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Titolo originale: id.

Nazione: USA

Anno: 2011

Genere: commedia, sentimentale

Durata: 1h58m

Regia: Glenn Ficarra, John Requa

Sceneggiatura: Dan Fogelman

Fotografia: Andrew Dunn

Musiche: Christophe Beck, Nick Urata

Cast: Steve Carell, Julianne Moore, Ryan Gosling, Emma Stone, Marisa Tomei, Kevin Bacon, Mekia Cox, Analeigh Tipton, Jonah Bobo, Joey King, Beth Littleford, John Carroll Lynch,…

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Massimo Auci (Roma, 24 febbraio 1955) è uno dei pochi fisici italiani viventi segnalati da Wikipedia (qui l’elenco completo), autore di numerosi contributi in elettrodinamica. Dal 1986 al 1990 pubblica i suoi primi articoli sulla “non radialità locale del vettore di Poynting”. 
Per gli specialisti diremo che  mediante un modello dipolare di sorgente è riuscito a valutare l’energia e la quantità di moto associate all’onda trasversale dalla sorgente elettromagnetica, ottenendo anche la previsione teorica esatta delle costanti di struttura fine e di Planck. 
Ma è solo nel 1999  che propone una descrizione elettromagnetica della quantizzazione dell’energia e della quantità di moto di un fotone, del principio di indeterminazione di Heisenberg e dello spin, stimolando anche una reinterpretazione fenomenologica delle basi teoriche della meccanica quantistica.
Nella teoria di Bridge (nome proposto dallo stesso autore), il fotone è il risultato della localizzazione spazio-temporale di quantità di moto ed energia da parte di una sorgente elettromagnetica (reale o virtuale) di tipo dipolare.Direttore scientifico e redattore di Gravità Zero, non è stato per noi difficile intervistarlo.
In che cosa consiste la “Bridge Theory”? 
Credo che La Bridge Theory possa essere considerata una vecchia conoscenza di Gravità Zero. Tra articoli divulgativi, audiointerviste e il libro “Oltre la Frontiera Quantistica”, di Bridge Theory nel bene e nel male se ne è sentito sicuramente parlare. Ad ogni modo la Bridge Theory è una teoria relativamente nuova e intraprendente. Nasce dalle basi classiche dell’elettromagnetismo, sviluppando un modello di interazione dipolare dimostrando che fenomenologie credute sino a prima incompatibili come quelle descritte dalla Meccanica Quantistica da una parte e dalla Relatività dall’altra, non sono affatto incompatibili perché sono effetti coerenti prodotti dalla natura elettromagnetica di ciò che chiamiamo materia.

Questo significa che tutto quel che ci circonda è fatto da onde elettromagnetiche? 

 No, significa che quel che ci circonda è materia come noi la conosciamo che però per poter essere così, con tutte le caratteristiche microscopiche e macroscopiche che effettivamente ha, deve esserci un perché, quindi deve esistere una teoria in grado di descriverne la realtà fenomenologica. Attualmente, l’unica teoria in grado di descrivere al meglio il mondo reale è il Modello Standard, purtroppo però non è in grado di descrivere né la massa delle particelle materiali né tantomeno la gravità, quindi la massa di una particella per ora è semplicemente attribuita come una caratteristica esterna al modello, proprio per questo al CERN si stà cercando la prova dell’esistenza del bosone di Higgs: l’unico modo di dar massa alle particelle. Inoltre per rappresentare le particelle, la loro propagazione e le loro interazioni, abbiamo bisogno di mescolare la teoria quantistica con la teoria della relatività. La cosa curiosa è che questo strano mix invece di dare problemi funziona talmente bene da rendere la Meccanica Quantistica e la Relatività sorprendentemente sinergiche. la Bridge Theory sfruttando il modello dipolare, spiega il perché della compatibilità delle teorie quantistica e relativistica, risolvendo perciò molti, se non tutti, i punti critici dell’attuale Modello Standard.  
In che modo la Bridge Theory risolve i punti critici? 
La Teoria di Bridge non è come alcuni pensano un’antagonista al Modello Standard, sicuramente è una teoria “minore” che ha però il pregio, con il suo particolarissimo approccio teorico, di permettere di penetrare all’interno dei quanti prodotti durante lo scambio di energia tra le particelle cariche. In senso metaforico la Bridge Theory “oltrepassa la frontiera quantistica” per permetterci di carpirne tutti i segreti. Possiamo dire che “fa da spalla” al Modello Standard giustificandone le lacune concettuali e spiegando perché per descrivere la realtà del mondo è corretto usare le nuove teorie quanto-relativistiche . 
Parliamo dell’ultimo articolo “Wave-Particle Behaviour in Bridge Theory
Difficile parlare dell’ultimo senza richiamare tutto il lavoro. La reale possibilità di “penetrare i quanti” ci ha permesso di studiare sia i fenomeni elettromagnetici che stanno alla base dell’origine della quantizzazione dell’energia, cioè che sono responsabili dei principi fondanti della Meccanica Quantistica, sia di studiare i fenomeni che caratterizzano la teoria della relatività speciale che è mostrata essere una conseguenza della presenza durante l’interazione tra due particelle cariche di un doppler sulla frequenza del fotone che media lo scambio di energia e di quantità di moto. I doppler, imposti dalle leggi di conservazione nella trasmissione degli impulsi elettromagnetici tra le particelle, dimostrano che ogni particella è vista da un osservatore come trasportata da un’onda di materia la cui energia e quantità di moto è localizzata in un quanto. Non esiste perciò alcuna incompatibilità all’uso congiunto della Meccanica Quantistica e della Relatività, purché si accetti che all’origine di tutto non ci sia l’energia o la massa, ma l’interazione coulombiana tra coppie di cariche elettriche, solo così fenomeni come il comportamento duale onda-particella che caratteriza la luce e la materia, diventano immediatamente comprensibili.

Fonti:

ArXiv http://arxiv.org/abs/1201.4577

On the Compatibility Between Quantum and Relativistic Effects in an Electromagnetic Bridge Theory

fonte: www.gravita-zero.org » Vai al post originale

E’ mancato Franco Pacini. Pur conoscendolo dalla mia giovinezza, lo ricordo principalmente per aver contribuito alla costruzione del più grande telescopio ottico su singola montatura mai realizzato, inaugurato in Arizona all’Osservatorio di Monte Graham.
Il tutto fu legato a una controversia con i legittimi proprietari del luogo: gli Apache.
Mount Graham è una montagna da sempre usata dagli Apache per cerimonie religiose collettive e per pratiche spirituali individuali. Ha quindi un ruolo centrale e fondamentale nella cultura e nella religiosita’ Apache.
Ma non solo: il governo americano ha selettivamente espropriato le terre dei nativi, relegandoli in riserve di estrema e dubbia (per le libertà civili) povertà ambientale.
Ebbi modo di incontrare, tra il 2002 e il 2003 Ola Cassadore, Portavoce ufficiale del Consiglio Tribale degli Apache San Carlos e Presidente della Apache Survival Coalition, con il marito Mike Davis, Executive Director della Apache Survival Coalition. E anzi ebbi modo di trasportare sulla mia auto alcuni esponenti degli shamani, così come ingenuamente gli italiani li consideravano (in realtà erano autentiche e importanti figure politiche).
La loro visita ebbe lo scopo di sensibilizzare il pubblico italiano sul problema dei diritti di questo popolo e di incontrarsi con varie personalità politiche per chiedere il blocco dei fondi destinati all’osservatorio. Furono mobilitate tutte le forze a sostegno della loro causa e sono avvenuti importanti incontri con un ampio ventaglio di forze politiche italiane.
Avete presente il film “Avatar”? Successe qualcosa di simile in quei luoghi…
L’ascetico comportamento di come alcuni astrofisici italiani trattarono il problema e di come  razionalmente i nativi rivendicarono i loro diritti non mi lasciarono indifferente.
Se e quando ne avrò voglia racconterò di quegli incontri.

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Tutto è relativo? Sbagliato pensarlo. Anzi. La teoria della Relatività è la “teoria degli assoluti” secondo Odifreddi.  Godibilissimo questo documentario sulla vita di Albert Einstein.

Le puntate seguono con [2][3][4][5][6]

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Un bel documentario, condotto dal filosofo Giulio Giorello, sulla vita e le opere di Karl Popper.

 

 Qui la continuazione [2] [3] [4] [5]

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SONO STATO IN Canada, a Waterloo, a vedere Research in Motion, qualche anno fa. Mi sono innamorato. Vero “Made in Canada”, da esserne orgogliosi per loro. C’era davvero tanto: lavoro per molta gente, le fabbriche dove montavano i prodotti, i centri di ricerca che attraevano i migliori ingegneri di tutto il mondo, l’orgoglio di produrre qualcosa di unico. Come tante aziende prima di RIM, i due Ceo avevano fatto da soli il miracolo e creato addirittura ambiziose tracce di un ecosistema. Due grandi ego (ho incontrato entrambi e mi sono parsi, in momenti diversi, persone insopportabili, cordialmente antipatiche e piene di loro stesse) che però avevano fatto tanto. Avevano dentro qualcosa da dire e l’hanno tirata fuori.

Tanto di cappello. Ma, come tanti altri prima di loro, i due Jim Balsillie e Mike Lazaridis (particolarmente antipatico, l’ultimo), non hanno capito che il vero lavoro comincia quando hai conquistato il mondo. E loro il mondo l’avevano conquistato in venti anni con il Blackberry, ma non hanno saputo gestire il loro vantaggio. Come e peggio di quelli di Nokia (che si sono venduti a Microsoft in maniera impietosa). Non hanno perso contro Apple e l’iPhone, attenzione: hanno perso contro la consumerizzazione, la tendenza a veder crescere i prodotti consumer e non quelli aziendali in prima battuta.

La mossa dei due di RIM è stata di negare l’evidenza e resistere al di là del plausibile. Hanno quasi affondato la loro azienda, adesso sono praticamente fuori, non verranno rimpianti. Anche perché c’è da dubitare che rimanga un’azienda che li rimpiangerà.

Tanti saluti.

Money Quote: WATERLOO, Ontario—After 20 years together at the helm of Research In Motion Ltd., Jim Balsillie and Mike Lazaridis, the company’s co-chief executives, turned over the top job late Sunday to a little-known insider as part of a board and management shuffle.

Tra l’altro, non vogliono mollare le loro quote, hanno nominato una perfetta sconosciuta al loro posto, e vedrete che, se rimangono attaccati, l’azienda finisce venduta oppure chiude. Date retta a me…

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Titolo originale: 100 feet

Nazione: USA

Anno: 2008

Genere: horror

Durata: 1h45m

Regia: Eric Red

Sceneggiatura: Eric Red

Fotografia: Ken Kelsch

Musiche: John Frizzell

Cast: Famke Janssen, Bobby Cannavale, Ed Westwick, Michael Paré, Patricia Charbonneau, John Fallon, Kevin Geer, Tibor Pálffy, Kembe Sorel, Evelyne Kandech, Ken Kelsch

Trama

Durante dell’ennesima violenta lite con il…

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Per la prima volta in Italia, la mostra “da Hopper a Warhol”, offre la possibilità di ammirare in un unico scenario ben 25 opere della pittura americana del XX secolo. Il percorso museale ripercorre gran parte del ‘900 attraverso il realismo di Edward Hopper, la cosiddetta “visione regionale” di Thomas Hart Benton e l’esperienza descrittiva e metafisica della Giorgia O’Keeffe. Si prosegue con due…

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La mostra “da Vermer a Kandinsky”, a Castel Sismondo di Rimini dal 21 gennaio al 3 giugno 2012, è un’incredibile panoramica di autorevoli capolavori provenienti dai più importanti musei del mondo che hanno concesso questi prestiti di immenso valore per celebrare i 15 anni di attività di Linea d’ombra nell’organizzazione di mostre d’Arte in Italia, creata nel 1996 dal direttore generale Marco…

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La rivista per ragazzi MondoErre insieme allo sponsor Ramella Franco lancia un gioco online. Per partecipare è necessario collegarsi al sito www.quantoseibravo.it e rispondere a 3 domande sull’elettricità.

Le trovate al link seguente: www.quantoseibravo.it/ramella.php

Chi ha inventato il parafulmine?
- Chi ha inventato la lampadina?
A cosa serve l’interruttore magnetotermico che hai in casa?







Tra tutti i vincitori sarà estratto il CD-Rom “MONDOALLEGRO”


E tutti i partecipanti riceveranno via email l’EBOOK “GUIDA ALL’ELETTRICITA’ SICURA”, un manuale di agile lettura che aiuterà a gestire al meglio e senza pericoli  l’elettricità domestica. 

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