vittoria Colizza - Research Scientist - Fondazione ISI - Elena Cattaneo, Professore Ordinario - Facoltà di Farmacia - Università degli Studi di Milano - Maria Rosa Menzio, Matematica, regista e saggista.

Eccellenze al Femminile
Sabato 17 gennaio 2009 - ore 9,30
Sala Conferenze Regione Piemonte
Corso Stati Uniti 23, Torino [vedi mappa]

Ingresso libero, previa registrazione
tramite il sito www.eccellenzealfemminile.org



Galileo. Giornale di scienza e problemi globali
è la prima testata giornalistica italiana online dedicata ai temi della ricerca scientifica e tecnologica e ai problemi politico-sociali globali, come la tutela dell’ambiente, i diritti umani e la pace.

Il giornale è stato fondato a Roma nel gennaio del 1996 da un gruppo di scienziati e di giornalisti scientifici.

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Dic 25

La Thuile (Valle d’Aosta) ospiterà l’edizione 2009 delle “Rencontres de physique de la Vallée d’Aoste“, convegno scientifico giunto alla 23/a edizione. L’appuntamento è dal primo al 7 marzo 2009.

Si tratta di una prestigiosa manifestazione scientifica a livello internazionale, nata nel 1986 e oggi ormai consolidata, per il suo elevato livello, nella considerazione delle maggiori università ed istituti di ricerca e laboratori del mondo.

Le “Rencontres” hanno dimostrato gli scorsi anni di presentare in anteprima assololuta alcune grandi scoperte scientifiche, tra cui quella della “Supernova 1987-A”.

A La Thuile si sono già incontrati in passato fisici prestigiosi come i premi Nobel Rubbia, Perle, Glashow, Ting e Giacconi.

Nella settimana di lavoro dell’edizione 2009 sono previste oltre 50 relazioni, tra cui quelle di Luciano Maiani, presidente del Cnr, James Cronin dell’Università di Chicago, Chen-Chin dell’Università di Taiwan, e Sergio Bertolucci, direttore di ricerca al Cern.
Il programma:

lunedì 2 marzo
Analisi della situazione della ricerca nel settore dell’astrofisica e della cosmologia, con relazioni in ambito teorico-sperimentale e con particolare riferimento alla fisica del neutrino

martedì 3, mercoledì 4 marzo
presentazione dei risultati dei maggiori esperimenti sui ‘colliders’ adronici in corso nei vari laboratori internazionali, con particolare riferimento alla grande macchina acceleratrice Lhc del Cern di Ginevra

giovedì 5 marzo
analisi degli aspetti teorici e sperimentali della ‘Fisica delle collisioni elettronepositrone’;

venerdì 6 marzo
presentazione delle ultime ricerche sui ‘quark pesanti’, i più piccoli costituenti della materia;

sabato 7 marzo
esame del ‘modello standard’, il quadro di riferimento logico-concettuale per la comprensione delle relazioni tra le varie ‘famiglie’ di particelle elementari.

Les Rencontres de Physique
de la Vallée d’Aoste
This is the twenty-third Workshop in Particle Physics being held yearly at the Planibel Hotel of La Thuile, Aosta Valley. La Thuile is a beautiful mountain village located 1450 m a.sl., about 40 km north of the city of Aosta, on the road to the Mont Blanc. The hotel is at the bottom of a vast skiing area connected with the French ski resort La Rosiere and it is an outstanding complex for winter sports and congresses. The Rencontres will bring together about 120 active experimentalists and theorists, as well as a number of young students supported by the Organizers, to review the status and the future prospects in elementary particle physics.La Thuile, Aosta Valley, Italy
March 1- 7, 2009

http://agenda.infn.it/conferenceDisplay.py?confId=930

Poster of the conference

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Dic 25

Domani è Natale, una festa di cui ho parlato spesso sul blog spiegando come in realtà essa derivi dalla rinascita del sole (le giornate iniziano ad allungarsi), mentre di Gesù non si sa neanche il suo anno di nascita, ne il mese o il giorno.

Vi lascio con la letterina di Luciana Littizzetto a Babbo Natale di quest’ anno e vi auguro un felice e sereno Natale.
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Dic 25

Tratto dal Blog di Nalya che me l’ha segnalato:

Tra poco tempo l’Assemblea Regionale Siciliana dovrà decidere sul piano energetico della nostra terra. Considerate le dichiarazioni precedenti di Lombardo e la voglia nazionale di sviluppare l’energia nucleare, qualcuno si è messo in moto affinché sia chiara l’idea della popolazione siciliana nel dire no al nucleare e si alle energie rinnovabili creando questa petizione.

Invito tutti a firmarla e diffonderla.

Ecco il link: Solare come Sicilia

“Il nuovo solare termodinamico ad alta temperatura, l’energia catturata dagli specchi parabolici e immagazzinata da un fluido salino, è la terza via delle rinnovabili. Una fonte pulita, perfettamente competitiva, abbondante e sicura. Basta un quadrato di tre chilometri di lato, la lunghezza di una pista di aeroporto, per ottenere la stessa energia di una centrale nucleare. E per giunta è tecnologia italiana: una ricchezza che possiamo utilizzare direttamente ed esportare”. Non è il solito ambientalista che parla, ma il premio Nobel Carlo Rubbia in una intervista del 2004 nella quale presentava il suo progetto “Archimede” per realizzare a Priolo (SR), presso la centrale dell’ENEL, un impianto da 20 MW.

Nella più assoluta indifferenza della classe politica isolana, pur capace di condizionare -allora come oggi- il Governo nazionale e mentre per il controllo di riserve petrolifere si scatenava in Iraq una guerra, l’opportunità di caratterizzare la Sicilia come luogo di produzione di energia alternativa agli idrocarburi fu persa e il progetto fu notevolmente ridimensionato. Rubbia abbandonò in seguito l’ENEA e fu chiamato dal Governo spagnolo che riconobbe al brevetto di Rubbia gli incentivi negati in Italia.

Con questa petizione chiediamo al Governo Lombardo, in procinto di varare il piano energetico regionale, di non prevedere o consentire l’insediamento in Sicilia di centrali nucleari, ma di caratterizzare la nostra isola per l’innovazione nello sfruttamento di energie da fonte rinnovabile, a cominciare dal solare termodinamico.

In alto trovate un video sul fotovoltaico e conto energia molto istruttivo. Si vede anche quanto sole abbiamo qui in Sicilia, utilizzare il nostro suolo per una centrale nucleare invece di un impianto ad energia solare sarebbe pura follia.

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Dic 25

Vi segnalo un incredibile commento rilasciato oggi da Adduso:

Auto blu, in Italia record mondiale: 607.918 unità

Roma, 21 dic. (Apcom) - L’Italia registra un nuovo record mondiale di “auto blu”, aumentate del 6% in due anni e arrivate così a 607.918 unità, secondo uno studio realizzato da Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani con “Lo Sportello del Contribuente”. Un dossier compilato analizzando il parco auto esistente, sia proprie che in leasing, in noleggio operativo ed in noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private, Società per azioni a totale partecipazione pubblica.

Il risultato è che in Italia si è passati da 574.215 a 607.918 auto blu. Dopo la legge del 1991 che limitava l’uso esclusivo delle auto blu ai soli ministri, sottosegretari e ad alcuni Direttori generali, si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati.

La classifica dei paesi che utilizzano le “auto blu” vede oggi al comando l’Italia con 607.918 seguita dagli USA con 75.000, Francia con 64.000, Regno Unito con 55.000, Germania con 53.000, Turchia con 52.000, Spagna con 42.000, Giappone, con 31.000, Grecia con 30.000 e Portogallo con 23.000.

“In Italia gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite …”

Leggere questa notizia mi ha fatto venire veramente un senso di nausea, da questi dati si capisce come o politici Italiani pensino più alle loro comodità che ad altro, è incredibile la differenza con gli altri stati, veramente imbarazzante! VERGOGNA!
In alto trovate un servizio di Alessandro Sortino sull’abuso di potere che fanno tutte queste auto blu presenti in Italia.
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Dic 25

Ieri ho parlato di tutti i problemi che ha creato in Italia la Social Card, quindi oggi per la rubrica dei video divertenti, mi riaggancio al post precedente e vi propongo un video di Luciana Littizzetto a “che tempo che fa” dove parla proprio di quest’argomento.
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Dic 25


In questi giorni le poste sono assediate dalla povera gente che cerca di ottenere la Social Card, l’ultima pazza invenzione di questo governo al quale piace fare le cose complicate e dispendiose, poteva tranquillamente aggiungere i 40 euro negli stipendi invece di progettare e realizzare questa carta che non fa altro che complicare la vita ai poveri.
Guardate un po in alto cosa succede a Catania…

Qui sotto una lettera che è arriva ad Antonio di Pietro su questa Sociale Card:

Caro Antonio,
giovedì ho accompagnato i miei genitori di 75 e 78 anni e con un reddito di 450 e 480 euro ciascuno, presso l’ufficio postale di Silvi Marina, in provincia di Teramo, per ritirare i moduli della “social card” presso l’Ente Patronato.
Ma davanti al commercialista dell’Ente, la grande sorpresa, o l’immensa bufala. Secondo la legge, che stabilisce i requisiti per l’attribuzione della stessa, i miei genitori non hanno diritto alla “social card”, poiché nell’abitazione di cui usufruiscono e risiedono, senza esserne proprietari, ma usufruttuari, vi è il “garage“. Vien da sorridere ma è così, il garage viene considerato “immobile di lusso“, quindi fa reddito. Anche se ne usufruisci, ossia anche se non lo possiedi. Questo è stato sufficiente per non avere avuto riconosciuto il diritto alla “social card”. Assurdo!
Spero lei consideri il fatto sconcertante e voglia renderlo pubblico. Gli italiani non meritano di essere presi più in giro in un momento in cui la solidarietà e l’aiuto dello Stato dovrebbe rappresentare un dovere.
Nella giornata di oggi mio padre ha saputo dall’Ente Patronato, che altri pensionati non hanno ricevuto lo stesso diritto per lo stesso motivo e che sarebbero andati a protestare nelle sedi INPS interessate.
In Italia i proprietari di immobili superano 85% della popolazione e di questo il 75% ha un garage. Questo governo lo sapeva anche prima di fare la bufala della SOCIAL CARD. E allora a chi pensava di darne i benefici? Perché allora non ha spiegato prima queste cose ai cittadini, invece di illuderli, e mortificarli?
Come si può commettere un’azione così meschina nei confronti di persone anziane e deboli, che non sanno come difendersi?
Romandini Riccardo


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Dic 25


Sicuramente uno dei migliori modi che abbiamo oggi per smaltire i rifiuti è quello di trasformarli in arte. In alto trovate un esempio di cosa si può fare con dei pezzi di bicicletta.

Il comune di Prignano nel 2006 ha organizzato un concorso chiamato Rifiutinarte dove degli artisti sono stati chiamati a realizzare delle opere con solo materiali di riciclo; esiste anche un sito chiamato Riciclarte che è il punto d’incontro della comunità di artisti italiani che fanno del riciclo la base della propria arte, prediligendo l’utilizzo di materiale di recupero per le proprie creazioni.
Gli artisti interessati ad esporre le proprie opere in pubblico possono inviare un email a info@riciclarte.it, qui la lista di gallerie che offrono questi spazi espositivi.

Adesso, invece di buttare tutto, pensate un attimo se potete trasformarli qualche meravigliosa opera d’arte invece di farli finire in discarica o bruciati da un inceneritore e trasformati in nanoparticelle e diossina.
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Dic 25

Una cosa che adoro del Blog di Beppe Grillo sono sicuramente i suoi comunicati politici. Oggi vi riporto quello che ha postato ieri perchè racchiude perfettamente il mio pensiero sugli ultimi avvenimenti politici avvenuti in Italia:

In Abruzzo metà degli elettori non ha votato. Chiodi ha vinto, Costantini ha perso, ma era uno contro tutti, uno contro Veltrusconi. Per il PDmenoelle era meglio una sconfitta disastrosa che la vittoria di un uomo pulito. E l’ha ottenuta. Il Pdmenoelle voleva come candidato, al posto di Costantini, il sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, arrestato subito dopo le elezioni. Se si fosse presentato e avesse vinto sarebbe stato sindaco per un paio d’ore.
Il partito che non c’è avanza. Alle ultime elezioni politiche (incostituzionali perché non permettevano la scelta del candidato) non ha votato un italiano su quattro, adesso un abruzzese su due. Le retate dei politici proseguono in tutta Italia. Dopo l’Abruzzo, la Basilicata con il fermo del deputato PDmenoelle Margiotta e l’arresto dell’amministratore delegato della Total. Dopo la Basilicata, Napoli con l’arresto di due assessori PDmenoelle e la richiesta di arresto per i parlamentari Italo Bocchino del PDL e Lusetti del PDmenoelle.
I vertici del PDmenoelle non si dimettono, piuttosto preferiscono andare in galera. La Iervolino riflette, D’Alema non si fa processare, Franceschini vuole (tenetevi forte) la questione morale al primo posto e Topo Gigio Veltroni aspetta istruzioni da Arcore e dichiara che “ha innovato troppo poco”. Bassolino sarà premiato dal PDmenoelle con la candidatura alle prossime elezioni europee. Anche Del Turco, appena uscito di galera, ha ottenuto rassicurazioni, ma dal PDL, per sbarcare a Bruxelles e fare una vera politica riformista. Il Parlamento italiano non basta più per contenere tutti gli inquisiti e i condannati. Per fortuna c’è l’Europa.
L’Italia sta sprofondando in un letamaio e in Parlamento si discute della riforma della Giustizia. C’è bisogno della riforma della Politica, non della Giustizia. Due milioni di disoccupati sono in movimento dal centro nord nella capitale. Non sentite gli zoccoli dei bisonti? Arriveranno prima loro o i magistrati? O ci sarà la famosa terza via, quella della fuga a Hammamet?
Vizzini, mi sente? Nella commissione del Senato(*) di cui lei è presidente è ferma la proposta di legge Parlamento Pulito. Un primo passo per la riforma della Politica. 350.000 persone hanno firmato. Se la legge non verrà discussa le inviterò a Roma per chiederle conto del suo silenzio. No ai pregiudicati in Parlamento, due legislature e poi a casa, voto di preferenza per il candidato. Non sono richieste straordinarie, ma l’ABC della democrazia.
PD e PDmenoelle sono due gemelli siamesi, se li separi muoiono entrambi. Hanno lo stesso cuore, lo stesso cervello, gli stessi pregiudicati.
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

P.S. Vi segnalo che aderendo alla sua iniziativa Free Blogger verrete linkati nel suo blog.

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Dic 25

Recentemente è stata scoperta una gravissima falla nel programma con cui la maggior parte delle persone naviga su internet ovvero Internet Explorer.

Microsoft per il momento non ha rilasciato alcun aggiornamento del programma e si presume che lo farà solo tra qualche settimana. Per il momento consiglio categoricamente di non utilizzare IE.

I pirati riescono a nascondere un programma infetto su siti, anche legittimi (finora ne sono stati colpiti oltre 10 mila) e quando l’utente naviga su di essi, sfruttando la falla del browser, riesce a trasferire il programma nel vostro PC che diventa immediatamente una porta sempre aperta per i pirati che vi potranno rubare password o compiere tantissime altre azioni dannose.

Le alternative ci sono eccome, io infatti utilizzo Firefox.

Vi ricordo che esistono anche altri programmi per navigare su internet altrettanto validi come ad esempio Opera o il nuovo Google Chrome che recentemente ha corretto molti bug che affliggevano la sua prima versione.

In conclusione questo è un motivo in più per non usare Internet Explorer. Non rischiate.

Link per scaricare Firefox
Link per scaricare Google Chrome
Link per scaricare Opera

P.S. I browser sono dei normali programmi potete usarli anche tutti, non andranno a sostituire internet explorer.

Aggiornamento: Visto la gravità della situazione Microsoft ha affermato che entro oggi sarà rilasciato l’aggiornamento per correggere il problema.
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Dic 25


Questa domenica, approfittando della bella giornata, mi sono fatto un giretto in bicicletta nei pressi del Biviere di Lentini, il lago più esteso della Sicilia.

Con mio rammarico, esattamente come due anni fa, non sono riuscito ad avvicinarmi alla costa del lago essendo recintato. Tra breve ci riandrò per vedere meglio se tutte le entrate sono bloccate o almeno una porzione è possibile visitarla.

Leggendo su Wikipedia ho inoltre scoperto che la presenza di questo bacino idrico potrebbe portare alla costruzione di una centrale nucleare nei paraggi…quindi per noi siciliani un motivo in più per batterci contro un ritorno al plutonio…e pensare che in Sicilia abbiamo così tanto sole! Altro che nucleare!

Passando dalla Strada statale 385 che porta a Scordia ho visto per strada decine prostitute (tutte di colore) è una zona molto battuta…(in tutti i sensi), la prossima volta eviterò di prendere quella strada e ci andrò da un’altra parte, allungo di oltre dieci di chilometri ma almeno evito di sentirmi dire da tutte “bello vieni che trombiamo” e non passo neanche dalla puzzolente discarica.

In alto potete vedere il giro di domenica tracciato manualmente con il righello di Google Earth, utilissimo per vedere le distanze ed i percorsi migliori, in basso al centro invece potete sapere l’altezza del punto in cui si trova il cursore (per impostarla in metri bisogna andare su Strumenti -> Opzioni -> Vista 3D -> Visualizza Elevazione in Metri) attivando il Terreno 3D in basso a sinistra.

Post simili:
Mappe con visuale a 360 gradi delle città italiane

P.S. Vi segnalo anche un’ incredibile vicenda avvenuta a Stefano Montanari:
L’anno scorso pescai un poliziotto che fumava alla Stazione Termini di Roma. Gli chiesi perché lo facesse se lì era vietato e lui mi portò all’ufficio di Polizia dove venni identificato e, chissà, catalogato tra i rompiscatole.

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Dic 25

Alcuni di voi mi hanno chiesto di spiegare come si fa ad inserire la possibilità di votare il post sul blogspot come ho fatto io, ecco quindi il procedimento:

Andate su “Layout” e poi su “Modifica Html” e cliccate su “Espandi i modelli widget

Nel template cercate la scritta:

(si trova poco dopo la metà) e inserite il seguente codice sotto di essa (e prima di ):



Infine cercate l’elemento (si trova in fondo) ed aggiungete la seguente stringa prima di esso:

————————————————————-

Qui sotto invece trovate il codice che ho inserito io su questo blog (l’ho personalizzato) e dove l’ho posizionato:



inserito sotto il comando

e sopra

Potete cambiare il colore “Blue” con: Indingo, Violet, Emerald, Green, Golden e Red o togliere la stringa starcolor se volete lasciare quello di base dello script ovvero rosa scuro.

Le istruzioni per inserirle su Wordpress ed altre ancora le trovate qui.

P.S. per far apparire i codici html nel post ho semplicemente sostituito tutti i simboli ”

Dic 25

Io e molti miei amici spesso invece di rispondere “No” ad una domanda rispondiamo “ma anche no“. Recentemente ho scoperto che questa “moda” arriva da un trailer di Marcello Macchia chiamato Anche no dove il protagonista dice appunto questa frase.

Il filmato potete vederlo in alto, mentre qui sotto anche quello di Mobbasta citato anche nel video sopra. Per la giornata dei video divertenti penso siano perfetti :)

Post simili:
L’ uomo che usciva la gente
Trailer divertenti

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Dic 25

Ecco la fine che ha fatto Detroit, una città messa in piedi dall’ industria automobilistica (video in alto).

I 1.900.000 abitanti degli anni 50 oggi si sono ridotti a 850.000, una città praticamente fallita con tantissimi palazzi abbandonati ed un altissimo degrado.

Fortunatamente però stanno nascendo tantissimi orti urbani ed un gruppo di persone ha pensato di fondare una associazione per il loro sviluppo ed organizzazione. Insomma la città sta passando da uno sviluppo assolutamente insostenibile ad uno sostenibile.

Qui un video su queste urban farming:

Ricordo a tutti che anche noi abbiamo una città che in buona percentuale si basa sull’ industria automobilistica ovvero Torino, per adesso non è successo nulla è “grazie” a Marchionne che è riuscito a risollevare la Fiat dal baratro ma se non usciranno presto modelli sostenibili la fine per la casa automobilistica torinese sarà inevitabile.

Fonte.
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Dic 25

Alessandro Marinaro, il regista del documentario su Orazio di Grazia “La bici sotto il vulcano” mi ha mandato un email con le prossime proiezioni del suo lavoro:

1) Oggi Venerdì 12 Dicembre ore 20:30 sala Lomax, cortile Archirotti, via Fornai 44, Catania.

2) Lunedi 22 Dicembre ore 20:30 presso la Biblioteca Comunale “G.Verga” di Sant’ Agata .Li Battiati.

3) Lunedi 29 Dicembre ore 20:30 presso Auditorium Sant’Anna, Zafferana Etnea.

Io vedrò di esserci questa sera. Non vedo l’ora di vederlo.
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Dic 25

Lo scorso 28 settembre, con un referendum popolare confermativo, l’Ecuador ha proclamato i diritti della natura nella propria carta costituzionale.

Ecco i 5 articoli:

Art. 1. La Natura, o Pachamama, dove la vita si riproduce ed esiste, ha il diritto di esistere, persistere, mantenere e rigenerare i propri cicli vitali, la propria struttura, le proprie funzioni ed i propri processi in seno all’evoluzione. Ogni persona, popolo, comunità o nazione, avrà la facoltà di chiedere il riconoscimento dei diritti della natura davanti agli organismi pubblici. L’applicazione e l’interpretazione di questi diritti seguirà i principi relativi sanciti dalla Costituzione.

Art. 2. La Natura gode del diritto di ripristino integrale. Questo ripristino integrale é indipendente dagli obblighi sulle persone fisiche e giuridiche o dello Stato per indennizzare il popolo o le collettività che dipendono dai sistemi naturali. Nei casi di impatto ambientale grave o irreversibile, lo Stato attuerà i meccanismi più efficienti per il ripristino, inclusi quelli provocati dallo sfruttamento delle risorse naturali non rinnovabili, e adotterà le misure adeguate per eliminare o mitigare le conseguenze ambientali dannose.

Art. 3. Lo Stato motiverà le persone fisiche e giuridiche al pari delle collettività per proteggere la natura; promuoverà il rispetto nei confronti degli elementi che formano un ecosistema.

Art. 4. Lo Stato attuerà ogni misura cautelativa e restrittiva in tutte le attività che possono condurre all’estinzione delle specie, la distruzione degli ecosistemi o l’alterazione permanente dei cicli naturali. É proibita l’introduzione di organismi e materiale organico e inorganico che può alterare in maniera definitiva il patrimonio genetico nazionale.

Art. 5. Le persone, il popolo, le comunità e le nazioni avranno il diritto di trarre benefici dall’ambiente e di creare benessere naturale che condurrà a uno stato di benessere.

L’ umanità pian piano si rendendo conto che senza la natura non è nulla, più abbiamo rispetto per il mondo più ciò che ci circonda sarà, limpido, colorato, vivo, splendente.

Spero tanto che tutti se ne rendano conto, se esiste una crisi economica è semplicemente perché pensavamo che si potesse crescere infinitamente in un mondo limitato sfruttando tutto lo sfruttabile senza porre alcun freno.

Apparteniamo alla specie homo sapiens sapiens, onoriamo la nostra presunta doppia sapienza che ci distingue dagli altri esseri viventi, dimostriamo di esserlo veramente ed iniziamo ognuno di noi ad avere un’ impronta ecologica non superiore a quanto il pianeta possa rigenerare (io ci riesco).

Ulteriori informazioni e riflessioni sui diritti della natura li trovate qui.

In alto vi ripropongo un bellissimo video sulla natura che calza a pennello per questo post.
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Dic 25

Mentre il mondo si prepara ad una rivoluzione energetica per salvare il pianeta e risollevarsi dalla catastrofe economica, mentre Al Gore parla con Obama per porre le basi per attuare la rivoluzione verde, il governo italiano ovviamente preferisce andare come sempre in leggera controtendenza e cerca in tutti i modi di ostacolare iil suo “sviluppo verde”, tra abolizione degli incentivi per l’efficienza energetica e l’obiezione al 20/20/20 che ci impone l’unione europea entro il 2020 (abbattimento delle emissioni dei gas serra del 20%, riduzione dei consumi energetici del 20%, produzione di energia da fonti rinnovabili al 20%).

Quando capiranno i nostri politici-imprenditori-mafiosi che i soldi a lungo termine si fanno rispettando l’ ambiente non distruggendolo e che non possiamo permetterci ancora di dipendere da petrolio carbone e porcherie simili?!

Forse avete sentito che tempo fa il governo voleva eliminare in modo retroattivo la detrazione fiscale del 55% per i lavori di miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili, grazie alle numerose proteste sollevate in rete, da qualche giornale e anche dalla trasmissione Caterpillar di Radio 2 il governo ha fatto marcia indietro.

Adesso comunque bisogna lottare per far si che il governo lasci i fondi anche a chi oggi o nei prossimi anni volesse la detrazione fiscale per i lavori di miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili. Per questo, vi segnalo la petizione da firmare, il post di Japoco Fo dove potete prelevare il banner qui sotto:

No al suicidio energetico!

e il post di Kuda al quale potete incatenarvi per segnalare la vostra adesione a questa battaglia.

Ecco anche il testo della petizione:

L’articolo 29 del DL 185, determina delle procedure per il meccanismo di incentivazione al risparmio energetico tramite le detrazioni fiscali del 55%; Il governo per porre rimedio alla crisi economica ha pensato bene di recuperare qualche soldino regolando le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Fin qui sembra tutto regolare ma andando a leggere con attenzione si evince che il tutto è retroattivo, e di conseguenza le migliaia di famiglie e aziende che hanno investito i loro capitali e i loro risparmi per una giusta causa (risparmio e salute) nella fiducia di poter recuperare il 55% dalle imposte si ritrovano oggi letteralmente TRUFFATI dallo stato, che prima ha promesso e poi non ha mantenuto.
Esprimiamo il desiderio non solo di eliminare la retroattività dell’art. 29, ma la sua totale cancellazione, in quanto esso va contro i principi del decreto stesso, e cioè sollevare il nostro paese dalla crisi. La detrazione del 55% porta nuovo lavoro, fa emergere il lavoro nero, aiuta le famiglie a investire ai fini del risparmio.
Per evitare che questo sia un precedente senza precedenti (forse) urliamo a tutti questa petizione e facciamola girare per il bene nostro e di tutti coloro che hanno creduto, e non vogliono smettere di farlo, nel risparmio energetico.

Lottiamo per la rivoluzione verde che è molto più importante dell’aumento di Iva a Sky di cui in questi giorni si è parlato tantissimo.

In alto, visto che calza a pennello, vi ripropongo un bellissimo spezzone del film di Al Gore, Una scomoda verità.
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Dic 25

Ieri ho letto l’incredibile notizia che a Detroit la Chiesa ha organizzato una messa per pregare contro la crisi del mercato automobilistico con dei luccicanti ed enormi SUV sul palco che nel mondo, tra inquinamento ed incidenti sono stati causa la causa di morte e sofferenze di milioni di persone con tutti i disastri ambientali annessi. Se Dio esiste farebbe fallire le case automobilistiche altro che salvarle!!!

La Chiesa non smette mai di stupirmi…dopo non aver voluto ufficialmente condannare gli stati che uccidono gli omosessuali ci mancavano solo le preghiere per i SUV!

Qui sotto a proposito, trovate il bellissimo intervento di Vladimir Luxuria ad Anno Zero sulla recente vicenda Chiesa-Omosessualità e sotto una parte del suo intervento alla manifestazione davanti al Vaticano di sabato di cui parlava da Santoro.

Per chi come me odia questi comportamenti inaccettabili della Chiesa, ne approfitto per ricordarvi della mia iniziativa contro il Papa e la Chiesa dove potete prendere il codice del banner ed aggiungerlo sul vostro blog:

IL PAPA CONDANNA QUESTO BLOG
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Dic 25

Per questa domenica di video divertenti vi propongo il video del mitico Diego Bianchi conosciuto anche come Zoro il quale parla al telefono con Veltroni sulla vicenda della vigilanza RAI.

Risate assicurate.
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Dic 25

Vi propongo il bellissimo video di Elio e le storie tese in difesa del Parco Sempione di Milano.

Per chi non lo sapesse questo gruppo ha recentemente deciso di rinunciare all’ ambrogino d’oro
come segno di protesta verso il comune non ha assegnato la gran medaglia ad Enzo Biagi e la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano.

Sono veramente dei grandi.

Ulteriori informazioni sull’ ambrogino d’oro le trovate qui.


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Dic 25

Ieri ho trovato su Youtube questo bellissimo video estratto della trasmissione “Pronto Chi Parla” di TNE, dove qualcuno grazie ad un SMS informa in diretta il conduttore che il sig. Giometto, personaggio politico vicentino, favorevole all’ ampliamento della base americana, ha la figlia sposata con un militare statunitense della Caserma Ederle di Vicenza e la nipotina che frequenta la scuola elementare americana (su suo ordine tra l’altro).

Vi consiglio veramente di guardarlo è molto divertente anche grazie ai conduttori che lo sputtanano in maniera egregia pubblicamente.

Ne approfitto del post su questo tema per riproporvi lo storico intervento di Franzina contro la base:


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Dic 25

Ieri sono stato contattato dal regista di “la bici sotto il vulcano” il documentario su Orazio di Grazia, noto anche come “il vecchietto con la bici” che è morto esattamente un mese fa.

Il regista che si chiama Alessandro Marinaro mi ha detto che questo mese ci saranno delle proiezioni del documentario e che mi contatterà appena possibile in modo che io possa anche avvisare tutti i lettori di Catania e dintorni del blog per andare a vederlo.

In alto potete vedere l’ ultima intervista video che è stata fatta ad Orazio su cui è stato montato anche un cortometraggio, chissà, magari un giorno qualcuno penserà di realizzare un film sulla storia di quest’ uomo ormai diventato leggenda nel catanese.

P.S. Come vedete ho inserito la possibilità di commentare i post del blog, la vostra opinione è importante, finalmente potrò vedere che genere di tematiche preferite maggiormente e di conseguenza fare più post su di esse. Lasciare un voto richiede solo un secondo, basta cliccare sulla stellina qui in basso.
Grazie a tutti per la collaborazione.

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Dic 25


Ieri purtroppo è stato ritrovato morto il turista Thomas Reichart il quale è scivolato su una lastra di ghiaccio a quota 2700 metri sull’Etna.

Thomas, laureato in biochimica, amava tanto fotografare i posti naturali ed era innamorato del nostro vulcano su cui ha fatto diversi album fotografici.

Vi lascio alle sue bellissime foto pubblicate su Flickr e lo ringrazio per il servizio che ha svolto per il bene di tutti noi che possiamo ammirare grazie a lui queste meraviglie e pensare quanto sia importante fare il possibile per preservarle.


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Dic 25

I ragazzi dell’associazione Terra! Onlus ieri hanno compiuto l’ennesima impresa facendo risvegliare Milano con tanti cartelli anti smog ed auto molto inquinanti.

La notizia di oggi invece è che il prototipo di auto elettrica della Fiat ad emissioni zero e ricaricabile con i pannelli fotovoltaici chiamata Phylla di cui avevo parlato tempo fa, è stata finalmente messa in prova e se tutto va bene dovrebbe essere commercializzata entro il 2010 anche se non credo che ci riusciranno.

Non ritengo che l’auto sia il mezzo ideale per spostarsi (soprattutto in città) in quanto anche risolvendo il problema delle emissioni rimane quello dello spazio occupato, degli incidenti, dei grandi costi e danni ambientali per realizzarle, ma comunque rispetto ai modelli che ci sono adesso in circolazione Phylla è un grandissimo passo in avanti.

Fortunatamente il mondo è sempre più sensibile ai problemi ambientali anche se negli ultimi anni le automobili nelle strade italiane sono aumentate ma forse finalmente quest’ anno anche grazie alla “crisi” per la prima volta il parco circolante si ridurrà.

Pian piano l’auto sta diventando un simbolo negativo nonostante ancora passiamo circa 10 minuti al giorno a guardare spot di automobili (tra internet, televisione, cinema, giornali, cartelloni pubblicitari ed altro), l’unica cosa che poteva salvarci da questo lavaggio del cervello era la crisi, avremo meno soldi ma sicuramente i polmoni più puliti e le città più sicure e vivibili.

In alto ed in basso due video dei ragazzi di Terra! Onlus a lavoro.


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Dic 25

Qualche giorno fa vi avevo parlato dei Bike messengers a Roma.

Oggi ho piacevolmente scoperto che un simile servizio è attivo anche a Milano ed anche loro cercano nuovi pedalatori disposti a trasportare i pacchi in giro per la città. Quindi se cercate un simile lavoro potete fare la richiesta in questa pagina mentre se dovete inviare un pacco dall’ altra parte della città senza inquinare ed in poco tempo non resta che fare una chiamata.

Qui trovate il loro numero di telefono ed i prezzi del servizio.

In alto un video del “Re” dei bike Messengers di New York, John Yacobellis.
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Dic 25

In questa domenica di video divertenti ci allieterà il mitico politico Cetto La Qualunque estrapolato da una puntata della trasmissione condotta da Fabio Fazio, Che tempo che fa.
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Dic 25

Ieri, anche per fare un piccolo resoconto a voi lettori (vista la mancanza di informazione al riguardo), ho assistito, armato di fotocamera, ad un interessante incontro dove si parlava di mobilità sostenibile a Catania con alcuni esperti del settore (purtroppo non ho potuto avvisarvi dell’ evento in quanto l’ho saputo solo il giorno prima).

Dovevano essere presenti il presidente della regione Raffaele Lombardo, il presidente della provincia Castiglione ed il sindaco di Catania Stancanelli (tutti di centro destra) ma forse hanno pensato che non era abbastanza importante la questione ed all’ ultimo minuto (anzi a conferenza iniziata) hanno fatto sapere che non sarebbero venuti, di conseguenza anche i giornalisti ed altre persone sono andate via. Complimenti! Come sempre i nostri politici dimostrano di essere molto seri e sensibili a questi problemi.

In ogni caso gli interventi sono stati molto interessanti, e sono stati:

Prof. Matteo Ignaccolo, Facoltà di Ingegneria
Pianificare la mobilità sostenibile in Europa

Prof. Angelo Messina, Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Trasporti, ambiente e cambiamento climatico

Prof.ssa Caterina Cirelli, Facoltà di Economia
Lo sviluppo economico sostenibile: relazioni tra infrastrutture e mobilità

Prof. Francesco Martinico, Facoltà di Architettura
I trasporti per la città sostenibile

Prof. Giuseppe Inturri, Facoltà di Ingegneria
L’insostenibilità e i costi del trasporto privato

Prof.ssa Lidia Proietti, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Effetti della mobilità sostenibile sulla salute

Prof.ssa Gabriella Alfieri, Facoltà di Lettere e Filosofia
Strategie, canali e modalità di comunicazione per la mobilità sostenibile

Prof.ssa Rita Palidda, Facoltà di Scienze Politiche
Telelavoro e formazione a distanza

Ing. Lorenzo Bertuccio, Euromobility
Inquadramento tecnico-normativo

Coordinamento Regionale FIAB Onlus
Il ruolo della mobilità ciclistica

Dott. Francesco Rapisarda, ing. Salvatore Caprì, MOMACT
Il Mobility Management dell’Università di Catania

Ing. Filippa Adornetto, Comune di Catania
Il Coordinamento d’Area dei Mobility Manager Aziendali

Ing. Vanni Calì, Provincia Regionale di Catania
Le iniziative della Provincia Regionale di Catania

Qui sotto vi riporto alcune slide proiettate che ho trovato interessanti:

In questa trovate un calcolo di quanto costa mensilmente avere un’ automobile di media cilindrata, circa 550 euro!
Nel grafico si evidenzia anche quanto i costi delle assicurazioni siano aumentate negli ultimi 10 anni:


Qui invece viene evidenziato come cambiano i mezzi utilizzati per lo spostamento in base alla distanza da percorrere, vengono confrontati anche i cambiamenti avvenuti dal 2000 al 2005:


In questo grafico purtroppo si evidenzia come in questi anni i mezzi motorizzati privati stanno aumentando mentre quelli sostenibili diminuendo:


Qui un dato veramente incredibile, con il passare del tempo i chilometri che ogni giorno percorriamo sono aumentati e di conseguenza anche il nostro tempo impiegato per spostarci che nel 2007 ha raggiunto superato i 65 minuti al giorno che per chi si muove in auto significa quindi stare oltre un ora a respirare i veleni dello smog che si accumulano nell’ abitacolo e stressarsi per via del traffico il quale inevitabilmente provoca dei danni seri alla società ed al singolo individuo:


Sotto un grafico che dimostra come l’Italia sia il seconda solo agli Stati Uniti come mezzi motorizzati privati per abitante, ciò comporta ovviamente il congestionamento della viabilità oltre ai problemi di inquinamento:


Purtroppo in questi anni il mezzo che più si è sviluppato è stato l’automobile con un trend di crescita veramente mostruoso:


Ecco un tristissimo dato sul trasporto pubblico che funziona bene in città come Londra o Tokyo ma è infinitamente arretrato nelle nostre città:


Qui un sondaggio effettuato dall’ università di Catania sui suoi dipendenti che ci illustra come essi si spostano per arrivare nelle varie sedi:
Incredibile vedere come il mezzo più veloce per gli spostamenti urbani e anche il più economico ed ecologico sia addirittura il meno usato! Mentre il più lento, costoso ed inquinante quello più gettonato e con ampissimo margine rispetto agli altri.

Alla conferenza hanno detto che tutte le slide proiettate verranno messe su internet, quando le trovo ovviamente ve lo segnalerò.

In conclusione l’ incontro è stato molto stimolante, tutti gli esperti che sono intervenuti sembravano motivati a fare qualcosa per migliorare questa situazione drammatica e da loro la speranza per un cambiamento in positivo era notevole…peccato che poi si pensa subito all’ assenza dei “boss” e si ritorna subito con i piedi per terra smettendo si sognare e pensando che anche questa volta queste saranno solo tante belle parole che non troveranno un effettiva messa in pratica. Dal canto nostro non ci resta che informare e continuare ad utilizzare la bici ed i mezzi pubblici.

P.S. Per il blog ieri ho impiegato praticamente tutta la giornata (dalle 9 alle 15 la conferenza) poi sono andato a dormire un paio d’ore perché stanco ed il tardo pomeriggio e dopo cena ho scritto il post, dico questo perché qualcuno si lamenta anche del fatto che ho messo il pulsante per le donazioni, il quale spesso non si rende conto di quanto lavoro ci sia dietro ad un blog con circa 2000 visite al giorno (con picchi di 130.000 al mese), tra post, ricerca delle notizie, email e commenti (alcuni di spam che andranno immediatamente cancellati) che mi arrivano a cui devi spesso rispondere. Ricevere ogni tanto un piccolo contributo dai propri lettori ti stimola e ti serve per andare avanti e con più determinazione.

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Dic 22

DOONESBURY AS USUAL, di Garry B. Trudeau


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Dic 22

SECONDO BUSINESSWEEK, LA Toyota potrebbe segnare quest’anno la sua prima perdita sui 12 mesi. Oltre alla crisi, è il crollo dello yen sul dollaro a fare casino. Ma secondo il settimanale economico, non è detto che comunque succeda, perché l’azienda (a differenza degli americani) sta lavorando da tempo per contenere la crisi, eliminare gli sprechi e rilanciare in varie direzioni.

Comunque, se Toyota va in rosso anche di poco, interrompe una serie storica notevole: non era in perdita dal 1949.
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Dic 22

POCHI GIORNI FA parlavo dei Fleetwood Mac e del motore di emozioni che i due membri che si sono aggiunti in un secondo momento (il 1975) rispetto alla fondazione della band (il 1967) hanno saputo generare. Ebbene, sia Lindsey Buckingham che Stevie Nicks - che stavano insieme da tempo e avevano già lavorato in un’altra band - subito prima di essere “scoperti” da Mick Fleetwood avevano realizzato un album. Si chiama Buckingham Nicks ed è diventato una specie di Gronchi rosa del mondo discografico. Stampato in vinile con tirature modeste, i diritti delle sue canzoni erano stati poi acquistati dai suoi due autori che si sono finora opposti alla realizzazione di una versione in Cd od online. Il risultato è che non esiste, a parte il vinile praticamente introvabile, nessun’altra edizione ufficiale.

Per curiosità l’ho cercato, trovandolo (mamma Internet!). E mi sono apprestato ad un ascolto timoroso, perché di solito quando ti dicono e ti scrivono che si tratta di un disco semi-sconosciuto ma importantissimo ed estremamente influente, un pezzo di storia perduta, il secondo libro della Poetica di Aristotele, insomma il Grande Capolavoro Dimenticato, di solito è una ciofeca. Ebbene, qui lo dico ufficialmente: se vi piacciono i Fleetwood Mac di Rumors, il precedente Buckingham Nicks è un capolavoro totale: divertente, inventivo, fresco, rigoroso. In una parola dotata di punto esclamativo: Wow!

(Per darvi un’idea)
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Dic 22

DOPO TRE GIORNI di pioggia ininterrotta stanotte ha smesso e stamani Milano si è svegliata sotto un cielo con colori da film di fantascienza (anche un po’ horror, a dire il vero). Sembra che l’enorme astronave aliena sia parcheggiata appena sopra le nuvole, le colori di metallo, di ocra e di giallo, in attesa di iniziare a bombardare il suolo per poi procedere all’invasione. Questo per dare un’idea del clima quando stamani, bevendo il caffè, ho cominciato a vedere la posta e i siti web di informazione. Scoprendo che il Macworld di questo gennaio sarà l’ultimo e non ci sarà Steve Jobs.

Non ho la più pallida idea del perché abbiano preso questa decisione: può essere per la crisi economica, per una nuova strategia di comunicazione oppure perché Steve Jobs non ce la fa neanche a scendere dal letto. Chi può dirlo? Non guardo avanti ma cerco di rimettere insieme un po’ di ricordi e di emozioni. A partire da questo, controverso pezzo, intitolato Mac Pride, che fu una prova generale del 2006 prima di iniziare a scrivere il mio libro su Apple.

Al Macworld negli anni sono andato per lavorare e ho scoperto che, insieme a buone notizie, sono riuscito anche a trovare buoni amici, a divertirmi, a muovermi con crescente disinvoltura in un ambiente che, ogni volta che si stava lì, aveva l’intensità dei momenti speciali. In qualche modo, negli ultimi cinque o sei anni, il Macworld di San Francisco è diventata una abitudine piacevole come la maggior parte di quelle legate alle feste invernali (a me il Natale non deprime ma anzi piace, che ci posso fare?). Un happening che ogni anno si rinnovava, un momento per ritrovare una comunità speciale e celebrarlo insieme (quella di un giornalista è sempre osservazione partecipante).

Adesso, siccome tutto deve finire, bello o brutto che sia, andiamo avanti. Questo Macworld che viene sarà un Macworld a cui è ancora più importante esserci per vedere com’è quando finiscono le cose (e per cercare di capire meglio cosa sta succedendo). E poi ci saranno altre cose, più avanti. Come sempre. Namasté Macworld: Addio e grazie per tutto il pesce.
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Dic 22

IN QUESTI GIORNI James Surowiecki, autore di un gran libro tra le altre cose, scrive un pezzo sul New Yorker su quel che sta succedendo e succederà a giornali americani (e di rimbalzo, nel resto del mondo). Sostenendo la teoria che alla fine “There are many possible futures one can imagine for [newspapers], from becoming foundation-run nonprofits to relying on reader donations to that old standby the deep-pocketed patron.”.

Ancora, c’è emozione nell’aria per il pezzone del Wall Street Journal, molto suggestivo ma anche molto lontano dal vero, che Google stia attaccando la net neutrality (il diritto di uguaglianza per tutti i bit che girano su Internet), argomento ripreso tra gli altri da Massimo in Italia (tra l’altro, complimenti per il nuovo template!). Viene confutato da molti, su basi diverse. Tra tutti, in maniera molto articolata da David Isenberg. Che conclude con una fantastica serie di “disclosure” (spiegazioni spontanee di possibili conflitti di interesse dell’autore di cui il lettore potrebbe non essere a conoscenza) tra cui una assolutamente fulminante.

Money quote: Even further disclosure: Chris Rhoads, one of the authors of the WSJ story, once took me out to lunch, and I’ve had several cordial phone calls with him since then, but I think he did a crappy job on this story. Chris, you blew it. Completely.
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Dic 22

RICAPITOLIAMO COSA SUCCEDERA’ il 6 gennaio, che oltre ad essere l’Epifania è anche la data in cui quest’anno Steve Jobs salirà sul palco del Moscone Center a San Francisco per l’annuale appuntamento con il popolo di Apple.

Il primo e più consistente “rumor” è quello che Steve Jobs non ci sarà. A dargli gambe è la mancanza del consueto annuncio (che in effetti arriva tardi, ma raramente così tardi) che il co-fondatore di Apple dalla salute traballina (si è operato di un tumore nel 2004 e da allora è decisamente smagrito) tenga il suo keynote la mattina californiana di martedì.

Se non ci fosse davvero Steve Jobs vorrebbe dire che Apple non ha più fiducia in questa edizione 2009 a causa della congiuntura (dopo che varie aziende hanno detto no quest’anno per via della crisi, tra le quali spiccano Belkin e Adobe), oppure che Jobs sta davvero male.

Dei prodotti di cui si fantastica c’è il Mac mini seconda versione, con capacità più orientate al multimedia, oppure una nuova Apple Tv con nuovo modello di business e soprattutto nuovo hardware (processori più potenti e ipotetico sintonizzatore-registratore tv). Si parla sempre anche dell’unicorno: mezzo iPhone e mezzo netbook. Cioè un piccolo portatile (MacBook nano) che potrebbe addirittura avere il sistema operativo dell’iPhone (MacBook touch) o comunque lo schermo touch con tecnologia analoga a quella dell’iPhone.

Infine, il lancio di una nuova linea di iMac (anche se quelli di oggi non sono poi così vecchi). Verrà presentato quasi sicuramente Mac Os X 10.6 “Snow Leopard”, che è il miglioramento previsto di Mac Os X 10.5 “Leopard”, forse anticipato alla fine del primo trimestre. A questo si dovrebbe aggiungere anche la nuova versione di iLife (la suite di applicazioni per la casa con iTunes, iPhoto, iWeb etc) e iWork (con un nuovo software per la produttività, in ambito multimediale). Ecco, poi vediamo cosa succede tra qualche settimana, magari prima aggiornando con i nuovi rumors.

Intanto, un consiglio: andate a vedere questa gallery con i disegni di vecchi e nuovi brevetti di Apple: spettacolare.
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Dic 22

LEGGERMENTE IN RITARDO (è quasi Natale!!!), ecco come ogni domenica Doonesbury


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Dic 22

Nei giorni scorsi, ha avuto grande enfasi in Italia, la notizia dell’entusiastica adesione della Cina a Milano EXPO 2015.

Sicuramente un grande successo per il prossimo EXPO italiano, ma soprattutto la prova e la conferma, della stima che lega i cinesi agli italiani e Milano in particolare con la Cina

Legate da un gemellaggio oramai trentennale (1979), Milano e Shanghai sembrano ora legate dal destino nel divenire crocevia fondamentali del futuro economico mondiale.

Infatti, mentre Shanghai EXPO 2010 si terrà nella fase che tutti gli economisti ritengono essere di fine crisi e inizio del rimbalzo dell’economia del pianeta, Milano 2015 dovrebbe avere l’onore di essere il momento del consolidamento della crescita iniziata a partire proprio dal 2010.

Un legame tra le due città che quindi va ben oltre i formalismi, un ponte tra passato e futuro, ben rappresentato anche dalle comuni priorità dei rispettivi EXPO: “qualità della vita, innovazione e sviluppo, ambiente”.

Ma veniamo ai numeri” della futura presenza Italiana all’EXPO di Shanghai.

Come illustrato la settimana scorsa alla comunità d’affari Italiana di Shanghai dal Commissario Italiano per l’EXPO, Beniamino Quintieri, alla presenza del Sottosegretario allo Sviluppo Economico Adolfo Urso, il presidente dell’ICE Vattani e l’Ambasciatore Sessa, la presenza italiana all’EXPO di Shanghai sarà da paese protagonista.

Per prima cosa per la dimensione e la qualità degli impianti espositivi: 7000 Mq, con un investimento di circa 8,2 milioni di Euro, a cui vanno aggiunti i materiali che saranno offerti dalle aziende italiane.

Un progetto selezionato dopo una gara europea, che ha visto impegnati 65 studi d’architettura e che ha il pregio di trasmettere il messaggio tutto Italiano, del “Design quale cultura del vivere”.

E’ talmente piaciuto ai cinesi, che ora stanno seriamente pensando di non distruggere il padiglione dopo la chiusura dell’evento, come prassi vigente per ogni EXPO.

A questo aspetto quantitativo si aggiungerà la qualità del programma che verrà sviluppato, totalmente concentrato sulla promozione dei valori “dentro” il Made in Italy, cercando contemporaneamente di sfatare i luoghi comuni che lo circondano.

Un programma direttamente gestito dal Commissariato Italiano per l’EXPO 2010, con l’obbiettivo da un lato, di coordinare al meglio gli interventi delle diverse regioni e dall’altro, dando precise indicazioni e gli obbiettivi che la presenza italiana deve necessariamente raggiungere, selezionare solo i migliori progetti.

La missione della presenza Italiana all’EXPO di Shanghai sarà quindi quella di “portare l’eccellenza italiana e l’essere italiano a 360°, puntando su un futuro fatto di alta tecnologia, cura ambientale e qualità della vita quotidiana”.

Un’importante ruolo in tal senso, lo avrà proprio la Triennale di Milano, che coinvolta nel concept del progetto, contribuirà anche nella fase dell’allestimento del padiglione italiano che vedrà in gara il meglio del Made in Italy.

Questo approccio della presenza Italiana all’EXPO di Shanghai, è in linea con il pensiero esposto nel suo intervento dal Sottosegretario Urso che, nel cercare di inquadrare l’attuale situazione economica, ha spiegato come l’economia italiana, al di là delle sensazioni, nei numeri appare tutt’altro che in declino, semmai in profonda trasformazione.

Infatti, mentre nel passato si è potuta sfruttare la leva del prezzo migliore rispetto ai concorrenti europei ed americani, ora e da tempo, il prodotto Made in Italy, si vende perché, riconosciutane la qualità, è il più caro.

A riprova della trasformazione in corso, il sottosegretario Urso, ha sottolineato poi come a trainare il “recupero” italiano siano proprio i settori che venivano dati per “decotti”, come il tessile-abbigliamento, il cuoio-calzature e arredamento, settori che dopo essersi dovuti pesantemente ristrutturare, ora sono tornati più che mai l’eccellenza italiana nel mondo.

Ad avvalorare tale tesi, il recente dato WTO che definisce come l’economia italiana, in fatto di competitività, sia la 2° a livello mondiale, sorpassata solo dalla Germania.

Ma tornando all’EXPO di Shanghai, che ci si auspica possa rappresentare un momento di svolta importante, lo si può comprendere proprio nelle parole del Commissario Quintieri: “abbiamo recuperato il ritardo!”.

Qualcosa di ben augurante, anche per la non proprio brillante prima fase della preparazione dell’EXPO di Milano.

Infatti, come sottolineato dal Commissario Quintieri, “quando noi italiani abbiamo una data, siamo in grado di tirare fuori il meglio che c’è in noi e riuscire così a superare qualsiasi difficoltà”.

Un’affermazione che sembra quasi il manifesto della partecipazione Italiana all’EXPO di Shanghai e forse, in maniera estensiva, anche per l’intero sistema Italia in questi momenti di crisi.

Infatti al di là delle parole, i fatti sembrano confermare le affermazioni del Commissario per l’EXPO, tanto che ben 3 città italiane Venezia, Bologna ed appunto Milano, sono state scelte tra le 35 “best practises” che i cinesi mostreranno al mondo intero in termini di esempi urbanistici.

Un bel risultato che come ha spiegato il Presidente dell’ICE Vattani, è arrivato anche grazie all’importante azione di contatto e mediazione svolta dall’ICE, che ha permesso alle proposte italiane di essere migliori delle altre, perché rispondevano meglio alle esigenze e alle sensibilità delle diverse giurie OCSE.

L’ICE intende ora proseguire la propria azione di supporto per l’EXPO ed aiutare le aziende italiane nel cercare di utilizzare gli oltre 150.000 spazi comuni, dove le aziende del Made in Italy, potrebbero aspirare ad una vetrina di primissimo piano, fatta di oltre 70 milioni di presenze previste.

In chiusura, il Sottosegretario Urso, ha “presentato” la squadra, i ruoli e gli obbiettivi delle diverse componenti italiane a supporto della internazionalizzazione delle imprese in questi tempi di crisi.

All’ICE è stato assegnato il compito prioritario di concentrarsi sui paesi emergenti, divenendo “testa di ponte” per il sistema italiano nella sua successiva espansione.

La SIMEST, che ha già provveduto ad allargare i tempi di rientro per i propri finanziamenti, ha contemporaneamente agito su una riduzione dei propri tassi, rendendo così ancora più conveniente l’uso di tali strumenti finanziari per l’impresa italiana che intende internazionalizzarsi.

Per finire la SACE, che gioca un ruolo attivo nel garantire, assicurare il credito e quindi partecipare ai rischi paese che le imprese italiane devono correre nella conquista ed espansione dei nuovi mercati.

Milano – Shanghai, due città e due simboli planetariamente riconosciuti.

Ora sempre più l’asse sul quale passerà il futuro del mondo, qualcosa che deve essere “sprone” per continuare a fare sempre meglio e non perdere di vista l’obbiettivo condiviso: “la definizione di un nuovo sviluppo sostenibile”.
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Dic 22

Dopo lunghi studi il “Family and Personal Relationship Laboratory”, un istituto dell’Università di Edimburgo, ha constatato che i film romantici possono nuocere alla vita sentimentale delle persone: questi film creano aspettative esagerate e poco realistiche nei rapporti di coppia, generando quasi sempre insoddisfazione accorgendosi che la propria storia d’amore non è mai perfetta come i film.
Secondo la maggior parte dei 100 volontari che si sono sottoposti ad un esperimento pratico svolto visionando 40 film d’amore, anche il sesso dovrebbe sempre essere perfetto, un obiettivo arduo da raggiungere nella vita reale.
Una diseducazione sentimentale trasmessa alla vita di coppia da questo genere di film, una visione dell’amore fiabesca e suggestiva che genera l’idea dell’anima gemella capace di conoscerci così a fondo da poter leggere nella nostra mente. Le vittime di questo elisir d’amore cinematografico sono convinte che il proprio rapporto non debba mai avere alcun problema: una situazione chiaramente poco realistica. Tutta colpa di film come di film come “Titanic”, “Sliding doors”, “Dirty dancing”, “C’è posta per te” e di tante altre pellicole che fanno ritenere normali situazioni in realtà improbabili.
Bjarne Holmes, una delle persone che ha partecipato alla realizzazione di questo studio, afferma che i consulenti matrimoniali spesso osservano coppie convinte che il proprio rapporto abbia problemi e che tali problemi siano soltanto loro, troppo incantati dalle visioni romantiche del cinema. Kimberly Johnson, un’altra studio, dichiara che film mostrano soltanto i piaceri di un rapporto che stanno iniziando e che la fiducia e la complicità nascono dal primo istante dell’incontro, mentre queste qualità di solito hanno bisogno di anni per svilupparsi. Ma un film dura troppo poco per poter mostrare la routine che si instaura nel rapporto. In realtà bisognerebbe imparare ad apprezzare anche quella.
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Dic 22

Saranno ben cinque milioni i singles che festeggeranno il Capodanno con le vacanze offerte da SpeedVacanze, il primo tour operator specializzato in viaggi su misura per singles durante i quali non troveranno né bambini chiassosi, né coppie sdolcinate. Con una spesa in media di circa €1000 (il 32% in più rispetto lo scorso anno), questi singles avranno l’opportunità di trovare l’anima gemella oppure una persona per trascorrere in dolce compagnia le feste di Natale ed il Capodanno.
L’identikit del single vacanziero mostra uomini e donne equamente divisi con età compresa tra i 25 e i 45 anni. Nell’ultimo periodo sono le donne che mostrano maggior interesse per questo tipo di vacanze, con un aumento delle prenotazioni del 28% rispetto all’anno precedente.
Le mete più ambite sono Londra (per le donne) e Barcellona (per gli uomini) anche se il top è rappresentato dalle crociere, un’opportunità di condividere una splendida traversata con altre persone a caccia di avventure. Un’atmosfera serena alla quale molti si uniscono anche solo per trovare nuove amicizie e svagarsi, ritrovandosi insieme a chiacchierare e condividendo il proprio tempo libero.

Offerte viaggi:

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Dic 22

Titolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2000
Genere: commedia, fantasy
Durata: 2h05m
Regia: Brett Ratner
Sceneggiatura: David Diamond, David Weissman
Fotografia: Dante Spinotti
Musiche: Danny Elfman
Cast: Nicolas Cage, Tea Leoni, Don Cheadle, Jeremy Piven, Saul Rubinek, Josef Sommer, Makenzie Vega, Amber Valletta, Lucy Lin, Thomas James Foster, Tom McGowan, Robert Downey Sr, Paul Sorvino, Lisa Thornhill

Trama
Jack Campbell è un uomo d’affari, un affascinante playboy sempre circondato da splendide donne e lavora come consulente finanziario a Manhattan, dove vive da single di successo in un lussuoso appartamento. Il giorno di Natale si risveglia nel New Jersey, ritrovandosi nella vita che avrebbe vissuto se tredici anni prima non avesse deciso di partire per Londra per specializzarsi in economia, lasciando la fidanzata, Kate, all’aeroporto che gli chiedeva di rinunciare al viaggio e che da quel giorno non rivide più. Jack dovrà adattarsi a questa sua nuova vita, fatta di una casa unifamiliare, due splendidi bambini ed amici molto affiatati.

Recensione
“The family man” è una commedia ricca di buoni sentimenti nella quale vengono mostrate le vite di uomo che ha fatto una scelta importante, una scelta che ha determinato una svolta nella sua vita, un po’ come accade in “Sliding Doors”. Jack passa improvvisamente da una vita da single ricco ed affascinante, avido di successo e di danaro, di tutto ciò che può procurargli potere ad una vita da “Family man”, un uomo innamorato di sua moglie, affezionato ai suoi figli e legatissimo al suo amico Arnie, un lavoro poco interessante che però gli permette di vivere una vita tranquilla.
Se la sceneggiatura e la regia pur essendo di semplice fattura offrono spunti interessanti, il vero fenomeno del film è Nicolas Cage che regala una delle migliori interpretazioni della sua carriera. Eccezionale nella naturalezza con la quale interpreta Jack, adattandosi perfettamente ad entrambe le versioni. Splendida anche Makenzie Vega nel ruolo della bimba perspicace, in particolare nei discorsi con il padre impacciato ed non abituato ad avere una figlia. Ottima la prova Don Cheadle anche se purtroppo non appare molto durante il film, relegato in un ruolo di secondo piano.
Tea Leoni è indiscutibilmente perfetta nel suo ruolo, sia nei panni della ragazza abbandonata dall’uomo che ama che in quelli di madre premurosa ed innamora. Buona la fotografia di Dante Spinotti ed indovinate la musiche di Danny Elfman.
“The family man” è un film piuttosto semplice, pieno di stereotipi banali, con una trama che non offre nulla di straordinario e evidentemente un po’ scontata, ma che offre una visione positiva e piacevole della vita, ricca di valori. L’atmosfera natalizia fatta di una casa nel New Jersey ricoperta di neve, l’amore per la propria famiglia, i piaceri dell’amicizia non potranno non suscitare emozioni piacevoli e rilassanti. Un film avvincente ed al tempo stesso leggero e divertente.

Voto: 7,5
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Dic 22

Dopo il successo al box office con quasi un miliardo di dollari incassati in tutto il mondo, piazzandosi al quarto posto nella classifica dei film con i maggiori incassi di tutti i tempi, “The dark knight - Il cavaliere oscuro” è il film più scaricato (illegalmente) da internet nel 2008. Scritto e diretto da Christopher Nolan, il sequel di “Batman Begins” detiene anche il record per il miglior incasso nella prima settimana di uscita ed anche la sua versione per l’home video (noleggio e vendita) si indirizza verso un successo straordinario.
Secondo una classifica stilata dal sito pirata TorrentFreak, con più di sette milioni di download sulla rete BitTorrent, “The dark knight - Il cavaliere oscuro” detiene il titolo del film più scaricato del 2008, conferma che viene anche dalle altre reti p2p. Molti commenti pesenti su diversi siti che trattano la rete BitTorrent rivelano che molti downloader hanno scaricato una copia illegale dopo aver visto il film al cinema. Come spesso accade per altri blockbuster, “The dark knight - Il cavaliere oscuro” è stato disponibile su internet in diversi formati. Nel mese di luglio, in insieme all’uscita nei cinema, poteva essere reperito nella versione CAM*, seguita dalla versione DVD-SCREENER* agli inizi di settembre e quelle DVDRip* ed HD* nel mese di novembre.
Al secondo posto si trova invece “L’incredibile Hulk” di Louis Leterrier, un titolo che non ha successo al botteghino. Sorprendente il terzo posto di The Bank Job, film britannico di Roger Donaldson, un mediocre film di rapina poco gradito dal pubblico al cinema e già dimenticato.
Altra sorpresa è quella relativa ad “Indiana Jones e il Regno del Teschio di cristallo” che, secondo al box office, risulta soltanto 30esimo nella classifica “pirata”. Fa sorridere infine la presenza nella top 10 del film “Non mi scaricare”: un’esortazione del tutto inascoltata!
Questa la classifica dei primi dieci film più scaricati da internet nel 2008, con il titolo, il numero dei download e, tra parentesi, l’incasso mondiale ai botteghini:

1. The Dark Knight - Il cavaliere oscuro 7.030.000 (6.500.000)
2. L’incredibile Hulk 5.840.000 (2.300.000)
3. The Bank Job 5.410.000 (.300.000)
4. Zohan - Tutte le donne vengono al pettine 5.280.000 (1.800.000)
5. Il mistero delle pagine perdute 5.240.000 (7.400.000)
6. Juno 5.190.000 (1.300.000)
7. Tropic Thunder 4.900.000 (7.200.000)
8. Io sono leggenda 4.870.000 (4.200.000)
9. Non mi scaricare 4.400.000 (4.500.000)
10. Ortone e il mondo dei chi 4.360.000 (6.945.439)

*Glossario
CAM: film registrati al cinema mediante una videocamera digitale montata su un sostegno fisso oppure a spalla.
DVD-SCREENER: film provenienti da un DVD prima della sua ufficiale uscita per l’home video, spesso rivolto ad addetti del settore. A volte presentano i watermarks, scritte che compaiono per qualche secondo più volte durante la visione, contenenti il codice seriale della copia, un avvertimento sulla provenienza del DVD ed il numero di telefono da chiamare per l’eventuale denuncia.
DVDRip: copia del DVD uscito per l’home video.
HD: versione in alta definizione proveniente dalla versione BluRay o HDDVD.

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Dic 22

Titolo originale: id.
Nazione: Italia
Anno: 2008
Genere: biografico
Durata: 2h03m
Regia: Renzo Martinelli
Sceneggiatura: Renzo Martinelli
Fotografia: Saverio Guarna
Musiche: Aldo De Scalzi, Pivio
Cast: Andrea Iaia, Anna Valle, Burt Young, F. Murray Abraham, Paul Sorvino, Paolo Seganti, Kasia Smutniak, Antonio Cupo, Eleonora Martinelli, Neculai Predica, Bruno Bilotta, George Dubovoi

Trama
Primo Carnera, un gigante di oltre due metri di statura soprannominato “la montagna che cammina”, era un pugile friulano che negli anni ‘30 divenne una delle più straordinarie leggende della storia dello sport. Carnera emigra giovanissimo in Francia, a Le Mans, per poter sopravvivere alla miseria che opprime l’Italia di quegli anni. Una sera da pubblico di un circo diviene protagonista di una gara di boxe. Il proprietario di un circo, Paul Ledudal non volendogli pagare il premio della vittoria lo convince a trasformarsi in “Juan Lo Spagnolo, il terrore di Guadalajara” e ad esibirsi come attrazione. Nel corso del suo vagabondare, il circo di Ledudal arriva ad Arcachon, un paese nel sud della Francia. Qui viene notato da Paul Journée, un ex campione francese dei pesi massimi. Journée lo segnala subito ad un importante manager di boxe, Léon Sée. Inizia così l’avventura nel mondo di Primo Carnera “la montagna che cammina”, che lo porterà alla conquista del titolo mondiale dei pesi massimi.

Recensione
Primo Carnera oltre ad essere un pugile, una “montagna che cammina”, era un gigante buono che credeva nei valori della famiglia, delle proprie origini, del sacrificio e della volontà di realizzare un sogno impossibile. Vissuto durante il ventennio fascista, fu molto amato da Mussolini che riconosceva in lui l’incarnazione dell’ideale dell’eroe con qualità che ogni italiano doveva possedere. Oggi Carnera è in realtà un eroe spesso dimenticato, mai messo in risalto nella storia sportiva. Un plauso dunque al regista Renzo Martinelli che ha portato al cinema questa figura di eroe sportivo ed umano. Autore di pellicole dai temi molto difficili, come “Vajoint” e “La piazza delle cinque lune”, Martinelli realizza però un film troppo studiato e accademico esponendo la storia di Carnera in maniera limitata dove vengono dimenticati diversi episodi importanti e piccoli aneddoti, lasciando spazio a facili sentimentalismi. “Primo Carnera - La montagna che cammina” (il sottotitolo in inglese “The walking mountain” è dovuto all’intenzione di proporre il film principalmente al mercato americano), non brilla neanche per coerenza: il pugile viene visto come un omaccione stupido ma che parla un italiano fluido con accento meridionale (lui friulano), che afferma di saper scrivere a malapena ma che non appena prende una penna in mano scrive in maniera scorrevole e sicura. Indecente anche l’interpretazione Andrea Iaia che riesce con la sua totale inespressività ad accentuare il senso di stupidità e di goffaggine che aleggia intorno al personaggio descritto da Martinelli. Totalmente scialbe le interpretazioni delle due attrici protagoniste, Anna Valle e Kasia Smutniak, rigide e per nulla naturali, da salvare invece quella di F. Murray Abraham, un attore spesso utilizzato da Martinelli nei suoi film. Ottimi gli effetti speciali utilizzati nella ricostruzione dei luoghi degli incontri di Carnera, mentre risultano pessima la fotografia ed inadeguata la colonna sonora.
In sintesi “Primo Carnera - La montagna che cammina” è un film insufficiente sia nel ritratto del pugile danneggiato da un’eccessiva libertà di regia e di sceneggiatura, sia nelle scelte tecniche di realizzazione, risultando fastidioso e noioso, adattabile solo come un film per la tv. Ed infatti il film è stato riproposto per il piccolo schermo come una miniserie in due puntate con il titolo “Primo Carnera - Il campione più grande”.

Voto: 4,5

“Novembre” di Giusy Ferreri, “A te” di Jovanotti, “Pop Porno” de Il Genio direttamente sul tuo cellulare!!!
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Dic 22

Titolo originale: The burning plain
Nazione: USA
Anno: 2008
Genere: drammatico
Durata: 1h50m
Regia: Guillermo Arriaga
Sceneggiatura: Guillermo Arriaga
Fotografia: Robert Elswit, John Toll
Musiche: Hans Zimmer, Omar Rodriguez-Lopez
Cast: Charlize Theron, Kim Basinger, Jennifer Lawrence, José Maria Yazpik, Joaquim de Almeida, Tessa Ia, Diego J. Torres, Danny Pino, Brett Cullen, Gray Eubank

Trama
Mariana, una ragazza di 16 anni, vive in una cittadina messicana di confine e si trova ad affrontare eventi dolorosi e molto più grandi di lei. Sylvia, una donna che gestisce un buon ristorante sul mare a Portland, deve affrontare personali difficoltà sentimentali cercando di cancellare i sensi di colpa ereditati dal suo passato. Gina e Nick si amano appassionatamente, ma la loro è una relazione extraconiugale, una situazione che grava sulle loro coscienze e sulla stabilità delle rispettive famiglie. Storie e percorsi emotivi di personaggi oppressi dalla sofferenza ed alla ricerca di un senso per le proprie vite.

Recensione
Le qualità di sceneggiatore del messicano Guillermo Arriaga, autore dei tre film del suo connazionale Alejandro Gonzalez Iñarritu (“Amores perros”, “21 grammi - Il peso dell’anima” e “Babel”) e del film “Le tre sepolture” diretto da Tommy Lee Jones, sono indiscutibili e nel suo esordio alla regia conferma il suo registro stilistico e la sua capacità di strutturare il racconto su molteplici piani temporali. In “The Burning Plain” propone tre diverse storie appartenenti a luoghi e tempi diversi, storie in apparenza indipendenti ma che risulteranno intimamente connesse. Per questa sua prima pellicola, Arriaga punta sull’universo femminile, sulla complessità psicologica delle donne, le loro insicurezze, i loro turbamenti, i loro abissi senza luce. Tre donne protagoniste di storie trasversali, interpretate da tre attrici straordinarie: Charlize Theron è Sylvia, una trentenne già disillusa dalla vita con esperienze personali da portare con sé con estremo dolore. Un personaggio lontano dai suoi abituali ruoli sexy, molto vicino a quello di Aileen che nel 2003 gli consentì di vincere l’Oscar con il film “Monster”. Kim Basinger moglie infedele offre una prova di straziante intensità. Interpreta in maniera straordinaria un donna sofferente ma innamorata, un personaggio difficile, ma grazie alla sua esperienza e ad un’eleganza raffinata regala il personaggio più interessante del film. Jennifer Lawrence, una giovane attrice proveniente dalla tv, interpreta con estrema partecipazione una ragazza travagliata, un ruolo molto complesso.
“The Burning Plain” viene dunque proposto alla maniera di Arriaga, un mosaico che man mano si ricompone ricongiungendo ogni personaggio e la sua esperienza di vita. Un mondo interiore (femminile) raccontato in modo attento ed emozionato, in un’analisi dell’animo umano eseguita con accurata attenzione ai particolari.
Arriaga conferma di essere un ottimo narratore: le sue storie sono semplici ma appassionante, con personaggi carichi di emozioni, le cui vite vengono stravolte inesorabilmente. Ottimo l’utilizzo delle storie parallele con flashback e flashforward che non confondono mai lo spettatore e che trovano al termine del film il punto comune mai banale.
Ottimi sia l’impianto sonoro che fotografico: paesaggi e musiche sono veri protagonisti della storia con il loro carico emozionale fatto di dolore.
“The Burning Plain” è un film sull’amore e sulla solitudine, doloroso ma splendido, un film che non deluderà l’appassionato di vero cinema.

Voto: 7,5
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Dic 22


Trascrizione:

di Marco Travaglio
(Giornalista)

“Buongiorno a tutti.
Oggi, in questa ultima puntata prima di Natale vorrei ancora soffermarmi sulla vicenda di Salerno e Catanzaro perché continuano ad arrivarmi, giustamente, delle richieste di chiarimento, per quanto riguarda ciò che siamo riusciti a far vedere, credo sia stato molto importante, nella puntata di giovedì sera di Annozero.

Una puntata che sta già terremotando la magistratura fin dalle sue fondamenta.
Chi ha notizie o conosce qualche magistrato può farsi dire che il comportamento del segretario dell’Associazione Magistrati ha lasciato interdetti molti suoi colleghi, soprattutto perché la ricostruzione di Annozero ha mostrato dove stia il marcio tra le procure di Catanzaro e di Salerno.
Il fatto che, invece, il rappresentante ufficiale dell’associazione magistrati abbia continuato a prendersela con Salerno senza dire una parola su quello che è successo a Catanzaro ha lasciato molti interdetti, addirittura c’è chi chiede un cambio al vertice dell’ANM.
Sarebbe opportuna un’autocritica.
Dopo entriamo nel merito delle cose che ancora non abbiamo detto la scorsa settimana, però io penso che quello che sta succedendo, cioè il fatto che magistrati come De Magistris siano stati lasciati soli di fronte ad attacchi politici inauditi - non credo che, a parte i magistrati del pool di Milano nella metà degli anni Novanta, ci sia mai stato nessun pubblico ministero bersagliato da decine e decine di interrogazioni e interpellanze parlamentari, seguite da ispezioni, da una mole enorme di provvedimenti disciplinari, per non parlare della pratica di trasferimento - tutto ciò non sarebbe mai potuto accadere.
Ed è potuto accadere non perché l’ANM abbia voluto prendersela con De Magistris, ma perché ha trascurato colpevolmente il caso Catanzaro per troppi anni.
Ha voluto coprire il CSM che ha trascurato colpevolmente il caso Catanzaro, è stata poi presieduta dal giudice Luerti, il quale si è poi scoperto essere intimo amico del principale indagato di De Magistris, Antonio Saladino, il leader della Compagnia delle Opere in Calabria.
Non solo amico ma, come abbiamo sentito nella ricostruzione sceneggiata da Annozero con attori che leggevano il testo dell’interrogatorio di Luerti davanti alla procura di Salerno, Luerti viveva addirittura in una comunità - e vive in una comunità - prima a Catanzaro e poi a Salerno dei Memores Domini, una confraternita di Comunione e Liberazione.
Di frati di Comunione e Liberazione che fanno voto di povertà, castità e obbedienza.
Il fatto che poi nel decreto di perquisizione scritto da Salerno per andare a Catanzaro a prendere le carte ci sia un accenno a questa parte di interrogatorio, dove si parla del voto di castità di questo magistrato, non significa affatto che i suoi colleghi abbiano voluto sindacare la sua vita privata e affettiva: vuol dire che gli hanno semplicemente posto il problema del fatto che, forse, un magistrato non dovrebbe essere nelle condizioni di imbarazzo che ora derivano a costui dall’essere parte di una confraternita della quale fanno parte anche persone che vengono coinvolte in vicende giudiziarie.
Se fai voto di obbedienza a una confraternita, bisognerà vedere quanto sei obbediente a quella confraternita rispetto a quanto sei obbediente alla legge.
Io penso che questo dottor Luerti sia una persona assolutamente perbene, ma certamente non basta essere persone perbene, bisogna anche sembrare imparziali quando si è magistrati.
Pensate soltanto a quando faceva il magistrato a Catanzaro e viveva nella casa di Saladino che poi si è rivelato essere - non sappiamo se abbia commesso reati o no - una persona piuttosto disinvolta nei rapporti d’affari e politici.
E adesso fa il magistrato a Milano, in una regione che è presieduta da un membro influentissimo di Comunione e Liberazione che per anni ha detto pubblicamente di aver fatto anche lui questo voto di castità, e di essere anche lui membro di questa comunità, di questa confraternita.
Il fatto che questo Luerti presiedesse l’Associazione Magistrati ha sicuramente influenzato la sua posizione quando ha dovuto rilasciare delle dichiarazioni su quello che stavano facendo a De Magistris.
De Magistris è stato esautorato delle sue indagini e l’ANM di fatto non ha preso la posizione che avrebbe dovuto prendere.
Gli sono state avocate, probabilmente in maniera illegale o irregolare, le indagini e l’ANM ha taciuto, e alla fine è stato trascinato davanti al CSM con delle accuse risibili, come abbiamo detto, e pure trasferito in base a quelle accuse risibili che ricordano un po’ quelle in base alle quali adesso vengono crocifissi i magistrati di Salerno.
Avere scritto troppe pagine in un decreto di perquisizione, avere fatto accenni presunti alla vita privata di questo o quel personaggio.
Insomma, stupidaggini mentre dall’altra parte c’è un verminaio - a Catanzaro - con persone che non dovrebbero più poter fare i magistrati.
Allora, visto che l’ANM ha cominciato con il piede sbagliato in questa vicenda, ha proseguito con il piede sbagliato, mentre oggi basterebbe dire: “siamo cambiati, il segretario Luerti non c’è più, ora c’è un nuovo vertice, c’è il dottor Cascini, il dottor Palamara.
Chiediamo scusa per aver sottovalutato il caso. Chiediamo scusa per avere fatto i Ponzio Pilato quando avremmo dovuto schierarci dalla parte giusta.
Adesso, però, viste le carte, alla luce di quello che ci mostra Salerno, vedremo se quelle pagine sono troppe, troppo poche, ma vogliamo far sapere che quello che è successo ai danni del dottor De Magistris lo riteniamo inaccettabile, e che nessuno provi più a fare altrettanto nei confronti di altri magistrati”.
Naturalmente questo non significa che De Magistris abbia sempre ragione, può avere sbagliato come sbagliano tutte le persone.
Gli errori dei magistrati, quando riguardano le loro indagini, vengono corretti da altri magistrati nei ricorsi dei vari gradi di giudizio.
Se qualcuno voleva lamentarsi delle indagini di De Magistris aveva soltanto da rivolgersi al GIP, al Tribunale del Riesame, alla Corte d’Appello, alla Corte di Cassazione e se aveva ragione avrebbe trovato giustizia.
Invece, c’è chi ha ritenuto che gli eventuali errori, tutti da dimostrare, di De Magistris si potessero risolvere levandogli le inchieste.
Questa è una cosa assolutamente inaccettabile, anche perché poi si è scoperto che, secondo la procura di Salerno, le inchieste gli sono state tolte non perché erano sbagliate ma perché erano giuste e quindi bisognava impedirgli di proseguirle.
Perché sia chiaro di cosa stiamo parlando, purtroppo ancora si fa finta di non capire, l’ipotesi accusatoria - noi non sappiamo se sia buona o non buona - è questa, da parte dei magistrati di Salerno nei confronti dei loro colleghi di Catanzaro: questi colleghi si sarebbero praticamente venduti le indagini di De Magistris ai principali imputati, cioè il senatore Pittelli di Forza Italia e il solito Saladino, in cambio di favori.
Assunzioni di parenti, segnalazioni, finanziamenti, eccetera.
L’accusa più grave è quella di corruzione in atti giudiziari.
Voi ricordate che si è parlato molto di corruzione in atti giudiziari ai tempi del caso delle toghe sporche, quando nel 1996 scattarono gli arresti al Tribunale di Roma.
Quando i magistrati di Milano andarono a Roma a prendere i giudici Squillante e Metta, quello che aveva fatto la sentenza del Lodo Mondadori.
All’epoca i magistrati coinvolti erano tre o quattro.
Qui sono addirittura sette, in una procura molto più piccola come quella di Catanzaro.
Stiamo parlando di un intero ufficio giudiziario che viene coinvolto a partire da: ex capo della procura di Catanzaro, Lombardi.
Procuratore aggiunto tutt’ora in funzione a Catanzaro, che per molti mesi ha fatto il procuratore capo facente funzioni quando Lombardi è stato trasferito, e si chiama Salvatore Murone.
Il procuratore generale facente funzione fino a qualche mese fa, Dolcino Favi, e il nuovo procuratore generale che ha preso il posto vacante, Enzo Iannelli.
Più tre sostituti procuratori.
Questa è la formazione. Voi capite che la gravità dell’accusa è spaventosa, stiamo parlando dei vertici.
Quando sono andati a prendere i giudici delle toghe sporche, i magistrati di Milano non hanno colpito così in alto: il più importante era Squillante che era il capo dei GIP di Roma, ma gli altri erano normali giudici di tribunale o Corte d’Appello, ed erano anche meno come numero.
Tanto perché voi abbiate idea, io non sono qui a dire che l’accusa regge o no, non spetta a me: c’è un decreto di sequestro, se uno non lo ritiene fondato si rivolge al Tribunale del Riesame invece che al governo, al Capo dello Stato, al CSM o all’opinione pubblica, come ha fatto Iannelli andando a strillare che quella perquisizione e quel sequestro erano illegittimi e addirittura eversivi.
Capo di imputazione A: corruzione giudiziaria.
Sono accusati il procuratore capo uscente Lombardi, il suo aggiunto Murone e il senatore Pittelli.
Scrivono i magistrati di Salerno che, quando il procuratore Lombardi e il suo aggiunto Murone, hanno revocato a De Magistris l’inchiesta Poseidone, quella sui depuratori mai costruiti perché il solito comitato d’affari si è fregato 800 milioni di euro, ciò è avvenuto dopo che era stato indagato il senatore Pittelli.
Peccato che Pittelli abbia nel suo studio legale, a lavorare, il figlio della convivente e poi seconda moglie del Procuratore Lombardi.
Il quale, infatti, appena è stato iscritto Pittelli si è astenuto dall’occuparsi di quell’indagine, però ha tolto anche De Magistris, con il risultato che l’indagine, scrivono i magistrati, è stagnata per molti mesi, è stata disintegrata dai magistrati che sono stati chiamati a occuparsene dopo e questo naturalmente non è un fatto casuale ma doloso.
Lombardi voleva distruggere quell’indagine per fare un favore al suo amico Pittelli, il quale a sua volta aveva preso nello studio il figlio della seconda moglie di Lombardi.
Il figlio della seconda moglie di Lombardi, che si chiama Pierpaolo Greco, era entrato in una società immobiliare - la Roma9 srl - insieme a Pittelli ed altri avvocati dello studio Pittelli.
Poi Pittelli aveva addirittura difeso il procuratore Lombardi nel giudizio disciplinare alle sezioni riunite della Cassazione, che è una cosa allucinante: un procuratore che si fa difendere da un indagato del suo stesso ufficio in un procedimento davanti alle sezioni unite della Cassazione.
E’ uno che probabilmente non dovrebbe più fare il magistrato, non è che deve essere trasferito come, invece, è accaduto.
Capo di imputazione B: sono accusati il procuratore aggiunto Murone, il procuratore generale facente funzione Favi, l’ex procuratore Lombardi - il solito trio - più i due imputati più famosi, Saladino e Pittelli.
L’accusa è di nuovo corruzione giudiziaria e c’è pure un falso in atto pubblico.
Qui ci si riferisce all’altra inchiesta tolta a De Magistris: la Why Not, sui soldi stanziati dallo Stato e dall’Europa per l’informatizzazione e il lavoro interinale in Calabria che poi sono stati fregati dai comitati d’affari.
Why Not viene tolta dal procuratore generale Dolcino Favi non appena De Magistris indaga Mastella.
La Poseidone appena indaga Pittelli, qui appena indaga Mastella.
Fanno notare i magistrati: De Magistris, poco prima che gli togliessero l’indagine avevano fissato la data, per pochi giorni dopo, di una perquisizione fondamentale.
La perquisizione nel giornale del partito di Mastella, l’Udeur. Il giornale si chiama “Il Campanile”.
Si ipotizzava, e l’abbiamo letto poi sull’Espresso, che la famiglia Mastella usasse per fini domestici parte dei fondi pubblici che andavano al Campanile, i famosi torroncini della signora Sandra, i famosi rimborsi benzina per il figlio che gira sul Porsche Cayenne, le famose polizze assicurative che sempre il figlio di Mastella garantiva al Campanile, compensi a Clemente Mastella per i suoi fondamentali editoriali che apparivano sul Campanile - che andava a ruba naturalmente quando c’erano gli editoriali di Mastella.
Bisognava andare a perquisire la sede del Campanile per acquisire le carte che dimostrassero l’uso buono o non buono di questi fondi pubblici.
Alla vigilia di questa perquisizione, gli levano l’indagine e naturalmente la perquisizione salta.
Dopodiché cosa fa il procuratore Favi? Manda gli atti su Mastella al Tribunale dei Ministri dicendo: “sei un ignorante, De Magistris: i reati commessi da un ministro li giudica il Tribunale dei Ministri di Roma, e tu non sei competente”.
Manda queste carte a Roma, così si viene a sapere che è nel mirino Il Campanile e che sta per essere perquisito.
Immaginate quando fanno la perquisizione a babbo morto cosa possono trovare, visto che al Campanile già sanno che viene qualcuno a prendere le carte.
Come avvertire uno dicendo “vengo a perquisirti, sistema un po’ le cose”.
Il fascicolo viene poi dato ad altri pubblici ministeri che, secondo Salerno, spezzettano il quadro complessivo dell’accusa, lo parcellizzano e lo polverizzano.
Dicono, i magistrati di Salerno, che anche questo atto è stato doloso: l’hanno fatto apposta a levargli l’inchiesta per rovinarla e hanno usato, ecco l’accusa di falso, una motivazione falsa per giustificare una cosa gravissima, come l’avocazione di un inchiesta.
Cioè che, siccome Mastella aveva chiesto al CSM di trasferire De Magistris, allora lui quando l’ha iscritto nel registro degli indagati l’ha fatto per vendicarsi.
Praticamente De Magistris era in conflitto di interessi.
E’ una cosa che ricorda la fiaba del lupo e dell’agnello.
Mastella da mesi sa che De Magistris sta lavorando, tant’è che persino i giornali hanno scritto che ci sono delle telefonate tra Mastella e alcuni imputati, come Saladino, il piduista Visignani, eccetera.
Dopo aver saputo che stanno lavorando sulle sue telefonate, e che quindi è imminente la sua iscrizione nel registro degli indagati, Mastella si precipita al CSM e come ministro della Giustizia chiede di trasferire urgentemente De Magistris, che così perderebbe l’indagine.
A questo punto, il suo procuratore gli leva l’indagine dicendo che De Magistris è in conflitto di interessi con Mastella, e non il contrario!
Come il lupo, stando sopra, accusa l’agnello che sta sotto di intorbidargli l’acqua del ruscello.
Ecco, la fiaba del lupo e dell’agnello entra in un provvedimento giudiziario.
Secondo i magistrati di Salerno non è solo un provvedimento assurdo, è anche un reato perché si è commesso un falso in atto pubblico per espropriare il titolare di un indagine nel momento clou dell’indagine medesima.
Ritardi, poi, nelle indagini fatte dai suoi successori, il blitz al Campanile ormai è un blitz annunciato e va come va.
Mastella viene poi stralciato, come abbiamo detto, e mandato a Roma; se non che il Tribunale dei Ministri restituisce a Catanzaro le carte dicendo: “ma noi non siamo competenti! E’ vero che Mastella è ministro in questo momento, ma non vi siete accorti che negli atti di De Magistris le cose contestate a Mastella risalgono a un periodo precedente di quando è diventato Ministro”.
Quindi è competente Catanzaro, mica il tribunale dei ministri.
Dove sta il dolo in questa avocazione? Scrivono i magistrati di Salerno che uno dei protagonisti di questo esproprio dell’indagine, il procuratore aggiunto Murone, si è visto assumere dei parenti da Saladino, e qui si fanno i nomi di un cugino e un protetto del procuratore Murone che lavorerebbero con la Why Not di Saladino.
Poi, i soliti favori che Pittelli, indagato anche nella Why Not oltre che nella Poseidone, ha fatto - come abbiamo visto prima - al figliastro del procuratore Lombardi.
Terzo capo di imputazione, capo C: abuso, falso e favoreggiamento. C’è la solita triade di magistrati Favi, Murone, Lombardi.
Praticamente, qui si parla del fatto che dopo aver tolto l’indagine a De Magistris hanno anche revocato l’incarico al suo consulente informatico-telefonico, il famoso Genchi, il mago degli incroci dei tabulati telefonici.
Quello che ha fatto scoprire decine e decine di omicidi grazie proprio all’incrocio dei tabulati telefonici e che adotta lo stesso sistema antimafia in queste indagini di pubblica amministrazione.
Dato che è molto bravo e ha scoperto tutti questi legami che dicevamo prima, e dato che rischia - scrivono i magistrati nell’accusa - di essere molto bravo anche se non c’è più De Magistris con i suoi successo, allora gli tolgono l’incarico per evitare che continui a lavorare.
E gli mandano pure il Ros dei Carabinieri a portare via un pezzo del suo archivio, con risultati dannosi per l’inchiesta.
Capo di imputazione D: qui entrano in scena i magistrati che sono subentrati a De Magistris e che sono arrivati dopo la sua revoca.
Infatti, c’è il nuovo procuratore generale Iannelli, ci sono i due PM che si sono occupati dell’inchiesta Poseidone, Garbati e De Lorenzo, e c’è sempre Favi, il procuratore generale facente funzioni di un anno fa.
Sono accusati di abuso, falso e favoreggiamento. Perché?
Perché avrebbero indagato, addirittura, tramite il Ros dei Carabinieri, sul consulente Genchi.
Per indagare su una persona questa deve essere iscritta nel registro degli indagati, perché le indagini possono durare un certo periodo e la persona deve potersi difendere.
Invece, pare che abbiano indagato su di lui, acquisendo lavoro suo e ipotizzando che avesse abusato del suo potere insieme a De Magistris, ma senza iscriverlo nel registro degli indagati.
Indagavano una persona non indagata formalmente per dimostrare, scrivono i magistrati di Salerno, falsamente che Genchi commettesse dei reati nelle sue indagini per conto di De Magistris.
Alla fine, tutto questo sarebbe servito a chiedere l’archiviazione della posizione di Mastella.
Qui stiamo parlando dell’indagine Why Not, che per Mastella viene stralciata e si chiede e ottiene l’archiviazione.
I magistrati di Salerno scoprono che nella richiesta di archiviazione i PM che sono subentrati a De Magistris non ci mettono tutte le carte che c’erano a carico di Mastella: se ne tengono alcune e ne mandano al GIP soltanto una parte.
Così il GIP non ha il quadro complessivo, tant’è che il GIP dice: “beh, se gli elementi erano solo questi non c’erano nemmeno motivi per iscriverlo”.
Così tutti a dire: “ecco! Avete visto? Il GIP ha stabilito che De Magistris ha iscritto Mastella anche se non ce n’erano i presupposti”.
Ma il GIP non aveva il quadro completo delle accuse di De Magistris a Mastella, perché i PM non gliel’hanno dato.
E perché non gliel’hanno dato? Perché hanno stabilito che dato che Genchi, il consulente informatico, aveva raccolto certi dati - dicono loro - illegalmente, quelli non li potevano dare al GIP.
E in realtà erano proprio i dati fondamentali che spiegano per quale motivo Mastella era finito sotto inchiesta.
Quindi anche la richiesta di archiviazione di Mastella sarebbe un atto illegale, insabbiato da questi magistrati. Questa è l’accusa, poi vedremo se è buona o non è buona, ma la racconto perché voi vi rendiate conto di quanto è grave l’ipotesi accusatoria che ha dato origine a questo blitz di Salerno a Catanzaro.
Vado rapidamente alla fine: capo E.
C’è il nuovo procuratore generale Iannelli, ci sono gli stessi due PM Garbati e De Lorenzo, accusati di nuovo di abuso, falso, favoreggiamento e calunnia.
Perché? Perché quando hanno stralciato dal fascicolo Why Not la posizione di Mastella e hanno chiesto l’archiviazione, hanno praticamente tralasciato una serie di indagini che, se approfondite, avrebbero potuto portare la posizione di Mastella in condizioni più critiche rispetto a quelle che già emergevano quando ci stava lavorando De Magistris.
Infatti ci sono tutte le testimonianze dei consulenti: oltre a Genchi c’è anche il consulente contabile, quello che si occupa dei giri di soldi, Sagona i quali dicono: “ma noi a questi magistrati subentrati a De Magistris gli abbiamo chiesto di poter approfondire la pista dei soldi, ma loro non ce le facevano mai fare, queste indagini. Ci dicevano di non farle.
Noi siamo stati praticamente bloccati, anche dopo la perquisizione al Campanile, e alla fine è ovvio che hanno archiviato: non ci hanno lasciato approfondire le indagini… se c’era De Magistris le approfondivamo e vedevi che magari le accuse si rivelavano più che fondate”.
Perché c’è la calunnia, in questo caso, oltre al favoreggiamento a Mastella, il falso e l’abuso? Perché viene contestato a questi magistrati di avere salvato Mastella per l’interesse di Mastella, naturalmente, ma anche per dimostrare che De Magistris era un farabutto, che ce l’aveva con Mastella.
Io do poche carte al GIP, il GIP fa l’archiviazione, scrive che Mastella non andava neppure indagato e così sono riuscito a sputtanare De Magistris e dimostrare che abbiamo fatto bene a buttarlo fuori come un copro estraneo.
Capo F: il solito procuratore generale Iannelli, quello appena arrivato; i pubblici ministeri Garbato e De Lorenzo, quelli che hanno preso le indagini di De Magistris su Why Not; Curcio, quello che ha preso la Poseidone e Murone, procuratore aggiunto, che li sorveglia tutti quanti.
Questi sono accusati di abuso, falso e favoreggiamento nei confronti di tutta una serie di politici e personaggi di livello nazionale che sono usciti da questi fascicoli e sono stati a loro volta archiviati.
Sapete che le indagini di De Magistris sono state dimagrite dai nuovi arrivati, che hanno fatto archiviare e prosciogliere tutti i politici e i personaggi nazionali concentrandosi soltanto su alcune figure locali.
Tutto questo a favore di Pittelli, Bonferroni, Lorenzo Cesa, il generale Cretella, Galati - che all’epoca era nell’UDC e adesso nel Popolo della Libertà - che sono stati stralciati nel procedimento Why Not.
Ancora Cesa, Galati, Chiaravalloti - ex presidente della regione -, il generale Cretella, Papello, il senatore Pittelli e Schettini - segretario di Frattini - che erano indagati in Poseidone: anche loro stralciati verso il proscioglimento.
Con queste richieste di archiviazione si sono separate le varie posizioni, per cui si è perso il quadro d’insieme - questo sostengono i magistrati - mentre invece c’erano elementi che era doveroso approfondire e indagare ancora.
Si è fatto tutto molto in fretta, questa è l’accusa.
Capo G: ci sono ancora il procuratore generale Iannelli, i due nuovi PM di Why Not Garbati e De Lorenzo, accusati di favoreggiamento e rifiuto di atti d’ufficio.
Perché rifiuto di atti d’ufficio? Qui è il problema: quando la procura di Salerno comincia a scoprire che De Magistris ha ragione a denunciare l’insabbiamento delle indagini e la persecuzione nei suoi confronti per isolarlo e per screditarlo, onde dimostrare di aver fatto bene a togliergliele, i magistrati di Salerno cominciano a chiedere al procuratore generale di Catanzaro di esibire copie degli atti di queste indagini, per vedere se è vero che sono state insabbiate.
Vedono che il procuratore generale Iannelli le carte non gliele vuole mandare, non gliele vuole mandare tutte, fa resistenza, manda solo dei pezzi… mentre loro hanno bisogno di vederle tutte.
Perché l’accusa è proprio quella che ne inguantassero una parte per non mandarle magari al GIP e far archiviare qualcuno che, se si fosse visto tutto il quadro d’insieme, non sarebbe stato archiviato.
Allora, l’accusa qui è rifiuto di atti d’ufficio e favoreggiamento nei confronti dei soliti indagati, perché i magistrati suddetti avrebbero rifiutato di trasmettere a Salerno gli atti completi della Why Not.
Peraltro non erano atti coperti da segreto, come dice la procura di Catanzaro: dicono i magistrati di Salerno che erano atti extra investigativi.
A loro interessava soprattutto sapere come e con quali ordini e mandati erano stati date le deleghe delle indagini ai magistrati che hanno sostituito De Magistris, come sono state tolte le consulenze ai Genchi e ai Sagona, oppure sono atti già pubblici perché già finiti davanti al Tribunale dei Riesame, come quelli del caso Mastella che è stato già archiviato.
Quindi, quando dicono di dover proteggere il segreto investigativo o addirittura il segreto di Stato su certe carte del consulente Genchi, secondo Salerno, non è vero niente.
Infatti, c’è scritto persino che Genchi avrebbe raccolto 578.000 richieste anagrafiche di tabulati telefonici mentre, in realtà, Genchi ha smentito e ha detto che sono 700 i telefoni che ho dovuto controllare, in queste gigantesche indagini.
700, se contate che ciascuna persona di questo livello ha di solito una decina di telefoni, fra portatili e fissi, vi rendete conto che è un numero basso.
Ultima accusa: abuso, falso, calunnia e diffamazione a carico di Iannelli, Murone e di un giudice che faceva parte del Consiglio giudiziario di Catanzaro, che era quello che doveva dare i pareri sulla bravura o meno dei magistrati di Catanzaro.
Questi si sarebbero messi d’accordo, o comunque avrebbero agito separatamente, per sputtanare De Magistris, diffondendo notizie false su di lui proprio per coprire le ragioni vere che li avevano indotti a metterlo da parte e a farlo punire dal CSM.
Qui ci sono tutta una serie di dichiarazioni che sono state fatte da questi alti magistrati di Catanzaro, che accusano addirittura De Magistris di assenteismo!
Pensate, dopo averlo accusato di lavorare troppo e di costruire castelli accusatori di fantasia, all’improvviso lo accusano di non lavorare!
Se non avesse lavorato, perché l’avrebbero mandato via? L’avrebbero tenuto lì come tanti altri che non lavorano e non danno fastidio a nessuno.
Ho voluto essere molto tecnico e molto preciso, oggi, perché credo che sentiremo ancora parlare di questa inchiesta.
Anzi, lo spero.
Penso che l’unica speranza per la Calabria e la Basilicata di un po’ di giustizia in certi palazzi di giustizia, sia proprio legata al fatto che i magistrati di Salerno, che abbiano o no esagerato non ci interessa in questo momento, possano concludere la loro inchiesta.
Se potranno concludere la loro inchiesta, potremo ancora dire che in Italia c’è speranza che la legge sia uguale per tutti.
Se dopo De Magistris, saranno bloccati anche loro e se l’ANM non cambierà linea e non ammetterà di essersi sbagliata, vuol dire che l’anno che sta per iniziare inizia sotto i peggiori auspici.
Grazie e passate parola!”


fonte: toghe.blogspot.com »

Dic 22

di Achille

Ieri (18.12.2008), nella trasmissione televisiva Annozero è stato trattato nuovamente il caso delle inchieste del collega Luigi De Magistris fermate in modo diciamo (eufemisticamente) anomalo (basti, per tutto, l’“impensabile” avocazione disposta dal P.G. Dolcino Favi in assenza di qualunque norma di legge che la consentisse).

La trasmissione è stata molto interessante sotto tanti profili. Ben fatta. Documentata. Coraggiosa.

In particolare, a me pare sia stata di estremo interesse la partecipazione del Segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati Giuseppe Cascini.

Le cose dette dal Segretario dell’A.N.M., il modo con cui le ha dette, le cose che ha taciuto, tutto insomma costituisce la migliore (o forse dovrebbe dirsi la peggiore) rappresentazione di ciò a cui l’A.N.M. è ridotta e il più clamoroso disvelamento delle ipocrisie sulle quali la sua azione si fonda.

Nessun discorso, nessun ragionamento potrebbe descrivere le responsabilità dell’A.N.M. meglio dell’intervento del suo Segretario generale ad Annozero di ieri.

Consiglio a tutti di vedere e rivedere quella trasmissione (l’intero video è a questo link).

Riporto qui da Youtube, per maggiore comodità di consultazione, TUTTI gli interventi del Segretario generale dell’A.N.M., nel contesto in cui si sono svolti, divisi in tre brevi video.

Guardandoli si potrà constatare che:

1. Il Segretario dell’A.N.M. parlava con imbarazzo e difficoltà di dire qualunque cosa.

Perché la verità è che, avendo l’Associazione una posizione ambigua e insincera, non è possibile per alcuno esprimerla in maniera chiara e serena.

Il Segretario parlava a fatica, assumendo espressioni imbarazzate e imbarazzanti.

Ha utilizzato argomenti fumosi, sfuggenti e palesemente pretestuosi. Il più ridicolo e retorico di tutti: dire che dopo avere letto il decreto di perquisizione di Salerno aveva capito della storia meno di prima.

Sul punto Di Pietro è arrivato a deriderlo dicendogli: “Cascini, lo ha capito anche mia sorella che ha la quinta elementare, quindi credo siano in grado di capirlo tutti”.

Di Pietro ha avuto anche agio di dirgli: “Cascini tu guardi la forma e in nome della forma uccidi la sostanza”.

A queste osservazioni il Segretario dell’A.N.M. ha reagito con delle smorfie di sofferenza sul viso, ma senza alcuna capacità e possibilità di articolare risposte convincenti.

2. L’unico obiettivo che è sembrato avere, nel merito, e che ha perseguito con ostinata determinazione era denigrare l’indagine di Salerno, dopo avere premesso - con falsa retorica - di non volere entrare nel merito.

Nulla ha ritenuto di dire della inaccettabile illegittimità del comportamento dei magistrati di Catanzaro. Sul punto è dovuto intervenire il prof. Grevi.

3. Di tutte le cose che ha detto resta solo l’evidente “necessità” di “dare copertura” politica a ciò che (di male) è stato fatto a Roma.

Il guaio grave è che il problema che aveva ieri il Segretario generale dell’A.N.M. non era né di metodo né di capacità espositive (nelle quali lui pure, come anche il Presidente dell’A.N.M., non brilla, essendo entrambi vanamente retorici e fastidiosamente fumosi), ma di sostanza.

Ciò che emerge è, a mio parere, che, come ho già detto, Cascini “non poteva” assumere una posizione chiara e convincente perchè aveva l’esigenza “politica” di DARE COPERTURA a una scelta “politica” consistente nel fare fumo e caciara per chiudere una partita vergognosa facendo finta di credere che si sia trattato di una bega di terz’ordine fra singoli magistrati, cacciando brutalmente i quali (alcune osservazioni sul punto sono a questo link) non c’è più nient’altro da dire e da fare.

Sulla falsità e pretestuosità della ricostruzione dei fatti come una “guerra fra procure”, rinvio agli articoli che possono leggersi nel blog ai seguenti link:

Panni immondi

Il dito e la luna

Non consentiamo che la si butti in caciara

Le inchieste di De Magistris e la mistificazione che logora la credibilità dei magistrati

Marco Travaglio: “La guerra tra Procure è una balla”

Cosa sta veramente succedendo a Catanzaro. Lo scontro finale tra politica e magistratura.

Generalia non sunt appiccicatoria: ovvero della posizione assunta dall’A.N.M. nella vicenda di Catanzaro

Ridicolo l’inutile e retorico fervorino finale sulle cose che “interessano di più” il Segretario dell’A.N.M..

In sintesi, direi, penoso e tragico.

E in ogni caso, comunque la si pensi, “politicamente” suicida.

Non a caso, le posizioni di Cascini sono risultate in perfetta sintonia con quelle espresse dall’avv. on. Ghedini. Per chi potesse avere dubbi su tutto il resto, una vera garanzia.

Certo fa molta impressione vedere un esponente di Magistratura democratica (la corrente a cui appartiene Cascini) in così tanta sintonia con il potere. Bisognerà rassegnarsi al fatto che la corrente che ha sempre sostenuto di volere una giustizia vicina ai più deboli oggi è decisamente solidale con i più potenti.

L’A.N.M. può tranquillamente continuare a scrivere comunicati degni dei migliori artifici retorici vetero democristiani, pieni di “convergenze parallele” e altisonanti paroloni pieni solo di fumo e retorica.

Purtroppo i fatti hanno una loro durezza che non sarà possibile scalfire per questa via.

Il “caso Catanzaro” (quello che mistificatoriamente si è cercato di far passare per il “caso De Magistris”) ha questo di terribile: che ha una tale forza dei fatti che la negazione ostinata degli stessi condanna i negatori (praticamente tutti i vertici - istituzionali e associativi - dell’autogoverno della magistratura) al suicidio politico.

Difendendo le posizioni difese obliquamente nel documento dell’A.N.M. e clamorosamente in tv dal suo Segretario generale, i vertici della magistratura restano nudi davanti a tutti e appaiono per ciò che sono.

Una politica di ambiguità e compromessi (politici) cessa di essere praticabile e resta davanti a tutti solo l’evidenza.

Contro quella non basteranno difese corporativo/correntizie come quelle dell’A.N.M. né mille altre uguali.

I correntocrati hanno vissuto e fatto carriera per anni su un “ruolo” politico consistente nel promettere al potere il “controllo” dei magistrati e ai magistrati la difesa dal potere.

Oggi questo “giochino” da politicanti si è infranto per sempre.

Da una parte, i magistrati da oggi sanno che i vertici - istituzionali e associativi – del loro autogoverno stanno con il potere e, al bisogno, contro la loro indipendenza (va in onda in questi giorni la più clamorosa interferenza del potere amministrativo su quello giudiziario, perpetrata da un C.S.M. che di fatto blocca le inchieste valutando come fonte di incompatibilità (?) ex art. 2 delle guarentige il merito delle stesse).

E dall’altra parte il potere non sa più che farsene di “mediatori” come questi.

Dunque, l’autogoverno si avvia alla morte.

Che forse ci sarebbe stata comunque – perché corrisponde a deplorevoli interessi anticostituzionali del potere contemporaneo –, ma sarebbe stata almeno una morte gloriosa, sulle barricate della difesa della giustizia e della indipendenza dei magistrati.

Invece ci sarà e sarà una morte ignominiosa.

E questa, più di tutte, mi pare la responsabilità storica di questi correntocrati.

Gli ultimi ricordi dell’autogoverno saranno le violazioni del segreto da parte di Mancino, le anticipazioni di giudizio a mezzo stampa di Bergamo, le condanne preventive di Vacca, le procedure ex art. 2 in malainterpretazione della legge sulle guarentige, la pioggia di annullamenti del T.A.R. per le più diverse nomine affette dalle più diverse illegittimità. L’unanimità su provvedimenti indifendibili anche solo giuridicamente. L’ipocrisia e le menzogne.

Video 1 - La requisitoria del Segretario dell’A.N.M. contro il decreto di perquisizione di Salerno.

Video 2 – Le chiacchiere e gli espedienti retorici. Come dice Di Pietro: nascondere la sostanza con l’alibi della forma. La sorella di Di Pietro che capisce ciò che sfugge al Segretario dell’A.N.M..

Video 3 – L’inutile fervorino.


fonte: toghe.blogspot.com »

Dic 22

di Gian Antonio Stella
(Giornalista)

da Corriere.it del 19 dicembre 2008

«No San Vitur? Ahi ahi ahi ahi!»

Pare passato un secolo da quando Cuore faceva il verso a uno spot televisivo sbeffeggiando chi non era ancora finito a San Vittore e pubblicava il «bollettino dei latitanti» e sparava titoli come «Scatta l’ora legale / Panico tra i socialisti».

Da quando Massimo D’Alema liquidava le parole di Bettino Craxi su Mario Chiesa dicendo che dare del «mariuolo» a qualcuno era «un modo troppo semplice di cavarsela».

Da quando la notizia di un avviso di garanzia all’ex premier Giovanni Goria fu accolta dall’assemblea diessina con un applauso.

Mal comune mezzo gaudio?

Non hanno senso, a destra, certi commenti del tipo «chi di tangenti ferisce, di tangenti perisce».

Sono forse comprensibili, da parte di coloro che per anni sono stati additati come i monopolisti della mala-politica. Ma non hanno senso.

Così come appare insensato quel sollievo a sinistra nel sottolineare che nelle retate e negli scandali di questi giorni, tra tanti esponenti del Pd, è rimasto invischiato anche qualche protagonista della destra, quale ad esempio Italo Bocchino.

Il guaio è che il nodo della corruzione in Italia, al di là delle sorti giudiziarie degli indagati, cui auguriamo di dimostrare un’innocenza cristallina, è rimasto irrisolto dai tempi in cui Silvio Berlusconi racconta che «a Milano non si poteva costruire niente se non ti presentavi con l’assegno in bocca».

Lo dicono decine di processi in tutto il Paese.

Lo confermano gli studi di Grazia Mannozzi e Piercamillo Davigo che esaminando 20 anni di casellari giudiziari hanno accertato che la bustarella non è tramontata mai anche perché le condanne per corruzione (poi ci sono le assoluzioni, le prescrizioni …) sono nel 98% dei casi inferiori ai due anni.

Lo denuncia la Banca Mondiale, secondo cui se ne vanno in tangenti, in Italia, 50 miliardi di euro l’anno, tutti soldi che poi, a causa dei rincari delle commesse, pesano sulle tasche dei cittadini.

Così come pesano ancora sulle pubbliche casse le mazzette di una volta, che secondo il centro Einaudi di Torino incisero, soltanto negli anni Ottanta, «dal 10 a quasi il 15% del deficit complessivo».

Lo testimoniano infine le classifiche sulla percezione della corruttela elaborate da Transparency: nel 1993, in piena Tangentopoli, eravamo al 30˚posto tra i Paesi virtuosi. Nel 2007 stavamo al 41˚e quest’anno siamo precipitati al 55˚.

Dietro (a parte la Grecia che di questo passo sorpasseremo a ritroso) abbiamo solo Paesi come la Turchia, la Tunisia, la Georgia, la Colombia …

Davanti abbiamo il Portorico, il Botswana, Cipro …

Qualcuno obietterà che si tratta di graduatorie da prendere con le pinze. Giusto. Ma certo la nostra reputazione, in questo settore, è pessima.

La tentazione che pare serpeggiare qua e là, a destra e a sinistra, è quella di uscirne dando una regolata alla magistratura: meno inchieste, meno arresti, meno scandali, meno indignazione popolare, meno astensione alle urne.

Ma ammesso che qualche giudice abbia esagerato: sarebbe questa la soluzione?


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Dic 22

di Achille

Fra i tanti doveri dei magistrati che il C.S.M. ricorda abitualmente con tono austero c’è quello del doveroso riserbo sulle cose d’ufficio.

Ma questo dovere viene ricordato da Consiglieri del C.S.M. troppo spesso inclini a non rispettarlo.

Riporto una notizia di agenzia (Adnkronos a questo link) che riferisce dichiarazioni del sempre loquace con la stampa (che in una occasione ha anche ringraziato, non si capisce per quale tipo di servizio) Consigliere del C.S.M. Ugo Bergamo.

CATANZARO: BERGAMO (CSM), AUSPICO INIZIATIVE PG E MINISTRO ENTRO L’ANNO

Roma, 18 dic. - (Adnkronos) - “Il ministro della Giustizia e la Procura generale della Cassazione stanno valutando la possibilità di trarre a breve le conclusioni su eventuali procedimenti disciplinari da avviare nei confronti dei magistrati di Catanzaro e Salerno. E’ possibile e auspicabile che la decisione ci sia, se non prima delle feste, entro l’anno”.

E’ quanto ha sottolineato il presidente della prima commissione del Csm Ugo Bergamo al termine degli interrogatori dei pg di Catanzaro e Salerno terminati da poco.

Bergamo ha ricordato che la commissione ha già inviato ai titolari dell’azione disciplinare i verbali delle audizioni dei magistrati catanzaresi e salernitani avvenute nei giorni scorsi a palazzo dei Marescialli, dopo lo scontro scoppiato tra le due Procure sul caso De Magistris; e ha aggiunto che se il e il ministro chiederanno anche i verbali di oggi “glieli manderemo nell’ambito di una doverosa collaborazione”.

Le parole del Consigliere Bergamo descrivono uno scenario davvero originale.

Un giudice (il C.S.M. in sede disciplinare) che auspica l’iniziativa del pubblico ministero (il P.G. della Cassazione e il Ministro, in sede disciplinare), promettendo sentenze a breve.

E tutto ciò dopo avere anticipato giudizi e avere promosso una procedura ex art. 2 palesemente al di fuori degli ambiti previsti dalla legge (che la esclude per le ipotesi in cui si possano ipotizzare condotte suscettibili di rilievo disciplinare). Dunque, come va di moda dire, “abnorme”.

Sul punto, altro originale intervento del Bergamo si può leggere a questo link dove ancora Adnkronos gli mette in bocca le parole: “Noi valutiamo INCOLPAZIONI specifiche che riguardano comportamenti NON COLPOSI dei magistrati”.

Il paradosso – logico e giuridico - delle “incolpazioni” per fatti “incolpevoli”.

Un nuovo monstrum giuridico.

In sostanza, sarebbe come se io, giudice penale, prima mi convocassi davanti una persona trattandola da imputato e raccontando ai giornali come e qualmente lo condannerò al più presto e a pene gravi; poi mi rendessi conto che forse non posso giudicarmi da me e al di fuori delle procedure e garanzie di legge persona neppure ancora imputata dal competente pubblico ministero; e allora, avendo frenesia di “arrivare al risultato” “promesso” (a chi? e perché?) e trovando inutilmente burocratico il rispetto di regole e garanzie (il C.S.M. di questi tempi sembra un clone di Berlusconi), mandassi gli atti al P.M. sollecitandolo a mandarmi a giudizio la persona in questione, promettendo ai giornali che la condannerò, come dice Bergamo, “se non prima delle feste, entro l’anno” !

Ciliegine sulla torta:

- la precisazione che tutto questo Bergamo fa “nell’ambito di una doverosa collaborazione” (!?) fra giudice e promotore dell’azione (e poi Berlusconi vuole che giudici e pubblici ministeri stiano rigorosamente separati);

- e una procedura segretissima, i responsabili della quale hanno una autentica frenesia di anticipare a giornali unificati giudizi di ogni genere.

Alla faccia del “rispetto delle regole” sbandierato dal C.S.M. per rilegittimarsi (è sempre lo stesso Bergamo a dire ai giornalisti che si è agito in fretta per “restituire al Consiglio autorevolezza”: a questo link).

Il paradosso dell’invito al P.M. a darsi da fare era già presente, peraltro, qualche giorno fa, in una dichiarazione dei “vertici dell’A.N.M.” che avevano auspicato, appunto, il tempestivo intervento del Ministro.

C’è di che restare basiti.

P.S. – A margine va osservato che Ugo Bergamo è oggi un Consigliere del C.S.M. nominato dal Parlamento. In precedenza è stato senatore dell’U.D.C., «celebre più che altro – scrivono Peter Gomez e Marco Lillo su L’Espresso - per essere stato incluso nel 2002 dagli ex colleghi della Margherita nell’elenco dei parlamentari ‘pianisti’». La foto sopra è tratta dal sito di Repubblica. Questo può dare un’idea di quanto bene farebbe alla magistratura la riforma del C.S.M. “minacciata” dal governo, che farebbe aumentare i membri di nomina politica.


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Dic 22

Dalle vignette di Vauro per Annozero del 18 dicembre 2008, la giustizia del C.S.M.:

e quella del potere politico:


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Dic 22

da Repubblica.it del 16 dicembre 2008

Roma - Silvio Berlusconi non ha motivo per chiedere la ricusazione del presidente della decima sezione del tribunale di Milano, Nicoletta Gandus.

La sesta sezione penale della Cassazione ha respinto il ricorso con il quale i legali del presidente del Consiglio avevano reclamato contro l’ordinanza della Corte di appello di Milano che, lo scorso luglio, aveva detto no alla ricusazione.

Secondo i difensori di Berlusconi, il presidente Gandus avrebbe manifestato, in più occasioni, “inimicizia” nei confronti del premier e per questo non avrebbe potuto presiedere il collegio del procedimento “Berlusconi-Mills” per corruzione in atti giudiziari.

Il processo è stato sospeso, per effetto del Lodo Alfano, nei confronti del premier mentre prosegue per il coimputato, l’avvocato inglese David Mills.

La Corte ha condiviso le conclusioni del sostituto procuratore generale che, all’udienza di oggi, aveva chiesto il rigetto del ricorso: secondo il procuratore generale “criticare la politica del governo non significa essere ’nemici’ del presidente del Consiglio”.

La decisione è arrivata dopo circa sei ore di Camera di consiglio nella quale sono stati affrontati anche altri ricorsi.

Le motivazioni della decisione saranno note solo con il deposito della sentenza, previsto entro 30 giorni.

Nel gennaio 2007, sempre la sesta sezione penale, aveva respinto la richiesta di ricusazione - avanzata sempre dai legali del premier - del gup milanese Fabio Paparella sempre nell’ambito del procedimento “Berlusconi-Mills”.

In quel caso i legali chiedevano la ricusazione in quanto Paparella aveva già rinviato a giudizio Berlusconi nell’inchiesta Mediaset.


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Dic 22

Stiamo parlando della Lasius neglectus, una specie eurasiatica di formica molto aggressiva che sta lentamente colonizzano parchi e giardini in Europa, annientando le specie autoctone di quegli ambienti.

In queste ultime settimane si è parlato di una “bioinvasione” allarmante che preoccupa sempre più biologi ed etologi.

La Lasius neglectus sarebbe originaria della regione del mar Nero, i primi esemplari furono individuati nel 1990 a Budapest, diffondendosi poi attraverso l’Europa, fino ad arrivare al canale della Manica e ad attraversarlo.

All’apparenza molto simili alle comuni formiche nere da giardino, hanno una struttura sociale ben diversa.
Le regine non lasciano mai la colonia per fondarne una nuova, ma si accoppiano con i maschi della loro colonia di origine, facendo crescere enormemente il numero di formiche.
Queste scaveranno quindi nel suolo per costruire nuovi nidi, fino a costruire quelle che vengono definite “supercolonie”, molto infestanti e dalle dieci alle 100 volte più numerose di quelle native europee.

La Lasius neglectus è onnivora e si adattata facilmente al nuovo ambiente.

Una volta stabilitasi in un luogo riesce a imporsi sulle altre specie, dominando l’intera fauna locale,e sostituendosi alle specie che popolano da tempo quei terreni.
Inoltre un grande vantaggio per la loro diffusione è la capacità di adattarsi in modo formidabile all’ambiente urbano, privilegiandolo per il loro insediamento a discapito ( o si dovrebbe dire a vantaggio!!) degli habitat naturali.

I ricercatori hanno localizzato colonie di “super formiche” in quattordici località europee, da Varsavia in Polonia sino a Bayramic in Turchia, in Belgio, Francia, Spagna, Germania e anche in Italia.

La diffusione iniziale di questa formica eurasiatica potrebbe essere stata causata in modo involontario da parte dell’uomo, che l’ha portata con sé, dentro uno zaino ad esempio, al ritorno da un viaggio nel mar Nero.

Gli esperti sono comunque convinti che sia solo questione di tempo: implacabile e veloce la nuova super formica colonizzerà ben presto gran parte d’Europa, arrivando fino all’estremo nord, si perchè questa formica resiste anche alle basse temperature, fino a 5 gradi sotto lo zero!!

Il parere dell’esperto

«Le formiche, sono tra i più importanti mangiatori di detriti del pianeta e con la loro azione aiutano i cicli di ricambio. C’è però un forte allarme tra gli etologi per questi numerosi e repentini cambiamenti della composizione degli animali nei nostri ecosistemi», commenta Enrico Alleva, presidente della Società italiana di etologia che mette insieme ricercatori impegnati nello studio del comportamento animale e delle sue basi biologiche.
Basti pensare che la formica di fuoco (Solenopsis invicta), comparsa per la prima volta in Alabama negli Stati Uniti nel 1930 - si è poi diffusa rapidamente in tutti gli Stati - causando danni stimati in circa 600 milioni di euro in un anno!

Per info:

http://www.liquida.it/lasius-neglectus/
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Dic 22

La redazione di Gravità Zero augura un buon compleanno per le 80 candeline di Piero Angela.
Auguri Piero!

Su Wikipedia una scheda completa con la carriera del celebre conduttore e divulgatore scientifico della Rai
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Dic 22

Per i distratti, segnalo che oggi è il Solstizio d’Inverno!
Non dico nulla sull’argomento anche perché potete leggere un ottimo articolo di Annarita Ruberto sul suo blog Scientificando!
Qui invece un articolo di Piero Bianucci su La Stampa.

Invece segnalo un importante evento della rete: ieri, sabato avete ascoltato (vero?) la centesima puntata di caccia al fotone, che vedeva come ospiti i rudimathematici, intervistati da Fabio DeSicot.

Allora a tutti coloro che ancora non li conoscono, ricordo che Rudimathematici (per gli amici RM) è una rivista/blog on-line di matematica creativa “fondata nell’altro millennio”.

I tre autori (Rudy d’Alembert, Alice Riddle e Piotr Rezierovic Silverbrahms) sono ormai degli abitué del fotone, poiché dal 2005 lo accompagnano, in questo lento e difficile cammino, con i loro quiz rudo-mathematici. Ed allora, in occasione della 100esima puntata fotonica, siete in compagnia di Piero Fabbri per parlare di mathematica (con la H) ma non solo…

I “Rudi”, scrivono anche sulla rivista LE SCIENZE, dove hanno una rubrica fissa!

Ricordo anche che la puntata appena precedente di Caccia al fotone era dedicata al nostro autore, il fisico Massimo Auci.

Allora complimenti a “CACCIA AL FOTONE” e al suo conduttore-divulgatore scientifico FABIO DESICOT, e a tutti quelli che lavorano per fare di RADIO CITTA’ FUJIKO una bella radio!
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Dic 22

Ventisei fra ricercatrici e ricercatori raccontano la propria vita, le passioni, gli interessi e le attività di chi lavora, oggi, nei più svariati campi della fisica: astrofisica, geofisica, fisica delle particelle, didattica della fisica, fisica medica, fisica dei materiali, nanoparticelle e fisica dei beni culturali.

Realizzato da: Marco Malaspina e Stefano Parisini
Vincitore per la categoria video scientifici promozionali del 1° festival del video, del film e del documentario scientifico Vedere la Scienza, Milano, 2007.

Qui l’edizione Vedere la Scienza Festival 2009
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Dic 22

E poi dicono che su Facebook ci sono solo i perditempo! :-)

La notizia che mi arriva in anteprima da un membro dell’ AAAS - American Association for the Advancement of Science è una gran bella notizia per il pianeta!

Sono le 18 di ieri quando da Alison Chandler ricevo sulla mia pagina di Facebook questo messaggio:

Hello everybody,

I’ve got a scoop for you from Science Insider, our NEW science policy blog:

“Strong indications are that President-elect Barack Obama has picked physicist John Holdren to be the president’s science adviser.

A top adviser to the Obama campaign and international expert on energy and climate, Holdren would bolster Obama’s team in those areas. Both are crowded portfolios. Obama has already created a new position to coordinate energy issues in the White House staffed by well-connected Carol Browner, former head of the Environmental Protection Agency, and nominated a Nobel-prize winning physicist, Steve Chu, to head the Department of Energy. That could complicate how the Office of Science and Technology Policy, which Holdren will run, will manage energy and environmental policy. “OSTP will have to be redefined in relation to these other centers of formulating policy,” says current White House science adviser Jack Marburger…”
http://blogs.sciencemag.org/scienceinsider/2008/12/sources-john-ho.html

John Holdren is a past AAAS president. Read and watch more about him here: http://www.aaas.org/news/releases/2008/1218holdren.shtml

Also just announced was Science’s Breakthrough of the Year. The 2008 Breakthrough is “Reprogramming Cells”. Read about it here: http://www.sciencemag.org/btoy2008/

Have a wonderful holiday season!

Alison Chandler
Office of Publishing and Member Services
AAAS
Insomma, sembra che per dare un nuovo segnale del fatto che dal prossimo gennaio la politica degli Stati Uniti sul clima cambierà drasticamente, Barack Obama abbia pensato bene di chiamare alla Casa Bianca due scienziati convinti assertori della necessità di una risposta vigorosa da parte dei governi mondiali ai cambiamenti climatici.

Si tratta de fisico di Harvard John Holdren, che oggi verrà ufficialmente nominato Presidential science adviser, e la biologa marina Jane Lubchenco, dell’università dell’Oregon, a cui verrà affidata la guida della National oceanic and atmospheric administration.

Come il nuovo ministro dell’Energia, il Nobel per la Fisica Steven Chu, Holdren e Lubchenco sono favorevoli a limiti obbligatori dell’emissione dei gas serra per bloccare catastrofici cambiamenti climatici.

Da presidente della commissione dell’American association for the advancement of science, Holdren nel 2007 ha approvato una dichiarazione sui cambiamenti climatici in cui si affermava che “e’ arrivato il momento di indirizzare la politica verso un’azione coordinata”.

La Lubchenco ha criticato l’atteggiamento dell’amministrazione Bush nei confronti della scienza: “non ha avuto rispetto della legge - ha detto recentemente la biologa marina - ma credo che questo non sia l’atteggiamento di tutti i repubblicani, ne sono convinta”

E non lo dice solo la Lubchenco: leggete cosa hanno scoperto due ricercatori americani del “Cline center for democracy“. L’amministrazione Usa ha modificato l’elenco dei Paesi alleati?

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Dic 22

Una data da segnare quella del 17 gennaio 2009!

“Eccellenze al femminile” è un convegno che a Torino vorrà essere un momento di riflessione sull’importanza crescente che il pensiero femminile svolge nella nostra società.

Gravità Zero è uno tra i “Media Partner” dell’iniziativa che vedrà come relatrici alcune tra le figure femminili italiane più influenti e brillanti nel panorama scientifico nazionale e internazionale.


In un contesto socio-economico complesso, fortemente dinamico e mutevole, il convegno “Eccellenze al femminile” si pone l’obiettivo di sottolineare il ruolo sempre più determinante della donna in ogni ambito: dall’imprenditoria alla ricerca, passando per la politica, l’arte, la cultura, senza dimenticare il ruolo essenziale che da sempre svolge nell’ambito familiare.

ECCELLENZE AL FEMMINILE
17 gennaio 2009
Sala Conferenze Regione Piemonte
Corso Stati Uniti 23, Torino

Ingresso libero, previa registrazione tramite il sito http://www.eccellenzealfemminile.org

A partire dalle 9,30 sono previsti gli interventi di:

  • Mercedes Bresso - Presidente Regione Piemonte
  • Maria Elisa Demaria - Governatore Distretto Lions 108ia1
  • Mariella Enoc - Presidente Confindustria del Piemonte
  • Licia Mattioli - Vicepresidente Unione Industriale di Torino
  • Piera Levi-Montalcini - Presidente Associazione Levi-Montalcini
  • Elsa Fornero - Direttore CeRP, Università di Torino.

Al termine degli interventi si discute in una tavola rotonda sul tema:

PENSARE AL FEMMINILE PER AFFRONTARE LE SITUAZIONI CRITICHE

  • Elena Cattaneo - Dipartimento Scienze farmacologiche e Centro di ricerca sulle cellule staminali - Università di Milano
  • Vittoria Colizza - Research Scientist - Fondazione ISI e www.influweb.it
  • Chiara De Caro - Imprenditrice, Pickwiki.com
  • Ada Fichera - Giornalista e saggista
  • Maria Rosa Menzio - Matematica, regista e saggista - www.teatroescienza.it

conduce: Ada Guglielmino, direttore www.thedailybit.net

Il progetto ECCELLENZE AL FEMMINILE è promosso da:

  • Lions Club Torino Cittadella
  • Leo Club Torino Cittadella

con la collaborazione di:

  • Lions Club Moncalieri Castello
  • Lions Club Monviso
  • Lions Club Torino Sabauda
  • Lions Club Valentino Futura

Informazioni: http://www.eccellenzealfemminile.org

Segreteria organizzativa:
Time & Mind
Tel. 011 19505938
press@timeandmind.com

Ufficio Stampa:
Claudio Pasqua cell. +39 393 4064107
Ada Guglielmino cell. +39 338 6949643


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Dic 22

… direbbe Petrarca, invece no è metano liquido di uno “stagno” di Titano. L’immagine catturata dalla sonda Huygens dopo essersi separata da Cassini ed essere atterrata su Titano, una delle lune di Saturno, rappresenta la prima osservazione diretta di liquidi nel sistema solare, ovviamente oltre alle chiare fresche e dolci acque terrestri.
Fino ad ora si pensava che su Titano la presenza di liquidi non fosse possibile, anche se l’osservazione di due strati di nubi di etano suggeriva la possibilità di piogge, quindi di una meteorologia simile alla nostra però con piogge ed evaporazioni di etano e metano.La fotografia (visibile qui sotto) con tanto di ciotoli levigati da effetti orogenetici, mette invece in evidenza che la presenza di liquidi è possibile.

Nonostante sulla superficie di Titano la temperatura sia di soli 94 K, neanche 100 gradi sopra lo zero assoluto e la presenza di acqua allo stato liquido e gassoso non sia possibile, come nemmeno la sublimazione che porterebbe vapore nell’atmosfera, da analisi delle variazioni del campo gravitazionale di Titano fatte alcuni mesi fa dalla sonda Cassini-Huygens, sembra che sotto lo spesso strato di ghiaccio di acqua liquida ne esita davvero tanta. Un oceano molto profondo, 100-200 chilometri, composto da acqua al 99%. Un oceano che potrebbe nascondere chissà quali sorprese. Infatti l’attuale scoperta di metano liquido di origine meteorica, insomma su Titano piove metano, potrebbe essere un indizio della possibile presenza di vita.
Il metano infatti è una molecola organica che sulla Terra è cibo per microrganismi. Dato che Titano sembra essere un pianeta con un habitat simile a quello che dovrebbe aver avuto la Terra all’epoca in cui si sono sviluppati i primi microorganismi. Forse questa scoperta rappresenta un passo avanti nella ricerca della vita extraterrestre.

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Dic 22


Solo pochi mesi fa, il Premio Nobel Rajendra Pachauri, presidente dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), forum intergovernativo delle Nazioni Unite che si occupa dei problemi collegati al riscaldamento globale, aveva invitato le aziende di tutto il mondo a ridurre i viaggi di lavoro dei propri dipendenti, e sostituirli con riunioni in videoconferenza.
Ed ecco che ora un nuovo servizio di multivideoconferenza della rete della ricerca italiana GARR rende possibile il consiglio del Nobel Pachauri.

Ora ricercatori e docenti italiani hanno un nuovo strumento per comunicare a distanza in modo economico ed affidabile senza doversi muovere dal proprio ufficio: Vconf, è il servizio gratuito di multivideoconferenza messo a disposizione ai propri utenti da GARR, la rete dell’università e della ricerca italiana. Vconf ha caratteristiche di usabilità pressoché pari a quelle di una semplice telefonata ed in più la possibilità di collegare fino a 40 sedi in contemporanea.

Afferma Enzo Valente, direttore del GARR, come:

“Ancora una volta la ricerca italiana dimostra di saper interpretare i tempi in cui viviamo. Vconf fornisce infatti delle risposte adeguate a delle problematiche fortemente attuali. Stiamo infatti vivendo in un contesto caratterizzato dalla ristrettezza dei fondi a disposizione per la ricerca e dalla crescente onerosità dei viaggi in aereo anche dal punto di vista dell’impatto ambientale. Tutto ciò contrasta con l’importanza strategica che la condivisione del sapere e la collaborazione internazionale vanno sempre più assumendo per la competitività della ricerca. La possibilità di scambiarsi esperienze, anche a distanza, diventa dunque indispensabile in una condizione come quella attuale”.

La videoconferenza sarà dunque un valido aiuto per la nostra comunità scientifica ed accademica e sarà in grado di semplificare l’organizzazione e la partecipazione ad iniziative internazionali, favorendo una maggiore collaborazione grazie all’ottimizzazione delle risorse e dei tempi.

In maniera semplice ed economica - il servizio è gratuito - ricercatori e docenti potranno usufruire di uno strumento avanzato per le proprie esigenze di comunicazione.

Attraverso l’interfaccia web del portale Vconf (www.vconf.garr.it) gli utenti possono programmare la loro videoconferenza e creare una “stanza virtuale” che ospiterà la riunione e alla quale i partecipanti potranno accedere dal loro apparato di videoconferenza, o anche da un semplice PC, utilizzando le proprie credenziali.

Come in un vero centro congressi, è possibile tenere più meeting contemporaneamente, ma con una flessibilità molto più ampia. Il servizio permette infatti di gestire fino a 40 sedi nello stesso tempo, divise secondo le esigenze: ad esempio si potrebbero avere 10 multivideoconferenze ciascuna con 4 sedi collegate, 4 con 10 sedi collegate, o una sola che ospiti 40 sedi.

Grazie ai progressi tecnologici compiuti dalle comunicazioni è ora possibile ridurre le emissioni di gas serra prodotte dall’aviazione commerciale una delle principali cause del riscaldamento globale del pianeta. Gli studiosi calcolano infatti che le emissioni prodotte da un solo aereoplano civile equivalgono a quelle di circa 500 auto non catalizzate.

Vista la dimensione sempre più globale della ricerca, e l’importanza crescente di partecipare a progetti europei ed internazionali, i nostri ricercatori si trovano sempre più spesso ad affrontare trasferte, costose sia per i loro istituti che per il pianeta.

L’utilizzo di un servizio efficiente come Vconf può rappresentare dunque una valida alternativa che si arricchisce anche di un valore significativo dal punto di vista ambientale.

Ulteriori informazioni:
http://www.vconf.garr.it
http://www.garr.it


COS’E’ IL GARR

Il Consortium GARR è un’associazione senza fine di lucro fondata con il patrocinio del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). I soci fondatori sono: il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), l’ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente), la Fondazione CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).

La sua missione consiste nella realizzazione, gestione ed ampliamento di una rete telematica nazionale a larghissima banda per l’università e la ricerca. La rete GARR è diffusa in modo capillare su tutto il territorio nazionale e si basa sulle più avanzate tecnologie ottiche di trasporto, che rendono possibile l’impiego di applicazioni innovative quali grid, telemedicina, e-learning, multimedia, fisica delle alte energie, radioastronomia. È collegata con tutte le reti della ricerca europee e mondiali e favorisce la cooperazione nelle attività di ricerca nazionali ed internazionali (www.garr.it)

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Dic 22

Il Corriere di Novara mi ha chiesto di curare un pezzo rivolto ai suoi lettori sui Blog che si occupano di divulgazione scientifica. Non facile dire qualcosa di esaustivo in appena 3000 battute: lo considero un utile esercizio. Ma informazioni più dettagliate sul tema dei blog le trovate già qui, su Gravità Zero.

In sintesi quello su cui ho posto l’accento è di come gli strumenti del Web 2.0 vengano sempre più utilizzati da ricercatori e docenti (ma anche Medaglie Fields (!), e soprattutto anglo-americani) per divulgare le loro ricerche. E dell’importanza che questi strumenti hanno nell’avvicinare la scienza al pubblico. Sembra una banalità ma sono ancora tanti i ricercatori italiani che, a differenza dei loro colleghi stranieri, non conoscono le potenzialità del mezzo.


E così sono partito da SciVee (ribattezzato lo YouTube della scienza) fino ad arrivare ai blog di casa nostra, tra i quali ho citato formicablog, quello della ricercatrice Paola Bressan sul mondo della percezione (il colore della Luna) e “la scienza in cucina” del chimico Dario Bressanini, limitandomi a questi purtroppo perché lo spazio sulla carta è sempre molto risicato.

Ma qui avevo già scritto altri approfondimenti a riguardo.

Infine, dato che i blog di professionisti della scienza sono tantissimi e non c’è mai abbastanza spazio, ne trovate una lista, in continuo aggiornamento, nella parte destra di questa testata.

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Dic 22

Lyn Evans, il capo progetto dell’acceleratore di particelle Lhc, è il personaggio dell’anno secondo la rivista Nature.

Evans è riuscito, “miscelando acume politico e capacita tecniche - sottolinea la rivista - a far diventare realtà un sogno scientifico globale, qual è Lhc”.

Il riconoscimento è stato assegnato allo scienziato del Cern di Ginevra per la sua “disponibilità a dialogare con tutti rispettando tutti i ruoli e per la dedizione nel portare a conclusione il progetto”.
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Dic 22

“A scuola con …rinnovata energia!” È il nome della Campagna Nazionale di Educazione allo Sviluppo patrocinata dal Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, per l’anno scolastico 2008/09.

Questa Campagna si rivela particolarmente interessante in quanto pone l’attenzione sulla diffusione di tecnologie facilmente trasferibili alla vita quotidiana ed in grado di ridurre notevolmente l’impatto che l’uomo ha sull’ambiente.

“A scuola con …rinnovata energia!” si propone come obiettivo la realizzazione di laboratori didattici, con attività svolte sul campo, nelle varie regioni italiane. Agli studenti sarà così possibile visitare, tra l’altro, anche le “fabbriche” di energie rinnovabili.

L’idea è stata del Portale dei Parchi, il polo didattico italiano specializzato in visite e viaggi d’istruzione in molteplici ambiti disciplinari. Per creare un’innovativa rete di offerte multidisciplinari sono state selezionate le principali Istituzioni pubbliche ed i più qualificati Operatori privati diffusi sul territorio italiano.

Di seguito breve elenco dei laboratori e visite guidate suddivisi per tematiche affrontate.

SOLARE

Campania : “Dalla fotosintesi al …fotovoltaico”.
Laboratorio sull’energia ricavata dalla fotosintesi (processo biologico) e dalla tecnologia fotovoltaica, con visita guidata al Parco Fotovoltaico della Canzanella di Napoli.

Lombardia: “Il fotovoltaco ad impatto zero”.
Visita guidata alla Centrale di Tirano (SO) e presentazione della Fiper e TCVVV ad essa associata, mettendo in evidenza le caratteristiche dell’Impianto fotovoltaico, le sinergie sviluppate con la Centrale di cogenerazione e teleriscaldamento a biomasse, vantaggio energetico, economico ed ambientale che ne consegue.

Lazio:”Laboratorio di autocostruzione di un pannello solare”.
Laboratorio sui principi del solare termico; assemblamento manuale di un pannello solare termico.

Puglia: “Demotica e ricerca avanzata con il solare temico”.
Visita guidata allo Stabilimento produttivo ed al Centro ricerche nel Comune di Cavallino (LE). Caratteristiche costruttive dello Stabilimento, ispirate ai principi della bioclimatizzazione; caratteristiche del Centro ricerche; linee di produzione; principali tipologie di impianti prodotti nel settore del solare termico.

EOLICO

Abruzzo: “Gli itinerari di Eolo”.
Visita guidata a al Parco Eolico e al Museo dei Serpari di Cocullo (AQ).

Campania: “Il sapore del vento”.
Visita al Parco Eolico e alle Botteghe del torrone di San Marco dei Cavoti (BN).

ENERGIA ELETTRICA DA BIOMASSE

Calabria: “Le biomasse per il rilancio del sud”.
Visita guidata nella Centrale di Strongoli (KR), tra tecnologie all’avaguardia e nuova imprenditoria per valorizzare il potenziale delle aree agricole e boschive meridionali.

COGENARAZIONE E TELERISCALDAMENTO DA BIOMASSE LEGNOSE LOCALI
In collaborazione con FIPER (Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili).

Lombardia : “Tecnica ed etica nell’impiego di biomasse”.
Visita guidata alla Centrale di Teleriscaldamento della IS.PA.RO. onlus presso Iseo (BS), caratteristiche della Centrale a biomasse, vantaggio etico, economico e ambientale conseguito.

Lombardia: “Il modello energetico del futuro”.
Visita guidata alla Centrale elettrica e di teleriscaldamento della TCVVV di Tirano (SO), caratteristiche della Centrale , vantaggio economico, sociale e ambientale conseguito.

Trentino: “Partecipazione ed azionariato sociale per l’energia verde”.
Visita guidata alla Centrale elettrica e di teleriscaldamento a biomasse di Dobbiaco (BZ), caratteristiche dell’impianto , vantaggio economico, sociale e ambientale conseguito.

Valle d’Aosta: “Il teleriscaldamento….ai piedi del Monte Bianco”.
Visita guidata alla Centrale di teleriscaldamento a biomasse della SEA srl di Morgex (AO), caratteristiche dell’impianto , vantaggio economico, sociale e ambientale conseguito.

Veneto:”Il ciclo delle biomasse: dal campo all’energia verde” .
Visita guidata all’Impianto di teleriscaldamento della Biomasse Europa srl, di Candiana (PD), tecnologie relative a coltivazione, raccolta e combustione di biomasse, caratteristiche dell’impianto di teleriscaldamento.

RINNOVABILI IN AGRICOLTURA

Campania: “Tecnologie per ridurre l’impatto dell’agricoltura”.
Laboratorio didattico in un’Azienda agricola biologica di Battipaglia (SA), su riciclaggio, energie rinnovabili, e biotecnologie per ridurre l’impatto dell’agricoltura sull’ambiente.

RISPARMIO ENERGETICO

Abruzzo: “La valigia del risparmio energetico”.
Laboratorio didattico da svolgere negli Istituti scolastici abruzzesi, per l’individuazione e la mitigazione degli sprechi di energia.

Per info:
http://www.ilportaledeiparchi.it
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Dic 22

Oggi vi dovrei parlare dell’Innovative Day, conclusosi ieri, che ha visto articolarsi il camp ‘Nuove tecnologie e le PMI: risparmio e risultati efficaci’, il lunch di ‘Food Design’, il workshop ‘CreAttività’ e il workshop ‘Dire/Fare’, in cui sono state provate in diretta numerose piattaforme 2.0.

Voi direte cosa c’entra questo con l’attività della scienza? Ebbene c’entra! Perché fare divulgazione scientifica è diventato imprescindibile dal saper comunicare con i nuovi media.

E questo lo sanno i colleghi di Radiotre Scienza, che in stile Web 2.0 hanno aperto quest’anno una pagina su Facebook, lo sa l’autorevole fisico Tommaso Dorigo, (ci ha spiegato anche perché è importante su YouTube), e di tanti altri colleghi ricercatori di cui ho parlato ampiamente a febbraio.

E allora quando nel cuore di Milano, in un evento di 10 ore, nel quale sono state implementate 5 piattaforme 2.0 e un sito, si è vista la partecipazione di oltre 100 ospiti, e la collaborazione di amici come Fabrizio Bellavista e Massimo Giordani, che si mettono a lavorare su un progetto come questo, non si può rimanere indifferenti.

Ricordo tanto per cominciare che Massimo Giordani insegna al Politecnico di Torino e all’Università di Torino la materia “Integrazione dei Media”.

Dunque quando oggi ho aperto il nuovo numero di nc - il giornale della nuova comunicazione non mi sono meravigliato più di tanto se ho visto la sua foto e il suo articolo, e ho pensato subito che avrei dovuto dire due parole su come un professionista come Massimo segua da oltre 15 anni la comunicazione di chi dialoga professionalmente con il Web (da quando cioè Tim Berners-Lee lo inventò al Cern), consigliando a importanti enti, aziende, università e centri di ricerca come si fa innovazione, comunicazione e divulgazione usando gli strumenti del Web 2.0 e dei nuovi media interattivi.

Nell’articolo troviamo anche un accenno a quanto è stato detto all’Innovative Day, e cioè che:

“Il web può fare molto per il territorio, per la sua valorizzazione e il suo sviluppo. Della ricchezza naturale e culturale del nostro paese quasi non vi è traccia sulla rete mondiale. Per averne una prova basta ricercare “museum europe” con Google Cina per notare che l’Italia è del tutto inesistente, nessun museo italiano compare nelle prime 10 pagine dei risultati di Google Cina tramite una ricerca effettuata in lingua inglese, non in cinese”

“Eppure si potrebbero trarre grandi vantaggi da strategie di comunicazione basate su Internet, come dimostrano alcune esperienze concrete”.

“Non è cosa nuova infatti - prosegue Giordani - “il fatto che social network come MySpace e Facebook abbiano catturato milioni di navigatori che trascorrono una parte significativa della loro giornata a fornire informazioni di sé e a curiosare nelle attività di amici”

“Dopo la tragica fine del portale Italia.it, attualmente in fase di rielaborazione in ottica Web 2.0, che immagine offre il nostro Paese al popolo della Rete? Si continua a predicare che siamo depositari di un patrimonio storico e culturale unico, ma cosa nel Web il navigatore, per esempio, asiatico che desidera scoprire la cultura del vecchio continente?”

Massimo Giordani, lo ricordiamo, lavora da anni a stretto contatto con le Università e gli Enti per valorizzarne le specificità e le eccellenze regionali in un’ottica internazionale. Per anni ha seguito la comunicazione web del sito della Regione Piemonte Experimenta (divulgazione scientifica e interattiva).

E’ emblematico il case history portato come esempio: si tratta di un evento seguito per la regione della Valle d’Aosta, di quest’anno. Se cercate su Google con le parole “Mountain Photo Festival” oppure anche solo “Photo Festival”, verificherete che su oltre 12 milioni di occorrenze il Mountain Photo Festival di Aosta è sempre ai primi posti delle serp di Google.

L’ecosistema digitale dell’evento di agosto e settembre 2008 è visibile interamente qui.

Il caso italiano (uno dei pochi) del Mountain Photo Festival è un esempio concreto di come si possa costruire un ecosistema digitale attorno a un evento, fino alla creazione di community di appassionati. Un bell’esempio di come con investimenti minimi e l’uso di tecnologie Web 2.0 oriented è possibile valorizzare qualsiasi patrimonio culturale e scientifico.

Purtroppo sono ancora troppe le resistenze che frenano l’integrazione del web con le strategie di valorizzazione del territorio e della divulgazione.

COS’E’ L’INNOVATIVE DAY

L’Innovative Day, nata tre anni fa a Torino, ha trovato il supporto di Innovhub, la nuova azienda speciale per l’innovazione della Camera di commercio di Milano: snodo per i servizi a supporto dell’innovazione per le imprese di Milano e della Lombardia. Broker di servizi, contatti e conoscenze in connessione con i principali soggetti attivi sul territorio e a livello internazionale in questo ambito: non solo le università e i centri di ricerca, ma anche altre strutture di collegamento fra il mondo della ricerca e il sistema imprenditoriale. Luogo fisico e virtuale di incontro tra sistema imprenditoriale milanese e lombardo. Si occupa di assistere le PMI a partecipare a progetti di ricerca e innovazione internazionali, di organizzare iniziative e eventi innovativi nel format e di ricercare i finanziamenti disponibili a realizzare gli investimenti. Come partner della rete europea Enterprise Europe Network promuove il trasferimento tecnologico e la stipula di accordi transnazionali oltre che essere punto di informazione sulla legislazione e i finanziamenti comunitari.

Tutti i video degli speech saranno fruibili sul blog http://innovativeday.blogspot.com entro 6 giorni

fonte: gravita-zero.org »

Dic 22

Chi tra voi si è già divertito a mettere le mani dentro il motore della propria auto? Alla grande maggioranza delle persone non interessa come faccia un’automobile a camminare, basta che non ci lasci mai a piedi. Però, quando ciò si verifica, sentiamo il bisogno di capire perché è successo e magari come fare ad evitare che il fatto si ripeta. E ci rendiamo conto – dal meccanico – che lui ha un grande potere perché può dirci (o non dirci) qualunque cosa sull’origine del guasto e farci pagare qualunque cifra.

Anche il funzionamento generale dell’economia potrebbe non interessarci, saremmo infatti tutti contenti se l’economia andasse “bene”. Vorremmo ad esempio che il nostro stipendio crescesse sempre, almeno nella stessa misura in cui crescono i prezzi al supermercato; non vorremmo mai sperimentare periodi di disoccupazione; vorremmo che i trasporti pubblici funzionassero perfettamente; vorremmo che le imprese ci facessero pagare cifre oneste in cambio dei beni e servizi che ci offrono.

In termini economici, stiamo parlando di redditi, prezzi, inflazione, disoccupazione, economia del settore pubblico, comportamento delle imprese. Siccome i nostri desideri sono spesso disattesi, ci troviamo di fronte ai misteri dell’economia come di fronte agli enigmi del motore a scoppio. Di conseguenza i politici potranno raccontarci qualunque favola e farci pagare qualunque prezzo.

Ecco perché è necessario comprendere i fondamenti dell’economia. I quali – sintetizzati in forma di principi e trattati in maniera divulgativa ma sufficientemente rigorosa – possono essere i seguenti:

Non possiamo avere tutto ciò che vogliamo, non c’è niente di gratis e – come se non bastasse – dovremmo essere razionali e rispondere agli incentivi.

Il primo problema è che per realizzare beni e servizi occorrono risorse. E le risorse sono scarse. Ciò significa che – in una società – non è possibile garantire a ciascuno il tenore di vita a cui aspira. A parità di risorse possedute, per ottenere qualcosa in più dobbiamo rinunciare a qualcos’altro. Ad esempio, per farci una settimana di vacanza in più, avremo bisogno di 600 euro, che potremmo ottenere facendo gli straordinari, quindi rinunceremo ad un po’ di tempo libero in inverno per avere maggiori vacanze e divertimento in estate.

Se le risorse sono scarse, è chiaro che per averle occorre pagarle: solo se esistessero risorse in quantità illimitata, esse sarebbero gratuite. Ciò implica che dobbiamo continuamente prendere decisioni, se vogliamo utilizzare al meglio le nostre magre risorse. Solo così potremo soddisfare i nostri numerosi bisogni. La teoria economica cerca di prevedere il comportamento delle persone sulla base del fatto che esse siano razionali e rispondano agli incentivi.

Un individuo razionale è un soggetto che agisce sempre con risolutezza e in modo logico, ha obiettivi ben definiti, è motivato unicamente dal desiderio di avvicinarsi quanto più possibile a questi obiettivi e ha la capacità di calcolo necessaria. Inoltre agisce sempre guidato da un calcolo del tipo “benefici meno costi”: prima di intraprendere una determinata azione valuta i benefici netti che può trarne, cioè i benefici al netto dei costi che dovrà sostenere.

Se deve decidere se acquistare una dose aggiuntiva di bene, valuterà il beneficio netto aggiuntivo di quella dose, cioè il “beneficio netto marginale”. Ciò significa che un individuo razionale – essendo dotato della capacità di calcolo necessaria a raggiungere i propri obiettivi – sarà in grado di acquistare – dopo un’accurata ricerca sul mercato – la migliore automobile usata. Sarà un’auto perfetta per quanto riguarda motore e carrozzeria e costerà pochissimo.

Tuttavia spesso l’individuo non è razionale, e quindi si fa bidonare comprando un’auto più volte incidentata ad un prezzo di poco inferiore al nuovo. Ciò perché egli tende ad imitare il comportamento altrui e anche quando i suoi obiettivi sono ben definiti – fatto peraltro non usuale – la sua motivazione a raggiungerli può non essere fortissima. Inoltre, lungi dal possedere capacità di calcolo infinite, si comporta spesso in modo assolutamente stupido; anche quando è intelligente, può essere stanco oppure distratto o ubriaco.

Talvolta è anche incapace di pensare sotto pressione e si fa guidare più dalle sue emozioni che dal suo cervello. Come se non bastasse, non sempre l’individuo risponde agli incentivi: nonostante l’alto prezzo della benzina, molti continuano ad acquistare e ad usare macchine a benzina, e non sono molti quelli che passano al GPL. Tuttavia – anche se gli uomini non sono sempre razionali, né sempre pronti a rispondere agli incentivi – spesso capita che le loro azioni siano molto simili a quelle che un soggetto perfettamente razionale avrebbe compiuto nelle medesime circostanze. Da qui l’utilità della teoria economica. Ma allora la teoria economica è una scienza ?

L’economista non può sperimentare, può soltanto imparare dal passato. Così elabora modelli, che sono una versione semplificata della realtà.

Gli esperimenti economici sono molto più costosi di quelli che si realizzano in fisica. Se pensiamo che – per studiare il comportamento delle particelle – occorrono i sincrotoni, cioè gigantesche macchine acceleratici di particelle, ci viene in mente che i costi degli esperimenti in fisica devono essere alquanto elevati.

Ma proviamo ad immaginare di voler sperimentare la nuova teoria di un giovane economista. Essa prevede il raddoppio di tutte le imposte sul reddito: la sua applicazione potrebbe provocare un disastro economico di proporzioni immani, così grave che – per tornare ad una situazione di “normalità” – potrebbero essere necessari parecchi anni. Quindi, a causa dei costi e delle conseguenze, gli economisti non possono permettersi di sperimentare. Così l’economia non è una scienza al pari della fisica, ma non è inutile. Infatti gli economisti elaborano le proprie teorie sulla base di eventi economici avvenuti in passato, e spesso riescono a fornirne una spiegazione.

Tale spiegazione sarà utile per comprendere eventi simili che potranno verificarsi in futuro. E – siccome gli eventi si verificano solitamente al comparire di determinate circostanze – sarà possibile anche prevedere l’andamento dell’economia nel futuro, osservando le circostanze che caratterizzano oggi il sistema economico. Le teorie economiche non possiedono l’utile determinismo della maggior parte delle leggi fisiche. Ciò in quanto l’economia è un oggetto così complesso che – per descriverlo – occorrerebbero delle formule matematiche difficilissime. Di conseguenza sarebbero pochissimi a poterle comprendere e quindi pochissimi potrebbero capire il funzionamento dell’economia.

La soluzione trovata dagli economisti è quella di elaborare dei modelli che possono offrire soltanto una versione molto semplificata e approssimata della realtà economica, ma sono caratterizzati da un formalismo matematico accessibile. Tale “escamotage” assomiglia alla fisica meno deterministica che conosciamo, cioè a quella quantistica. Essa – tramite il principio di indeterminazione di Werner Heisenberg – ci spiega che non possiamo determinare con precisione sia la posizione che l’impulso della particella: se sappiamo con buona precisione dove si trova la particella non possiamo sapere quasi nulla sulla misura del suo impulso (e viceversa).

Nel momento in cui la fisica quantistica non ci consente di ottenere una misura determinata, ma ci fornisce comunque una distribuzione di probabilità di quella misura, è come se ci dicesse non cosa accadrà, ma cosa è più probabile che accada. Analogamente i modelli economici prevedono – al verificarsi di determinate circostanze – quale sarà l’evento più probabile (ad esempio in seguito ad un aumento delle tasse è molto probabile che i consumi si riducano: le persone dispongono di un reddito inferiore e quindi consumano meno).

Più si produce, meglio è, ma a che prezzo? Il prezzo aumenta se la moneta abbonda.

L’economia ha un’anima totalmente consumistica. Talvolta proviamo fastidio ad essere circondati da centinaia di beni diversi al supermercato, perché così ci mettiamo più tempo a scegliere. Spesso ci chiediamo perché vengano prodotte decine di tipi diversi di detersivi o di dentifrici. La risposta ce la fornisce la teoria economica, secondo la quale più beni e servizi vengono prodotti, meglio è per l’intero Paese.

La quantità di beni e servizi prodotta da un Paese è collegata sia al suo Prodotto Interno Lordo (P.I.L.) che al tenore di vita dei suoi abitanti. Il prodotto interno lordo non è nient’altro che la ricchezza prodotta in un anno da un Paese: essa si misura moltiplicando la quantità di beni e servizi per i rispettivi prezzi. Ciò implica che a maggiori quantità corrisponda una maggiore ricchezza nazionale. Inoltre produrre di più significa aumentare la quantità prodotta nell’unità di tempo, cioè ad esempio il fatto che un operaio riesca a montare più pezzi in un’ora di lavoro o che l’impiegato pubblico riesca a smaltire più pratiche sempre in un’ora dietro lo sportello. In termini economici, la quantità prodotta nell’unità di tempo viene definita produttività.

Un aumento della produzione è possibile grazie ad un aumento della produttività, la quale a sua volta è realizzabile grazie ad una migliore tecnologia e a maggiori conoscenze tecniche (sul modo di produrre). Spesso inoltre produrre tramite macchine invece che a mano consente di ridurre i costi di produzione e quindi i prezzi di vendita.
Di conseguenza saranno disponibili maggiori quantità di beni e servizi a prezzi più contenuti: anche le fasce della popolazione a basso reddito potranno beneficiarne e quindi incrementare il proprio tenore di vita.Se è opportuno che l’economia di un paese produca più che può, a quale prezzo deve essere realizzata tale produzione?

Abbiamo detto che il P.I.L. è il prodotto fra quantità e prezzi, quindi se i prezzi aumentano, anche il P.I.L. aumenta. Tuttavia ciò non è salutare per un’economia: se i prezzi aumentano significa che la moneta si è svalutata e ciò succede quando c’è troppa moneta in circolazione. La moneta equivale ad una qualunque merce: se abbonda vale di meno, se è molto scarsa sarà caratterizzata da un prezzo elevato.

Il prezzo della moneta si chiama tasso di interesse: è ciò che paghiamo alla banca per ottenere denaro in prestito al fine di acquistare la casa. La crescita generalizzata dei prezzi si chiama inflazione e può essere causata da un aumento della moneta in circolazione, derivante ad esempio dal fatto che lo Stato ne stampa in quantità abnormi per provvedere alle proprie necessità di cassa. Se i prezzi invece aumentano solo in determinati settori (ad esempio quelli delle fragole aumentano, mentre quelli dei personal computer tendono a diminuire), ciò può essere dovuto ad una carenza di concorrenza: in quei settori è rimasta una sola impresa a produrre (si tratta di monopolio) e quindi decide il prezzo che più le aggrada.

Gli scambi fanno bene all’economia, funzionano meglio all’interno dei mercati che non fuori, anche se – talvolta – è opportuno che lo Stato intervenga con la regolamentazione.

L’economia di mercato ha avuto successo, quella pianificata no. La storia ha dimostrato che un unico decisore centrale (lo stato nell’economia pianificata) è meno efficiente ed efficace dell’interazione fra le decisioni di milioni di individui ed imprese. Le imprese decidono chi assumere e cosa produrre; gli individui a chi offrire il proprio lavoro e che cosa acquistare con il reddito che ne ricavano. Imprese e individui interagiscono in un mercato, fondando le proprie decisioni su prezzi e interesse personale. Al fine di garantire la sicurezza dei contraenti i mercati spesso sono regolamentati: così rischiamo molto meno se acquistiamo titoli alla Borsa Valori di Milano, piuttosto che sui mercati cosiddetti “over-the-counter”, nei quali – al di fuori di procedure standardizzate e controlli – avvengono trattative dirette tra compratore e venditore.

Nonostante in un’economia di mercato ciascuno persegua il proprio interesse personale, il risultato è spesso il benessere collettivo. Ciò si realizza tramite il meccanismo dei prezzi: essi riflettono sia il valore di un bene, sia il suo costo per la società; imprese e individui si basano sui prezzi per decidere cosa acquistare o vendere e, così facendo, prendono inconsciamente in considerazione costi e benefici sociali delle loro azioni. Ne consegue che la natura stessa dei prezzi conduce ogni singolo attore economico ad un risultato che, in molti casi, massimizza il benessere della società nel suo complesso.

Alcuni eventi possono giustificare l’intervento dello Stato nell’economia. Ad esempio se più aziende colludono per influenzare i prezzi, lo Stato può decidere di intervenire (tale decisione è frutto di una volontà politica, quindi non è detto che si verifichi) con leggi antitrust. Se la scuola privata risulta troppo costosa per gran parte della popolazione, lo Stato può intervenire istituendo la scuola pubblica, gratuita – e quindi accessibile a tutti – e finanziata tramite l’imposizione fiscale. Se l’individuo non pensa al proprio futuro, cioè a quando, non essendo più in grado di lavorare, non potrà guadagnare alcun reddito, lo Stato lo obbliga a pagare i contributi previdenziali per poi potergli elargire la pensione. Questi esempi servono a capire che l’intervento dello Stato serve a migliorare il risultato del mercato.

fonte: gravita-zero.org »

Dic 22

Siete curiosi di scoprire i segreti della scienza e della tecnologia?
Desiderate trascorrere una giornata diversa con la famiglia o con gli amici?

Durante le feste di Natale il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano vi propone un programma ricco di esperienze uniche, divertenti ed emozionanti. Attività interattive nei laboratori, spettacoli teatrali e oggetti unici vi aspettano.

Si tratta di una bella iniziativa rivolta specialmente a classi di studenti e docenti amanti della scienza dal 20 dicembre al 6 gennaio.

Il Museo nazionale della ‘Scienza e della Tecnologia’ sta infatti preparando una serie di stimolanti attività interattive: laboratori scientifici, oggetti unici e spettacoli teatrali originali. Una possibilità per chi partecipa di vivere esperienze uniche, divertenti ed emozionanti.


Le attività rientrano nel progetto ‘La Primavera della Scienza’.
Giornate speciali a tema:

  • da sabato 20 a mercoledì 24 dicembre incontrate Leonardo da Vinci;
  • da venerdì 26 a domenica 28 dicembre conoscete i materiali;
  • martedì 30 e mercoledì 31 dicembre scoprite la chimica;
  • da venerdì 2 a domenica 4 gennaio sperimentate l’energia;
  • lunedì 5 e martedì 6 gennaio partecipate alla grande festa del teatro scientifico.
  • Per i bambini dai 3 ai 6 anni tutti i giorni attività nell’i.lab Area dei piccoli per esplorare il mondo del colore, dei sensi e dei materiali.

Tutte le attività rientrano nella sesta edizione del progetto La Primavera della Scienza.

Qui il programma dettagliato: www.museoscienza.org
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Dic 22

Oggi è mancato Carlo Caracciolo, l’ultimo editore puro.

«Assoluzione di un compito civile»: così Carlo Caracciolo di Castagneto amava definire il suo ruolo di editore in una Italia sempre meno attenta alla difesa della libertà di opinione.

Muore oggi a Roma a 83 anni: fino all’ultimo respiro ha vissuto da editore.

Lo ricorda così l’attuale direttore responsabile di Le Scienze, Marco Cattaneo sul suo blog.
“Carlo Caracciolo nel 1968, insieme al suo amico Felice Ippolito, ha portato l’altissima divulgazione delle pagine di “Scientific American” in edizione italiana, la prima edizione tradotta nel mondo. Anche in questo è stato un innovatore!”
Qui un articolo di Nello Ajello:http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2052856
.
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Dic 22

Ricordate il guasto dello scorso settembre che ha arrestato, anche se solo temporaneamente, il Large Hadron Collider del Cern?

Parliamo, per chi avesse perso le “puntate precedenti”, della più potente macchina mai costruita dall’uomo, un potente acceleratore lungo 27 Km capace di far scontrare al suo interno particelle atomiche e subatomiche alla caccia del Bosone di Higgs e di nuove particelle, e per capire cosa è successo nei primi istanti del Big Bang, indagare sui segreti della materia e dell’energia oscura, sull’esistenza di particelle supersimmetriche, ecc.
Il Cern ha da qualche giorno messo in rete sul suo sito alcune immagini fotografiche e video delle operazioni di riparazione in corso, così come anche alcune foto del punto in cui è avvenuto il guasto e gli effetti che ne sono conseguiti.

I lavori proseguiranno fino a luglio 2009, mese in cui il Large Hadron Collider potrà ripartire per completare i test di routine.

Sull’esperimento dell’LHC Gravità Zero ha pubblicato, tra gli altri:
LHC: COUNT DOWN VERSO L’ORIGINE? I 4 ESPERIMENTI DELL’ACCELERATORE LHC DEL CERN LHC È DONNA!PROVA ANCHE TU IL SIMULATORE DELL’LHCLHC ALLO SCIFOO 2008

fonte: gravita-zero.org »

Dic 22


Questa domenica, approfittando della bella giornata, mi sono fatto un giretto in bicicletta nei pressi del Biviere di Lentini, il lago più esteso della Sicilia.

Con mio rammarico, esattamente come due anni fa, non sono riuscito ad avvicinarmi alla costa del lago essendo recintato. Tra breve ci riandrò per vedere meglio se tutte le entrate sono bloccate o almeno una porzione è possibile visitarla.

Leggendo su Wikipedia ho inoltre scoperto che la presenza di questo bacino idrico potrebbe portare alla costruzione di una centrale nucleare nei paraggi…quindi per noi siciliani un motivo in più per batterci contro un ritorno al plutonio…e pensare che in Sicilia abbiamo così tanto sole! Altro che nucleare!

Passando dalla Strada statale 385 che porta a Scordia ho visto per strada decine prostitute (tutte di colore) è una zona molto battuta…(in tutti i sensi), la prossima volta eviterò di prendere quella strada e ci andrò da un’altra parte, allungo di oltre dieci di chilometri ma almeno evito di sentirmi dire da tutte “bello vieni che trombiamo” e non passo neanche dalla puzzolente discarica.

In alto potete vedere il giro di domenica tracciato manualmente con il righello di Google Earth, utilissimo per vedere le distanze ed i percorsi migliori, in basso al centro invece potete sapere l’altezza del punto in cui si trova il cursore (per impostarla in metri bisogna andare su Strumenti -> Opzioni -> Vista 3D -> Visualizza Elevazione in Metri) attivando il Terreno 3D in basso a sinistra.

Post simili:
Mappe con visuale a 360 gradi delle città italiane

P.S. Vi segnalo anche un’ incredibile vicenda avvenuta a Stefano Montanari:
L’anno scorso pescai un poliziotto che fumava alla Stazione Termini di Roma. Gli chiesi perché lo facesse se lì era vietato e lui mi portò all’ufficio di Polizia dove venni identificato e, chissà, catalogato tra i rompiscatole.


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Dic 22

Alcuni di voi mi hanno chiesto di spiegare come si fa ad inserire la possibilità di votare il post sul blogspot come ho fatto io, ecco quindi il procedimento:

Andate su “Layout” e poi su “Modifica Html” e cliccate su “Espandi i modelli widget

Nel template cercate la scritta:

(si trova poco dopo la metà) e inserite il seguente codice sotto di essa (e prima di ):



Infine cercate l’elemento (si trova in fondo) ed aggiungete la seguente stringa prima di esso:

————————————————————-

Qui sotto invece trovate il codice che ho inserito io su questo blog (l’ho personalizzato) e dove l’ho posizionato:



inserito sotto il comando

e sopra

Potete cambiare il colore “Blue” con: Indingo, Violet, Emerald, Green, Golden e Red o togliere la stringa starcolor se volete lasciare quello di base dello script ovvero rosa scuro.

Le istruzioni per inserirle su Wordpress ed altre ancora le trovate qui.

P.S. per far apparire i codici html nel post ho semplicemente sostituito tutti i simboli ”

Dic 15

VE LI RICORDATE i Fleetwood Mac? E ve lo ricordate il disco del 1977, Rumos? Una casa notevole. Nella formazione di quell’album c’erano due nuove entrate: il chitarrista Lindsey Buckingham e la sua compagna di allora Stevie Nicks. Due talenti che hanno fatto un pezzo della storia dei Fleetwood Mac. Come in questa Dreams.

In realtà, la coppia è poi esplosa. Ma in maniera spettacolare: sono stati loro, e le canzoni che si scrivevano per parlarsi sul palco, l’ingrediente magico per la chimica dei Fleetwood Mac. Un sito storico che racconta, con virgolettati presi da 15 anni di articoli di giornale, la storia di Stevie&Lindsey. The Truth Behind The Rumors


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Dic 15

COSA STA SUCCEDENDO ad Alitalia?

Money quote: Si vive con la paura, il clima è pesante. In volo e nei trasferimenti, non si parla d’altro. Le regole, intanto, sono già cambiate. Non c’è ancora un nuovo accordo contrattuale, ma Alitalia (ormai eterodiretta da Cai) applica criteri molto più pesanti: “Utilizzano gli standard minimi europei - spiega A. U. - , quelli al di sotto dei quali non possono volare senza perdere le licenze. Sugli MD80 e sugli Airbus 320 si vola anche con due o tre persone in cabina. Prima eravamo in quattro. Sono livelli da compagnia ‘low cost’, non da compagnia di bandiera…”.

Money quote: Chissà quanto è pesata la paura del futuro e dell’ignoto nelle scelte estreme di B.B. una hostess romana di 39 anni e di F. P. una sua collega genovese. Entrambe si sono suicidate nel giro di una decina di giorni (il secondo caso è dell’altro ieri). Nessuno osa collegare direttamente i loro gesti con la crisi della compagnia, ma tutti, parlandone a bassa voce tra un volo e l’altro, fanno ragionamenti tanto ovvi quanto agghiaccianti: “Ne discutevamo ieri con dei colleghi - racconta A. U. - Ci guardavamo, cercavamo di capire. E’ vero, nessuno può dir nulla di quello che succede nella testa e nel cuore di una persona… di quello che ti porta a una scelta così. Ma tutti eravamo d’accordo che se uno ha dentro una grossa fragilità, una sofferenza, un dolore personale; se uno sta male, tutto questo che sta accadendo a noi e intorno a noi può diventare una spinta importante, se non determinante a un gesto così grave e terribile”. Oltre, nessuno si sente di andare, ma qualcuno dovrà cominciare a pensare se due suicidi in dieci giorni in una categoria di poche migliaia di persone unite da un destino drammatico, sono ascrivibili alla normalità.
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Dic 15

Titolo originale: The day the Earth stood still
Nazione: USA
Anno: 2008
Genere: fantascienza
Durata: 1h43m
Regia: Scott Derrickson
Sceneggiatura: David Scarpa
Fotografia: David Tattersall
Musiche: Tyler Bates
Cast: Keanu Reeves, Jennifer Connelly, Kathy Bates, Jaden Smith, John Cleese, Jon Hamm, Kyle Chandler, Robert Knepper, James Hong, John Rothman, Sunita Prasad, Juan Riedinger, Sam Gilroy, Tanya Champoux

Trama
Helen Benson, una stimata astrobiologa, viene improvvisamente prelevata da agenti della sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Assieme ad altri scienziati, viene condotta a Central Park dove è atterrata una gigantesca e misteriosa sfera luminosa. Dalla sfera esce fuori una creatura aliena con apparenti buone intenzioni, ma viene subito colpita da una pallottola sparata da uno dei tanti soldati accorsi. Ricoverato d’urgenza, l’alieno, che sotto una pellicola gelatinosa mostra sembianze umane, guarisce con miracolosa rapidità. Il suo nome è Klaatu, un messaggero venuto dallo spazio con lo scopo di incontrare i leader della Terra per avvertire il mondo di una prossima crisi del pianeta e dare un ultimatum all’umanità, unica responsabile della crisi in atto.

Recensione
Oltre 50 anni dopo il film di Robert Wise, il regista Scott Derrickson ripresenta sul grande schermo “Ultimatum alla Terra”, uno dei classici di fantascienza degli anni ‘50. Un genere, quello della fantascienza, soprattutto se adattato in uno scenario apocalittico, ha sempre colpito la sensibilità del pubblico, in particolar modo in periodi storici segnati dall’insicurezza e dall’instabilità economica. Se negli anni ‘50 Wise poneva l’accento sui rischi della guerra fredda, sulle conseguenze del conflitto bellico con tanto di nuovo allarme nucleare, oggi le cose sono cambiate soltanto in parte e questo nuovo “Ultimatum Alla Terra” fa riflettere sulla devastazione dell’ambiente terrestre e sulla violenza dell’uomo contro se stesso.
Scott Derrickson, assieme al suo sceneggiatore David Scarpa, attingono troppo liberamente dal film di Wise, se da un lato ciò è plausibile per palesi differenze storiche e sociali, alcuni elementi importanti ed assoluti dovevano essere mantenuti per mantenere un filo comune con il suo predecessore.
La celebre frase “Klaatu, Barada, Nikto!”, riproposta fino ai nostri giorni in film e serial tv di successo, meritava di essere inserita in un giusto contesto all’interno della trama. Viene mantenuta invece la metafora religiosa: non è difficile infatti scorgere nelle figure di Klaatu, l’alieno “figlio” con il corpo di essere umano, Gort, il “padre” robot sentinella che si attiva per difendere Klaatu dalla violenza umana, e la sfera, con l’infinita “spiritualità” che sembra contenere. Come il Cristo, Klaatu, venuto in pace, viene accolto con assurda diffidenza dall’umanità: il mondo politico, americano in particolare, cerca di assicurarsene la proprietà, quello militare pretende di difendere l’umanità attaccando senza indugi l’intruso. Ma le intenzioni di Klaatu saranno molto più drastiche ed in realtà orientate alla salvezza della Terra.
Abbandonando il confronto con l’originale, il film di Derrickson appare come la tipica denuncia nei confronti del sistema americano troppo violento e troppo determinato all’uso della forza, un sistema arrogante e presuntuoso, poco incline al dialogo. Non a caso Jacob, il bambino interpretato da Jaden Smith, figlio di Will, nutre un’estrema ostilità nei confronti dell’alieno, convinto che sia un nemico da eliminare. Un personaggio talmente testardo da risultare terribilmente irritante. La storia viene condotta in maniera poco intrigante e sembra non uscire mai dalla sua parte introduttiva. L’azione infatti latita mentre l’aspetto filosofico del film è trattato con troppa sufficienza, limitandosi ad una denuncia sull’incapacità dell’uomo ad apprezzare il luoghi in cui vive ed a rispettarne le risorse.
La recitazione del cast non migliora la bassa qualità della pellicola: Keanu Reeves non offre nulla di eclatante per l’intera durata del film, risultando espressivamente piatto e caratterialmente altezzoso nei confronti della nostra civiltà; Jennifer Connelly interpreta un personaggio abbozzato e mai approfondito, risultando scialba ed opaca seppur sempre incantevole; l’unica che invece riesce a raggiungere livelli soddisfacenti è Kathy Bates pur interpretando un personaggio decisamente stereotipato.
Non sono sufficienti a risollevare le sorti del film una discreta fotografia dalle tonalità scure e gelide e gli effetti speciali ben realizzati (straordinario lo sciame sterminatore).
“Ultimatum alla Terra”, a causa di una realizzazione imperfetta, propone un messaggio che lascia lo spettatore totalmente indifferente, convinto che quanto ha appena assistito si tratta dell’ennesimo film “made in USA”, troppo interessato a stupire gli occhi che ad entrare nel cuore. Un vero peccato, perché il film di Wise, privo delle tecnologie cinematografiche moderne, meritava un remake che ne mantenesse il valore intrinseco migliorandone l’aspetto visivo. Così non è stato e dunque, nel caso si voglia conoscere la storia di Klaatu, meglio reperire la versione originale del film.

Voto: 5

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Dic 15

di Stefano Racheli
(Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma)

In momenti come questo costa una certa fatica a prendere le distanze dall’A.N.M., ma credo necessario, senza presunzione alcuna di verità, non unirmi al coro laudatorio che ha accolto – nella mailing-list dell’A.N.M. – il comunicato dell’Associazione sulla vicenda Salerno/Catanzaro che può essere letto a questo link.

Lo dico dopo aver detto chiaramente ciò che penso dell’attacco all’assetto costituzionale della magistratura [l’articolo è a questo link: ndr].

Ma, con altrettanta chiarezza e per quel pochissimo che conto, sento il dovere leggere criticamente il comunicato cui sopra accennavo.

Una lettura critica che farò passo passo, insieme a voi lettori, perché sia chiaro che essa non è frutto né di partito preso né di pregiudiziale antagonismo.

Il comunicato inizia rilevando che il caso Salerno/Catanzaro ha causato sconcerto e preoccupazione; che l’eccezionalità del caso è stata adeguatamente affrontata col tempestivo intervento del Capo dello Stato e della Prima Commissione del C.S.M.; che spetterà al C.S.M. ricostruire i fatti e adottare i provvedimenti consequenziali.

Fin qui tutto condivisibile e anche, mi si perdoni, tutto un po’ eau fraîche.

Subito dopo, il comunicato individua correttamente il compito dell’A.N.M.: in una “fase così delicata per la magistratura italiana” – si afferma – l’A.N.M. deve effettuare un “meditato approfondimento” e ha un preciso “dovere di chiarezza di posizione”.

Il comunicato si addentra poi sulla critica ai provvedimenti delle due procure (critica per molti versi condivisibilissima).

E’ però del tutto evidente che siffatta critica in nulla e per nulla costituisca “meditato approfondimento”, dato che anche il più sprovveduto dei cittadini è in grado di affermare che “in questo caso si sono smarrite regole e ragione”: non c’è bisogno di essere laureato in giurisprudenza per capire che, se due carabinieri montano la guardia allo stesso fascicolo, forse c’è qualcosa che non funziona.

Il “succo” politico del comunicato sta nelle ultime diciotto righe e lì, mi dispiace dirlo, non si approfondisce un bel niente e tanto meno si prende una posizione chiara.

Non basta infatti rilevare che la vicenda “va letta nel più ampio contesto calabrese. Una terra difficile che è per molti versi simbolo dei mali del nostro Paese e che non deve essere abbandonata”.

Non basta dire che per troppi anni “si è accettato” (prego notare l’impersonalità dell’espressione) che “alcuni uffici” (chi sa quali mai saranno?) non hanno esercitato i propri compiti.

Tanto meno basta dire che si è dalla parte di chi lavora e di chi rispetta le regole (e ci mancherebbe il contrario!).

Nossignori non basta proprio.

Ma che altro deve succedere perché la retorica sia soppiantata da un parlare chiaro, da un’autocritica profonda che giunga a cogliere le cause strutturali di siffatti danni in modo da suggerire rimedi diversi da quelli che appaiono, ahimè, all’orizzonte.

Possiamo cambiare – si dice – solo se siamo capaci di rinnovarci al nostro interno.

Benissimo, non si può non esser d’accordo. Occorre dare un taglio con un certo passato e con l’escalation che ha condotto al caso Salerno/Catanzaro.

Ma allora occorre dire chiaro e tondo non che “si è accettato”, ma che “il C.S.M. ha accettato” e che l’A.N.M. non ha protestato.

Occorre indicare, chiamandoli con nome e cognome, quali siano gli uffici giudiziari gestiti da persone inadeguate.

Occorre anche indicare di quali “inadeguatezze” si tratti e se, esse, per avventura, non siano mere incapacità gestionali (pur esse gravissime), ma, in tesi, commistioni e compromissioni simili a quelle ipotizzate dalle indagini da cui sono derivati i vari “casi” calabresi (e non).

Occorre soprattutto risalire alle responsabilità “politiche” in seno all’A.N.M., rivisitando il passato e chiamando chi di dovere a rendere il conto della sua gestione.

Perché non è accettabile che, nel mentre si afferma che la situazione è così grave da costituire ottimo pretesto per “aumentare il controllo della politica sulla magistratura”, ci si rifiuti di pretendere che chi ha rotto il vaso paghi il conto.

Il metodo di deprecare in generale è praticatissimo e collaudatissimo.

E’ di ieri la notizia che il capo della protezione civile ha solennemente dichiarato che le inondazioni in atto sono il frutto dello scempio idrogeologico e dell’abusivismo edilizio.

Intere generazioni di palazzinari hanno rabbrividito al solo pensiero che, ove avessero proseguito nella loro opera di cementificazione, avrebbero potuto essere colpiti da analogo pericolosissimo anatema.

Anche santaromanachiesa chiede spesso perdono per fatti commessi dai cinquecento ai mille anni or sono, così terrorizzando tutti coloro che tradiscono hic et nunc il Vangelo, non potendo costoro sopportare l’idea di dover chiedere perdono (ovviamente per mezzo dei loro eredi) tra mille o, peggio, tra soli cinquecento anni.

Così pure, se mai in Calabria ci siano sacche di malaffare nell’amministrazione della giustizia, esse saranno annichilite apprendendo che l’A.N.M. è “dalla parte di quei tanti magistrati che lavorano con rigore, giorno dopo giorno, nel pieno rispetto delle regole”.

Siffatti sistemi cerchiobottisti sono inaccettabili.

E’ soprattutto inaccettabile che non si passi al setaccio quella “terra difficile”, in modo da accorgersi dei “casi” prima e non dopo che essi accadano (i casi sono sempre annunciati da segnali premonitori).

Per non apprendere dai giornali che un Procuratore, andato in pensione, è divenuto factotum di persona in odore di mafia, la cui moglie prestava servizio quale solerte segretaria del detto Procuratore.

Occorre insomma un momento di rottura con il passato che, per un verso, costituisca forte discontinuità con le prassi “correntizie” e corporative e che, per altro verso, così facendo, sia in grado di contrapporre una riforma edulis alla riforma satana che sembra essere alle porte, portata in trionfo da quegli stessi politici che per tanti anni hanno, per così dire, inzuppato il pane nel sistema correntizio, il quale ottimamente si prestava a soddisfare i loro interessi di parte (il sistema infatti era ed è del tutto funzionale a soddisfare le speranze di coloro che vogliano mettere nei posti che “contano” non già l’uomo giusto, ma l’uomo “loro”).

Il prevalere dell’appartenenza sull’idoneità funzionale è stata la crepa che ha fatto sì non già che “si” accettassero persone inadeguate, ma che “correnti” ben individuate, guidate da persone con nome e cognome, accettassero, in correità con settori della vita politica, dette persone.

Questo sistema va cambiato.

Che ci sia o meno determinazione a cambiarlo si desume anche da un semplice comunicato: chè se esso è ispirato alla retorica di sempre, è ragionevole pensare che si vuole che tutto seguiti a essere come prima.

Il che oggi non solo è politicamente inaccettabile, ma è, prima ancora, una pia illusione.

Nulla più sarà come prima e tutto cambierà: si tratta solo di vedere se conformemente ai valori recepiti dalla costituzione o in contrasto con essi.

Mi soccorre – se è lecito paragonare le piccolissime cose alle grandi – per chiarire il mio pensiero un brano evangelico.

Ricorderete quando Gesù invita il giovane ricco ad abbandonare tutte le sue ricchezze e a darle ai poveri.

Il giovane – conclude l’evangelista – “se ne andò triste perché aveva molte ricchezze”.

Non si trattava di un cattiva persona: al contrario il Vangelo ci dice che osservava tutte le prescrizioni religiose.

Giunto però al cuore della scelta, non ha avuto il coraggio di saltare il fosso, abbandonando il “sistema” che gli dava tranquillità e potere.

Nulla di nuovo sotto il sole. So bene che nell’A.N.M. ci sono molte, degnissime persone.

Mi permetto però di affermare che proprio le buone intenzioni che le muovono dovrebbero spingerle oggi a “saltare il fosso”, abbandonando, per libera convinta scelta politica, un sistema che fa acqua da tutte le parti, per evitare di trovarsi domani in un sistema scelto da altri, dove le loro buone intenzioni – oggi pressoché inutili – risulteranno del tutto impossibili da realizzare.

I comunicati, specie se meramente retorici, contano quanto il due di spade quando la briscola è coppe: in “guerra” serve ben altro, come ben evidenziava il Giusti:

Che i più tirano i meno è verità,
posto che sia nei più senno e virtù,
ma i meno, caro mio, tirano i più,
se i più trattiene inerzia o asinità.
Metti che quattro mi bastonin qui
e là ci sian dugento a dir di no.
Poi sappimi dir come starò
con quattro indemoniati a far di sì
e dugento citrulli a dir di no.

Figurarsi – aggiungo io – se gli indemoniati sono dugento e i citrulli quattro: è proprio il caso di dire “io speriamo che me la cavo”.


fonte: toghe.blogspot.com »

Dic 15

Riportiamo i minuti iniziali della trasmissione Annozero dell’11 dicembre 2008, nel corso della quale Marco Travaglio ricostruisce - con la consueta documentata lucidità - il c.d. “Caso De Magistris” “parlando di soldi”.


fonte: toghe.blogspot.com »

Dic 15

Si è tenuto qualche giorno fa a Roma il convegno “L’Italia del Polo Nord, una nuova prospettiva di ricerca in Artico” organizzato dal Dipartimento Terra e Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) .

E proprio nel corso di questo convegno è stata presentata la “Amundsen-Nobile Climate Change Tower” (CCT), un valido strumento per gli studi tecnici e scientifici sulle variazioni climatiche nell’Artico, zona in cui i fenomeni dovuti al riscaldamento globale hanno una risonanza maggiore rispetto alle altre zone del Globo, e dove, a causa dell’aumento delle temperature, siamo di fronte ad una notevole diminuzione delle superfici dei ghiacciai, prossima ormai al minimo storico.

CLIMATE CHANGE TOWER

La CCT è un’istallazione italiana che verrà eretta a Kolhaugen, a circa 2 chilometri da Ny-Alesund, alta 30 metri, realizzata interamente in alluminio.
Sarà operativa a partire da giugno 2009 e consentirà di svolgere ricerche scientifiche sui processi fisico-chimici che caratterizzano lo strato di atmosfera a contatto con il suolo e la neve e quello immediatamente superiore (strato limite e bassa troposfera), aree molto importanti per gli studi sul bilancio globale di energia.

Il Presidente del CNR, il prof. Luciano Maiani, afferma che l’avvio del Progetto Strategico del CNR nell’Artico può dare all’Italia un’opportunità che va ben oltre la ricerca scientifica, rendendola partecipe di un processo economico e politico a livello internazionale.

Il Direttore del DTA-CNR, Giuseppe Cavarretta, fa notare che negli ultimi 20 anni si è avuto un incremento della temperatura di 1,1 ° C nella Regione Artica, contro un’aumento globale medio di 0,57° C. Questo, secondo Cavarretta, di per sé sarebbe già sufficiente a qualificare l’Artico come una Regione strategica per lo studio precoce dei cambiamenti su scala globale .
Lo scioglimento del permafrost, che è quella porzione superficiale di suolo perennemente ghiacciato, causa il rilascio del metano trattenuto nel materiale organico ghiacciato e di conseguenza può accelerare velocemente il riscaldamento globale producendo un effetto serra molto più potente di quello della CO2.

Inoltre, come spiega Vito Vitale dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR di Bologna e coordinatore scientifico del progetto CC-Tower, il monitoraggio dei ghiacciai polari artici ha messo in evidenza che l’estensione della banchisa artica ha raggiunto il suo minimo proprio nel 2008 toccando i 4.52 milioni di Km2.
Oltre l’estensione della banchisa ci sono anche altri parametri molto importanti da tenere sotto controllo, come la distribuzione spaziale e l’età del ghiaccio. E quest’ultima in particolare indica una sempre maggiore presenza di ghiaccia di età più recente soggetti a scioglimento.
E’ stato stimato che nel 2040 il ghiaccio artico potrebbe iniziare a mancare del tutto per brevi periodi dell’anno.

Roberto Azzolini, coordinatore di Polarnet, spiega come con il progetto CC-Tower si voglia realizzare una ricerca a più ampio spettro, dando importanza ai profili verticali dei principali parametri meteorologici (pressione, temperatura e umidità), ai flussi di calore, al bilancio di energia, alla superficie, alla misura della riflettività di neve, al ghiaccio, roccia e vegetazione e allo studio della copertura nuvolosa e delle caratteristiche di aerosol e gas superficiali.

Lo scopo di queste attività, coordinate dal CNR in collaborazione con varie Università italiane, è quello di studiare il rapporto fra l’energia alla superficie e quella atmosferica per monitorarne l’equilibrio, prevenire il ‘riscaldamento globale’ e mitigarne gli effetti.

Secondo Guido di Prisco, dell’Istituto di Biochimica delle Proteine del CNR, i cambiamenti climatici, dovuti alla combinazione di cause naturali e di attività dell’uomo, causeranno l’estinzione di molte delle specie esistenti nell’arco dei prossimi 50 anni.

Questa conclusione mette certamente in allarme e richiede delle strategie mirate per ridurre perlomeno quelle attività antropiche responsabili dell’aumento del riscaldamento globale.

Di notevole importanza è anche lo studio dell’impatto che i cambiamenti stanno avendo sugli adattamenti degli organismi marini artici, anche in paragone con quelli antartici.

Per sapene di più sul riscaldamento globale: http://www.riscaldamentoglobale.org/http://www.nonsoloaria.com/effser.htm
fonte: gravita-zero.org »

Dic 15

Oggi è il 14 Dicembre, data importante, anche perché il 14 del mese è deputato al Carnevale della Matematica. E siamo già all’ottavo appuntamento di quest’anno che sta per chiudersi!

il Carnevale è ospitato questo mese sul blog di Elena:
http://matematica2005.splinder.com

Perché si ricorda il 14 dicembre? Oltre che per il Carnevale della Matematica, che già di per sé sarebbe un evento da ascrivere agli annali della storia di Internet :-) lo ricordiamo anche per altri motivi, tra cui riporto quelli prettamente “scientifici”:

  • Nel 1546 nasce il grande Tycho Brahe (1546-1601), astronomo danese acceso sostenitore della teoria geocentrica dell’Universo.
  • Nel 1782, Ad Annonay, in Francia, i fratelli Montgolfier fanno il primo volo con il prototipo di mongolfiera
  • Nel 1877 il tecnico tedesco Ernest Wermer brevetta il principio dell’altoparlante a bobina, che però dovrà aspettare cinquant’anni, con l’avvento degli amplificatori a valvole per poter essere utilizzato.
  • Nel 1900 - Max Planck pubblica i suoi studi sulla teoria quantistica con cui introduce il concetto di quanto di energia.
  • Nel 1902 - Avviene la posa del primo cavo telegrafico attraverso l’Oceano pacifico
  • Nel 1911 i componenti della spedizione capitanata da Roald Amundsen, esploratore norvegese, sono i primi uomini a raggiungere il Polo sud
  • Nel 1989 muore il fisico nucleare russo Andrei Dmitrievich Sacharov (1921-1989), dissidente e attivista per i diritti umanitari, famoso nel mondo soprattutto per il contributo alla messa a punto della bomba all’idrogeno sovietica.

E infine nel 2005 di questo giorno la versione italiana di Wikipedia (da cui ho tratto alcune di queste notizie) si aggiudica il premio WWW del Sole 24 Ore nella sua categoria, ed un premio speciale della giuria e del Ministero per l’innovazione tecnologica.

IL CARNEVALE DELLA MATEMATICA

Il Carnevale della matematica è un’iniziativa ideata da .mau. sul modello del Carnival of Mathematics. E’ un tentativo di radunare dei blogger che parlino di matematica. Il 14 di ogni mese, un blogger si offre di scrivere un post che parli di matematica, raccogliendo i post di argomento matematico che gli sono stati segnalati, presentandoli brevemente: articoli di altri blog, software matematico, relazioni tra matematica e altre ambiti della conoscenza…insomma qualsiasi cosa abbia come tema la matematica e dintorni.

L’idea è che in questo modo si potranno conoscere nuovi blog e soprattutto nuova matematica (nel senso di “cose che non si sapevano, oppure modi nuovi di vedere le cose che si sapevano”).

La data del 14 del mese coincidono con le due cifre dopo la virgola dello sviluppo decimale di \pi) … ed è stata scelta anche solo più semplicemente perché è intorno a metà mese :-)

Ecco le date e i luoghi su cui sono stati postati i carnevali di tutte le edizioni

1. 14 maggio 2008: Prooof (postato!)
2. 14 giugno 2008: .mau. (postato!)
3. 14 luglio 2008: Matematicamedie (postato!)
4. 14 agosto 2008: Chartitalia (postato!)
5. 14 settembre 2008: Rudi Matematici (postato!)
6. 14 ottobre 2008: Matem@ticaMente (postato!)
7. 14 novembre 2008: Marcello Seri (postato!)
8. 14 dicembre 2008: Matematica 2005 (postato!)

Qui dove verranno ospitati i prossimi due carnevali!

9. 14 gennaio 2009: .mau.
10. 14 febbraio 2009: Prooof

Se volete partecipare al carnevale segnalate dunque con qualche giorno di anticipo i vostri contributi a .mau.

fonte: gravita-zero.org »

Dic 15

Se non sono in “odore di Nobel” qui a Gravità Zero non li prendiamo neppure in considerazione! :-)))

Ovviamente non è così… a Gravità Zero teniamo in seria considerazione ogni bravo professionista e ricercatore. Ma di Massimo, nostro autore, non possiamo che aspettarci grandi successi internazionali!

Oggi è stato intervistato a “Caccia al Fotone”. Massimo Auci, docente di Fisica e Matematica, vicepresidente di OdisseoSpace, e soprattutto, padre di una teoria chiamata “Bridge Theory“. I suoi lavori li potete leggere periodicamente qui su Gravitazero, dove potrete richiedere gratuitamente l’e-book “Oltre la frontiera Quantistica” .

L’audio con l’intervista a Massimo Auci gentilmente fornita da Caccia al Fotone è disponibile qui e qui.

Vediamo quali sono le novità!

Due suoni che interferiscono fra loro generano un nuovo suono. Immaginiamo per un attimo che essi siano prodotti da due strumenti musicali: una chitarra ed una batteria. Se quella chitarra si chiama “relatività“, e se quella batteria si chiama “meccanica quantistica“, la traccia musicale risultante altro non è che un “ponte” (brigde) che li unisce. Ma se invece di suoni fossero sorgenti elettromagnetiche bipolari, e se invece di una traccia musicale spuntasse fuori un fotone, ecco che la Teoria di Bridge (link) sarebbe pronta sul vostro tavolo per essere letta.

La teoria di bridge è una teoria formalizzata dal nostro Massimo nel 1999 tramite un lavoro dal titolo molto ambizioso: “An approach to unifying classic and quantum electrodynamics [Auci, DeMatteis]” (link ADS) pubblicato sull’ International Journal of Modern Physics.

L’approccio ha del rivoluzionario! Vedere i fenomeni quantistici dal punto di vista dell’elettromagnetismo classico, guardandoli con gli occhi di un osservatore locale in scala microscopica. Risultato inaspettato: la previsione della cosiddetta costante adimensionale di “struttura fine“, un ponte che mette in relazione le principali costanti fisiche dell’elettromagnetismo.

QUANDO e DOVE
Sabato 13 dicembre 2008 - Ore 10:30 - Caccia al Fotone -
Radiocitta’fujiko - 103,1fm - Bologna

http://caccialfotone.wordpress.com/2008/12/12/un-bridge-che-unisce/

Qui la scheda di Massimo Auci su Wikipedia

fonte: gravita-zero.org »

Dic 15

E’ partita da qualche giorno nel Nolano (tratto del piano campano che si incunea fra il Vesuvio e l’Appennino) l’iniziativa del commissariato “Campania pulita”, che prevede il pagamento di una somma di denaro per coloro che conferiranno i rifiuti in siti ben individuati.

Siamo di fronte ad un ottimo esempio di vuoto a rendere!

La ditta incaricata è Ambiente Srl e la piattaforma individuata come sito si trova nella Zona industriale di San Vitaliano (NA).

Qualche cifra: 100 kg di carta valgono quasi 2 euro!

Per saperne di più: http://www.ilnolano.it/index.php?page=0&news=2371

APPROFONDIMENTO SULLA CARTA

Carta igienica, carta assorbente, scatole di pasta, confezioni di biscotti, tovaglioli, fazzolettini, confezione del burro, figurine adesive, biglietti dell’autobus, carta da filtro per autovetture, assegni, carta per fiori, quaderni, libri, riviste…ecco alcuni dei principali modi in cui utilizziamo la carta!

Ma che cos’è la carta?
La carta è un materiale costituito da fibre vegetali (cellulosa) ricavate da tronchi degli alberi mediante trattamenti meccanici e chimici che ne eliminano la lignina, componente che conferisce rigidità e durezza al legno.

La polpa così ottenuta è ancora troppo scura e viene sbiancata con composti del cloro in un processo che viene chiamato sbiancamento (bleaching).

Per la produzione di 1 tonnellata di carta ci vogliono all’incirca 2 tonnellate e mezzo di legname.

QUANTI TIPI DI CARTA?

Più che di carta sarebbe corretto parlare di “carte” e classificarle in ordine di grammatura (rapporto tra peso e superficie) crescente come segue :

• Veline 10÷30 g/m² con spessore inferiore a 0,03 mm
• Carta 30÷150 g/m² con spessore 0,03÷0,3 mm
• Cartoncino 150÷450 g/m² con spessore maggiore di 0,3 mm
• Cartone 450÷1.200 g/m² spesso fino a 2 mm

RICICLARE LA CARTA

Le fibre di cellulosa ricavate dal legno si possono riciclare fino a sei volte, perché ad ogni riciclaggio si deteriorano, quindi è necessario aggiungere ogni volta una certa percentuale di fibre di cellulosa vergine per avere una carta di buona qualità.

Non tutta la carta però si può riciclare!

La carta da non riciclare è quella composta da più materiali. I contenitori del latte o dei succhi ( è tetrapak), le bustine di lievito e di vanillina, la carta plastificata per alimenti ne sono un esempio.

In Italia il consumo pro-capite di carta è di circa 73 kg per abitante.

Con la raccolta differenziata è possibile recuperarne circa il 66% e riciclarne quasi il 58% .

Le cartiere italiane usano 5 milioni di tonnellate di carta da macero e quasi il 90% dei quotidiani italiani viene stampato su carta riciclata.

Una rivista abbandonata nell’ambiente impiega dai 4 ai 12 mesi per essere “eliminata” dalla natura.

Da qui l’importanza non solo di fare la raccolta differenziata, ma anche di non abbandonare mai niente al di fuori dei cassonetti!

E se volete vedere un esempio divertente su come riciclare la carta in casa:

How To Recycle Paper (homemade Letter Paper) - More free videos are here

CARTA E NUMERI

Proviamo a confrontare i consumi relativi alla produzione di carta partendo da due differenti materie prime:

MATERIA VERGINE

  • Alberi 150
  • Acqua 440.000 litri
  • Energia elettrica 7.600 kWh

MACERO

  • Alberi 0
  • Acqua 1.800 litri
  • Energia elettrica 2.700 kWh

I dati parlano chiaro e le differenze sono più che evidenti.

Sapevate che riciclando una tonnellata di carta si evita la formazione di 900 kg di CO2 ?

Sono dati che fanno riflettere! D’ora in poi ci penseremo due volte prima di buttare la carta nel cassonetto dell’indifferenziata…

Per saperne di più guarda il video:

Fare la raccolta differenziata, della carta come di ogni altro materiale, è un gesto che richiede solo un piccolissimo sforzo, ma che ha un elevato impatto nel migliorare la qualità dell’ambiente in cui viviamo.

Ad esempio l’ aumento di 200.000 tonnellate in un anno della quantità di carta derivante dalla raccolta differenziata richiede solamente la raccolta di una scatola, di un sacchetto di carta e di un giornale in più al mese da parte di ogni italiano.

E allora perché non farlo?

Un Paese con un’elevata percentuale di raccolta differenziata è sicuramente un Paese civilizzato.
E civile!

Per maggiori info sulla raccolta differenziata :

http://www.educambiente.tv/appr04.html

http://www.aerspa.it/aer1/rd/radif.htm

http://www.come-fare.net/blog/2008/09/30/come-fare-la-raccolta-dei-rifiuti-differenziata/

fonte: gravita-zero.org »

Dic 15

Il trapianto di fegato, cioè la sostituzione di un fegato ammalato con uno sano prelevato da un donatore, è stato realizzato per la prima volta nel 1963 a Denver nel Colorado ma il primo successo si è avuto solo nel 1967 e per un tempo alquanto breve. Negli anni ‘70, solo il 25% dei pazienti sopravvivevano almeno un anno e solo negli anni ‘80 con la messa a punto della ciclosporina i risultati sono migliorati negli adulti e nei bambini.

La ciclosporina infatti, uno dei più potenti farmaci immunosoppressivi utilizzati per prevenire il rigetto dei trapianti è il maggior responsabile del successo di tutti i tipi di trapianti d’organo, agisce inibendo i linfociti T helper, responsabili del rigetto, senza però alterare la funzione del midollo osseo da dove originano molte delle cellule vitali del sangue.

Così dall’inizio degli anni 90 il trapianto di fegato è divenuto, in età evolutiva, un trattamento standard ha sostenuto la Prof.ssa Giorgina Mieli-Vergani, dell’Institute of Liver Studies - King’s College Hospital, Denmark Hill, London, nella sua relazione al Congresso Nazionale di Pediatria Ospedaliera ad Aversa organizzato dal Presidente della Società Italiana Pediatria Ospedaliera Prof Salvatore Vendemmia.

Le indicazioni per il trapianto di fegato pediatrico comprendono epatopatie croniche scompensate di varia eziologia quali l’ atresia delle vie biliari dopo una enterostomia di Kasai che non ha avuto successo, deficienza di alfa 1 anti-tripsina, colangite sclerosante, colestasi progressive familiari, malattia di Wilson, epatite autoimmune, fibrosi cistica, ecc); gravi malattie metaboliche incompatibili con una vita normale e dovute a difetti enzimatici confinati solo o soprattutto al fegato (per esempio sindrome di Crigler Najjar tipo 1, ipercolesterotemia familiare, acidemia propionica, difetti del ciclo dell’urea, ecc); tumori che rispondono alla chemioterapia ma rimangono inoperabili; insufficienza epatica acuta; complicazioni di malattie epatiche croniche associate a povera qualità di vita (per esempio prurito e xantomatosi nella sindrome di Alagille).

La Prof.ssa G. Mieli-Vergani sottolinea che in pediatria, la decisione di procedure a trapianto non è presa solo sulla base di una diminuita possibilità di sopravvivenza, ma anche sulla necessità per il bambino di crescere, di studiare e di vivere normalmente, completamente integrato nella società. Il bambino e la famiglia hanno bisogno di accurati accertamenti medici e psicologici prima che il bimbo sia messo in lista per trapianto e devono essere pronti ad accettare la dipendenza dalla struttura sanitaria per molti anni a venire.

Nonostante il trapianto di fegato continui ad essere una operazione molto complessa che può durare anche molte ore, richiedere quantità notevoli di sangue trasfusionale e presentare frequenti complicazioni, il tasso di sopravvivenza nei bambini si attesta all’80-90%.

Il numero di organi disponibili è molto basso rispetto alle necessità, e anche per questo si sono sviluppate le tecniche dello ‘split-liver’, cioè la divisione in due sezioni del fegato che può, successivamente, essere impiantato su due differenti pazienti, la porzione sinistra, più piccola, su un bambino e quella destra su un adolescente o adulto, e il trapianto di fegato tra viventi. Il fegato infatti si rigenera, ed è quindi possibile l’espianto parziale da un donatore vivente. Questa tecnica è anche stata favorita dal fatto che in alcune nazioni (ad esempio Corea del Sud o Giappone) non sia concepibile, per motivi religiosi e culturali, prelevare organi da un cadavere.

Inoltre il notevole successo ottenuto dalla tecnica dello ‘split-liver’ ha migliorato in modo drammatico la disponibilità e la prognosi del trapianto epatico pediatrico aumentando il pool di organi per bambini di tutte le età: grazie allo split-liver è possibile salvare due vite con un solo donatore. Particolarmente interessante è la procedura del trapianto ausiliario, che permette di correggere malattie metaboliche con gravi effetti sistemici, ma associate ad una normale funzionalità epatica, come la sindrome di Crigler Najjar tipo 1 or l’ipercolesterolemia familiare, senza i rischi associati ad un trapianto di organo intero, e di offrire a pazienti con insufficienza epatica acuta un periodo ponte per una guarigione del loro fegato, evitando così la necessità dell’uso di farmaci anti rigetto a lungo termine.

Una nuova tecnica peraltro ancora sperimentale, è il trapianto di epatociti, attualmente per la cura parziale di difetti metabolici come la sindrome di Crigler Najjar tipo 1, la deficienza di fattore VlI, i difetti del ciclo dell’urea e la glicogenosi di tipo 1. In via di sperimentazione e’ anche il trapianto di epatociti per bambini con colestasi familiare progressiva o insufficienza epatica acuta.

La Prof.ssa G. Mieli-Vergani ha concluso affermando che sebbene il trapianto di fegato abbia diminuito drasticamente la mortalità delle malattie epatiche in età pediatrica, è importante ricordare che avere il fegato di un’ altra persona è di per se una”malattia cronica” per le cure che devono essere continuamente attuate e che una delle cause più comuni di complicanze, particolarmente negli adolescenti e giovani adulti, che porta alla perdita dell’organo trapiantato è la mancata aderenza alla terapia anti-rigetto (ciclosporina, corticosteroidi, tacrolimus) che può portare ad un ulteriore trapianto.
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Link: www.incontripediatricinormanni.it

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